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Cala Azzurra di Favignana, una piscina naturale di immensa bellezza da scoprire

Siamo in un territorio dove il tempo è sospeso nel tempo, dove si lascia spazio all’azzurro nelle sue mille declinazioni: il mare non si limita a lambire la costa, ma la scolpisce, la illumina, la trasforma in una tela cangiante di turchese e smeraldo. Siamo a Favignana in Sicilia, precisamente in una delle sue spiagge più belle, ovvero Cala Azzurra, dove l’acqua così trasparente da sembrare irreale, svela ogni piega del fondale sabbioso; le scogliere, levigate dal vento e dalla salsedine, proteggono questa sorta di piscina naturale. Ecco come arrivare a Cala Azzurra e cosa vedere.

Cala Azzurra di Favignana, come arrivare

Non è solo una delle spiagge più belle della Sicilia, ma dell’Italia, se non del mondo: ogni angolo di questo posto è più unico che raro. A rendere tanto caratteristica quanto riconoscibile il posto troviamo naturalmente l’acqua cristallina, così come il fondale sabbioso, di colore bianco, dove è persino possibile osservare dei riflessi rosa. Contrariamente ad altri scorci della Sicilia, Cala Azzurra ha mantenuto la sua identità nel tempo, rimanendo “meravigliosamente” selvaggia.

Cosa fare a Cala Azzurra di Favignana

Fonte: Getty Images

Uno scorcio di Cala Azzurra di Favignana

Favignana è l’isola più grande dell’Arcipelago delle Egadi, e Cala Azzurra si trova precisamente nella zona est. Possiamo raggiungere Favignana con il traghetto, ma sull’isola non si trova facilmente parcheggio e in generale non è facile muoversi al suo interno durante il periodo dell’alta stagione. Possiamo comunque girarla a piedi o in bicicletta. Per raggiungere Cala Azzurra (che è contrapposta a Cala Rossa essendo nella zona nord-orientale), possiamo seguire le indicazioni per Punta Fanfalo e poi quelle per Punta Marsala. Si trova, dunque, sulla costa sud-orientale di Favignana, a circa 5 km dal centro. La zona è comunque ben segnalata, ci si può accedere facilmente.

Cala Azzurra di Favignana, cosa fare e cosa vedere

In virtù del suo fondale, è una meta gradita da tutti, incluse le famiglie in viaggio con bambini. Inoltre, è a dir poco perfetta sia per chi ama nuotare quanto per gli appassionati di sport acquatici come lo snorkeling. O magari solo per prendere la tintarella in una cornice da favola. Cala Azzurra si compone di due spiagge, entrambe abbastanza piccoline, che sono separate dagli scogli: per il resto, la fitta vegetazione fa da sfondo.

L’acqua è di un azzurro intenso, declinato davvero in mille tonalità: tra l’altro segnaliamo che il mare è spesso calmo, e il fondale rimane basso anche a distanza dalla riva. La Sicilia è famosissima per il vento, ma la posizione di Cala Azzurra è davvero privilegiata, quindi rimane in qualche modo “protetta”: la brezza, tuttavia, solletica la pelle e dona un minimo di rinfresco durante l’estate, che sa essere anche severa con le temperature.

Non è una spiaggia attrezzata, quindi non c’è molto da fare sul posto, o almeno: siamo di fronte a una sorta di piscina naturale. Possiamo fare il bagno, prendere la tintarella, passeggiare e goderci questo magnifico panorama. Nelle vicinanze, tuttavia, è presente un bar vicino al parcheggio, dove poter prendere il pranzo, come i classici panini conditi alla siciliana. Ideali per ricaricare le energie dopo aver nuotato in una distesa di azzurro infinita. Il plus? La possibilità di spalmare l’argilla presente in una vena tra le rocce a destra: una coccola beauty dopo un tuffo nel mare.

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French Quarter a New Orleans, dove tutto è (davvero) possibile: cosa vedere

Conosciuto anche con il nome di Vieux Carré, il French Quarter (o Quartiere Francese) a New Orleans, negli Stati Uniti, è il quartiere più antico della città. Sappiamo che New Orleans è stata fondata nel 1718: la città si è sviluppata proprio intorno a questa zona, che era rinomata con il termine di “Vecchia Piazza”. Il nome rievoca tutt’oggi la storia di questo magnifico luogo in cui si susseguono luci al neon, bar e locali, ma anche attrazioni che meritano di certo una visita. Ecco dunque cosa vedere a New Orleans.

French Quarter a New Orleans, informazioni utili

La tradizionale architettura di New Orlenas

Fonte: iStock

La tradizionale architettura di New Orlenas

Prima di strutturare insieme l’itinerario di cose da vedere a New Orleans e in particolare, abbiamo pensato di dare qualche informazione utile sul Quartiere Francese, tappa imperdibile e fissa di ogni turista che programma una visita qui. La prima cosa da sapere è che la maggior parte degli edifici storici presenti sono stati costruiti alla fine del XVIII secolo. Tra i quartieri adiacenti troviamo Faubourg Marigny a est e Iberville e Tremé a nord.

Questo angolo è il cuore della città: ci troviamo vicino alla foce del fiume Mississippi. Il quartiere è a forma di rettangolo e si sviluppa su due strade maestre, ovvero la famosissima Bourbon Street e Orleans Street, che culmina in Jackson Square, dove è possibile vedere la Cattedrale di St Louis. Un po’ come Roma, tutte le strade di New Orleans portano al Quartiere Francese. Lo possiamo raggiungere facilmente con la fermata principale del tram Toulouse della linea 49. In alternativa, possiamo fermarci al Canal at Bourbon.

Bourbon Street

Bourbon Street è il cuore pulsante di New Orleans, una strada iconica nel Quartiere Francese. La conosciamo per la sua atmosfera vivace, per il jazz dal vivo e i cocktail fino a notte fonda, ma anche per essere un esempio dell’architettura coloniale affascinante. Possiamo davvero scoprirne l’anima: di giorno affascina con il suo charme storico, di notte si trasforma in un’esplosione di luci, energia e pura joie de vivre.

Bourbon Street

Fonte: iStock

Uno scorcio di Bourbon Street

Oggi questa strada è di certo il fulcro della movida serale, e c’è un motivo: nel Novecento, a cavallo tra gli anni ’40 e ’50, offriva degli spettacoli di striptease, ma non solo, poiché le persone qui venivano in cerca di intrattenimento musicale, di locali in cui ascoltare musica jazz, di cocktail da bere fino a tardi divertendosi insieme. Oggi questa via ha subito una sorta di trasformazione rispetto al passato ed è dunque un punto di riferimento per chi ha scelto di trascorrere le vacanze a New Orleans per la vivace e mai noiosa vita notturna.

Jackson Square

Non possiamo parlare di New Orleans senza menzionare Jackson Square, che si trova proprio a pochi passi dalla sponda del Mississippi River. Si tratta di un vero e proprio parco che è stato dichiarato monumento storico nazionale. Il motivo è presto spiegato: siamo in un luogo storico per gli Stati Uniti, in quanto qui è stata firmata l’acquisizione della Louisiana. Rispetto ad altri angoli della città, qui è davvero possibile riscoprire il legame tra New Orleans e la Francia, in quanto è stata progettata sul modello di Place des Vosges, ovvero la piazza più antica di Parigi. Jackson Square un tempo si chiamava Place des Armes. Da non perdere, infine, la statua equestre di Andrew Jackson.

St. Louis Cathedral

La cattedrale di Saint Louis, che si trova a New Orleans, è stata realizzata tra il 1789 e il 1794. Ad oggi è tra le cattedrali più antiche esistenti negli Stati Uniti. È stata fatta in seguito una piccola aggiunta, ovvero la torre centrale con l’orologio e la campana: nel 1850 è stato inoltre previsto un ampliamento della chiesa e, purtroppo, il campanile è crollato durante i lavori. In seguito è stato ricostruito. Nel 1964, Paolo VI l’ha elevata a basilica minore.

Louisiana State Museum

Il Louisiana State Museum è stato fondato nel 1906 ed è un vero e proprio sistema statale di monumenti storici nazionali: al suo interno troviamo una vastissima collezione di manufatti e di opere d’arte che possono raccontarci la diversità culturale e l’identità della Louisiana. In ambito culturale, questo museo propone diverse iniziative da non perdere per scoprire la storia del paese.

New Orleans Jazz Museum

Il jazz è nato a New Orleans e con il New Orleans Jazz Museum si cerca dunque di celebrare la storia di questo genere musicale attraverso programmi educativi, spettacoli musicali coinvolgenti e persino mostre interattive e dinamiche. Per chi ama il jazz, è un’occasione da non perdere in alcun modo.

French Market Aperto

Aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00, compresi i giorni festivi, il French Market District è composto da vari negozi. Le attività del mercato francese includono non solo il mercato delle pulci, ma anche quello degli agricoltori con ristoranti e bar all’aperto dove fermarsi ad assaggiare il cibo tipico del posto. Parliamo dunque di un luogo che ha più di 200 anni, in quanto il primo mercato francese è stato aperto nel 1791 ed è fonte di orgoglio per la comunità.

Pontalba Buildings

Parliamo degli edifici che vanno a formare due lati di Jackson Square nel French Quarter di New Orleans: realizzati in mattoni rossi e costruiti alla fine del 1840 dalla Baronessa Micaela Almonester Pontalba. Al piano terra si trovano negozi e ristoranti, mentre ai piani superiori ci sono appartamenti che sono tra i più antichi negli Stati Uniti. Osservare questa struttura è un’occasione unica, considerando che, prima di tutto, siamo di fronte a un monumento storico nazionale, dichiarato nel 1974, ma questi edifici sono stati spesso anche presenti nei romanzi e nei film, in quanto famosissimi, uno dei simboli dell’architettura di New Orleans.

Vicolo dei Pirati

Infine, è impossibile lasciare New Orleans senza aver visitato il Vicolo dei Pirati, o Pirate Alley, che è tutt’oggi circondato da tantissime leggende e tradizioni, molte delle quali, a dire il vero, false. In passato c’era chi diceva fosse un rifugio per pirati: fino alla metà degli anni ’60 è stato conosciuto con il nome di Orléans Alley. Un altro dei suoi tratti caratteristici? La bellezza di Pirate Alley cambia in base alle stagioni (New Orleans è nota per il suo clima e le temperature alte in estate): soleggiata e cordiale, o spettrale e nuvolosa!

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Huangshan, montagna incredibile: le nuvole danzano tra pini millenari

Nel cuore della provincia cinese di Anhui si erge una montagna che sembra nata dai sogni. Il suo nome è Huangshan, e per i cinesi è “la montagna strana numero uno”, un luogo che sfida la logica e conquista il cuore. Le sue vette di granito si innalzano come dita verso il cielo, accarezzate da una nebbia danzante che sembra viva, e le nuvole non si limitano a passare: fluttuano, si avvolgono ai pini millenari, si fondono con le rocce in una coreografia che lascia senza fiato.

Un simile e straordinario paesaggio ha guadagnato a Huangshan l’onore di essere inserita tra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Ed è davvero difficile trovare un altro luogo che possa vantare la stessa combinazione di poesia naturale e potenza geologica.
Le montagne si estendono su una superficie di 1200 chilometri quadrati e raggiungono la loro vetta massima al Picco del Loto, che svetta a 1864 metri. Il clima monsonico subtropicale regala atmosfere cangianti, mentre la flora (con oltre 1400 specie) e la fauna, ricca di centinaia di specie selvatiche, rendono questo paradiso terrestre un rifugio di biodiversità e vibrante bellezza.

Huangshan è un’esperienza mistica e chiunque rimane ammaliato dalle sue “cinque meraviglie”: le forme uniche dei suoi pini, le rocce scolpite dal tempo, il Mare di Nuvole, le sorgenti termali e la neve che a volte dipinge i paesaggi come in una fiaba invernale. Ma il viaggio inizia davvero quando ci si addentra tra le cascate, le vette leggendarie e gli alberi che sembrano provenire da un dipinto antico.

Le maestose tre cascate

Il suono dell’acqua che cade rompe il silenzio della montagna e accompagna il cammino del viaggiatore in un concerto naturale che risveglia i sensi. Le cascate di Huangshan non sono semplici corsi d’acqua, ma opere d’arte scolpite nella roccia, ognuna con il proprio ritmo e la propria anima.

La Cascata Jiulong, la più maestosa tra tutte, scende in nove livelli successivi, creando un effetto scenografico che lascia incantati. Ogni salto dà vita a una piscina naturale, in cui la luce si rifrange e danza come se anche l’acqua volesse partecipare al gioco eterno delle nuvole.

Diversa ma altrettanto affascinante è la Cascata Renzi, conosciuta anche come Double Dragon per la sua forma a Y. Qui, l’acqua si biforca come due draghi che scendono dalle montagne, sfidando la gravità e accarezzando le pareti di pietra in una discesa fluida e potente.

Infine, la Cascata Baizhang incarna l’essenza del salto vertiginoso. L’acqua si getta nel vuoto con forza e grazia e ricrea un’atmosfera di energia e stupore. È uno spettacolo che cattura il respiro, una discesa che sembra voler toccare le profondità della terra per poi risalire nei sogni di chi osserva.

Le vette millenarie

Monti Huangshan

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Straordinari Monti Huangshan

Ogni cima di Huangshan ha un nome, un volto e una leggenda. Non sono soltanto rilievi geografici, ma presenze vive che raccontano storie e offrono visioni. Scalare le vette è un atto di contemplazione, un dialogo intimo tra essere umano e natura.

Il Picco Tian Du regala vedute che si aprono come ventagli sulla catena meridionale. Qui si ha la sensazione di dominare il mondo, mentre il vento porta con sé antichi sussurri.

Il Picco del Loto, il più alto, richiede impegno per essere raggiunto, ma una volta in cima la sua forma che richiama i petali di un fiore sacro apre il cuore alla meraviglia. Il percorso è ripido, ma la ricompensa è un paesaggio che resta scolpito nella memoria.

Il Vertice Luminoso, con le sue zone pianeggianti, è il luogo ideale per fermarsi ad ammirare il sorgere o il calare del sole. Le luci dorate accarezzano le rocce e le trasformano in sculture viventi.

Il Picco Aoyu evoca leggende antiche: la sagoma ricorda una tartaruga gigante che porta tesori sul dorso, quasi a voler proteggere la ricchezza spirituale del territorio.

Il Picco del Leone è famoso per la vista dell’alba, ma soprattutto per il Monkey Watching the Sea: una formazione rocciosa che, da un certo punto di vista, mostra una scimmia seduta, assorta a osservare il Mare di Nuvole. È uno degli scorci più fotografati, e non c’è da stupirsi: la pietra si fa creatura, e lo sguardo del primate diventa il nostro.

Suggestiva anche la Roccia Volante, in equilibrio precario su una piattaforma stretta, come se fosse caduta dal cielo e si fosse posata lì, sospesa tra il possibile e l’impossibile.

E se si cerca una sfida, la Scala delle Nuvole dei Cento Gradini è pronta a mettere alla prova. Duecento gradini incisi nella montagna conducono verso l’alto, tra paesaggi di un sogno taoista.

I famosi pini di Huangshan

Non si può parlare di Huangshan, tappa imperdibile di un viaggio in Cina, senza citare i suoi dieci pini. Alberi antichi, solitari, nati in luoghi impensabili, sospesi tra il cielo e l’abisso. Crescono dalla roccia, sfidano il vento e abbracciano le nuvole.

Il più noto è il Pino di Benvenuto per gli Ospiti, dai rami allungati che sembrano accogliere il visitatore in un gesto di saluto. È un’icona di ospitalità, un “albero che sorride” con le braccia aperte. Il Pino d’Addio, al contrario, rappresenta il distacco: anch’esso con rami distesi, ma rivolti altrove, come se accompagnasse l’ospite sulla via del ritorno.

Tra i più poetici c’è poi il Pino di Putuang, che con la forma a cuscino incarna la quiete, la pace che si prova nel lasciarsi andare alla contemplazione.

Il Pino Arpa, con i rami eleganti, evoca melodie silenziose e sembra suonare una sinfonia invisibile che si diffonde nell’aria frizzante del mattino.

Affascinante è anche l’Esplorando Ocean Pine, sospeso su una scogliera e proteso verso l’infinito. È il simbolo di chi cerca, di chi non si accontenta dello sguardo verso il basso.

I due tronchi della Coppia di Pini parlano d’amore: uniti, inseparabili, condividono lo stesso spazio e la stessa luce, amati dai viaggiatori romantici.

Più possente è il Pino Tigre Nero, con i rami forti e piegati come zampe di un felino in attesa. Un’immagine che trasmette forza e protezione.

Il Pino Artiglio del Drago sembra voler afferrare la montagna con le sue radici esposte: simbolo di coraggio e tenacia, ricorda che anche nei luoghi più ostili si può fiorire. Il Pino Guida si piega verso il sentiero, quasi a voler indicare la via. Un compagno di viaggio che non parla, ma sa orientare.

Infine, il Pino Kirin, che somiglia alla leggendaria creatura cinese, racchiude in sé grazia e potenza, la stessa dualità che caratterizza tutta Huangshan.

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Sognando la Patagonia: la magia del Distretto dei Laghi

La Patagonia è il confine del mondo, la linea prima del nulla; è l’eco del passato che corre tra maestose montagne, sopra i laghi di un blu disarmante e che viene spinto dal vento che soffia su terre sconfinate. È l’incipit di una storia primordiale fatta di ghiacciai millenari che riposano come giganti dormienti, steppe infinitamente silenziose e colline plasmate come plastilina dalle mani del tempo. Qui, ogni cosa, ogni elemento racconta una storia molto più antica di noi. Dicono che un viaggio in Patagonia ti cambia per sempre e noi non possiamo che essere d’accordo. Per descrivere tutte le meraviglie di questo luogo servirebbe un libro intero, oggi ti portiamo con noi in un viaggio alla scoperta di una delle tantissime gemme preziose che questa zone dell’Argentina ha da offrire: il Distretto dei Laghi.

Cos’è il distretto dei laghi in Patagonia

Uno dei meravigliosi laghi in Argentina

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Giochi di riflessi nel Distretto dei Laghi in Argentina

Di luoghi “da cartolina” o “instagrammabili”, se vogliamo usare un gergo più vicino alle nuove generazioni, ne è pieno il mondo. Ma i luoghi che sembrano appena usciti da un libro di fiabe illustrate sono molto più rari. Il Distretto dei Laghi in Patagonia è esattamente uno di questi: un angolo di mondo dove la natura è maestra di vita e dove il tempo lascia spazio allo stupore. Il distretto è situato al confine tra Cile e Argentina, nella parte meridionale del Sud America e, più precisamente, si estende dalle regioni cilene di Los Rios e Los Lagos, alla provincia di Neuquen in Argentina. Si tratta di una zona di bellezza sconfinata, dove la natura si riflette sulle superfici dei laghi come in antichi specchi d’argento, i boschi secolari sono custodi di storie millenarie e le cime delle montagne si stagliano come schegge su cieli infiniti. Ma i veri protagonisti, come avrai intuito dal nome, sono i laghi; se ne contano tantissimi in tutta la regione ma alcuni sono più celebri di altri e oggi te li vogliamo raccontare.

Lago Nahuel Huapi

Il cuore pulsante della Patagonia del Sud. Oltre 500 chilometri quadrati di acqua cristallina che varia dal blu profondo al turchese brillante. Ad abbracciare il lago ci sono le Ande con le cime innevate che si riflettono sull’acqua dal cui centro emergono isole iconiche e intrise di storie come Isla Victoria e la Foresta di Arrayanes – proprio qui leggenda narra che Walt Disney trovò ispirazione per la storia di Bambi. Ma questa non è l’unica leggenda di questo lago, anzi. Il Nahuel Huapi è ricco di misteri, come quel del Nahuelito, una creatura mitologica che popola le sue acque e che potrebbe essere considerata cugina del mostro di Lochness.

Lago Correntoso

Piccolo ma di una bellezza incredibile, con acque cristalline sulle quali si riflettono i boschi circostanti creando dei giochi di luce e colore degni un quadro impressionista. Questo lago è un vero e proprio paradiso per i pescatori poiché le sue acque sono popolate da moltissime trote. Fun Fact: il Rio Correntoso che collega questo lago con il Nahuel Huapi è considerato uno dei fiumi più corti al mondo, con una lunghezza di appena 200 metri.

Lago Lácar

Se questo lago potesse parlare, scopriresti un’anima malinconica e poetica. Acque placide e un silenzio sorprendente interrotto solo da qualche suono della natura circostante. Se stai cercando il relax più totale, questo lago fa per te, perfetto per godere appieno della natura incontaminata che lenisce qualsiasi tipo di dolore, stanchezza o malumore. Il luogo ideale per lasciarsi cullare dalla Patagonia più autentica. Inoltre, se sei un amante del kayak qui troverai pane per i tuoi denti.

Lago Espejo

Il nome è già abbastanza esplicativo, questo lago è, a tutti gli effetti, un enorme specchio adagiato sulla terra pronto a riflettere i cieli della Patagonia. Soprattutto nelle giornate senza vento, le montagne e i boschi circostanti si sporgono su di esso cercando il proprio riflesso. Possiamo dire che il Lago Espejo sia uno dei più suggestivi di tutto il distretto. Inoltre, è una sosta obbligata per chiunque voglia intraprendere la Ruta de los siete lagos!

Lago Traful

Se ti piacciono i misteri, le leggende e le storie intriganti, il Lago Traful è ciò che fa per te, esattamente come il Nahuel Huapi di cui ti abbiamo parlato poco fa. La sua anima enigmatica e l’allure che lo circonda sono dovute sia alla sua posizione sia ad alcuni fenomeni che lo caratterizzano. Innanzitutto, per raggiungerlo dovrai avventurarti in strade sterrate e superare foreste fitte e silenziose. Una volta superate, lo scenario che si aprirà ai tuoi occhi ti toglierà il fiato. Ma il vero tratto affascinante è il Bosque Sumergido, una foresta di boschi pietrificati che riposa nelle profondità del lago e che dona a questo luogo un’atmosfera incredibilmente surreale. Se sei una persona che ama uscire dai sentieri battuti e cerca sempre quell’alternativa più di nicchia, questo è il posto giusto per scoprire una Patagonia autentica e perfettamente intatta.

Lago Villarino e Lago Falkner

Questi due laghi vengono spesso citati insieme proprio perché è come se fossero due fratelli separati soltanto da istmo di terra. Il Villarino è il più timido tra i due, con una vegetazione fitta che lo circonda trasformandolo nel rifugio perfetto per gli animali selvatici che popolano l’area. Il Falkner, invece, è il più scenico tra i due, aprendosi con una lunga spiaggia di sabbia chiara, baciata dal sole caldo che invita tutti a godersi una sosta rilassante. Due laghi che, oltre alla loro bellezza con pochi eguali al mondo, sono capaci di ispirare, raccontare storie e aiutare chi li visita a ritrovare il proprio benessere psicofisico.

Cose da sapere sul Distretto dei Laghi in Patagonia

Dopo averti raccontato i protagonisti indiscussi del Distretto dei Laghi in Patagonia, è il momento di fornirti una serie di informazioni utili alla programmazione del tuo viaggio. Dalle esperienze da provare assolutamente a come raggiungere il distretto, qui troverai tutto ciò che ti serve per pianificare l’esperienza nei minimi dettagli

Esperienze da provare

Ragazza con kayak nel Distretto dei Laghi in Argentina

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L’esperienza unica di pagaiare in Kayak nel Distretto dei Laghi in Patagonia

Il Lake District argentino ha davvero tanto da offrire a chiunque voglia immergersi nella sua bellezza ed è capace di soddisfare desideri e attitudini di qualsiasi tipo di viaggiatore passando da un estremo all’altro: da chi cerca una vacanza all’insegna del relax totale a chi invece vuole tenere sempre alto il livello di adrenalina. Questo meraviglioso angolo di mondo riesce davvero a mettere d’accordo tutti. Ecco alcune esperienze che puoi fare nel distretto dei laghi in Patagonia:

  • Affrontare la Rute de los siete lagos: ci sono percorsi che si affrontano con l’obiettivo di raggiungere la meta finale e percorsi che si percorrono per lasciarsi stupire passo dopo passo. La Ruta de los siete lagos fa parte di questa seconda categoria. Un percorso che si snoda per 110 chilometri tra San Martín de los Andes e Villa La Angostura, nel cuore della Patagonia e che attraversa boschi, valli e montagne toccando sette dei laghi più belli del distretto.
  • Fare attività outdoor: questo scenario naturale si presta ovviamente a moltissime attività sportive outdoor come trekking tra foreste e laghi. Sono tanti i sentieri che puoi calcare se sei un amante delle camminate in mezzo alla natura come, ad esempio, il Circuito Cerro Catedral – nella provincia di Bariloche – che ti regala panorami spettacolari e viste mozzafiato sullo spettacolare Nahuel Huapi; il Sendero Bosque de Arrayanes, per un’escursione incredibile tra gli alberi di questa bellissima foresta che ispirò Walt Disney; Cascada Ñivinco, un sentiero facile e breve che porta a una cascata nascosta in mezzo a un bosco; Ascensione al Volcán Lanín, per i più temerari e avventurosi che non vogliono perdere l’occasione di arrivare alla vetta innevata di un vulcano. Se alle camminate preferisci gli sport acquatici, puoi provare l’esperienza del Kayak! Tra le esperienze più suggestive in questo senso ci sono pagaiare sul Lago Espejo all’alba, oppure esplorare le baie nascoste del Lago Nahuel Huapi.
  • Provare la pesca sportiva: i laghi del distretto sono ricchi di trote fario e pesci lacustri, pertanto diventano un vero e proprio paradiso per tutti gli amanti della pesca. Tra i luoghi da non perdere troviamo il Río Correntoso,  che nonostante la sua breve lunghezza è pieno di pesci; il Lago Traful, perfetto per la pesca nelle sue acque trasparenti; il Río Limay, per chi vuole provare il brivido di catturare una trota gigante.
  • Esplorare le cittadine della Patagonia: in quest’area non ci sono solo laghi ma anche piccoli villaggi e cittadine da esplorare per entrare nel vivo della cultura di questo luogo. Da non perdere assolutamente San Martín de los Andes, un piccolo villaggio di montagna che si affaccia sul Lago Lácar, e Villa La Angostura: una piccola cittadina elegante che si distingue per i suoi chalet in legno e le vista mozzafiato sul Nahuel Huapi.

Come raggiungere il Distretto dei Laghi

Decidere di intraprendere un viaggio nel Distretto dei Laghi in Argentina significa regalarsi un’esperienza difficile da dimenticare e che saprà darti tantissime emozioni. Come hai visto, questa regione si trova a metà tra due stati: il Cile e l’Argentina, pertanto sono molti i punti di accesso per raggiungerla. Per chi arriva dall’Europa o dal Nord America, le porte d’ingresso sono Buenos Aires in Argentina o Santiago del Cile. Una volta arrivati in una di queste due località si può proseguire con un volo interno della durata di due o tre ore verso gli aeroporti locali:

  • Aeropuerto de Bariloche (BRC), il punto di arrivo migliore per chi vuole esplorare la Patagonia o intraprendere la Ruta de los siete lagos.
  • Aeropuerto Aviador Carlos Campos (CPC), perfetto per chi vuole iniziare il viaggio partendo da San Martín de los Andes.
  • Aeropuerto El Tepual (PMC), il punto ideale per chi invece vuole visitare l’area cilena del distretto.

Una volta raggiunti gli aeroporti locali, dovrai proseguire il tuo viaggio su strada. Consigliamo di noleggiare un’auto in modo da goderti appieno la regione esplorandola in lungo e in largo e dettando tu i tempi. Volendo ci sono anche bus che collegano le città principali.

Quando andare nel Distretto dei Laghi

Inverno nel Distretto dei Laghi in Argentina

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La magia dell’inverno abbraccia il Distretto dei Laghi in Patagonia

Puoi visitare il Distretto dei Laghi quando vuoi, proprio perché ogni stagione regala qualcosa di diverso e offre esperienze variegate, il paesaggio cambia continuamente proprio come un dipinto cambia colore nel tempo. In generale, l’estate australe (che va da dicembre a febbraio) è il periodo migliore per chi vuole provare esperienze all’aperto come trekking tra foreste e vulcani, kayak sulle acque dei laghi o affrontare la Ruta de los Siete Lagos. In questo periodo, le giornate sono lunghe e soleggiate, il clima è piacevole e la natura è al massimo del suo splendore, verde e rigogliosa. In autunno (che va da marzo a maggio) la regione esplode di colore, i cieli si incendiano di rosso e oro e l’atmosfera è davvero magica. Inoltre è un periodo di bassa stagione, quindi puoi godere di luoghi meno affollati e potrai entrare in contatto con una natura realmente incontaminata. Se ami gli scenari da fiaba, allora la tua stagione ideale per visitare il Distretto dei Laghi argentino è l’inverno (che va da giugno ad agosto) quando tutto si tinge di bianco, Bariloche diventa capitale dello sci sudamericano, e i laghi e le montagne restituiscono uno scenario d’incanto. Infine, la primavera. Il periodo che va da settembre a novembre è il momento ideale per vedere la natura che si risveglia, i fiori che sbocciano e il verde rigoglioso riempire le fronde degli alberi. Anche in questo caso sei in bassa stagione quindi puoi godere di quiete e pace, lontano dai periodi più affollati come l’estate o l’inverno.

In sintesi, il Distretto dei Laghi non è una semplice destinazione. È un’esperienza da vivere e che coinvolge tutti i sensi. La vista viene appagata da scenari incredibili, l’olfatto viene solleticato dall’aria frizzante e dal profumo di legno e resina dei boschi, il tatto è coinvolto dalle texture naturali che potrai toccare con mano, l’udito è coccolato dai suoni della natura, come il vento che muove gli alberi e increspa le superfici dei suoi laghi, e il gusto viene avvolto dai sapori forti e decisi della cucina tradizionale. Tutto questo è la Patagonia che si specchia nei suoi laghi e si racconta a coloro che decidono di mettersi comodi e ascoltarla.

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Luoghi da film Viaggi

Le bellissime location di Costanza, la serie Tv di Rai1

In onda su Rai1 una nuova serie destinata a catturare l’attenzione del pubblico: Costanza. Parliamo di una fiction tratta dai romanzi di Alessia Gazzola, che porterà sullo schermo le vicende di Costanza Macallè, interpretata da Miriam Dalmazio.

Dopo il successo de L’Allieva, la Rai torna a esplorare il mondo della medicina, questa volta attraverso la Paleopatologia, una disciplina affascinante che studia le malattie del passato tramite l’analisi delle ossa umane.

La trama di Costanza

Costanza Macallè è una brillante anatomopatologa siciliana che, spinta dalla voglia di crescere professionalmente, decide di trasferirsi a Verona per un assegno di ricerca annuale in Paleopatologia. Nonostante il suo sogno sia lavorare in Inghilterra, accetta questa opportunità, trasferendosi in Veneto con la figlia Flora. Ad accoglierla c’è la sorella Antonietta, già residente a Verona, che la aiuterà ad ambientarsi in una città nuova e in un contesto lavorativo inedito.

Tutto sembrerebbe scorrere senza intoppi, se non fosse che a Verona Costanza ritrova Marco (Marco Rossetti), un amore del passato che non ha mai del tutto dimenticato. La scintilla tra i due non si è mai spenta, ma Marco ha una figlia e sta per sposarsi.

A complicare ancora di più la situazione, entra in scena Lorenzo Cervasio, un giovane uomo che inizia a corteggiare Costanza, dando vita a un triangolo amoroso che terrà il pubblico con il fiato sospeso.

Le location della serie

Gli interni della serie sono stati girati negli studi Videa di Roma, ma gli esterni hanno trovato casa in alcune delle città più affascinanti del Veneto.

Grazie al supporto della Veneto Film Commission, le riprese si sono svolte tra Verona e Vicenza, e sapranno regalare al pubblico scenari unici e un tour nelle bellezze artistiche e storiche della regione.

Verona

La città di Romeo e Giulietta fa da sfondo principale alla serie, con location che raccontano secoli di storia e bellezza.

Uno dei luoghi più suggestivi utilizzati per le riprese è il Castello di Montorio, una fortezza che affonda le sue radici nel X secolo e che, posto tra le valli della Valpantena e della Valsquaranto, ha avuto un ruolo strategico nella storia cittadina.

Altrettanto affascinante è il Museo degli Affreschi Cavalcaselle, inaugurato nel 1973 e intitolato al celebre storico dell’arte ottocentesco. Tra le sue sale, spiccano affreschi salvati dai danni dell’alluvione dell’Adige del 1882, insieme a sculture di Innocenzo Fraccaroli e Torquato della Torre e altre opere d’arte dal Rinascimento al Settecento. Degni di nota, gli affreschi recuperati nella Grotta dei Santi Nazaro e Celso, tra i più antichi siti della tradizione cristiana veronese.

Location di rilievo è poi la Tomba di Giulietta, all’interno della cripta sotterranea della chiesa di San Francesco al Corso. Sarcofago in pietra, legato al mito dell’eroina shakespeariana, si trova in un complesso oggi sconsacrato e annesso al Museo degli Affreschi.

Non poteva mancare l’Arsenale Franz Josef I, grandioso complesso militare costruito tra il 1840 e il 1861 durante la dominazione austriaca. Costituito da nove edifici distinti, delimitati da cortili e mura, oggi ospita un parco giochi e mostre d’arte.

Infine, scenario davvero eccezionale è il belvedere sull’Adige, un punto panoramico da cui si gode di una vista straordinaria sulla città e sul suo fiume, perfetto per scene di grande impatto visivo.

Vicenza

Anche Vicenza ha offerto i suoi angoli più incantevoli per Costanza.

Le riprese si sono svolte in Piazza Duomo, cuore elegante e tranquillo del centro storico, dove si erge il maestoso Duomo di Vicenza, dedicato a Santa Maria Annunciata, con facciata trecentesca e la cupola progettata da Andrea Palladio.

Nei pressi della piazza ecco il Criptoportico Romano, un’antica struttura sotterranea scoperta negli anni Cinquanta, che si pensa fosse un magazzino o un deposito romano.

Infine, non poteva mancare il Museo Diocesano, ospitato nel Palazzo Vescovile, che custodisce opere d’arte dal periodo tardo antico a quello contemporaneo e offre così una panoramica sulla storia dell’arte sacra vicentina. Il palazzo stesso, grazie alla posizione strategica, dona una vista unica sulla piazza e sul Duomo.

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Apre a Courmayeur una nuova pista da sci, dedicata a Federica Brignone

Courmayeur Mont Blanc e Courmayeur Mont Blanc Funivie hanno deciso di rendere omaggio alla straordinaria carriera della sciatrice italiana Federica Brignone dedicandole un tracciato nel prestigioso comprensorio sciistico della località valdostana.

Domenica 30 marzo alle ore 12 si terrà l’inaugurazione ufficiale della pista che porterà per sempre il suo nome. La pista numero 14, scelta per celebrare il talento della prima e unica sciatrice italiana ad aver conquistato la Coppa del Mondo Generale, diventerà un simbolo della sua eredità sportiva e della sua profonda connessione con la montagna e lo sci.

Chi è Federica Brignone

Federica Brignone, nata a Milano il 14 luglio 1990, è una delle atlete più vincenti della storia dello sci italiano. Cresciuta in una famiglia di sciatori, ha ereditato la passione per questo sport dalla madre, Maria Rosa Quario, ex campionessa di sci alpino, e dal padre, Daniele, maestro di sci. Nonostante le origini milanesi, la sua vera casa sportiva è sempre stata la Valle d’Aosta, dove si è trasferita da bambina e ha iniziato a gareggiare con lo sci club Courmayeur.

La sua carriera è iniziata presto: nel 2005 ha fatto il suo debutto nel circuito internazionale del Circo Bianco e nel 2009 ha conquistato il titolo di campionessa mondiale juniores di combinata. La prima vittoria in Coppa del Mondo è arrivata nel 2015 a Sölden, seguita da una lunga serie di successi che l’hanno consacrata tra le più grandi sciatrici di sempre.

L’ultimo trionfo, nel SuperG femminile di Kvitfjell il 2 marzo 2025, ha arricchito ancora di più il suo straordinario palmarès: cinque medaglie mondiali (due d’oro), tre medaglie olimpiche e un totale di 82 podi, di cui 36 vittorie in Coppa del Mondo. Numeri che la rendono l’azzurra più vincente della storia dello sci alpino.

E l’orizzonte è già rivolto alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, l’ultimo grande appuntamento che potrebbe coronare la sua carriera.

La pista a lei intitolata

La pista numero 14 del comprensorio di Courmayeur Mont Blanc si snoda sul versante Checrouit, un’area molto amata dagli appassionati di sci per la bellezza del tracciato e la vista spettacolare sul massiccio del Monte Bianco. Il percorso inizia a quota 2.260 metri dal Col Checrouit e si sviluppa per circa 1.500 metri, con un dislivello complessivo di 370 metri e una pendenza massima del 45%.

Oltre a essere un tracciato di grande valore paesaggistico, la pista vanta un’omologazione a livello nazionale e internazionale per tre discipline, il che la rende uno spazio ideale sia per le competizioni che per gli sciatori più esperti che desiderano mettersi alla prova su un terreno tecnico e impegnativo.

La soddisfazione di Federica e del sindaco di Courmayeur

L’intitolazione della pista è un riconoscimento che riempie di orgoglio Federica Brignone, che ha espresso la sua emozione con parole cariche di gratitudine: “Sono orgogliosa ed emozionata di questo splendido riconoscimento“.

Anche il sindaco di Courmayeur, Roberto Rota, ha sottolineato il valore di tale omaggio: “Intitolare uno di questi tracciati a lei è ovviamente un tributo più che dovuto e anche una grande fierezza per noi e per la località. Inoltre, sappiamo quanto Federica sia legata a queste montagne e questo ci riempie di orgoglio: è la miglior ambasciatrice che Courmayeur possa desiderare“.

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I 6 borghi più belli dell’Alta Valle del Volturno, angolo incantato d’Italia

L’Alta Valle del Volturno è un angolo incantato al confine tra Lazio e Abruzzo, dove la natura incontaminata si intreccia con una storia millenaria e borghi antichi raccontano, passo dopo passo, il passato di un territorio autentico.

In questa zona del Molise, ci si ritrova avvolti da un’atmosfera differente: le strade di ciottoli, le torri medievali, le chiese affrescate e i paesaggi vegliati dai monti regalano un’esperienza di viaggio intima, lontana dai circuiti turistici di massa. È qui che si celano alcuni dei borghi più belli, tesori da scoprire con lentezza, ascoltando il silenzio e respirando il profumo della terra.

Fornelli, il borgo delle sette torri

Quando si arriva a Fornelli, si ha subito la sensazione di entrare in un luogo sospeso nel tempo. Parte del circuito ufficiale de I Borghi più Belli d’Italia, si erge fiero nell’Alta Valle del Volturno con l’impianto medievale ancora intatto e una cinta muraria tra le meglio conservate dell’intera regione. Le sue torri, ben sette, svettano a protezione di un centro storico dove ogni pietra racconta storie di nobili, abati e antiche dominazioni.

Fornelli nasce nel X secolo, come insediamento fondato dagli abati di San Vincenzo al Volturno, che contribuirono alla rinascita di queste terre dopo un periodo di decadenza. Passeggiando tra le stradine strette che si arrampicano lungo il colle, si incontrano architetture nobiliari, palazzi storici e scorci che appartenere un manoscritto antico.

Colpisce la maestosità del castello, trasformato nel Settecento in un palazzo fortificato, dove nel 1744 soggiornò persino Carlo III di Borbone. E poi c’è la splendida chiesa madre di San Michele Arcangelo, custode di un’arte sacra che vibra ancora tra le navate.

Colli a Volturno, la piccola Parigi del Molise

Chi si avventura fino a Colli a Volturno scopre una fiaba. Le tre colline boscose, sempreverdi e avvolte da una vegetazione rigogliosa, gli hanno valso l’affettuoso soprannome di “piccola Parigi” del Molise. Ma non è solo un paragone poetico: custodisce davvero tesori unici, che narrano secoli di storia e una connessione profonda con la natura.

Il borgo affonda le sue radici nel VII secolo a.C., ai tempi dei Sanniti, ma fu nel Medioevo che i monaci benedettini di San Vincenzo al Volturno ne favorirono lo sviluppo. E ancora oggi, camminando per il paese, si possono ammirare resti di un acquedotto romano e soprattutto la cinta muraria sannitica, lunga sei chilometri, che affascina archeologi e studiosi da ogni parte del mondo.

A poco più di 400 metri d’altitudine, domina una valle incantevole, in un susseguirsi di scorci naturali che lasciano senza fiato: da una parte le vette delle Mainarde, dall’altra i profili del Matese. Qui, il contatto con la natura è totale, ma sempre intrecciato con la memoria storica di un popolo che ha saputo custodire le proprie radici.

Cerro al Volturno, il borgo del castello

Panorama di Cerro al Volturno

Fonte: iStock

Veduta panoramica di Cerro al Volturno

Arrivando a Cerro al Volturno non si può fare a meno di alzare lo sguardo verso il castello che troneggia sull’intero abitato. Sospeso su uno sperone di roccia che emerge dalla pianura, il borgo appare protetto da una cornice di mura antiche e silenziose. È il racconto della difficoltà della costruzione in un luogo impervio, ma anche la sicurezza che la posizione strategica ha garantito per secoli.

Cerro prende il nome da un albero secolare, il quercus cerri, e custodisce un centro storico compatto, che si scopre facilmente a piedi. Tra le case, alcuni murales geometrici animano le facciate e accompagnano fino al cuore del paese: il Castello Pandone. Edificato per la prima volta nel X secolo e ricostruito nel Quattrocento, ha saputo adattarsi alle forme della roccia, dando vita a un edificio irregolare ma affascinante, simbolo della forza e della tenacia del borgo molisano.

Le mura storiche che racchiudono il paese risalgono al XIV secolo e conservano ancora le tracce delle torri e delle abitazioni che vi si appoggiavano. Un piccolo mondo arroccato che resiste al tempo, fedele alla sua identità.

Rocchetta a Volturno, tra storia e spiritualità

Rocchetta a Volturno è un borgo doppio, diviso tra l’antico nucleo di Rocchetta Alta e la parte più recente costruita più a valle, Rocchetta Nuova. Una duplice anima che racconta la storia di un paese resiliente, che ha saputo reinventarsi senza perdere le proprie radici.

Arroccata sulla montagna, Rocchetta Alta custodisce i resti della Rocca medievale e regala panorami da sogno, mentre a valle, Rocchetta Nuova si sviluppa con ordine ottocentesco, frutto del trasferimento della popolazione in seguito a problemi di stabilità del terreno. Ma la vera perla del territorio è l’Abbazia di San Vincenzo al Volturno, uno dei più antichi monasteri d’Italia. Fondata nell’VIII secolo, l’abbazia ha attraversato secoli di distruzioni, rifacimenti e restauri, fino a ritrovare nel Novecento, grazie a un intervento attento, le forme gotiche del XIII secolo. Al suo interno si conservano rari affreschi di epoca longobarda, testimoni di un’arte perduta che riesce sempre a commuovere.

Non meno importante è la memoria storica legata alla Seconda Guerra Mondiale: nelle vicinanze si combatté duramente, e il Museo delle Guerre Mondiali ne custodisce le tracce e le storie.

Montenero Val Cocchiara, tra storia e spiritualità

Montenero Val Cocchiara è un piccolo scrigno di storia che si apre tra le colline molisane, abitato da poco più di 500 anime ma carico di un fascino antico. Le sue origini risalgono al lontano XI secolo, quando era un feudo dell’Abbazia di San Vincenzo al Volturno. Ma è già nel Chronicon Volturnense del 975 che si trova traccia del borgo, allora chiamato Mons Niger.

Nel XII secolo sorgeva già una chiesa dedicata a Santa Maria, oggi nota come Santa Maria di Loreto, che con la sua facciata austera, il portale settecentesco e il campanile svettante invita al raccoglimento e all’ammirazione. All’interno, spicca un altare del 1754 decorato con raffinati intarsi floreali, testimonianza di una sensibilità artistica raffinata.

Il centro storico, racchiuso da mura in pietra grigia e dominato dal maestoso Palazzo Ducale del 1891, è una vera perla da esplorare. Le numerose chiese, cappelle e luoghi sacri punteggiano il paese, rendendolo uno dei centri spiritualmente più ricchi della zona.

E tutto intorno, il paesaggio si apre sulla vallata del Pantano della Zittola, con le sue atmosfere quasi carsiche e una bellezza aspra, che conquista al primo sguardo.

Pizzone, il cuore selvaggio della Valle

Centro storico di Pizzone

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Scorcio del centro di Pizzone

Nascosto tra i boschi di faggio e acero, Pizzone è un piccolo paradiso verde che domina la valle Ura dal monte Mattone. Qui la natura detta ancora le sue leggi, e il borgo vive in perfetta armonia con l’ambiente circostante. Nei dintorni, si possono incontrare specie rare come l’orso bruno marsicano, l’aquila reale e i cervi, mentre il silenzio dei boschi accompagna i passi di chi esplora simili luoghi senza tempo.

Pizzone vanta ancora intatte le tre antiche porte di accesso, che delimitavano i vari nuclei abitativi poi fusi nel borgo attuale. Porta Lecina, Porta dei Santi e Porta Borea sono come varchi in un passato che continua a vivere tra le pietre.

Nel centro storico, la chiesa di San Nicola rivela l’anima antica, emersa dopo il terremoto del 1984, mentre numerose cappelle devozionali punteggiano il territorio e raccontano una fede semplice e radicata, plasmata di riti e silenzi.

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Quando visitare Seattle, i mesi migliori per partire

Seattle è una di quelle città che si possono visitare in qualsiasi momento dell’anno senza doversi preoccupare troppo delle condizioni meteorologiche, tante sono le opportunità che offre. In ogni mese e in ogni stagione infatti troverai qualcosa di interessante da fare e o da visitare ma è bene tenere presente quali siano i periodi in cui è davvero consigliabile partire per godere al meglio di ogni occasione.

Tra i vari soprannomi che Seattle si è guadagnata c’è quello di Rainy City, per quella tipica pioggerella che caratterizza la più grande città del Pacific Northwest, la regione nord-occidentale degli Stati Uniti che si affaccia sull’Oceano Pacifico.

Situata nello stato di Washington, si trova a poche miglia dal confine con il Canada e da Vancouver, con cui condivide lo Stretto di Georgia. L’acqua è un elemento imprescindibile del suo paesaggio, non solo per le frequenti piogge, ma anche per la sua particolare posizione geografica che fa sì che ne sia praticamente circondata.

seattle waterfront

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Seattle è circondata dall’acqua

Istintivamente, potresti pensare che le settimane migliori per visitare la città siano quelle che vanno da luglio a settembre, quando la temperatura media varia tra i 15°C e i 24°C. In effetti, durante questi mesi il cielo è sereno con poche piogge, permettendo a cittadini e turisti di godersi numerose attività all’aperto.

Naturalmente, questo fa sì che siano anche quelli dell’alta stagione turistica, con tutte le conseguenze del caso.

Il periodo dalla seconda metà di ottobre a febbraio, al contrario, è ideale per visitare musei, gallerie d’arte, ristoranti e per dedicarsi agli sport sulla neve nei bellissimi dintorni. In questi mesi in città si possono trovare molte offerte sugli alloggi, rendendo queste settimane le migliori per godersi Seattle in tranquillità.

Le stagioni di Seattle

L’altissima stagione a Seattle va da giugno ad agosto. La temperatura è intorno ai 24°C con un clima soleggiato, secco e caldo. L’umidità è bassa, il che favorisce un aumento della frequenza di voli, traghetti e tour in città.

Potresti riscontrare una carenza di camere d’albergo a caua dell’afflusso turistico e i prezzi subiscono un’impennata. Per questo, è sempre consigliabile muoversi per tempo e prenotare in anticipo la tua permanenza in città, dove potrai scoprire i luoghi resi celebri dall’acclamata serie TV Grey’s Anatomy.

Questa stagione è la migliore per le crociere per l’Alaska che partono e tornano al porto di Seattle, un’altra ragione per cui in questi mesi dovrai aspettarti di condividere Seattle con migliaia di turisti.

I mesi da aprile a maggio e da settembre a ottobre rientrano nella stagione intermedia di Seattle. Questi mesi sono ideali per visitare la città perché il clima è piuttosto piacevole, con temperature medie comprese tra i 15°C e i 20°C.

Il grande afflusso di turisti estivi inizia a diminuire all’inizio di questi mesi quindi si possono trovare ottime offerte sugli hotel. Tuttavia, dovrai munirti di ombrello e giacca impermeabile perché la pioggia ti farà spesso compagnia.

Questo è anche il periodo migliore per  osservare i cetacei come orche e megattere in transito, i cui avvistamenti in questi mesi sono piuttosto comuni.

Il periodo da novembre a marzo è evitato dalla maggior parte dei turisti. Il clima è umido, freddo e ventoso, con temperature che variano tra i 4°C e i 10°C. Tuttavia, è il momento ideale per gli amanti dei musei, che possono visitare le numerose gallerie della città.

Inoltre, è un ottimo periodo per lo sci e per approfittare di offerte vantaggiose sui voli. A marzo, inoltre, fioriscono i narcisi e i ciliegi, rendendo questo un ottimo momento per visitare i parchi vicini.

Scopriamo quindi insieme quale clima e temperature aspettarsi mese per mese a Seattle e cosa fare in città.

Clima e temperature di Seattle mese per mese

Il meteo di gennaio

Questo mese cade alla metà esatta della stagione delle piogge. L’aria è umida e può piovere in qualsiasi momento. Il clima è freddo, ma non abbastanza da far nevicare. Si può scegliere di chiudersi in casa ma un vero abitante di Seattle ne approfitta per scappare nei dintorni, ricchi di spettacolari parchi naturali, per fare attività in montagna.
Temperatura media giornaliera: 8,3°C.

Cosa fare a Seattle a gennaio

Gennaio è noto per il famoso Seattle Boat Show, dove è possibile assistere a seminari su moto d’acqua e nautica. Si tratta del più grande salone nautico che Seattle ospiti. Inoltre, gennaio è il mese del Seattle Chamber Society Winter Music Festival. Per due fine settimana potrai immergerti nell’atmosfera e tra le note di artisti di fama mondiale che arrivano in città per esibirsi di fronte al proprio folto pubblico.

mopop seattle

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Il MoPOP è un interessante museo, perfetto se visiti Seattle d’inverno

Il meteo di febbraio

Febbraio è il mese in cui Seattle risulta più grigia e ventosa rispetto a tutto il resto dell’anno ma almeno la quantità di precipitazioni inizia a diminuire e l’aria quindi risulta meno umida. Questo è il periodo ideale per dedicarti alla visita di musei, gallerie d’arte e per andare alla scoperta dei migliori ristoranti della città.
Temperatura media giornaliera: 9,4°C.

Cosa fare a Seattle a febbraio

Visita il Washington State Convention Center, che ospita una mostra e un’esposizione di giardini. Se invece vuoi ascoltare musica, partecipate al Wintergrass Music Festival, che celebra la bluegrass americana, una specie di country che vede la contaminazione di tradizioni musicali irlandesi, scozzesi e inglesi.

Il meteo di marzo

Dall’inizio di marzo troverai giornate più soleggiate mentre la temperatura media giornaliera inizia a salire, anche se potrebbero esserci ancora una certa quantità di pioggia e vento, residui di febbraio. Tra i panoramici cieli blu di Seattle, marzo è il momento migliore per esplorare i tanti parchi cittadini.
Temperatura media giornaliera: 11.6℃.

Cosa fare a Seattle a marzo

Hai mai sentito parlare del Moisture Festival? Seattle è nota anche per questo bizzarro e comico festival, con spettacoli raramente adatti ai bambini. Potrai anche ballare al ritmo delle celebrazioni per San Patrizio (il 17 marzo) e di tutte le tradizioni irlandesi al Seattle Irish Fest.

Il meteo di aprile

Nonostante l’aumento della temperatura, la tipica brezza di Seattle non ti permetterà ancora di vestirti in modo leggeto. La buona notizia è che la quantità di precipitazioni diminuisce sensibilmente Se sei a caccia di una Seattle meno affollata, questo è il periodo migliore per accaparrarsi qualche buona offerta di camere d’albergo.
Temperatura media giornaliera: 14,7℃.

Cosa fare a Seattle ad aprile

La Seattle di aprile sa farsi amare per il numero di eventi in città, tra cui lo Skagit Valley Tulip Festival, con lo spettacolo di migliaia di tulipani e narcisi provenienti dai terreni agricoli rurali a nord della città che rallegrano la vista. Inoltre, un evento particolarmente amato è il Seattle Cherry Blossom & Japanese Cultural Festival che porta la cultura e la cucina giapponese contemporanea dall’altro lato del Pacifico.

Il meteo di maggio

Questo per Seattle è uno dei mesi più belli dell’anno. Ci sono più giornate di sole e cieli azzurri che pioggia. Assicurati però di avere sempre con te una giacca, in particolare per una passeggiata serale.
Temperatura media giornaliera: 18.2℃.

Cosa fare a Seattle a maggio

Anche il mese di maggio è ricco di attività. In particolare, segna l’apertura della stagione nautica. Le gare di barche a vela e le parate di barche sono un appuntamento costante a cui i cittadini sono molto affezionati. Inoltre, sempre a maggio si tiene il Seattle International Film Festival, con la proiezione di quindici film indipendenti, internazionali e documentari. Se ami il cinema, programma un viaggio in città in questo mese.

Il meteo di giugno

Giugno è il periodo migliore per le attività all’aperto, con le giornate che si fanno davvero lunghe e il tramonto alle 22:00. Questo mese regala il meteo ideale per fare un picnic a pranzo o per cenare di fronte all’oceano con il sole ancora alto in cielo.
Temperatura media giornaliera: 21℃.

Cosa fare a Seattle a giugno

Nel mese di giugno si tiene la Fremont Solstice Fair, festival di musica, cibo e arte. Durante i festeggiamenti sfileranno circa 1.000 ciclisti nudi ma con il corpo dipinto. Nello stesso mese si svolge anche il Seattle PrideFest, raduno LGBT che porta in scena una varietà di band, DJ e drag queen e la Seattle Pride Parade.

Pride Seattle

Fonte: iStock

Il Pride di Seattle è uno dei più colorati e partecipati del mondo

Il meteo di luglio

Le settimane di luglio sono quelle in cui la stagione estiva dà il meglio di se. In questo mese dovrai aspettarti un’alta affluenza di turisti e potresti avere qualche difficoltà a trovare un tavolo in un ristorante. Le giornate sono ricche di sole e permettono di passare tanto tempo all’aperto.
Temperatura media giornaliera: 24,3°C.

Cosa fare a Seattle a luglio

Se ami la birra non potrai perderti il Seattle International Beerfest, che si tiene a luglio. Potrai assaggiare alcune delle birre più esotiche e particolari e abbandonarti alla musica suonata dalle band presenti a questo festival.

Inoltre, Seattle ha anche qualcosa per tutti i buongustai, come il più grande festival gastronomico della città, Bite of Seattle, a cui partecipano i migliori chef e ristoranti.

Potrai anche scegliere di andare a concerti di musica, spettacoli culturali o festival d’arte. Il Capitol Hill Block Party, il Chinatown DragonFest, il Seattle Chamber Music Society Summer Festival sono alcune delle altre opportunità che Seattle ti offre a luglio.

Il meteo di agosto

Agosto è il mese più caldo di Seattle. Anche se l’aria marina rinfresca la città di notte, preferirai passare le tue giornate, come gli abitanti,  tra le acque del Puget Sound, l’insenatura all’interno della quale si trova Seattle.
Temperatura media giornaliera: 24,6℃.

Cosa fare a Seattle ad agosto

Il mese di agosto è noto per due eventi significativi. Uno è l’Hempfest, a sostegno della legalizzazione della cannabis. Fondato nel 1991 oggi è diventato un raduno politico annuale di tre giorni, con un concerto e una fiera di arte e artigianato.

Di solito vi partecipano circa 100.000 persone. L’altro è il Seattle Seafair Weekend, dove potrai assistere a spettacoli aerei, gare di idrovolanti o fare un picnic tenendo il naso all’insù…

Il meteo di settembre

La combinazione di una città meno affollata e di un clima ancora piacevole, rende questo mese uno dei periodi migliori per visitare Seattle. Le giornate iniziano ad accorciarsi, ma a settembre sembra ancora estate.
Temperatura media giornaliera: 21,4°C.

Cosa fare a settembre a Seattle

Seattle è nota anche per il PAX Prime Gaming Show di settembre, che celebra videogiochi e giochi da tavolo. A settembre si tiene un altro famoso appuntamento, il Bumbershoot, festival internazionale di musica e arte.

Si tratta di uno dei più grandi festival del genere del Nord America, si svolge ogni anno nel fine settimana del Labor Day al Seattle Center, costruito per l’Esposizione Universale del 1962.

Il meteo di ottobre

Se vuoi assistere ai colori dell’autunno di Seattle, visita la città ad ottobre. Il fogliamo autunnale sul Monte Rainier, a circa 100 km dal centro di Seattle, merita di essere ammirato dal vivo.

La temperatura inizia a diminuire ma è ancora piuttosto piacevole e gli alberi dei parchi cittadini cominciano a dipingersi di colori più caldi.
Temperatura media giornaliera: 15.4℃.

Cosa fare a Seattle ad ottobre

A ottobre si celebra il Seattle Children’s Festival, che tanti appuntamenti e laboratori interattivi dedicati ai più piccoli. Inoltre, se visiti Seattle in questo mese, non perdere il TWIST: Seattle Queer Film Festival che comprende film queer, feste e ricevimenti di gala.

Se ami la musica jazz, approfitta degli eventi in programma all’Earshot Jazz Festival.

Il meteo di novembre

Questo mese non è adatto alle attività all’aperto. Con forti piogge e venti, novembre segna l’inizio della stagione delle piogge. Questo vuol dire che potrai dedicarti con attenzione alla visita delle attrazioni e dei musei più importanti, come il famoso MoPOP, Museo della cultura POP, o lo Space Needle, con la sua vista panoramica sulla città.
Temperatura media giornaliera: 10.5℃.

Cosa fare a Seattle a novembre

A novembre si comincia già a sentire l’atmosfera del Natale in arrivo. L’attrazione principale di questo mese è lo Sheraton Seattle’s Gingerbread Village, con l’esposizione delle creazioni più fantasiose fatte di dolcetti e caramelle.

Oltre a questo strano appuntamento, ti consigliamo di visitare il Magnuson Park, dove potrai acquistare i migliori gioielli, abiti, dipinti e sculture di produzione locale. Nello storico Pike Place Market, il celebre mercato centrale di Seattle, si tengono la cerimonia di accensione degli alberi di Natale e molte altre attività di avvicinamento al 25 dicembre.

Il meteo di dicembre

A dicembre il sole tramonta prima delle 17.00 e le giornate sono per lo più buie e ventose. La temperatura scende e le montagne sono ricoperte di neve. Questo è quindi il periodo migliore per andare fuori città e dedicatsi agli sport sulla neve, per via dell’apertura delle stazioni sciistiche.
Temperatura media quotidiana: 7,6°C.

Cosa fare a dicembre a Seattle

La Winterfest di dicembre propone spettacoli come le sculture di ghiaccio e la possibilità di divertirsi con i pattinaggio. Inoltre, il Great Figgy Pudding Caroling Competition, un evento gratuito e molto amato che vede competere per beneficenza, a suon di canzoni natalizie, circa 20 squadre.

Quando visitare Seattle

Il periodo ideale per visitare Seattle dunque è tra settembre e ottobre. Durante l’estate, la città raggiunge il picco della stagione turistica, con prezzi degli hotel in aumento e una disponibilità limitata, mentre l’inverno, con il suo freddo intenso, può scoraggiare anche i viaggiatori più appassionati.

L’inizio dell’autunno, invece, è perfetto per esplorare la città: il clima resta piacevole ma le folle si diradano, offrendo maggiori disponibilità alberghiere a prezzi più convenienti.

Anche la primavera regala tariffe vantaggiose e temperature più miti, sebbene le piogge e il vento fresco siano frequenti. Non dimenticare quindi di mettere in valigia abiti adatti per proteggerti dal freddo e, soprattutto, dalla caratteristica pioggerellina di Seattle.

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Dai fumetti agli aquiloni: gli eventi per bambini da non perdere questo aprile

Con la primavera torna la voglia di uscire, viaggiare e partecipare ad attività all’aria aperta, anche un po’ più distanti da casa, anche con i bambini, approfittando di appuntamenti imperdibili per programmare una gita nel weekend. Ecco alcuni eventi per famiglie con bambini in giro per l’Italia, dai più grandi e tradizionali a quelli più inusuali.

24 aprile – 4 maggio, la 45ª Edizione di Artevento a Cervia

Dal 24 aprile al 4 maggio 2025, la spiaggia di Pinarella di Cervia (Emilia-Romagna) accoglie la 45ª edizione di Artevento, il festival internazionale dedicato all’arte del vento. Un evento unico che riunisce oltre 200 artisti, campioni di volo acrobatico e 2000 appassionati da 50 paesi, tutti uniti da un messaggio di pace e inclusione.

L’edizione 2025 rende omaggio all’Indonesia, ospite d’onore del festival, con un viaggio tra gli aquiloni tradizionali, rappresentazioni di teatro-danza, costumi esotici e le antiche usanze dell’arcipelago. Ma mai come quest’anno, Artevento è un viaggio intorno al mondo, con la partecipazione di delegazioni provenienti da Cambogia, Cina, Corea, Giappone, India, Malesia, Sri Lanka, Pakistan, Thailandia e Vietnam.

Per 14 giorni, Cervia si trasforma in un palcoscenico all’aperto con spettacoli e attività pensate per coinvolgere tutta la famiglia. I laboratori didattici rappresentano uno dei momenti più preziosi della programmazione, con appuntamenti dedicati ai più piccoli e agli adulti che desiderano avvicinarsi all’arte del vento. Tra gli eventi da non perdere, il Club Kintaro, che dal 19 al 21 aprile ospita al Magazzino del Sale di Cervia il maestro indonesiano Kadek Armika, pronto a trasmettere ai bambini i segreti della costruzione degli aquiloni. Ricco il calendario di esibizioni, con spettacoli di circo contemporaneo, teatro-danza e musica dal vivo. Tra gli eventi più attesi, due straordinari voli notturni trasformano il litorale in un paesaggio incantato di luci, suoni e colori. Sul lungomare, la Fiera del Vento offre un’ampia selezione di artigianato, giochi e gastronomia, con un’area dedicata alle specialità di pesce da gustare sulla spiaggia. Da non perdere, inoltre, il Cervia’s Cup, il campionato italiano di volo acrobatico in programma dal 2 al 4 maggio, che vede sfidarsi i migliori piloti in spettacolari coreografie sincronizzate.

eventi per bambini aprile

Fonte: Wolfgang Bieck

Artevento, il festival internazionale dedicato all’arte del vento

Dal 4 al 6 aprile, a Torino l’adrenalina di AMTS

Dal 4 al 6 aprile 2025 torna al Lingotto Fiere di Torino AMTS – Auto Moto Turin Show, l’evento dedicato alla passione per le due e quattro ruote. Perché l’appuntamento è per famiglie? Perché la parola d’ordine di questa edizione è: spettacolo. Dal venerdì alla domenica, la zona esterna si anima con esibizioni adrenaliniche ed eventi imperdibili, da lasciare a bocca aperta anche i più piccoli. Il Burnout stunt show by Bizzarro Extreme propone acrobazie con moto e quad, con passaggi spettacolari su una ruota, drift e burnout. L’Acrobatic stunt show mette in scena performance di abilità ed equilibrio sia individuale che di gruppo, con inseguimenti ispirati a scene d’azione e parcheggi acrobatici. Grande attesa per il Big show con il fuoco by Bizzarro Extreme, che riproduce in pista effetti speciali cinematografici. Nel Truck Show, un camion esegue figure acrobatiche insieme ad auto e moto, anche in equilibrio su due ruote laterali. Il Twin Drift D-race simula una sfida di drifting a coppie e il Mini Moto Show by YCF porta in pista moto divertenti e adrenaliniche insieme al campione di motociclismo Roberto Rolfo.

cosa fare ad aprile con bambini

Fonte: AMTS

Gli spettacoli adrenalinici di AMTS

11 – 13 aprile, fumetti e cosplay a Torino Comics

Sempre al Lingotto Fiere, dall’11 al 13 aprile, si tiene Torino Comics, che giunto alla XXIX edizione richiama ogni anno decine di migliaia di appassionati di fumetto, manga, anime, cinema, games, esport e cosplay. Anche per questa nuova edizione, Torino Comics vuole essere family friendly e valorizzare il potere educativo e positivo del disegno, del fumetto e della creatività su bambini e adolescenti. Nel Padiglione 1 viene allestita l’Area Kids, un angolo di festa e creatività animato per tutta la durata dell’evento. Ogni giorno, in collaborazione con Carioca, bambine e bambini possono immergersi in un mondo di colori, musica e fantasia, tra laboratori, giochi e incontri speciali con i loro personaggi preferiti. Oltre a disegnare e giocare con i giant lego, il weekend si anima con il truccabimbi, laboratori creativi e la baby dance con le fate dei fiori e le mascotte più amate: Sid e Manny dell’Era Glaciale e SpongeBob con Patrick Stella.

Molti anche i laboratori per scuole e famiglie, dall’infanzia alle superiori, tra cui quelli organizzati nell’Area Games e quelli sportivi per praticare basket, atletica, volley, hitball, rugby e padel negli spazi esterni. Inclusione e sensibilizzazione attraverso il gioco è l’obiettivo dello spazio gestito dalla CPD Consulta per le Persone in Difficoltà. L’Agenda della Disabilità propone esperienze ludiche multisensoriali per comprendere le difficoltà legate a barriere fisiche, sensoriali e comunicative. City4All utilizza la realtà virtuale per far vivere le difficoltà delle disabilità motorie, uditive e visive. Space Ability, un gioco di carte, insegna la progettazione inclusiva, mentre Memory Tattile e Olfattivo sostituisce le immagini con stimoli sensoriali. (Non) Senti chi parla fa sperimentare la comunicazione senza udito, e il Percorso Esperienziale permette di affrontare barriere fisiche con carrozzine, bastoni bianchi e bende, sviluppando consapevolezza ed empatia.

eventi per bambini aprile

Fonte: Torino Comics

I cosplayer di tutte leetà si danno appuntamento aTorino Comics

4 – 8 aprile, TIPO Festival a Prato

Dal 4 all’8 aprile torna a Prato la terza edizione del festival del turismo industriale. Il patrimonio del più grande distretto tessile d’Europa diventa il palcoscenico di tour, mostre, laboratori e spettacoli che permettono di esplorare il mondo della green fashion. Il progetto di TIPO – Turismo Industriale Prato e il suo festival offrono l’opportunità di scoprire da vicino alcune caratteristiche del distretto tessile toscano, come il riuso degli stracci, l’economia circolare e sostenibile, la rigenerazione urbana delle ex fabbriche e la valorizzazione di quartieri multiculturali. L’edizione 2025 propone numerosi appuntamenti, con laboratori dedicati anche ai più piccoli. Al Museo del Tessuto, sabato 5 aprile, il workshop Upcycling di una maglietta si ispira all’activity book Storia di una maglietta, co-realizzato da WRÅD e FAO. Domenica 6 aprile, al Centro Pecci, il laboratorio Dimensioni Parallele offre l’occasione di sperimentare nuove forme di comunicazione tra essere umano e intelligenza artificiale, con la partecipazione dell’artista Margherita Manzelli.

eventi di aprile per bambini

Fonte: Festival TIPO

Laboratorio per bambini al Museo del tessuto

Giro Giro Napoli. La città raccontata ai bambini, gli appuntamenti di aprile

Napoli dedica un nuovo anno a Giro Giro Napoli – La città raccontata ai bambini, con oltre 100 percorsi guidati in più di 25 siti storici. Ogni sabato, quattro luoghi d’arte e cultura accolgono visite guidate e laboratori interattivi, permettendo ai più piccoli di scoprire tesori nascosti, storie affascinanti e leggende partenopee. Per il mese di aprile, il programma prevede diversi itinerari. Sabato 5 aprile si esplorano Palazzo Reale, Real Casa dell’Annunziata, Pio Monte della Misericordia e Castel Nuovo. Sabato 12 aprile le visite si spostano a Castel Sant’Elmo e Museo del Novecento, Fondazione Antonio Morra Greco, Chiesa del Complesso Monumentale dei Girolamini di Napoli e Il Cartastorie – Museo dell’Archivio storico del Banco di Napoli. Sabato 19 aprile si prosegue con il Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes e Museo delle Carrozze, Certosa e Museo di San Martino, Chiesa di Santa Croce e Purgatorio al Mercato e Musap – Museo Artistico Politecnico. L’ultimo appuntamento del mese, sabato 26 aprile, include il Museo della Ceramica Duca Di Martina in Villa Floridiana, il Parco e la tomba di Virgilio, il Museo Laboratorio della Civiltà Contadina Masseria Luce e la Real Casa dell’Annunziata. Le attività sono rivolte a bambini dai sei anni in su, accompagnati da un solo adulto per partecipante. La partecipazione e l’ingresso ai siti sono gratuiti fino a esaurimento posti, con prenotazione obbligatoria via e-mail all’indirizzo girogironapoli@lenuvole.com, specificando l’età dei bambini.

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Fonte: Comune di Napoli

Napoli per i bambini, con 100 percorsi guidati in più di 25 siti storici

12 e 13 aprile, il festival olistico per la famiglia in Liguria

Il 12 e 13 aprile, a Comago – Sant’Olcese, Genova, si svolge Ohana, un festival olistico che invita adulti, bambini e anche gli amici animali a un’esperienza immersiva nel benessere interiore. Il Parco Storico di Villa Serra ospita attività a libero accesso nelle tre aree dedicate al benessere, con esperienze adatte a tutte le età. Sono previsti workshop e laboratori per approfondire alcune pratiche, provare nuove discipline e ricevere trattamenti individuali o sessioni speciali per genitori e figli con professionisti del settore. All’interno del festival si trova anche un mercatino artigianale con creazioni uniche e di alta qualità, oltre a un’area food che propone un’alimentazione sana, ispirata a tradizioni antiche e prodotti riscoperti dal passato.

Play – Festival del Gioco a Bologna, dal 4 al 6 aprile

Dal 4 al 6 aprile, BolognaFiere ospita Play – Festival del Gioco, la più grande manifestazione italiana dedicata ai giochi analogici, tra cui giochi da tavolo, di ruolo, di miniature, di carte e dal vivo. L’evento si sviluppa su 43mila metri quadrati, con oltre 200 espositori, più di 700 eventi e 3.000 tavoli di gioco attivi contemporaneamente. L’edizione di quest’anno ha come tema Evolution, un invito a esplorare il gioco come mezzo culturale ed educativo. Gli orari di apertura sono dalle 9 alle 20 il venerdì e il sabato, con chiusura anticipata alle 19 la domenica. Il biglietto intero costa 23 euro, mentre l’abbonamento per due giorni è disponibile a 42 euro e quello per l’intera manifestazione a 55 euro.

 4 – 6 aprile, a Jesolo per il Beach and Kite Festival

Il Beach and Kite Festival di Jesolo, in programma dal 4 al 6 aprile 2025, è un evento imperdibile per gli amanti del mare, della natura e dello spettacolo aereo. La spiaggia di Jesolo si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto, dove piloti di aquiloni provenienti da tutto il mondo si sfidano in acrobazie mozzafiato, creando un panorama colorato e affascinante. Ogni anno, il festival attira migliaia di spettatori, con una varietà di aquiloni di ogni forma e dimensione, dai più piccoli e semplici ai grandi e artistici. Oltre agli spettacoli di volo, il festival offre anche attività per famiglie e laboratori creativi.

12 – 13 aprile, la Festa di Primavera a Jesolo

La Festa di Primavera, in programma nei giorni 12 e 13 aprile 2025 nel centro storico, celebra invece l’arrivo della bella stagione con un viaggio nel tempo, immergendo cittadini e visitatori di tutte le età nell’atmosfera dei primi del ‘900, tra scenografie d’epoca, mercatini, spettacoli e intrattenimenti per tutte le età. L’edizione di quest’anno si arricchisce con la presenza di una mongolfiera, che permette ai partecipanti di ammirare Jesolo da un’altezza di 25 metri. Tantissimi gli appuntamenti: l’Area food da venerdì in piazza della Repubblica ospita uno spazio dedicato all’enogastronomia; da sabato 12 aprile, le vie Cesare Battisti, piazza I Maggio, piazzetta Fanti del Mare e via Nazario Sauro accolgono mercatini dell’artigianato e dell’enogastronomia. Musica dal vivo durante le due giornate sul palco di piazzetta Fanti del Mare; mentre la serata di domenica vede protagonista la band Aglio Olio & Swing, che propone un repertorio musicale in stile anni ‘20 e ‘30. Nei pomeriggi di sabato e domenica, piazza I Maggio ospita due spettacoli teatrali per tutte le età: Il Giro del Mondo in 80 Giorni e Airship Pirate. A questi si aggiungono la sfilata de Les Mongolfieras e le esibizioni di artisti di strada che animano le vie del centro storico. Per bambini e famiglie si organizzano laboratori tematici dedicati alle mongolfiere nel giardino della Biblioteca; nell’area del parco del Comune, i più piccoli possono divertirsi con i giochi di una volta, laboratori a tema natura, esibizioni di falconeria, passeggiate a cavallo e incontri con le associazioni sportive del territorio.

5 aprile, la Family Run a Milano

Sabato 5 aprile 2025 torna a Milano la Family Run, la corsa dedicata alle famiglie che si svolge il giorno prima della maratona, in collaborazione con OPES APS Lombardia. L’evento, evoluzione della School Marathon, cresce costantemente negli anni, arrivando a coinvolgere oltre 54 mila partecipanti, di cui più di 8.000 solo nell’ultima edizione. Anche quest’anno, l’appuntamento è un’occasione per vivere una giornata all’insegna dello sport e del divertimento, con partenza dal Velodromo Maspes-Vigorelli e arrivo all’interno del Milano Running Festival presso il MiCo, attraversando viale Duilio e City Life. L’iscrizione, dal costo di 11 euro, comprende la maglia ufficiale, la medaglia celebrativa e il pacco gara. Per i gruppi di almeno tre persone è prevista una riduzione di 1 euro a partecipante. Inoltre, metà della quota d’iscrizione è destinata alla scuola selezionata al momento della registrazione, sotto forma di materiale sportivo e scolastico, oppure devoluta all’ORMA per sostenere il progetto Coach di Quartiere.

appuntamenti aprile bambini

Fonte: Ufficio stampa

La Family Run a Milano

24 – 27 aprile, a Corinaldo per la Festa dei Folli

Dal 24 al 27 aprile 2025, arriva a Corinaldo, nelle Marche, la Festa dei Folli, il festival di arti performative che porta tra le vie del borgo spettacoli di teatro di strada, circo contemporaneo, concerti e dj set. Tra gli appuntamenti più attesi, torna The Crazy Run, l’evento non competitivo che festeggia il suo decimo anniversario con un’edizione speciale ricca di sorprese. Un’esperienza unica in cui grandi e piccoli si immergono in nuvole di colore per condividere momenti di puro divertimento. Per chi vuole mettere alla prova il proprio spirito giocoso, torna anche TSO – Trova Scopri Osserva, la caccia al tesoro che unisce enigmi in stile escape room e giochi di osservazione, offrendo un modo originale per esplorare il centro storico. Durante il festival, le strade di Corinaldo ospitano anche Tanto di Cappello, la rassegna di spettacoli di strada con artisti nazionali e internazionali, e Colori di Primavera, la mostra mercato di artigianato locale che anima il centro dal 25 al 27 aprile. La musica è protagonista con un ricco programma di esibizioni live e dj set, mentre le colline marchigiane fanno da scenario a passeggiate e laboratori nella natura, grazie alla collaborazione con PerTerra APS. Non manca un’ampia offerta enogastronomica: lo stand in piazzale Gioco del Pallone è il cuore della festa, con piatti tipici e specialità locali; e in Piazza del Terreno si allestisce un punto ristoro per chi non vuole perdersi neanche un’esibizione. Per chi si sente davvero folle, il banchetto del Passaporto da Matto rilascia un certificato ufficiale… ma solo a chi supera una prova! L’ingresso alla manifestazione è libero e, in caso di maltempo, le attività si svolgono in strutture al coperto.

eventi per bambini aprile

Fonte: Festa dei Folli

A Corinaldo per la Festa dei Folli, in nuvole di colore

A Roma, il Festival del Verde e del Paesaggio dal 4 al 6 aprile

Dal 4 al 6 aprile 2025, il Parco Pensile dell’Auditorium Parco della Musica di Roma ospita la 14ª edizione del Festival del Verde e del Paesaggio, un appuntamento dedicato alla natura, alla biodiversità e al rapporto tra persone e ambiente. Il tema di quest’anno si ispira alla biofilia e propone un viaggio tra verde e città attraverso quattro itinerari pensati per esperienze, bisogni e desideri diversi: incursioni nella biodivercity, appuntamenti in giardino, passeggiate al mercato e avventure in famiglia.

Avventure in famiglia è la sezione dedicata a bambini e bambine: un percorso di esplorazione che trasforma la natura in un grande spazio di gioco e meraviglia. La caccia ai nani da giardino, la passeggiata tra le piante commestibili e lo spettacolo sulle piante più temibili della Terra sono solo alcune delle esperienze pensate per i più piccoli. Tanti i laboratori per sperimentare e imparare divertendosi: dallo yoga alla musica della natura, dalla creazione di corone di fiori e foglie ai laboratori sui 5 sensi, fino al Bestiario creativo e alla realizzazione di lanterne.

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Fonte: Ufficio Stampa

Festival del Verde e del Paesaggio
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Meravigliose mete a lungo raggio in cui trascorrere il ponte del 25 aprile-1 maggio

Il ponte del 25 aprile è sempre un’occasione d’oro da afferrare al volo: le giornate si allungano, le temperature diventano più miti e il desiderio di staccare la spina, di partire verso nuovi orizzonti in attesa dell’estate, si fa più intenso.

Quest’anno, poi, “incastrando” bene le ferie tra Pasqua, Festa della Liberazione e Primo Maggio, si può contare su una vera e propria vacanza primaverile di undici giorni. Un lasso di tempo perfetto per lasciarsi alle spalle la routine e concedersi un viaggio verso mete lontane, che richiedono più giorni per essere vissute a pieno.

Ecco, allora, alcune destinazioni che sapranno trasformare il ponte 2025 in un’esperienza memorabile.

Mauritius

Nel cuore dell’Oceano Indiano, esiste un’isola che sembra nata per chi desidera staccare davvero: ecco Mauritius, un invito a riscoprire la meraviglia. Le sue spiagge sono da cartolina, con sabbia bianca finissima che si tuffa in acque trasparenti, mentre all’interno si svelano parchi lussureggianti e scorci selvaggi.

Per chi ama l’avventura, il Casela Park offre l’emozione di camminare accanto ai leoni, un’esperienza che non si dimentica.

Il Black River Gorges National Park, invece, è un paradiso per escursionisti e amanti della natura. E poi ci sono le cascate di Chamarel, l’Isola dei Cervi con i suoi delfini, e la vivace capitale Port Louis, dove i profumi delle spezie si mescolano ai colori del mercato e ai sorrisi degli abitanti. Una settimana a Mauritius è un viaggio nei sensi, un ritorno all’essenziale.

Sri Lanka

Lo Sri Lanka è un luogo che resta nell’anima. Un’isola dalla forma di lacrima, dove ogni paesaggio sembra raccontare una storia. Qui la spiritualità è ovunque: nei templi incastonati nella giungla, nei riti che si ripetono da secoli, nei sorrisi delle persone.

È un paese che sorprende per la sua varietà: spiagge dorate lambite da acque tiepide, piantagioni di tè che si perdono tra le colline, città coloniali dal fascino decadente e animali esotici che popolano le riserve naturali. Il mese di aprile è perfetto, grazie a un clima favorevole e una minor affluenza di turisti.

Costa Rica

Veduta di Playa Taramindo

Fonte: iStock

Panorama mozzafiato di Playa Taramindo

Il Costa Rica è la dimostrazione che paradiso e realtà possono coincidere. Piccolo Paese dell’America Centrale, è una celebrazione della vita in ogni sua forma e la natura è protagonista assoluta: tra foreste pluviali, vulcani, spiagge incontaminate e riserve protette, chiunque ritrova il senso dello stupore.

È il regno dell’ecoturismo, dove le escursioni sono opportunità per scoprire, rispettare, emozionarsi. Il ritmo è lento, consapevole. “Pura vida” non è solo uno slogan, è un modo di vivere.

Le esperienze sono tante, dalle passeggiate tra le scimmie urlatrici ai bagni nelle acque calde dell’oceano.

Vietnam

Il Vietnam è un viaggio che si trasforma in racconto, una vacanza coinvolgente nel cuore pulsante del Sud Est Asiatico.

Si tratta di un Paese che vibra tra paesaggi naturali da sogno, città frenetiche e sorrisi che scaldano il cuore. Da Hanoi, la capitale che mescola tradizione e modernità, si può partire per un tour emozionante verso nord, tra le risaie terrazzate di Pu Luong, le pagode di Ninh Binh che sembrano sospese sull’acqua e la magia senza tempo di Halong Bay, dove le rocce affiorano come giganti silenziosi dalla baia nebbiosa.

Poi ecco Hué in cui si respira la solennità degli imperatori, mentre Hoi An incanta con le lanterne colorate e le stradine fiorite. E infine, a sud, non può mancare una tappa a Ho Chi Minh City, la Saigon di ieri e di oggi, dove la modernità si intreccia con la memoria della guerra e i battelli solcano le acque calme del delta del Mekong.

Giamaica

E pensiamo poi alla Giamaica ovvero un’onda che travolge, una melodia che entra sotto pelle. È ritmo, colore, natura e spirito libero. Sull’isola caraibica, dove la musica reggae scandisce il tempo e il pensiero rastafari si fonde con l’identità del popolo, ogni giornata ha il sapore dell’avventura e della leggerezza.

Montego Bay accoglie i viaggiatori con esclusive calette e spiagge dorate, mentre le escursioni conducono al cospetto di meraviglie naturali come le cascate del fiume Dunn, il Blue Hole immerso nella giungla e le piantagioni di caffè che profumano le montagne di Catadupa.

Kingston, la capitale, vibra di energia culturale: il Bob Marley Museum, la Devon House e la National Gallery sono luoghi simbolo di una storia intensa e orgogliosa. Tra mercati vivaci, eventi musicali e spiagge da sogno, la Giamaica è un inno alla vita, da vivere a piedi nudi sulla sabbia.

Cile

Scorcio di Valparaiso, Cile

Fonte: iStock

Scorcio della città cilena di Valparaíso

Il Cile è un Paese sottile, che corre lungo la costa del Pacifico come un filo teso tra il cielo e la terra. E lungo questo filo si incontrano città vibranti, deserti marziani, montagne innevate, ghiacciai azzurri e oceani infiniti. Santiago del Cile, con un’anima metropolitana, i mercati, le piazze e lo sfondo delle Ande, è il primo passo.

Poi si può volare a Valparaíso, dove le case sembrano arcobaleni affacciati sull’acqua e l’arte urbana si respira a ogni angolo.

Ma è nella natura che il Cile regala il meglio di sé. A sud, a Isla Magdalena, i pinguini si muovono tra i venti patagonici, mentre a Isla Marta si ascolta il canto dei leoni marini. Punta Arenas è la soglia verso l’estremo sud del mondo mentre nel Parco Torres del Paine la natura si fa capolavoro: laghi glaciali, picchi appuntiti, cieli infiniti.

Ancora, verso nord, il deserto di Atacama accoglie con un silenzio lunare, geyser e cieli notturni punteggiati di stelle.

New York

Impossibile non desiderare una fuga a New York e il ponte del 25 aprile e del 1 maggio può essere il momento perfetto per vivere la Grande Mela, tra il risveglio della primavera e l’energia inesauribile delle sue strade.

Dai grattacieli di Manhattan al Brooklyn Bridge che ruba il fiato, ogni quartiere racconta qualcosa di sé. I musei più gettonati sono cattedrali dell’arte e della storia (dal Met al Guggenheim, passando per il MoMA e l’American Museum of Natural History). Ma anche i musei meno noti, come il Brooklyn Museum o El Museo del Barrio, sanno emozionare e sorprendere.

Il bello di New York è che non serve un piano: basta uscire, camminare, osservare. Un caffè a Williamsburg, un tramonto a Central Park, uno spettacolo a Broadway o un concerto improvvisato nella metro. Qui tutto può succedere.

India

Viaggiare in India non è mai solo una vacanza. È un’esperienza trasformativa, profonda, che mette a confronto con l’umanità, la spiritualità e i propri limiti. Ad esempio il Rajasthan, nel cuore del nord, è la terra dei Maharaja, e percorrerlo è come scivolare in un romanzo epico.

New Delhi accoglie in un caos affascinante, tra clacson e mercati traboccanti. Ma basta poco per ritrovare la pace davanti al Taj Mahal, che all’alba si veste di luce e silenzio. Jaipur, la città rosa, incanta con i suoi palazzi da fiaba, Pushkar culla il lago sacro e l’unico tempio dedicato a Brahma, e Jodhpur, la città blu, custodisce fortezze da cui si osserva il tempo passare.

L’India è un viaggio che tocca l’anima.

Nepal

Panorama di Pokhara in Nepal

Fonte: iStock

Bellissimo panorama di Pokhara

Non serve essere alpinisti per innamorarsi del Nepal: basta avere il cuore aperto e il passo curioso.

Da Kathmandu, affollata e spirituale, ci si può dirigere verso Pokhara, punto di partenza per i trekking nella regione dell’Annapurna. Qui si cammina tra valli verdi e vette innevate, fino a Chomrong, ultimo villaggio prima del Campo Base, dove l’alba sul tetto del mondo è pura poesia.

Ma non è c’è solo montagna. A Chitwan ci si avventura nella giungla alla ricerca delle tigri del Bengala, mentre a Kathmandu si ritrova l’armonia tra templi, stupa, mercati e volti sorridenti.

Il Nepal è un viaggio che insegna il valore della lentezza, della natura, della spiritualità. Ed è impossibile lasciarlo senza aver lasciato, a propria volta, un pezzetto di sé.

Giappone

Infine, come non mettere in lista il Giappone, un viaggio nell’altrove, dove tutto è diverso e affascinante, l’antico convive con l’ultramoderno, e la bellezza si cela nei dettagli. E ad aprile, si tinge di rosa grazie alla fioritura dei ciliegi, il sakura, celebrato con riti e picnic in ogni angolo.

È il momento perfetto per passeggiare lungo il Philosopher’s Path a Kyoto, per perdersi tra gli alberi di ciliegio dello Ueno Park a Tokyo, o per ammirare l’incanto del Monte Yoshino.

Ma oltre all’hanami, il Giappone vanta templi silenziosi, città futuristiche, onsen tra le montagne, cibo sublime: il ponte di primavera è l’occasione giusta per lasciarsi incantare dal Sol Levante.