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Tutti pazzi per la fioritura dei ciliegi alla Reggia di Venaria: si passa al numero chiuso

​La fioritura dei ciliegi nei Giardini della Reggia di Venaria è un evento molto atteso ogni anno. Questo attira centinaia di visitatori desiderosi di ammirare questo spettacolo naturale e di immortalare foto ricordo. Vista la troppa folla però, al fine di garantire un’esperienza piacevole e sicura per tutti, la Reggia ha introdotto l’accesso a numero chiuso e ha reso obbligatoria la prenotazione online per i giorni di maggiore affluenza. La scorsa domenica, infatti, i visitatori sono stati 25 mila. Con gli ingressi contingentati, invece, si arriverà a massimo 10mila presenze.

Nuove modalità di accesso alla Reggia di Venaria per ammirare i ciliegi​

Lo scorso weekend la Reggia di Venaria è stata letteralmente presa d’assalto da troppi visitatori. 50mila persone – 25mila solo la domenica – sono arrivate all’ex residenza storica per ammirare e sognare di fronte a questa pazzesca fioritura di ciliegi. Una situazione inaspettata che ha fatto prendere un urgente provvedimento alla Reggia di Venaria.

Il presidente e la direttrice delle Residenze Reali Sabaude, Michele Briamonte e Chiara Teolato, felici di questa ondata di persone giunte alla Reggia di Venaria per ammirarne il patrimonio culturale e partecipare alle attività nel verde affermano che non si aspettavano questa enorme affluenza. Ovviamente tutti si sono potuti godere la giornata a contatto con la natura ma, inevitabilmente si sono formate delle code.

Viene introdotto così il numero chiuso durante la settimana e la prenotazione online obbligatoria per il weekend e potenziato il personale agli ingressi.

Date di apertura per la fioritura dei ciliegi

Quest’anno, i Giardini della Reggia di Venaria saranno aperti, in via straordinaria, fino a domenica 6 aprile 2025, con orario prolungato dalle 9:30 alle 20:00.

fioritura ciliegi a venaria

Fonte: iStock

Fiori rosa di ciliegio lungo il percorso nei Giardini della Reggia di Venaria.

Dall’1 aprile, durante ogni giornata, sarà consentito un tetto massimo di 10.000 ingressi. Questo permetterà a tutti di godere di questa magia in tranquillità e senza incorrere in assembramenti ingestibili. Il “pellegrinaggio rosa” sarà così sicuramente più piacevole per tutti. Si potranno scattare foto o girare video con più calma.

Data l’affluenza prevista per godere quindi della fioritura dei ciliegi alla Reggia di Venaria è bene organizzare la propria visita, entro il 6 aprile, con anticipo seguendo la nuova modalità di prenotazione. Si ricorda che l’apertura straordinaria dei Giardini è subordinata alla durata effettiva della fioritura dei ciliegi e che questa può variare in base alle condizioni climatiche. Pertanto è consigliabile consultare sempre il sito ufficiale della Reggia di Venaria per eventuali aggiornamenti prima di pianificare la visita.

Modalità di prenotazione per ammirare la fioritura

Per accedere ai Giardini della Reggia di Venaria durante i giorni di maggiore affluenza e quindi durante il weekend, è necessario da oggi prenotare l’ingresso online. La prenotazione è obbligatoria per sabato 5 e domenica 6 aprile 2025. È possibile effettuare la prenotazione attraverso il sito ufficiale della Reggia di Venaria. Per gli altri giorni della settimana, invece, è stato introdotto il numero chiuso – massimo 10mila persone al giorno.

L’accesso agli spettacoli e alle attività organizzate durante la fioritura dei ciliegi è incluso nel biglietto d’ingresso ai Giardini e in tutti i biglietti del complesso della Reggia. Per partecipare invece agli aperitivi, ai pranzi a tema e agli eventi speciali, è necessaria una prenotazione tramite l’indirizzo email fornito sul sito ufficiale.

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Destinazione Venaria Reale, la residenza di caccia del re d’Italia

Venaria Reale è un affascinante comune della provincia di Torino, cittadina che tra le sue strade nasconde tantissimi gioielli architettonici da visitare. Uno di questi è proprio la Reggia di Venaria Reale, una delle residenze sabaude più importanti, che per la sua rilevanza e indiscutibile bellezza è stata persino dichiarata Patrimonio dell’Umanità Unesco. Non vi sorprenderà sapere, quindi, che a causa della sua magnificenza viene spesso paragonata alla Reggia di Versailles, in Francia.

Un po’ di storia

La Reggia di Venaria Reale, commissionata dal duca Carlo Emanuele II di Savoia agli architetti di corte Amedeo di Castellamonte e Michelangelo Garove, fu fatta edificare a partire dal 1658. Il duca voleva una residenza per le battute di caccia nella brughiera torinese. I lavori si protrassero almeno fino al 1675 quando il borgo di Venaria e il regale palazzo erano già in buona parte completati: quantomeno, era finita la reggia di Diana, cuore della struttura. Lo sviluppo dell’edificio, in realtà, non si interruppe. Vari episodi ne hanno segnato le sorti e le destinazioni: assedi di truppe ostili (i francesi nel 1706, per esempio), Filippo Juvarra che subentra nella direzione del progetto e dei lavori, la dominazione napoleonica, la trasformazione in caserma, centro nevralgico della cavalleria sabauda, scuola militare di equitazione, il progressivo degrado fino al 1978.

Fu nel 1978 che la struttura passò alla Soprintendenza e nel 1998 iniziò l’imponente opera di restauro con lo sblocco di fondi nazionali ed europei. La Reggia di Venaria Reale è stata riaperta il 12 ottobre 2007; periodicamente, da allora, sono recuperati e riaperti nuovi spazi: è la più grande opera di conservazione di un bene culturale mai realizzata in Europa. 100 mila metri quadrati della superficie dell’intero complesso sono stati restaurati, 9500 metri quadrati di stucchi recuperati, mille di affreschi riportati alla luce. Gli ettari di giardini della Reggia di Venaria Reale già visitabili sono 50, 200 mila le nuove piantumazioni, 11 i milioni di litri d’acqua nella peschiera, 4500 i metri quadrati delle Scuderie Juvarriane.

Cosa visitare presso la Reggia di Venaria Reale

L’itinerario di visita della Reggia di Venaria Reale parte, ovviamente, dalle biglietterie: qui potrete trovare indicazioni sui percorsi alla scoperta di questo edificio monumentale che vanta alcune delle più sublimi espressioni del barocco piemontese (va specificato, tuttavia, che è assolutamente consigliato prenotare e acquistare in anticipo, scegliendo giorno e ora, il proprio ingresso, anche perché in alcuni periodi dell’anno l’accesso è limitato a un preciso numero di persone).

Attraverserete quindi la Sala di Diana progettata da Amedeo di Castellamonte, la Galleria Grande e la Cappella di Sant’Uberto, con l’immenso complesso delle Scuderie Juvarriane, opere settecentesche di Filippo Juvarra, le fastose decorazioni, la spettacolare Fontana del Cervo nella Corte d’onore, punte sfavillanti del “Teatro di storia e magnificenza”. Non perdete il percorso espositivo dedicato ai Savoia, che accompagna il visitatore lungo quasi duemila metri, tra piano interrato e piano nobile della Reggia. E informatevi sulle mostre temporanee, sempre molto interessanti.

Reggia di Venaria, interni

Fonte: iStock

Una delle sale della Reggia di Venaria

Recatevi poi ai Giardini della Reggia di Venaria Reale. Il recupero di questo gioiello verde a ridosso della residenza reale è stato qualcosa di prodigioso. Intorno agli anni 2000, i giardini erano in una condizione tale da non consentire neanche più la possibilità di percepire i frammenti della conformazione originale sei-settecentesca. Oggi sono un elegante, virtuoso e fascinoso dialogo tra antico e moderno. Andate alla ricerca dell’Hercole Colosso, che dialoga con opere di artisti contemporanei come Giuseppe Penone e Giovanni Anselmo; apprezzate, sullo sfondo, le prospettive e l’ampiezza del panorama naturale animato dai boschi del Parco La Mandria e dalla catena montuosa delle Alpi. Inaugurati nel 2007, i “giovani” giardini della Reggia di Venaria Reale sono sempre ogni giorno più belli, poiché rappresentano un vero e proprio connubio tra antico e moderno.

Immancabile la visita al Parco La Mandria

Conclusa la visita del complesso della Reggia, spostatevi verso il Parco La Mandria. Situato tra i torrenti Stura di Lanzo e Ceronda, a nord-ovest di Torino e Venaria Reale, è stato istituito nel 1978 dalla Regione Piemonte per salvaguardare i più di tremila ettari di territorio che Vittorio Emanuele II di Savoia, primo re d’Italia, aveva racchiuso con un muro di cinta, a metà XIX secolo. Lungo più di 35 chilometri, il muro di cinta era pensato per proteggere gli edifici storici presenti in quella che per il sovrano era una vera e propria riserva di caccia. Nel Parco oggi vivono liberamente e allo stato semibrado diverse specie di animali selvatici e domestici. È, inoltre, il più significativo esempio di foresta planiziale ancora presente nella regione.

La Mandria è anche sede di un’altra delle residenze sabaude, gli Appartamenti Reali di Borgo Castello – quelli abitati da Rosa Vercellana, la Bela Rosin, prima amante, poi moglie morganatica di Vittorio Emanuele II – e comprende un considerevole patrimonio storico-architettonico costituito da una ventina di edifici tutelati, tra cui le antiche cascine un tempo abitate dai mezzadri di sua maestà, i resti di un ricetto medievale, due reposoir di caccia chiamati la Bizzarria e la Villa dei Laghi e la Cascina Rubbianetta. Se avete in mente un weekend romantico o un soggiorno in famiglia all’insegna della natura, non dimenticate che all’interno del parco di Venaria Reale è possibile soggiornare nella foresteria “La Dimora de La Mandria” che si trova nella Cascina Rubbianetta, cooperativa agricola e centro del cavallo.

Vasta oasi naturale, il Parco La Mandria è luogo e occasione unica dove è possibile vivere esperienze rare, inedite, sorprendenti: sulle tracce dei suoi luoghi di “silenzio”, degli “odori naturali” o “immersi” nel buio del bosco, dalle passeggiate e trekking per i sentieri o percorrendo gli stessi in bicicletta o a cavallo, dalla scoperta della flora e fauna selvatica, alle escursioni guidate per le brughiere di Venaria Reale alla ricerca della vegetazione del sottobosco o sui giacimenti secolari dei resti fossili, all’opportunità stessa, più in generale, di cogliere e immergersi nel ritmo lento del divenire naturale.

Orari, prezzi e info utili

La Venaria Reale è aperta dal martedì alla domenica, con orari che vanno dalle ore 9.30 alle 17 (l’ultimo ingresso è previsto alle 16). Diversa è la situazione nel weekend e durante i festivi, perché l’orario seguito è quello che va dalle 9.30 alle 18.30. Nel corso dell’anno, inoltre, sono previste anche diverse aperture straordinarie, come in occasione delle festività di Pasqua, Festa della Liberazione e Festa dei Lavoratori (orario 9:30 – 19:30); i lunedì di maggio (ore 9:30 alle 17); lunedì 2 giugno (del 2025) dalle ore 9:30 alle 18.30.

A disposizione dei visitatori ci sono varie tipologie di ingresso che prevedono la visita a più o meno attrazioni. Chi vuole scoprire la Reggia con la Scuderia Grande Juvarriana e i Giardini dovrà pagare un biglietto intero (sono chiaramente disponibili anche i ridotti) di 16 euro. Oppure si possono visitare solo i Giardini per 5 euro o il Castello della Mandria per 8. In caso di mostre in corso, si può ottenere un ticket di 20 euro che permette anche di ammirare le diverse esposizioni.

Infine, è bene sapere che la Reggia di Venaria dista più o meno 10 chilometri dalla città di Torino: può essere facilmente raggiunta in auto, in treno, in bus, in aereo o persino in bici.

Reggia di Venaria Reale, Piemonte

Fonte: iStock@Faabi

Veduta della Reggia di Venaria Reale
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Voli last minute, la guida definitiva degli esperti per risparmiare

Ammettiamolo, siamo sempre alla ricerca di consigli per raggiungere le destinazioni dei nostri sogni senza spendere un patrimonio. E per fortuna, questi suggerimenti a volte arrivano e potrebbero svoltarci la giornata (e rasserenare il nostro portafoglio). Condé Nast Traveller ha intervistato alcuni dei migliori esperti di aviazione e viaggi del Regno Unito per scoprire come battere il sistema e ottenere le migliori offerte sui voli last minute.

Se in passato, infatti, era più semplice acquistarli a prezzi ridotti perché le compagnie erano solite abbassarli nei giorni precedenti per assicurarsi di riempire i posti rimasti vuoti, ora non funziona più così. Con i nuovi modelli di business, le compagnie scelgono le tariffe in anticipo utilizzando algoritmi e intelligenza artificiale. Ma non tutto è perduto: questi i consigli degli esperti per risparmiare.

Controllare le offerte aeree delle singole compagnie

In generale, acquistare voli last minute può essere più costoso rispetto alla prenotazione anticipata, ma in alcune circostanze potreste essere fortunati. Il primo consiglio, seppur possa sembrare scontato, non lo è: molte persone dimenticano di controllare le migliori offerte pubblicate sui siti delle compagnie aeree. Queste vengono solitamente programmate per le stagioni di punta, quando la maggior parte dei viaggiatori ha già prenotato le proprie vacanze.

Secondo gli esperti, dovete tenere sempre d’occhio i tradizionali saldi delle compagnie aeree alla fine di agosto, poiché questi possono farvi risparmiare oltre il 20% delle tariffe abituali per i viaggi tra settembre e l’inizio di dicembre.

Essere flessibili con la scelta della destinazione e con le date

Se il detto “non importa dove, la cosa fondamentale è andare” è la frase che vi tatuereste, questo è il consiglio adatto a voi: usate la funzione ‘Ovunque’ di Skyscanner. Invece di digitare una destinazione nella casella ‘A’, cliccate semplicemente ‘Ovunque’, selezionate le vostre date e vedete cosa vi propone. Nella maggior parte dei casi troverete dei suggerimenti che includono scali multipli e diverse compagnie aeree low-cost, ma se siete alla ricerca di un’avventura immediata a un prezzo inferiore, questa è un’ottima opzione da tenere in considerazione.

Stessa cosa vale per le date, perché anche solo un giorno prima o un giorno dopo può fare la differenza. La flessibilità potrebbe essere uno dei vantaggi più importanti per chi vuole risparmiare, anche quando si tratta di scegliere l’aeroporto di partenza. Se siete disposti a guidare, l’aeroporto nelle vicinanze potrebbe avere l’offerta adatta al vostro budget.

Impostare gli avvisi sui cambi di prezzo

Abbiamo la tecnologia, sfruttiamola a nostro beneficio! La maggior parte dei siti di prenotazione voli ha una funzionalità di avviso di prezzo: inserite la vostra destinazione e riceverete una notifica quando i prezzi sono scesi, piuttosto che entrare tutti i giorni nell’app o sul sito.

Viaggiate leggeri

Ve ne sarete accorti anche voi ogni volta che state per acquistare dei biglietti: i voli costano molto meno se si viaggia solo con il bagaglio a mano. Ovviamente, viaggiare leggeri è più facile a dirsi che a farsi, questo dipenderà da diversi fattori, come la durata della vacanza e la stagione (viaggiando d’estate, per esempio, i capi prendono meno spazio).

In questo caso, è consigliato anche fare una lista con le cose più importanti da portare con voi: con i voli last minute non si avrà troppo tempo a disposizione per organizzarsi!

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Scogliere di Moher, dove il cielo e l’oceano si incontrano in un abbraccio infinito

Ci sono Paesi che amiamo visitare anche e soprattutto per le loro meraviglie naturali, come l’Irlanda. Qui, tra le diverse bellezze offerte dai suoi paesaggi, spiccano in particolare le famose Scogliere di Moher. A vederle, con i loro 214 metri circa di altezza e 13 chilometri di lunghezza, incutono allo stesso tempo timore e meraviglia. Nel 2011 sono entrate ufficialmente a far parte del Geoparco del Burren e delle Scogliere di Moher, riconosciute dall’UNESCO per la loro composizione geologica unica.

Sono diverse le esperienze da fare per godersele in tutta la loro maestosità, dal percorrere il sentiero di trekking al prenotare un tour in barca per ammirarle dal mare. Il tutto reso ancora più magico dalle storie e dalle leggende che le avvolgono e che vedono protagonisti sirene, streghe e giganti.

Dove si trovano le Scogliere di Moher

Una delle attrazioni più amate dell’Irlanda, le Scogliere di Moher svettano maestose sulla frastagliata costa occidentale della Contea di Clare. Si trovano all’interno di una zona protetta grazie all’ampia presenza di uccelli e fauna selvatica: le scogliere ospitano importanti colonie di uccelli marini nidificanti e sono uno dei siti di riproduzione più importanti del Paese.

Per raggiungerle avete diverse opzioni: potete noleggiare un’auto e partire per un incredibile road trip lungo la Wild Atlantic Way facendo tappa alle Cliffs of Moher oppure, se avete poco tempo a disposizione, prenotare un tour da Dublino (distante all’incirca tre ore) o da Galway (distante solo un’ora e mezza).

Da qui, nelle giornate più limpide, il vostro sguardo si estenderà fino alle Isole Aran, alla penisola di Dingle, sulla baia di Galway e sulla catena montuosa dei Twelve Pins nel Connemara.

Scogliere di Moher

Fonte: iStock

Le Scogliere di Moher viste dall’alto

Perché si chiamano le Scogliere di Moher

Le scogliere prendono il loro nome da un forte in rovina chiamato “Mothar”, demolito durante le Guerre Napoleoniche all’inizio del 1800 per fare spazio a una torre di segnalazione ad Hag’s Head. La parola ‘Mothar’ in antico gaelico significa proprio ‘la rovina di un forte’.

Questi forti erano molto comuni in Irlanda perché venivano utilizzati per la difesa e l’osservazione: la posizione elevata delle Scogliere di Moher offriva una visuale eccellente sull’oceano, rendendola un luogo ideale per la costruzione di un forte difensivo.

Perché sono famose le Scogliere di Moher

Le Scogliere di Moher sono tra i luoghi più famosi e incredibili d’Europa per diversi motivi, uno su tutti per il loro variegato ecosistema. Possono essere considerate un vero e proprio santuario per uccelli marini grazie alle formazioni rocciose ricoperte di muschi che forniscono i siti di nidificazione ideali per più di 20 specie diverse. Dalle gazze marine alle pulcinelle di mare, fino a 30.000 coppie di uccelli marini nidificano qui tra aprile e luglio, in particolare attorno al faraglione An Branán Mór.

Un altro motivo è di natura geologica: la stessa struttura e la posizione geografica delle scogliere contribuiscono in modo significativo alla loro rinomanza. Con un’altezza massima di 214 metri, un’estensione di circa 13 chilometri lungo la costa atlantica e la loro vertiginosa caduta nell’oceano, le Cliffs of Moher offrono panorami di una bellezza impareggiabile.

Inoltre, nel corso degli anni, sono diventate famose anche grazie al cinema. In particolare, le scogliere hanno fatto da cornice alla commedia romantica “La storia fantastica”, “L’agente speciale Mackintosh” e, soprattutto, un film della saga di Harry Potter: in “Harry Potter e il Principe Mezzosangue” Harry e Silente si avventurano in una misteriosa grotta situata nelle scogliere alla ricerca dell’Horcrux di Voldemort.

Pulcinella di mare Scogliere di Moher

Fonte: iStock

Una pulcinella di mare alle Scogliere di Moher

I miti e le leggende

Secondo il folklore irlandese, le scogliere sono dimora di esseri ultraterreni e creature mistiche come antichi guerrieri, streghe e giganti.

Una delle leggende più famose narra che una strega di nome Mal si infatuò di Cú Chulainn, il valoroso guerriero del Ramo Rosso. Tuttavia, Cú Chulainn non ricambiò i suoi sentimenti e per questo Mal lo inseguì senza sosta attraverso l’Irlanda. Alla fine, l’inseguimento li condusse nella regione meridionale delle Scogliere di Moher, vicino alla foce del fiume Shannon, dove Cú Chulainn saltò su un’isola conosciuta come la Roccia di Diarmuid e Grainne.

Spinta da un’ondata di vento, Mal tentò a sua volta un salto disperato verso l’isola. Cú Chulainn, cogliendo l’attimo, balzò rapidamente sulla terraferma, ma Mal, confidando nell’aiuto del vento che l’aveva sostenuta nel salto precedente, non raggiunse la riva. Tragicamente, precipitò sulle rocce sottostanti, macchiando la baia con il suo sangue e dando origine alla credenza che la baia fosse stata chiamata in suo onore, Malbay. Oggi conosciuta come Miltown Malbay.

Si dice che le rocce, ora chiamate Hag’s Head, portino il profilo di Mal, impresso per sempre nella loro forma, un ricordo duraturo della leggenda che persiste fino ai nostri giorni.

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L’essenza più autentica della Sardegna a bordo dei vagoni storici del Trenino Verde

Ci si sente un po’ come D.H. Lawrence guardando i paesaggi scorrere dai finestrini del Trenino Verde della Sardegna. Lo scrittore inglese scoprì l’isola, anche in treno, nel 1921 raccogliendo emozioni e storie all’interno del libro pubblicato successivamente con il titolo “Mare e Sardegna”. Anche voi potete sentirvi esploratori di altri tempi salendo su uno dei trenini storici che riprenderanno i loro viaggi ad aprile 2025, offrendo esperienze uniche fino a settembre/dicembre.

Il Trenino Verde della Sardegna permette di scoprire l’anima più autentica dell’isola su mezzi d’epoca lungo una linea ferroviaria unica, derivata dalle ‘vecchie complementari’, progettate e costruite tra fine XIX e inizio XX secolo. Le linee, mai dismesse, connettono coste e interno e si integrano con esperienze a terra insieme a guide esperte per approfondire la conoscenza dei paesaggi attraversati.

I viaggi del Trenino Verde sono cinque: da Macomer a Bosa, da Mandas a Laconi, da Cagliari a Mandas, da Luras a Tempio Pausania e, infine, la tratta che unisce Arbatax, Lanusei a Gairo.

Da Macomer a Bosa Marina

Quelle del Trenino Verde sono linee ferroviarie solitarie attraversate da veri e propri “salotti su rotaie” che si snodano per diversi chilometri, durante i quali vi sembrerà di essere sospesi nel tempo. Una delle prime tratte che vi raccontiamo dura 46 chilometri e collega Macomer a Bosa Marina, attraversando l’Altopiano di Campeda.

In partenza la domenica e i giorni festivi, dal 30 marzo al 1 ottobre 2025, questo trenino offre un viaggio storico, artistico e culturale facendo tappa all’abbazia cistercense di Santa Maria di Corte a Sindia e al borgo di Tinnura, un museo a cielo aperto dove ammirare alcuni dei murales più belli dell’isola.

Il treno procede poi in direzione Bosa Marina, dove il mare appare e scompare dietro ogni curva, arrivando infine davanti a voi, sulla spiaggia dove i residenti del borgo colorato di Bosa trascorrono le proprie giornate estive.

Il costo del biglietto è di 59 euro per gli adulti e 45 euro per i bambini dai 4 agli 11 anni.

Murales Tinnura Sardegna

Fonte: iStock

I murales nel borgo di Tinnura

Da Cagliari a Mandas

La tratta che collega Cagliari a Mandas differisce dalle altre solo per il treno, un moderno Stadler, ma la linea ferroviaria è sempre quella storica che attraversa i territori del Basso Campidano e del Parteolla, arrivando infine a Mandas.

Si parte dalla stazione di San Gottardo a Monserrato e si percorre la tratta a scartamento ridotta percorsa dallo stesso D.H. Lawrence che passa anche per Settimo S. Pietro, Soleminis, Dolianova, Donori, Barrali, Senorbì, Suelli e Gesico. Solitamente, la maggior parte delle giornate organizzate su questa tratta sono dedicate alla visita di Mandas, la tappa finale: si passeggia tra le strade del centro storico, si visitano i musei e si fa tappa pranzo per scoprire le specialità tipiche del territorio prima di procedere con la visita ad alcuni siti religiosi e con il ritorno alla stazione.

Anche qui, il costo del biglietto è di 59 euro per gli adulti e 40 euro per i bambini. Il treno è attivo tutti i sabati dal 12 aprile al 31 maggio 2025, mentre per le date successive consigliamo di consultare il sito ufficiale.

Da Luras a Tempio Pausania

Il Trenino Verde conserva la magia dei viaggi del passato, soprattutto la tratta che collega Luras con Tempio Pausania: qui salirete sulle carrozze Breda degli anni 30’, trainate dal vecchio locomotore degli anni ’50, e vi immergerete nei paesaggi tipici della Gallura.

Si parte da Luras, considerata la patria dei dolmen: proprio qui potrete ammirarne quattro integri dei 78 totali presenti sull’isola. Dopo aver lasciato il paese e aver trascorso 40 minuti con gli occhi rivolti ai paesaggi, molti dei quali agro-pastorali, si arriva alla stazione di Tempio Pausania, risalente al 1930.

Questa cittadina, famosa anche per il suo incredibile Carnevale, si trova nel cuore della Gallura, ai piedi del Limbara. Perdetevi tra le strade del suo centro storico, ricco di edifici e pavimentazioni in granito, e visitate il museo delle macchine del sughero: Tempio Pausania è un riferimento per la realizzazione di prodotti utilizzando questo materiale.

Molto interessanti sono anche le Officine Ferroviarie delle linee Palau-Sassari-Alghero, da visitare insieme alla carrozza Bauchiero del 1913, sulla quale viaggiò D.H. Lawrence.

Il treno è attivo la domenica e i festivi, dal 23 marzo al 1 novembre 2025. Il biglietto costa 59 euro per gli adulti e 40 euro per i bambini.

Da Mandas a Laconi

Questa tratta del Trenino Verde della Sardegna è lunga 37 chilometri e dura 3 ore: il viaggio da Mandas a Laconi è ideale per chi vuole scoprire il lato più suggestivo dell’isola tra natura e siti archeologici.

Si parte da Mandas, borgo medievale della Trexenta un tempo ducato e snodo centrale dell’isola, oggi splendida meta culturale e naturalistica. D.H. Lawrence, arrivando qui con il treno, l’ha comparata alle regioni brulle della Cornovaglia o alle alture del Derbyshire.

Durante questo viaggio farete tappa al nuraghe Is Paras, nel comune di Isili, un sito archeologico risalente all’età del bronzo, considerato una delle strutture architettoniche a tholos (con volta a cupola) più interessanti della civiltà nuragica e dell’intero Mediterraneo.

Da qui, la linea ferroviaria attraversa panorami suggestivi per arrivare, infine, a Laconi. Una volta scesi potete andare alla scoperta del Parco Aymerich, il parco urbano più grande della Sardegna e paradiso per gli amanti della natura e dei trekking.

Il treno, attivo la domenica e i festivi dal 23 marzo all’8 dicembre 2025, costa 59 euro per gli adulti e 40 euro per i bambini.

Nuraghe is paras Sardegna

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Il nuraghe Is Paras

La tratta che collega Arbatax, Lanusei a Gairo

Con partenze previste il mercoledì, la domenica i festivi a partire da aprile 2025 (con date ancora da approvare e consultabili sul sito ufficiale), la tratta che collega Arbatax, Lanusei e Gairo è l’ultima proposta dal Trenino Verde della Sardegna.

Per questa tratta viaggerete sia con il treno che con il bus facendo tappa in luoghi suggestivi come il paese abbandonato di Gairo Vecchio, di cui vedrete i ruderi degli edifici rimasti aggrappati alla roccia del monte Trunconi.

Successivamente farete tappa nella vallata di Gairo Taquisara, dove potrete intraprendere dei percorsi di trekking o partecipare a dei divertenti workshop per imparare a preparare la specialità tipica più amata della zona: i culurgiones. Ritornati alla stazione di Lanusei, ripartirete verso Arbatax sul treno storico.

Il biglietto, con incluso o il laboratorio di cucina + pranzo tipico o l’opzione con la visita alla Grotta Taquisara + degustazione costa 69 euro per gli adulti e 49 euro per i bambini; se invece non siete interessati a nessuna di queste opzioni, il biglietto del treno costa 49 euro.

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Bahía de las Águilas, il paradiso segreto della Repubblica Dominicana

Nel cuore del Parco Nazionale Jaragua, lungo la costa sud-occidentale della Repubblica Dominicana, si trova un autentico angolo di paradiso: Bahía de las Águilas. Una lunga spiaggia incontaminata, considerata tra le più belle al mondo, che offre un paesaggio sensazionale, fatto di sabbia bianchissima, acque cristalline e una biodiversità marina straordinaria. Un tesoro naturale che, grazie al suo isolamento, rimane ancora oggi un luogo selvaggio e preservato dal turismo di massa, lasciando spazio solo alla bellezza primordiale della natura.

Un gioiello nascosto tra mare e deserto

Situata nella provincia di Pedernales, Bahía de las Águilas si estende per circa 8 chilometri e appare come un’oasi di pura e incontaminata meraviglia, circondata da un ambiente semi-arido e caratterizzata da formazioni carsiche spettacolari. Il contrasto tra le acque turchesi e il terreno roccioso circostante crea un effetto visivo di straordinaria suggestione, come se ci si trovasse in un dipinto dai colori vibranti.

La sua posizione remota, a circa 323 km dalla capitale Santo Domingo e 25 km dal centro abitato più vicino, Pedernales, ha permesso di mantenere intatta la sua magia, proteggendola dallo sviluppo indiscriminato. La strada per raggiungere Bahía de las Águilas è un’avventura in sé: il tragitto attraversa un paesaggio aspro e selvaggio, dove la vegetazione si dirada lasciando spazio a panorami sconfinati.

Per raggiungerla, bisogna partire da Pedernales e dirigersi verso il piccolo villaggio di La Cueva. Da qui, si può scegliere se arrivare alla spiaggia con un breve viaggio in barca lungo la costa, attraverso un fuoristrada che percorre sentieri sterrati, oppure con un’escursione a piedi per chi desidera un contatto ancora più intimo con la natura. Il viaggio, seppur impegnativo, viene ripagato da un panorama senza eguali, dove il mare sembra fondersi con il cielo in un orizzonte infinito.

Un ecosistema straordinario

Essendo parte del Parco Nazionale Jaragua, Bahía de las Águilas gode di un livello di protezione che ne preserva l’incredibile biodiversità. Le sue acque ospitano una varietà impressionante di fauna marina, tra cui tartarughe carey, tartarughe verdi e tartarughe liuto, che vengono qui a deporre le uova, assicurando la continuità della specie. I fondali marini ospitano una miriade di pesci tropicali che nuotano tra le barriere coralline, offrendo uno spettacolo naturale di rara bellezza.

Nei pressi della baia, è possibile avvistare anche i lamantini dei Caraibi, una specie in pericolo di estinzione, che qui trovano rifugio tra le praterie di posidonia. Muovendosi con grazia nelle acque calme, questi affascinanti mammiferi regalano un’emozione unica ai visitatori che hanno la fortuna di avvistarli. L’entroterra circostante è altrettanto ricco di vita: tra la vegetazione semi-desertica si possono scorgere iguane rinoceronte, solenodonti – piccoli mammiferi preistorici endemici di questa regione – e una grande varietà di uccelli, tra cui le colombe coronate e le sterne fuligginose. Le rocce calcaree e la flora resistente creano un ambiente suggestivo, dove la natura domina incontrastata.

Bahia de las Aguilas, Repubblica Dominicana

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Bahia de las Aguilas, Parco nazionale di Jaragua, Repubblica Dominicana

Cosa fare a Bahía de las Águilas

Sebbene la semplice contemplazione della bellezza di questa spiaggia sia già un’esperienza che vale il viaggio, ci sono diverse attività che rendono la visita davvero indimenticabile:

  • Snorkeling e immersioni: grazie alle acque incredibilmente limpide, esplorare i fondali marini è un’esperienza a dir poco entusiasmante. I coralli e le praterie di posidonia ospitano una fauna straordinaria, dalle aragoste ai pesci tropicali. Nuotare tra queste acque cristalline è come entrare in un acquario naturale, dove ogni angolo riserva una sorpresa.
  • Escursioni nella natura: il Parco Nazionale Jaragua offre percorsi di trekking tra paesaggi semi-desertici e grotte suggestive, alcune delle quali erano un tempo abitate da pescatori locali. Avventurarsi lungo questi sentieri consente di scoprire angoli nascosti del parco e ammirare panorami che sembrano sospesi nel tempo.
  • Relax totale: per via della mancanza di strutture turistiche, Bahía de las Águilas è un luogo perfetto per chi cerca una fuga dal caos e vuole vivere il mare nella sua forma più autentica. Stendersi sulla sabbia fine ad ascoltare il suono delle onde è un’esperienza rigenerante, un momento di connessione profonda con la natura.

Come Arrivare a Bahía de las Águilas

Raggiungere Bahía de las Águilas non è un’impresa semplice, ma è proprio il suo isolamento a preservarne l’incanto. Situata a circa 300 chilometri dalla capitale Santo Domingo, questa perla della Repubblica Dominicana richiede un viaggio di circa sei ore in auto, attraverso strade che si snodano tra paesaggi aridi e sorprendenti. Per chi desidera una soluzione più comoda, è possibile partecipare a escursioni organizzate con partenza dalla capitale, che includono il trasferimento in minibus e l’accesso al Parco Nazionale Jaragua.

Al momento, non esistono voli diretti per Cabo Rojo, sebbene fosse stata annunciata una tratta aerea tra Santo Domingo e la zona, il cui avvio resta incerto. La soluzione migliore per i viaggiatori indipendenti è il noleggio di un’auto, preferibilmente un fuoristrada, per affrontare l’ultimo tratto sterrato che conduce al villaggio di La Cueva, punto di partenza per le escursioni in barca o via terra verso la baia. L’assenza di infrastrutture turistiche e la difficoltà d’accesso rendono Bahía de las Águilas un luogo riservato a chi cerca l’autenticità e il contatto con la natura, lontano dalle rotte più battute del turismo di massa.

La strada da Cabo Rojo a Bahía de las Águilas

Uno dei percorsi più spettacolari per raggiungere Bahía de las Águilas parte da Cabo Rojo, un’area selvaggia e disabitata. Il viaggio si snoda attraverso terrazze naturali punteggiate da palme endemiche e siti archeologici precolombiani ancora inesplorati, dove si trovano antichi resti e misteriosi cimiteri indigeni.
Il tragitto verso la baia è un’immersione nella natura più autentica attraverso il cuore del Parco Nazionale Jaragua, con il suo ambiente unico di foreste, scogliere spettacolari e una fauna straordinaria, mentre le acque trasparenti che lambiscono la spiaggia ospitano magnifici reef corallini, un ecosistema fragile e prezioso che merita di essere protetto.

Per chi desidera trascorrere la notte immerso nella natura, è possibile campeggiare nell’area, previa autorizzazione della Segreteria dell’Ambiente della Repubblica Dominicana. Tuttavia, è fondamentale rispettare le rigide norme di conservazione: non sono ammesse accensioni di fuochi, inquinamento acustico o raccolta di flora e fauna, poiché l’intera area è sottoposta a tutela ambientale, con l’obiettivo di conservarne lo status di santuario incontaminato.
Bahía de las Águilas rappresenta uno degli ultimi paradisi incontaminati dei Caraibi, un luogo dove la natura regna sovrana e il mare si mostra nella sua forma più pura. Chi ha la fortuna di visitarla porterà con sé un ricordo indelebile di acque turchesi, spiagge immacolate e una sensazione di pace assoluta.

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Cosa fare a Paros: vita notturna tra Parikia e Naoussa

Paros è una delle più grandi isole dell’arcipelago delle Cicladi, un tripudio di immagini e colori. Sceglierla significa fare un tuffo in un angolo della Grecia molto gettonato, partecipando di giorno alla vita locale e godendo delle bellissime spiagge e preparandosi al divertimento serale che offre molte proposte. La vita notturna a Paros è molto animata e Parikia e Naoussa sono i punti cardine del divertimento sull’isola.

Qui, è il calar del sole a dare inizio alla movida. In questa guida, passeremo in rassegna entrambe le località per indicarvi i luoghi più trendy e frequentati dell’isola, per cui non vi rimane altro che riporre il costume da bagno che avete utilizzato durante la vostra giornata in spiaggia e aprire la valigia per scegliere l’outfit più adatto alla destinazione che andrete a scegliere.

Vita notturna a Parikia: dove andare

Se decidete di esplorare la vita notturna di Parikia (o Paroikia), non potete non concedervi una serata al The Dubliner, un complesso che arriva a contenere fino a 3.500 persone, composto da una serie di locali. Ad esempio, potrete scegliere tra il Bar Salsa, dove si balla musica caraibica e il Dubliner, classico Irish Pub in cui concedervi un buon boccale di birra ad un prezzo ragionevole. Da non dimenticare il Down Under Bar, frequentato prevalentemente da turisti australiani e neozelandesi. Parte del complesso è anche l’Envy Club, in cui poter ascoltare set di DJ greci ed europei famosi e conosciuti anche a livello internazionale: la scelta perfetta per i party-harders.

La zona più frizzante di Parikia dove vivere la vita notturna a pieno è quella del lungomare, dove sono collocati la maggior parte dei punti di intrattenimento tanto che l’area è identificata come la “via delle discoteche”. Una fra tutte la famosa Hard Rock, mentre per chi è alla ricerca di qualcosa di più tranquillo ubicato sempre sul lungomare c’è la discoteca Evinos.

L’Evinos apre alle sei del pomeriggio e permette di godere della vita notturna di Paros in modo molto più soft. Ci si può accomodare sulla terrazza panoramica (dalla quale si assiste a un meraviglioso tramonto vista mare) e ascoltare un gradevole sottofondo musicale davanti ad un drink, mentre all’interno un mix di musica rock e funk farà divertire i più scatenati.

Proseguendo sempre sul lungomare sud, l’Havana di Paros è un locale aperto solo da febbraio a novembre che vi farà immergere in un’atmosfera latina. Gli amanti del genere potranno contare su buona musica brasiliana e cubana, ma anche jazz e blues.

Vita notturna a Naoussa: i locali più famosi

Spostandosi invece a Naoussa, noterete una vita notturna più raffinata rispetto a Parikia. Nostos, la discoteca per antonomasia dell’intera isola, nella stagione estiva pullula di giovani che si attardano per ballare fino alle prime luci dell’alba, così come all’Insomnia.

A detta di molti, per partecipare alla vita notturna di Paros nella più sofisticata Naoussa bisogna mettere in conto di spendere qualcosa in più rispetto a Parikia; i locali che competono con The Dubliner di Parikia sono Agosta, che dalla sua posizione domina una piccola piazzola sul porticciolo di Naossa, il Briky,il Buena Vista e il Linardo, molto suggestivo perché dentro un edificio del 1400.

Naoussa a Paros, in Grecia

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Cittadina di Naoussa con la luna piena, sull’isola di Paros, Grecia

Bar e locali da non perdere a Paros, tra musica, cocktail e tramonti

La vita notturna di Paros non è solo discoteche: ad esempio il bar Saloon D’Or, un grande cocktail bar direttamente sulla spiaggia, di fronte al Castello dei Franchi. Qui, oltre ad assaggiare ottimi cocktail, c’è anche la possibilità di fumare narghilè.

Amate le feste pomeridiane? Il Kialoa Bar Club ha una bellissima terrazza che affaccia sul mare che propone musica e cocktail ottimi. Da non perdere anche il bar Miromolos è un locale molto particolare, ricavato in una vecchia cantina dove potrete ascoltare musica dal vivo che spazia tra diversi generi, dal rock alla tipica musica greca. Nella via del Mercato troverete il Pirate uno fra i primi locali nati sull’isola: qui il perno portante è la musica jazz e blues non è raro che qualche musicista si fermi per regalare qualche pezzo improvvisato.

Ma se la vostra idea di vita notturna a Paros deve avere il sapore della cultura e della tradizione greca recatevi al bar Filarakia; l’esercizio apre alle 24 e si trova lungo la strada che porta a Naoussa. Una volta giunti nel locale verrete travolti dalla musica ellenica suonata dal vivo, e non resisterete alla tentazione di cimentarvi in qualche ballo popolare lasciandovi trasportare dalla tipica atmosfera greca.

Se cercate un locale per un aperitivo unico con vista sul tramonto, potrete recarvi all’Alexandros Cafè, situato in un punto panoramico sul golfo di Pakiria e con tavolini che circondano uno splendido mulino antico.

Parikia e il suo mulino antico, a Paros, Grecia

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Mulino sul golfo di Parikia, a Paros, Grecia

Che cosa mangiare a Paros: la cucina locale

Paros non è solo la destinazione perfetta per gli amanti del mare e della movida notturna, ma anche per chi non sa rinunciare alla passione per il buon cibo. I tantissimi locali dell’isola infatti non offrono solo un’ampia selezione di cocktail, ma anche di piatti tipici dal gusto indimenticabile: ecco quali vi consigliamo di assaggiare.

L’insalata greca con feta e olive e l’agnello sono due tra i piatti più cucinati: il primo è perfetto per un pranzo leggero e low cost in riva al mare, mentre il secondo è da gustare in una delle autentiche trattorie locali. Chi invece non sa resistere al pesce, può osare con le alici fritti, un antipasto pieno di gusto, e le polpette di calamari che trasmettono tutto il profumo del mare.

Chi ama i formaggi (e i dolci) non può non assaggiare lo Saganaki: si tratta di un tipico formaggio greco che viene pastellato, fritto e servito con semi di sesamo e miele. Per chi, invece, preferisce la carne al pesce, imperdibili sono gli Souvlaki: spiedini di pollo, maiale, agnello solitamente serviti con patatine fritte.

Come arrivare a Paros dall’Italia

Paros ha un suo aeroporto, ma non effettua voli internazionali per l’Italia. Per raggiungere l’isola è quindi necessario fare scalo. Esistono due alternative: la più rapida prevede di raggiungere in aereo Atene e da lì prendere un volo interno per l’aeroporto di Paros, situato nella zona sud-ovest dell’isola, a soli 10 km in auto da Parikia.

La seconda opzione è il viaggio in traghetto. Ne partono dal porto de Il Pireo (zona sud-ovest di Atene) e dal porto di Rafina (a poco più di 30 km a est di Atene), e raggiungono Paros in 3/4 ore di viaggio. Se fate tappa anche in altre isole della Grecia, Paros è ben collegata anche con altre località, come Mykonos (circa 45 minuti di traghetto).

Come muoversi a Paros

A Paros non mancano di certo le possibilità di noleggiare auto, scooter o quad. Il mezzo maggiormente consigliato, se siete intenzionati ad esplorare tutta l’isola percorrendo i 60 km di costa ricca di spiagge, borghi e paesaggi meravigliosi, è l’automobile. Permette infatti di raggiungere facilmente qualsiasi punto in poco tempo e comodamente, visto che le strade sono ben tenute.

Potrete noleggiare l’auto in aeroporto o in molti altri punti strategici dell’isola, come il porto di Parikia. Il costo parte da circa 30/35 euro al giorno in bassa stagione, ma in alta stagione tende a salire. Il consiglio è sempre quello di prenotare con largo anticipo dall’Italia, soprattutto se il viaggio è previsto in piena estate, periodo di alta stagione in cui i prezzi tendono a raddoppiare a causa dell’alta richiesta, anche per non rischiare di rimanere a piedi.

L’alternativa per i più avventurieri, che vogliono sentire l’aria del mare tra i capelli girando l’isola in tutta calma e risparmiando sul noleggio dell’auto, possono optare per lo scooter o il quad. I prezzi partono da circa 20 euro al giorno. Questi mezzi sono consigliati se si soggiorna nei villaggi principali, poiché gli spostamenti rischierebbero di diventare pesanti. La moto è comoda anche da imbarcare nel piccolo traghetto che da Pounta (a sud dell’isola) porta ad Antiparos per una gira fuori porta.

L’alternativa a coloro che non hanno intenzione di noleggiare auto o moto sono i mezzi pubblici, di cui Paros è ben servita con diverse corse in autobus nell’arco di tutta la giornata (i cui prezzi dei biglietti variano dai 2 ai 3,50 euro). La stazione dei bus si trova nel molo principale. I due punti nevralgici dell’isola, Parikia e Naoussa, sono collegati anche da un servizio di navetta durante l’alta stagione. Un’ottima alternativa per spostarsi durante le serate all’insegna del divertimento, senza doversi mettere alla guida, visto che durante l’alta stagione la navetta copre la fascia oraria che va dalle 6 di mattina alle 3.30 di notte. Vi invitiamo a consultare tutti gli orari e i prezzi aggiornati sul sito ufficiale Ktelparou.gr.

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Cosa vedere in Patagonia, la terra del Ghiaccio e del Fuoco ai confini del mondo

Nel corso degli anni tutti i viaggiatori incalliti, almeno una volta nella vita, hanno sognato di poter prenotare il proprio viaggio in Patagonia. Questo territorio è uno dei più amati per chi desidera osservare dal vivo panorami mozzafiato e paesaggi che sembrano quasi dipinti, senza considerare che parliamo di una vacanza che mette alla prova perché rimane pur sempre una destinazione introspettiva in cui viaggiare, una terra incantata e selvaggia, dove il silenzio regna sovrano e in cui l’attrazione principale è la natura. Approfondiamo dunque cosa vedere in Patagonia, territorio tra il Cile e l’Argentina nell’America del Sud.

Parco Nazionale Torres del Paine in Patagonia

Parco Nazionale Torres del Paine

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Parco Nazionale Torres del Paine

Come anticipato, la Patagonia è un territorio che interessa l’Argentina e il Cile. Se abbiamo prenotato una vacanza in Cile per vedere il famoso Parco Nazionale Torres del Paine in Patagonia, magari alloggiando a Puerto Natales, il parco è stato istituito nel 1959 ed è tra i parchi nazionali più importanti della Patagonia cilena. In virtù della fauna e della flora del posto e del fatto che è un territorio da preservare e proteggere, nel 1978 è stato dichiarato riserva della biosfera dall’UNESCO. Il periodo migliore per fare trekking è l’estate, e questo luogo si trova precisamente nella zona meridionale del Cile, ovvero tra Magallanes e l’Antartide cilena, quindi molto vicino all’Argentina. Fare trekking qui è un’esperienza unica e ci sono, tra l’altro, molti sentieri mozzafiato oltre alla possibilità di arrivare fino alla cima del Mirador Torres del Paine.

Penisola di Valdés

Tra i luoghi da non perdere in Patagonia non possiamo non menzionare la Penisola di Valdés, un vero e proprio paradiso naturalistico che si estende per più di 400.000 ettari. Inoltre, è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Qui vivono in libertà molte specie di animali, tra cui i famosi lama della Patagonia o gli struzzi.

Terra del Fuoco

Non solo la terra del ghiaccio, ma anche la terra del fuoco. Ecco, la Patagonia è un territorio che si lascia scoprire pian piano, un viaggio intimo e profondo ai confini del mondo dove scoprire la cosiddetta Terra del Fuoco. La parte a sud è nota con questo nome: la zona di Ushuaia e il centro cittadino, la capitale, centro culturale dove è possibile scoprire le tradizioni e la cultura del luogo. Segnaliamo inoltre la presenza di un Museo Marittimo e del Presidio di Ushuaia, e consigliamo di prenotare diverse esperienze, tra cui un’escursione sul Canale di Beagle. O magari prenotare un’escursione al Parco Nazionale Terra del Fuoco che includa una visita al Treno della Fine del Mondo. Sarà davvero una giornata memorabile.

I ghiacciai della Patagonia

Perito Moreno

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Perito Moreno

Se invece stiamo pianificando un viaggio in Argentina, allora non possiamo perderci i ghiacciai della Patagonia come il Perito Moreno, che ne è una vera e propria stella, il più famoso al mondo. Un ghiacciaio a dir poco imponente, perché si estende per ben 60 metri in altezza, per 15 km di lunghezza e 5 di larghezza. Praticamente le sue misure corrispondono all’estensione di Buenos Aires. Ci si può anche avvicinare in barca, ma il Perito Moreno non è l’unico ghiacciaio della Patagonia da vedere. Ne troviamo infatti anche altri come nel Parco Nazionale di Los Alerces, ovvero il ghiacciaio Torrecillas, o magari i ghiacciai Upsala, Spegazzini o Onelli.

Il Distretto dei Laghi

Ci troviamo al confine del mondo, in un luogo magnifico dove i ghiacciai sono millenari e le steppe infinite e dove appunto è il silenzio a regnare incontrastato. Ma tra le cose da vedere in Patagonia possiamo forse dimenticare di parlare del Distretto dei Laghi, che si trova precisamente nella zona dell’Argentina? Qui è impossibile non innamorarsi del posto, considerando che è la natura a vincere su tutto. Possiamo trovare diversi laghi come il Lago Nahuel Huapi, ben 500 chilometri quadrati di acqua cristallina, o il Lago Correntoso, che è piccolo ma di una bellezza unica, un vero e proprio paradiso. E per chi non può fare a meno di leggende e misteri, allora segnaliamo il Lago Traful.

Ruta 40

Per visitare la Patagonia al meglio molti scelgono di percorrere parte della famosa Ruta 40, che va da Sarmiento a El Calafate, in modo tale da percorrere la strada e fermarsi lungo i paesaggi spettacolari che naturalmente consentono di vivere un’esperienza più unica che rara. Chiaramente parliamo di una strada lunghissima, composta da 3.000 chilometri, e di solito per questo motivo si sceglie di partire in tour, così da non perdere alcuna attrazione come la Penisola di Valdés o magari la pinguineria di Cabo Dos Bahias.

Cascate di Iguazù

Tra le Sette Meraviglie del Mondo della Natura, le Cascate di Iguazù sono Patrimonio Naturale dell’Umanità e si trovano precisamente nel Parco Nazionale Iguazù, al confine con ben tre Stati, ovvero l’Argentina, il Brasile e il Paraguay. Le cascate raggiungono gli 80 metri di altezza e vengono alimentate dal fiume Iguazú. Una nube di vapore avvolge la cascata, ed è veramente difficile descrivere la perfezione di questo posto a parole, poiché sembra quasi di ritrovarci in un luogo primordiale dove la natura è stata ancora una volta maestra.

Le pinguinerie

Questa terra che a noi appare tanto lontana, ed effettivamente lo è, non è così solitaria o almeno: in alcuni punti possiamo osservare le cosiddette pinguinerie. Dove vedere i pinguini in Patagonia? Consigliamo di andare a Punta Tombo, la località che è famosa in effetti per essere luogo di riproduzione dei pinguini di Magellano nelle Americhe: qui trovano rifugio un milione di pinguini da settembre fino ad aprile.

Ovviamente parliamo di una zona estremamente popolare tra i turisti, quindi aspettiamoci un flusso abbastanza intenso, ma in ogni caso ricordiamo che il turismo deve sempre essere rispettoso dei luoghi che vediamo. Tra le altre località dove vedere i pinguini in Argentina citiamo anche la Isla Martillo, un’escursione che possiamo fare con partenza da Ushuaia. Anche in questo caso troviamo 1.000 nidi di pinguini di Magellano. Completiamo infine i nostri consigli con la Isla Magdalena, nella Patagonia del Cile; sempre nella Terra del Fuoco cilena, è possibile osservare il Pinguino Rei Park, ovvero i Pinguini Reali (circa 50) che vivono proprio qui, protetti. Un piccolo consiglio: prepariamoci per il clima e le temperature della Patagonia prima di partire, così da portare con noi tutto il necessario.

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Palm Springs, l’itinerario alla scoperta della città dove non ci si annoia mai

Viaggiando per il deserto della California, è impossibile non notare un’oasi in cui si susseguono ville con piscina, campi da golf, locali glamour dove fermarsi per prendere un cocktail e sentirsi come in una serie televisiva per un giorno: possiamo definire Palm Springs in California, nei dintorni di San Diego negli Stati Uniti, una vera e propria oasi in cui vedere e fare moltissime cose. In effetti, proprio qui è possibile fare un tour delle ville delle star di Hollywood. Nell’immaginario collettivo, Palm Springs rappresenta una meta da sogno: ecco cosa vedere.

Palm Springs Art Museum

Per gli appassionati di arte moderna e contemporanea, così come di architettura e design, la tappa imperdibile è il Palm Springs Art Museum. Fondato nel 1938, questo museo si è evoluto fino a riflettere il patrimonio artistico e architettonico della città. In seguito, è stato progettato dall’architetto modernista E. Stewart Williams nel 1974. Ad oggi è possibile osservare più di 3.000 sculture, dipinti e statue, oltre 2.000 fotografie artistiche e ben 40.000 negativi. Una delle collezioni più interessanti al mondo, senza dimenticare le collezioni moderne che comprendono dipinti e sculture.

Palm Canyon Drive

Una delle prime attrazioni per chi desidera scoprire davvero la cultura di Palm Springs non può che essere il Palm Canyon Drive, dove tra l’altro è possibile vedere la sede della Palm Springs Walk of Stars. Possiamo anche lasciarci conquistare dagli edifici in stile ispanico-coloniale, così come fare shopping o fermarci a bere qualcosa. Spesso vengono organizzati eventi come mercatini con bancarelle e artisti di strada che si esibiscono.

Palm Springs Aerial Tramway

Palm Springs, cosa vedere

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Vista panoramica su Palm Springs

Ci troviamo a un’altitudine di 8.516 piedi, dove, oltretutto, ci attendono numerose attrazioni tra cui ristoranti, un museo di storia naturale e un negozio di souvenir. Qui possiamo raggiungere la stazione e lasciarci conquistare da ben 80 km di sentieri escursionistici. La Palm Springs Aerial Tramway ci permette di vivere un’avventura mozzafiato e ammirare il Chino Canyon, oltre che la natura selvaggia e incontaminata. Il viaggio fino alla stazione dura circa 10 minuti ed è possibile osservare la fondovalle sottostante.

Village Fest

Il Village Fest, nella Coachella Valley, è tra gli eventi da non perdere: si tiene il giovedì sera e ci sono tantissime attività da fare, come osservare l’arte e l’artigianato, provare il cibo di strada e, naturalmente, non mancano occasioni di intrattenimento. La strada viene chiusa al traffico e si trasforma dunque in una fiera super divertente: gli stand sono posizionati lungo Canyon Drive a est e Belardo Road a ovest. Un’esperienza da fare per sentirsi veri e propri local.

Agua Caliente Cultural Plaza

Nel pieno centro di Palm Springs troviamo anche un vero e proprio punto di riferimento, ovvero l’Agua Caliente Cultural Plaza, che è tra i centri culturali più grandi con un museo, una spa e una piazza di ritrovo. La spa prende il nome dalla sorgente minerale in loco ed è possibile fare trattamenti idroterapici tra cui massaggi e bagni. Un momento di relax tra un’attrazione e l’altra a Palm Springs.

Palm Springs Walk of Stars

Tra le attrazioni più celebri troviamo inoltre la Palm Springs Walk of Stars, il cui compito è quello di celebrare gli straordinari successi che hanno lasciato un segno nel mondo del cinema, della musica o della televisione, ma anche di altri settori. Sono presenti più di 400 stelle e, naturalmente, il percorso rende omaggio alle icone di Hollywood, alle celebrità locali e alle leggende dello sport. In questo modo è possibile leggere i nomi di star e vip riconoscibili, una sorta di capsula del tempo che permette persino di fare un viaggio nell’epoca d’oro della vecchia Hollywood.

Indian Canyons

Palm Springs è una delle destinazioni più apprezzate per un motivo: la possibilità di arricchire il proprio itinerario di viaggio con vita notturna, trattamenti di benessere, ma anche la possibilità di immergersi in questo territorio desertico e arido e magari fare un picnic vicino al ruscello, in particolare nel Palm Canyon, tra le aree naturalistiche di grande bellezza del Nord America occidentale. Possiamo esplorare anche l’Andreas Canyon, dove il verde contrasta con le palme e le rocce, un’oasi lussureggiante nel deserto. E c’è poi il Murray Canyon, che invece consente di fare un’escursione facile (o comunque moderata per chi non è avvezzo al trekking): il sentiero è percorribile a cavallo o a piedi.

Moorten Botanical Gardens

Questo magnifico spazio è stato fondato a Palm Springs nel 1938, inizialmente come arboreto privato per condividere la bellezza e la straordinaria varietà di piante presenti nel deserto. Oggi alberi, piante e cactus provengono da tutto il mondo e questo museo vivente delle tradizioni del deserto consente di osservare cristalli, rocce, fossili o persino reperti pionieristici che risalgono all’età dell’estrazione dell’oro. Troviamo inoltre più di 3.000 piante e ci sono diversi sentieri.

Palm Springs, nella Coachella Valley

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Le strade di Palm Springs, nella Coachella Valley

Tahquitz Falls

Tahquitz Falls si trova sul lato occidentale di Palm Springs. Questa cascata è facilmente raggiungibile percorrendo il sentiero lungo il Tahquitz Canyon Trail. Alta ben 18 metri, la cascata è appunto chiusa all’interno del canyon, che fa parte della Riserva Agua Caliente degli Indiani Cahuilla. Per osservare la cascata è necessario pagare un biglietto d’ingresso all’inizio del sentiero. L’escursione è di moderata intensità e dobbiamo camminare per 3 km tra andata e ritorno.

Osservare i mulini a vento di Palm Springs

Sono poi diversi i tour che vengono organizzati per consentire ai turisti di conoscere altri lati di Palm Springs. Solitamente, infatti, vengono organizzati itinerari alla ricerca delle case delle celebrità che vivono proprio qui o che hanno vissuto nella zona. Tuttavia, consigliamo di valutare anche la possibilità di fare qualcosa di diverso, come un tour dei mulini a vento presenti nei dintorni, soprattutto quelli storici nella Coachella Valley.

Uptown Palm Springs

Non solo deserto: la zona di Uptown Palm Springs è una delle imperdibili. Questa zona ospita tantissimi locali e ristoranti (o persino hotel strani, che sono diffusi a Palm Springs, tra cui un motel tutto rosa). Non mancano caffetterie e boutique colorate, con negozi di abiti vintage imperdibili. È la zona giusta dove provare inoltre la cucina californiana, con pasti abbondanti e, naturalmente, la possibilità di osservare le vetrine artistiche e di antiquariato. Un tuffo nella cultura, nel vintage e nell’arte del posto.

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Nuova classifica dei posti più belli del mondo, ci sono anche il Parco dello Stelvio e la Puglia

Le meraviglie del mondo? Davvero tante. Secondo il Time Out se ne contano 44 in tutto il globo e tra queste spiccano due chicche nostrane. In Italia, secondo l’editoriale di Time Out sono custodite due dei luoghi più belli al mondo: scopriamo insieme quali sono e perché sono stati scelti per il 2025.

Il parco dello Stelvio è tra le meraviglie del mondo

Tra i luoghi più belli selezionati da Time Out spicca il parco nazionale dello Stelvio, un gioiello custodito tra le Alpi che ha fascino in ogni stagione. Non solo per estensione è tra i più grandi d’Europa ma regala paesaggi variegati capaci di lasciare tutti a bocca aperta. Durante l’estate, le valli si tingono di verde brillante e si popolano di una ricca varietà di flora alpina dai colori vivaci, tra cui spiccano il rosa e il giallo dei fiori di montagna. Le mucche al pascolo aggiungono un tocco pittoresco al paesaggio e il clima mite rende il parco una destinazione ideale per il trekking. Chi si avventura tra i sentieri dello Stelvio può scoprire panorami mozzafiato e angoli incontaminati di natura selvaggia, ideali per un’escursione rigenerante.

D’inverno, il parco si trasforma in un vero e proprio regno incantato. Le temperature scendono ben sotto lo zero, ma gli amanti dello sci e degli sport invernali trovano qui un paradiso. Le piste che si snodano tra le montagne offrono discese spettacolari e panorami innevati da cartolina. Il maestoso Ghiacciaio dei Forni, uno dei più grandi dell’arco alpino, domina il paesaggio con la sua imponenza, regalando scenari di rara bellezza. Una delle tappe imperdibili per chi visita la zona? Il Rifugio Branca, situato a ben 2.493 metri sul livello del mare che, oltre a rappresentare un punto di sosta strategico per gli escursionisti, offre un’esperienza culinaria autentica con piatti della tradizione locale. Niente di meglio di un buon piatto di pizzoccheri, pasta tradizionale della Valtellina.

La Puglia tra le meraviglie del mondo

Un’intera regione compare tra le meraviglie del mondo selezionate dal Time Out. La rivista ha inserito la Puglia segnalandola come una delle più affascinanti d’Italia. La località turistica è stata apprezzata per il ritmo lento che la rende la meta top per chi cerca una fuga dalla frenesia. Motivo in più per selezionarla? Spazia tra mare, borghi antichi, uliveti secolari, sentieri in bici e tanto altro.

Nuova classifica dei posti più belli del mondo: c'è la Puglia

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La Puglia comprare nella nuova classifica dei posti più belli del mondo

Tra le attrazioni più belle citate Alberobello con i Trulli dichiarati Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Aggiunge poi il centro storico di Lecce in stile barocco e il suggestivo borgo di Polignano a Mare a strapiombo sulla costa cristallina. Non meno rilevante la cittadina di Monopoli di origine medievale, le grotte di Castellana e il polmone verde del Gargano. Il mix di cultura, paesaggi e tradizioni hanno reso la regione Puglia tra le più suggestive da scoprire.

La classifica dei posti più belli al mondo del 2025

  1. Parco Nazionale di Komodo, Indonesia
  2. Cascate Vittoria, Africa
  3. Punakha Valley, Bhutan
  4. Concattedrale di San Giovanni, Malta
  5. Disko Island, Groenlandia
  6. Brecon Beacons, Galles
  7. Red Rocks Amphitheatre, Stati Uniti
  8. Choquequirao, Perù
  9. New Forest, Regno Unito
  10. Hà Giang, Vietnam
  11. Lakeland, Finlandia
  12. Lillafüred, Ungheria
  13. West Cork, Irlanda
  14. Altiplano, Bolivia
  15. Gran Moschea dello Sceicco Zayed, Abu Dhabi
  16. Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice, Croazia
  17. Highlands, Scozia
  18. Dakhla, Sahara Occidentale
  19. Baia di Cattaro, Montenegro
  20. Geoparco Nazionale di Zhangye, Cina
  21. Storms River, Sudafrica
  22. Elephant Rock, Islanda
  23. Laguna di Bacalar, Messico
  24. Parco Nazionale dello Stelvio, Italia
  25. Lord Howe Island, Australia
  26. Janjske Otoke, Bosnia ed Erzegovina
  27. Erg Chebbi, Marocco
  28. Big Sur, USA
  29. Three Whale Rock, Thailandia
  30. Baia Paradiso, Antartide
  31. Milford Sound, Nuova Zelanda
  32. Koh Rong Samloem, Cambogia
  33. Ella, Sri Lanka
  34. Parco Nazionale dell’Isola Maria, Tasmania
  35. Blue Hole di Ocho Rios, Giamaica
  36. Puglia, Italia
  37. Spiaggia di Cavendish, Canada
  38. Ghiacciaio Perito Moreno, Argentina
  39. Kinkaku-ji, Giappone
  40. Piazza del Registan, Uzbekistan
  41. Savannah, USA
  42. Jaipur, India
  43. Isola di Hormuz, Iran
  44. Hoi An, Vietnam

Accanto al Komodo national park in Indonesia, Choquequirao in Perù, Hà Giang in Vietnam e West Cork in Irlanda tra le 44 meraviglie del mondo secondo Time Out spiccano due zone d’Italia davvero suggestive. La regione Puglia con borghi, mare e cultura si fa strada insieme all’ammaliante parco dello Stelvio conquistando i viaggiatori con paesaggi da cartolina.