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Viaggio ai confini del mondo, un sogno che si può avverare

Hai mai sognato di fare un viaggio ai confini del mondo? La buona notizia è che ora può diventare realtà grazie a un interessante concorso che ti permetterà di partecipare alla spedizione invernale più entusiasmante che esista durante l’aprile del 2023.

Alla scoperta del Circolo Polare Artico

Potrai percorrere ben 300 chilometri nella natura più selvaggia del Circolo Polare Artico insieme a 180 cani da slitta addestrati, diverse guide esperte e 20 persone comuni provenienti da tutti gli angoli del nostro pianeta.

Si chiama Fjällräven Polar e permette di vivere un’esperienza unica e irripetibile per ben cinque giorni attraverso i vasti paesaggi innevati della Scandinavia settentrionale imparando tecniche di sopravvivenza essenziali e scoprendo laghi ghiacciati e foreste di montagna. È bene sapere, però, che le temperature potrebbero scendere fino ai 30°C sotto zero.

In cosa consiste questa avventura

Questo concorso permette di effettuare una vera e propria spedizione per vivere un’avventura invernale in grandi spazi aperti e addentrandosi in un mondo diverso e selvaggio. Il tutto, ovviamente, mettendosi alla prova.

Vi farà piacere sapere che per partecipare non sono richieste esperienze o abilità particolari poiché lo scopo stesso di questo particolare evento è dimostrare che chiunque, purché dotato della giusta attrezzatura, della preparazione e del supporto, può prendere parte ad una spedizione invernale in condizioni estreme.

La partenza sarà da Poikkijarvi nella regione di Norrbotten e a circa 990 chilometri di distanza da Stoccolma. L’arrivo, invece, a Signaldalen. Nel mentre avrete la possibilità di scoprire pittoresche località come Sevujärvi, Kattuvuoma, Råstojaure e Pälstsa che si distingue per essere una delle più grandi aree di permafrost d’Europa, poi la tundra artica, laghi ghiacciati, fitte foreste e panorami che vi entreranno dritti nel cuore.

Ad essere molto interessante è che non serviranno troppi giorni di ferie: la durata della spedizione sarà di cinque giorni e quattro notti passate a soggiornare in tende o sotto ai cieli stellati dell’Artico. A vostra disposizione, inoltre, ci saranno degli esperti che vi insegneranno come cucinare all’aria aperta, organizzare la tenda, adattarsi ad ambienti di questo tipo e a nutrite e gestire i dolci cani da slitta.

Cosa vi occorrerà per partecipare

Come ben specificato, vi appropinquerete a vivere un’avventura indimenticabile nel mezzo del gelo del Circolo Polare Artico. Per questo motivo, sarà necessario avere con voi tutto quello che occorre per affrontare temperature che scendono anche fino a -30 gradi.

In poche parole, vi serviranno dai tre o quattro strati di indumenti in grado di fornire calore e protezione. Giacche, scarponi, guanti, cappelli e calzini di lana, da abbinare alle istruzioni sulle tecniche di vestiario fondamentali per queste magiche destinazioni.

Con chi condividerete questa esperienza e come partecipare

Non vivrete di certo questa straordinaria esperienza da soli. Con voi ci saranno altri 19 partecipanti (per un totale di 20), 6 guide specializzate e gli inseparabili cani da slittino, tutti addestrati da un guidatore dei cani da slitta che parteciperà alla spedizione insieme al gruppo.

Per provare a partecipare vi basterà andare sul sito dell’evento e rispondere a tre sfide che ruotano attorno a temi legati al mondo della natura, della sostenibilità e al superamento delle proprie paure. Dovrete, inoltre, caricare video, foto o qualsiasi contenuto creativo sul vostro canale Instagram taggando l’account ufficiale di questa esperienza, inserendo specifici hashtag e il numero della sfida.

La fase di candidatura si concluderà domenica 13 novembre 2022, mentre i vincitori saranno annunciati mercoledì 23 novembre durante un evento in live streaming. Le uniche caratteristiche richieste sono:

  • un livello di forma fisica ragionevole;
  • avere più di 18 anni;
  • essere in grado di parlare inglese;
  • avere una mentalità di apprendimento aperta e flessibile.

In bocca al lupo ne buona avventura ai confini della terra.

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Cinque vacanze epiche nel Paese dei treni panoramici

Quando si tratta di viaggi in treno, pochi Paesi possono eguagliare la Svizzera: la sua puntualissima rete ferroviaria comprende non soltanto straordinari viaggi in alta quota come il Bernina Express che attraversa le Alpi fino all’Italia o il Glacier Express da Zermatt a St. Moritz ma anche una serie di entusiasmanti itinerari che collegano le splendide città e i laghi scintillanti.

Scopriamo allora cinque vacanze epiche a bordo dei treni panoramici elvetici.

La Riviera Svizzera

Vevey

Fonte: iStock

Funicolare a Vevey in salita al Monte Pelerin

Da Ginevra, fulcro gastronomico e capitale dell’orologeria, i treni seguono la sponda settentrionale del Lago di Ginevra fino a Losanna, gioiello medievale rinomato per la vivace vita notturna.

Subito dopo ecco Vevey, “perla della Riviera Svizzera“, dalla vista meravigliosa sull’arco alpino e il microclima mite, dove si staglia la villa di Charlie Chaplin, Manoir de Ban, che è oggi il centro del Chaplin’s World, un museo incentrato sulla sua vita ed eredità.

Infine, la magia della riviera si svela a Montreux, famosa per il festival jazz estivo: il vicino castello di Chillon, perfettamente conservato, attrae visitatori da quando Lord Byron incise il suo nome sulle pareti del dungeon e compose la poesia “Il prigioniero di Chillon”.

Un’altra tappa obbligatoria da Montreux, viaggiando sui coloratissimi trenini svizzeri, è la graziosa cittadina murata di Gruyeres: qui merita una visita il museo dedicato a H.R. Giger, l’artista d’avanguardia che ha disegnato il mondo unico dei film di Alien, con mobili esoscheletrici, dipinti fantastici e immaginari erotici alieni.

Montagne e mistero

Un itinerario che parte dalla capitale svizzera, Berna, dal caratteristico centro medievale, abbracciata su tre lati dal fiume Aare, dove il Paul Klee Center, progettato da Renzo Piano, è la grande attrazione culturale.

A 45 minuti di treno verso sud imperdibile è Interlaken, tra il Lago di Thun, ampio, tranquillo e blu cobalto, e il Lago di Brienz, lungo, stretto e color acquamarina, dove praticare parapendio, paracadutismo, jetboat, e prendere il treno locale fino alla stazione più alta d’Europa a Jungfraujoch per il panorama mozzafiato sul ghiacciaio dell’Aletsch.

Proseguite poi verso est fino a Meiringen, nota per essere la patria della meringa. È anche porta di accesso alle cascate di Reichenbach, luogo della resa dei conti tra Sherlock Holmes e il professor Moriarty. Una sosta al Museo di Sherlock Holmes è un must per i fan.

Infine, prendete il treno per Lucerna, dalla bellissima architettura medievale, assicurandovi di sedervi sulla sinistra per una vista unica sul Lago di Sarnen e sul Lago di Lungern.

Due Paesi in uno

basilea

Fonte: iStock

Vista di Basilea dal fiume Reno

Basilea, adagiata lungo il Reno, offre una miriade di opportunità ma non perdete l’eccentrico Museo Jean Tinguely, con le incredibili sculture di arte cinetica.

Da qui, dirigetevi a sud verso Soletta (il treno impiega un’ora) per ammirare la sua architettura barocca e l’eccezionale Museo delle Belle Arti, prima del viaggio verso Bienne, città di confine sul Röstigraben, l’invisibile “linea divisoria” tra la Svizzera tedesca e quella francofona. È ufficialmente bilingue, con strade e piazze segnalate in entrambe le lingue.

Procedete infine verso Neuchâtel, dal ricco passato con il castello gotico e i palazzi rinascimentali. Concludete il viaggio con stile a Yverdon-les-Bains, sulle rive del Lago di Neuchâtel, con un bagno al Centre Thermal le cui acque sgorgano da sorgenti termali sotterranee.

Zurigo e il Lago di Costanza

Zurigo, dalla movimentata vita notturna, è una tappa in Svizzera da non lasciarsi sfuggire e da scoprire girovagando lungo i tortuosi vicoli di Niederdorf, passeggiando lungo il fiume e lungolago e facendo shopping nell’esclusiva Bahnhofstrasse.

Prendete il treno per San Gallo dove svetta una delle più belle abbazie barocche della Svizzera, e poi proseguite per Rorschach, pittoresca cittadina sul Lago di Costanza che attira i visitatori con la straordinaria Hundertwasser Hall, le cui cupole a cipolla dorate sono davvero bellissime.

Gli amanti del cicloturismo potranno pedalare lungo la sponda meridionale del lago fino a Costanza, dove inizia il Reno.

Infine, concedetevi una gita in barca a Sciaffusa, dalle suggestive case medievali affrescate e punto di partenza per fare un’escursione alle fragorose cascate del Reno.

La Svizzera per gli appassionati di ferrovie

panorama zermatt
Panorama di Zermatt

Da Zurigo salite sul treno per Coira, antica città con reperti romani e un affascinante centro medievale, seguendo le sponde occidentali dei laghi di Zurigo e Obersee, dai panorami spettacolari.

Lasciate poi Coira sulla linea via Landquart per St Moritz, meta vip affacciata sul lago che d’inverno si trasforma in una pista di pattinaggio.

Da qui, a bordo del Glacier Express, uno dei viaggi ferroviari più iconici del mondo, dopo otto ore sarete a Zermatt, villaggio sciistico dalle impareggiabili viste sul Cervino.

Infine, scoprite Sion, l’accogliente capitale del Vallese, dove degustare il vino tipico della regione.

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Novembre a testa in su: guarda che Luna

È un mese meraviglioso quello di novembre, perché è questo il momento in cui la natura mette in scena il suo ultimo grande spettacolo autunnale prima di riposarsi tra le braccia del freddo inverno. E mentre alcune persone continuano ad andare a caccia di foglie, altre stanno già organizzando viaggi verso tutte quelle città che si apprestano a trasformarsi in cartoline incantate. Ma c’è anche chi ha già iniziato a contare i giorni che separano dal Natale.

Insomma questo è un periodo magico, dove ogni viaggio si trasforma in una nuova e inedita scoperta. Ma se è uno spettacolo scintillante e senza eguali che volete toccare con mano nelle prossime settimane, sappiate che non avrete bisogno di allontanarvi poi così tanto.

È il cielo, infatti, a intrattenere le fredde sere di novembre mettendo in scena show incredibili dove la Luna torna ancora una volta protagonista. Mettetevi comodi, lo spettacolo è già iniziato.

Il cielo di Novembre: la danza della Luna

Siamo già entrati nel penultimo mese dell’anno e le sorprese sono appena iniziate. Mentre la natura dona ai paesaggi gli ultimi tocchi di colore autunnale, gli astri si preparano a illuminare d’incanto le nostre serate.  Come abbiamo anticipato, la Luna torna protagonista assoluta del nostro cielo. Novembre, infatti, è un mese con 5 fasi lunari, questo vuol dire che nelle prossime settimane potremmo ammirare due volte la fase del primo quarto di Luna.

A dare il benvenuto a novembre ci ha pensato proprio la grande e candida Luna che, avvicinandosi a Saturno in una congiunzione spettacolare, ha inaugurato il ricco calendario d’eventi del mese in corso.

È proprio il nostro satellite naturale a continuare a dare spettacolo, tornando a danzare il 9 novembre nella costellazione del Toro in tutta la sua pienezza. Aprite bene gli occhi perché il disco lunare si posizionerà proprio tra l’ammasso stellare delle Pleiadi e la stella Aldebaran. Il 29 novembre, invece, la Luna concluderà le sue danze incontrando Saturno nella costellazione del Capricorno.

Assolutamente imperdibile è la Luna Piena di novembre, ribattezzata dai nativi americani con il nome Plenilunio del Castoro in riferimento alla caccia all’animale in questione che veniva svolta per ricavare delle pellicce da usare durante i mesi invernali. L’appuntamento da segnare in agenda è l’8 novembre.

Le stelle cadenti d’autunno e una Cometa

Il cielo di novembre ci regala un’altra incredibile sorpresa: l’arrivo delle stelle cadenti. Saranno due gli appuntamenti imperdibili durante i quali potremmo sussurrare i nostri desideri con lo sguardo rivolto verso il cielo.

Il primo è quello che vede le Tauridi protagoniste. Lo sciame meteorico collegato alla cometa Encke raggiungerà il suo massimo momento di attività le notti del 4 e del 5 novembre. Per il secondo appuntamento, invece, scendono in campo le Leonidi, il cui picco massimo è previsto tra le notti del 17 e del 19 novembre. E se ancora non ne avete abbastanza di stelle cadenti, allora, occhi fissi verso il cielo anche nella notte tra il 21 e il 22 dove sono attese le lpha Monocerontidi.

Le stelle cadenti non saranno le uniche a illuminare il cielo di novembre. Grande attesa anche per la Cometa C/2022 E3 ZTF che transiterà proprio sopra le nostre teste. Sarà ben visibile soprattutto durante le prime settimane del mese, quando si troverà nei pressi della stella Dubhe dell’Orsa Maggiore.

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C’è un luogo del silenzio immerso nella natura toscana

È una quotidianità frenetica, caotica e sempre connessa quella che viviamo oggi, la stessa che troppo spesso ci costringe a trascurare il tempo da dedicare a noi stessi, al silenzio e alla rigenerazione dei sensi.

È anche per questo che il nostro modo di viaggiare è cambiato diventando più consapevole. Sempre di più, infatti, le persone di tutto il mondo approfittano delle vacanze per organizzare dei viaggi all’insegna del benessere fisico e mentale, dove il silenzio e la natura sono spesso gli unici protagonisti.

E se è questa l’esigenza che vi spinge a viaggiare oggi, allora, non potete non raggiungere questo luogo del silenzio immerso nella natura toscana. Un eremo francescano intriso di grande spiritualità che sorge ai piedi del Monte Sant Egidio e che è circondato tutto intorno dalla lussureggiante e verdeggiante natura della Valdichiana. Benvenuti all’Eremo Le Celle.

L’Eremo Le Celle

C’è sempre un buon motivo per organizzare un viaggio in Toscana, in qualsiasi periodo dell’anno e in ogni stagione. Il suo capoluogo, per esempio, è considerato la culla del Rinascimento, un luogo che ospita e conserva alcune delle opere artistiche e architettoniche più importanti e celebri al mondo. Ma non è solo Firenze a incantare, nei suoi dintorni infatti si snodano tutta una serie di patrimoni paesaggistici e naturalistici che sorprendono e lasciano senza fiato, e che attirano ogni giorno migliaia di viaggiatori provenienti da tutto il mondo.

Il viaggio di oggi ci conduce proprio in Toscana, e più precisamente a Cortona. Situata in provincia di Arezzo, in una posizione dominante su tutta la Val di Chiana, la città è un gioiello tutto da scoprire che conserva la sua storia medievale nelle numerose testimonianze che caratterizzano il cuore cittadino. Partendo da qui, e percorrendo appena 5 chilometri, è possibile raggiungere l’Eremo Le Celle, un luogo affascinante e suggestivo dove ritrovare se stessi.

Il complesso è straordinario, non solo per la posizione strategica nel cuore della natura toscana, ma anche per il silenzio e la spiritualità che lo avvolgono e che lo rendono la meta ideale per tutti coloro che sono alla ricerca della pace e della tranquillità.

Un luogo del silenzio a due passi da Cortona

Situato a un’altezza di 550 metri di altitudine, a soli 5 chilometri dal centro storico di Cortona, l’Eremo le Celle è circondato tutto intorno dalla natura toscana, incastonato perfettamente tra il Monte Sant Egidio e la Val di Chiana. Il complesso è celebre sopratutto per aver ospitato San Francesco che, secondo la tradizione, proprio all’interno dell’edificio scrisse il suo testamento.

La storia del complesso è collegata direttamente al Santo che qui arrivò nel 1211 insediandosi all’interno di una struttura situata ai piedi del monte, dove costruì alcune celle. Nei secoli successivi, però, l’eremo fu lasciato in stato di abbandono fino a quando a prendersene cura furono i frati cappuccini, ai quali venne donato direttamente dal vescovo di Cortona.

A partire da quel momento, e fino a oggi, l’Eremo è diventato il luogo scelto per la formazione dei noviziati cappuccini. A viverci, invece, sono solo i frati che hanno scelto di restare in questo luogo del silenzio per pregare e per accogliere pellegrini e viaggiatori che desiderano immergersi in un luogo intriso di spiritualità e tranquillità.

È possibile anche dormire all’interno dell’eremo grazie a due casette adibite all’accoglienza di gruppi di viaggiatori che desiderano vivere un’esperienza all’insegna della spiritualità. I posti a disposizione sono circa 35 e gli ospiti possono restare per un massimo di 2 settimane. Quello che è richiesto, a chiunque voglia pernottare qui, è di condividere i momenti di preghiera con i frati. Non ci sono costi per vitto e alloggio, ma solo un’offerta libera.

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Borghi itinerari culturali Notizie vacanza natura Viaggi

I percorsi che portano al borgo immerso nel suono della natura

A una settantina di chilometri da Roma, Gallese è un piccolo paese ricco di storia e di luoghi da visitare grazie anche ai due sentieri naturalistici che lo circondano, il Giro del Pappagallo e il Giro della Civetta.

I due percorsi, adatti a grandi e piccoli, sono l’ideale per scoprire da vicino Gallese e la sua storia e, al contempo, immergersi nella natura locale all’insegna della tranquillità.

Gallese, borgo da leggenda

Circa 3000 abitanti nella provincia di Viterbo: questo è Gallese, un luogo magico che pullula di monumenti e ha una lunga storia alle sue spalle che si fa risalire all’eroica leggenda di Aleso che, dopo la morte del padre, sarebbe fuggito in Italia dove avrebbe fondato la città di Falerii, metropoli falisca nell’Etruria meridionale.

Sorto prima del III secolo a.C. Gallese diventò, in epoca romana, il centro di notevoli scambi commerciali grazie alla sua posizione strategica nei pressi del Tevere e delle importanti vie di passaggio che lo circondano.

Grazia al luogo in cui è costruita, la Rocca si presenta fin da subito come un fondamentale presidio della via Amerina e della via Flaminia, con due porti fluviali.

Oggi, da vedere nel centro storico sono il Museo Civico Marco Scacchi, nato con l’idea di conservare e tramandare la memoria storico-artistica di Gallese, e la Basilica di San Famiano, Santo Protettore del borgo sepolto nella cripta della chiesa.

Il Giro del Pappagallo e il Giro della Civetta, scoprire Gallese nel suono della natura

Piacevoli, sostenibili e sicuri, i due percorsi sono ideali per chi ama la storia e il contatto con la natura.

Il Giro del Pappagallo parte da Piazza della Liberazione e propone due possibilità di percorrenza, con difficoltà e lunghezze diverse che vanno dai 3,68 ai 4,10 chilometri.

Durante l’itinerario, lo sguardo viene affascinato dalle Cascate dei Frati, dalle fornaci utilizzate in passato per la produzione di calce viva e dalla Chiesa di San Gratiliano.

Il sentiero si snoda in parte su strada sterrata e in parte su strada asfaltata e compie un giro ad anello intorno al centro storico. È percorribile in qualsiasi periodo dell’anno anche se le stagioni più indicate sono la primavera e l’autunno quando il torrente è nelle migliori condizioni per ammirare a pieno le Cascate dei Frati.

Il Giro della Civetta, invece, si immerge totalmente nella natura, fiancheggiando i campi coltivati, e dona una meravigliosa vista del paese dall’alto: in prevalenza pianeggiante, è perfetto per le famiglie con bambini.

La lunghezza può variare dai 3,57 ai 4,42 chilometri, in base al percorso che si intraprende, Qui vivono piante rare e animali protetti, in un ecosistema fragile cui è dovuto il massimo rispetto per non arrecare alcun danno.

Visitato di frequente dai pellegrini che percorrono il Cammino della Luce attraverso la Via Amerina (altro interessante itinerario che si snoda nel territorio di Gallese), dona numerose zone panoramiche situate nel cuore del centro storico da cui è possibile osservare i maggiori punti d’interesse e la natura che, tutt’intorno, abbraccia il costone di tufo.

A breve, il CAI (Club Alpino Italiano) realizzerà la distintiva segnaletica su entrambi i percorsi per far diventare Gallese “meta di destinazione turistica per gli amanti della Natura, della Libertà e delle gite a basso impatto”, come affermato dal Vice Sindaco Latini Amedoro.

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È nata la “Linea della pace” un percorso tra natura e letteratura

È nata a Cuasso al Monte, nella Valceresio, la suggestiva “Linea della pace“, un emozionante incontro tra natura e letteratura, percorso che chiunque potrà percorrere per immergersi nella bellezza del bosco e scoprire le meravigliose opere della natura che si fondono con le parole dell’uomo in una sorta di museo a cielo aperto con importanti riflessioni sul tema della pace.

L’iniziativa è stata pensata e realizzata dall’Associazione On e dal suo fondatore Max Laudadio, e dal Comune di Cuasso al Monte con il supporto economico della Comunità Montana del Piambello, mediante il PiC di Regione Lombardia.

Da un luogo di guerra a uno di pace

Nel Parco delle Cinque Vette, la Linea della pace è un sentiero di circa 6,5 chilometri nel cuore del bosco, che dal centro di Cuasso al Monte conduce alla vetta del Monte Verta seguendo un tratto della “Linea Cadorna“, tratto panoramico della Frontiera Nord, trincea costruita tra l’Ottocento e il Novecento con lo scopo di proteggere l’Italia da eventuali attacchi provenienti da Oltralpe.

Da una “linea di guerra”, quindi, alla Linea della pace: un progetto che ribalta l’identità del luogo per far riflettere su tali delicati temi e ricordare ai visitatori che nonostante la pace sia quotidianamente auspicata da ognuno, in realtà già a partire dalle relazioni sociali la “guerra” viene spesso scelta come soluzione alle avversità.

L’itinerario segue la “voce della montagna”

L’invito a intraprendere il cammino arriva dalla voce della montagna: “Vieni! Che tu sia un viandante, o che tu sappia cosa cercare, vieni! Qui il presente si scioglie nel passato e si fa già futuro: avrai bosco e cielo, laghi e vento, e dove un tempo si voleva preparare la guerra, oggi qui è celebrata la Pace!

Il coinvolgente cammino ha inizio di fronte al Municipio di Cuasso del Monte dove, dalla prima delle dieci bacheche disseminate lungo il sentiero, è possibile scaricare l’app con qr-code per ascoltare podcast una volta raggiunto il punto panoramico.
Nelle vetrine di Via Roma, inoltre, sono esposti i dipinti originali raffigurati sulle bacheche: la narrazione pittorica di Francesco Vanzaghi, infatti, accompagna i contenuti audio con dieci immagini.

Lasciato il centro storico, l’itinerario prosegue nella natura e incontra le tre bacheche successive che raccontano della fauna, della flora, e della morfologia del territorio.

La quinta bacheca appare poi con uno splendido panorama sul Lago Ceresio e sulle Alpi: è questo il momento di ascoltare il primo podcast in cui la Montagna si presenta per introdurre le voci degli scrittori che, nella storia, hanno riflettuto sulla pace.
La rassegna letteraria, che va dall’Antica Grecia ai nostri giorni, vanta un cast d’eccezione: Alessandro Preziosi, Carolina Crescentini, Stefano Accorsi, Raoul Bova, Anna Safroncik, Alessandro Siani. Stefano Fresi dà voce alla Montagna.

Ed ecco la trincea dove le feritoie affacciate sul Ceresio consentono alla luce di arrivare all’interno. Poi, di nuovo il bosco fino a raggiungere il magnifico Sasso Paradiso.

Ormai sulla via del ritorno, il podcast finale lancia un invito a riflettere sulla pace come unica soluzione, crescita personale e appagamento interiore.

I visitatori sono anche invitati a lasciare un messaggio di Pace sul sito dell’Associazione On, “museo virtuale della Pace”.

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Dicembre a Brunico: la città si accende di magia

Con l’arrivo di novembre inizia ufficialmente quel periodo durante il quale possiamo organizzare i nostri viaggi. Non avventure qualsiasi, intendiamoci, ma quelle che ci conducono direttamente nel fantastico mondo del Natale.

Tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre, infatti, le città che conosciamo si trasformano in cartoline incantate. Mentre le luci scintillanti illuminano le strade, le piazze e i quartieri al crepuscolo, nell’aria si diffonde il dolce profumo di mandorle tostate e vin brulé mentre tutto intorno allegre melodie si trasformano nella colonna sonora delle nostre più belle vacanze natalizie.

È la magia del Natale che prende vita, e che non lascia immune nessuno. La stessa che si prepara a invadere Brunico, il capoluogo storico, culturale ed economico della Val Pusteria. Preparate le valigie, si parte!

Natale a Brunico: cosa fare e cosa vedere

Incastonata alla stregua di un tesoro prezioso nello straordinario e autentico paesaggio della Regione Turistica del Plan de Corones, e fiancheggiata dalle Valli di Tures e Aurina, Brunico è da sempre una delle mete più amate dagli amanti della natura e degli sport invernali, nonché sede del comprensorio della Val Pusteria.

La città è un vero e proprio gioiello da scoprire, in ogni stagione dell’anno. Dal delizioso centro storico caratterizzato da botteghe, caffè e negozi tradizionali passando per la natura che la circonda tutto intorno, e che qui è assoluta protagonista. Brunico è la destinazione ideale per trascorrere vacanze invernali all’insegna del relax e della natura, godendo di tutto ciò che la montagna può offrire: sport, passeggiate romantiche e scorci incantati, e poi ancora buona cucina e tradizioni secolari.

Ma è nel periodo di Natale che Brunico dà il meglio di sé, sprigionando una magia straordinaria in ogni angolo, strada e quartiere. Mentre la neve incornicia il paesaggio e trasforma la città in una vera e propria cartolina invernale, l’Avvento alpino prende vita incantando cittadini e viaggiatori di ogni età e provenienti da ogni dove. Ecco quali sono gli appuntamenti imperdibili.

Gli appuntamenti imperdibili

Se state pensato di organizzare un viaggio per andare alla scoperta delle più straordinarie atmosfere natalizie, allora Brunico è la destinazione giusta da raggiungere. A Partire dal 25 novembre, infatti, il caratteristico mercatino di Natale si prepara a invadere completamente la città.

Ai piedi della maestosa cima innevata del Plan de Corones, oltre 30 graziose casette di legno animeranno il centro storico e le strade illuminate a festa. Lasciatevi guidare dal profumo del brulé e dei dolcetti tipici appena sfornati per raggiungere questo luogo incantato che vi permetterà di perdervi e immergervi nella straordinaria atmosfera natalizia.

Sarà questa l’occasione perfetta per deliziare il palato con la gastronomia locale, ma anche per scoprire l’artigianato artistico e locale e per comprare souvenir e regali legati alla tradizione del posto.

Oltre al mercatino di Natale nel cuore di Brunico, la città sarà animata da diversi eventi con un unico obiettivo: far vivere la magia del Natale. Cori e gruppi intoneranno le colonne sonore delle vacanze natalizie mentre saranno organizzate diverse attività per i più piccoli. Tra gli appuntamenti imperdibili c’è sicuramente la sfilata di San Nicolò, quella dove appaiono anche i Krampus, i diavoli travestiti e mascherati che accompagno il Santo in una delle manifestazioni più attese di tutto l’Alto Adige.

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Questo è lo stadio più spettacolare del mondo: ti sorprenderà

Non si possono contare sulle dita di una mano tutte le meraviglie che popolano il mondo, le stesse che capeggiano le nostre travel wish list e che ci invitano ogni giorno a metterci in viaggio.

Lo facciamo per raggiungere le opere ingegneristiche e i capolavori architettonici firmati dall’uomo, per esplorare le attrazioni sensazionali che con i secoli si sono trasformate nei simboli di città e Paesi e per scoprire le aree archeologiche di estrema importanza che conservano e valorizzano le testimonianze storiche dell’intera umanità. Ma lo facciamo anche per osservare l’immenso patrimonio paesaggistico plasmato sapientemente da Madre Natura.

Il viaggio che vi proponiamo oggi, però, non ci porta in questa luoghi. Non sarà un’avventura alla scoperta di una delle meraviglie del mondo antico o moderno, né tanto meno di qualche miracolo della natura, ma di uno stadio. Non uno qualsiasi, ma il più spettacolare e suggestivo mai costruito fino a questo momento.

Lo stadio più bello del mondo

È un viaggio particolare e inedito quello che vogliamo fare oggi insieme a voi, ma non per questo meno straordinario. Sì perché la destinazione è un campo di calcio, uno stadio incredibile che sin dalla sua costruzione ha attirato la curiosità e l’interesse di moltissime persone. E non si tratta di una meta cara solo agli appassionati dello sport in questione, perché lo stadio di cui parliamo oggi è davvero un capolavoro visivo incastonato in un paesaggio mozzafiato destinato a incantare chiunque lo sorvoli, anche chi non ama il calcio.

Ci troviamo in Norvegia, e più precisamente a Henningsvaer, un pittoresco e delizioso villaggio di pescatori delle Isole Lofoten, nonché una delle mete turistiche più rinomate e frequentate dell’intero territorio. Diviso a metà dal canale principale, e per questo ribattezzato anche la Piccola Venezia delle Lofoten, il paese dei pescatori è caratterizzato da un’atmosfera sospesa e quasi incantata, scandita solo dal ritmo delle barche colorate in continuo movimento.

Un viaggio in questa destinazione consente di andare alla scoperta di uno dei villaggi più caratteristici e tradizionali delle Lofoten e di tutta la Norvegia, ma permette anche di ammirare quello che è lo stadio più bello del mondo. L’Henningsvaer Stadion, che prende il nome proprio dall’omonimo villaggio, è uno stadio galleggiante, circondato dal Mar di Norvegia. Il campo, infatti, è stato costruito su un piccolo isolotto roccioso collegato all’isola principale da un ponte.

Henningsvaer Stadium

Fonte: iStock

Henningsvaer Stadion

Benvenuti all’Henningsvaer Stadion

Il campo da calcio è stato realizzato su uno degli isolotti rocciosi emersi dalle acque del Mar di Norvegia, proprio nel cuore delle Lofoten. La superficie è stata livellata e ricoperta con un prato sintetico sul quale poi è stato costruito uno stadio che, come si evince dalle foto, non ha nulla a che vedere con le più moderne e avveniristiche costruzioni nel resto del mondo. Eppure si tratta di un vero e proprio capolavoro dell’uomo, al punto tale che qualcuno lo ha già ribattezzato come l’ottava meraviglia del mondo.

All’Henningsvaer Stadion non ci sono tribune, né tanto meno sono ospitate dispute internazionali o mondiali. A giocare nello stadio, costruito per il club calcistico di Henningsvaer, ci sono solo le squadre amatoriali. Ma questo non influisce in nessun modo sulla sua straordinarietà che, anzi, lo ha trasformato in una vera e propria attrazione turistica, non solo per la posizione strategica, ma anche per il panorama mozzafiato e naturale che si snoda tutto intorno.

Curiosità sull’Henningsvaer Stadion

Essendo completamente circondato dall’acqua, intorno al campo sono state posizionate delle griglie laterali realizzate con le rastrelliere utilizzate per l’essicazione del merluzzo. La loro presenza impedisce che la palla finisca in nel mare.

Henningsvaer Stadium

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Henningsvaer Stadion

 

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Foreste urbane: in Lombardia si riscopre il verde fuori città

Una serie di giornate interamente dedicate alla scoperta, o ri-scoperta, delle aree boschive, ma anche dei parchi, delle zone verdi e del paesaggio naturale che sorge intorno alle città lombarde. Un viaggio a tappe, che dal 5 al 27 novembre, accompagnerà i visitatori verso una presa di coscienza e conoscenza di ciò che li circonda, in una serie di escursioni guidate volte alla scoperta dei luoghi e dei boschi dietro casa e che meritano di essere tutelati e preservati nel tempo.

L’iniziativa

Cammina Foreste Urbane”, questo il nome del progetto, è un’iniziativa promossa da Ersaf in collaborazione con Legambiente Lombardia e realizzata con il sostegno di Lipu, CAI e Federparchi, che si sviluppa in ben 50 appuntamenti sparsi per tutta la Lombardia, con lo scopo di far conoscere le aree boschive urbane e periurbane delle Regione, promuovendo la progettazione di nuove aree e di una più massiccia “cura partecipata” del verde comune.

Tra le tappe previste dall’iniziativa e che verranno visitate, spiccano parchi molto noti come il Bosconcittà o il Parco Nord, intorno a Milano, e altre zone verdi che sono state formalizzate solo di recente. Ma non solo. Tra i protagonisti green di questo tour nella natura ci sono anche le aree curate da comitati spontanei e il cui lavoro punta sia al mantenimento delle zone stesse che alla possibilità di farle diventare aree protette, in un’esperienza che vuole aumentare la consapevolezza del patrimonio naturale regionale e dell’importanza che l’uomo ha nella sua tutela.

La tappe di “Cammina Foreste Urbane”

Per esempio visitando il PLIS “Parco delle Roggìe”, a Magnago, in una visita a cura di Legambiente Busto che, a partire dalle 14 del 6 di novembre, donerà la possibilità di scoprire un’area boschiva di querce davvero unica, un vero e proprio corridoio verde che collega il Parco Alto Milanese al Ticino, o provando l’ebrezza di passeggiare tra i colori del foliage dei boschi di Sumirago, il 13 Novembre dalle ore 9.30, in una visita a cura di Legambiente Castronno che vale davvero la pena di vivere.

Ma non solo, perché le tappe dell’iniziativa “Cammina Foreste Urbane” sono davvero tante, alcune della quali verranno proposte nel weekend del 19 e 20 novembre e che andranno a toccare le aree verdi e boschive tra i territori del Varesotto, Alto Milanese e Bassa Comasca. Come quello promosso da Legambiente Parabiago, che il 19 novembre porterà alla scoperta del Plis del Roccolo, un caratteristico bosco di pianura che una volta veniva usato per il “roccolo” appunto, un sistema utilizzato per la caccia degli uccelli.

Nell’area del Saronnese, invece, il 19 e 20 Novembre si andrà a fa visita al Lura, un torrente intorno al quale sono nate delle aree verdi periurbane e di cui beneficiano i cittadini del posto.

Uscite pensate per rendere più partecipe la comunità verso la salvaguardia del patrimonio boschivo e naturale delle aree che circondano le città in cui si vive, promuovendo un concetto di cura partecipativa e attenzione mirata alla tutela delle stesse, per preservare l’estremo valore naturale di queste aree e incrementare la possibilità di crearne di nuove, prendendosi cura dell’ambiente e, di conseguenza, anche di sé.

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La Provenza raccontata da Ridley Scott e Peter Mayle è anche in Italia

È veramente difficile trovare qualcuno che non abbia visto “Un’ottima annata”, il film del 2006 diretto da Ridley Scott e tratto dal romanzo omonimo di Peter Mayle. Un lungometraggio girato in una regione francese inondata di luce e che per molto tempo è stata anche la casa di entrambi gli artisti: la Provenza.

Un territorio che si distingue per essere unico nel suo genere e che è in grado di dare vita a dei prodotti che è quasi impossibile ricreare altrove. La buona notizia è che adesso sono disponibili in tutta la loro originalità anche in Italia. Ma prima di svelarvi come ottenere le varie eccellenze, facciamo insieme un viaggio in questa incantevole terra attraverso i luoghi del film e le opere letterarie di Mayle.

La Provenza di Ridley Scott e Peter Mayle

La Provenza di Ridley Scott è quella del Luberon, un territorio costellato di villaggi che lasciano davvero senza fiato. Uno di questi è Gordes, elegantemente arroccato su una collina e impreziosito da edifici di roccia bianca che cambiano colore in base al passare delle ore.

Tornato alla ribalta grazie a “Un’ottima annata” anche Bonnieux, un paesino che possiede antiche chiese, imponenti mura e viuzze caratteristiche che affascinano qualsiasi viaggiatore. Così come Lacoste, che dalla cima della collina su cui è posizionato regala un panorama che arriva dritto al cuore.

Poi ancora Ménerbe, un villaggio-fortezza che si estende su un sinuoso promontorio roccioso. Infine, Lourmarin che, a differenza degli altri, è adagiato ai piedi della Combe de Lourmarin, un’incredibile gola che separa in due parti il Massiccio del Luberon.

Peter Mayle, invece, ci porta in una Provenza che dà il meglio di sé. Come quella che si può scoprire nel suo romanzo autobiografico, “Un anno in Provenza”, che racconta anche delle maestrie artigiane che lavorano i prodotti di questo territorio. Oppure “La mia Provenza”, dove si evince che questa è una zona che sembra attingere dalle cose semplici, dalla terra, dai colori e i profumi della natura, senza dimenticare le tradizioni e le usanze popolari che qui vengono custodite e preservate.

Modi di essere che danno vita a un mondo di eccellenze eterogenee in cui la lavanda è il naturale vessillo.

I prodotti della Provenza direttamente a casa tua

Ed è proprio dalla consapevolezza delle unicità di questa terra che è nato Come in Provenza, un negozio virtuale italiano che mette a disposizione tantissimi prodotti che sono stati visti creare direttamente dalle mani dei mastri artigiani provenzali.

Il catalogo è davvero ricco e in grado di accontentare qualsiasi esigenza. Senza ombra di dubbio la star della situazione è la lavanda, una pianta aromatica dalle numerose virtù poiché è antisettica, calmante e cicatrizzante. Con essa, ma anche con altre ricchezze del territorio, vengono realizzati prodotti per il corpo che sono naturali e autentici. Veri e propri capolavori che si ispirano alla natura provenzale, alle sue colline profumate e ai suoi immensi campi in fiore.

Straordinari anche i profumi che nascono da materiali naturali e secondo piramidi olfattive precise e complesse. Fragranze ispirate alla grazia della natura della zona e delle sue luci.

Non mancano gli articoli cosmetici e per il benessere a base di materie prime naturali ed ecologiche provenienti dalla Provenza e dal Mediterraneo.

Poi i tessuti provenzali che possono far nascere il sole sulle tavole, inebriare le stanze con il profumo di lavanda e molto altro ancora. In poche parole, sono in grado di portare nelle nostre case il cuore della Provenza.

E ancora le ceramiche che sono famose per i colori sgargianti che attingono ai temi della natura locale e ai soggetti della terra tra cui le cicale, le olive, la lavanda e le ocre. Così come la gastronomia, le famose erbe, il delizioso miele e le imperdibili tisane.

Insomma, adesso grazie a Come in Provenza è possibile avere a casa propria le tipicità uniche di quei luoghi che si possono trovare solo nel Luberon.

Contenuto offerto da Come In Provenza