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Il borgo italiano “pendente” che sembra un dipinto

È una Toscana meno conosciuta ma dal fascino suggestivo, un borgo quasi irreale, sospeso nel tempo e nello spazio, celato allo sguardo e inaspettata sorpresa dopo una seria di tornanti: benvenuti a Lucchio, il piccolo paese arroccato su un ripido pendio, tra terra e cielo, a 780 metri di altezza.

Una manciata di antiche case in pietra appollaiate tra castagneti e verdi boschi, uno spaccato di Medioevo nella selvaggia Val di Lima, nel comune di Bagni di Lucca, sulla strada tra Pistoia e Lucca: uno straordinario dipinto che sembra emergere dalla roccia, nato spontaneamente ma dal risultato impareggiabile.

Una storia che affonda le radici nella notte dei tempi

Immerso in un paesaggio di rara bellezza, Lucchio affonda le radici in un lontano passato, forse addirittura in epoca romana basandosi sul termine “lucus”, bosco in latino, oppure al periodo degli scontri tra Longobardi e Bizantini per il controllo dell’Appennino.

Le testimonianze certe risalgono alla presenza della Chiesa di San Pietro, nominata nelle carte ecclesiastiche tra la fine del 1100 e l’inizio del 1200, mentre la fortezza viene citata per la prima volta nel 1327.

La rocca ebbe notevole importanza nei primi anni del Trecento, con la conquista da parte di Lucca: grazie alla sua posizione strategica, infatti, Lucchio diventò importante baluardo difensivo dei confini lucchesi, permettendo di controllare, dall’altopiano delle Pizzorne, la strada che da Pistoia portava in Val di Lima lungo il Passo dell’Oppio e, da lì, arrivava a Lucca attraversando la Valdinievole.

Dopo secoli di dominio ed eventi, la rocca perse il suo ruolo militare e, nel 1826, fu acquistata dalla famiglia Pacini che la convertì in abitazione privata.

Camminando lungo le vie del borgo “pendente”

veduta aerea lucchio

Fonte: iStock

Veduta aerea di Lucchio

Conoscere Lucchio è davvero una piacevole scoperta. Un borgo originale, realizzato muro su muro, via su via e casa su casa nel corso dei secoli da un popolo semplice che lo ha plasmato in base alle proprie esigenze, senza cognizioni architettoniche, ma il risultato è magnifico: un agglomerato omogeneo di abitazioni che si arrampicano verso l’alto, quasi in verticale, e donano l’illusione che le fondamenta e i tetti siano incastrati gli uni sugli altri.

E lassù, sulla cima, tra bianche rocce protese verso il cielo, ecco ancora i resti della fortezza medievale, dalla storia significativa a protezione e controllo della strada di fondovalle, raggiungibile seguendo un sentiero: sono ancora visibili le rovine della cinta muraria dall’andamento irregolare e parte della sede della guarnigione difensiva, ma ciò che colpisce di più è il panorama spettacolare sui monti e sulla verde vallata dove scorre il torrente Lima.

L’accesso al borgo avviene oltrepassando una porta situata in un massiccio torrione provvisto di finestra con vista. Ecco subito la Chiesa di San Pietro, a due navate: l’interno, dalle volte azzurre con cornici dipinte a finto marmo, conserva una fonte battesimale in pietra serena (arenaria di colore grigio) e un pregevole altare, entrambi risalenti al Settecento.

Passeggiare lungo le ripide vie, in un’atmosfera isolata testimone del tempo che fu, consente di apprezzare gli edifici residenziali, costruiti in pietra locale, che risalgono il pendio, in un azzardato gioco di equilibri: ed è proprio la pendenza del borgo, costruito per sfruttare al meglio il pendio e tutto lo spazio disponibile, ad aver dato adito a pittoreschi modi di dire locali quali, ad esempio, “a Lucchio legano i figlioli all’uscio” oppure “le galline hanno un paniere sotto la coda per impedire che le uova rotolino via“.

Oggi Lucchio vive in un silenzio rigenerante, quasi “paese fantasma”, con poche famiglie che lo abitano tutto l’anno, nessun negozio, nessuna scuola: una dimensione “altra”, meditativa, di una bellezza struggente, punto di partenza ideale per piacevoli escursioni ai dirupati Penna di Lucchio e Monte Memoriante.

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Destinazione Francoforte: tutta la magia del Natale è qui

È arrivato quel momento dell’anno in cui programmare viaggi e gite fuori porta è diventata una priorità per tutti. Il motivo è presto detto: andare alla scoperta del magico spirito natalizio che invade e pervade ogni città del mondo.

Luci scintillanti, profumi stuzzicanti, allegre melodie e alberi maestosi, impreziositi da orpelli e decorazioni, si snodano tra le piazze, tra le vie e i quartieri trasformando le città che conosciamo in cartoline di incredibile bellezza. Del resto è questo il miracolo di Natale.

E se è in una vivace e festosa atmosfera che volete immergervi e perdervi questo dicembre non vi resta che prenotare un volo con destinazione Francoforte. È qui che tutta la magia del Natale sta per diffondersi in ogni angolo della città. Preparate le valigie, si parte!

Francoforte si accende di magia

C’è sempre un buon motivo per organizzare un viaggio a Francoforte. La città sul Meno, nonché luogo natale di Johann Wolfgang von Goethe, è un vero e proprio gioiello da scoprire in ogni stagione e tutti i giorni dell’anno. Imperdibile è la zona dell’Alstadt, conosciuta anche come città vecchia, dove si trova il Römerberg, la piazza che ospita l’annuale mercatino di Natale.

Ed è proprio durante il periodo di Natale che la città diventa una vera e propria cartolina incantata all’interno della quale immergersi per respirare il più autentico spirito natalizio.

Se state cercando una destinazione da raggiungere per vivere il periodo dell’Avvento in maniera straordinaria, allora, lasciatevi suggestionare dall’incredibile atmosfera che avvolge l’intera città. In queste settimane, infatti, il centro storico si trasforma in un paese delle meraviglie invernale dove non mancano tutti i rimandi al favoloso universo natalizio.

Proprio davanti al Römer, l’antico municipio della città, l’albero di Natale più grande della Germania accoglie viaggiatori e cittadini con il suo scintillio dato da migliaia di luci colorate, mentre decine di bancarelle colorate e abbigliate a festa incorniciano l’intera piazza. Per arrivarci vi basterà seguire il profumo del vin brulé, della cannella e delle mele al forno.

Il Natale a Francoforte: tutti gli appuntamenti

A partire dal 21 novembre, e fino al 22 novembre, Francoforte si trasforma in un villaggio delle meraviglie a tema Natale. Se siete in cerca di oggetti decorativi o di regali, allora, lasciatevi suggestionare dai prodotti che arricchiscono le oltre 200 bancarelle che si snodano sulle rive del Meno, tra Piazza Stoltze e piazza Hauptwache, per uno shopping sensazionale. È che qui che viene organizzato uno dei mercatini di Natale più grandi e celebri di tutta la Germania.

Questo non è l’unico in città però. Sul tetto del parcheggio di Konstablerwache, dal quale si gode una meravigliosa vista sullo skyline della città, viene allestito il City Xmas, un mercatino natalizio suggestivo e panoramico.

E se tutto questo ancora non dovesse bastare, allora, non vi resta che raggiungere il Christmas Garden. Si tratta di un percorso lumino e incantato che si snoda per circa due chilometri all’interno del Deutsche Bank Park. Una vera e propria esperienza immersiva e sensoriale che vi catapulterà in un mondo magico e incantato, quello del Natale.

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La Fonte dell’Abbondanza e l’affresco più affascinante e scandaloso d’Italia

L’Italia è un Paese che non smette mai di stupire, e anche quando crediamo di aver visto tutto, in realtà, nuove e inedite bellezze si rivelano a noi in maniera sorprendente e inaspettata.

A Massa Marittima, per esempio, esiste un’antica fonte che è impossibile non notare. Situata nel centro storico del comune in provincia di Grosseto, questa struttura pubblica è conosciuta anche con il nome di Fonte dell’Abbondanza.

Al suo interno, durante il restauro effettuato nel 1999, è stato ritrovato un affresco antichissimo ed estremamente affascinante, che ha destato stupore da una parte e scandalo dall’altro. Si tratta infatti di un grande albero dai quali non nascono frutti, ma falli maschili eretti che donne al di sotto dell’arbusto cercando di afferrare.

Alla scoperta della Fonte dell’Abbondanza a Massa Marittima

Un viaggio a Massa Marittima è davvero un’ottima idea, soprattutto se l’intenzione è quella di andare alla scoperta di una cittadina inedita e sorprendente. Adagiato tra le Colline Metallifere, e circondato dalla lussureggiante campagna maremmana, questo comune in provincia di Grosseto ospita tutta una serie di bellezze ambientali e paesaggistiche, storiche e architettoniche che raccontano un passato antico e mai dimenticato.

Tra queste c’è una fonte, antica e affascinante, che domina proprio nel centro storico della città. Edificata nel 1265, e utilizzata come luogo di approvvigionamento idrico dell’intera città, alla fonte fu annesso successivamente un magazzino utilizzato dai cittadini come granaio pubblico. Da qui il nome di Palazzo dell’Abbondanza.

Oggi l’edificio è stato trasformato in un hub multiculturale dove vengono organizzate mostre, eventi e convegni. Ma c’è qualcos’altro che attira l’attenzione dei cittadini e di tutti i viaggiatori che arrivano nel comune in provincia di Grosseto.

Si tratta di un affresco ritrovato durante il restauro dell’edificio del 1999. Un capolavoro artistico duecentesco che sin da subito ha attirato la curiosità delle persone suscitando ammirazione, sorpresa e scandalo. L’affresco, infatti, raffigura un grande albero da cui nascono 25 falli ben visibili tra le foglie. Sotto l’arbusto sono raffigurate diverse persone, tra le quali spiccano due donne che litigano per raccogliere gli inediti frutti, mentre sopra uccelli neri volteggiano con fare minaccioso.

Il nome Albero della Fecondità, scelto per identificare l’affresco, ha messo d’accordo tutti. Le origini, così come le interpretazioni, invece, sono ancora oggetto di discussione.

Palazzo dell'Abbondanza

Fonte: Wikimedia/Sailko

Palazzo dell’Abbondanza

L’affresco dell’Albero della Fecondità

L’affresco dell’Albero della Fecondità è situato sotto una delle arcate del Palazzo dell’Abbondanza, oggi posto a tutela e valorizzazione da parte del comune di Massa Marittima. Sin dal suo ritrovamento, gli esperti, hanno identificato il soggetto dell’affresco come un’allegoria della fertilità, collegata anche all’originario utilizzo dell’edificio in questione.

Per alcuni, invece, l’affresco rappresenterebbe un vero e proprio messaggio politico. A sostenere la tesi è lo storico dell’arte George Ferzoco secondo il quale l’opera rappresenterebbe un avvertimento fatto ai cittadini da parte dei guelfi, schierati apertamente contro i ghibellini. Secondo la fazione guelfa, infatti, se la controparte fosse andata al potere si sarebbero venute a creare situazioni promiscue, perverse e pericolose, raccontate proprio in quell’affresco.

La tesi però sarebbe scardinata dal fatto stesso che la costruzione dell’edificio è stata commissionata dal Podestà ghibellino Ildebrando da Pisa, a meno che l’opera non sia stata realizzata successivamente. Purtroppo però, non essendoci fonti documentate sull’opera d’arte, le sue origini sembrano destinate a restare un mistero.

Quello che è certo è che si tratta di un capolavoro raro e prezioso di pittura murale del 1200 che ha come oggetto una raffigurazione profana, e che merita davvero di essere contemplato durante un viaggio in Maremma.

L'affresco dell'Albero della Fertilità a Massa Marittima

Fonte: Wikimedia/Andrea Anselmi

L’affresco dell’Albero della Fecondità a Massa Marittima
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Thanksgiving, tutto quello che puoi fare a NY nel Giorno del Ringraziamento

Le feste ci affascinano da sempre, anche quando non appartengono alla nostra cultura e alla nostra tradizioni. Del resto sono molte le usanze del mondo che abbiamo fatto nostre, proprio perché hanno destato in noi curiosità e suggestione. Come Halloween, per esempio.

L’arrivo del mese di novembre porta con sé una delle feste più importanti della tradizione americana, stiamo parlando del Thanksgiving, il Giorno del Ringraziamento. Si tratta di una delle celebrazioni più sentite e più amate dell’anno in tutto il Paese che da sempre cattura la curiosità di persone di tutto il mondo.

Il modo migliore per prendere parte ai festeggiamenti è organizzare un viaggio a New York. Tuttavia ci sono alcune cose che si possono fare, anche restando a casa, per prendere parte a questa festa straordinaria.

Viaggio a New York per il Giorno del Ringraziamento

La festa del Ringraziamento, lo abbiamo detto, è una delle celebrazioni più importanti degli Stati Uniti d’America e non solo. Anche in Canada, a Panama, a Grenada, a Saint Lucia e in Liberia viene infatti festeggiato il Thanksgiving.

Le sue origini, di matrice religiosa, sono tanto antiche quanto sentite. Il Thanksgiving, infatti, è una tradizione che appartiene alla chiesa protestante e che si rifà a una celebrazione avvenuta nel 1621 per ringraziare Dio per il raccolto. Numerose sono le testimonianze scritte di questa tradizione che si è perpetuata nei secoli fino a oggi.

Il Thanksgiving è un giorno di festa a tutti gli effetti negli Stati Uniti e negli altri Paesi che abbiamo citato sopra, e non c’è persona che in questa occasione non si riunisca con i cari per celebrare la giornata come vuole la tradizione attraverso la condivisione.

Per respirare la vera essenza di questa giornata, il modo migliore è organizzare un viaggio a New York. In occasione del Giorno del Ringraziamento, infatti, la città ospita la grande e celebra Parata di Macy’s, una delle manifestazioni più amate dai cittadini e dai viaggiatori.

La sfilata, che si svolge la mattina del Thanksgiving, parte da Central Park e attraversa la città fino a raggiungere i grandi magazzini Macy’s. Durante l’evento si susseguono eventi musicali, concerti, balli, carri allegorici e altri spettacoli che incantano e colorato tutta New York. Celebri sono i palloncini giganti che volano tra i grattacieli e sulle vie principali della città.

Il Giorno del Ringraziamento si celebra sempre il quarto giovedì del mese, che quest’anno corrisponde al 24 novembre.

Come festeggiare il Giorno del Ringraziamento

Come abbiamo anticipato, il modo migliore per celebrare il Giorno del Ringraziamento è quello di raggiungere New York e prendere parte alla sfilata organizzata da Macy’s. In alternativa è possibile lasciarsi ispirare dalle tradizioni americane e celebrare il Thanksgiving in qualsiasi parte del mondo ci si trova.

La tradizione vuole che il Giorno del Ringraziamento sia trascorso insieme alla famiglia e con gli amici. Per l’occasione si usa portare in tavola i piatti tipici di stagione e poi il tacchino, che non è solo la portata principale, ma è il vero e proprio simbolo del pranzo del Thanksgiving. È possibile poi seguire la celebre parata newyorkese anche online, grazie alla diretta in streaming messa a disposizione dal canale della NBC.

Tra le tradizioni da perpetuare c’è anche quella di rompere il wishbone, l’osso del desiderio. Questo piccolo ossicino dalla forma particolare viene prelevato dal tacchino prima di mangiare, dopo di che viene lasciato seccare qualche ora. Dopo il pranzo due persone sono invitate a spezzarlo e esprimere un desidrerio.

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Il Castello di Rambouillet, una perla reale immersa nel verde

A solo un’ora da Parigi, in Francia, è possibile immergersi nel verde di una delle foreste più belle dell’intero Paese, la Foresta di Rambouillet, anche chiamata di Yveline, che culmina, come nelle favole più belle, con la splendida e romantica veduta di un maniero. Si tratta del Castello di Rambouillet, una perla a soli 60 chilometri dalla capitale.

Un‘antica tenuta reale che, nel corso degli anni, ha ospitato personalità storiche del calibro di Luigi XVI e la sua sposa Maria Antonietta. Un luogo carico di fascino, elegante e suggestivo e che attualmente è sede di rappresentanza del Presidente della Repubblica Francese. Un castello che sa conquistare a prima vista, grazie alla bellezza della sua struttura costruita intorno al 1300 e alla ricchezza dei suoi ambienti interni, dove si possono scoprire oggetti e un mobilio di un’epoca di lustro ormai passata ma che ancora vive tra le mura del Castello di Rambouillet.

Il castello

Dalla Sala del Consiglio alla maestosa scalinata realizzata in stile rinascimentale, fino al boudoir di Maria Antonietta, in un tour nella storia che, in poco meno di due ore, vi regalerà emozioni uniche e tutta la bellezza di un luogo che, attraverso i secoli, non ha perso nulla del suo fascino originario. Ma non solo. Perché il Castello di Rambouillet nasconde delle chicche davvero eccezionali e che meritano di essere scoperte e vissute a pieno.

Passeggiando nel verde del parco che circonda la tenuta, infatti, ci si può piacevolmente imbattere nella Capanna della Principessa di Lamballe. Si tratta di una piccola e caratteristica abitazione, realizzata con un tetto di paglia in stile rurale ma che, una volta entrati, si manifesta in tutta la sua straordinaria bellezza grazie alle sue pareti piene di conchiglie, pilastri in stile dorico, una preziosa cupola in madreperla e le stanze che, in epoca passata, venivano utilizzate dalle dame come toilette.

Altra tappa molto amata quando si visita il castello è quella nell’area che Luigi XVI di Borbone fece costruire in onore di Maria Antonietta, la latteria. Si tratta di una struttura dalle sembianze di un tempio neoclassico in cui primeggia la statua di una mucca durante l’allattamento del suo piccolo e in cui poter osservare gli antichi strumenti di porcellana che venivano usati per servire il latte. Tutto questo avverrà in un tour che vi saprà conquistare e che vi regalerà la possibilità di fare un tuffo nel passato.

La foresta di Rambouillet

Infine, altro passaggio che vale la pena compiere visitando l’affascinante Castello di Rambouillet, riguarda la foresta che lo circonda. Un luogo che attira milioni di visitatori ogni anno poiché si tratta di una delle riserve naturali più belle della Francia, e non solo.

Qui, tra la vegetazione che si mostra nelle sue infinite sfumature di colore e la fauna che la abita, scoiattoli, volpi, donnole, ghiri, faine, conigli, ricci, lepri, ecc., potrete godere di piacevolissimi momenti di relax, passeggiando nel verde e ammirando l’infinita bellezza della natura.

Il tutto immergendovi in un’atmosfera carica di fascino e di suggestione, in un’area della Francia custode di tesori e di meraviglie che sarà impossibile dimenticare.

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Partono le crociere dei mercatini di Natale, una magia

Se i mercatini di Natale sono pura magia, le città del Nord Europa, illuminate a festa lo sono ancor più. Se poi si naviga lungo un fiume costeggiando le cittadine che ospitano i mercatini natalizi è come entrare tra le pagine di un libro di fiabe.

Nel periodo natalizio ci sono delle crociere fluviali che portano nel cuore dell’Europa, dove le tradizioni dell’Avvento sono più sentite che mai e dove poterle vivere in prima persona.

Ci sono crociere lungo il magico Danubio o lungo il fiume Meno, che attraversa la Germania, là dove i mercatini di Natale sono nati. Un’occasione per visitare le bancarelle tradizionali, assaggiare le specialità locali, assistere ad eventi folkloristici, ma anche per visitare alcune delle città del Nord che sotto Natale sono ancora più pittoresche.

Crociera lungo il Danubio

La nave da crociera parte da Vienna e arriva a Norimberga, in Germania. La crociera dura sette giorni e sei notti e attraversa territori meravigliosi. Durante l’Avvento, le piazze più belle di Vienna si trasformano in incantevoli mercatini natalizi, ognuno dei quali ha il suo fascino. Colpiscono per lo sfondo imperiale che li circonda e sono incastonati in piccoli vicoli o allestiti in idilliaci parchi.

In navigazione nella propria cabina con finestra panoramica si attraversa il paesaggio invernale della pittoresca Valle di Wachau fino alla cittadina di Melk, con la sua magnifica abbazia benedettina dell’XI secolo. Arrivando a Passavia, in Germania, ci si potrà perdere tra le bancarelle del mercatino di Natale allestito sullo sfondo della Cattedrale di Santo Stefano, capolavoro dell’architettura barocca.
Tappa successiva è a Ratisbona, dove bisogna assolutamente visitare il cento storico e curiosare tra gli scintillanti mercatini. La crociera termina a Norimberga, con il suo centro storico illuminato da luci e decorazioni e il mercatino che ospita decine di bancarelle.

La crociera lungo il Danubio parte il 6 dicembre e arriva a Norimberga il 12.

Crociera lungo il Meno

Questa crociera fluviale arriva anch’essa a Norimberga, ma parte da Francoforte. Il programma comprende una visitata guidata a piedi di un pittoresco villaggio lungo il fiume Meno, prima di raggiungere l’affascinante cittadina di Würzburg, circondata da colline ricoperte di vigneti, dove visitare la Residenza vescovile che ospita il più grande affresco mai dipinto sul soffitto, e le bancarelle del mercatino di Natale.

La nave giunge poi a Bamberga, patrimonio mondiale dell’Unesco, famosa per i numerosi presepi esposti in tutta la città. Tappa conclusiva è la città di Norimberga, da scoprire attraverso una visita guidata del centro storico vestito a festa e del tradizionale mercatino di Natale, uno dei più famosi al mondo.

La crociera in Germania dura sei giorni e cinque notti e parte il 7 dicembre per terminare il 12.

Le navi da crociera sui fiumi

Le crociere sono organizzate dalla compagnia Avalon Waterways, specializzata in crociere fluviali. Le sue navi sono delle “suite ship” ovvero molto lussuose e dotate di tutti i comfort. Viaggiare su una di queste navi è come soggiornare in un boutique-hotel galleggiante, con tutti i servizi di un albergo di lusso.

Soggiornare nella propria suite Panorama, seduti sulla poltrona o addirittura dal letto, e vedendo passare davanti agli occhi le più belle città del Nord Europa è un’emozione che in poche altre occasioni si può provare.

A bordo delle navi, infatti, viene applicato un trattamento di pensione completa, sono incluse le escursioni, come da programma, e il servizio Wi-Fi è illimitato.

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Luna di miele: i nuovi trend di viaggio

I viaggi, e quindi anche i viaggi di nozze, sono tornati alla normalità. E questa è una bella notizia per tutti coloro che si apprestano a convolare a nozze.

Detto che alcuni Paesi sono ancora considerati poco sicuri se non addirittura off limits per motivi sanitari e, oggi, anche per via della guerra in Ucraina

Per un motivo o per l’altro, fatto sta che ci sono alcune mete che sono addirittura “sature” di turisti. Le coppie che devono decidere la destinazione della luna di miele oggi hanno, quindi, adottato uno stratagemma, che consente loro di vivere l’esperienza romantica che si aspettano da un viaggio di nozze come Dio comanda.

Fuga da Instagram

Ecco allora cosa, secondo un’indagine di Matrimonio.com, cercano ora le coppie. Sono le mete meno conosciute e alternative a quelle più popolari su Instagram, per potersi godere il proprio momento romantico di coppia in modo più “privato”.

Destinazioni come il Cile, il Perù, il Vietnam o un safari sono oggi in cima alla lista delle mete preferite dalle coppie. Luoghi, quindi, in mezzo alla natura più autentica e addirittura selvaggia, si tratta di viaggi da veri e propri esploratori, come si faceva secoli fa quando si iniziava a viaggiare per turismo.

Poi ci sono naturalmente le mete esotiche, dove potersi prendere del tempo tutto per sé su una candida spiaggia senza dover pensare a nulla, nemmeno all’abbigliamento perché bastano un costume e un paio di infradito. Tra le destinazioni preferite per la luna di miele oggi ci sono Mauritius, Madagascar, Polinesia e Maldive (i francesi, per esempio, vanno matti per le Seychelles). Ma ci sono anche mete mediterranee: come Creta e Tenerife.

Una buona notizia è che c’è anche l’Italia tra le destinazioni preferite dove trascorrere la luna di miele.

Tendenza “early moon”

Un’altra tendenza che sta prendendo sempre più piede è quella di organizzare un altro miniviaggio prima della vera e propria luna di miele. Si chiama “early moon” (“moon” da “honeymoon”, luna di miele, appunto), un viaggio di nozze anticipata, molto apprezzato da tante coppie che vogliono staccare la spina dall’organizzazione del matrimonio – che può essere incredibilmente stressante – qualche giorno prima delle nozze.

Nuove partenze

Premesso che se ci si sposa in chiesa ci sono alcuni periodi dell’anno in cui non è possibile celebrare la cerimonia, in generale la tendenza delle coppie che decidono di sposarsi è di valutare bene anche il periodo in cui partire per il viaggio di nozze.

Non è scontato che sia la sera stessa del matrimonio o il giorno dopo, come accadeva un tempo. Ora si cerca il momento migliore a seconda della destinazione scelta, che a volte può non coincidere, quindi, con la data delle nozze. Aspettare non è un problema, insomma, al fine della buona riuscita del viaggio.

Tra l’altro, è stato rivalutato un modo di viaggiare che non si vedeva da tempo, specie nel settore delle lune di miele: il treno. Viaggiare in questo modo, senza aerei da prenotare, scali, attese, rischi di cancellazioni o di smarrimento bagagli, è diventato quindi un trend, un’alternativa che può essere da una parte molto romantica – oggi ci sono dei treni di lusso con carrozze letto da mille e una notte – dall’altra anche più rispettosa dell’ambiente, un tema verso il quale i giovani oggi sono molto più sensibili di una volta.

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Puoi cenare con in fantasmi in un tram: succede a Vancouver

Sono tante e diverse le motivazioni che ci spingono a organizzare i viaggi intorno al mondo. Lo facciamo per svago e per divertimento, per staccare dalla routine e ritrovare le energie, a volte anche per ritrovare noi stessi. Ci mettiamo in viaggio anche per andare alla scoperta di tutti quei capolavori plasmati da Madre Natura, o per raggiungere le opere architettoniche e artistiche create dall’uomo.

Ma c’è anche chi decide di partire per inseguire un obiettivo diverso da quelli sopra elencati e per vivere un’avventura da brividi riservata solo ai cuori più impavidi. Stiamo parlando di tutte quelle esperienze che ci conducono in luoghi misteriosi e infestati da storie spaventose, leggende e fantasmi. Viaggi, questi, che possono affrontare solo i più coraggiosi.

E se rientrate in questa categoria, e siete affascinati dal soprannaturale, allora c’è un luogo che forse dovreste davvero raggiungere. Si tratta di un ristorante che ospita al suo interno un vecchio tram cittadino dove ai tavoli siedono anche i fantasmi.

I fantasmi di Vancouver

Organizzare un viaggio a Vancouver è sempre un’ottima idea. La vivace città portuale della British Columbia, infatti, è una delle destinazioni più popolate e multiculturali dell’intera Canada. Di cose da fare e da vedere, qui, ce ne sono tantissime. Dalle montagne che incorniciano la scena urbana ai numerosi set cinematografici che puntellano la città, passando per una scena artistica vivace e sorprendente.

Tra i luoghi imperdibili in città c’è sicuramente Gastown, il quartiere più vivace e antico di Vancouver dove campeggia il celebre Steam Clock, un orologio cittadino che emette suoni e vapore e che è diventando una vera e propria attrazione turistica. Tutto intorno, invece, si snodano negozi di souvenir, botteghe d’arredamento e gallerie d’arte, non mancano neanche ristoranti, caffetterie e cocktail bar.

Ma all’ombra di tutta questa mondanità e del continuo via vai di persone, si nascondono segreti da brividi. È proprio in questo quartiere, infatti, che inizia il nostro viaggio alla scoperta dei fantasmi di Vancouver. Una premessa, però, è doverosa: sono moltissime le storie e le leggende locali che raccontano l’esistenza dei fantasmi tra le strade, i quartieri e i locali della città, non a caso Vancouver è considerato il territorio più affascinante per gli amanti del paranormale.

Il luogo che più incuriosisce gli appassionati del mistero, e tiene alla larga i fifoni, è un ristorante situato proprio a Gastown. Si tratta dell’Old Spaghetti Factory, considerato il locale più infestato dell’intera città. Secondo gli abitanti di Vancouver qui risiedono diversi fantasmi da anni. I primi avvistamenti, infatti, risalgono al 1970, anno di apertura del ristorante.

Il ristorante più infestato della città

L’Old Spaghetti Factory è stato inaugurato nel 1970, ma l’edificio che ospita il ristorante risale al 1907 ed è quindi uno dei più antichi di tutta la città. Al suo interno è stato trasportato un vecchio tram risalente al 1904 utilizzato per gli spostamenti in città. Il mezzo di trasporto, che campeggia al centro dell’edifico ospitando tavoli e sedute, attira ogni giorno centinaia di persone provenienti da ogni parte del mondo desiderose di pranzare o cenare in un’atmosfera unica.

Quello che però non tutti sanno è che in quel vecchio tram numero 53 gli ospiti non sono soli ai tavoli. Numerose, infatti, le presenza avvistate negli anni sia dai cittadini che dai dipendenti del locale. Secondo le persone del posto uno dei fantasmi è proprio lo storico autista del tram che si presenta tutti i giorni in orario di chiusura con il suo uniforme.

Ci sarebbero però anche altri due fantasmi a popolare il ristorante. Uno è Edward, un ragazzo di circa 11 anni che si diverte a fare gli scherzi al personale e agli ospiti. L’altro fantasma, invece, è un uomo piccolo e rosso, è anche lui è decisamente innocuo.

Insomma, stando a quanto dicono i cittadini, tutti gli spiriti che popolano L’Old Spaghetti Factory sono buoni e sono solo in cerca di compagnia. La vera domanda è: avete voglia di cenare con i fantasmi? Se la risposta è sì, conoscete l’indirizzo da raggiungere.

The Old Spaghetti Factory

Fonte: Wikimedia/Mariana Rentería

The Old Spaghetti Factory
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Come trascorrere le vacanze di Natale perfette a Parigi

Trascorrere il periodo più magico dell’anno nella città più magica del mondo. “Parigi è sempre una buona idea”, diceva Audrey Hepburn in “Sabrina”. E nel periodo natalizio lo è ancora di più. Dalla fine di novembre e fino ai primi giorni dell’anno nuovo, la Ville Lumière brilla come non mai, con le iconiche strade, monumenti e grandi magazzini inondati di luci e agghindati a festa, offrendo ai visitatori così tante occasioni di divertimento da perderci la testa, e ancora di più il cuore.

Dalle passeggiate sotto le luminarie più spettacolari alle crociere romantiche sulla Senna, ecco alcune delle cose da fare assolutamente per vivere le vacanze di Natale perfette a Parigi.

Passeggiare tra le spettacolari luminarie degli Champs-Élysées

La prima cosa che vi lascerà a bocca aperta è lo spettacolo scintillante – chiamato La Flamboyance – che rende ancora più magici, se possibile, gli Champs-Élysées, la strada per eccellenza della capitale francese. Due chilometri di luminarie, dall’Arco di Trionfo fino alla ruota panoramica di Place de la Concorde, creano un percorso fiabesco incorniciato da oltre 400 platani addobbati, giochi di luce e animazioni. Dopo il rosso fiammeggiante che ha decorato gli alberi nel 2021, quest’anno saranno le lucine dorate le protagonista di questo spettacolo impareggiabile, previsto dal 20 novembre al 2 gennaio 2023.

Girare per i Mercatini di Natale

Inutile sottolineare che una tappa ai Mercatini di Natale di Parigi (Marchés de Noël, o Villages de Noël, per quelli più vasti), è d’obbligo. Iniziano a spuntare in tutta la città a fine novembre e si protraggono fino all’anno nuovo, con chalet in legno e stand dedicati alla gastronomia tradizionale francese e mitteleuropea, ai prodotti artigianali, alle specialità e alle decorazioni natalizie.

Per un’esperienza più caratteristica e pittoresca, recatevi ai Mercatini di Notre Dame o dall’altra parte del fiume, all’Hôtel de Ville, dove vi aspettano un’infinità di sapins de Noël (alberi di Natale), venditori di cioccolata calda, uno spettacolo di luci serali e frotte di bambini che corrono verso la giostra. Da non perdere anche La Magie de Noël al Jardin des Tuileries, e La Défense, il mercato più vasto di tutta Parigi nel bel mezzo del Parvis de La Défense a Ovest della città, circondato da luminosi grattacieli, facilmente raggiungibile con la metro.

Ascoltare un concerto di musica classica in una chiesa parigina

Chiese e cattedrali di Parigi meritano una visita già solo per la loro magnifica architettura. Se non bastasse, oltre alle funzioni religiose, alcune delle più belle della città organizzano tanti concerti di musica classica con artisti di fama mondiale. Non perdetevi gli eventi natalizia in uno dei monumenti più suggestivi della città, quel capolavoro gotico che è Sainte-Chapelle, situata sull’Île de la Cité, una delle due isole della capitale francese. Potrete ammirate le sue vetrate mozzafiato mentre vi godrete una superba performance musicale.

Fonte: iStock – Ph: bpperry

La suggestiva Sainte-Chapelle

Fare una crociera natalizia sulla Senna

Anche se Parigi è una città che si lascia ammirare meglio a piedi, è un piacere vederla da un nuovo punto di vista, e non c’è modo migliore di una crociera sulla Senna. I tour si svolgono durante tutto l’anno, ma nel periodo natalizio si possono trovare tante proposte speciali, che includono cena di cinque portate, flûte di champagne e molto altro ancora alla vigilia e il giorno di Natale. Assicuratevi, però, di prenotare al più presto, per non rischiare il tutto esaurito.

Crociera Senna

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Una romantica crociera sulla Senna

Pattinare sul ghiaccio tra monumenti iconici

Pattinare sul ghiaccio è sempre un’esperienza emozionante, e a Parigi può esserlo ancora di più. La città francese offre tantissime piste, ma ce ne sono alcune davvero imperdibili, come quella allestita al Jardin des Tuileries, all’interno del Mercatino di Natale, perfetta per una pausa tra un bicchiere di vin brulé fumante e leccornie varie, o quella di 1365 mq davanti all’Hôtel de Ville. Se cercate una pista di pattinaggio panoramica, allora il posto giusto sono le Galeries Lafayette, nel IX arrondissement, dove si può pattinare proprio sul tetto dello splendido edificio liberty.

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L’enorme pista di pattinaggio davanti all’Hôtel de Ville
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La villa di “The Crown”, nido d’amore dei Windsor

Tornata alla ribalta grazie alla serie Tv “The Crown“, questa antica dimora è stata al centro di intrighi internazionali e di storie d’amore reali. Villa Windsor, a Parigi, ne ha viste di tutti i colori.

Fu la residenza dei Duchi di Windsor. E forse è proprio lì che si stavano dirigendo Lady Diana e Dodi la sera del tragico incidente che costò la vita alla principessa. Pare l’avessero visitata proprio quel fatidico giorno e forse avevano progettato di trasferirsi a vivere insieme, un po’ come anni prima avevano fatto i duchi di Windsor.

Villa Windsor a Parigi

Situato al 4 di route du Champ d’Entraînement,
nel XVI arrondissement, tra il Bois de Boulogne e il parco di Bagatelle, quasi nel Comune limitrofo di Neuilly-sur-Seine, questo hôtel particulier, chiamato inizialmente Chateau Le Bois, per la vicinanza, allora, con i boschi, fu costruito nel 1859 dall’architetto Gabriel Davioud per conto del famoso urbanista parigino Georges-Eugéne Haussmann, che oggi dà il nome a un viale parigino.

La storia dei suoi inquilini è molto lunga e anche molto curiosa. Ci visse per qualche anno la famiglia Renault, quella delle automobili, poi, negli Anni ’40, ci abitò anche Charles de Gaulle. Ma fu una celebre coppia a rendere famosa questa villa parigina.

Divenne il nido d’amore di Edoardo VIII, dopo aver abdicato al trono d’Inghilterra in favore del fratello, nel 1936, per amore dell’affascinante Wallis Simpson, l’americana pluri divorziata per cui rinunciò a tutto. Fu proprio in questa villa che la coppia, da allora duchi di Windsor, venne a vivere, accolta a braccia aperte dai parigini.

Wallis ingaggiò un noto studio di interior design dell’epoca, la Maison Jansen, per ridisegnare tutti gli interni. Acquistò mobili e arredi che, alla loro morte, vennero venduti tutti all’asta. Vennero battuti ben 40mila oggetti appartenuti alla coppia. Tra questi, pare ci fosse la scrivania sulla quale Edoardo firmò la rinuncia al trono nel 1936, una raccolta di almeno 10mila fotografie e una bambola donata dalla madre, la Queen Mary, al piccolo principe.

In questa villa è passato tutto il bel mondo dell’epoca, da Marlene Dietrich a Elizabeth Taylor da Aristotele Onassis, all’Aga Khan.

Visitare la villa oggi

Alla morte dei duchi, alla fine degli Anni ’80, la villa passò al Comune di Parigi che la diede in locazione per cinquant’anni al padre di Dodi, il signor Mohamed Al-Fayed, che ancora oggi la gestisce con l’impegno di apportare alla struttura le ristrutturazioni necessarie al suo mantenimento. Il contratto scade nel 2036.

Sfortunatamente, Villa Windsor non è aperta al pubblico, ma è possibile visitare il parco in cui si trova, il Bois de Boulogne.