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Wolf Howling: ululare con i lupi nelle foreste italiane

Le foreste hanno un fascino unico tanto da diventare spesso protagoniste di favole e racconti coinvolgenti perché rappresentano il punto d congiunzione tra la civiltà e la possibilità per gli uomini di perdersi nella natura più selvaggia.

Le foreste però hanno anche un valore importante per gli uomini perché proteggono dall’erosione del suolo, migliorano la qualità dell’aria e dell’acqua e ospitano al loro interno una grande quantità di piante e animali, primi tra tutti i lupi. In Italia ci sono molti boschi e angoli incontaminati in cui vivono questi incantevoli animali. In particolare tra l’Emilia-Romagna e la Toscana si sviluppa il parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, il Monte Falterona e Campigna, in cui gli appassionati della natura possono provare l’esperienza di “ululare” insieme ai lupi.

Dove ascoltare l’ululato dei lupi

Entrare in contatto con la natura è un’esperienza entusiasmante: in questi spazi verdi si possono percorrere a piedi o in bicicletta antichi sentieri ed entrare in contatto con le tradizioni del posto. Ma se davvero si vuole conoscere e capire realmente cosa vuol dire l’ospitalità e provare l’esperienza di essere accolti non c’è niente di meglio dei rifugi diffusi sul territorio. Il parco delle Foreste Casentinesi, a cavallo tra le province di Forlì-Cesena, Arezzo e Firenze, si sviluppa su circa 600 chilometri e ti permetterà di vivere un’esperienza avventurosa e fuori dal comune come quella del wolf holding.

Ne ha mai sentito parlare? Il wolf howling consiste nell’emissione di ululati di lupi registrati nella foresta e ascoltare la loro risposta. Accompagnati da esperti e guide ambientali durante il periodo che va da novembre a gennaio, potrai partecipare al censimento di questi animali in aree ben precise del parco come Poggio della Cesta, Serravalle, Prato alle Cogne e Sasso alla Croce, in provincia di Arezzo.

L'ululato di un branco di lupi

Fonte: iStock

Un branco di lupi mentre ulula

In cosa consiste il wolf howling

I lupi sono animali affascinanti perché hanno dei comportamenti molto simili ai nostri, come ad esempio il senso di protezione nei confronti dei cuccioli che vengono accuditi fin dalla loro nascita. Inoltre, sono molto coesi e amano spostarsi in gruppo: proprio per capire quanti sono i branchi presenti in un territorio si sfrutta la tecnica del wolf howling.

Il momento perfetto per emettere gli ululati registrati è la notte, quando i lupi sono più abituati a muoversi, dunque con una maggiore probabilità di risposta. Quando scende il buio e cala il silenzio nella foresta si può finalmente cominciare. Gli ululati registrati vengono emessi per tre volte, con 90 secondi di attesa tra un’emissione e l’altra. Dopo il terzo tentativo e trascorsi 10 minuti, si rimane in attesa di un’eventuale risposta. Si possono ascoltare i lupi anche prima della terza emissione e in questo caso il censimento termina immediatamente per non disturbare gli animali, ma il vero fascino del wolf howling consiste proprio nell’attesa degli ululati di risposta.

Circondati da alberi e montagne e con il cielo stellato come unica fonte di luce, si può apprezzare quanto è grande e meravigliosa la natura. La consapevolezza di aver “comunicato” con i lupi, poi, è un’emozione indescrivibile e che andrebbe provata almeno una volta nella vita.

Un branco di lupi con i cuccioli

Fonte: iStock

I lupi mentre giocano con i loro cuccioli
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Viaggio a Strasburgo, la Capitale del Natale

Quando si pensa al Natale, ai suoi magici colori, alle luci che invadono e incantano le città e a quell’atmosfera di felicità, pace e voglia di stare insieme tipica di questa festa, non si può fare a meno di pensare anche a quei luoghi che incarnano perfettamente lo spirito natalizio, deliziando visitatori di ogni età con la magia e il calore dei mercatini di Natale. E quale città viene in mente al primo istante se non la Capitale del Natale: Strasburgo, capoluogo del dipartimento del Bas-Rhin e della regione dell’Alsazia, in Francia.

Una terra che festeggia il Natale con passione e che tra le vie dei suoi numerosi villaggi lo testimonia ogni anno, con eventi unici e atmosfere pregne del tanto amato e caloroso spirito natalizio. Quello che proprio a Strasburgo è possibile osservare dal vivo, in un viaggio immersivo e altamente emozionale.

La città del Natale

Una città unica, suggestiva e sempre bellissima, ma che durante l’inverno e il periodo natalizio indossa il suo abito migliore, incantando i suoi visitatori con un turbinio di emozioni, immagini da cartolina, atmosfere, suoni e profumi indimenticabili. Non è un caso, infatti, che proprio Strasburgo sia la meta più desiderata e visitata dagli amanti del Natale e non solo, ospitando ogni anno circa due milioni di turisti, innamorati dello spirito festoso e spirituale che si può respirare tra le strade della città e dalle sue infinite bellezze tutte da scoprire, una dopo l’altra.

Una magia che quest’anno inizierà il 24 Novembre e che per un mese, giusto fino alla notte più suggestiva e densa di emozioni dell’anno, riempirà Strasburgo di migliaia di luci dai colori intensi, caldi e che sapranno rendere fatato ogni angolo di questa città dalle mille e una bellezze e anche il vostro viaggio nella capitale di una delle feste più amate e simboliche in assoluto.

I luoghi da non perdere

Un viaggio che non può che partire da Place Kléber e dal suo grande Albero di Natale, alto circa 30 metri e che, con i suoi meravigliosi addobbi, domina la piazza e incarna a pieno l’anima festosa e lucente di questa magica festa e della città intera, simbolo di una tradizione alsaziana lunga cinque secoli.

E come non citare anche Place Broglie, sita ai piedi del teatro dell’Opera di Strasburgo e che ospita uno dei luoghi storici e più caratteristici dei mercatini di Natale che animano la città, il Christkindelsmärik (mercato del figlio Gesù) che si trova qui dal 1570.

Qui tra addobbi, luci, bancarelle in cui scoprire i sapori locali e gli aromi che contraddistinguono il periodo natalizio (come il tanto amato vino caldo aromatizzato alla cannella, chiodi di garofano e agrumi), i tanti oggetti di artigianato legati alla tradizione e la bellezza delle architetture tipiche della città stessa, potrete vivere un viaggio e un’esperienza da favola, circondati da un’atmosfera che non potrete più dimenticare, dalla musica e dai canti udibili in vari punti della città.

Tutti eventi a cui assistere dal vivo e che vi faranno venire voglia di tornare in questa incantevole città, in cui lo spirito del Natale si esprime ai suoi massimi livelli ma che vi saprà conquistare in ogni momento dell’anno.

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Ora puoi fare un corso per superare la paura di volare

Volare è forse una delle più belle esperienze che si possano fare nella vita. Purtroppo, però, non è così per tutti. Per molte persone, infatti, basta il solo pensiero di salire a bordo di un aereo a scatenare stress, crisi d’ansia, se non una paura paralizzante (conosciuta come ‘aerofobia’ o ‘aviofobia’), che può finire col costringere chi ne soffre a limitare i viaggi di piacere e di affari, interferendo con la vita quotidiana e condizionando anche le relazioni o la carriera.

Come fare dunque? Una possibile soluzione arriva da una nota compagnia aerea, che ha ideato un corso ad hoc per aiutare le persone ad affrontare la paura di volare, superarla e riuscire ad associare un’emozione positiva al volo. Ecco in cosa consiste.

‘Voglia di volare’, il corso per superare la paura dell’aereo

Si chiama ‘Voglia di volare’ l’esperienza di due giorni ideata da ITA Airways per far riscoprire ai viaggiatori il piacere di volare e superare la paura. Il corso si tiene presso il Flight Center della compagnia aerea di bandiera italiana, dove si addestra il personale di volo, così che si possa toccare con mano il mondo dell’aviazione, pregustando la bellezza di viaggiare in aereo prima ancora di prenderne uno.

Nello specifico, i partecipanti possono:

  • familiarizzare con le varie fasi del volo attraverso la realtà virtuale del simulatore;
  • partecipare agli incontri con i comandanti e il personale di bordo;
  • approfondire le tematiche psicologiche e aeronautiche;
  • volare verso una destinazione italiana, accompagnati dallo staff di ITA Airways;
  • ottenere un anno di assistenza post-corso su tutti i voli della compagnia.

Il programma del corso di ITA Airways

Le prossime date in programma saranno il 29 e 30 novembre presso il Flight Center di ITA Airways a Milano Linate, e il 13 e 14 dicembre in quello di Roma Fiumicino. Tra le esperienze previste, il seminario “Paure, fobie, l’ansia del volo” con uno psicologo, cui seguirà l’incontro con il comandante, in cui si apprenderà tutto ciò che c’è da sapere sulla sicurezza nella condotta dell’aereo e nelle operazioni di manutenzione, le fasi del volo, l’addestramento dei piloti, aerodinamica e meteorologia.

Uno dei momenti più emozionanti sarà quello del simulatore di volo, con prove di decollo, atterraggio e manovre a richiesta dei partecipanti effettuate da un comandante. Si potrà inoltre assistere all’addestramento degli assistenti di volo nella Sala emergenze, in particolare all’assistenza dei passeggeri in difficoltà. Ci sarà spazio anche per gli esercizi di rilassamento e addestramento al viaggio aereo.

A chi è rivolto ‘Voglia di Volare’

Il corso ‘Voglia di Volare’ è rivolto non solo a chi non ha mai volato, ma anche ai viaggiatori occasionali o abituali per i quali viaggiare su un aereo ha sempre provocato preoccupazioni e ansie. L’attività rientra nella strategia di ITA Airways di porre il cliente al centro del proprio business, studiando azioni sempre più efficaci per soddisfare ogni esigenza dei passeggeri.

Nella scorsa primavera, la nuova compagnia di bandiera italiana ha presentato il programma fedeltà ‘Volare’, che ha preso il posto delle MilleMiglia di Alitalia e che durerà fino al 15 ottobre 2024, salvo proroghe, con una vasta offerta di servizi esclusivi presenti nei quattro Club del programma: Smart, Plus, Premium ed Executive.

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I mille volti di Marrakech, regina d’Africa

La città più trendy, più “europea” e capitale della movida del Marocco è la meta perfetta per trascorrere un weekend in ogni periodo dell’anno.

Sono tante le ragioni che attirano costantemente i turisti a Marrakech. C’è chi ama perdersi tra i vicoli stretti della Medina e chi è appassionato di musei, chi di shopping e chi di giardini arabeggianti, c’è chi ama il buon cibo e chi, invece, la vita notturna: qui ci sono tutti gli ingredienti per trascorrere un weekend a poche ore di volo dall’Italia.

La Medina di Marrakech

La Medina è il cuore di Marrakech. Circondata da quasi 20 chilometri di mura medievali e Patrimonio dell’umanità Unesco, racchiude il centro storico della città.

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Fonte: @ONMT

Piazza Jemaa el-Fnaa a Marrakech

Molte delle attrazioni della città ruotano intorno alla celebre piazza Jemaa el-Fnaa che, a seconda dell’ora del giorno, cambia aspetto. Di giorno è soprattutto mercato, tra datteri e spezie il profumo è molto intenso; di pomeriggio si anima di incantatori di serpenti e decoratrici di henné mentre, la sera, diventa un gigantesco street food market.

Sulla piazza s’affacciano edifici le cui terrazze sono sempre affollate di gente, specie all’ora del tramonto per il particolare spettacolo della città color ocra che si può ammirare.

Da un lato della piazza si arriva alla Kutubiyya, la moschea più famosa di Marrakech, con a sua iconica torre, mentre dall’altra si raggiunge la Qasba, l’antica fortezza. Tutt’intorno si sviluppa, invece, il suq, un dedalo di vicoli pieni zeppi di botteghe che traboccano di stoffe, gioielli, babbucce, borse di paglia e ogni tipo di artigianato marocchino, ma anche di fake.

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Fonte: 123rf

La torre della Kutubiyya, la moschea più famosa a Marrakech

Merita una bella passeggiata lungo le mura per capire lo sviluppo della città nel corso dei secoli e per ammirare le splendide porte – ce ne sono venti – d’accesso alla Medina.

I palazzi marocchini

Tra i luoghi imperdibili di Marrakech c’è sicuramente il museo Dar El Bacha- Musée des Confluences, uno dei palazzi più rappresentativi dell’architettura marocchina in città. Un tempo dimora privata, poi trasformata in spazio espositivo, si sviluppa intorno a un tipico giardino arabo con piante d’agrumi e fontane e stanze rivestite di legno di cedro intagliato e maioliche decorate.

Altrettanto splendido è il palazzo che ospita la Madrasa di Ben Youssef, la scuola di religione che esiste nell’Islam. Quella di Marrakech è la più grande del Marocco. Commissionata dal sultano Abdallah al-Ghalib, risale al XVI secolo. Le sue 130 stanze riccamente decorate si sviluppano attorno a un grande giardino.

E poi c’è il Palazzo El Bahia, una delle opere architettoniche più importanti di Marrakech, costruito solo alla fine del XIX secolo ma con l’intento di creare l’edificio più impressionante di tutti. Oltre 150 stanze, cortili e giardini e l’harem delle quattro spose e delle 24 concubine di Abu Bou Ahmed.

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Fonte: @ONMT

Il Palazzo El Bahia a Marrakech

Moderno, ma in stile arabeggiante, è infine il museo dedicato a Yves Saint Laurent, un luogo non solo per i fashion addict ma per tutti. Proprio nel 2022 la maison francese ha celebrato i sessant’anni dalla fondazione. Lo stilista si trasferì a Marrakech insieme al compagno Pierre Bergé dove vissero a Villa Oasis (oggi museo), che comprendeva anche i famosi Jardin Majorelle, uno dei luoghi più Instagrammati della città. Nelle sale del museo sono esposti alcuni degli abiti più iconici di YSL che hanno fatto la storia della moda.

I giardini di Marrakech

I giardini del Marocco sono da sempre un esempio perfetto di armonia tra spazi verdi e architettura e tra uomo e natura. E, a Marrakech, ce ne sono alcuni che sono davvero meravigliosi. Piccoli gioielli nascosti tra le mura dei riad, delle case private e dei palazzi storici, sono oasi di pace dove ripararsi dal rumore del traffico intenso di auto e moto, dalle grida dei mercanti e dei venditori ambulanti e dalla folla che anima la città.

Oltre ai giardini che si trovano all’interno di Dar El Bacha, della Madrasa e di El Bahia ci sono quelli più famosi di tutti: i Giardini Majorelle. Tra la fitta vegetazione di questo giardino a due passi dal museo Yves Saint Laurent, dove i cactus crescono insieme al bambù e alle palme, si snodano sentieri che costeggiano laghetti, fontane, grandi vasi colorati ed edifici dalle tonalità fluo che ospitano il museo berbero, il caffè e lo shop. Qui ogni scorcio merita uno scatto, ecco perché è divenuto lo spot preferito degli influencer di tutto il mondo.

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Fonte: @ONMT

I famosi Giardini Majorelle

I riad da non perdere

Quelle che un tempo erano case private nella Medina, oggi sono state trasformate in riad, boutique hotel, locali e ristoranti. Edifici storici con cortili interni intorno ai quali, il più delle volte, si affacciano le stanze degli ospiti, con finestre che danno sul cortile trasformato in salotto, bar o addirittura piscina interna.

Alcuni hanno mantenuto un arredo tradizionale marocchino, fatto di legni intarsiati e lampade di ottone, come il Riad La clé d’or, mentre altri sono più contemporanei e più vicini ai gusti europei, come il Riad Infinity Sea & Spa che ha anche un hammam e un’area wellness.

La maggior parte dei riad ha ricavato sul tetto uno spazio lounge (quello del riad Maison MK ha la terrazza più alta di Marrakech dove cenare o prendere un aperitivo all’ora del tramonto), prendisole o ristorante, da sfruttare a qualunque ora per bere un tè, un cocktail o per prendere il sole nelle giornate non troppo calde e ammirare i tetti della Medina dall’alto.

La nightlife

A Marrakech non mancano di certo i divertimenti. Molti giovani marocchini arrivano da tutto il Paese solo per trascorrere le serate nei locali famosi per gli show e i dj set e ragazzi da tutta Europa si danno appuntamento qui solo per far festa.

Oltre alle migliaia di ristoranti e bar ricavati nei freschi cortili o sulle terrazze dei riad, dove provare la cucina tipica marocchina – come al Riad El Cadi – o contemporanea – come a Les Jardins du Lotus – ci sono innumerevoli locali elegantissimi, contemporanei e veri e propri templi del divertimento. Tra i più belli e frequentati c’è The Lotus Club.

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Dormire in una capanna insieme agli indigeni: l’esperienza unica

Ci mettiamo in viaggio per tantissimi motivi, uno diverso dall’altro, eppure tutti hanno in comune lo stesso obiettivo: vivere esperienze straordinarie, uniche e mozzafiato destinate a lasciare ricordi indelebili. E quando parliamo di esperienze di viaggio, ormai lo sappiamo, non possiamo non menzionare gli alloggi, soprattutto se sono loro a caratterizzare in maniera univoca l’intera avventura.

Lo abbiamo imparato con le case sugli alberi, con i lodge immersi nelle foreste e nei boschi e poi, ancora, con tutte quelle proposte ricettive stravaganti e bizzarre. Tutte strutture, queste, costruite con un’unica missione: quella di farci vivere avventure incredibili.

E se è un’esperienza al di fuori dell’ordinario che volete vivere, in un contesto paesaggistico unico al mondo, allora c’è solo un posto da raggiungere: la Namibia. È qui che esiste un piccolo villaggio dove è possibile dormire in una capanna insieme agli indigeni Ovambo.

Destinazione Namibia

Organizzare un viaggio in Namibia è sempre un’ottima idea, soprattutto per tutti coloro che desiderano vivere un’esperienza unica al mondo. Il Paese dell’Africa sud occidentale, infatti, ospita uno dei deserti più straordinari del mondo, quello del Namib che si snoda lungo la costa atlantica. Numerosi poi i paesaggi sterminati e variegati che si aprono davanti agli occhi degli avventurieri che si spingono fin qui, quelli che incantano e stupiscono, gli stessi in cui vivono alcuni degli esemplari faunistici più affascinanti del mondo.

Il Paese, infatti, è celebre per le tantissime specie di animali che si possono avvistare nelle riserve e nei parchi nazionali come quello di Etosha, che ospita rinoceronti e giraffe, e che permette di vivere un’avventura safari tra le più spettacolari del mondo. Con i suoi oltre 22.000 chilometri di estensione, l’Etosha National Park è tra le riserve naturali più grandi del pianeta.

Partendo da qui è possibile raggiungere un altro posto unico destinato ad arricchire ulteriormente l’esperienza di viaggio, un piccolo villaggio costruito all’interno di una fattoria situato a Oniipa, a meno di 200 chilometri dalla riserva di Etosha. Qui, nell’Ongula Traditional Homestead Lodge, è possibile alloggiare all’interno delle rondawels, caratteristiche capanne rotonde in stile africano.

Ma non è tutto, perché gli ospiti della struttura ricettiva sono invitati a partecipare attivamente alla quotidianità degli Ovambo, tribù aborigena che abita la Namibia settentrionale, e sperimentare così uno stile di vita autentico e tradizionale vivendo un’esperienza unica.

Dormire in una capanna rotonda insieme agli indigeni

Situato a Oshigambo, a nord del Parco Nazionale di Etosha, l’Ongula Traditional Homestead Lodge permette ai viaggiatori di vivere un’avventura al di fuori dell’ordinario, sperimentando tutte le tradizioni locali e condividendo le giornate con le tribù locali. Nel villaggio, costruito tra i confini di una fattoria, ci sono 4 capanne rotonde che a loro volta possono ospitare fino a 8 persone.

Oltre a dormire in un contesto suggestivo, però, gli ospiti della struttura sono invitati a partecipare alla quotidianità della tribù degli Ovambo e imparare da loro arte e mestieri locali, vivendo un’esperienza all’insegna del turismo comunitario. Sarà possibile imparare a coltivare la terra, secondo tecniche antichissime, e a preparare l’Owambo Mahangu, l’ingrediente base per tantissime preparazioni alimentari. E poi, ancora, si potranno scoprire i segreti dell’olio di Marula e della grappa Ombike. Non mancano neanche attività manuali come la tessitura, la lavorazione della ceramica e l’arte della cesteria, di cui le donne Owambo sono custodi da secoli.

Alloggiare qui non vuol dire solo trovare ristoro dopo le straordinarie avventure vissute nel territorio, ma vuol dire soprattutto immergersi nello stile di vita autentico e tradizionale degli Ovambo.

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Qui è stato identificato il giardino dell’Eden, uno spettacolo

Probabilmente non tutti sanno che a poche ore di volo dall’Italia sorge un luogo ancora poco conosciuto dal turismo di massa e che, tra le sue tante meraviglie, ne nasconde una che è davvero unica nel suo genere: quello che per molto è tempo è stato considerato il giardino dell’Eden.

Bahrain, l’arcipelago delle meraviglie

Il posto in questione si chiama Bahrain ed è un piccolo arcipelago di 33 isole che si specchiano sul Golfo d’Arabia. Un luogo che vanta una storia millenaria, numerosi e preziosi siti archeologici, ma anche paesaggi che arrivano dritti al cuore di qualsiasi viaggiatore. Lo sviluppo che ha avuto nel corso del tempo è molto legato alla posizione in cui sorge: si trova in una delle zone petrolifere più importanti del mondo.

Non a caso, sin dai tempi più remoti, il Bahrain è stato una delle principali rotte commerciali fra Mesopotamia e India. Ma non solo. Da qualche tempo a questa parte, il Paese ospita un pro­prio Gran Premio di Formula 1, una scena artistica che diventa sempre più intrigante e ristoranti molto interessanti e soprattutto frequentati da una numerosa comunità di espatriati.

Cosa vedere in Bahrain

Pur essendo un minuscolo Stato insulare, il Bahrain è in grado di offrire tantissimi siti di interesse ai visitatori che scelgono di scoprirlo. La prima tappa da fare è senza ombra di dubbio la sua Capitale, Manama, una città moderna ma che custodisce gelosamente anche un cuore tradizionale: il souk.

Manama cosa vedere

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La splendida città di Manama

Onestamente parlando, non ha lo stesso fascino dei mercatini che si possono visitare in Marocco, Egitto o Tunisia, ma nonostante questo rimane pur sempre un dedalo di labirintiche viuzze dove è possibile trovare di tutto.

Tra le attrazioni da non perdere in questa metropoli c’è la Moschea Al Fateh, una struttura davvero gigantesca che sfoggia una maestosa cupola in fibra di vetro e due minareti interni a dir poco divini. Si distingue per essere il più grande luogo di culto del Bahrain, ma anche una delle più estese moschee del mondo: è in grado di contenere fino a 7.000 persone.

Sempre nella Capitale, vale la pena fare un salto al Museo Nazionale per comprendere più a fondo la storia e le tradizioni locali. Un modo perfetto per maturare una visione d’insieme della millenaria cultura della zona.

A pochi minuti di auto dal centro della maggiore città del Bahrain, da visitare è anche il Qal’at al-Bahrain, meglio conosciuta come Fortezza del Bahrain. Eretta nel XVI secolo dai nostri vicini portoghesi, è una delle aree archeologiche più importanti del Golfo ed anche il più antico patrimonio mondiale dell’UNESCO della nazione.

forte Bahrain

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Il maestoso Qal’at al-Bahrain

Ad impressionare ancora di più il visitatore è l’area sottostante: qui sono stati riportati alla luce reperti risalenti a 4.500 anni fa, molti dei quali sono esposti nell’attiguo museo.

Assolutamente rilevante anche la Necropoli villaggio di A’ali che è composta da circa 170.000 tombe che testimoniano la misteriosa civiltà Dilmun che fu attiva a partire dal terzo millennio a.C.. Poi ancora la Royal Camel Farm, ossia l’allevamento di cammelli della famiglia reale del Bahrain, che si trova ad Al Janabiyah. Qui agricoltori e personale vegliano su questi dolci animali e fanno da guida nel caso in cui si abbia bisogno di assistenza.

Vale la pena fare un salto anche sull’Isola di Muharraq dove prende vita il distretto di produzione di perle, preziose e di ottima qualità. Riffa, invece, è una città dove sentirsi in bilico tra tra storia e futuro. Molto interessante anche la stessa città di Muharraq poiché da queste parti storia, arte e architettura si alternano e integrano perfettamente. Nelle vicinanze ci sono le isole artificiali di Amwaj, piccoli paradisi noti per le spiagge, i grandi edifici e i sontuosi hotel.

Chi è in cerca di splendidi oggetti di artigianato deve dirigersi verso villaggio di Al Jasra, nella costa occidentale del Paese. Questa zona è uno dei fulcri storici della regione ed è possibile perdersi tra tessuti, ceramiche e altri oggetti di artigianato tradizionale. Mentre l’attrazione più bella è la casa di Al Jasra, ex residenza estiva dello sceicco Salman bin Hamad Al Khalifa.

Il Bahrain è anche relax e spiagge da sogno. Vi basti pensare che è noto per essere il “Piccolo regno dei due mari” dove rilassarsi o abbandonarsi in mezzo alla natura. Al Jazair, per esempio, è perfetta per le famiglie, mentre una chicca da non perdere è la spiaggia del Forte di Arad.

Infine, il circuito Sakhir, dove dal 2004 i piloti del mondo si sfidano nel Gran Premio di Formula 1, una pista in pieno deserto spettacolare e tecnologica.

Circuito del Bahrein

Fonte: iStock – Ph: typhoonski

Il Circuito del Bahrein

Cosa c’entra il Bahrain con il giardino dell’Eden

Come tutti sappiamo, il giardino dell’Eden è un luogo citato nel libro biblico Genesi, quel posto paradisiaco in cui vivevano Adamo ed Eva. La regione di Eden è detta trovarsi a Oriente e da qui sembrava uscire un corso d’acqua che si divideva in quattro rami fluviali: il Tigri, l’Eufrate, il Pison e il Gihon.

Tuttavia i Sumeri, ai quali è possibile far risalire il mito dell’Eden, lo collocavano nel paese di Dilmun, sull’omonima isola di Bahrain, una zona dove sgorgava una gran quantità di acqua sorgiva. Una terra antichissima, quindi, come la storia stessa descritta nella Epopea di Gilgamesh come un “paradiso”.

Ma non è finita qui perché da queste parti, e più precisamente nel bel mezzo del deserto del Bahrain, sorge quello che in molti riconoscono come l’albero menzionato dalle sacre scritture: Shajarat-al-Hayat, ossia l’Albero della Vita.

Stando alle credenze popolari, questa pianta sarebbe stata posta qui nel lontano 1583 con lo scopo di indicare il luogo in cui in origine prendeva vita il Paradiso Terrestre.

Nei fatti, però, la spiegazione della sua esistenza e della sua sopravvivenza sarebbe legata al fatto che il terreno in cui cresce si trova a solo a 10 metri sopra il livello del mare. E qui, tra l’aria umida della zona e i diversi laghetti nelle sue vicinanze, ci sarebbero le condizioni per poter continuare a sopravvivere. Tuttavia, per molti pare non essere così poiché questo esemplare di prosopis cineraria sembrerebbe resistere nel deserto da oltre 400 anni senza alcuna fonte d’acqua.

Che lo sia o no, il Bahrain rimane una terra leggendaria, la prima dimora dell’umanità, il luogo di culto di antiche divinità e anche fonte rigenerante di vita. Per questo motivo, ancora oggi, queste sue radici storiche e mitologiche sono in grado di sorprendere e far innamorare qualsiasi viaggiatore.

Albero della vita, Bahrain

Fonte: iStock

L’Albero della Vita in Bahrain
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Questa piccola Bora Bora è il tuo rifugio perfetto per sfuggire al freddo

L’alternarsi delle stagioni, ormai lo sappiamo, sa regalarci sempre nuovi e straordinari spettacoli, gli stessi che ci invitano a esplorare il mondo e i suoi cambiamenti. E se c’è chi da una parte attende con fermento l’arrivo dell’inverno, per scoprire e riscoprire le città, i borghi e i Paesi che si trasformano in cartoline incantate illuminate dalle luci notturne e avvolte dalla candida neve, c’è anche chi non desidera altro che fuggire al caldo, in tutti quei luoghi dove è perennemente estate.

Se l’obiettivo è quello di organizzare un viaggio invernale, e lasciarvi le basse e rigide temperature alle spalle, abbiamo il luogo giusto per voi. Si tratta di un piccolo paradiso terrestre dove la natura incontaminata e uno stile di vita a ritmo lento fanno da protagonisti.

Stiamo parlando di Maupiti, la micro isola dell’Arcipelago della Società conosciuta anche con il nome di piccola Bora Bora. È questo il rifugio perfetto per sfuggire all’inverno.

Maupiti: un piccolo paradiso terrestre

Sono poco più di 6 i chilometri quadrati che caratterizzano questo lembo di terra, che per forme, lineamenti e colori ricorda un paradiso terrestre. Un microcosmo di meraviglie circondato dall’Oceano Pacifico e fatto di natura incontaminata, vita semplice e ritmi rilassati. Non mancano, poi, paesaggi e scorci mozzafiato che incorniciano spiagge bianche, picchi rocciosi e antichissimi marae.

Questa è Maupiti, una minuscola isola che fa parte dell’Arcipelago della Società e che si trova a 315 chilometri a nord ovest da Tahiti e a 40 chilometri da Bora Bora. Raggiungibile con un volo aereo in partenza da Papeete, con una durata di circa 50 minuti, quest’isola è il rifugio perfetto per tutti i viaggiatori che desiderano vivere vacanze all’insegna della pace e del relax circondati dalla grande bellezza.

Ma Maupiti è anche l’isola perfetta da raggiungere quando in Italia, e più in generale in Europa, le temperature iniziano ad abbassarsi e a diventare insopportabili, almeno per i più freddolosi. L’isola, infatti, vanta bel tempo tutto l’anno e pochissimi rovesci. Le temperature medie oscillano tra i 29 e i 31 gradi. Attenzione a scegliere il periodo giusto però, perché tra gennaio e febbraio le piogge sono più frequenti.

Cosa fare nella piccola Bora Bora

Se l’idea di raggiungere Maupiti si è fatta spazio nella vostra mente, lasciatevi allora raccontare cosa troverete una volta arrivati sulla piccola Bora Bora dell’Arcipelago della Società.

Dimenticatevi traffico, smog e caos cittadino: qui ci si muove a piedi, in bici o in canoa, e questi “mezzi” vi basteranno per andare alla scoperta di una realtà semplice e genuina, ma al contempo straordinaria. A permettervi di toccare con mano tutta l’autenticità dell’isola ci sono poi le proposte ricettive, principalmente pensioni familiari e guest house che consentono di vivere esperienze da local.

Diverse le testimonianze di un passato affascinante, suggestivo e misterioso come le incisioni rupestri che raccontano le celebrazioni e le processioni che si svolgevano sull’isola. Nella valle del distretto di A’ata, inoltre, è possibile ammirare l’imbarcazione del guerriero Hiro, testimonianza della storia leggendaria del figlio gigante del dio Ra‘amauriri.

Meraviglioso è anche il mare, quello turchese e cristallino che bagna le lingue di sabbia bianca, quello popolato da branchi di mante che nuotano tra la piccole canoe colorate dei pescatori. Imperdibili, poi, sono i motu, gli isolotti incontaminati e circondati dalla barriera corallina. A Maupiti ce ne sono cinque e tutti sono straordinari.

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L’analisi che svela i trend di viaggio del 2023

Come viaggeranno gli italiani l’anno prossimo? A svelarcelo è un’analisi effettuata da Volagratis.com tramite l’osservazione del comportamento dei suoi utenti. Uno studio che ha permesso di individuare ben 4 trend che caratterizzeranno il 2023 insieme alle destinazioni da non perdere per coloro che decideranno di esplorare il mondo l’anno prossimo.

I 4 nuovi trend di viaggio

I nostri concittadini nel 2023 presteranno maggiore attenzione al budget. In poche parole, saranno soprattutto la situazione socio-economica globale e i rincari della stagione fredda a spingere a scegliere viaggi low cost. Tutto questo vuol dire che gli italiani non sono disposti a rinunciare ai viaggi, ma che per forza di cose staranno più attenti al loro portafoglio.

La buona notizia è che ci saranno periodi in cui le partenze costeranno meno: secondo i dati raccolti dal portale, i prezzi più bassi dei voli si troveranno nella quarta e nella quinta settimana dell’anno (dal 23 gennaio al 5 febbraio), nelle quali si concentrerà il maggior numero di voli low cost, seguite dalla seconda (9-15 gennaio) e dalla diciannovesima (8-14 maggio).

Oltre alle finanze, il prossimo anno vedrà crescere il numero di viaggi last minute, ovvero con prenotazioni effettuate entro 7 giorni dal viaggio.

Spese ridotte e prenotazioni dell’ultimo minuto non toglieranno agli italiani la voglia di ricercare l’esotico, ma nel 2023 le parole d’ordine saranno le seguenti: vicino a casa. Questo vuol dire che i viaggi saranno principalmente a corto e medio raggio e verso mete che permetteranno di scoprire usi e costumi diversi da quelli europei. In questi ultimi mesi, infatti, c’è stata una crescita a doppia e tripla cifra delle ricerche per destinazioni non troppo lontane dall’Italia come Sharm el-Sheikh (+156%), Marrakech (+140%), la capitale giordana Amman (+137%) e Dubai (+39%).

Infine, a influenzare le scelte sulle mete di viaggio saranno alcuni degli eventi più attesi per il 2023: i grandi appuntamenti musicali, culturali e sportivi. In sostanza, l’obiettivo sarà quello di vivere un’esperienza unica e avere, allo stesso stempo, la possibilità vi visitare città magari mai viste. Secondo l’analisi, questo particolare trend si consoliderà sempre di più nei prossimi dodici mesi.

Le migliori destinazioni da visitare nel 2023

Se il vostro obiettivo è inseguire i concerti dei big della musica la vostra prossima destinazione dovrebbe essere Amsterdam. Questa elegante città, infatti, nel 2023 sarà una delle Capitali europee della musica internazionale anche grazie agli artisti che l’hanno scelta come tappa dei loro tour mondiali: dai Måneskin (27 febbraio) a Bruce Springsteen (25 e 27 maggio), poi ancora i Coldplay (15 e 16 luglio) fino ai Blink 182 (8 ottobre).

La Capitale dei Paesi Bassi è comunque una meta perfetta per chi vuole abbinare gli eventi ai viaggi. Essa, infatti, vanta un ricchissimo panorama culturale durante tutto l’anno grazie ai suoi importantissimi musei, i suoi ampi parchi e i suoi appuntamenti annuali come il King’s Day, che ogni primavera tinge la città di tutte le sfumature dell’arancione.

Oppure, potreste spiccare il volo e andare nella sempreverde Londra che, dopo la città di Torino, ospiterà in via eccezionale la sessantasettesima edizione dell’Eurovision Song Contest. Londra non ha di certo bisogno di presentazioni, del resto è una Capitale senza tempo dove le romantiche case color pastello di Notting Hill incontrano i muri arcobaleno di Camden Town e Brick Lane e in cui i monumenti iconici come il Big Ben, fresco di restauro, o i grattacieli futuristici come The Shard sorgono gli uni vicino agli altri creando uno skyline che arriva dritto al cuore.

Viaggi che possono combinarsi con le passioni ci sono a disposizione anche per gli amanti dello sport. Nella spettacolare Istanbul, città considerata il ponte tra Occidente e Oriente e anche un luogo dove culture e tradizioni si incontrano dando vita a un mix più unico che raro, andrà in scena la finale della UEFA Champions League: lo stadio olimpico Atatürk ospiterà l’ultima partita di una delle coppe più attese dell’anno. Quale occasione migliore per visitare capolavori come la meravigliosa Basilica di Santa Sofia, i bazar, gli antichi palazzi e, soprattutto, la neo-aperta al pubblico Basilica Cisterna?

Chi ama il ciclismo, invece, l’anno prossimo dovrebbe pensare di fare un giro a Bilbao per seguire la partenza del Tour de France. Qui avrete l’occasione di scoprire un angolo di Spagna con lingua, tradizioni e usi che nulla hanno a che fare con il resto della Penisola. In sostanza sarà come vivere un’autentica sorpresa.

Poi anche Italia e soprattutto con Brescia e Bergamo che l’anno prossimo saranno le Capitali Italiane della Cultura. Da una parte la “Leonessa d’Italia”, con i tesori del Museo di Santa Giulia, il Parco Archeologico dal 2011 Patrimonio UNESCO, il castello dove è nato il primo osservatorio astronomico pubblico d’Italia e la preziosissima Biblioteca Queriniana. Dall’altra la “Città dei Mille”, con le sue antiche mura Patrimonio dell’Umanità, la maestosa Basilica barocca di Santa Maria Maggiore e la Piazza Vecchia, sovrastata dal Campanone. Insomma, due realtà che sono una più bella dell’altra.

Un’altra destinazione molto interessante da scoprire il prossimo anno è Timișoara, una città multietnica e primo centro in Europa a dotarsi della rete elettrica nell’ormai lontano 1884. Perché dovrete dirigervi qui? Perché è stata lei a essere eletta Capitale Europea della Cultura per il 2023.

Da poco, e soprattutto dopo un attesa lunga durata mesi, ha riaperto le frontiere ai viaggiatori internazionali anche il Giappone. Per questo motivo, il fascino dei manga e quello dei samurai potrebbe catapultarvi a Tokyo. E sapete una cosa? Non sarebbe affatto una brutta idea. Tokyo, infatti, è una Capitale con un passato antichissimo ma che, allo stesso tempo, riesce a essere costantemente proiettata verso il futuro. Un vero e proprio mix di tradizione e innovazione, dove i treni superveloci convivono con luoghi di culto dal fascino senza tempo.

Infine, chi ama il contatto con la natura incontaminata dovrebbe dirigersi a Mauritius. Da queste parti, tra acque turchesi e spiagge candide, chi è in cerca del sole durante tutto l’anno si trova nel suo paradiso personale. Ma Mauritius non è solo natura: gli amanti della storia, infatti, possono trovare il loro Eden presso le antiche domaine creole, come La Maison Eureka, una delle case coloniali più grandi e antiche presenti sull’isola, oggi aperta come museo, o la Domaine de l’Etoile, la più grande riserva naturale e privata di Mauritius.

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Come viaggeranno gli italiani nel 2023 secondo Volagratis.com

Nel 2023 si prospetta la ripresa completa dei viaggi e un numero sempre crescente di persone tornerà a programmare più liberamente le vacanze. 

L’analisi di Volagratis.com afferma che nel 2023 gli italiani presteranno maggiore attenzione al portafoglio. Si registrerà, poi, un maggiore interesse per le prenotazioni last minute, per mete esotiche raggiungibili con voli a corto o medio raggio, e,. per vacanze all’insegna di eventi musicali, sportivi o culturali.

Vediamo dunque nel dettaglio 4 trend che caratterizzeranno i viaggi del prossimo anno.

Attenzione al budget

Se è vero che riprenderemo a viaggiare liberamente, è altrettanto vero che lo faremo con qualche accorgimento in più, soprattutto per quel che riguarda il budget da destinare alle vacanze, ma senza rinunciare a nulla. Le scelte degli italiani per il 2023 saranno influenzate dalla situazione socio-economica globale e dai rincari sulle bollette, fattori che porteranno a preferire viaggi low cost. 

Per andare incontro alle esigenze dei viaggiatori, Volagratis ha individuato, dunque, le settimane in cui costerà meno volare nel 2023: dal 23 gennaio al 5 febbraio, dal 9 al 15 gennaio e dall’8 al 14 maggio.

Last minute

Gli italiani sceglieranno di prenotare sempre più a ridosso della data di partenza, un trend già emerso sul finire del 2022. Nel mese di ottobre, infatti, il portale ha registrato il 40% dei booking con una finestra di prenotazione che va da un giorno a un massimo di tre settimane prima della partenza, con il 16% delle prenotazioni effettuate entro 7 giorni dal viaggio

Mete esotiche dietro l’angolo

Spese ridotte e prenotazioni last minute non toglieranno però ai viaggiatori la voglia di ricercare l’esotico, magari vicino a casa, concentrandosi quindi su viaggi a corto e medio raggio che, però, consentono di scoprire usi e costumi diversi da quelli europei. Lo dimostrano i dati raccolti da Volagratis.com tra settembre e ottobre 2022 che evidenziano, rispetto ai due mesi precedenti, una crescita a doppia e tripla cifra delle ricerche per mete quali Sharm el Sheikh (+156%), Marrakech (+140%), la capitale giordana Amman (+137%) e Dubai (+39%).

Viaggi legati ad eventi

Che siano eventi legati alla musica, allo sport o alla cultura, sempre più italiani viaggeranno per seguire eventi di interesse. Gli spostamenti risentiranno dell’influenza degli appuntamenti più attesi per il 2023, una tendenza già evidenziata negli ultimi mesi dell’anno in corso, quando è stato registrato un boom di prenotazioni verso Londra, per partecipare ai funerali della Regina.

Una delle mete più gettonate sarà Amsterdam, tra le capitali europee della musica internazionale e sede di numerosi concerti. Ci recheremo anche a Londra per la nuova edizione dell’Eurovision Song Contest e i fan dello sport non perderanno la finale della UEFA Champions League a Istanbul. 

Infine, andremo a Bilbao per seguire la partenza del Tour de France ma visiteremo anche le vicine Brescia e Bergamo, Capitali Italiane della Cultura 2023. 

Contenuto offerto da Volagratis.com 

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È la città più verde d’Europa da visitare

Modello di sostenibilità, Tallinn, la Capitale dell’Estonia, è stata eletta Capitale verde d’Europa per il 2023.

Una delle città con il centro storico medievale meglio conservato d’Europa e patrimonio mondiale dell’Unesco ha colpito la giuria internazionale diventando European Green Capital per l’anno prossimo grazie al suo “approccio sistemico alla governance e agli obiettivi strategici interconnessi che riflettono le ambizioni del Green Deal europeo”.

Una città sostenibile

Dall’inizio del 2022, Tallinn guida la rete europea delle città che stanno attuando gli obiettivi sostenibili delle Nazioni unite a livello locale, concentrandosi sul contrasto alla povertà, la parità di genere, l’acqua pulita, il cambiamento climatico, la sostenibilità energetica, la crescita economica e l’occupazione.

European Green Capital 2023

Durante l’anno in cui coprirà il ruolo di Green Capital, Tallinn mira ad avviare nuove attività sostenibili, accelerare l’eco-innovazione e la crescita verde, coinvolgendo i cittadini e le organizzazioni al fine di dare maggior spazio alle comunità locali nello sviluppo della città, trovare opportunità per sostenere e attuare l’innovazione verde, sviluppare la mobilità a zero emissioni di carbonio e stimolare i cittadini a comprendere meglio l’importanza della protezione ambientale.

Trasporto pubblico gratuito

La Capitale dell’Estonia è diventata la prima città a introdurre il trasporto pubblico gratuito per tutti i residenti ed entro il 2035 intende offrire un trasporto pubblico libero e carbon-free, puntando a raggiungere la piena neutralità climatica entro il 2050. Già oggi, tutti i tram di Tallinn funzionano al 100% con elettricità prodotta da fonti rinnovabili.

Le piste ciclabili

La sicurezza delle piste ciclabili e delle strade sarà migliorata anche con la creazione graduale di una rete di piste ciclabili sopraelevate sicure e fisicamente separate dai marciapiedi del centro città. L’obiettivo è rendere Tallinn una città “a 15 minuti”, il che significa che le strutture chiave – luoghi di lavoro, negozi, intrattenimento e istruzione – dovrebbero essere raggiungibili da qualsiasi parte di Tallinn entro 15 minuti a piedi o in bicicletta.

Un nuovo parco lineare

È in fase di progettazione anche un parco lineare sostenibile di 13 chilometri che promuove la coesistenza della biodiversità e dell’urbanizzazione. L’autostrada Putukäväil attraverserà nove quartieri, partendo da un’area forestale urbana per terminare in una città giardino, collegando le zone più periferiche di Tallinn con il cuore della città.

Eventi green del 2023

Nel corso del 2023, sono previsti diversi eventi dedicati alla sostenibilità: a partire dalla cerimonia di apertura a gennaio, un’esposizione sull’innovazione verde in autunno e un Green Expo internazionale a fine 2023. L’obiettivo è chiaro: avviare cambiamenti e nuove attività sostenibili, accelerare l’eco-innovazione e la crescita verde coinvolgendo cittadini e organizzazioni al fine di creare un ambiente di vita migliore per tutti.

Cosa vedere a Tallinn

Tallinn è la perfetta fusione tra influenze orientali e occidentali. Antichi castelli e strade acciottolate fanno da cornice a strutture moderne e distretti urbani eleganti. Crocevia dell’Europa settentrionale e orientale.

Se il centro storico, Vanalinn, dove si concentra la maggior parte di turisti, è rimasto ancora quello di un tempo, nella zona del porto troviamo il centro creativo di Tallinn, che prende il nome di Telliskivi Creative City. Qui si trovano studi di design, uffici creativi e un mercato centrale a più piani che è diventato un vero ritrovo per giovani.

Percorrendo i vicoli del centro, si sale fino in cima alla collina di Toompea, uno dei punti panoramici più belli della città, con vista sui tetti aguzzi e sui viottoli sottostanti, ma anche sui grattacieli della città nuova e sul mare. La collina è un luogo leggendario: si racconta che sia stata costruita dalla principessa Linda per seppellire l’eroico condottiero Kalev. Qui si trova anche la chiesa più antica dell’Estonia.