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Le migliori compagnie aeree per viaggiare con i bambini

Viaggiare in aereo con i bambini non è sempre facile: può capitare che le compagnie non offrano servizi dedicati oppure che non siano a livello soddisfacente, senza tariffe per le famiglie, accortezze particolari, accessori, giochi o attività per distrarli.

Prima di partire, occorre allora informarsi bene e fare una scelta ponderata per affrontare il volo nella maniera più serena possibile.

A questo proposito, la piattaforma di riferimento SimpleFlying ha stilato un elenco delle migliori compagnie aeree “a misura di bambino”: scopriamo quali sono.

Air Canada

La compagnia aerea maggiore canadese è perfetta per viaggiare con i più piccoli: propone, infatti, tariffe scontate, accessori a bordo e, in alcuni aeroporti, un’area riservata per il check-in delle famiglie.

Sui voli interni i bambini con età inferiore ai 2 anni viaggiano gratis, sui voli tra Canada e Stati Uniti si pagano solo le tasse mentre su quelli internazionali i biglietti hanno una tariffa che è soltanto il 10% rispetto a quella degli adulti.

Sopra i 2 anni, invece, pagano la stessa tariffa sia sui voli interni che su quelli Canada-Stati Uniti e tariffa scontata, fino ai 12 anni, sui voli internazionali.

Inoltre, la scelta di posti affiancati fino ai 14 anni è gratis e i bambini ricevono libri e un tag speciale per il proprio bagaglio.

Ana Airlines

La compagnia giapponese offre tariffe ridotte e numerosi servizi per i più piccoli: i neonati viaggiano con una tariffa pari al 10% di quella degli adulti e i bambini al 75% se occupano una poltrona.

A disposizione giocattoli, pannolini, e pasti su misura.

Su alcune tratte internazionali sono anche previste culle su richiesta.

Emirates ed Etihad

A bordo della compagnia aerea di bandiera dell’Emirato Arabo di Dubai, i bambini fino a 2 anni viaggiano a tariffa scontata se in culla o in braccio a un adulto mentre tra i 2 e gli 11 anni siedono in poltrona sempre con uno sconto.

Su richiesta, è a disposizione latte in polvere e liquido e pasti speciali per i più piccoli.

L’altra compagnia degli Emirati, Ethad, garantisce sconti sui biglietti fino ai 2 anni e propone pasti dedicati.

In più, fornisce una coperta in pile per i bambini tra i 3 e gli 8 anni e uno zaino Scooby-Doo e una custodia per il passaporto tra i 9 e 13 anni.

Non mancano cartoni animati e film della Warner Bros.

Japan Airlines

Ancora in Giappone, i bambini fino ai 2 anni beneficiano di biglietti a tariffa pari al 10% di quella degli adulti mentre tra i 2 e gli 11 anni è pari al 75%.

La compagnia distribuisce copertine, giocattoli e una ricca selezione di contenuti di intrattenimento.

Lufthansa

Sulla compagnia tedesca, i neonati viaggiano gratis sui voli interni e pagano il 10% sulle tratte internazionali. Tra i 2 e gli 11 anni, invece, la poltrona costa il 75% della tariffa per gli adulti.

Su tutti i voli a lungo raggio, su richiesta, sono disponibili le culle.

Ma non è tutto: al primo volo, i bambini ricevono in omaggio un diario di bordo e, dopo averlo riempito con un certo numero di voli, otterranno un certificato celebrativo.

Qantas

La compagnia australiana permette ai neonati di viaggiare gratis nel Paese e di pagare solo il 10% su tutte le altre tratte.

In molte lounge vi sono aree dedicate ai più piccoli che, a bordo, ricevono il kit “Joey Club” con un dispositivo per disegnare a forma di finestrino e un libro ricco di esercizi e attività.

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Puoi spostarti da una parte all’altra in una slitta trainata dalle renne. L’esperienza magica

C’è una magia che si sta diffondendo intorno a noi e che sta trasformando le strade, le piazze e i quartiere delle città di tutto il mondo in paesaggi incantati. È il miracolo di Natale che prende vita, lo stesso che ci invita a metterci in viaggio per perderci e immergersi in quelle atmosfere sfavillanti e straordinarie che lasciano senza fiato.

Passeggiare tra i mercatini, andare alla scoperta degli scintillanti alberi di Natale e di tutte quelle  installazioni che illuminano i parchi urbani e i percorsi cittadini, e poi, ancora, ammirare le sontuose decorazioni e provare i prodotti gastronomici della tradizione locale: queste sono solo alcune delle avventure più magiche da vivere durante il periodo dell’Avvento, alla quale poi si aggiungono esperienze che trasportano i viaggiatori direttamente in un racconto di Natale.

Ed è proprio una favola natalizia che è possibile vivere nella Lapponia Finlandese, lì dove è possibile spostarsi da una parte all’altra del territorio salendo su una slitta trainata dalle renne. Allacciate le cinture, il viaggio più magico di sempre ha inizio.

A spasso con Rudolph, Dancer, Prancer e le altre renne

Le renne di Babbo Natale sono in posizione, pronte ad accompagnare i viaggiatori che arrivano nella Lapponia finlandese, su tutto il territorio, durante il periodo dell’Avvento. Sarà di Rudolph, Dancer, Prancer e compagni il compito di trasportare da una parte all’altra i visitatori a bordo di una slitta, consentendogli di vivere un’esperienza magica firmata Uber.

Proprio per celebrare le festività natalizie, infatti, l’azienda californiana che offre servizi di trasporto automobilistico privato, ha deciso di lanciare Uber Sleigh, la prima corsa on demand al mondo che permette di spostarsi in una slitta trainata dalle renne in Lapponia nel mese di dicembre in maniera completamente gratuita.

Le corse partono da Rovaniemi, e più precisamente dall’Apukka Resort. Una volta a bordo della slitta le persone attraverseranno le foreste innevate della Lapponia per raggiungere il pittoresco villaggio dove c’è la residenza ufficiale di Babbo Natale. Qui i viaggiatori potranno vivere un’esperienza incredibile: incontrare Santa Claus, gli gnomi, i folletti e tutti gli abitanti, e visitare l’ufficio postale dove ogni anno vengono recapitate migliaia di letterine, immergendosi in una favola natalizia senza eguali.

Spostarsi a Rovaniemi in slitta: come prenotare la corsa

Questa nuova ed entusiasmante avventura di Natale sarà prenotabile per un periodo limitato, dal 12 al 18 dicembre, giusto in tempo per raggiungere Babbo Natale e per sussurrargli i propri desideri, a patto che si sia stati buoni durante tutto l’anno, s’intende.

Le corse di Uber in slitta partiranno dall’Apukka Resort, a Rovaniemi, e sono completamente gratuite. Ci saranno a disposizione dei viaggiatori solo due fasce orarie per spostarsi in slitta: una alle 10:00 e una alle 14:00. Le prenotazioni, che dovranno essere effettuate tramite l’applicazione di Uber, sono disponibili alle 9.00 e alle 13.00, e quindi un’ora prima dalla partenza.

Chiunque vorrà provare questa esperienza, dovrà inserire come destinazione di partenza e di arrivo “Apukka” direttamente nell’app. Una volta prenotata la corsa, non vi resterà che aspettare l’arrivo di una delle renne di Babbo Natale, per salire a bordo e vivere un’esperienza indimenticabile!

La slitta Uber trainata dalle renne

Fonte: Ufficio Stampa Uber

La slitta Uber trainata dalle renne
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Egitto, una scoperta sensazionale di ben 2.200 anni fa

Sottoterra si celano ancora tantissimi segreti sorprendenti, dei tesori preziosi che ci aiutano a ricostruire quel gigantesco puzzle che è il nostro passato più lontano. Per questo gli archeologi continuano a scavare, portando alla luce antiche testimonianze di civiltà che hanno ancora tanto da regalarci. Proprio negli ultimi giorni, in Egitto è avvenuta una scoperta sensazionale che ha sorpreso gli esperti.

Egitto, trovato un enorme bagno pubblico

L’Egitto è senza dubbio uno dei luoghi più affascinanti al mondo: meta di tantissimi turisti alla ricerca di spiagge da sogno e acque cristalline, è anche un Paese dove storia e cultura si intrecciano come non accade forse in nessun altro posto. Culla dell’antica civiltà egizia che ci ha lasciato testimonianze splendide (come le Piramidi di Giza o la preziosissima tomba di Tutankhamon), non smette ancora di sorprenderci con i numerosi tesori che si nascondono ancora poche decine di centimetri sotto i nostri piedi.

Sono molte le campagne di scavi che proseguono in tutto l’Egitto, proprio alla ricerca di altri piccoli tasselli che ci raccontino la storia di un popolo così lontano nel tempo. Una di esse ha avuto risultati incredibili: nei pressi della città di Berenice (conosciuta anche con il nome di Berenice Trogloditica), gli archeologi hanno trovato le rovine di un antico bagno pubblico di dimensioni impressionanti. Secondo quanto emerso dai primi studi, si sarebbe trattato di un edificio composto da due tholoi – ovvero due strutture circolari – contenenti in totale ben 14 vasche.

Ciascuna vasca avrebbe avuto sia acqua fredda che tiepida, mentre vi sarebbe stata una stanza separata dove i cittadini potevano concedersi un bagno caldo. Ad alimentare l’intero complesso, due grandi bacini idrici situati nei dintorni. Il bagno pubblico risalirebbe a circa 2.200 anni fa, quando Berenice era nel suo pieno sviluppo come porto commerciale e aveva una grande presenza militare: gli esperti ritengono che a fare uso delle vasche fossero proprio i soldati e tutti coloro che lavoravano nell’importazione ed esportazione delle merci.

La scoperta a Berenice, splendida città egiziana

Il bagno pubblico è tornato alla luce nei giorni scorsi grazie al lavoro di un team di archeologi guidato dal professor Marek Woźniak, dell’Istituto polacco di Culture Mediterranee e Orientali, e dal professor Steven Sidebotham, dell’Università del Delaware. La scoperta, che è stata pubblicata su Live Science, è davvero incredibile: sebbene non siano state rinvenute scritte o incisioni, nei dintorni dei resti dell’edificio gli esperti hanno trovato monete e pezzi di ceramica che li hanno aiutati a collocare nel tempo il periodo di attività del bagno.

Woźniak è da alcuni anni a capo di una squadra che sta duramente lavorando a Berenice, un piccolo ma vivace porto egiziano affacciato su Mar Rosso. Il suo obiettivo è trovare resti dell’antica città risalenti al periodo ellenistico, ovvero l’epoca compresa tra la morte di Alessandro Magno e quella di Cleopatra. Sono già diverse le scoperte che hanno avuto luogo proprio a Berenice, tra cui un’antica fortezza di ben 2.300 anni fa e un santuario che racchiudeva i resti di 15 falchi decapitati, probabilmente a seguito di un rito propiziatorio.

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Castione della Presolana, il borgo tranquillo e immerso nel verde

Da poco premiato con la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, Castione della Presolana è un borgo tranquillo e immerso nel verde che fa parte della provincia di Bergamo. Un piccolo paese che però è in grado di accontentare qualsiasi visitatore: è adatto agli sportivi sportivi, ma anche a giovani e famiglie con bambini poiché custodisce un patrimonio naturalistico e paesaggistico davvero eccezionale.

Cosa vedere a Castione della Presolana

C’è da fare subito una premessa: Castione della Presolana è uno dei centri storicamente più legati al turismo in Val Seriana, una delle principali e più grandi valli del bergamasco.

La prima cosa da fare, ovviamente, è concedersi una piacevole passeggiate tra le graziose vie del suo centro storico in cui poter ammirare alcune ville antiche che sono testimoni della presenza di rinomati architetti che erano stati incaricati di dare luce a case vacanza per politici e senatori già nel lontano 1800.

Un borgo davvero eccezionale in quanto è in grado di far divertire grazie al suo centro animato impreziosito da numerosi negozi, e poi rilassarsi nel silenzio dei suoi parchi.

Tra le attrazioni da non perdere c’è il Palazzo del Comune che vanta un imponente e irresistibili porticato e, subito accanto, la Chiesa di San Rocco dove sono conservati alcuni frammenti di affreschi che, in epoca antica, la decoravano.

Castione della Presolana bergamo

Fonte: Getty Images – Ph: REDA&CO

Veduta di Castione della Presolana

Molto bella è la Chiesa di Sant’Alessandro Martire che sfoggia un’imponente torre campanaria alta circa 58 metri. Al suo interno è possibile ammirare un pregevole dipinto raffigurante Sant’Alessandro attribuito al pittore Pietro Vecchia. A non passare inosservato è anche l’altare maggiore che si presenta ricco di sculture e tarsie marmoree, come altrettanto interessante è il grandioso apparato per organo e cantoria di Grazioso Fantoni.

Al di fuori del centro storico, e più precisamente nella frazione di Rusio, sorge la Chiesetta di San Peder da dove si può scorgere gran parte della maestosità delle Orobie. Edificata durante il XI secolo, al suo interno conserva gelosamente pitture murali e dipinti risalenti al ‘400 e al ‘500.

Sempre da queste parti, vale la pena fare un salto anche alla Chiesa di San Giacomo a Rusio che ha una facciata molto semplice e liscia ma che riesce, piano piano, a svelarsi in tutta la sua particolare bellezza.

Poi ancora il Museo del Mulino che è inserito in una struttura di origine cinquecentesca. Oltre agli importanti reperti storici, a colpire il visitatore è anche il contesto ambientale in cui si trova: curatissimi prati scoscesi e verdissimi che dalle rupi sovrastanti degradano verso il ruscello.

museo mulino Castione della Presolana

Fonte: Getty Images – Ph: REDA&CO

Il suggestivo Museo del Mulino

Castione della Presolana, terra di escursioni

Come detto in precedenza, Castione della Presolana è un borgo circondato da un notevole ambiente naturale. E per questo nei suoi dintorni è possibile effettuare alcune magnifiche escursioni più o meno complesse. Molto suggestivo, per esempio, è il passo della Presolana dove ammirare panorami eccezionali come quello visibile dal Salto degli Sposi.

Si tratta di un balcone a strapiombo sulla Val di Scalve da dove si può osservare uno spettacolare paesaggio selvaggio e aspro. Un luogo davvero particolare in cui si è abbracciati dai boschi verdissimi dello Scanapà e il massiccio Dolomitico sulle cui rocce chiare si riflettono i raggi del sole al tramonto.

Il Salto degli Sposi è così chiamato perché da questo dirupo si gettarono nel vuoto due giovani innamorati abbracciati. Stando a quanto si racconta, i loro copri vennero recuperati il giorno seguente ma il motivo per cui sia accaduto è tutt’ora avvolto nel mistero, nonostante le molteplici indagini effettuate.

Le spoglie dei due vennero poi tumulate in un piccolo cimitero dove fino ai recenti restauri si poteva ancora osservare la lapide la cui epigrafe, ormai illeggibile, celebrava il loro amore eterno.

Salto degli Sposi provincia bergamo

Fonte: Wikipedia

Il Salto degli Sposi

Oltre a questo, una delle escursioni più belle da fare in zona è quella che conduce alla Grotta dei Pagani, un’enorme e suggestiva cavità scavata nella roccia che è però raggiungibile con una salita piuttosto faticosa, tanto da essere soprannominata “Il Calvario”.

Poi ancora la splendida Ciclabile della Val Seriana, una delle passeggiate più comode; il percorso chiamato Fontanino della Mamma che consente di fare pic-nic in aree attrezzate, e il Sentiero Rusio-Dernez che è un tragitto affascinante soprattutto per i bambini.

Sciare a Castione della Presolana

Sì, avete letto bene: a Castione della Presolana si può persino sciare. Ci sono ben due comprensori sciistici, Monte Pora e Presolana, che organizzano corsi per principianti bambini e adulti. Ma non solo. Sulle piste, infatti, è anche garantita l’animazione per i più giovani e ampi solarium per il relax dei più adulti.

I comprensori dispongono di oltre 30 chilometri di piste sci, 4 facili, 5 medie e una difficile che sono servite da 5 impianti di risalita, 2 skilift, un tapis roulant e 2 seggiovie. Non mancano nemmeno i sentieri, ottimi da praticare sia con le ciaspole, sia con gli sci alpinismo.

Cosa fare nei dintorni di Castione della Presolana

Trovandovi in Val Seriana sono molte le cose che potrete fare nei dintorni di Castione della Presolana. Il primo consiglio che vi diamo è quello di fare un salto al suggestivo borgo di Gromo per fare una sorta di viaggio nel passato. Inserito tra i “Borghi più belli d’Italia, conserva immutata la struttura tipica dei villaggi di montagna ricchi di vicoli e case in pietra con balconi e loggiati.

Molto interessante anche Clusone che è persino conosciuta come la “città dipinta”: numerosi affreschi impreziosiscono i palazzi e le chiese del borgo.

Gli amanti della storia, invece, non devono perdersi il Parco Paleontologico di Cene situato nell’omonimo comune. Qui, nel 1973, vennero trovati i resti di un rettile volante che rivoluzionò tutte le teorie scientifiche fino ad allora formulate. Prima di questo ritrovamento, infatti, si riteneva che gli pterosauri fossero comparsi solo nel periodo Giurassico, almeno 20 milioni di anni più tardi.

Infine, vi consigliamo di fare un salto al maestoso Santuario di San Patrizio a Colzate che sorge su un suggestivo sperone di roccia. Meraviglioso è il suo esterno, ma altrettanto affascinante è il bellissimo ciclo pittorico conservato tra le sue mura.

Insomma, qualunque stagione è il momento perfetto per visitare Castione della Presolana e i suoi suggestivi dintorni.

Castione della Presolana sci

Fonte: iStock – Ph: Mrkit99

Impianti di Castione della Presolana
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L’importante scoperta avvenuta per puro caso

Alle volte si organizzano campagne di scavo perché gli archeologi sono consapevoli che la terra, in quell’area, nasconde tesori millenari. Altre, invece, le scoperte avvengono per puro caso, come è successo a un gruppo di alunni di terza media che a seguito di un’escursione hanno riportato alla luce una meraviglia antichissima.

Israele, la scoperta fatta da un gruppo di ragazzi di terza media

Ciò che è stato appena rinvenuto è un antico scarabeo di 3000 anni fa. Un gruppo di ragazzi era in gita scolastica ad Azor, vicino a Tel Aviv in Israele e, mentre stavano girovagando, hanno visto qualcosa che sembrava un piccolo giocattolo per terra. Una volta raccolto, come ha raccontato Gilad Stern dell’Israel Antiquity Authority Educational Center, che guidava la gita: “Sono rimasto stupito perché era uno scarabeo con una scena chiaramente incisa, il sogno di ogni archeologo dilettante. Gli alunni erano davvero entusiasti!“.

Questo piccolo – ma solo di dimensioni – tesoro ritrovato per puro caso è stato progettato con la forma del comune scarabeo stercorario. Gli antichi egizi, infatti, vedevano nel gesto dell’insetto che rotola una palla di sterco due volte più grande di lui dove ripone la sua futura prole, l’incarnazione della creazione e della rigenerazione.

Le dichiarazioni degli addetti al lavori

Secondo il dottor Amir Golani, specialista dell’Autorità israeliana per le antichità nel periodo dell’Età del Bronzo, “Lo scarabeo veniva usato come sigillo ed era un simbolo di potere e di status. Poteva essere inserito in una collana o in un anello. È fatto di terracotta silicata ricoperta da uno smalto verde-bluastro. Potrebbe essere caduta dalle mani di un personaggio importante e autorevole che passava da quelle parti, oppure potrebbe essere stata deliberatamente sepolta nel terreno insieme ad altri oggetti e dopo migliaia di anni è tornata in superficie. È difficile determinare l’esatto contesto originario”.

Nella parte inferiore dello scarabeo – per intenderci quella piatta – è possibile scorgere una figura seduta su una sedia e di fronte a essa una figura in piedi, il cui braccio è sollevato rispetto a quello della persona seduta. La figura in piedi presenta una testa allungata, che sembra rappresentare la corona di un faraone egiziano, ed è possibile che qui si veda un’istantanea di una scena in cui il faraone egiziano conferisce l’autorità a un suddito cananeo locale.

E a tal proposito Golani ha affermato: “Questa scena riflette fondamentalmente la realtà geopolitica che prevaleva nella terra di Canaan durante la tarda età del bronzo (ca. 1500-1000 a.C.), quando i governanti cananei locali vivevano (e talvolta si ribellavano) sotto l’egemonia politica e culturale egiziana“. Ha poi continuato: “È quindi molto probabile che il sigillo risalga alla tarda età del bronzo, quando i cananei locali erano governati dall’Impero egizio”.

I sigilli di scarabeo sono infatti egiziani, ma la loro ampia diffusione si estendeva anche al di fuori dei confini dell’Egitto. Non a caso, centinaia di scarabei sono stati scoperti in Terra d’Israele, soprattutto in tombe, ma anche in strati di insediamento. Alcuni di essi sono stati importati dall’Egitto, mentre altrettanti sono stati imitati in Israele da artigiani locali sotto l’influenza egiziana. Il livello di lavorazione del particolare scarabeo appena rinvenuto da questi ragazzi, infatti, non è tipico dell’Egitto. Per questo motivo potrebbe rappresentare un prodotto di artigiani locali.

israele gruppo terza media scoperta

Fonte: Gilad Stern, Israel Antiquity Authority

Gli artefici della scoperta
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Dicembre a testa in su: il grande spettacolo ha inizio

C’è qualcosa di inspiegabilmente magico che accade intorno a noi con l’arrivo del mese di dicembre. Quando il sole lascia spazio al crepuscolo, infatti, le piazze, le strade e i quartieri delle città del mondo che conosciamo si abbigliano a festa e si trasformano in cartoline scintillanti e sfavillanti che incantano e lasciano senza fiato.

È la magia del Natale che prende vita in ogni luogo e che ci invita a esplorare il mondo per perderci e immergerci in quelle atmosfere favolistiche che incantano lo sguardo, inebriano i sensi e riscaldano il cuore.

Ma non è tutto perché anche il cielo ha deciso di fare la sua parte durante lo straordinario periodo dell’Avvento trasformandosi nel palcoscenico di uno spettacolo senza uguali da ammirare esclusivamente a testa in su. Scopriamo insieme tutti gli appuntamenti imperdibili del cielo nel mese di dicembre.

Meravigliosa è la Luna di dicembre

Sono tanti, anzi tantissimi gli eventi da non perdere durante il mese di dicembre. E non parliamo solo dei magici mercatini di Natale che invadono le città, dei maestosi alberi di Natale e di tutti quegli spettacoli luminosi che si snodano tra i parchi urbani e i percorsi cittadini, ma anche e soprattutto di quello che accade sopra le nostre teste. Il cielo di dicembre, infatti, si trasforma nel palcoscenico di uno spettacolo affascinante e suggestivo che vede il nostro satellite naturale, ancora una volta, assoluto protagonista.

Bianca e candida, e più luminosa che mai, la Luna piena di dicembre è destinata a incantare tutti quanti con la sua presenza nel cielo prevista nella notte tra il 7 e l’8 dicembre. Il nome che i nativi americani hanno scelto per lei è Luna Fredda, un chiaro riferimento alle rigide temperature invernali e alle notti buie e fredde che verranno.

A dicembre, come abbiamo anticipato, la Luna piena apparirà più scintillante che mai e sarà suo il compito di illuminare d’incanto le nostre serate. Per poterla ammirare in tutto il suo splendore a occhio nudo il consiglio è sempre quello di raggiungere luoghi bui e privi di inquinamento luminoso.

L’eclissi di Marte e le ultime stelle cadenti: gli appuntamenti del cielo di dicembre

È un calendario fitto di eventi, quello creato dal cielo di dicembre, che ci permetterà di ammirare tutta una serie di spettacoli affascinanti e seducenti. Oltre alla grande Luna, che illuminerà il nostro cammino durante le fredde e buie notti che verranno, ci saranno anche le stelle cadenti.

Prima del loro arrivo, però, un altro evento ci lascerà senza fiato, si tratta dell’eclissi di Marte. L’8 dicembre, infatti, il grande e affascinante Pianeta Rosso sarà completamente oscurato dalla Luna. Questa particolare congiunzione astrale, che permetterà a tutti di assistere a uno spettacolo inedito e suggestivo, inizierà già nella prima serata del 7 dicembre, quando Marte si avvicinerà alla Luna. Poco prima dell’alba dell’8 dicembre, però, il nostro satellite naturale si posizionerà proprio davanti al Pianeta Rosso nascondendolo.

Gli appuntamenti per sussurrare i desideri, invece, saranno due: prima con l’arrivo delle Geminidi e poi con quello delle Ursidi. I due sciami meteorici di dicembre porteranno nel nostro cielo le ultime stelle cadenti di questo 2022, regalandoci momenti magici e romantici. Le date da segnare in agenda sono le notti del 13 e il 14 dicembre, durante le quali è previsto il massimo picco delle Geminidi. Toccherà poi alle Ursidi, nelle notti del 22 e del 23 dicembre, portare in scena l’ultimo e grandioso spettacolo dell’anno.

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Avvistati mostri in Tirolo: i Krampus sono tornati

Siamo abituati a pensare al periodo dell’Avvento come a quello più magico dell’anno, e in effetti basta dare uno sguardo alle atmosfere incantate che prendono vita intorno a noi per averne la conferma.

Mercatini di Natale, alberi scintillanti e maestosi e luminarie sfavillanti che illuminano i parchi cittadini e i percorsi urbani, e poi, ancora, il profumo di vin brulé e delle mandorle tostate che si diffonde nell’aria accompagnato da soavi e festose melodie: questo è il miracolo di Natale che prende vita in ogni strada, piazza o quartiere del mondo.

Non mancano poi loro, i protagonisti assoluti di questo periodo. Stiamo parlando di Babbo Natale, degli elfi e degli gnomi, e di tutti quegli aiutanti che lavorano sodo tutto l’anno per permettere a Santa Claus di completare la sua missione durante la notte di Natale. Ma queste creature magiche, che spesso incontriamo nelle città durante il mese di dicembre, non sono da sole. Nascosti tra loro, infatti, ci sono anche dei personaggi un po’ meno rassicuranti e divertenti, si tratta dei Krampus, i diavoli di San Nicola.

C’erano una volta i Krampus

Lo abbiamo già detto: il Natale è il periodo più magico dell’anno. E non lo è solo per quelle atmosfere festose che invadono e pervadono il mondo intero, ma anche per tutte quelle storie e leggende che ci accompagnano ogni giorno e tutti i giorni durante il mese di dicembre. Alcune sono bellissime e senza tempo, altre più moderne ma comunque straordinarie, e tutte sono destinate a incantare le persone di ogni età.

Ma all’ombra di tutte le storie che parlano di Babbo Natale e della sua missione, delle sue case sparse in giro per il mondo, delle renne e dei folletti che lavorano insieme a lui, ci sono altre creature che non tutti conoscono, e che vi anticipiamo che possono fare davvero paura.

Stiamo parlando dei Krampus, demoni dalle sembianze mostruose e inquietanti che si muovono nel cuore delle Alpi alla ricerca dei bambini cattivi. Si riconoscono facilmente per via di quelle maschere diaboliche che indossano, insieme a pellicce e abiti lacerati e sporchi. Il loro arrivo, inoltre, è preceduto dal suono del campanaccio che portano al collo. Se lo udite, allora, c’è solo una cosa da fare: scappare.

Le origini dei Krampus sono antiche e affascinanti, e affondano nella tradizione dei territori ex austro ungarici risalente al periodo pre-cristiano. In molti sostengono che la caratteristica sfilata dei demoni delle Alpi fosse legata al solstizio invernale. Oggi, invece, questa è associata alla figura di San Nicola.

Sfilata dei Krampus in Tirolo

Fonte: Ufficio Stampa/Lea Kramsach

Sfilata dei Krampus in Tirolo

Dove e quando avvistare i Krampus in Tirolo

Sono diversi i luoghi nei quali è possibile avvistare i Krampus durante il mese di dicembre, tra questi c’è anche il Tirolo. Nel cuore delle Alpi, dove tutto si trasforma come d’incanto durante il periodo del Natale, l’idillio viene interrotto da una sfilata affascinante e al contempo inquietante, quella dei demoni di Natale.

Le sfilate dei Krampus, infatti, attirano sul territorio migliaia di viaggiatori provenienti da tutto il mondo ogni anno. Ci sono i grandi e i bambini, che si nascondono dietro ai genitori con la speranza di non essere avvistati dai diavoli.

Tra i luoghi da raggiungere, o da evitare per i più fifoni, troviamo Tarrenz, un paese non molto distante da Innsbruck. È qui che il 6 dicembre, a partire dalle 20.00, una grande sfilata di Krampus occupa le strade del centro del villaggio con carri allegorici e maschere antiche e mostruose.

Un altro affascinante e imperdibile appuntamento che permette di incontrare i Krampus, è quello del 4 dicembre a Lienz, in Osttirol. Qui i diavoli delle Alpi si palesano al calar del solo con un unico obbiettivo: quello di punire tutte le persone che non hanno vissuto secondo le raccomandazioni di San Nicola. Ma se siete stati buoni, s’intende, non avete davvero nulla da temere.

Sfilata dei Krampus a Lienz

Fonte: Ufficio Stampa/TVB

Sfilata dei Krampus a Lienz
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La bellissima cascata che si getta direttamente nell’oceano

Una delle località più visitate delle Isole Faroe è il piccolo villaggio di Gásadalur, sull’isola di Vágar, talmente remoto che fino a non molto tempo fa ci si poteva arrivare soltanto a piedi, con un’escursione piuttosto impegnativa attraverso impervie montagne. Il motivo per venire fin qui è vedere la cascata Múlafossur, uno spettacolo della natura emozionante e unico al mondo.

Gásadalur, un villaggio remoto nella natura selvaggia

Gásadalur è uno dei villaggi più piccoli delle Isole Faroe, con circa una dozzina di abitanti. Un tempo il paesino rischiava di trasformarsi in una città fantasma, a causa della sua posizione inaccessibile, incastrato tra due montagne in un angolo remoto di Vágar. Fino al 2006 il villaggio, situato a circa 11 km dall’aeroporto di Vágar, si poteva raggiungere soltanto a piedi, con un’escursione di circa 4 km attraverso un ripido sentiero montano, o in alternativa in barca o in elicottero. Per fortuna, la situazione è migliorata con la costruzione di un tunnel che collega Gásadalur alla rete stradale di Vágar, per cui oggi i visitatori possono facilmente raggiungere questo piccolo paesino in macchina.

Questo manipolo di case è circondato da due montagne che superano entrambe i 700 metri, a est l’Eysturtindur (“il picco a est”) che raggiunge i 715 metri sul livello del mare, a nord l’Árnafjall che si eleva a 722 metri. Una volta qui vi troverete anche un caffè che serve piatti tipici e torte fatte in casa. La particolarità di questo punto di ristoro è che viene trasformato in un mattatoio per una settimana all’anno, in autunno. La carne viene servita al caffè, per cui è un prodotto veramente locale. Oltre alla natura selvaggia, non c’è molto, ma vale la pena visitarlo per l’attrazione più incredibile di questi luoghi: la splendida cascata Múlafossur.

La spettacolare cascata Múlafossur

La maggior parte dei visitatori si dirige direttamente al punto panoramico di Múlafossur per osservare la spettacolare cascata. Dalla strada principale, bisogna prendere una strada di ghiaia lunga 300 metri. L’emozionante cascata di Múlafossur si può raggiungere in 5 minuti a piedi dal parcheggio del villaggio.

Il getto della cascata viene spostato dal vento, riversandosi nell’Oceano Atlantico sottostante. In estate il paesaggio è di un verde brillante, mentre in autunno assume sfumature gialle, arancioni e marroni. A fare da sfondo, le poche case del paesino all’ombra dell’imponente montagna a nord, che contribuiscono a rendere lo scenario ancora più pittoresco.

Tantissimi i viaggiatori che si avventurano qui per scattare la foto perfetta della cascata che si tuffa nell’oceano. Per avere la visuale migliore, bisogna proseguire fino alla fine della strada, dove una stretta scala scende verso l’acqua. Scendere le scale per ammirare la cascata dal basso, però, è molto rischioso, poiché i gradini sono molto scivolosi e il corrimano è instabile (c’è infatti un divieto, ignorato però da diversi visitatori). Se, invece, avete voglia di camminare, c’è un sentiero con un’ottima vista sull‘isola di Mykines. Inizia prima del cancello sulla strada per il punto panoramico di Múlafossur. Il sentiero attraversa il torrente della cascata su un piccolo ponte e passa per Gásadalur, seguendo il bordo della scogliera.

Oggi, con la costruzione del tunnel, è facile raggiungere Gásadalur. Da Tórshavn è un’ora di macchina, mentre dall’aeroporto di Vágar sono solo 15-20 minuti. Una volta arrivati al villaggio, Múlafossur è la più accessibile di tutte le principali attrazioni delle Isole Faroe. Si tratta di una passeggiata pianeggiante dal parcheggio, senza bisogno di camminare su terreni scoscesi con il vento e la pioggia che vi sferzano il viso. Un viaggio fin qui è sicuramente un’esperienza incredibile.

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La passerella sospesa tra cielo e mare nel cuore del Mediterraneo

C’è un luogo fantastico che sembra invitare a toccare il cielo e, al contempo, fare un tuffo dove l’acqua è più blu: è la passerella del Mucem, il Museo delle civiltà dell’Europa e del Mediterraneo di Marsiglia. Un cammino che non è solo fisico e suggestivo, ma anche metaforico, perché collega due sponde del nostro mare e lancia un messaggio di uguaglianza, di comunicazione e inclusione.

La passerella, sospesa tra cielo e mare, si eleva a diversi metri dal livello dell’acqua e, vista da lontano, sembra quasi una linea sottile, un filo su cui tantissime persone possono camminare per toccare due mondi apparentemente distanti che, invece, sono incredibilmente vicini.

Il Mucem e l’idea della passerella

Ma facciamo un passo indietro e proviamo a spiegare in cosa consiste il Mucem, uno dei capolavori di Marsiglia. Nato nel 2013, è uno dei più grandi e importanti musei etnografici del mondo intero. Si estende su un totale di quasi 56.000 metri quadrati ed è formato da due edifici: uno è lo storico Forte di Saint-Jean, fatto costruire e inaugurato nel 1660 da Luigi XIV di Francia e l’altro è un complesso moderno progettato dall’architetto francese Rudy Ricciotti.

Una passerella incantevole, intrisa d'arte: è quella del Mucem di Marsiglia

L’idea alla base del Mucem è quella, come abbiamo già accennato, di collegare il passato e il presente. Per questa ragione è nata la suggestiva passerella, che va dall’edificio ultramoderno progettato da Ricciotti al Forte, estendendosi per oltre 115 metri.

Il Forte, l’edificio moderno e la passerella sospesa

La passerella sospesa, dunque, collega uno dei monumenti storici della città francese a un edificio moderno e all’avanguardia. L’idea di dar vita al cammino sospeso è nata in corso d’opera, quando si stava progettando l’edificio ultramoderno di Ricciotti in occasione della proclamazione di Marsiglia come Capitale Europea della Cultura 2013. Nel corso del 2012, il Forte di Saint-Jean era stato ristrutturato su progetto dell’architetto Roland Carta e le sue parti più elevate si prestavano, dunque, come appoggio più che solido per questo “ponte”.

La passerella del Mucem di Marsiglia

Dall’altro lato, l’edificio progettato da Ricciotti (che prende il nome di J4) era altrettanto perfetto come punto d’avvio/d’arrivo del ponte. Costruito da due solidissimi parallelepipedi a base quadrata e sormontato da una sorta di “scatola” contraddistinta da trafori in calcestruzzo fibro-rinforzato, sembrava naturalmente portato ad accogliere il passaggio. Così, detto fatto: nel giro di un solo anno i due edifici sono stati connessi e passeggiare lungo la passerella è diventata un’esperienza da non perdere.

L’essenza del Mucem e della passerella

Il passato e il presente si incontrano e ci rendono chi siamo: questo è il senso del Mucem e della sua passerella, senza troppi fronzoli e senza giri di parole. La missione di entrambi gli edifici connessi dal “ponte” è, infatti, quella di analizzare e raccontare tutte le radici del Mediterraneo, culla della civiltà, narrando tutte le tensioni e le passioni che le hanno attraversate e che, ancora oggi, le attraversano. Il Forte raccoglie al suo interno le mostre permanenti sui resti più antichi e accoglie i visitatori con un giardino botanico (il Giardino delle Migrazioni) che ha alberi, fiori e arbusti tipici del Mediterraneo.

La passerella del Mucem di Marsiglia

J4 accoglie, invece, le mostre temporanee e l’arte più moderna e già di per sé costituisce un’opera d’arte: è a conti fatti un enorme frangisole, che grazie ai suoi pannelli in vetro e ai succitati trafori in calcestruzzo fibro-rinforzato, cambia colore in base al momento della giornata e alle condizioni climatiche, per altro accogliendo e rifrangendo anche i riflessi dell’acqua. Attraversare la passerella, dunque, ci ricorda che ogni parte del nostro tempo ci rende ciò che siamo oggi. E può insegnarci, decisamente, a essere inclusivi e migliori.

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Piancastagnaio, il borgo antico arroccato su un ripiano

La Toscana è ricca di gioielli talvolta ancora poco noti, che vale la pena scoprire. Ad esempio, il versante sud-orientale del Monte Amiata svela lo splendido borgo di Piancastagnaio, un villaggio agricolo sorto probabilmente nel X secolo, che domina la valle del Paglia e la Cassia dal ripiano su cui è arroccato, e prende il nome dagli alberi di castagno che rendono unico e speciale il paesaggio che lo circonda.

Alla scoperta del borgo di Piancastagnaio

La storia di Piancastagnaio è la storia della sua Rocca, all’ombra della quale nacque il paese, dentro le cui mura si raccolsero le popolazioni che dalla Val di Paglia erano salite sul monte per trovarvi un rifugio sicuro. Nel Medioevo, le vicende del villaggio si sono intrecciate con quelle di Orvieto, Siena e Pitigliano, fino a che è stata acquisita dalla Repubblica di Siena tra il 1415 e il 1430.

Nel corso dei secoli, la Rocca Aldobrandesca è stata interessata da diversi restauri, tra cui il più recente nel 1990. Oggi è una delle attrazioni principali del borgo toscano, che attrae artisti e artigiani di importanza internazionale come sede prediletta per l’esposizione delle proprie opere. Lo spazio tra la Rocca e la chiesa di Santa Maria era un piccolo pianoro da cui si snodavano le vie che lo collegavano alle porte. Era naturale, quindi, che questa piazza sarebbe diventata il centro della vita paesana. Qui, tra il Palazzo Comunale e il Palazzo del Podestà si trovava, in passato, la loggia della mercanzia, di fianco alla quale è stata costruita la Torre dell’Orologio, che anticamente veniva regolata da un signore retribuito in castagne.

Addentrandosi nel cuore del paese, si scoprono chiese ricche di fascino, come la Chiesa di San Francesco affacciata su un prato che accoglie un castagno secolare, al cui interno sono conservati frammenti di affreschi di scuola senese del Trecento. La chiesa è parte del Convento di San Bartolomeo, splendido complesso di fine ‘200, di stile medioevale, realizzato per volontà dal vescovo di Sovana. È composto da tre edifici con un elegante chiostro coperto, un ampio giardino e uno spazio verde di “belvedere” con vista sulla Val di Paglia. Grazie a un accurato restauro, sono ben visibili affreschi quattrocenteschi di grande pregio ed importanza che si sono aggiunti ai reperti storici artistici già presenti. Molti sono, inoltre, gli ambienti ben conservati e di pregio come l’antichissimo forno, la cantina con le botti di fine Ottocento, le sale che danno sul chiostro coperto, tra cui la sala Capitolare. Inserito nell’elenco delle dimore storiche, il convento è oggi uno spazio utilizzato per matrimoni ed eventi privati, ma ne è possibile la visita guidata il secondo venerdì del mese alle ore 17.00, prenotando entro il lunedì precedente.

Particolarmente suggestiva è anche la Pieve di Santa Maria Assunta (in origine Santa Maria de Cuntaria) nel centro storico del borgo, documentata dal 1118. Alla chiesa, priva di facciata, con copertura a capriate, finestre monofore e bifore e campanile romanico merlato, si accede al termine di una lunga scalinata posta sul fianco sinistro dell’edificio.

Al margine dell’abitato si trova, invece, l’imponente Palazzo Bourbon del Monte, che costituisce un’eccezione nel panorama dei feudi e una costruzione non comune nello stesso Granducato di Toscana dove, nel periodo a cavallo fra il ‘500 e il ‘600, non si hanno molte costruzioni di dimensioni analoghe nemmeno nelle grandi città. Il Palazzo è noto anche per ill misterioso Piatto delle Streghe: la fontana degli antichi giardini dell’edificio della quale è rimasta soltanto una pietra levigata dal tempo, tanto da somigliare a un piatto. La leggenda popolare narra che in questo luogo le streghe vi andassero a celebrare i loro riti.

Gli eventi imperdibili di Piancastagnaio

Ogni anno, il 18 agosto, si tiene la corsa del Palio delle Contrade di Piancastagnaio. Il borgo è suddiviso, infatti, in quattro contrade storiche: Borgo, Castello, Coro e Voltaia. Durante la giornata, i rappresentanti delle contrade sfilano in costumi tipici medievali. La corsa si svolge allo stadio comunale e i fantini corrono sui cavalli senza sella, o come si dice in gergo “a pelo”. La contrada vincente si aggiudica il cencio, il noto drappo di seta dipinto a mano.

Un altro appuntamento annuale imperdibile, dal 1967, è il Crastatone, la famosa sagra della “crastata” ossia la caldarrosta, che si tiene ogni anno nella settimana della festa dei Santi (1 Novembre) all’interno del centro storico. Durante la festa si possono degustare piatti tipici, molti a base di castagne, e vengono aperte cantine, stand, e banchetti lungo tutte le vie del paese, dove l’atmosfera si riempie di profumi e allegria. La pregiata Castagna del Monte Amiata IGP si raccoglie proprio in questo territorio, da metà settembre a metà novembre. Piatto tipico di Piancastagnaio è la Brodolese, una minestra di castagne, insaporita con il finocchio selvatico.

Itinerari ed escursioni

Dal borgo si sviluppano vari sentieri che permettono di effettuare escursioni sul Monte Amiata e nella Riserva Naturale del Pigelleto. Piancastagnaio è, inoltre, incluso nel Parco Nazionale Museo delle Miniere dell’Amiata, perché nel territorio, per l’esattezza in località Cancelli, si estraeva il cinabro (minerale del mercurio).

Se siete degli amanti del trekking potete dedicare qualche giorno alla scoperta dei numerosi percorsi dislocati su questa splendida montagna. I sentieri sono divisi per difficoltà, altimetria e tempi di percorrenza, e ci sono tante proposte anche per i bikers. Tra i percorsi più belli c’è La Strada della Castagna, situata all’interno di un territorio specifico del Monte Amiata indicato come Riserva Naturale del Pigelleto. La zona è ricoperta da boschi, in cui sono presenti sia l’abete bianco che il tasso, specie arboree in via di estinzione e sottoposte a un controllo rigoroso. Qui dimora anche un un variegato numero di animali e si possono avvistare uccelli rapaci e specie avicole meno conosciute. All’interno della Riserva c’è la Miniera di Siele, la prima miniera di cinabro attiva in Italia, e il villaggio minerario, entrambi visitabili.

Avventurarsi per i sentieri della Strada della Castagna significa ripercorrere la storia del popolo amiatino. Per giovare appieno di questi luoghi e facilitare la visita e l’osservazione, sono stati scelti all’interno di questo ampio territorio sette itinerari, tutti di facile percorribilità.

I percorsi in bicicletta e il viaggio su un treno d’epoca

Fare un tour in bicicletta è uno dei modi migliori per conoscere il territorio e vivere al meglio la natura nei dintorni di Piancastagnaio. Qui troverete 5 itinerari imperdibili: Itinerario ad anello per bici da Abbadia San Salvatore; Tappa San Quirico-Radicofani – Castello di Spedaletto; Versteckte Gasse; Paesaggi eroici – Campigliola, la Torre; Sorano Itinerario ad anello da Montebuono.

Si può inoltre vivere l’emozione di fare un giro nel Parco Artistico Naturale e Culturale della Val d’Orcia a bordo di un treno d’epoca che, partendo da Siena, si ferma in alcuni degli incantevoli borghi della zona come Buonconvento, Montalcino, Castiglione d’Orcia e Piancastagnaio.