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La fiaba prende vita: dentro la torre dei fratelli Grimm

Quante volte dopo la visione di film e serie televisive abbiamo sentito l’impellente bisogno di raggiungere quei luoghi che hanno fatto da sfondo alle storie che ci hanno appassionati? Tante, troppe. Città, quartieri, piazze e monumenti, infatti, si sono trasformati in vere e proprie attrazioni turistiche, le stesse che ci permettono di diventare i protagonisti delle nostre pellicole preferite.

Il cineturismo, infatti, non è solo una semplice tendenza, ma un vero e proprio invito a mettersi in viaggio per scoprire tutte le bellezze del mondo che sono state trasformate in set cinematografici scelti da registi e sceneggiatori. Certo è che mai avremmo pensato che anche i luoghi che hanno fatto da sfondo alle favole della buonanotte fossero reali. E invece lo sono.

Posti che non solo per forme, lineamenti e colori, evocano tutti gli scenari incantati che hanno popolato la nostra infanzia, ma anche luoghi esistenti che hanno ispirato le favole più iconiche di sempre. Ed è proprio in uno di questi che vogliamo portarvi oggi, dentro la torre dei fratelli Grimm dove ha preso vita la fiaba di Rapunzel.

Dentro la torre di Rapunzel

Castelli, tavole rotonde, boschi fatati e laghi incantati: questi sono solo alcuni degli scenari che abbiamo sognato e immaginato mentre ascoltavamo a guardavamo le nostre favole preferite. Crescendo, e viaggiando, abbiamo scoperto che molti di questi luoghi sono reali ed è proprio a questi che gli scrittori si sono ispirati.

Il viaggio che vogliamo fare oggi ci conduce in una destinazione fatata, che non solo ci farà tornare bambini, ma ci permetterà di diventare i protagonisti di una delle favole più iconiche di sempre.

Ci troviamo a Trendelburg, la cittadina tedesca situata nel Land dell’Assia. Popolato da poco più di 5.000 abitanti, questo paesino è sicuramente fuori dai radar più turistici, eppure si tratta di una destinazione che ha molto da offrire. Il centro urbano, caratterizzato da pittoresche case a graticcio, è perfetto per chi vuole allontanarsi dal caos e dal disordine cittadino. Tutto intorno, poi, il paesaggio naturale invita i viaggiatori a intraprendere passeggiate e trekking all’insegna della bellezza.

Ma c’è un altro motivo per raggiungere Trendelburg, e a che fare direttamente con la magia. La cittadina tedesca, infatti, è una delle tappe imprescindibili dell’itinerario delle fiabe in Germania. Il motivo? Proprio qui si erge la torre di Rapunzel, l’edificio che divenne la prigione della protagonista della favola dei fratelli Grimm.

Vivere una fiaba

La torre di Rapunzel, il cui nome ufficiale è Rapunzelturm, domina maestosa il paesino di Trendelburg, impossibile non notarla. L’edificio svetta verso il cielo per 40 metri di altitudine mentre le pareti spesse e larghe ricordano la sua funzione di fortezza.

La struttura ospita al piano sotterraneo le antiche prigioni, mentre salendo è possibile arrivare alla terrazza panoramica. Una parte dell’edificio, invece, è stata ristrutturata e trasformata in un hotel incantato che permette ai viaggiatori di vivere un’esperienza fiabesca e indimenticabile.

Una volta dentro la torre, vi basterà percorrere 130 gradini per arrivare sulla cima, proprio quella dove la dolce Rapunzel scioglieva i suoi lunghissimi e scintillanti capelli biondi. Nonostante la tentazione, sconsigliamo a tutti di calarsi a terra utilizzando i capelli come fune. Piuttosto godetevi il panorama: la vista da qui è davvero straordinaria.

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Il regno di Frozen esiste: è un paradiso di ghiaccio selvaggio e solitario

Sono pochi i luoghi in Islanda che possono eguagliare il senso di pace che trasmette Jökulsárlón, una laguna glaciale sulla costa sud del Paese in cui gli iceberg fluttuano alla deriva.

Con il suo ambiente selvaggio e surreale, Jökulsárlón è il luogo perfetto per tutti i viaggiatori in cerca di avventura e panorami mozzafiato. Dalla visita al lago glaciale più profondo del mondo all’avvistamento di simpatiche foche mentre si naviga nelle sue acque ghiacciate, questo incredibile luogo ha qualcosa di veramente speciale che merita di essere visto almeno una volta nella vita.

Quindi, se avete voglia di intraprendere un viaggio indimenticabile ricco di momenti magici, tirate fuori le valigie dall’armadio e preparatevi per un’avventura davvero imperdibile.

Jökulsárlón, la laguna glaciale più emozionante dell’Islanda

Iceberg Jokulsalon, Islanda

Fonte: iStock

Iceberg Jökulsárlón, Islanda

Jökulsárlón è una meraviglia naturale dell’Islanda, una tappa obbligatoria per chiunque voglia ammirare la bellezza del nostro pianeta. La laguna è circondata da ghiacciai e brilla con un blu così intenso che non passa inosservato. Non solo è un luogo dal fascino mozzafiato, ma è anche un importante habitat per diverse specie di animali, come i trichechi, le foche e gli uccelli marini. Vi consigliamo di non perdere l’occasione per visitare questo capolavoro naturale, un luogo che vi lascerà indubbiamente senza fiato.

Questo spettacolare lago glaciale offre, inoltre, molte attività per gli amanti della natura. Potrete cimentarvi in un’avventura adrenalinica e provare il kayak navigando tra i ghiacci fluttuanti e godendo di una vista impareggiabile sulla laguna. Oppure potreste optare per un’escursione guidata sul ghiacciaio più grande d’Europa, Vatnajökull, dove potrete ammirare paesaggi spettacolari composti da crepacci, dirupi e cascate.

Nelle vicinanze della laguna, dall’altra parte della Ring Road, si trova la nota Diamond Beach, la “Spiaggia dei diamanti”, che deve il suo nome agli iceberg che si addentrano nel fiume Jökulsá (il più breve dell’Islanda) prima di raggiungere il mare. Durante la bassa marea, gli iceberg si arenano sulla spiaggia, creando un’atmosfera surreale che restituisce giganteschi “diamanti di ghiaccio”. Passeggiare tra queste meraviglie naturali sarà un’esperienza unica, difficile da dimenticare.

Islanda, non solo la terra dei ghiacci

Ma l’Islanda non è solo la terra dagli incredibili ghiacciai. Con i suoi panorami vulcanici, la maestosa Aurora Boreale e i laghi che si colorano di mille sfumature, il Paese è davvero un luogo straordinario con attrazioni e attività sufficienti a riempire l’itinerario di qualsiasi viaggio.

La sua capitale Reykjavík è la città più grande del Paese, un vibrante centro di raffinatezza moderna sullo sfondo di una natura mozzafiato. Oltre alla cultura, i musei e la gastronomia locale, potrete godere di numerose attività ed escursioni nelle vicinanze come le visite al Cerchio d’Oro e allo Snæfellsnes, che si trovano nelle zone circostanti della città.

Per vivere un’esperienza davvero indimenticabile vi consigliamo, inoltre, di visitare la celebre Laguna Blu, una meraviglia geotermica con acque turchesi che vi farà immergere in un’atmosfera talmente rilassante da farvi dimenticare lo stress della vita quotidiana. Un’altra attrazione che merita di essere visitata è senza dubbio la Cascata di Gullfoss, che offre una vista mozzafiato sulle sue acque correnti. Potrete anche ammirare la sua energia e la sua potenza da vicino grazie a una piattaforma di osservazione che renderà la vostra visita ancora più memorabile.

Tra le attività più popolari che attraggono visitatori di tutto il mondo ci sono l’osservazione delle balene, le passeggiate a cavallo e le motoslitte, esperienze uniche che vi permetteranno di vedere i magnifici giganti del mare in azione attraversando i diversi paesaggi naturali in modo rilassante e piacevole. Provate, inoltre, il brivido dell’adrenalina con un’escursione in motoslitta esplorando le aree innevate ad alta velocità.

E per una vacanza al di fuori dei percorsi turistici tradizionali, il modo migliore per conoscere veramente la vita e la cultura è visitare i festival e i numerosi eventi che il Paese offre durante tutto l’anno. Approfittando della vita notturna locale, si possono scoprire diversi spettacoli di musica dal vivo che attirano una moltitudine di turisti da tutto il mondo. Quindi, non vi resta che fare le valigie e iniziare a pianificare la vostra fuga in Islanda: non ve ne pentirete.

Reykjavik, Islanda

Fonte: Getty Images

Nevicata nel centro di Reykjavik, Islanda
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Antichi insediamenti emergono dal deserto: la scoperta inattesa

Una scoperta sensazionale avvenuta per caso. Studiando alcune immagini satellitari provenienti da Google Earth, un ricercatore si è trovato dinanzi qualcosa di inatteso e sorprendente: tre antichi insediamenti romani, di cui nessuno era a conoscenza, celati tra le sabbie del deserto della Giordania.

Ecco cosa sappiamo finora.

La scoperta inaspettata emerge dal deserto

Michael Fradley, archeologo dell’Università di Oxford, mentre era impegnato nel progetto “Endangered Archaeology in the Middle East and North Africa” finalizzato a individuare e studiare a fondo i siti archeologici del Medio Oriente, si è imbattuto in una scoperta che non poteva aspettarsi.

Infatti, nell’esaminare le fotografie del deserto che si trova tra la Giordania e l’Arabia Saudita, il suo sguardo è caduto su una forma alquanto bizzarra: una sorta di “carta da gioco”, un “rettangolo” con gli angoli smussati dalla tipica forma degli accampamenti militari dei Romani.

Proseguendo nell’attenta analisi delle immagini, Fradley in poche ore ne ha rinvenuti altri due.

Si tratta di una scoperta unica poiché, fino a quel momento, tutti ne ignoravano l’esistenza. E, se è vero che sono molteplici le tracce di insediamenti romani disseminati in Europa, in Medio Oriente finora ne sono stati rinvenuti davvero pochi.

Collocati in una zona poco esplorata del deserto, gli accampamenti appena ritrovati non presentano tracce di altri edifici oppure mura: ciò che rimane sono soltanto i contorni dei campi militari, solcati da impronte di pneumatici a indicare il passaggio recente di persone che, tuttavia, non sono scienziati.

Infatti, nessun esperto ha finora visitato personalmente i siti custoditi dalla sabbia.

Il significato degli insediamenti della Giordania

Tale nuova scoperta, come tutte, può svelare molte informazioni utili che gli archeologi utilizzeranno per ricostruire un ulteriore tassello della storia romana in Medio Oriente.

Secondo le prime ipotesi, gli insediamenti rinvenuti risalirebbero al 160 d.C. e avrebbero un collegamento con la conquista romana del Regno dei Nabatei.

Con ogni probabilità i campi, perfettamente conservati e con ingressi opposti su ogni lato, vennero costruiti come stazioni temporanee di cui servirsi durante una campagna segreta nel deserto.

Se ciò fosse vero, andrebbe a riscrivere le attuali conoscenze su una vicenda che, finora, non presentava misteri: gli esperti hanno sempre pensato che il regno nabateo (sviluppatosi nell’attuale Giordania con capitale l’antica città di Petra) fosse passato in maniera pacifica sotto il dominio dei Romani alla morte del proprio re.

Tuttavia, il ritrovamento degli accampamenti militari fa ipotizzare che, in realtà, il passaggio non fu così “indolore”: ed è questa la teoria che Michael Fradley ha presentato nel suo studio pubblicato da Antiquity.

Ovviamente, molte domande sono tuttora senza risposta. Gli archeologi, infatti, sono rimasti stupiti dalla distanza tra i campi, compresa tra i 37 e i 44 chilometri: un tragitto troppo lungo per essere percorso dalla fanteria in un giorno soltanto.

Ciò, quindi, può suggerire che gli accampamenti siano stati ideati da un’unità di cavalleria che avrebbe potuto affrontare la distanza in poche ore grazie ai cammelli.

Per rispondere a questo e ad altri quesiti, gli archeologi hanno in programma di effettuare un sopralluogo nel deserto per ricercare ulteriori reperti che possano aiutare a fare chiarezza sull’importanza della nuova scoperta.

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In questa città è stata inaugurata una strada dedicata ai gatti

Come resistere al fascino dolce e misterioso dei nostri adorabili amici felini? Le loro espressioni imperturbabili, gli occhi penetranti e il loro comportamento enigmatico hanno ispirato da sempre gli artisti di ogni epoca. E le opere d’arte di cui vogliamo parlarvi oggi non fanno eccezione.

Il 4 maggio, infatti, in occasione del BFC Bund Art Festival, la città di Shanghai ha ribattezzato la Fangbingzhonglu come la “Strada di Gatti sul Bund”. Questa particolare iniziativa è stata possibile grazie alla passione di numerosi artisti di strada che hanno realizzato veri e propri capolavori dedicati a questi animali, tra i quali spiccano una serie di murales e disegni artistici che hanno reso l’area del Giardino Yuyuan affascinante e unica nel suo genere.

Un’esperienza di viaggio incredibile, non solo per gli appassionati dei felini, ma anche per coloro che desiderano esplorare Shanghai e scoprire le meraviglie che la Cina ha da offrire.

La “Strada dei gatti” trasforma Shanghai in un’opera d’arte

La "Strada dei gatti" a Shanghai, Cina

Fonte: Getty Images

Opera d’arte nella “Strada dei gatti” a Shanghai, Cina

La “Cat Street sul Bund” è diventata una tela per le diverse forme d’arte, ognuna unica per messaggio e significato, oltre a essere attualmente uno dei luoghi più pittoreschi della città. Qui i visitatori possono ammirare i numerosi murales che rappresentano i nostri amici a quattro zampe in varie pose e situazioni.

E se vi dicessimo che le opere d’arte possono prendere vita davanti ai vostri occhi? No, non è solo immaginazione, ma un’esperienza che potrete vivere davvero attraverso la realtà aumentata. Grazie a questa tecnologia gli spettatori, infatti, hanno la possibilità di interagire con in vari modi, vedendole e toccandole per percepire il loro fascino artistico in modo ancora più completo e coinvolgente.

Passeggiando per la “Cat Street sul Bund” di Shanghai, potrete ammirare tutte le opere d’arte dedicate ai gatti e conoscere interessanti curiosità su questi affascinanti animali. Le meraviglie artistiche e interattive di questa mostra vi faranno sentire parte del loro mondo quindi, se siete pronti a vivere un’avventura straordinaria e piena di creatività, non perdete l’occasione di visitare la mostra a tema felino più interessante del momento.

Un’avventura autentica ed indimenticabile a Shanghai

Se state pianificando un viaggio in Cina, il BFC Bund Art Festival è solo uno dei motivi per i quali questo affascinante Paese merita di essere visitato. In particolare, Shanghai è una città diversa da tutte le altre.

Dall’incredibile architettura all’appetitoso cibo di strada c’è molto da esplorare in questa vivace metropoli. Con l’apertura continua di nuove attrazioni, come parchi a tema ad alta quota e centri commerciali futuristici, scoprire qualcosa di nuovo qui non è troppo complicato. Che decidiate di viaggiare da soli o in compagnia, Shanghai potrà sorprendervi sempre con qualcosa di interessante.

Attraverso le sue vie affollate, potete esplorare la cultura cinese con i suoi mercati tradizionali e le imponenti pagode, ma anche la modernità con i suoi grattacieli ultramoderni. Non perdete l’opportunità di ammirare la bellezza del lungomare di Shanghai, dalle acque calme del fiume Huangpu alle scintillanti luci delle torri imponenti in lontananza.

Vi consigliamo, inoltre, di visitare il Giardino Yuyuan, uno splendido parco in stile cinese dove potrete rilassarvi e ammirare la bellezza dei vari elementi architettonici. Senza dimenticare la famosa via dello shopping, la Nanjing Road, che ospita numerose boutique e ristoranti, perfetta per vivere a pieno la vita notturna della città.

La “Strada dei gatti” diventa così  un’imperdibile occasione per riscoprire Shanghai, una città in rapida evoluzione che conserva ancora la sua cultura antica, nonché una delle destinazioni più attraenti della Cina.

"Cat Street del Bund" a Shanghai, Cina
Disegno artistico nella “Strada dei gatti” a Shanghai, Cina
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La Notte Europea dei Musei: quali non perdere in Italia

Nell’ormai lontano 2005, il Ministero della Cultura e della Comunicazione francese ha ideato la Notte Europea dei Musei, un’iniziativa che dal 2011 è stata estesa a tutta la comunità europea – con il patrocinio di Unesco, Consiglio d’Europa e ICOM – e con l’obiettivo di promuovere la conoscenza del patrimonio e dell’identità culturale nazionale ed europea.

Durante questa serata, quindi, la maggior parte dei musei aprono le loro porte oltre gli orari ordinari, con ingresso gratuito o al costo simbolico di 1 euro. In tutta Europa sono quasi 3.400 i musei che accoglieranno il pubblico di notte. Tantissime sono anche le strutture italiane che aderiscono all’iniziativa, e per questo abbiamo deciso di selezionare per voi i migliori musei da visitare in Italia in questa lunga notte di cultura.

La Notte dei Musei al Nord Italia

Iniziamo questo viaggio culturale dal Nord Italia e più precisamente dalla città di Bologna che mette a disposizione ben 17 i musei e spazi aderenti in cui è possibile accedere con ingresso gratuito o al costo di 1 euro (ma esclusivamente a partire dalla fascia di apertura straordinaria).

Sabato 13 maggio, quindi, dalle 19 alle 23 è possibile dirigersi verso il Museo Civico Archeologico di Bologna per una visita guidata al Lapidario del museo con l’aiuto di torce elettriche, per meglio apprezzare i segni tracciati dagli abili lapicidi e le parole cui fu affidato il ricordo delle tante persone che animarono le strade e le piazze di Bononia.

A Torino, invece, è possibile visitare i Musei Reali sabato 13 maggio dalle 19.30 alle 22.30 e accedere al costo di 1 euro ai seguenti musei:

  • Palazzo Reale;
  • Armeria Reale;
  • Galleria Sabauda;
  • Museo di Antichità;
  • Cappella della Sacra Sindone.
Notte dei Musei, Cappella della Sacra Sindone

Fonte: iStock – Ph: claudiodivizia

La Cappella della Sacra Sindone di Torino

Voliamo poi in Lombardia, e più precisamente a Mantova, dove in questa notte è possibile visitare il Palazzo Ducale e il Museo Archeologico Nazionale della città: aprono le loro porte fino alle ore 22.15 mettendo il pubblico nella condizione di poter effettuare un’indimenticabile passeggiata nella suggestiva cornice serale della monumentale reggia gonzaghesca. L’ingresso serale a 1 euro è previsto a partire dalle ore 18.40.

Interessanti iniziative anche a Vicenza dove il Teatro Olimpico, il Museo civico di Palazzo Chiericati, le Gallerie di Palazzo Thiene e il Museo Naturalistico Archeologico rimarranno aperti con orario continuato fino alle 22, e con accesso a biglietto ridotto dalle 17 in poi.

Si potranno anche visitare due mostre ad ingresso gratuito: alle Gallerie di Palazzo Thiene la mostra fotografica “Blank generation – il punk di New York all’ombra del Palladio” di Roberta Bayley e Godlis, e al Museo civico di Palazzo Chiericati “Gli amici della gaia gioventù. Arte e poesia a Vicenza dal 1930 al 1950″.

I migliori musei del Centro Italia

Tantissimi appuntamenti a cui poter andare anche in Centro Italia. In Toscana, per esempio, con la cifra simbolica di 1 euro si può visitare la Galleria degli Uffizi di Firenze dalle 18:30 alle 21:30. A partire dalle 19 e fino alle 22 saranno visitabili anche la Galleria dell’Accademia, culla del David di Michelangelo, e poi ancora le Cappelle Medicee e il Museo Nazionale del Bargello.

Nella nostra magica Capitale la sera del 13 maggio è quella perfetta per scoprire gli spazi del Sistema Musei di Roma Capitale, vale a dire:

  • Musei Capitolini;
  • Centrale Montemartini;
  • Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali;
  • Museo dell’Ara Pacis;
  • Museo di Roma;
  • Museo Napoleonico;
  • Museo di Roma in Trastevere;
  • Museo Pietro Canonica a Villa Borghese;
  • Musei di Villa Torlonia (Casina delle Civette, Casino Nobile, Serra Moresca);
  • Museo delle Mura;
  • Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese;
  • Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco;
  • Museo Civico di Zoologia;
  • Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina;
  • Galleria d’Arte Moderna;
  • Museo di Casal de’ Pazzi.
Notte dei musei, Casina delle Civette

Fonte: iStock – Ph: siete_vidas

La Casina delle Civette di Roma

Poi ancora nelle Marche dove la Rocca demaniale di Gradara, in provincia di Pesaro e Urbino, spalanca le sue porte con “Una notte a corte”, l’occasione ideale per scoprire le attività che animavano una corte rinascimentale, le occupazioni abituali di nobili e popolani e molto altro ancora.

I musei del Sud Italia

Voliamo poi a Napoli dove, tra un festeggiamento e l’altro per lo scudetto appena vinto, l’occasione è perfetta per visitare il Museo Duca di Martina – Villa Floridiana, dalle ore 18 alle 21, grazie alla visita guidata “Lucia Migliaccio e Placido de’ Sangro: le due anime del museo”.

Non meno interessante è la notte da vivere presso il Museo Nazionale di Matera dove nelle tre sedi, Ridola, Lanfranchi ed Ex Ospedale di San Rocco, ci sarà un’apertura straordinaria dalle 20:00 alle 23:00, con ingresso al costo simbolico di 1 euro. Durante la serata saranno organizzate delle visite guidate all’Ex Ospedale di San Rocco, con turni alle 20:00 e alle 21:30.

In Puglia, invece, da non perdere è l’apertura serale del MarTa, il museo archeologico di Taranto, dalle 20 alle 23. In questo orario i visitatori potranno ammirare la mostra Athenaion, allestita nella sala mostre del museo, e la mostra realizzata nel chiostro dal comitato organizzatore dei giochi del Mediterraneo – Taranto 2026.

La Notte dei Musei nelle Isole Italiane

Tanti appuntamenti anche a Palermo, in Sicilia, dove il Museo Riso e il Museo Salinas, visitabili dalle 19.00 a mezzanotte, aprono le porte per tutti i curiosi che vorranno partecipare ad alcune visite straordinarie particolarmente interessanti.

Infine la Sardegna con Sassari dove per l’occasione, dalle 18.00, la Pinacoteca Nazionale della città organizza un concerto itinerante tra le sale, in un intreccio tra arte visiva e musica popolare. Sarà perciò possibile passeggiare tra le opere dell’Ottocento e del Novecento al ritmo di canzoni della tradizione popolare sarda.

Alcune info utili

Va specificato che gli orari  di chiusura che trovate scritti in questo pezzo non corrispondono a quello dell’ultimo ingresso possibile, ma alla chiusura definitiva del museo. Inoltre, molte delle strutture suddette prevedono l’obbligatorietà di prenotazione. Vi invitiamo dunque e a verificare gli orari effettivi e le modalità di ingresso sul sito ufficiale del museo che desiderate visitare.

Per il resto la Notte europea dei Musei mette a disposizione dei turisti diverse ore da trascorre tra stelle, cultura, opere d’arte di pregio e divertimento. Quella di sabato 13 maggio è perciò un’imperdibile occasione per gli amanti della cultura e gli appassionati di arte e storia. Da Nord a Sud (e Isole comprese), sono davvero tantissimi e interessantissimi tutti gli appuntamenti a cui poter partecipare.

Visitare il Museo Nazionale di Matera

Fonte: iStock

Il bellissimo Museo Nazionale di Matera
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Giornate Nazionali dei Castelli 2023: i più belli da visitare in Italia

Il 13 e il 14 maggio, e poi ancora il 16, 17 e 23 settembre 2023, grandi città e piccoli centri del nostro Paese saranno animati da visite guidate gratuite, attività e trekking culturali, pranzi, cene e concerti a castello e non solo. Andrà infatti in scena la XXIV edizione delle Giornate Nazionali dei Castelli che prevede l’apertura di 37 tra manieri, cinte murarie, palazzi fortificati (spesso non accessibili al pubblico) in 19 regioni.

Contemporaneamente suggerisce altre 46 tra architetture ed itinerari a piedi, appositamente disegnati per queste giornate. Per la prima volta con una doppia serie di visite, ora a maggio e poi a settembre, i visitatori potranno sperimentare e ammirare le architetture fortificate italiane in ogni stato di conservazione.

Le giornate di maggio

Durante questo weekend di maggio che sta per arrivare, l’Istituto Italiano Castelli apre e illustra gratuitamente numerose meraviglie italiane sparse in tutto lo Stivale (Isole comprese) che generalmente non sono aperte al pubblico.

Delle vere e proprie occasioni perché i castelli italiani sono un tesoro composto di storia, di geografie sociali, di gesta di
donne e uomini che nei secoli hanno animato, popolato e guidato territori, economie, grazie alla cultura del saper fare nostrano.

I migliori siti da visitare nel Sud Italia

Iniziamo questo viaggio dalla spettacolare regione Abruzzo che nei fatti si distingue per essere un territorio ricco di castelli, cinte murarie e torri. La protagonista di domenica 14 maggio sarà la città di Teramo dove sono stati messi a punto la visita di un castello e tre itinerari gratuiti.

Sono l’ottocentesco Castello della Monica, unico in tutta Italia per la sua specificità progettuale, e il Duomo e Palazzo Melatino, signorile esempio di palazzo nobiliare del XIII secolo.

Il bellissimo Castello della Monica

Fonte: 123rf

Il Castello della Monica di Teramo

Non da meno è la bellissima Basilicata che invece metterà a disposizione i suoi tesori sia il 13 che il 14 maggio. In entrambe le giornate spalancherà le porte al pubblico Valsinni, castello di proprietà privata ottimamente conservato ed edificato dal X all’XI secolo che si erge sull’abitato in posizione dominante sul territorio circostante.

Valsinni, tra le altre cose, è anche uno dei primi parchi letterari d’Italia, con cui i membri dell’Istituto Italiano Castelli collaborano per realizzare un ricco programma durante le Giornate Nazionali dei Castelli.

La Calabria metterà sotto i suoi migliori riflettori la città di Crotone, una delle prime poleis greche fondata dagli esuli dell’Acaia
nell’VIII sec. a.C., attraverso un percorso gratuito di visita, conversazioni entro e attorno il celebre castello cittadino. Si tratta di un maniero che si è sviluppato sul sito dell’originaria acropoli e che domina ancora l’inter0 capoluogo.

Le visite guidate si terranno il 13 e il 14 maggio con quattro itinerari aggiuntivi che sono stati messi a punto dagli studiosi e dagli esperti dell’Istituto.

Il sito prescelto dalla regione Campania è il Castello Aragonese di Baia, in provincia di Napoli, che sarà possibile visitare nelle giornate del 13 e 14 maggio. Si aggiunge anche un itinerario archeologico da percorrere in autonomia, che suggerisce otto percorsi su terra e uno sommerso nei comuni di Cuma, Pozzuoli e Baia.

Eventi e visite collaterali si terranno in tutta la regione Campania: a Melito Irpino (Avelllino) sabato 13 maggio visita guidata al suggestivo borgo medievale abbandonato e ai resti del castello angioino-aragonese; nella stessa data visita guidata al borgo medievale di Agropoli, mentre domenica 14 maggio sarà protagonista Vairano Patenora (Caserta) con una visita guidata itinerante al borgo e al castello preceduta da una colazione nei giardini di un’antica villa nobiliare.

Poi ancora il Castello dell’Ettore ad Apice (Benevento), dove le visite, sia sabato 13 che domenica 14 maggio, saranno arricchite da figuranti in abiti medievali e artigianato.

Il Molise si prepara a visite guidate, convegni e presentazioni di libri e itinerari, sia per il 13 che il 14 maggio. L’architettura fortificata principale prescelta è il Castello di Civitacampomarano con il suo borgo che si trova su un masso di pietra arenaria a 520 metri di altitudine.

A spalancare le porte con visite speciali sono anche il Castello di Pescolanciano (IS) con i suoi meravigliosi ambienti interni che ospitano la mostra permanente sui castelli molisani (in forma gratuita), e sabato 13 maggio alle ore 21 una visita guidata a lume di candela.

Poi ancora il Castello di Macchiagodena (IS) – chiamato la “Terrazza sul Matese” perché tutto il paesaggio circostante è dominato dal massiccio del Matese, e  Il Castello/rocca di Riccia (CB) da poco restaurato.

Visita al Castello di Macchiagodena

Fonte: iStock – Ph: clodio

Il Castello di Macchiagodena

In Puglia è stato realizzato un itinerario inedito attraverso luoghi di solito inaccessibili sulle orme degli Acquaviva-Filomarino: sabato 13 maggio si andrà alla scoperta dei posti di questa dinastia, dalla tenuta di caccia al monastero e la visita di due chiese di enorme valore.

La giornata proseguirà e a Santa Maria dell’Isola, con visita e pranzo al Monastero. Il pomeriggio visita guidata del
Monastero Benedettino di San Benedetto e della Chiesa San Cosimo e Damiano.

Il meglio da visitare nel Nord Italia

Tanti siti interessanti aperti per le Giornate Nazionali dei Castelli anche in Emilia-Romagna. In particolare il Castello di Castellarano, e il relativo borgo fortificato, in entrambe le date di maggio. Si tratta di un bellissimo maniero che con la sua torre costituisce, probabilmente, l’edificio più antico dell’intero centro storico.

Una meraviglia che sorge nel borgo storico di Castellarano, in provincia di Reggio Emilia, che si erge sulle sponde del fiume Secchia. Saranno possibili anche due itinerari aggiuntivi: la visita guidata gratuita ai monumenti del borgo antico e il percorso mozzafiato Calanchi e Castelli.

In Friuli Venezia Giulia i protagonisti saranno i castelli di Meduno, Toppo e Solimbergo nella pedemontana pordenonese, e tutti domenica 14 maggio. Nei tre manieri sono previste visite guidate a cura di esperti nel campo della storia dell’architettura, della stratigrafia degli elevati e dell’archeologia ed esperienze in forma di narrazione, laboratorio ed esibizioni musicali.

Con una piacevole passeggiata si potranno raggiungere le tre architetture fortificate allo stato di rudere o optare per percorsi a più lunga percorrenza.

La Liguria ripropone, sabato 13 maggio, la visita a piedi del delizioso borgo di Bordighera e del Castello di Dolceacqua, oltre che dei Giardini Moreno, la chiesa dedicata a S. Ampelio, la chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena.

La Lombardia metterà a disposizione visite e programmi incentrati sui castelli di Brescia (sabato 13 maggio) e di Bergamo (domenica 14 maggio). Il Castello di Brescia è un’imponente struttura fortificata che domina la città., mentre il Castello di San Vigilio in Bergamo, nonostante la sua storia millenaria e i molti studi condotti fino a questo momento, pone ancora quesiti sul suo divenire nel tempo.

Visitare il Castello di Brescia

Fonte: iStock – Ph: Artem Bolshakov

Il Castello di Brescia

Spettacoli anche in Piemonte dove, nella giornata di sabato 13 maggio, sarà aperto alle visite guidate a piedi il Castello e il borgo di Ormea (CN). Suggerita poi la visita di altri due castelli della Val Tanaro (Bagnasco e Nucetto).

Il maniero di Ormea, con le sue imponenti strutture, si erge sull’abitato che conserva numerose testimonianze della sua origine bassomedievale.

Poi il Trentino Alto Adige che metterà a disposizione i Castelli di Fahlburg (Prissiano) e Leonburg (Lana). In particolare, Castel Fahlburg (BZ) nella giornata di sabato 13 maggio, oltre alle visite guidate, ospiterà una tavola rotonda sulla valorizzazione dei castelli privati in Alto Adige.

Infine il Veneto, e più precisamente Mestre (VE), dove il protagonista saranno  il Castelnuovo d il Castelvecchio, sia il 13 sia
il 14 maggio. Oltre alle visite dei siti e a un convegno, saranno disponibili anche due passeggiate patrimoniali che avranno la caratteristica dell’indagine archeologica sulle tracce dei castelli scomparsi.

Le meraviglie del Centro Italia

Voliamo poi nel Lazio dove, sia sabato che domenica, sarà possibile approfittare di visite guidate per scoprire Castel Sant’Angelo (Roma) dove sono conservate ragguardevoli collezioni di pittura, scultura, ceramiche e antiche armi.

A sfoggiare tesori saranno anche le Marche dove, dia sabato 13 che domenica 14 maggio,  sarà il bel borgo di Acquaviva Picena a mettersi in mostra con la sua ben conservata fortezza.

Si tratta di un piccolo centro che si erge su due verdi colli, nell’immediato entroterra di San Benedetto del Tronto, munito di ben otto torri poligonali e cilindriche con tre porte di ingresso al recinto ed un rotondo torrione detto “Fortezza verso mare”.

Domenica 14 maggio in particolare le visite guidate gratuite si estenderanno ad altri 10 tra palazzi chiese, torri e monumenti della cittadina e ad esse si aggiungerà una dimostrazione della lavorazione tradizionale delle pajarole.

In Toscana ad essere protagonista sarà la città di Firenze sabato 13 maggio con un’esplorazione guidata a piedi nel tessuto medievale di Piazza della Signoria.

L’Umbria propone il borgo fortificato di Monte del Lago con visite guidate il 13 maggio, un antico insediamento che ancora oggi
conserva l’impianto urbanistico medievale, caratterizzato da una ripida gradinata che taglia idealmente il paese in due parti.

Castel Sant’Angelo Umbria

Fonte: iStock – Ph: alxpin

Castel Sant’Angelo, Roma

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In Sardegna fari accesi sui ruderi del Castello di Medusa a Samugheo (OR) che sarà aperto alle visite sia il 13 che il 14 maggio. Una meraviglia che sorge su un alto e scosceso dirupo nel territorio di Samugheo, antico centro abitato del Mandrolisai.

Due sono invece le provincie della Sicilia protagoniste con architetture in diverso stato di conservazione, destinazione e fruizione: Catania con il Castello di Serravalle di Mineo, Messina con il castello Branciforti nel piccolo comune di Raccuja.

Il Castello di Serravalle di Mineo è ancora abitato ed è di proprietà privata: sarà aperto domenica 14 maggio, mentre il Castello Branciforti di Raccuja che domina dall’alto il piccolo paese sarà disponibile per tutto il weekend.

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Puoi passeggiare tra torri naturali che sfiorano il cielo

Esistono luoghi che sono così straordinariamente belli che non si possono descrivere, ma solo vivere. Posti che sono stati sapientemente plasmati da Madre Natura, che sono sopravvissuti al tempo, ai secoli e alle intemperie, e che si sono trasformati in veri e propri capolavori visivi destinati a lasciare senza fiato.

Il Parco Nazionale Torres del Paine è uno di questi. Si tratta di un’area protetta, dichiarata dall’Unesco come riserva della biosfera e candidata anche alla lista del Patrimonio dell’Umanità, che ospita alcune delle più affascinanti visioni del pianeta. Non è un caso che molti viaggiatori abbiano identificato nel parco l’ottava meraviglia del mondo naturale.

Proprio qui, infatti, si ergono maestose e suggestive le Torres del Paine, una serie di enormi monoliti in granito che si innalzano ad altezze vertiginose. Principali attrazioni turistiche del parco, questi monumenti regalano ai viaggiatori un’esperienza unica, quella di passeggiare tra torri naturali che sfiorano il cielo. Pronti a partire?

Benvenuti nel Parco Nazionale Torres del Paine

La nostra esperienza di viaggio comincia qui, tra le straordinarie bellezze naturalistiche che si snodano all’interno del Parco Nazionale Torres del Paine. Area protetta del Cile, questo sito è considerato uno dei più grandi e importanti del Paese, nonché la terza attrazione turistica più visitata.

Sono molte, infatti, le persone provenienti da ogni parte del globo che affrontano questo viaggio lunghissimo per ammirare il grande patrimonio naturalistico del parco.

Per visitarlo dobbiamo recarci tra le terra della Regione di Magellano e dell’Antartide Cilena. Proprio qui, a circa 112 chilometri da Puerto Natales e a poco più di 400 chilometri da Punta Arenas, possiamo scoprire ed esplorare il bellissimo e suggestivo Parco Nazionale Torres del Paine.

Una visita al suo interno permette di scoprire una moltitudine di paesaggi naturali, variegati, immensi e straordinari. Ci sono le montagne, tra le quali spicca il grande complesso del Cerro Paine le cui cime arrivano a toccare anche i 3.000 metri di altitudine. Ci sono anche le grandi vallate, che si alternano ai fiumi, ai laghi e ai ghiacciai.

L’attrazione principale del Parco Nazionale Torres del Paine, però, è quella suggerita dal nome stesso del sito. Stiamo parlando delle Torres del Paine, un agglomerato di grandi monoliti di granito che si sono formati secoli fa e che sono stati plasmati, ed erosi, dall’acqua, dal ghiaccio e dal vento.

Si tratta di veri e propri monumenti naturali che svettano verso il cielo, fino a sfiorarlo, e che regalano ai visitatori la possibilità di intraprendere passeggiate suggestive e indimenticabili tra torri rocciose che raggiungono le nuvole.

Una passeggiata tra le torri che sfiorano il cielo

Come abbiamo anticipato i monoliti di granito che compongono il gruppo delle torri rappresentano l’attrazione principale del Parco Nazionale Torres del Paine.

Una volta giunti fin qui, i viaggiatori potranno ammirare tutta la grandiosità di Madre Natura che raggiunge la sua massima espressione proprio in quelle altezze mozzafiato. Fanno parte delle Torres del Paine la Torre Central, un massiccio che arriva a misurare 2800 metri di altezza, la Torre Norte e la Torre Surf.

Intorno a questi monumenti naturali, poi, si snoda un paesaggio mozzafiato tutto da scoprire. I ghiacciai da una parte e le vallate dall’altra regalano scorci suggestivi e indimenticabili. Aguzzate bene la vista perché nel parco è possibile incontrare diversi esemplari di fauna selvatica.

Qui, infatti, vivono i puma, le volpi grigie e i nandù, l’orso dagli occhiali, l’unico esemplare sudamericano, e il piccolo gatto selvatico. Nel parco sono presenti anche i fenicotteri cileni e il condor delle Ande.

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È quasi estate, ma il caos passaporti non è stato risolto

Primavera inoltrata, tempo di pensare alle vacanze estive: moltissimi italiani vorrebbero andare all’estero – o hanno persino già organizzato il viaggio nei minimi dettagli -, ma il problema dei passaporti non sembra ancora aver trovato soluzione. Questo significa che saranno molti i turisti costretti a rinunciare alle tanto agognate vacanze, o quantomeno a ripiegare su una meta più vicina a casa, per la quale non c’è bisogno di particolari documenti di viaggio. Cerchiamo di capire come stanno le cose.

Da dove nasce il caos passaporti

Ormai da alcuni mesi, prenotare un appuntamento in questura per poter ottenere il passaporto è diventata una vera impresa: ci sono tempi d’attesa lunghissimi (in alcuni casi si arriva addirittura alla primavera del 2024), soprattutto nelle grandi città del nord Italia, probabilmente a causa di un ampio volume di viaggi business. Come si è arrivati a questo punto? La scorsa estate, la ripresa del settore turistico ha spinto moltissime persone a concedersi finalmente una vacanza. E se nel primo anno di riapertura delle frontiere in tanti hanno preferito rimanere in Italia (o quantomeno in Europa), adesso c’è chi freme per tornare alla scoperta del mondo.

Per poter viaggiare al di fuori dei confini dell’Unione Europea, bisogna essere in possesso del passaporto. Ecco dunque che, con il nuovo slancio nel mondo dei viaggi, la richiesta per poter ottenere il documento è cresciuta tantissimo. A ciò si aggiungono le richieste di rinnovo dei passaporti ormai scaduti durante il periodo Covid – in quei mesi, praticamente nessuno si è preoccupato di prendere appuntamento in questura, visto che non ci si poteva spostare dal nostro Paese. Il risultato? Tantissime richieste che si sono accumulate negli uffici addetti al rilascio del documento di viaggio.

Qual è la situazione in Italia?

Con i lunghissimi tempi di attesa per ottenere il passaporto, l’estate sembra essere a rischio. È questo l’allarme lanciato da Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi, intervistato su Radio 24. “Quello che dovrebbe essere un diritto sancito dalla Costituzione – ovvero la libertà di movimento – viene di fatto negato in molte regioni. In Europa si è tornati a viaggiare e il tempo medio per il rilascio del documento è di tre settimane. In Italia non è così” – ha affermato Rebecchi. Diverse le soluzioni portate in campo per far fronte a questo problema: l’implementazione del personale, le aperture straordinarie e i click day hanno offerto qualche spiraglio, ma non hanno risolto la soluzione.

C’è in realtà un’opzione che sembra essere stata relegata in un angolino. “Esiste una circolare del Ministero dove è chiaramente indicato il turismo fra i motivi d’urgenza, necessario e sufficiente per il rilascio immediato – o al massimo nell’arco di 3 giorni – presentandosi in questura senza appuntamento” – ha spiegato Enrica Montanucci, presidente di Maavi. Cosa si intende per urgenza? Bisogna chiedere il passaporto entro i 20 giorni prima della partenza, con biglietto aereo o certificato di viaggio a testimoniare la data. Se ci si presenta in questura mesi prima, si viene semplicemente invitati a prendere appuntamento.

Non tutti sono però d’accordo su questo allarme. È il caso di Giuseppe Ciminnisi, presidente di Fiavet, secondo cui il caos passaporti è ormai un problema risolto. “Al momento, la media dei tempi di rilascio dei passaporti dei clienti che devono partire è intorno ai 25-30 giorni, niente a che vedere con i problemi di fine anno. Vorrei invece segnalare un dato, segnalatomi da diverse questure fra le quali quella di Firenze. Nei primi tre mesi del 2023, questa questura aveva in custodia più di 500 passaporti, rilasciati e mai ritirati”.

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È ripartito il Treno delle Ville Pontificie, l’esperienza da vivere

Insieme alla bella stagione torna il Treno delle Ville Pontificie che accompagna i visitatori in un tour straordinario e unico nel suo genere. Un viaggio tra i capolavori dell’arte, architetture magnifiche e storia, che dai Musei Vaticani conduce i passeggeri fino alle splendide Ville Pontificie di Castel Gandolfo.

L’itinerario del Treno delle Ville Pontificie

Ogni sabato, fino al 4 novembre 2023, la ‘freccia del Papa’ – così è stato ribattezzato questo treno moderno, confortevole ed elettrico – accompagna turisti e curiosi alla scoperta di affascinanti luoghi del Vaticano, partendo dall’antica Stazione Vaticana.

L’itinerario che consente di vivere luoghi ricchi di cultura e di storia ha inizio a bordo dello speciale treno alle 8 la mattina, permettendo un accesso privilegiato con audioguida alla Cappella Sistina e alle sale interne, e continuando nei magnifici Giardini Vaticani, tra i giardini italiani che valgono un viaggio.

Alle 11, il treno prosegue dal Vaticano in direzione Albano Laziale, per poi spostarsi con una navetta dedicata verso le meraviglie botaniche e architettoniche della Residenza Pontificia di Castel Gandolfo. Oltre ad avere la possibilità di attraversare Roma evitando di rimanere imbottigliati nel traffico, questa esperienza porta alla scoperta di un patrimonio immenso e sempre sorprendente.

Il treno fu costruito per volere di Papa Pio IX nel 1867, che desiderava un mezzo di trasporto più comodo e veloce rispetto alla tradizionale carrozza trainata da cavalli. Allora, aveva una carrozza per il Papa e una per gli ospiti, poteva trasportare fino a 300 persone e compiva un tragitto di circa 20 chilometri, dalla stazione di Roma San Giovanni alla stazione di Castel Gandolfo.

Giardini e architetture della residenza estiva del Papa

I Giardini Pontifici e le meraviglie della residenza estiva del Papa a Castel Gandolfo, inserito tra i Borghi più Belli d’Italia, si trovano a pochi chilometri da Roma e le sue attrazioni. Per anni, sono stati un tesoro nascosto, visibile solo a pochi. Ora, grazie alla collaborazione tra i Musei Vaticani e le Ferrovie dello Stato si può finalmente accedere a questo scrigno di bellezze, che si estende dal Palazzo Apostolico fino alle porte di Albano Laziale, costituendo le cosiddette Ville Pontificie.

Si giugne ai Giardini di Castel Gandolfo entrando dal cancello di Villa Barberini. Da qui, inizia il lungo percorso attraverso la grande proprietà pontificia, 55 ettari che si snodano in uno scenario naturalistico diviso tra siepi di bosso, perfettamente geometriche, giardini all’italiana e gallerie di lecci datate oltre 400 anni fa, che conducono fino al teatro e alla limonaia di Villa Cybo. Dal Giardino della Magnolia si percorre il viale delle Rose, il viale delle Erbe aromatiche e il viale dei Cipressi per arrivare infine al Giardino del Belvedere, con uno splendido panorama del paesaggio circostante.

Più di 30 Papi si sono rilassati in questa residenza dalla fine del Cinquecento quando il Pontificio diventò proprietario dell’area. Il giardino è ricco di statue, marmi e fontane di grande pregio, una vera festa per gli occhi. Le rare bellezze e ricchezze del “secondo Vaticano”, così come viene definita  la residenza estiva dei Papi, sono state messe a disposizione della collettività nel 2014 da Papa Francesco, che ha fortemente voluto l’apertura al pubblico delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo, del Palazzo Apostolico e dei suoi rigogliosi giardini.

Chi desidera partecipare a questo tour eccezionale, può acquistare il biglietto “Vaticano in Treno”, che comprende oltre al viaggio anche l’ingresso agli spazi museali del Palazzo Apostolico, sul sito dei Musei Vaticani.

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Il “triangolo storico”, la culla degli Stati Uniti d’America

Questo è un viaggio nel cuore degli Stati Uniti, là dove tutto è cominciato. Quello che abbiamo percorso e che vi proponiamo nello Stato della Virginia, sulla East Coast, è un itinerario alla scoperta di luoghi ancora poco noti ai turisti italiani, che spesso preferiscono frequentare le mete classiche statunitensi e che, invece, siamo certi ne resteranno incredibilmente sorpresi.

La culla degli Usa è conosciuta come “triangolo storico” (“Historic Triangle”), e comprende alcune cittadine dove i primi coloni britannici si stabilirono quando vennero nel Nuovo Mondo, 400 anni or sono.

Si trova all’interno di uno dei parchi nazionali americani, il Colonial National Historical Park. Il “triangolo” comprende tre cittadine che meritano una visita, consentendo di ripercorrere le vicende che hanno reso gli Stati Uniti d’America il Paese che è oggi: Jamestown, Williamsburg e Yorktown. Il “triangolo storico” si trova a poco più di un paio d’ore di auto dalla Capitale, Washington D.C. e sono collegate tra loro dalla strada panoramica chiamata Colonial Parkway. Un insolito road trip da fare in America.

Jamestown, la prima Capitale d’America

È a Jamestown che nacque la prima colonia americana nel XVII secolo. La città, così chiamata in omaggio al re d’Inghilterra James I e affacciata sull’omonimo fiume James, fu anche la prima Capitale della Virginia (oggi è Richmond). La prima spedizione britannica della Compagnia di Londra raggiunse la costa degli Stati Uniti all’altezza di Chesapeake Bay, ma essendo la posizione molto esposta le i marini risalirono il fiume e si fermarono in un punto più protetto, quello che poi divenne Jamestown, appunto.

Tra gli eroi cittadini c’è un “certo” John Smith, un mercenario che ebbe il merito di instaurare ottimi rapporti con i nativi americani, in particolare con un’indiana di nome Pocahontas, la cui storia ha ispirato il celebre cartoon della Disney.

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Fonte: 123rf

Dentro il forte di Jamestown, Virginia

Oggi, la città è stata ricostruita come una sorta di parco a tema e prende il nome di Jamestown Settlement. All’interno, oltre a un grande museo che ospita più di 500 manufatti originali, è stato ricostruito il villaggio indiano della popolazione dei Paspahegh, un forte inglese – James Fort – e il porto con le repliche dei tre velieri che portarono i primi coloni in Virginia nel 1607. Alcuni figuranti fanno rivivere ai visitatori l’esperienza dell’epoca e, come un museo vivente, si può interagire con i personaggi come fossero veri abitanti del luogo, dagli indiani nativi (i primi abitanti di questa zona), ai coloni britannici che li cacciarono agli schiavi portati dall’Africa.

Ogni anno, il 13 maggio si celebra l’anniversario della fondazione di Jamestown, con spari di cannoni, spettacoli in acqua e tantissimi altri eventi.

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Fonte: 123rf

Le repliche di alcuni velieri a Jamestown

Colonial Williamsburg, un museo open air

Williamsburg è considerato, invece, il più grande museo storico vivente. Fu qui che vissero personaggi come Thomas Jefferson, James Monroe e altri iniziarono a costituire gli Stati Uniti d’America. Fu lei la Capitale a partire dal 1699.

Fonte: @courtesy of Virginia Tourism Corporation

Il palazzo del Governatore nella Colonial Williamsburg, nello Stato della Virginia

Ancora oggi, nel quartiere più antico, Colonial Williamsburg, è come fare un salto indietro nel tempo. Le antiche case di legno o di mattoni rossi costruite tra il ’600 e il ‘700 erano quelle abitate dai primi coloni e ancora oggi figurati in costumi dell’epoca, ma anche gente normale che ama indossare gli abiti tradizionali, si aggirano per le strade come fossero ancora nel 1600.

Sono circa 300 gli edifici storici dalla città coloniale, una novantina dei quali ancora originali, mentre altri sono stati restaurati se non addirittura ricostruiti tali e quali grazie ai finanziamenti negli Anni ’60 da parte di John D. Rockefeller Jr. , affacciati su strade ancora sterrate, i cui nomi evocano i personaggi storici come Queen Street, Duke of Gloucester Street (considerata la via più storica d’America), North England Street e via dicendo, attraversate da calessi trainati da cavalli.

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Fonte: 123rf

Gli antichi edifici dell’Historical Williamsburg, Virginia

Alcuni di questi vecchi edifici ospitano bed and breakfast con arredi dell’epoca, per un romantico tuffo nell’età coloniale americana, mentre altri sono taverne e ristoranti. La più famosa è la Christiana Campbell’s Tavern frequentata regolarmente anche da George Washington.

Uno dei momenti più suggestivi per visitare Williamsburg è il periodo natalizio, quando tutto il quartiere storico viene illuminato a festa alla maniera settecentesca e i numerosi negozi che vendono gli oggetti dell’epoca abbondano di ogni curiosità.

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Yorktown e la Guerra d’indipendenza

La cittadina di Yorktown, infine, è quella dove si conclusero le prime lotte per l’Indipendenza e che videro la nascita della nuova Nazione. Del primo abitato storico sono rimaste poche case, alcune appartenenti a privati. È qui che il generale britannico Charles Cornwallis si arrese al generale Washington nel 1781 tanto che questa sconfitta pose termine alla Guerra d’indipendenza americana.

Tra i tour consigliati c’è la visita del campo di battaglia. Ma Yorktown ebbe un ruolo importante anche nella Guerra civile americana in quanto maggior porto per lo scarico dei rifornimenti.

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Fonte: @courtesy of Virginia Tourism Corporation

Il campo di battaglia Yorktown, nella Virginia

A Yorktown si può visitare anche l’American Revolution Museum che racconta proprio la storia della fondazione del Paese. Anche in questo caso, una parte è al chiuso con mostre permanenti, mentre un’altra è all’aperto e mostra la ricostruzione di un accampamento militare e ripercorre le tappe della rivoluzione.

Ogni anno, il 4 luglio, Giorno dell’indipendenza americana, a Yorktown ricorre la Liberty Celebration per ricordare l’anniversario della firma della Dichiarazione d’indipendenza.

La strada panoramica

Le tre città del “triangolo” sono collegate tra loro da una splendida strada panoramica, la Colonial Parkway, un tratto di una delle National Scenic Byway, quelle strade che, per bellezza di panorami naturali o per rilevanza storica, archeologica e culturale, meritano di essere percorse negli Stati Uniti. Ne esistono 184, tra le quali c’è anche la mitica Route 66 (che nel 2026 celebra il suo centesimo anniversario), e questa è una di loro.

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Fonte: courtesy of Virginia Tourism Corporation

Lungo la Colonial Parkway in Virginia

La strada, lunga 37 chilometri e quasi del tutto alberata, e quindi bellissima in ogni stagione – immaginatela con il foliage autunnale – costeggia il James River e lo York River e attraversa ponti di mattoni e tunnel, come quello che passa sotto tutta la Colonial Williamsburg. Dà l’impressione di percorrere una vera strada di epoca coloniale, di quelle attraversate dalle carrozze e dai soldati a cavallo (è vietata ai camion). Alcuni tratti sono addirittura sterrati. Di tanto in tanto s’incontrano info point e punti panoramici dove fare una sosta.

La Colonial Parkway inizia a Jamestown, dove nacque la colonia della Virginia, sulle sponde del fiume James, e passa da Williamsburg per terminare a Yorktown.

Info utili

Per visitare l”Historic Triangle” è possibile acquistare un biglietto unico che consente di accedere a tutti i luoghi. Il biglietto vale sette giorni e permette l’accesso illimitato ai tre siti storici, Colonial Williamsburg compresi i negozi e le case-museo, Jamestown Settlement, l’American Revolution Museum e il campo di battaglia di Yorktown. Per gli appassionati di Stati Uniti, di storia, per una vacanza tra storia e natura, questo è il viaggio perfetto.