Categorie
Notizie Viaggi

L’oro viola sta per tingere di meraviglia questi luoghi: lo show ha inizio

Il mese di giugno è sicuramente uno dei più attesi da tutti, del resto è lui che sancisce ufficialmente l’inizio dell’estate. È questo il momento perfetto per pensare e programmare tutte quelle straordinarie avventure che ci permetteranno di andare alla scoperta dei luoghi più affascinanti del pianeta.

Spiagge bianche bagnate da acque turchesi, paradisi in terra, montagne rigogliose e suggestive e metropoli ricche di storia, di cultura e di tradizioni: queste sono solo alcune delle destinazioni che popolano le travel wish list dei viaggiatori.

Tuttavia, non possiamo dimenticare che l’estate coincide anche con uno degli spettacoli più straordinari, affascinanti e suggestivi portati in scena da Madre Natura. A partire dalla fine di giugno e per tutto il mese di luglio, infatti, l’oro viola tingerà di meraviglia alcuni territori del mondo. La fioritura della lavanda sta per cominciare, non vi resta che preparare i bagagli e mettervi comodi: lo show ha inizio.

La fioritura della lavanda in Provenza

È una scia inebriante e profumata, quella prodotta dalla lavanda, e che ci conduce direttamente tra i campi sterminati della Provenza. La regione francese, infatti, è celebre in tutto il mondo per i suoi paesaggi naturali e variegati, proprio quelli che durante la stagione estiva si tingono di mille sfumature di viola.

Quella che si prospetta, davanti allo sguardo di chi arriva fin qui, è una visione da sogno. La fioritura si trasforma in un mare viola che si estende all’orizzonte e si perde a vista d’occhio regalandoci la sensazione di trovarci all’interno di un paesaggio da fiaba.

Sono tanti i luoghi della regione che si trasformano, a partire da giugno, nel palcoscenico di questo show incantato, ma ce ne sono alcuni che, più di altri, regalano un paesaggio da cartolina. Tra questi troviamo sicuramente l’altipiano di Valensole, non a caso si tratta di una destinazione raggiunta da migliaia di persone provenienti da tutto il mondo. Situato tra la valle della Durance e le gole del Verdon, questa area naturale ospita una delle più incredibili fioriture di lavanda. Un vero e proprio paradiso terrestre per gli amanti dei paesaggi incantati.

Un altro luogo di grande fascino, da raggiungere questo giugno, è il borgo di Sault. Arroccato su uno sperone roccioso, questo piccolo villaggio incantato è considerato il balcone della Provenza. Da qui, infatti, è possibile avere una vista privilegiata sui campi di lavanda in fiore che si snodano tutto intorno.

Tra le tappe più imperdibili di un itinerario inebriante e colorato, non può mancare l’abbazia di Senanque, un monastero cistercense completamente immerso in un paesaggio caratterizzato da mille sfumature di viola. Questo è il luogo perfetto per ammirare scorci mozzafiato e per scattare cartoline di viaggio dall’immensa bellezza.

L’oro viola arriva anche in Italia

Se è vero che la fioritura di lavanda è collegata inesorabilmente alla Provenza, è vero anche che esistono altre destinazioni da raggiungere per ammirare questo grandioso spettacolo naturale. Anche l’Italia, infatti, ha la sua strada viola, e anche se meno conosciuta, è comunque straordinaria.

Se avete in mente di trascorrere i mesi di giugno e di luglio nel BelPaese, allora, vi basterà organizzare una gita fuori porta per perdervi e immergervi in uno scenario da sogno. Tra i luoghi assolutamente da raggiungere troviamo la Valle Stura, in Piemonte. Nel comune di Demonte, infatti, la lavanda cresce spontanea e rigogliosa da anni creando un paesaggio magico che vi trasporterà direttamente in Provenza.

Anche in Lombardia l’oro viola dà spettacolo. A partire dalla fine di Giugno, infatti, non perdetevi il grande show dei campi di Godiasco, nell’Olprepo Pavese. Se invece avete in mente di raggiungere la Maremma, il consiglio è quello di recarvi a Fonterutoli. Proprio qui, tra le sinuose colline del territorio, è possibile ammirare campi sterminati dove viene coltivata la lavanda del Chianti.

Categorie
aeroporti Notizie Viaggi viaggiare

SiViaggia ti regala il numero 29 dello sfogliabile GATE

Ogni mese vi regaliamo il magazine di lifestyle GATE da scaricare e sfogliare. La rivista, scritta in italiano e in inglese, contiene articoli di viaggi, ma anche di moda e attualità.

A pagina 114-115 del numero 29 trovate un articolo di SiViaggia dedicato a un viaggio nel cuore e nella storia degli Stati Uniti d’America, là dove tutto è cominciato: lo Stato della Virginia, alla scoperta di luoghi ancora poco noti ai turisti non americani. Lo chiamano il “triangolo storico” (“Historic Triangle”) e comprende tre cittadine, Jamestown, Williamsburg e Yorktown attraversate da una strada storica. Sono i luoghi di George Washington, Thomas Jefferson e di Pocahontas. Davvero magici.

E poi, qualche nostro consiglio per organizzare gite fuoriporta in Italia, tra borghi rinascimentali, cittadine storiche e attività all’aria aperta.

È sufficiente registrarsi gratuitamente per poter effettuare il download.

Registrati per continuare a leggere GRATIS questo eBook

Categorie
Asia Dubai Notizie skyline Viaggi

A Dubai nasce un altro grattacielo: vi lascerà senza fiato

Organizzare un viaggio a Dubai è sempre un’ottima idea, in ogni periodo dell’anno e in tutte le stagioni. Lo è perché sono tante e infinite le cose da fare e da vedere nella città degli Emirati Arabi Uniti e tutte, questo è certo, sono destinate a sorprendere e meravigliare.

Shopping nei negozi di lusso e nei grandi centri commerciali, passeggiate tra maestosi grattacieli che caratterizzano uno degli skyline più suggestivi del mondo intero, visite alle isole artificiali e allo straordinario Atlantis The Palm e poi, ancora, giornate trascorse tra spiagge bianche puntellate da palme e una scena notturna vivace e frizzante: queste sono solo alcune delle esperienze da vivere e condividere a Dubai.

C’è sempre un buon motivo, dicevamo, per raggiungere la città degli Emirati Arabi Uniti più e più volte, e ne abbiamo trovato un altro. Quello che vi permetterà di ammirare un nuovo e straordinario grattacielo, firmato Bugatti, che ridefinisce il panorama urbano e che, ne siamo certi, vi lascerà senza fiato.

Tutte le novità a Dubai

Dubai ci stupisce sempre. Lo fa con nuove attrazioni, con incredibili e imponenti strutture, con le isole artificiali e con gli eventi. E lo fa con i grattacieli, quelli maestosi e imponenti, futuristici e strabilianti che, oggi come ieri, si trasformano in vere e proprie attrazioni turistiche.

Lo skyline della città, infatti, è uno dei più suggestivi al mondo, senz’altro iconico. Vi basterà salire su una delle tante terrazze panoramiche di Dubai per averne la conferma e per ammirare tutto il suo splendore da ogni prospettiva.

Sono tanti e diversi gli edifici imponenti che si sono stagliati sullo scenario urbano negli ultimi anni: alcuni sembrano sfiorare il cielo, altri danno la possibilità di dormire tra le nuvole, altri ancora ospitano eleganti lounge bar e ristoranti di lusso e tutti garantiscono un panorama che lascia senza fiato.

Ed è proprio qui, in un contesto che di per sé è già straordinario, che si fa spazio un nuovo progetto. Si tratta di un grattacielo residenziale e rivoluzionario che porta la firma della celebre casa automobilistica Bugatti, che ha lavorato ad un nuovo ed entusiasmante edificio, dal design incredibile, insieme all’azienda locale Binghatti.

Vista dall'alto del Grattacielo Bugatti a Dubai

Fonte: Bugatti Residences/INSTARimages/IPA

Vista dall’alto del Grattacielo Bugatti a Dubai

Grattacielo Bugatti a Dubai: una visione mozzafiato

Il nuovo grattacielo Bugatti nascerà a Business Bay, uno dei quartieri più affascinanti e vivaci della città. Qui, infatti, tutta una serie di ristoranti, locali alla moda e hotel a 5 stelle, costeggiano il Dubai Water Canal, regalando a cittadini e viaggiatori la possibilità di perdersi e immergi in un’atmosfera davvero suggestiva.

Proprio qui, dove già si staglia l’iconico The Opus di Zaha Hadid, farà capolino il nuovo complesso residenziale della casa automobilistica.

Le prime foto del progetto sono già state svelate e da quello che abbiamo visto è chiaro che, la presenza del grattacielo, cambierà di nuovo lo skyline urbano in maniera sensazionale. L’edificio si snoderà per 42 piani e ospiterà 182 appartamenti, tra i quali 11 attici che garantiranno, ai futuri inquilini, un accesso privilegiato al panorama di Dubai.

Oltre alla grandiosità del progetto, quello che stupisce e incuriosisce è sicuramente il design della struttura, un vero e proprio sogno a occhi aperti caratterizzato da lusso ed esclusività. Come ha dichiarato la stessa azienda, infatti, l’obiettivo è quello di portare l’eleganza e la bellezza della Riviera Francese a Dubai attraverso questa costruzione.

Come? La forma sinuosa del grattacielo, e i suoi elementi architettonici interni, sono un preludio all’eleganza e alla raffinatezza mentre gli interni rifletteranno il core business dell’azienda stessa. Dentro l’edificio, infatti, sarà installato un ascensore che permetterà ai residenti di trasportare agli ultimi piani le proprie automobili. Sarà inoltre creata una sala VIP all’interno della quale i collezionisti di auto potranno incontrarsi, conoscersi, e prendersi cura delle proprie autovetture. Completeranno la struttura anche alcune piscine private, i servizi di portineria, e una finta spiaggia con sabbia vera.

Grattacielo Bugatti a Dubai

Fonte: Bugatti Residences/INSTARimages/IPA

Grattacielo Bugatti a Dubai
Categorie
Alghero Destinazioni Sardegna Viaggi viaggiare

Alghero e dintorni: cosa vedere assolutamente

Porta del nord-ovest della Sardegna, quinta città della regione per numero di abitanti, Alghero è una delle destinazioni dell’isola più amate dai viaggiatori in cerca di luoghi che riescano a riempire i bagagli di ricordi preziosi e a sgombrare la mente dai pensieri della vita quotidiana, per far spazio solo alle emozioni. Scopriamo le sue attrazioni imperdibili e quali tesori si celano nei dintorni.

A passeggio tra bastioni e torri

Considerata la “capitale” della Riviera del Corallo, Alghero è una delle poche città fortificate italiane ad aver mantenuto circa il 70% delle sue mura difensive, il che la rende già unica nel suo genere. Per iniziare a scoprirla è, quindi, d’obbligo una passeggiata lungo i suoi bastioni che affacciano sul porto. Risalenti all’epoca catalano-aragonese, difendono la città vecchia dal mare, congiungendosi con il Lungomare Dante costruito negli anni cinquanta del XX secolo. I loro nomi sono un omaggio a celebri navigatori del passato: Colombo, Pigafetta, Magellano, Marco Polo.

Mentre si perde in paesaggi e scorci deliziosi, lo sguardo incontra anche le suggestive torri difensive che circondano il centro cittadino. Tra queste spiccano la torre di Porta Terra, un tempo la Porta Rejal, ingresso di Alghero per chi arrivava da Sassari, quella di San Giovanni, denominata Torre di Mezzo, la torre di Sulis, tra le più maestose. Attualmente torri e mura rivivono attraverso la programmazione di eventi culturali e tante altre attività. Il patrimonio culturale della città e del territorio di Alghero si articola, infatti, fra siti archeologici, naturalistici e centro storico, comprendendo torri aragonesi, bastioni, palazzi storici, chiese. Un vero e proprio museo diffuso di grande valore e varietà, tutto da scoprire.

Il centro storico di Alghero, tra vicoli, chiese e palazzi

Nel centro storico, un labirinto di vicoli lascia sbucare i passanti in piazze brulicanti di vita. Le tracce del passato catalano della città sono impresse sulle mura gialle e sulle case antiche che la rendono incredibilmente pittoresca, e vale anche per gli edifici religiosi. Tra questi, la Cattedrale di Santa Maria, simbolo di Alghero con il suo campanile ottagonale, la chiesa del Carmelo, con il grande retablo dorato, la chiesa di San Michele, con la cupola in maiolica colorata, la chiesa di Sant’Anna, gioiello tardo-rinascimentale.

La storia che ha attraversato Alghero nel corso dei secoli ha lasciato dietro di sé edifici di interesse storico dagli stili architettonici più disparati: dal catalano del Palazzo Guillot al barocco di Palazzo Serra, dal neoclassico del Palazzo Civico al Liberty delle ville di fine ‘800.

Museo Archeologico e Museo del Corallo

Se volete scoprire la memoria storica, sociale e culturale di questa splendida città sarda, il Museo Archeologico di Alghero (MŪSA) saprà certamente accontentarvi. Ospitato in un antico palazzo, custodisce una collezione di reperti riconducibili ai primi insediamenti umani nel territorio, dal Neolitico fino al Medioevo, scoperti durante gli scavi urbani e fuori dal centro abitato. Il museo offre, inoltre, una visione inedita e privilegiata di luoghi di cui non si può più fruire fisicamente, ma che sono ancora oggi oggetto di studi e ricerche archeologiche e antropologiche.

Il Museo del Corallo è invece  ospitato nela suggestiva cornice di Villa Costantino, edificio in stile Liberty nel cuore della città. Nasce per raccontare l’identità di Alghero e il forte legame che ha unito da sempre il corallo a questi luoghi, portando i visitatori in un affascinante viaggio alla scoperta dell’oro rosso del Mar Mediterraneo: il Corallium Rubrum.

Villaggio Nuragico di Palmavera

Fonte: iStock

Il Villaggio Nuragico di Palmavera

Le necropoli e il villaggio nuragico

Il territorio di Alghero è costellato di monumenti preistorici di grande rilievo per la storia e per la cultura del Mediterraneo. Tra questi, un esempio di notevole interesse è la Necropoli di Anghelu Ruju, inserita nella Tentative List UNESCO per il suo valore storico, artistico e culturale. Il sito rappresenta, infatti, uno dei pochi casi in Sardegna in cui le sepolture con ingresso a pozzetto si associano a sepolture con ingresso a corridoio.

Imperdibile anche una visita al Villaggio Nuragico di Palmavera, uno tra i più importanti siti archeologici della Sardegna. Qui si trovano testimonianze della civiltà nuragica, fra le più significative culture dell’Europa occidentale. Il sito archeologico è composto dai resti di un nuraghe formato in origine da tre torri, e dal villaggio. Il complesso di Palmavera si può ammirare sul promontorio omonimo, all’interno del parco di Porto Conte, a un chilometro e mezzo dal mare.

In prossimità della strada statale 127 bis che collega Alghero e Ittiri, si incontra, infine, la Necropoli di Santu Pedru, una tappa culturale visitabile esclusivamente su prenotazione con visita guidata per via della difficoltà di accesso e percorso. Le domus de janas presenti nel sito sono state scavate a partire dalle ultime fasi del neolitico. La tradizione popolare definiva domus de janas le rocce forate che caratterizzavano il paesaggio rurale sardo: la domus era la casa dove si narra che le janas – minute figure femminili del folclore sardo – fossero impegnate a tessere fili d’oro e d’argento. La parte più antica della necropoli risale al 4300 a.C. Ciò rende il sito di Santu Pedru più antico delle prime Piramidi egizie e contemporaneo dei megaliti di Carnac, in Francia.

Tra insenature e spiagge della Riviera del Corallo

Il litorale di Alghero è lungo circa 90 chilometri, compresi nella famosa Riviera del Corallo, così chiamata per la grande importanza del corallo rosso che viene pescato nelle sue acque e lavorato per farne gioielli e ornamenti fin dai tempi dell’antica Roma. Si parte da sud, dalla spiaggia di Poglina, chiamata anche La Speranza, fino alla stupenda scogliera a nord del Parco Regionale di Porto Conte, passando per lo splendido Lido di Alghero, una distesa di sabbia bianchissima che si spinge a nord fino a Fertilia.

Calette incantevoli si alternano ad altre spiagge famose, come quella delle Bombarde, meta di famiglie e surfisti, dalla sabbia color ocra che si fonde con le sfumature del mare, che vanno dall’azzurro al verde smeraldo. Ad appena un chilometro di distanza, c’è la spiaggia del Lazzaretto, circondata da insenature lambite da acqua cristallina, e un po’ più distante, all’interno della baia di Porto Conte, sbuca la spiaggia dorata di Mugoni. In piena città si può usufruire del Lido di San Giovanni, mentre, poco fuori dal centro abitato, si incontrano le dune di sabbia coperte di ginepri secolari della spiaggia di Maria Pia.

A proteggere gran parte della costa è l’area marina di Capo Caccia – Isola Piana, custode di tesori preziosi, tra cui la meravigliosa Grotta di Nettuno. Il parco di Porto Conte conquista, invece, con le sue distese di macchia mediterranea, le lussureggianti zone boscose e l’affascinante laguna del Calich, splendida oasi di protezione faunistica a pochi passi da Alghero.

La famosa spiaggia delle Bombarde ad Alghero

Fonte: iStock

L’incantevole spiaggia delle Bombarde
Categorie
Interviste Viaggi viaggiare

I viaggi pazzeschi di Victoria Cabello

Anche nei viaggi più comuni si può sempre trovare qualche esperienza insolita – se non addirittura pazzesca – da fare. Oltre ai musei, alle visite guidate e alle classiche attrazioni turistiche ci sono esperienze inusuali che meritano un viaggio. Magari su consiglio di chi ci vive.

È quanto racconta Victoria Cabello nel programma Tv “Viaggi pazzeschi“, di cui è anche co-autrice, che va in onda in prima serata ogni martedì su TV8, dove, insieme al suo fidato compagno di disavventure Paride Vitale (con cui ha condiviso la vittoria dell’edizione di Pechino Express dello scorso anno), mostra le attività più adrenaliniche e da brivido che si possono fare in città come Helsinki, Parigi, Berlino, Madrid, Marrakech e Liverpool.

In ogni tappa, tre italiani trasferiti da tempo nella città protagonista di ogni puntata – ribattezzati “local” – propongono a Victoria e a Paride delle esperienze insolite, lontane dai convenzionali tour turistici.

victoria-cabello-finlandia

Fonte: Ufficio stampa

Victoria Cabello nella fredda Finlandia

Da brivido vero è, per esempio, immergersi tra le acque ghiacciate di un lago in Finlandia, cosa che i due protagonisti del programma hanno provato davvero, ma anche fare sci nautico sulla Senna a Parigi. Sono solo alcune delle attività bizzarre e decisamente inaspettate che Victoria e Paride hanno voluto provare. Esperienze che chiunque viaggi in questi luoghi può fare. Il bagno nel ghiaccio è un’usanza non soltanto finlandese ma di molti Paesi del Nord Europa. È una pratica salutare per il corpo e, solitamente, ci si immerge dopo aver fatto una sauna perché il contrasto tra caldo e freddo è alla base degli effetti benefici di questo tipo di trattamento.

Quanto alle attività nautiche sulla Senna, non sono poi così folli. Il Comune di Parigi sta facendo un grosso lavoro di depurazione delle acque della Senna in vista delle Olimpiadi del 2024, in quanto, oltre a ospitare la cerimonia di apertura olimpica, alcune gare, come quelle di nuoto, si svolgeranno proprio sul fiume.

SiViaggia ha intervistato Victoria Cabello per scoprire se anche lei è una da “viaggi pazzeschi” e carpirne qualche indicibile segreto.

Cos’è per te un “viaggio pazzesco”? La location, le esperienze adrenaliniche o altro…

“Combinerei tutto, location con esperienza adrenalinica, un mix micidiale. Sogno di andare a vedere “The Lightning Field” di Walter de Maria (nello Stato americano del New Mexico, n.d.r.). È un posto ad altissima concentrazione di temporali e l’artista ha piazzato in una rada dei pali che attirano i fulmini. Durante un temporale lo spettacolo è pazzesco, si può dormire anche li. Ecco è un’esperienza che vivrei magari con Dario Argento”.

Farsi consigliare dai local o dagli expat: è questa la chiave vincente per un viaggio autentico? C’è differenza tra local ed expat secondo te?

“Non c’è in realtà una differenza tra l’uno e l’altro, secondo me è la chiave vincente. È come chiedere ad un amico quali sono le cose belle da vedere, i consigli degli insider sono il meglio perché sono aggiornati sugli ultimi trend e poi sono consigli dati da persone che vivono il Paese veramente tutti i giorni”.

Tra le mete che hai avuto modo di scoprire durante il programma “Viaggi pazzeschi” quale hai preferito?

Helsinki mi è piaciuta molto, la trovo in linea con me, piena di stranezze e di hobby. Ho scoperto che la Finlandia è il mio Paese per le stranezze che offre. Poi direi Liverpool che mi ha colpito positivamente, fuori dagli schemi ed è anche una destinazione facile da raggiungere a cui nessuno pensa”.

C’è stata un’esperienza tra quelle che hai fatto per “Viaggi pazzeschi” che ti ha cambiata?

“Il rapporto con il freddo ad Helsinki mi ha fatto andare oltre i miei limiti e scoprire i benefici di qualcosa che sulla carta pensi possa “ucciderti”: se pensi di buttarti nell’acqua a -27 gradi…. Mi piace l’idea di un popolo che convive con una natura ostile ed è riuscita a trovare dei benefici. Dopo Helsinki affronterò sicuramente il prossimo inverno in maniera differente”.

Qual è il viaggio più bello della tua vita?

“Il Giappone, senz’ombra di dubbio”.

Qual è l’oggetto indispensabile che metti sempre in valigia?

“Il phon per la frangetta, indispensabile davvero per me!”.

viaggi-pazzeschi-berlino

Fonte: Ufficio stampa

Victoria Cabello e Paride Vitale a Berlino
Categorie
Asia grotte Idee di Viaggio luoghi misteriosi Thailandia Viaggi

La meravigliosa grotta che cattura i raggi del sole

Nel Parco Nazionale di Khao Sam Roi Yot, a poco meno di un’ora di auto da Hua Hin, si trova una grotta unica nel suo genere. A scoprirla, secondo la leggenda popolare, è stato un antico sovrano del posto circa 200 anni fa, il quale vi si rifugiò dopo essere stato costretto ad abbandonare la sua nave durante una forte tempesta. Si chiama Phraya Nakhon, ed è uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi che potete incontrare in Thailandia. Scopriamo cos’è che la rende così speciale e perché vale la pena arrivarci.

Phraya Nakhon Cave, una delle grotte più belle della Thailandia

La Thailandia è così ricca di attrazioni da scoprire da far girare la testa, ma la grotta di Phraya Nakhon merita senz’altro una visita. Si chiama così dal nome dall’esploratore che l’ha scoperta, Chao Praya Nakhon Sri Thammarat, all’epoca sovrano di Nakhon Si Thammarat. Questa meraviglia naturale è formata da due cavità, che non sono buie come ci si potrebbe aspettare, bensì inondate dalla luce del sole, a tal punto che riescono a crescervi persino gli alberi all’interno, rendendo l’ambiente ancora più magico.

La prima grotta contiene un fenomeno naturale che assomiglia a una cascata “asciutta” e diverse stalattiti e stalagmiti. Ma è la seconda la vera attrazione, famosa per il tempio che cela al suo interno, il Kuha Kuha Kharuehat. Costruito nel 1890 in occasione della visita del re Chulalongkorn il Grande (Rama V), gode di una particolare posizione che gli permette di catturare i raggi solari che filtrano nelle ore mattutine dal foro naturale sul soffitto della grotta. Il silenzio e la solennità che avvolgono la struttura fanno sì che l’atmosfera sia ancora più surreale. Sulle pareti della camera principale si possono anche vedere le firme dei re Rama V e Rama VII.

L’escursione per raggiungere la grotta di Phraya Nakhon

Si può arrivare alla grotta di Phraya Nakhon e al tempio partendo da Bang Pu, un piccolo villaggio di pescatori nel distretto di Sam Roi Yot, in due modi: noleggiando una barca per approdare alla spiaggia di Laem Sala (alla quale non si può accedere in auto) oppure raggiungendola  a piedi, considerando però che sono circa 30 minuti di cammino, per lo più in salita. Una volta arrivati alla spiaggia, si dovrà poi camminare per altri 30 minuti per giungere finalmente a destinazione. Si consiglia, pertanto, di prendere il battello, poiché la sola passeggiata dalla spiaggia è già alquanto impegnativa. Bisogna poi inerpicarsi per un sentiero in salita di 430 metri, per cui è bene indossare scarpe comode.

Prenotata la barca per Laem Sala Beach, si può anche optare per una gita a Monkey Island, per dare da mangiare alle scimmie che vivono lì. Se preferite andare a piedi, potete invece fare una pausa a circa metà strada, dove avrete la possibilità di ammirare un panorama straordinario delle montagne e del paesaggio marino. Infine, pagato l’ingresso al Parco Nazionale Sam Roi Yot, riceverete una guida che vi condurrà alla grotta. Se volete godervi lo spettacolo dei raggi del sole che inondano questa meraviglia naturale, l’orario ideale è intorno alle 10-10.30, a seconda della stagione, ma è vivamente consigliato arrivare nelle prime ore del mattino se preferite evitare la folla.

Categorie
meteo Notizie Viaggi

Pioggia di stelle e danze tra pianeti: così il cielo celebra l’estate

L’arrivo di giugno porta con sé una gran voglia di vivere gli spazi aperti, di organizzare gite fuori porta e di pensare ai grandi viaggi da intraprendere. Del resto è questo il mese in cui viene inaugurata la stagione più attesa dell’anno.

Ed è proprio per celebrare l’arrivo dell’estate che il cielo ha pensato di trasformarsi nel palcoscenico di spettacoli affascinanti, suggestivi e straordinari, destinati a illuminare e a incantare le notti di giugno.

A rendere magico l’inizio dell’estate ci saranno la Luna delle Fragole, le danze dei pianeti e le piogge di stelle che popoleranno un calendario fitto di eventi tutti da ammirare a testa in su. Prendete nota e mettetevi comodi: lo show sta per cominciare.

Gli eventi del cielo di giugno

Sono tanti, affascinanti e suggestivi, gli eventi che si susseguiranno nel cielo questa estate, a partire già dal mese di giugno. Proprio per inaugurare e celebrare la stagione più attesa dell’anno, astri e pianeti si trasformeranno nei protagonisti di uno spettacolo magico da ammirare a testa in su.

Il consiglio, come sempre, è quello di raggiungere parchi urbani, spiagge lontane, boschi, foreste e, in generale, tutti luoghi privi di inquinamento luminoso. L’arrivo di giugno può trasformarsi così in una meravigliosa occasione per raggiungere le destinazioni più celebri dell’astroturismo.

A inaugurare il calendario celeste saranno le stelle cadenti. Nella notte tra il 3 e il 4 giugno, infatti, sarà possibile osservare le Omega Scorpidi, nel loro picco massimo, e sussurrare i desideri a ogni avvistamento. Si tratta di sciami meteorici poco luminosi, è vero, tuttavia anche questi possono regalare inedite sorprese.

Il giorno dopo, invece, toccherà alla splendida e candida Luna illuminare la nostra notte. Il 4 giugno, infatti, è previsto il primo plenilunio del mese, anche conosciuto come Luna piena delle Fragole. Il nome, decisamente evocativo, fu scelto secoli fa dai nativi americani in riferimento all’arrivo della stagione dell’abbondanza.

Una pioggia di stelle

La presenza della Luna piena potrebbe ostacolare la vista delle stelle cadenti di inizio mese, ma non mancherà l’occasione di fare nuovi e sorprendenti avvistamenti. Il 6 giugno, infatti, nuovi sciami meteorici attraverseranno il cielo. Si tratta delle Chi Scorpidi e le Gamma Sagittaridi, meteore che provengono entrambe dal radiante delle Scorpidi-Sagittaridi.

Tra l’11 e il 12 giugno, invece, sarà possibile avvistare le meteore scaturite dalla cometa Schwassman-Wachmann. Il consiglio è quello di puntare gli occhi al cielo in tarda notte, sarà quello il momento perfetto per fare avvistamenti anche a occhio nudo.

Gli appuntamenti non finiscono qui, però, perché per tutto il mese di giugno sarà possibile passeggiare sotto piogge di stelle. A metà del mese, infatti, le nostre notti saranno illuminate dalla presenza delle Liridi che si paleseranno nel cielo tra il 16 e il 17 giugno.

L’ultimo grande spettacolo sarà offerto proprio in concomitanza della fine del mese: il 30 giugno, infatti, le Tau Aquaridi raggiungeranno il loro picco massimo. Anche in questo caso, il consiglio è quello di puntare gli occhi al cielo in tarda notte.

La danza dei pianeti e il solstizio d’estate

Come vi abbiamo anticipato, il mese di giugno presenta un calendario fittissimo di eventi che passa anche per la danza dei pianeti. Diverse le congiunzioni attese, la prima delle quali coinvolgerà la Luna e Giove che si incontreranno nella costellazione dell’Ariete il 14 giugno. Il 16 del mese, invece, il nostro satellite naturale danzerà con Mercurio. L’appuntamento è previsto di sera e lo spettacolo si svolgerà nella costellazione del Toro.

Attesissimo è anche il solstizio d’estate che sancisce, ufficialmente, l’inizio della bella stagione. L’evento è previsto per il 21 giugno alle 16:58 (ora italiana) e ci permetterà di vivere il giorno più lungo e la notte più breve dell’anno.

Categorie
Bora Bora Posti incredibili Viaggi

C’è un’altra Bora Bora nel mondo: è un paradiso in terra

Esistono alcuni luoghi che, da sempre, capeggiano le nostre travel wish list. Si tratta di posti dove la natura regna sovrana, dove la superficie è puntellata da foreste, boschi e praterie rigogliose. Territori in cui l’azzurro intenso delle acque si fonde con quello del cielo annullando tutti i confini visibili.

Paradisi terrestri, microcosmi delle meraviglie, luoghi che sembrano usciti da una fiaba o da un sogno, a che invece sono reali e per questo ancora più straordinari. Destinazioni da raggiungere almeno una volta nella vita, per fare incetta di bellezza e di meraviglia.

Ed è in uno di questi luoghi che vogliamo portarvi oggi, un paradiso in terra ancora poco conosciuto che ospita e conserva alcune delle più suggestive meraviglie paesaggistiche del mondo. Il suo nome è Raivavae ed è la piccola Bora Bora delle Isole Australi. Pronti a partire?

La piccola Bora Bora delle Isole Australi che non conosci

Il nome di questo piccolo paradiso terrestre non è altro che il preludio a un’esperienza unica e indimenticabile. Raivavae, infatti, è composta da due termini della lingua tahitiana: ra’i che vuol dire “cielo” e vavae che significa “liberare il sentiero”. La suggestione non sta solo nel suo nome, ma anche in tutti quei straordinari paesaggi che si aprono a ogni passo, che incantano la vista e coinvolgono i sensi uno a uno.

Situata a 630 km a sud-est di Tahiti, e raggiungibile in poco più di un’ora di volo, Raivavae è ancora una meta poco battuta dal turismo di massa, e questo la rende ancora più affascinante ed esclusiva. L’isola vanta 28 piccoli motu che si snodano tutto intorno e ospita una pittoresca laguna caratterizzata da acque di color smeraldo.

La natura, come abbiamo anticipato, è assoluta protagonista qui. L’isola è contraddistinta da una palette cromatica bicolor caratterizzata dal verde delle montagne che la circondano e dall’azzurro del mare che la bagna. A proteggere, e vegliare il territorio, ci sono il Monte Taraia e il Monte Hiro che con le loro altezze maestose, rispettivamente 309 e 438 metri di altitudine, svolgono il ruolo di guardiani silenziosi e gentili.

È possibile raggiungere le vette di questi due monti attraverso un trekking che passa per sentieri panoramici icorniciati da lamponi e abeti. Una volta giunti in cima aguzzate bene la vista: da qui è possibile avere un accesso privilegiato e totale sul paesaggio di Raivavae e sulle isole di Tahiti. La visione vi lascerà senza fiato.

Come raggiungere Raivavae

Popolata da poco più di 900 anime, questa isola di origine vulcanica è davvero il luogo perfetto da raggiungere per gli amanti della natura e per tutti coloro che sognano un’esperienza all’insegna del relax e della grande bellezza. Gli abitanti del posto, infatti, hanno scelto di mantenere l’isola incontaminata abbracciando il concetto di ecoturismo, motivo per il quale non troverete hotel a 5 stelle o resort di lusso, ma solo bungalow, chalet e pensioni in stile polinesiano.

Il territorio, che si snoda su una superficie di appena 17 chilometri quadrati, è un invito a scoprire il patrimonio culturale, storico e naturalistico che l’isola conserva e preserva. Da una parte le montagne e la natura lussureggiante, dall’altra le spiagge di sabbia bianca circondate da scogliere e da motu.

Raggiungere questo paradiso in terra, considerato la Bora Bora delle isole Australi, non è poi così complicato. Raivavae, infatti, ospita un piccolo aeroporto di scalo che consente di arrivare direttamente sull’isola partendo da Tahiti, Tubuai e Rurutu.

Categorie
location serie tv Luoghi da film Viaggi

La location da sogno della soap opera “La promessa”

È già stata soprannominata la “Downton Abbey” la soap opera intitolata “La promessa”, in onda su Canale 5, una costume drama ambientata mentre il Regno Unito si prepara alla Prima guerra mondiale, mentre la Spagna resta neutrale.

La soap è girata in ambienti splendidi, dove tutto è ricco, prezioso e curatissimo. Anche per le riprese in esterno sono state scelte scenografie incredibilmente sfarzose.

Le location della soap opera “La promessa”

Ma dove è stata girata “La promessa”? Le storie si sviluppano all’interno di Palazzo El Rincón, uno spettacolare edificio della fine del XIX secolo che si trova ad Aldea del Fresno, vicino a Madrid, e su due set di 3.000 metri quadrati, di cui uno è la fedele ricostruzione degli interni del palazzo.

El Rincón è una location per eventi molto amata dai madrileni, che viene affittata per celebrarvi ricevimenti e matrimoni. Un posto da favola, insomma, la cui struttura ricorda quella di un castello medievale, con una enorme parco pieno di statue e di fiori.

Mentre il mondo è sull’orlo dell’abisso, il palazzo è tra le poche oasi di pace, isolate dal conflitto, rimaste nella valle di Los Pedroches, in Spagna.

Los Pedroches si trova nel Sud della Spagna. È una zona interna dell’Andalusia, famosa per la produzione di una delle eccellenze gastronomiche spagnole a livello mondiale: il Pata Negra, un prosciutto pregiatissimo ottenuto da maiali di pura razza iberica nutriti con ghiande.

Ci troviamo nei pressi di Cordoba, nel bel mezzo della Sierra Morena, quella terra attraversata anche da Don Chisciotte della Mancia che lottava contro i mulini a vento. Si tratta di una zona dedita all’agricoltura e all’allevamento di animali, appunto, ma è anche una bella zona turistica, ricca di itinerari escursionistici tra ampi prati e boschi di lecci.

La prima stagione della soap, in onda in Spagna dallo scorso gennaio e in Italia dal 29 maggio, comprende 122 episodi e, visto il grande successo già ottenuto, è già stata confermata per una seconda stagione, composta da 119 episodi.

Categorie
Asia Idee di Viaggio Indonesia Olbia Tempio Sardegna Viaggi

Borobudur, il tempio colossale simbolo dell’Indonesia

L’isola indonesiana di Giava, da molti considerata il cuore del Paese, è una sorta di scrigno di bellezze naturali e misteriose aree archeologiche. Tra queste si guadagna un posto d’onore Borobudur, una struttura che fa parte del patrimonio mondiale dell’Unesco e che è anche il tempio buddhista più grande del mondo.

Tempio di Borobudur, informazioni utili

Il colossale Tempio di Borobudur sorge a circa 42 chilometri di distanza da Yogyakarta, una città dell’isola di Giava particolarmente nota per le sue arti tradizionali e il ricco patrimonio culturale.

Si tratta di un’opera magistrale creata dell’uomo che per le sue incredibili dimensioni è stata spesso oggetto di paragone con altre opere mastodontiche dell’antichità come, per esempio, le Piramidi di Giza. Vi basti sapere che possiede una base di 123 x 123 metri e un’altezza di 35 metri. Una meraviglia vera e propria che poggia su circa 1.600.000 blocchi di pietra e con pareti impreziosite da 2.672 bassorilievi, 1.400 dei quali raccontano storie riguardanti Buddha.

Vi sono persino 10 terrazze che rappresentano le altrettante fasi del cammino spirituale verso la perfezione. Un posto che deve essere visitato, perché nessuna parola sarà mai in grado di descrivere la sua infinita bellezza.

Borobudur cosa sapere

Fonte: iStock

Un angolo del Tempio di Borobudur

Come visitare il tempio più grande del mondo

Il Borobudur è stato edificato, in un periodo che va dal 750 e all’830 d.C, su una collinetta ben precisa poiché per le persone dell’epoca ricordava diversi luoghi per loro sacri: poco lontano dal tempio si sviluppa una confluenza di due fiumi che rimanda a quella dei fiumi Gange e Yumna, considerata sacra in molte culture; mentre sullo sfondo appare una catena montuosa che fa pensare al profilo dell’Himalaya, sacro anch’esso per molte culture.

È costituito di roccia lavica grigia che si fonde con i brillanti colori dell’entusiasmante panorama circostante. Visitarlo è fonte di incredibili emozioni: riproduce su scala gigantesca una geometria rituale che trasuda in ogni angolo di messaggi divini. Un luogo perciò altamente incredibile ma che per vivere a 360 gradi richiede di affrontare ripide scalinate in pietra. Tutto questo mentre si respirano atmosfere di rara bellezza che diventano ancora più magiche all’alba e al tramonto.

C’è da dire però che, essendo il monumento più visitato di tutta l’Indonesia, il momento migliore per dirigersi al suo cospetto è quello del sorgere del sole: in genere ci sono poche persone e la luce candida del mattino è la migliore per apprezzare la sua struttura e il suo simbolismo.

Un posto che va scoperto a passo lento e girando in senso orario. Magari toccando uno dei suoi 72 incredibili e sontuosi stupa perché, secondo la leggenda, accarezzare uno di essi è di buon auspicio per la fertilità.

Quando visitare Borobudur

Fonte: iStock

L’incanto di Borobudur all’alba

Cosa vedere a Giava

Visitare Giava vuol dire ritrovarsi su un’isola di grandi contrasti: oltre all’antichissimo e maestoso Tempio di Borobudur, qui sorgono palazzi futuristici che dominano su umili edifici.

Poi ci sono i vulcani, i panorami che fanno sognare, le spiagge che sono mozzafiato, foreste enormi in cui immergersi nella natura e piccoli villaggi da esplorare in quanto ricchi di tradizioni.

Sottovalutata rispetto alle vicine isole di Bali e Lombok, è la sede di molte delle culture più importanti dell’Indonesia. Tra le destinazioni da scoprire su quest’isola c’è il Parco Nazionale Bromo Tengger Semeru che si distingue per essere una sorta di mare di sabbia dove svetta l’affascinante Monte Bromo, una maestoso vulcano attivo. Il cratere è raggiungibile a piedi e regala una vista che sembra voler catapultare su un altro pianeta.

Gli amanti della natura troveranno pane per il loro denti presso Ranu Kumbolo, un lago di montagna perfettamente balneabile e che mette a disposizione dei più intrepidi viaggiatori diversi percorsi che si rivelano ideali per chi ama le lunghe passeggiate.

Poi ancora il Kawah Ijen, un complesso vulcanico che di notte regala uno spettacolo eccezionale: il buio permette di ammirare delle fiamme di mille sfumature blu che vengono emanate dal gas sulfureo che esce dalle fessure del cratere. Non a caso è necessaria anche una maschera antigas per non correre alcun pericolo.

C’è poi il Green Canyon, un gruppo di insenature dove il secolare lavoro dell’acqua ha dato la vita a un piccolo ecosistema puntellato di sorprendenti sfumature di verde. Il posto in cui fare un vero e proprio bagno di esperienze all’aria aperta, grazie alla possibilità di praticare rafting e tuffarsi dalle rocce per immergersi nelle chiare acque da cui è lambito.

A Giava sorge anche un altro tempio che fa parte dei siti patrimonio Unesco, il Prambanan, il tempio induista più grande al mondo. Dedicato alle principali divinità, Shiva, Brahma e Visnhu, si estende per diversi chilometri. Tra tutti quelli presenti nel complesso, il tempio generalmente più apprezzato è quello di Shiva che da molti visitatori è considerano il massimo monumento induista dell’Indonesia. Nonostante questo, anche gli altri presenti valgono assolutamente il viaggio.

Infine le spiagge dell’isola come quelle di Piangandaran, nella provincia di Giava Occidentale, o la spiaggia di Batu Karas a sud, che è perfetta gli animi sportivi ma anche per le famiglie con i bambini. Interessante è anche Kukup Beach che stupisce con la sua sabbia dorata e la sua alta scogliera che la ripara da vento. Meravigliosa è infine Parangtritis Beach dove si estendono dune e colline ricoperte di foresta tropicale. Un’area conosciuta per l’antica cerimonia del Labuhan, un rituale che riconcilia gli uomini e gli spiriti.

Parco Nazionale Bromo Tengger Semeru, Indonesia

Fonte: iStock

Un angolo del Parco Nazionale Bromo Tengger Semeru

Quando andare e come muoversi

Presso l’Isola di Giava, per fortuna, non è troppo complesso muoversi: è dotata di una rete ferroviaria che attraversa il suo territorio collegando le città principali. Non mancano i traghetti (o gli aerei) per spostarsi nelle paradisiache isole limitrofe e gli autobus per chi ama viaggiare su strada.

L’isola, tra le altre cose, è baciata da un clima tropicale umido con temperature medie che oscillano tra i 23°C e i 32°C. Il periodo che va da novembre a marzo è quello più piovoso, mentre, da aprile a ottobre la stagione è più secca.

Non resta che organizzare un viaggio a Giava per scoprire il suo monumentale tempio di Borobudur e tutte le sue altre irresistibili meraviglie.