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Quali sono i migliori ristoranti del mondo: la classifica 2023

Ogni anno una giuria internazionale di un migliaio di esperti di food elegge i cento migliori ristoranti del mondo. È stata annunciata la classifica dei primi 50 Best Restaurants del 2023 e, diciamo subito che per l’Italia non è una buonissima notizia.

Pochi, infatti, gli chef italiani quest’anno. Uno su tutti spicca per eccellenza: si tratta del Ristorante Enrico Bartolini al Mudec – il Museo delle culture – di Milano, che fa il proprio ingresso nella prestigiosa classifica.

Una sola new entry italiana

L’unico tre stelle Michelin a Milano è, al momento, la sola new entry italiana presente in classifica in posizione numero 85. Con 12 stelle Michelin, Enrico Bartolini è il cuoco più stellato d’Italia. Otto i ristoranti che ha nel nostro Paese e che portano la sua firma, tra Lombardia, Piemonte, Toscana, Veneto e Sardegna. Ognuno esprime un metodo di pensiero e di lavoro che si fonda sulla valorizzazione del territorio, della biodiversità e del talento delle persone.

Le novità dal 51° al 100° posto

Oltre a Bartolini, l’elenco dei ristoranti che va dal 51° al 100° posto comprende altre undici new entry dall’Ecuador a Panama, dalla Francia alla Turchia. Con 21 ristoranti in classifica, l’Europa guadagna quattro nuovi ingressi: oltre al Mudec di Bartolini, troviamo il Ceto, all’interno del nuovo hotel panoramico The Maybourne Riviera a Roquebrune Cap Martin, aperto dallo chef Mauro Colagreco del tri stellato Mirazur di Mentone, già Best of the Best (occupa il 95° posto), il Restaurant Kei a Parigi (93°) e il ristorante Ricard Camarena Restaurant, anch’esso all’interno di un museo, il Bomba Gens Centre d’Art, a Valencia (96°).

Oltre ai 21 locali europei, l’elenco comprende 15 ristoranti asiatici, sei Nordamericani, cinque Sudamericani e tre Mediorientali/africani.

I 50 Best Restaurants

La seconda parte della classifica, che poi è anche la più importante perché saranno svelati i cinquanta ristoranti migliori al mondo, sarà annunciata il prossimo 20 giugno a Valencia.

Solitamente la classifica dei primi posti non si differenzia molto rispetto a quella dell’anno precedente, salvo grandi novità e nuove aperture eccellenti che stravolgono la top ten. Lo scorso anno, il ristorante che si è aggiudicato il primo posto è stato il Geranium di Copenhagen. La Capitale danese si è riconfermata uno dei luoghi migliori del mondo quanto a ristorazione.

Prima del Gernaium era un altro ristorante di Copenhagen a occupare la vetta mondiale, il famoso Noma, guidato dallo chef René Redzepi, che chiuderà nel 2024 per diventare un grande laboratorio di cucina. La cucina danese, grazie alla sua ridefinizione, è diventata la “nuova cucina nordica”, innovativa, ma anche locale, tradizionale e organica. Insieme ad altri chef danesi qualche anno fa è stato stilato un Manifesto che raccoglie le linee guida del concetto di cibo che evidentemente è vincente,

Sul podio della classifica dei 50 Best del 2022 c’era anche il ristorante sudamericano Central di Lima, in Perù, che occupava la seconda posizione, mentre la medaglia di bronzo è andata al Disfrutar, nel cuore di Barcellona.

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Ulm, tra le mete più romantiche della Germania

Da Berlino a Monaco di Baviera, passando per i paesaggi incontaminati della Foresta Nera e i suoi borghi fantastici: in Germania ci sono moltissime località da esplorare, ma chi davvero vuole vivere un’esperienza diversa non può lasciarsi sfuggire l’opportunità di visitare Ulm, una città romantica e bizzarra situata nel meridione del Paese. Perché questa è una meta così speciale? Scopriamolo insieme.

Ulm, la città “dei geni e dei record”

Chi ama la tipica atmosfera tedesca, rimarrà incantato tra le stradine di Ulm, ammirando i suoi monumenti storici e le tante attrazioni che l’hanno resa famosa. In Germania, è conosciuta come la città dei geni: qui nacquero alcune delle menti più brillanti dei secoli passati, a partire dal celebre fisico Albert Einstein, “papà” della relatività. In effetti, passeggiando per il centro storico è facile imbattersi in una fontana sormontata da una testa bronzea che ha le fattezze del geniale scienziato (con la lingua di fuori, ovviamente). È un memoriale che – non tutti lo sanno – sorge nel punto in cui un tempo si trovava la casa natale di Einstein, distrutta dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Ma il fisico non fu l’unico brillante personaggio famoso che vide la luce ad Ulm: si ricordano anche Max Bentele, ingegnere meccanico che diede un enorme contributo nella realizzazione delle prime turbine aeree, e Albrecht Berblinger, che invece fu il primo uomo a volare su un deltaplano. Al di là delle sue incredibili menti, la città è anche conosciuta per i numerosi primati che accoglie – alcuni decisamente bizzarri. E sono proprio i detentori di tali record i primi luoghi da visitare per poter apprezzare le meraviglie di Ulm, una destinazione tanto romantica quanto curiosa.

Cosa vedere a Ulm

Nel centro storico della città, svetta imponente la Cattedrale Ulmer Münster: la sua costruzione ebbe inizio nel 1377, ma ci vollero ben 500 anni prima di vederla completata. È un capolavoro in stile gotico, una delle chiese più grandi d’Europa – e la seconda della Germania, subito dopo il Duomo di Colonia. Eppure, nonostante la sua grandiosità, a detenere un primato è solamente il suo campanile, che si innalza per ben 161,5 metri, ottenendo il titolo di più alto del mondo. Quasi sulla cima si trova una terrazza panoramica da cui si gode di una vista mozzafiato, il premio offerto ai coraggiosi che osano sfidare gli oltre 700 ripidi scalini necessari per raggiungerla.

La città di Ulm, che sorge sulla confluenza del fiume Blau con il celebre Danubio, ha un bellissimo quartiere di pescatori dove si respira un’atmosfera davvero romantica. Camminando lungo le sponde dei canali, si arriva facilmente a quello che è diventato il simbolo della città: stiamo parlando di Schiefes Haus, che accoglie un hotel di lusso. Le sue pareti pendenti gli hanno permesso di guadagnarsi il primato come albergo più sbilenco del mondo. Impossibile resistere alla tentazione di scattargli una foto.

Ma c’è ancora un record da scoprire: è quello dedicato alla scultura zoomorfa più antica, affidato ad una piccola statuina d’avorio risalente all’Alto Paleolitico, ovvero a ben 30mila anni fa. Rappresenta l’Uomo Leone, ed è esposta presso l’Ulm Museum, una delle istituzioni più importanti della città. Prima di lasciare questo luogo fantastico, ci sono tante altre meraviglie da visitare. Tra le tappe imperdibili ci sono Rathaus, splendido palazzo comunale del ‘300, e – per gli animi più romantici – la passeggiata sulle mura rosse della città.

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Ville, castelli e masserie: notti da sogno nelle dimore storiche italiane

Il Paese che abitiamo è un posto meraviglioso, non è un caso che ogni giorno milioni di persone provenienti da ogni parte del mondo scelgano di raggiungere l’Italia per ammirare, scoprire e toccare con mano l’immenso patrimonio culturale, artistico, storico e naturalistico che ci appartiene.

Sono tante le cose da fare nel Belpaese e tutte sono destinate a incantare. Spiagge di sabbia dorata che brillano al sole, parchi naturali e riserve marine, montagne, colline e campagne sterminate, monumenti artistici e capolavori architettonici. E poi ancora, i musei, i capolavori e tutti quei gioielli storico-artistici che hanno reso celebre il Belpaese in tutto il mondo.

Ed è proprio in questi luoghi che vogliamo portarvi oggi, per permettervi di vivere un’esperienza artistica e culturale unica nel suo genere che vi permetterà di soggiornare all’interno delle dimore storiche d’Italia. Pronti a partire?

Dormire nelle dimore storiche in Italia

Vi abbiamo già parlato della categoria Dimore storiche di Airbnb, una sezione sulla piattaforma di affitti brevi dedicata proprio a tutte le abitazioni italiane che caratterizzano il nostro patrimonio storico, artistico e culturale. Si tratta di edifici incredibili, dal valore immenso, che conservano e raccontano un pezzo di storia del nostro Paese e che oggi si trasformano in alloggi straordinari da vivere e da condividere.

Ville sontuose ed eleganti immerse nelle campagne italiane, palazzi raffinati che ospitano al loro interno affreschi e capolavori artistici e poi, ancora, castelli fiabeschi e secolari e antichissime masserie. Queste sono solo alcune delle numerose proposte di Airbnb accessibili ai viaggiatori. Non vi resta che scegliere la vostra preferita e preparare i bagagli.

Masseria Spina

Fonte: Airbnb

Masseria Spina

Una notte da sogno nel Belpaese

Grazie al sostegno di Airbnb, l’Associazione delle Dimore Storiche Italiane ha stanziato un fondo per la ristrutturazione di ben 25 edifici che saranno presto disponibili sulla piattaforma e prenotabili per vacanze da sogno. Tra questi segnaliamo Villa Gioli, una splendida dimora ottocentesca incastonata nelle verdi colline della Toscana. Circondata da un grande parco che ospita un giardino all’inglese, questa villa nei secoli è stata la casa di moltissimi pittori italiani che traevano la loro ispirazione proprio dal paesaggio circostante.

Tra le proposte di Airbnb, per trascorrere una notte da sogno in Italia, troviamo anche Villa Vitalba. Si tratta di una residenza del XVIII secolo, situata in provincia di Bergamo, e circondata da giardini e vigneti. Qui arte e natura convivono in maniera esemplare: gli esterni sono caratterizzati da un paesaggio naturale e lussureggiante mentre gli interni ospitano stanze affrescate e arredamenti ottocenteschi.

Per chi desidera immergersi nel paesaggio rurale del Belpaese, invece, segnaliamo la possibilità di dormire all’interno della Masseria Spina. Si tratta di una suggestiva struttura, situata a Monopoli, annoverata tra le più antiche dimore storiche della regione Puglia.

Volete vivere una fiaba? Le dimore storiche italiane sono fatte anche di castelli e di rocche, tra le quali spicca quella d’Ajello. Costruita nel XIII secolo dei duchi Varano di Camerino, la Rocca d’Ajello è situata su una collina boscosa, nel cuore delle Marche, che domina un paesaggio incontaminato. Qui, tra architettura medievale e arredamento d’epoca, potrete vivere una vacanza da sogno.

Rocca-DAjello

Fonte: Airbnb

Rocca D’Ajello
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Niksen, la filosofia olandese del dolce fare niente “anche in viaggio”

Le destinazioni che raggiungiamo quando siamo in viaggio, indipendentemente dalle distanze percorse, hanno sempre da insegnarci qualcosa. Che si tratti di usanze, tradizioni, storie o vere e proprie filosofie di vita, quello che è certo è che tutte le cose che osserviamo, che ascoltiamo e che tocchiamo con mano, arricchiscono in maniera straordinaria il nostro bagaglio esperienziale.

Oggi, l’ispirazione, arriva dall’Olanda. Non si tratta di una semplice esperienza, ma di un vero e proprio mood di vita che può trasformare il modo in cui viaggiamo e anche la nostra stessa quotidianità.

Si tratta del Niksen, un termine che se tradotto coincide con qualcosa che in pochi sanno fare, ovvero concedersi il tanto temuto e agognato “dolce far niente”. Attenzione però, perché non si tratta di apatia o di pigrizia, l’invito infatti è quello di prendersi un po’ di tempo per se stessi, per rilassarsi, per sognare a occhi aperti, per aumentare la creatività o, più semplicemente, non fare nulla.

Niksen: abbracciare la filosofia olandese anche in viaggio

Lavoro, impegni professionali e personali, la casa, la palestra e il traffico: queste sono solo alcune delle situazioni che invadono e pervadono i nostri giorni e che ci catapultano in una quotidianità sempre più caotica e stressante. Non a caso, infatti, sono molte le persone che attendono con impazienza l’arrivo della bella stagione, e delle vacanze estive, per concedersi finalmente un po’ di relax, anche in viaggio. Ma quanti, realmente, sono capaci di farlo?

Ad aiutarci in questa missione, doverosa per rilassare e rigenerare la mente e il corpo, ci pensa il Niksen, la filosofia olandese del “dolce far niente”. Come abbiamo anticipato, questo concetto non ha niente a che fare con la pigrizia, si tratta piuttosto di un invito a diventare padroni del proprio tempo per prendersi cura di sé.

Gli effetti benefici del Niksen prendono vita attraverso le cose più semplici: guardare fuori dalla finestra, mettersi all’ascolto dei suoni della natura, contemplare tutto ciò che c’è intorno e poi, ancora, meditare, abbandonarsi a lunghe passeggiate in riva al mare e staccare, completamente, dalla tecnologia.

Se abbracciare la filosofia olandese nella quotidianità sembra quasi impossibile, o comunque molto difficile, diverso è farlo durante un viaggio. Basta scegliere le esperienze che più si adattano alle nostre esigenze, optare per alloggi strategici ed evitare le destinazioni turistiche più popolari.

 Una vacanza all’insegna del “dolce far niente”

Organizzare un viaggio all’insegna del Niksen non vuol dire rinunciare alle escursioni o alle attività di esplorazione, significa piuttosto evitare di riempire le giornate di impegni, anche se piacevoli, per godere del tempo che si ha a disposizione. Insomma, una vacanza a ritmo slow volta a rigenerare la mente, il corpo e i nostri sensi.

Tra le destinazioni da raggiungere, per una vacanza all’insegna del “dolce far niente”, ci sono quelle dove la natura regna sovrana. Case sull’albero, baite immerse nei boschi o glamping incastonati tra le montagne sono solo alcune delle tante proposte da prendere in considerazione. Trekking e passeggiate nella natura di giorno e osservazione delle stelle di notte: chi ha bisogno di altro?

Anche le vacanze in città, sia per chi resta che per chi arriva, possono trasformarsi in un pretesto per perpetuare la filosofia Niksen. Durante il periodo estivo, infatti, molte capitali d’Europa si svuotano letteralmente. Mentre tutti partono per le vacanze i quartieri e le strade si spopolano, e il rumore del traffico lascia spazio a un silenzio inedito e meraviglioso. È questo il momento perfetto per scoprire o riscoprire le città, e le sue bellezze, a ritmo slow.

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Nasce un nuovo sentiero tra le Dolomiti, accessibile a tutti

Nell’immenso patrimonio naturalistico del nostro Paese, spicca il panorama incantevole offerto dalle Dolomiti, divenute persino un sito protetto dall’Unesco per la loro importanza paesaggistica. È in questa cornice, tanto amata da villeggianti ed escursionisti, che nasce un nuovo sentiero: la sua peculiarità è che lo possono percorrere proprio tutti, essendo parte di un progetto di più ampio respiro dedicato al turismo inclusivo. Andiamo alla sua scoperta.

Dolomiti, il nuovo cammino

Il Parco Naturale Adamello Brenta è un vero gioiello, per la sua natura incontaminata e i suoi paesaggi che attirano ogni anno moltissimi turisti. Tra panorami meravigliosi che caratterizzano questi luoghi, si snoda un nuovo cammino inclusivo: il sentiero B06. Lungo appena 1,8 km e privo di barriere, è un esempio virtuoso che si sta già diffondendo a macchia d’olio, quantomeno nell’area delle Dolomiti. Punto di partenza del percorso è il pascolo alpino Patascoss, che sorge alle porte del borgo di Madonna di Campiglio, una delle più rinomate mete turistiche della regione.

Addentrandosi tra boschi e prati verdi, il sentiero – che si percorre in appena 45 minuti – giunge infine presso il lago di Nambino, un’oasi dal fascino irresistibile per le sue acque turchesi e l’atmosfera suggestiva. Il bacino si trova a poco più di 1.700 metri di altitudine, in un punto che regala una vista meravigliosa sulle vallate circostanti. A due passi dalle sponde, c’è un delizioso rifugio pronto ad accogliere gli escursionisti che desiderano rifocillarsi con tante prelibatezze genuine tipiche del luogo, prima di fare inversione di marcia alla volta di Madonna di Campiglio.

Perché il sentiero B06 è così speciale? Tutto merito dell’impegno congiunto di Anffas (Associazione Nazionale Famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale) e Amici dei Sentieri di Campiglio con il comune di Pinzolo e la provincia autonoma di Trento. Ne è nato così un percorso inclusivo, breve e accessibile a chiunque, sia da persone con disabilità di vario tipo o con difficoltà di movimento che da anziani e famiglie con passeggini. I lavori di riqualificazione si sono infatti concentrati sulla risistemazione del fondo e sulla realizzazione di parapetti di legno, per rendere il percorso adatto anche a chi ha bisogni speciali.

Il turismo inclusivo sulle Dolomiti

Il nuovo cammino che porta al lago di Nambino non è certo l’unico ad avere queste peculiari caratteristiche di accessibilità. Il Parco Naturale Adamello Brenta sta lavorando da tempo, in collaborazione con associazioni che si occupano di disabilità, istituzioni dedicate alla salvaguardia dell’ambiente ed enti che promuovono il turismo, per la creazione di una rete di percorsi inclusivi. Madonna di Campiglio è una delle prime realtà ad aver aperto la strada ad un turismo accessibile, mirando alla rimozione di qualsiasi tipo di barriere per consentire a tutti di godere del meraviglioso panorama delle Dolomiti.

Oltre al nuovissimo sentiero B06, ci sono altri itinerari già attivi da tempo. Uno dei principali è quello che, sempre dal pascolo di Patascoss, conduce sino alla Malga Ritorto, un punto panoramico tra i più belli del Parco Adamello Brenta. Si snoda lungo una strada pianeggiante e ombreggiata, nonché quasi interamente asfaltata, di circa 5,3 km. In estate, essendo chiusa al traffico di auto e moto, è il luogo perfetto per una passeggiata a contatto con la natura, anche per persone con difficoltà motorie.

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Cenare in un ristorante sospeso: l’esperienza gourmet in cabinovia

Questa estate non avrete bisogno di allontanarvi poi così tanto da casa per vivere una delle avventure più incredibili di sempre. In Italia, infatti, sta per tornare il ristorante sospeso: un’esperienza gourmet in cabinovia con vista su uno dei paesaggi più affascinanti e suggestivi del BelPaese.

Se siete amanti dei viaggi sensoriali, ma soprattutto volete riempire lo sguardo di bellezza e deliziare il palato con proposte esclusive, allora non vi resta che preparare i bagagli e raggiungere al più presto Madonna di Campiglio.

La località sciistica italiana, incastonata e immersa nella magnifica cornice naturale del Parco dell’Adamello-Brenta, ha in programma una delle esperienze più incredibili ed esclusive dell’estate: una cena in cabinovia al tramonto con vista mozzafiato. Pronti a partire?

L’esperienza da sogno a Madonna di Campiglio

Circondata dal Parco naturale dell’Adamello-Brenta, Madonna di Campiglio è la destinazione ideale per tutti gli amanti della natura e per chi cerca un’avventura all’insegna del relax e della bellezza. Se tra dicembre e marzo la località è raggiunta da tutti gli appassionati degli sport invernali, in estate diventa la cornice perfetta per trekking e giornate trascorse in totale spensieratezza.

C’è un altro motivo, però, per raggiungere Madonna di Campiglio nel mese di luglio, ed è quello di poter cenare all’interno di un ristorante sospeso che allieterà i palati più esigenti grazie a proposte stellate.

L’appuntamento, con questa cena indimenticabile, è fissato all’interno della telecabina Pinzolo-Campiglio Express. In questa verrà servito un menu incredibile, pensato dai migliori chef locali, che permetterà ai commensali di fare un viaggio tra i sapori del territorio.

Ma non è tutto perché durante la serata sarà possibile anche assistere a uno show incredibile: il sole che infuoca le Dolomiti del Brenta durante il tramonto, prima di lasciare lo spazio alla notte e al cielo stellato.

Cenare a bordo di una cabinovia

Fonte: Ufficio Stampa/Ph. Alice Russolo

Cenare a bordo di una cabinovia

Cenare nel ristorante sospeso sulle Dolomiti

L’appuntamento con la cena stellata è previsto il 22 luglio a Madonna di Campiglio. Per questa occasione, la Pinzolo-Campiglio Express si trasformerà in un ristorante panoramico e in movimento capace di far vivere un’esperienza suggestiva e romantica.

Sospesi a oltre 1000 metri d’altezza, gli ospiti potranno gustare il menu pensato da chef stellati del territorio e osservare il panorama che cambia e si evolve intorno a loro, tra boschi, alpeggi, tramonto e stelle.

L’imbarco sulla telecabina è previsto per le ore 18.00 a Colarin, punto di partenza dell’esperienza. Gli ospiti potranno salire a bordo e accomodarsi così al tavolo per dare il via a questo viaggio. A ogni stazione della Pinzolo-Campiglio Express i chef proporranno i loro piatti gourmet per un totale di 5 portate da gustare a ritmo slow grazie alla velocità ridotta della telecabina.

Il consiglio? Dimenticatevi del caos e dello stress quotidiano e dedicatevi solo all’esperienza. Gustatevi ogni boccone e aguzzate bene la vista, lo scenario che si apre tutto intorno è mozzafiato. L’esperienza sospesa, che dura poco più di un’ora, culmina poi nella terrazza con vista situata Colarin dove, sotto un cielo popolato di stelle e a ritmo di musica, le persone potranno deliziare il palato con dolci e bollicine.

L'esperienza gourmet a Madonna di Campiglio

Fonte: Ufficio Stampa/Ph. Alice Russolo

L’esperienza gourmet a Madonna di Campiglio
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Esiste un motel a tema clown: sembra uscito da un film horror

I motivi che ci spingono a scegliere una destinazione di viaggio, piuttosto che un’altra, sono tanti e differenti. A volte ci mettiamo in cammino lasciandoci guidare dall’istinto, altre volte scegliamo di attraversare il globo perché spinti dai racconti degli altri avventurieri. Lo facciamo, poi, perché siamo rimasti incantati dai feed social degli altri, ma anche perché vogliamo in qualche modo rivivere le avventure dei protagonisti delle nostre pellicole preferite.

Proprio il cineturismo, infatti, ci invita a scoprire e riscoprire i luoghi del mondo che sono stati trasformati nei set cinematografici di film e serie televisive che ci hanno appassionato, incantato o terrorizzato, nel caso delle pellicole del terrore.

Ed è proprio in un luogo che sembra uscito dai più temibili film horror che oggi vogliamo portarvi, in un motel a tema clown che è stato definito l’hotel più spaventoso d’America. E, guardando le foto, non è difficile intuirne i motivi, ma la vera domanda è: chi ha il coraggio di dormire qui?

Chi ha il coraggio di entrare nel Clown Motel?

Tutto quello che avete visto al cinema e in televisione, e che avete scrupolosamente evitato in questi anni di vita, è realtà in qualche parte del mondo. Altro che esperienza da sogno: dormire nel Clown Motel renderà reale tutti i vostri incubi. Ma se siete temerari, impavidi e amanti del brivido, allora, questa è un’esperienza alla quale non potete rinunciare.

Ci troviamo a Tonopah, nella contea di Nye nel Nevada, e più precisamente sulla Highway 95 che collega Las Vegas e la città di Reno. Come nei migliori film horror, questo motel su strada si configura come un’oasi del deserto, un rifugio per tutti i viaggiatori che cercano riposo dopo aver percorso chilometri per esplorare il territorio.

L’aspetto esterno, però, non è dei più confortanti e sicuramente non nasconde la sua essenza, come invece accade spesso nelle pellicole horror. In questo motel la vostra vita non è rischio, ve lo assicuriamo, ma ci vuole tanto coraggio, e anche un po’ di sangue freddo, per riuscire a dormire all’interno della struttura. Non a caso è considerata la più spaventosa di tutta l’America.

Gli interni inquietanti del Clown Motel

Fonte: Getty Images

Gli interni inquietanti del Clown Motel

Dentro un film horror: l’hotel più spaventoso d’America

Non c’è trucco e non c’è inganno, i viaggiatori che sostano qui sono accolti da un gigantesco clown. Il suo non è proprio un sorriso, quanto più un ghigno malefico che in qualche modo anticipa l’avventura che si andrà a vivere. Gli interni non sono rassicuranti: partendo dalla hall, e continuando nei corridoi e nelle stanze, ci sono migliaia di clown di ogni dimensione che tengono gli occhi fissi su chi arriva.

E se neanche questo vi spaventa, allora, potete procedere nella scelta della camera all’interno della quale trascorrere la notte. Dentro del Clown Motel è tutto in evoluzione e niente resta mai uguale a prima. Vijay Mehar, il proprietario della struttura, ama ricreare all’interno del suo hotel ambientazioni sempre più spettrali e da brividi. Le camere, infatti, sono ispirate all’Esorcista, alla saga di Halloween, a Room 13 e ad altre pellicole iconiche. Non mancano, ovviamente, i rimandi a IT.

L’obiettivo del proprietario, del resto, è quello di permettere agli ospiti di vivere un’avventura indimenticabile. E su questo, non ci sono dubbi che la missione sia compiuta.

Se siete davvero convinti di voler dormire all’interno del motel, ricordatevi che dovrete condividere gli spazi con i clown, che restano comunque gli inquilini più numerosi e spaventosi. La struttura, infatti, ospita una collezione che vanta più di 3000 pagliacci, molti dei quali si nascondo proprio all’interno delle camere. Un consiglio? Prima di dormire controllate cosa c’è sotto il vostro letto.

Il Clown Motel è l'hotel più spaventoso d'America

Fonte: Getty Images

Il Clown Motel è l’hotel più spaventoso d’America
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La spiaggia di Torre Guaceto, tra le più amate della Puglia

Una delle regioni più amate del nostro Paese per le vacanze estive è la Puglia. Situata nel “tacco” dello Stivale, è conosciuta in tutto il mondo per i borghi dal caratteristico intonaco bianco, per la campagna dal sapore antico, ma soprattutto per le sue paradisiache spiagge. Proprio per questo motivo abbiamo deciso di portarvi a scoprire uno degli arenili più apprezzati della regione: la Spiaggia di Torre Guaceto.

Come si arriva alla Spiaggia di Torre Guaceto?

La meravigliosa spiaggia di Torre Guaceto si trova a Carovigno, in provincia di Brindisi, e più precisamente in Contrada Pennagrossa, all’interno della Riserva Naturale di Torre Guaceto.

Arrivare è piuttosto semplice: basta percorrere la SS 379. Da questa strada si hanno poi due opzioni, ovvero uscire a Serranova e seguire le indicazioni stradali per Punta Penna Grossa, oppure scegliere la deviazione per Apani. In entrambi i casi, si raggiunge un grande parcheggio a pagamento da cui si può usufruisce del servizio navetta o del noleggio di biciclette. All’interno della riserva, come è possibile immaginare, non si possono utilizzare mezzi propri.

Caratteristiche

La Spiaggia di Torre Guaceto inevitabilmente vi farà innamorare: dalla forma stretta e lunga, è una morbida distesa di sabbia bianca e dorata. Sono presenti anche delle dune di sabbia che la separano dal resto del litorale. Il mare, turchese e cristallino, è una sorta di sogno a occhi aperti, mentre i suoi fondali sono un turbinio di flora e fauna colorata. A colpire il visitatore sono anche delle scogliere, alcune a pelo d’acqua, che creano un interessante contrasto per via del loro colore scuro.

Il mare di Torre Guaceto

Fonte: iStock

I colori della Riserva di Torre Guaceto

In questa bellissima striscia di sabbia è possibile di usufruire di ombrelloni e lettini, così come fare lunghe passeggiate e/o andare in bici. La Spiaggia di Torre Guaceto è anche attrezzata per le persone con disabilità in quanto è presente una pedana solarium che facilità gli spostamenti in carrozzina.

C’è da fare però un po’ di attenzione: data l’importanza naturalistica della zona, alcuni tratti non sono accessibili. Ne è un esempio la Spiaggia delle Conchiglie, così chiamata perché vi dimorano tantissime piccole conchiglie, in cui vige il divieto di balneazione. Questo particolare arenile si trova in quella che, all’interno della Riserva, viene chiamata zona A e dove è possibile fare escursioni subacquee soltanto dopo aver ricevuto un’autorizzazione.

Le spiagge accessibili al pubblico sono quelle della zona B, ovvero la parte che comprende il litorale della Spiaggia di Punta Penna Grossa, e la zona C nei pressi della Spiaggia di Apani.

Infine, sappiate che questa spiaggia è così chiamata per un preciso motivo: la torre aragonese che qui svetta e che veniva utilizzata per avvistare l’arrivo delle navi saracene nel XVI secolo.

Cos’altro visitare nella Riserva

La meravigliosa Riserva Naturale di Torre Guaceto è stata dichiarata Area Naturale Marina nel 1991 e si estende per circa 8 chilometri. Visitarla vuol dire ritrovarsi nel tipico, ma assolutamente affascinante, paesaggio della macchia mediterranea.

Tale riserva, inoltre, è suddivisa in due parti: quella marina in cui si fanno spazio ben 5 isolotti, e quella terrestre dove a dominare è senza ombra di dubbio una lussureggiante vegetazione.

Nella parte marina ci sono le tre zone, A B e C, di cui vi abbiamo parlato sopra. La prima, dove è possibile esclusivamente fare snorkeling, regala fondali ricchi di posidonia, alghe, pesci e crostacei. La seconda è invece balneabile e navigabile e si possono persino praticare corsi di vela e di immersione subacquea. La terza è destinata alla pesca ecosostenibile dei soli pescatori professionisti.

La zona della Riserva terrestre è invece l’habitat di tre ambienti naturali diversi. C’è la macchia mediterranea accanto alla quale prende vita una parte paludosa che si affaccia sull’area costiera in cui svettano dune alte fino a 10 metri. Qui si può fare un po’ di trekking attraversando percorsi stabiliti che conducono alla torre, passeggiare in bicicletta e persino fare un tour con il Trenino del Mare. Al contempo si può anche percorre la zona umida fino per giungere alla torre e alla sorgente del Gawsit.

Torre aragonese in Piglia

Fonte: iStock

La bellissima torre aragonese

Visitare Carovigno

Se si passa da queste parti vale la pena fare un salto anche a Carovigno: il bel borgo dai profili completamente bianchi dista solo 5 chilometri dal mare. Il suggestivo centro cittadino sorge su una piana impreziosita da mandorli, frutteti e uliveti ed è ricco di interessanti monumenti, oltre a essere spesso animato da imperdibili eventi.

Il paese sembra sospeso tra passato e presente ed è caratterizzato da un insieme di stradine e piazze che gli donano un fascino altamente autentico. Tantissime sono le architetture religiose che incantano il viaggiatore, ma a lasciare senza parole è la Chiesa Madre del XIV secolo, intitolata a Maria Assunta.

Nel punto più alto del borgo si erge invece un maestoso castello composto di tre torrioni che possiedono una forma strutturale diversa. Chiamato Castello Dentice di Frasso, prende il nome dagli ultimi nobili che vi soggiornarono. Il forte possiede anche dei sotterranei in cui ci sono le “segrete”. Al suo interno, tra le altre cose, è possibile visitare il museo delle tradizioni popolari, così come le sue bellissime stanze tra cui le sale da pranzo, la biblioteca, l’ampio salone e il caminetto.

Accanto al maniero si trova la Chiesa di Sant’Anna che aveva la funzione di cappella per i feudatari del castello.

Leggermente più distante, e per essere precisi su un rilievo collinare a 100 metri di altezza, svetta il Santuario Madonna del Belvedere che regala pace e tranquillità. Da qui la vista è davvero eccezionale: spazia su una distesa di olivi secolari e arriva fino al mare limpido che lambisce la Puglia.

Al suo interno ci sono invece due cavità (cripta superiore e cripta inferiore), messe in relazione tra loro e con la navata del tempio dalla “scala santa” composta da 47 gradini. Altrettanto interessanti sono gli affreschi dove viene ritratta principalmente la Madonna del Belvedere.

Insomma, vale assolutamente la pena concedersi una giornata di relax presso la Spiaggia di Torre Guaceto per poi scoprire la vibrante natura della Riserva in cui si trova e terminare il viaggio tra la storia antica del bellissimo borgo di Carovigno.

Cosa vedere a Carovigno

Fonte: iStock

Il borgo di Carovigno
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Dietro il quadro: la storia avventurosa del capolavoro più famoso del mondo

“Chiamatemi solo se rubano la Gioconda”, disse scherzosamente l’allora direttore del Louvre prima di salutare i propri dipendenti prima di partire per le vacanze estive di quell’afosa estate del 1911. Certo, Theophile Homolle non poteva immaginare che quella chiamata sarebbe arrivata davvero: il quadro più famoso della storia dell’arte era stato rubato.

A nulla servirono le accuse nei confronti di quegli artisti considerati anarchici come Apollinaire o Pablo Picasso, non è nelle loro case che le forze dell’ordine avrebbero ritrovato il capolavoro di Leonardo da Vinci. A quei tempi, infatti, l’opera fu trafugata da un decoratore italiano, un certo Vincenzo Peruggia, che decise di portare con sé la Gioconda in Italia, e così fece.

E, se la Gioconda potesse parlare, siamo certi di cose ne avrebbe da raccontare. Quella donna con l’espressione pensosa e quel sorriso appena accennato, enigmatico e criptico alla stregua di un mistero mai risolto, è diventata, negli anni, la figura più popolare e riprodotta del mondo.

Miti, leggende e rivendicazioni hanno contraddistinto la storia della Monna Lisa di Leonardo da Vinci, custodita al museo del Louvre di Parigi. E a poco sono servite le rivalità tra Francia e Italia: la Gioconda è e resterà in terra francese.

La storia della Gioconda

Dipinto tra il 1503 e il 1504, il quadro che porta la firma del grande Leonardo da Vinci, è diventato leggenda. Con una grandezza di 77 × 53 cm e 13 mm di spessore è in assoluto il capolavoro d’arte più contemplato di sempre, nonché il più popolare.

Nonostante le sue origini siano italiane, e siano state più volte rivendicate, tenendo accesa la speranza che il quadro potesse prima o poi tornare nel nostro Paese, gli italiani devono farsene una ragione del fatto che non tornerà mai più qui.

E non perché, come la credenza popolare vuole, fu Napoleone a “rubare” la Gioconda durante la campagna d’Italia del 1796. Ma perché fu lo stesso Leonardo a portarla in Francia quando vi si trasferì nel 1516 e fu proprio lui a venderla all’allora re di Francia, Francesco I, per circa 4mila ducati d’oro.

Nei secoli successivi, la Monna Lisa restò nelle mani dei reali francesi con Luigi IV che la portò alla Reggia di Versailles. Dopo la Rivoluzione Francese, invece, il quadro fu esposto al Louvre ed è lì che ancora oggi lo si può ammirare.

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Le spettacolari location di “Succession” in Norvegia

Considerata dai cinefili la migliore serie Tv degli ultimi dieci anni (tanto da avere ottenuto tutti i premi più ambiti, dagli Emmy, ai Golden Globe), “Succession“, vede protagonista Brian Cox nel ruolo del Re dei canali all news americani, Logan Roy, a capo della famiglia allargata con quattro figli, Roman, Kendall, Siobhan e Connor, alla costante ricerca di conferme da parte del padre e di essere scelti alla sua successione.

La serie Sky di quattro stagioni (i fan avrebbero voluto che non fosse mai finita) è ambientata fondamentalmente a New York City, nei grattacieli più panoramici di Manhattan, nelle streets ed avenue più famose, nei locali più belli.

Ma nel corso delle quattro stagioni ci sono state alcune situazioni che hanno portato i protagonisti anche fuori città, da Barbados, dove vive la madre di tre dei quattro figli con il secondo marito, alla Croazia, dove la famiglia, tra vacanza e lavoro h24, ha trascorso un’estate in barca. Sempre e solo location al top, solo per miliardari come loro, ovviamente.

I luoghi in Norvegia

Nell’ultima stagione, in particolare, i ragazzi hanno trascorso parecchio tempo in Norvegia, per prendere accordi con un probabile acquirente della Waystar, l’azienda di famiglia che si occupa di media. Anche qui sono state scelte location incredibilmente lussuose, ma soprattutto molto suggestive, di quelle che fanno venir voglia di partire subito.

Scott Ferguson, uno dei produttori di “Succession” ha infatti spiegato che tra i tanti luoghi individuati per girare alcune scene clou della quarta stagione la Norvegia rappresentava quello migliore per via dei suoi scenari naturali “come nessun altro Paese al mondo”. Soprattutto la costa occidentale che, con la sua scenografia così “drammatica”, ha fatto da sfondo ad alcuni episodi.

La strada più bella del mondo

Innanzitutto, i grossi suv neri dei rampolli americani viaggiano lungo una delle strade più panoramiche del mondo, la Atlantic Road, una strada lunga 36 chilometri che attraversa un arcipelago, con viadotti e punti panoramici a strapiombo sul mare. Spesso è soggetta a intemperie, a onde alte diversi metri e a frequenti burrasche di neve e vento e molti turisti scelgono di viaggiare sulla Strada Atlantica in autunno proprio per provare le violente burrasche che la colpiscono. Prima dei Roy ci è stato anche James Bond a girare “No time to die”, qui e in altre location norvegesi.

La strada da brividi

Ma non è l’unica strada panoramica su cui viaggiano i Roy. Se la prima è in mezzo al mare, l’altra sale in cima alla montagna Stigrøra, a quasi mille metri di quota, tornante dopo tornante. Si tratta della Trollstigen, che significa ‘la scala dei Troll’, una degli itinerari più scenografici della Norvegia. Questa strada è considerata anche tra le più pericolose del mondo. Apre solo da maggio a ottobre perché in altri periodi, per via delle pendenze e dei tornanti estremi, non è percorribile.

L’hotel nel bosco

L’hotel dove Roman, Kendall e Siobhan (“Shiv”) vengono ospitati dallo “svedese” Mattson completamente immerso nella natura ha ricevuto così tante prenotazioni il giorno successivo alla puntata da essere già sold out per tutta l’estate. Ma si può andare in un altro periodo dell’anno. Si tratta dello Juvet Landscape Hotel che si trova nei pressi del villaggio di Valldal lungo il fiordo Geirangerfjord, considerato la perla dei fiordi norvegesi.

Le sue “landscape room” – dove hanno soggiornato i protagonisti della serie – hanno più vetrate che pareti e sembra di dormire nel bel mezzo della foresta. Poi ha camere chiamate “bird house”, veri nidi d’uccello fatti interamente di legno su più livelli e, infine, ci sono appartamenti chiamati “writer’s lodge”, la tana dello scrittore, con tanto di cucina dove può andare in vacanza un’intera famiglia.

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Fonte: @Thetravelbook

Lo Juvet Landscape-Hotel in Norvegia, location di “Succession 4”

Il ristorante panoramico

Il ristorante panoramico che si getta sui fiordi che si vede nalle serie è invece altrove. Si tratta di un posto chiamato Eggen che si trova in cima al monte Nesaksla, raggiungibile a piedi con un trekking piuttosto impegnativo oppure con una comoda funivia. Una volta giunti in cima, si gode del più bel panorama di tutta la Norvegia.

Tutte le quattro stagioni di “Succession” sono disponibili in esclusiva on demand su Sky e in streaming su NOW.