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A Borghetto sul Mincio per fare un vero e proprio tuffo nel Medioevo

Borghetto sul Mincio è una piccola frazione del comune di Valeggio sul Mincio, in provincia di Verona, che ha saputo conservare inalterato il suo spettacolare aspetto medievale di stazione fortificata sul fiume. In questa piccola realtà vi sembrerà, infatti, di essere tornati nel passato, poiché una lungimirante politica di conservazione degli antichi edifici ha fatto sì che non si perdesse l’aspetto unico del borgo, ma che, anzi, le antiche strutture rimanessero in attività.

Un po’ di storia

Le origini di questo vero e proprio gioiello storico affondano nella dominazione longobarda della zona che per prima ha riconosciuto la crescente importanza della sua posizione strategica di passaggio sul fiume Mincio. Infatti, per quasi 1000 anni, Borghetto sul Mincio è stato un percorso obbligato per chi voleva spostarsi da sud a ovest nelle terre venete, e nel corso dei secoli persino grandi eserciti come l’armata francese di Napoleone nel 1796, o le truppe piemontesi durante la Seconda Guerra d’Indipendenza nel 1859, hanno attraversato il suo ponte fortificato.

Cosa vedere a Borghetto sul Mincio

Oggi, il piccolo centro di Borghetto sul Mincio è dominato dalla massiccia presenza del Ponte Visconteo, chiamato anche Pontelungo dagli abitanti della zona, un ponte-diga di 650 metri costruito nel 1395 sul corso del fiume con l’intento di far deviare il Mincio dal suo letto che conduce fino a Mantova. La costruzione è composta dalla lunga diga e dall’imponente rocca centrale dove risiedeva la guarnigione di sorveglianza, e sebbene oggi versi in uno stato di conservazione non ottimale, visitarlo è un’emozione unica, soprattutto se da esso percorrerete il tracciato dell’antica fortificazione per dirigervi verso lo spettacolare Castello Scaligero, situato appena oltre il Mincio sulla sommità di una piccola collina.

Dalle sue alte mura godrete di una meravigliosa vista sull’intera zona sottostante e potrete visitare l’antica torre rotonda dove una leggenda vuole che sia ancora sepolta la spada di un cavaliere ucciso con l’inganno. E nelle notti di luna piena c’è chi giura persino di aver sentito inspiegabili lamenti… come se il povero cavaliere fosse tornato proprio in quel luogo di Valeggio sul Mincio per cercare la sua arma.

Nell’area oltre il castello si trova un bosco molto suggestivo, con alti e rigogliosi alberi che d’estate creano una zona perfetta per passeggiare al fresco e all’interno del quale si diramano sentieri ben segnalati perfetti per chi ama le escursioni a piedi nella natura. Per gli appassionati di cicloturismo, invece, da qui passa anche la grande pista ciclabile del Mincio che collega Veneto e Lombardia.

A questo punto scendete dalla collina per tornare nel centro di Borghetto sul Mincio, dove si concentrano gli edifici più antichi, come la graziosa chiesa di San Marco Evangelista, fondata nel X secolo e restaurata nel corso del 1700 e che conserva al suo interno alcuni stupendi affreschi quattrocenteschi e la campana più antica dell’area veronese, tutti risalenti alla metà del 1300.

Tre le stradine del centro di Borghetto sul Mincio troverete gli antichi mulini ad acqua con le caratteristiche ruote in metallo e i muri in pietra, risalenti all’inizio del Quattrocento ma ancora conservati in ottime condizioni; tre di questi mulini sono perfettamente funzionanti ed è possibile visitarne l’interno per vedere gli ingranaggi che trasferiscono la forza del fiume fino alla grande macina di pietra.

Borghetto sul Mincio, Italia

Fonte: iStock

Un altro angolo di Borghetto sul Mincio

Nel centro del borgo troverete anche le antiche case di pietra costruite nel corso del medioevo e perfettamente restaurate nel corso degli ultimi anni, che offrono la possibilità di soggiornare a Borghetto sul Mincio a chi vuole vivere la magia di ammirare l’alba sul fiume. Il centro del paese è molto piccolo e in un’ora circa riuscirete a visitarlo per intero, esplorando le viuzze che conducono agli scorci più spettacolari dove si può ammirare il fiume incorniciato da giardini fioriti.

Sulla riva opposta del fiume troverete numerose osterie e locali dove pranzare o anche solo sedervi per bere qualcosa e ammirare da una prospettiva differente il meraviglioso panorama di Borghetto sul Mincio che si estende sulle placide acque.

Cosa vedere nei dintorni

A solo un chilometro dal ponte di Borghetto sul Mincio troverete l’altra meravigliosa attrazione della zona: il Parco Naturale di Sigurtà. Varcando i cancelli di questo meraviglioso giardino naturalistico entrerete in un luogo incantato di pace e tranquillità, dove ogni anno milioni di tulipani, rose e altri splendidi fiori fanno da cornice alle passeggiate dei visitatori. Oltre alle attrazioni naturalistiche, nel parco ci sono anche il Castelletto, un’elegante costruzione in stile neogotico che conserva una interessante collezione della famiglia Sigurtà in ricordo di famosi letterati, scienziati e artisti che in passato hanno soggiornato nel parco, e lo spettacolare labirinto che cercherà di mettere a dura prova il vostro senso dell’orientamento.

AI margini del parco si trova anche l’Eremo di Laura, un’elegante struttura neogotica realizzata alla fine del Settecento come rifugio per la riflessione e la contemplazione, al riparo della sue mura decorate. Per un’interessante esperienza con i vostri bambini visitate la bella fattoria didattica e il centro visitatori che permette ai più giovani di approfondire la conoscenza della meraviglie botaniche del parco in compagnia dello Scoiattolo Tà, la mascotte del parco, e non dimenticate di fare un giro del parco a bordo del trenino.

Il momento migliore per visitare Borghetto sul Mincio è sicuramente la primavera, quando nei giorni infrasettimanali vi sembrerà di avere l’intero borgo tutto per voi e di fare un viaggio nel tempo per tornare nel pieno medioevo.

Se ti è piaciuto il nostro racconto ascolta il podcast: Virgilio e Italia ti guideranno alla scoperta di questo borgo e degli altri 100 borghi del cuore scelti da SiViaggia.

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Viaggio in Sardegna da costa a costa tra le bellezze dell’isola, adatte a ogni viaggiatore

La Sardegna è un’isola speciale perché racchiude talmente tanti paesaggi diversi, culture e tradizioni da offrire ai viaggiatori più curiosi un’esperienza completa e immersiva. Ci sono le località sulla costa, con un mare dai colori famosi in tutto il mondo e le spiagge idilliache; ci sono i borghi, custodi di tradizioni antiche, e i monumenti storici, oratori silenziosi del passato dell’isola; e ci sono anche paesaggi naturali mozzafiato, tra deserti, cascate, canyon e parchi naturali.

Per scoprire le diverse anime della Sardegna ci vuole tempo e non è raro che, chi organizza una vacanza qui, continui a tornare anno dopo anno per scoprirla sempre più approfonditamente. Se avete solo un periodo limitato, vi consigliamo di concentrarvi su una sola zona: per aiutarvi, qui vi raccontiamo le bellezze di ogni sua costa, da Nord a Sud, da Est a Ovest.

Costa Nord della Sardegna: tra mare, località esclusive e antichi borghi

La costa Nord della Sardegna, come anche le altre coste, offre esperienze diverse a viaggiatori differenti. La zona est, solamente d’estate, è particolarmente esclusiva, mentre quella ovest è più accessibile; nel mezzo ci sono siti archeologici, borghi e aree naturali protette.

Le spiagge più famose

Impossibile non parlare delle spiagge del Nord Sardegna e non citare La Pelosa a Stintino. La baia, protetta dal vento, è famosa per i suoi fondali bassi e per il contrasto tra il mare turchese e la sabbia bianca e fine e, tutt’attorno, i profumi della macchia mediterranea. In alta stagione è necessario prenotare online per accedervi perché a numero chiuso, oltre che portare una stuoia per potersi sedere sulla sabbia.

Chi desidera praticare surf o vedere tramonti mozzafiato, dovrà andare nei dintorni di Alghero e raggiungere Porto Ferro, mentre chi è in cerca di paesaggi particolari, la meta da segnare sulla mappa è Costa Paradiso. Tra le spiagge più belle di questa zona citiamo Li Cossi, raggiungibile con un breve percorso a piedi immersi tra le rocce granitiche. Una volta arrivati troverete davanti a voi uno spettacolo unico: un mare dalle tonalità che variano dal verde smeraldo all’azzurro, dietro la spiaggia un fiume e tutt’attorno scogliere di trachite rosa.

Nella zona di Olbia, invece, le spiagge più famose sono Porto Pollo, la spiaggia del Principe in Costa Smeralda e Cala Brandinchi a San Teodoro, soprannominata “piccola Tahiti”.

Cala Brandinchi Sardegna

Fonte: iStock

La spiaggia di Cala Brandinchi

Le città e i borghi

Tra un tuffo e l’altro consigliamo di inserire nell’itinerario anche qualche città o borgo a partire da Alghero, particolarmente vivace nei mesi estivi, dove passeggiare nel suo centro storico e lungo i bastioni affacciati sul mare, lo spot ideale dove aspettare il tramonto. Nel Nord Sardegna si trova anche uno de I Borghi più Belli d’Italia, Castelsardo, con il suo castello, e Olbia, porta d’ingresso del nord-est della Sardegna, moderna e ricca di attrazioni.

I siti archeologici

Se quando viaggiate in Sardegna non inserite almeno un sito archeologico, vi perderete una parte suggestiva e misteriosa della sua storia. Nel Nord, in particolare nella zona di Sassari, si trova Monte d’Accoddi, una ziqqurat, simile a quelle della Mesopotamia, risalente a circa 5000 anni fa ed espressione sacra della civiltà prenuragica.

Vicino ad Alghero, invece, si trova la necropoli di Anghelu Ruju, costituita da 38 tombe scavate nell’arenaria e risalenti circa al 3000 a.C., mentre a Porto Torres si trovano i resti della colonia Iulia Turris Libisonis, probabilmente fondata da Giulio Cesare in persona o da Ottaviano, suo figlio adottivo.

Molto bello anche il nuraghe Santu Antine a Torralba, il complesso monumentale che rappresenta la sintesi e l’apogeo dell’architettura di età nuragica.

Nuraghe Santu Antine Sardegna

Fonte: iStock

Il nuraghe di Santu Antine

Le aree naturali protette

Sardegna è anche natura, bellezze da godersi durante tutto l’anno e non solo nei mesi estivi. Nei dintorni di Alghero, per esempio, potrete trascorrere una giornata nel Parco di Porto Conte, un’area naturale molto vasta dove intraprendere diversi percorsi di trekking.

Da Porto Torres o da Stintino, invece, potrete salire su un traghetto e raggiungere l’Asinara, l’isola abitata in passato da famiglie di pescatori e pastori e, successivamente, diventata prima lazzaretto e poi carcere. Oggi è un’area naturale da visitare in bicicletta o con un tour in jeep tra paesaggi mozzafiato e calette dalle acque splendide.

Infine, nel Nord Sardegna merita una visita l’Arcipelago de La Maddalena: il parco è formato da sette isole principali, un importante habitat naturale da visitare con responsabilità.

Costa Est della Sardegna: trekking, calette e paesi dell’entroterra

Le bellezze della Costa Est della Sardegna bisogna guadagnarsele: qui, le spiagge più belle si raggiungono indossando scarpe da trekking e avventurandosi tra sentieri immersi fra i boschi di corbezzoli, lecci e querce. E, una volta tornati alla propria macchina, la giornata procede alla scoperta dei paesi dell’entroterra, dove le strade raccontano storie antiche di un’isola fiera e combattiva.

I trekking verso spiagge da sogno

In questa zona della Sardegna si trova una delle spiagge più volte nominata tra le più belle al mondo: Cala Goloritzé. Qui, bizzarre formazioni calcaree si ergono dalla parete rocciosa, come l’incredibile Monte Caroddi, conosciuto anche come l’Aguglia, una roccia alta 148 metri molto amata dagli scalatori. Seppur possiate ammirare Cala Goloritzé seduti comodamente su una barca, noi consigliamo di fare un’esperienza completa e immersiva raggiungendola a piedi dall’Altopiano del Golgo attraverso il bellissimo sentiero lungo 3,5 chilometri.

Un’altra spiaggia da sogno raggiungibile con un trekking è Cala Luna, una baia chiamata così grazie alla sua forma di mezzaluna, incorniciata da scogliere punteggiate di grotte e battuta da meravigliose acque turchesi.

Cala Goloritze Sardegna

Fonte: iStock

Cala Goloritzé

I borghi dell’entroterra

Sia più vicino alla costa che inoltrandovi nell’entroterra, potete raggiungere alcuni paesi che, per la loro bellezza e impegno nella custodia delle tradizioni, meritano di essere inseriti nel vostro itinerario. Tra questi citiamo Posada, situato su un colle calcareo e sormontato da un castello. Tra i Borghi più Belli d’Italia, permette di unire cultura e natura perché, oltre a visitare il borgo, potrete raggiungere la valle del rio Posada, un fiume percorribile in kayak, o il lago di Maccheronis, dove ci sono diversi percorsi da fare a piedi, in bici o a cavallo.

Avventurandovi nelle zone interne, invece, potreste fare tappa al borgo-museo di Orgosolo, famoso per i suoi murales sparsi dovunque nelle diverse strade del paese.

Canyon e montagne

È soprattutto la natura che richiama i visitatori in questa zona della Sardegna, attratti dagli altopiani, dalle gole e dalle pareti scoscese del Supramonte. In questo antichissimo complesso montuoso, che fa da contorno al massiccio più alto e ‘giovane’ del Gennargentu, percorrerete sentieri escursionistici tra foreste, grotte e sorgenti, attraversando luoghi abitati sin dalla preistoria e ricchi di siti prenuragici e nuragici.

Tra le attrazioni naturali più belle da vedere in quest’area ci sono la gola Gorropu, il canyon più spettacolare d’Europa, modellato dalla forza dell’acqua e profondo 500 metri, la foresta di sas Baddes, unica estesa lecceta primaria d’Europa e il monte Corrasi, caratterizzato da un ambiente spoglio e roccioso.

Costa Sud della Sardegna: spiagge da sogno e borghi di mare

Il Sud della Sardegna è perfetto per chi sogna una vacanza di relax tra le spiagge più belle dell’isola. Tra un tuffo e l’altro, inoltre, avrete l’opportunità di arricchire il vostro itinerario con pittoreschi borghi di mare dove provare alcune delle specialità più rinomate, come il tonno di Carloforte.

Le spiagge più belle del Sud Sardegna

Parlando delle spiagge del Sud, la prima che ci viene in mente è Cala sa Figu, a nord di Capo Ferrato. Più che una spiaggia, si tratta di un insieme di calette di sabbia bianca e fine delimitate da pareti rocciose, famose per l’acqua cristallina con fondali bassi e sabbiosi. La più piccola e riparata di queste calette è Porto S’Ilixi.

La seconda a cui pensiamo è la spiaggia di Costa Rei, 10 chilometri di mare splendido e sabbia bianca e, sullo sfondo, il massiccio dei Sette Fratelli. Altrettanto splendide sono Cala Sinzias, una distesa di sabbia dorata, contornata da piante grasse e un fitto bosco di eucalipti, ginepri e pini, e Punta Molentis, famosa per la sua forma a mezzaluna, per la sua sabbia bianchissima dalle tonalità rosacee e per il paesaggio che la circonda, formato da rocce alte fino a 15 metri.

Borghi di mare e città

Tra i borghi di mare più caratteristici da visitare nel Sud Sardegna c’è Carloforte, un’enclave ligure che conserva lingua e cultura dei fondatori, ossia le famiglie di pescatori originarie di Pegli e provenienti dall’isola tunisina di Tabarka. Questo è l’unico centro abitato dell’isola di San Pietro, caratterizzato da viuzze e vicoli che si inerpicano su un lieve pendio, con scorci colorati e vedute sul mare. Qui, l’esperienza da non perdere è legata alla sua cucina: sedetevi in uno dei ristoranti e lasciatevi conquistare dalle tante specialità a base di tonno.

Ovviamente, una volta arrivati nel Sud, non potete saltare una tappa a Cagliari, capoluogo della Sardegna. Passeggiate tra i suoi quartieri storici con vista sul mare, salite sugli antichi bastioni e lasciatevi conquistare dalla sua anima moderna, soprattutto per quanto riguarda il cibo. Se avete bisogno di una rinfrescata, vi basterà raggiungere la spiaggia cittadina del Poetto!

Carloforte Sardegna

Fonte: iStock

Il centro storico di Carloforte

Costa Ovest della Sardegna

La costa occidentale della Sardegna, seppur splendida come le altre, è quella meno battuta dal turismo. Chi cerca un po’ di quiete, spiagge lunghissime, luoghi da film e siti archeologici affacciati sul mare, questa è la zona ideale dove organizzare una vacanza.

Le spiagge più belle della costa Ovest

In questa zona dell’isola le spiagge sono diverse, alcune contraddistinte dalla presenza di monumenti naturali rocciosi che hanno plasmato l’identità del luogo, altre caratterizzate da ciottoli multicolore che, sfiorati dai raggi del sole, contribuiscono a creare un’atmosfera unica.

Tra le spiagge più belle della costa occidentale citiamo Is Arenas, un deserto lungo sei chilometri composto da un misto di sabbia, ciottoli e conchiglie. Essendo spesso battuta dal maestrale, è considerata un punto di riferimento per gli appassionati di windsurf. Poco più a nord si trova S’Archittu, il borgo costiero del Montiferru famoso per il suo ponte di roccia naturale dove, durante un determinato periodo dell’anno, è possibile vedere il sole dentro.

Se volete rilassarvi senza venire annoiati dal maestrale, raggiungete invece la sabbia dorata di Sa Mesa Longa, bagnata da fondali profondi di un verde cristallino, con al centro un ampio isolotto circolare e, alle sue spalle, alte dune sabbiose che separano il litorale dall’entroterra. Infine, consigliamo la spiaggia di Putzu Idu, un tratto sabbioso composto da granelli di quarzo e con acque che, in base al sole, vantano delle tonalità che variano dal verde all’azzurro.

Siti e musei archeologici

Su questa costa si trova una delle realtà archeologiche più belle della Sardegna: l’antica città di Tharros. Qui sono custoditi oltre due millenni di storia perché molti passarono da qui, dal periodo nuragico ai fenici, fino ai cartaginesi e ai romani. Si tratta di un museo all’aria aperta affacciato sul mare e delimitato dall’istmo di capo San Marco e dai colli della borgata di San Giovanni di Sinis.

Se siete curiosi di conoscere i reperti che sono stati ritrovati in questo sito, vi basterà entrare nel Museo Archeologico Comunale Giovanni Marongiu a Cabras dove, insieme alle bellezze di Tharros, avrete anche l’opportunità di ammirare i famosi giganti di Mont’e Prama.

Tharros Sardegna

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L’antica città di Tharros

Villaggi “western”

San Salvatore di Sinis è un piccolo borgo abitato solo pochi giorni nel mese di settembre in occasione della Corsa degli Scalzi, la processione che coinvolge oltre 800 curridoris in saio bianco che accompagnano a piedi nudi su un lungo sterrato il simulacro del santo dalla chiesa di santa Maria Assunta di Cabras alla borgata.

San Salvatore di Sinis è diventato famoso perché usato per oltre due decenni come set cinematografico per la produzione degli spaghetti western. Tra questi citiamo “Giarrettiera Colt” del 1968.

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Puoi visitare gratis le Case della memoria dei personaggi illustri, ma prenota immediatamente

​Le Giornate delle Case dei personaggi illustri sono un’opportunità unica per conoscere la vita e le opere di figure storiche che hanno lasciato una traccia indimenticabile nella cultura e nella società. La quarta edizione, quella del 2025, in programma il 5 e 6 aprile, offre ai visitatori la possibilità di esplorare gratuitamente tantissime case museo geolocalizzate in tutta Italia. Questa iniziativa, promossa in tutta Europa, valorizza il patrimonio culturale nazionale e promuove la conoscenza diretta dei luoghi che hanno ospitato menti brillanti del nostro Paese.

Iniziativa delle Giornate delle Case dei personaggi illustri: che cos’è

Le Giornate delle Case dei personaggi illustri sono promosse dall’Associazione Nazionale Case della Memoria, con il patrocinio di ICOM Italia e del Ministero della Cultura.

L’obiettivo di questa iniziativa, carica di suggestione, è quello di aprire gratuitamente al pubblico le dimore storiche dei “Grandi” personaggi illustri per:

  • permettere ai turisti di conoscere più da vicino gli ambienti in cui queste figure hanno vissuto e operato,
  • valorizzare la memoria del passato per tramandarla alle nuove generazioni.

L’edizione del 2025 vede la partecipazione di oltre 142 case museo in tutta Italia.

Come partecipare all’iniziativa

Per partecipare alle visite gratuite, è necessario prenotarsi entro il 3 aprile 2025. Le prenotazioni vanno fatte sul sito ufficiale dell’Associazione Nazionale Case della Memoria. Qui è disponibile l’elenco completo dei luoghi – piccole case, ville storiche, abitazioni, musei, residenze o case vacanze – che aderiscono all’iniziativa con le relative modalità di prenotazione.
Durante la prenotazione, è possibile scegliere il giorno – sabato 5 o domenica 6 aprile – e la fascia oraria preferita per la visita.

Quali case della memoria vedere gratuitamente, da nord a sud

La scelta è davvero vasta. Tante sono le case museo che partecipano a questa iniziativa. Ecco una selezione, da nord a sud, di alcune delle case della memoria che sarà possibile visitare gratuitamente durante le Giornate delle Case dei personaggi illustri 2025.

  • Centro Studi Pier Paolo Pasolini – Casarsa della Delizia (PD), Friuli Venezia Giulia
    Il giorno 5 aprile il CSPPP ospiterà il seminario internazionale “Spazio Pasolini” e il giorno 6 aprile sono previste visite guidate gratuite a cura della Guide turistiche di Promoturismo FVG. Prosegue poi la mostra Pasolini America Warhol, mentre si potranno ammirare le stanze di casa Colussi ricche di testimonianze dirette della stagione culturale friulana di Pasolini.
  • Vincenzo Balena AtelierMilano, Lombardia
    Per le Giornate delle Case dei personaggi illustri viene proposta una visita gratuita all’Atelier – fra sculture, disegni e dipinti – un aperitivo, un incontro e vengono messi a disposizione alcuni libri da sfogliare – “La Realtà e l’Estasi” a cura di Vincenzo Balena, “Giovannii è stato qui?” di Vincenzo Balena e Marco Ceriani e “Casa Berra tra storia e realtà” di Sergio Gandini.
  • Museo Casa Galimberti – Cuneo, Piemonte
    Il Museo Casa Galimberti per questo evento propone due turni di visite guidate tematiche gratuite (ore 15:30 e 17) dal titolo “Una casa: arte, cultura e libertà”. L’esperienza, unica e coinvolgente, permetterà ai visitatori di immergersi nella vita e nell’eredità di Duccio Galimberti, eroe nazionale della resistenza antifascista. La casa, un tempo dimora e studio professionale dell’avvocato e della sua famiglia, è stata minuziosamente restaurata per conservare l’atmosfera storica e culturale dell’epoca. La visita si snoderà attraverso le diverse stanze dell’abitazione, ognuna delle quali racconta una parte della storia personale dell’eroe, della famiglia e del periodo storico in cui visse. Questa dimora è situata in un contesto ricco di arte e cultura ed è stata testimone di eventi significativi e incontri straordinari.
  • Casa Mazzini – Museo del Risorgimento – Genova, Liguria
    Durante la giornata del 5 aprile alle ore 11 (durata un’ora e un quarto) è in programma una visita guidata gratuita con il conservatore del Museo, Massimo Angelini. Necessaria la prenotazione tramite il sito dei Musei di Genova – accesso consentito a 20 persone.

  • Casa Rossini – Lugo (RA), Emilia-Romagna
    Dedicata al compositore Gioachino Rossini, questa casa museo invita ad immergersi nella vita del maestro. In occasione delle Giornate delle Case dei personaggi illustri, sono previste visite guidate gratuite nella giornata di domenica 6 aprile (10:00-12:00 / 16:00-18:00).
  • Casa Montessori – Chiaravalle (AN), Marche
    La casa natale di Maria Montessori offre un’occasione unica per conoscere da vicino la vita e il lavoro della famosa pedagogista. ​Ad ingresso gratuito, questa iniziativa prevede visite guidate e possibilità di manipolare alcuni materiali del metodo Montessori.

  • Casa Museo Hendrik Christian Andersen – Roma, Lazio
    L’ingresso sarà gratuito per tutti i visitatori nella giornata del 6 aprile.
    Saranno previste due visite guidate, una di mattina alle ore 11.00 e una di pomeriggio alle ore 17.00.
  • Museo Casa Giovanni BoccaccioCertaldo Alto (FI), Toscana
    In occasione delle Giornate delle Case Museo dei Personaggi Illustri Italiani, il Museo Casa Boccaccio propone, per sabato 5 aprile alle ore 11:30, un evento speciale che unisce storia, letteratura e teatro. L’incontro prevede una visita guidata gratuita alla storica dimora di Giovanni Boccaccio, arricchita dalla lettura teatrale della novella VI, 7 del Decameron. La lettura sarà affidata alla compagnia Oranona Teatro, che da anni si dedica alla divulgazione delle opere del celebre autore. Un’occasione imperdibile per immergersi nell’universo di Boccaccio, in un anno particolarmente significativo: il 650° anniversario della sua morte.
  • Villa de Lollis – Casalincontrada (CH), Abruzzo
    Il 5 e il 6 aprile durante l’iniziativa sarà possibile effettuare gratuitamente una visita guidata della mostra permanente e dell’intera dimora storica. Inoltre sarà possibile visionare l’esclusivo documentario di 15′ su Cesare de Lollis realizzato dal CdL.
  • Museo Michele Tedesco e dell’Ottocento Lucano – Moliterno (PZ), Basilicata
    Per le Giornate delle Case dei personaggi illustri è prevista una visita guidata gratuita della casa museo.
  • Casa Kitson-Phelps, Casa Cuseni Unesco Intangible Culturale Heritage – Taormina (ME), Sicilia
    Ingresso gratuito anche in questo luogo in occasione delle Giornate delle Case dei personaggi illustri. Il Tour della villa verrà fatto dal proprietario Francesco Spadaro, inserito nel REIS Sicilia quale Tesoro Umano vivente per la conoscenza della Storia di Casa Cuseni.

Questa è una selezione che rappresenta solo una minima parte delle numerose case museo che partecipano all’iniziativa e propongono visite guidate e incontri gratuiti. Ci sono poi anche case museo che propongono ingressi agevolati e ridotti, a 5-10-15 euro come, per esempio, il Museo Casa Pascoli in Emilia Romagna, la Casa Museo Carducci in Toscana e il Castello di Donnafugata a Ragusa.

Per l’elenco completo dei luoghi che partecipano alle Giornate delle Case dei personaggi illustri e per i dettagli delle singole prenotazioni, consultare il sito ufficiale dell’Associazione Nazionale Case della Memoria.

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In Israele è stato scoperto un sigillo cananeo di 3.800 anni fa, ed è stata una bambina

Circa un mese fa, quindi a inizio marzo 2025, una bambina stava passeggiando con i suoi genitori a Tel Azeka, una collina archeologica vicino a Beit Shemesh, in Israele. Durante questa camminata, per puro caso, è riuscita a fare una scoperta eccezionale, in quanto ha trovato nella terra un antico amuleto a forma di scarabeo, di ben 3.800 anni anni fa. La scoperta, seppur apparentemente piccola, riveste una grande importanza in ambito storico e archeologico e nelle prossime righe vi spiegheremo il perché.

La scoperta del sigillo cananeo in Israele

La sorella della bambina di soli 3 anni ha raccontato che, mentre stavano camminando lungo il sentiero, la piccola, il cui nome è Ziv Nitzan, si è chinata per guardare le pietre, fino a che ne ha notata una davvero suggestiva che ha deciso di raccogliere. Dopo averla pulita, entrambe si sono rivolte ai genitori, con i quali si sono rese conto che tra le mani avevano un vero e proprio reperto archeologico. A quel punto il ritrovamento è stato immediatamente segnalato all’Autorità israeliana per le antichità, che a sua volta ha fatto sapere, per mano della dottoressa Daphna Ben-Tor, esperta di amuleti e sigilli antichi, che si tratta di uno scarabeo cananeo dell’Età del Bronzo Medio, quindi di circa 3.800 anni.

Parliamo perciò di un minuscolo oggetto originario dell’antico Egitto, disegnato a forma di scarabeo stercorario che, agli occhi dell’antico popolo, era estremamente importante in quanto simbolo di nuova vita a causa della palla di sterco che creava e nella quale deponeva le uova (propio da dove, quindi, sarebbe venuta al mondo una nuova vita). Il suo nome in egiziano deriva dal verbo “nascere” o “essere creato”, poiché per gli Egizi lo scarabeo era un simbolo dell’incarnazione di Dio Creatore.

Sigillo cananeo, Israele

Fonte: Autorità israeliana per le antichità@Emil Aladjem

Il sigillo cananeo nelle mani della bambina

Perché si tratta di una scoperta importante

Lo scarabeo trovato da Ziv è stato rinvenuto ai piedi di Tel Azeka, un importante sito archeologico vicino a Beit Shemesh, dove già in passato sono state riportate alla luce scoperte che hanno dato prova di molti cambiamenti culturali nel corso della storia di questa zona. Per esempio, gli scavi dell’Università di Tel Aviv hanno rivelato reperti risalenti all’epoca del regno giudaico, tra cui mura di cinta, impianti agricoli e altro ancora.

Ma non è di certo tutto, perché Tel Azekah era anche nota come elemento chiave nella scena della battaglia biblica tra Davide e Golia, descritta nel Libro di Samuele (Samuele I 17:1).

A tal proposito, la dottoressa Daphna Ben-Tor ha dichiarato: “In questo periodo gli scarabei venivano usati come sigilli e come amuleti. Sono stati trovati nelle tombe, negli edifici pubblici e nelle case private. A volte recano simboli e messaggi che riflettono credenze religiose o status”.

Il professor Oded Lipschits, direttore degli scavi archeologici dell’Università di Tel Aviv, ha invece fatto sapere: “Stiamo scavando qui da quasi 15 anni e i risultati degli scavi dimostrano che durante il Bronzo Medio e il Bronzo Tardo, qui a Tel Azekah, prosperava una delle città più importanti della Giudea”. Ha poi continuato specificando: “Lo scarabeo trovato da Ziv si aggiunge a una lunga lista di reperti egiziani e cananei rinvenuti qui, che attestano gli stretti legami e le influenze culturali tra Canaan ed Egitto in quel periodo”.

Questo antico reperto sarà inserito in una mostra speciale allestita per la Pasqua ebraica presso il Jay and Jeanie Schottenstein National Campus for the Archaeology of Israel, insieme ad altri oggetti risalenti all’epoca dell’Egitto e di Canaan, molti dei quali saranno esposti al pubblico per la prima volta in assoluto.

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Le Tre Cime di Lavaredo diventano a numero chiuso, cosa sapere

Le Tre Cime di Lavaredo, simbolo iconico delle Dolomiti al confine tra Veneto e Alto Adige, sono da sempre una meta super ambita. Centinaia di escursionisti e turisti ogni giorno puntano a questo paradiso naturale. Tuttavia, l’enorme afflusso di visitatori, che può aggiungere punte fino a 7-8 mila persone al giorno, ha fatto emergere molte preoccupazioni riguardo alla sostenibilità ambientale e alla conservazione di questo magnifico patrimonio naturale. Per affrontare quindi queste problematiche, a partire da quest’anno, verranno introdotte misure di accesso regolamentato.

Nuove modalità di accesso alle Tre Cime di Lavaredo

Durante una tavola rotonda ad Auronzo di Cadore il sindaco Dario Vecellio Galeno ha dichiarato che, dal 2025, l’accesso alle Tre Cime di Lavaredo sarà consentito solo tramite prenotazione e questa sarà obbligatoria. Il nuovo sistema che verrà introdotto per raggiungere questa meta, segue l’esempio del ticket d’accesso di Venezia. Questo punta a limitare il numero di visitatori giornalieri e a prevenire eventuali congestioni stradali che spesso si verificano nella zona di Misurina attorno al lago. Anche il presidente del Cai Veneto Renato Frigo è d’accordo con il sindaco affinché il luogo punti alla sostenibilità.

turista che fa trekking a le tre cime di lavaredo

Fonte: iStock

Un escursionista lungo il sentiero che porta alle Tre Cime di Lavaredo

Ognuno con la sua proposta e opinione ma tutti dell’idea di trovare al più presto una soluzione per preservare quest’area delle Dolomiti.
Il presidente del Cai altoatesino Carlo Alberto Zanella ha affermato, durante la tavola rotonda, che la situazione in questo modo attuale è diventata ingestibile e che preferisce un turismo elitario, piuttosto che ore in coda.

Luigi Casanova, presidente di Mountain Wilderness Italia, ha proposto che le Tre Cime di Lavaredo e Monte Piana siano completamente libere da automobili private e mezzi a motore.

Un’altra misura di intervento proposta è l’aumento, da 30 a 40 euro, del costo del pedaggio per l’accesso in auto. L’obiettivo è quello di incentivare l’uso di mezzi di trasporto alternativi e sostenibili, come le navette da Misurina al Rifugio Auronzo.

In fase di valutazione anche la realizzazione di una cabinovia che colleghi Misurina alle Tre Cime di Lavaredo. Questa opzione rappresenterebbe una valida alternativa di trasporto: efficiente e a basso impatto ambientale.

Obiettivi delle novità proposte

Queste importanti proposte, contro l’overtourism, per l’accesso alle Tre Cime di Lavaredo, porterebbero sicuramente benefici sia dal punto di vista ambientale che per l’esperienza in sé. Limitando il numero di accessi giornalieri e promuovendo l’uso di trasporti pubblici, si punta a:

  • preservare l’integrità ambientale delle Tre Cime di Lavaredo;
  • garantire al tempo stesso un’esperienza di visita più piacevole, tranquilla e sicura, senza ressa;
  • ridurre l’impatto del turismo mordi e fuggi – tipico del turismo di massa – su questo fragile e prezioso ecosistema montano;
  • puntare a un turismo sostenibile e responsabile.

Informazioni per l’accesso alle Tre Cime di Lavaredo

I visitatori e gli escursionisti interessati a esplorare le Tre Cime di Lavaredo dovranno effettuare la propria prenotazione che consentirà loro l’accesso. Questa, vista l’enorme affluenza di gente, andrà fatta con largo anticipo.

Per fare questa procedura si utilizzeranno le piattaforme online dedicate che verranno messe a disposizione dalle autorità locali dopo che verranno fatti i passaggi formali, come le delibere comunali.

Consigliabile pianificare il viaggio con attenzione, tenendo conto delle nuove regole introdotte e delle varie possibili opzioni di trasporto. Per coloro che sceglieranno un mezzo di trasporto condiviso, e quindi più sostenibile come le navette, sarà possibile prenotare i biglietti online con anticipo così da garantire un posto a bordo.

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Pompei: scoperto un rilievo funebre, forse di una coppia, nella necropoli Porta Sarno

Durante recenti scavi effettuati presso la necropoli di Porta Sarno a Pompei, è emerso un rilievo funebre di dimensioni quasi reali. Questo raffigura un uomo e una donna. La scoperta è stata fatta grazie al progetto di ricerca “Investigating the Archaeology of Death in Pompeii” condotto dall’Universitat de Valencia in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei, che ha la direzione scientifica di Llorenc Alapont. Il ritrovamento offre nuove visioni sulla vita sociale e culturale dell’antica città.​

Dettagli della scoperta di Pompei

La tomba monumentale, formata da un ampio muro con diverse nicchie, è sormontata due figure umane scolpite con notevole realismo. Un uomo e una donna di misure quasi reali, forse una coppia di sposi. La donna è agghindata con gioielli molto curati nei minimi dettagli. Orecchini, anelli, braccialetti e una collana con un ciondolo a forma di mezzaluna, noto come “lunula”, abbelliscono questa figura.

Il particolare fa pensare che la donna potesse essere una sacerdotessa di Cerere, la dea romana dell’agricoltura e della fertilità.
La figura maschile, invece, è raffigurata con una toga, particolare tipico della cittadinanza romana. L’assenza di diciture lascia aperte diverse interpretazioni e rende incerta l’identità esatta di queste due figure e la loro relazione.

L’importanza archeologica del rilievo ritrovato

La scoperta del rilievo funebre fatta a Pompei è senza dubbio molto importante. Grazie a questa si possono fare varie ipotesi e si può approfondire la conoscenza del contesto e della storia di quell’epoca. Infatti il rilievo funebre emerso durante gli scavi di Pompei presso la necropoli Porta Sarno:

  • incrementa la conoscenza delle pratiche funerarie e delle rappresentazioni sociali a Pompei, durante il periodo tardo repubblicano;
  • il livello della cura del dettaglio e la qualità artistica del rilievo indicano l’importanza sociale dei defunti;
  • e suggeriscono l’esistenza di una classe élitaria che commissionava opere d’arte elaborate e molto curate per ricordare i propri cari;
  • la presenza di una possibile sacerdotessa evidenzia inoltre il rilevante ruolo delle donne nelle cerimonie religiose dell’epoca.

La necropoli di Porta Sarno a Pompei

La necropoli di Porta Sarno è una delle principali aree funerarie di Pompei. Questa è situata vicino a una delle porte d’ingresso della città.
Negli anni ’90, durante i lavori per l’ampliamento della linea ferroviaria Circumvesuviana, furono scoperte:

  • oltre 50 sepolture a cremazione, segnate da stele;
  • un monumento funerario ad arco.

Successivamente, sono poi emerse ulteriori tombe monumentali. Tra queste appunto quella contenente il rilievo della coppia, uomo e donna, che evidenziano la ricchezza e la laboriosità delle pratiche funerarie pompeiane.

Procedure future per il ritrovamento di Pompei

Attualmente il rilievo, spostato nella Palestra grande, è sottoposto a un minuzioso processo di restauro per preservarne l’integrità e permetterne lo studio approfondito.

Il ritrovamento sarà esposto al pubblico durante la mostra “Essere donna nell’antica Pompei“, prevista per il 16 aprile 2025. Durante questa esposizione i visitatori avranno l’opportunità di ammirare da vicino gli interventi sull’opera, visto che il restauro continuerà anche durante la mostra, e di approfondire il ruolo delle donne nella società pompeiana.

Questa scoperta, afferma il direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel, sottolinea la ricchezza archeologica di Pompei e l’importanza di andare avanti nelle ricerche e nelle attività di valorizzazione dell’area per scoprire ulteriori dettagli sulla vita e sulle tradizioni dell’antica città.
Alcuni anni fa, sempre grazie alla collaborazione con l’Università di Valencia, si era scoperta la Tomba di Marco Venerio Secundio nella stessa area.

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Giubileo 2025, gli eventi ufficiali del mese di aprile

È stato un mese difficile quello di marzo che si è chiuso, per la comunità cristiana, con la gioia del ritorno di Papa Francesco a casa Santa Marta dopo 37 giorni di degenza al Policlinico Gemelli di Roma. Un periodo nel quale i fedeli si sono uniti, fisicamente e spiritualmente, da ogni parte del mondo per dimostrare la propria vicinanza al Santo Padre in un momento di grave difficoltà. Così, il rientro di Sua Santità in Vaticano, lo scorso 23 marzo, non poteva che essere accolto con entusiasmo e sollievo, come dimostrato in primis dalla folla radunatasi davanti all’Ospedale romano.

Prima di uscire, Papa Francesco si è affacciato al balcone – visibilmente provato dalla grave polmonite che lo ha afflitto – per salutare i fedeli e ringraziarli del loro costante sostegno. “In questo lungo tempo di ricovero, ho avuto modo di sperimentare la pazienza del Signore, che vedo anche riflessa nella premura instancabile dei medici e degli operatori sanitari […]”, la riflessione che il Santo Padre ha voluto condividere durante l’Angelus della III Domenica di Quaresima.

“Questa pazienza fiduciosa, ancorata all’amore di Dio che non viene meno, è davvero necessaria alla nostra vita, soprattutto per affrontare le situazioni più difficili e dolorose”. Parole pienamente coerenti con le intenzioni del Giubileo 2025 dedicato alla Speranza, che vede in calendario ad aprile molti appuntamenti ufficiali. L’Anno Santo della Speranza, iniziato a Natale con l’apertura delle Porta Sante, si prepara infatti a un mese intenso, con pellegrini pronti a riempire Roma da ogni latitudine, trasformando la Città Eterna in un crocevia di fede, cultura e pellegrinaggi.

Nel mese del pieno risveglio primaverile, l’agenda giubilare si riempie di iniziative che spaziano dai grandi eventi in Piazza San Pietro a momenti di preghiera più intimi nelle chiese storiche della città. Quello di aprile è, di fatto, un calendario pensato per tutti: famiglie, giovani, lavoratori, artisti e comunità religiose troveranno un’occasione per vivere lo spirito dell’Anno Santo. E per chi visita Roma per la prima volta, sarà anche un viaggio tra arte, storia e natura, con il verde dei parchi cittadini che si mescola al marmo delle basiliche.

Ma quali sono gli appuntamenti principali di aprile? Tra i momenti più importanti di questo mese, vi sono il Giubileo del Mondo del Volontariato, il Giubileo degli Adolescenti e il Giubileo delle Persone con Disabilità. Tre celebrazioni che trasformeranno Roma in un abbraccio aperto a tutti.

I Grandi Eventi del Giubileo ad aprile 2025

Giubileo degli Ammalati e del Mondo della Sanità

Il primo weekend del mese – sabato 5 e domenica 6 aprile –, Roma accoglie il Giubileo degli Ammalati e del Mondo della Sanità, evento speciale che unisce malati, familiari e professionisti della salute – medici, infermieri, volontari e operatori pastorali – in un momento di fede e solidarietà. Sabato 5, dalle 8:00 alle 17:00, il pellegrinaggio alla Porta Santa di San Pietro apre la giornata, con confessioni disponibili nelle chiese giubilari sparse per la città. Dalle 16:00 alle 18:30, piazze romane si animano con incontri culturali, artistici e spirituali, un “dialogo con la città” che intreccia storie e speranze. Il giorno successivo, domenica 6, alle 10:30, Piazza San Pietro ospita la Messa celebrata da Mons. Rino Fisichella, Pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione.

Colonnato Piazza San Pietro

Fonte: 123RF

Scorcio di Piazza San Pietro con il colonnato

Giubileo degli Adolescenti

Si continua, quindi, con il Giubileo degli Adolescenti che promette di portare in città un’onda di energia giovane. Il weekend lungo inizia venerdì 25 aprile con il pellegrinaggio alla Porta Santa, dalle 9:00 alle 17:00, accompagnato dal Sacramento della Riconciliazione nelle chiese giubilari. È un giorno di passi e silenzi, di ragazzi che si mettono in cammino sotto il sole primaverile. Sabato 26, la giornata si scalda: dalle 11:00 alle 15:00, piazze sparse per Roma ospitano concerti e incontri tematici, mentre alle 17:00 una festa musicale riunisce tutti in un’esplosione di note e allegria.

Il clou è l’incontro con Papa Francesco, un momento che illumina i volti e scalda i cuori. Domenica 27, alle 10:00, la Messa in Piazza San Pietro chiude il weekend con un evento speciale: la canonizzazione del Beato Carlo Acutis, il giovane “santo digitale” che parla ai ragazzi di oggi. Per chi viaggia con figli o nipoti, è un’occasione per vivere una Roma vivace, magari con una tappa a Villa Borghese dopo la Messa.

Giubileo delle Persone con Disabilità

Infine, il terzo grande evento di aprile è previsto a fine mese, il 28 e 29 aprile, con il Giubileo delle Persone con Disabilità, momento che mette al centro chi spesso resta ai margini. Lunedì 28, dalle 8:00 alle 12:00, il pellegrinaggio alla Porta Santa apre la giornata, con confessioni disponibili nelle chiese giubilari. Alle 17:00, Piazza San Pietro si raccoglie per una Messa che celebra la forza della fragilità, un momento semplice ma potente.

Quindi, martedì 29 sarà il giorno dell’incontro: alle 11:00, Papa Francesco accoglierà i partecipanti con parole che scaldano l’anima, seguito da un pranzo nei Giardini della Città alle 13:00, un tavolo condiviso sotto gli alberi. Dalle 15:00 alle 19:00, la festa continua nei Giardini, tra musica e sorrisi. Un evento che respira accoglienza, perfetto per chi cerca una Roma che sa abbracciare tutti.

Gli altri eventi del mese con il patrocinio del Giubileo 2025

Il calendario di aprile prevede anche una serie di appuntamenti patrocinati, che coinvolgono diverse realtà, dal mondo dello sport all’arte. Ecco i principali.

La Partita del Futuro allo Stadio Olimpico

Il 2 aprile 2025, lo Stadio Olimpico di Roma si trasforma in un’arena di idee con La Partita del Futuro, evento del Giubileo 2025 che dà voce alle nuove generazioni. L’obiettivo? Ascoltare i ragazzi, veri protagonisti del domani, e raccogliere i loro progetti per una Roma più accogliente, sotto il motto “ROMA BeneComune”. Dalle 8:00 alle 14:00, studenti di vari istituti presenteranno proposte virtuose – già in cantiere o appena nate – narrandole dal vivo e proiettandole sui maxischermi durante una gara sportiva. Un’app permetterà ai partecipanti di votare in diretta, decretando il vincitore, che riceverà supporto per realizzare il suo sogno. Non solo idee: la mattinata si accende con esibizioni di sport, musica e intrattenimento, tra beniamini dei giovani ed emergenti.

Terrazza del Pincio a Villa Borghese

Fonte: 123RF

Vista panoramica dalla Terrazza del Pincio a Roma

Un ‘Villaggio per la Terra’ a Villa Borghese

Dal 10 al 13 aprile 2025, Villa Borghese si trasforma nel cuore verde del Giubileo con il “Villaggio per la Terra”, evento gratuito organizzato da Earth Day Italia e dal Movimento dei Focolari. Al Galoppatoio e sulla Terrazza del Pincio, famiglie, scuole e cittadini troveranno un’esplosione di vita: laboratori scientifici, sport, spettacoli e incontri, tutti a costo zero. È un’occasione per toccare con mano i temi dell’Agenda 2030, dalla sostenibilità alla solidarietà, grazie a partner istituzionali e associazioni che animano centinaia di attività giornaliere.

I ragazzi potranno immergersi in  un villaggio sportivo con 30 Federazioni, provando discipline insolite, mentre per i più piccoli (dai 3 anni in su) ci sarà una tenda dedicata. Scienziati dei migliori istituti italiani sveleranno meraviglie nei laboratori divulgativi. Radio Vaticana trasmetterà in diretta, catturando voci e storie. Tra gli highlights: il 10 aprile (16:00-17:00) “Combattere la desertificazione” sulla Terrazza del Pincio, l’11 (17:15-18:30) un talk sull’economia di comunione, il 12 (11:30-13:30) un incontro su pace e multilateralismo, e alle 15:00 uno sulla famiglia. Domenica 13, la “Marcia per la Terra” e la “Run for Unity” (ore 11:00) chiuderanno con un cammino dal Pincio al Galoppatoio.

Due mostre da non perdere

Spazio, infine, a due proposte artistiche per l’Anno Santo. Dal 14 al 16, la Terrazza del Pincio ospita la mostra-laboratorio Porte Aperte alla Speranza. Trenta artisti da tutto il mondo, portavoce di culture e religioni diverse, creeranno opere sotto il cielo, spaziando da tecniche antiche a moderne. La Bottega dell’Arte guiderà i visitatori tra pennelli e racconti, in un dialogo aperto sulla pace, il clima, le migrazioni e il ruolo delle donne. Il 16, alle 15:00, una cerimonia con preghiera ecumenica inaugurerà la mostra, parte del progetto “Open Doors”, nato con il Dicastero per la Comunicazione per trasformare l’arte in un motore di cambiamento sociale.

Nello stesso giorno, alle 18:00, la Chiesa dei Santi Giovanni Evangelista e Petronio inaugura Un Ponte fra la Città Eterna e la Città Santa. Luigi Caflisch reinterpreta gli Angeli di Bernini su Ponte Sant’Angelo, creando un cammino giubilare contemporaneo. Visitabile fino al 16 maggio (lunedì-venerdì, 17:00-19:00), la mostra, curata da Francesco Buranelli, unisce arte e spiritualità.

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Il Richiamo della Foresta, l’avventura di Harrison Ford nel cuore dello Yukon

Se vi piace il Canada e non riuscite a rimanere indifferenti davanti alle meraviglie naturali del territorio dello Yukon, vi consigliamo di vedere Il Richiamo della Foresta del 2020 con Harrison Ford protagonista, disponibile su Disney+. Il famoso romanzo omonimo di Jack London è stato pubblicato per la prima volta nel 1903, ma il cinema lo ha adattato già due volte: nel 1935 con Clark Gable e nel 1972 con Charlton Heston. Gli ampi spazi e la presenza potente e maestosa della natura rispetto all’essere umano impreziosiscono il film diretto da Chris Sanders che racconta l’avventura di John Thornton che intraprende un viaggio insieme a un cane di grossa taglia di nome Buck, attraverso lo Yukon nel Canada nord-occidentale durante la Corsa all’Oro degli anni 1890. Come nuova recluta di una squadra di cani da slitta, di cui in seguito diventerà il leader, Buck vive l’avventura di una vita, trovando il suo vero posto nel mondo e diventando padrone di se stesso. Dalla città John e Buck devono abituarsi ad affrontare la natura, bellissima ma anche piena di minacce più o meno impegnative.

Dove è stato girato

Guardando Il Richiamo della Foresta viene naturale chiedersi dove sono state girate alcune scene immerse in paesaggi naturali suggestivi e unici. Anche se non sembra alcuni luoghi sono stati “aiutati” dalla CGI e creati in post produzione, ma gran parte del film ha sfruttato la bellezza e il fascino del Canada e della California. Vediamo insieme alcune delle location scelte dalla produzione per raccontare questa storia di amicizia e un viaggio coinvolgente ricco di sfide.

Yukon

Lo Yukon è un posto pericoloso. Non sai mai cosa ti aspetta” ha affermato Harrison Ford in un’intervista quando è uscito il film. Il team di produzione ha visitato gli splendidi paesaggi dello Yukon due volte durante l’estate 2018 e febbraio 2019, esplorando le location in tutto il territorio. Hanno lavorato con due persone del posto per ottenere le inquadrature necessarie e le riprese sono durate poco meno di 8 settimane. Non a caso molti definiscono lo Yukon “Il Canada dei grandi spazi” perchè è una regione ancora selvaggia e poco popolata che regala scenari che tolgono il fiato e nel film si notano queste aree molto ampie in cui i personaggi vivono esperienze.

La barca che si vede ne Il Richiamo della Foresta è ispirata alla SS Klondike, dichiarata sito storico nazionale del Canada e situata a Whitehorse (capitale e unica città dello stato). La nave è una replica di una barca costruita tra il 1929 e il 1936; sia l’originale che la replica trasportavano merci lungo il fiume Yukon fino ai primi anni ’50. La corsa all’oro del 1898 per lo Yukon è stato il momento di massima espansione e oggi il fiume è attraversato da spedizioni in canoa incorniciate dalle cinque vette più alte del Canada e i campi glaciali sotto l’Artico. I centri di Dawson City e Whitehorse permettono anche di entrare in contatto con la comunità locale e saperne di più sui loro usi e costumi.

Yukon vicino a Dawson City

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Yukon vicino a Dawson City

Whistler

La produzione de Il Richiamo della Foresta ha girato scene all’aperto anche nella zona di Whistler nella British Columbia, in Canada. Whistler è una piccola città, considerata un paradiso per chi pratica gli sport d’avventura. Questa è una fantastica destinazione per il kayak in acque bianche, circondata da diversi fiumi che offrono rapide e cascate selvagge e pulite. Una scena per esempio è stata girata sul posto da uno stuntman in una caduta sul fiume Cheakamus vicino al Function Junction a Whistler. La città vanta anche il più grande resort sciistico del Nord America, il Whistler-Blackcomb. Il Callaghan Lake Provincial Park, il Callaghan Creek o le Nairn Falls offrono splendidi paesaggi cinematografici e costituiscono degli ambienti ideali per escursioni, arrampicate e mountain bike.

Wilson Creek Beach in California

Fonte: iStock

Wilson Creek Beach in California

Smith River and Wilson Creek Beach

Lo Smith River nella regione di Redwood, in California, è stato usato nel film al posto dello Yukon in alcune scene che si svolgono sulle rapide con Harrison Ford e il suo compagno a quattro zampe. Di colore verde smeraldo lo Smith River scorre senza alcuna diga per tutta la sua lunghezza salendo dalle montagne di Klamath e dalla catena della costa. Foreste di sequoie e abeti caratterizzano il paesaggio intorno. Restando lontani dal Canada nel film poi appare anche Wilson Creek Beach che si trova nell’Illinois centro-orientale ed è stata utilizzata in una sequenza con una locomotiva a vapore, sostituendo tramite CGI sezioni del paesaggio per adattarlo all’epoca in cui è ambientato il film.

Santa Clarita

La maggior parte del film, inclusa la canoa di Harrison Ford con uno schermo blu sullo sfondo per le scene del fiume, è stata girata negli studi di Santa Clarita. La cittadina nella contea di Los Angeles, in California, ha dato anche il titolo alla serie tv Netflix Santa Clarita Diet con Drew Barrymore ed è spesso protagonista diretta o indiretta di film e serie tv. In questo caso 3BL Media ha riferito che per dare vita alla storia de Il Richiamo della Foresta in modo accurato, la produzione ha costruito diverse città e set adatti all’epoca, ricreando lo spirito della corsa all’oro di fine secolo nello Yukon. Come si può vedere sul web se si cercano alcune immagini dietro le quinte del film, sono stati necessari molti effetti speciali e tonnellate di neve finta per far dimenticare agli attori che stavano effettivamente filmando la natura selvaggia e gelida del Grande Nord a poche miglia dalla spiaggia di Malibu. Tuttavia con questo articolo abbiamo voluto esplorare i luoghi originali in cui è ambientato il romanzo di London.

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Novità per passaporti e carte d’identità, come cambiano le regole

Se il vostro passaporto sta per scadere e avete un viaggio in programma, meglio che siate aggiornati sulle ultime novità introdotte dalla riforma appena approvata dal Consiglio dei ministri. Queste riguardano sia i passaporti che i documenti di identità validi per l’espatrio e sono state pensate per semplificare il sistema, eliminare le procedure obsolete e modernizzarle.

In generale, le modifiche presenti nel disegno di legge collegato alla manovra 2025 riguardano il rinnovo del passaporto, che non sarà più possibile. Alla scadenza, infatti, bisognerà richiederne uno nuovo. Vengono aggiornate poi anche le regole per chi perde il passaporto all’estero e per l’utilizzo del passaporto collettivo, ufficialmente eliminato. Vediamo, nel dettaglio, tutte le informazioni da conoscere.

Il passaporto può essere rinnovato?

Una delle novità più importanti introdotte dalla manovra riguarda il rinnovo del passaporto. Da oggi, infatti, non sarà più possibile prolungarne la validità, ma dovrete richiederne uno nuovo alla scadenza. In realtà, questa non è una novità vera e propria perché, già nel 2009, una legge ne aveva eliminato il rinnovo, ma il tutto era rimasto nei testi normativi senza venir mai applicato completamente.

Da oggi, quindi, il vostro passaporto sarà valido per dieci anni e, una volta scaduto, dovrete provvedere a fare domanda per riceverne uno nuovo. Inoltre, ogni nuovo passaporto avrà al suo interno un microprocessore con dati biometrici riguardanti il suo proprietario, ossia impronte digitali e fotografia identificativa. L’obiettivo di queste modifiche sarebbe quello di rendere più difficile la falsificazione dei documenti ed eventuali furti di identità.

Come denunciare il furto del passaporto?

Nel disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri viene fatta anche una nuova distinzione tra le modalità di denuncia di furto o smarrimento del passaporto in Italia e quelle da seguire all’estero.

Se perdete il passaporto o vi viene rubato in un altro Paese, dovrete prima rivolgervi alle autorità di polizia locali per sporgere denuncia e, successivamente, trasmettere la documentazione alle autorità italiane competenti, ovvero i questori o, in casi eccezionali, gli ispettori di frontiera. In alternativa, potete rivolgervi direttamente a un consolato o a un’ambasciata italiana.

Se lo perdete o subite un furto su suolo italiano, invece, la prassi continua a essere la stessa: la denuncia deve essere presentata alle forze dell’ordine.

Cosa succede al passaporto collettivo?

Nuovi cambiamenti anche per quanto riguarda il passaporto collettivo. In passato, questa tipologia di documento permetteva a gruppi di persone di viaggiare insieme con un unico passaporto. Oggi, ormai inutilizzato, viene definitivamente eliminato anche per rispettare i nuovi standard di sicurezza, i quali prevedono che ogni viaggiatore possieda il proprio passaporto personale.

Ci sono cambiamenti per le carte d’identità?

In base alle nuove regole, sarà possibile viaggiare nei Paesi al di fuori dell’Unione Europea anche con la carta d’identità previa stipula di accordi bilaterali specifici. Questa modifica rappresenta un passo importante verso una maggiore semplificazione nei viaggi internazionali, aumentando le possibilità di utilizzo del documento d’identità per i cittadini europei.

Quali sono le nuove regole sui minori che viaggiano?

Infine, il disegno di legge introduce anche una modifica per i minori di 14 anni che viaggiano con un solo genitore. Se finora alcuni Paesi non accettavano la semplice dichiarazione firmata dal genitore e chiedevano un’attestazione ufficiale da parte delle autorità italiane, da oggi l’Italia può rilasciare questo tipo di certificazione, così da evitare problemi alle famiglie durante i viaggi.

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Alla scoperta dei Tepui, gli affascinanti monti degli dei in Venezuela

La mano dell’uomo ha inciso sulla natura più di quanto avrebbe dovuto nel corso dei secoli. Ci sono dei luoghi però, così inaccessibili da rimanere incontaminati e inviolati. Come i Tepui, le cosiddette “montagne degli dei” che si trovano soprattutto in Venezuela, e più precisamente nella Gran Sabana: così alte e così impervie da essere state per secoli fonte di leggende e racconti mitologici. Luoghi straordinari, che vale la pena conoscere e raccontare.

Cosa sono i Tepui?

I Tepui sono degli enormi altopiani situati in Venezuela, che si estendono per centinaia di chilometri. La loro formazione risale a circa il periodo Paleozico, più precisamente tra 300 e 400 milioni di anni fa, ma la realtà dei fatti è che la forma che hanno oggi è il risultato di un lungo processo di erosione che prosegue anche oggi.

Ce ne sono circa 100 tra il Venezuela, il Brasile e la Guyana e la loro altezza va dai mille ai 3mila metri sopra il livello del mare. I più famosi sono Neblina, Roraima, Autana, e Auyantepui. Quest’ultimo è il luogo dove sorge la famosa Angel Falls, ossia la cascata più alta del mondo.

Angel Falls, Tepui

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L’incredibile Angel Falls, la più alta del mondo

Dove si trovano

I Tepui si trovano tra la Guyana occidentale, il Brasile e il Venezuela. La maggior parte sono nel Parque Nacional Canaima, dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’Unesco. In Brasile, invece, è stato istituito il Parco nazionale del Monte Roraima. Scalarli non è semplice, ed è molto difficile che l’uomo possa avventurarsi sulla vetta.

Flora e fauna dei Tepui

Tra un Tepui e l’altro c’è una distanza enorme. Questo, unito alla loro inaccessibilità, ha fatto sì che ognuno sviluppasse un ecosistema a sé. Nessun Tepui è uguale all’altro, nessuno di essi ha una flora o una fauna anche lontanamente simile a quelli vicini. Inoltre, il fatto che l’uomo non abbia potuto mettere mano alla natura di questi altopiani, ha fatto sì che ci siano specie animali e vegetali assolutamente uniche. Per anni si è creduto addirittura che, grazie all’ecosistema inalterato, qui fossero sopravvissuti i dinosauri.

Heliamphora pulchella, Tepui

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Heliamphora pulchella, pianta carnivora carnivora dei Tepui del Venezuela

Come si sono formati i Tepui

I Tepui si sono formati dai grandi altopiani di arenaria situati tra la foresta amazzonica e il fiume Orinoco. Con il passare dei secoli questi furono erosi, e dai monti rimasti si svilupparono Tepui. Secondo una teoria presentata nel 2013, questi meravigliosi altopiani sarebbero quello che rimane della parte non erosa dello Scudo della Guyana.

Le grotte sotterranee

Le meraviglie svelate dai Tepui però, non finiscono qui. Nel 2014 è stata scoperto nella regione il più lungo sistema di grotte quarzitiche esistente. L’interno è composto da sinistre formazioni geologiche di un colore rosatro e c’è la presenza di un rarissimo minereale, la rossiantonite. Venti chilometri di tunnel e gallerie, con caratteristiche geologiche che non hanno eguali al mondo.

Misteri e leggende

Oltre a essere formazioni geologiche straordinarie, i Tepui sono anche ricchi di leggende e miti che da secoli affascinano chiunque. Il merito è certamente delle loro cime piatte e delle pareti a strapiombo, che nel corso del tempo si sono rivelati lo scenario ideale per storie fantastiche, tramandate poi di generazione in generazione. Tra le più famose segnaliamo:

  • La Leggenda di Roraima: per gli indigeni Pemon del Venezuela, il Tepui di Roraima sarebbe la casa degli spiriti degli antenati. Si narra, infatti, che in un tempo assai lontano era una montagna come tutte le altre, mentre oggi è così perché un Dio potente la sollevò dai cieli per separarla dal resto del mondo;
  • Il Mondo Perduto (Arthur Conan Doyle): il romanzo racconta del professor Challenger che guida una spedizione sui Tepui per trovare dinosauri ancora vivi. Una storia che, volente o nolente, ha contribuito a creare l’immagine romantica e misteriosa di questi capolavori della natura;
  • La leggenda di Auyan Tepui e il Salto Ángel: pare che la cascata più alta del mondo sia stata creata dagli spiriti. Più precisamente, la leggenda racconta di un guerriero innamorato di una bellissima donna, il quale si gettò nel fiume per guadagnarsi il suo cuore. E fu proprio per questo che gli spiriti decisero di trasformarlo in cascata;
  • La Leggenda della Creazione del Mondo: secondo le popolazioni indigene dei Tepui, il mondo fu creato proprio a partire proprio da queste favolose montagne;
  • I Mostri e gli Spiriti del Tepui: per alcuni racconti popolari, i Tepui sono il rifugio di spiriti maligni e mostri che proteggono le montagne da chi tenta di raggiungerne la cima. Parrebbe, infatti, che serva il permesso degli spiriti stessi per scalarle, altrimenti si rischia di essere puniti da creature misteriose o da forze invisibili con il fallimento dell’impresa.
Tepui Autana, Venezuela

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Il Tepui Autana in Venezuela