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In montagna coi bambini: 10 consigli per una gita senza problemi

Una vacanza in montagna con i bambini può essere un’esperienza memorabile, che unisce natura, avventura e relax, praticamente tutto l’anno. Tuttavia, ci sono aspetti importanti da considerare e non sminuire, come l’altitudine, la protezione dal sole e l’alimentazione. Ecco dieci consigli essenziali per assicurare una vacanza sicura e divertente per tutta la famiglia.

1. Altitudine e bambini: cosa considerare

Il primo fattore da considerare è l’altitudine. Nei neonati e nei bambini sotto i due anni, il sistema respiratorio è ancora in via di sviluppo, e altitudini elevate possono risultare difficili da gestire. In genere, è meglio evitare di portare bambini molto piccoli sopra i 2000 metri. Dai due anni in poi, possono affrontare altitudini moderate, intorno ai 2000-2500 metri, ma è importante procedere gradualmente. Un acclimatamento progressivo riduce il rischio di malesseri. I bambini più grandi, dai 7 anni in su, solitamente si adattano più facilmente, ma è comunque essenziale monitorare eventuali segnali di disagio, come stanchezza e irritabilità.

2. Attenzione alle orecchie

Un altro aspetto spesso trascurato è la pressione che si accumula nelle orecchie durante la salita, soprattutto se si viaggia in auto o funivia. I bambini possono provare dolore o fastidio a causa dei rapidi cambiamenti di quota. Per evitare disagi, è utile incoraggiarli a fare piccoli movimenti che alleviano la pressione, come masticare o bere, e nei neonati l’uso del ciuccio o l’allattamento possono risultare molto efficaci. Per i bambini al di sotto dei tre anni è sconsigliato prendere la seggiovia, poiché questa effettua un cambio di altitudine repentino che potrebbe tappare l’orecchio e addirittura provocare una lesione al timpano. L’altitudine, inoltre, potrebbe acuire i problemi dei bambini che soffrono spesso di otite.

3. Protezione dai raggi solari

In montagna, l’esposizione ai raggi solari è più intensa rispetto alle aree a bassa quota, a causa della minore densità dell’atmosfera. Questo significa che la protezione solare deve essere una priorità. I bambini hanno una pelle particolarmente sensibile, quindi è importante applicare una crema solare con un fattore di protezione elevato, rinnovando l’applicazione regolarmente, soprattutto dopo giochi d’acqua o sudorazione intensa. Un cappellino con visiera e occhiali da sole con lenti adatte alla protezione UV completano la protezione, evitando scottature e danni causati dai raggi ultravioletti.

Se la vacanza si svolge in una località innevata, il rischio di esposizione ai raggi UV aumenta a causa della riflessione della luce sulla neve. Anche nelle giornate nuvolose, il riflesso può essere intenso. È importante ricordare che la protezione solare non deve mai essere trascurata, così come l’uso degli occhiali da sole per proteggere gli occhi dai riflessi, che possono provocare danni anche a lungo termine.

4. Idratazione adeguata

In montagna, l’aria è più secca e i bambini tendono a disidratarsi più velocemente. A questo si aggiunge lo sforzo fisico che richiede una maggiore richiesta di liquidi. È fondamentale assicurarsi che bevano regolarmente, anche se non sentono la sete. Offrire acqua o bevande leggermente zuccherate, calde o fredde a seconda delle temperature, che reintegrano anche i sali minerali persi, aiuta a mantenere un livello di idratazione corretto durante tutta la giornata.

5. Alimentazione equilibrata

In montagna, l’attività fisica aumenta e, con essa, il fabbisogno energetico. Tuttavia, è importante mantenere un’alimentazione leggera ma nutriente. I pasti devono includere carboidrati complessi per dare energia a lungo termine e proteine magre per supportare l’attività muscolare. Frutta e verdura fresche forniscono vitamine essenziali, mentre gli spuntini dovrebbero essere facilmente digeribili e pratici da trasportare, come frutta secca o barrette di cereali.

6. Vestirsi a strati

In montagna, il tempo può cambiare rapidamente e le temperature variano notevolmente tra giorno e notte, sia in inverno che in estate. Per questo motivo, vestirsi a strati è la soluzione ideale per adattarsi facilmente ai cambiamenti climatici. Un primo strato traspirante, uno strato isolante come un pile, e un’ultima protezione impermeabile e antivento offrono la giusta combinazione per mantenere il corpo caldo e asciutto. Anche guanti, cappelli e sciarpe sono essenziali per proteggere dal freddo, specialmente in alta quota e durante la stagione invernale. In ogni caso e sempre, ma in montagna più che altrove e specialmente con la neve: ricordare sempre un cambio completo, mutande e calzini inclusi, perché è un attimo che una palla di neve…!

7. Piedini santi

Un dettaglio spesso sottovalutato, ma essenziale, è la scelta delle scarpe. In montagna, il terreno può essere irregolare, scivoloso o fangoso, e i bambini hanno bisogno di calzature che offrano stabilità e protezione. È importante optare per scarpe da trekking impermeabili e con una buona suola antiscivolo, in grado di sostenere bene il piede durante le escursioni. Scarpe leggere ma resistenti permettono ai più piccoli di camminare comodamente e in sicurezza, riducendo il rischio di cadute o distorsioni. Inoltre, assicurarsi che siano ben allacciate e della giusta misura eviterà fastidi o vesciche durante le passeggiate. In estate? Via libera ai sandali che abbiano i laccetti per tenere ferma la caviglia e permettere il movimento libero ma protetto.

8. Prevenire mal di montagna e altre problematiche

Alcuni bambini possono essere più sensibili agli effetti dell’altitudine, manifestando sintomi come mal di testa, nausea o difficoltà respiratorie. In caso di mal di montagna, è consigliabile scendere a quote più basse e permettere al corpo di acclimatarsi. Oltre al mal di montagna, è importante essere consapevoli che l’aria fredda e secca può aggravare alcune condizioni di salute, come l’asma o problemi respiratori. In questi casi, consultare il pediatra prima di partire è sempre una buona idea.

9. Quando evitare la montagna

Ci sono alcune situazioni in cui è meglio evitare la montagna, soprattutto se i bambini soffrono di determinate patologie. Per esempio, l’aria fredda e secca può aggravare i sintomi dell’asma o di bronchiti frequenti. I bambini con problemi cardiaci o respiratori possono trovare difficoltà a respirare in alta quota, poiché l’ossigeno disponibile diminuisce man mano che si sale. Anche con l’otite è meglio evitare la montagna. In questi casi, comunque, è sempre importante consultare il pediatra prima di pianificare una vacanza in montagna.

10. Kit di farmaci da viaggio: cosa portare

Quando si viaggia in montagna con i bambini, è sempre prudente avere con sé un piccolo kit di pronto soccorso. La montagna può riservare imprevisti, e avere i farmaci giusti a portata di mano può fare la differenza. Un kit di base dovrebbe includere antipiretici e antidolorifici per febbre e dolori, cerotti e disinfettante per eventuali tagli o abrasioni, una crema per punture di insetti e un prodotto lenitivo contro le scottature solari. Se il bambino soffre di mal d’auto o mal di montagna, è utile portare farmaci specifici, dopo aver consultato il pediatra. Anche soluzioni saline per il naso e farmaci per eventuali allergie possono essere utili, soprattutto per affrontare l’aria secca e gli allergeni presenti in montagna. Infine, non dimenticare di portare con sé qualsiasi farmaco prescritto per condizioni particolari, soprattutto se ci sono patologie croniche come l’asma.

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Piste d’atterraggio spettacolari: viaggio intorno al mondo alla scoperta delle più belle

Piste d’atterraggio spettacolari, che levano il fiato, estreme, oppure che regalano scorci impagabili: qualche anno fa Skyscanner aveva stilato una lista dei luoghi in cui atterrare è veramente un’emozione adrenalinica, oltre che un sogno per chi viaggia. Le piste restano le stesse di allora e si trovano sparse per tutto il mondo: tra i freddi ghiacciai e i paradisi terrestri, tra le montagne più alte o vicinissime al mare. Una cosa è certa: per chi ama volare sono un’esperienza da provare almeno una volta nella vita.

Se a questo, poi, si aggiunge che si trovano tutte nei pressi di località che vale la pena visitare, allora la prossima meta delle vacanze potrebbe essere organizzata proprio pensando di vivere le tante emozioni che regala l’arrivo in uno di questi scali aerei.

Ma attenzione: se siete tra coloro che farebbero di tutto pur di non salire su un aereo, potrebbero non fare per voi, perché in questi aeroporti l’adrenalina è assicurata.

Barra, la pista d’atterraggio nelle Ebridi Esterne

Il nostro viaggio alla scoperta delle piste d’atterraggio più spettacolari parte da Barra, un’isola che fa parte dell’arcipelago delle Ebridi Esterne, che fa parte della Scozia. Le sue dimensioni sono davvero ridotte (si estende su circa 60 chilometri quadrati), ma la bellezza di questo luogo è impareggiabile grazie a un aspetto variegato che vede spiagge sabbiose ma anche scogliere rocciose. Arrivarci, poi, regala un’emozione impareggiabile, perché si atterra direttamente sulla spiaggia Traigh Mhor: 3 chilometri con tre piste che, quando non sono in funzione, diventano meta di tutto coloro che raccolgono molluschi. Dettaglio non trascurabile: a quanto pare la spiaggia finisce sott’acqua quando c’è l’alta marea.

Barra: la pista d'atterraggio sulla spiaggia

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Barra: la pista d’atterraggio si trova sulla spiaggia

Cape Town, la pista d’atterraggio in Sudafrica

Lo sguardo spazia e ci mostra alcune delle bellezze che potremo vedere da vicino, un preludio di quella che sarà la vacanza: siamo in aereo e stiamo arrivando a Cape Town in Sudafrica. L’emozione unica è data dalla possibilità di vedere con i propri occhi e dall’alto alcuni scorci di grande bellezza. Atterrati, poi, ci sarà una città vivace e ricca di cose da fare e da scoprire come visitare la zona dell’ex porto o ammirare la Table Mountain, visitare i musei e scoprire tutti i monumenti più interessanti. Insomma vivere un luogo in cui si respira un mix di culture.

Atterraggio a Città del Capo: la vista

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La vista durante l’atterraggio a Città del Capo

Gibilterra, la pista dove atterrano i voli

Dalla spiaggia, alle viste mozzafiato, fino all’adrenalina di atterrare su una strada. Succede o meglio, succedeva a Gibilterra dove la pista d’atterraggio era attraversata da una strada e non una a caso, ma tra le più importanti di tutta la città: la Winston Churchill Avenue. Le macchine venivano fermate da un impianto semaforico per permettere agli aerei di passare Dal 2023, grazie a un collegamento sotterraneo, non accade più, ma l’emozione resta. Poi si può visitare Gibilterra, il punto in cui il Mar Mediterraneo incontra l’Oceano e con la sua celebre rocca.

Aeroporto di Gibilterra

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Vista dell’aeroporto di Gibilterra

Saint Barthélemy, la pista nelle Antille Francesi

Un paradiso terrestre, su una piccola isola ricca di tesori: spiagge da sogno, acque dai colori spettacolari, ma anche un luogo in cui stare a contatto con una natura sorprendente. Siamo a Saint Barthelemy nelle Antille Francesi. Per arrivarci si deve atterrare all’aeroporto Gustaf III, che regala una pista d’atterraggio davvero emozionante: si trova dietro una collina, con la pista che sembra terminare in mare. Più spettacolare di così non si può.

Aereo atterra a Saint Barthélemy

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L’atterraggio a Saint Barthélemy

Velana International Airport: atterrare alle Maldive

Un altro luogo di incomparabile bellezza e un altro scalo che regala la sensazione di planare direttamente in un sogno, fatto con i colori vividi e splendenti delle Maldive: il Velana International Airport, che prima era noto come Aeroporto Internazionale di Malé “Ibrahim Nasir”, si trova sull’isola di Hulhulé. La vista spazia sul territorio circostante, mentre l’aereo si avvicina a una pista che sembra trovarsi sospesa tra cielo e mare.

Velana International Airport: atterraggio alle Maldive

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L’atterraggio alle Maldive: il Velana International Airport

Narsarsuaq, arrivare in aereo in Groenlandia

La vista cambia, perché qui si possono ammirare alti pendii innevati, natura selvaggia e il mare freddissimo della Groenlandia: è questa l’emozione di atterrare all’aeroporto di Narsarsuaq, dove sembra di planare in acqua, ma in realtà poi si vede la pista incastonata tra le montagne. Arrivati a destinazione si può scoprire il villaggio, importante fin dai tempi dei Vichinghi, e poi partire alla scoperta di questa terra poco popolosa ma affascinante.

Narsarsuaq dove atterrare in Groenlandia

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Narsarsuaq, atterraggio spettacolare in Groenlandia

Aeroporto Princess Juliana, St. Maarten: vicinissimo alla spiaggia

Mentre si arriva alla pista di atterraggio dell’aeroporto Princess Juliana a St. Maarten la sensazione è quella di essere vicinissimi alle persone sulla spiaggia. La verità è che non si tratta di una sensazione, ma davvero gli aerei sono costretti a passare a bassissima quota su Maho Beach, a causa della lunghezza molto scarsa della pista d’atterraggio. Intanto sulla spiaggia i curiosi provano il brivido di stare accanto a un aereo in volo. Arrivati a St. Maarten ci aspetta il mare dei Caraibi e si può scegliere tre le sue tantissime spiagge, molto diversificate, tra sabbia bianca o dorata.

Atterraggio a Princess Juliana St. Maarten: l'aereo vicino alla spiaggia

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Atterraggio spettacolare a Princess Juliana St. Maarten

Queenstown, atterrare in Nuova Zelanda

Siamo poco distanti (circa 8 chilometri) da Queenstown, cittadina in Nuova Zelanda e qui si trova un altro aeroporto che toglie il fiato perché – mentre ci si avvicina alla pista d’atterraggio – si può godere di una vista davvero favolosa sul territorio circostante. Inoltre, sembra davvero di essere vicinissimi alle case con le montagne che fanno da contorno. Questo luogo nel passato è stato una meta prediletta dei cercatori d’oro, poi in anni recenti è stato set di Il Signore degli Anelli.

Vista dell'aeroporto di Queenstown, Nuova Zelanda

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Aeroporto di Queenstown, Nuova Zelanda

Lukla, l’arrivo in Nepal è da brividi

Concludiamo il nostro viaggio tra le piste d’atterraggio più spettacolari arrivando in Nepal. Qui, nei pressi della città di Lukla, si trova l’aeroporto di Tenzing-Hillary che è stato anche classificato tra i più pericolosi al mondo. E il perché è evidente: gli aerei devono atterrare e decollare da un’unica pista che si trova tra pendii ripidi nelle immediate vicinanze. Ragioni per cui – a quanto pare – solo i piloti più esperti possono arrivare sin qui. E il luogo è indubbiamente meta prediletta per tutti coloro che sentono il potente richiamo della montagna e delle vette più estreme: siamo a oltre 2800 metri di altitudine Lukla è tappa obbligata per coloro che vogliono dirigersi verso le montagne, compreso l’Everest.

Aeroporto di Tenzing-Hillary, Nepal

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Aeroporto di Tenzing-Hillary, Nepal: atterraggi da brividi
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Quanto costa andare alle terme in Italia?

Andare alle terme in Italia è un’esperienza che combina aspetti importanti come relax, benessere e, in moltissimi casi, anche la bellezza naturale e culturale del territorio. Ma quanto costa realmente una giornata alle terme? Non c’è una risposta precisa, in quanto l’importo può variare a seconda di diversi fattori, che influenzano, quindi, il prezzo finale. Ecco una lista di quelli che sono gli elementi che determinano il costo di una giornata alle terme in Italia, così da capire come ottimizzare l’esperienza in base al budget.

Tipologia di stabilimento termale

Uno dei fattori che incide maggiormente sul costo finale di una giornata alle terme è sicuramente il tipo di struttura scelto. In Italia, come anche nel resto del mondo, sono presenti stabilimenti di lusso con servizi esclusivi oppure centri termali più semplici, che offrono servizi differenti, ma comunque efficaci.

Ad esempio, stabilimenti come nei pressi delle terme di Saturnia o nei diversi centri termali di Bormio, che offrono un’esperienza premium ed il cui costo può andare dai 50 ai 100 euro e oltre per una giornata di accesso. Questi centri includo nel prezzo di ingresso piscine termali, saune, bagni turchi, hammam ed una vasta gamma di trattamenti benessere tra cui scegliere, alcuni dei quali da pagare separatamente.

Ci sono anche le terme più economiche. Si tratta di strutture meno prestigiose e con offerte sicuramente più semplici. L’ingresso a questi stabilimenti può variare dai 20 ai 40 euro, ma nonostante ciò, è garantito l’ingresso alle piscine termali, spesso anche a saune e bagni turchi, ma con servizi e strutture sicuramente più limitate.

Infine, in alcune zone d’Italia sono molto famose le terme libere. Si tratta di luoghi come le splendide terme di Saturnia oppure delle terme di San Filippo, entrambe situate in Toscana, e che sono sorgenti termali naturali completamente gratuite. Queste rappresentano sicuramente l’opzione più economica, ma allo stesso tempo necessitano di un po’ di adattamento, in quanto non sono presenti strutture ricettive ed organizzative.

Servizi inclusi nel prezzo d’ingresso

Il secondo elemento che incide sul costo di una giornata alle teme è quello dei servizi inclusi nel biglietto d’ingresso. In molti casi, soprattutto negli stabilimenti termali di un livello superiore, oltre all’accesso alle piscine termali, l’ingresso comprende una serie di servizi. Come già accennato in precedenza in questi centri è possibile accedere a saune e bagni turchi, ma anche grotte di sale, docce con cromoterapia ed aromaterapia e vari percorsi benessere.

In alcuni stabilimenti è possibile anche godere di un trattamento che può essere incluso nel prezzo del biglietto, come ad esempio un breve massaggio rilassante o, in alternativa, una seduta di fangoterapia. Sicuramente un buon modo per vivere l’esperienza di una giornata alle terme nella maniera più completa, senza dover affrontare un ulteriore spesa extra.

Scelta dei trattamenti aggiuntivi

Uno degli aspetti che incide maggiormente sul costo finale di una giornata alle terme è anche la scelta di trattamenti aggiuntivi. I centri termali offrono una vasta gamma di trattamenti di bellezza e benessere. Tra i trattamenti extra più comuni ci sono:

  • Massaggi: i prezzi per un massaggio, generalmente, cambiano a seconda della durata e della tipologia, con un costo che va dai 50 ai 120 euro. Possono essere massaggi rilassanti, che possono durare anche solo 30 minuti e possono avere un costo che si aggira intorno ai 60 euro, oppure si può scegliere di godere di trattamenti più complessi, come, ad esempio, massaggi drenanti o ayurvedici, che possono arrivare anche a 120 euro per un’ora. C’è da sottolineare anche il fatto che il prezzo varia in base alle strutture presso le quali si decide di passare l’esperienza termale.
  • Fangoterapia: molti stabilimenti termali italiani sono famosi per la fangoterapia. Questo trattamento, che ha benefici sulla pelle e sul sistema muscolare, ha il costo che si aggira fra i 40 ed i 60 euro, ma può essere incluso all’interno di pacchetti benessere spesso offerti dalle strutture, che combinano più trattamenti.
  • Trattamenti estetici: fra i servizi extra è possibile anche scegliere di beneficiare di alcuni trattamenti estetici. Fra i più famosi e frequenti si trovano sicuramente le maschere facciali o per capelli, peeling e scrub corpo. In genere si tratta di trattamenti svolti da professionisti del settore e con prodotti generalmente naturali e di alta qualità. Motivo per cui, scegliere alcuni di questi servizi, potrebbe far aumentare il prezzo di una giornata alle terme dai 30 ai 100 euro, a seconda del tipo di trattamento scelto, della durata e, come espresso in precedenza, anche della struttura.
Un uomo riceve un massaggio alla schiena alle terme, sdraiato su un lettino

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Uno dei trattamenti più diffusi alle terme: massaggio rilassante

Periodo dell’anno e posizione geografica

Possono sembrare due elementi quasi scontati, ma in realtà sono fattori da valutare attentamente, soprattutto per tutti coloro che vogliono passare una giornata alle terme, ma rispettando un determinato budget. Per quanto riguarda il periodo dell’anno, c’è da considerare il fatto che spesso, se si sceglie di visitare gli stabilimenti balneari in stagioni come autunno e primavera, escludendo le festività, molte delle strutture italiane offrono tariffe scontate e/o pacchetti promozionali per incentivare le visite. Al contrario, durante l’alta stagione, quindi estate o in concomitanza con eventi festivi particolari, i prezzi possono essere maggiorati anche del 20/30%.

Per chi decide di passare una giornata alle terme, ad incidere sul prezzo c’è da tenere in considerazione anche la posizione geografica degli stabilimenti. Infatti, per raggiungere alcune delle località più famose, la maggior parte presenti in Toscana e Trentino-Alto Adige, potrebbero avere prezzi più elevati rispetto ad alcune zone d’Italia meno frequentate. Oltre al fatto che, se vicine a città d’arte e mete turistiche, le strutture potrebbero sfruttare la propria posizione per offrire pacchetti benessere di lusso.

In relazione sempre alla posizione geografica, in aggiunta, vanno aggiunti anche i costi relativi a trasporto e soggiorno. Alcune località termali, come quelle in zone montane, richiedono anche il pernottamento, in quanto una giornata potrebbe non essere sufficiente. Molti hotel termali, infatti, offrono pacchetti che comprendono sia l’ingresso alle terme che la stanza d’albergo, e ciò permette di risparmiare, in alcuni casi, su costi del soggiorno e dei trattamenti.

Piscina termale con acqua calda all'aperto immersa in un paesaggio innevato, con vapore che proviene dall'acqua

Fonte: iStock

Piscina termale all’aperto in pieno inverno

Durata del soggiorno

Infine, un ultimo elemento che va ad incidere sul costo di una giornata alle terme, è quello della durata del soggiorno. In genere, l’ingresso giornaliero dura dalle quattro alle otto ore al giorno, ma esiste la possibilità anche di acquistare ingressi serali o per mezza giornata, che permettono di risparmiare. Ad esempio, un ingresso serale può costare anche circa il 30% in meno rispetto al prezzo di una giornata intera, offrendo comunque la possibilità di rilassarsi dopo una giornata lavorativa o passata ad esplorare i dintorni delle località termali.

Quindi, il costo di una giornata alle terme in Italia può variare in base ad una serie di fattori, ed il prezzo finale è tra i 30 ed i 150 euro. Con un’attenta pianificazione e la scelta di offerte speciali o periodi di bassa stagione, sarà possibile vivere un’esperienza termale di alta qualità senza spendere una fortuna.

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I dati dell’Osservatorio di TTG Travel Experience sull’estate 2024

Cosa aspettarci nei prossimi mesi dipende anche un po’ da come sono andate le ultime vacanze. Dove sono stati, cos’hanno fatto, che tipo di vacanza hanno preferito i viaggiatori sono un indice di cui tenere sicuramente conto per fare il punto e sistemare ciò che non è andato. Secondo TTG Monitor, l’Osservatorio di TTG Travel Experience, mare, località termali e città d’arte sono state le prime scelte non soltanto degli italiani, ma anche degli stranieri che hanno trascorso le ferie in Italia. E queste continueranno a essere le mete preferite per le vacanze fino alla fine del 2024. Laghi e montagne, invece, sono molto più apprezzati dagli stranieri. Aumenta, inoltre, la richiesta di esperienze esclusive e private, come per esempio visitare ambienti naturali (parchi e giardini) fuori dagli orari d’apertura oppure entrare nei musei di notte, come vorrebbe il 34% degli stranieri.

È questa la nuova tendenza del travel lover. “In un mondo sempre più iperconnesso e digitale”, ha spiegato Gloria Armiri a capo di Travel Experience Group “ad attrarre il turista è una modalità di viaggio coinvolgente e improntata all’interazione con l’identità di un luogo: in altre parole la ricerca dell’autenticità o della Veritas, filo conduttore della 61ª edizione della nostra TTG”.

Nuovi trend: sostenibilità

L’Osservatorio di TTG Monitor racconta l’attenzione dei turisti verso la sostenibilità sociale legata al viaggio. Il 40% degli italiani e il 47% degli stranieri giudicano favorevolmente proposte ed esperienze a sostegno del lavoro delle comunità locali e delle produzioni artigiane e agroalimentari. Per questo motivo sempre più richieste sono le mete meno battute dal turismo di massa, un tipo di viaggio che è anche un antidoto all’overtourism, un fenomeno che preoccupa il 63% degli stranieri, che cercano sempre più il contatto con la terra e il soggiorno in ambienti primordiali e selvaggi come i glamping ricavati dalla roccia. Cresce anche l’attenzione al wellness con le attività maggiormente svolte nella destinazione turistica celta: ricreazione fisica (sport, +4,7%), soft hiking (escursioni e camminate, +5,1%) e sport acquatici.

Ottime performance, infine, per il cosiddetto Turismo delle radici: l’87% dei visitatori di origini italiane consiglia un viaggio nel Belpaese. I turisti delle radici si rivelano veri e propri ambassador della destinazione Italia e del Made in Italy. Al rientro dalla vacanza italiana, portano con loro prodotti enogastronomici, artigianali, di moda e libri. Non si fermano alla visita delle terre d’origine ma dedicano il 55% del tempo alla visita di altri luoghi italiani e spendono in media 3.100 euro a persona per la permanenza di 2 settimane (fonte: Confcommercio).

Un occhio alla spesa di viaggio

Cambia così anche l’orientamento della spesa: nel 2024, secondo l’Osservatorio, l’88% degli europei sceglierà di acquistare esperienze in luogo di beni materiali. Sul fronte ospitalità aumentano gli stranieri che scelgono l’hotel anche in base alla presenza di frutta e verdura di stagione e all’attenzione a ridurre lo spreco alimentare. Tra le nuove leve che spingono alla scelta di una struttura alberghiera, infatti, si fa sempre più strada la proposta della colazione offerta, puntando anche su prodotti locali, sempre più originali e autoctoni e su menu tematici. Spesso e volentieri chi va a consumare il breakfast in un hotel non è neppure cliente ma sceglie di andare proprio per la qualità dell’offerta.

Vacanze sempre più “rosa”

Il mondo del turismo sta assistendo anche a una interessante tendenza tutta al femminile. Le donne sono molto più intraprendenti: il 71% delle prenotazioni per i “solo-travel” sono organizzate proprio per le viaggiatrici. La novità emerge da TTG Italia in base a un’indagine condotta da Virtuoso, il circuito di circa 20mila agenti sparsi per il mondo, specializzati nella confezione di esperienze uniche. E le donne viaggiatrici saranno una delle tematiche di Book&Go, la sezione di TTG Travel Experience alla Fiera di Rimini dedicata alla cultura di viaggio e orientata al racconto delle nuove tendenze. “Partendo dalle esperienze vissute e raccontate nei loro libri, tre viaggiatrici in solitaria – Ilaria Bonfante, Marta Pellegrini e Anna Pernice – affronteranno e smonteranno timori e cliché associati all’universo delle solo-traveller”, ha spiegato la Armiri. “Le donne sono più intraprendenti e il dato di Virtuoso a testimoniarlo mi fa particolarmente piacere. Dalle ultime tendenze possiamo inoltre dire che sarà un trend destinato a crescere ancora”.

Il lusso non va mai in crisi

Sempre secondo le stime di Virtuoso, se nella prima parte dell’anno vacanze come safari, crociere, mete esotiche (specie Maldive e Fiji) l’hanno fatta da padrona, in autunno il turismo si sposterà più verso Est. La Cina ha registrato un vero e proprio boom di interesse con un +146% e prosegue il trend positivo del Giappone (verso cui stanno per partire nuovi voli diretti dall’Italia), mentre destano curiosità Islanda e Polinesia. Spostandosi più avanti, inevitabilmente cresce l’attenzione per le destinazioni calde come Caraibi, Anguilla e Costa Rica.

Viaggi “tailor made”

Dai dati occorre infine segnalare il successo del turismo personalizzato, il cosiddetto “tailor made”, cucito su misura: le richieste per i consulenti di viaggio di Virtuoso sono aumentate del 76% nel primo semestre del 2024, un trend destinato a confermarsi anche nella seconda parte dell´anno. “Le stime sembrano evidenziare sia a livello italiano sia globale un divario sempre maggiore tra la fascia media e il turismo luxury”, ha segnalato Armiri.” A causa della spinta inflattiva e dei rincari spesso fuori controllo in Italia, i viaggiatori tendono sempre di più a ridurre il periodo di soggiorno, a frazionare le vacanze in mini-spostamenti anche nei mesi di spalla e a scegliere mete di prossimità, mentre la fascia alta non solo non conosce crisi, ma fa registrare aumenti a doppia cifra e una volontà ancora maggiore di esclusività”.

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Roma, Sardegna e Sud Tirolo, i luoghi top d’Italia in autunno per gli americani

Secondo Travel + Leisure, il noto magazine statunitense con sede a New York, gli americani iniziano ad apprezzare le vacanze in Europa in particolare durante l’autunno, tralasciando un po’ il periodo estivo, sempre più caratterizzato da ondate di calore, mancanza di aria condizionata in svariati luoghi e l’implacabile folla dei turisti, tutti aspetti che concorrono a rendere il viaggio “scomodo e disagevole”.

Così, emerge la tendenza a pianificare i voli transatlantici nei mesi autunnali, quando le temperature scendono ma si rivelano ancora dolci e miti e le prime nevicate sono ancora lontane. In più, difficile non apprezzare le mete prescelte avvolte nei magici colori dorati del foliage e di una luce inconfondibile.

E poi, l’Europa offre davvero l’imbarazzo della scelta, sia per chi pianifica una visita nelle maggiori città e capitali, sia per chi, invece, opta per la montagna o il mare. Le destinazioni predilette dagli americani? Londra, Parigi, Ibiza, Madeira, Copenaghen, le Highlands scozzesi, la Grecia, la Norvegia, la costa francese ma anche l’Italia e, in questo caso, tre vincono su tutte le altre.

Ecco di quali si tratta.

Roma, il fascino che non tramonta

L’atmosfera millenaria che si respira passeggiando per la Città Eterna non smette mai di far innamorare e i turisti statunitensi non fanno eccezione.

Nella speciale classifica di Travel + Leisure per le località da scoprire in autunno, Roma è al primo posto della Top Ten, magnifica in tutte le stagioni e ideale per l’autunno.

Qualche consiglio per un’avventura romana di stile? Iniziare il tour da Galleria Borghese, una delle gallerie d’arte più prestigiose della città, e poi esplorare l’Orto Botanico, rigoglioso giardino ricco di sentieri tortuosi, fontane nascoste e alberi secolari.

Dopo aver fatto tappa al cospetto degli iconici punti di interesse della capitale, dal Colosseo al Vaticano, da Trastevere a Piazza Navona (e la lista potrebbe continuare all’infinito), non può mancare una golosa sosta all’Antico Forno Roscioli, storica panetteria la cui pizza al taglio è una “rivelazione”, e un buon gelato presso una delle innumerevoli gelaterie sparse per il centro.

In Sardegna, finalmente lontano dal caldo torrido

Barumini, Barbagia

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Nuraghe di Barumini

Terza classificata la Sardegna che, in autunno, diventa la scelta perfetta per andare in bici, fare escursioni e concedersi un’entusiasmante gita in barca: infatti, se in estate il caldo è torrido, settembre, ottobre e la prima settimana di novembre sorprendono piacevolmente.

Oltre a godere appieno della bellezza unica dell’isola, i turisti hanno l’occasione di partecipare agli eventi culturali di “Autunno in Barbagia“, celebrati in una trentina di villaggi della regione montuosa della Barbagia fino alla metà di dicembre.

Ma non è tutto: l’autunno sardo significa degustazioni di vino, tranquille visite ai siti archeologici e rigeneranti nuotate nelle limpide acque dello splendido mare, ancora caldo dopo i mesi estivi.

Sud Tirolo, natura spettacolare

Infine, all’ottavo posto delle mete predilette dagli americani per l’autunno in Europa, spicca il Sud Tirolo, considerato il top per vacanze attive all’aria aperta, per conoscere da vicino e assaporare la tradizione vitivinicola locale e concedersi un soggiorno in uno dei molti resort con centri benessere.

In più, i boschi si tingono di meravigliose tinte pastello e al tramonto le cime e i pinnacoli appaiono arancioni, rosa, rossi o viola, dando vita al cosiddetto “bagliore delle Dolomiti“.

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Quali sono le spiagge di sabbia più belle d’Italia?

L’Italia è una delle mete turistiche più ricercate ed ambite al mondo, che riesce ad attirare ogni anno turisti e viaggiatori provenienti da tutto il mondo, ammaliati dall’incredibile varietà di paesaggi naturali, tesori culturali e bellissime città storiche. Oltre a questo, degno di nota è il suo vasto e ampio litorale, che si estende per oltre 7.000 chilometri, in grado di chiamare a sé milioni di visitatori ogni anno, da tutto il territorio italiano e non solo. Le spiagge italiane caratterizzate da sabbia dorata, bianca e a volte persino colorata, sono in grado di offrire scenari unici, in grado di affascinare ogni tipo di viaggiatore. Sono la destinazione ideale per chi ama passare giornate di puro relax in riva, oppure per tutti coloro che amano divertirsi all’aria aperta praticando diversi sport acquatici o per chi, invece, cerca il contatto diretto con la natura. Ecco una lista delle spiagge di sabbia più belle d’Italia e perché vale la pena visitarle

1. Cala Brandinchi in Sardegna

Cala Brandinchi è conosciuta affettuosamente come la “Piccola Tahiti” ed è considerata probabilmente come la più iconica spiaggia della Sardegna. Questa spiaggia si trova nella parte settentrionale della regione, precisamente nei pressi di San Teodoro, ed è celebre per la sua sabbia bianca e fine, che sembra quasi essere polvere di borotalco, e che riesce a creare un contrasto fantastico con le acque trasparenti e dalle sfumature turchesi che la bagnano. I fondali bassi e la calma delle sue acque rendono Cala Brandinchi perfetta per i turisti in viaggio con le famiglie, ma anche per chi vuole semplicemente rilassarsi in un piccolo paradiso.

Cala Brandinchi offre una serie di servizi in grado di rendere le giornate al mare un’esperienza decisamente rilassante. Sono presenti parcheggi, aree attrezzate per il noleggio di lettini ed ombrelloni, ma anche piccoli chioschi dove è possibile acquistare bevande e snack durante la giornata.

Inoltre, per gli amanti dello snorkeling, si consiglia di portare l’attrezzatura necessaria, come pinne, occhialini e maschera, per scoprire i fondali ricchi di pesci colorati e persino piccole murene. È anche la destinazione ideale per attività come il kayak o il SUP, con cui poter esplorare le bai circostanti.

C’è da ricordarsi, però, che a causa dell’afflusso di un numero sempre più elevato di turisti, Cala Brandinchi, come anche il resto delle altre spiagge più belle della Sardegna, è una spiaggia a numero chiuso, una misura doverosa per salvaguardare e tutelare il paesaggio.

2. Spiaggia dei Conigli a Lampedusa

Incastonata nella bellissima isola di Lampedusa, in Sicilia, si trova la spiaggia dei Conigli, una fra le più belle località balneari di tutta l’isola e non solo. Viene considerata, infatti, fra le più belle spiagge al mondo e deve il suo nome all’isolotto dei Conigli che si trova proprio di fronte alla spiaggia. Qui la natura è la protagonista incontrastata: la sabbia finissima e dorata, le sue acque azzurre e trasparenti, all’interno di un contesto decisamente selvaggio, fanno della spiaggia dei Conigli una tappa imperdibile per chi ama il mare incontaminato.

Questa destinazione è particolarmente speciale anche per il fatto che è un luogo di nidificazione delle tartarughe marine Caretta Caretta, una specie protetta. Ogni estate, qui, queste tartarughe depongono le uova sulla spiaggia e concorrono a rendere questa spiaggia ancora più affascinante.

È possibile raggiungere la spiaggia dei Conigli solamente a piedi, attraverso un piccolo sentiero. A differenza della precedente, non ci sono molti servizi sulla spiaggia, motivo per cui, per chi decidesse di passare una giornata in questa meravigliosa località, è consigliabile portare con sé tutto l’occorrente, come cibo e bevande. Qui è possibile rilassarsi nuotando, facendo snorkeling oppure facendo semplici passeggiate lungo la spiaggia. Se si è fortunati, magari è anche possibile incontrare tartarughe marine a riva.

3. Spiaggia di San Vito Lo Capo in Sicilia

Si rimane in Sicilia, ma questa volta si viaggia verso l’isola principale, precisamente a nord della regione. Qui si trova una delle spiagge più amate dai turisti italiani e stranieri. Si tratta della bellissima spiaggia di San Vito lo Capo.

Questa spiaggia è caratterizzata da una lunga distesa di sabbia dorata e da un mare i cui colori sfumano dal turchese fino al blu intenso, oltre che essere circondata da montagne rocciose: un mix che riesce ad offrire uno spettacolo naturale unico ed indimenticabile, un panorama ideale per foto memorabili. Qui sono presenti diverse bellissime baie, facilmente raggiungibili, come, ad esempio, la Baia di Santa Margherita.

La spiaggia di San Vito Lo Capo è molto attrezzata: sono presenti numerosi stabilimenti balneari, ma anche bar e diversi ristoranti, il che la rende ideale per chi vuole passare giornate rilassanti al mare con la propria famiglia, divertendosi con pedalò, kayak ed attrezzature per praticare diversi sport acquatici.

Inoltre, per chi vuole combinare il mare con l’escursionismo, questa spiaggia è molto consigliata, grazie alla vicinanza con la riserva naturale dello Zingaro, in cui è possibile percorrere numerosi sentieri costieri che portano a baie nascoste, grotte e punti panoramici mozzafiato. Non c’è da dimenticarsi, poi della vicinanza all’affascinante borgo di San Vito Lo Capo, dove assaggiare il famoso cous cous alla trapanese, il piatto simbolo della zona.

Vista della spiaggia di San Vito lo Capo in Sicilia, con la sabbia bianca in primo piano ed il promontorio sullo sfondo

Fonte: iStock

Spiaggia di sabbia di San Vito Lo Capo in Sicilia

4. La Pelosa a Stintino in Sardegna

Chi è che non ha mai sognato di visitare almeno una volta nella vita una spiaggia caraibica? E se ci fosse la possibilità di avverare questo sogno, ma senza lasciare l’Europa? C’è una soluzione: la spiaggia la Pelosa di Stintino. Si torna in Sardegna, preso questa famosa spiaggia della parte nord-occidentale dell’isola, famosa per le sue acque turchesi e la spiaggia bianca e soffice, che la rendono un angolo di paradiso caraibico d’Italia.

Questa famosa e bellissima spiaggia settentrionale della Sardegna è protetta dall’isola Piana e dall’Asinara e gode di acque decisamente calme e poco profonde, adatte anche ai più piccoli. Qui, oltre a rilassarsi sulla sabbia, è possibile visitare i fantastici dintorni, partecipando ad escursioni organizzate o noleggiando una propria imbarcazione alla scoperta dell’isola dell’Asinara, dove scoprire una natura selvaggia ed incontaminata, fare snorkeling e ammirare animali come i famosi asinelli bianchi dell’Asinara.

Data la sua crescente popolarità, l’accesso alla spiaggia La Pelosa è stato regolamentato, così da preservarne la straordinaria bellezza. Proprio per questo è consigliabile prenotare l’ingresso con largo anticipo, soprattutto durante i periodi di alta stagione. Sono presenti anche diverse e specifiche regolare da rispettare, come l’obbligo di stendere un asciugamano sotto l’ombrellone per non danneggiare la sabbia.

5. Marina di Pescoluse in Puglia

Questa volta si cambia regione e si viaggia verso il sud Italia, in Puglia. Si parla precisamente di Marina di Pescoluse, conosciuta anche come le Maldive del Salento: una spiaggia che si estende per diversi chilometri, con sabbia bianca e finissima, ma soprattutto un mare che assume sfumature turchesi ed azzurre, e che può essere considerate fra le più belle spiagge della Puglia e del Salento.

Marina di Pescoluse è molto ben attrezzata. Infatti, sono presenti diversi stabilimenti balneari con bar e ristoranti, ma anche ampie aree gioco per bambini. Lungo la costa, inoltre, è possibile trovare anche molte strutture ricettive come case vacanze e camping, che rendono questa parte del Salento la meta ideale per le prossime vacanze.

Per chi ama gli sport acquatici, il fatto che queste coste siano spesso colpite da diverse correnti, Marina di Pescoluse è un luogo molto popolare fra i praticanti di sport come il kitesurf o il windsurf.

Lido attrezzato con tende e lettini da mare a Marina di Pescoluse nel Salento, in Puglia

Fonte: iStock

Marina di Pescoluse, in Puglia, conosciuta come le “Maldive del Salento”

7. Baia delle Zagare nel Gargano

Rimanendo sempre in Puglia, ma questa volta sulla costa est, degna di nota è la Baia delle Zagare, un luogo incantato del Gargano, e nel cuore del Parco Nazionale del Gargano. Questa baia è un vero e proprio paradiso del territorio pugliese, con una delle viste più belle e suggestive dell’intera costa adriatica.

Baia delle Zagare è caratterizzata da imponenti e maestosi faraglioni di roccia bianca che spuntano dalle acque cristalline che bagnano la spiaggia dorata e fine e si va aggiungere alle spiagge di sabbia del Gargano, che si trovano tra Rodi e Vieste, e che vale la pena visitare almeno una volta nella vita.

Questa spiaggia è accessibile solo tramite due hotel privati che si affacciano sulla spiaggia o, per chi decidesse di non pernottare in queste strutture, è possibile raggiungerla anche via mare. Questo contribuisce a mantenere l’atmosfera tranquilla ed incontaminata, che rende Baia delle Zagare ideale per chi cerca un angolo di paradiso lontano dalla folla turistica e a diretto contatto con la natura.

Oltre a rilassarsi, da questa spiaggia è possibile anche partecipare ad escursioni guidate che portano all’esplorazione di grotte marine lungo la costa del Gargano, come la spettacolare Grotta Smeralda o la Grotta delle Rondinelle.

8. Spiaggia di Tropea in Calabria

Infine, un’altra spiaggia di sabbia, che viene considerate tra le più affascinanti di tutto il territorio italiano, è la spiaggia di Tropea in Calabria, lungo la Costa degli Dei, caratterizzata da una sabbia dorata ed il mare che assume delle bellissime sfumature dal turchese al blu profondo. Questa spiaggia si estende sotto le pareti rocciose e contribuisce a creare un’ambientazione unica e mozzafiato

La spiaggia è dominata dall’iconica scogliera dove sorge il pittoresco e suggestivo centro storico. Il borgo di Tropea è particolarmente apprezzato per il contrasto tra la bellezza del suo borgo antico, ricco di storia e cultura, e la naturalezza ed il fascino delle suggestive spiagge di sabbia nei suoi dintorni.

Qui sono presenti numerosi stabilimenti balneari, ben attrezzati, con ristoranti, chioschi e bar presso cui assaggiare i famosi piatti della cucina calabrese. Qui, come del resto anche in tutti i paradisi balneari che sono stati citati fino ad ora, è consigliato esplorare i fondali marini, facendo snorkeling o partecipando ad escursioni in barca guidate, alla scoperta della Costa degli Dei e, perché no, verso le vicine Isole Eolie.

Vista dall'alto della Spiaggia di Tropea in Calabria, con il borgo storico che si affaccia sul bellissimo mare turchese

Fonte: iStock

Spiaggia di Tropea in Calabria

Queste citate sono solo alcune delle più belle spiagge di sabbia italiana fra le più ricercate e conosciute al mondo, in grado di attirare turisti italiani e non. Rappresentano la destinazione per le prossime vacanze estive: basta scegliere la preferita e partire alla scoperta di angoli di paradiso tutti italiani!

 

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Un itinerario dal gusto romantico alla scoperta di Santa Margherita Ligure

Quel piacevole alternarsi di scorci unici che sorvegliano il mare è proprio quel sogno ad occhi aperti a cui nessuno vorrebbe rinunciare. Se in più ci si trova nel cuore della riviera ligure di Levante, con i suoi colori e i profumi inconfondibili, allora il viaggio si trasforma in qualcosa di romantico e indimenticabile.

Siamo a Santa Margherita Ligure, nel golfo del Tigullio, a 30 km da Genova. Una piccola perla sul mare che ha tanto da offrire a coloro che decidono di vivere qualche giorno di relax tra le sue piccole vie caratteristiche, scoprendo i borghi e la natura circostante.

La passeggiata dei Baci: da Rapallo a Portofino

Il percorso di 8,5 chilometri che parte da Rapallo e giunge a Portofino attraversa le splendide località di Santa Margherita Ligure e di Paraggi. Un itinerario che costeggia il mare e si addentra nei boschi, per poi tornare alle meravigliose spiagge della costa ligure. Passa anche per borghi pittoreschi ed esplora luoghi storici di rara bellezza, in tratti pianeggianti alternati a dolci saliscendi adatti a tutti, anche ai meno allenati.

È una camminata da record, quella che unisce Rapallo a Portofino. Nel 2017 il percorso è stata ricoperta da un lunghissimo tappeto rosso: con i suoi 8 chilometri di estensione, il “red carpet” con vista sulla costa ligure è rientrato tra i Guinness World Records.

Il tratto più suggestivo: cosa non perdere a Santa Margherita Ligure

Il paesaggio lungo la costa ligure di Levante è tutto un incanto, ma uno dei tratti più caratteristici è quello che attraversa il borgo di Santa Margherita Ligure e giunge alla frazione di Paraggi. Gli elementi che si susseguono variano lungo il tragitto e regalano scorci imperdibili di un paesaggio altamente suggestivo.

Sono circa 4 i chilometri che dividono il centro di Santa Margherita Ligure da Paraggi: si passa davanti alle architetture tipiche e al Castello del borgo affacciato al mare, ma anche ai luoghi simbolici di una fetta di costa dal fascino unico e senza tempo.

Tappa 1: le “palazzate” affacciate al mare

Camminando lungo il percorso che accompagna verso Portofino, si possono ammirare le tipiche “palazzate” sul mare di Santa Margherita: un insieme di strutture abitative che si sviluppano in verticale, appoggiate l’una all’altra come in un abbraccio senza fine. I colori delle facciate, finemente decorate, si alternano e riflettono i raggi del sole sull’acqua del mare, in particolare nel momento più romantico del tramonto, che infiamma di luce tutto ciò che incontra.

"Palazzate" tipiche liguri affacciate sul mare

Fonte: iStock

Palazzi tipici liguri affacciati sul mare

Tappa 2: il Castello cinquecentesco

Affacciato sul mare ma con uno sguardo sempre rivolto allo splendido borgo di Santa Margherita Ligure, sorge il Castello cinquecentesco voluto dalla Repubblica di Genova per difendersi dagli attacchi dei pirati saraceni.

Dal Settecento non ricopre più il suo originario ruolo difensivo, mentre le sue recenti ristrutturazioni gli hanno permesso di diventare uno spazio espositivo multimediale in cui vengono organizzati eventi e mostre d’interesse: sorge qui ciò che si chiama Museo del Mare, una tappa da non dimenticare che testimonia il legame indissolubile del borgo ligure con il mare.

Tappa 3: la banchina Sant’Erasmo

Superato il castello, si cammina lungo la Banchina Sant’Erasmo: qui un tripudio di colori e profumi inebria e incanta. I pescherecci della flotta locale sbarcano qui con le loro lancette motorizzate, portando con sé il pescato del giorno. Una tappa qui è d’obbligo per assaggiare il pregiato gambero rosso che ha ottenuto il marchio De.Co (Denominazione Comunale di Origine) per tutelare e valorizzare questa squisita specialità locale.

Banchina Sant'Erasmo con i suoi tipici pescherecci

Fonte: Andrea Chiantore

Banchina Sant’Erasmo

Tappa 4: il Covo di Nord Est

Non manca da esplorare anche la parte più modaiola della riviera, che con la sua famosa discoteca ha anche una storia romantica tutta da raccontare. Erano gli anni Sessanta e Settanta quando questo locale, quel Covo di Nord Est sorto in una casa incastonata nella roccia a picco sul mare, scrisse la storia della vita notturna nella riviera ligure.

Sorta tra il 1898 e il 1903, la struttura era una dimora privata fatta costruire dal nobile barone Franchetti: l’uomo si era innamorato perdutamente di una cantante lirica austriaca che divenne sua amante. Per lei voleva costruire un castello imponente, alto 50 metri e con un teatro sul retro nel quale si sarebbe potuta esibire. Una storia d’amore, però, troncata da un tragico destino.

La trasformazione in locale pubblico del Covo avvenne nel 1934. Un luogo di incontri e divertimento, che vedeva giungere via mare e attraccare al porticciolo Punta Pedale i personaggi di quella “Dolce Vita” che raccontano di un’epoca vivace. Da qui sono passati, tra i vari, Brigitte Bardot e Roger Vadim, Jane Fonda, Nat King Cole e Frank Sinatra, accompagnati dalle note di Fred Buscaglione, Renato Carosone, Bruno Martino e Peppino Di Capri.

Non ha ancora perso il fascino di un tempo, il Covo di Nord Est. Ancora oggi è un locale raffinato scelto da molti vip in viaggio a Portofino.

Tappa 5: l’area marina con le sue praterie di posidonia oceanica

Proseguendo nel cammino che porta verso Paraggi, ci si addentra ulteriormente nel paesaggio dell’Area Marina Protetta di Portofino che incanta con le sue praterie di posidonia oceanica. Si tratta di una vera e propria pianta superiore con radici e foglie e che produce frutti e fiori. Forma particolari distese verdi che ospitano molte specie animali. Si allargano nelle zone in cui l’acqua è poco profonda e una volta illuminate dai raggi del sole creano giochi di luci e colori incantevoli.

Praterie di Posidonia Oceanica sulla costa di Santa Margherita Ligure

Fonte: iStock

Praterie di Posidonia Oceanica

Tappa 6: la Cervara

Poco prima di giungere a Paraggi, si incontra sul percorso La Cervara, l’Abbazia di San Girolamo al Monte di Portofino. Costruito dai monaci benedettini nel 1361 ed eletto ad Abbazia nel 1546, il monastero ospita uno dei giardini più incantevoli d’Italia. Quello che era l’orto dei monaci è stato trasformato negli anni in un giardino all’italiana affacciato sul mare.

La Cervara, Abbazia di San Girolamo al Monte di Portofino

Fonte: Andrea Chiantore

La Cervara, l’Abbazia di San Girolamo al Monte di Portofino

Tappa 7: Villa Bonomi, il castello di Paraggi e la sua leggenda

Si giunge poi a Paraggi, frazione di Santa Margherita Ligure, le cui acque cristalline rientrano nell’Area Marina Protetta di Portofino. Prima di raggiungere la baia, ci si imbatte in un castello che spicca da un promontorio a picco sul mare. Costruito dalla Repubblica di Genova, viene chiamato anche Villa Bonomi Bolchini e porta con sé una curiosa leggenda.

Nelle rocce sulle quali sorge la fortezza, si apre una grotta nella quale si racconta che vivrebbe una feroce murena che farebbe da guardia ad un tesoro ricco di monete d’oro e gioielli. Si dice che un pirata francese molto avido, Etienne Toussaints, naufragò vicino alla scogliera e che, ferito, si rifugiò con il bottino nella grotta, ma poco dopo morì, circondato da quel tesoro. La sua anima si trasformò così in un’enorme murena pronta ad attaccare tutti coloro che avessero provato ad avvicinarsi a questa ricchezza.

L'incantevole Castello di Paraggi

Fonte: iStock

Castello di Paraggi (Villa Bonomi)

Tappa 8: la baia di Paraggi

Giungiamo alla tappa finale di questo cammino con la Baia di Paraggi: un incantevole acquario naturale tra le rocce e il mare, formato da un centinaio di metri di sabbia fine in cui l’acqua assume sfumature incredibili che virano verso il verde smeraldo, una tonalità talmente suggestiva da avere un suo personale colore ufficiale: il Pantone Verde Paraggi. Si trova tra il Castello di Paraggi e la caletta di Niasca e fa parte dell’Area Marina Protetta di Portofino.

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Ottobre al caldo, le migliori mete del mondo per una vacanza al sole

L’estate, seppur rovente, è una di quelle stagioni che sa mancare di più una volta che se ne va: non fa in tempo a finire che già se ne ha nostalgia. I primi climi freschi che porta l’autunno, infatti, fanno da subito tornare la voglia di caldo, il desiderio di sdraiarsi al sole e trascorrere giornate in infradito all’insegna dell’allegria. Per fortuna c’è un’ottima notizia: durante il decimo mese dell’anno, in alcuni luoghi del mondo c’è ancora la bella stagione: ecco dove andare ad ottobre al caldo e al sole (cambiamento climatico permettendo) prendendo in considerazione i vari continenti, ad eccezione dell’Antartide.

Ottobre al caldo in Europa

Ottobre, per l‘Europa, è bassa stagione e questo consente di viaggiare in maniera più tranquilla (ed economica) in diversi Paesi del continente. Se al Nord il freddo comincia ad essere importante, al Sud ci sono località dove l’estate pare quasi infinita, ed ideali per trascorrere vacanze in totale relax.

Isole Canarie

Non si può parlare di caldo in Europa senza menzionare le Isole Canarie, arcipelago spagnolo al largo della costa nord-occidentale dell’Africa, pieno di spiagge di sabbia bianca e nera che tolgono il fiato. Tra Tenerife, Gran Canaria, Lanzarote, Fuerteventura, La Palma, La Gomera, El Hierro e La Graciosa, la scelta è davvero ampia, ma quel che è certo è che in ognuna di esse si può godere di 10 ore di sole al giorno e una media di 26°C, clima ideale per vivere il mare, fare trekking e visitare luoghi che entrano dritti nel cuore.

Malta

Non è di certo da meno Malta, suggestivo arcipelago situato tra la Sicilia e la costa del Nordafrica, pieno di fortezze, templi megalitici e l’Ħal Saflieni Hypogeum, un complesso sotterraneo di sale e camere mortuarie che risale a tempi antichissimi. Non mancano le spiagge da sogno e la possibilità di fare escursioni in mezzo alla natura, condite da un clima che si aggira intorno ai 26°C e un mare particolarmente caldo (perfetto per fare bagni indimenticabili).

Malta, Laguna Blu

Fonte: iStock

La Laguna Blu presso l’Isola di Comino, a Malta

Costa del Sol

La Costa del Sol (il cui nome evoca senza dubbio un paradiso caldo) è una suggestiva regione costiera spagnola che si affaccia sul mar Mediterraneo, tra la punta Tarifa e Cabo de Gata. Non è un caso, quindi, che in molte delle sue destinazioni ad ottobre si possa ancora godere del mare, ma anche di una serie di eventi che rendono il soggiorno particolarmente frizzante. Del resto, da queste parti il sole brilla per ben 320 giorni all’anno.

Ottobre al sole in Africa

In molte località dell’Africa ottobre è un mese da sogno per gli amanti del mare, perché qui è caldo sia di giorno che di notte. Inoltre, questo è un mese che per diverse zone segna il momento ideale per fare safari, perché gli animali selvatici sono più facili da avvistare.

Egitto

A poca distanza dall’Italia e assolutamente perfetto per ottobre è l’Egitto, con temperature che possono tranquillamente raggiungere i 33°C. Spettacolari in questo periodo sono Marsa Alam, con spiagge paradisiache e una natura incontaminata, e Sharm el-Sheikh, probabilmente la meta più nota e amata del Paese per chi è in cerca di mare da sogno.

Mauritius

Mauritius è un’isola dell’Africa orientale con spiagge, lagune e barriere coralline che non si fanno dimenticare facilmente. Ma non è tutto, perché è anche un Paese impreziosito da montagne che ospitano il Black River Gorges National Park, con foreste pluviali, cascate e sentieri escursionistici. A ottobre, a Mauritius, ha inizio l’estate ed è il periodo in cui l’isola fiorisce creando uno spettacolo più unico che raro.

Mauritius, spiaggia

Fonte: iStock

Un meraviglioso paesaggi di Mauritius

Seychelles

Le Seychelles sono ben di 115 isole che galleggiano nell’oceano Indiano, al largo dell’Africa orientale. È quasi inutile dirlo, ma sono la culla di numerose spiagge, barriere coralline, riserve naturali ed animali rari come la tartaruga gigante di Aldabra. Sono il vero e proprio sinonimo di Paradiso in Terra, che durante il mese di ottobre lo è anche per il meteo: il tempo è stupendo e le temperature si aggirano tra i 24°C ed i 30°C.

Ottobre al caldo in Asia (nella sua interezza)

L’Asia è pressoché infinita: è il continente più vasto al mondo, con una superficie di oltre 4,4 volte più grande di quella dell’Europa e pari a circa un terzo di tutte le terre emerse. Tale premessa ci fa capire che da queste parti è davvero molto facile trovare mete calde ad ottobre, alcune piuttosto vicine all’Italia mentre alte molto lontane.

Dubai

Dubai è uno dei sette emirati che formano gli Emirati Arabi Uniti ed è conosciuta per essere un cuore pulsante in mezzo al deserto: è la città dei record, dei grattacieli e della modernità, ma anche la località ideale per vivere il fascino misterioso delle notti arabe, scoprire la tradizione artigianale e rilassarsi tra la meraviglia delle sue spiagge, spesso affiancate da eleganti resort. Le temperature non sono da meno, poiché si aggirano intorno ai 30° C.

Raja Ampat

Raja Ampat, arcipelago formato da circa 1.500 isole in Indonesia, rappresenta il punto di incontro tra l’Oceano Pacifico e il Mediterraneo Australasiatico, tanto da essere un luogo così bello che pare quasi impossibile credere che sia vero. Difficile da raggiungere, è considerato una sorta di ‘Amazzonia del mare’, per via di una una fittissima concentrazione di vita marina. Ottobre è un buon mese per andarci, grazie a temperature che vanno dai 26 ai 33°C.

Oman

L’Oman è un Sultanato dell’Asia sud-occidentale che si fa amare per il suo pressoché infinito territorio desertico puntellato da oasi, che sorgono sui letti dei fiumi e lunghi tratti di costa sul golfo Persico (Arabico), il mar Arabico e il golfo di Oman. E ottobre è un mese in cui il viaggiatore può godere di un clima favorevole, quasi privo di umidità e caldo asfissiante: le temperature sono perfette anche per trascorre qualche giorno sulle sue affascinanti spiagge.

Oman, il mare

Fonte: iStock

Un’immagine della costa dell’Oman

Ottobre al sole in America, (Nord, Centro e Sud)

Anche l’America, a ottobre, permette di atterrare in mete magiche e dove il bel tempo consente di rilassarsi su spiagge da sogno che è difficile trovare altrove. Chiamata Continente Nuovo o Nuovo Mondo, è ricca anche di isole da cartolina che in questo periodo sono più belle che mai.

Miami

Iniziamo questo viaggio in America da Miami, futuristica città che sorge sul capo sudorientale della Florida, piena di spiagge abbaglianti accarezzate da acque cristalline, centri commerciali modernissimi e anche splendidi paesaggi naturali e siti storici particolarmente interessanti. Le temperature? Si aggirano tra i 25 e i 28°C: assolutamente piacevoli.

Suriname

Il Suriname è il Paese più piccolo e meno visitato dell’America del Sud, ma ciò non toglie che sia spettacolare e ideale da scoprire ad ottobre, anche perché qui si possono vivere esperienze tipiche, originali e stimolanti. In queste zone, inoltre, è possibile prendere parte a una miriade di opportunità, impreziosite da paesaggi naturali mozzafiato, monumenti storici, antiche piantagioni e spiagge selvagge e incontaminate. È bene sapere, infine, che in questo Paese è caldo durante tutto l’anno e che ad ottobre si registrano piogge inferiori rispetto ad altri periodi.

Cuba

Chi non conosce Cuba? Uno spettacolare Paese dell’America Centrale posto tra il mar dei Caraibi, il golfo del Messico e l’oceano Atlantico. Ma non è di certo tutto, perché questo luogo, oltre al sole e alle spiagge bianche, offre storia, cultura, patrimonio architettonico, paesaggistico e artistico. Sappiate infine che è la meta ideale da visitare a ottobre grazie a temperature miti, gradevoli e caratterizzate da undici ore di luce al giorno.

Varadero, Cuba

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La bellissima Varadero, a Cuba

Ottobre al caldo in Oceania

Anche l’Oceania permette di passare un ottobre al sole e al caldo in molte delle sue località. Del resto, questo continente è sì la patria dell’Australia, ma anche della maggior parte delle isole dell’Oceano Pacifico, tradizionalmente suddivise in Melanesia, Micronesia e Polinesia.

Lizard Island

Ottobre è ancora un periodo ottimale per visitare Lizard Island, fazzoletto di terra al largo della costa del Queensland, che insieme ad altre piccole isole fa parte del Lizard Island National Park. Qui si fanno vacanze di lusso, ma ciò non toglie che si soggiorni in una di quelle che è considerata una delle più belle isole in assoluto del Pacifico. In questa zona ci sono ben 24 spiagge, ma anche affascinanti sentieri che portano al cospetto di luoghi da sogno.

Isole Salomone

Le Isole Salomone sono tantissime: se ne contano circa un centinaio e galleggiano tutte nel Pacifico del Sud. Particolarmente amate per la loro diversità culturale, tanto da vantare un patrimonio di tradizioni unico in tutta l’area del Pacifico, offrono un mare bellissimo. Tuttavia, qui è possibile trovare anche isole montuose ricoperte di foreste tropicali, o completamente disboscate, e atolli corallini. Ottobre è un mese ancora ottimale per scoprirle, poiché è meno afoso e con una concentrazione di piogge inferiori rispetto ad altri momenti dell’anno.

Fiji

Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo sognato di raggiungere le Fiji, arcipelago formato da più di 300 isole che regala paesaggi frastagliati, spiagge piene di palme e barriere coralline puntellate da lagune limpide. Un vero paradiso, quindi, e che a ottobre mette ancora a disposizione una fase ideale per viaggiare: pur essendo un mese di “transizione”, si caratterizza per essere caldo, con una media giornaliera di 25,4°C.

Fiji, spiaggia

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Isola Dravuni, Fiji.
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Prezzi e consigli per una vacanza in caicco in Turchia

La Turchia è una destinazione ideale per chi cerca una vacanza all’insegna del relax e della scoperta di territori fantastici, con le sue acque spettacolari ed il suo mare cristallino. Cosa c’è di meglio che esplorare queste meraviglie a bordo di un caicco, una tradizionale imbarcazione in legno tipica della zona orientale del Mediterraneo e particolarmente diffusa nel Paese. L’esperienza di una crociera in caicco rappresenta una vera e propria immersione nella natura incontaminata di questo affascinante e meraviglioso Paese.

Le origini del caicco

Il caicco ha una lunga tradizione nelle acque turche, risalente a diversi secoli fa. Questa imbarcazione, infatti, veniva principalmente utilizzata per la pesca ed il trasporto delle merci. Oggi, invece, sono state trasformate in eleganti yacht a vela, che possono offrire ai propri ospiti tutti i comfort moderni, conservando, allo stesso tempo, il loro antico fascino ed il profondo legame con il mare.

Passare una vacanza in caicco è un’esperienza unica, che permette di vivere a pieno il mare e, soprattutto, in modo autentico. È il mezzo ideale per scoprire le insenature nascoste della Riviera Turca, le sue bellissime spiagge segrete e le antiche rovine che si affacciano sul mare e che diventano, così, facilmente accessibili. Navigare in caicco è l’ideale per chi desidera allontanarsi dalla folla e godere del silenzio della natura, fra le acque cristalline dei suoi mari.

Come organizzare una vacanza in caicco in Turchia?

Ci sono due modi principali per vivere una vacanza in caicco in Turchia. Il primo è quello di unirsi ad una crociera organizzata, occasione in cui è possibile prenotare una singola cabina, dove passare il viaggio con più privacy ed è la scelta ideale per chi viaggia da solo, in coppia o con un gruppo di amici. La seconda modalità, invece, è quella di noleggiare privatamente l’intera imbarcazione. In quest’ultimo caso si può godere della massima libertà: sarà possibile scegliere l’itinerario liberamente e concordarlo con il capitano, scegliendo le tappe secondo i propri desideri, tra antiche rovine e spiagge segrete deserte.

Quando si sceglie di viaggiare in caicco in Turchia è importante scegliere la rotta con attenzione. Infatti, sono molte le destinazioni imperdibili di questo Paese ed ogni tratto della costa turca ha qualcosa di speciale da offrire. Ecco quali sono gli itinerari più consigliati ed amati dai viaggiatori, per rendere un viaggio a bordo di questa tradizionale imbarcazione turca un’esperienza indimenticabile.

Veduta aerea di diversi caicchi nelle acque limpide della riviera turca

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Veduta aerea di caicchi in mare, Turchia

Itinerari consigliati

Il primo itinerario, forse il più amato e consigliato dai viaggiatori, è quello che porta alla scoperta della Costa Turchese. Si parte dalla bellissima cittadina di Bodrum, per navigare nella baia di Gokova. Questa rotta, chiamata anche “Blue Cruise”, porta i viaggiatori attraverso alcune delle zone più belle ed incontaminate del Mar Egeo. Include l’isola di Cleopatra, famosa per le sue spiagge chiare e le acque limpide, e le Sette Isole, ovvero un arcipelago immerso nel verde. Questa rotta è la scelta perfetta per chi desidera una vacanza in cui alternare relax ed avventura, tra immersioni e snorkeling e lunghe passeggiate sulla terraferma.

Un altro itinerario da non perdere è quello della baia di Hisaronu, dove il Mar Egeo si incontra con il Mar Mediterraneo. È un tratto della costa turca caratterizzato da una costa frastagliata ed acque cristalline, dove poter scoprire piccole baie accessibili soltanto via mare. Durante questo viaggio è possibile visitare le rovine storiche di Knidos, un’antica città di origine greca. Inoltre, fra le varie tappe, per rendere l’esperienza ancora più autentica, nelle piccole taverne dei pescatori si potranno assaggiare piatti a base di pesce fresco e le varie specialità culinarie turche.

Per chi, invece, cerca una vacanza tranquilla e vuole navigare in acque calme, il golfo di Fethiye e le isole di Gocek sono la scelta ideale. Questa zona, infatti, è particolarmente amata dai velisti, grazie alle condizioni ottimali di navigazione e alle numerose baie che offrono riparo durante le correnti più forti. Degne di nota sono le isole Yassica, con le loro lagune naturali e le spiagge di sabbia. Il mare qui è così tranquillo da sembrare quasi una piscina naturali, caratteristica che rende perfetta la rotta anche per i visitatori con bambini.

Infine, il bellissimo itinerario che porta alla scoperta della baia di Kekova. Qui le acque turchesi nascondono delle vere e proprie città sommerse, resti appena visibili sotto la superficie dell’acqua. Questa zona, infatti, è un territorio ricco di storia ed è perfetta per chi vuole unire un pizzico di avventura alla scoperta culturale. Si può visitare l’antica città di Myra, con le sue tombe ed il grande teatro di epoca Romana, una delle tappe sicuramente più affascinanti, oppure il piccolo e pittoresco villaggio di pescatori di Kas, dove fare un salto nel passato.

Caicco in lontananza che naviga in acque turche al tramonto

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Caicco in navigazione al tramonto

Quanto costa fare una vacanza in caicco?

Uno dei primi aspetti da considerare per chi vuole organizzare una vacanza in caicco è sicuramente il budget. I prezzi, infatti, possono variare notevolmente non solo a seconda della stagione, ma anche in base al tipo di imbarcazione scelta ed ai servizi inclusi. Ovviamente, durante l’alta stagione i prezzi tendono a salire, soprattutto nei mesi di Luglio e Agosto, con cifre più elevate rispetto a quei mesi considerati “di spalla”, come Maggio, Giugno e Settembre, periodo in cui è anche possibile trovare offerte più convenienti.

Il costo per noleggiare una cabina su un caicco condiviso parte da circa 200/300 euro a persona per una settimana di viaggio, ma può salire anche fino a 1000 euro se si viaggia, invece, su imbarcazioni più lussuose. Il prezzo include, solitamente, l’alloggio, i pasti a bordo e alcune delle escursioni a terra.

Per chi, invece, vuole noleggiare un caicco per un vacanza più libera, allora i prezzi possono variare da 2.000 euro fino ad oltre 10.000 euro a settimana, a seconda delle dimensioni e della classe dell’imbarcazione, quindi i livelli di comfort ed eventuali servizi aggiuntivi, come l’equipaggio completo o la possibilità di praticare diversi sport acquatici.

La maggior parte delle vacanze in caicco dura una settimana, ma esistono anche altre soluzioni. Per chi ha meno tempo o desidera fare solo una breve esperienza a bordo di questa imbarcazione turca, è possibile prenotare una mini crociera della durata di tre o quattro giorni.

Una vacanza in caicco in Turchia è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita. Un viaggio durante il quale è possibile vivere momenti unici che combinano il fascino della navigazione con la bellezza di una delle coste più suggestive dell’intero Mar Mediterraneo, che sia un classico itinerario o uno dei più avventurosi.

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Cosa vedere a Maratea e dintorni

È un peccato che la maggior parte dei viaggiatori in esplorazione tra le coste del Sud Italia tralascino una regione così ricca di bellezze come la Basilicata. Qui, una persona curiosa e in cerca di una vacanza completa troverebbe tutto ciò di cui ha bisogno: mare, monti e città antiche come Maratea. La “Città delle 44 Chiese” è una vera e propria perla del Tirreno, non solo attiva località balneare, ma anche il punto di partenza ideale per scoprire la storia e la natura di questo territorio.

Se ancora non ci siete stati, qui vi consigliamo cosa vedere e cosa fare a Maratea e dintorni, tra la dolce vita estiva, viaggi nel passato e attività all’aria aperta tra mare e montagna.

Il centro storico di Maratea

Maratea è un borgo marinaro situato in un litorale incontaminato con grotte e torri costiere. Questa località della Basilicata, molto attiva soprattutto d’estate, è impreziosita da palazzi settecenteschi, archi, ma soprattutto dalle numerose chiese. Fu fondata già a partire dal basso Medioevo sulle pendici del monte per renderla invisibile dal mare, al sicuro dagli attacchi saraceni.

Il modo ideale per scoprirla è passeggiando tra le strade del suo centro storico, partendo da via dell’Unità d’Italia dove potrete ammirare la cinquecentesca Chiesa dell’Annunziata contraddistinta da una cupola di maioliche verdi e gialle e dai due leoni stilofori in pietra di epoca medievale, provenienti da una chiesa del Castello, che incorniciano il portale d’ingresso.

Proseguendo incontrerete la settecentesca Chiesa dell’Addolorata con l’altare neoclassico e la Chiesa dell’Immacolata, che invece custodisce un altare barocco realizzato in marmi policromi. Come vi abbiamo anticipato, Maratea è soprannominata la “Città delle 44 Chiese” e gli edifici religiosi da scoprire sono tanti e impossibile da visitare tutti insieme: vi consigliamo, quindi, di lasciarvi guidare semplicemente dai vostri piedi e di perdervi tra le bellezze architettoniche del centro lasciandovi avvolgere dalla sua atmosfera.

Se volete segnarvi qualche tappa, suggeriamo anche una visita a Palazzo De Lieto, il Castello e la Basilica di San Biagio, l’edificio religioso più importante della città raggiungibile percorrendo una scenica strada a tornanti.

Statua del Cristo Redentore

Con i suoi 22 metri di altezza, la Statua del Cristo Redentore abbraccia con la sua imponenza il golfo di Policastro offrendo ai visitatori una vista panoramica unica, soprattutto per i più avventurosi che decidono di salire fin quassù all’alba. Seconda per dimensioni solo a quella di Rio de Janeiro, fu innalzata per iniziativa del Conte Stefano Rivetti di Valcervo, che ne fece dono alla cittadinanza di Maratea. I lavori, diretti dallo scultore fiorentino Bruno Innocenti, presero l’avvio nel novembre 1963 e terminarono nel 1965. Per raggiungerla potete salire con la macchina in 15 minuti oppure con una camminata di 90 minuti.

Cristo Redentore Maratea

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Statua del Cristo Redentore a Maratea

Il porto turistico

Un tempo semplice molo in legno per i pochi pescatori della città, oggi il porto turistico rappresenta la location ideale dove trascorrere una serata tranquilla tra caffè, ristoranti e bar, ma non solo. Questo è anche il punto di partenza per chi desidera scoprire i fondali e le coste di Maratea. Potete noleggiare un kayak ed esplorare le sue grotte (da non perdere quella della Sciabella), gli scogli e le calette raggiungibili solo via mare, oppure, per i più audaci, partecipare a un tour di coastering.

Si tratta di un’attività sportiva che può essere descritta come un trekking marino su scogliera: i partecipanti andranno alla scoperta della costa nuotando, arrampicandosi, tuffandosi ed esplorando le cavità rocciose e le grotte che incontrano lungo il loro passaggio. Oppure, maschera e boccaglio a portata di mano, potete immergervi alla scoperta dei mondi sommersi di Maratea ricchi di posidonia, gorgonia gialla, madrepora a cuscino, totani, polpi, ricciole, spigole o cernie.

Le spiagge di Maratea

Un viaggio a Maratea prevede necessariamente un tuffo nel suo mare turchese (premiato con la Bandiera Blu) e pomeriggi rilassanti distesi sulle sue spiagge. Queste sono tante e tutte meravigliose, dalla spiaggia di Fiumicello, tra le più frequentate e contraddistinta da una rigogliosa vegetazione mediterranea, a quella di Porticello raggiungibile tramite un percorso a gradini e dove è possibile ammirare la grotta del Dragone, una grande cavità naturale.

Per chi è alla ricerca di scenari particolari, quelle imperdibili sono sicuramente la spiaggia del Macarro, caratterizzata da sabbia scura di origine vulcanica, e Cala Jannita, la spiaggia nera, dove troverete la grotta della Sciabella che, al suo interno, custodisce un’altra piccola spiaggia. Cercate qualcosa di selvaggio? Allora dirigetevi verso la spiaggia di Grotta della Scala, situata all’interno di una pittoresca insenatura e raggiungibile percorrendo una scalinata.

Cala Jannita

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Spiaggia nera di Cala Jannita

Isola di Santojanni

Questo è un isolotto disabitato ricco di archeologia e biodiversità. In passato approdo di navi e vascelli, rappresenta il luogo prediletto dedicato alla produzione del garum, un condimento a base di pesce impiegato già dai Romani per insaporire le pietanze e oggi tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT). Sull’isola di Santojanni, inoltre, vive indisturbata una rarità naturalistica: stiamo parlando del Drago di Santojanni, una lucertola endemica azzurra molto simile a quelle presenti nei faraglioni di altre zone del Sud Italia.

È qui che si trova anche la bellissima Cala Jannita, della quale vi abbiamo parlato nel paragrafo dedicato alle spiagge e che potete vedere nella foto qui sopra.

Parco Nazionale del Pollino

Gli amanti della natura incontaminata e delle attività all’aria aperta non possono rinunciare ai paesaggi selvaggi offerti dal Parco Nazionale del Pollino. Patrimonio UNESCO dal 2015, il parco è caratterizzato dai Massicci del Pollino e dell’Orsomarso con vette che superano i 2000 metri e offre tante opportunità per chi non vuole rinunciare ai benefici e alle emozioni garantite dal turismo attivo. Le escursioni sono tante, adatte a tutti i livelli di preparazione, come anche le cose da vedere come santuari, grotte e un numero elevato di esemplari animali e vegetali.