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In mezzo alla natura c’è una casa: è quella degli hobbit, e puoi dormirci

Quando ci mettiamo in viaggio lo facciamo per esplorare le meraviglie che appartengono al mondo che abitiamo, quelle firmate da Madre Natura o quelle create dall’uomo. Ma lo facciamo anche per soddisfare la voglia di vivere esperienze uniche, incredibili e indelebili.

E le esperienze, lo sappiamo, passano anche per gli alloggi. Sono tantissime, infatti, le strutture ricettive in grado di farci vivere le avventure di viaggio più sensazionali di sempre, quelle che ci catapultano in mondi straordinari, surreali, affascinanti e seducenti, come quelli che abbiamo visto nelle fiabe o nei film.

Ed è proprio uno di questi alloggi che vogliamo raggiungere oggi, insieme a voi, uno dei più bizzarri e affascinanti del mondo intero. Una piccola e pittoresca casa immersa in una natura lussureggiante e rigogliosa. Ma non si tratta di una casa qualunque, è quella degli hobbit. E potete dormirci.

L’alloggio fantasy nel cuore del Guatemala

Dimenticate tutto ciò che sapete sulle creature che popolano il mondo, perché il viaggio di oggi ci catapulta direttamente nell’universo immaginario e fantastico creato da J. R. R. Tolkien, lì dove vivono gli hobbit di Arda, nel sud-ovest della Terra di Mezzo.

C’è un posto, nel mondo, che a queste straordinarie creature, e alle storie che gli appartengono, si è ispirato. Non un posto qualsiasi, ma un eco-resort completamente immerso nella natura e caratterizzato da un’ambientazione fantasy e surreale, ma incredibilmente straordinaria. Qui si può passeggiare tra scenari incontaminati, si può mangiare e si può anche dormire all’interno delle piccole e deliziose case degli hobbit.

Per scoprire questo luogo al di fuori dell’ordinario dobbiamo raggiungere Antigua Guatemala, una deliziosa cittadina situata nella zona di montagna nel cuore del Guatemala. Qui migliaia di viaggiatori giungono ogni anno per esplorare questo incredibile territorio dove sopravvivono le antiche chiese in rovina e i più straordinari esempi di architettura barocca ispano-americana. Ed è sempre qui, che a soli 20 minuti di auto dal centro cittadino, è stato creato un eco resort ispirato alla Terra di Mezzo.

Siamo a Vuelta Grande, un’area verdeggiante posta a un’altitudine di 1432 metri, che domina tutta la valle circostante offrendo scorci straordinari. Qui, per amore della natura e del mondo fantasy, è stato creato Hobbitenango, un eco resort che offre a cittadini e viaggiatori un modo assolutamente inedito per disconnettersi dal caos cittadino e dalla frenesia della quotidianità.

Hobbitenango, eco resort in Guatemala

Fonte: Getty Images

Hobbitenango, eco resort in Guatemala

Dormire nelle case degli hobbit

All’interno del resort Hobbitenango sono presenti le casitas, tre alloggi straordinari ispirati alle case degli hobbit. Sono posti in cima alla Vuelta Grande e offrono la vista sulle montagne circostanti e sulla suggestiva Panchoy Valley del Guatemala.

Gli esterni, così come gli interni, sono estremamente affascinanti ed evocano l’universo fantasy di Tolkien. Gli alloggi, piccoli e accoglienti, sono contraddistinti da un design fantastico e sono stati pensati per catapultare gli ospiti in un’altro mondo, fatto di immaginazione e creatività, ma anche di connessione con la natura circostante.

L’eco resort, oltre ai 3 cottage ispirati agli hobbit, ospita due ristoranti e tantissime aree naturali da esplorare durante la permanenza. Non sappiamo dirvi se incontrerete anche le celebri creature della Terra di Mezzo, quello che è certo, però, è che vivrete un’esperienza di viaggio al di fuori dell’ordinario.

Hobbitenango, l'eco resort in Guatemala

Fonte: Getty Images

Hobbitenango, l’eco resort in Guatemala

 

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Perché questi parchi italiani sono i migliori di tutti

Dopo avervi raccontato quali sono le zone italiane più amate dai turisti e che hanno ricevuto il premio come migliori destinazioni di viaggio, oggi vogliamo parlarvi di un altro riconoscimento speciale: l’Oscar dell’Ecoturismo 2022.

Oscar dell’Ecoturismo 2022, chi ha vinto

L’Italia e gli italiani vanno sempre più verso un turismo green, sostenibile e responsabile. A sostenere quanto appena affermato è Legambiente che anche quest’anno ha assegnato gli Oscar dell’Ecoturismo, i premi dedicato a strutture ricettive, aree protette, network e progetti attenti all’ambiente, all’inclusività e alla valorizzazione della natura e dei territori.

A vincere un premio particolarmente speciale, ossia l’Oscar dell’Ecoturismo 2022, sono stati il Parco Nazionale del Gran Paradiso e il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Le motivazioni sono piuttosto evidenti: “rappresentano un esempio positivo per la conservazione della natura e la salvaguardia di specie e habitat a rischio di estinzione e un modello virtuoso per lo sviluppo sostenibile delle comunità locali in particolare per il settore dell’ecoturismo di cui sono stati antesignani nel nostro Paese”.

Ma del resto, queste due meraviglie italiane quest’anno hanno unito le loro forze per festeggiare il loro primo secolo di vita confezionando un programma intitolato “Cento anni insieme per la natura” che prevede tantissime proposte tra eventi, esperienze, attività nella natura, così come convegni, incontri e approfondimenti dedicati allo sviluppo sostenibile e alla conservazione della biodiversità.

Gli altri premi assegnati

Nella categoria “Aree protette e naturalistiche” il Parco Nazionale del Vesuvio, che è un vero e proprio mondo di biodiversità da esplorare passo dopo passo, à stato premiato per aver dato vita alla Vesuvio-Ercolano Card, un innovativo circuito tra archeologia, tecnologia e natura. In poche parole, consiste in un biglietto unico per visitare il gran cono del vulcano, il MAV (Museo archeologico virtuale), le ville vesuviane e gli scavi di Ercolano.

A ricevere un Oscar anche l’Area marina protetta dell’Asinara. Questa meraviglia italiana è stata premiata per aver realizzato un sentiero subacqueo a Cala Reale attrezzato anche per persone non vedenti e con difficoltà motorie, con cime sommerse e placchette descrittive con scritte in braille nei punti di interesse.

Ma non è finita qui, perché il Parco Nord di Milano, oasi verde davvero eccezionale, è stato premiato per il suo Festival della Biodiversità, un’iniziativa nata nel 2007 per sensibilizzare sui temi della sostenibilità ambientale e della salvaguardia del pianeta.

Ulteriori Oscar dell’Ecoturismo 2022 sono arrivati per quattro spettacoli che si trovano nella provincia di Chieti, in Abruzzo: la Riserva Naturale Regionale di Punta Aderci, sulla costa di questa splendida regione dalla spiaggia di Punta Penna alla foce fiume Sinello, la Riserva Naturale del Bosco Di Don Venanzio tra i comuni di Vasto e Pollutri, la Riserva Naturale Regionale Lecceta di Torino di Sangro, uno dei pochi boschi litoranei sull’Adriatico, e il Giardino Botanico Mediterraneo di San Salvo Marina.

Il motivo di questo riconoscimento risiede soprattutto nel fatto che tutti e quattro hanno partecipato al progetto cicloturistico Costa dei Trabocchi mob con i Green HUB, i punti di noleggio biciclette a prezzo agevolato per escursioni su percorsi naturalistici che legano la costa all’entroterra.

Insomma, l’Italia è una vera e propria culla di meraviglie naturali da scoprire a passo lento.

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Una capanna sul lago: l’alloggio nella foresta che sembra una fiaba

Esistono diversi tipi di viaggiatore. Ci sono quelli che dopo una giornata trascorsa a esplorare le meraviglie della destinazione scelta non vedono l’ora di ritirarsi nei loro alloggi, strutture ricettive che per forme, architetture e servizi assomigliano più a rifugi all’interno dei quali rilassarsi e rigenerarsi. E poi ci sono quelli che, invece, scelgono sistemazioni particolari, bizzarre o stravaganti con un unico obbiettivo, quello di vivere avventure infinite h24.

Dall’altra parte, invece, ci sono gli alloggi, quelli che nascono e si evolvono per soddisfare le esigenze dei viaggiatori, quelli che si trasformano a volte in attrazioni turistiche e altre volte in esperienze caratterizzanti e straordinarie.

E sia che stiate cercando un rifugio all’insegna del relax, sia che siate mossi dal desiderio di vivere avventure mozzafiato a ogni ora del giorno e della notte, abbiamo la struttura giusta per voi. Si tratta di una capanna sul lago, immersa in una foresta della Lituania, che sembra uscita da una fiaba. L’esperienza più magica da vivere ha inizio.

Un piccolo paradiso nella foresta

Il nostro viaggio di oggi ci conduce direttamente in Lituania, nella la nazione più meridionale tra i Paesi baltici. Non siamo nella splendida capitale Vilnius, e nemmeno sui sentieri più battuti dal turismo di massa, ma ci troviamo a Rietavas, una piccola città di appena 3000 anime sul fiume Jūra dove il nucleo urbano è circondato da aree verdeggianti e lussureggianti.

È qui che si trova una foresta incantata che si estende per circa 12 ettari. Un tempo abbandonata, l’area boschiva è stata riscoperta nel 2006 e grazie a un intervento di recupero non invasivo è stata trasformata in un piccolo paradiso terrestre, un buen ritiro lontano dal caos cittadino all’interno del quale meditare, rilassarsi e rigenerarsi.

Contemporaneamente ai lavori di pulizia e di riorganizzazione degli spazi, sono stati realizzati anche dei rifugi nella foresta, pensati proprio come alloggi per viaggiatori e avventurieri che vogliono vivere esperienze incredibile all’insegna della bellezza che appartiene alla natura.

Così è nata Miško Rojus, una struttura ricettiva unica al mondo immersa in quella che è stata ribattezzata la Foresta Paradiso, e che oggi ospita tre alloggi al di fuori dell’ordinario dove vivere un’avventura a stretto contatto con la natura.

Come in una fiaba: la casa sul lago

È un’esperienza che non finisce mai, neanche quando il sole tramonta, quella che si vive nella cittadina di Rietavas. Dopo una giornata trascorsa a esplorare le meraviglie dei dintorni, infatti, sistemazioni uniche attendono i viaggiatori in cerca di riposo e ristoro, per emozionarli e incantarli.

Perché è questa la missione di Miško Rojus che è molto più di un hotel, ma è un vero e proprio paradiso naturalistico all’interno del quale perdersi e immergersi. La struttura, che si snoda lungo la foresta alle porte di Rietavas, ospita un’area di meditazione e un’installazione sonora nei pressi del fiume per amplificare l’esperienza sensoriale.

Gli alloggi, invece, sono tre, e tutti sono armoniosamente inseriti nel contesto circostante, sia per le forme che per la scelta dei materiale. La casa più caratteristica è sicuramente quella sul lago, che prende il nome di Valle della Vita, non solo per la sua struttura in legno sapientemente intagliata, ma anche perché ospita una vasca idromassaggio sul tetto dalla quale è possibile ammirare scorci favolistici e incantati con vista diretta sugli esemplari di flora e fauna che vivono nella foresta.

Tutte e tre le strutture sono prive di energia elettrica. Una scelta, questa, che si traduce come un invito ai viaggiatori di vivere un’esperienza autentica e primordiale dove a scandire le ore e i minuti che passano sono solo le leggi della natura.

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Giornata Europea dei Parchi Letterari: gli imperdibili

Giunge all’ottava edizione la Giornata Europea dei Parchi Letterari, l’appuntamento autunnale che unisce idealmente numerosi luoghi di identità culturale e naturalistica, fonti di ispirazione per poeti, scrittori e artisti. L’evento avrà luogo domenica 23 ottobre con letture, incontri, percorsi naturalistici e letterari, articoli, case museo, mostre, persone, luoghi e ricette che hanno ispirato alcune tra le più belle pagine della letteratura.

Un lungo e affascinante percorso che si pone come obiettivo quello di offrire al lettore “una chiave di lettura che stimoli la visita di luoghi altrimenti considerati solo per il loro panorama: un viaggio reso reale e attuale dall’incontro con personaggi viventi che introducono a un racconto inseparabile dalla località che li ospita”, spiega il presidente dell’associazione Stanislao de Marsanich. Ecco quali sono le tappe imperdibili.

Da Virgilio a Deledda, un viaggio nella letteratura

Nel duecentesimo anno dell’Amministrazione forestale italiana e nel centenario della prima “Legge sul Paesaggio” promossa da Benedetto Croce, anche in questa edizione il lungo viaggio inizierà celebrando la natura di “Georgiche e Bucoliche” presenti nel paesaggio di Borgo Virgilio, nel cui territorio si trova Pietole, l’antica Andes dove nacque il celebre poeta nel 70 a. C.

A Galtellì, in provincia di Nuoro, la kermesse chiuderà i festeggiamenti per i 150 anni di Grazia Deledda, nel Parco Letterario che porta il nome dell’unica donna italiana insignita del Nobel per la letteratura. Vi si può ‘leggere’ il territorio attraverso gli occhi della scrittrice lungo un percorso fatto di ricordi e fantasia, ritrovando intatti i luoghi in cui è ambientato il suo famoso romanzo “Canne al vento”.

Parchi Letterari: le altre tappe imperdibili

Il campo di internamento di Ferramonti di Tarsia, in provincia di Cosenza, è oggi il centro del Parco Letterario Ernst Bernhard, immerso in un territorio unico per memorie storiche, tradizioni e ricchezze ambientalistiche. A Recanati, si sale, invece, sul Monte Tabor per ammirare con gli occhi di Giacomo Leopardi la riviera del Conero e i colli dell’Infinito oltre la siepe di ligustro, mentre il Parco Letterario Francesco Petrarca e dei Colli Euganei e la Cooperativa di guide naturalistico-ambientali “A perdifiato” invitano a una escursione letteraria nel cuore di Torreglia.

A Pieve di Soligo, in provincia di Treviso, si passeggia accompagnati dai versi di Andrea Zanzotto. Nino Chiovini e Giuseppe Dessì sveleranno, invece, “La maestà dei monti e la solennità degli alberi” dal Parco Nazionale della Val Grande (Verbania) e da Villacidro in Sardegna.

A Ostia si celebra la Giornata Europea dei Parchi Letterari nel sito dove venne realizzato dallo scultore Mario Rosati un monumento a ricordo del tragico evento che spezzò la vita di Pier Paolo Pasolini, e si scoprirà che cultura e ambiente insieme sono fondamentali nel lavoro di recupero e sviluppo di un territorio.

Anche il Parco Letterario “Gabriele d’Annunzio” di Anversa degli Abruzzi aderisce all’evento, mentre nei borghi di Raiano e Montenerodomo si parlerà di Benedetto Croce, padre delle prima legge italiana sulla tutela del paesaggio. Nel Parco Letterario Eugenio Montale e delle Cinque Terre, i visitatori impareranno a conoscere e conservare la biodiversità e i valori del paesaggio naturale e culturale. Nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, nell’Appennino tosco-romagnolo, si viaggerà con le fate, gli orchi, le principesse, i soldati e i santi di Emma Perodi.

E ancora, si ripercorreranno “Gli angoli magici, i luoghi dell’ispirazione di grandi autori e poeti” ospitati nel Parco di Monza dalla Regina Margherita e nel Giardino di Ninfa (il più bello del mondo secondo il New York Times) da Marguerite Chapin Caetani. Infine, una Basilicata meravigliosa anche in autunno inoltrato si svelerà ai visitatori con Federico II a Melfi, Isabella Morra a Valsinni, Albino Pierro a Tursi, Francesco Mario Pagano a Brienza, Francesco Lomonaco a Montalbano Jonico e Carlo Levi ad Aliano.

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La strada del benessere immersa nella natura che conduce alle terme

C’è un nuovo modo per vivere esperienze all’insegna del benessere nel nostro Paese, ed è quello che ci conduce direttamente nel cuore dell’Appenino Tosco-Emiliano, proprio lì dove esiste una strada da percorrere a piedi o in bicicletta. Si tratta della Strada delle terme e, come il nome stesso suggerisce, permette a cittadini e viaggiatori di raggiungere i due centri termali che si trovano sulla montagna bolognese, fuori dai confini cittadini. Munitevi di casco e bicicletta, o di scarpe comode. Si parte!

Sull’Appenino Tosco-Emiliano è nata una strada

C’è un luogo di incredibile bellezza, in Italia, dove la natura è assoluta protagonista. Un posto dove benessere, sport e relax convivono in un meraviglioso territorio, quello della montagna bolognese, meta prediletta di tutti i viaggiatori che amano le vacanze termali.

È da qui che è possibile partire per conoscere un gioiello naturalistico che tocca due regioni e che attira ogni anno migliaia di viaggiatori, un paradiso naturalistico amato dagli appassionati dell’outdoor, e perfetto per tutti coloro che vogliono vivere esperienze a ritmo slow: l’Appennino Tosco-Emiliano.

Lontano dalla folla e dal caos cittadino, l’Appennino ospita tutta una serie di paesaggi autentici che possono essere scoperti grazie a una rete di sentieri da percorrere a piedi nel bel mezzo della natura incontaminata.

Ed è proprio in questo straordinario scenario che è nata una nuova via, la Strada delle terme che unisce le Terme di Porretta ad Alto Reno Terme e il Villaggio della Salute Più di Monterenzio. Completamente mappato, questo percorso può essere attraversato a piedi o in bicicletta, ma anche con la propria auto, e permette di raggiungere le due terme del territorio.

Non sono solo le due destinazioni a rendere la Strada delle terme la nostra prossima via da percorrere, ma anche il paesaggio naturale che si snoda tutto intorno e che permette di perdersi e immergersi in un’atmosfera straordinaria dove vivere un’esperienza all’insegna del benessere a stretto contatto con la natura.

Lago di Brasimone

Fonte: iStock

Lago di Brasimone

La Strada delle terme

Come abbiamo anticipato, la Strada delle terme congiunge Alto Reno Terme a Monterenzio in Val Sillaro, e lo fa mettendo a disposizione tre percorsi che possono essere attraversati a piedi, in bicicletta o in automobile. Tutti e tre garantiscono una vista meravigliosa sulla natura che caratterizza tutto l’Appenino Tosco-Emiliano.

I punti di arrivo sono i bagni termali della Porretta, che vantano una storia di oltre 2.000 anni e che ospitano 12 sorgenti termali che affacciano lungo il fiume Reno, e il Villaggio della Salute Più, uno straordinario anfiteatro naturale perfettamente incastonato tra la natura lussureggiante della Val Sillaro. Entrambi garantiscono vacanze all’insegna del relax e del benessere mentale e fisico.

Se la meta delle vostre prossime vacanze e uno dei due centri termali, allora, non vi resta che percorrere la Strada delle terme, il quale obiettivo è proprio quello di arricchire l’esperienza con l’esplorazione dei territori circostanti, ricchissimi di punti di interesse dall’immenso valore paesaggistico, naturalistico, storico e culturale, come il Parco regionale dei laghi Suviana e Brasimone, l’Alto Reno o il torrente Sillaro.

Il percorso a piedi è di circa 90 chilometri, e su suggerimento degli ideatori della Strada delle terme, può essere suddiviso in quattro tappe. La via da percorrere in bicicletta, invece, misura circa 110 chilometri, mentre il percorso in automobile, di 90 chilometri, si completa in qualche ora. Tutte e tre le vie, che sono state mappate e geolocalizzate su Google Earth e su Google Maps, e che suggeriscono tutti i punti d’interesse nei dintorni, consentono di esplorare i meravigliosi luoghi che appartengono a questo incontaminato territorio.

Porretta Terme

Fonte: iStock/Manuela Finetti

Porretta Terme
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Nord America parchi naturali Posti incredibili Utah vacanza natura Viaggi

Dove si trova l’essere vivente più grande del mondo

Nello Stato americano dello Utah, terra di parchi meravigliosi come il Bryce Canyon, lo Zion o l’incredibile Arches, esiste un luogo che ha ancor più dell’incredibile. Nessuno lo conosce, pochi i turisti che lo visitano, eppure vi si trova l’essere vivente più grande e antico che esista sulla faccia della Terra.

Si tratta della Fishlake National Forest, un parco che prende il nome dal lago di acqua dolce più grande dello Stato abitato da aquile, giaguari e leoni di montagna.

La foresta di pioppi tremuli

Nel distretto di Fremont River Ranger, nella zona a Sud del parco, si può ammirare un luogo unico al mondo: una enorme foresta di pioppi tremuli americani, così chiamati perché le loro foglie tremano anche solo in presenza di una leggera brezza. E fin lì niente di strano. Il fatto è che in realtà non si tratta di tanti alberi, bensì di uno solo.

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Fonte: Wikimedia Commons – Mark Muir

L’essere vivente più grande e vecchio della Terra

Il “gigante tremulo”

Il fenomeno è pazzesco. Si calcola che le radici di questo gigantesco albero a cui è stato dato il nome di “Pando” (dal latino “pandère”, “distendere”, “spiegare”) o di “Trembling Giant” (“gigante tremulo”) misurino 106 acri, pari a 428.967 metri quadrati, per un peso di circa 5.896.700 di chilogrammi, il che lo rende l’organismo vivente più pesante mai conosciuto.

Sarebbe anche l’organismo più antico esistente sul nostro Pianeta. Gli esperti hanno calcolato che abbia 80mila anni. In termini scientifici, si tratta di una colonia clonale o genet ovvero un gruppo di individui geneticamente identici, un po’ come alcuni funghi o batteri, cresciuti nello stesso luogo, tutti originati da un unico antenato.

Gli studiosi hanno infatti stabilito che tutte le ramificazioni di Pando (ne hanno contate circa 47mila) fanno parte dello stesso organismo vivente, con un massiccio sistema di radici il cui peso è stato stimato in circa 6 .615 tonnellate.

I pioppi tremuli tendono a riprodursi sviluppando orizzontalmente le proprie radici al di sotto del terreno. Dopo aver percorso una certa distanza, si sviluppano in verticale dando origine a un nuovo fusto.

Un albero di questa specie può vivere anche fino a 200 anni, ma la colonia di cui fa parte può superare le migliaia di anni e occupare un’area di diverse centinaia di metri quadrati in quanto continua riprodursi da una stessa radice.

Negli Stati Uniti non è l’unica foresta fatta di pioppi tremuli, ma Pando è decisamente la più grande in assoluto.

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Il villaggio abbandonato e inghiottito dalla natura è un sogno

Sono tante le meraviglie che popolano il mondo, ed elencarle tutte è una vera e propria missione impossibile. Quello che è certo, però, è che sono proprio loro a spingerci a viaggiare in lungo e in largo con un solo obiettivo, quello di raggiungerle tutte. E se è vero che i capolavori architettonici ci affascinano, e le attrazioni turistiche ci attraggono, è anche vero che niente riesce a incantarci come gli spettacoli messi in scena dalla natura.

È Madre Natura, infatti, a regalarci le più incredibili visioni di sempre, quelle plasmate dalla sua forza che si mostra in tutti quei territori che si trasformano nel palcoscenico delle sue meraviglie. E se è vero che ce ne sono alcuni che per fama e popolarità sono in cima alle nostre travel wish list, è altrettanto vero che esistono spettacoli inaspettati e inediti che sono ancora più straordinari.

Come quello che si può ammirare in Cina, nei pressi di un villaggio abbandonato che è stato completamente inghiottito da Madre Natura.

C’era una volta Houtouwan

È un viaggio diverso, unico e fuori dall’ordinario quello che vogliamo compiere insieme a voi, lo stesso che ci porta verso una destinazione a molti sconosciuta. Ci troviamo in Cina sull’isola di Shengshan, appartenente all’arcipelago di Zhoushan e situata a circa 70 chilometri da Shanghai.

È qui che una volta, sul lato settentrionale di questo lembo di terra, esisteva un villaggio di pescatori che ospitava circa 2000 anime. La vita così come le attività, scorrevano a ritmo lento, lontane dal caos e dal disordine delle grandi metropoli che caratterizzano il Paese. Proprio la distanza delle altre città e l’assenza di servizi essenziali per la comunità hanno dato vita a uno spopolamento che con gli anni si è intensificato. Così, negli anni ’90, il villaggio di Houtouwan è stato completamente abbandonato.

Non è stato dimenticato però e, anzi, si è trasformato in una popolarissima attrazione turistica. Perché mentre le persone andavano via la natura si riappropriava dei suoi spazi, e anno dopo anno ha ricoperto le case, i tetti degli edifici e le strade, trasformando l’intero paesaggio in una distesa verdeggiante e lussureggiante che annulla i confini tra artifizio e natura.

Houtouwan, il villaggio inghiottito dalla natura

Fonte: Getty Images

Houtouwan, il villaggio inghiottito dalla natura

Il villaggio cinese inghiottito dalla natura

Sono solo due, o forse tre, le persone che oggi vivono ad Houtouwan e che hanno l’onere e l’onore di accompagnare i viaggiatori alla scoperta della storia di questo antico villaggio.

Quello che colpisce, e che attira migliaia di viaggiatori da ogni parte del mondo, è quello spettacolo paesaggistico che lascia senza fiato. Gli edifici, le pareti, i tetti e le strade sono completamente ricoperti dalla vegetazione e il villaggio, nel suo complesso, sembra come essere stato inghiottito da Madre Natura.

Lo scenario è incredibile, e restituisce una cartolina di viaggio unica che immortala un paesaggio sospeso e bloccato nel tempo, un tempo che viene scandito solo ed esclusivamente dai ritmi decisi da Madre Natura che, con incessante tenacia, continua a trasformare ogni cosa.

In molti definiscono Houtouwan un villaggio fantasma, ma basta guardare da vicino quello che ha creato la natura per scoprire quanta vita pulsante, in realtà, appartiene a questo luogo.

Raggiungere Houtouwan è una vera e propria esperienza sensoriale ed emozionale. Attraversando i sentieri, che si sono trasformati in tappeti verdeggianti, è possibile avvicinarsi alle case fatiscenti che sembrano respirare e rinascere, anno dopo anno, grazie a Madre Natura.

Houtouwan

Fonte: Getty Images

Houtouwan, il villaggio cinese ricoperto dalla vegetazione
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Dormire in una cupola trasparente immersa nella natura, sotto le stelle

Cosa ci spinge, davvero, a metterci in viaggio? A volte è il desiderio di esplorare il mondo e le sue meraviglie, altre volte è la volontà di raggiungere quelle che sono le attrazioni simbolo di città e territori o il sogno di scoprire terre, culture e tradizioni che sono lontanissime da quelle che conosciamo.

Ma ciò che rende davvero unico il viaggio che affrontiamo sono le esperienze che scegliamo di vivere in prima persona. E questo, ormai lo sappiamo, passano inevitabilmente anche per gli alloggi.

Ed è proprio alla scoperta di un alloggio che oggi vogliamo portarvi, un luogo che non assomiglia per niente alle strutture ricettive che conosciamo o che abbiamo frequentato. Un posto magico e incredibile dove poter ammirare la grande e autentica bellezza che appartiene al Sudafrica. Si perché è qui che è possibile dormire in una cupola trasparente completamente immersa nella natura e illuminata solo dalla luce delle stelle.

Dentro il Parco Nazionale Tsitsikamma

La chiamano Mal d’Africa, quella sensazione nostalgica e struggente che si palesa prepotentemente nei viaggiatori che lasciano il continente dopo averlo visitato. Un malessere sentimentale che nasce dal fatto che qualsiasi città, Paese o territorio si scelga di visitare, è destinato a fare innamorare.

Ed è proprio per seguire il cuore, e vivere avventure incredibili, che oggi vogliamo fare un altro viaggio con voi, quello che ci porta direttamente in Sudafrica, all’interno del Parco Nazionale Tsitsikamma.

Situato sulla costa meridionale del Sudafrica, vicino alla baia di Plettenberg, questo Parco Nazionale è stato fondato nel 1964 è uno dei più vasti del mondo. Il nome, estremamente evocativo, spiega la sua essenza. Tsitsikamma, in lingua khoisan, vuol dire luogo con tanta acqua.

Il paesaggio, vasto e frammentato, è incredibile. L’area, che si snoda per circa 80 chilometri sulla costa rocciosa, comprende anche una porzione dell’area marina protetta del Sudafrica dove vivono numerosi esemplari di flora e di fauna. Non manca la natura, che qui è assoluta protagonista, e che si palesa nelle foreste indigene o in quell’imponente albero di 36 metri di altezza, il Outeniqua Yellowwood.

Un luogo, questo, che da anni è diventato meta prediletta di tutti gli amanti dell’ecoturismo che vogliono avvicinarsi alla natura più selvaggia con estremo rispetto per l’ambiente circostante.

E se è un’esperienza del genere che volete vivere, allora non potete che completare quest’avventura di una vita con un alloggio altrettanto straordinario. All’interno del Parco Nazionale Tsitsikamma, infatti, esiste una struttura ricettiva unica. Si tratta del Misty Mountain Reserve, un complesso che offre sistemazioni fuori dall’ordinario come cupole in vetro incastonate tra gli alberi e situate a oltre 200 metri sul livello del mare.

Gli alloggi del Misty Mountain Reserve, Parco Nazionale Tsitsikamma

Fonte: South African Tourism

Gli alloggi del Misty Mountain Reserve, Parco Nazionale Tsitsikamma

Dormire in una cupola di vetro nel cuore del Sudafrica

Il nome della struttura ricettiva da raggiungere, per il prossimo viaggio, è quello di Misty Mountain Reserve. Situata nel cuore del Parco Nazionale Tsitsikamma, la struttura comprende diverse sistemazioni adatte a tutte le esigenze dei viaggiatori.

Ci sono quelle più classiche, per gli amanti degli alloggi tradizionali, e poi ci sono le cupole di vetro immerse nella natura, e situate a 230 metri sul livello del mare. Completamente trasparenti, questi alloggi sono dotati di ogni comfort offrendo un’esperienza di vero lusso, quella di dormire nella natura sotto a un cielo stellato incredibile.

Da qui la vista dell’Oceano indiano, e delle creature che lo popolano, lascia senza fiato soprattutto al calar del sole, quando la Luna e le stelle diventano l’unica fonte di luce naturale. Oltre alle meravigliose cupole, è possibile dormire anche in alloggi a forma di piramidi, anche questi completamente in vetro e immersi nella natura.

Gli alloggi del Misty Mountain Reserve, Parco Nazionale Tsitsikamma

Fonte: South African Tourism

Gli alloggi del Misty Mountain Reserve, Parco Nazionale Tsitsikamma
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Il bosco italiano che “suona” e che ha rapito Stradivari

I boschi ci affascinano da sempre. Lo fanno perché popolano le fiabe che abbiamo letto e l’immaginario onirico di ognuno di noi, perché sono custodi di segreti antichi e mai svelati, di storie che si nascondono tra i rami degli alberi, in mezzo ai prati verdeggianti e tra i tappeti di foglie e ghiande.

Ed è proprio un segreto meraviglioso, suggestivo e affascinante, che vogliamo scoprire oggi. Quello che appartiene a un luogo immerso nel ventre delle Dolomiti, lì dove il celebre Stradivari ha lasciato il cuore. Sempre lì dove esiste il bosco che suona.

Bentornati in Val di Fiemme

Caratterizzate da creste, guglie e picchi, le cime delle Dolomiti incorniciano altopiani rocciosi e valli verdeggianti, creando atmosfere magiche e incantate. Organizzare un viaggio in questi luoghi è sempre una buona idea perché ci permette di vivere esperienze a stretto contatto con una natura autentica e incontaminata.

E oggi è proprio in uno di questi luoghi che vogliamo portarvi, una delle più celebri valli dolomitiche, nonché un paradiso naturalistico per tutti gli amanti delle attività outdoor. Ci troviamo in Val di Fiemme, lì dove è possibile vivere e respirare la natura circondati da vette che sono Patrimonio Mondiale dell’Unesco, sempre lì dove si snoda un bosco magico e incantato.

Per scoprire questo luogo straordinario dobbiamo recarci tra Predazzo e Valmaggiore, è qui che centinaia di abeti rossi svettano verso il cielo. Sono quelli che hanno incantato Antonio Stradivari, il più grande liutaio italiano di tutti i tempi, che proprio in questi esemplari ha trovato il materiale per la produzione di violi perfetti. Da quel momento, e ancora oggi, la natura e la musica sono diventata una cosa sola in Val di Fiemme, trovando nel Bosco che suona la massima rappresentazione di questa storia d’amore senza fine.

Il Bosco che suona

Le storie locali raccontano che Stradivari si aggirava spesso tra i boschi della Val di Fiemme, ma che uno più degli altri catturò la sua attenzione. Si trattava della Foresta di Paneveggio, caratterizzata da abeti rossi dai legni pregiati. Dopo di lui sono stati tantissimi i maestri liutai, come i membri delle famiglie Guarnieri e Amati, a tornare proprio in questi boschi e a perpetuare quella che è diventata una tradizione da celebrare e preservare.

Ancora oggi, infatti, gli abeti rossi della foresta di Panaveggio, che nel frattempo è stata ribattezzata Bosco che Suona, vengono selezionati per le loro qualità con una tradizione secolare e bellissima che vede la collaborazione tra i boscaioli e i musicisti.

Per celebrare questa storia d’amore infinita, tra la natura e la musica, ogni anno viene organizzato il celebre festival ad alta quota I Suoni delle Dolomiti. È proprio in questa occasione che si svolge anche il suggestivo Battesimo degli alberi: i musicisti provenienti da ogni parte del mondo vengono invitati a scegliere un abete, che porterà il loro nome, e per lui suonano un brano che sarà poi custodito dal bosco.

Visitare questo luogo è una vera e propria esperienza magica e suggestiva, arricchita dalla presenza di un’applicazione per smartphone., che prende il nome di Bosco che Suona, e che permette ai visitatori di scoprire il nome e il carattere degli abeti rossi, nonché di ascoltare i brani che i musicisti hanno dedicato agli alberi.

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Puoi dormire in un vecchio treno sospeso sui binari e immerso nella natura

Esistono esperienze incredibili tutte da vivere, quando siamo in viaggio, che sono destinate a trasformarsi nei ricordi più belli e indelebili di una vita intera. E a caratterizzarle non sono solo le destinazioni, anche se affascinanti e suggestive, ma tutto quello che loro ci offrono, come gli alloggi.

Sempre di più, infatti, le strutture ricettive si plasmano e si trasformano per offrirci avventure di viaggio inedite, originali e al di fuori dall’ordinario. Le nostre preferite sono quelle immerse tra la natura, perché è proprio lì che è possibile vivere un’esperienza lontano da tutto e da tutti all’insegna della grande bellezza.

Ed è proprio in un paesaggio unico e straordinario, plasmato da Madre Natura, che vogliamo portarvi oggi. Lì dove tra i binari sospesi di una vecchia ferrovia, i vagoni di un treno si sono trasformati in un boutique hotel sospeso tra cielo e terra. Preparate i bagagli, si parte!

Bentornati in Africa

La chiamano Mal d’Africa, quella sensazione che si prova tutte le volte che si saluta il continente del pianeta Terra. Un luogo fatto di paesaggi variegati, di contraddizioni e di meraviglie uniche che incantano lo sguardo e stordiscono i sensi. Qualsiasi Paese si sceglie di raggiungere, questo è certo, è destinato a rubarci un pezzo di cuore.

Questa volta il nostro viaggio ci conduce nel nord-est del Sudafrica, nel bel mezzo di una delle riserve faunistiche più grandi dell’intero continente. È proprio qui che vivono e sopravvivono gli animali più straordinari e temuti del mondo. Sono i Big Five: leoni, leopardi, rinoceronti, elefanti e bufali. Insieme a loro, però, ci sono tantissime altre specie che vivono e convivono nel loro habitat naturale. Tutto intorno, invece, si estendono massicci montuosi, pianure sterminate puntellate da arbusti. Non mancano neanche le foreste tropicali che incorniciano l’intero paesaggio.

Raggiungere questo scenario vuol dire perdersi e immergersi in uno dei panorami più belli del mondo intero, lì dove è possibile vivere una delle esperienze più incredibili di una vita intera.

Ed è proprio qui che per rendere ancora più straordinaria l’avventura di viaggio, che è stato inaugurato un hotel unico al mondo. Si tratta di una struttura ricettiva nata da un treno in disuso, sospesa sui binari dello storico Selati Bridge, a strapiombo sul fiume Sabie.

Kruger Shalati - The Train On The Bridge

Fonte: Ufficio Stampa

Kruger Shalati – The Train On The Bridge

L’hotel sospeso sui binari a strapiombo del fiume

Immerso nel Parco Nazionale Kruger, nel cuore di un’area che si estende per circa 20.000 chilometri, sorge l’hotel destinato a farci vivere un’esperienza incredibile.

Il suo nome è  Kruger Shalati – The Train On The Bridge, ed è una struttura ricettiva sui binari, nata dalla ristrutturazione di un vecchio treno sospeso sul Selati Bridge, un ponte a strapiombo su quello che per anni è stato considerato il fiume spaventoso per la massiccia presenza di pericolosi coccodrilli.

Il ponte di ferro, ormai in disuso, è diventato il fondamento di una struttura ricettiva unica nel suo genere che è nata sulla ceneri del vecchio treno. Le carrozze degli anni ’20, infatti, sono state ristrutturate e convertite in 32 camere con vista che affacciano direttamente sul fiume Sabie e sul Parco Nazionale Kruger. Completano l’offerta una sala da pranzo, una hall e tre piscine a strapiombo sul fiume da cui godere di una vista sensazionale.

Non manca neanche una passerella, adiacente al ponte, che consente di fare lunghissime passeggiate e di ammirare il paesaggio. Fermatevi lì e aguzzate la vista perché coccodrilli, ippopotami, bufali ed elefanti si aggirano proprio sotto di voi.

Kruger Shalati - The Train On The Bridge

Fonte: Ufficio Stampa

Kruger Shalati – The Train On The Bridge