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Carnevale di Viareggio: storia, eventi e informazioni utili

Il Carnevale di Viareggio è molto più di una semplice festa: è un trionfo di arte, satira e creatività che affonda le sue radici nella tradizione. Ogni anno, la città toscana si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto dove sfilano giganteschi carri allegorici, opere straordinarie di maestri artigiani capaci di dare vita a movimenti spettacolari e a messaggi di forte impatto sociale.

Scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere su questa straordinaria manifestazione.

La storia del Carnevale di Viareggio

Tutto ebbe inizio nel 1873, quando un gruppo di giovani viareggini decise di organizzare una sfilata di carrozze addobbate a festa per celebrare il Carnevale. L’iniziativa riscosse un tale successo che, anno dopo anno, il corteo si arricchì di nuove idee, trasformandosi in un appuntamento imperdibile. Già nei primi del Novecento, la manifestazione assunse un carattere inimitabile, grazie all’ingresso delle prime costruzioni allegoriche, che nel tempo diventarono sempre più grandi e complesse.

Fu nel 1921 che la musica entrò a far parte della festa, trasformando i carri in vere e proprie scenografie in movimento, accompagnate da bande musicali e gruppi mascherati.

Nel 1923 fece il suo debutto la meccanizzazione, un passo avanti fondamentale che permise di creare movimenti sorprendenti. Ma la vera svolta arrivò due anni dopo, nel 1925, quando il maestro Antonio D’Arliano perfezionò la tecnica della cartapesta, così da rendere le strutture più leggere e maneggevoli, senza rinunciare alla grandiosità delle forme.

Negli anni Trenta nacque Burlamacco, la celebre maschera simbolo del Carnevale di Viareggio, disegnata dall’artista Uberto Bonetti. Con il suo cappello da clown, il mantello a rombi rossi e bianchi e il sorriso beffardo, divenne il volto ufficiale della manifestazione, portando con sé lo spirito ironico e goliardico che ancora oggi la caratterizza.

Dopo l’interruzione causata dalla Seconda Guerra Mondiale, il Carnevale tornò a splendere nel 1946, e da allora non ha mai smesso di crescere. Negli anni Cinquanta conquistò anche la televisione, con le prime dirette trasmesse dalla RAI, mentre negli anni Sessanta la satira politica divenne il cuore pulsante delle sfilate, con carri che ritraevano i leader mondiali in chiave ironica e dissacrante.

Nel 2001 venne inaugurata la Cittadella del Carnevale, un enorme spazio dedicato alla costruzione dei carri, dove i maestri della cartapesta possono dare libero sfogo alla loro creatività. Oggi, il Carnevale di Viareggio è considerato uno dei più importanti al mondo, capace di attrarre ogni anno migliaia di visitatori pronti a lasciarsi incantare dalla sua magia.

Le date del Carnevale di Viareggio 2025

L’edizione 2025 del Carnevale di Viareggio si svolgerà dall’8 febbraio al 4 marzo, con sei entusiasmanti Corsi Mascherati:

  • Sabato 8 febbraio 2025 – Primo Corso Mascherato (notturno, con spettacolo pirotecnico)
  • Domenica 16 febbraio 2025 – Secondo Corso Mascherato
  • Sabato 22 febbraio 2025 – Terzo Corso Mascherato
  • Giovedì 27 febbraio 2025 – Quarto Corso Mascherato
  • Domenica 2 marzo 2025 – Quinto Corso Mascherato
  • Martedì 4 marzo 2025 – Sesto Corso Mascherato (notturno, con premiazioni e spettacolo pirotecnico)

Gli eventi del Carnevale di Viareggio 2025

Fonte: Ph @Federico Neri – iStock

Carro allegorico del Carnevale di Viareggio

I carri allegorici: l’anima del Carnevale

I carri allegorici sono i protagonisti assoluti della manifestazione. Vere e proprie opere d’arte in movimento, sono frutto di mesi di lavoro da parte dei maestri della cartapesta, che con ingegno e abilità riescono a creare costruzioni imponenti, animate da movimenti sorprendenti e cariche di satira sociale e politica.

Ogni carro racconta una storia, spesso legata all’attualità, con uno sguardo ironico e provocatorio. Nel 2025 si celebrano i 100 anni della cartapesta, una tecnica che ha reso possibile la creazione di strutture leggere e spettacolari, uniche nel loro genere.

I carri Prima Categoria sono:

  •  “Il mostro ha paura” di Jacopo Allegrucci
  • Per una sana e robusta Costituzione” di Alessandro Avanzini
  • La grande condottiera” di Luca Bertozzi
  • La felicità è come una farfalla” di Luigi Bonetti
  • Social” di Massimo e Alessandro Breschi
  • Come tu mi vuoi” di Umberto, Stefano, Michele e Jacopo Quintini
  • Sic transit gloria mundi” di Carlo e Lorenzo Lombardi
  • La tempesta” di Lebigre e Roger
  • Nuova generazione… balliamo sul mondo” di Roberto Vannucci

I carri Seconda Categoria sono:

  • Dammi un bacino!” di Priscilla Porri
  • Gli ultimi eroi dell’innocenza” di Fabrizio e Valentina Galli
  • È tardi è tardi è tardi” di Matteo Raciti
  • What about us: che ne sarà di noi?” di Luciano Tomei e Antonio Croci

Mostre ed esposizioni

Il Carnevale di Viareggio è anche un’opportunità per approfondire la cultura e la storia dell’intramontabile grazie a esposizioni e mostre tematiche.

  • “Secoli di Satira”: dall’7 febbraio all’11 maggio presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Lorenzo Viani”;
  • “La cartapesta compie 100 anni”: visita guidata alla Cittadella del Carnevale l’8 febbraio, con un percorso alla scoperta dell’evoluzione della tecnica che ha reso i carri di Viareggio unici al mondo;
  • Omaggio a Guglielmo Lippi Francesconi: dall’8 febbraio all’11 maggio, presso il Museo del Carnevale, un tributo all’artista che disegnò il primo manifesto ufficiale del Carnevale;
  • Mostra “…e Viareggio nel sogno soavemente apparirà..” dedicata al pittore Paolo Dal Pino, in esposizione a Villa Paolina dal 9 febbraio.

Spettacoli e intrattenimento

Non soltanto carri allegorici, ma anche musica, teatro e intrattenimento.

  • Cittadella in Festa: il 9 e il 23 febbraio, con apertura degli hangar, musica e animazione;
  • Teatro dialettale con la Compagnia Burlamacco 81: lo spettacolo “Pace sia, ma non troppo” al Teatro Jenco il 6 e 7 febbraio;
  • Concerto di Cristina D’Avena: l’8 febbraio in Piazza Mazzini, seguito dalla cerimonia di inaugurazione del Carnevale.

Spettacoli pirotecnici

Il Carnevale di Viareggio si apre e si chiude con gli spettacolari fuochi d’artificio:

  • 8 febbraio 2025: spettacolo pirotecnico inaugurale sul Lungomare;
  • 4 marzo 2025: gran finale con fuochi artificiali dopo la premiazione dei vincitori.

Biglietti: quanto costano e dove acquistarli

Sfilata Carnevale Viareggio

Fonte: Ph @leonori – iStock

Carro allegorico al Carnevale di Viareggio

Per assistere ai Corsi Mascherati è necessario acquistare un biglietto. Il prezzo base parte da 22 euro, con riduzioni per ragazzi, gruppi e pacchetti speciali.

I biglietti (non nominativi) possono essere acquistati:

  • Online sul sito VivaTicket;
  • Presso la biglietteria della Cittadella del Carnevale (Via Santa Maria Goretti, Viareggio);
  • Agli ingressi della manifestazione nei giorni delle sfilate.

Sono disponibili anche pacchetti speciali che includono trasporto in autobus o soggiorno in hotel.

Come raggiungere il Carnevale di Viareggio

Viareggio è ben collegata e facilmente raggiungibile in vari modi:

  • In treno: la stazione ferroviaria di Viareggio è servita da treni regionali, Intercity e Frecciabianca;
  • In auto: accessibile dall’autostrada A12/E80 o dalla SS1 Via Aurelia;
  • In autobus: diverse linee collegano Viareggio con le principali città italiane;
  • In aereo: l’aeroporto più vicino è quello di Pisa, a soli 20 km, con collegamenti diretti per Viareggio.
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Invitare turisti stranieri al matrimonio diventa un’esperienza culturale. Nasce Wedding Privè

In un matrimonio cubano che si rispetti, mai e poi mai, può mancare la Baile del Billete, la caratteristica danza del denaro che prevede che lo sposo appunti delle banconote sul vestito della sposa durante il ballo. In Scozia, invece, i neo coniugi sono chiamati a partecipare al rito del Quaich: un brindisi particolare con quella che è conosciuta come la coppa dell’amore. In Iran gli sposi devono sedersi davanti al Sofreh, un banchetto nuziale che contiene tutti oggetti rappresentativi della loro vita insieme, mentre in Messico c’è il romantico rituale del Lazo: le mani dei due coniugi vengo legate dall’officiate in una corda.

Queste sono solo alcune delle tradizioni più belle, suggestive e romantiche che appartengono alla cerimonie nuziali del mondo, perché è proprio vero che “Paese che vai matrimonio che trovi”. Questi giorni così speciali e importanti, infatti, raccontano storie, evocano emozioni e interpretano il senso di appartenenza, non solo dei diretti interessati ma delle intere comunità che vivono nel territorio.

Il matrimonio è forse una delle più alte interpretazioni della cultura, del folclore e delle tradizioni di un popolo e questo lo hanno capito, forse più degli altri, Davide Genovesi e Luca Manelli che hanno fondato una start up, dal nome Wedding Privé, che permette ai turisti e ai viaggiatori stranieri di partecipare ai banchetti nuziali in Italia, e agli sposi di risparmiare sulla festa.

Così il matrimonio diventa un’esperienza autentica e globale

Impossibile non restare affascinati da questo progetto. Wedding Privè è una start up giovanissima lanciata alcuni mesi fa da Davide Genoversi e Luca Manelli, due 34enni che condividono l’amicizia, la passione per i viaggi e anche quella nei confronti del mondo delle start up. Sono stati proprio loro a dare vita a quello che possiamo definire un progetto sicuramente rivoluzionario nel mondo dei matrimoni.

Wedding Privè

Fonte: Wedding Privè

Luca Manelli e Davide Genoversi, soci fondatori di Wedding Privè

Da una parte, infatti, un’esperienza esclusiva senza eguali: turisti e viaggiatori stranieri possono assistere a un matrimonio italiano, conoscere le sue tradizioni e partecipare, in prima persona, a riti e promesse. Dall’altra, invece, il sogno degli sposi che diventa più economico grazie alla presenza di ospiti speciali e paganti, provenienti da culture diverse, e interessati a vivere un’esperienza autentica in Italia. Ma come funziona nello specifico Wedding Privè? E come è nata questa idea che rivoluziona il mondo dei matrimoni e quello dei viaggi? Ce lo racconta direttamente Davide, socio fondatore insieme a Luca di Wedding Privè.

Come è nata l’idea di creare Wedding Privè?
L’idea è nata più da una necessità personale. Tempo fa un mio carissimo amico ha partecipato a un matrimonio in Finlandia e il suo racconto, fatto con tanto entusiasmo, mi ha fatto desiderare di vivere un’esperienza simile. Poi mi è capitato, invece, di partecipare all’addio al celibato di un mio amico dove c’erano moltissime persone, anche di diversa nazionalità. In questa occasione ho conosciuto un ragazzo iraniano appena convolato a nozze che mi ha fatto vedere le foto del suo matrimonio: era tutto così diverso e affascinante. In quel momento ho pensato che mi sarebbe piaciuto tantissimo partecipare a un matrimonio iraniano o di un’altra nazionalità per conoscere le sue tradizioni, per viverle in prima persona.

E così hai deciso di dare vita a questo progetto…
Da amante dei viaggi e da appassionato di start up mi sono fatto una domanda: abbiamo tutto, abbiamo accesso a ogni cosa e a ogni strumento di facilitazione in ogni settore, perché non possiamo partecipare a un matrimonio in un altro Paese? Forse nessuno si è fatto questa domanda, prima di adesso, ma io sì, e la risposta è stata: “Ok lo faccio io”. Ne ho parlato poi con Luca, un amico con il quale condivido la passione dei viaggi e delle start up, e abbiamo deciso di lanciarci in questo progetto.

C’è una piattaforma, ci sono i fornitori e i partner e, naturalmente, i turisti e gli sposi. Ma come funziona nel dettaglio?
Sì, lavoriamo con dei partner sia lato sposi, come location, fotografi e wedding planner, che con delle agenzie e tour operator per arrivare ai viaggiatori e turisti. Quando una coppia di sposi è interessata può registrarsi alla piattaforma ed entrare in contatto con noi per discutere del matrimonio, del suo valore, delle tradizioni da condividere e, naturalmente, della possibilità di aggiungere un tavolo per degli ospiti paganti di culture differenti. Possono

I turisti, solitamente altospendenti, vengono a conoscenza del progetto, e di questa opportunità, attraverso le agenzie di viaggio che propongo questa esperienza esclusiva che dura tutta la giornata. Non solo contribuiscono in qualche modo alle spese sostenute dagli sposi per la celebrazione ma partecipano a tutti gli effetti alla festa come invitati.

Cosa ne pensano gli sposi di Wedding Privè?
Sicuramente c’è tantissima curiosità intorno a questo progetto che è stato accolto molto bene, soprattutto dagli sposi che possono abbattere una parte dei costi sostenuti per l’organizzazione. Ci sono anche delle riserve, questo è normale, perché si tratta di qualcosa di inedito. Per questo ci teniamo sempre a sentirli in prima persona e a spiegargli il funzionamento del progetto. Loro non vengono mai lasciati soli: gli ospiti internazionali, infatti, sono accompagnati da una figura, una sorta di cicerone che traduce e che spiega in tempo reale quello che succede, ma che al contempo garantisce anche una sicurezza agli sposi per tutelare e preservare il loro giorno speciale da qualsiasi inconveniente.

E i turisti?
Anche loro sono molto entusiasti, così come lo sono le agenzie partner che possono proporre un’esperienza inedita e immersiva. Si tratta di qualcosa che ti immerge nei costumi locali completamente, ed è quello che poi cerco anche io quando viaggio: conoscere persone vere, entrare in contatto con le loro storie e con le loro tradizioni. I primi matrimoni, che vedranno la loro partecipazione attiva, sono previsti a maggio e continueranno per tutta l’estate. La figura del “cicerone”, di cui parlavo prima, è focale anche per gli ospiti internazionali perché sarà proprio lui a spiegare in tempo reale quello che succede e a svelare cosa si nasconde dietro a determinate tradizioni locali, come il taglio della torta o il lancio del boquet.

Come immaginate l’evoluzione di questo progetto in un futuro non troppo lontano?

In futuro ci piacerebbe ampliare il progetto e coinvolgere più persone. Immaginiamo che avere uno, due o addirittura tre tavoli riservati a ospiti di nazionalità differente possa diventare trendy. Se oggi gli sposi si avvicinano per curiosità, ma anche e soprattutto per l’aspetto economico e la possibilità di risparmiare, tra qualche anno auspichiamo che l’esperienza diventi il driver principale. Del resto partecipare a un matrimonio in un Paese differente e avere la possibilità di condividere il giorno più importante con persone che hanno usanze così diverse dalle nostre apporta una ricchezza infinita: l’incontro e la fusione di culture diverse. 

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Il Carnevale di Sciacca 2025

Per chi ama il Carnevale e la sua allegria, non può assolutamente perdersi una delle manifestazioni più antiche ed affascinanti della regione Sicilia e di tutta Italia: il Carnevale di Sciacca.

Si parla di un evento che ogni anno è in grado di attirare migliaia di visitatori, sia nazionali, che internazionali, e la nuova edizione in arrivo nel 2025 si preannuncia come una festa particolarmente speciale, grazie ad eventi e celebrazioni in grado di mettere in risalto la tradizione locale.

Storia del Carnevale di Sciacca

Il carnevale di Sciacca è un evento che affonda le sue radici in epoche decisamente lontane dalle nostre, e non è da meno ai carnevali storici più belli d’Italia. Le prime testimonianze di questa festa risalgono addirittura al lontano Diciassettesimo secolo, quando il carnevale era caratterizzato principalmente da balli in maschera, spettacoli teatrali e vivaci sfilate per le vie della città.

Nel corso degli anni questo evento si è arricchito e sono stati aggiunti diversi elementi caratteristici, fra cui la figura distintiva del Carnevale di Sciacca, ovvero Peppe Nappa. È la maschera simbolo della città, che con il suo abito azzurro ed il cappello a punta raffigura un servo pigro e goloso della commedia dell’arte siciliana. Oltre alla tradizionale maschera di Peppe Nappa, sfilano tra le vie della città numerosi e bellissimi carri di cartapesta, delle vere e proprie opere d’arte, colorati ed in grado di affascinare grandi e bambini.

Date del Carnevale di Sciacca 2025

L’edizione 2025 del Carnevale a Sciacca si svolgerà in cinque giornate, ognuna delle quali ricca di eventi e festeggiamenti vari. 

  • Il 15 Febbraio inizia la festa! Sul palco allestito in Piazza Scandaliato verranno presentati i gruppi mascherati dei diversi carri allegorici, in concorso per vincere il premio come miglior carro del Carnevale di Sciacca 2025.

  • Sabato 22 Febbraio si tiene, invece, la cerimonia di apertura del Carnevale, giorno in cui il Sindaco consegna le chiavi della città a Peppe Nappa, gesto che dà inizio alla sfilata e allo spettacolo pomeridiano dei carri allegorici. Durante la giornata ci sono anche spettacoli per bambini e ragazzi, oltre che una seconda sfilata serale.

  • Il giorno seguente, Domenica 23 Febbraio, è una giornata tutta da dedicare ai bambini. Prende vita il Carnevale dei Bambini, con spettacoli d’animazione e baby dance. Inoltre, sempre per i più piccoli, il Carnevale di Sciacca ospita Carolina Benvenga ed il Carolina Show, uno spettacolo amato da tutti i bambini. A seguire, in serata, la sfilata dei carri allegorici tra le vie cittadine.

  • Venerdì 28 Febbraio, oltre alla sfilata e lo spettacolo pomeridiano, è il giorno dello Special Guest di questa edizione del Carnevale a Sciacca: Dargen D’Amico si esibisce in concerto.

  • Sabato 1 Marzo e Domenica 2 Marzo sono gli ultimi giorni di questa edizione del 2025, con le consuete sfilate dei carri allegorici, al pomeriggio e alla sera, ma anche molti spettacoli per grandi e bambini. Tra questi lo show di Salvo & Giorgia + mamma Cinzia, personaggi amati dai bambini, e la proclamazione del carro allegorico vincente.

    A fine serata, per sancire la definitiva chiusura del Carnevale di Sciacca, il rogo di Peppe Nappa, dopo la riconsegna delle chiavi della città.

Eventi 2025 del Carnevale a Sciacca

Durante le giornate del carnevale, il centro storico di Sciacca si trasforma in un grande palcoscenico a cielo aperto e tutto si trasforma grazie all’atmosfera allegra e divertente di maschere e carri allegorici. Ecco quali sono gli eventi da non perdere. 

Spettacoli ed eventi per grandi e bambini

In due delle principali piazze della città è presente il Kids Village, dove spettacoli di animazione per bambini, artisti di strada, baby dance e fotografi la fanno da padrona, ma anche il Luna Park, adatto a tutte le età, e diversi spettacoli. Fra questi il concerto di un’artista come Dargen D’Amico, il 28 Febbraio, ma anche il Nanà Carneval Show, il 22 Febbraio, uno spettacolo musicale con gli inni più famosi del Carnevale di Sciacca. A questi si aggiungono i già citati eventi per bambini con Carolina Benvenga e Salvo & Giorgia + mamma Cinzia.

I carri allegorici di Sciacca

Il fulcro del Carnevale è senza dubbio la presenza di questi maestosi carri allegorici. Creazione ed opere d’arte frutto dell’ingegno, della creatività e del lavoro meticoloso messo in opera dagli artigiani locali. Si tratta di carri realizzati in cartapesta, che rappresentano scene satiriche e temi d’attualità, caratterizzati da un mix di ironia e critica sociale.

Come accennato in precedenza, questi carri sfileranno due volte al giorno, per una sfilata pomeridiana ed una serale, nelle giornate di Sabato 22 Febbraio, giorno in cui si tiene la cerimonia di apertura, Domenica 23 e Venerdì 28 Febbraio, Sabato 1 e Domenica 2 Marzo, giorno di chiusura del Carnevale di Sciacca e nel quale avverrà la premiazione del carro più bello della manifestazione.

Biglietti del Carnevale di Sciacca

Per non perdersi queste giornate di festa in Sicilia e vivere appieno il Carnevale di Sciacca, è necessario munirsi di un biglietto d’ingresso, che è acquistabile online sia sul sito ufficiale della manifestazione, sia sul portale TicketSms. Per chi preferisce canali di vendita tradizionali, sul sito ufficiale del Carnevale è presente una lista di diversi punti vendita fisici o ai botteghini lungo il circuito

Il prezzo d’ingresso del biglietto giornaliero è di 8,00€, che comprende 7,00€ per il biglietto ed 1,00€ di diritti di prevendita. Per chi vuole partecipare a tutte e cinque le giornate e non vuole perdersi assolutamente niente di questo bellissimo Carnevale, allora è possibile acquistare un abbonamento per le 5 giornate al prezzo di 15,00€, comprensivo di 13,00€ per l’abbonamento e 2,00€ di diritti di prevendita.

Possono entrare gratuitamente tutti i bambini alti meno di 120 cm di altezza, tutti i residenti all’interno del circuito, professionisti, dipendenti e titolari di attività all’interno del circuito e disabili con accompagnatore.

Come raggiungere il Carnevale di Sciaccia

Sciacca è una bellissima città della costa sud della Sicilia, facilmente raggiungibile sia in auto che con i mezzi pubblici.

Nello specifico, per chi proviene da Palermo in auto, basta seguire l’autostrada A29 per Mazara del Vallo e poi proseguire fino a Sciacca dall’uscita Castelvetrano. Per chi predilige i mezzi pubblici, invece, sono presenti diverse compagnie di autobus che collegano Sciacca alle principali città come Palermo, Agrigento e Trapani. Per tutti coloro che desiderano visitare questa splendida terra della Sicilia e vivere le bellezze del Carnevale di Sciacca, gli aeroporti più vicini sono quelli di Palermo e Trapani. Una volta atterrati, basterà prendere un bus e proseguire verso la destinazione finale.

Il Carnevale di Sciacca 2025 è un evento imperdibile e dall’antica tradizione. Non resta altro che scegliere i giorni ideali per far parte di questa bellissima festa ed immergersi nella cultura siciliana, tra colori, canzoni e sapori indimenticabili. Un’esperienza unica, per grandi e bambini.

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Carnevale di Misterbianco, gli eventi del 2025

Il Carnevale di Misterbianco è senza dubbio uno dei carnevali più celebri e longevi della Sicilia, ma non si limita a essere una semplice festa popolare. È un vero e proprio patrimonio culturale, riconosciuto a livello nazionale e iscritto al REIS (Registro Eredità Immateriali della Sicilia), una testimonianza viva delle tradizioni dell’isola.

Grazie alla sua storia, alla qualità dei suoi costumi e all’energia che anima la cittadina etnea, il Carnevale di Misterbianco è diventato uno degli eventi più attesi dell’anno in Sicilia. Scopriamo le date, gli eventi principali e come raggiungere questa straordinaria festa.

Storia del Carnevale di Misterbianco

Il Carnevale di Misterbianco ha radici che affondano in secoli di tradizione in Sicilia. La manifestazione è diventata celebre per i suoi costumi riccamente elaborati, una vera e propria espressione di arte sartoriale che richiede mesi di lavoro e una meticolosa attenzione ai dettagli. Questi capolavori sono parte integrante del Carnevale e ne costituiscono il cuore pulsante. Il Carnevale di Misterbianco è iscritto al REIS, un riconoscimento che sottolinea l’importanza storica e culturale dell’evento. I costumi, alcuni dei quali possono arrivare a pesare anche 40 kg, sono opere d’arte che raccontano storie e leggende della Sicilia, mescolando simbolismi e colori che rendono unica questa celebrazione.

Dal 1981, il Carnevale di Misterbianco è diventato un evento di rilevanza nazionale, con le sue sfilate di carri allegoricie la continua innovazione delle tematiche proposte dalle varie Associazioni locali. I costumi e le scenografie, che arricchiscono ogni sfilata, hanno anche avuto la possibilità di girare il mondo, portando la tradizione siciliana a Hong Kong, in Costa Azzurra, in Arabia Saudita e in Tunisia.

Date del Carnevale di Misterbianco 2025

Il Carnevale di Misterbianco 2025 quest’anno si svolgerà dal 22 febbraio al 4 marzo 2025, un periodo che vedrà il centro storico della città trasformarsi in un palcoscenico a cielo aperto, dove i partecipanti potranno vivere la magia di un evento che mescola tradizione, arte e divertimento.

Carnevale di Misterbianco, festa

Fonte: Ipa

La splendida festa del Carnevale di Misterbianco

Eventi 2025 del Carnevale di Misterbianco

Il programma del Carnevale di Misterbianco 2025 è ricco di eventi per tutte le età, con momenti di spettacolo, tradizione e cultura che si susseguono per tutta la durata della manifestazione.

A spasso con il Re Burlone

Data: 27 febbraio 2025, ore 10:00
Un evento molto atteso dai più piccoli, che coinvolge le scuole locali. In questa sfilata, i bambini di Misterbianco si travestono con i costumi a tema, realizzati dalle mamme, dalle insegnanti e dalle sarte del paese. La sfilata è accompagnata da musica e animazione, creando un’atmosfera gioiosa che invade le strade della città.

Sfilata dei Carri Allegorici

Date: 23 febbraio, 2 e 4 marzo 2025
Le sfilate dei carri allegorici sono uno dei momenti più spettacolari del Carnevale di Misterbianco. I carri, decorati con grande maestria e originalità, percorrono le vie del centro, portando con sé messaggi di satira sociale e divertimento. Ogni anno, le Associazioni locali propongono nuovi temi per i carri, che sfidano la creatività e l’ingegno delle maestranze.

Défilé dei costumi più belli di Sicilia

Data: 1 marzo 2025, ore 18:30
Il Défilé dei Costumi più Belli di Sicilia rappresenta l’apice del Carnevale di Misterbianco. Durante questo evento, i costumi, frutto di un lavoro artigianale lungo mesi, vengono indossati dai partecipanti e sfilano sotto gli occhi di migliaia di spettatori. Questo evento è un vero e proprio omaggio all’arte sartoriale siciliana e uno dei momenti più attesi del Carnevale.

Carnevale di Misterbianco, sfilata

Fonte: Ipa

I costumi che sfilano al Carnevale di Misterbianco

Concerti e spettacoli

Date: 22, 28 febbraio e 1 marzo 2025
Il Carnevale di Misterbianco non è solo tradizione, ma anche musica e divertimento. La cittadina ospiterà diversi concerti e spettacoli dal vivo, con artisti locali e ospiti di fama nazionale, tra cui il grande concerto di Orietta Berti il 28 febbraio. Le piazze di Misterbianco saranno animate da musica, balli e performance artistiche.

Mostre e attività culturali

Date: 23 febbraio – 4 marzo 2025
Il Museo del Carnevale e la Galleria Civica d’Arte “Pippo Giuffrida” ospiteranno mostre dedicate ai bozzetti e ai copricapi dei costumi, offrendo un’opportunità unica di scoprire il lato più artistico e creativo del Carnevale di Misterbianco. Saranno anche organizzati tour guidati alla scoperta delle tradizioni e dei tesori culturali di Misterbianco, a cura della Pro Loco.

Biglietti del Carnevale di Misterbianco

I biglietti per i principali eventi del Carnevale, come la sfilata dei carri allegorici e il Défilé dei Costumi più Belli di Sicilia, possono essere acquistati online o direttamente presso i punti vendita locali. I costi variano in base agli eventi e al tipo di accesso (ad esempio, tribune o posti liberi). Alcuni eventi, come le animazioni per bambini, sono gratuiti. Per visitare il Museo del Carnevale o partecipare alle mostre, è possibile acquistare i biglietti direttamente presso le sedi espositive.

Come raggiungere il Carnevale di Misterbianco

In auto: Misterbianco è facilmente raggiungibile in auto, grazie alla sua posizione strategica a soli 10 km da Catania. La città è ben collegata attraverso la SS 121 e le autostrade A18 e A19.

In treno: la stazione ferroviaria di Misterbianco offre collegamenti frequenti con Catania e altre località della Sicilia. Dalla stazione, il centro storico è facilmente raggiungibile a piedi o con i mezzi pubblici.

In autobus: Misterbianco è ben servita da diverse linee di autobus che la collegano con Catania e altre zone della provincia. Gli orari e le informazioni sui trasporti locali sono disponibili sui siti web delle aziende di trasporto pubblico.

Il Carnevale di Misterbianco 2025 è un’occasione imperdibile per immergersi nella cultura siciliana, tra sfilate spettacolari, eventi musicali e attività per tutta la famiglia. Se siete in Sicilia durante il Carnevale, non perdete l’opportunità di vivere questa festa che, ogni anno, continua a incantare migliaia di persone con la sua bellezza e il suo spirito gioioso.

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Scopri tutto quello che c’è da vedere nella Chinatown di Kuala Lumpur

Conosciuta principalmente per la sua folla vivace, i venditori ambulanti di artigianato locale e vicoli pieni del profumo dell’incenso, la Chinatown di Kuala Lumpur offre una miriade di attività per rendere la tua visita più memorabile e interessante. Celebre per essere un caleidoscopio di culture, religioni, tradizioni e cibo, questo quartiere diventerà sicuramente il tuo posto preferito della capitale malese, dove potrai vivere la migliore esperienza culinaria, di intrattenimento e shopping.

La Chinatown di Kuala Lumpur è nota per essere uno dei luoghi più fotogenici dell’intera regione ed è sede di numerose attrazioni, tra cui templi, moschee, negozi, edifici storici, ristoranti e mercati. È anche il posto perfetto per gustare il famoso caffè ghiacciato o provare snack e specialità locali a Kuala Lumpur.

Fai shopping al mercato di Petaling Street o esplora il Central Market, concediti un momento di relax in uno dei negozi di massaggi cinesi locali, perfetto per ricaricarti dopo una lunga giornata alla scoperta di Kuala Lumpur.

Non perderti una visita all’Old China Café e prova alcune delle loro rinomate specialità, e fai un salto presso una delle numerose bancarelle e chioschi per assaporare il delizioso cibo di strada malese.

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Fonte: iStock

Perditi tra le strade di Chinatown per scoprirne ogni angolo

Le origini della Chinatown di Kuala Lumpur

I cinesi del XIX secolo si insediarono nel quartiere di Kuala Lumpur e si crearono una nuova vita erigendo case commerciali familiari, magazzini e templi taoisti come il sontuoso Sin Sze Si Ya, costruito nel 1864. Miracolosamente, molto è scampato alla demolizione. Oggi, è difficile non essere sedotti dall’energia vibrante di quello che è un quartiere veramente vivace, piuttosto che una semplice attrazione turistica da museo vivente.

Secondo gli storici, uno dei principali motivi per cui Kuala Lumpur esiste è proprio grazie ai cercatori cinesi, che giunsero nella regione a caccia di stagno, e diedero a questo luogo un nome che si traduce in “Giunzione del fiume fangoso”.

La città si è poi sviluppata ed è cresciuta grazie al contributo finanziario ed economico della comunità cinese, che ha contribuito a trasformare Kuala Lumpur da un piccolo insediamento in una città fiorente e prospera.

Per anni, il quartiere malandato di Chinatown è stato definito dalla sua principale attrazione, Jalan Petaling, la caotica strada piena di ogni tipo di prodotto falso immaginabile, da magliette Lacoste e borse Hermès a orologi Rolex e occhiali da sole Ray Ban.

Le tradizionali case commerciali cinesi erano lasciate a deteriorarsi o trasformate in trasandati ostelli per viaggiatori zaino in spalla, case da gioco e club segreti di mahjong, un gioco da tavola molto popolare. Non è più così: in pochi anni, il quartiere è stato trasformato in quella che può essere considerata la zona più innovativa della capitale malese.

Chinatown KL

Fonte: iStock

Una delle tipiche strade della Chinatown di Kuala Lumpur

La Chinatown di oggi

A rappresentare il cambiamento avvenuto nell’area è stato il salvataggio del cinema Rex dalla demolizione. Rinato come un fiorente centro culturale noto come RexKL il cinema, costruito nel 1947, è stato un’istituzione per gli appassionati locali, proiettando di tutto, dai cartoni animati a Star Wars.

Chiuso per ben 17 anni, l’interno labirintico e a mattoni a vista oggi ospita boutique di design, una libreria immensa e uno studio di tatuaggi, bar e caffè, e una sede per concerti, teatro e conferenze. L’attrazione più recente è Rexperience, che vede metà del vecchio cinema trasformato in una galleria digitale immersiva per artisti visivi.

Passeggiando per il labirinto di strade strette di Chinatown, le case commerciali possono ancora sembrare mezza abbandonate – con vernice scrostata e facciate invase dalla vegetazione tropicale – ma la storia cambia all’interno, con spazi all’avanguardia per caffè, bar segreti, ristoranti e hotel boutique.

Central Market

Fonte: iStock

Fai acquisti di qualità nel rinnovato Central Market della Chinatown di Kuala Lumpur

I clienti in cerca di qualcosa di più che dei soliti articoli di Jalan Petaling si dirigono verso il Central Market, restaurato in stile art déco, ora pieno di bancarelle di artigianato, negozi di moda e gallerie d’arte.

Chinatown è famosa da sempre per il suo street food, ma ora esiste un intero nuovo mondo di audace alta cucina per i buongustai che esplorano le sue strette viuzze per scoprire nuovi sapori. Al calar del sole, con le cucine dei venditori ambulanti che iniziano a prepararsi sul marciapiede, una passeggiata nel quartiere rivela una scena culinaria vivace, una cornucopia di specialità malese-cinesi.

Cosa fare nella Chinatown della capitale malese

Visitare i templi di Chinatown

Costruito nel XIX secolo, il Tempio Guan Di è uno dei più suggestivi di Kuala Lumpur. L’atmosfera è particolarmente tranquilla al mattino, quando l’aria è impregnata del profumo di candele e bastoncini d’incenso. Il Tempio Sri Maha Mariamman, il più antico tempio indù della regione, risale al 1873 ed è dedicato alla dea sudindiana Mariamman (Parvati). L’ingresso è una torre alta 23 metri, decorata con colorate statue di divinità indù.

Tra le attività più insolite da fare a Chinatown c’è la visita al Tempio Chan See Shu Yuen, uno dei più grandi e antichi templi buddisti della Malesia. Situato alla fine di Petaling Street, il tempio vanta un ampio cortile, padiglioni ben curati, intagli in legno, dipinti e decorazioni in ceramica. Risalente al 1897, è noto per il suo tetto con dettagliate incisioni che raffigurano scene della storia e mitologia cinese. All’interno, puoi ammirare dipinti raffiguranti guerrieri che combattono draghi, leoni e altre creature mitologiche.

Tempio Sri Maha Mariamman

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Non perdere il magnifico tempio di Sri Maha Mariamman a Chinatown

Shopping al mercato di Petaling Street

Una delle attività principali a Chinatown Kuala Lumpur è visitare Petaling Street Market e fare shopping. Situato nel cuore di Chinatown, questo affollato mercato ospita una vasta gamma di bancarelle, chioschi e negozi dove puoi trovare imitazioni di orologi di lusso, borse, scarpe, gioielli e vestiti.

Qui puoi acquistare qualsiasi cosa ti serva durante il tuo viaggio in Malesia, inclusi accessori, giocattoli, cover per cellulari, spezie locali e prodotti tipici. Puoi anche assistere alle famose danze del drago cinese durante la tua visita al mercato.

Jalang Petaling

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Petaling Street è dove troverai ogni tipo di souvenir

Visitare il Central Market

Se cerchi un’opzione meno affollata con prodotti di qualità superiore, dirigiti al Central Market. Questo luogo, considerato un sito patrimonio culturale, un tempo era un mercato di generi alimentari, ma oggi vanta una magnifica facciata in stile art déco.

Ospita numerosi negozi e bancarelle, oltre a chioschi di cibo, ristoranti e un palco all’aperto dove puoi assistere a spettacoli dal vivo. Il Central Market è anche sede della più famosa catena di caffetterie della Malesia, la Old Town White Coffee, dove puoi sorseggiare un delizioso caffè cremoso. Visitando il Central Market, alcune delle migliori cose che potrai acquistare sono:

  • Artigianato autentico e manufatti tradizionali malesi
  • Tessuti Batik malesi
  • Souvenir tradizionali malesi
  • Sigilli cinesi, oggetti in riso, spezie locali e prodotti tipici
  • Abbigliamento Songket, gioielli e accessori
  • Antiquariato malese tradizionale

Mangia al Food Court del Central Market

Situato all’ultimo piano del Central Market, questo food court è pulito, igienico e offre una vasta gamma di piatti a prezzi accessibili. A differenza delle bancarelle di street food, qui troverai posti a sedere dove potrai gustare i tuoi pasti in tranquillità. Tra i piatti più apprezzati ci sono il Laksa Soup, il Mie Goreng, il Nasi Lemak e molte altre specialità malesi.

Esplorare Kasturi Walk

Vicino al Central Market si trova una bellissima strada pedonale chiamata Kasturi Walk, piena di bancarelle che vendono accessori, artigianato, souvenir e oggetti locali. Troverai anche numerosi chioschi di cibo e bevande, dove puoi assaporare specialità tradizionali come le famose banane fritte. Non dimenticare di provare il tipico caffè ghiacciato con latte condensato invece dello zucchero.

Kasturi Walk

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Kasturi Walk è un’altra famosa via per lo shopping nella Chinatown di Kuala Lumpur

Scoprire i negozi di street food

Chinatown è piena di bancarelle e chioschi che servono alcuni dei migliori piatti, snack e bevande locali. Puoi provare un pasto cinese veloce cucinato in una cucina improvvisata, oppure assaggiare specialità malesi come il Nasi Lemak e i vari tipi di satay. Esplora anche i vicoli più nascosti, dove spesso si trovano autentiche gemme gastronomiche poco conosciute dal grande pubblico.

Esplora le antiche botteghe cinesi

Chinatown ospita numerosi edifici storici, tra cui mercati, alberghi e tradizionali botteghe cinesi risalenti al 1800. Perfette per gli appassionati di fotografia, queste botteghe hanno una parte commerciale davanti e un’abitazione sul retro. Molte di esse sono collegate tra loro, offrendo riparo dalla pioggia e dal sole ai visitatori.

Rilassati con un massaggio

Chinatown è famosa per i suoi massaggi tradizionali cinesi, come il massaggio Shiatsu o il massaggio con olio. Molti negozi offrono massaggi ai piedi a prezzi economici. Ricorda di negoziare il prezzo!

Passeggia lungo il River of Life

Il River of Life è un progetto urbanistico che ha trasformato il Klang River in un’incantevole passeggiata con pontili, giochi d’acqua e illuminazione a LED. È particolarmente suggestivo di notte, con una vista spettacolare sullo skyline di Kuala Lumpur.

Visitare la Moschea Masjid Jamek Sultan Abdul Samad

Questa maestosa moschea divide il fiume in due nel punto centrale del progetto River of Life a Chinatown, ed è la moschea più antica di Kuala Lumpur. Visitare la Masjid Jamek Sultan Abdul Samad è sicuramente una delle cose migliori da fare nella Chinatown di Kuala Lumpur. Con interni ed esterni mozzafiato, la moschea è famosa per le sue cupole appuntite, magnifici pilastri, archi e alti minareti. Puoi visitare la moschea in qualsiasi momento della giornata. Ogni venerdì sera, potrai sederti vicino al fiume e ascoltare le preghiere.

Moschea Masjid Jamek

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Il venerdì sera visita la grande moschea Masjid Jamek Sultan Abdul Samad

Cena all’Old China Café

L’Old China Cafè è uno dei ristoranti più antichi di Kuala Lumpur, e conserva ancora il suo fascino con dipinti cinesi antichi, fotografie storiche e tavoli in marmo. Qui puoi provare specialità come il pollo al curry “devil”, il beef rendang e vari snack malesi tradizionali.

La vita mondana della Chinatown di Kuala Lumpur

La scena della vita notturna in questo angolo vibrante di Kuala Lumpur è ancora più sorprendente. Molti iniziano la serata con un aperitivo sulla terrazza all’aperto di Jann, un elegante bar in cima al nuovo hotel del quartiere, il Four Points Sheraton.

Il panorama offre un contrasto netto tra i grattacieli della città e le piccole case a tetto rosso di Chinatown. Giù, a Jao Tim, una casa commerciale cinese trasformata in un locale per concerti, gli amanti della musica dal vivo possono assistere a concerti di band che suonano di tutto, dal jazz a ballate romantiche, a suoni tradizionali del Borneo o il rumoroso Cantopop.

Un tour dei famosi bar clandestini di Chinatown dimostra certamente come case una volta vuote e fatiscenti, risalenti ai primi giorni di Kuala Lumpur, siano rinate come bar di design all’avanguardia. PS150 è nascosto dietro l’ingresso di quello che una volta era un negozio di giocattoli, con un lungo corridoio che conduce a un cortile giungla e poi al bar lounge illuminato a lume di candela. Concubine è un altro bar molto popolare, ricoperto di graffiti.

Chinatown KL3

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Assaporta la vivace vita mondana della Chinatown di Kuala Lumpur

Ci sono una dozzina di altri peccaminosi luoghi di ritrovo nei dintorni, ma molti appassionati di bar finiscono la serata al Penrose KL, aperto di recente: preparati però a fare la fila fuori, poiché la capacità è limitata a 25 clienti. Se RexKL segna la rinascita di Chinatown per i locali, allora il simbolo di questa rinascita per i viaggiatori è l’Hotel Else.

Situato in un edificio art déco icona degli anni ’30, il Lee Rubber Building, vanta interni spaziosi e decorati con arte e sculture d’avanguardia. Mentre gli ospiti potrebbero essere tentati di trascorrere diverse ore in hotel godendosi la piscina sul tetto, la sua posizione è perfetta per esplorare il ricco passato di Chinatown.

Quando visitarla e come raggiungerla?

Il momento della giornata ideale per scoprire la Chinatown di Kuala Lumpur è nel pomeriggio, quando la maggior parte dei mercati, negozi e ristoranti sono aperti e la folla è relativamente più ridotta. Se vuoi vederla nel suo momento di massima vita e splendore, dovresti visitarla durante il Capodanno cinese (tra gennaio e febbraio), quando l’intera zona viene addobbata con colorate decorazioni e l’atmosfera è particolarmente vivace. Se ti stai chiedendo come fare, sappi che raggiungere la zona è abbastanza semplice:

  • In treno: puoi prendere il treno numero 2 della MRT o il treno numero 5 o 9 della LRT, scendere alla stazione di Chinatown e camminare pochi minuti fino alla destinazione.
  • In autobus: puoi prendere uno dei seguenti autobus per Chinatown: 103, 104, 152, 190, 780 e P701.
Capodanno cinese KL

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Visita la Chinatown di Kuala Lumpur nel periodo del Capodanno cinese per viverla al meglio

Consigli utili per visitare Chinatown Kuala Lumpur

Prima di partire, ricorda di seguire questi consigli e la tua visita di Chinatown sarà indimenticabile:

  • Per vivere un’esperienza autentica, soggiorna in uno degli hotel locali.
  • Contratta sempre i prezzi quando fai acquisti, poiché i venditori tendono a gonfiare le cifre iniziali.
  • Indossa scarpe comode, poiché camminerai molto.
  • Porta con te acqua, crema solare, cappello e ombrello, specialmente nelle giornate calde.
  • Non perdere l’occasione di provare il cibo di strada! Chinatown è famosa per i suoi chioschi e bancarelle che offrono una vasta gamma di snack e piatti locali.
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Sant’Agata 2025, a Catania per una delle feste patronali più sentite d’Italia

Tra le feste patronali più sentite e amate d’Italia c’è Sant’Agata, una celebrazione popolare siciliana che coinvolge la città di Catania in 3 giorni di attività con un programma fittissimo. Scopriamo insieme tutto ciò che c’è da sapere sulla celebrazione di Sant’Agata 2025 a Catania: ti sveliamo il programma completo e tutte le info utili da conoscere.

Perché si festeggia Sant’Agata e quanto dura la festa

Dal 3 al 5 febbraio si festeggia Sant’Agata 2025, la festa patronale che celebra la santa patrona di Catania. La celebrazione è l’occasione per trasformare la città siciliana in un palcoscenico fondendo folklore, tradizione e fede in tantissime celebrazioni. L’evento è così sentito da attirare ogni anno tantissimi visitatori che sanno di potersi immergere in diverse giornate di festa, ciascuno con un programma preciso che scopriremo poco alla volta. Tra gli appuntamenti più attesi l’offerta della cera, la processione con il busto della santa e il trasporto con un itinerario suggestivo nell’ultimo giorno. Non solo un evento religioso quanto più un simbolo della città siciliana che mixa fede, cultura e spettacolo unendo varie generazioni.

Il programma del 2025

Come spiegato anticipatamente, il programma di Sant’Agata 2025 a Catania coinvolge 3 giorni di calendario ricchi d’eventi partendo il 3 e culminando nel 5 febbraio.

  • Il programma del 3 febbraio: la festa patronale parte ufficialmente il 3 febbraio con un appuntamento ricco legato alla devozione. Si parte la mattina con delle Sante Messe nella Cappella di Sant’Agata e a mezzogiorno ha invece luogo la processione dell’offerta della cera, uno degli appuntamenti più attesi. A partecipare sono autorità civili, militari e religiose che sfilano accompagnate dai cittadini in un corteo solenne portando ceri votivi alla santa. Il rito simboleggia devozione e sacrificio portato avanti in modo unito da tutta la comunità cittadina nei confronti della patrona. In serata il cielo di piazza Duomo si illumina con uno spettacolo pirotecnico conosciuto con il nome di “Sira o Trì”;
  • Il programma del 4 febbraio: martedì le celebrazioni entrano nel vivo con le porte della cattedrale che si aprono già all’alba per la messa dell’aurora e proprio in quel momento il busto reliquiario di sant’Agata esce dalla cattedrale tra applausi e commozione dei fedeli. La processione attraversa quindi la città lungo un percorso che tocca alcuni luoghi significativi della vita della santa. Durante il tragitto, autorità religiose e civili, ordini cavallereschi e devoti rendono omaggio alla Santa con preghiere e riflessioni. La giornata è caratterizzata da diversi momenti di raccoglimento e celebrazioni eucaristiche, con il culmine nel tradizionale messaggio alla città pronunciato dall’Arcivescovo in Piazza Stesicoro. Il corteo prosegue poi fino a tarda notte, con i fedeli che accompagnano il fercolo della Santa lungo le strade della città, rinnovando la loro fede con canti e preghiere.
  • Il programma del 5 febbraio: mercoledì è l’ultimo giorno della festa di Sant’Agata e per il 2025, oltre alla solenne messa pontificale nella cattedrale, si procede nel pomeriggio con una nuova processione del fercolo con il busto di sant’Agata che farà il giro dell’intera città passando per i luoghi simbolo della devozione ma non solo. Il momento più toccante? Quello del rientro in cattedrale quando la celebrazione si chiude ufficialmente con ringraziamento e benedizione.
l’offerta della cera

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L’offerta della cera a Catania

Info utili

Tra gli appuntamenti più importante c’è sicuramente la processione di Sant’Agata che ha un percorso preciso che tocca alcuni luoghi strettamente legati alla santa. Si parte da piazza duomo, poi si procede lungo ia Etnea, l’arteria principale del centro storico, passando davanti alla Chiesa della Badia di Sant’Agata e alla Chiesa della Collegiata. Si passa quindi ad esplorare le vie centrali con edifici barocchi rendendo omaggio alla santa raggiungendo poi piazza Stesicoro e il giardino Bellini.

Il tragitto continua lungo via Caronda, dove i devoti portano i grandi ceri votivi a mano o a spalla, come segno di gratitudine per una grazia ricevuta o di richiesta di intercessione. Il corteo giunge quindi in Piazza Cavour, nota come “u Burgu” nel dialetto locale, un punto nevralgico della festa.

Dopo questa sosta significativa, il fercolo riprende il suo cammino tornando su via Etnea, affrontando una delle tappe più iconiche della processione: la salita di via di San Giuliano. Un tempo affrontata di corsa, oggi il percorso viene compiuto con passo lento, ma conserva comunque tutta la sua solennità. L’itinerario prosegue poi lungo via Crociferi, tra le chiese barocche patrimonio dell’UNESCO. Qui avviene un altro dei momenti più toccanti: il canto delle monache benedettine di clausura del Monastero di San Benedetto, che intonano un inno in onore della Santa, in un silenzio carico di sacralità.

Cattedrale di sant'agata a Catania

Fonte: iStock

sant’Agata a Catania la cattedrale

La processione si avvicina quindi al suo epilogo, con il rientro in piazza duomo. Il momento del saluto finale è uno dei più commoventi: i devoti alzano i guanti bianchi in segno di omaggio, mentre il fercolo si gira simbolicamente per un ultimo sguardo alla folla, prima di rientrare in cattedrale. Così si chiude un altro anno di festa, lasciando i fedeli in attesa del prossimo incontro con la loro amata patrona.

Per l’occasione è stato creato il Agata Ticket Più, una formula convenzionata di biglietto con all’interno 20 corse della metropolitana da utilizzare in modo condiviso tra più persone ad un prezzo agevolato di 5 euro e valido dal 1 al 6 febbraio. Catania è ben collegata ma la cosa migliore per assistere alle celebrazioni di Sant’Agata è soggiornare nei pressi della cattedrale in uno degli hotel, bed and breakfast o strutture ricettive della zona. La metropolitana avrà orari agevolati, coprendo spostamenti dalle 6:40 alle 2 del mattino riducendo l’orario dalle 6:40 alle 22:30 nel giorno di giovedì 6 febbraio.

Il culto di sant’Agata a Catania è fortissimo: la festa popolare ricalca la vita della giovane appartenente ad una famiglia cristiana del luogo che nonostante la giovane età a soli 15 anni aveva scelto di consacrarsi a Dio. In quel periodo la città era sotto la dominazione di Quinziano che se ne era invaghito e desiderava sposarla. Al rifiuto ha reagito prima strappandogli i seni che però sono ricresciuti alla ragazza dopo una visione. A quel punto Quinziano decide di metterla al rogo ma un terremoto ha colpito violentemente la città e non fu giustiziata ma rinchiusa in carcere dove è morta nel 251 ottenendo il titolo di protettrice di Catania.

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Fano, il carnevale più antico del mondo è questo (forse)

Il mese di febbraio sancisce il pieno ingresso nel nuovo anno, ma segna sul calendario anche il primo vero evento da celebrare (dopo Capodanno s’intende). Si tratta di uno dei momenti più folli dell’anno, e anche il più atteso, basti pensare che la città di Colonia ha istituito persino una quinta stagione esclusivamente dedicata a questo periodo. Stiamo parlano del Carnevale, la festa durante il quale, sin da tempi antichissimi, tutto vale.

Ma dove festeggiarlo quest’anno? Le destinazioni da raggiungere sono tantissime, a partire dal romantico ed elegante Carnevale di Venezia, passando per l’iconico e inimitabile evento annuale di Rio de Janeiro. E che dire dell’affascinante ed enigmatico Mardi Gras di New Orleans?

E poi c’è Fano, con le sue straordinarie celebrazioni del Carnevale, lo stesso che corre nella disputa, insieme a Venezia e non solo, a quello più antico del mondo. Lo è davvero? Sicuramente è il più dolce dal 1347 e vale davvero la pena di viverlo e condividerlo con gli amici, con la famiglia e con la propria dolce metà.

Carnevale di Fano: gli eventi e il programma completo

Se avete deciso di restare in Italia quest’anno, ma volete comunque prendere parte a un evento di straordinarie fattezze, allora il posto giusto da raggiungere è Fano, la città gioiello incastonata nel cuore delle Marche, in provincia di Pesaro e Urbino.

È proprio qui, infatti, che dal 1347 si tiene una festa che muove l’intera comunità, e che anno dopo anno attira sempre di più viaggiatori e curiosi da tutto il mondo. Stiamo parlando del Carnevale di Fano, uno dei più antichi d’Italia e, sicuramente, il più dolce. E i motivi ve li sveliamo subito.

Il Carnevale di Fano

Fonte: Ufficio Stampa Carnevale di Fano

L’iconica sfilata dei carri allegorici a Fano, Carnevale

Intanto vi anticipiamo che gli appuntamenti da segnare in agenda sono tanti e diversi, e tutti vi lasceranno senza fiato. Il 16, il 23 febbraio e il 2 marzo una serie di eventi incredibili animeranno le strade della cittadina: carri allegorici, sfilate, concerti e tanti, tantissimi dolci.

Un appuntamento che unisce tradizioni e innovazioni anche grazie al tema-manifesto “In Viaggio col Vulón” che ogni anno propone una tematica unica e speciale. Quella di quest’anno è un preludio all’esperienza che si andrà a vivere. L’edizione del 2025, infatti, è intitolata “I sogni son desideri”, un viaggio onirico, che tutti sono invitati a intraprendere, che consentirà a chiunque di trasformare i propri desideri in realtà, anche solo per un giorno. Ecco tutti gli eventi in programma.

Il programma

Il primo appuntamento del Carnevale di Fano è domenica 16 febbraio. La festa inizia alle ore 10.00 in Viale Gramsci e i protagonisti assoluti sono i bambini che sfileranno la mattina in questo evento gratuito, e aperto a tutti, per le strade della città, fino ad arrivare in Piazza XX Settembre.

Nel primo pomeriggio, invece, la festa entra nel vivo con due degli appuntamenti più attesi: la grande sfilata dei carri allegorici, in partenza in Viale Gramsci alle ore 15.00, e il getto di dolciumi. Ad accompagnare l’evento ci sarà la “Musica Arabita”, una peculiare banda musicale, le cui tradizioni affondano all’inizio dello scorso secolo, che intrattiene tutti i presenti con strumenti musicali davvero bizzarri come: barattoli di latta, ombrelli, bottiglie e campanacci.

Le celebrazioni proseguono nell’Area Pincio, uno dei luoghi più caratteristici della città. Qui, infatti, verrà allestita una zona per i più piccoli che sarà animata da giochi, musica, laboratori creativi e dolcissime sorprese. Il primo giorno di festa si concluderà a Porta Maggiore alle ore 18.00 con uno spettacolo di coriandoli, luci, colori e magia dedicato a tutti.

Il programma si ripeterà, negli orari e nelle location,  23 febbraio e il 2 marzo con l’apertura straordinaria del Palazzo Bracci Pagani (domenica 2 marzo) che ospiterà laboratori per grandi e bambini. L’appuntamento è previsto alle ore 9.30.

Il Getto

Uno degli appuntamenti più attesi dai bambini di ogni età è il Getto, simbolo del dolcissimo Carnevale di Fano. Ogni anno, durante le sfilate dei carri allegorici, vengono lanciati circa 180 quintali di dolciumi, cioccolatini e caramelle, per onorare una tradizione antica e mai dimenticata: quella della semina. Così come i contadini spargevano i semi sulla terra, gli organizzatori del Carnevale spargono questi dolci a quintali come auspicio di prosperità.

È possibile prendere parte al getto dei dolciumi partecipando alle sfilate pomeridiane che partono da Viale Gramsci alle ore 15.00.

Getto, Fano

Fonte: Ufficio Stampa Carnevale di Fano

Il Getto, una delle tradizioni più amate del Carnevale di Fano

Costo dei biglietti e dove acquistarli

Per accedere al Carnevale di Fano, e toccare con mano tutta la magia di questo evento antico e affascinante, ci sono diverse opzioni di acquisto. Il costo del biglietto intero è di 13 euro, mentre l’opzione ridotta, dedicata a persone con disabilità, ai ragazzi dai 14 ai 17 anni, alle persone over 65 e ai militari, è di 11 euro. Chi, invece, è tesserato all’Ente Carnevalesca può accedere al Carnevale al costo di 1 euro, tariffa che si applica anche agli accompagnatori delle persone con disabilità e ai bambini da 0 ai 10 anni. I ragazzi con età compresa tra gli 11 e i 13 anni, invece, pagano 6 euro.

È possibile assistere al Carnevale di Fano anche dalle Tribune al costo di 20 euro. I bambini da 0 a 10 anni che siedono in braccio ai genitori, invece, possono entrare nelle tribune libere (A e B) al prezzo di un euro.

Per gruppi di persone è possibile acquistare un box singolo, che contiene in totale 15 persone e un massimo di due bambini da 0 a 10 anni, al costo di 300 euro.

I biglietti sono acquistabili online in prevendita sul sito ufficiale del Carnevale di Fano oppure direttamente in loco a costo maggiorato:

  • 15 euro biglietto intero
  • 13 euro biglietto ridotto
  • 8 euro biglietto per ragazzi con età compresa tra 11 e 13 anni.

Chi raggiunge il Carnevale di Fano in compagnia degli amici a quattro zampe può accedere liberamente, indipendentemente dalla taglia dell’animale, solo ed esclusivamente portando con sé museruola e guinzaglio.

Come raggiungere Fano a Carnevale

La città di Fano è facilmente raggiungibile sia con i mezzi propri che con i trasporti pubblici. Chi viaggia in automobile può percorrere l’autostrada A 14 e uscire allo svincolo di Fano, situato tra Pesaro e Marotta. Chi, invece, si sposta in aereo ha due opzioni: l’aeroporto di Ancona-Falconara che dista circa 50 chilometri dalla città e quello di Bologna, che dista da Fano 150 chilometri.

Fano è raggiungibile facilmente in treno, e questa è la migliore opzione per chi non si sposta con i mezzi propri. La stazione ferroviaria, servita da treni regionali e intercity, dista appena un chilometro dal centro storico cittadino.

Chi è già in città, invece, può muoversi liberamente a piedi o approfittare dei trasporti pubblici e delle diverse linee (3, 35A, 72, 99A) che conducono al centro storico, e nei luoghi dove si svolge il Carnevale di Fano. Consigliamo sempre, prima di mettersi in viaggio, verificare gli orari sul sito ufficiale dei trasporti locali perché potrebbero esserci modifiche e interruzioni del servizio durante i giorni dell’evento.

Curiosità sul Carnevale di Fano

Come abbiamo anticipato, Fano corre in gara con altre grandi città per detenere il primato del Carnevale più antico del mondo. E, in effetti, la città marchigiana è  in possesso di un documento che risale al 1347 e che menziona le spese sostenute da parte del comune per l’organizzazione dei festeggiamenti di carnevale.

Che sia il più antico non possiamo decretarlo, certamente è uno degli storici carnevali italiani, e sicuramente il più dolce. Secondo le storie locali tutto è nato tanto tempo fa, a seguito della pace tra due famiglie potenti locali perennemente in lotta tra di loro. Il vero e proprio slancio, però, ci fu un secolo dopo quando, grazie alla famiglia Malatesta, questa celebrazione divenne solenne e sfarzosa.

Da quel momento, fino a oggi, la tradizione del Carnevale è stata mantenuta in vita dalla tradizione locale che, anno dopo anno, ha dato vita a una delle celebrazioni carnevalesche più iconiche del BelPaese.

Cosa succede in questi giorni è presto detto: artigiani e maestri carrai uniscono le forze per dare vita a quelli che sono dei veri e propri capolavori scultorei in movimento che dominano sui grandi carri. Da questi si affacciano le persone mascherate per eseguire il tradizionale Getto, ovvero il lancio di caramelle e dolciumi vari che rendono il carnevale di Fano uno degli appuntamenti più attesi per i golosi di ogni età, nonché il Carnevale più dolce d’Italia.

Musica Arabita durante il Carnevale di Fano

Fonte: Ufficio Stampa Carnevale di Fano

La bizzarra Musica Arabita che accompagna da anni il Carnevale di Fano

Maschere e carri

Tra le tante maschere che sfilano in città, la più iconica è il Pupo, conosciuta con il nome El Pup e Vulón, una sagoma che ogni anno assume il volto di un personaggio conosciuto a tutti per pregi, virtù o disonori. Una satira ironica, quella di questa tradizione, che rende il carnevale antico anche estremamente contemporaneo.

Ogni anno, poi, il Carnevalo di Fano si arricchisce di nuove maschere e carri allegorici che stano nella storia. Tra i più attesi ci sono Clorofilla, Sogno la Luna, Jack in The Box e Gli Slam son desideri, un carro che omaggerà, con una maschera iconica, il campione sportivo Jannik Sinner.

A fare da cornice sonora al Pupo e alle caramelle che librano in area alla stregua di coriandoli colorati c’è la Musica Arabita, una strana banda strampalata che trova il suo posto sull’ultimo carro della parata, le quali origini seguono quelle carnevalesche. Armati di lattine, caffettiere, campanacci e bottiglie, i musicisti intonano un’allegra e irriverente parodia delle orchestre più conosciute, alimentando la follia collettiva prevista dall’evento.

Così Fano, conosciuta come città della Fortuna, in questo periodo dell’anno si trasforma nel paese dei Balocchi, un’esperienza assolutamente da vivere per toccare con mano l’essenza più vera e folle del Carnevale.

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Le origini del Carnevale, la festa più pazza dell’anno

Carnevale viene associato a maschere, coriandoli, costumi e, ammettiamolo, ai dolci del periodo, che siano chiacchiere, castagnole o pignolata. In realtà, il Carnevale ha un significato molto più profondo, giornate in cui le persone possono essere chi vogliono senza essere giudicate, riassunto perfettamente anche dalla poesia carnevalesca per eccellenza “chi vuol essere lieto, sia; di doman non c’è certezza“. Questa fu scritta da Lorenzo de’ Medici ne Il Trionfo di Bacco e Arianna, indicando il modo spensierato di vivere il Carnevale durante il Rinascimento italiano.

Il Carnevale, però, ha origini molto più antiche che arrivano fino ai tempi pagani, per poi subire una trasformazione durante il periodo del Cristianesimo e arrivando fino a noi in una forma ancora diversa. Ogni regione italiana, poi, ha fatto sua questa festività celebrandola con uno stile proprio, unico, ma sempre contraddistinto da un pizzico di follia.

La storia del Carnevale

Carnevale è il periodo che precede la Quaresima e ha il suo culmine il giorno di Martedì Grasso. Ed è proprio questo che ha dato origine al nome: la parola, infatti, deriva dalla locuzione carne-levare, “togliere la carne”, riferito in origine al giorno precedente la Quaresima, in cui cessava l’uso della carne. Si tratta di una festa che possiamo definire mobile perché le date non sono sempre le stesse e variano in funzione della Pasqua.

Un elemento certo è il momento importante dei festeggiamenti che coincide con la settimana grassa, che va dal Giovedì al Martedì Grasso. L’aggettivo “grasso” deriva dal fatto che in passato venivano consumati tutti i cibi migliori presenti in casa prima dell’arrivo della Quaresima, periodo in cui sarebbero stati vietati.

Ma quali sono le origini del Carnevale? Per scoprirle dobbiamo tornare indietro ai tempi dei greci e dei romani. Durante le loro feste pagane, le Dionisiache nell’antica Atene e i Saturnali a Roma, si rovesciava l’ordine sociale: i ceti più umili, persino gli schiavi, potevano farsi gioco dei cittadini ricchi, fingendo di prenderne il posto e mascherandosi come tali.

Dopo l’avvento del Cristianesimo, la Chiesa cercò di vietare le celebrazioni pagane che, nel tempo, vennero adeguate alle loro esigenze e inserite nel calendario liturgico, collegando così il Carnevale alla data della Pasqua. Bisognerà aspettare al basso Medioevo, e soprattutto al Rinascimento, per assistere allo scoppio della popolarità del Carnevale in Italia e in Europa. Nella Firenze dei Medici, per esempio, le corti reali organizzavano sfarzosi festeggiamenti utilizzando anche i carri allegorici.

Dove è nato il Carnevale

Seppur le origini del Carnevale siano ricondotte ai greci e ai romani, i festeggiamenti come li conosciamo noi sono di epoca più tarda. Per scoprire dove nasce il Carnevale odierno bisogna fare riferimento ai Carnevali storici d’Italia dove il primato viene conteso soprattutto da due città: Fano e Venezia.

Quello di Venezia risale al XIV secolo, quando il Senato della Serenissima, ovvero l’allora governo in carica della città, dichiarò il Carnevale una festa pubblica. Fu comunque a partire dal XIV secolo che comincia a prendere forma il Carnevale propriamente veneziano, attestato dall’apparizione della festa del Giovedì Grasso dopo la Guerra di Chioggia (1378-1381).

Anche il Carnevale di Fano, come quello di Venezia, è considerato tra i più antichi d’Italia. Il primo documento noto nel quale vengono descritti festeggiamenti tipici del Carnevale risale al 1347. Da quell’epoca il Carnevale di Fano è andato gradualmente caratterizzandosi in modo specifico, tanto che nel 1871 si decise di creare un comitato incaricato dell’organizzazione dell’evento che ancora oggi, dopo secoli, coinvolge e appassiona migliaia di persone.

Carnevale Venezia

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Il Carnevale tra i canali di Venezia

Le maschere italiane di Carnevale più famose

Carnevale è sicuramente tempo di maschere, tra le protagoniste più importanti dei festeggiamenti. In passato gli uomini si vestivano da donna e viceversa, mentre i ceti sociali più poveri imitavano quelli più ricchi. A Venezia, per esempio, gli uomini indossavano il costume della Gnaga, popolana beffarda, composto da abiti femminili e da una maschera da gatta. Chi non aveva soldi, invece, creava qualcosa con pezze colorate perché l’importante era camuffarsi e assumere una nuova identità, almeno per un giorno.

Nel tempo, in Italia sono andate a crearsi maschere ben specifiche che raccontavano anche l’identità del territorio in cui sono nate. Tra queste, le maschere italiane di Carnevale più famose sono:

  • Arlecchino, la maschera di Bergamo: nasce nella Commedia dell’Arte come servitore scaltro e irriverente che, con il suo fare disinvolto, incarna l’astuzia e l’allegria ed è protagonista di burle e giochi di parole.
  • Pulcinella, la maschera di Napoli: dalle origini antiche, incarna l’anima popolare della città ed è famosa per la sua astuzia, la sua ironia e la sua capacità di ribaltare ogni situazione.
  • Pantalone, la maschera di Venezia: incarna il ricco mercante avaro e brontolone.
  • Balanzone, la maschera di Bologna: rappresenta il tipico dottore saccente, amante dei discorsi lunghi e pomposi.
  • Gianduja, la maschera di Torino: maschera piemontese per eccellenza, simbolo dell’onestà e dell’allegria contadina.

Come si festeggia il Carnevale in Italia

Le origini del Carnevale, come abbiamo visto, sono antichissime. In Italia, nel corso del tempo, ogni regione ha fatto propria questa festività e l’ha interpretata a modo suo, chi con feste particolari, chi con maschere divenute famose in tutto il mondo e altri con originali carri allegorici. Vediamo insieme come si festeggia e quali sono gli eventi più belli da non perdere!

Il Carnevale di Acireale

Tra le strade di questa cittadina in provincia di Catania, ricche di architetture barocche, sfila uno dei Carnevali più belli di tutta la Sicilia. Stiamo parlando di Acireale, la cui festa risale al 1594. Il Carnevale di Acireale vanta ben undici giorni di puro divertimento ricchi di eventi e attività. Dall‘esposizione delle maschere isolate, opere più piccole e meno complesse dei carri allegorici, ma con tanti riferimenti satirici all’attualità, ai fatti di cronaca e ai personaggi mitici e politici, all’attesissima sfilata dei carri allegorico-grotteschi.

Queste sono opere gigantesche costruite in cartapesta da esperti artigiani che sfilano per le vie del centro raccontando storie di satira e leggerezza. Oltre a questa sfilata ci sarà anche quella dei carri in miniatura per promuovere lo sviluppo dei nuovi talenti nella lavorazione della cartapesta.

Carnevale di Acireale

Fonte: ANSA

Uno dei carri del Carnevale di Acireale

Il Carnevale di Ronciglione

In provincia di Viterbo, nel cuore della Tuscia, il Carnevale si festeggia con sfilate di carri allegorici, tradizioni folcloristiche, musica, maschere e delizie locali. Il Carnevale di Ronciglione ha radici lontane che risalgono agli anni a cavallo tra il Cinquecento e il Seicento. Oggi viene festeggiato con la sfilata dei carri chiamata “Corso di Gala”, che prevede elaborati carri allegorici, gruppi in maschera, bande folcloristiche e performance artistiche.

Oltre a questa, c’è anche la Parata storica degli Ussari, durante la quale un gruppo di persone vestite con costumi da cavaliere del XIX secolo mette in scena una cavalcata per le vie del paese, rievocando il periodo del dominio francese. Ronciglione festeggia davvero in grande e organizza anche il “Sabato Ghiotto” (o “Carnevale Jotto”). In questa giornata si può assistere al Carnival Soap Box Race, una parata di vetture senza motore guidate da persone rigorosamente in maschera, e al Carnevale Jotto, la giornata dedicata alla gastronomia con polentari e fagiolari impegnati nel preparare tante specialità tipiche.

Il Carnevale di Mamoiada

Uno dei Carnevali più famosi della Sardegna è sicuramente quello di Mamoiada. Il Carnevale di Mamoiada è diverso dagli eventi organizzati in altre parti d’Italia. Considerata una delle manifestazioni tradizionali più antiche dell’isola, qui i protagonisti non sono i carri, ma due maschere: Mamuthones e Issohadores, un simbolo conosciuto in tutto il mondo. L’evento possiede un forte richiamo storico e identitario mettendo in scena un rito antichissimo e molto sentito da tutta la popolazione che partecipa attivamente alla festa. Sin dai tempi antichi, l’apparizione dei Mamuthones è segno di festosità, di allegria e di tempi propizi.

I festeggiamenti cominciano il 16 gennaio con la festa di Sant’Antonio Abate: si tiene una celebrazione presso la chiesa della Beata Vergine Assunta, durante la quale il sacerdote benedice il fuoco sacro, girandogli intorno con i fedeli per tre volte. Quindi vengono accesi i famosi roghi il giorno successivo.

L’evento più atteso è la sfilata delle maschere, che ogni anno richiama turisti provenienti da tutto il mondo: qui potrete ammirare i Mamuthones, che sfilano con il volto coperto da una maschera lignea nera (“sa visera”) e il corpo avvolto con una pelliccia di pecora nera o bianca (“sa mastruca”), trasportando sulle spalle una gran quantità di campanacci. Insieme a loro sfilano gli Issohadores, che invece indossano una maschera chiara, la “berritta” sarda nera, pantaloni e camicia bianchi, corpetto rosso e sopraccalze di lana nera.

Il Carnevale di Putignano

Molto particolare è il Carnevale di Putignano, considerato il più lungo e il più sovversivo di tutta Italia. Da fine dicembre agli inizi di marzo, questa città pugliese ospiterà tantissimi eventi tra sfilate di giganti in cartapesta e gruppi mascherati, eventi, concerti, spettacoli unici e originali, workshop e aree food con musica popolare e DJ set. Questa festa nasce con il trasferimento delle sacre reliquie di Santo Stefano da Monopoli a Putignano, evento che venne festeggiato con canti e danze dal popolo locale. Da allora, questa festa è cresciuta diventando un simbolo di allegria e tradizione.

Quest’anno festeggia la sua 631° edizione e rende omaggio alla locale “farinella”, un prodotto gastronomico tradizionale locale.

Il Carnevale di Venezia

Impossibile raccontare i festeggiamenti carnevaleschi italiani e non citare il Carnevale di Venezia. Tra i più antichi, con origini risalenti al 1094, rappresenta il desiderio umano di trascorrere una notte di follia dove tutto è possibile. Le maschere servivano a nascondere la propria identità, così da consentire alle persone di ogni ceto sociale di socializzare. La stessa letteratura è ricca di aneddoti, a partire dalla figura di Casanova che sarà il protagonista dell’edizione 2025.

Il Carnevale veneziano divenne così un polo di attrazione per tutti i nobili europei del Settecento: gli aristocratici più libertini si incontravano a San Marco per partecipare a sontuosi banchetti e feste scatenate. Oggi, il Carnevale prevede serate ricche di varietà e animazione, con performance di balli storici, concerti di Opera pop, musica e danza flamenca, boogie woogie e danza moderna e l’atteso corteo acqueo di imbarcazioni tipiche.

In questa occasione centinaia di imbarcazioni a remi, addobbate e coloratissime, attraversano Venezia guidate da vogatori mascherati che si radunano a Punta della Dogana, attraversano il Canal Grande e arrivano al Ponte di Rialto, dove si può assistere ad una colorata coreografia prima della grande festa in Erbaria.

Il Carnevale a Madonna di Campiglio

Ormai avrete capito che ogni regione italiana festeggia il Carnevale in modo unico, racchiudendo all’interno degli eventi le proprie tradizioni, compreso il Trentino. A Madonna di Campiglio, infatti, viene organizzato il particolare Carnevale Asburgico, pensato per far rivivere ai partecipanti l’atmosfera dei fasti della corte asburgica con la principessa Sissi e l’Imperatore Franz Joseph.

Questo Carnevale nasce da un preciso riferimento storico: Elisabetta d’Austria, conosciuta e amata in tutto il mondo con il nome di “Sissi”, soggiornò a fine Ottocento tra le Dolomiti di Brenta e Madonna di Campiglio descrivendo il periodo con queste parole: “Sulle cime più alte e solitarie io riesco a respirare più liberamente, mentre altri si sentirebbero perduti“.

Da qui nasce l’idea di creare un Carnevale a tema asburgico, organizzato nel prestigioso Salone Hofer, salone delle feste della famiglia degli Asburgo. Non mancano anche tanti altri eventi collaterali come la “Sciata Asburgica”, ossia la sciata in costume d’epoca insieme alla coppia reale e alla corte, con l’accompagnamento dei maestri di sci.

Carnevale di Sauris

Infine, festeggiamenti particolari si svolgono anche a Sauris, un borgo del Friuli-Venezia Giulia. Qui, ogni anno, il Carnevale è l’occasione per mettere in scena danze popolari, personaggi curiosi e grandi falò, oltre che passeggiate notturne dove i partecipanti sono accompagnati da vecchie lanterne.

Protagoniste di questa tradizione sono due maschere: il Rolar, con il volto ricoperto di fuliggine, abiti scuri e la vita circondata di sonagli, e il Kheirar che, con la sua grottesca maschera in legno e la scopa in mano, spazza via le energie negative. Non mancano altre maschere, vestite a festa, e le maschere brutte, contraddistinte invece dai vestiti poveri, che ballano tutte insieme.

Il momento più atteso del Carnevale di Sauris, però, è la notte delle lanterne in cui il corteo in maschera con la sua marcia illumina il borgo. La meta sono i boschi delle Alpi dove ad attenderli c’è un grande falò propiziatorio.

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I borghi della Sardegna da vivere anche in inverno

Oggi in Italia, il turismo nei borghi rappresenta il terzo pilastro dell’offerta turistica, subito dopo le città d’arte e il turismo balneare. Anche in Sardegna, dove il turismo è spesso associato alla stagione estiva, si registra una domanda sempre maggiore di esperienze autentiche, lontano dalla folla e immerse nella tradizione.

Con ben 9 borghi riconosciuti tra i “Borghi più belli d’Italia” e 7 insigniti della Bandiera Arancione, la Sardegna è pronta a diventare una destinazione di riferimento per lo slow tourism, un segmento in forte espansione che abbraccia la cultura, la storia e il paesaggio in ogni sua sfumatura, anche durante la stagione invernale.

I borghi sardi, spesso nascosti nell’entroterra, sono perfetti per chi desidera scoprire una Sardegna diversa, lontana dai luoghi più affollati. Sebbene l’inverno non offra il clima caldo delle località balneari, la magia che questi piccoli centri sanno regalare è unica, con atmosfere suggestive e autentiche tradizioni che si riscoprono in un periodo dell’anno in cui la natura e le comunità locali sono più intime e accoglienti.

Bosa: tra storia, natura e mare d’inverno

Tra i borghi più belli della Sardegna, Bosa, situato sulla costa occidentale in provincia di Oristano, è uno dei pochi che unisce la bellezza storica dell’entroterra con la vicinanza al mare. La cittadina si distingue per il suo centro storico medievale, con le case colorate che si affacciano sul fiume Temo, e per il Castello Malaspina che domina la città. Durante l’inverno, Bosa vive una calma che permette di apprezzare appieno le sue tradizioni, tra cui la preparazione di dolci tipici e feste locali. Nonostante il clima mite del suo litorale, la vera bellezza di Bosa in inverno è quella di scoprire i suoi angoli più nascosti senza la confusione dei mesi estivi.

Bosa

Fonte: iStock

Il pittoresco borgo di Bosa sul fiume Temo

Atzara: viaggio nell’entroterra sardo

Situato nell’entroterra della Sardegna, Atzara (provincia di Nuoro) è uno dei borghi più autentici della regione, noto per il suo patrimonio culturale e naturale. In inverno, il borgo acquista un fascino particolare grazie al suo paesaggio montano, le tradizioni gastronomiche e la vicinanza a importanti siti archeologici come il Nuraghe Losa ad Abbasanta, uno dei nuraghi meglio conservati della Sardegna, e il tempio nuragico di Su Tempiesu a Orune. Inoltre, si trova a breve distanza dalla Tomba dei Giganti di Coddu Vecchiu a Arzachena e dal pozzo sacro di Santa Cristina a Paulilatino, due esempi significativi della cultura nuragica e delle pratiche religiose dell’epoca.

Nuraghe Losa

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Il sito archeologico delle Nuraghe Losa

La sua tranquillità invernale, unita alla possibilità di gustare piatti tipici come il porceddu e i dolci sardi, rende Atzara un luogo ideale per chi cerca un’esperienza immersiva nella Sardegna più profonda.

Carloforte: l’isola del Sulcis anche d’inverno

Carloforte, sull’isola di San Pietro e in provincia di Sud Sardegna, rappresenta una delle eccezioni per i borghi marittimi che meritano una visita anche in inverno. Pur essendo conosciuta come destinazione estiva, Carloforte, con il suo porto e il centro storico caratterizzato da case in stile ligure, offre in inverno un’atmosfera affascinante e rilassante. Qui, oltre alle tradizioni culinarie legate al tonno, si possono scoprire angoli incantevoli, tra cui le spiagge deserte e il faro di Capo Sandalo, che durante la stagione fredda si rivelano particolarmente suggestivi.

Carloforte, Sardegna

Fonte: iStock

Il borgo di Carloforte

Sadali: tra storia e natura che regna sovrana

Nel cuore della Sardegna in provincia di Cagliari, Sadali è un borgo che, d’inverno, si trasforma in un angolo di tranquillità immerso nella natura. Famoso per le sue cascate, come quella di Sa Stiddiosa, e per la bellezza dei suoi sentieri, Sadali è un’ottima base per gli amanti del trekking e della natura selvaggia. Durante l’inverno, il paesaggio si fa ancora più affascinante, con la possibilità di esplorare i boschi e le montagne circostanti senza la calca dei turisti. In questo periodo dell’anno, il borgo diventa anche il luogo ideale per degustare i piatti tipici dell’entroterra sardo, come i culurgiones e la supa cuata.

Aggius: anima tradizionale della Gallura

Aggius è un altro dei borghi sardi, della provincia di Sassari, che regala un’atmosfera intima e suggestiva nei mesi invernali. Situato nella regione della Gallura, Aggius è un borgo che conserva ancora oggi tradizioni artigianali antiche, come la lavorazione della pietra e del legno, ed è il luogo perfetto per chi desidera scoprire un’arte e una cultura ancora vive. La sua posizione nel cuore delle montagne della Gallura offre anche magnifici panorami e sentieri da percorrere a piedi, ideale per un turismo lento e a contatto diretto con la natura.

Galtellì: tradizione e radici

Galtellì, situato nella regione della Barbagia, è un borgo della provincia di Nuoro che racconta la Sardegna più antica e autentica. Con i suoi vicoli acciottolati, le chiese medievali e le case in pietra, Galtellì è una tappa imprescindibile per chi vuole conoscere le tradizioni storiche e culturali dell’isola. In inverno, il borgo si anima di eventi locali legati alla cultura, tra cui la preparazione dei piatti tipici come il ferragostu e il pane carasau. Galtellì è anche punto di partenza per escursioni nei monti del Gennargentu, dove la natura selvaggia è ancora intatta.

Il turismo slow che valorizza la Sardegna 

La Regione Sardegna sta puntando fortemente sulla valorizzazione del turismo lento, con l’obiettivo di estendere l’offerta turistica oltre la tradizionale stagione estiva. In un incontro recentemente organizzato dall’assessorato regionale al Turismo, l’assessore Franco Cuccureddu ha messo in evidenza la crescente attenzione verso i borghi, i cammini e gli itinerari culturali, puntando su un turismo che abbraccia la scoperta delle tradizioni locali, la natura incontaminata e un’esperienza autentica.

La Sardegna, con i suoi nove borghi inclusi nel circuito dei “Borghi più belli d’Italia” e i sette che vantano la Bandiera Arancione del Touring Club, sta infatti cercando di strutturare un’offerta turistica che coinvolga attivamente queste realtà locali. L’idea è quella di aggregare un’offerta che valorizzi le piccole comunità, già pronte a soddisfare la crescente domanda di un turismo lento, che si differenzia dal turismo di massa e che punta alla qualità dell’esperienza piuttosto che alla quantità. Come già detto, il turismo nei borghi, infatti, rappresenta uno dei segmenti in più rapida crescita sia a livello nazionale che internazionale.

A partire dalla Bit di Milano, dove viene dedicato uno spazio ad hoc ai borghi sardi accanto all’offerta archeologica, la Regione prevede di promuovere attivamente questi luoghi alle principali fiere del settore, compresa una fiera specifica dedicata al turismo lento. Questo approccio si propone di attrarre visitatori durante tutto l’anno, permettendo così una distribuzione equilibrata del flusso turistico e dando un nuovo impulso all’economia delle aree interne della Sardegna.

L’obiettivo è quello di integrare i borghi nella rotta del turismo sostenibile, che potrà contribuire a un’ulteriore crescita economica delle zone più isolate dell’isola, creando anche nuove opportunità di lavoro per le comunità locali. Inoltre, il turismo lento si inserisce in un contesto di promozione del basso impatto ambientale, con un’attenzione crescente alla tutela del patrimonio storico e naturale della Sardegna.

In questo scenario, la Regione Sardegna intende rendere questi borghi non solo una meta per chi cerca tranquillità e autenticità, ma anche un’opportunità per scoprire un altro volto della Sardegna, quello più intimo, tradizionale e radicato nella cultura locale.

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Il Carnevale di Ronciglione è tra i più antichi e folli d’Italia: gli eventi imperdibili

Torna l’appuntamento carnevalesco più atteso della provincia di Viterbo, nel cuore della Tuscia, con sfilate di carri allegorici, tradizioni folcloristiche, musica, maschere e delizie locali in un misto di colori, profumi, risate e magia: il Carnevale di Ronciglione, tra i più antichi e affascinanti d’Italia, è pronto ad accogliere tutti per far vivere momenti di spensierata allegria, con eventi che fondono storia e divertimento in un’esperienza unica.

Il borgo di Ronciglione, adagiato sulle alture meridionali dei Monti Cimini, a circa 50 km da Roma, si trasforma per l’occasione in un teatro a cielo aperto, in cui va in scena un susseguirsi di spettacoli, sfilate e balli adatti a tutti, dai bambini fino agli anziani. Non a caso è noto come il “paese del Carnevale” e per il 2025 il suo programma è davvero ricco di eventi imperdibili.

Storia del Carnevale di Ronciglione

Il carnevale di Ronciglione ha radici lontane che risalgono addirittura agli anni a cavallo tra il Cinquecento e il Seicento, quando si svolgeva la tradizione del Carnevale romano rinascimentale e barocco con le “Pubbliche Allegrezze“, nel periodo farnesiano (1537-1649). Si trattava delle cosiddette corse dei Barberi, gare di cavalli senza fantino. In particolare, sembra che nel 1538 papa Paolo III Farnese decise di festeggiare l’investitura del figlio Pier Luigi Farnese a duca di Castro e Ronciglione, concedendo ai ronciglionesi tre giorni di feste e bagordi. Da lì sarebbe stata ripresa la tradizione delle corse dei Barberi e del Carnevale romano.

Il primo documento conosciuto che si riferisce al Carnevale di Ronciglione è del 12 gennaio 1748, nel quale il Vescovo di Sutri e Nepi Giacinto Silvestri disciplinava il Carnevale di quell’anno, in particolare sull’uso delle maschere. Negli anni a seguire, si aggiunsero le varie tradizioni che caratterizzano tutt’oggi il Carnevale di Ronciglione, come il Campanone del municipio che annuncia la festa, il Saltarello (danza popolare), i carri allegorici, le maschere (tra le quali quelle dei Nasi Rossi, che hanno formato un’associazione) e il rituale della morte di Re Carnevale.

Date del Carnevale di Ronciglione 2025

L’edizione 2025 del Carnevale di Ronciglione prevede le iconiche sfilate e un calendario ricco di eventi, spettacoli e tradizioni imperdibili. Le date? Dal 16 febbraio al 4 marzo 2025 tutti sono invitati a partecipare alle tante manifestazioni tradizionali che da 130 anni caratterizzano il Carnevale di Ronciglione, uno dei più antichi del Centro Italia e dello Stivale.

Eventi e spettacoli nel Carnevale di Ronciglione 2025

Fonte: Pro Loco Ronciglione

Carnevale di Ronciglione

Eventi 2025 del Carnevale di Ronciglione

A Carnevale Ronciglione si riempie di magia e di un clima di festa che pervade ogni angolo del cuore cittadino, con spettacoli ed eventi imperdibili e per tutti i gusti. Di seguito, quelli che consigliamo di non perdere nei 15 giorni di festeggiamenti che animano questo paese, inserito nel 2023 nella prestigiosa lista dei Borghi più belli d’Italia.

Il Corso di Gala, la parata di carri allegorici

Non sarebbe un vero Carnevale della tradizione senza la sfilata dei colorati e stravaganti carri allegorici. A Ronciglione si chiama Corso di Gala e prevede un tripudio di colori, musica e atmosfere festaiole. Fino al tramonto, le vie rinascimentali e barocche della cittadina vedono elaborati carri allegorici, gruppi in maschera, bande folcloristiche e performance artistiche che intrattengono le migliaia di persone presenti.

I carri del Corso di Gala replicano la sfilata la domenica, in particolare il 16 e 23 febbraio e il 2 marzo 2025. L’ingresso per assistere all’evento è a pagamento (10 euro – troverete tutti i dettagli più in basso nell’articolo).

Corso di Gala, la parata di carri allegorici tra gli eventi del Carnevale di Ronciglione

Fonte: Pro Loco Ronciglione

Corso di Gala nel Carnevale di Ronciglione

La parata storica degli Ussari e il Giovedì Grasso

Da non perdere il 16 febbraio (con repliche il 27 febbraio e 4 marzo) la Parata storica degli Ussari. Dalle 15:30, un gruppo di persone vestite con costumi da cavaliere del XIX secolo, mette in scena un’emozionante cavalcata per le vie del paese, rievocando il periodo del dominio francese. La tradizione vuole che tutto sia nato da una leggenda: si racconta che un capitano degli ussari francesi, che si trovava a Ronciglione per difendere lo Stato Pontificio, si fosse innamorato di una bella dama. Così, per pavoneggiarsi davanti ai suoi occhi, decise di sfilare più volte di fronte ai suoi cavalieri. Da qui deriverebbe la tradizione della Parata storica degli Ussari.

Al termine della sfilata, spazio alle danze con il tradizionale Saltarello di Carnevale in Piazza Vittorio Emanuele II° (Piazza della Nave).

Il 27 febbraio è invece il Giovedì Grasso e anche questa giornata riserva uno spettacolo particolare: alle 14.30 il Campanone di Carnevale suona per annunciare il ritorno di Re Carnevale. Successivamente, inizia la follia di Carnevale e le autorità cittadine e del Carnevale consegnano le chiavi della Città di Ronciglione a Re Carnevale, scortati da un gruppo di Ussari.

Parata degli Ussari tra gli eventi del Carnevale di Ronciglione

Fonte: Pro Loco Ronciglione

Parata degli Ussari nel Carnevale di Ronciglione

Il Carnevale Jotto, o Sabato Ghiotto

Da non perdere anche il cosiddetto “Sabato Ghiotto” (o “Carnevale Jotto”), l’1 marzo. Tra gli eventi più importanti in questa giornata c’è il Carnival Soap Box Race, una parata di vetture senza motore guidate da persone rigorosamente in maschera, che dalle 15:00 competono per il miglior tempo e per l’originalità sfrecciando per le vie di Ronciglione. Al termine di questa divertente gara, dalle 17:00 inizia il Carnevale Jotto: la giornata dedicata alla gastronomia, durante la quale polentari e fagiolari faranno degustare carne di maiale condita e cotta al forno (porchetta) e tante altre specialità accompagnate dal buon vino, trasformando la piazza in una grande sala da pranzo

Il Lunedì dei Nasi Rossi

Il 3 Marzo è invece il Lunedì dei Nasi Rossi, che porta in scena uno degli eventi più particolari e divertenti del Carnevale: la “Carica dei Nasi Rossi” o “pitalata”. Vestiti con camicioni bianchi, berretti da notte e con i nasi rossi, portano con sé i “pitali”, ovvero vasi da notte in terracotta, che contengono squisiti rigatoni al ragù. Si riversano quindi nella piazza centrale brandendo i loro forchettoni e iniziano così la carica, rincorrendo gli spettatori per offrire loro queste delizie fumanti.

Un’evento divertente e goliardico che è legato ad una leggenda curiosa: la Società dei Nasi Rossi sarebbe nata a seguito di una grossa sbronza di alcuni ronciglionesi, che si sarebbero ritrovati al mattino con il naso rosso e stupendosi di aver utilizzato un vaso da notte (“pitale”) per condire la pasta della cena.

Carica dei Nasi Rossi tra gli eventi del Carnevale di Ronciglione

Fonte: Pro Loco Ronciglione

Carica dei Nasi Rossi nel Carnevale di Ronciglione

Il Gran Carnevale dei Bambini

Come ogni Carnevale che si rispetti, anche i bambini sono i protagonisti di questa festa colorata all’insegna dell’allegria. Per loro, oltre ai carri e agli altri numerosi eventi segnalati, sono previsti altri appuntamenti speciali. Il 27 febbraio e il 4 marzo, alle ore 16:00, si tiene il Gran Carnevale dei Bambini con le mascherate spontanee, mentre sempre il 27 febbraio è organizzata una grande merenda per tutti i piccoli festeggianti. Inoltre, tutti i bambini potranno incantarsi ammirando anche il Carnival street artist show, il festival degli artisti di strada.

Martedì Grasso con la “morte di Re Carnevale”

Il 4 marzo è il Martedì Grasso. Tra gli eventi da non perdere c’è la rappresentazione della Morte di Re Carnevale e l’apertura del suo testamento, dalle 18:30. Si avvia quindi un corteo funebre con la tradizionale Fiaccolata della “Compagnia della Penitenza” e della “Compagnia della Buona Morte”. In seguito, alle 19:30, è prevista la partenza di Re Carnevale, rappresentato da un grosso pupazzo in cartapesta, che viene innalzato al cielo a bordo di un colorato Globo Aerostatico. Una sfrenata veglia d’addio, con musica, balli in maschera e buon vino conclude i 15 giorni di festeggiamenti del Carnevale di Ronciglione 2025.

Biglietti del Carnevale di Ronciglione

Tra tutti gli eventi in programma nel Carnevale di Ronciglione, il Corso di Gala, ovvero la sfilata dei carri allegorici, è a pagamento. Nelle domeniche 16 e 23 febbraio e 2 marzo 2025, quindi l’ingresso costa 10 euro a persona, ma esistono delle eccezioni. Non pagano il biglietto i minori di 18 anni accompagnati da un maggiorenne (con l’acquisto di almeno un ticket adulto – Pacchetto Famiglia) e le persone con disabilità. Viene specificato, inoltre, che per i bambini fino ai 14 anni l’ingresso è sempre gratuito, sia se accompagnati che non, mentre i ragazzi tra i 15 e i 18 anni non accompagnati devono pagare il biglietto.

Dove comprare il biglietto di entrata al Carnevale di Ronciglione? Il ticket d’ingresso, che include anche un biglietto omaggio della Lotteria del Carnevale, è acquistabile nelle biglietterie situate presso tutte le principali entrate del paese, ovvero:

  • Viale Garibaldi
  • Via S. Giovanni
  • Piazzale Mancini
  • Via Magenta
  • Via Farnesiana
  • Via dell’Ospedale Consorziale

Come raggiungere il Carnevale di Ronciglione

Per raggiungere il Carnevale di Ronciglione si può scegliere di utilizzare i mezzi pubblici oppure l’automobile. Nel primo caso, si può prendere un autobus Cotral dalla stazione di Roma Saxa Rubra, che arriva in paese, oppure un treno fino a Capranica o Viterbo e da lì proseguire in autobus fino a Ronciglione.

In auto, partendo da Roma si prende il GRA e si prende l’uscita 5 in direzione Viterbo, per poi proseguire sulla Cassia. Dopo Monterosi si prende l’incrocio a destra in direzione Nepi e al primo incrocio si svolta a sinistra per la Cassia Cimina in direzione Ronciglione-lago di Vico.

Se si viaggia sull’autostrada A1, invece, si prende l’uscita Magliano Sabina in direzione Civita Castellana e Borghetto. Si prosegue poi per Fabrica di Roma e da lì si gira a sinistra per percorrere la Provinciale Massarella. Arrivati al bivio con la Cassia Cimina, si gira a destra in direzione Ronciglione.

Una volta giunti nel borgo si può lasciare l’auto in una delle aree parcheggio disponibili gratuite, che si trovano in diversi punti: viale 5 Giugno, via dell’Artigianato, Ecocentro, via Caduti di Nassirya, Largo Don Carlo Gnocchi, zona Campo Sportivo, Chianello, via Aldo Moro e piazzale Mancini. Inoltre, dalle seguenti zone parte la navetta gratuita che conduce al centro storico:

  • Zona Artigianale (via dell’artigianato ed Ecocentro), con punto di raccolta al bancomat Banca Lazio Nord (viale 5 giungo);
  • Via Caduti di Nassirya, Largo Don Carlo Gnocchi (zona San Paolo), con punto di raccolta al Parco Giochi adiacente alla caserma dei Carabinieri.

Ogni dettaglio sul Carnevale di Ronciglione è consultabile sul sito web ufficiale dell’evento carnevaledironciglione.org. Pronti alla follia di Carnevale più particolare del Belpaese?

tra gli eventi del Carnevale di Ronciglione

Fonte: Pro Loco Ronciglione

Carri allegorici durante il Corso di Gala, Carnevale di Ronciglione