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Le location di Fast X, l’ultimo capitolo di Fast and Furious

L’ultimo capitolo adrenalinico della Fast Saga, Fast X, ha conquistato il pubblico di tutto il mondo e include molte location mozzafiato. Dalle affascinanti strade di Vila Real e Viseu in Portogallo agli scorci suggestivi e iconici di Roma, Londra e Torino il team di produzione non ha badato a spese per catturare l’essenza delle corse su strada ad alto numero di ottani sullo sfondo di paesaggi pittoreschi. Fast X, diretto da Louis Leterrier con Vin Diesel, Michelle Rodriguez, Jason Statham, Helen Mirren, Charlize Theron e tanti altri volti noti del franchise ha anche travolto molti luoghi nel mondo con l’energia vibrante della nuova avventura su quattro ruote.

Cosa succede in Fast X

In Fast Five del 2011, Dom e la sua squadra hanno eliminato il boss della droga brasiliano Hernan Reyes e distrutto il suo impero, ma ignorano che il figlio di Reyes, Dante (Jason Momoa), ha assistito a tutto questo e per ben 12 anni ha elaborato un piano di vendetta. Dante spingerà la famiglia di Dom da Los Angeles alle catacombe di Roma, dal Brasile a Londra e dal Portogallo all’Antartide. Si stringeranno nuove alleanze e torneranno vecchi nemici. Ma tutto cambia quando Dom scopre che suo figlio di 8 anni è l’obiettivo finale della vendetta di Dante.

Dove è stato girato

Durante i mesi di riprese in Italia c’è stata grande curiosità per il nuovo Fast X con curiosi che provavano a catturare qualche foto o video sui set di Roma, Torino e altre location nostrane. “A Roma ci siamo cimentati in cose che non credo siano mai state fatte a quei livelli. Poi siamo partiti alla volta del Portogallo, e poi ci siamo spostati nel mondo. Ma lo spirito del franchise non riguarda solo la realizzazione del desiderio di guidare queste auto e fare incredibili acrobazie in giro per il mondo, bensì anche sedersi intorno al tavolo del barbecue della famiglia Toretto e sentirsi parte di qualcosa di più grande. Questo è il franchise di Fast and Furious. Prestiamo attenzione al cuore e all’anima di questi personaggi, e alle loro relazioni” ha detto il produttore Jeff Kirschenbaum in un’intervista.

Fast X film

Fonte: Universal Pictures

Helen Mirren e Vin Diesel in Fast X

Roma e Torino mai così vicine

Su richiesta dell’Agenzia, la squadra di Toretto nel film si reca a Roma per rubare un chip per computer. La sequenza inizia con alcune riprese del Colosseo e del convoglio che gira intorno alla monumentale Fontana dell’Acqua Paola a Trastevere, nel centro di Roma. Il convoglio poi va da Trastevere all’Altare della Patria, al Teatro Marcello e al Foro Romano, finché non viene intercettato dalla vistosa Lamborghini sul Ponte Umberto I. Meglio non farsi domande sul senso del percorso perchè il film gira per Roma in modo casuale. Il balcone da cui Tej e Ramsey saltano sul camion si trova in Via Vittorio Amedeo II 16 a Torino, che dista circa 325 miglia (523 km) da Roma. La scena dell’auto telecomandata è stata girata su una strada parallela, Via Papacino. La prima esplosione dell’auto avviene in Piazza IV Marzo a Torino. Poi, c’è una ripresa aerea della famosa Piazza del Popolo con le sue chiese gemelle a Roma. Tuttavia, il punto in cui il camion rilascia la bomba rotante è stato in realtà girato in Piazza San Carlo a Torino, una piazza che ospita anche due chiese quasi identiche.

Le scene in cui l’enorme bomba a palla di metallo di Dante rimbalza ovunque si svolgono in varie location di Roma e Torino. Le strette e tortuose strade di Genzano preparano il terreno per l’inseguimento centrale di Fast X. A Roma, l’inseguimento si svolge attraverso Via Cristoforo Colombo, Via dei Fori Imperiali, Ponte Umberto I, la famosa scalinata di Piazza di Spagna e altre aree di interesse storico. La scena in cui la bomba spacca in due un autobus è stata registrata in Piazza Crimea a Torino. Nella vera Roma, Dante guida la sua motocicletta attraverso Piazza di Santa Maria in Trastevere. La piazza in cui la polizia cattura Letty è il Belvedere Niccolò Scatoli, dove si trova la Fontana dell’Acqua Paola. Questa è la stessa location in cui è iniziata la sequenza di Roma. Il destino finale della bomba vicino al Vaticano è stato girato sul Ponte Vittorio Emanuele I, sempre a Torino.

Sebbene siano state girate in due città diverse, le riprese sono state montate in modo impeccabile per creare un’esperienza visivamente accattivante. La Fast Saga dà priorità alle riprese fantastiche rispetto alla rigorosa aderenza alla realtà, che è ciò che rende il franchise così divertente da guardare. Dante osserva la sua opera distruttiva dal punto di osservazione del Belvedere del Gianicolo, con il Monumento a Giuseppe Garibaldi in primo piano sullo sfondo. Questa location, situata sul Gianicolo lungo via Garibaldi, Salita di Sant’Onofrio, offre una vista mozzafiato sulla città. È il posto perfetto per Dante per nascondersi e allo stesso tempo per controllare il suo attacco al fine di incastrare Dom e la sua squadra per il suo terrorismo Fast X.

Murazzi Torino

Fonte: iStock

I Murazzi sul Po a Torino

Napoli

Lo status di sito storico e patrimonio mondiale dell’UNESCO di Napoli aggiunge fascino alle scene girate in città. La giustapposizione del suo ricco patrimonio culturale e dell’azione ad alto numero di ottani della trama di Fast X crea un mix intrigante che tiene gli spettatori coinvolti e in attesa con ansia del prossimo colpo di scena nella trama. La vivace città è la location di un importante incontro tra Dom e l’inaspettata alleata Tess, la figlia del precedente datore di lavoro dell’Agenzia, Mr. Nobody. Nota per il suo fascino cinematografico, Napoli si rivela uno sfondo perfetto per gli emozionanti eventi che si svolgono nel film.

La casa di Dom in California

Immersa nel vero quartiere residenziale di Echo Park ad Angelino Heights, Los Angeles, sorge l’iconica casa di Dom Toretto. Circondata da case di inizio secolo del valore di milioni di dollari, questa location ha un significato storico in quanto parte di un vivace distretto. L.A. è la casa di molti dei personaggi di Fast & Furious, e Dom risiede lì insieme a Letty e suo figlio con Elena, Brian “Little B” Marcos. Più di una semplice struttura fisica, la casa di Dom rappresenta il cuore della famiglia Toretto, simboleggiando la loro unità e forza. Di conseguenza, qualsiasi attacco o distruzione diretta verso di essa ha un significato enorme all’interno della trama di Fast X. I residenti di Angelino Heights hanno reagito con preoccupazione alla notizia che altre scene della saga sarebbero state girate nella proprietà, poiché in passato i fan si esibivano in pericolose acrobazie nel quartiere secondo quanto riportato dal Los Angeles Times.

Londra

A febbraio 2022 Vin Diesel ha rivelato su Instagram di essere a Londra per girare il finale di Fast & Furious. Durante la produzione di Fast X, il cast e la troupe hanno utilizzato principalmente le strutture dei Warner Bros. Studios Leavesden, situati su Warner Drive a Leavesden nell’Hertfordshire. A differenza di precedenti casi di riprese che hanno causato confusione sulle strade inglesi, questa volta non ci sono stati disordini e le riprese sono state più fluide. Ciò suggerisce che la troupe abbia sfruttato al meglio i 19 studi e i 55 acri di backlot di Leavesden per catturare l’azione di Fast X.

Rio de Janeiro

Il legame tra Fast Five e Fast X è evidente nelle riprese a Rio de Janeiro, in Brasile. Uno dei punti di riferimento più riconoscibili della Fast Saga è la statua del Cristo Redentore, che è in primo piano nelle scene ambientate a Rio de Janeiro. Mentre le sequenze di gara sono state girate principalmente in uno studio, lo spettacolare paesaggio montuoso di Rio è stato abilmente aggiunto tramite CGI. In un’avvincente scena post-credit di Fast X, la storia prende una piega inaspettata quando Luke Hobbs arriva alla vecchia stazione di polizia di Rio de Janeiro, precedentemente utilizzata da Reyes in Fast Five. Il nascondiglio della stazione di polizia di Reyes non si trova in realtà a Rio de Janeiro, ma è una vera struttura nota come Banco Gubernamental de Fomento para Puerto Rico, situata in Avenida De Diego a Puerto Rico.

Antartide

La visita di Tess alla prigione segreta in Antartide dove Letty è tenuta contro la sua volontà diventa un momento cruciale in Fast X. Fuggendo da una prigione attraverso un portello, Letty, accompagnata da Cipher, naviga nel pericoloso paesaggio ghiacciato, dirigendosi verso la costa dove li attende un sottomarino. Il colpo di scena sorprendente arriva quando Gisele (Gal Gadot), torna dai morti in Fast X come pilota del sottomarino. Sebbene sia improbabile che il film sia stato effettivamente girato in Antartide, a causa della natura insidiosa dell’ambiente, le immagini della fuga attraverso il paesaggio ghiacciato sono sbalorditive e contribuiscono al senso generale di urgenza e pericolo.

Portogallo

Fonte: iStock

Ponte del 25 aprile al tramonto in Portogallo

Arizona

L’incessante inseguimento di Dante raggiunge un momento cruciale quando riesce a rintracciare Little B e Jakob all’aeroporto di North Yuma, in Arizona. Questa scena di Fast X non è solo piena di azione, ma presenta anche una serie di cameo degni di nota che aggiungono pathos. Un cameo particolarmente toccante è quello di Meadow, la figlia del defunto Paul Walker, che interpreta un’assistente di volo che aiuta Little B e Jakob nella loro fuga. La natura stellare della scena, unita ai pericolosi inseguimenti e alle acrobazie coinvolte, suggerisce che le riprese siano state probabilmente effettuate a Los Angeles, un centro nevralgico dell’industria dell’intrattenimento. Le diverse location e risorse della città avrebbero fornito lo sfondo perfetto per questa emozionante sequenza.

Portogallo

Little B e Jakob arrivano in barca a Cais do Ginjal fuori Lisbona e si dirigono verso una casa sicura per incontrare Dom. Tuttavia le circostanze costringono Jakob ad affrontare Dante da solo, e lui rivela un’arma formidabile sotto forma della sua auto. L’autostrada IP5 a Vouzela e l’autostrada A24 fungono da sfondo per il successivo inseguimento in auto. Alla fine Dom e Little B si ritrovano intrappolati in cima alla diga di Aldeadávila in Spagna. In una sequenza mozzafiato, Dom manovra la sua auto lungo il lato della diga. Dom e Little emergono sani e salvi dall’acqua, anche se lui ha dovuto lasciare la sua iconica Dodge nel bacino sottostante. La loro situazione non è finita, perché Dante fa esplodere la diga.

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Piemonte, terra di bellezza: viaggio tra i luoghi più suggestivi

Se Torino è una città ricca di bellezze, dove storia e cultura si intrecciano in un luogo dalle mille meraviglie, tutto il Piemonte è uno scrigno di piccole perle altrettanto affascinanti e suggestive. Panorami incantevoli, come quelli delle Langhe o del lago Maggiore, racchiudono borghi deliziosi dove il tempo sembra davvero essersi fermato. E tra le montagne, con una splendida vista sulle Alpi, ecco stagliarsi fortificazioni dall’aspetto misterioso.

Quali sono i posti imperdibili del Piemonte? Partiamo insieme alla scoperta di indiscusse meraviglie.

Il Ricetto di Candelo, gioiello medievale

Nel comune di Candelo, in provincia di Biella, sorge il grazioso Ricetto di Candelo, una delle testimonianze storiche più affascinanti della regione. Il borgo, con le mura in ciottoli disposte a lisca di pesce, promette infatti un’emozionante viaggio nel passato.

Nato tra il XIII e il XIV secolo per volere della popolazione locale, il Ricetto di Candelo aveva in origine la funzione di deposito per i prodotti agricoli. Tuttavia, nei momenti di pericolo e durante i conflitti, diveniva un rifugio sicuro per gli abitanti, protetto dalle robuste mura fortificate. Oggi, riconosciuto tra i Borghi Più Belli d’Italia e noto come la “Pompei medievale del biellese”, continua a raccontare la sua storia tra le stradine lastricate e all’ombra delle antiche costruzioni.

Oltrepassata la porta torrione, sovrastata da un grande arco, ci si ritrova nella piazzetta del ricetto, laddove si erge il Palazzo del Principe, realizzato da Sebastiano Ferrero nel 1496, che rappresenta l’evoluzione di un insieme di cantine preesistenti trasformate in una sorta di torre. Le strade del borgo, chiamate con il francesismo “rue”, si distinguono per la particolare pavimentazione in ciottoli inclinati, studiata per favorire il deflusso delle acque.

Ogni edificio del Ricetto sa sorprendere: al piano terra, un tempo adibito a stalla o cantina, si accede direttamente dalla strada, mentre il piano superiore, il solarium, era destinato all’essiccazione delle granaglie e si raggiungeva tramite una balconata in legno. Passeggiando tra queste antiche strutture, si può visitare anche l’Ecomuseo della Vitivinicoltura, per conoscere da vicino la tradizione contadina e la cultura enologica del territorio.

Poco distante, merita una sosta la Chiesa di Santa Maria, dalla facciata romanica, che custodisce al suo interno affreschi di grande valore artistico e pregiati capitelli, testimoni della maestria artigianale dell’epoca.

La Morra, belvedere delle Langhe

Nel cuore delle Langhe, a pochi chilometri da Alba, vale la pena visitare l’incantevole borgo de La Morra, fiore all’occhiello della zona di produzione del celebre Barolo, che si distingue per la posizione privilegiata sulla sommità di una collina, da cui si gode di un panorama senza eguali sulle vigne a perdita d’occhio.

Il centro storico si sviluppa attorno alla piazza principale, su cui si affacciano edifici di grande interesse architettonico. La Chiesa barocca di San Martino e la Confraternita di San Rocco raccontano la storia di un paese profondamente legato alla sua identità culturale. Poco distante, un piccolo giardino triangolare cresce sull’antico cimitero, mentre il Municipio e l’ex casa del corpo di guardia completano il quadro a dir poco idilliaco.

Una delle tappe imperdibili è poi la Cantina Comunale, dove è possibile degustare e acquistare i vini della zona. Salendo verso Piazza Castello, lo sguardo viene rapito da uno dei belvedere più spettacolari delle Langhe, tra colline ricoperte di vigneti e scorci da cartolina.

Infine, nella frazione dell’Annunziata, si trova l’ex abbazia benedettina di San Martino di Mercenasco, attuale sede del Museo Ratti dei Vini. Da qui partono i celebri sentieri del vino e la “Mangialonga”, un evento enogastronomico che consente di gustare i sapori del territorio con uno splendido percorso tra le vigne.

La Sacra di San Michele, panorama incredibile

Sacra di San Michele, Torino

Fonte: iStock

Vista panoramica della Sacra di San Michele

Maestosa, imponente, avvolta da un’aura mistica: la Sacra di San Michele domina la Val di Susa dall’alto del Monte Pirchiriano, a 962 metri di altitudine. L’antico complesso monastico, simbolo del Piemonte, ha ispirato Umberto Eco nella stesura del noto romanzo “Il nome della rosa”.

Costruita tra il 983 e il 987, l’abbazia si erge in una posizione strategica che regala una vista difficile da descrivere a parole sulla valle e su Torino. La meravigliosa architettura, con elementi romanici e gotici, è testimone di secoli di storia e spiritualità. Oltre alla chiesa principale, risalente al XII secolo, la Sacra ospita le tombe di alcuni membri della famiglia reale di Casa Savoia.

Dedicata all’Arcangelo Michele, difensore del popolo cristiano, la Sacra rappresenta una delle tappe principali di un lungo percorso di pellegrinaggio che collega Mont-Saint-Michel, in Francia, a Monte Sant’Angelo, in Puglia. La sua sagoma svettante, incorniciata dai boschi della Val di Susa, è un baluardo che attira ogni anno migliaia di visitatori.

Il fascino della Sacra di San Michele si percepisce fin dal primo sguardo, ma è avvicinandosi che la sua energia diventa tangibile. I sentieri che si snodano tra i boschi, calpestati dai pellegrini per secoli, conducono a un luogo di rara bellezza, dove arte, storia e fede si fondono in un’esperienza che non si può dimenticare.

Gli Orridi di Uriezzo, al cospetto del canyon

La Valle Antigorio, in provincia di Verbano-Cusio-Ossola, cela uno spettacolo naturale di straordinaria bellezza: sono gli Orridi di Uriezzo, un canyon modellato nei millenni dalla forza dell’acqua. Gole spettacolari, scavate dallo scioglimento dell’antico Ghiacciaio del Toce, regalano ai visitatori un viaggio tra rocce levigate e giochi di luce che lasciano senza fiato.

Al termine dell’ultima glaciazione, circa dodicimila anni fa, il ghiacciaio iniziò a ritirarsi, dando origine a torrenti impetuosi che scavarono profondi cunicoli e meravigliose cavità. Oggi, gli Orridi di Uriezzo si suddividono in diverse zone, ognuna con caratteristiche uniche. L’Orrido Sud, noto come Tomba d’Uriezzo, è il più impressionante, con una lunghezza di circa 200 metri e pareti che si innalzano fino a 30 metri. L’Orrido Nord-Est, più piccolo ma altrettanto suggestivo, si estende per 100 metri, mentre l’Orrido Ovest si sviluppa in due tratti distinti. Infine, l’Orrido Vallaccia, sotto la Chiesa di Baceno, risulta di difficile accesso ma conserva un’impronta selvaggia e incontaminata.

Esplorare gli Orridi di Uriezzo significa ritrovarsi in un paesaggio primordiale, dove la natura ha scolpito forme incredibili e ogni angolo mostra la potenza degli elementi.

Il Parco Naturale dell’Alpe Veglia e dell’Alpe Devero, il paradiso tra le vette

Perla della Val d’Ossola, il Parco Naturale dell’Alpe Veglia e dell’Alpe Devero incanta chiunque vi arrivi grazie allo straordinario paesaggio alpino. Istituito nel 1995, il parco abbraccia due magnifiche conche alpine e si estende sui comuni di Baceno, Crodo, Trasquera e Varzo, in provincia di Verbano-Cusio-Ossola.

L’Alpe Veglia, raggiungibile da Varzo attraverso la Val Cairasca, è una meta ideale per gli amanti del trekking. Qui, le ampie distese di pascoli si fondono con boschi di larici e laghi cristallini come il Lago d’Avino, il Lago del Bianco e l’ammaliante Lago delle Streghe, che danno vita a un ambiente fiabesco perfetto per escursioni a pieno contatto con la natura.

L’Alpe Devero, accessibile da Baceno attraverso la Valle di Devero, è invece il regno degli sport invernali. Con i suoi impianti sciistici, offre piste battute e percorsi fuoripista per sciatori e snowboarder in cerca di avventura. Per gli escursionisti esperti, il percorso che conduce fino a Binn, in Svizzera, passando dal Bivacco Combi Lanza a oltre 2000 metri di altitudine, rappresenta una sfida tutta da vivere.

La Palazzina di Caccia di Stupinigi, il fascino regale del Barocco

Splendida Palazzina di Caccia di Stupinigi, Torino

Fonte: Ph @ELENAPHOTOS – iStock

Splendida Palazzina di Caccia di Stupinigi

A pochi chilometri da Torino, nel comune di Nichelino, da segnare in lista è la sontuosa Palazzina di Caccia di Stupinigi, una delle più coinvolgenti espressioni dell’architettura barocca in Europa. Commissionata da Vittorio Amedeo II e progettata dal celebre architetto Filippo Juvarra, la storica residenza rappresenta un vero e proprio viaggio nella magnificenza della dinastia sabauda.

Con i sontuosi saloni affrescati, i giardini eleganti e l’inconfondibile statua del cervo che sovrasta la sommità della cupola, la Palazzina è una tappa imprescindibile per chi desidera immergersi nell’atmosfera fastosa della corte reale piemontese.

Ceresole Reale, oasi del Parco del Gran Paradiso

Parte del Parco Nazionale del Gran Paradiso, Ceresole Reale è un autentico gioiello montano, incastonato tra le cime alpine della provincia di Torino. Borgo pittoresco, deve il nome al re Vittorio Emanuele II che frequentava la zona per le battute di caccia, e si presenta come un’esperienza unica tra natura, sport e storia.

Il Lago di Ceresole, dalle acque turchesi, è il luogo ideale per rilassarsi con passeggiate rigeneranti o gite in bicicletta. Durante l’inverno, invece, il paesaggio si trasforma in una scenografica pista che fa la gioia degli appassionati di sci di fondo.

Ma non è ancora tutto. I dintorni, a loro volta, disegnano panorami che scaldano il cuore, come il Lago di Serrù, un gioiello alpino abbracciato dalle vette, e il Colle del Nivolet, a oltre 2.600 metri di altitudine, da cui si aprono magici scenari plasmati da praterie d’alta quota, laghi glaciali e dalla presenza della fauna selvatica, tra cui stambecchi e aquile reali.

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In montagna, a meno di due ore da Torino

Torino gode di una posizione strategica per gli amanti dell’alta quota: ai piedi delle Alpi, è il punto di partenza ideale per esplorare le montagne che la circondano, tra le più rinomate d’Italia. Senza doversi avventurare in viaggi particolarmente lunghi, a meno di due ore di viaggio dalla città si trovano diverse località montane che offrono una vasta gamma di attività per ogni stagione. Dalle stazioni sciistiche più rinomate ai più tranquilli villaggi di montagna, queste destinazioni sono perfette per una fuga dalla routine durante tutto l’anno, con proposte per appassionati di sport, famiglie e amanti della natura.

Val di Susa e Bardonecchia

La Val di Susa è una delle destinazioni di montagna più amate dai torinesi, perché particolamente vicina, comoda e varia. Bardonecchia, in particolare, è una meta popolarissima sia in estate che in inverno per tutti coloro che vogliono coniugare natura, sport e relax.

Cosa fare

In inverno, il comprensorio sciistico di Bardonecchia vanta piste per ogni livello, snowpark, ma anche centri benessere e locali raffinati per rilassarsi dopo una giornata sulla neve. Sono tantissimi i corsi di sport invernali organizzati, per tutte le età, proprio perché le piste sono comodamete raggiungibili anche in giornata dalla città. In estate, si viene a Bardonecchia per godere del fresco e per passeggiare in esplorazione della vallata. Ma non solo natura, perché le strade del centro storico di Bardonecchia sono l’ideale per lo shopping o per una pausa caffè.

Trekking ed escursioni

Il Lago di Rochemolles è una meta imperdibile per gli amanti del trekking. Il percorso è di media difficoltà e offre paesaggi mozzafiato tra prati e cime alpine. In alternativa, in zona partendo da Bardonecchia si possono organizzare escursioni verso il Colle della Scala, un valico alpino delle Alpi Cozie in territorio francese che congiunge la Val di Susa con la Val della Clarée in Francia.

Attività per bambini

Bardonecchia è una meta ideale per le famiglie grazie alla sua offerta di attività pensate anche per i più piccoli. Durante l’estate, alcuni centri propongono programmi strutturati, estate ragazzi, aree attrezzate per giochi all’aperto e percorsi avventura. Inoltre, le aree verdi del paese sono attrezzate e curate per il gioco liero e in sicurezza. Per gli amanti degli animali, la zona offre passeggiate con pony e attività legate al mondo dell’equitazione. In inverno, le scuole di sci organizzano corsi sulla neve specifici per bambini (alcune prevedono anche la navetta da Torino), per avvicinarli agli sport invernali in modo divertente e sicuro.

Quando andare

Bardonecchia è una meta montana per tutto l’anno, che praticamente mai perde vita o si svuota. L’inverno è certamente perfetto per gli appassionati di sport sulla neve, professionisti o alle prime armi; mentre l’estate è un ottimo rifugio dal caldo, grazie alle temperature miti e piacevoli.

Come arrivare

Bardonecchia è raggiungibile in auto tramite l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia. È inoltre servita da treni regionali e ad alta velocità che fermano alla stazione ferroviaria di Bardonecchia.

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Fonte: iStock

Bardonecchia è una delle mete montane preferite dai torinesi, sia ininverno che in estate

Sestriere e Via Lattea

Sestriere è una delle mete sciistiche più rinomate delle Alpi, situata nel cuore del comprensorio della Via Lattea. Conosciuta per le sue strutture moderne e i panorami spettacolari, è una destinazione versatile davvero tutto l’anno.

Cosa fare

Oltre alle rinomate piste da sci, in inverno è possibile praticare ciaspolate guidate nei boschi innevati, pattinaggio su ghiaccio e persino escursioni con motoslitte. Per apprezzare gli sport invernali, senza mettere gli scii ai piedi, basta assistere ad uno dei tanti eventi sportivi di alto livello organizzati regolarmente, come gare di sci e snowboard che richiamano appassionati da tutto il mondo.

In estate, il centro del paese si anima con mercatini artigianali e manifestazioni culturali, mentre i dintorni si prestano per varie attività, sportive e non. Gli amanti delle due ruote possono esplorare i percorsi per mountain bike o cimentarsi sulle salite del Giro d’Italia. Chi cerca uno sport più tranquillo può optare per il golf presso il celebre campo a 18 buche. Le passeggiate in quota, con impianti di risalita aperti anche nella stagione estiva, permettono di godere di panorami mozzafiato senza troppa fatica. Infine, le spa e i centri benessere della zona sono il luogo perfetto per rigenerarsi dopo una giornata di attività all’aperto.

Trekking ed escursioni

Tra i percorsi più apprezzati ci sono quelli che conducono al Colle del Sestriere e al Monte Fraiteve. Il sentiero verso il Colle del Sestriere attraversa boschi e pascoli alpini, con scorci e viste panoramiche sulle valli circostanti. Per chi desidera proseguire, l’ascesa al Monte Fraiteve regala un panorama spettacolare sulla Via Lattea e sui monti circostanti, con un percorso che alterna tratti impegnativi a zone più dolci, adatte anche agli escursionisti meno esperti. Durante l’estate, questi sentieri sono perfetti per avvistare animali selvatici e ammirare fioriture alpine.

Attività per bambini

Sestriere è una meta adatta anche alle famiglie grazie a una serie di attività pensate per i più piccoli. In estate, le aree verdi intorno al paese sono allestite con spazi giochi e per il picnic; e i più dinamici possono percorrere i sentieri più semplici e in sicurezza, ideali per avvicinare i bambini alla natura. Durante l’inverno, le scuole di sci organizzano corsi dedicati, con istruttori esperti che aiutano i piccoli a muovere i primi passi sulla neve. Oltre allo sci, alcune strutture locali propongono attività come tubing e discese in slittino: il divertimento di tutta la famiglia è assicurato! Infine, nei periodi di alta stagione, sia in estate che durante il periodo natalizio, vengono organizzati eventi e laboratori creativi pensati per intrattenere i più piccoli.

Quando andare

Anche Sestriere è una meta montana piacevole tutto l’anno. L’inverno è la stagione perfetta per lo sci e gli altri sport sulla neve; mentre l’estate è ideale per le attività all’aria aperta e il relax lontano dal caldo della città.

Come arrivare

Sestriere si raggiunge in auto tramite l’autostrada A32 e la SS23. È possibile arrivare in treno fino a Oulx e proseguire con un autobus diretto verso Sestriere.

Limone Piemonte e Alpi Marittime

Limone Piemonte, situata nel cuore delle Alpi Marittime subito prima del Tenda verso la Francia, è una località perfetta per una fuga dalla città.

Cosa fare

Il comprensorio sciistico della Riserva Bianca è una delle principali attrazioni invernali, con 52 km di piste ben curate, 15 impianti di risalita e moderne infrastrutture. Anche durante l’estate, il centro storico è molto animato, con negozi, bar e ristoranti.

Trekking ed escursioni

Gli amanti delle escursioni da Limone Piemonte possono esplorare il Parco Naturale delle Alpi Marittime, un’area ricca di biodiversità. Tra i percorsi più suggestivi, il cammino verso il Rifugio Garelli è un itinerario di circa 3 ore (7 km), con un dislivello di circa 600 metri. Il percorso attraversa fitte foreste di conifere e ampi alpeggi, con la possibilità di avvistare fauna locale, come camosci, marmotte e aquile. Questo trekking è di difficoltà media e adatto a escursionisti con una preparazione minima.

Per chi cerca itinerari più impegnativi, la Via del Sale è una proposta unica. Questo storico percorso, che unisce il Piemonte alla Liguria, si sviluppa lungo 8 tappe e oltre 120 km. La Via del Sale, un antico tracciato commerciale, offre spettacolari vedute sulle montagne e sul mare, attraversando paesaggi incontaminati e toccando antiche mulattiere, fortificazioni e borghi. L’itinerario ha un livello di difficoltà medio-alto, con dislivelli che variano tra i 600 e i 1200 metri e richiede una buona preparazione fisica, ma il panorama e la storia che si scoprono lungo il cammino ripagano ampiamente la fatica.

Attività per bambini

Per le famiglie, a Limone ci sono parchi avventura e sentieri facili adatti anche ai più piccoli. In inverno, le scuole di sci propongono corsi dedicati ai bambini. A pochi chilometri da Limone Piemonte, il pittoresco paese di Vernante è una meta imperdibile per una gita in famiglia. In Valle Vermenagna, questo piccolo borgo montano è famoso per i suoi murales che raccontano le storie di Pinocchio. Passeggiando per le vie del centro, i visitatori possono ammirare le opere colorate che decorano le facciate delle case, per ricostruire la storia del famoso burattino di legno. A Vernante durante i mesi di luglio e agosto sono organizzate tantissime attività per tutte le età, con spettacoli di musica, teatro e danza quasi tutte le sere.

Quando andare

Limone Piemonte è una meta per tutto l’anno: l’inverno è perfetto per gli sport invernali e l’estate è ideale per il trekking e le attività all’aperto.

Come arrivare

Limone è raggiungibile in auto tramite la A6 Torino-Savona e la SS20. In alternativa, è ben collegata con il treno grazie alla linea ferroviaria Torino-Cuneo-Ventimiglia, con fermata alla stazione di Limone Piemonte.

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Case tipiche montane a Limone Piemonte

Val Pellice e Bobbio Pellice

La Val Pellice è una valle tranquilla e autentica, perfetta per chi cerca una fuga dalla folla e una destinazione meno rinomata rispetto alle più popolari Bardonecchia o Limone Piemonte. Bobbio Pellice è un piccolo gioiello montano, dalla natura incontaminata e ricco di tradizioni locali.

Cosa fare

Il centro di Bobbio Pellice è molto tranquillo; nulla di particolarmente glamour o esuberante. Si possono fare passeggiate tra le stradine del paese, dove si trovano le tipiche case dal tetto in pietra, bar e negozi di prodotti tipici. Nei dintorni, la valle si presta a diverse escursioni nei boschi. Inoltre, proprio per il grande attaccamento alla cultura e alle tradizioni locali, durante l’anno si tengono eventi come fiere e sagre molto sentite dalla popolazione locale. Molto sentita, ad esempio, La Fìra d’la Calà e la Fira d’la Pouià, è l’evento in duplice veste (quella primaverile durante la terza domenica di maggio e quella autunnale della quarta domenica di ottobre) che festeggia la salita agli alpeggi e la successiva discesa, con sfilata del bestiame, bancarelle enogastronomiche, mostre, musica e il torneo di morra.

Trekking ed escursioni

Il Rifugio Barbara Lowrie è una delle mete più popolari per un’escursione in Val Pellice. Si trova a un’altitudine di 1.753 metri nella Val Pellice, e il percorso più comune per raggiungerlo parte da Villanova Pellice, con un dislivello di circa 700 metri e una durata di salita di circa 2 ore e 30 minuti. Un altro accesso possibile è dalla Conca del Pra, con un dislivello di circa 700 metri e una durata di salita di circa 2 ore. In entrambi i casi, il percorso è di difficoltà media.

Altro sentiero tra i più apprezzati è l’Anello Borgate e Foreste attorno a Bobbio Pellice, un percorso facile che parte dalla piazza principale del paese e poi si snoda tra le caratteristiche borgate locali e le foreste. La passeggiata dura circa 2 ore e 30 minuti, con un dislivello positivo di circa 300 metri, perfetto anche per famiglie con bambini.

L’Anello Borgate Sarsenà e Serre Cruello si sviluppa sopra il paese e porta alla scoperta di antiche borgate e regala affascinanti vedute sul Monviso e sulle vette della valle. Con una durata che varia tra le 4 e le 5 ore e 30 minuti, l’itinerario presenta un dislivello positivo che può arrivare fino a 720 metri, risultando un po’ più impegnativo.

Infine, per chi cerca una sfida più consistente, c’è l’Anello Col Cuntent ed Alpe Bancet, che parte dal villaggio di Villanova alto. Questo percorso di circa 6 ore, con un dislivello positivo di 1.040 metri, esplora gli alpeggi dei valloni di Crosenna e dei Bancet, regalando panorami spettacolari delle montagne circostanti.

Attività per bambini

Le passeggiate nei prati e nei boschi della valle sono adatte a famiglie con bambini piccoli, anche se alcune aree sterrate potrebbero essere più difficili da percorrere con i passeggini. In zona si trovano diversi centri e strutture che organizzano attività didattiche sulla flora e fauna locali, come laboratori e passeggiate guidate pensate per i più piccoli; nottate in tenda; wild camp e tanto altro. Sono diverse le aree allestite con parchi giochi e di avventura nella natura o per il picnic.

Quando andare

La primavera e l’estate sono le stagioni migliori per le escursioni, mentre l’autunno, con i suoi colori, è un altro buon periodo per visitare la valle, fare passeggiate nei boschi e raccogliere o degustare i funghi della zona.

Come arrivare

Si può raggiungere in auto seguendo la SP161 da Torino, con un tragitto di circa un’ora e mezza. Non ci sono collegamenti diretti in treno, ma da Pinerolo ci sono autobus locali che servono la tratta.

Val Chisone e Fenestrelle

La Val Chisone è un’altra meta da tenere a mente per chi cerca una gita fuori porta a poca distanza da Torino. Fenestrelle, uno dei principali comuni della valle, è conosciuto per il suo imponente Forte, una delle fortificazioni più grandi e affascinanti d’Europa.

Cosa fare

Il Forte di Fenestrelle, costruito tra il XVII e il XVIII secolo, è una delle principali attrazioni turistiche della valle, grazie alla sua imponente struttura che si sviluppa su più livelli, con oltre 3.000 gradini che collegano i vari bastioni e fortificazioni. Le visite guidate permettono di scoprire la storia della costruzione, i segreti delle sue mura e la vita dei soldati che vi sono stati stazionati.

Per gli sportivi, durante l’inverno la zona di Pragelato, poco distante da Fenestrelle, è molto apprezzata per lo sci di fondo e i suoi percorsi ben mantenuti. Dalla mountain bike alle arrampicate, anche in estate Fenestrelle e le aree circostanti offrono numerose proposte per gli amanti degli sport outdoor.

Trekking ed escursioni

La Val Chisone è famosa per i suoi sentieri immersi nella natura, che offrono esperienze adatte sia agli escursionisti esperti che ai principianti. Tra i percorsi più apprezzati c’è quello che conduce al Lago delle Rane, un’escursione di media difficoltà, della durata di 3-4 ore, che offre vedute panoramiche sulla valle e sui monti circostanti. Il sentiero si snoda tra boschi di conifere e prati alpini, regalando a chi lo percorre un contatto diretto con la natura incontaminata della zona.

Esistono anche percorsi più facili, per chi vuole godere della natura senza affrontare percorsi troppo impegnativi. I sentieri sono ben segnalati e adatti a tutte le stagioni, anche se durante l’autunno e la primavera la varietà di colori che offre la vegetazione rende questi periodi particolarmente suggestivi per le escursioni.

Attività per bambini

Fenestrelle è anche una destinazione montana ideale per le famiglie con bambini. I sentieri facili e ben segnalati, immersi nella natura, sono perfetti per una passeggiata in compagnia dei più piccoli. Inoltre, nelle aree verdi e nei parchi giochi locali, le famiglie possono trascorrere piacevoli momenti di svago all’aria aperta.

Per i bambini, il Forte di Fenestrelle offre anche laboratori didattici che permettono di scoprire in modo coinvolgente la storia e le tradizioni locali. Questi laboratori sono un’opportunità educativa che permette ai più giovani di apprendere divertendosi, imparando a conoscere la cultura e la storia della regione.

Quando andare

Fenestrelle e la Val Chisone sono destinazioni ideali per ogni stagione, grazie alla varietà di attività offerte. L’inverno è perfetto per gli amanti degli sport sulla neve, con Pragelato che diventa un punto di riferimento per lo sci di fondo. La primavera e l’estate sono ideali per chi ama le escursioni e le attività all’aperto, mentre in autunno la valle si dipinge dei colori caldi che tingono i boschi. Le strutture locali sono attrezzate per accogliere i visitatori durante tutto l’anno.

Come arrivare

La valle si raggiunge facilmente in auto tramite la SS23. L’alternativa all’automobile è un po’ più complicata: in treno si può arrivare fino a Pinerolo e proseguire con autobus locali verso le destinazioni della valle.

dove andare in montagna vicino Torino

Fonte: iStock

Vista sul Forte di Fenestrelle
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Cosa fare a Torino per l’Epifania 2025, gli eventi più belli

L’Epifania del 2025 a Torino si preannuncia come un’opportunità straordinaria per vivere la città in un’atmosfera unica e suggestiva. Il 6 gennaio, infatti, Torino si trasformerà in un palcoscenico vivente, con una serie di eventi speciali, spettacoli teatrali, concerti e visite guidate che sapranno coinvolgere tutti, dai più piccoli agli adulti. La città, con il suo ricco patrimonio storico, culturale e artistico, si presta perfettamente a celebrare questa festività in modo originale, combinando le tradizioni locali con esperienze innovative.

Passeggiate nel centro storico, concerti nei luoghi più emblematici, rievocazioni storiche e rappresentazioni teatrali animeranno i luoghi simbolo della città, come la Mole Antonelliana, Piazza Castello e il Parco del Valentino, creando un mix perfetto tra cultura, spettacolo e tradizione. Che si tratti di una visita al Museo Egizio, uno dei più prestigiosi del mondo, o di una passeggiata per i mercatini di Natale che chiudono la loro stagione, ogni angolo di Torino avrà qualcosa di speciale da offrire in questo giorno di festa.

Per chi desidera vivere un’esperienza a tutto tondo, l’Epifania torinese si presenta come un momento da non perdere, capace di coniugare la magia della tradizione con l’emozione della scoperta.

Le Passeggiate del Direttore al Museo Egizio

Un appuntamento esclusivo per gli appassionati di arte e cultura che vogliono scoprire qualcosa di interessante da fare durante la Befana è rappresentato dalle Passeggiate del Direttore al Museo Egizio di Torino, in programma il 6 gennaio 2025 dalle 20:00 alle 22:00. Per questa edizione, il direttore Christian Greco guiderà un piccolo gruppo di massimo 30 partecipanti in un percorso serale attraverso le straordinarie collezioni del museo, immergendo i visitatori nell’atmosfera speciale della giornata dell’Epifania. L’intento è quello di favorire un dialogo diretto tra il Direttore e i partecipanti, con 30 minuti finali dedicati a domande e approfondimenti.

Questa visita esclusiva offre un’esperienza più intima con le opere esposte, mettendo in risalto il valore della conoscenza e della preservazione del patrimonio culturale. La visita, della durata di 2 ore, è a pagamento (50 euro per i non membri) e richiede una prenotazione obbligatoria, vista la limitazione dei posti. Si tratta, dunque, di un’opportunità imperdibile per scoprire uno dei musei più importanti d’Italia in una veste più raccolta e suggestiva, ideale per chi vuole vivere la cultura egizia in un’atmosfera unica.

Spettacoli teatrali e musical a Torino

Torino, la città che sa mescolare tradizione e innovazione, propone una serie di spettacoli imperdibili per il ponte dell’Epifania. Diversi teatri della città offrono performance di grande valore artistico, adatte a tutte le età e gusti. Ecco alcuni dei principali eventi teatrali a cui è possibile partecipare nei giorni dell’Epifania a Torino:

  • Teatro Grande Valdocco: “Giselle” (4 gennaio)
  • Teatro Regio: “Roberto Bolle and Friends” (4 e 5 gennaio)
  • Casa Gianduja: “Schiaccianoci e Re dei Topi” (4, 5 e 6 gennaio)
  • Teatro Alfieri: “Mare Fuori – Il Musical” (4, 5 e 6 gennaio)
  • Teatro Colosseo: “Oblivion – Tuttorial” (5 e 6 gennaio)

Questi spettacoli offrono una varietà di generi, dalla danza al musical, passando per il teatro comico, per un 6 gennaio all’insegna della cultura e dell’intrattenimento.

Museo Nazionale del Cinema e Mole Antonelliana

Per chi ama un po’ di cinema e panorami mozzafiato, il Museo Nazionale del Cinema, situato nella Mole Antonelliana, è una delle attrazioni più iconiche di Torino. La Mole, progettata nel 1863 dall’architetto Antonelli, è uno dei simboli della città e offre una vista spettacolare sulla capitale piemontese grazie al suo ascensore panoramico.

Il Museo del Cinema, uno dei più apprezzati in Italia, è perfetto per trascorrere una giornata di cultura immersiva, tra mostre temporanee e una vasta collezione di materiale cinematografico. Durante l’Epifania, la Mole sarà aperta per tutti coloro che desiderano scoprire la magia del cinema e godere della vista panoramica sulla città.

Esplorazioni culturali al Palazzo Madama e Pinacoteca Agnelli

Al Palazzo Madama, uno dei principali musei della città, è possibile immergersi nell’affascinante storia di Torino, passando dalle fondamenta romane al trionfo barocco. Il palazzo ospita una vasta collezione di opere d’arte e oggetti storici, ed è un luogo ideale per chi vuole scoprire la storia della città in un contesto elegante e suggestivo.

A pochi passi da Palazzo Madama, la Pinacoteca Agnelli ospita una selezione esclusiva di opere d’arte della collezione privata degli Agnelli, tra cui capolavori di artisti italiani e internazionali. La galleria, progettata dall’architetto Renzo Piano, è un altro punto di riferimento imperdibile per gli amanti dell’arte moderna e contemporanea.

Gite fuori porta: Torino e i suoi dintorni

Se la città di Torino vi affascina ma volete scoprire anche i dintorni torinesi, il giorno della Befana è l’occasione perfetta per fare una gita fuori porta. Ecco alcune idee interessanti:

  • In bicicletta alla Venaria Reale: una gita in bicicletta alla Venaria Reale, uno dei complessi più belli della Regione, che offre splendidi giardini e l’architettura barocca. È un posto ideale per una passeggiata tra arte, natura e storia.
  • Itinerario delle Residenze Sabaude: patrimonio Unesco, questo percorso permette di visitare alcune delle residenze più affascinanti dei Savoia, tra cui il Palazzo Reale di Torino e la Reggia di Venaria.
  • Villa della Regina: un’altra gemma delle Residenze Sabaude, che offre un parco magnifico e una vista panoramica sulla città. È il luogo ideale per una passeggiata tranquilla immersi nella storia.
  • Trekking sulle gole degli Orridi di Uriezzo: se amate la natura e il trekking, le Gole degli Orridi di Uriezzo nel Verbano-Cusio-Ossola sono un’escursione emozionante e panoramica, perfetta per un’epifania all’insegna dell’avventura.

Adesso che avete preso visione di questi interessanti spunti per trascorrere l’Epifania 2025 a Torino, non vi resta che fare le valigie e partire alla volta dell’elegante città piemontese, lasciando spazio anche per scoprire i sapori autentici e inimitabili del suo patrimonio enogastronomico.

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Capodanno 2025 a Torino, tutti gli eventi per festeggiare in allegria

Torino si prepara a dare il benvenuto al 2025 con un cartellone ricco di eventi e festeggiamenti che trasformeranno la città in un grande palcoscenico di allegria, spettacolo e convivialità. Dalle piazze animate dai concerti ai teatri ricchi di cultura, dai veglioni gourmet alle feste in discoteca, ogni angolo della città si anima di luci, musica e divertimento per celebrare la notte più attesa dell’anno. Ecco una carrellata delle esperienze imperdibili per trascorrere un Capodanno memorabile nel capoluogo piemontese.

Cosa fare a Capodanno a Torino, tutti gli eventi

Il centro dei festeggiamenti per il Capodanno 2025 è piazza Castello, che ospiterà anche quest’anno il tradizionale concerto all’aperto. La notte del 31 dicembre, la piazza si riempirà di energia con musica dal vivo che spazia dalle esibizioni di band locali ai grandi artisti nazionali e internazionali, la cui line-up non è stata ancora annunciata. Il countdown verso la mezzanotte sarà come sempre un’esperienza collettiva coinvolgente, con dj set, spettacoli di luci e performance varie, che culminerà in brindisi, scambi di auguri e tanta allegria.

E non finisce qui: il pomeriggio del primo gennaio, la stessa piazza accoglierà un concerto di musica classica e lirica, una celebrazione in grande stile dei 140 anni dall’unificazione della Nazione e degli 80 anni della Liberazione. Un omaggio alle radici culturali di Torino, arricchito dalla collaborazione con il Museo del Risorgimento.

Per molti torinesi, e non solo, trascorrere la notte di San Silvestro a teatro è una tradizione irrinunciabile. Dai giochi di luce e magia agli show ispirati ai grandi maestri della musica, fino alle risate travolgenti della commedia, quest’anno i teatri torinesi hanno proposte davvero per tutti i gusti.
Per le famiglie e gli amanti della magia, la Casa del Teatro Ragazzi e Giovani presenta un Variety Magic Show ricco di sorprese. Artisti di fama internazionale porteranno in scena illusioni mozzafiato, momenti di comicità, bolle di sapone che danzano nell’aria e una teatralità che incanta grandi e piccoli.

La Fondazione Cirko Vertigo regala al pubblico un tributo poetico e musicale unico con Che bello café, in programma al Teatro Café Müller alle 22,30. Uno spettacolo che immagina un incontro immaginifico tra Domenico Modugno e Fabrizio De André, due leggende della musica italiana. L’omaggio celebra il trentennale della scomparsa di Modugno e i venticinque anni da quella di De André, mescolando le loro voci e storie in un racconto onirico che tocca il cuore.

Per chi preferisce una serata di risate, a Venaria Reale il Teatro della Concordia accoglie il pubblico con un’esplosione di comicità grazie ad Antonello Costa, che porta sul palco i suoi personaggi più amati, tra cui il siculo Don Antonino, il rapper Mc Adelio e il lookmaker Rocco, accompagnati da coreografie accattivanti e numeri musicali. Si inizia alle 21,00 con un’accoglienza calorosa e si prosegue fino a notte inoltrata, con un brindisi di mezzanotte e un buffet dolce e salato.

Il Teatro Monterosa propone un Gran Galà di Capodanno con la compagnia Volti Anonimi e lo spettacolo Vittorio Levante in servizio ad ogni istante. La serata inizia alle 21,30 con una pièce teatrale ricca di umorismo e coinvolgimento, che lascia spazio, allo scoccare della mezzanotte, a un brindisi festoso accompagnato da panettone, pandoro e pasticcini. Il calore della tradizione si fonde con il piacere della scoperta, creando un momento di convivialità e gioia.

Per gli amanti della musica d’autore, il Teatro Carignano propone un ritorno alle atmosfere seducenti di Fred Buscaglione. Lo spettacolo Fred, diretto da Arturo Brachetti, vede Matthias Martelli e Fabrizio Bosso reinterpretare l’universo ironico e malinconico di questo innovatore della musica italiana. Con sonorità jazz e swing che si fondono alla tradizione melodica italiana, il pubblico viene trasportato in un viaggio tra whisky, donne e sigarette, elementi iconici di un’epoca affascinante. Un’esperienza che invita a iniziare il nuovo anno con la forza evocativa dell’arte.

Vita notturna e discoteche a Torino

Locali notturni eleganti, atmosfere esclusive e serate animate dai migliori DJ promettono di trasformare la notte di San Silvestro sotto la Mole in un’esperienza unica. Ogni location offre qualcosa di speciale per accogliere il 2025 con stile e allegria.

Al Tam Club la serata inizia con un cenone musicale che combina sapori raffinati e intrattenimento live, creando l’atmosfera perfetta in vista della festa vera e propria. Allo scoccare della mezzanotte, la pista si accende con il DJ set di Wallace, che mixa reggaeton e musica commerciale per un pubblico over 20. La posizione centrale del locale rende il Tam Club la scelta ideale per chi desidera ballare e divertirsi a Capodanno in città.

Immerso in un contesto esclusivo tra giardini e piscina, il Royal Club propone un Capodanno all’insegna dell’eleganza e della raffinatezza. La serata prende il via con un gran cenone servito in un ambiente sofisticato, mentre il brindisi di mezzanotte segna l’inizio di una festa indimenticabile. Con la sua combinazione di ambienti interni e spazi all’aperto, questa location è ideale per chi cerca un’atmosfera intima e ricercata a due passi dal centro.

Per chi invece preferisce immergersi in atmosfere esotiche, il Bamboo Dinner è una valida alternativa. Tra le discoteche più in voga di Torino, si distingue per il design ispirato all’Oriente e le ampie sale arredate con cura. Il programma della serata inizia con un gran cenone servito al tavolo. Allo scoccare della mezzanotte, il brindisi inaugura la festa, che prosegue con un DJ set capace di accontentare un pubblico dai 20 ai 50 anni.

La combinazione di eleganza, cucina pregiata e musica coinvolgente fa del Bamboo una delle scelte più apprezzate, ma per chi cerca un’esperienza più dinamica, la meta perfetta è The Beach. Affacciato sul Po, propone una serata che unisce un cenone gourmet a un party scatenato fino all’alba. La cena inizia alle 20 e si conclude con un brindisi di mezzanotte accompagnato da un buffet di panettoni con crema. Dalle 23,30, la pista si anima con un DJ set travolgente e drink inclusi per tutti i partecipanti. La location, famosa per le sue serate estive, si trasforma in un punto di ritrovo imperdibile per chi desidera iniziare il nuovo anno ballando.

Brindisi
Brindisi di Capodanno

Dove fare il Cenone di Capodanno a Torino

Il Motor Village di Mirafiori apre le porte a un Capodanno pensato per le famiglie, all’interno del raffinato Bistrot Gerla. Qui, il Gran Cenone di Capodanno include vino illimitato e si conclude con un brindisi di mezzanotte, seguito da una serata danzante con DJ set. L’atmosfera accogliente e festosa del Bistrot crea l’ambiente ideale per una celebrazione in compagnia.

Per chi invece cerca una serata fuori dagli schemi, l’Envy Lounge & Secret Garden, immerso nel verde dell’Environment Park, propone un Capodanno con Delitto. La serata prende il via con un intrigante spettacolo interattivo nella suggestiva Sala Cocktail, caratterizzata da pareti a vetri con vista sul giardino. Dopo il brindisi di mezzanotte, il ritmo si accende con un DJ set nella Sala Ristorante, trasformando la location in un vivace punto d’incontro tra mistero e festa.

Anche il Ristorante Woody’s propone un Capodanno con Delitto, portando in scena lo spettacolo “L’Ape Regina nella salsa”. Tra piatti prelibati e un’ambientazione teatrale, il pubblico viene coinvolto in una storia avvincente che si intreccia con il cenone. Allo scoccare della mezzanotte, il brindisi segna l’inizio della festa, lasciando spazio a un’atmosfera di festa e convivialità.

HOME Family Restaurant ha pensato a una serata per grandi e piccini. Mentre gli adulti si godono il Gran Cenone di Capodanno, i più piccoli sono accolti nell’area Bimbolandia, con animatrici dedicate e baby dance. Dopo cena, la festa si accende con musica revival e commerciale, creando un mix perfetto di intrattenimento per ogni età.

Nella splendida cornice di Piazza Vittorio Veneto, il Saudade Brazilian Restaurant invita a un Gran Cenone Brasiliano tra sapori esotici e tirmi carioca. Aperitivi di benvenuto, piatti tipici serviti con lo spettacolare rituale della spada e un intrattenimento travolgente con spettacoli dal vivo e DJ set promettono una notte indimenticabile.

Per una serata raffinata, il Boston Art Hotel combina eleganza e festa con un programma che parte da un aperitivo di benvenuto e prosegue con un Gran Cenone di Capodanno accompagnato da musica live e DJ set. Chi desidera festeggiamenti all’insegna del comfort può scegliere di pernottare in questa struttura a quattro stelle e iniziare il primo giorno del nuovo anno con una sontuosa colazione.

L’Hotel Emporio, a pochi minuti dal centro città, si distingue invece per il suo evento dedicato ai giovani tra i 20 e i 35 anni. Qui, il Cenone di Gala si accompagna a piatti gourmet, mentre la serata prosegue con musica dal vivo, DJ set e drink illimitati. L’atmosfera esclusiva e vivace rende questa proposta una delle più ricercate per chi desidera ballare fino all’alba, chiudendo in bellezza un Capodanno ricco di emozioni.

Come muoversi a Torino a Capodanno

La notte di Capodanno sono regolarmente in funzione i bus di tutte le linee notturne, che portano dai capilinea periferici al capolinea centrale in piazza Vittorio Veneto con fermate nelle vicinanze dei principali locali notturni: LINEA W1 ARANCIONE, da piazza Massaua e ritorno; LINEA N4 ROSSA, da via delle Querce (Falchera) e ritorno; LINEA S4 AZZURRA, da piazzale Caio Mario e ritorno; LINEA S5 VIOLA, da piazza Cattaneo e ritorno (raggiunge San Salvario) ; LINEA S18 BLU, da via Artom (Mirafiori sud) e ritorno; LINEA N8 ORO, da piazza Sofia e ritorno; LINEA N10 GIALLA, da via Massari e ritorno; LINEA W15 ROSA, da via Brissogne e ritorno; LINEA W60 ARGENTO, da piazza Manno e ritorno; LINEA E68 VERDE, da via Cafasso e ritorno. La prima partenza dai capolinea periferici è alle 00.00, l’ultima alle 4.00, mentre la prima partenza da piazza Vittorio Veneto è all’1.00, l’ultima alle 5.00.

Durante tutto il periodo delle feste, inoltre, la metropolitana amplia i suoi orari nei giorni infrasettimanali. Quindi anche la notte di Capodanno le ultime partenze saranno a mezzanotte (normalmente invece l’ultima corsa della metro passa alle 21,30)

Il clima di Torino a Capodanno

A Torino, il clima di Capodanno è tipicamente invernale, con temperature che oscillano tra 0°C e 5°C, contribuendo a creare un’atmosfera suggestiva. Incorniciata dalle Alpi innevate, la città può regalare cieli limpidi e frizzanti, ma anche giornate coperte con occasionali piogge leggere, o magari una spruzzata di neve, che aggiungono un tocco di fascino in più alle strade illuminate dalle luminarie e agli eventi festivi.

Per godere al meglio delle celebrazioni all’aperto, è consigliabile vestirsi a strati e prepararsi a temperature rigide, soprattutto nelle ore serali. Tuttavia, il freddo torinese non smorza l’entusiasmo: con le piazze animate, i mercatini di Natale ancora aperti e i caffè storici pronti ad accogliere i visitatori, il clima diventa parte integrante della magia del capoluogo piemontese durante le feste.

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Torino è la nuova Capitale europea del Turismo Intelligente 2025

Torino è una città protagonista di una vera trasformazione negli anni. Da polo industriale è diventata una vivace destinazione culturale ed è un esempio di rigenerazione urbana intelligente. Siti iconici come la fabbrica di automobili del Lingotto e le OGR-Officine Grandi Riparazioni sono stati riconvertiti in luoghi culturali, dimostrando l’impegno della città nel fondere la storia con l’innovazione moderna.

L’inclusione di Torino nel programma UNESCO Man and the Biosphere (MAB) evidenzia il suo impegno nel preservare le risorse naturali, promuovendo al contempo uno sviluppo sostenibile. Questo e altri elementi le sono valsi l’importante premio European Capital of Smart Tourism 2025, promosso dalla Commissione Europea. “Il riconoscimento viene infatti assegnato ogni anno alla città in Europa che più si distingue come destinazione turistica d’eccellenza a partire da quattro differenti criteri: sostenibilità, accessibilità, digitalizzazione del patrimonio culturale e creatività” come riporta il comunicato ufficiale. Un riconoscimento che arriva dopo il recente titolo di “Capitale europea dell’innovazione”.

Le azioni per il clima

Torino ha adottato misure per raggiungere la neutralità carbonica entro il 2030 attraverso il suo Climate City Contract, un impegno per l’adattamento climatico e la mobilità a basse emissioni di carbonio. Le iniziative verdi della città, come la trasformazione di ex aree industriali in spazi verdi e il miglioramento del trasporto pubblico, dimostrano un approccio strategico al turismo sostenibile e alla pianificazione urbana. Un’iniziativa di spicco è il progetto Neighbourhood Houses, che coinvolge i residenti nella definizione delle loro comunità, rendendo il turismo e le esperienze culturali più inclusive.

Accessibilità per tutti

Il sistema di trasporto pubblico della città, con autobus e stazioni della metropolitana accessibili al 100%, è un modello di inclusività. I ​​musei di Torino co-creano esperienze sensoriali per i visitatori con disabilità, rendendo gli spazi culturali più accoglienti. La piattaforma Turismabile, lanciata nel 2007, è un ottimo esempio dell’impegno di Torino per i viaggi accessibili, fornendo informazioni multilingue e collaborando con organizzazioni per disabili per garantire che tutti i visitatori possano godere di ciò che la città ha da offrire.

Torino

Fonte: iStock

La città di Torino

Innovazione digitale

Come città lungimirante, Torino è all’avanguardia nell’uso della tecnologia per migliorare sia il turismo che la vita di tutti i giorni. Attraverso progetti come 5G-Tours e NETA (Navigation Exploring Tourist Assistance), Torino sta integrando l’intelligenza artificiale (AI) e la realtà estesa (XR) nella sua offerta culturale, consentendo ai visitatori di vivere la città in un modo unico e immersivo. Lo sviluppo di piattaforme digitali, come un’app di mobilità integrata, riflette ulteriormente l’impegno di Torino nel rendere sia la cultura che i servizi cittadini accessibili a tutti.

Cultura ed eventi

Torino custodisce un patrimonio culturale molto ricco, come il famoso Museo Egizio, il secondo più grande del suo genere a livello mondiale, che attira visitatori da tutto il mondo. La strategia culturale della città include numerosi festival che celebrano cinema, letteratura e musica, alcuni dei quali risalgono a decenni fa.

Con una forte enfasi sulla partecipazione della comunità, le industrie creative di Torino sono fiorite, offrendo una vasta gamma di esperienze, dalle mostre d’arte contemporanea alla conservazione di siti storici. Anche il Torino Film Festival 2024 ha dimostrato nuova linfa, chiamando tantissime star internazionali del cinema e coinvolgendo le persone in una decina di giorni animati da proiezioni, incontri e red carpet.

Il premio a Benidorm

Mentre Torino ha vinto European Capital of Smart Tourism 2025, la città spagnola di Benidorm ha conquistato il riconoscimento di European Green Pioneer of Smart Tourism per il suo impegno verso pratiche ecologiche che stanno migliorando l’esperienza dei turisti e la qualità della vita dei residenti.

In particolare, la città ha implementato un sistema di gestione intelligente dell’acqua che ha ridotto il consumo del 30% e ha diversificato l’offerta turistica per includere opzioni di salute, istruzione ed ecoturismo. Infine, per mitigare gli effetti del cambiamento climatico, ha pensato alla costruzione di dighe e la riforestazione di alcune aree urbane con delle specie autoctone.

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La grande mostra su Cleopatra ai Musei Reali di Torino

Cleopatra, l’ultima regina d’Egitto, continua a esercitare un fascino senza tempo. La sua figura complessa e magnetica ha attraversato secoli, ispirando scrittori, artisti e registi. Da William Shakespeare a Théophile Gautier, fino a Elizabeth Taylor e Monica Bellucci, Cleopatra è diventata simbolo di potere, bellezza e mistero. In occasione dei 300 anni del Museo di Antichità (1724-2024), i Musei Reali di Torino dedicano a questo straordinario personaggio la mostra dossier “Cleopatra. La donna, la regina, il mito”, ospitata dal 23 novembre al 23 marzo 2025 nello Spazio Scoperte della Galleria Sabauda.

Curata da Annamaria Bava ed Elisa Panero, l’esposizione offre un viaggio coinvolgente che ripercorre oltre duemila anni di storia e mito. Lungo il percorso, Cleopatra viene raccontata come figura storica e come icona leggendaria, attraverso opere d’arte, manufatti archeologici, documenti cinematografici e molto altro.

“Sono esposte una quarantina di opere, in parte conservate nei nostri depositi dei Musei Reali e di Palazzo Madama a Torino, ma anche provenienti da varie collezioni pubbliche e private, – spiega la curatrice Elisa Panero, – tra cui i Musei Capitolini, la Centrale Montemartini, le Gallerie Nazionali di Palazzo Barberini e Galleria Corsini di Roma, la Soprintendenza del Molise, la Pinacoteca di Brera di Milano, che delineano un viaggio a tutti gli effetti nella storia.

Ma al tempo stesso si tratta di un viaggio nel mito, quello creato da Cleopatra stessa, quando era ancora in vita, e quello generato dopo la sua morte, proprio in ragione della sua scelta di morte con il serpente, per non essere condotta come schiava a Roma, che ne ha fatto un vero e proprio simbolo.”

Cinque aree tematiche per scoprire Cleopatra

L’esposizione, articolata in cinque sezioni tematiche che svelano diversi aspetti della vita, del regno e del mito di Cleopatra, si apre con un quadro storico che inquadra Cleopatra VII (51-30 a.C.), ultima sovrana della dinastia tolemaica. L’Egitto ellenizzato del suo tempo, crocevia di civiltà e innovazioni, vive sotto il regno di Cleopatra un’epoca di sviluppo economico e culturale, consolidando la propria posizione di rilievo nel Mediterraneo.

Tra i capolavori esposti spicca la Testa di fanciulla c.d. di Cleopatra, una scultura in marmo bianco risalente al I secolo a.C., appartenente alle collezioni del Museo di Antichità. I suoi tratti raffinati e la particolare acconciatura rimandano direttamente all’iconografia della celebre regina. Accanto ad essa, sculture e reperti archeologici dialogano con dipinti, incisioni, documenti cinematografici e opere grafiche che hanno immortalato Cleopatra nel corso dei secoli.

Mostra Cleopatra ai Musei Reali Torino

Fonte: MG Casella

Mostra Cleopatra ai Musei Reali Torino

Il fascino della regina che sfidò Roma

Una sezione particolarmente suggestiva è “Cleopatra: la regina che sfidò Roma”, che esplora il ruolo politico e diplomatico della sovrana e i suoi legami con figure storiche di spicco come Giulio Cesare, Marco Antonio e Ottaviano Augusto. Tra i pezzi esposti, la Testa di Giulio Cesare da Tusculum dei Musei Reali, considerata uno dei ritratti più realistici del dittatore romano, e sculture di Marco Antonio e Ottaviano, in prestito da altre prestigiose istituzioni.

Questa sezione racconta non solo il lato politico, ma anche l’aspetto umano e visionario della regina. Cleopatra emerge non solo come una donna di potere, ma anche come un’abile stratega capace di promuovere riforme, tra cui una significativa revisione del sistema monetario che contribuì alla prosperità dell’Egitto.

L’origine del mito di Cleopatra

La mostra analizza come il mito di Cleopatra abbia iniziato a prendere forma già durante la sua vita, intrecciandosi con l’immagine della dea Iside, un accostamento che ne amplificò l’aura divina e la rese oggetto di culto. Questo legame divino si riflette nelle opere rinascimentali e barocche, che ritraggono la regina come una figura tragica e seducente.

Nel Rinascimento, la sua immagine iniziò a prendere piede nell’arte occidentale, come dimostra una raffinata incisione di Marcantonio Raimondi, nata dalla collaborazione con Raffaello. Mentre tra Seicento e Settecento Cleopatra viene spesso raffigurata nel momento della sua morte con il serpente, simbolo di sacrificio e potere.

Come testimoniano i dipinti di Giovanni Giacomo Sementi (1625-1626) della Galleria Sabauda o di Giovanni Lanfranco (1630) delle Gallerie Nazionali di Roma. Particolarmente intrigante è il dipinto di Elisabetta Sirani, che raffigura Cleopatra mentre dissolve un prezioso orecchino in una coppa di aceto, un gesto emblematico della sua opulenza e astuzia politica, che esalta la sua capacità di sorprendere e affascinare.

Dall’esoterismo a icona pop

Nell’Ottocento, Cleopatra divenne musa per composizioni di gusto orientaleggiante, come il dipinto dall’atmosfera misteriosa di Anatolio Scifoni (1869), che ritrae l’incontro tra la regina e una maga e accompagna verso il termine del percorso espositivo. Che si conclude con un omaggio alla Cleopatra pop, esplorando la sua fortuna nel cinema, nella musica e nella cultura di massa con dischi, fumetti, giochi da tavolo.

Da locandine cinematografiche a spezzoni di film, si ripercorre l’evoluzione dell’immagine della regina, dall’epoca del muto alla celebre interpretazione di Elizabeth Taylor nel colossal di Joseph Mankiewicz (1963) fino alla versione ironica di Monica Bellucci in Asterix & Obelix – Missione Cleopatra (2002), passando per pellicole comiche italiane come Due notti con Cleopatra (1954) con Sofia Loren e Alberto Sordi, e il divertente Totò e Cleopatra (1963). Film che testimoniano come la regina d’Egitto continui tuttora a influenzare l’immaginario collettivo.

La mostra è un’occasione per immergersi nella storia e nella leggenda di una delle figure più enigmatiche e influenti di tutti i tempi. Un evento che attraverso un dialogo tra archeologia, arte e cultura pop, induce a riflettere sul fascino eterno esercitato dal suo mito nel corso dei secoli, che dopo duemila anni continua a far parlare di sè.

Info utili

“Cleopatra. La donna, la regina, il mito” è visitabile nello Spazio Scoperte della Galleria Sabauda di Torino (ingresso da piazzetta Reale 1) fino al 23 marzo 2025, orario 9-19.

Ingresso compreso nel biglietto dei Musei Reali, intero € 15, ridotto € 2 (ragazzi dai 18 ai 25 anni), gratuito per minori di 18 anni.
La mostra sarà accompagnata da un ciclo di incontri, da dicembre 2024 a marzo 2025, per approfondire le tematiche legate alle opere in esposizione e conoscere meglio la donna e il mito che hanno fatto la storia.

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Cosa vedere a Torino nell’ultimo weekend delle ATP Finals

Da una parte la città sabauda, ex Capitale d’Italia, con i suoi sontuosi palazzi reali, dall’altra la Torino multietnica, il nuovo volto che il Capoluogo piemontese ha assunto negli ultimi decenni con l’immigrazione che ormai è parte del tessuto urbano e non soltanto concentrato nelle periferie. Così è oggi Torino, una città dai due volti che convivono alla perfezione e che affascinano chiunque la visiti.

Un grosso balzo in avanti Torino l’ha fatto in concomitanza dei Giochi olimpici invernali del 2006, quando, per l’occasione, la città venne completamente ribaltata per creare nuove piazze, nuovi parcheggi sotterranei, nuovi percorsi ciclopedonali e l’intera città si rifece il look per mostrare ai milioni di visitatori accorsi in città per le gare le sue bellezze. Sono passati quasi vent’anni, ma da allora Torino non ha più smesso di reinventarsi. Una vera e propria rinascita è quella che può vantare questa città, visibile in ogni suo angolo anche solo passeggiando tra i viali e i vicoletti del centro storico. Vi portiamo alla scoperta delle due facce di Torino, a voi la scelta tra l’una e l’altra.

La Torino classica

Il periodo di grande splendore per Torino inizia quando viene annessa al Regno di Francia a metà del 1500 e, dopo la pace di Cateau-Cambrésis (1559), per disposizione del duca Emanuele Filiberto di Savoia, diventa Capitale al posto di Chambéry. Da qui in avanti, la città fiorisce in tutti i campi, economico, architettonico e nelle dimensioni. Soprattutto la seconda metà del XVII secolo è un periodo incredibilmente fiorente – quello della cosiddetta “Torino barocca” – con la costruzione di tantissimi edifici, civili e religiosi, grazie anche alle grosse committenze, visibili tutt’oggi nella città sabauda.

I palazzi reali

Tanti sono i palazzi storici di Torino, vista la sua importanza nei secoli. Tra quelli da non perdere ci sono sicuramente i Musei Reali di Torino, oggi una delle attrazioni più importanti del Capoluogo piemontese. Al loro interno, comprendono l’Armeria Reale, la Biblioteca Reale, il Palazzo Reale, la Galleria Sabauda, il Museo archeologico, i Giardini Reali e le Sale Chiablese dove si svolgono spesso interessanti mostre temporanee.

Altro edificio imperdibile è Palazzo Madama che si trova proprio nella centralissima piazza Castello. Questo palazzo vanta una storia secolare in quanto fu sede del Senato Subalpino ed è uno degli edifici più rappresentativi del Piemonte, se non di tutta l’Italia. Il sito architettonico è oggi patrimonio dell’umanità Unesco, ed è sede del Museo civico di arte antica.

Quello che un tempo era il Palazzo dell’Accademia delle Scienze oggi è la sede del Museo delle Antichità Egizie di Torino, il più importante museo egizio del mondo dopo quello del Cairo e il più antico museo dedicato all’arte egizia al mondo. Ospita circa 6.500 reperti tra statue, sarcofaghi e corredi funerari, mummie, papiri, amuleti, gioielli. Un immenso tesoro tutto da vedere per scoprire e riscoprire dato che il Museo Egizio, che nel 2024 compie 200 anni, si è rifatto il look e riapre il 20 novembre con nuove sale, nuovi ambienti – tra cui un vero giardino egizio – e nuovi allestimenti.

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Fonte: 123RF

L’ingresso del Museo Egizio di Torino

Gallerie e piazze

Le grandi piazze e le gallerie tra i palazzi storici sono due degli elementi architettonici che rendono Torino una città ancora molto legata al suo passato francese. Un vero e proprio salotto per i torinesi e i turisti che visitano la città sono le Gallerie Coperte, un passaggio obbligato per chi visita Torino. Le gallerie, che ricordano i tipici “passages” parigini, sono appunto dei cortili coperti da vetrate di passaggio tra i palazzi. I tetti lasciano passare la luce del sole illuminando i bellissimi interni, le gallerie sono una curiosità architettonica che fa parte della storia del Capoluogo piemontese. Le gallerie di Torino sono tre: la Galleria Subalpina, la Galleria Umberto I e la Galleria San Federico. Al loro interno si affacciano caffè e ristoranti dove potersi fermare per una tipica merenda torinese.

Punto di passaggio obbligati sono anche alcune piazze, come piazza Castello, cuore della città oggi come una volta. Si tratta della seconda piazza più grande di Torino. Circondata su tre lati dai caratteristici portici, sulla piazza si affacciano alcune delle attrazioni più: Palazzo Reale, il Teatro Regio, tra i più importanti teatri lirici d’Italia, e Palazzo Madama, la Real Chiesa di San Lorenzo, dove fu ospitata per un periodo la Sacra Sindone appena giunta a Torino e che oggi si trova nella Cappella della Sindone. Altra piazza importantissima è piazza San Carlo, soprannominata “il Salotto di Torino”. Sulla piazza rettangolare sorgono ancora oggi diversi luoghi di interesse, come la statua equestre di Emanuele Filiberto e le due chiese gemelle in stile barocco, quella di Santa Cristina, costruita nel 1639, e quella di San Carlo, del 1619.

I caffè storici

Sono la vera chicca di Torino, una concentrazione di locali storici che nessun’altra città italiana ha. Il Comune di Torino ha ideato un vero e proprio itinerario per visitare i caffè storici, una vera icona cittadina che conservano un’atmosfera fuori dal tempo. Ce ne sono 13, il più antico ha circa 260 anni e fan tutti parte dell’Associazione Caffè Storici Torino e Piemonte nata nel 2023, una sorta di “museo diffuso” che non ha eguali in Italia. Nelle piazze principali, sotto i portici, lungo i viali, sono ubicati un po’ ovunque in città e, con le loro boiserie, i velluti, i broccati, gli specchi antichi e i grandi lampadari di cristallo, raccontano la storia della città. In alcuni s’incontravano artisti, scrittori e uomini d’affari e hanno deciso le sorti non soltanto di Torino ma di tutta l’Italia. Il Bicerin, aperto dal 1793, per esempio, era il caffè prediletto da Camillo Benso Conte di Cavour. Nella splendide sale barocche del Caffè Platti, che esiste dal 1870, ci andavano regolarmente Giulio Einaudi, Giovanni Agnelli, nonno di Gianni, e Cesare Pavese. Pare che proprio qui nacque l’idea di fondare una squadra di calcio poi nota come Juventus. Tra i più celebri ricordiamo il caffè storico San Carlo, la Gelateria Pepino, Caffè Fiorio, Baratti & Milano, Caffè Mulassano (dove sono nati i celebri tramezzini).

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Fonte: 123RF

Il Bicerin, uno dei caffè storici di Torino

Chiese ed edifici religiosi

Non tutti sono appassioni di edifici religiosi, ma molti contengono operare d’arte e reperti unici al mondo, specie a Torino. Durante una visita in città merita sicuramente di essere visitato il Santuario della Consolata, anche conosciuto con il nome di Chiesa di Santa Maria della Consolazione, sorta su una costruzione di epoca paleocristiana e poi ampliata e modificata nel corso dei secoli fino al 1700, quando Filippo Juvarra apportò numerosi cambiamenti per adattarla allo stile barocco dell’epoca. Così come il Duomo, l’unica chiesa in stile rinascimentale del Capoluogo piemontese. Nel corso del ‘600 è stato ampliato per permettere di conservare la Sacra Sindone, il prezioso lenzuolo che avrebbe coperto il corpo di Gesù riportandone i segni. Durante il Giubileo 2025 è prevista l’ostensione della Sindone ma solo per i giovani. Di notevole pregio è, infatti, la Cappella della Sindone, riaperta solo nel 2018 dopo il lungo restauro dovuto a un devastante incendio che nel 1997 la danneggiò. Il capolavoro barocco di Guarino Guarini, dichiarato patrimonio mondiale Unesco, è un gioiello da ammirare con il suo prezioso marmo nero venato di grigio, gli stupendi archi e i pilastri, i giochi di luce, le statue, la fitta trama di segni allusi, i capitelli bronzei con i simboli della Passione.

La Porta Palatina

Anche detta Porta Capitolina, è uno dei pochi resti della città romana che un tempo si chiamava Iulia Augusta Taurinorum. L’unica delle porte d’accesso risalente al I secolo a.C. che, insieme al teatro romano rinvenuto nei pressi di Palazzo Reale, forma il Parco archeologico inaugurato nel 2006, in occasione dei Giochi olimpici. Attraverso l’arco della porta corre ancora l’antica strada romana che rappresentava il cardo maximus. Questo aspetto di Torino merita assolutamente di essere esplorato.

La Torino contemporanea

Dopo il secondo dopoguerra, Torino torna a essere un simbolo per l’Italia, quello della crescita economica del Paese, grazie a industrie come la FIAT che hanno attirato centinaia di migliaia di emigranti dal Sud per via delle richieste di manodopera negli stabilimenti. Tuttavia, da anni ormai, questo settore non è più un polo d’attrazione, ma lo sono tutti quegli ex edifici industriali che sono stati riqualificati, che sono diventati attrazioni turistiche e che fanno sì che, insieme ai palazzi storici, siano di forte richiamo per visitatori di ogni età.

Dall’ex stabilimento del Lingotto al recupero del Motovelodromo e di molti spazi pubblici, oggi si può ripercorrere la trasformazione di Torino approfondendo la storia di alcuni progetti molto interessanti che hanno ridisegnato la geografia urbana affidata anche ad architetti di fama mondiale del calibro di Renzo Piano, che ha progettato il terzo grattacielo più alto della città per Intesa Sanpaolo e riqualificato io Lingotto, Massimiliano Fuksas che invece è responsabile di quello più alto della Regione Piemonte, Gae Aulenti, che ha disegnato il Palavela, Mario Botta, a cui è stato affidato il progetto della Chiesa del Santo Volto, Norman Foster, che si è occupato dell’avveniristico Campus Luigi Einaudi, e Arata Isozaki, che per le Olimpiadi invernali si era occupato del Palasport Olimpico. Tra l’altro, proprio di recente, è stata nominata proclamata Capitale Europea dell’Innovazione 2024.

Il Lingotto

Quello che era uno dei principali stabilimenti di produzione della FIAT, a partire dagli Anni ’80 è stato riconvertito in un grande centro polifunzionale. È uno dei tre soli edifici al mondo con un circuito automobilistico sul tetto che viene ancora utilizzato. L’elemento più iconico è la Bolla, una sala riunioni semi-sferica trasparente che si trova proprio sul tetto. Ospita anche la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli all’interno dello Scrigno, opera di Renzo Piano, una sorta di astronave in cristallo e acciaio. Oggi è sede di numerosi eventi, fiere, centri commerciali, uffici.

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Il Lingotto di Torino

La Mole Antonelliana

Non è tra gli edifici più recenti di Torino, ma è comunque uno dei simboli cittadini e rappresentativo di tutta quell’opera di riammodernamento. La Mole, il secondo edificio più alto della città (160 metri), che svetta tra i tetti rossi ed è visibile da ovunque, fu inizialmente concepita come Sinagoga, prima di essere acquistata dal Comune per farne un monumento all’unità nazionale. Progettata e iniziata dall’architetto Alessandro Antonelli nel 1863, venne conclusa solo nel 1889. Al suo interno si trova il Museo Nazionale del Cinema, ma può essere visitata anche grazie all’ascensore panoramico che porta fino in cima da cui ammirare uno splendido panorama della città e delle montagne che circondano Torino.

Parco Dora

Questa gigantesca zona post-industriale di Torino, situata nell’area di Spina 3, dove, fino agli Anni ’90, sorgevano i grandi stabilimenti della Fiat e della Michelin, e che prende il nome dal fiume che lo attraversa, la Dora Riparia, ospita una grande parco e quel che resta dei vecchi capannoni nei quali si svolgono tanti eventi cittadini, primo fra tutti Terra Madre – Salone del gusto, un evento gastronomico ideato da Slow Food per promuovere le eccellenze italiane. Questo parco ha vinto nel 2018 il secondo premio come “Innovative Concept or design of a contemporary garden”. E’ in fondo al aprco che si trova la famosa Chiesa del Santo Volto progettata da Norman Foster.

Porta Palazzo

L’opera di riqualificazione di tanti edifici è ancora in atto. Basti pensare all’ex caserma dei vigili del fuoco che si trova nel quartiere multietnico di Porta Palazzo, dove si svolge ogni giorno – tranne la domenica – il mercato più grande d’Europa che è stata trasformata nel Combo Torino, un ostello/hotel/bar/ristorante/spazio eventi aperto a tutti. Nella stessa piazza del mercato, piazza della Repubblica, difronte all’edificio Liberty che ospita il mercato coperto, con l’antica tettoia dell’orologio, è sorto il Mercato centrale, un edificio progettato da Massimiliano e Doriana Fuksasal cui interno si trovano ristoranti, bar e angoli gastronomici d’eccellenza che fan parte del progetto Mangèbin, la rete dei ristoranti della cucina tipica piemontese di Torino.

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Benvenuti a Torino, la Capitale Europea dell’innovazione

Torino è stata recentemente proclamata Capitale Europea dell’Innovazione 2024, un riconoscimento che premia le città europee più all’avanguardia nella creazione di soluzioni innovative per migliorare la qualità della vita dei cittadini.

L’annuncio è stato dato al Web Summit di Lisbona, uno degli eventi tecnologici più rilevanti a livello mondiale. Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ha infatti accolto con entusiasmo il premio, sottolineando come l’innovazione possa essere un potente strumento per costruire ambienti urbani più giusti, sostenibili e vivibili.

Con l’assegnazione di 1 milione di euro, il riconoscimento va a premiare il continuo impegno della città nella promozione di tecnologie all’avanguardia a servizio della comunità. Vediamo nel dettaglio quali sono i servizi più innovativi che il capoluogo piemontese offre al cittadino e al turista.

Un premio per l’innovazione a misura di cittadino

La giuria che ha assegnato il premio alla città di Torino ha messo in evidenza il lavoro della città in ambito tecnologico e sociale, con particolare riferimento alle iniziative che hanno visto la collaborazione tra enti pubblici, imprese e cittadini.

La piattaforma Torino City Lab è uno degli esempi più significativi di come la città stia sperimentando nuove soluzioni per migliorare la vita quotidiana. Grazie alla Casa delle Tecnologie Emergenti Cte Next e alla piattaforma collegata Torino Social Impact, la città sta realizzando progetti innovativi che spaziano dall’efficienza energetica alla gestione delle emergenze, passando per soluzioni smart per la mobilità e la sostenibilità urbana.

Innovazioni a Torino: un esempio di città smart

Torino, già da tempo, è al centro di una vera e propria rivoluzione tecnologica che si riflette in numerosi progetti e servizi pensati per migliorare l’esperienza di cittadini e turisti. Tra le principali innovazioni che i visitatori possono sperimentare, spiccano:

  1. Torino Mobility: un sistema avanzato di gestione del traffico che sfrutta la tecnologia per ottimizzare i flussi di veicoli e migliorare l’accessibilità alla città. I turisti possono facilmente orientarsi grazie a un’app che consente di conoscere in tempo reale la disponibilità di parcheggi, il traffico in tempo reale e le opzioni di trasporto pubblico;
  2. Wi-Fi pubblico e smart city: Torino offre ai suoi abitanti e visitatori una rete di Wi-Fi gratuito in diverse zone della città, tra cui piazze principali, stazioni e parchi. Questo permette di navigare senza interruzioni, ma anche di accedere ai servizi digitali messi a disposizione dalla città;
  3. Torino Green: la città è anche un modello di sostenibilità urbana grazie a numerosi progetti di energia verde e di riduzione delle emissioni. I turisti possono esplorare Torino con biciclette elettriche condivise e veicoli a basso impatto ambientale messi a disposizione per gli spostamenti, rendendo l’esperienza di visita non solo più comoda, ma anche ecologica:
  4. Turismo digitale: in un’ottica di inclusività, Torino ha sviluppato anche soluzioni digitali per rendere la città ancora più accessibile. Grazie ad app dedicate, è possibile prenotare visite guidate, consultare mappe interattive e ricevere informazioni in tempo reale su eventi e mostre in corso. La tecnologia aiuta a semplificare l’esperienza del turista, migliorando la fruibilità dei beni culturali e storici;
  5. Casa delle Tecnologie Emergenti (Cte Next): uno spazio fisico dedicato alla ricerca e innovazione tecnologica, dove aziende e startup possono sperimentare nuove soluzioni tecnologiche, dalla realità aumentata alla robotica. Questo centro è anche un punto di riferimento per chi desidera conoscere le nuove frontiere della tecnologia applicata alla vita quotidiana.

Oltre ai progetti già in corso, Torino guarda con grande ottimismo al futuro, con l’intenzione di estendere ulteriormente il suo impegno verso l’innovazione in ambito urbano. Tecnologie 5G, internet delle cose (IoT) e soluzioni di smart housing sono solo alcuni degli ambiti in cui la città sta progettando interventi per diventare ancora più integrata e tecnologicamente avanzata.

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Alla scoperta della Torino esoterica

Torino non è una città come le altre. Tra le sue tante particolarità c’è qnche quella legata all’esoterismo. Ci sono moltissimi luogi della città dal significato misterioso, che in pochi conoscono. Torino, infatti, soprannominata “la città magica”, perché ad essa sono legate miti e leggende di culti esoterici. Negli Anni ’70, il Papa la definì anche “città diabolica” perché è qui che s’incrociano i due triangoli della magia nera e della magica bianca. La città è nota per essere una delle punte del triangolo di magia nera, insieme alle città di Londra e San Francisco, ma anche una delle puntedel triangolo della magia bianca, con Praga e Lione.

Ma non è tutto. Sorta nel punto in cui il fiume Po (che rappresenterebbe il Sole) e la Dora (che indicherebbe, invece, la Luna) confluiscono, sarebbe dotata di “porte” nei punti cardinali. Infine, il 45° parallelo, la linea immaginaria che marca l’equidistanza dal Polo Nord e dall’Equatore, passa proprio per il centro di Torino e questo fatto accumulerebbe una grande quantità di magia positiva.

A Torino l’esoterismo è presente anche in diversi monumenti sparsi per la città, chiese e persino nella famosa Mole Antonelliana e a Palazzo Reale. Ci sono dei punti rappresentativi della magia bianca (quella buona), ma altri della magia nera (maligna). Infatti, pare che per anni le messe nere che venivano celebrate siano state un grosso problema per l’amministrazione cittadina, che ha dovuto chiudere il Mausoleo della Bela Rosin, oggi ristrutturato e divenuto una in biblioteca. In realtà, sparsi per la città ci sono simboli magici, mascheroni, draghi, meduse, serpenti e quant’altro che si sporgono dai meravigliosi edifici del centro storico. Non c’è angolo di Torino che non sia in qualche modo legato alla magia, bianca o nera che sia: Ecco i luoghi più suggestivi da non perdere.

Torino, città da sempre esoterica

Ci sono diverse storie all’origine della Torino esoterica. Pare che il Capoluogo piemontese sia sempre stato avvolto in un’aura magica. Alcuni riportano il mito di Fetonte, risalente ai tempi degli antichi egizi: figlio di Iside, la dea della magia, fondò Torino intorno al 1529 a.c. e alla città venne dato questo nome perché Cecrope, re di Atene, iniziò a immolare tori a Giove, dopo che questo si era unito a Io, che in seguito alla sua morte venne chiamata Iside. A sostenere questa tesi, la coincidenza che la città sorge dove confluiscono quattro fiumi, e l’acqua, per tutte le religioni, specialmente per quella egizia e greca, è simbolo di purificazione.

Seguendo, invece, una seconda versione, forse più veritiera, Torino venne fondata dai romani nel 28 a.C. per volere di Augusto, con il nome di Augusta Taurinorum, a presidio di confine dell’Impero. All’epoca, la città era divisa in due: nella zona occidentale, dove sorge il Sole, quindi a rappresentanza del lato più benigno del territorio, e nella zona occidentale, dove invece io Sole tramonta e sorgono le tenebre: è qui che venivano sepolti e crocifissi i condannati. Ecco perché ancora oggi chi crede a queste leggende divide la città in due zone, una nota per il bene e l’altra per il male che sprigiona.

La Mole Antonelliana

Tra i monumenti più famosi di Torino c’è sicuramente la Mole Antonelliana. Vero simbolo della città, è l’opera più conosciuta dell’architetto Alessandro Antonelli. Oltre ai significati più conosciuti, la Mole è uno dei simboli esoterici di magia bianca del Capoluogo piemontese. Secondo gli esperti di esoterismo, la Mole sarebbe un’enorme antenna che irradia l’energia positiva presa dal sottosuolo di tipo maschile (quella femminile è invece collegata alla Gran Madre) in grado di fare da equilibratore.

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Fonte: 123RF

La Mole Antonelliana

Una leggenda che riguarda la Mole vuole che custodisca il Sacro Graal, in quanto la statua della Fede davanti alla Gran Madre avrebbe lo sguardo rivolto proprio verso l’edificio. Inoltre, la Mole rappresenta uno dei tanti simboli massonici italici. Infatti, Antonelli, l’architetto che ne iniziò la costruzione nel 1863, era un massone.

Infine, Friedrich Nietzsche vide nella Mole l’immagine di Zarathustra. In una sua lettera scritta quando era a Torino, infatti, il filosofo riporta di averla “Battezzata Ecce Homo” e di averla “circondata nello spirito con un immenso spazio“. Secondo il suo biografo, Anacleto Verrecchia, Nietzsche amava pranzare nei dintorni della Mole per goderne dei benefici influssi.

La Gran Madre

La Gran Madre è una delle chiese più belle di Torino ed è considerata come un forte punto di magia bianca. Si dice che qui sia nascosto il Sacro Graal. A sostegno di questa teoria contribuiscono le due statue poste davanti alla chiesa: una di queste rappresenta la religione, l’altra invece incarna la fede, in quanto regge una coppa (che simboleggia, appunto, il Santo Graal). Si dice che lo sguardo della prima indichi il percorso da seguire per trovarlo (forse alla Mole Antonelliana, ma potrebbero anche essere il Palazzo di Città o Moncalieri, nel Medioevo frequentata dai Templari).

Infine, c’è da considerare il nome inusuale per un luogo di culto cristiano, in quanto evoca una pagana Grande Madre, intesa come madre di tutti i viventi, alla base di tutti i culti misterici dell’antichità.

Piazza Solferino e la sua fontana

La fontana Angelica di piazza Solferino è in bronzo e racchiude in sé la cultura massonica. Tra le quattro statue, le due maschili rappresentano l’autunno e l’inverno ed entrambe versano l’acqua dagli otri, simbolo di conoscenza. Metaforicamente parlando, rappresenterebbero il primo step che gli iniziati massonici devono compiere per completare il percorso massonico. Pare che rappresentino anche i due sostenitori delle colonne di Ercole, oltre le quali gli antichi credevano vi fosse l’infinito. Le figure femminili, invece, rappresentano la primavera e l’estate, l’amore sacro e l’amore profano.

La fontana, opera del 1929, doveva essere collocata davanti al duomo cittadino, ma incontrò l’opposizione della chiesa, a causa proprio delle simbologie non gradite. Era forse noto che la fontana era stata voluta da due massoni, Paolo Baiotti, ministro di Casa Savoia e Giovanni Riva?

Piazza Statuto

Piazza Statuto è un luogo considerato negativo, in quanto coincide con il vertice del triangolo di magia nera di cui la città farebbe parte con San Francisco e Londra. Pare, inoltre, che gli antichi romani avessero collocato in questa zona della città la necropoli e la vallis occisorum ovvero il patibolo dove venivano giustiziati i criminali. Ad aggiungere caratteristiche negative a questo luogo ci pensa poi lo snodo centrale delle fognature posto al centro della piazza che, nell’antichità, venivano chiamate “cloache” ossia “bocche dell’inferno”.

Il monumento più famoso di questa piazza, la fontana del Traforo del Frejus, pare sia suscettibile di un’interpretazione diversa dalla versione tradizionale, che vuole che questo monumento sia un omaggio ai minatori caduti duranti i lavori del traforo: per gli illuminati il Genio Alato rappresentato in cima è la personificazione di Lucifero, che guida le forze dell’oscurità, guardando con aria di sfida le forze benigne, ossia l’oriente, simbolo di luce e nascita. Inoltre, in precedenza sulla sua testa era collocata una stella a cinque punte che poi fu rimossa: forse un terzo occhio? Infine, nella piazza si trova anche l’obelisco geodetico, che sta a indicare il passaggio del 45° parallelo che, per gli esperti di magia, indica il centro delle potenze maligne della città.

Fontana del Traforo del Frejus 

Fonte: 123RF

Fontana del Traforo del Frejus

Il portone del diavolo

Il portone del diavolo a Torino del Palazzo Trucchi di Levaldigi al civico 40 di via XX Settembre presenta un batacchio centrale che raffigura il demone con due serpenti mentre scruta chiunque bussi alla porta. Per questo è meglio conosciuto come il “portone del Diavolo”, un luogo che sarebbe carico di energia negativa e attorno al quale si narrano tante leggende. Quella più inquietante è sicuramente la storia dell’origine del portone: molti, infatti, raccontano che questo portone sia comparso improvvisamente in una notte, alimentando così leggende come quella che fosse opera del diavolo. Ad avvalorare l’ipotesi, anche misteriosi omicidi e sparizioni. Una su tutte, la storia del Maggiore Melchiorre Du Perril scomparso al suo interno nel 1817 e ritrovato vent’anni dopo, murato tra due pareti.

Il portone del diavolo a Torino

Fonte: 123RF

Il portone del diavolo a Torino

Via Lascaris e gli “occhi del diavolo”

In via Lascaris, una via secondaria nei pressi di Piazza Castello, c’era, in passato, una Loggia Massonica. Alla base del palazzo, oggi sede di una banca, si trovano delle strane fessure a forma di occhi, detti “infernotti”, che dovevano essere dei punti di sfiato e/o di illuminazione per i locali nel sottosuolo. Negli anni, a causa della loro strana forma, si è diffusa la credenza che si trattasse degli “occhi del diavolo”.

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Fonte: @SiViaggia – Ilaria Santi

Le fessure dette “occhi del diavolo” a Torino

Piazza Castello

Nei sotterranei di Piazza Castello, probabilmente tra Palazzo Madama e Palazzo Reale, la leggenda dice che si trovino le Grotte Alchemiche: si tratta di luoghi in cui i grandi Alchimisti hanno il potere di trasformare anima e corpo in qualcosa di superiore, unendolo all’Essenza del Tutto. Durante gli scavi per la costruzione della ferrovia, infatti, è emersa un’antica necropoli ritrovata nel sottosuolo.

In queste stanze segrete sarebbe possibile operare sul tempo, sulla materia e sulle coincidenze, influenzando il futuro, il presente e il passato del mondo. Sulla superficie della piazza, invece, si trova la cupola del Guarini, che racchiude il talismano più “bianco” e potente della Cristianità: la Sindone.

Oltre a questo monumento, si trova nella piazza anche l’obelisco geodetico, detto anche “Guglia Beccaria”, sulla cui sommità sorge un astrolabio che, secondo gli esperti di magia, indicherebbe il cuore delle potenze maligne della città. Vicino alla piazza invece, in Via Lessona, si trova la Domus Marozzo dove si dice alloggiò Nostradamus venuto a Torino per curare la sterilità di Margherita di Valois, moglie di Emanuele Filiberto. Proprio qui, il mago incise su una lapide la scritta “Nostradamus ha alloggiato qui, dove c’è il Paradiso, l’Inferno e il Purgatorio. Io mi chiamo la Vittoria, chi mi onora avrà la gloria, chi mi disprezza avrà la rovina intera”.

Palazzo Reale

La cancellata di Palazzo Reale segnerebbe il confine tra la città bianca e quella nera: il cancello del palazzo Reale, con le due stature dei Dioscuri, Castore e Polluce. La cancellata fu eseguita nel 1840 da Pelagio Palagi (1775-1860) e collocata per delimitare la piazzetta reale da piazza Castello. Ad ornamento furono posti dei candelabri sulla sommità dei pilastri, e dei pannelli con il simbolo mitologico della Medusa nella parte centrale. È qui che si trova l’immaginaria linea di demarcazione tra la Torino sacra e quella diabolica, tra la zona Est da quella Ovest, tra la parte della luce a quella delle tenebre.