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A Tivoli, relax in uno dei centri termali più belli del Lazio, ecco le Terme di Roma

Acque Albule Terme di Roma, note anche come Terme di Tivoli, rappresentano un’oasi di benessere situata a Tivoli Terme, a breve distanza dalla capitale italiana. Questa storica struttura termale offre nel Lazio una combinazione unica di trattamenti terapeutici e servizi dedicati al relax, il tutto immerso in un ambiente che fonde tradizione e modernità.

Le origini di queste terme risalgono già ai tempi dell’imperatore Augusto e sono state menzionate da scrittori latini quali Plinio il Vecchio e Virgilio nell’Eneide. Dopo un periodo di declino, le terme furono riscoperte nel Rinascimento e valorizzate da illuminati signori, tra cui il Cardinale Ippolito d’Este, che ne apprezzò le proprietà terapeutiche e realizzò i primi sondaggi nella profondità dei laghi.

Ancora oggi, le Acque Albule, di tipo sulfureo e ipotermale, sgorgano a una temperatura costante di 23°C dai laghi Regina e Colonnelle, mantenendo inalterate le loro proprietà benefiche. Il centro termale dispone di quattro piscine esterne con acqua sulfurea e si presenta come un luogo in cui storia e natura si fondono, regalando un’esperienza di relax e rigenerazione unica.

Come arrivare alle Terme di Roma

Le Terme di Roma si trovano in Via Tiburtina Valeria a Tivoli Terme (RM). Per chi proviene da Roma, è possibile raggiungere la struttura in auto in maniera rapida, percorrendo la Via Tiburtina (SS5) in direzione Tivoli.

In alternativa, dalla stazione ferroviaria di Roma Tiburtina, si può prendere un treno regionale in direzione Tivoli e scendere alla stazione di Bagni di Tivoli, situata a breve distanza dalle terme. Sono disponibili anche autobus Cotral che collegano Roma a Tivoli Terme con fermate vicine all’ingresso delle terme.

Giorni di apertura e orari delle Terme di Tivoli

La SPA termale “Le Vie del Benessere” di Acque Albule Terme di Roma osserva i seguenti orari:

  • Lunedì al Venerdì: 10:00 – 17:00
  • Sabato: 10:00 – 18:00 (previa prenotazione)
  • Domenica e Festivi: 10:00 – 17:00 (previa prenotazione)
  • Martedì: Chiuso

È consigliata la prenotazione anticipata per la visita al centro termale di Tivoli, soprattutto nei giorni festivi e prefestivi, per garantire l’accesso ai servizi desiderati.

Prezzi delle Terme di Roma

Le tariffe per l’accesso alla SPA termale sono le seguenti:

  • Giorni feriali (Lunedì – Venerdì): €45,00
  • Giorni festivi e prefestivi: €50,00

Le Terme di Tivoli offrono anche pacchetti speciali e promozioni in determinati periodi dell’anno. Si consiglia ai visitatori di consultare sempre il sito ufficiale o di contattare direttamente la struttura per informazioni aggiornate sulle offerte disponibili.

Trattamenti e servizi delle Terme di Roma

La SPA termale “Le Vie del Benessere” alle Terme di Tivoli offre davvero molteplici servizi e trattamenti pensati appositamente per il benessere e il relax dei visitatori, tra cui:

  • Piscina termale interna sulfurea: dotata di getti d’acqua posizionati strategicamente per massaggiare tutti i muscoli, dalla cervicale alla pianta dei piedi.
  • Idromassaggio: un bagno distensivo ideale per rilassarsi dopo aver percorso il percorso vascolare.
  • Percorso vascolare Kneipp: alternanza di acqua fredda (24°C) e calda (37°C) per stimolare la circolazione e ridare energia alle gambe affaticate.
  • Sauna e bagno turco: per purificare il corpo e ottenere un effetto detossificante.
  • Doccia aromatica: getti d’acqua con essenze profumate ad effetto rilassante.
  • Sala relax con tisaneria: spazio dedicato al riposo, dove è possibile degustare diverse tisane per reintegrare i liquidi persi.

Oltre ai servizi inclusi nell’ingresso alla SPA, le Terme di Roma a Tivoli propongono una serie di trattamenti estetici e terapeutici, tra cui:

  • Massaggi terapeutici e rilassanti: come il massaggio svedese, californiano e l’antico massaggio termale romano.
  • Trattamenti viso e corpo: come il Body Skin Scrub, trattamenti anti-age e specifici per pelli sensibili.
  • Rituali di coppia: esperienze condivise per momenti di relax in due.

Informazioni utili sulle Terme di Roma

Ecco una serie di altre informazioni che possono essere utili ai viaggiatori che decidono di visitare Tivoli Terme, nei pressi di Roma, per trascorrere una o più giornate di relax e concedersi delle vere e proprie coccole di benessere.

  • Parcheggio: le Terme di Roma dispongono di un parcheggio gratuito per i clienti, situato nelle immediate vicinanze dell’ingresso principale.
  • Accessibilità: la struttura è attrezzata per accogliere persone con disabilità motorie, garantendo l’accesso facilitato a tutte le aree della SPA e dei servizi termali.
  • Kit di cortesia: incluso nel prezzo d’ingresso, comprende accappatoio, cuffia, telo e ciabattine. È obbligatorio l’uso del costume da bagno.
  • Accesso ai minori: i bambini sotto i 14 anni non possono accedere alla SPA. I ragazzi dai 14 ai 16 anni possono accedere solo con un certificato medico di idoneità e devono essere accompagnati dai genitori. I ragazzi dai 16 ai 18 anni possono accedere con un’autocertificazione dei genitori e devono essere accompagnati.
  • Convenzioni: Acque Albule Terme di Roma sono convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e per questo offrono la possibilità di godere di cure per patologie quali la psoriasi, nonché terapia inalatoria, balneoterapia, fangoterapia, cura idropinica e anche terapia sordità rinogena.
  • Contatti: per ulteriori informazioni o prenotazioni, è possibile contattare il centralino al numero (+39) 0774 408500 o inviare una email a info@termediroma.org.
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Villa Adriana a Tivoli: il capolavoro dell’imperatore Adriano

Immersa nel verde della campagna laziale, Villa Adriana a Tivoli è una delle più straordinarie testimonianze dell’architettura romana, un luogo che unisce grandiosità e raffinatezza, storia e mito.

Edificata per volontà dell’imperatore Adriano, è un sogno tradotto in pietra, un riflesso delle meraviglie del mondo antico, condensate in un unico complesso. Oggi, passeggiare tra le sue rovine significa tornare indietro a un’epoca di splendore, dove ogni colonna, ogni ninfeo, ogni scultura raccontano una storia di potere, cultura e fascino senza tempo.

La storia di Villa Adriana: il sogno architettonico di un imperatore

La costruzione di Villa Adriana si protrasse per circa vent’anni, dal 118 al 138 d.C., e fu concepita come un vero e proprio microcosmo dell’Impero Romano. Adriano, sovrano colto e visionario, desiderava che la sua dimora rappresentasse il meglio delle civiltà mediterranee e unisse elementi architettonici egizi, greci e romani in un’armonia senza precedenti.

La scelta della posizione non fu casuale. Il pianoro su cui sorge la villa, nella piana di Tivoli, offriva un perfetto equilibrio tra comodità e sicurezza. La vicinanza a Roma, a soli 28 chilometri, permetteva all’imperatore di mantenere il controllo sulla capitale senza rinunciare alla tranquillità e alla bellezza del paesaggio. L’abbondanza di acqua, garantita dalla vicinanza del fiume Aniene e delle numerose sorgenti della zona, assicurava il funzionamento di complessi sistemi idraulici che alimentavano fontane, ninfei e terme.

Villa Adriana si estendeva su un’area di circa 120 ettari, una città nella città, suddivisa in quattro grandi aree: gli edifici di rappresentanza e termali, il Palazzo imperiale, la residenza estiva e la zona monumentale. Non si trattava soltanto di una residenza privata, ma di una realtà che rifletteva l’idea di un mondo ideale, una sintesi architettonica delle terre visitate da Adriano nei suoi viaggi. Il Pecile riproduceva la Stoà di Atene, mentre il Canopo evocava l’Egitto, con statue e decorazioni che omaggiavano la cultura nilotica.

Il declino dell’Impero segnò l’inizio della decadenza della villa. Saccheggiata e spogliata delle sue opere più preziose, divenne una cava di materiali per le costruzioni successive. Nel Rinascimento, tuttavia, tornò al centro dell’attenzione: artisti e architetti come Raffaello e Palladio vennero qui per studiare i resti della potenza romana.

Solo alla fine del XIX secolo iniziarono i primi interventi sistematici di recupero, che proseguono ancora oggi con scavi e ricerche archeologiche.

Cosa vedere a Villa Adriana: un viaggio nell’antica Roma

Particolare di Villa Adriana a Tivoli

Fonte: iStock

Veduta di Villa Adriana a Tivoli

Dichiarata Patrimonio UNESCO nel 1999, Villa Adriana conserva ancora oggi l’incanto di un tempo e permette di ammirare le imponenti strutture e le raffinate soluzioni architettoniche che la resero inimitabile. Attualmente, l’area visitabile si estende per circa 40 ettari, tra palazzi, terme, giardini e suggestivi giochi d’acqua.

Varcato l’ingresso, si incontra un plastico ricostruttivo della villa, un’utile introduzione alla visita. Subito dopo appare il Pecile, un vasto porticato che abbracciava un giardino con una grande vasca centrale, pensato per le passeggiate dell’imperatore e della sua corte. Da qui si raggiunge la Sala dei Filosofi, probabilmente una biblioteca, e poi il celebre Teatro Marittimo, una delle strutture più affascinanti: piccolo edificio circolare, delimitato da un canale d’acqua e collegato alla terraferma da ponti mobili, era il rifugio privato di Adriano, laddove poteva ritirarsi lontano dal mondo.

Proseguendo, si incontrano le Grandi e Piccole Terme, dove sono tutt’ora visibili le sofisticate strutture di riscaldamento e le ampie sale per i bagni imperiali. Ma uno dei luoghi più scenografici è senza dubbio il Canopo, una lunga vasca d’acqua impreziosita da colonne e statue, che ricreava l’atmosfera dell’antico Egitto. Qui spicca il Serapeo, ampio ninfeo semicircolare decorato con sculture egizie e dedicato al culto di Serapide.

Di recente scoperta è l’Antinoeion, il santuario dedicato ad Antinoo, il giovane favorito di Adriano, morto in circostanze da chiarire in Egitto e divinizzato dall’imperatore. Si tratta di un’area monumentale con templi e statue, un autentico mausoleo.

Nel cuore della villa ecco poi il Palazzo Imperiale, vasto complesso con sale di rappresentanza e ambienti privati, dove cattura lo sguardo la Piazza d’Oro, il cortile porticato che doveva ospitare sontuosi banchetti. Poco distante fanno mostra di sé l’Atrio Dorico, il Peristilio di Palazzo e il Cortile delle Biblioteche, in cui sorgevano appunto due biblioteche, una latina e una greca, a testimonianza della passione di Adriano per la cultura.

Prima di concludere la visita, merita una sosta il Museo di Villa Adriana, che conserva numerosi reperti rinvenuti durante gli scavi, tra cui le celebri repliche delle Cariatidi dell’Eretteo di Atene, che un tempo decoravano il Canopo.

Informazioni utili per la visita

Orari di apertura

L’area archeologica di Villa Adriana è aperta tutti i giorni con orari variabili in base alla stagione:

  • Dal 27 ottobre 2024 al 26 gennaio 2025: 8.15 – 17.00 (ultimo ingresso 15.45)
  • Dal 27 gennaio al 2 marzo 2025: 8.15 – 17.30 (ultimo ingresso 16.15)
  • Dal 3 marzo al 29 marzo 2025: 8.15 – 18.30 (ultimo ingresso 17.15)
  • Dal 30 marzo al 14 settembre 2025: 8.15 – 19.30 (ultimo ingresso 18.15)
  • Dal 15 settembre al 28 settembre 2025: 8.15 – 19.00 (ultimo ingresso 17.45)
  • Dal 29 settembre al 25 ottobre 2025: 8.15 – 18.30 (ultimo ingresso 17.15)

L’ingresso è gratuito la prima domenica del mese e in occasione del 25 aprile, 2 giugno, e 4 novembre.

Come arrivare

Villa Adriana si trova a Tivoli, facilmente raggiungibile sia in auto che con i mezzi pubblici.

  • In auto: da Roma, prendere l’autostrada A24 e uscire a Tivoli, proseguendo per la strada Maremmana Inferiore fino alla frazione di Villa Adriana;
  • In treno: dalla stazione di Roma Termini o Tiburtina, prendere un treno per Tivoli e poi un bus locale (linea CAT 4 o CAT 4X) fino all’ingresso della Villa;
  • In bus: dalla stazione della metro B Ponte Mammolo, prendere il bus Co.Tra.L. via Prenestina con fermata a circa 300 metri dall’ingresso.

Parcheggio

È disponibile un parcheggio a pagamento nei pressi dell’ingresso del sito.

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Villa Gregoriana, il giardino romantico a Tivoli

Nel cuore di Tivoli, tra antiche rovine e una natura incontaminata, si cela un gioiello di straordinaria bellezza: Villa Gregoriana. Questo parco, oggi gestito dal FAI (Fondo Ambiente Italiano), è un perfetto connubio tra ingegneria, arte e paesaggio, dove la forza dell’acqua ha modellato un luogo di impareggiabile incanto.

Si tratta infatti di uno dei più suggestivi esempi di giardino romantico in Italia. La sua estetica del sublime, tanto cara ai viaggiatori dell’Ottocento, è un trionfo di cascate impetuose, grotte misteriose e sentieri immersi nella vegetazione lussureggiante. Uno scenario altamente suggestivo che ha ispirato pittori, scrittori e poeti, divenendo una tappa imprescindibile del Grand Tour europeo.

Villa Gregoriana è un viaggio attraverso il tempo, un luogo in cui il passato dialoga con il presente in perfetto equilibrio. Visitare questo parco significa immergersi in un’atmosfera unica, in cui ogni angolo racconta una storia di ingegno e bellezza. Per gli amanti della natura, della storia e dell’arte, è una tappa imperdibile, un angolo di paradiso alle porte di Roma che continua a incantare viaggiatori da tutto il mondo.

Storia di Villa Gregoriana

La storia della villa è legata a Papa Gregorio XVI, che nel 1832 affrontò il problema delle frequenti esondazioni del fiume Aniene. Grazie a un imponente progetto di ingegneria idraulica, il corso del fiume fu deviato attraverso un doppio traforo scavato nel Monte Catillo, dando vita alla spettacolare Grande Cascata. In quell’occasione fu anche costruito il Ponte Gregoriano che sovrasta l’antico letto del fiume, dove vengono fatte defluire le acque in eccedenza, e recuperati i ruderi degli edifici d’epoca romana presenti nella zona. L’area circostante venne trasformata in un parco naturale, divenendo una meta privilegiata per intellettuali e artisti.

Nel secondo dopoguerra lo Stato Italiano ne acquisì la proprietà e dopo decenni di abbandono, nel 2002 l’Agenzia del Demanio affidò Villa Gregoriana al FAI – Fondo Ambiente Italiano, che avviò un ambizioso progetto di restauro e valorizzazione. Ripristinato il suo splendore originario, nel 2005 il parco riaprì al pubblico e oggi i visitatori possono esplorare gli antichi sentieri, scoprire la ricchezza botanica del luogo e lasciarsi incantare dalla perfetta armonia tra storia, natura e ingegneria. Il lavoro del FAI ha permesso di riportare alla luce non solo la bellezza paesaggistica del sito, ma anche il suo valore storico e culturale, rendendo Villa Gregoriana uno dei luoghi più affascinanti da visitare nel Lazio.

La Grande Cascata

Protagonista indiscussa del parco è la Grande Cascata, che con i suoi 120 metri di altezza è la seconda più alta d’Italia dopo quella delle Marmore. Un impressionante spettacolo di forza naturale che incanta i visitatori con il fragore dell’acqua che si tuffa nel vuoto, creando giochi di luce e spruzzi scenografici.

Le sue acque, canalizzate artificialmente per proteggere Tivoli dalle inondazioni, creano uno effetto scenografico in ogni stagione. Nei periodi di piena, la cascata raggiunge la massima portata, regalando una vista imponente, mentre in estate i giochi d’acqua si fanno più delicati, permettendo di ammirare con maggiore dettaglio le rocce scolpite dalla forza millenaria del fiume.

Villa Gregoriana a Tivoli

Fonte: istock

Panorama di Villa Gregoriana a Tivoli

La Valle dell’Inferno

Il Parco Villa Gregoriana si sviluppa all’interno della Valle dell’Inferno, un suggestivo canyon naturale scavato nei secoli dalll’Aniene, che dall’acropoli dell’antica Tibur giunge fino al corso del fiume con un salto di 130 metri. Il percorso si snoda tra sentieri immersi nella vegetazione, offrendo scorci spettacolari e un’esperienza immersiva tra natura e storia.

Il nome evocativo della valle deriva dalla sua conformazione: le alte pareti rocciose e le profondità oscure hanno ispirato nei secoli racconti e leggende che la associavano a un paesaggio infernale. Qui si possono osservare formazioni geologiche di grande interesse, come le pareti calcaree modellate dall’erosione, e una flora rigogliosa che si sviluppa grazie all’umidità costante della valle.

L’acropoli e i templi romani

Sull’acropoli si ergono due importanti edifici sacri di epoca romana: il tempio di Vesta, di forma circolare, e il tempio della Sibilla, a pianta rettangolare. Risalenti al I secolo a.C., sono stati fonte di ispirazione per artisti e architetti per secoli. Il tempio di Vesta, in particolare, con le sue colonne corinzie slanciate e la posizione panoramica, è tra i monumenti più rappresentativi di Tivoli.

Accanto ad esso, il tempio della Sibilla ha conservato parte della sua struttura originaria, nonostante i secoli di trasformazioni e riutilizzi, tra cui la conversione in chiesa nel Medioevo. Entrambi i templi dominano il paesaggio circostante, offrendo un punto di vista privilegiato sulla valle sottostante e sulla città di Tivoli.

I resti della villa di Manlio Vopisco

Passeggiando tra la vegetazione del parco si possono scoprire le rovine della sontuosa domus romana di Manlio Vopisco, una dimora aristocratica del II secolo d.C. caratterizzata da un’articolata architettura e attraversata da canali d’acqua. La villa, citata nelle opere del poeta Stazio, doveva essere un luogo di grande lusso, con ambienti affrescati, pavimenti in mosaico e giardini terrazzati. Gli scavi hanno rivelato anche la presenza di un sistema idrico sofisticato, che convogliava l’acqua nelle varie sezioni della dimora, dimostrando l’ingegnosità degli antichi romani nella gestione delle risorse idriche.

Le grotte di Nettuno e delle Sirene

Queste cavità naturali, modellate dall’erosione dell’acqua, sono tra le attrazioni più affascinanti del Parco Villa Gregoriana. La Grotta di Nettuno è accessibile attraverso la Galleria del generale Sextius Miollis, un tunnel scavato nella roccia all’epoca dell’occupazione francese, da cui attraverso finestrelle si ammira una bellissima vista dell’Aniene.

La grotta, avvolta da un’atmosfera misteriosa, è caratterizzata da spettacolari concrezioni calcaree e da un piccolo corso d’acqua che ne accentua la suggestione. La Grotta delle Sirene, invece, cela profondi abissi ancora inesplorati. Qui le acque si insinuano tra le rocce creando cascate sotterranee e riflessi dorati, in un ambiente che ha alimentato nel tempo miti e leggende.

Info Utili

Come arrivare

L’ingresso è da Largo Sant’Angelo; l’uscita e il bookshop dal Tempio di Vesta.

In auto
Autostrada Roma – L’Aquila A24, uscite Tivoli e Castel Madama. Proseguire seguendo le indicazioni per Tivoli, Villa Gregoriana.

In autobus
Da Roma, fermata Ponte Mammolo, alla fermata Tivoli.

In treno
Treni diretti da Roma Termini o Roma Tiburtina, Villa Gregoriana si trova a 5 minuti (400 m) dalla stazione di Tivoli.
Dalla stazione di Bagni di Tivoli partono i bus del Ville di Tivoli

Biglietti

Intero: € 10
Ridotto (6-18 anni): € 3
Iscritti FAI: ingresso gratuito

Orari di apertura

Dal 22 febbraio al 21 marzo, orario: dalle 9:30 alle 17:00
Dal 22 marzo al 29 giugno, orario: dalle 9:30 alle 18:30
Dal 30 giugno al 31 agosto, orario: dalle 9:00 alle 19:00
Dal 1° settembre al 5 ottobre, orario: dalle 9:30 alle 18:30
Dal 6 ottobre al 25 ottobre, orario: dalle 9:30 alle 18:00
Dal 26 ottobre al 9 novembre, orario: dalle 9:30 alle 16:30
Dal 10 Novembre al 14 Dicembre, orario: dalle 9:30 alle 16:00

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Dostoevskij, i luoghi dove hanno girato la serie Tv SKY

La serie Dostoevskij, creata dai fratelli Fabio e Damiano D’Innocenzo, non è solo un thriller noir avvincente, ma anche un’opera profondamente legata al territorio in cui è stata girata. Le location scelte per la serie, tra cui Tivoli, Guidonia Montecelio, Tivoli Terme e Ardea, sono diventate protagoniste a pieno titolo, non solo come sfondo ma come veri e propri elementi narrativi.

Questi luoghi, con le loro caratteristiche uniche, contribuiscono a creare l’atmosfera di degrado e solitudine che permea la trama, esprimendo visivamente il tema della fragilità umana. Ecco quali sono le principali location, della periferia romana, in cui è stata girata la serie tv SKY Dostoevskij, in onda dal 27 novembre sulla piattaforma on demand.

I luoghi della periferia romana

Tivoli e i paesaggi desolati

Il comune di Tivoli, a pochi chilometri da Roma, è uno dei luoghi principali in cui è stata girata Dostoevskij. La città è famosa per le sue ville storiche, come Villa d’Este e Villa Adriana, ma il Tivoli periferico scelto dai registi per il set è ben lontano dall’immagine classica di eleganza e bellezza. Qui, tra case abbandonate, strade desolate e vegetazione incolta, i D’Innocenzo trovano il contesto perfetto per raccontare una storia di solitudine e disgregazione.

Le zone periferiche di Tivoli, meno conosciute e più trascurate, sono state selezionate per il loro aspetto decadente e desolato. Le abitazioni in rovina, i cieli grigi e minacciosi e i paesaggi periferici sono ricorrenti in tutta la serie, contribuendo a dare un forte senso di non-luogo. Un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, dove la vita quotidiana è ridotta a una lotta per la sopravvivenza, e dove la miseria esistenziale dei protagonisti viene messa in evidenza.

Il contrasto tra questi luoghi esterni e gli spazi chiusi, soprattutto le abitazioni in cui i personaggi si rifugiano, diventa un punto fondamentale per la narrazione. La casa di Enzo Vitello (interpretato da Filippo Timi), per esempio, è un luogo di decadenza e abbandono, che riflette la sua fragilità interiore. La casa di Vitello è descritta come sporca, trascurata e opprimente, simbolo della sua solitudine e della sua sofferenza psicologica. Questo ambiente diventa un elemento narrativo che esplora la debolezza maschile e il conflitto interiore del protagonista.

Tivoli

Fonte: iStock

Uno sguardo sulla città di Tivoli

Guidonia Montecelio e Ardea: luoghi di confine

Un altro punto cruciale delle riprese è stato Guidonia Montecelio, un comune della periferia est di Roma, che con i suoi quartieri di edilizia popolare e la presenza di grandi spazi industriali, offre un paesaggio desolato e spoglio, perfetto per accentuare il senso di abbandono e solitudine che caratterizza la serie. I registi hanno scelto questi luoghi per la loro inquietante bellezza, luoghi in cui la vita sembra essere spezzata e dove ogni angolo racconta una storia di degrado e marginalità.

Anche Ardea, un comune che si affaccia sul mare, è stato scelto per le sue caratteristiche uniche: ampie distese di terra coltivata, spiagge desolate e case isolate che sembrano essere state abbandonate dalla civiltà. L’atmosfera che si respira ad Ardea è quella di un luogo fuori dal tempo, che sembra appartenere più a un altro continente che alla realtà italiana. Le case isolate e l’ambiente naturale di Ardea contribuiscono a creare una sensazione di isolamento e opacità che rispecchia lo stato d’animo dei personaggi.

Guidonia Montecelio

Fonte: iStock

Veduta aerea del comune di Guidonia Montecelio

La potenza evocativa dei non-luoghi

Un tema centrale della serie è proprio quello dei non-luoghi, un concetto che si riferisce a spazi che non appartengono veramente a nessuno, che non hanno un’identità e che sono, in un certo senso, invisibili. La scelta di ambientazioni come strade desolate, case fatiscenti e paesaggi vuoti ha proprio lo scopo di enfatizzare la natura di questi non-luoghi. Ogni scena, che si svolga all’interno di una casa abbandonata o in un campo desolato, sembra parlare direttamente al pubblico del vuoto esistenziale che caratterizza la vita dei personaggi.

In questa atmosfera di degrado urbano e naturale, il personaggio di Enzo Vitello si muove come un uomo intrappolato in un mondo che non ha più un senso. La sua ricerca del serial killer, il cui nome (Dostoevskij) evoca la riflessione sul male e sulla sofferenza, diventa quindi una sorta di viaggio alla ricerca della verità interiore, che si riflette nei luoghi che lo circondano.

Dostoevskij non sarebbe la stessa serie senza la forza evocativa dei luoghi scelti per girarla. Tivoli, Guidonia, Ardea e le altre località del Lazio non sono solo sfondi per la storia, ma contribuiscono in modo determinante a creare l’atmosfera cupa, inquietante e dolorosa che pervade la serie. I luoghi reali diventano così luoghi simbolici, specchio dei tormenti interiori dei protagonisti e delle sfumature oscure di una storia che indaga il lato più oscuro della psiche umana.

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Scoperto un triclinio acquatico nella Villa Adriana a Tivoli

La Villa Adriana di Tivoli, a 28 chilometri da Roma, rappresenta uno dei complessi archeologici più vasti e imponenti dell’antichità romana. Costruita tra il 118 e il 138 d.C. per volontà dell’imperatore Adriano, si estende su circa 120 ettari e cattura lo sguardo grazie alla felice unione di architettura romana ed elementi ellenistici. Considerata un rifugio personale e una dimora imperiale lontana dal caos di Roma, racchiudeva numerosi edifici, terme, teatri, biblioteche e giardini, con influenze artistiche e culturali provenienti da tutto il mondo antico.

E, come se non bastasse, il magnifico sito ha da poco rivelato un nuovo tesoro. Un gruppo di archeologi dell’Università Pablo de Olavide (UPO) di Siviglia, nel corso di una campagna di scavo durata dall’8 al 29 settembre 2024, ha portato alla luce un triclinio acquatico, una sala da pranzo circondata da giochi d’acqua, che aggiunge un ulteriore capitolo al prestigio di Villa Adriana: infatti, la scoperta non solo arricchisce la comprensione della vita di corte dell’imperatore, ma conferma l’eccezionale maestria architettonica e l’amore per il lusso che ne caratterizzava l’epoca.

I dettagli della scoperta

Il triclinio acquatico è stato ritrovato durante scavi condotti sul portico centrale della villa, ritenuto dagli studiosi il primo spazio residenziale abitato dall’imperatore: l’eccezionale scoperta mostra una sala da pranzo che un tempo fungeva da spazio di convivialità per l’élite romana, dove i commensali potevano gustare i loro pasti circondati dalla bellezza e dal suono rilassante dell’acqua.

Si sviluppa attorno a una piattaforma centrale, circondata su tre lati da un laghetto, ed è contraddistinto da pareti rivestite in marmo bianco di Carrara e di altre regioni dell’Impero Romano, sia all’interno che nel plinto, per un’atmosfera di grande eleganza e raffinatezza.

Un design unico nel suo genere

Sebbene questo tipo di sala fosse comune nell’architettura romana, il design recentemente scoperto presenta caratteristiche singolari e inusuali per l’epoca.

L’innovativa concezione architettonica ha influenzato la realizzazione di simili ambienti in altre località dell’Impero: esempi simili di sale da pranzo immerse nell’acqua non mancano nella penisola iberica, come nella Villa romana di Salar, a Granada, e nella Casa dos Repuxos a Conimbriga, in Portogallo, a dimostrazione dell’impatto duraturo di tale straordinaria invenzione.

Triclinio acquatico a Villa Adriana: c’è un precedente

Non è la prima volta che Villa Adriana restituisce un triclinio acquatico: durante le scorse campagne archeologiche, gli esperti spagnoli avevano già rinvenuto un altro triclinio acquatico nella stessa area del palazzo, sebbene con un design differente. Secondo i ricercatori, questo secondo ritrovamento trasforma il sito in un autentico laboratorio architettonico, dove venivano sperimentate innovative modalità di utilizzo dell’acqua negli spazi destinati ai banchetti.

Le piccole dimensioni delle piattaforme ritrovate, destinate agli agapi, suggeriscono che gli ambienti fossero concepiti per incontri intimi, riservati all’imperatore e a due ospiti selezionati. Rafael Hidalgo, professore dell’Università Pablo de Olavide e direttore del progetto (il primo programma di scavo spagnolo presso Villa Adriana), ha sottolineato l’importanza di questa scoperta. “La presenza di due triclini acquatici ci offre una visione più profonda delle innovazioni architettoniche apportate a Villa Adriana e del significato simbolico che l’acqua assumeva negli ambienti dedicati ai banchetti”, ha dichiarato.

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A Tivoli nasce un nuovo (e bellissimo) Parco Letterario

In un’epoca segnata dal fenomeno dell’overtourism, i Parchi Letterari si distinguono per la loro sostenibilità, incantevoli itinerari che si possono esplorare tutto l’anno e si svelano in aree spesso lontane dai tradizionali circuiti turistici.

Esempi di spicco sono il borgo di Galtellì, in provincia di Nuoro, che, con solo 2.400 abitanti, attira circa 25mila visitatori annuali grazie al Parco Letterario Grazia Deledda, Aliano, nel materano, il borgo del confino di Carlo Levi che, con appena 800 residenti, riceve circa 30mila visitatori all’anno grazie al Parco Letterario, e il nuovo Parco Letterario di Tivoli, dedicato a tre grandi personaggi della letteratura che vissero, ognuno a proprio modo, questi luoghi straordinari.

Tivoli, l’ambizioso progetto dedicato a Marguerite Yourcenar, Ludovico Ariosto e Ignazio di Loyola

Le rovine «libere e selvagge» del palazzo dell’imperatore Adriano, che affascinarono la scrittrice franco-belga Marguerite Yourcenar durante la sua prima visita un secolo fa, divennero fonte d’ispirazione per il suo capolavoro del 1951, “Memorie di Adriano“, i giardini spettacolari della villa del cardinale Ippolito II d’Este, influenzati dalle avventure dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, celebrano la grandezza della dinastia ferrarese, e le maestose volte del Santuario di Ercole Vincitore sono il luogo dove Ignazio di Loyola fondò la prima scuola gesuitica d’Italia nel 1539, durante il suo soggiorno a Tivoli.

I tre magnifici siti, due dei quali riconosciuti come Patrimonio UNESCO (Villa d’Este e Villa Adriana), non solo condividono l’indissolubile legame con il territorio tiburtino, ma sono ora parte integrante dell’ambizioso progetto del nuovo Parco Letterario.

Con i suoi 55mila abitanti e un ruolo chiave nell’economia della provincia romana, Tivoli ha da sempre ricevuto un contributo essenziale da parte del turismo culturale: nel 2022, i siti delle Villae hanno registrato 748.656 presenze, con un aumento del 37,74% rispetto all’anno precedente, segnando il record degli ultimi 16 anni e collocando il complesso tra i primi 10 siti statali più visitati in Italia. Un successo che è anche frutto della collaborazione fra i siti UNESCO e gli enti locali, tramite il protocollo “Villae con voi“, siglato nel 2020, che ha rafforzato il legame tra il turismo e l’economia del territorio.

Con l’obiettivo di raggiungere il milione di visitatori, il prossimo passo potrebbe essere la creazione di una “Community Villae“, un progetto che punta a rendere Tivoli un modello di turismo culturale sostenibile.

Il turismo che nasce dalla passione per la letteratura

Villa Adriana Tivoli

Fonte: iStock

Il Parco di Villa Adriana, Tivoli

Il Parco Letterario di Tivoli, lanciato nel giugno scorso sotto la guida di Andrea Bruciati, direttore del sistema museale Villae, si aggiunge così alla rete creata nel 2010 per promuovere i territori legati a importanti figure letterarie e fungere da volano per nuove iniziative culturali, come mostre, festival letterari e progetti di arte contemporanea, che valorizzano ulteriormente il patrimonio.

La rete a oggi conta 33 parchi in Italia, oltre a progetti internazionali in Norvegia, Florida e Cuba, con nuove aperture previste in Grecia, Canada e Svizzera. Si tratta di mete che attraggono un turismo più consapevole e sostenibile, con benefici tangibili per l’economia locale, come dimostra lo studio del Centro per il Turismo Letterario (Tule) dell’Università per Stranieri di Perugia, primo nel suo genere in Europa.

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La Grande Cascata di Tivoli nella Valle dell’Inferno

Un luogo che sembra sospeso tra sogno e realtà, dove il passato stupisce con i suoi resti tutti da scoprire e dove la mano dell’uomo ha saputo creare qualcosa di indimenticabile. Siamo a Tivoli, vicino a Roma dove sorge il parco di Villa Gregoriana al cui interno si possono ammirare manufatti di tante epoche diverse, piante e la grande cascata, seconda in altezza, dietro solo a quella delle Marmore.

Un posto che è stato riportato alla sua antica bellezza in tempi recenti e che si può raggiungere per una gita, anche con i bambini e gli amici a quattro zampe. Si resterà stupiti da tanto fascino percorrendo sentieri battuti anche da personaggi del passato e lasciandosi incantare a ogni angolo.

Il parco Villa Gregoriana della cascata di Tivoli

Un regno della meraviglia e dello stupore: è il parco Villa Gregoriana e sorge in quella che un tempo era chiamata Valle dell’Inferno, all’interno del quale si trova la suggestiva e grande cascata. Siamo a Tivoli, a solo mezzora di automobile dalla Capitale d’Italia: Roma. Qui si apre d’innanzi ai nostri occhi uno scenario di grande bellezza, dove l’estetica incontra la storia e dove la mano dell’uomo ha saputo creare qualcosa di straordinario. Un percorso romantico di grande fascino che colma lo sguardo di stupore.

Al suo interno si possono percorrere i sentieri, lungo i quali si incontrano settantaquattro specie arboree. Ma non solo perché, oltre a essere uno scrigno in cui la natura cresce rigogliosa, è anche luogo in cui la storia si mostra in tutta la sua bellezza.

Un tratto del percorso denntro il Parco Villa Gregoriana a Tivoli

Fonte: iStock

Tivoli, tratto del sentiero nel Parco Villa Gregoriana

Vi sono reperti appartenenti a epoche differenti. Ad esempio, ci si imbatte nelle rovine della domusdi Manlio Vopisco, oppure si può vedere il Tempio di Vesta con le sue colonne corinzie. Interessante sapere che all’epoca della realizzazione ammontavano a 18, ma oggi se ne possono ammirare 10. Da non perdere anche le grotte (di Nettuno e delle Sirene) e poi lasciarsi togliere il fiato dai suggestivi scorci e dal panorama unico.

Un luogo in cui respirare natura e storia, basti pensare che il parco di Villa Gregoriana è stata una delle mete del Grand Tour romantico, che vedeva ricchi aristocratici europei viaggiare inserendo tra le varie tappe anche diverse località italiane: così nell’arco dell’Ottocento qui sono passati moltissimi personaggi illustri.

Una vista del Parco Villa Gregoriana a Tivoli

Fonte: iStock

Tivoli, il parco Villa Gregoriana

La cascata di Tivoli

All’interno di questo scenario di grande meraviglia c’è un luogo che concorre alla sua fama, la grande cascata. Seconda solamente a quella delle Marmore, ci mostra l’acqua compiere un salto di circa 120 metri. A realizzarla è stata l’intuizione di papa Gregorio XVI che, nel 1832, ha voluto trovare una soluzione per ridurre le conseguenze delle esondazioni dell’Aniene. Così l’acqua è stata incanalata in due cunicoli realizzati da mano umana e ha dato vita alla cascata, allontanando il corso del fiume dalle case.

Oltre a questa opera vennero piantate essenze e vennero pensati dei sentieri per camminare. Dopo anni in cui questo posto è stato meta ammirata di tanti, il parco è caduto in disuso fino a quando della sua gestione non si è occupato – a partire dal 2002 – il Fai. Dopo il recupero è nuovamente aperto al pubblico dal 2005. E chi lo visita ne resta ammaliato.

Come visitare la cascata e il parco

Innanzitutto, è bene sapere che per raggiungere il parco Villa Gregoriana con la sua cascata ci vuole solamente mezz’ora da Roma. Inoltre, se si arriva in stazione a Tivoli, i 400 metri di distanza si percorrono in circa 5 minuti.

L’ingresso è gratuito per coloro che sono iscritti al Fai, gli orari di apertura che osserva variano in base al periodo dell’anno. Per accedervi viene consigliato l’uso di scarpe comode, vi è un grande dislivello, esclusa l’area dell’Acropoli e dei templi, e si percorre in circa 90 minuti.

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Villa d’Este di Tivoli, un vero capolavoro

Appare quasi come un sogno, un capolavoro che fa vibrare il cuore di chiunque se la ritrovi di fronte. Stiamo parlando di Villa d’Este di Tivoli, un affascinante comune italiano della città metropolitana di Roma Capitale, che si distingue per essere uno spettacolo dell’architettura rinascimentale e un’opera eccellente dell’ingegneria idraulica.

Villa d’Este di Tivoli: la storia

La Villa d’Este di Tivoli è anche chiamata “sogno d’acqua”, un appellativo che le si addice assolutamente perché è una sorta di oasi di pace a due passi dalla Capitale dove il visitatore viene costantemente accompagnato dal rilassante ritmo delle fontane e dei giochi d’acqua.

Tale meraviglia è dovuta al cardinale Ferrarese Ippolito II d’Este che desiderava dare vita a un qualcosa di grandioso che potesse in qualche modo essere all’altezza dello sfarzo della vicina Villa Adriana, altra meraviglia fatta edificare dall’imperatore Adriano.

Fu un personaggio alquanto controverso, ciò non toglie che è proprio lui il committente di questo capolavoro che porta fieramente il suo nome.

Costituita da un palazzo e da un pregevole giardino, fu ideata dal pittore, archeologo, antiquario e architetto Pirro Logorio e realizzato dall’architetto Alberto Galvani insieme alla preziosa collaborazione di numerosi artisti ed artigiani.

Villa d’Este: il palazzo

Il complesso di Villa d’Este vanta un palazzo a dir poco eccezionale. Senza dubbio degne di nota sono le sale del piano nobile che sono magistralmente decorate e dipinte. Visitandole ci si sente catapultati nella maestosità dell’epoca, nonostante esternamente si presenti come un struttura  semplice e austera.

A donare armonia ci sono però le Terrazze Belvedere, strutturate su due ordini, che presentano arcate inserite in colonne e trabeazioni.

Il giardino all’italiana e le sue fontane

Villa d’Este di Tivoli si estende su un’area di 4,5 ettari e si plasma perfettamente lungo dei ripidi pendii. Numerose sono le fontane e i bacini ornamentali che fanno del parco in cui si trova immersa il primo esempio di giardino all’italiana del 1500.

Al centro del giardino svetta il palazzo di cui vi abbiamo parlato sopra che costituisce la sua asse centrale. Scendendo, invece, si arriva a una terrazza pianeggiante con la forma di un anfiteatro, mentre i cinque assi trasversali del giardino vanno a terminare in una fontana.

Il giardino di Villa d’Este sfoggia perciò una particolare disposizione che non è stata di certo realizzata per caso: l’obiettivo era nascondere la forma irregolare del terreno. Ciò che desideravano i suoi ideatori era dar vita a un’illusione ottica che facesse sembrare che il palazzo si trovasse al centro del giardino pur essendo fuori allineamento rispetto al corpo centrale.

In questo senso, quindi, il giardino è un’opera d’arte esemplare che segue i più alti principi di ingegneria idraulica.

Decisamente degna di nota è la grande cascata d’acqua che si getta fiera iniziando la sua corsa da un cratere che si trova in mezzo all’esedra. L’acqua che sgorga nelle numerose fontane di Villa d’Este è anche oggi quella del fiume Aniene.

In totale le fontane che creano spettacoli d’acqua sono 100 e tra le migliori non possiamo non menzionare:

  • Rometta: la rappresentazione di Roma sul trono;
  • Fontana dell’Ovato: con statue che raffigurano eroi della mitologia;
  • Fontana della Civetta: che spicca per le sue decorazioni e gli elementi artistici.;
  • Fontana dell’Organo: la principale fontana musicale di tutta la Villa;
  • Fontana della Proserpina: conosciuta anche come la Fontana degli Imperatori;
  • Fontana di Nettuno: la più fotografata;
  • Fontana del Bicchierone: la più famosa opera del Bernini.