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El Capricho di Gaudí: il gioiello nascosto della Cantabria

Antoni Gaudí è stato uno degli artisti più straordinari del periodo a cavallo tra il Diciannovesimo e Ventesimo Secolo, conosciuto anche come il “plasmatore della pietra, del laterizio e del ferro”. Quando si parla di lui la mente vola subito a Barcellona, dove sette delle sue opere rientrano nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO: la Sagrada Familia, Casa Batlló, Casa Milà e il Parco Güell.

Ma in pochi sanno che nel nord della Spagna, a Comillas, si trova un’altra meraviglia firmata dal famoso architetto catalano. El Capricho di Gaudí è il gioiello nascosto della Cantabria, regione autonoma e provincia della parte settentrionale del Paese.

Un capolavoro architettonico tra natura e fantasia

L’opera è stata realizzata tra il 1883 e il 1885 per l’avvocato Máximo Díaz de Quijano, un grande appassionato di musica. Proprio da questa passione prende il nome della costruzione: “capriccio” è un termine musicale, infatti, che indica una composizione libera e fantasiosa. Questa stessa idea di creatività si riflette proprio nel design di Gaudí, che rese El Capricho un’opera unica nel suo genere.

Dove si trova? In uno scenario incantevole e si distingue per il suo stile eclettico, dove si notano influenze orientali, gotiche e naturalistiche. Insieme al palazzo e ai padiglioni Güell e alla casa Vicens, El Capricho è una delle opere del periodo orientalista di Gaudí, durante il quale l’architetto ha esplorato forme decisamente audaci per le sue opere, utilizzando materiali in combinazioni mai viste prima.

Perché visitare El Capricho di Gaudí?

El Capricho, nonostante sia una meta meno famosa rispetto alla Sagrada Familia, al Parco Güell e Casa Battlò, è una meta imperdibile per gli amanti dell’arte e dell’architettura. Un’opera in grado di raccontare un lato probabilmente meno noto di Gaudí, immersa in un luogo incantevole come il borgo di Comillas, nella fantastica provincia di Cantabria, un territorio tutto da scoprire.

Visitare El Capricho di Gaudí è un’esperienza culturale unica. Non si tratta di una semplice villa, ma di una scoperta visiva e sensoriale senza precedenti. La torre cilindrica, ricoperta di piastrelle verdi e gialle, ricorda un minareto, in grado di donare un tocco esotico alla struttura, mentre le decorazioni a girasole riescono a donare luminosità alla facciata e gli interni, simboleggiando anche l’armonia che l’opera ha con la natura, con materiali come pietra, mattoni, ferro e ceramica, che creano un gioco di texture e colori unico. Insomma, un’opera di visitare, ma assolutamente da fotografare!

Quanto costa visitare l’opera di Gaudí?

Per visitare El Capricho è possibile acquistare i ticket sul sito ufficiale della villa. È possibile acquistare fra diverse opzioni. L’ingresso e la visita libera hanno un prezzo di 7€, o di 10€ se si sceglie l’ingresso libero e senza vincoli di data e ora, mentre l’ingresso e la visita guidata costano 10€, oppure 15€ se si sceglie l’ingresso libero.

La villa è aperta tutti i giorni, in Inverno, da Novembre a Febbraio, dalle 10.00 alle 17.30, in Primavera o Autunno, quindi da Marzo a Giugno ed Ottobre, dalle 10.00 alle 20.00, in Estate (Luglio e Agosto) dalle 10.00 alle 21.00 e a Settembre dalle 10.00 alle 20.00.

Le guide consigliano una permanenza minima all’interno di El Capricho di circa 30 minuti, per apprezzare l’opera in tutto il suo splendore e coglierne i dettagli.

Come arrivarci? El Capricho, a Comillas, dista circa 50 km da Santander, città dalla quale è possibile raggiungere l’opera in auto o in autobus, con collegamenti diretti.

Per chi ama l’architettura, l’arte e la natura, una visita a El Capricho di Gaudí è un’esperienza da non perdere, un tesoro nascosto della Cantabria che permette di ammirare il genio di Gaudí in un contesto davvero affascinante e lontano dalle solite mete turistiche.

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Viaggio in Spagna lontano dalla folla in questi luoghi bellissimi e poco conosciuti

La Spagna è un Paese così vario, con una storia così lunga, che potremmo tranquillamente viaggiarci per mesi senza mai annoiarci! Eppure, c’è una tendenza generale a voler andare tutti negli stessi posti, causando quello che ormai è diventato un fenomeno di cui sentiamo parlare quotidianamente e che prende il nome di overtourism.

Ecco perché qui vogliamo ispirarvi ad andare oltre le destinazioni note per avventurarvi in una Spagna meno conosciuta, ma non per questo meno splendida e capace di sorprendervi.

Cadaques e la casa di Salvador Dalì

Quando visitata fuori stagione è ancora più tranquilla la piccola Cadaques, la cittadina situata sulla Costa Brava che ha avuto come abitante onorario l’artista Salvador Dalì. Originario della vicina Figueres, Dalì si è poi trasferito in una casa oggi visitabile a Portlligat. Ad attirarlo, oltre la vicinanza al mare, è stata proprio la sua atmosfera rilassata che può essere percepita ancora oggi tra le viuzze strette del centro storico, il suono dei pescherecci e le piccole calette nascoste.

Morella, gioiello medievale

Se viaggiate con la vostra auto non avrete troppa difficoltà a raggiungere questo gioiello medievale chiamato Morella. Dichiarata Bene di Interesse Culturale, questa piccola città è perfetta per una gita di mezza giornata alla scoperta dei suoi tesori storici, uno su tutti il castello e le mura medievali, eretti nel XIV secolo. Se poi volete visitarla in uno dei suoi periodi migliori, consigliamo di farlo durante le celebrazioni del Sexenni. In occasione di questa festa vengono organizzate numerose rappresentazioni storiche, danze tradizionali e sfilate per le strade del centro.

Morella Spagna

Fonte: iStock

La cittadina medievale di Morella e il suo castello

Setenil de las Bodegas, il paese nella roccia

Situato in Andalusia, il paesino di Setenil de las Bodegas è stato costruito in parte nella sporgenza rocciosa che sovrasta il fiume Trejo. Ed è proprio questa la caratteristica che lo rende famoso tra coloro che sono alla ricerca di luoghi unici da visitare in Spagna. Percorrete la via principale, ricca di ristoranti-grotta incastonati tra massi giganteschi, e assaggiate le specialità tipiche del territorio immersi in un contesto paesaggistico unico. A pancia piena scoprite anche le altre stradine e arrivate al castello arabo del XII secolo chiamato Castello Nazari.

Il piccolo borgo di Pedraza

Dista solo un’ora da Madrid il piccolo borgo di Pedraza, contraddistinto da case color pastello, alcune realizzate in pietra, e circondato da campagne e vallate. Qui vivono poco più di 350 abitanti: il borgo vanta strade acciottolate e case decorate con cura che formano un ambiente urbano medievale dove ogni angolo merita di essere ammirato. Se state cercando un luogo autentico da visitare in Spagna ed evitare quelli colpiti dall’overtourism, Pedraza non può assolutamente mancare nel vostro itinerario.

Trekking a Picos de Europa

Infine, agli amanti dei trekking consigliamo Picos de Europa, un’area naturale che si estende attraverso tre diverse regioni (Asturie, Cantabria e León) nel nord della Spagna. Qui potrete sia fare escursioni di più giorni che andare di villaggio in villaggio per scoprire una delle zone meno conosciute del Paese. Ricco di natura, questo è un luogo unico da visitare nel nord della Spagna anche grazie alla sua fauna e flora endemiche.

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Spagna e overtourism, le regole da conoscere se volete visitare il Paese

Viaggiando e visitando molti luoghi nel mondo ci si rende presto conto di quanto il turismo possieda un potere enorme: quello di trasformare le comunità, gli ambienti, le economie, le culture, così come le persone. A volte questa trasformazione ha esiti positivi, in altri casi negativi, offrendo un panorama complesso e non così semplice da giudicare.

Quello del turismo è un fenomeno dalle infinite sfumature e la posta in gioco è più alta di quanto possa sembrare a un semplice viaggiatore che prenota un volo per concedersi una vacanza dopo mesi di lavoro in ufficio. Ad avere questa consapevolezza sono soprattutto le persone che abitano quotidianamente quelle destinazioni considerate turistiche e, di conseguenza, visitate anno dopo anno da un numero sempre maggiore di persone.

Una di queste è la Spagna: grazie alle temperature piacevoli più o meno tutto l’anno, ai suoi 5.000 chilometri di costa e a un’offerta culturale variegata, è diventata una delle mete più visitate e, di conseguenza, tra quelle più colpite dall’ormai riconosciuto fenomeno dell’overtourism. Questo ha portato molte località ad agire imponendo delle regole, alcune che influiscono sui turisti stessi, altre su hotel, affitti a breve termine e concessioni edilizie.

Le abbiamo raccolte qui per offrirvi una panoramica generale e per aiutarvi a muovervi con facilità in caso stiate decidendo di programmare il vostro prossimo viaggio in Spagna.

Le misure di contenimento delle Isole Baleari

Secondo il ministro del turismo Jaume Bauzá, “le Isole Baleari sono al limite”. Nel 2024 hanno accolto oltre 15 milioni di visitatori insieme alle rispettive conseguenze quali aumento del costo della vita, carenza di alloggi e degrado ambientale. Secondo uno studio di Fotocasa, piattaforma per l’edilizia abitativa, lo scorso anno l’affitto medio mensile nelle Baleari è passato da 562 euro a 1.451 euro in un decennio, con prezzi notevolmente più alti in zone come Palma di Maiorca.

Questa situazione ha costretto il governo a procedere con delle misure, a partire dall’aumento della tassa di soggiorno e al pagamento di un nuovo contributo sulle auto a noleggio.

Il piano, non ancora ufficialmente approvato dal Parlamento, prevede un aumento della tassa di soggiorno nei mesi di giugno, luglio e agosto, conosciuta anche come “ecotassa” o Tassa sul Turismo Sostenibile (ITS). Questa aumenterà da 1 a 2,5 euro per la categoria più bassa di sistemazioni ricettive e da 4 a 6 euro a notte, per persona, per quella più alta. In questi mesi, inoltre, aumenta anche la tassa dei passeggeri delle navi da crociera, da 2 a 6 euro a notte.

Per quanto riguarda le auto a noleggio, invece, verrà introdotta una tassa che riguarderà i veicoli non immatricolati sull’arcipelago durante i mesi estivi, pensata anche per diminuire il traffico nei mesi di alta stagione.

Infine, come avverrà anche a Barcellona, le Isole Baleari hanno limitato il consumo di alcolici in tutte le principali località turistiche da maggio 2024. Le regole si applicano a Llucmajor, Palma e Calvià (Magaluf) a Maiorca e a San Antonio a Ibiza. È vietato il consumo di alcolici per strada e i negozi non possono venderli tra le 21:30 e le 8:00 del mattino.

Maiorca regole overtourism

Fonte: iStock

Spiaggia di Esmeralda a Cala D’Or, Maiorca

Le nuove regole a Maiorca

Tra le isole più colpite dall’overtourism c’è sicuramente Maiorca. Qui sono state introdotte nuove regole a partire dalla stretta sui tour a piedi: le disposizioni limiteranno i tour a gruppi di 20 persone, con un conseguente aumento del prezzo del biglietto.

Un’altra regola riguarda la cittadina di Soller, dov’è stata autorizzata un’area riservata ai residenti: su 12 strade storiche e circa 70 ettari del comune, sono vietate le auto a noleggio non immatricolate. I visitatori potranno parcheggiare la propria auto nelle zone apposite situate ai margini del centro storico.

Ibiza chiude il suo belvedere più famoso

Oltre alle regole descritte in precedenza (aumento della tassa di soggiorno e stretta sulle auto a noleggio), Ibiza affronta l’overtourism in due modi. Da una parte attraverso la collaborazione con Airbnb per reprimere gli affitti turistici illegali, dall’altra con la chiusura dei suoi spot più famosi, come Es Vedrà.

A febbraio 2025 sono comparsi dei grandi sassi posizionati al mirador per sbarrare l’accesso al piccolo parcheggio sterrato. In questo momento ci sono delle trattative in corso con il comune di Sant Josep per capire se è possibile riaprire il mirador regolamentando gli accessi e controllando l’area. Tra le ipotesi c’è quella di organizzare bus turistici gestiti dal comune, incaricati di trasportare le persone in sicurezza da parcheggi individuati ad hoc.

Le nuove regole approvate a Malaga

Seppur gli Airbnb non siano vietati in Spagna, saranno limitati in molte città e in determinati quartieri, come sta succedendo a Malaga. Qui è stata introdotta una nuova legge triennale che impedisce la registrazione di nuovi affitti turistici in 43 distretti della zona.

La misura, introdotta dal Comune di Malaga e dalla Costa del Sol, dovrebbe durare oltre i tre anni iniziali e mira a fermare l’aumento delle proprietà in affitto turistico nelle zone più affollate della città e a dare ai residenti locali maggiori possibilità di trovare affitti a lungo termine. Una misura che verrà introdotta anche ad Alicante e Madrid.

Aumento delle tasse e divieti a Barcellona

Barcellona è stata una delle città spagnole in cui è stato organizzato il maggior numero di proteste contro l’overtourism. Qui, tra i problemi principali insieme al comportamento scorretto dei turisti, i quali si ritrovano a fare festa tra le strade del centro storico fino a tarda notte disturbando i residenti, c’è anche la questione degli affitti. Interi palazzi, infatti, sono stati trasformati in appartamenti vacanze e affittati solo ai turisti, limitando così l’accesso della ricerca di affitto agli abitanti.

Tra le nuove regole, anche a Barcellona verrà raddoppiata la tassa di soggiorno, raggiungendo fino a 12,40 euro a persona per notte in base alla qualità dell’alloggio. Attualmente, la tariffa massima è di 7 euro per gli ospiti di hotel a cinque stelle e di 3,40 euro per gli ospiti di hotel a quattro stelle.

I passeggeri delle crociere dovranno pagare invece da 3 a 6 euro, anche se sono in visita solo per un giorno. Inoltre, Barcellona prevede una sovrattassa comunale di 4 euro a notte, che potrebbe essere raddoppiata nel 2025. Questo porterebbe il costo totale per notte in tasse a 15 euro per gli hotel di fascia alta, con l’aggiunta dell’IVA.

Infine, per risolvere il problema dei comportamenti scorretti dei turisti, Barcellona vieterà i pub crawl nello storico quartiere dell’Eixample a partire dal 1 giugno. I pub crawl sono già stati vietati nel centro storico della città, in particolare nel quartiere di Ciutat Vella dal 2012, e questo particolare divieto rimarrà in vigore almeno fino al 2028. La violazione di queste regole può comportare multe da 750 a 1.500 euro per i comportamenti scorretti o fino a 3.000 euro per le infrazioni più gravi.

Barcellona Overtourism

Fonte: iStock

La Rambla a Barcellona

Oggetti vietati a Gran Canaria

Anche le Isole Canarie hanno introdotto nuove regole, a partire da Gran Canaria. Qui le autorità hanno rilasciato un nuovo elenco di oggetti vietati sulle spiagge il cui utilizzo potrebbe comportare una multa di 3000 euro. Tra questi oggetti e comportamenti considerati illegali ricordiamo: l’uso delle sigarette elettroniche, riprodurre musica ad alto volume, utilizzare fornelli per cucinare, montare tende da campeggio, raccogliere conchiglie, utilizzare impropriamente le docce e pescare con una canna entro 150 metri dalle zone di balneazione o vicino ai subacquei.

Le Isole Canarie, proprio in questo periodo, si stanno preparando ad affrontare numerose proteste per contrastare il problema dei turisti che visitano le isole comportandosi in modo scorretto, non rispettando le regole imposte per proteggere l’ambiente e “trattando il territorio come fosse un luna park”.

Altre regole introdotte in Spagna

Nella città di Torrox, sulla Costa del Sol, è stata introdotta una nuova regola che vieta l’installazione di tende, gazebo e strutture simili sulla spiaggia. Secondo i consiglieri comunali, queste strutture occupano spazio, creano rumore e bloccano la visuale dei bagnini che cercano di proteggere i bagnanti. Già nel 2014, Torrox aveva fatto parlare di sé diventando la prima municipalità di Malaga a emettere multe per i frequentatori delle spiagge che riservavano i posti lasciando incustoditi sedie a sdraio, ombrelloni e oggetti personali.

Dopo Barcellona, la prima grande città spagnola a vietare il fumo sulle spiagge, ora rientrano anche 28 spiagge delle Isole Baleari. A Ibiza, queste includono Playa de Santa Eulalia del Río e Playa de Talamanca; a Maiorca, Sant Joan, Santa Ponsa, Cala Estància e molte altre; a Minorca, il fumo è vietato a Binissafúller e Platja Gran.
In altre zone del Paese, a vietare il fumo ci sono 53 spiagge in Andalusia, 61 spiagge nelle Isole Canarie e 18 spiagge sulla Costa del Sol.

Oltre al fumo tradizionale, anche il vaping è vietato in diverse località, come dieci spiagge a Barcellona e 28 delle Isole Baleari. Infine, anche la minzione subacquea è vietata: a introdurre il divieto con tanto di multa fu due anni fa la città di Vigo, nel nord della Spagna, alla quale è seguita Malaga che ha approvato la regola in 25 spiagge del comune con sanzioni da 300 a 750 euro.

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I luoghi di Wonder Woman 1984 tra realtà e finzione

Sebbene possa essere un sequel di uno dei film di supereroi di maggior successo di tutti i tempi, Wonder Woman 1984 è una delle voci più ambiziose del DC Extended Universe fino ad oggi. Le riprese del film diretto da Patty Jenkins con Gal Gadot nuovamente nei panni dell’eroina protagonista sono state realizzate in giro per il mondo molto prima della pandemia di coronavirus. La regista ha scelto di utilizzare location del mondo reale per gran parte del film, anziché set costruiti negli studi cinematografici, per mantenere l’azione il più realistica possibile. Il film è ambientato negli anni 80, quando il destino del mondo è di nuovo in pericolo e solo Wonder Woman può salvarlo con i suoi super poteri, entrando in azione per sventare i piani vili escogitati dal fallito imprenditore e personaggio televisivo Max Lord.

La trama ruota attorno al furto da parte di Lord di un antico manufatto in fase di esame presso lo Smithsonian di Washington, DC, dove Diana lavora come antropologa culturale. Quest’ultima usa i suoi poteri magici per esaudire qualsiasi desiderio per promuovere il suo obiettivo di diventare super potente e di successo, e concede anche desideri pericolosi a persone che gli sono utili. Quando il film inizia, noterai che l’appartamento di Diana si affaccia sul famoso Watergate Hotel.

Alexandria

Fonte: Getty

Il centro commerciale ad Alexandria

Dove è stato girato

Wonder Woman 1984 è stata una produzione itinerante, con riprese svolte in numerose location negli Stati Uniti, in Inghilterra, Galles, Spagna e nelle Isole Canarie. Dato il periodo in cui è ambientato il film sono gli anni 80 non poteva certo lasciarsi sfuggire l’opportunità di mettere in risalto un centro commerciale retrò, un luogo che si è rivelato popolare anche in Stranger Things di Netflix. Si tratta del Landmark Mall di Alexandria, in Virginia, che è stato chiuso per diversi anni e poi è stato trasformato per sembrare un centro dello shopping dell’epoca.

Il centro commerciale anni 80

Diana Prince si ritrova lì per fermare una rapina in una gioielleria, scontrandosi con una banda di rapinatori che ottengono molto più di quanto pattuito. Per girare la scena i produttori hanno affittato il Landmark Mall quasi vuoto che è stato aperto al pubblico per la prima volta nell’agosto del 1965 ed è rimasto operativo fino al 2017. Per ripristinare quella nostalgica sensazione anni 80, la scenografa Aline Bonetto e il suo team hanno dovuto cambiare tutto, dalle lampade alle insegne nel marciapiede.

In totale hanno allestito 65 negozi con articoli e arredi d’epoca, fino ai piccoli dettagli come registratori di cassa in stile vintage e quaderni dei venditori. Il produttore Charles Roven ha detto: “Quando abbiamo esplorato il Landmark Mall, eravamo emozionati di trovare un centro commerciale vuoto ancora funzionante: le scale mobili funzionavano, gli ascensori funzionavano, i bagni funzionavano, l’impianto idraulico era lì, quindi ne eravamo molto entusiasti. Dopo aver parlato con il nostro team di progettazione, ci siamo resi conto che questa benedizione poteva anche essere un po’ una maledizione perché l’azione si svolge su tre piani. Ognuno di quei piani aveva negozi che dovevamo riempire con nomi di aziende che potrebbero o meno esistere ancora oggi. È stato un lavoro davvero grande, più di quanto avessimo mai pensato, ma Aline ha fatto centro.”

Tenerife

Fonte: iStock

Tenerife

Studio Ovale alternativo

Nemmeno il film campione d’incassi Wonder Woman 1984 ha abbastanza influenza per affittare lo Studio Ovale, il famoso spazio di lavoro del Presidente degli Stati Uniti. Infatti la troupe del cinecomic ha ricreato gli interni di quella parte della Casa Bianca nel complesso della Warner Bros a Leavesden, in Inghilterra, la stessa location del tour degli studi The Making of Harry Potter. La produzione è rimasta in Inghilterra per altre scene, utilizzando diverse location come Legal and General House nel Surrey, Boston Manor Park a Brentford, Imperial War Museum a Duxford e Bovington Airfield nell’Hertfordshire. Tuttavia altri luoghi famosi di Washington DC hanno fatto da location al filma, come il National Air and Space Museum e il National Mall. Ma, a causa delle complicate politiche dello stato, è stato necessario che la troupe si coordinasse con il La US Park Police, il Metropolitan Police Department e il National Parks Service per raggiungere l’obiettivo.

Temyschira

All’inizio dl film colpiscono le scene suggestive ambientate nel luogo di nascita di Wonder Woman, l’isola immaginaria di Themyscira, dove ci sono alcuni flashback dei Giochi delle Amazzoni che hanno avuto luogo durante l’infanzia di Diana. Questa è la parte visivamente più sbalorditiva del film e le scene epiche della gara e gli ampi paesaggi mediterranei sono stati girati a Fuerteventura e Tenerife. Le riprese in gran parte sono state realizzate a Valle Olvido.

Muro di Jayran

Fonte: iStock

Il Muro di Jayran in Spagna

Spagna

Wonder Woman 1984 è in parte ambientato a Il Cairo, ma la troupe ha effettivamente girato molte di queste scene nel sud della Spagna. L’incredibile complesso fortificato di Alcazaba, una delle più potenti fortezze moresche in Spagna, e il Muro di Jayran ad Almería svolgono una parte importante. I registi sono tornati alle Isole Canarie per una scena di battaglia di convoglio che si svolge alla periferia del Cairo, con una strada principale di Fuerteventura chiusa per diverse settimane in modo che la produzione potesse pianificare, provare e filmare la sequenza.

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Gibilterra: dov’è e a chi appartiene questo territorio?

Una meta probabilmente troppo lontana dai grandi flussi turistici, a volte quasi snobbata nel momento in cui si decide di organizzare un weekend fuori dai confini nazionali o un periodo di ferie prolungato. Stiamo parlando di Gibilterra, fantastico territorio sulle rive del Mediterraneo. Ma dove si trova Gibilterra e a quale Stato appartiene?

Dove si trova Gibilterra?

Gibilterra è una piccola penisola situata all’estremità meridionale della Spagna. Un fantastico territorio che dà il nome all’omonimo Stretto di Gibilterra, ovvero il punto in cui il Mar Mediterraneo incontra l’Oceano Atlantico. Si trova a circa 80 chilometri di distanza dalla più conosciuta città di Marbella, in Spagna e viene spesso inserita fra gli itinerari consigliati per scoprire la bellissima Costa del Sol.

È una posizione, quella di Gibilterra, decisamente strategica, in quanto segna il confine naturale che c’è tra il Europa ed Africa, e dal quale è addirittura possibile vedere ad occhio nudo il Marocco, soprattutto nelle giornate più limpide. Questo fa sì che, nonostante le sue dimensioni ridotte, ovvero una superficie di circa 6,8 chilometri quadrati, sia un luogo di grande importanza geopolitica e storica.

A quale Stato appartiene Gibilterra?

Non molti sanno, però, che Gibilterra non è uno stato indipendente. Infatti, nonostante la sua posizione geografica, questo territorio appartiene al Regno Unito e proprio per questo motivo è inserito all’interno della lista delle Nazioni Unite dei territori non autonomi, che racchiude tutti quei territori che sono ancora soggetti al colonialismo.

Questo status di territorio d’oltremare del governo britannico è sempre stato fonte di tensioni politiche tra Spagna e Regno Unito, in quanto il Paese spagnolo rivendica la sovranità sulla penisola da diversi secoli. Infatti, la presenza del potere britannico su questi territori risale addirittura ai primi anni del Diciottesimo secolo, precisamente al 1704, durante la Guerra di Successione Spagnola, quando il territorio e la Rocca di Gibilterra furono occupati. Il potere del Regno Unito è stato riconosciuto nel 1713 con il Trattato di Utrecht, in cui i due Paesi trovarono l’accordo per la cessione del territorio.

Nonostante le pressioni da parte del governo spagnolo per la sovranità, negli anni sono stati indetti due referendum, il primo nel 1967 ed il secondo nel 2002, in cui la popolazione di Gibilterra ha votato a favore del controllo del Regno Unito. Basti pensare, infatti, che la lingua ufficiale è l’inglese, la valuta è la sterlina britannica e ci sono influenze molto evidenti sulla cultura locale.

Qual è la capitale di Gibilterra?

La città di Gibilterra è la capitale di questo territorio e si tratta dell’unico centro urbano dell’intero territorio. È una vivace città, che si sviluppa ai piedi della Rocca, con una popolazione di circa 34.000 abitanti.

Il centro storico cittadino è caratterizzato da suggestivi edifici in stile coloniale, dove è possibile notare un mix unico tra l’influenza britannica e gli elementi del mediterraneo. Per gli amanti dello shopping, nella Main Street, ovvero la strada principale, sono presenti numerosi negozi duty-free, con prezzi convenienti, ma anche ristoranti e caffè. I visitatori di Gibilterra possono esplorare anche famosi luoghi turistici come la Grotta di San Michele oppure osservare le numerose scimmie berbere che popolano la Rocca di Gibilterra o semplicemente godersi una passeggiata sul lungomare, con vista sullo stretto.

Scimmie berbere che si trovano a Gibilterra, territorio che si trova nel sud della Spagna

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Scimmie berbere nella Rocca di Gibilterra

Quali sono stati i risvolti della Brexit su Gibilterra?

Dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, sono state sollevate nuove questioni su Gibilterra, soprattutto in relazione alla libertà di movimento delle persone tra questo territorio ed il vicino paese spagnolo. Nonostante ciò, il governo di Gibilterra ha mantenuto relazioni positive con l’Unione Europea, garantendo dunque la stabilità economica e sociale del territorio.

Infatti, grazie a questi accordi, per tutti i cittadini italiani che hanno intenzione di visitare Gibilterra, non è necessario essere muniti di passaporto. Documento che invece risulta obbligatorio per chiunque abbia intenzione di visitare il Regno Unito, proprio a causa della Brexit.

Decidere di visitare Gibilterra vuol dire andare alla scoperta di un territorio, che seppur molto limitato dal punto di vista geografico ed il controllo del Regno Unito, è stato in grado di mantenere una forte identità propria, tutta da scoprire. La sua capitale affacciata sul mare e il fascino della Rocca, sapranno regalare piacevoli ricordi.

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Nascono i viaggi integrati treno+aereo tra Italia e Spagna

Raggiungere la Spagna e scoprire le sue città più belle diventa ancora più semplice per i passeggeri che volano con la compagnia ITA Airways. Grazie alla partnership tra ITA e Iryo, società operativa in Spagna partecipata da Trenitalia del gruppo Fs, sarà possibile viaggiare con un biglietto unico treno+aereo. In questo modo avrete accesso, con una singola prenotazione, a una nuova serie di viaggi combinati verso destinazioni che, attualmente, non sono coperte direttamente dai voli della compagnia italiana.

Se sognate da tempo di provare la famosa paella di Valencia, di immergervi tra le bellezze arabe di Cordoba o di assistere a uno spettacolo di flamenco a Siviglia, questa è l’occasione giusta per raggiungere queste mete, e non solo, in modo semplice e senza dovervi preoccupare di pianificare i vostri spostamenti.

Come funziona il biglietto unito treno+aereo

Grazie all’accordo, i passeggeri ITA Airways potranno raggiungere con l’aereo e poi con il Frecciarossa ad alta velocità diverse destinazioni spagnole, mentre i passeggeri di Iryo potranno raggiungere oltre 20 aeroporti in Italia, tra cui Roma, Milano, Venezia, Firenze e Napoli.

I passeggeri arrivati dall’Italia agli aeroporti di Madrid e Barcellona, per esempio, potranno sfruttare la connessione ferroviaria locale già inclusa nella prenotazione, senza alcun costo aggiuntivo di trasferimento.

Dove acquistare il biglietto unico treno+aereo? Potete acquistarlo direttamente sul sito web di ITA Airways, presso le agenzie di viaggi abilitate, le biglietterie ITA e il Customer Information Assistance Office della compagnia. Prima di salire a bordo dei treni Iryo, i clienti di ITA possono richiedere che i biglietti vengano inviati via mail al momento della prenotazione, oppure possono ottenerli direttamente sul sito ufficiale della compagnia ferroviaria.

I benefici per i viaggiatori e per l’ambiente

Dimenticate quella preoccupazione provocata dal dover cercare le coincidenze dei treni e degli aerei durante la creazione del vostro itinerario. Uno dei principali benefici di questa novità risiede proprio nel non dover impazzire per organizzare i vari spostamenti per raggiungere la propria destinazione.

Oltre a questo, quali sono gli altri benefici dei quali potranno godere i viaggiatori grazie a questo accordo? Grazie al biglietto combinato, sia i passeggeri di ITA che di Iryo potranno utilizzare le offerte e i servizi di assistenza ai clienti di entrambe le compagnie. In più, contribuiscono a un turismo più ecologico in quanto uno degli obiettivi dell’accordo è proprio quello di promuovere una mobilità sempre più integrata, intermodale e sostenibile.

Come ha dichiarato Stefano Antonio Donnarumma, l’amministratore delegato e direttore generale del Gruppo Fs: “La nostra visione è quella di promuovere una mobilità senza soluzione di continuità tra i vari Paesi europei, con il treno come strumento di connessione tra le principali città e metropolitane”.

L’intermodalità, quindi, diventa la protagonista di un moderno sistema di trasporti europeo che contribuisce alla riduzione delle emissioni di CO2 e a un miglioramento della qualità della vita delle persone. Un impegno alla sostenibilità che non stupisce, soprattutto considerando il ruolo che molte città spagnole stanno avendo in questo ambito, una su tutte la meravigliosa Valencia, riconosciuta Capitale Verde d’Europa nel 2024.

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Questo è il monumento più amato della Spagna (no, non è la Sagrada Familia)

Quando pensiamo ai monumenti iconici e più amati della Spagna, il nostro pensiero va immediatamente a luoghi incredibili come la Sagrada Familia a Barcellona o l’Alhambra a Granada. Eppure, secondo una ricerca svolta dall’agenzia di viaggio specializzata in crociere Iglu Cruises, che ha analizzato migliaia di recensioni lasciate dai turisti su monumenti architettonici in tutta la Spagna, non sono loro quelli più amati.

Il monumento più amato del Paese è risultato la Mezquita-Catedral di Córdoba, una moschea dalla straordinaria bellezza. Questa, infatti, vanta una percentuale impressionante di recensioni a cinque stelle, con l’86,3%, rendendola non solo il monumento più apprezzato in Spagna, ma anche in tutta Europa.

Si tratta di una delle più grandi opere di architettura islamica al mondo e conquista qualsiasi visitatore con gli interni decorati in modo estremamente particolare. Inoltre, rappresenta il simbolo di un periodo d’oro della Spagna quando musulmani, ebrei e cristiani arricchivano la loro città con un mix di culture diverse e vibranti. Scopriamo un po’ della sua storia e come visitarla!

La storia della Mezquita-Catedral di Córdoba

La storia della Mezquita-Catedral di Córdoba comincia nel 786 d.C. durante il dominio del primo emiro omayyade Abd ar-Rahman I: fu lui che decise di acquistare metà della chiesa visigotica di San Vicente per le preghiere del venerdì della comunità musulmana. Successivamente acquistò anche l’altra metà su cui erigere una nuova moschea.

Con la crescita della città durante l’emirato e il califfato, furono eseguiti numerosi ampliamenti tra il IX, X e XI secolo, che hanno quasi quintuplicato le dimensioni della moschea e le hanno dato la forma che possiede oggi, con una importante alterazione: proprio nel mezzo della moschea si trova una cattedrale cristiana, da qui il nome ‘Mezquita-Catedral’, moschea-cattedrale.

Questo avvenne nel 1236, dopo la reconquista da parte di Ferdinando III detto Il Santo. A partire da questo momento, infatti, i musulmani furono mandati via da Córdoba e nella moschea vennero costruite cappelle, altari e altri elementi cristiani.

Cosa vedere nella Mezquita-Catedral

La Mezquita-Catedral unisce gli stili omayyade, plateresco, rinascimentale e barocco e rappresenta l’unica moschea al mondo ad avere una cattedrale al suo interno. Qui comincerete la visita dall’incantevole Patio de los Naranjos, un cortile con alberi di arancio, palme, cipressi e fontane, un tempo luogo delle abluzioni rituali prima della preghiera nella moschea.

Per godere di panorami mozzafiato e di una prospettiva unica dall’alto sull’edificio principale, salite sulla torre campanaria alta 54 metri costruita originariamente da Abd ar-Rahman III tra il 951 e il 952 come minareto della Mezquita. Successivamente fu rivestita da un robusto guscio esterno e innalzata dai cristiani nel XVI e XVII secolo.

La Mezquita-Catedral fu un edificio rivoluzionario al tempo, basta guardare i suoi interni: se i classici edifici islamici si sviluppavano in verticale, la Mezquita, invece, fu concepita come uno spazio orizzontale e democratico. Qui gli uomini pregavano fianco a fianco sull’argamasa, un pavimento di calce e sabbia rossastra compattata.

Sopra di loro, un tetto piatto, decorato con motivi dorati e multicolori, era sostenuto da archi striati che suggerivano una foresta di palme da dattero. Gli archi poggiavano infine su 1293 colonne, di cui oggi ne rimangono 856.

Un altro dettaglio da ammirare, contraddistinto da un magico splendore, è il portale del Mihrab, un arco a forma di mezzaluna racchiuso da una cornice rettangolare, detta alfiz. Per la decorazione del portale, Al-Hakim chiese all’imperatore di Bisanzio, Nicéforo II Foca, di inviargli un mosaicista capace di imitare i superbi mosaici della Grande Moschea di Damasco, uno dei grandi edifici omayyadi siriani dell’VIII secolo. L’imperatore cristiano inviò al califfo musulmano non solo un mosaicista, ma anche un dono di 1600 kg di tessere d’oro mosaico.

Infine visitate la parte della cattedrale cristiana, frutto di un lavoro che durò quasi 250 anni, un elemento racchiuso nei tanti stili presenti, da quello rinascimentale al barocco. Tra le caratteristiche più tarde troviamo il ricco retablo (pala d’altare) del XVII secolo della Capilla Mayor, realizzato in diaspro e marmo rosso, e gli splendidi stalli del coro in mogano, scolpiti nel XVIII secolo da Pedro Duque Cornejo.

Mezquita Catedral Cordoba

Fonte: iStock

Vista dall’alto della Mezquita-Catedral di Córdoba

Come visitare la Mezquita-Catedral

La Mezquita-Catedral, il monumento più amato della Spagna, può essere visitata tutto l’anno acquistando un biglietto di 13 euro per gli adulti, 10 euro per gli over 65 e 7 euro per i bambini tra i 10 e i 14 anni (i minori di 10 anni entrano gratuitamente). I biglietti possono essere acquistati anche in loco, ma noi consigliamo di prenderli online per evitare file e avere la certezza di riuscire a entrare.

Il monumento è aperto dalle 10:00 alle 18:00, mentre la torre campanaria, per la quale è necessario acquistare un biglietto a parte del costo di 3 euro, ha orari ben precisi che consigliamo di controllare sul sito ufficiale. Per chi desidera un’esperienza particolare, può visitare la Mezquita-Catedral di sera acquistando un biglietto di 20 euro dove scoprirete la sua storia assistendo anche a uno spettacolo di luci e suoni della durata di un’ora.

Per arrivare alla Mezquita-Catedral vi basterà salire sul bus 3 e 12 con fermata a “Puerta del Puente”.

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Elysium, la nuova Las Vegas europea si trova in Spagna

Hotel di lusso, casinò, ville, centro commerciale, parco acquatico, auditorium per gli eventi: Elysium avrà molto di Las Vegas. Solo che, anziché trovarsi negli Stati Uniti, nascerà in Spagna, nel cuore dell’Estremadura.

Sarà una “smart city”, un progetto innovativo che in Europa non ha eguali. Ad annunciare la sua nascita è stato il colosso statunitense Cora Alpha, che si occuperà della sua realizzazione. A Castilblanco, nell’Estremadura, nei prossimi anni si potrà quindi visitare e soggiornare in una città che un po’ ricorderà Las Vegas e un po’ un grande parco divertimenti. Inoltre, sarà immersa in splendide aree verdi, con sentieri per i trekkers e i cicloturisti, e offrirà ai suoi residenti e ai turisti un’infinità di servizi all’avanguardia.

Divertimento nella nuova città Elysium City

Sarà una città del futuro che avrà tutto ciò di cui si può avere bisogno, e anche molto di più. Elysium City si svilupperà lungo la costa del fiume Guadiana, che attraversa la penisola iberica per più di 800 km.

La costruzione di questo colosso cittadino avverrà in due fasi: la prima vedrà nascere un hotel 5 stelle con casinò e uno a 4 stelle, un parco a tema, un parco acquatico, un centro conferenze, un campo da golf a 18 buche, un’arena per sport e concerti omologata per i match calcistici, un porto e uno spazio dedicato ai festival. La seconda fase, invece, vedrà lo sviluppo di altri cinque o sei hotel, una pista per la Formula Uno e tante altre attrazioni.

“È fondamentalmente una città che stiamo creando da zero. Una città intelligente, che avrà nel suo core business il divertimento: ci sarà un parco in stile Disney, e un parco acquatico che sarà diverso da tutti gli altri, e che vedrà la completa integrazione con il paesaggio. Il nostro obiettivo? Dar vita ad un posto in cui la gente voglia vivere, lavorare e divertirsi”, ha dichiarato John Cora, fondatore e amministratore delegato di Cora Alpha, nell’annunciare questo ambizioso progetto. L’idea di un parco a tema Disney arriva probabilmente dalla passata esperienza di Cora, che ha trascorso trent’anni all’interno della The Walt Disney Company, seguendo la progettazione e lo sviluppo del progetto d’espansione del Disneyland Resort.

panoramica di Elysium City nel progetto della Las Vegas europea

Fonte: Castilblanco Elysium Corporation

Il progetto di Elysium City, panoramica

Il progetto di Elysium City

Il progetto di Elysium City è veramente impressionante. L’intera area di 1.185 ettari su cui si estenderà la mappa cittadina, che accoglierà circa 20 mila residenti e 56 mila lavoratori, sarà suddivisa in 9 distretti. Ognuno di questi sarà dedicato a un aspetto specifico della vita, dal lavoro all’intrattenimento, dal turismo alla natura:

  • Area dei servizi: saranno inclusi un ospedale, un centro benessere, la stazione dei pompieri e della polizia e infrastrutture tecnologiche;
  • Centro Urbano: qui vivranno i cittadini di Elysium, con edifici ad uso misto, uffici, imprese, zone commerciali, musei e un centro culturale e finanziario;
  • Istruzione e sport: area per studenti e sportivi con università, centri educativi, biblioteca, centro di ricerca e luoghi attrezzati per l’attività fisica;
  • Hotel: area per hotel di lusso e Resort, oltre che una zona residenziale a bassa densità, con tutti i comfort;
  • Centro per l’intrattenimento: nella parte più centrale della città, sarà il cuore del divertimento con un parco tematico e uno acquatico, un’area per eventi virtuali e hotel;
  • Area di espansione: zona residenziale a bassa densità immersa in aree verdi e rete di sentieri per il trekking e le attività all’area aperta;
  • Città: un distretto in cui si concentreranno luoghi per i grandi eventi come concerti e spettacoli teatrali con anfiteatri integrati con la natura, ma anche boutique hotel e area glamping affacciata sul fiume;
  • Marina: la zona della città in cui si svilupperanno tutte le attività acquatiche, come vela e area tuffi, ma anche per ristoranti, hotel e negozi;
  • Fattoria solare: enorme area dedicata alla produzione di energia solare tramite distese di pannelli fotovoltaici, che permetteranno il sostentamento energetico della città.

In più, è prevista anche l’implementazione di una App utile per la fruizione di tutti i servizi di questa città smart: si potranno riservare stanze di hotel, acquistare biglietti per i concerti, trovare annunci di lavoro o gestire tutta la burocrazia dei residenti. Tutto a portata di smartphone.

Le strade cittadine nel progetto di Elysium City

Fonte: Castilblanco Elysium Corporation

Il progetto di Elysium City, le strade cittadine

La perfetta città intelligente del futuro: gli obiettivi di Elysium

È normale chiedersi perché sia stata scelta proprio quest’area della Spagna per realizzare la Las Vegas d’Europa. Secondo quanto spiegato da Cora in occasione della presentazione del progetto, il suo clima è simile a quello della California del Sud, e quella individuata è una location splendida, sulla cima di una collina e con una vista spettacolare sul fiume Guadiana. Una posizione strategica, inoltre, che permette di raggiungere Madrid in un’ora e mezza.

Sono 4 gli obiettivi che Elysium vorrà perseguire nella realizzazione di questo progetto faraonico e ambizioso:
  • Sostenibilità: dalla costruzione della città fino alla sua amministrazione giornaliera, verranno implementate tecnologie ecologiche e soluzioni innovative per minimizzare l’impatto ambientale;
  • Spazi verdi stimolanti: rigogliose aree verdi e sostenibili che fungeranno da “polmoni” per la città. Sorgeranno parchi, giardini e spazi ricreativi mirati ad incentivare uno stile di vita sano e attivo;
  • Tecnologie integrate: sistemi intelligenti per la gestione energetica e connettività di ultima generazione, tutto per garantire maggior efficienza, sicurezza e comodità a coloro che risiederanno in questa città dei sogni;
  • Architettura d’avanguardia: edifici e zone pubbliche avranno uno stile unico dalle forme contemporanee e con funzionalità eccezionali.

Una città che non avrà nulla da invidiare a Las Vegas, sia per il divertimento che per uno stile di vita proiettato alla sostenibilità futura e al progresso tecnologico. Lo sforzo economico non è indifferente: si prevede che verranno investiti ben 18 miliardi di euro per realizzare questo progetto rivoluzionario. Anche se non si ha ancora una data sicura sul completamento dei lavori, siamo certi che ne sentiremo parlare ancora.

Architetture contemporanee nella Elysium City, Spagna

Fonte: Castilblanco Elysium Corporation

Architetture contemporanee che caratterizzano Elysium City
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La Spagna al TTG di Rimini 2024, le novità

Blanca Pérez-Sauquillo López è stata nominata direttrice dell’Ente Spagnolo del Turismo e Console aggiunto presso il Consolato Generale di Spagna a Milano ed è tra i nuovi responsabili di Turespaña che, dal 1° settembre 2024 dirigono nove delegazioni estere. Sono tutti funzionari esperti nel settore turistico chiamati, secondo i principali obiettivi di Turespaña, a incrementare la domanda internazionale di qualità in Spagna e a identificare e attrarre un turismo che contribuisca alla sostenibilità della destinazione.

La road map generale stabilisce le seguenti linee strategiche: sostenibilità sociale, intesa come miglioramento della coesione territoriale agendo sulla distribuzione dei flussi turistici, sostenibilità ambientale come attributo del marchio turistico Spagna e sostenibilità economica, cioè promozione dell’offerta di maggior valore aggiunto e attrazione di turisti con elevata spesa media. SiViaggia l’ha intervistata alla vigilia del TTG di Rimini dove si presenta per la prima volta al mercato turistico italiano.

Gli italiani amano molto la Spagna, da sempre: come se lo spiega?

La Spagna è un Paese che si è sempre contraddistinto per essere una meta ospitale e accogliente. Inoltre, l’industria turistica ha un peso molto importante nell’economia e, per il suo carattere trasversale, penetra in modo indiretto praticamente in tutti i sottosettori di attività, rendendosi così molto presente ed essendo un’attività altamente professionale. D’altra parte, la Spagna è una delle mete più sicure al mondo, un aspetto fondamentale per qualsiasi viaggiatore. A questi fattori si aggiunge uno stile di vita in cui condividiamo molte cose con gli italiani, dalla dieta mediterranea alla nostra cultura di vivere all’aria aperta, grazie al bel tempo, o al nostro carattere allegro e appassionato.

Park Güell Barcellona

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Il famoso Park Güell a Barcellona

Com’è cambiato il turismo in Spagna nel corso degli anni?

Il turismo in Spagna ha subìto un importante cambiamento dal suo sviluppo iniziale negli Anni ’60 fino ad oggi. All’epoca, la Spagna si presentava al mondo come una meta “esotica” per trascorrere le vacanze estive, stiamo parlando del periodo del “Spain is different”, in cui venivano valorizzati luoghi comuni e stereotipi che attraevano soprattutto viaggiatori europei, attratti da un clima eccellente e da prezzi molto competitivi. Oggi, la Spagna continua a essere una meta leader per le vacanze, ma la nostra proposta di valore si è evoluta. Competiamo in qualità, non in prezzo, con altre destinazioni mediterranee e offriamo molto di più rispetto a mare e sole. Siamo una meta per vivere esperienze memorabili tutto l’anno, in cui l’offerta di svago culturale ha un peso specifico, integrata da proposte di enoturismo e gastronomia di primo livello e da opportunità per godere della natura in un Paese con uno dei maggiori patrimoni protetti d’Europa. Non solo ci visitano europei, ma anche persone provenienti da tutto il mondo; quindi, la nostra offerta si è adattata ai gusti e alle preferenze di quei viaggiatori provenienti dai Paesi asiatici. Perché, anche se molte cose si sono trasformate, la nostra professionalità e la cultura del dettaglio non sono cambiate.

Ora si rischia di avere fin troppi turisti e l’overtourism sta diventando un vero problema, cosa ne pensa?

Credo che il discorso non debba concentrarsi su quanti siano i turisti, ma se i turisti stiano contribuendo o meno a raggiungere gli obiettivi che vogliamo raggiungere. Il turismo è un’attività economica e, in ultima istanza, deve produrre un beneficio per le società in cui si sviluppa. Se le comunità locali non traggono vantaggio, bisogna pensare a modelli alternativi. In questo senso, sia dalle amministrazioni pubbliche sia dal settore privato, dobbiamo cercare di attrarre quei turisti che ci generano maggior valore, non solo in termini economici, ma anche perché il loro comportamento e il loro modo di viaggiare favoriscono una migliore convivenza con i residenti. Si tratta di viaggiatori che cercano destinazioni meno conosciute, che viaggiano fuori stagione e che desiderano vivere esperienze autentiche, partecipando insieme alla popolazione locale, con rispetto. È più un problema di gestione dei flussi che di volume, ma non c’è dubbio che sia una questione complessa che molte destinazioni devono affrontare.

Lanzarote

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Lanzarote, bellissimo gioiello delle Canarie

La Spagna ha appena adottato una nuova politica per chi desidera venire anche solo per un giorno, perché?

Immagino si riferisca alla nuova normativa che stabilisce la registrazione dei dati al momento della prenotazione dei servizi in strutture ricettive o noleggio auto che sono state annunciate dal ministero dell’Interno per ragioni di sicurezza e lotta alla criminalità. In ogni caso, al momento l’entrata in vigore di questa normativa è stata rinviata al 2 dicembre e dovremo aspettare per vedere come verrà applicata per poterla valutare meglio.

Qual è la vostra strategia di sostenibilità del turismo?

Come è ben noto, quando parliamo di sostenibilità, tendiamo a differenziare tre fattori diversi: la sostenibilità ambientale (affinché l’attività turistica non disturbi l’ambiente naturale in cui si sviluppa), la sostenibilità economica (fondamentale affinché l’attività imprenditoriale sia redditizia e possa sopravvivere) e la sostenibilità socioculturale (affinché l’attività turistica non trasformi la cultura, le usanze e le tradizioni della società in cui si svolge). Dal ministero del Turismo si sta lavorando a diversi progetti per contribuire a rendere il modello turistico spagnolo più sostenibile in tutti i sensi. A tal fine, la gestione dei fondi europei Next Generation si è sviluppata attorno a un piano basato su due assi fondamentali: la digitalizzazione e la sostenibilità. Questo aspetto si canalizza in progetti orientati sia ai modelli di governance delle destinazioni turistiche sia a progetti destinati alle imprese, per promuovere, per esempio, l’efficienza energetica delle attività turistiche o lo sviluppo di proposte ed esperienze turistiche che contribuiscano alla destagionalizzazione o allo sviluppo di un tessuto economico in destinazioni e territori in fase di riconversione.

Marbella

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Vista aerea di Marbella

D’altra parte, da Turespaña stiamo lavorando sulla conoscenza e sui dati. Ciò che non può essere misurato non può essere migliorato. Così, dal nostro dipartimento di intelligenza turistica abbiamo avviato due nuove indagini per conoscere sia la percezione di sostenibilità dei turisti internazionali che ci visitano sia quella dei residenti, per capire in quali destinazioni e in quali periodi dell’anno la popolazione locale ha una percezione più sfavorevole. Da lì, partirà poi un lavoro congiunto fra amministratori pubblici e l’imprese per trovare una soluzione a questi temi.

Ci sono dei luoghi insoliti della Spagna, fuori dalle solite rotte, che consiglia agli italiani di vedere?

Certamente, le regioni dell’interno della Spagna sono ancora molto sconosciute per il turista italiano. Sto pensando a Castilla e León, Castiglia-La Mancia, l’Estremadura, la Rioja, l’Aragona o la Navarra. Sono territori in cui la ricchezza patrimoniale e culturale è impressionante, la gastronomia è singolare e diversificata e i paesaggi e gli spazi naturali sono incredibili. Penso a luoghi come il territorio di El Matarraña, in Aragona, che viene chiamata la “Toscana spagnola”, alle ciclabili in paesaggi spettacolari come il Deserto delle Bardenas Reales, in Navarra, alla “dehesa” dell’Estremadura dove si alleva il maiale iberico, o alla Valle del Jerte, con i suoi ciliegi in fiore che evocano paesaggi di altre terre.

estremadura-castello-medellin

Fonte: @SiViaggia – Ilaria Santi

Il paesaggio dell’Estremadura con il castello di Medellín

Cosa annunciate di nuovo al TTG di Rimini quest’anno e cosa vi aspettate da questa fiera?

In questa fiera speriamo di avvicinare il pubblico e i professionisti a quella Spagna più sconosciuta, a quei territori inesplorati o a proposte fuori stagione alta e singolari in regioni più popolari come le nostre Isole Canarie o Baleari, destinazioni con un’offerta squisita oltre al sole e al mare, con eccellenti esperienze per godere dell’aria aperta e della natura, della gastronomia, dell’enoturismo. Chi non vorrebbe assaporare un vino vulcanico o imparare a fare un formaggio tradizionale dell’Isole Baleari? Vi aspettiamo!

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Spagna, nuove regole per entrare dal 1° ottobre: cosa serve

Dopo i disordini e le manifestazioni in seguito all’overtourism, la Spagna ha preso una decisione che ha sorpreso l’Europa. A partire dal 1° ottobre per visitare il Paese, anche solo per un giorno, i turisti dovranno fornire una serie di dati personali e sensibili. Le regole cambiano, come annunciato dal governo, monitorando l’ingresso dei visitatori secondo modalità mai messe in atto precedentemente. Un Paese da sempre noto per la sua solarità e accoglienza, chiude parzialmente le porte per cercare di limitare i danni dovuti a un turismo di massa a quanto pare troppo invasivo.

Nel 2023 la Spagna ha registrato circa 85 milioni di turisti, ovvero il 18,7% in più del 2022. Questo ha significato un record di spesa turistica di 108.662 milioni di euro che rivela che ogni turista in media ha pagato 1278 euro durante la propria vacanza. I dati hanno confermato che la maggior parte dei visitatori recenti provengono dal Regno Unito, seguito dalla Francia e poi l’Italia al terzo posto.

Ingresso in Spagna: cambiano le regole

Secondo i nuovi provvedimenti presi dal governo di Madrid il settore turistico spagnolo dal mese di ottobre dovrà adottare alcune importanti misure straordinarie. Gli hotel, le compagnia di noleggio auto, i proprietari di strutture ricettive come Airbnb dovranno richiedere al turista circa 40 tipi di informazioni personali. Non si tratta solo di dati personali come il documento o le generalità tradizionali, ma anche il numero del conto in banca e altri dettagli che minacciano la privacy dell’individuo. E tutto questo è richiesto anche solo per il soggiorno di una notte.

Queste misure restrittive, stando alle recenti dichiarazioni pubbliche del governo spagnolo, sono state prese per limitare il pericolo del terrorismo e della criminalità. Ma non mancano le polemiche e il rischio di tenere lontano i viaggiatori stranieri non è da sottovalutare, poichè potrebbero essere scoraggiati dall’impegno richiesto anche solo per una vacanza di un weekend.

Barcellona

Fonte: 123RF

Barcellona

Privacy a rischio e non solo

Oltre alla minaccia della privacy, chi vuole visitare la Spagna d’ora in poi dovrà mettere in conto anche un aumento del budget. Infatti, come riportato da El Pais, i turisti dovranno pagare una tassa di soggiorno comunale per ogni tipo di pernottamento, che si tratti di un hotel, di una pensione o una casa in affitto, persino una crociera e il campeggio. Inoltre è prevista anche una tassa di soggiorno negli stabilimenti turistici della Generalitat di una cifra variabile a notte per gli alberghi con meno di quattro stelle e di 3,50 per quelli di categoria più elevata.

Chi segue la Spagna

Non è solo la Spagna ad adottare misure restrittive in Europa. Infatti il Regno Unito che già si è sempre tenuto fuori dall’Unione europea, a partire dal mese di aprile 2025 ha previsto di far pagare a ogni turista una tassa di 10 sterline per entrare nel Paese. Questa decisione che risponde al nome di Eta sarebbe utile per tutelare le frontiere come una sorta di visto con validità di due anni da quando viene concesso. Il periodo di soggiorno però non deve superare i 60 giorni continuativi.