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Chemnitz Capitale della Cultura 2025: programma ed eventi

Dal 1985, l’Unione Europea designa alcune città come Capitali della Cultura, un titolo pensato per celebrare la ricca diversità culturale europea e promuovere l’unità e la cooperazione internazionale. Questa iniziativa incoraggia le città a presentare al grande pubblico il proprio patrimonio culturale attraverso un fitto programma di eventi organizzati durante tutto il 2025. Tra queste, insieme alle città gemelle di Nova Gorica e Gorizia, situate ai due lati del confine tra Slovenia e Italia, e Agrigento in Sicilia, c’è anche la città e la regione circostante di Chemnitz, in Germania.

Incastonata nel cuore della Sassonia Chemnitz, spesso soprannominata la “Manchester sassone” per il ruolo centrale occupato durante la Rivoluzione Industriale, sta vivendo un periodo di rinascita puntando a un futuro inclusivo e sostenibile. Drasticamente distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale e successivamente plasmata dal dominio della Germania Est, ha attraversato negli anni numerosi cambiamenti.

Nel 2019 la regione mineraria dell’Erzgebirge/Krušnohorí è stata dichiarata Patrimonio Mondiale dell’UNESCO e, quest’anno, con la nomina a Capitale della Cultura, vuole mostrarsi al mondo in una veste nuova invitando i viaggiatori a visitarla e scoprirla partecipando a un ricco calendario di eventi.

Inaugurazione ufficiale come Capitale della Cultura 2025

La prima data in programma, quella dedicata all’inaugurazione ufficiale di Chemnitz come Capitale della Cultura, è il 18 gennaio. Per l’occasione saranno allestiti tre palchi nella Piazza del Municipio, dove verranno presentati oltre 60 dei 160 progetti che si svolgeranno durante l’anno. Sin dal primo giorno, i partecipanti avranno l’occasione di immergersi nel patrimonio culturale della città partendo da un assaggio delle specialità gastronomiche tipiche.

Dalle ore 17:00, 120 volontari arriveranno con la storica locomotiva a vapore “Hegel” che attraverserà il centro città facendo diverse tappe, rievocando il passato industriale di Chemnitz. Lo spettacolo di apertura vero e proprio inizia alle 19:00 nella piazza intorno alla statua di Karl Marx, situata proprio nel centro città, dove si terrà uno spettacolo con musica, danza e narrazioni culturali. La giornata termina nei club di Chemnitz, anche questi parte integrante del panorama cittadino.

Chemnitz capitale della cultura

Fonte: iStock

Piazza del Municipio a Chemnitz

Gli eventi organizzati durante l’anno

Se state programmando un viaggio in Germania, fate un salto anche nella cittadina di Chemnitz perché il programma in serbo per quest’anno è davvero ricco di eventi. In un periodo in cui visitare destinazioni meno conosciute diventa sempre più importante per alleggerire le mete colpite dal turismo di massa, le Capitali della Cultura ricoprono un ruolo fondamentale. Non a caso, il motto scelto da Chemnitz e dai 38 comuni partner è proprio “C the Unseen”, ossia rendere visibili tesori nascosti e portare alla luce ciò che è poco conosciuto.

Ed è con questo spirito che la città non vede l’ora di accogliere nuovi viaggiatori per farsi conoscere attraverso un calendario ricco di proposte. Tra gli eventi più attesi c’è sicuramente il Festival KOSMOS per la democrazia, una celebrazione della diversità e del dialogo con concerti, letture e dibattiti previsto dal 13 al 15 giugno 2025.

Dal 9 al 13 settembre ci sarà la European Peace Ride, una gara ciclistica che unisce Germania, Polonia e Repubblica Ceca, e a giugno, con data ancora da definirsi, “Odissea in C”, una performance di danza del balletto di Chemnitz ispirata all’Ulisse di James Joyce. Dal 18 luglio al 17 agosto 2025 ci sarà Begehungen Art Festival, un festival d’arte contemporanea organizzato in una centrale elettrica dismessa.

Mostre ed eventi culturali

Sono tante anche le mostre organizzate, come “Tales of Transformation” al Museo Industriale di Chemnitz, una riflessione sullo sviluppo delle ex città industriali europee, visitabile dal 25 aprile al 16 novembre 2025. La mostra “Realtà europee”, invece, esplora il realismo degli anni ’20 e ’30 su una scala senza precedenti, mentre quella su Edvard Munch vi permetterà di ammirare le collezioni d’arte del pittore norvegese approfondendo il tema della paura.

Infine, tra gli eventi culturali organizzati spicca anche “Silberglanz und Kumpeltod”, una retrospettiva sulla storia mineraria della regione, in corso al museo di archeologia SMAC fino al 29 giugno 2025.

Percorsi artistici

Un altro progetto interessante realizzato in occasione di quest’anno all’insegna della cultura è “The Purple Path”: si tratta di un percorso artistico e scultoreo che mette in mostra opere di rinomati artisti internazionali, nazionali e sassoni. Il risultato è una mostra allestita negli spazi pubblici che racconta la storia delle persone, dell’artigianato e dell’industria del territorio.

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Chemnitz sarà Capitale Europea della Cultura nel 2025: come scoprirla

Chemnitz è uno dei centri più importanti della cultura industriale tedesca e la terza città più grande della Sassonia dopo Dresda e Lipsia. Conosciuta anche come Karl-Marx-Stadt, conta circa 248mila abitanti e qui furono costruite le prime fabbriche della Germania. A testimoniare il legame forte con il lavoro e l’ideale comunista è una statua di Karl Marx alta 13 metri che attira visitatori da tutto il mondo ed è stata il simbolo della vicinanza fra a Repubblica Democratica Tedesca e l’allora Unione Sovietica. Sul muro dietro il monumento si legge “Proletari di tutto il mondo, unitevi” in quattro lingue diverse.

Nel corso degli anni la grigia città industriale ha cercato di lasciarsi il passato alle spalle e oggi si prepara a diventare la Capitale Europea della Cultura 2025 con lo slogan “C the Unseen“. La cerimonia ufficiale avrà luogo il prossimo 18 gennaio 2025, ma intanto scopriamo cosa vedere in questo angolo della Germania Est con una storia da raccontare.

Cosa vedere a Chemnitz

Oltre alla celebre statua di Marx a Chemnitz sono tante le cose da vedere, come la torre rossa o Roter Turm del XII secolo che si trova al centro della città ed è un punto di riferimento da sempre. Nel ‘500 era usata come prigione, ma in seguito divenne residenza del magistrato cittadino e oggi è considerata una delle strutture più vecchie dell’antica Chemnitz. Nei dintorni della torre si consiglia un salto al Cafè Roter Turm che dal 1959 è un punto di incontro storico. L’associazione culturale Theater Chemnitz si impegna a organizzare molti spettacoli ed eventi con un ricco programma di balletti, opere e concerti in tre location della città: lo Stadthalle, la Schauspielhaus e l’Opernhaus.

Chemnitz centro

Fonte: 123RF

Il centro di Chemnitz

Nel cuore di Chemnitz c’è poi il centro culturale Tietz costruito nel 1913 che dalla guerra agli anni 2000 è stato un negozio, ma oggi è una sorta di polo polifunzionale con musei, biblioteca, negozi e la Nuova Galleria Sassone. Per chi ama la natura da non perdere la Foresta pietrificata, formatasi a causa dell’eruzione di un vulcano 300 milioni di anni fa e oggi un sito di grande valore archeologico e geologico. All’interno dei tronchi che popolano questa foresta si possono trovare resti di rettili e insetti estinti, ma anche gasteropodi, anfibi e artropodi. E il giardino botanico di 12 ettari che si trova in Lepiziger Strasse fin dal 1898. Diverse aree esterne che ricreano habitat dell’Europa centrale con dune, stagni lande e brughiere, incantano al passaggio.

Il castello Rabenstein inoltre merita una visita, in un distretto di Chemnitz in cima a una collina. Si tratta del castello più piccolo della Sassonia con una cinta muraria di 180 metri dalle origini incerte. Nel 1336 però fu menzionato in un documento di Ludovico il Bavaro, duca di Baviera e imperatore del Sacro Romano Impero. Per gli amanti dei musei a Chemnitz si possono votare il Museo delle ferrovie sassoni che si trova in un ex deposito di locomotive per treni merci a Hilbersdorf e il Museo Gunzenhauser che è una galleria d’arte con circa 2500 opere di 270 artisti del XX secolo, parte della collezione di Alfred Gunzenhauser.

Veduta Chemnitz

Fonte: 123RF

Chemnitz vista dall’alto

Il programma per l’evento

In programma tanti eventi culturali per la cerimonia della Capitale della Cultura 2025 di Chemnitz come la mostra dedicata ad Edvard Munch alla Kunstsammlungen o l’esposizione dedicata al Movimento realista in Europa dal 1920 al 1930 al Museo Gunzenhauser che possiede una straordinaria collezione di opere di Otto Dix e in generale legate al movimento Espressionista. Gli eventi coinvolgeranno anche la vicina città di Zwickau, cuore dell’industria automobilistica tedesca (il marchio Audi è nato qui) e la regione dei Monti Metalliferi con le sue storiche miniere.

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Germania, il ponte del diavolo che fa impazzire i turisti

Un luogo in cui la natura e la mano dell’uomo hanno creato una vera e propria meraviglia, così tutti coloro che si trovano a visitare il Rhododendron Park Kromlau, parco di rododendri e azalee che si trova a Gablenz in Sassonia restano senza fiato muovendosi all’interno dei suoi 80 ettari.

Piante rigogliose, un suggestivo lago di nome Rakotzsee che è il cuore pulsante di tutto il parco e poi lui, il ponte del diavolo, il cui vero nome è Rakotzbrücke.

Fascino e mistero ammantano questa costruzione che sembra essere uscita da un sogno, fata di pietre appuntite, che si allungano verso il cielo, mentre la struttura va a formare un arco perfetto che, specchiandosi nelle acque del lago, diventa un cerchio.

Magia? Oppure la sapiente mano dell’uomo? Ovviamente la seconda, anche se non mancano le storie e le leggendo. Quello che è certo è che, da qualsiasi angolo si osservi la costruzione, completamente priva di barriere, si nota la ruota che va a formare insieme al suo riflesso. Tutto quello che c’è da sapere.

Il parco in Germania in cui ammirare il ponte del diavolo

Un paesaggio favoloso, in cui godere della bellezza della natura e dell’ingegno dell’uomo. Siamo in Germania, in Sassonia, e l’area dove è sorto il parco Kromlau è stata acquistata nel 1842 da Friedrich Hermann Rötschke che ha dato il via alla sua idea che si ispirava a quella del vicino Parco di Muskau, Patrimonio dell’Umanità Unesco. La struttura del parco e le specie di piante che crescono rigogliose al suo interno hanno dovuto fare i conti con il trascorrere del tempo, ma resta comunque il fascino lussureggiante di un luogo in cui respirare la bellezza della natura.

Rocce basaltiche vicino al ponte del diavolo nel Park Kromlau

Fonte: iStock

Alcune rocce basaltiche vicino al ponte del diavolo nel Park Kromlau in Sassonia

Oltre alla flora rigogliosa, uno degli elementi più affascinanti del parco è il suo meraviglioso ponte del diavolo, che lascia senza fiato non solo per la sua struttura che sembra sfidare ogni legge umana, ma anche perché il suo riflesso va a formare un cerchio perfetto quando si specchia nelle acque del lago.

In anni recentissimi sono stati portati avanti importanti lavori di ristrutturazione, come si legge sul sito -infatti – sono stati rinnovati 8,5 chilometri di sentieri e ne sono stati ricostruiti alcuni, sono avvenute nuove piantumazioni ed è stato allestito un punto informazioni. Il parco è accessibile ogni giorno e al suo interno vi è una suggestiva struttura molto antica che può ospitare cerimonie nuziali, in più ci sono una serie di sistemazioni: una di queste rende possibile pernottare nel castello, ma ci sono anche altre soluzioni come la Kavalierhaus che è stata realizzata intorno al 1860 e in anni recenti è stata sottoposta a interventi di ristrutturazione. Per chi desidera si può anche capeggiare nei pressi del lago, che è balneabile

Il ponte del diavolo in Germania

Di ponti del diavolo se ne possono trovare diversi in numerose parti del mondo, sono accomunati dalla loro spettacolarità e dalle leggende che circolano in merito alla loro costruzione. Infrastrutture che si innalzano verso il cielo e si allungano con le loro forme particolari. Proprio come quello che si trova in Germania e più precisamente in Sassonia, vicino al confine con la Polonia.

Pare che il ponte Rakotzbrücke sia stato realizzato intorno alla metà dell’Ottocento, nel corso degli anni Sessanta di quel secolo, soprattutto utilizzando pietre in basalto e inizialmente assicurandolo con supporti in legno, poi successivamente rimossi. Ci sono voluti circa una decina di anni per innalzarlo e la sua vista lascia letteralmente senza parole. Un po’ perché va a formare un cerchio perfetto con il suo riflesso nel lago, un po’ perché le colonne di basalto che lo circondano, giunte appositamente da cave lontane per la sua costruzione, sembrano non poter essere il frutto della mano dell’uomo. A quanto pare, non si può salire sulla struttura per preservarla.

Lungo 7,8 metri e largo 6,5, è stato oggetto di ristrutturazione tra il 2018 e il 2019. Ovviamente, come accade per tutti i ponti che vengono definiti del diavolo, anche in merito a questa costruzione si sussurrano paurose leggende.

Il Ponte del Diavolo Rakotzbrücke

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Ponte del diavolo Rakotzbrücke in Germania

Le leggende del ponte del diavolo Rakotzbrücke

Affascinanti e al tempo stesso misteriosi, costruzioni talmente eccezionali da rendere impensabile che siano state realizzate dalla sola mano umana. Anche il ponte del diavolo Rakotzbrücke ha le sue leggende. Ad esempio, come accade per molte infrastrutture simili, si dice che il maligno abbia avuto parte nel suo compimento, pretendendo in pegno per l’aiuto l’anima della prima persona che lo avrebbe attraversato (in questo caso un cane).

Ma non è l’unica storia, si dice anche che, se lo si guarda da una certa angolazione possa mostrare il volto del Diavolo.

Ma al di là delle leggende una cosa è certa: mentre lo si osserva è facile immaginare davvero una favola ricca di misteri e di colpi di scena, perché questo ponte – e il paesaggio in cui è immerso  – regalano tantissimi spunti alla fantasia.

E vale la pena visitare il parco e il suo ponte in ogni momento dell’anno, perché ogni stagione regala suggestioni uniche, ma non solo perché al suo interno vengono organizzati anche diversi eventi: da festival ad appuntamenti musicali fino a un meraviglioso mercatino di Natale.