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Canyon del Colca, il gigante delle Ande dove la Terra sussurra leggende

Se state organizzando un viaggio in Perù e volete inserire nel vostro itinerario qualche tappa meno conosciuta, vi consigliamo di scegliere il Canyon del Colca. Questo è uno dei canyon più profondi del mondo, in alcune zone persino più profondo del Grand Canyon, dove avrete l’opportunità di ammirare paesaggi spettacolari durante trekking che sono considerati a tutti gli effetti una delle esperienze incredibili da fare almeno una volta nella vita. Anche perché qui, oltre alle viste mozzafiato, è possibile avvistare il maestoso condor andino, uno degli uccelli più grandi al mondo.

Oltre a offrire esperienze naturali, il Canyon del Colca rappresenta anche un’opportunità per i viaggiatori che vogliono immergersi nella cultura del posto grazie alla presenza di villaggi tradizionali che ospitano diverse comunità indigene. Storia, natura, cultura, resti archeologici e tradizioni: ecco cosa vi aspetta se pianificherete un viaggio in questo gigante delle Ande.

Dove si trova il Canyon del Colca

Il Canyon del Colca si trova in Perù, a 160 chilometri dalla città di Arequipa, raggiungibile con un autobus in circa 3 ore e 45 minuti. Seppur possa essere visitato in ogni periodo dell’anno, il periodo migliore per organizzare il vostro viaggio va da maggio a ottobre/novembre. Con i suoi 3270 metri è considerato il secondo canyon più profondo al mondo ed è abitato da oltre 2000 anni dai discendenti degli Aymara, oggi conosciuti come Collaguas.

A questo luogo è legata anche una leggenda: gli Inca credevano che il fiume Majes potesse fluire nella Via Lattea. A causa di questa credenza locale, gli Inca ponevano doni e sacrifici per gli dei nel fiume e li lasciavano scorrere a valle.

Canyon del Colca: altitudine

Visitare il Canyon del Colca significa vivere un’esperienza unica nel suo genere, ma bisogna fare attenzione a una cosa: gli effetti dell’altitudine. Chivay, per esempio, si trova a 3632 metri e il mal di montagna rappresenta un rischio non poco comune tra i viaggiatori. I sintomi lievi che potreste avere includono stanchezza e affanno, mentre quelli più gravi sono mal di testa, vertigini, difficoltà a dormire, problemi respiratori, perdita di appetito, nausea e vomito.

Per questo motivo, consigliamo di prendervi il tempo necessario per organizzare il vostro viaggio attraverso un periodo di acclimamento: per dare al vostro corpo il tempo di abituarsi, soggiornate un paio di notti ad Arequipa, situata a un’altitudine di 2325 metri, prima di cominciare la vostra avventura al Canyon del Colca. Ricordatevi che, se non vi sentite bene, il miglior rimedio è tornare in un punto dove l’altitudine è minore.

Villaggio Canyon del Colca

Fonte: iStock

Il villaggio peruviano di Yanque

Cosa vedere e cosa fare nel Canyon del Colca

Dai villaggi dove l’atmosfera è ancora autentica agli avvistamenti dei condor, fino ai trekking dentro ai meandri più profondi del canyon. Solo leggendo cosa fare e cosa vedere nel Canyon del Colca vi renderete conto del perché è considerato uno dei luoghi più incredibili del mondo.

I villaggi tradizionali

Tra le colline terrazzate e i paesaggi agricoli vi imbatterete nei villaggi tipici, alcuni un po’ più turistici perché facilmente accessibili, e altri più autentici. Uno di questi è Chivay, punto di appoggio strategico per scoprire gli altri paesini della valle. Lasciatevi avvolgere dalle sue atmosfere: sedetevi in un punto e guardatevi attorno, davanti a voi troverete la vivacità del mercato e della piazza principale unita alle donne con indosso i vestiti tradizionali.

Partendo da Chivay potrete raggiungere il villaggio di Yanque dove, ogni mattina alle 7, un gruppo di danzatrici intrattiene i turisti interpretando una danza tradizionale. Qui, da vedere, c’è la Iglesia de la Inmaculada Concepción e un piccolo museo archeologico. Se invece cercate un’esperienza autentica, spingetevi oltre verso il villaggio di Cabanaconde, dove il Canyon del Colca comincia a essere molto più profondo.

Il punto panoramico dove avvistare i condor

C’è chi organizza un viaggio al Canyon del Colca solo per un motivo: avvistare il maestoso condor. Si tratta di un’esperienza emozionante perché qui, essendo presente una famiglia di condor andini che nidifica sull’affioramento roccioso, i visitatori, se sono fortunati, potranno vederli volteggiare a poca distanza dalle loro teste! Il tutto in uno scenario mozzafiato, con il belvedere che si affaccia su un precipizio alto 1200 metri e con vista sul Nevado Mismi che si erge sul lato opposto.

Il momento ideale per avvistarli è la mattina, tra le 8 e le 9, oltre che durante la stagione secca, in quanto i condor non volano con la pioggia.

Condor canyon colca Perù

Fonte: iStock

Il belvedere dove avvistare i condor

Trekking circondati da paesaggi pazzeschi

Al Canyon del Colca è possibile fare diversi trekking, alcuni facili e altri molto più difficili che richiedono una preparazione adeguata. Molti di questi, inoltre, vengono suddivisi in più giorni, come ‘El Clásico’, un percorso ad anello che richiede da due a tre giorni e comprende i tratti più belli della metà inferiore del canyon del Colca, tra Cruz del Cóndor e Cabanaconde.

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Paddington in Perù, le location del terzo capitolo dedicato all’orso più famoso del cinema

L’orsetto goloso di marmellata con cappello rosso e montgomery blu, riconosciuto in tutto il mondo per le sue buone maniere e una fervente passione per l’Inghilterra, torna al cinema dal 2o febbraio con una nuova avventura. Il terzo film, intitolato Paddington in Perù, invita il pubblico a vivere un’ emozionante viaggio nella sua terra natale in Sud America. Questa volta infatti Paddington viaggia da Londra al Perù con tutta la famiglia Brown per riunirsi alla zia Lucy, vista l’ultima volta nel commovente finale di Paddington 2 nel 2017.

Diretto da Dougal Wilson, questo nuovo live action ritrova Paddington che vive come sempre a Londra con l’affezionata famiglia Brown, fino a quando scopre che zia Lucy è scomparsa in Perù. Così tutti partono per raggiungere il Sud America per cercarla con un unico indizio: un punto segnato su una mappa. Deciso a risolvere il mistero, Paddington si imbarca in un avvincente viaggio attraverso le foreste pluviali dell’Amazzonia ritrovandosi anche sulle tracce di uno dei tesori più leggendari del mondo. Antonio Banderas e Olivia Colman arricchiscono il cast nei panni di due villain dalle mille sfumature, mentre Paddington conferma il suo animo coraggioso e onesto, regalando una nuova storia divertente, ma anche ricca di spunti di riflessione per grandi e piccoli. Ognuno di noi cerca la sua “Eldorado”, il suo tesoro, che non è necessariamente un bene materiale, ma può essere il calore di una famiglia, il sostegno di un amico o altre “preziose presenze” nella propria vita.

Se vi è capitato di visitare Londra vi sarete accorti che Paddington da quelle parti è quasi più famoso della Regina Elisabetta, una vera istituzione. Non manca mai un riferimento all’orsetto nato sulle pagine dei racconti di Michael Bond nei negozi di souvenir e nella stazione che porta il suo nome si trova anche uno shop ufficiale. Proprio da qui inizia Paddington in Perù, con Paddington che prova a farsi delle foto in cabina automatica senza successo. Partendo da Londra e finendo in Perù vi diciamo di seguito alcune delle location del film che vale la pena visitare se capita l’occasione.

Paddington in perù

Fonte: Ufficio stampa

Una scena da Paddington in Perù

Dove è stato girato

Le location del film hanno contribuito a rendere questo nuovo film coinvolgente e dinamico. Le riprese sono iniziate nel Regno Unito il 24 luglio 2023, poichè la casa di Paddington è sempre nel cuore della frenetica e magica Londra. La troupe ha catturato su pellicola alcuni importanti punti di riferimento della capitale inglese, come lo Shard, il grattacielo dalla forma distintiva del Regno Unito e la stazione di Paddington di Londra. La produzione ha utilizzato location nel Regno Unito per girare scene ambientate fuori dal paese. Ad esempio, anche se la zia Lucy vive in una casa di riposo in Perù, le scene ambientate lì sono state girate a Berrybushes Farm, Hertfordshire, nella campagna inglese fuori Londra. I registi hanno anche girato scene a Black Park, Buckinghamshire, per simulare la foresta pluviale peruviana.

Girare Paddington in Perù nella foresta pluviale è una mossa audace, poiché girare in un ambiente nella giungla può essere impegnativo quando si affrontano gli elementi naturali. Utilizzare semplicemente la CGI per crearla avrebbe potuto essere più semplice. Secondo Accesswire, il team di produzione ha ricevuto aiuti dal Peru Export and Tourism Promotion Board (PROMPERU) per le riprese di scene all’interno del paese. Le riprese del film si sono svolte a Lima, Cusco, Maras, Machu Picchu e Huayna Picchu, con PROMPERU che ha aiutato la troupe a ricevere permessi e visti per il loro lavoro. Dal momento che Paddington in Perù dovrebbe dirigere l’attenzione del pubblico verso questo paese, è comprensibile che il governo utilizzi questa produzione per aumentare il turismo.

Negozio Alice’s a Londra

Quando appare in un film è impossibile non restare conquistati dal negozio vintage Alice’s nel cuore di Portobello Road, a Londra. Si tratta di un’attività a conduzione familiare attivo dal 1887 che vede di tutto, dall’antiquariato inglese alle segnaletiche per la casa, servizi da the, attrezzi da giardino, valigie in pelle, strumenti musicali e tanto altro. Come nel primo film Alice’s in Paddington è il negozio di antiquariato di Gruber dove, in Paddington in Perù, l’orsetto protagonista si reca nella prima parte del film per chiedere un consiglio all’amico commerciante ed esperto.

Alice's Londra

Fonte: iStock

Alice’s shop a Londra

Maras, la città natale di Paddington

Dopo i piani iniziali di portare l’intero cast in Perù, la produzione ha preferito un’altra idea: “Abbiamo sviluppato quella che abbiamo chiamato la sua tecnica del “francobollo postale”, dice Alison, “in cui avremmo filmato i Brown in un pezzetto di foresta nell’Hertfordshire e poi inserito il tutto in un paesaggio più grande che esiste realmente in Sud America“. La città peruviana è stata uno sfondo chiave per l’arrivo di Paddington nella sua terra natale, mentre il numero musicale di Olivia Colman nei panni di una suora che ricorda Tutti insieme appassionatamente è ambientato nelle pittoresche colline vicine. “Non avremmo girato Paddington in Perù senza il Perù“.

Machu Picchu

Le rovine Inca sono molto presenti nella storia, e la più famosa di tutte fa da sfondo a una sequenza caotica. “La nostra rovina Inca perduta è stata girata a Machu Picchu, anche se nel film non è Machu Picchu“, dice Alison. “Dougal ha trascorso due mesi in ricognizione ed è andato dritto in Amazzonia e a Machu Picchu due volte”. Terzo sito archeologico più grande del mondo dopo Pompei e Ostia Antica, Machu Picchu è una fortezza inca sulle Ande peruviane costruita nel XV secolo e poi abbandonata. Famosa in tutto il mondo per la vista panoramica, le sue mura a secco costituite da grandi blocchi di pietra tenuti insieme senza l’uso della malta e per gli edifici disposti secondo allineamenti astronomici, Machu Picchu viene visitato ogni anno da tantissimi turisti da tutto il mondo.

Huayna Picchu

Huayna Picchu è un picco imponente che si erge sopra la Città perduta degli Inca, e rappresenta un’altra icona peruviana presente in Paddington in Perù. Qui, il regista Wilson e il suo team hanno seguito le orme di Werner Herzog. “Aguirre, l’ira di Dio è stata un’ispirazione, la scena iniziale di questa truppa di persone che scende da Huayna Picchu è dove abbiamo girato. Abbiamo un piccolo omaggio alla follia dei conquistador”. Il suo nome significa Giovane Vetta, dalla cima si può vedere un’antica città inca e, percorrendo un sentiero, si raggiungono anche i resti di un tempo cerimoniale detto il tempo della Luna.

Olivia Colman Paddington

Fonte: Ufficio stampa

Olivia Colman in Padding in Perù

Prado, Colombia: il ponte in stile Indiana Jones

Anche la Colombia, vicina del Perù, è stata ampiamente utilizzata per lo sfondo. Una location chiave lì era Prado, una piccola città al centro del paese. “È lì che si vede Antonio che taglia un ponte di corda“. In base al titolo del film, potrebbe sorprendere sapere che Paddington in Perù è stato girato in parte in Colombia, un paese confinante con il Perù. Tuttavia, i registi hanno deciso di girare in Colombia per i maestosi paesaggi del paese, che erano necessari per dare vita alle scene della foresta pluviale amazzonica nel film. I registi hanno anche girato nella città di Prado per una scena in cui il nuovo personaggio di Antonio Banderas, Hunter Cabot, attraversa un insidioso ponte di corda.

Chilcot Crescent, Londra: casa Brown

La mezzaluna di Primrose Hill è tornata per il terzo film, anche se brevemente. “Abbiamo trascorso un giorno lì per fare gli esterni e abbiamo fatto gli interni in studio“. “Continuo a leggere articoli sulle lamentele dei [residenti]. A dire il vero, penso che a molti di loro piaccia molto, ma ad altri no, ed è sempre così quando si gira” ha sottolineato la produzione del film. La casa di Paddington e quindi della famiglia Brown è in questo quartiere colorato ed elegante in cui vivere sembra un sogno a occhi aperti.

Berrybushes Farm, Hertfordshire

L’arma segreta di Paddington in Perù è un appezzamento di terreno agricolo appena fuori dalla M25 a nord-ovest di Londra. “Quando siamo arrivati ​​avevamo un cartello che diceva ‘Benvenuti in Perù’”, per la location in cui il cast ha girato le scene peruviane. “Abbiamo costruito The Home For Retired Bears all’interno di un bosco arricchito da veri alberi della foresta pluviale.” Le riprese si sono svolte a Berrybushes nel 2023. “Anche la città mercato con la barca e il fiume erano a Berrybushes, e anche le rovine Inca.”

Black Park, Buckinghamshire

Un’altra delle location del film nel Regno Unito, vicino a Black Park, è già apparso in molti film come Harry Potter e Star Wars. “[Abbiamo girato] altre scene nella foresta pluviale lì. Ci sono degli alberi fantastici dove non sai dove ti trovi”. Black Park è un parco di campagna a Wexham, nel Buckinghamshire, gestito dal Buckinghamshire Council.

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A Chupacigarro, in Perù, è stata scoperta un’incredibile struttura piramidale

In Perù un team di archeologi ha portato alla luce una struttura piramidale a Chupacigarro: si tratta di un ritrovamento davvero eccezionale poiché fino ad oggi tutto ciò era sconosciuto. La scoperta è stata effettuata da un gruppo multidisciplinale guidato dalla dottoressa Ruth Shady che si sta occupando di ricerche specifiche sulla zona archeologica di Caracal. Il ritrovamento, avvenuto nel Settore F di Chupacigarro si trova a circa 1 chilometro a ovest della città sacra di Caral-Supe, nella valle di Supe.

La scoperta della struttura piramidale in Perù

Gli studi portati avanti in Perù e gli scavi hanno dato modo di fare una scoperta incredibile: la struttura era nascosta da vegetazione composta da alberi secchi di huarango che rendevano assolutamente non identificabili precedentemente le mura in pietra che delimitano l’area. La struttura rimasta nascosta e scoperta dagli archeologi in un importante contesto di studio della zona archeologica di Caracal è piramidale. Scoperte almeno 3 piattaforme sovrapposte che conferiscono proprio l’iconica forma; alcune pietre verticali imponenti conosciute come Huancas hanno segnato le estremità e ne delimitano la scalinata centrale che conduce poi con la sommità. Gli studiosi confermano come il richiamo sia strettamente legato ai complessi monumentali tipici già rinvenuti nella zona e collegati alla civiltà di Caral.

Secondo il Ministero della Cultura del Perù, lo studio di questa struttura consentirà di comprendere meglio la disposizione urbanistica dell’insediamento di Chupacigarro e il suo ruolo all’interno del contesto più ampio della valle di Supe. La civiltà di Caral è tra le più antiche società urbane conosciute nelle Americhe; si è sviluppata tra il 3000 e il 1800 a.C. La città omonima era considerato a tutti gli effetti un centro nevralgico per l’epoca, influenzando in modo significativo le culture andine successive grazie alle sue innovazioni architettoniche e urbanistiche. Il recente ritrovamento contribuisce allo studio approfondito che riguarda la rete urbana di una civiltà millenaria.

Tra le curiosità più interessanti rinvenute c’è un geoglifo raffigurante una testa di profilo nello stile Sechín: realizzato con pietre angolari e volto rivolto a est misura 62,1 x 30,3 metri ed è visibile solamente da punto specifico sottolineando il significato cerimoniale o rituale ad esso collegato.

Scoperta una struttura piramidale in Perù

Fonte: Zona Arqueológica Caral

Perù, scoperta una struttura piramidale a Chupacigarro

L’importanza del centro urbano di Caral Chupacigarro

Secondo gli studi, l’insediamento di Chupacigarro fa parte di un sistema più ampio che comprendeva diversi centri abitati sviluppati nella valle di Supe e si posizionava con un sito di circa 38,59 ettari lungo la vita di comunicazione che collegava l’entroterra alla costa di Huaura. Lungo il percorso ben 12 le strutture principali legate a contesti pubblici o cerimoniali e tra le costruzioni più significative ritrovate c’è l’edificio principale con una piazza circolare interrata. La recente scoperta però rappresenta un tassello importante per ampliare le conoscenze sulla civiltà e sulle avanzate capacità costruttive per il periodo.

Team di archeologi a lavoro nella Zona Arqueológica Caral

Fonte: Zona Arqueológica Caral

Squadra multidisciplinare a lavoro nella zona archeologica di Caral in Perù

L’area archeologica di cui fa parte Chupacigarro si unisce alla città sacra di Caral-Supe e dal 2009 è stata riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale diventando a tutti gli effetti la più antica civiltà urbana delle Americhe.

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Perù, il mistero delle linee di Nazca

Nel Perù del sud, tra la città di Nazca e quella di Palpa, c’è un arido altopiano lungo un’ottantina di chilometri. È il deserto di Nazca, ed è culla di un mistero: si trovano infatti qui le linee di Nazca, geoglifi famosi in tutto il mondo composti da oltre 13.000 linee, per un totale di 800 disegni (anche se nuove scoperte vengono fatte ogni anno). Ma cosa si nasconde dietro queste linee?

Cosa sono le linee di Nazca in Perù

Realizzate probabilmente tra il 300 a.C. e il 500 d.C., le linee di Nazca del Perù sono oggi Patrimonio dell’Umanità. Tra queste si trovano soprattutto animali stilizzati: condor, colibrì, scimmie, un ragno di 45 metri, una lucertola di 180, pesci, balene. E poi, l’ultimo ad essere scoperto: un animale misterioso, individuato da un gruppo di archeologi giapponesi, col corpo maculato, la lingua penzolante e un enorme numero di zampe.

Nel corso degli anni continue scoperte sono state fatte su altre centinaia di geoglifi presenti nell’area desertica di Nazca, anche grazie all’Intelligenza Artificiale, che nel 2024 ha permesso, all’Università di Yamagata e all’Università del Michigan, di scovare ben 303 nuovi disegni in sei mesi.

Per tracciarle, anticamente la popolazione del luogo ha probabilmente rimosso dalla superficie del deserto pietre ricche di ossidi di ferro, in un contrasto col pietrisco più chiaro. A conservarle intatte, e a consegnarle ai giorni nostri, è stato il clima della zona. Un clima arido, quasi mai ventoso.

Linee di Nazca nel deserto del Perù

Fonte: iStock

Linee di Nazca nel deserto del Perù

Il mistero delle linee di Nazca: a cosa servivano?

Ma a cosa servivano, queste linee? Negli anni sono state fornite diverse interpretazioni. Si è supporto che fossero una forma di culto, che avessero un significato astronomico (la scimmia sarebbe l’Orsa Maggiore, il delfino e il ragno la Costellazione di Orione), o che fossero una sorta di messaggio per gli dei.

Tuttavia, gli studi moderni ne hanno individuato una funzione più pratica, che ha a che fare con l’acqua. Di recente, un team di ricercatori italiani – grazie alle immagini satellitari – ha analizzato i disegni più famosi e quelli di più recente scoperta, rinvenuti a pochi chilometri da Cahuachi, capitale religiosa della civiltà Nazca. L’ipotesi è che alcune di queste linee – soprattutto quelle a zig-zag e quelle meandriformi – servissero proprio a indicare ai pellegrini la via verso la città cerimoniale. Altre, invece, convergono verso le quattro piramidi più celebri dell’area.

Linee di Nazca nel deserto del Perù

Fonte: iStock

Linee di Nazca, in Perù

Ma le linee di Nazca avrebbero anche un’altra funzione, forse ancora più importante. Molte di loro seguono il percorso degli “huaicos”, le tracce di antiche inondazioni fatte di fango e di detriti: è come se – rappresentando un paesaggio fluviale – i Nazca volessero mantenere con gli dei un rapporto armonico, così da scongiurare quelle calamità.

Ma c’è di più. Una ricercatrice del Cnr, l’ingegnere elettronico Rosa Lasaponara, ha individuato nel 2016 nuove costruzioni risalenti all’antica civiltà: dei pozzi (o, meglio, delle buche a forma di spirale), detti “puquios”, da cui gli uomini pescavano l’acqua che scorreva nel sottosuolo per poi distribuirla nei terreni circostanti.

Le linee di Nazca – coi loro delfini, le orche e i pesci – rimanderebbero proprio all’acqua, che è simbolo di vita e di potere per chi la “possiede”: i Nazca ebbero la capacità di scovarla, l’acqua, e di attirare così i popoli dei territori circostanti, che a Cahuachi ci arrivavano per il suo significato religioso, ma anche per la fertilità del luogo.

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Soroche: cause e rimedi del mal di montagna peruviano

Viaggiare ed esplorare il mondo, colmare gli occhi di meraviglia e la valigia di esperienze, ma farlo con la consapevolezza che si devono affrontare diverse situazioni e che, alcune di queste, potrebbero portare fastidi. Quindi per vivere pienamente la vacanza è bene prepararsi con anticipo.

Succede, ad esempio, visitando le meravigliose Ande in Perù o Bolivia, quando si trascorre lungo tempo a quote decisamente alte. Qui, infatti, se non ci si prepara con cura si rischia di soffrire di soroche, il mal di montagna.

La causa è l’altezza, che in alcune persone – se non si procede con un adattamento – può dare vita a diversi sintomi fastidiosi. Infatti questa serie di disturbi non colpisce solo i viaggiatori di questa zona del mondo, ma anche tutti coloro che si apprestano a salire nei punti più elevati senza la giusta preparazione.

Tutto quello che c’è da sapere sul soroche e su come combatterlo.

Soroche, il mal di montagna da combattere (ad esempio) sulle Ande

Quando si viaggia alla scoperta dell’America del Sud difficile non imbattersi nella Cordigliera delle Ande, una catena montuosa che tocca sette stati tra cui Perù e Bolivia. Qui si incontrano luoghi di una bellezza straordinaria, tesori preziosi e testimonianze uniche.

Basti pensare al Perù: sulle Ande si incontra Cusco, che è stata la storica capitale dell’impero Inca, ma anche Machu Picchu, sito archeologico di grande importanza, oppure alla Bolivia e alla sua capitale La Paz. Tutti luoghi diversi, ma accomunati dal fatto di trovarsi sulle Ande e ad altezze davvero notevoli: Cusco è circa 3400 metri sopra il livello del mare, Machu Picchu a 2430, mentre La Paz viene considerata la capitale più alta al mondo e si trova a 3500 metri.

Insomma, luoghi in cui si può provare la sensazione di sfiorare il cielo: e se è vero che sono meravigliosi e regalano emozioni uniche, è anche vero che per raggiungerli bisogna prendere delle precauzioni perché il rischio di soffrire il mal di montagna (soroche) è davvero elevato. Ma va anche ricordato che la ragione principale per cui si manifesta è la salita veloce; quindi, in genere i sintomi dovrebbero passare in maniera veloce non appena il corpo si sarà abituato alla diversa altezza.

Soroche, il mal di montagna da combattere sulle Ande

Fonte: iStock

Soroche, il mal di montagna da combattere (ad esempio) sulle Ande

Come si manifesta il soroche

Ma quali sono i campanelli d’allarme del soroche? Questo mal di montagna si manifesta con tanti disturbi diversi, a partire dal mal di testa che è senza dubbio quello più comune e anche quello che viene utilizzato per effettuare la diagnosi se combinato con altri fastidi. Va inoltre sottolineato che in genere si tratta di un disturbo che si può riscontrare sopra i 2500 metri, ma può capitare che alcune persone mostrino i sintomi anche in zone più basse.

Tra i fastidi più comuni vi sono quelli gastrointestinali come perdita d’appetito, nausea, vomito. Ma anche stanchezza e insonnia, oppure gonfiore a mani, piedi e viso.

Esistono anche sintomi più gravi che sono quelli di edema polmonare e cerebrale. Ovviamente per diagnosticare il mal di montagna è necessario farsi visitare da un medico.

Come prevenire il mal di montagna

Sapere che può accadere è la prima regola per prevenire: infatti si presterà maggiore attenzione e si metteranno in moto tutte quelle accortezze per riuscire a evitare che durante il viaggio si stia male a causa del soroche. Qualche altro buon comportamento per evitare di stare male in vacanza:

  • Darsi tempo. Tra le buone pratiche da non dimenticare c’è quella di arrivare nel punto più alto del viaggio attraverso delle tappe intermedie, lasciando che il corpo si abitui.
  • Non esagerare. Anche se si sta bene, non passare subito a un’altitudine maggiore in maniera improvvisa: la vacanza è una e va programmata a tappe, ragionando su quali sono le strategie per non rovinarsela stando male.
  • Attenzione a quanto e a cosa si beve. È fondamentale bere molta acqua (ma senza esagerare) ed evitare gli alcolici almeno per i primi due giorni.
  • Non stancarsi. Evitare attività faticose il primo giorno potrebbe aiutare a ridurre gli eventuali sintomi.
Come prevenire il mal di montagna soroche sulle Ande

Fonte: iStock

Come prevenire il soroche sulle Ande: le info utili

Farmaci e rimedi per affrontare il mal di montagna

Ci sono dei farmaci per curarsi, ma anche in questo caso è sempre bene contattare un medico o – comunque – parlarne con il proprio prima della partenza e capire cosa potrebbe essere utile portare con sé in viaggio.

Un’altra opzione invece non ha una base scientifica, invece, ma viene comunque suggerita come rimedio dai locali: si tratta dell’assunzione di coca in foglie da masticare, oppure da bere nel mate, un infuso. si tratta di prodotti legali e privi di alcun tipo di principio attivo, per cui si possono utilizzare senza problemi, inoltre si tratta di una tradizione locale che vale la pena provare. Oltre a infusi e foglie, si trova anche in formato caramelle.

Diversamente si possono utilizzare bombole di ossigeno: è facile trovarle in tante situazioni diverse e sono un valido aiuto per combattere i vari fastidi che può provocare il mal di montagna. In quasi tutte le farmacie, infine, si trovano delle pillole Sorojchi che vengono vendute con l’obiettivo di ridurre le sensazioni di malessere che provoca l’altitudine.

Il consiglio per tutti è comunque quello di parlarne con un medico prima della partenza e, in caso di sintomi, farsi visitare anche in loco. E se i disturbi sono gravi e persistenti è bene sapere che l’unica cura è quella di scendere di quota fino a che non si sta meglio.

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Paracas, cosa sapere prima di partire e cosa vedere: la bellezza del Perù

Cittadina portuale di enorme fascino, Paracas in Perù è una delle destinazioni predilette dai turisti, anche e soprattutto per la vicinanza con le Isole Ballestas (da qui partono le spedizioni), oltre alla Riserva Nazionale di Paracas. Una guida di viaggio utile per chi sta valutando di visitare la zona: come arrivare, cosa sapere e le cose da vedere assolutamente.

Paracas in Perù, come arrivare e cosa sapere prima di partire

Paracas è considerata un tesoro della costa del Perù, dal momento in cui offre tutto ai turisti, dai panorami mozzafiato alle attività nella riserva, o ancora la possibilità di approfondire la storia del territorio. Questa piccola città costiera si affaccia sull’Oceano Pacifico: il clima è caldo per tutto l’anno (non a caso si parla di “estate infinita”), e le piogge sono pochissime.

La località si trova a 3 ore e mezza di autobus da Lima: consigliamo di ritagliare 2-3 giorni per visitarla al meglio e per non perdere le sue bellezze. In particolare, infatti, è possibile prevedere il tour delle Isole Ballestas e visitare la Riserva Nazionale di Paracas.

Riserva Nazionale di Paracas, cosa fare

A 250 km da Lima, la Riserva Nazionale di Paracas è un vero e proprio rifugio per tutti gli amanti della natura: qui è possibile avere la fortuna di vedere leoni marini, pinguini di Humboldt, fenicotteri, parihuanas, oltre a diverse specie di uccelli. Oltre alle attrazioni naturali, non mancano quelle archeologiche. Puoi osservare le distese di sabbia, che sono frastagliate dalle costiere: il tuo sguardo sarà catturato dalle onde dell’oceano, dalla potenza evocativa della natura.

Questa è una zona da scoprire con calma, possibilmente insieme a una guida o un’agenzia, da prenotare sul posto o in anticipo. Sì, è possibile fare un giro in bicicletta, portando con sé una mappa, ma bisogna essere esperti del luogo. Il Centro di Interpretaciòn è uno dei punti di interesse del posto, dove peraltro è possibile scoprire la storia della riserva, così come comprendere la flora, la fauna, l’archeologia e la geologia. Una tappa imperdibile, a parere nostro, prima di metterti in cammino per la Riserva. Aggiungiamo che è possibile visitare la riserva persino in motorino: ritaglia una giornata da dedicare a questa attrazione.

Isole Ballestas, cosa vedere

Oltre alla Riserva Nazionale di Paracas, ecco un’altra delle attrazioni imperdibili (ecco perché il tuo viaggio dovrebbe durare almeno 3 giorni): le Isole Ballestas. Si trovano fuori dall’area della Riserva e si possono raggiungere con un’imbarcazione a motore. A 45 minuti dalla costa, si possono ammirare le formazioni rocciose, l’oasi naturale, e incontrare pinguini, leoni marini, cormorani. Un paradiso disabitato, ma di enorme bellezza.

Le acque non sono molto calde (e infatti non ci sono predatori come squali), e anche in questo caso il modo migliore per visitare le Isole Ballestas è di propendere per un tour guidato. Imperdibile il geoglifo La Candelabra: è stato scavato nella montagna ed è alto 170 metri. Ad oggi, la sua origine rimane sconosciuta (potrebbe essere un antico calendario astronomico). Consigliamo di portare una felpa durante l’escursione, perché i venti sono piuttosto forti.

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Miraflores a Lima, le migliori attività da fare nella Capitale del Perù

Lima è la Capitale del Perù e regala indubbiamente grandi emozioni ai turisti: il suo centro storico è Patrimonio dell’Umanità Unesco, e la città è stata a lungo centro nevralgico del Sud America. Oltre al centro, però, vogliamo concentrarci su uno dei luoghi da visitare assolutamente quando ci si trova nella Capitale, ed è il Distretto di Miraflores: è tra i 43 distretti del Perù e fa parte della provincia di Lima. Fondato il 2 gennaio 1857, confina con il Distretto di San Isidro, di Surquillo, di Barranco, di Santiago de Surco e con l’Oceano Pacifico.

Cosa fare nel Distretto di Miraflores a Lima

Quando pensiamo al Perù, ci vengono sin da subito in mente mete come Cusco e Machu Picchu, super scelte dai turisti per l’incredibile storia. Ma, a partire dalla Capitale Lima, ci si può dirigere verso Miraflores, tra le zone più incantevoli dove fare tantissime attività sorprendenti. Grattacieli che svettano verso l’alto, viste panoramiche sull’Oceano Pacifico, quartieri residenziali sulla spiaggia, locali notturni e alberghi di prima scelta: questo e molto altro ti attende a Miraflores.

Parco Kennedy

Si trova proprio nel centro di Miraflores ed è conosciuto per essere il “parco dei gatti”, perché qui i local e i giardinieri si prendono cura dei randagi (che sono super coccoloni e amichevoli). Un luogo incantevole dove fare una passeggiata, in cui incontrare musicisti, artigiani, o magari fermarsi a provare i dolci peruviani, tra cui mele caramellate, picarones e churros. Al centro del parco trovi l’Anfiteatro Chabuca Granda.

Lungomare di Miraflores

Il Malecon a Lima è la passerella che va da San Isidro a Barranco a Miraflores: si affaccia sull’Oceano Pacifico e ospita spazi verdi e negozi. Il tramonto sul Malecon è una delle migliori attività da fare, magari ammirando il panorama in bicicletta.

Parco degli Innamorati

Miraflores è particolarmente apprezzata e conosciuta per offrire tantissimi spazi verdi ai local e ai turisti. In particolare, però, il Parco degli Innamorati è una di quelle attrazioni da non perdere, famoso per la statua “El Beso”, scolpita da Victor Delfin il 14 febbraio 1993. Un uomo e una donna si scambiano un bacio in riva all’oceano: da vedere con la propria dolce metà.

Rovine di Huaca Pucllana

Huaca Pucllana si trova proprio nel centro del quartiere moderno Miraflores: non capita tutti i giorni di poter ammirare delle rovine in città. La piramide di Huaca Pucllana risale al 500 d.C. ed è stata costruita da una civiltà costiera pre-Inca con mattoni di argilla. Il plus? La possibilità di mangiare di notte alle rovine, quando sono illuminate. Magari uno stufato di gamberi e quinoa, con formaggio fresco e quel tocco vivace di peperoncino (la cucina peruviana è tra le migliori al mondo).

Surf

Tra gli sport acquatici principali del Perù c’è il surf: precisamente, ti consigliamo di fare surf alla spiaggia di Miraflores, Playa Costa Verde, o magari a Makaha Beach, il posto ideale per i principianti perché qui si concentrano diverse scuole di surf e l’acqua è più fredda. Per chi fa surf in autunno o in inverno, è richiesta la muta.

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Viaggio in Perù: cosa vedere nella città portuale di Callao

Se hai in programma un viaggio in Perù e sei un amante delle città portuali – con quel fascino antico fatto di storie e leggende di naviganti, di taverne, di pirati e di mostri di mare – allora devi assolutamente fermarti a Callao, una città situata sulla costa di Lima. Porto più importante del Perù sin dall’età coloniale, ancora oggi è il punto crocieristico della capitale dove, ogni anno, smontano migliaia di visitatori. Nonostante la vicinanza alla più celebre Lima, anche il distretto di Callao ha molto da offrire. Abbiamo raccolto in questa guida tutte le attrazioni che, a nostro avviso, devono assolutamente rientrare nel tuo itinerario di viaggio.

Di pirati, mercanti e invasori: brevissima storia di Callao

Come in ogni viaggio, prima di scoprire le attrazioni di un luogo è utile, per capirne la vera essenza, conoscere brevemente la sua storia. E quella di Callao è davvero interessante. Fondato nel 1537, il porto di Callao ha sempre fatto da punto di accesso strategico nelle rotte commerciali dell’epoca coloniale, facendo da crocevia per gli scambi tra Asia, Europa e Americhe. Proprio per la sua posizione, Callao fu preso di mira da pirati e invasori che costrinsero i governanti dell’epoca a difendersi costruendo una fortezza: la Fortaleza del Real Felipe. Durante la guerra d’indipendenza dell’America Latina, Callao fu teatro di eventi storici di grande importanza per il paese come l’assedio del 1824 che segnò l’indipendenza del Perù dal dominio spagnolo. Da quel giorno, la città ha subito un processo di sviluppo costante nel tempo, che l’ha portata a quella rinascita culturale che ne ha plasmato l’identità fino ai giorni nostri.

Cosa vedere a Callao: le attrazioni da non perdere

Porto di Callao in Perù
L’affascinante zona portuale di Callao, in Perù

Nonostante Callao sia compresa all’interno dell’area metropolitana di Lima, mantiene una forte identità propria e gode di uno status autonomo, con una sua governance indipendente. Camminando per le sue strade, ti renderai conto subito della differenza di atmosfera rispetto alla vicina Lima. Qui l’energia è diversa, i suoi abitanti – i “chalacos” – ti accoglieranno con un calore e un entusiasmo contagiosi, facendoti sentire subito parte della vita quotidiana della città. Callao è ricca di cultura, storia e tradizioni marittime e, proprio per non farti mancare nulla, in questa guida abbiamo raccolto le sei attrazioni più affascinanti e imperdibili che ti permetteranno di immergerti completamente nell’anima di Callao. Dai quartieri artistici ai musei particolari, ogni luogo che esplorerai ti regalerà un assaggio di ciò che rende questa città unica nel suo genere; un perfetto equilibrio tra modernità e tradizione, con il mare come cornice costante del tuo viaggio.

La Fortaleza del Real Felipe

Simbolo di resilienza è l’attrazione super-gettonata della città. La Fortaleza del Real Felipe gode del primato di fortezza tra le più grandi mai costruite dagli spagnoli nelle Americhe. Edificata nel 1746 con lo scopo di proteggere il porto dagli attacchi di pirati e invasori, la fortezza presenta un’architettura caratterizzata da una pianta a forma di pentagono, mura massicce e torri difensive, rappresentando un chiaro esempio di come venivano costruite tutte le strutture militari in epoca coloniale. Oggi la fortezza è sede del Museo dell’Esercito peruviano, all’interno del quale potrai toccare con mano la storia militare del Perù grazie alle ampie sale espositive che conservano documenti, oggetti e cimeli storici legati alle vicende belliche del Paese. Una chicca per tutti gli appassionati di storia. La fortezza offre anche la possibilità di godere di una vista spettacolare sul porto di Callao e sul mare grazie alla sua posizione elevata.

Museo Abtao

Restando sempre in tema musei e attrazioni rilevanti per gli appassionati di storia, un altro luogo affascinante da non perdere assolutamente è sicuramente il Museo Abtao. Si tratta di un vecchio sottomarino – l’Abtao per l’appunto – adibito a museo galleggiante. Una volta entrato, potrai esplorare gli spazi del sottomarino, compresi di sala comandi, sala motori, cuccette dell’equipaggio e molto altro. Qui potrai scoprire, anche accompagnato da guide se vorrai accedere a un’esperienza completa, la vita dei marinai in tempo di guerra e le tecniche belliche prendendo parte a una simulazione d’immersione che aggiunge un tocco coinvolgente all’intera visita. Il museo è aperto dal mercoledì alla domenica dalle 9.30 alle 18.30 e si trova nei pressi del porto di Callao.

Il porto di Callao

Dopo la visita al museo Abtao, dal momento che ti troverai già nel porto, potrai proseguire il tuo viaggio alla scoperta di Callao passeggiando per le banchine e guardando le navi arrivare e partire. Qui potrai ammirare i grandi alberi delle barche a vela e osservare la maestosità delle crociere che attraccano. Inoltre, questo è il punto da cui partono tutte le escursioni per le isole vicine, che scopriremo più avanti in questa guida.

Chucuito

Un quartiere vivace e poco gettonato rispetto alle altre attrazioni turistiche di Callao, caratterizzato da stradine con case colorate dall’architettura tradizionale che riflettono la cultura allegra di questa splendida città portuale. Il quartiere è noto per la sua vita notturna e i suoi locali tradizionali ma, soprattutto, per il suo mercato: un luogo vibrante dove è possibile immergersi nella tradizione culinaria peruviana e acquistare prodotti tipici come frutta, verdura, spezie e altri articoli gastronomici.

La Punta

Proseguendo con la scoperta dei quartieri di Callao, è arrivato il momento di spostarsi in una delle zone d’elite di questa area portuale: La Punta. Elegante e raffinata, riflette lo status quo dei suoi abitanti. Qui, infatti, potrai vedere splendide villette singole in stile repubblicano, barche a vela e yacht ormeggiati sul suo lungomare e goderti il piacere del mare. Questa zona attira ogni anno molti turisti che amano passare il proprio tempo sulle sue spiagge. Per i più temerari, un tuffo nelle acque fredde del mare di questa zona si rivelerà un’esperienza piacevole e rinfrescante.

Monumental Callao

Un murales a Monumental Callao in Perù

Fonte: iStock

I murales di Monumental Callao, Perù

Per tutti gli appassionati di street-art, una visita al Monumental Callao è d’obbligo. Un progetto artistico-culturale nato con l’obiettivo di riqualificare una delle zone più degradate del distretto. Il cuore pulsante di quest’area è Casa Fugaz, un edificio coloniale attorno al quale si è sviluppato questo centro artistico e che, oggi, rappresenta la testimonianza tangibile della rinascita di questo quartiere. L’edificio in sé ospita gallerie e studi di artisti emergenti, ma anche caffè e negozi. Oltre a Casa Fugaz, il progetto artistico si è espanso toccando le strade circostanti e gli edifici nei dintorni i quali ospitano più di 60 murales realizzati dagli artisti di strada. Per un’esperienza completa di Monumental Callao, consigliamo di prendere parte a uno dei tantissimi tour guidati che partono ogni giorno e che accompagnano i visitatori in un percorso alla scoperta dei pezzi più belli di tutta la zona. Durante la tua passeggiata potrai anche incontrare artisti all’opera che, spesso, si soffermano ben volentieri con i visitatori per raccontare la propria arte e i propri progetti.

Cosa fare a Callao: le attività da provare

Dopo aver scoperto cosa vedere a Callao, esploriamo insieme alcune delle attività più interessanti per vivere questa città e godere di un’esperienza completa. Con un’offerta che soddisfa tutti i gusti, da chi ama il relax nelle spiagge a chi preferisce la vivacità dei centri abitati, ecco la nostra top 3 delle attività da fare a Callao.

Perderti per le vie del centro

Cammina per le stradine del centro di Callao, perditi tra i suoi vicoli e lasciati condurre dal tuo istinto che vorrà farsi conquistare dal fascino e dalle atmosfere che solo una città con una ricca storia può offrire. Lasciati stupire da ciò che si cela dietro ogni angolo, dagli scorci suggestivi e dagli edifici storici di epoca coloniale, perfettamente conservati, che ti racconteranno le incredibili storie di un passato lontano. Tra una svolta e l’altra, fermati in qualche piccola bottega e ammira gli artigiani e gli artisti locali che mettono passione e abilità nelle proprie opere: è proprio qui che potrai trovare pezzi autentici – tra cui gioielli e oggetti d’arte – da portare a casa come ricordo del tuo passaggio in questa terra meravigliosa. Per riposarti dalla camminata, concediti una deliziosa sosta in uno dei tanti caffè o ristoranti locali, e assapora le specialità della cucina peruviana. Rilassarti, goditi l’atmosfera e magari scambia qualche parola con i locals, arricchendo ulteriormente la tua esperienza di viaggio a Callao.

Esplorare le isole

Se la tua indole da viaggiatore ti spinge sempre a cercare anche qualche piccola gita, sappi che il porto di Callao è il punto di partenza di numerose escursioni in barca che accompagnano i visitatori alla scoperta delle isole limitrofe. Qui sarà possibile ammirare le bellezze naturali di questa zona, osservare la fauna locale e godere di un momento di relax. Le isole di Callao sono in totale quattro e sono:

  • L’isola di San Lorenzo: quest’isola gode del primato di isola più grande del mare peruviano ed è un luogo di grande interesse storico viste le continue scoperte di resti archeologici. Alcuni studiosi hanno anche rinvenuto tracce dell’occupazione da parte dei pirati conferendo a quest’isola un’aura di fascino che ha dato vita a numerose leggende.
  • Le isole Palomino: due piccole isole ravvicinate famose per la presenza di numerosi leoni marini che si riposano sulle rocce dell’isola. Quando il mare è calmo potrai vedere i visitatori più temerari immergersi nelle sue acque e avvicinarsi a questi simpatici animali.
  • Le isole Cavinzas: anche queste isole sono famose per la ricca fauna che le popola; nello specifico durante questo tour potrai osservare diverse varietà di uccelli marini come pellicani e guanay e potrai ammirare la bellezza delle sue grotte naturali.
  • L’isola di El Frontón: a chiudere il tour delle isole nelle vicinanze di Callao è l’isola di El Frontón, celebre per il suo ruolo di prigione politica in epoca coloniale. Tra le sue celle sono state rinchiuse figure di spicco come il viceré Blasco Núñez de Vela. Attualmente è disabitata e questa condizione aggiunge un tocco di mistero all’atmosfera di quest’isola.

Provare le esperienze gastronomiche

Callao è un’ottima base per tutte le buone forchette che amano scoprire un luogo anche attraverso la sua cucina. La posizione vicino al mare rende Callao una zona perfetta per esplorare tutte quelle pietanze a base di pesce tipiche delle zone del Perù come il ceviche (pesce crudo marinato al lime) ma anche l’arroz con mariscos. I posti migliori dove mangiare a Callao sono i ristorantini e le cevicherias locali, per un’esperienza che saprà conquistare le tue papille gustative.

Con questa guida hai tutte le informazioni che ti servono per organizzare la tua gita a Callao, in Perù. Preparati a lasciarti conquistare dall’anima vivace e accogliente di una città portuale capace di superare anche le più grandi aspettative. Callao vive di contrasti, dalle spiagge tranquille, perfette per rilassarsi e ricaricare le energie, alle strade movimentate e ricche di arte urbana del Barrio Monumental, dove l’energia culturale si respira in ogni angolo. Qui il passato e il presente convivono in perfetta armonia: da un lato, l’antica indole marittima del porto più importante del Perù, dall’altro, la vivacità e il brio di una scena culturale in continuo fermento.

Passeggiando tra i suoi vicoli, potrai ammirare non solo i colori sgargianti e i murales, ma anche le numerose gallerie d’arte e caffetterie nascoste, dove potrai fermarti per una pausa e immergerti nella cultura locale. Callao è un luogo che sa sorprendere, dove ogni angolo è un invito a scoprire qualcosa di nuovo. Per vivere appieno l’anima di Callao non dimenticarti di fare una sosta nei ristoranti e nelle taverne locali, dove potrai assaporare piatti tipici della cucina peruviana.

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Le meraviglie antiche del Museo Larco di Lima, in Perù

Quando si fa un viaggio in Perù si può entrare spesso in contatto con le antiche civiltà precolombiane dell’area andina. Quel pezzo di Sud America ha storia antica da vendere e un luogo dove poter iniziare a famigliarizzare con questa materia è senza, dubbio, il Museo Larco di Lima, il cui nome completo è Museo Arqueológico Rafael Larco Herrera, un luogo dove la cultura e la divulgazione trovano una grande casa in quel della capitale del Perù.

Questo museo porta il nome di un noto politico che fu fondamentale per il Perù della prima parte del ‘900. Rafael Larco iniziò, a titolo di collezione personale, a raccogliere oggetti antichi. Alla sua morte, il figlio donò la collezione allo Stato e, da quel momento, nacque il nucleo primitivo del museo.

Dove si trova il Museo Larco a Lima

Lima è una città molto grande: durante il tuo viaggio in Perù, tieni conto di consistenti tempi per spostarti da un quartiere e l’altro della città. Per raggiungere il Museo Larco e ammirare le antichità peruviane, dovrai spostarti verso quella che viene chiamata Urbanización El Carmen, nel distretto di Pueblo Libre. Il museo si trova lungo una grande via di comunicazione chiamata Avenida Simon Bolivar. A poca distanza dal museo, ci sono alcune fermate dei mezzi pubblici. L’entrata del museo è collocata su Calle Navarra, una laterale del grande viale citato prima. Il Museo Larco di Lima è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 19, con un orario ridotto in giorni festivi o prefestivi come la Vigilia di Natale o il 31 Dicembre.

Dove si trova il Museo Larco di Lima

Fonte: iStock

La facciata del Museo Larco di Lima

Biglietti e informazioni per visitare il Museo Larco di Lima

I biglietti per entrare nel museo possono essere anche acquistati online dal sito ufficiale di questo importante contenitore culturale e costa 40 Soles Perviani, che corrispondono a poco più di 9€. Sono previste delle riduzioni per chi ha più di 60 anni o per bimbi e ragazzi dagli 8 ai 17 anni. I bambini sotto gli 8 anni di età entrano gratuitamente.

I cartelli informativi del museo sono scritti in spagnolo e inglese ma, per alcune collezioni permanenti, sono disponibili le spiegazioni anche in italiano o in altre lingue. All’interno della struttura è presente il wifi gratuito, utilizzabile da chiunque visiti il museo e, nel caso arrivasti con uno zaino di misura consistente, potrai lasciarlo al guardaroba all’ingresso. All’interno delle sale espositive non sono ammesse borse di grandi misure. Per capirci, un normale zaino da 30 litri è già troppo grande per la policy del Museo Larco di Lima e va, quindi, lasciato al guardaroba.

Per quanto riguarda l’accessibilità a chi ha difficoltà a camminare o per chi è su una sedia a rotelle, il museo prevede delle rampe o degli ascensori per poter superare la barriera delle scale. I cani guida o quelli di assistenza sono ammessi all’interno del museo ma non i cani da compagnia. Non si può mangiare e bere nel museo ma si può farlo nei giardini e, ovviamente, nella caffetteria presente in loco.

Visitare il Museo Larco di Lima: quanto tempo ci vuole?

Questo museo della capitale del Perù è davvero immenso. Il consiglio più comune è quello di considerare quasi un’intera giornata per vederlo. Non si tratta, infatti, solo di ammirare le collezioni all’interno dell’edificio ma di poter godere anche dei giardini e di tutta la parte esterna.

Per questo motivo, pianifica bene la tua visita a questo luogo culturale del Perù: non avere fretta e chiediti, prima di entrare, se questo posto possa fare per te e per il tipo di viaggio in Perù che vuoi vivere. Lima è una città che offre davvero molto, sotto tutti i punti di vista, ed è sempre meglio considerare bene cosa chiedere al proprio viaggio da quelle parti.

Le collezioni del Museo Larco di Lima, in Perù

Fonte: Getty Images

Oggetti esposti al Museo Larco di Lima

Le collezioni del Museo Larco di Lima: l’esposizione permanente

Molti musei propongono collezioni permanenti affiancate da esposizioni temporanee. Il Museo Larco di Lima non fa eccezione e, con un unico biglietto, si può vedere qualsiasi cosa mostri al pubblico.

L’esposizione permanente è costituisce la più grande collezione storico-archeologica del Perù. Si contano oltre 5000 oggetti di importanza e uso diverso, provenienti da ogni regione del Perù. La maggior parte di essi raccontano l’epoca prima dell’arrivo del Colonialismo nel paese e sono quindi denominati come “precolombiani”, anche se Cristoforo Colombo non ha avuto mai nulla a che fare con la conquista di questa nazione andina.

La collezione permanente custodisce alcuni capolavori dell’arte precolombiana e della storia antica del Perù. Una di esse, per esempio, è la Stele di Pacopampa, un oggetto di pietra incisa trovato nel nord del Perù e che rappresenta una divinità femminile dal significato decisamente importante per la storia e l’antropologia peruviana. Altri oggetti degni di nota sono, invece, stati ritrovati in un corredo funerario risalente a un periodo che, per la storia europea, potrebbe essere il Medioevo.

Si tratta di oggetti di metallo e d’oro dal design molto interessante e dall’importanza storica inestimabile. Gli appassionati di design troveranno pane per i loro denti nella collezione permanente del Museo Larco di Lima. Ci si può sorprendere di quanto il passato di certe civiltà possa essere ispiratore. A tal proposito, sappi che dentro al museo si possono fare schizzi e disegni di quanto vedrai esposto ma sono ammesse solo matite. Le penne, i pennarelli e altri strumenti da disegno sono vietati.

Le collezioni del Museo Larco di Lima: la galleria di arte erotica

Una intera sezione del Museo Larco di Lima è dedicata a quella che viene definita arte erotica. Si tratta di una collezione che raccoglie moltissime ceramiche e manufatti di terracotta rappresentanti idoli sessuati. Questo tipo di ritrovamento è molto comune in tutti i territori del Perù in cui hanno vissuto le civiltà precolombiane. Era tipico di quei popoli, infatti, costruire degli idoli dalle simili fattezze e considerarli collettori di forza, potenza e prosperità.

La galleria è, malgrado quello che si possa pensare, aperta ai visitatori di tutte le età. Se viaggi con dei bambini, sii pronto a spiegare quello che potrai ammirare con la tua famiglia. La collezione di arte erotica del Museo Larco di Lima è una delle più importanti al mondo, soprattutto per chi studia antropologia.

I giardini del Museo Larco di Lima

Fonte: Getty Images

Ci sono piante incredibili nel giardini del Museo Larco

I giardini del Museo Larco di Lima

La parte esterna di questo museo peruviano merita tanto quanto la parte interna. I giardini mostrano una grande raccolta di piante da ogni parte del Perù. Quando si parla di questo paese del Sud America si pensa spesso alle Ande, bellissime nei loro colori ma estremamente brulle data l’altitudine. Si considera poco tutta la parte tropicale del Perù e alla vegetazione che ne può prosperare. Esiste, per esempio, una parte di Amazzonia totalmente peruviana, con una natura davvero spettacolare.

Il Museo Larco di Lima insegna molto anche in questo ambito: i suoi giardini sapranno darti un’idea quasi completa della bellezza della flora tropicale del Perù. Lima, del resto, si trova a livello del mare e il clima è proprio quello più favorevole ad alcune delle piante che potrai ammirare.

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Terremoto in Perù e allerta tsunami: info utili per i viaggiatori

C’è grande preoccupazione in queste ore per il Perù, dopo che lo United States Geological Survey (Usgc) ha registrato una forte scossa di terremoto di magnitudo 7.2 al largo della costa meridionale del Paese, a una profondità di 28 chilometri. Il Pacific Tsunami Warning Center (Pwtc) ha emesso un’allerta per un “possibile” tsunami con onde che potrebbero raggiungere da uno a tre metri lungo alcune delle sue coste.

Terremoto in Perù e allerta tsunami: cosa sta succedendo

Il sisma ha colpito a 8 chilometri a ovest di Atiquipa, uno dei tredici distretti della provincia di Caravelí, a circa 600 chilometri a sud di Lima. Alcuni residenti hanno dichiarato sui social media di aver avvertito una scossa molto forte e lunga che ha fatto tremare le loro case. Il terremoto è stato avvertito fino alla capitale del Perù. Un video postato sui social media mostra lampade che oscillano all’interno delle case di Lima. Al momento, non sarebbero state registrate vittime a seguito della scossa.

“Stiamo finendo di analizzare i rapporti preliminari che ci dicono che non ci sono morti, e stiamo monitorando l’impatto sulle infrastrutture”, ha dichiarato il Primo Ministro, Gustavo Adrianzen alla radio RPP, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa peruviana “Andina”.

Il Perù, e la maggior parte della costa sudamericana del Pacifico, si trovano al confine di due placche tettoniche: la placca sudamericana, che comprende la maggior parte del continente, e la placca di Nazca, che si estende sul Pacifico lungo la maggior parte della costa. L’attività sismica non è rara in questa regione, che si trova lungo la “cintura di fuoco del Pacifico”, nota per i suoi frequenti terremoti ed eruzioni vulcaniche.

“Dal 1900 ha avuto almeno 3 scosse di magnitudo superiore a 7, il che suggerisce che terremoti di queste dimensioni si verificano di rado, probabilmente in media ogni 40-45 anni”, ha osservato “Volcano Discovery”.

Terremoto in Perù: info utili per i viaggiatori

Per chi dovesse trovarsi in Perù in queste ore o per coloro che si fossero messi in viaggio per Lima e dintorni, ecco alcuni consigli della Croce Rossa Americana e dell’Istituto peruviano di sismologia su come comportarsi durante un terremoto se ci si trova all’interno di un edificio.

  • Mettersi al riparo sotto un tavolo o un altro mobile robusto finché non cessa la scossa.
  • Muoversi verso un luogo sicuro nelle immediate vicinanze.
  • Rimanere in casa fino a quando le scosse cessano e si è sicuri di poter uscire.
  • Stare lontani da finestre, porte e pareti esterne e da tutto ciò che potrebbe cadervi addosso.
  • Nei grattacieli, aspettare che gli allarmi antincendio e gli sprinkler si attivino durante le scosse.
  • Non precipitarsi per le scale e non usare l’ascensore.

È inoltre possibile monitorare la situazione in tempo reale sul sito del Centro nazionale di allerta tsunami, Centro Nacional de Alerta de Tsunami-El CNAT, che svolge attività di gestione, funzionamento e controllo del Sistema nazionale di allerta tsunami, monitorando eventi sismici di grande magnitudo con epicentro in mare o molto vicino alla costa, al fine di avvertire la popolazione il prima possibile del verificarsi di uno tsunami attraverso bollettini informativi, allarmi o segnalazioni che vengono inviati all’Istituto di Protezione Civile (INDECI). Sul sito c’è anche un vademecum utile su come comportarsi durante uno tsunami e su quali oggetti portare con sé nel caso di evacuazione immediata.