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Pennsylvania, lo Stato più bello dove ammirare il foliage in autunno

Lasciate che i turisti in autunno invadano il Montana o il Vermont, gli Stati americani più celebri per il fall foliage, e puntate verso la Pennsylvania, lo Stato, a due passi da New York City, dove ammirare lo spettacolo più bello della natura che cambia colore tra estate e inverno. Infatti, è scientificamente provato che qui la stagione del foliage dura più che in qualunque altro Stato americano e addirittura come in pochi altri posti al mondo, ma che anche la vaerità di colori è unica.

La città più famosa della Pennsylvania è Philadelphia, anche se pochi sanno che il Capoluogo è Harrisburg, una delle città più vecchie degli Stati Uniti d’America. Forse perché troppo vicina alla Grand Mela e ad altri Stati più turistici che le fanno concorrenza, la Pennsylvania merita di essere scoperta soprattutto nella sua stagione migliore: l’autunno.

Il paesaggio autunnale della Pennsylvania

Il merito della bellezza del foliage in questo Stato è della sua posizione: la Pennsylvania si trova tra la 40° e la 42° latitudine Nord e la sua topografia così varia che cambia dal livello del mare ai circa mille metri di altitudine delle Laurel Highlands fa sì che crescano circa 130 specie di alberi, tra cui arbusti, aceri, noci, vigne ma sopratuttto piante di corniolo, che contribuiscono alla meravigliosa palette di colori che sfoggia a partire dal mese di agosto fino al periodo autunnale. Una vera gioia per gli occhi, insomma. Inoltre, tutto ciò che circonda lo Stato della Pennsylvania contribuisce a rendere il paesaggio autunnale incredibilmente suggestivo. Innanzitutto, il Lago Erie, uno dei principali dei Grandi Laghi dell’America settentrionale al confine tra USA e Canada. Poi il Delaware, altro Stato decisamente poco visitato dai turisti italiani ma che merita un viaggio.

Meta top in autunno per gli americani

Ogni anno, sono migliaia gli americani che si recano tra le foreste della Pennsylvania per ammirare uno dei foliage più spettacolari e duraturi al mondo. Questi osservatori di foglie (in inglese, “leaf peeper”) sanno che c’è qualcosa di davvero speciale in questa luogo. Lo US Forest Service stima che in Pennsylvania si contino all’incirca 7,95 miliardi di alberi, con un rapporto di 613 alberi per abitante dello Stato, molti dei quali si trovano nella regione dei Wilds, un’immensa regione aperta che si estende tra le città di New York e di Chicago. La regione dei PA Wilds (PA sta per Pennsylvania) comprende oltre due milioni di acri di terra pubblica protetta a disposizione di tutti, abitanti e visitatori che ne vogliano godere.

Questa regione conta 29 parchi statali, otto foreste di Stato e ospita la sola foresta nazionale, la Allegheny National Forest, che si trova nella contea di Warren. Qui, ogni specie di albero contribuisce a dare la propria tonalità: gli alberi di Nyssa Sylvatica o gomma nera iniziano a tingersi di rosso già a fine agosto, il corniolo a metà settembre, le foglie di acero passano dall’arancio al rosso tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre, le querce e i faggi solitamnete sono le ultime a dare colore all’autunnoe a cadere dai rami trasformando il terreno in un tappeto multicolore.

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Fonte: 123RF

La Allegheny National Forest in autunno

Gli spot più belli dove ammirare il foliage

Sono tantissimi i luoghi dove godere dello spettacolo del folia autunnale in Pennsylvania. Tuttavia, ce ne sono alcuni assolutamente consigliati dove lo spettacolo è garantito. Le colline che anticipano i Monti Appalachi offrono diverse opportunità di ammirare le fitte foreste riccamente colorate dal foliage autunnale. Basta guidare lungo la I-80 Frontier, la zona lungo la frontiera meridionale dello Stato, facilmente raggiungibile dalle città di Philadelphia, Harrisburg e Pittsburgh, per godere dello spettacolo. Strade minori anche chiamate “scenic byways” conducono all’interno di foreste nelle PA Wilds, i cui rami creano veri e propri tunnel naturali da attraversare. Un road trip da queste parti può togliere il fiato. La Elk Scenic Drive, la Bucktail Scenic Byway e la Scenic Route 6, tutte queste strade regalano una vista impagabile in autunno, attraversando anche pittoresche cittadine.

I migliori scenari si possono godere nello Kinzua Bridge State Park e dallo Kinzua Skywalk che guarda sulla Kinzua Gorge nella McKean County. Nella Tioga County a Est della regione delle PA Wilds, i visitatori si danno appuntamento al Leonard Harrison State Park e al Colton Point State Park per ammirare le foglie che cambiano colore nella Pine Creek Valley, meglio conosciuta come PA Grand Canyon.

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Fonte: 123RF

La Pine Creek Valley o PA Grand Canyon
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Centralia, la ghost town più famosa del mondo che brucia dagli anni ’60

Videogiochi e film horror prendono spesso ispirazione da fatti e luoghi reali che, con le loro atmosfere e storie, rappresentano il soggetto perfetto per creare un prodotto ludico o cinematografico di successo. È il caso di Silent Hill, la cui serie di videogiochi prima e il film del 2006 dopo sono stati ispirati dalla città fantasma più famosa del mondo che brucia dagli anni ’60 perché ‘costruita sulla bocca dell’inferno‘.

Stiamo parlando di Centralia, un piccolo centro della Pennsylvania che, a causa di un incendio nel sottosuolo che brucia dal 1962 e mai domato, è oggi disabitata se non per cinque residenti che faticano a lasciarla e i curiosi e appassionati di passaggio.

La città fantasma della Pennsylvania

Centralia, situata nella contea di Columbia, in Pennsylvania, era una città degli Stati Uniti come tutte le altre fino al 27 maggio del 1962, quando un incendio l’ha trasformata a tutti gli effetti in una città fantasma. Non ci sono edifici, negozi o scuole, tutte le strade sono state sbarrate tranne una soprannominata Graffiti Highway per le scritte lasciate dai curiosi e dai turisti.

Che cosa ha causato un incendio capace di distruggere un’intera città? Per raccontare la storia di Centralia dobbiamo partire dal presupposto che si trattava di una città mineraria situata su un grande filone di antracite, un minerale in cui il carbone è presente in alte percentuali. Ed è proprio in una di queste miniere che scoppiò l’incendio del 1962, le cui fiamme si espansero rapidamente per i cunicoli sotterranei rendendo difficile qualsiasi intervento.

Ora, vi starete sicuramente chiedendo come fa il fuoco a continuare a bruciare nel sottosuolo. La risposta è molto semplice: molti cunicoli hanno delle aperture sulla superficie che permettono l’ingresso dell’ossigeno, il quale mantiene vivo il fuoco che produce molto calore e il fumo che si può vedere grazie alle spaccature createsi nell’asfalto. A quanto pare, il fuoco ha abbastanza materiale combustibile da consumare per continuare a sopravvivere per altri 250 anni circa.

Centralia: l’evacuazione e la città oggi

Dopo l’incendio, la città venne evacuata perché continuavano a formarsi doline e sfiati termici che facilitavano il rilascio di gas nocivi come il monossido di carbonio e il biossido di zolfo non solo nelle strade, ma anche direttamente all’interno delle case. Inoltre, a causa del calore del fuoco nel sottosuolo, cominciarono a crearsi delle crepe improvvise sulle strade che causarono la morte di alcuni abitanti. Chiunque abbandonò la città, tranne 5 persone che decisero di restare. Dopo la loro morte bisognerà aspettare 250 anni prima che Centralia possa accogliere nuovi cittadini perché, secondo i calcoli degli esperti, è questo il tempo necessario per far sì che tutti i materiali che continuano ad alimentare il fuoco nel sottosuolo si consumino completamente.

Ora, immaginate una città abbandonata dove l’atmosfera di desolazione è resa ancora più spettrale dalla fuoriuscita di fumi che compaiono dalle crepe stradali. È ovvio che uno scenario del genere stuzzichi l’immaginazione, soprattutto quella di registi e creatori di videogiochi, ma non solo. Anche i turisti sono attratti da Centralia, incuriositi dalla città o semplicemente fan del film/videogioco, tanto che sull’unica strada presente hanno lasciato anche delle scritte o dei graffiti colorati, rendendo Centralia meno paurosa e più accogliente.