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In Italia è avvenuta una scoperta “sacra”

L’Italia vanta millenni di storia. Così tanti che sono ancora molti i segreti che nasconde. Negli ultimi giorni, per esempio, è avvenuta una scoperta davvero importante e che può persino essere definita “sacra”: un tratto del nostro Paese che si riteneva fosse un porto militare, in realtà è tutta un’altra cosa.

Mozia, l’isola con una delle più grandi piscine sacre del Mediterraneo

Siamo in Sicilia e più precisamente a Mozia, un’isola situata nella laguna delle saline dello Stagnone di Marsala (TP), che è un’antica colonia fenicia. Proprio da queste parti diversi studi archeologici hanno fatto affiorare nel corso del tempo numerosi tesori, tanto da diventare una delle attrazioni più suggestive dell’intera regione.

Qui sorge il Kothon, ossia un bacino idrico utilizzato all’interno dei porti fenici che per molto tempo si è creduto fosse un porto militare. Le ultime ricerche condotte dalla Sapienza Università di Roma e dalla Soprintendenza regionale per i beni culturali e ambientali di Trapani, hanno invece dimostrato che il bacino artificiale non è quello che si pensava, ma bensì una piscina sacra di 2500 anni fa.

Net dettaglio: gli esperti suggeriscono che sia stato usato nelle cerimonie religiose di quell’epoca, dopo essere stato aggiunto alla città insulare di Motya quando fu ricostruito nel 550 a.C a seguito di un attacco dell’antica Cartagine.

Il bacino fu rivenuto nel 1920 e, dal momento che a Cartagine c’era una struttura simile chiamata proprio Kothon, anche quello dell’isola siciliana fu identificato per la prima volta come un porto militare artificiale. Ma la verità è che il bacino di Mozia era parte di uno dei più grandi complessi religiosi dell’antico Mediterraneo. Ma non solo. Esso collegava i coloni fenici con i culti delle loro terre d’origini. Infine, sarebbe persino stato utile per studiare le posizioni delle stelle e dei pianeti.

Una scoperta davvero importantissima avvenuta grazie alla continuazione degli scavi archeologici su questo territorio e che è stata pubblicate sulla rivista Antiquity dell’Università di Cambridge, oltre a essere stata ripresa dalle più importanti testate di tutto il mondo.

Le spiegazioni degli addetti ai lavori

L’archeologo Lorenzo Nigro, dell’Università La Sapienza di Roma, ha spiegato che questa era la più grande piscina sacra conosciuta dell’antico mondo Mediterraneo. La piscina e i tre templi vicini erano allineati con le posizioni delle stelle e delle costellazioni specifiche in giorni chiave dell’anno, come i solstizi d’estate e d’inverno. Ciascuno dei corpi celesti era associato a un particolare dio fenicio.

Di notte, la superficie riflettente della piscina, che era leggermente più lunga e più larga di una piscina olimpionica, veniva usata per fare osservazioni astronomiche segnando la posizione delle stelle con dei pali.

Le scoperte del puntatore di uno strumento di navigazione in un tempio e la statua consumata di un dio egizio associato all’astronomia, trovata in un angolo della piscina, supportano questa possibilità.

Per un secolo si è pensato che il Kothon di Mozia fosse un porto, ma nuovi scavi hanno cambiato drasticamente la nostra interpretazione – ha sottolineato NigroEra una piscina sacra al centro di un enorme complesso religioso“.

Sospetti che sono sorti a seguito di alcune ricerche che avevano portato alla luce un Tempio di Ba’al sul bordo del Kothon di Mozia, anziché gli edifici portuali previsti.

Abbiamo quindi scoperto che non poteva essere utilizzato come porto: non era collegato al mare ma era alimentato da sorgenti naturali – ha aggiunto lo scienziato – Il team ha anche scoperto altri templi che fiancheggiano il Kothon, insieme a stele, altari, offerte votive e un piedistallo al centro del lago che un tempo conteneva una statua di Ba’al. Nel loro insieme, questi elementi indicano che non era un porto, ma una piscina sacra al centro di uno dei più grandi complessi culturali del Mediterraneo preclassico“.

scoperta piscina sicilia

La piscina sacra di Mozia

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È il più bel giardino di glicini d’Italia, un vero spettacolo

Dopo due primavere in cui questi giardini sono rimasti chiusi al pubblico, si può tornare ad ammirare la spettacolare fioritura dei profumatissimi glicini, considerata la più importante e bella in Italia. Durante le due ultime stagioni, si sono potuti vedere solo virtualmente attraverso i attraverso i social, ma ora tutto è pronto per accogliere di nuovo i visitatori, per vivere dal vivo, con visite guidate, l’esperienza della fioritura.

I giardini di Villa della Pergola

A partire dal 26 marzo, riaprono le porte ai visitatori i giardini di Villa della Pergola ad Alassio. Ogni anno, da marzo a fine aprile, questi giardini cambiano volto grazie all’esplosione di colori e di profumi dei tanti esemplari di glicini e non solo.

Passeggiando nel parco e tra le pergole, spettacolari cascate color glicine, rosa e bianco diffondono un profumo inebriante creando una scenografia davvero suggestiva.

Con il loro affaccio impareggiabile sul Golfo di Alassio e sull’isola Gallinara, i giardini affondano le radici alla fine dell’Ottocento, quando Alassio e tutta la Liguria erano meta di visitatori provenienti da tutto il mondo, e consistente era la comunità inglese.

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I glicini dei giardini di Villa della Pergola @Matteo Carassale

William Scott, già nel 1906, li definiva “una delle meraviglie della Riviera, degno rivale dei giardini di Sir Thomas Hanbury a La Mortola. Oggi fanno parte dei 150 Grandi giardini italiani, della “Garden Route Italia” e dell’Associazione parchi e giardini italiani (APGI) e ospitano una flora mediterranea ed esotica sempreverde proveniente da ogni angolo del mondo.

Ogni mese ha il suo fiore

Pini marittimi, mandorli, ulivi, e poi cipressi, cedri del Libano, lecci e jacarande, ma anche esemplari unici di palme canariensis. In ogni periodo dell’anno, nei giardini di Villa della Pergola sbocciano differenti varietà di fiori o si possono trovare frutti sugli alberi, perché ogni stagione è di per sé diversa.

Chi visita i giardini a marzo riconosce soprattutto glicini, iris e rose. Ad aprile, oltre a glicini e rose ci sono anche gli agrumi, una quarantina di varietà. Maggio è il mese della lavanda e delle ninfee, mentre giugno quello del fior di loto, delle ortensie Annabelle, quercifoglie e delle ninfee tropicali. A luglio e agosto si possono ammirare oleandri, hibiscus, strelizie Nicolai, loti e canna indica. Tra agosto e settembre spuntano oleandri, lantane e ibiscus, mentre in autunno è tempo di dalie.

Accompagnati da guide specializzate, i visitatori possono ammirare le migliaia di specie di fiori e piante che abbelliscono i giardini, tra rarità ed esemplari unici come la Wollemia nobilis, una pianta preistorica, venuta dal passato, presente in meno di cento esemplari al mondo o la straordinaria collezione di Opuntiae e Cactacee tra cui alcune rare e affascinanti come il Myrtillocactus geometrizans crestatus o ancora la collezione di rose, al massimo dello splendore proprio in questo periodo.

Passeggiando per i viali dei giardini, ci s’imbatte nel boschetto dei mirti secolari, spettacolari esemplari dalle rarissime bacche bianche, e ci si inoltra nell’agrumeto, con la collezione di più di 30 varietà tra specie locali come il Chinotto di Savona (presidio Slow Food) e altre come il Pomelo, il Citrus gigantis, il Cedro mano di Buddha, l’Arancio trifoliato, unico agrume a foglia caduca in natura, o il Murraya paniculata, più piccolo agrume al mondo.

Ma anche le fioriture di lavanda, iris, gerani che illuminano il parco con uno spettacolo di colori, come la Caesalpinia (Poinciana) japonica con il suo giallo acceso o l’Eritrina cristagalli, chiamata anche “albero del corallo” per il color rosso abbagliante dei fiori che ricordano, nella forma e nel colore, la cresta di un gallo.

E poi, è facile imbattersi nella fauna che abita i giardini, dagli scoiattoli ai ricci alle molte specie di uccelli, tra cui una coppia di falchetti e la loro nidiata.

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Il panorama sul Mar Ligure dai giardini @Matteo Carassale

Cosa c’è di nuovo

Durante la fase di restauro dei giardini di Villa della Pergola, un’attenzione particolare è stata dedicata al recupero, alla conservazione e alla creazione delle rinomate collezioni botaniche, tra cui quella dei glicini, che conta ben 34 varietà, a cui se ne stanno aggiungendo 15 nuove, per la più importante collezione italiana.

Il restauro e la creazione di nuove pergole hanno permesso, infatti, di dare nuova vita alla collezione di questi affascinanti fiori, già particolarmente amati dalla famiglia Hanbury: la fioritura era per loro così importante che veniva celebrata ogni anno con un “Wisteria Party“, organizzato da Ruth, moglie di Daniel, a cui erano invitate le autorità cittadine di Alassio e la comunità inglese.

Le visite guidate

Il parco di Villa della Pergola è aperto tutti i giorni da marzo a novembre, tranne il lunedì, con quattro turni di visite: 9.30, 11.30, 15.00, 17.00. In occasione dei due lunedì del 18 aprile (Pasquetta) e del 25 aprile i giardini saranno straordinariamente aperti, rimanendo chiusi il martedì seguente (19 e 26 aprile).

Il biglietto d’ingresso intero costa 12 euro, ridotto 10 euro, ragazzi dai 12 ai 18 anni 6 euro mentre è gratuito per i bambini da 0 a 11 anni. Da quest’anno è attiva la biglietteria online per poter prenotare la visita guidata. Fino al 31 marzo, l’accesso è consentito previa presentazione di Green Pass rafforzato, in attesa delle nuove eventuali disposizioni di legge.

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I giardi di Villa della Pegola @A. Le Mure

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Riapre il parco di tulipani più bello del mondo. Ed è pura magia

Se i tulipani sono il simbolo dell’Olanda, questo parco ne è il cuore assoluto. E sta per riaprire i cancelli al pubblico, ansioso di tornare ad ammirare milioni di specie di tulipani di ogni forma e colore, dopo due anni di chiusura dovuta alla pandemia. Sì, perché non tutti i tulipani sono uguali. E in questo giardino si possono ammirare proprio tutti, in un tripudio di colori.

Stiamo parlando del parco di Keukenhof, che riapre per la stagione il 24 marzo e sarà visitabile fino al prossimo 15 maggio. Come ogni stagione, anche quella del 2022 ha un tema intorno al quale ruotano le composizioni. Quest’anno sarà “Flower Classics” ovvero il tulipano – ma non solo, poiché nel parco sbocciano anche altre specie di fiori – come elemento classico visto nell’arte, nell’architettura e nel design.

E la collaborazione con il Mauritshuis, il museo che si trova a L’Aia che proprio quest’anno celebra il duecentesimo anniversario e che ospita il famoso capolavoro di Jan VermeerRagazza col turbante” anche detta la “Ragazza con l’orecchino di perla”, ne è un eccellente esempio.

Oltre ai milioni di tulipani, narcisi e giacinti del parco, la mostra floreale all’interno dei padiglioni di Keukenhof si è ingrandita a dismisura ed è divenuta ancora più bella. Più di 600 coltivatori di fiori portano in mostra i loro fiori più belli affinché possano essere ammirati dai visitatori.

“Siamo felici di poter dare di nuovo il benvenuto ai visitatori”, ha commentato il direttore del parco Bart Siemerink. “Non abbiamo potuto aprire al pubblico per due anni, benché il parco fosse comunque fiorito e bellissimo. Lo scorso anno, milioni di persone lo hanno potuto ammirare attraverso i video e seguire le fioriture, ma vederle dal vivo è completamente diverso e nessuno video rende l’idea in quanto non consente di sentirne i profumi e di godere dell’atmosfera che si respira nel parco. I primi godere giacinti e i primi tulipani sono già sbocciati e i visitatori possono già godere dei colori fin dal primo giorno di apertura. In tutta la regione di Bollenstreek (quella dei bulbi) si possono anche ammirare i primi campi fioriti”.

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Il parco di Keukenhof in Olanda

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Quest’isola resta un paradiso (nonostante i Famosi)

Cambiano i concorrenti dell’”Isola dei Famosi”, ma la location resta immutata. Nonostante siano sette anni ormai che i concorrenti del reality – e almeno una cinquantina di addetti ai lavori – la colonizzano per mesi per girarvi il noto programma televisivo, quest’isola resta comunque un paradiso terrestre.

Stiamo parlando di Cayos Cochinos, l’isola dell’arcipelago dell’Honduras a 10mila chilometri dall’Italia. Due sono le isole principali, abitate dalle popolazioni locali, Cayo Cochino Mayor e Cayo Cochino Menor.

Poi ci sono 14 isolotti corallini che ne fano parte ma che sono disabitati. Il copione del programma Tv prevede che i naufraghi dovranno spostarsi da una spiaggia all’altra. Tra le clausole del regolamento per partecipare al reality c’è quella che prevede di impegnarsi a “rispettare l’ambiente naturale in cui vivranno i naufraghi, salvaguardando le specie autoctone vegetali e animali”.

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Floriana Secondi, Jovana Djordjevic ed Estefania Bernal all’Isola dei Famosi 2022

L’arcipelago di Cayos Cochinos

Conosciuto anche come Hog Cays, è un piccolo arcipelago situato a Nord-Est di La Ceiba. Sono le isole dei “garifuna” (gli indigeni), un popolo dedito soprattutto alla pesca. Divenute riserva biologica per proteggere una delle porzioni di barriera corallina più rara dei Caraibi (assieme a quella del Belize), nonché il secondo reef per estensione a livello mondiale, appartengono amministrativamente al gruppo Isla de la Bahia, con capoluogo Roatan, famoso anche per essere il paradiso dei sub.

Vi si trova anche qualche struttura ricettiva. Come il Plantation Beach Resort, a Cochino Mayor, uno storico resort che offre diverse attività legate al mare come diving, snorkeling e le escursioni in kayak attorno alle isole limitrofe.

Chi cerca un tipo di vacanza più economica e spartana (stile “Isola dei Famosi”, insomma) può trovare una sistemazione nel villaggio dei garifuna a Chachauate, dove è possibile dormire e mangiare con soli 100 lempira, l’equivalente di 3,7 euro.

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L’arcipelago di Cayos Cochinos in Honduras

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Offerta 2×1 Ryanair. Si vola in due e paga uno solo

Ryanair ha appena lanciato un’offerta low cost per viaggiare in due al prezzo di un solo passeggero. La promozione 2×1 scade a mezzanotte di oggi 22 marzo ed è valida per voli fino al 31 maggio.

Un’occasione da non perdere se si desidera fare una vacanza, anche breve, di coppia o con gli amici. Le mete dove andare ora che è arrivata la primavera sono tante e con climi che invogliano a stare all’aria aperta, magari anche su una bella spiaggia. Ecco alcuni nostri consigli su dove andare.

Weekend a Corfù

Per gli amanti della Grecia la parola chiave adesso è “Greekend“. Inutile spiegare di cosa si tratta. Non serve, infatti, aspettare che arrivi l’estate per andare su un’isola greca visto che oltre alle spiagge questo Paese ha moltissimo da offrire. Ryanair ha un’offerta low cost per andare a Corfù. L’isola è nota per le sue spiagge bianchissime e il mare cristallino, nonché per la natura incontaminata, caratteristiche che la rendono una delle mete preferite per gli amanti delle vacanze al mare. Ma è anche un ottimo punto di partenza per escursioni culturali.

La città è piuttosto grande e si caratterizza per un’alternanza di viuzze lastricate, gradinate di pietra, antiche dimore, chiese bizantine e veneziane e pittoresche piazze. Meritano una visita le due fortezze, una più antica e una nuova, e il palazzo di San Michele, quello di San Giorgio e la tomba di Menecrate.

Un capitolo a parte meritano i villaggi di Corfù, impregnati di tradizione e fascino. Vale una visita il bellissimo e caratteristico borgo di Sidari. In questa romantica cittadina di mare, secondo la leggenda, le coppie che attraversano a nuoto il Canal d’Amour sono destinate a sposarsi presto.

Se si vuole invece fare un salto nel passato più remoto dell’isola, è d’obbligo una tappa a Palia Perithia, il villaggio abbandonato ai piedi del monte Pantokrator, che è il più antico dell’isola dove il tempo sembra essersi fermato. Vi abbiamo inspirato almeno un po’? Se volete approfondire leggete qui.

Alicante, mare ma non solo

Per chi cerca il caldo un’altra meta è Alicante, sulla Costa Blanca, una città che non offre solamente spiagge e mare, ma anche molti luoghi d’interesse storico e culturale. Nel cuore della città, sul monte Benacantil, a più di 100 metri d’altezza, si trova il Castello di Santa Barbara, una fortezza risalente al IX secolo, anche se gli archeologi hanno ritrovato sulle pendici della collina artefatti risalenti a civiltà anteriori, come Iberi, Romani e addirittura dell’Età del Bronzo. Lungo i secoli ha svolto diverse funzioni, ma a partire dal 1963 è stato riaperto e restaurato, rendendolo visitabile e permettendo ai turisti di godere della vista della città e della costa.

Per conoscere la storia di Alicante, una tappa obbligata è il Museo archeologico, che nel 2004 vinse un importante riconoscimento europeo. La struttura in cui si trova è l’antico ospedale di San Juan de Dios, risalente all’inizio del XX secolo. Nel centro storico si può ammirare la Concattedrale di San Nicola di Bari, patrono della città. Costruita sui resti di una moschea nel XVII secolo, è un esempio di stile herreriano, in contrasto con il chiostro, di costruzione anteriore, che invece risale al periodo gotico. Se vi abbiamo convinti a visitare Alicante, qui trovate altre cose da vedere.

Corfu grecia

Una splendida spiaggia di Corfù

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È in Italia il giardino più romantico del mondo

Dichiarato Monumento naturale dalla Regione Lazio nel 2000, il giardino di Ninfa è stato eletto dal New York Times il più “bello e romantico al mondo”. Sono migliaia i visitatori che vengono in questo luogo, Cisterna di Latina, al confine tra Norma e lo splendido borgo di Sermoneta, per ammirare i nove ettari di incanto in cui si estendono i giardini.

Scorci di incredibile e inedita bellezza si susseguono passo dopo passo, mentre piante provenienti da tutto il modo, adagiate sulle antiche rovine di una città medievale, accolgono i visitatori. Lo scrosciare dei corsi d’acqua cristallina è come una musica soave che accompagna le persone durante la passeggiata.

Ogni angolo, ogni scorcio e ogni prospettiva regalano un po’ di magia. Merito del bosco e della sorgente di bambù, del viale delle lavande e dei ciliegi giapponesi, del cedro del Marocco e delle magnolie orientali incastonate tra le rovine di una civiltà perduta, ma mai dimenticata.

La storia del Giardino di Ninfa

Il Giardino di Ninfa sorge nell’area della scomparsa cittadina medievale di Ninfa. I primi abitanti di questo luogo sorto lungo il fiume Ninfa arrivarono nell’VIII secolo. Fu nel XVI secolo, però, che il cardinale Nicolò III Caetani, amante della botanica, volle creare a Ninfa un “giardino delle delizie “, facendo realizzare, accanto a una rocca di origine rocca medievale un giardino delimitato dalle mura, coltivandovi pregiate varietà di agrumi, fra cui il Citrus Cajetani.

Nel XVII fu poi il Duca Francesco IV a far realizzare le polle d’acqua e le fontane. Alla fine dell’800, Ada Bootle Wilbraham, moglie di Onoraro Caetani si occupò di Ninfa creandovi un giardino in stile anglosassone. Fece bonificare le paludi, piantare i primi cipressi, lecci, faggi, oggi maestosi, tantissime rose e restaurare alcune rovine, fra cui il palazzo baronale, che divenne la casa di campagna della famiglia, oggi sede di alcuni uffici della Fondazione Roffredo Caetani.

Fu poi Marguerite Chapin, moglie di Roffredo Caetani, a introdurre nuove specie di arbusti e rose, ma soprattutto, negli anni Trenta del Novecento, ad aprire le porte del giardino al circolo di letterati e artisti legato alle riviste letterarie da lei fondate, “Commerce” e “Botteghe Oscure”.

L’ultima erede e giardiniera fu Lelia, figlia di Roffredo Caetani. Donna sensibile e delicata, curò il giardino come un grande quadro, essendo lei una pittrice, accostando colori e assecondando il naturale sviluppo delle piante, senza forzature. Insieme alla madre Marguerite, introdusse magnolie, rose rampicanti e realizzò il “rock garden“, chiamato anche “colletto”.

Cosa vedere nel Giardino di Ninfa

All’interno del giardino di otto ettari si possono ammirare 1300 specie di piante tra cui 19 varietà di magnolia decidua, betulle, iris acquatici e aceri giapponesi. A primavera, i ciliegi ornamentali fioriscono creando un panorama spettacolare. Dal 1976 è stata istituita un’Oasi WWF a sostegno della flora e della fauna del luogo.

Per preservare la sua bellezza, la sua biodiversità e l’equilibrio ambientale vengono organizzate solo visite guidate durante i weekend, a partire dal 26 marzo e fino al 1° novembre. L’ingresso al parco è suddiviso in fasce orarie ogni dieci minuti. Ogni visita dura un’ora circa.

L’ingresso è regolato secondo l’ordine di arrivo nella propria fascia oraria. I bambini di età inferiore ai 12 anni accompagnati non devono essere indicati al momento della prenotazione.

Arrivati al giardino, è necessario mostrare il biglietto con il QR code o stampare il PDF di ogni biglietto ricevuto. È richiesto l’utilizzo della mascherina. Il biglietto d’ingresso costa 15 euro (+ 0,75 centesimi per la prevendita online).

 

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Una scoperta straordinaria che ci riporta indietro di almeno 4mila anni

Una nuova, incredibile scoperta è stata fatta a Saqqara, importante necropoli in Egitto situata a circa 30 km a sud del Cairo, che comprende il sito archeologico più vasto di tutto il Paese, nonché uno dei più rilevanti. Proprio in quest’area, infatti, sono rappresentate tutte le principali dinastie faraoniche ed è qui che si può ammirare la celebre piramide a gradoni di Djoser, considerata la più antica al mondo. Ma soprattutto, è qui che si concentrano alcuni dei più straordinari rinvenimenti degli ultimi anni, come quello avvenuto solo pochi giorni fa.

L’ultima, clamorosa scoperta avvenuta in Egitto

Questa volta, l’incredibile scoperta fatta nella necropoli faraonica di Saqqara, teatro di preziosi ritrovamenti, riguarda cinque tombe egizie di dignitari dell’Antico Regno e del Primo periodo Intermedio, quindi risalenti a un periodo compreso fra 4.700 e 4.000 anni fa circa.

A segnalarlo, una nota diffusa dal Ministero del Turismo e Antichità egiziano. I sepolcri in pietra sono venuti alla luce durante scavi effettuati nell’area sul lato nord-orientale della piramide del re Merenra, e successivamente ispezionati dal ministro del Turismo e delle antichità egiziano, Khaled El-Enany, e dal segretario generale del Consiglio supremo delle antichità, Mostafa Waziri.

“Tutte e cinque le tombe sono ben dipinte, ben decorate – ha spiegato Waziri – Gli scavi non si sono fermati. Abbiamo intenzione di proseguire. Crediamo di poter trovare altre tombe in questa zona“.

Le immagini pubblicate sui social media dal ministero egiziano mostrano anche delle fosse, attraverso cui si accedeva ai sepolcri, con pareti decorate con geroglifici e immagini di animali sacri, insieme ad elementi decorativi utilizzati abitualmente dagli Egizi nei luoghi di sepoltura. Il dicastero ha anche annunciato che saranno condotti altri studi per svelare ulteriori segreti relativi ai sepolcri. Intanto, ecco cosa è emerso finora.

Scoperta sensazionale riporta indietro millenni

Uno dei cinque sepolcri scoperti a Saqqara

Cosa sappiamo dei sepolcri rinvenuti a Saqqara

Come avevamo accennato, i cinque sepolcri rinvenuti nella necropoli egizia appartenevano ad alti funzionari dell’Antico Regno e del Primo periodo Intermedio, che ha rappresentato una fase di sfaldamento del potere centrale a favore dei governatori provinciali.

Nello specifico, una tomba apparteneva a un dignitario di nome Iry, ed è costituita da un profondo pozzo, che conduce ad una camera decorata con scene funerarie, dove è stato rinvenuto un sarcofago in pietra calcarea. Una seconda tomba sarebbe appartenuta a una donna che si pensa essere stata la moglie di un uomo di nome Yaret, ed è caratterizzata da un pozzo funerario rettangolare. Il terzo sepolcro, con un “pozzo funerario” profondo sei metri, sarebbe stato di un sacerdote e “purificatore”, il cui nome era Pepi Nefhany.

Un quarto pozzo, della stessa misura, sembrerebbe essere stato costruito per una donna di nome Petty, “l’unica responsabile dell’abbellimento del re e sacerdotessa di Hathor”, hanno spiegato gli archeologi. Infine, la quinta tomba dovrebbe essere stata allestita per un uomo di nome Henu, “sorvegliante e supervisore della casa reale”. Quest’ultima è costituita da un pozzo funerario rettangolare, profondo sette metri.

Gli archeologi hanno trovato non solo dipinti ben conservati, ma anche statuette e vasellame. Dichiarato Patrimonio deIl’Umanità dall’UNESCO, il sito archeologico di Saqqara non smette mai di stupire. D’altronde, fa parte della grande necropoli che faceva capo all’antica capitale di Menfi e che comprende le famose piramidi di Giza.

Dipinti e decorazioni sulle pareti dei cinque sepolcri

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Giornata Mondiale della Poesia, gli eventi imperdibili

Il giorno 21 marzo, in concomitanza con l’arrivo della primavera, si celebra la Giornata Mondiale della Poesia istituita dalla XXX Sessione della Conferenza generale dell’Unesco nel 1999 e celebrata per la prima volta il 21 marzo dell’anno successivo. La ricorrenza ha l’obiettivo di riconoscere alla poesia un ruolo privilegiato nella promozione della comunicazione e della comprensione interculturale, della diversità linguistica, della comunicazione e della pace.

Giornata Mondiale della Poesia e delle Foreste 2022

Ma in realtà, in data 21 marzo, non si celebra solo la Giornata Mondiale della Poesia. Questa è anche la Giornata Internazionale delle Foreste, un evento che mira a ripristinare queste meraviglie della natura per contribuire a creare un mondo più sano.

Per questa occasione i Parchi Letterari italiani riuniscono i temi del viaggio, della letteratura e dell’ambiente per celebrare insieme il paesaggio in un lungo percorso naturale e poetico.

Quest’anno, sfortunatamente, sarà una ricorrenza  un po’ particolare: l’emergenza pandemica e le immagini che arrivano ogni giorno dai luoghi di guerra non lasciano grandi spazi per i festeggiamenti. Nonostante questo, con letture, incontri, percorsi naturalistici e letterari, case museo, mostre e articoli, la rete dei Parchi Letterari proverà a ritrovare insieme i motivi di ispirazione di alcune tra le più belle pagine della letteratura.

Quali sono i parchi Letterali in Italia

Sono tanti e si trovano in tutto il nostro Paese. Ne abbiamo selezionati alcuni imperdibili a partire dal Parco Letterario Eugenio Montale alle Cinque Terre. Nacque in occasione dei 40 anni dal Nobel per la letteratura al poeta. Il suo scopo è far rivivere al visitatore le emozioni intense che Montale ha sempre espresso tramite i versi delle sue liriche.

Il parco porta il nome del poeta poiché proprio qui, a Monterosso, trascorreva le sue estati. Simbolo di questo parco letterario è infatti la casa in cui Montale soggiornò per lungo tempo e che lui stesso chiamava o “la pagoda giallognola” o “la casa delle due palme”.

Incredibile anche il Parco Letterario Pier Paolo Pasolini a Ostia. Quest’anno ricorre persino il centenario della sua nascita e in quest’area è possibile passeggiare tra citazioni e frasi tratte dalle sue opere e da percorsi bibliografici.

Nel parco, aperto ogni giorno dalle 9 al tramonto, sono promosse ogni anno numerose attività culturali e di valorizzazione del territorio, tra cui mostre, conferenze, visite guidate, attività di book-crossing, eventi letterari e artistici.

Ad Aliano, in provincia di Matera, sorge il Parco Letterario Carlo Levi che opera dal 1998. L’idea di base in questa circostanza è stata quella di utilizzare la fonte letteraria come codice di lettura del territorio, per scoprirne e valorizzarne i diversi aspetti che ne configurano l’identità.

Le molteplici iniziative vogliono, quindi, recuperare e valorizzare l’identità, la cultura, la storia e le tradizioni locali, svolgere programmi finalizzati alla diffusione e alla conoscenza della letteratura, delle arti figurative e dello spettacolo. Ma non solo. Vogliono anche promuovere studi, ricerche, convegni, pubblicazioni, mostre, spettacoli, concorsi, premi letterari di particolare interesse.

Per sapere quali saranno gli eventi che si terranno in Italia in occasione della Giornata Mondiale della Poesia e della Giornata internazionale delle Foreste, vi rimandiamo a questo sito in costante aggiornamento.

giornata mondiale poesia

Una veduta di Aliano

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Green Pass, aerei e hotel: tutte le novità

Manca poco al 1° aprile, data in cui, dopo due anni di pandemia, cesserà finalmente lo stato di emergenza. Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge con le misure per tornare gradualmente alla normalità. Il testo finale non è stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, tuttavia ci sono già date e norme precise che accompagneranno l’Italia verso un’estate – si spera – più serena. Ci sarà un graduale allentamento delle restrizioni, che prevede per prima cosa la fine dell’obbligo di Green Pass all’aperto e per accedere a hotel e ad altre strutture ricettive. Vediamo, nello specifico, cosa cambia.

Green Pass: dove non sarà più richiesto

Dal 1° aprile non sarà più richiesto nessun tipo di Green Pass, quindi né certificato base né rafforzato, per consumare pasti o bevande seduti a un tavolo all’aperto, così come per le attività sportive, sempre all’aperto. Non servirà la certificazione verde nemmeno per accedere a negozi e attività commerciali, musei, mostre e altri luoghi della cultura. L’obbligo decade anche sui mezzi di trasporto pubblico locale, come metropolitane, autobus o tram, dove però continuerà a essere obbligatoria la mascherina Ffp2.

Infine, non sarà più necessario essere in possesso di Super Green Pass per soggiornare in hotel o altre strutture ricettive. Solo chi vi alloggia, però, potrà utilizzare il ristorante senza certificato verde. L’archiviazione del certificato verde è prevista anche per centri termali, parchi tematici e di divertimento, impianti di risalita.

Bisognerà, invece, continuare ad indossare la mascherina al chiuso almeno fino al 30 aprile, con obbligo di Ffp2 su tutti i mezzi di trasporto pubblico (aerei, treni, autobus, tram, metropolitane), così come in cinema, teatri, sale da concerto, stadi, palazzetti dello sport e discoteche (ad eccezione del momento del ballo). Le mascherine non dovrebbero più essere obbligatorie a partire dal 1° giugno 2022.

Dove e fino a quando servirà ancora il Green Pass

Dal 1° al 30 aprile sarà sufficiente il Green Pass base per i trasporti a lunga percorrenza, ossia aerei, navi, treni Alta velocità e intercity, e autobus di linea. Per Green Pass base, si intende la Certificazione verde Covid-19 per vaccinazione, guarigione, test antigenico rapido o molecolare con risultato negativo.

Il Super Green Pass resterà invece obbligatorio, fino al 30 aprile, solo al chiuso, per ristoranti, centri benessere, sale gioco, discoteche, cinema, teatri, sale concerto, piscine, palestre congressi, convegni. Servirà il certificato verde rafforzato anche per feste, battesimi, comunioni e matrimoni. È però prevista un’eccezione per i turisti stranieri nei ristoranti al chiuso già dal 1° aprile: per costoro sarà sufficiente solo la certificazione base.

Il vero ritorno alla normalità è previsto, tuttavia, dal primo maggio, quando si dovrebbe salutare il Green Pass anche al chiuso. L’obbligo del certificato rafforzato dovrebbe restare fino al 31 dicembre solo per le visite nelle Rsa e nei reparti di degenza degli ospedali. Intanto, la possibilità di ricorrere allo smart working (magari dall’ufficio dei sogni) nel settore privato, senza l’accordo individuale tra datore e lavoratore, e quindi ancora con un regime semplificato, è stata prorogata dal 31 marzo al 30 giugno 2022, così come lo svolgimento del lavoro agile per i lavoratori fragili.

Intanto, mentre i Paesi di tutto il mondo si apprestano a eliminare quasi del tutto le limitazioni di viaggio legate al Covid, il Consiglio dell’Unione europea ha approvato la proroga del Digital Covid Certificate europeo per un altro anno, vale a dire fino a giugno 2023.

 

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Il bilancio del turismo post pandemia, tra timori e traguardi

Non è un periodo felice per il turismo. Già messo a dura prova dalla pandemia, il settore deve ora fare i conti con le conseguenze del conflitto russo-ucraino. Pesa quindi – ancora – l’incertezza degli spostamenti, con un calo medio delle prenotazioni nel primo trimestre 2022, del -53% rispetto al 2019.

A scattare una fotografia della situazione del comparto turistico sono le Associazioni del Turismo Organizzato ASTOI Confindustria Viaggi, AIDIT-Federturismo Confindustria, Assoviaggi-Confesercenti, Fiavet Confcommercio e Maavi-Conflavoro PMI, in occasione della 25° edizione della BMT presso la Mostra d’Oltremare a Napoli.

Turismo: i traguardi raggiunti

Nonostante la dura e lunga crisi del settore turistico, sono per fortuna molti i i traguardi raggiunti, per la sopravvivenza del comparto, grazie alla collaborazione tra le associazioni e al lavoro comune di interfaccia con il Governo

Tanto per cominciare, il decreto Milleproroghe 2022, entrato in vigore lo scorso 1° marzo, ha allungato a 30 mesi il periodo di validità dei voucher emessi per viaggi, pacchetti turistici, gite scolastiche, non fruiti a causa della pandemia da Covid-19.

Tra gli obiettivi portati a segno, ci sono inoltre:

  • il fondo per Tour Operator e Agenzie di Viaggio pari a 625 milioni per i danni subiti nel 2020;
  • i Tax credit affitti;
  • l’introduzione e la proroga della cassa Covid e semplificazioni per l’accesso retroattivo agli ammortizzatori ordinari del primo trimestre 2022 per un totale di 95 settimane dall’inizio della crisi;
  • l’istituzione dei Corridoi Turistici Covid free per 6 destinazioni (settembre 2021), proroga e loro ampliamento per 12 mete totali (gennaio 2022) ed eliminazione del divieto sui viaggi extra UE (febbraio 2022).

L’impatto della crisi e del conflitto sul settore

La ripartenza del settore era stata avviata con l’ordinanza del Ministero della Salute che finalmente autorizzava gli spostamenti per turismo in qualsiasi parte del mondo. Tuttavia, in contemporanea si è innescato il conflitto tra Russia e Ucraina, che ha generato, da un lato un’instabilità geopolitica, e dall’altro una significativa diminuzione del potere d’acquisto degli italiani, costretti a fronteggiare significativi aumenti del costo di beni e servizi.

Sul fronte incoming, nel 2019 gli arrivi dalla Russia erano pari a circa 1,8 milioni di persone. Ma i turisti russi non saranno i soli a non visitare il nostro Paese. Diminuiscono, infatti, anche i visitatori americani, che nel 2019 avevano fatto registrare oltre 6 milioni di arrivi, con oltre 16 milioni di pernottamenti. I dati Banca d’Italia-Eurosistema indicano nel 2021 ancora -50% sulla spesa complessiva dei turisti stranieri in Italia e, con lo scenario di incertezza internazionale in atto, si attende un ulteriore decremento per il 2022.

Proprio per questo, le Associazioni del Turismo Organizzato ritengono che, “in vista della Pasqua, l’allentamento delle restrizioni deciso dal Governo, al fine di agevolare l’incoming, avrebbe potuto essere più coraggioso per consentire ai turisti di prenotare serenamente le proprie vacanze in Italia, prendendo come esempio la Francia ed altri Paesi dove tutte le limitazioni sono già state tolte”.

Per quanto riguarda l’outgoing, dopo i primi positivi segnali di ripresa, si sta assistendo ad un raffreddamento delle prenotazioni dei viaggi internazionali, dovuto al clima di timore e di incertezza generato dal conflitto bellico. Stando ai dati ASTOI Confindustria Viaggi, l’andamento delle prenotazioni relativo ai primi trimestri del 2021 e 2022 rispetto al 2019 evidenzia un calo medio rispettivamente del 95% nel 2021 e del 53% nel 2022.

Le richieste al Governo

Le Associazioni del Turismo Organizzato chiedono che il Governo, in considerazione della scarsità delle risorse disponibili e a fronte dei gravissimi problemi evidenziati, provveda, quanto prima, a deliberare un nuovo scostamento di bilancio per mettere a disposizione del settore sostegni adeguati.

Per sostenere la domanda sarebbe, inoltre, importante attivare un meccanismo di detraibilità fiscale delle spese per vacanza – sul modello di quelle sanitarie – sostenute dai consumatori per l’acquisto di pacchetti o servizi turistici presso Agenzie Viaggi /Tour Operator, prevedendo un triennio di sperimentazione.

“L’impatto sul comparto è stato importante e continuerà purtroppo ad esserlo anche quest’anno. Le conseguenze per imprese e addetti, senza ulteriori sostegni, saranno gravi ed irreversibili. Auspichiamo, pertanto, che il Governo intervenga subito tenendo seriamente conto di tutti i fattori che stanno determinando un inaspettato prolungamento della crisi con effetti devastanti sul settore, minando radicalmente la ripresa prevista nel 2022”, il commento del Presidente di ASTOI Confindustria Viaggi, Pier Ezhaya.