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Sensazionale nuova scoperta avvenuta in Italia

L’Italia è una terra ricca di tesori, molti dei quali ancora ben celati nel nostro sottosuolo. Strati e strati di storia che si sono sovrapposti nel corso dei secoli, tanto che basta scavare appena al di sotto della superficie per trovare una qualche meraviglia.

Ed è il caso di un piccolo borgo della Toscana, terra di Etruschi e di Romani, dove da anni proseguono – quasi – ininterrottamente scavi archeologici che riportano alla luce preziosi ritrovamenti.

Siamo a San Casciano dei Bagni in provincia di Siena dove sono state fatte delle nuove e sensazionali scoperte che fanno parte già della sesta campagna di scavi della zona.

I nuovi ritrovamenti

Nei mesi di giugno, luglio e anche ora che siamo ad agosto, la campagna di scavi effettuata presso il santuario Etrusco e Romano del Bagno Grande ha coronato, con le sue inattese ed eccezionali scoperte archeologiche, un percorso di ricerca lungo un anno.

Tra i tesori appena rinvenuti ci sono rappresentazioni di bronzo di organi anatomici, in particolare un orecchio, un utero e un pene dedicati alle divinità, circa 3mila monete antiche di fresco conio, resti di altari in travertino riemersi dal fango a cui gli Etruschi e i Romani affidavano le loro preghiere.

“Ma la vera sorpresa”, ha raccontato in anteprima all’Ansa Jacopo Tabolli, etruscologo dell’Università per stranieri di Siena e direttore del progetto scientifico “è arrivata in queste ultime settimane con la scoperta delle reali dimensioni del santuario, che era stato degli Etruschi e che i Romani, nei primi secoli dell’Impero, vollero rifondare rendendolo monumentale”.

La scoperta ha quindi un valore “Eccezionale” scrive l’Ansa “al punto da ordinare alla zecca il conio di un tesoro di sfavillanti monete in argento, oricalco e bronzo destinate forse proprio alle offerte dell’Imperatore, per onorare quegli dei che dovevano vegliare sulla sua salute e su quella dei tanti notabili romani pronti ad affrontare il viaggio verso questo luogo sacro”. Si tratta di “Un contesto senza uguali in Italia e nel Mediterraneo antico”, affermaTabolli, “per le dimensioni dell’area del santuario, molto più grandi di quello che potevamo immaginare, con diversi edifici sacri, altari, piscine”.

È già in progetto la realizzazione di un museo interamente dedicato alle scoperte del Bagno Grande che sarà ospitato in un palazzo cinquecentesco del centro storico del borgo toscano dove saranno esposti i reperti già scavati e quelli che arriveranno in futuro.

Una zona d’”oro” per l’archeologia

Dalle analisi fisiche applicate, allo studio dei resti organici e archeometrici i ricercatori hanno scoperto, nel corso degli anni, l’eccezionalità del Bagno Grande di San Casciano, con le sue acque e i suoi tesori.

Come ogni estate, lo splendido borgo di San Casciano dei Bagni anche quest’anno si è popolato di studenti di archeologia provenienti da tutto il mondo. Tra le strade del paese, lungo i sentieri del territorio, dentro i magazzini del museo delle Stanze Cassianensi, ma soprattutto sul cantiere di scavo del Bagno Grande si sono mescolate lingue e culture diverse, tradizioni di ricerca e scavo differenti. Non solo archeologhe e archeologi dalle Università di Siena, Pisa, Firenze, Roma, Salerno, Lecce, Sassari, ma anche da Dublino, da Nicosia a Cipro, e poi da Leiden, fino a Buffalo negli Stati Uniti.

E, mentre si sono moltiplicate le esperienze di condivisione attorno al santuario Etrusco e Romano di San Casciano, così il cantiere di scavo in concessione dalla direzione generale del ministero della Cultura al Comune di San Casciano dei Bagni, si è ingrandito, abbracciando nuove parti del paesaggio archeologico antico attorno alle polle di acqua calda. E si sono moltiplicate le scoperte. “Oggi, sia pur ancora a metà del nostro cammino, siamo orgogliosi di mostrare i risultati ottenuti”, ha commentato il direttore di scavo Emanuele Mariotti che SiViaggia aveva intervistato quando furono fatte le prime scoperte e ci aveva spiegato che il sito di San Casciano era noto per essere “uno dei più importanti siti termali della Toscana”.

Le prime scoperte a San Casciano dei Bagni

Risale al 2021 la scoperta del cuore del santuario, costituito da una vasca sacra al cui interno gli archeologi del progetto avevano portato alla luce migliaia di monete Romane, più di 40 statue e statuette di bronzo – tra cui lo splendido putto etrusco di San Casciano – offerte vegetali alle divinità delle acque calde.

Più di sessanta studiose e studiosi di quindici enti di ricerca si sono avvicendati tra il sito archeologico a San Casciano dei Bagni e il Laboratorio di Restauro della Soprintendenza a Grosseto. Dalle analisi fisiche applicate, allo studio dei resti organici e archeometrici la ricerca ha confermato l’eccezionalità del Bagno Grande di San Casciano, con le sue acque e i suoi tesori.

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Tutta la magia del cielo di agosto: gli eventi da non perdere

Se dovessimo raccontare tutta la magia che appartiene all’estate con una sola fotografia, probabilmente, utilizzeremmo un’istantanea del cielo d’agosto perché è lì, proprio sopra le nostre teste, che si nasconde la grande bellezza che appartiene al mondo che abitiamo.

A creare gli spettacoli più suggestivi della bella stagione, infatti, ci pensano gli astri e le stelle, i pianeti e la Luna che con i loro movimenti, le apparizioni e le sparizioni, ci spingono a viaggiare in luoghi remoti, isolati e bui che ci permettono di ammirare l’immensa meraviglia custodita sopra le nostre teste.

Agosto, poi, è davvero il mese ideale per raggiungere tutte quelle destinazioni scelte e premiate dall’astroturismo perché è proprio nelle prossime settimane che potremmo osservare, rigorosamente a testa in su, quelli che sono gli spettacoli più incredibili dell’anno. Ecco l’agenda degli appuntamenti da non perdere.

Notti d’estate sotto il cielo stellato

Sono tante e straordinarie le meraviglie che osserveremo nel cielo d’agosto, aiutati da un telescopio o a occhio nudo. Questo mese, infatti, porta con sé quello che è probabilmente l’appuntamento più romantico, suggestivo e magico dell’anno: l’arrivo delle Perseidi.

Conosciute anche come lacrime di San Lorenzo, queste stelle cadenti, che in realtà sono uno sciame meteoritico proveniente dalla costellazione di Perseo, dalla quale prendono il nome, ogni anno incantano di meraviglia le persone di tutto il mondo che proprio in occasione della loro apparizione nei cieli vanno alla ricerca di destinazioni prive di inquinamento luminoso per godere di uno spettacolo affascinante e unico.

Ma quest’anno non sarà solo la notte di San Lorenzo a meravigliarci col suo fascino e la sua luce, perché insieme alle stelle appariranno nel cielo, più visibili che mai, anche i pianeti giganti Marte, Giove e Saturno. E poi ci sarà lei, la protagonista assoluta della notte, la Luna che tornerà più bianca, luminosa e grande che mai.

Cielo d’agosto: la Superluna, le stelle cadenti e tutti gli altri pianeti

Come abbiamo anticipato, le stelle cadenti rappresentano l’appuntamento più atteso dell’anno. Durante la notte di San Lorenzo, che cade il 10 agosto, il cielo metterà in scena il suo spettacolo più bello anche se quest’anno la presenza della Luna piena potrebbe rendere più difficile l’avvistamento.

Armatevi quindi dei vostri desideri inespressi e puntante gli occhi verso il cielo in direzione della costellazione di Perseo nella notte tra il 12 e il 13 agosto, durante la quale è previsto il picco massimo, è lì che potrete osservare le tanto attese stelle cadenti.

Quella stessa notte, però, anche la Luna metterà in scena il suo spettacolo splendendo in tutta la sua bellezza nei nostri cieli. Il nostro satellite naturale, infatti, sembrerà ancora più grande, brillante e vicino illuminando di magia le nostre sere d’estate.

La Superluna non sarà sola, però. Insieme a lei, infatti, appariranno anche i pianeti visibili a occhio nudo. Marte, Giove e Venere che ci terranno compagnia nelle prossime settimane. Occhi puntati verso il cielo il 14 agosto, però, perché prima dell’alba sarà possibile avvistare anche Saturno.

Altro appuntamento imperdibile è quello del 18 agosto. A partire dalla mezzanotte, infatti, il pianeta rosso e l’ammasso delle Pleiadi M45 saranno più vicine che mai, portando in scena, dopo oltre un anno, una spettacolare congiunzione che vi lascerà senza fiato. Buona visione!

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Riaffiorano i resti di un paese sommerso: succede in Italia

Ormai non è una novità: il nostro Paese sta attraversando un periodo di forte siccità che, purtroppo, non è fatto positivo. Infatti, dai fiumi come il Tevere, o dai laghi di cui vi stiamo per parlarle, riemergono i resti di qualcosa che venne inabissato molto tempo fa. Nel primo caso è tornato alla luce un ponte romano antichissimo, in questo secondo, invece, quel che l’assenza di acqua ha riportato in superficie è ciò che rimane di un piccolo paese.

Laghi di Cancano, emerge il paese inabissato dalla diga

Ci troviamo in Valtellina, una regione geografica alpina situata in Lombardia. Proprio da queste parti prendono vita i laghi di Cancano, due bacini idrici artificiali immersi nelle meraviglie del Parco Nazionale dello Stelvio e dove, a causa della siccità, per la prima volta da 80 anni è emerso in parte il paese che si inabissò quando la diga fu costruita.

Vi basti pensare che la portata complessiva dei due invasi è di 187 milioni di metri cubi, e nessuno ricorda di aver visto il livello dell’acqua scendere così tanto.

Realizzati tra il 1922 e il 1956, si trovano in una zona che stupisce i visitatori per la grandiosità del suo ambiente nel quale spiccano, per l’appunto, i due grandi bacini artificiali.

Ciò che il basso livello di acqua ha rimesso in superficie sono i suggestivi resti degli edifici realizzati prima che venissero creati gli invasi, intorno agli anni 50 del secolo scorso.

Una sorta di fantasmi architettonici, scheletri ricoperti di sabbia e fango. Un annientamento che era stato prestabilito, programmato, ma che nonostante tutto cerca di tornare con tutte le sue forze.

laghi cancano siccità

Fonte: Emanuela Galbusera

Ciò che è emerso dai laghi da Cancano

Cosa fare ai laghi di Cancano

Alimentati dalle acque del fiume Adda, i laghi di Cancano sono poco distanti da Bormio e Valdidentro, in un’area del nostro Paese altamente suggestiva.

Raggiungerli non è difficile e la zona è facilmente accessibile a tal punto da poter regalarsi delle piacevoli soste. Ma ciò che toglie il fiato è lo spettacolo che si presenta agli occhi del visitatore: la pace e il silenzio avvolgono tutto il territorio e la visuale, dal canto suo, è magnifica anche grazie ai due laghi (soprattutto quando sono in piena) dall’acqua color turchese.

La zona è molto interessante sia per le famiglie, sia per chi vuole praticare delle attività sportive. Tantissime, per esempio, sono le splendide escursioni a piedi o in mountain bike che si possono fare.

Tra i vari sentieri da percorrere c’è quello che partendo dalle Torri di Fraele, due torri di età medievale situate in una posizione strategica della Valdidentro, percorrono la mulattiera N197 per arrivare alla Croce del Monte Scale, che offre una vista panoramica su tutta la vallata.

Dalla diga di San Giacomo, invece, si può seguire la Val Alpisella, precisamente lungo i sentieri N138 ed N138.1, dove vi sono le sorgenti dell’Adda e raggiungere così Livigno.

Ci sono, inoltre, diversi punti di osservazione per poter ascoltare il bramito del cervo e, se si è fortunati, scovare qualche esemplare anche da vicino.

Insomma, la siccità sta portando notevoli disagi anche ai laghi di Cancano, due perle preziose che, nonostante tutto, vale assolutamente la pena visitare.

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Il nuovo studio che dimostra perché fa bene viaggiare

La pandemia ci ha costretti in casa per lungo tempo, e mai come quest’estate abbiamo voglia di tornare ad esplorare il mondo. Viaggiare è un piacere e una grande emozione, equamente divisa tra chi ama andare all’avventura e non riesce a stare mai fermo e chi invece preferisce approfittarne per concedersi un po’ di relax. In ogni caso, ora abbiamo un motivo in più per partire: un nuovo studio rivela infatti tutti i benefici per la salute che possiamo trarne.

Viaggiare fa bene: il nuovo studio

In questa estate di caos, segnata da grandi difficoltà per chi vuole mettersi in viaggio in aereo o in auto (leggasi alle voci: aeroporti in crisi e caro gasolio), gli italiani hanno voglia di godersi una meritata vacanza. Sono più di due anni che, tra lockdown e restrizioni, concedersi più di un fine settimana – e pure senza allontanarsi troppo da casa – è quasi un’impresa impossibile. Ma ora i Paesi riaprono le frontiere e il turismo torna a sbocciare, pur con tutti i problemi del caso.

Le statistiche lo rivelano: secondo diverse indagini, quest’anno gli italiani sono propensi a non badare a spese per le loro vacanze, arrivando persino a prenotare più partenze nel giro di pochi mesi, quasi a volersi rifare del tempo perduto. E ora un nuovo studio ci offre un altro motivo per preparare subito le valigie. Secondo quanto scoperto da alcuni ricercatori austriaci, che hanno preso a campione un gruppo di manager, un weekend lungo quattro giorni è sufficiente per ridurre lo stress. Un beneficio che, stando alle evidenze, si prolunga addirittura per cinque settimane dal rientro a casa.

Insomma, concedersi una pausa dagli impegni quotidiani è non solo divertente e rilassante, ma anche un vero e proprio toccasana. Tuttavia, dire addio allo stress non è l’unico vantaggio che possiamo ottenere viaggiando: diversi altri studi hanno portato a galla numerosi benefici per la salute mentale e fisica. Tutto porta dunque ad un’unica conclusione. Ovvero, zaino in spalla: è tempo di partire.

I benefici per chi viaggia

Non riesce difficile immaginare che viaggiare possa avere indubbi benefici psicologici: a parlarne è Adam Galinsky, psicologo sociale della Columbia University di New York, che spiega come vivere esperienze al di fuori di quelle quotidiane aumenti la flessibilità cognitiva e stimoli la creatività. Importante, in questo caso, è uscire dalla nostra zona di confort e tuffarci in avventure diverse che ci portino ad ampliare i nostri orizzonti – oltre a permetterci di conoscere qualcosa in più sulla cultura e le tradizioni del luogo che visitiamo.

Ma c’è di più: alcune ricerche hanno evidenziato che viaggiare fa bene anche per il cuore. Secondo diversi studi, un paio di viaggi l’anno riducono il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari addirittura fino al 20-30%. Quali sono le esperienze da cui possiamo trarre maggiori benefici? In realtà, non c’è una risposta univoca: alcuni si sentono più a proprio agio nell’organizzare le proprie vacanze in maniera precisa e puntuale, senza lasciare nulla all’immaginazione. Altri invece preferiscono andare all’avventura, prendendosi anche il rischio di qualche spiacevole inconveniente. L’importante è lasciarsi lo stress alle spalle, vivere il momento e catturare ogni occasione possibile per stimolare la propria fantasia.

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Lo studio che spiega dove conviene viaggiare

Gli anni che stiamo attraversando, tra pandemia e crisi geopolitica, hanno portato a uno stravolgimento dell’economia mondiale con ovvie ripercussioni sulla forza delle diverse valute. Alla luce di tutto questo Ebury, un istituto finanziario specializzato in pagamenti internazionali e conversione valuta, ha condotto uno studio che ha analizzato i Paesi in cui si riscontrano i tassi di cambio più vantaggiosi per i viaggiatori europei.

Il report nel dettaglio

Stando a quanto emerge dal report, i tassi di cambio più vantaggiosi per i cittadini del vecchio continente si riscontrano in Argentina, così come in Egitto dove l’euro, rispetto a luglio 2021, si è apprezzato rispettivamente fino al 14,8% e del 4%.

Stessa situazione anche in Turchia dove, negli ultimi dodici mesi, la moneta europea è salita del 74,48% mentre nello Sri Lanka ha guadagnato il 57%.

L’euro, tuttavia, ha perso valore in Brasile, Messico e negli Emirati Arabi Uniti dove è sceso di quasi il 9,63%, del 13,26% e dell’11,55% rispetto al real brasiliano, al peso messicano nonché al dirham.

Per quanto riguarda il dollaro Usa, invece, il valore attuale è inferiore di quasi l’11,65% rispetto allo scorso anno, con una parità che crea qualche problema in più ai turisti europei nelle destinazioni nordamericane più gettonate.

Ma ora cerchiamo di capire insieme quanto può costare una vacanza nei Paesi in cui i tassi di cambio sono ancora vantaggiosi per gli europei.

Quanto costa una vacanza in Argentina

L’Argentina è uno di quei Paesi che, grazie alla sua bellezza, consente di fare mille viaggi in uno. Un luogo ricco di meraviglie che sono assolutamente ideali per tutti i gusti. A livello generale, i prezzi sono più o meno simili a quelli che si trovano in Italia, ma con alcune eccezioni.

Questo perché il peso è una moneta molto instabile e quindi, in determinate infrastrutture, si troveranno due categorie di prezzi, una per i locali (in peso) e una per gli stranieri (in dollari).

Per volare in Argentina è possibile trovare biglietti andata/ritorno per Buenos Aires, Cordoba e Puerto Iguazu a partire da 500 euro, sempre considerando, però, che a seconda della stagione i prezzi possono salire in fretta.

A livello di alloggi vi si può pernottare a tutti i prezzi, mentre per quanto concerne il cibo cenare in un ristorante di medio livello costa circa 15 euro. Ad alzare il budget per una vacanza sono i prezzi dei voli interni che, generalmente, sono piuttosto alti a causa dell’enorme estensione del Paese.

Quanto costa una vacanza in Egitto

Non ha di certo bisogno di presentazioni l’Egitto, un Paese con una storia antichissima e che è in grado di affascinare i viaggiatori provenienti da qualsiasi parte del globo.

A livello generale, i prezzi nel Paese delle piramidi sono generalmente molto bassi, specialmente se comparati con quelli europei. Anche in questo caso, i costi per i turisti non sono gli stessi applicati per la gente del posto. Molto tipica, tra le altre cose, è la tendenza a contrattare.

Per quanto riguarda gli alloggi è possibile soggiornare in resort lussuosi come in ostelli. Nelle grandi città, soprattutto durante la bassa stagione, è molto facile trovare hotel a prezzi stracciati. Dall’Italia, inoltre, partono diversi voli per questa terra, compresi quelli low cost.

Quanto costa una vacanza in Turchia

La Turchia è un Paese splendido in grado di unire Oriente e Occidente. Anche in questo caso i prezzi sono mediamente più bassi rispetto agli standard europei. Partendo dall’Italia, inoltre, non si hanno troppi problemi a trovare voli a prezzi convenienti, grazie alla vasta gamma di compagnie aeree low cost che servono il Paese.

Le sistemazioni sono disponibili per ogni fascia di prezzo e, in particolare, in grandi città come Istanbul la scelta è davvero ampia e variegata. Infine, il cibo in Turchia non è solo estremamente delizioso, è anche molto economico.

Quanto costa una vacanza in Sri Lanka

Dall’altra parte del mondo c’è lo Sri Lanka, un’isola che offre paesaggi mozzafiato e località incredibili. Tuttavia, l’esplosione turistica degli ultimi anni ha apportato diversi cambiamenti, pur rimanendo una terra autentica.

Il prezzo dei voli dipende molto dal periodo dell’anno in cui si desidera raggiungerlo, ma a livello generale si possono acquistare anche a circa 530 euro a persona, andata e ritorno.

I costi degli alloggi variano in base alla categoria dell’hotel, ma è bene sapere che nei fatti sono davvero accessibili a tutte le tasche.

I pasti, oltre a essere assolutamente gustosi, sono a prezzi molto economici.

Insomma, non resta che prenotare e partire verso questi Paesi che risultano ancora convenienti per i turisti europei.

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In Italia è avvenuta un’altra importante scoperta

Nonostante decenni di scavi archeologici (e centinaia di scoperte incredibili), sotto terra si celano ancora tantissime sorprese. E ogni tanto qualcuna di esse torna ad emergere, rivelandoci dettagli inediti sulla nostra storia, sugli usi e costumi delle popolazioni che hanno abitato in passato il nostro Paese. Quello che è accaduto di recente nel sito di un’antica città etrusca, in effetti, è davvero incredibile.

La scoperta archeologica a Kainua

Alle porte di Bologna, nei pressi di un piccolo borgo nell’entroterra emiliano, sorge un importante sito archeologico: è qui che si trovano le rovine di Kainua, un’antica città etrusca tra le più importanti dell’Etruria Padana, fondata nel V secolo a.C. Nel suo perimetro e negli immediati dintorni sono stati rinvenuti non solo i resti di mura e antichi edifici che ci raccontano qualcosa in più sull’urbanistica di una società così lontana da noi, ma anche moltissimi reperti di grande valore storico e culturale. Proprio di recente, gli esperti hanno fatto una scoperta unica.

Una nuova campagna di scavo, condotta dalla professoressa Elisabetta Govi, ha portato alla luce diversi elementi che fanno chiarezza su alcuni dettagli finora sconosciuti delle popolazioni etrusche nella Pianura Padana. La prima scoperta è una cornice architettonica formata da un enorme portico eretto nei pressi del tempio dedicato alla dea Uni, come in Etruria non se ne erano mai visti. Ma, ancora più importante, gli archeologi hanno rinvenuto due teste di terracotta e alcuni frammenti che testimoniano l’esistenza di altri reperti simili sotterrati nei dintorni. Si tratta di teste votive rappresentanti alcuni volti femminili, e sappiamo che in passato venivano sepolte nell’area sacra della città.

Sebbene sia una consuetudine nota, finora questa era stata documentata solamente nella zona dell’Etruria Tirrenica. È invece la prima volta che gli esperti trovano traccia di teste votive a Marzabotto, dove (lungo la via degli etruschi) sorgono i resti della città di Kainua. “Queste scoperte andranno ad arricchire le collezioni museali, consentendo di comprendere sempre meglio gli aspetti di vita quotidiana di questa civiltà” – ha spiegato Denise Tamborrino, direttrice del sito archeologico di Kainua. Parole alle quali si aggiungono quelle di Giorgio Cozzolino, direttore Musei Emilia-Romagna: “Siamo molto entusiasti per queste nuove scoperte che confermano anche l’ottima e continuativa collaborazione con l’Alma Mater Studiorum di Bologna”.

Kainua, un importante patrimonio archeologico

La città etrusca di Kainua rappresenta un unicum nel suo genere: seppure alcuni dei suoi edifici vennero distrutti dal crollo di parte del pianoro su cui si trovavano, a causa dell’erosione dovuta alle acque del fiume Reno, l’impianto urbanistico è rimasto pressoché intatto e si possono ammirare ancora oggi tracce della sua planimetria. Molte sono le architetture di cui ci è giunta testimonianza, dalle numerose case-bottega alle due necropoli con le loro tombe e all’acropoli perfettamente conservata.

Ciò che ora è riemerso a Kainua va ad ampliare le nostre conoscenze sulla civiltà etrusca, e si va ad aggiungere alle numerose scoperte archeologiche delle ultime settimane. In tutta la penisola vanno infatti avanti lavori di ricerca sui principali siti archeologici, con l’obiettivo di individuare e preservare l’immenso patrimonio storico e culturale che si cela sotto un leggero strato di terra.

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Weekend di offerte per volare a tariffe low cost

Ryanair ha appena lanciato un’offerta low cost che dura tutto il weekend. Si può prenotare da ora e fino alla mezzanotte di lunedì 1° agosto e viaggiare a partire da 21,99 euro.

La promozione è valida per viaggi a settembre e ottobre in tutte le destinazioni raggiunte dalla compagnia aerea.

Un’occasione imperdibile per chi ha intenzione di andare in vacanza in bassa stagione o per chi non ne ha mai abbastanza di viaggiare e desidera prolungare le proprie ferie.

Fine estate in Sardegna

Ci sono offerte per le mete di mare italiane che meritano di essere prenotate, per un ultimo tuffo prima di indossare di nuovo i maglioni di lana. Come quelle per la Sardegna, per esempio. Ci sono voli in offerta per Alghero o Cagliari da tutta Italia.

Alghero è soprannominata la piccola Barcellona sarda per il suo centro storico davvero delizioso, circondato dalle mura e ricco di interessanti monumenti e edifici storici, Ma soprattutto si trova in una posizione ideale per escursioni lungo questo tratto di costa sarda, chiamata Rivera del Corallo, con lunghe spiagge di sabbia bianca, piccole cale e affascinanti formazioni rocciose, circondate dalla macchia mediterranea.

Cagliari, invece, oltre a esser uno splendido Capoluogo con molte attrattive turistiche, è il punto di partenza ideale per visitare la costa che arriva fin su a Teulada. A pochi chilometri da Cagliari, percorrendo la bellissima strada panoramica (SS 19) in direzione Sud-Ovest, si trova Pula, una delle maggiori località turistiche della Sardegna, conosciuta per le bellissime spiagge immerse nella rigogliosa vegetazione mediterranea, ma anche per le attrazioni archeologiche e culturali che, da anni, richiamano un numero sempre maggiore di turisti. Il paese ospita un piccolo museo archeologico che raccoglie i reperti punico-romani del vicino sito archeologico di Nora, considerata la più antica città dell’isola, la cui visita è d’obbligo.



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Proseguendo sulla strada panoramica si raggiungono le bellissime distese di sabbia di Chia, la zona costiera del Comune di Domus de Maria, su cui troneggia una torre spagnola del XVII secolo. Qui, si sussegue una lunga fila di spiagge che occupano un’area rigorosamente protetta con dune di sabbia e ginepri millenari. E poi c’è Teulada. I maggiori artisti sardi del secolo scorso sono stati ispirati da suoi paesaggi e dai suoi costumi.

Adagiata su un fondovalle, racchiusa dai rilievi incontaminati, è nota per gli scenari costieri di impareggiabile bellezza, dove gli strapiombi si alternano a cale di sabbia caraibica. Come la Tuerredda, inserita tra le dieci spiagge più belle della Regione.

Settembre in Puglia

Ci sono anche voli low cost per la Brindisi e Bari che, a settembre-ottobre, regalano ancora belle giornate soleggiate e molta meno folla. Sebbene la Puglia sia tra le principali mete balneari italiane, rinomata per le sue spiagge da sogno e per delle acque cristalline da far invidia a località ben più esotiche, ci sono alcune deliziose calette che non hanno perso il loro fascino selvaggio a causa del turismo.

Sono piccole oasi poco conosciute dai viaggiatori e per questo mantengono intatta la loro pura bellezza naturale. Una è, per esempio, la spiaggia di Murgia della Madonna (conosciuta anche come Spiaggia del Sospetto), a pochi passi da Vico del Gargano.
Pur essendo posizionata tra Gallipoli e Porto Cesareo, ovvero in una zona molto turistica del Salento, la deliziosa Baia di Porto Selvaggio è davvero poco frequentata. Questo perché si trova in un vasto parco regionale che accoglie una splendida pineta, da attraversare a piedi per circa un chilometro se si vuole raggiungere la spiaggia. Una volta arrivati, il panorama ripaga di ogni sforzo. Cosa state aspettando?

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Scoperta sensazionale: trovati i resti di un’antica città perduta

Proprio come nei migliori film di avventura, ecco che arriva una notizia a dir poco sensazionale. La fortezza di Rabana-Merquly, risalente a circa 2000 anni fa e situata sui monti Zagros, nell’attuale territorio del Kurdistan iracheno, potrebbe far parte di una città a stampo reale fino ad ora perduta, l’antica Natounia.

Una scoperta nata a seguito di uno studio condotto da un gruppo di archeologici in un arco di tempo compreso tra il 2009 e il 2022. E che, grazie agli scavi compiuti e all’utilizzo delle fotografie scattate dai droni, ha potuto riportare alla luce nuovi reperti e catalogare il sito arrivando a questa eccezionale conclusione.

La città di Natounia infatti, fino ad ora conosciuta solo per il ritrovamento di alcune monete risalenti al I secolo a.C., faceva parte dell’Impero dei Parti. Una vera e propria potenza cultura e politica insediata tra l’Iran e la Mesopotamia e presente in questi luoghi circa 2000 anni fa. Ma di cui, fino a oggi, non si avevano grandi testimonianze e informazioni.

Dai dati raccolti e dagli scavi eseguiti, si è visto come la fortezza di pietra di Rabana-Merquly comprenda anche una serie di fortificazioni lunghe quasi 2,5 miglia (circa 4 chilometri), un complesso religioso, due insediamenti più piccoli e rilievi rupestri scolpiti e ritrovati all’ingresso della zona mappata. Rilievi che, di fatto, hanno aperto le porte a nuove ipotesi e scoperte. Proprio questi, infatti, raffigurano l’immagine di un re, lo stesso rappresentato su una statua trovata in passato ad Hatra, un sito a circa 230 chilometri da quello di Rabana-Merquly.

Secondo i ricercatori questi rilievi sarebbero la raffigurazione del fondatore della dinastia reale di Adiabene. Un regno molto antico della Mesopotamia settentrionale e che a sua volta faceva parte dell’Impero dei Parti. E questo lo si è capito da alcuni particolari delle incisioni, come l’abito indossato dal re o il suo cappello. Ma non solo.
A rafforzare l’idea della reale importanza della fortezza di Rabana-Merquly e dell’aderenza del sito con la città di Natounia, poi, sono state anche le monete già citate. Unica testimonianza in essere di un luogo che sembrava scomparso.
Sempre secondo i ricercatori, infatti, le caratteristiche dell’antica città perduta e tornata alla luce, coincidono con quelle scoperte analizzando le monete già citate, ricche di dettagli utili e la cui provenienza è riconducibile proprio dall’antica Natounia, anche chiamata Natounissarokerta. Termine che sta a indicare appunto una fortezza.

Se questo non bastasse, tra gli altri ritrovamenti a cui hanno preso parte studiosi e archeologi condotti dal ricercatore dell’Università di Heidelberg, il dott. Michael Brown, sono venute alla luce anche alcune caserme militari e templi dedicati con molta probabilità alla dea persiana “Anahita”. Ritrovamenti che vanno a rafforzare ancora di più la fondatezza della scoperta.
E che dimostrano come la citta di Natounia e la sua fortezza, fossero tra i luoghi più importanti dell’Impero, utilizzati con molta probabilità come snodo di commerci e relazioni diplomatiche. E rimarcando, di fatto, la grande importanza avuta in passato da una terra carica di testimonianze storiche, civiltà complesse e fiorenti e che ancora oggi aspetta di essere scoperta. Per riscostruire passo dopo passo la storia dell’umanità tutta

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Il nuovo progetto tutto italiano per un turismo più sostenibile

Sempre più viaggi e vacanze slow, a bordo di treni, in bicicletta e, se auto deve essere, che sia elettrica.

Cambia in modo radicale il nostro modo di viaggiare. E questo grazie all’aiuto che ci sarà dato dal ministero del Turismo, dalle ferrovie italiane e da tutta una serie di agevolazioni che arriveranno e che ci permetteranno di fare delle vacanze sempre più sostenibili.

Nuove tratte ferroviarie

È appena stato raggiunto un accordo tra Enit, Trenitalia e il ministero del Turismo per la valorizzazione delle bellezze turistiche del nostro Paese e la promozione delle località italiane. E questo grazie ai viaggi a bordo dei treni, il mezzo di trasporto sostenibile per eccellenza.

Con 124 collegamenti Intercity al giorno, sia di giorno sia di notte, e più di 75 nuove fermate previste già a partire da quest’estate, a cui si aggiungono le Frecce e i treni regionali, si potranno quindi raggiungere alcune località finora considerate fuori rotta.

Tra le destinazioni più richieste finora ci sono la Riviera ligure, la Versilia, la Sicilia e tutta la Riviera adriatica.

Viaggi in famiglia

Ma non solo. Il treno sarà anche il mezzo di trasporto migliore per i viaggi in famiglia. Per invogliare questo tipo di spostamento, sulla carrozza 3 dei treni è stata dedicata un’area alle famiglie con 24 posti a sedere, area passeggino, nursery all’interno di un bagno spazioso, tavolini tematizzati con giochi per bambini, distributori automatici e un’area di sosta dove si può anche stare in piedi.

A questo si aggiunge la promozione “bimbi gratis” che prevede che, per ogni adulto pagante, un ragazzo fino a 15 anni non compiuti viaggi gratis.

Viaggi sempre più sostenibili

E questo è solo l’inizio. Perché sono in fase di realizzazione ulteriori migliorie volte alla sostenibilità dei futuri viaggi. Tra i piani messi a punto dal ministero, Trenitalia e da Enel ci sono, infatti, facilitazioni per la mobilità elettrica, moduli fotovoltaici per alimentare le stazioni ferroviarie e panchine intelligenti con prese di ricarica per i viaggiatori in sosta sulle banchine, ma anche per ricaricare bici elettriche e scooter.

“Promuoviamo azioni di sviluppo del turismo lento, che ha numeri sempre più importanti nel nostro Paese”, ha spiegato il ministro del Turismo Massimo Garavaglia al Sole 24 ore. “I giovani, in particolare, hanno preso piena consapevolezza di questo turismo sostenibile che non è una moda ma la ragione principale per cui vengono scelte le destinazioni”.

“Il treno è sempre più usato per motivi turistici”, ha ribadito anche l’amministratore delegato di Trenitalia, Luigi Corradi. “Ormai, chi usa le Frecce lo fa per turismo”.

E per settembre ci sarà una grande novità: arriveranno nuove tratte ferroviarie regionali verso borghi, mete enogastronomiche o legate al cicloturismo, anche a bordo di treni storici, un mezzo che sta riscuotendo sempre più successo, e persino alcuni siti di archeologia industriale come, per esempio, le prime centrali elettriche realizzate in Italia, tutto in collaborazione con il ministero e le stesse Regioni italiane, al fine di sviluppare ancor più il turismo locale.

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Una scoperta eccezionale è avvenuta nei fondali marini italiani

I fondali marini italiani continuano a regalare meraviglie. Dopo il ritrovamento avvenuto nei pressi dell’isola di Pampagnola, vicino alla nota località di villeggiatura di Grado, adesso è un altro tratto di mare nostrano a regalare qualcosa di completamente inaspettato e preziosissimo.

Taranto, scoperto il carico di una nave romana

Siamo nelle acque della bella Taranto, la città dei due mari in Puglia. Proprio qui Fabio Matacchiera, sommozzatore e ambientalista, ha individuato i resti di quella che, con molta probabilità, potrebbe essere una nave romana affondata circa duemila anni fa, più precisamente al largo di Leporano.

Un condizionale che dobbiamo assolutamente usare poiché la scoperta è stata fatta da pochi giorni e ha bisogno di necessari approfondimenti. Ma dalle prime ipotesi, sott’acqua sono stati individuati il carico della nave, diverse centinaia di tegole e oggetti e l’ancora di ferro che presenta una frattura del fuso, valorizzando l’ipotesi del naufragio.

La datazione è ancora incerta, ma dopo aver visionato i dati raccolti (comprensivi di foto, video e misurazioni), è stata confermata la probabile tesi dell’affondamento di una nave riconducibile al periodo romano imperiale, fra il primo e il quarto secolo dopo Cristo.

Le dichiarazioni degli addetti ai lavori

Mario Lazzarini, studioso di archeologia subacquea, tramite una nota diffusa dallo stesso sommozzatore ha avanzato un primo scenario plausibile: “Fra il primo e il quarto secolo dopo Cristo il litorale tarantino orientale vide un fiorire di ville rustiche, vere e proprie grandi aziende agricole corredate di lussuose residenze private sul mare: Gandoli, Saturo, Luogovivo, Lido Silvana ne sono testimonianza con i loro ruderi più o meno ancora visibili. Erano in genere proprietà dei ricchi e influenti liberti della famiglia imperiale, e le residenze erano dotate di tutti i confort allora possibili: sale per ricevimento ornate di mosaici, porticati, impianti termali, alloggi per la servitù, cisterne per il rifornimento idrico“.

Ha spiegato, inoltre, che le tegole rinvenute negli abissi sarebbero servite per qualcuna di queste dimore: “Queste costruzioni evidentemente nel corso dei secoli furono più volte ristrutturate, ampliate, migliorate e ciò richiese interventi edilizi e rifornimento di materiali edili, soprattutto mattoni e tegole di cui allora si faceva uso abbondante. Ecco che il relitto di un’ imbarcazione che trasportava un carico di tegole di vario tipo, quale quello rinvenuto da Fabio Matacchiera al largo fra Luogovivo e Baia d’Argento, non è una sorpresa. Uno simile fu già da me segnalato nella baia di Saturo, altri probabilmente saranno scoperti in futuro“.

Tra le ipotesi Lazzarini sottolinea che: “All’epoca il trasporto via mare era molto più conveniente di quello via terra, con numerosi carri a traino animale su strade non lastricate e tortuose. Una nave di medio tonnellaggio, fra i 15 e i 20 metri di lunghezza, poteva trasportare il carico di dieci carri, con navigazione sotto costa abbastanza sicura, e sbarcare i materiali nelle numerose insenature costiere. Però nel corso di tanti secoli qualche violenta sciroccata che ha mandato a fondo alcune di queste navi da trasporto può capitare“.

Perché è una scoperta incredibile

Una scoperta importantissima, quindi, e che necessita di molti approfondimenti. Per saperne di più bisognerà attendere poiché serviranno ulteriori studi e immersioni.

Nel frattempo la documentazione è stata inviata alla dottoressa Barbara Davidde, archeologa al vertice della Soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo.