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Rinascimento italiano: l’itinerario da non perdere

C’è una meravigliosa città, nel nostro Paese, che è prevalentemente nota da tutto il mondo per lo splendore medievale ancora oggi visibile nei caratteri del tessuto urbano storico. Ma la verità è che questo magico capoluogo ha conosciuto momenti di gloria anche durante la magnifica stagione del Rinascimento.

Bologna e il suo Rinascimento

La città in questione è la bellissima Bologna, dove una nuova opportunità di riappropriazione e valorizzazione di questo patrimonio artistico di straordinario valore viene offerta dall’esposizione, presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna, di un ospite d’eccezione come il Ritratto di Papa Giulio II di Raffaello, proveniente dalla National Gallery di Londra. Una nuova stagione del Rinascimento a Bologna che viene presentata dall’8 ottobre 2022 al 5 febbraio 2023.

Per celebrare il leggendario arrivo di questo capolavoro del Rinascimento, realizzato da a Raffaello a Roma intorno al 1511-1512, tre delle principali istituzioni museali della città – Musei Civici d’Arte Antica | Settore Musei Civici Bologna, Genus Bononiae. Musei nella Città e SMA – Sistema Museale di Ateneo | Università di Bologna – promuovono una speciale iniziativa congiunta, coordinata dal Comune di Bologna, che consente una più ampia e approfondita immersione nel contesto della scena artistica dall’epoca bentivolesca fino all’incoronazione di Carlo V, e del ruolo cruciale avuto da Giulio II nelle vicende cittadine.

In sostanza, è la costruzione di una grande alleanza basata sull’integrazione di risorse e competenze tra enti pubblici e privati, a sostegno di un unico progetto culturale di grande rilevanza per la città.

Ma del resto, il Rinascimento a Bologna costituisce una delle vicende di primo piano della storia artistica italiana. Infatti, a partire dalla seconda metà del Quattrocento la città partecipa alle novità umanistiche in un vivace clima di rinnovamento che favorisce uno straordinario impulso alla trasformazione della sua configurazione architettonica e infrastrutturale, e allo sviluppo di una multiforme cultura artistica capace di dialogare, oltre che con l’antico, con altri centri quali Firenze, Milano e Roma.

ritratto papa giulio raffaello a Bologna

Fonte: National Gallery, Londra


Il Ritratto di Papa Giulio II di Raffaello

E per un un’idea di esposizione diffusa, oltre a scoprire la mostra allestita nell’ala Rinascimento della Pinacoteca Nazionale di Bologna, i visitatori potranno percorrere un itinerario a tappe attraverso 9 luoghi emblematici in cui sono visibili opere fondamentali dei principali artisti che resero grandiosa la civiltà figurativa felsinea tra XV e XVI secolo: Niccolò dell’Arca (Bari, 1435 circa – Bologna, 1494), Francesco Raibolini detto il Francia (Bologna, 1460 circa – ivi 1517), Amico Aspertini (Bologna 1474 o 1475 – ivi 1552), oltre alla compagine dei ferraresi Francesco Del Cossa (Ferrara, 1436 – Bologna, 1478), Ercole de’ Roberti (Ferrara, 1451-1456 – Ferrara, 1496) e Lorenzo Costa (Ferrara, 1460 – Mantova, 5 marzo 1535).

I luoghi di Bologna da visitare assolutamente grazie a questo itinerario

Il punto di partenza è naturalmente la mostra Giulio II e Raffaello presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna. Curata da Maria Luisa Pacelli, Daniele Benati ed Elena Rossoni, l’esposizione ripercorre lo sviluppo del Rinascimento bolognese dal 1475 al 1530 e inizia con i pittori di corte dei Bentivoglio, documenta il mutamento impresso alla scena artistica cittadina dall’arrivo di Michelangelo e Bramante al seguito di Papa Giulio II e, in un secondo tempo, delle opere di Raffaello e termina con i capolavori dipinti a Bologna da Parmigianino dopo il 1527.

Da non perdere sono anche le Collezioni Comunali d’Arte pressoo il Palazzo d’Accursio nell’affascinante Piazza Maggiore. Una parte delle strutture rinascimentali dell’edificio, come la grande Corte d’Onore, lo Scalone o la Torre dell’Orologio, sono ancora oggi ammirate dal pubblico. Nelle collezioni si conservano opere di grande importanza come la Crocifissione con i santi Giovanni e Girolamo di Francesco Francia o la Vergine allattante di Amico Aspertini.

Poi il Museo Civico Medievale che si trova all’interno del Palazzo Ghisilardi, uno degli edifici rinascimentali di Bologna meglio conservati. Un luogo che possiede una collezione unica nel suo genere.: l’epoca dei Bentivoglio è rappresentata da rari manufatti come lo Stocco, una spada donata da Papa Niccolò V a Ludovico Bentivoglio, o il Targone, scudo da parata dipinto con San Giorgio e il Drago, o la tomba di Domenico Garganelli, opera polimaterica tra i capolavori di Francesco del Cossa.

Museo Civico Medievale bologna cosa vedere

Fonte: Settore Musei Civici Bologna
 – Ph: Roberto Serra

Bologna, Museo Civico Medievale

L’itinerario continua con il Palazzo Pepoli Vecchio, dimora di una delle più potenti famiglie della Bologna di epoca medievale, che oggi è un museo che racconta la storia di questa città. Nell’excursus di secoli che viene dispiegato nelle sale del Palazzo, un ampio spazio è dedicato alla Bologna del Rinascimento. In questa fase così complessa, emerge la famiglia dei Bentivoglio il cui periodo di splendore è ritratto da alcuni dei maggiori artisti del periodo come Lorenzo Costa. Il Museo della Storia è tappa imprescindibile per ricostruire il contesto storico dell’epopea rinascimentale nella città felsinea.

Il tragitto prosegue con il Museo Davia Bargellini che è allestito nell’omonimo e affascinante palazzo. Esso custodisce la memoria della potente famiglia alleata dei Bentivoglio, in particolare Gaspare e Virgilio che furono co-protagonisti dell’epopea bolognese. Tra le numerose opere rinascimentali da non perdere sono: il busto di Virgilio di Onofri, il suo presunto ritratto attribuito ad Aspertini, i dipinti di maniera raffaellesca con San Lorenzo e San Petronio di Innocenzo da Imola, già in Santa Maria dei Servi.

Non può di certo mancare una tappa presso la Chiesa di San Giacomo Maggiore che ospita la cappella della famiglia Bentivoglio, autentico capolavoro del Rinascimento bolognese. Questo spettacolo fu decorato dai due principali artisti attivi a Bologna alla fine del XV secolo: Lorenzo Costa e Francesco Francia che, insieme ad Amico Aspertini, sono autori anche della decorazione, avviata nel 1506, per uno dei più importanti cicli pittorici del Rinascimento bolognese conservato all’Oratorio di Santa Cecilia.

Dal Rinascimento delle corti e dei grandi artisti all’”altro Rinascimento”, quello dei primi scienziati, collezionisti e osservatori della natura. Nelle sale di Palazzo Poggi, decorate dagli affreschi della stagione manierista, l’Università di Bologna conserva un tesoro estremamente importante: quello di Ulisse Aldrovandi (1522-1605), professore e inventore del museo scientifico moderno.

L’urlo di pietra – con queste parole D’Annunzio definisce il complesso scultoreo del Compianto sul Cristo morto di Niccolò dell’Arca, risalente al 1463 circa. L’opera è inserita all’interno della Chiesa di Santa Maria della Vita che risale al 1200, anno in cui venne fondata l’omonima compagnia che si occupa della cura degli infermi, dei carcerati e dei condannati a morte. All’interno, nella cappella di destra rispetto all’altare maggiore, potete ammirare uno dei capolavori scultorei che dopo seicento anni suscita ancora emozioni e ammirazione.

Di nuovo in Piazza Maggiore, ma questa volta per scoprire la Basilica di San Petronio, simbolo della devozione dei bolognesi. Essa nel Rinascimento fu al centro di importanti campagne artistiche. Numerose, infatti, sono le testimonianze da scoprire, come la decorazione dei finestroni laterali, dove operarono anche Niccolò dell’Arca e Francesco di Simone Ferrucci, o l’assetto attuale della facciata. L’interno custodisce capolavori di tutti i protagonisti della stagione: dal Costa attivo nella Cappella De’ Rossi, a Onofri nel Compianto, fino ai diversi dipinti di Aspertini.

Insomma, ora è possibile scoprire Bologna da un altro interessante e spettacolare punto di vista.

Basilica di San Petronio bologna

Fonte: iStock

L’interno della Basilica di San Petronio
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Alpi montagna Notizie Viaggi

È uno dei progetti più significativi di tutte le Alpi

Connecting Nature, Sharing Beauty”, collegare la natura per condividerne la bellezza: è racchiusa in questa frase la filosofia alla base di uno dei progetti più significativi di tutte le Alpi, al momento in fase di studio, che mira a creare valore e nuove opportunità di crescita per le comunità locali e per il territorio nel pieno rispetto dell’ambiente.

Si tratta del collegamento funiviario tra il comprensorio del Cervino-Matterhorn e quello del Monte Rosa, ovvero tra il Colle delle Cime Bianche e Frachey, un fil rouge tra Sud e Nord delle Alpi, per dare vita a un comprensorio eterogeneo e unire popoli e tradizioni.

I numeri del progetto

I grandi numeri del nuovo collegamento (di cui al momento non si conoscono eventuali tempi di realizzazione né tipologia di impianto) sono due nazioni (Italia e Svizzera), tre regioni (Valle d’Aosta, Piemonte e Vallese), cinque valli (Valtournenche, Val d’Ayas, Valle di Gressoney, Valle di Alagna e quella di Zermatt) e cinque comprensori (Cervinia-Valtournenche, Zermatt, Champoluc, Gressoney, Alagna).

Il progetto, il cui investimento economico è stimato intorno ai 66 milioni di euro, vedrebbe la realizzazione di un unico comprensorio capace di unire in mezz’ora di tragitto le diverse ski area
del Cervino Ski Paradise e del Monterosa Ski, tutte collegate sci ai piedi per un totale di 75 piste da discesa.

I chilometri complessivi di piste diventerebbero 580, si aprirebbe al freeride una zona di oltre 12 chilometri di lunghezza per un totale di 2289 metri di dislivello, e il collegamento permetterebbe a sciatori e non di ammirare un panorama unico, con vista sconfinata e mozzafiato su ben 38 delle 82 vette alpine sopra i 4000 metri.

Non si tratta, tuttavia, di costruire nuove piste da sci ma di allargare gli orizzonti e le possibilità.

I vantaggi del nuovo collegamento funiviario: non solo sci

Il nuovo collegamento porterebbe con sé maggiori possibilità per gli sciatori e tempi di spostamento ridotti ma non soltanto, i vantaggi sono di più ampio respiro a partire dalla destagionalizzazione del turismo in montagna: oltre allo sci, l’attenzione va puntata su una maggiore offerta per la stagione estiva valorizzando le innumerevoli opportunità di attività outdoor in quota.

Il progetto si pone l’obiettivo di essere fruibile durante tutto l’anno. La destagionalizzazione significa offrire al turista nuove occasioni di fruizione del territorio: trekking, mountain-bike, “safari-tour” lungo straordinari percorsi panoramici in alta montagna.

Ma non è tutto: allo sport si aggiungono il lato gourmet, con la possibilità di proporre esperienze e tour enogastronomici e far conoscere piatti locali e ricette antiche, e la tradizione con itinerari alla scoperta del costume e dei prodotti delle popolazioni alpine.

Inoltre, l’offerta turistica potrà prevedere percorsi botanici, attività di bird watching e gite guidate per conoscere più da vicino la fauna locale ed entrare in sintonia con la natura unica di queste montagne.

Il nuovo collegamento potrebbe poi avere risvolti anche di tipo culturale e divulgativo: non c’è luogo migliore dell’alta quota per verificare di persona gli effetti del riscaldamento globale, sensibilizzare bambini e ragazzi al problema e interpretare il futuro delle montagne.

Parola chiave: sostenibilità

La parola chiave del progetto in fase di studio è “sostenibilità“.

La tutela della natura rappresenta una prerogativa fondamentale e Il tema della sostenibilità ambientale è uno dei pilastri su cui si basa lo studio tecnico di fattibilità. Il trasporto effettuato con impianti di risalita a fune ha un minor impatto ambientale rispetto ad altri sistemi di trasporto: è elettrico, ha un basso inquinamento acustico e occupa meno spazio.

In più, il progetto vanta anche un’importante sostenibilità economica e sociale: realizzare il collegamento significherebbe creare nuove e diffuse opportunità, garantire un’importante ricaduta economica a favore di tutta la regione e apportare un valore aggiunto alle comunità locali, puntando su un turismo evoluto e di qualità.

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autunno Europa Germania itinerari culturali Notizie Viaggi

In Germania è stata inaugurata una giungla. Ma è fatta di zucche

L’autunno è, con tutta probabilità, la stagione più affascinante dell’anno perché tantissime sono le sorprese che ci riserva. Le più belle sono quelle firmate da Madre Natura, proprio lei che come un’abile artista plasma il paesaggio, lo modifica e lo travolge di incantevoli sfumature di rosso, giallo e arancione. Sempre lei che ci regala i frutti genuini della sua terra che abbondano sulle nostre tavole in questo periodo.

E se parliamo di autunno, e di prodotti della terra, non possiamo non parlare di lei, della zucca che è la protagonista indiscussa della stagione autunnale.

Dimenticate, però, tutto ciò che conoscete di questo prodotto, perché l’uso che ne fanno in questa cittadina tedesca è completamente diverso da ciò che possiamo immaginare. Qui, infatti, le zucche vengono raccolte, riordinate e assemblate, fino a trasformarsi in sculture incredibili che popolano quel giardino dove si tiene il festival più straordinario di sempre.

Il Festival delle zucche più bello d’Europa

Per scoprire quello che è uno dei festival più affascinanti d’Europa, dove le zucche prendono vita trasformando tutto in favole moderne, dobbiamo recarci a Ludwigsburg, nel Land del Baden-Württemberg. La città tedesca, che dista circa 20 chilometri da Stoccarda, è particolarmente celebre per i suoi castelli e per i giardini barocchi, ed è proprio in uno di questi che oggi vogliamo portarvi.

Non giardini qualsiasi, intendiamoci, ma i più celebri e amati in città, quelli che si snodano interno al Castello di Ludwigsburg.

Un tempo residenza dei duchi, poi divenuti re del Württemberg, questo castello è una vera e propria celebrità in città che attira ogni anno migliaia di visitatori in tutto il mondo. Ad affascinare sono anche e soprattutto gli eleganti e lussureggianti giardini che si snodano tutto intorno.

Ed è proprio qui che, ogni anno, torna l’attesissimo Festival della Zucca, un appuntamento tradizionale e imperdibile per i cittadini e i viaggiatori che amano i colori autunnali. Da settembre a dicembre, all’interno del grande parco, è possibile ammirare stravaganti e inedite sculture create tantissime varietà di zucche provenienti da ogni parte del mondo.

Festival delle zucche, Ludwigsburg

Fonte: Getty Images

Festival delle zucche, Ludwigsburg

La giungla fatta di…zucche

Il Festival della Zucca di Ludwigsburg è considerato uno dei più importanti e grandiosi eventi d’autunno in tutta Europa. Il motivo è dato proprio dagli oltre 800 esemplari di zucca che prendono vita in questi giardini nei modi più disparati.

Per l’occasione, diversi artisti provenienti da ogni parte del mondo, plasmano con abilità questi prodotti della terra fino a creare sculture incredibili che incantano e lasciano senza fiato.

L’area attorno al castello di Ludwigsburg si trasforma così in un giardino delle meraviglie dove ogni anno, in base al tema proposto, lo scenario diventa magico, proprio come quello delle favole. Nelle edizioni precedenti i visitatori hanno potuto ammirare un inedito mondo del Far West, ma anche la rielaborazione dell’Antica Roma. Non è mancato neanche un viaggio nello spazio con tanto di alienti.

Il tema di quest’anno, invece, riguarda la giungla e gli artisti coinvolti hanno messo in scena tutta una serie di sculture che riguardano ricreano in maniera inedita questo ambiente naturale. Coccodrilli, pappagalli e altri animali hanno preso vita grazie alle sculture fatte du zucche di diverse specie, colori e dimensioni. Non mancano, ovviamente, anche Baloo e Mowgli.

Tantissimi gli eventi che si svolgono intorno all’esposizione delle meraviglie, che sarà visitabile fino al 4 dicembre 2022, come la regata delle barche di zucca, dove a gareggiare ci sono esemplari giganteschi che sfiorano i 100 chili.

Belle da guardare e buone da mangiare. Parallelamente all’esibizione delle sculture, infatti, i visitatori potranno allietare il palato con tantissime proposte culinarie. L’ingrediente principale? La zucca naturalmente.

Festival delle zucche, Ludwigsburg

Fonte: Getty Images

Festival delle zucche, Ludwigsburg
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Uno dei laghi più belli d’Italia cambia completamente volto

Limpido, bellissimo e soprattutto meta sempre più popolare per la sua bellezza e per il caratteristico colore delle sue acque, il Lago di Tenno è ormai una destinazione fissa per tutti coloro che scelgono di vivere un periodo di vacanza nel Garda Trentino. Una meraviglia italiana che, però, ha deciso di cambiare completamente volto

Il Lago di Tenno cambia volto

Per proseguire in un percorso di valorizzazione del sito, ormai prossimo a diventare Riserva Locale, all’insegna della qualità e della sostenibilità, l’Amministrazione comunale di Tenno in sinergia con Garda Dolomiti Azienda per il Turismo S.p.A. e con il supporto operativo dell’Agenzia Territoriale dell’Area del Garda – primo intervento in assoluto per un’ATA -, ha annunciato la prossima realizzazione di un piano di gestione dei flussi e di implementazione dei servizi, finalizzato a rafforzare il posizionamento del Lago di Tenno e prevenire fenomeni di sovraffollamento.

Un nuovo progetto il cui obiettivo è tutelare l’aspetto ambientale del sito, la sua unicità e la sua ricchezza, il cui riconoscimento sta proprio nell’iscrizione come Riserva Locale all’interno del Piano Regolatore Generale del Comune di Tenno dell’area comprendente il Lago di Tenno, le sue spiagge e la zona del Rio Secco.

In cosa consiste il progetto

Per prevenire le derive di un turismo troppo intensivo, con impatti sulla fruibilità, sulla qualità dei servizi e sull’ambiente, attorno alla riserva sarà inoltre descritta una fascia esterna, funzionale a gestire gli accessi al lago, ad informare i visitatori in merito alla presenza di un sito tutelato e a sensibilizzarli così a mantenere un comportamento consono, nel rispetto dell’ecosistema. La visione del progetto si sposa con quella portata avanti da APT Garda Dolomiti, finalizzata in primo luogo alla gestione – più che alla promozione – di siti già interessati da notevoli flussi turistici, e improntata ad una sempre maggiore qualità dell’offerta.

Gli interventi che entreranno a far parte del piano saranno frutto di un processo data-driven, partendo dai dati emersi dall’analisi dei dati turistici e dei flussi, raccolti già a partire dall’estate 2022.

A fianco di APT Garda Dolomiti e del Comune di Tenno, è significativo l’intervento dell’Agenzia Territoriale dell’Area del Garda, il cui ambito territoriale corrisponde a quello dell’Azienda per il Turismo. La collaborazione con l’ATA, realtà introdotta dalla legge provinciale 8/2020, dà il via ad un progetto di valorizzazione del tutto nuovo nel territorio Trentino.

Il progetto è proiettato alla creazione di un vero e proprio hotspot turistico, con soluzioni innovative in termini di gerarchie di flussi, organizzazione di servizi e collegamenti: un intervento che renderà il Lago di Tenno ancora più distintivo, strategico e comunicabile all’interno dell’offerta già molto ricca e diversificata del Garda Trentino. Il processo punta inoltre ad ottimizzare la fruizione e la valorizzazione anche delle bellezze attigue al Lago, a cominciare dal Borgo di Canale di Tenno, riconosciuto fra i borghi più belli d’Italia.

Come dichiarato dal Sindaco di Tenno, Giuliano Marocchi, : “Questo progetto ha messo le sue radici circa due anni fa, quando abbiamo avviato il processo che a breve renderà il Lago di Tenno riserva locale. Adesso vogliamo estendere la prospettiva oltre l’area del lago, in una visione complessiva del territorio, collaborando con APT Garda Dolomiti e l’Agenzia Territoriale del Garda per un approccio condiviso di gestione del sito. Gli interventi saranno a beneficio non solo della riserva locale, ma anche delle bellezze circostanti, a cominciare dal Borgo di Canale di Tenno. Indispensabile in questa fase è inoltre il coinvolgimento delle realtà economiche, dei residenti e di tutte le realtà tennesi che invito a partecipare ai tavoli di confronto, e a scrivere con noi questa nuova fase.”

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Vuoi fare un viaggio nel passato? Questi sono i luoghi da raggiungere

Il mondo che abitiamo non smette mai di sorprenderci perché infinite sono le meraviglie che gli appartengono. Ci sono i capolavori straordinari firmati da Madre Natura, i gioielli architettonici creati dall’uomo e tutte quelle attrazioni che sono diventate i simboli di città, borghi e Paesi interi. E poi, ancora, ci sono l’arte e la cultura, la tradizione e le storie, tutte da conoscere, tutte da esplorare.

Indipendentemente dalla destinazione, che si tratti di megalopoli o di piccoli villaggi, sappiamo bene che un viaggio rappresenta sempre un arricchimento personale. Perché ogni luogo ha una storia da raccontare e da scoprire, e quella riguarda tutti noi, riguarda l’umanità intera.

Eppure esistono dei posti dove quella stessa storia emerge prepotentemente tra le strade, i quartieri e le piazze. Luoghi in cui i siti archeologici, i musei e i punti di riferimento sono volti a conservare e a esporre le più alte e importanti testimonianze storiche che riguardano l’intera umanità. Ed è qui che vogliamo accompagnarvi oggi, in un viaggio nel passato verso le destinazioni più celebri dove la storia trasuda da ogni anfratto, mura, strada o angolo.

Viaggio intorno al mondo tra passato e presente

È un vero e proprio viaggio nel tempo quello che facciamo oggi, e che ci porta alla scoperta di quelle che sono le destinazioni che tutti i viaggiatori amanti della storia dovrebbero raggiungere almeno una volta nella vita. Ad aiutarci in questa missione ci ha pensato Compare the Market, una piattaforma inglese di comparazione prezzi che ha pensato di creare una classifica dei migliori luoghi storici del mondo.

Per arrivare al risultato, che vedremo tra poco, la piattaforma ha preso in considerazione il numero di musei, siti storici, punti di riferimento, aree pedonali e indice di sicurezza di ciascuna città. La classifica finale comprende 49 destinazioni d’eccellenza che conservano un patrimonio storico, artistico e culturale immenso, e sul podio ce n’è anche una italiana.

Sulle orme della storia: le migliori destinazioni

Al primo posto delle destinazioni di viaggio con più concentrazione di siti storici, troviamo Pechino. La grande capitale della Cina, che affonda le sue radici in tre millenni di storia, è la miglior rappresentazione della convivenza tra passato e futuro. Da una parte, infatti, c’è la sua moderna architettura che affascina e seduce, dall’altra ci sono siti antichi di incantevole bellezza, come la Città Proibita o il complesso dei palazzi imperiali delle dinastia Ming e Qing. Qui si snoda anche per una parte la maestosa Grande Muraglia e sempre in città, nel secolo scorso, sono stati rinvenuti i resti dell’uomo di Pechino, una sottospecie di Homo erectus.

Pechino ha ottenuto il punteggio più alto dell’indice redatto da Compare the Market per l’elevato numero di siti presenti nella lista del Patrimonio UNESCO, per le aree pedonali storiche e per un numero considerevole di musei, monumenti e siti storici all’interno della città.

Al secondo posto, invece, troviamo lei, la città eterna, un tempo capitale dell’Impero Romano e oggi capitale d’Italia. Roma non ha bisogno di presentazioni perché è una delle destinazioni più raggiunte e celebrate dai viaggiatori di tutto il mondo. I siti e gli edifici storici sono così tanti che è impossibile elencarli tutti. Dal Colosseo al Pantheon, passando per i Fori imperiali e le catacombe: visitare  Roma vuol dire davvero compiere un viaggio indietro nel tempo che incanta e meraviglia.

Al terzo posto dei luoghi da raggiungere per tutti gli appassionati di storia, troviamo Praga, la capitale della Repubblica Ceca, attraversata dal fiume Moldava, e conosciuta anche come la Città delle cento torri. Sono tantissimi i punti di riferimento storici, a partire dal centro che è un concentrato di storia, arte e architettura. L’Orologio Astronomico, il pedonale Ponte Carlo e poi, ancora, la cattedrale di San Vito sono solo alcuni degli esempi più iconici che raccontano l’incredibile storia di Praga.

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Asia Notizie Singapore Viaggi

A Singapore tutto cambia tranne e la sua icona

La chiamano The Lion City, “la città del leone”, ma non è corretto. Il simbolo di Singapore, la città-Stato più incredibile del Sud-Est asiatico, è il Merlion, un essere con la testa da leone e il corpo da pesce. Il nome, in realtà, è la crasi delle parole “mermaid” (“sirena”) e “lion” (“leone”). Ma poiché questo termine non ha una traduzione in nessun’altra lingua l’errore persiste.

Il corpo da pesce rappresenta le origini di Singapore come villaggio di pescatori, quando ancora veniva chiamata “isola di Temasek” (“città del mare”). La testa di leone rappresenta, invece, il nome originale di Singapore, Regno di Singapura che, in sanscrito, significa davvero “città del leone”.

Vi raccontiamo tutto ciò perché, da cinquant’anni – il 15 settembre 2022 è stato il suo anniversario -, il Merlion, con il suo lungo getto d’acqua che finisce dritto nel Singapore River, domina la marina e saluta tutte le imbarcazioni e i turisti che approdano sull’isola.

La trasformazione di Marina Bay

Una marina che nel, frattempo, è stata completamente stravolta. Il Merlion è sempre lui e non è mai cambiato, ma tutt’intorno la città è un’altra rispetto a cinquant’anni fa.

Marina Bay Sands, Singapore

Fonte: iStock

Marina Bay, il waterfront di Singapore

Fino al 1800, il waterfront – oggi Marina Bay – di Singapore era l’unico punto d’approdo per i visitatori e gli immigrati in cerca di fortuna. Dopo l’indipendenza dalla Malesia, ottenuta solo nel 1965, la Repubblica di Singapore ha avuto una crescita incredibile, soprattutto come centro finanziario, che si è riflessa anche nell’architettura cittadina, con nuovi e numerosi edifici, sempre più alti, belli e innovativi, che sono spuntati come funghi.

Per realizzare la splendida Marina Bay che conosciamo oggi, negli Anni ’70 fu rubata terra al mare e nel giro di una decina d’anni sorsero edifici, centri commerciali e hotel, cambiando così del tutto lo skyline di questa zona portuale.

Nel corso degli anni successivi sono arrivati la Singapore Flyer, la ruota panoramica che è stata per qualche anno la più alta del mondo, l’Esplanade Bridge e l’iconico ponte pedonale The Helix, il famoso Marina Bay Sands, l’hotel con tre torri unite da un’unica piscina panoramica, e i giardini di Gardens by the Bay con i loro inconfondibili “supertree”. Tra le ultime opere realizzate c’è il Jubilee Bridge, nato con l’intento di consentire ai turisti di ammirare al meglio il Merlion in tutte le sue angolazioni e scattarsi dei selfie.

La meraviglia del Gardens By The Bay

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I “supertree” di Gardens by the Bay

Il cuore della finanza è divenuto così il luogo più frequentato dai visitatori – specie di notte, quando s’accendono milioni di luci – ai quali non basta un giorno per visitare tutto ciò che c’è da vedere ed epicentro di tutti gli eventi più importanti, primo fra tutti il Gran Premio di Formula Uno che si tiene dal 2008 interamente in notturna. In attesa che il quartiere si espanda verso il nuovo Marina South.

Il 50° anniversario del Merlion

In occasione del 50° anniversario di “Merli”, fino al 2 ottobre, al calar della sera la statua sarà illuminata in modo speciale per permettere a tutti i visitatori di scattare una foto perfetta con il festeggiato.

Per celebrare questo anniversario, in città sono previste oltre 20 esperienze ed eventi che avranno luogo in diversi punti di Singapore. A partire dalla caccia agli altri Merlion. Sì, perché dietro la statua c’è anche un baby Merlion. L’originale è alto 8,6 metri, mentre il “cucciolo” solo due. Entrambi, però, sono fatti di cemento e sono intarsiati con piatti di porcellana. Solo gli occhi del Merlion ufficiale, però, sono fatti con due tazze da tè rosse.

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Fonte: 123rf

Una spiaggia di Sentosa Island a Singapore

Ma in tutta l’isola ce ne sono altri, uno si trova su Sentosa Island, l’isolotto dedito all’ospitalità e al divertimento dove sono i resort più esotici e i parchi a tema.

La National Gallery ospita una mostra intitolata “Nothing is Forever: Rethinking Sculpture in Singapore”, sulla storia della scultura degli artisti singaporiani e molti bar e ristoranti hanno ideato piatti e cocktail dedicati all’icona nazionale. Per non parlare poi della quantità infinita di gadget. Ci sarà da divertirsi.

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Fonte: Getty Images

Il GP di Formula Uno di Singapore si svolge in notturna
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Cercasi Cavaliere sulle piste da sci: l’offerta di lavoro vista neve

C’è chi sogna la vista del mare, in ogni momento della giornata e in ogni stagione, e chi invece sa bene come lasciarsi suggestionare dalla presenza della neve. Quella candida e soffice che si posa sulle strade e sui tetti delle abitazioni, avvolgendo ogni cosa e trasformando i paesaggi che conosciamo in magiche cartoline d’inverno.

Se è questo lo scenario nel quale immaginate di immergervi nel prossimo inverno, e siete disposti a lasciare tutto per rimettervi in gioco in maniera assolutamente inedita, allora abbiamo una proposta che fa davvero al caso vostro.

L’area vacanze sci & malghe Rio Pusteria, infatti, sta cercando un Cavaliere sulle piste da sci. I recruiter descrivono questo lavoro come quello più cool dell’intero arco alpino. Scopriamo di cosa si tratta.

Quest’inverno puoi vivere e lavorare a Rio di Pusteria

Ci troviamo a Rio di Pusteria, un piccolo comune italiano di appena 1000 anime situato nel cuore della provincia autonoma di Bolzano, in Trentino-Alto Adige. Considerato la porta di accesso alla valle omonima, questo territorio che si estende su una terrazza che si snoda tra la Rienza e il Rio Valles, è un vero e proprio paradiso naturalistico per tutti gli amanti delle attività outdoor e degli sport invernali.

La natura circostante, e quegli scorci che si perdono tra i massicci montuosi e le malghe, lo rendono il punto di partenza perfetto per escursioni da sogno, motivo per il quale Rio di Pusteria è diventata una delle destinazioni più raggiunte e frequentate in ogni stagione dell’anno.

Se siete amanti della montagna, e non riuscite a fare a meno dei panorami incantati che si palesano davanti allo sguardo durante la stagione invernale, una semplice vacanza di pochi giorni potrebbe non essere sufficiente. Ecco allora che si apre la possibilità di cambiare vita, anche se solo per una stagione, andando a lavorare nella celebre area vacanze sci & malghe Rio Pusteria.

In questi giorni, infatti, sono state aperte le candidature per una professione insolita e originale, ma sicuramente affascinante. Il comprensorio Gitschberg Jochtal, immerso in uno dei panorami più autentici e naturali dello stivale, sta cercando un Cavaliere, una figura professionale in grado di accogliere e intrattenere gli ospiti e i vacanzieri che giungeranno qui durante la stagione invernale, programmata dal 7 dicembre 2022 al 10 aprile 2023.

Diventare un Cavaliere sulle piste da scii

Ma cosa fa, esattamente, un Cavaliere sulle piste da scii? La figura professionale cercata dall’area vacanze sci & malghe Rio Pusteria dovrà occuparsi degli ospiti, rigorosamente abbigliato con frac, e sorvegliare i 55 chilometri di piste del comprensorio Gitschberg Jochtal durante tutta la prossima stagione invernale. Il Cavaliere è destinato a diventare un punto di riferimento per tutti i viaggiatori di ogni età, non solo per l’accoglienza e le richieste d’informazione, ma anche per la sua presenza costante durante la permanenza degli ospiti dell’area vacanze.

La figura ricercata, si legge sull’annuncio, deve essere socievole e disponibile, deve amare la natura, lo sport e il divertimento. È richiesta anche una conoscenza del territorio, per fornire informazioni utili e preziose alle famiglie in viaggio, e deve saper parlare in maniera fluente la lingua italiana, quella tedesca e quella inglese.

Le candidature, come anticipato, sono già aperte. È possibile proporsi per il ruolo di Cavaliere entro e non oltre il l’8 novembre 2022, inviando una mail all’indirizzo office@gitschberg-jochtal.com. In bocca al lupo!

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Anche il Canada rimuove tutte le restrizioni Covid

Con l’inizio dell’autunno e dei primi freddi, arrivano anche delle buone notizie. Anzi, buonissime, soprattutto per quanto riguarda i viaggi e per chiunque voglia recarsi oltreoceano e visitare uno dei Paesi più affascinanti del Nord America, il Canada.

A partire dal prossimo 1° Ottobre, infatti, verranno sospese tutte le restrizioni Covid in vigore fino a questo momento e obbligatorie per poter accedere nel territorio canadese.

Fino a oggi, infatti, per i cittadini stranieri che abbiano completato il ciclo vaccinale, sono ancora valide le condizioni in vigore tra cui: la dimostrazione del completamento del ciclo vaccinale da almeno 14 giorni, l’essere asintomatico, l’invio delle informazioni obbligatorie tramite l’app “ArriveCan”, il sottoporsi al test se richiesto all’arrivo, ecc.

Una procedura, fino a qui utilissima, ma che a brevissimo, non servirà più. E la cui eliminazione permetterà a tutti di poter tornare a una normalità tanto attesa, desiderata e sperata. Oltre alla possibilità di poter riprendere a viaggiare liberamente e in sicurezza in un Paese dalle mille bellezze e opportunità.

Cosa cambia dal 1° Ottobre

Via l’obbligo di mascherina per salire sui mezzi pubblici come treni o per volare in aereo, quindi, ma via anche l’obbligo di quarantena una volta arrivati e quello di sottoporsi al tampone e vaccino per poter visitare il Paese senza incorrere in multe o sanzioni. Oltre poi alla possibilità di non dover più utilizzare l’app “ArriveCan”, per caricare i documenti sanitari all’ingresso in Canada, che diventerà una procedura facoltativa del viaggiatore.

Un ritorno alla normalità, lento e sofferto. Che passo dopo passo ha portato a questo “via libera” tanto sperato. Ma che dopo due anni e mezzo dallo scoppio della pandemia dona nuova speranza e voglia di partire in modo più agevole a tutti coloro che, proprio a causa di tutte le più che lecite e giustificate precauzioni del caso, si sono visti togliere – anche se temporaneamente – la possibilità di entrare e soggiornare in Canada.

Canada, una meta ambita

Un allentamento che è stato apprezzato sia dai turisti, già pronti a partire e prenotare il loro viaggio del cuore sia da chi, per necessità, deve recarsi in questo splendido Paese. Ma anche e soprattutto dagli addetti ai lavori, come per esempio le compagnie di crociera. Il motivo? Tra le mete più gettonate e ambite dai viaggiatori per il 2023 ci sono proprio le crociere in Canada e Alaska, e la possibilità di ritornare a viaggiare liberamente e senza infinite procedure burocratiche o limiti vari, consentirà a chi lo desidera di realizzare questo tour tanto atteso e a lungo immaginato con maggior leggerezza e con un piacere tutto nuovo.

Una vera vittoria a doppio senso, quindi, che soddisfa sia la domanda che l’offerta di un settore che tanto ha patito i risvolti della pandemia ancora in corso ma che, anche a fronte di questa notizia, sembra essere ormai alle spalle. E questo anche grazie agli enormi sforzi per mettere in sicurezza sia chi viaggia che tutti coloro che lavorano.

Non ci resta che attendere poche ore, quindi, guardando fiduciosi al futuro e alla ritrovata possibilità di muoversi da un Paese all’altro con maggior semplicità e libertà. Lasciandosi alle spalle un periodo che, in molti modi, ha segnato il mondo intero.

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City break d’autunno: le minicrociere per godersi il Mediterraneo

Con la fine delle vacanze estive non si placa il desiderio di prendersi una pausa, anche se più breve. Ad esempio, una toccata e fuga verso splendide città d’arte, magari più di una nello spazio di un weekend. Un trend in forte crescita è quello delle minicrociere, soluzione ideale per staccare la spina e fare il pieno di emozioni nei mesi di ottobre e novembre. Viaggi da 2 a 5 giorni che uniscono la magia del mare, della navigazione e dell’arrivo in porto a destinazioni da sogno e a una miriade di possibilità di svago pensate su misura per tutte le fasce di età. Ecco le tappe più imperdibili.

Minicrociere d’autunno, verso le perle del Mediterraneo occidentale

MSC Crociere offre l’opportunità di prolungare l’estate e partire nei mesi di ottobre e novembre per godersi il Mediterraneo in autunno, con le minicrociere da 2, 3, 4 o 5 notti, che già vanno verso il tutto esaurito. Chi parte da Genova o da Civitavecchia, ad esempio, può approfittarne per visitare Marsiglia, Barcellona e Palma di Maiorca.

Capitale della Provenza, Marsiglia vanta una posizione privilegiata sul Mediterraneo che l’ha resa un interessante e strategico punto di incontro di culture diverse. Un vero e proprio crocevia di popoli che hanno portato qui le proprie usanze e tradizioni, regalando alla più antica (e meno francese) città della Francia un inestimabile patrimonio culturale. Visitandola e perdendosi tra le sue splendide attrazioni, si viene subito conquistati dai suoi 26 secoli di storia, dalla cordialità degli abitanti, dal porto e dalle corniches (strade costiere) che si snodano tra insenature di roccia e spiagge inondate di luce.

Altra incantevole tappa delle minicrociere nel Mediterraeo occidentale, Barcellona è una delle capitali europee più trendy, ricca di offerte culturali e possibilità di svago e divertimento, ed è perfetta per una fuga lunga anche solo un weekend. Qui convivono l’incanto e la tranquillità del centro storico, l’avanguardia dei quartieri più moderni e il ritmo urbano di una delle città più visitate del mondo. Una meta gettonatissima dai turisti italiani e internazionali grazie ai suoi monumenti imperdibili, quali la Sagrada Família, il Park Güell, la Casa Batlló e la Pedrera. Chi la visita, scopre che ha sempre in serbo qualche piacevole sorpresa a ogni viaggio.

Le proposte per una minicrociera da Genova della durata di 3, 4 o 5 notti includono anche una visita a Palma di Maiorca, gioiello delle Isole Baleari. Un turbinio di strade strette, palazzi signorili, affascinati cortili interni, splendide piazze, su tutte Plaza de España e Plaza Mayor, caffè e ristoranti alla moda e vivaci mercati al coperto. Una piacevole sorpresa anche nella stagione autunnale.

Nel Mediterraneo orientale, alla scoperta della Dalmazia

Se, invece, partite da Venezia potete cogliere al volo l’opportunità di una minicrociera di 4 notti nel Mediterraneo orientale, alla volta della Dalmazia, una regione dai numerosi parchi naturali e dai paesaggi meravigliosi. Si fa tappa nella splendida città di Zara, perla della Croazia, con numerosi musei e gallerie d’arte, graziose piazze e due moderne installazioni che coniugano ingegno umano e natura: l’Organo Marino e il Saluto del Sole, entrambe opere dell’apprezzatissimo architetto croato Nikola Bašić.

Si prosegue quindi il viaggio alla volta di Spalato, ricca di monumenti da visitare, a partire dal Palazzo di Diocleziano, che con le sue mura coincide con il nucleo originario del centro storico, costruito in pregiata pietra bianca in un suggestivo contrasto con il blu del mare. Ultima tappa della minicrociera autunnale a bordo delle navi MSC è Capodistria, pittoresca città storica della Slovenia con un incantevole centro storico rinascimentale e la forte eredità veneziana sconosciuta ai più, tutta da esplorare.