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Perché questi parchi italiani sono i migliori di tutti

Dopo avervi raccontato quali sono le zone italiane più amate dai turisti e che hanno ricevuto il premio come migliori destinazioni di viaggio, oggi vogliamo parlarvi di un altro riconoscimento speciale: l’Oscar dell’Ecoturismo 2022.

Oscar dell’Ecoturismo 2022, chi ha vinto

L’Italia e gli italiani vanno sempre più verso un turismo green, sostenibile e responsabile. A sostenere quanto appena affermato è Legambiente che anche quest’anno ha assegnato gli Oscar dell’Ecoturismo, i premi dedicato a strutture ricettive, aree protette, network e progetti attenti all’ambiente, all’inclusività e alla valorizzazione della natura e dei territori.

A vincere un premio particolarmente speciale, ossia l’Oscar dell’Ecoturismo 2022, sono stati il Parco Nazionale del Gran Paradiso e il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Le motivazioni sono piuttosto evidenti: “rappresentano un esempio positivo per la conservazione della natura e la salvaguardia di specie e habitat a rischio di estinzione e un modello virtuoso per lo sviluppo sostenibile delle comunità locali in particolare per il settore dell’ecoturismo di cui sono stati antesignani nel nostro Paese”.

Ma del resto, queste due meraviglie italiane quest’anno hanno unito le loro forze per festeggiare il loro primo secolo di vita confezionando un programma intitolato “Cento anni insieme per la natura” che prevede tantissime proposte tra eventi, esperienze, attività nella natura, così come convegni, incontri e approfondimenti dedicati allo sviluppo sostenibile e alla conservazione della biodiversità.

Gli altri premi assegnati

Nella categoria “Aree protette e naturalistiche” il Parco Nazionale del Vesuvio, che è un vero e proprio mondo di biodiversità da esplorare passo dopo passo, à stato premiato per aver dato vita alla Vesuvio-Ercolano Card, un innovativo circuito tra archeologia, tecnologia e natura. In poche parole, consiste in un biglietto unico per visitare il gran cono del vulcano, il MAV (Museo archeologico virtuale), le ville vesuviane e gli scavi di Ercolano.

A ricevere un Oscar anche l’Area marina protetta dell’Asinara. Questa meraviglia italiana è stata premiata per aver realizzato un sentiero subacqueo a Cala Reale attrezzato anche per persone non vedenti e con difficoltà motorie, con cime sommerse e placchette descrittive con scritte in braille nei punti di interesse.

Ma non è finita qui, perché il Parco Nord di Milano, oasi verde davvero eccezionale, è stato premiato per il suo Festival della Biodiversità, un’iniziativa nata nel 2007 per sensibilizzare sui temi della sostenibilità ambientale e della salvaguardia del pianeta.

Ulteriori Oscar dell’Ecoturismo 2022 sono arrivati per quattro spettacoli che si trovano nella provincia di Chieti, in Abruzzo: la Riserva Naturale Regionale di Punta Aderci, sulla costa di questa splendida regione dalla spiaggia di Punta Penna alla foce fiume Sinello, la Riserva Naturale del Bosco Di Don Venanzio tra i comuni di Vasto e Pollutri, la Riserva Naturale Regionale Lecceta di Torino di Sangro, uno dei pochi boschi litoranei sull’Adriatico, e il Giardino Botanico Mediterraneo di San Salvo Marina.

Il motivo di questo riconoscimento risiede soprattutto nel fatto che tutti e quattro hanno partecipato al progetto cicloturistico Costa dei Trabocchi mob con i Green HUB, i punti di noleggio biciclette a prezzo agevolato per escursioni su percorsi naturalistici che legano la costa all’entroterra.

Insomma, l’Italia è una vera e propria culla di meraviglie naturali da scoprire a passo lento.

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La ciclabile Garda by Bike arriva (finalmente) in Trentino

A sbalzo sul Lago di Garda, con una vista mozzafiato su uno degli scorci più pittoreschi d’Italia, la pista ciclabile Garda by Bike, inaugurata nel 2018, sta per essere ultimata, almeno nel suo tratto trentino.

Sì, perché la ciclopedonale – si può percorrere anche a piedi oltre che in bicicletta -, considerata la più bella d’Europa, dovrebbe, secondo il progetto, correre tutt’intorno al lago attraversando tre regioni: Lombardia, Trentino e Veneto.

La ciclabile Garda by Bike

La pista, che parte da Limone sul Garda, per ora arriva solo fino a Capo Reamol, nel bresciano, al confine con il Trentino-Alto Adige, poco più di 2 chilometri – ma bellissimi – con un’estensione prevista fino a 12.

Per costruire il primo tratto della Garda by Bike, che in parte è a strapiombo sull’acqua, c’è voluta un’impresa di acrobati che ha fatto uso di imbracature, cavi e persino di elicotteri per agganciare la sottile passerella di legno e acciaio alle pareti rocciose della montagna a 50 metri d’altezza, con un impatto anche visivo della struttura sull’ambiente minimo.

I lavori di estensione della pista stanno finalmente per partire e saranno conclusi entro il 2025, quando la ciclabile toccherà anche i primi Comuni trentini.

Dalla Lombardia al Trentino

Per realizzare la ciclabile sarà necessario intervenire a livello paesaggistico, ma senza danneggiare lo skyline che è unico al mondo. Ci saranno due nuove gallerie lungo la Strada Gardesana e sarà ripristinato il vecchio ponte ora in disuso che attraversa la valle del torrente Ponale.

L’anello delle tre regioni

Questo è solo un primo passo, se si pensa che dal 2018 poco è stato fatto su questa strada che sarebbe dovuta essere, in poco tempo, la più bella e panoramica d’Italia. L’obiettivo resta comunque il completamento dell’anello delle tre regioni, per un totale di 166 km, ma per questo bisognerà aspettare ancora qualche anno.

Speriamo non troppi, vista la forte attenzione che oggi si sta dando alla mobilità sostenibile e al successo che questo modo di spostarsi, ma anche di viaggiare, sta avendo.

Una volta ultimata, la Garda by Bike sarà a sua volta collegata con altre ciclabili già esistenti. Prima fra tutte la Ciclovia del Sole, un itinerario di oltre 2.000 km che unisce il Brennero con Santa Teresa di Gallura, in Sardegna, e che attraversa ben undici Regioni.

E poi la Ciclovia del Vento, la dorsale cicloturistica del Po, in una rete di percorsi che abbracceranno lo specchio d’acqua unendo le sponde del lago e, nei prossimi anni, offrirà una rete di lunga percorrenza su scala nazionale di oltre mille chilometri.

Se quest’opera ingegneristica è diventata già un’attrazione turistica di primo piano per l’Alto Garda, nei prossimi anni siamo certi che trasformerà tutta la zona in un vero e proprio paradiso per gli amanti del cicloturismo di tutta Europa, che già in gran numero visitano il lago ogni anno, anche fuori stagione.

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Giornata Europea dei Parchi Letterari: gli imperdibili

Giunge all’ottava edizione la Giornata Europea dei Parchi Letterari, l’appuntamento autunnale che unisce idealmente numerosi luoghi di identità culturale e naturalistica, fonti di ispirazione per poeti, scrittori e artisti. L’evento avrà luogo domenica 23 ottobre con letture, incontri, percorsi naturalistici e letterari, articoli, case museo, mostre, persone, luoghi e ricette che hanno ispirato alcune tra le più belle pagine della letteratura.

Un lungo e affascinante percorso che si pone come obiettivo quello di offrire al lettore “una chiave di lettura che stimoli la visita di luoghi altrimenti considerati solo per il loro panorama: un viaggio reso reale e attuale dall’incontro con personaggi viventi che introducono a un racconto inseparabile dalla località che li ospita”, spiega il presidente dell’associazione Stanislao de Marsanich. Ecco quali sono le tappe imperdibili.

Da Virgilio a Deledda, un viaggio nella letteratura

Nel duecentesimo anno dell’Amministrazione forestale italiana e nel centenario della prima “Legge sul Paesaggio” promossa da Benedetto Croce, anche in questa edizione il lungo viaggio inizierà celebrando la natura di “Georgiche e Bucoliche” presenti nel paesaggio di Borgo Virgilio, nel cui territorio si trova Pietole, l’antica Andes dove nacque il celebre poeta nel 70 a. C.

A Galtellì, in provincia di Nuoro, la kermesse chiuderà i festeggiamenti per i 150 anni di Grazia Deledda, nel Parco Letterario che porta il nome dell’unica donna italiana insignita del Nobel per la letteratura. Vi si può ‘leggere’ il territorio attraverso gli occhi della scrittrice lungo un percorso fatto di ricordi e fantasia, ritrovando intatti i luoghi in cui è ambientato il suo famoso romanzo “Canne al vento”.

Parchi Letterari: le altre tappe imperdibili

Il campo di internamento di Ferramonti di Tarsia, in provincia di Cosenza, è oggi il centro del Parco Letterario Ernst Bernhard, immerso in un territorio unico per memorie storiche, tradizioni e ricchezze ambientalistiche. A Recanati, si sale, invece, sul Monte Tabor per ammirare con gli occhi di Giacomo Leopardi la riviera del Conero e i colli dell’Infinito oltre la siepe di ligustro, mentre il Parco Letterario Francesco Petrarca e dei Colli Euganei e la Cooperativa di guide naturalistico-ambientali “A perdifiato” invitano a una escursione letteraria nel cuore di Torreglia.

A Pieve di Soligo, in provincia di Treviso, si passeggia accompagnati dai versi di Andrea Zanzotto. Nino Chiovini e Giuseppe Dessì sveleranno, invece, “La maestà dei monti e la solennità degli alberi” dal Parco Nazionale della Val Grande (Verbania) e da Villacidro in Sardegna.

A Ostia si celebra la Giornata Europea dei Parchi Letterari nel sito dove venne realizzato dallo scultore Mario Rosati un monumento a ricordo del tragico evento che spezzò la vita di Pier Paolo Pasolini, e si scoprirà che cultura e ambiente insieme sono fondamentali nel lavoro di recupero e sviluppo di un territorio.

Anche il Parco Letterario “Gabriele d’Annunzio” di Anversa degli Abruzzi aderisce all’evento, mentre nei borghi di Raiano e Montenerodomo si parlerà di Benedetto Croce, padre delle prima legge italiana sulla tutela del paesaggio. Nel Parco Letterario Eugenio Montale e delle Cinque Terre, i visitatori impareranno a conoscere e conservare la biodiversità e i valori del paesaggio naturale e culturale. Nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, nell’Appennino tosco-romagnolo, si viaggerà con le fate, gli orchi, le principesse, i soldati e i santi di Emma Perodi.

E ancora, si ripercorreranno “Gli angoli magici, i luoghi dell’ispirazione di grandi autori e poeti” ospitati nel Parco di Monza dalla Regina Margherita e nel Giardino di Ninfa (il più bello del mondo secondo il New York Times) da Marguerite Chapin Caetani. Infine, una Basilicata meravigliosa anche in autunno inoltrato si svelerà ai visitatori con Federico II a Melfi, Isabella Morra a Valsinni, Albino Pierro a Tursi, Francesco Mario Pagano a Brienza, Francesco Lomonaco a Montalbano Jonico e Carlo Levi ad Aliano.

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Istanbul: il nuovo museo firmato da Renzo Piano è uno spettacolo

C’è sempre un buon motivo per organizzare un viaggio a Istanbul. La città che si estende lungo lo stretto del Bosforo, infatti, ospita un patrimonio storico, artistico, culturale e architettonico di immenso valore.

Dalla città vecchia, caratterizzata dalle influenze degli imperi che qui hanno governato, al quartiere Sultanahmet, dove sorgeva l’Ippodromo di Costantinopoli che sopravvive ancora oggi grazie alle testimonianze dei frammenti della struttura che sono sopravvissuti, passando per Hagia Sophia, uno dei luoghi di culto più celebri del Paese nonché emblema straordinario dell’architettura bizantina.

Di cose da fare, e da vedere, ce ne sono tantissime a Istanbul, e tutte sono destinate a lasciare senza fiato. Ma c’è un motivo in più, oggi, per raggiungere l’antica Costantinopoli, ed è il nuovo museo moderno progettato da Renzo Piano che verrà inaugurato proprio lì, sulle rive del Bosforo.

Bentornati a Istanbul

Il viaggio di oggi ci conduce in una città di immensa bellezza, che incanta e stupisce a ogni passo. Ed è proprio in questo luogo, concentrato di culture, tradizioni e storie grandiose, che sta per essere inaugurato uno dei musei più sensazionali e attesi di sempre.

Ci troviamo nel quartiere medievale di Galata, uno dei più antichi di tutta la città, nonché area portuale sin dai tempi dell’Impero bizantino. Crocevia di incontri, culture e popolazioni, questo luogo oggi, esattamente come ieri, costituisce uno dei nuclei più popolati di Istanbul, nonché un’importante zona commerciale.

Qui è nato anche l’Istanbul Modern Museum, ed è qui che sta per tornare con un nuovo e incredibile aspetto. Un edificio moderno che porta la firma dell’architetto Renzo Piano e che è destinato a ridefinire il volto urbano di questo quartiere.

Benvenuti nell’Istanbul Modern Museum

Quello che aprirà nel quartiere di Galata, è uno dei musei più attesi di sempre. Non solo perché i lavori per la sua realizzazione, che vanno avanti da 4 anni, hanno suscitato molta curiosità nei cittadini e nei viaggiatori, ma anche perché l’Istituzione in sé rappresenta il simbolo di un dialogo continuo tra l’identità culturale della città, e del Paese intero, con la scena artistica nazionale e internazionale.

L’Istanbul Modern Museum non è un museo qualsiasi, ma è un luogo che fin dalla sua fondazione ha ospitato milioni di persone di ogni età. Ed è questa la missione, quella di continuare a rendere accessibile l’arte con un edificio grandioso sulle rive del Bosforo.

A progettarlo è stato Renzo Piano, in collaborazione con lo studio Arup. Il nuovo edificio sostituisce quello già esistente, per proseguire quel dialogo tra passato e futuro, e ospiterà un’area verde e una nuova piazza, dalla quale sarà possibile raggiungere alcuni dei monumenti più celebri della città.

I lavori sono ancora in corso, in attesa di essere ultimati. Intanto quello che sappiamo del nuovo edificio è che si snoda su una superficie di 15000 metri quadrati, con ben 5 piani (3 fuori terra e 2 interrati) e che si sta preparando a diventare uno spazio pubblico nel quartiere di Galata all’insegna dell’arte, della cultura e della bellezza. I suoi spazi interni, inoltre, ospiteranno collezioni di arte moderna e contemporanea che appartengono già al museo.

La facciata del piano terra è stata realizzata in vetro, mentre quelle dei piani superiori in metallo lucido. Una scelta, questa, pensata per creare un inedito spettacolo di luci e ombre tra le acque del Bosforo, il sole e l’edificio.

La data dell”inaugurazione non è ancora stata resa nota, ma il nuovo Istanbul Modern Museum dovrebbe accogliere i visitatori nel nuovo edificio entro la fine del 2022.

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In camper per ammirare il foliage italiano: gli itinerari

L‘autunno, con i suoi colori caldi e spesso temperature piacevoli, è una delle stagioni più amate dell’anno. Del resto, in questo periodo di può ammirare il famigerato foliage che regala una sorta di festa cromatica grazie alla tonalità delle foglie che dagli alberi cadono in terra.

Un fascino a dir poco unico e che si assapora al meglio con un viaggio on the road a bordo di un camper. Per questo motivo, la piattaforma europea di camper sharing, Yescapa, ha deciso di proporre le migliori destinazioni italiane per partire per un’avventura autunnale a bordo di un camper. Scopriamo insieme gli itinerari selezionati.

Langhe a bordo di un camper, tra tartufo, vino e panorami mozzafiato

Regione straordinaria durante tutto l’anno, ma certamente dal fascino irresistibile in autunno, è il Piemonte e in particolare le Langhe. L’itinerario suggerito parte da Alba, in provincia di Cuneo, dove le colline che abbracciano il borgo sono punteggiate da magnifiche distese di alberi ambrati e dorati.

Fino al 4 dicembre da queste parti c’è la celebre Fiera internazionale del Tartufo bianco d’Alba, un appuntamento ricco di eventi enogastronomici che vedono come protagonista indiscusso il tartufo, ma anche diverse rievocazioni folkloristiche come il Palio degli Asini, l’investitura del Podestà e Il Baccanale del tartufo.

A pochi chilometri da qui da non perdere è La Morra, una delle città più alte della Bassa Langa, un meraviglioso belvedere che è tra i più panoramici di tutto il territorio. L’ideale è arrivare verso il momento del tramonto o poco prima per godersi appieno lo spettacolo del foliage, per poi proseguire la giornata in uno dei tanti locali dove fare una degustazione di vini e prodotti tipici.

Le ultime due tappe a bordo camper sono Monforte e Barolo. Due borghi indiscutibilmente meravigliosi, ma senza ombra di dubbio a entrare nel cuore del viaggiatore è il percorso per arrivarci: un reticolo di strade panoramiche immerse in distese di viti e noccioli a perdita d’occhio.

langhe autunno

Fonte: iStock

Paesaggio delle Langhe in autunno

Val di Non: qui il blu dei laghi incontra i colori dell’autunno

Un altro bellissimo itinerario autunnale da percorre in camper è quello che attraversa la Val di Non, in Trentino. Un percorso che fa scoprire laghi, sentieri e tappeti di foglie policromi. La prima tappa è l’affascinante Lago di Tovel, uno specchio d’acqua incastonato fra le Dolomiti di Brenta in cui si riflettono i colori degli alberi attorno.

Subito dopo direzione borgo di Casez, dove svetta un castello che domina gli edifici dell’antico abitato. Un luogo che non ha perso il suo fascino nonostante i pesanti rimaneggiamenti di fine Ottocento.

Poi ancora i Laghi di Coredo e Tavon, dai quali è possibile percorrere la Via dei Sogni fino a Coredo, e ultimo (ma non meno bello) il Lago Smeraldo: un paradiso per gli amanti del foliage che da qui potranno passeggiare lungo il Sentiero dell’Erica.

Val di Non autunno

Fonte: iStock

Lago di Tovel in autunno

Carso: tra colori e sorprese

Il terzo itinerario consigliato riguarda l‘altopiano carsico in Friuli-Venezia Giulia. Qui l’arrivo dell’autunno porta con sé un caleidoscopio di colori che vanno dal giallo al porpora e che trasformano il paesaggio in una landa infuocata.

Il punto di partenza suggerito è Basovizza, in provincia di Trieste, da dove poter iniziare a percorrere i sentieri fino alle pendici del Monte Cocusso, costellati dal sommaco, arbusto simbolo di questi luoghi dalle accese colorazioni in piena palette autunnale.

Si prosegue, poi, verso il paesino di Padriciano per addentrarsi nei boschi circostanti. Qui si possono prenotare gite a cavallo per godersi un’esperienza suggestiva, circondati da un incantevole scenario naturale. L’itinerario in camper si chiude lungo la costa sul percorso panoramico che unisce Santa Croce ad Aurisina, il Sentiero della Salvia, che regala magnifici belvedere sul Golfo di Trieste, mentre i contrasti cromatici delle foglie dorate e rosse col bianco delle rocce calcaree rendono il tutto quasi magico .

Inoltre, fino al 5 novembre il Carso triestino e goriziano ospita la manifestazione “Sapori del Carso” che propone eventi ed esperienze culinarie per promuovere i sapori della tradizione, i prodotti e i produttori locali.

carso autunno

Fonte: iStock

Vista autunnale dell’altopiano carsico

Abruzzo in camper per scoprire i castelli immersi nella natura

L’Abruzzo è una delle regioni italiane che più di altre conserva una natura incontaminata e un paesaggio che si sviluppa tra mare e montagna. L’itinerario, in questo caso, si inerpica sulle colline del chietino fino ad arrivare sulla costa, in un on the road a caccia dei castelli, natura e buon vino.

Si parte da Crecchio, sede dell’omonimo castello medievale nel centro storico del paese. Da qui, si può percorrere la Via dei Mulini: un sentiero di 10 chilometri fra i bellissimi vigneti abruzzesi.

Si prosegue poi verso il castello più fotografato d’Abruzzo: Roccascalegna, che si trova arroccato su una scenografica sporgenza rocciosa circondata da vegetazione che in questa stagione si dipinge di rosso e giallo. Virando verso il litorale si incontra, poi, il Castello di Monteodorisio e poco oltre la Riserva Naturale Regionale Bosco Don Venanzio: uno degli ultimi lembi di foresta planiziale della costa adriatica, perfetta per una passeggiata ottobrina.

Questa stagione, inoltre, da queste parti sinonimo di vendemmia. Per questo motivo, con lo scopo di festeggiare il vino nuovo molti produttori locali partecipano all’evento “Cantine Aperte”, accogliendo i visitatori e proponendo degustazioni dei loro prodotti.

Roccascalegna, autunno

Fonte: iStock – Ph: ROMAOSLO

Roccascalegna, Abruzzo

Irpinia: borghi, parchi e profumo di castagne

L’ultimo itinerario consigliato, ma non per bellezza e importanza, si sviluppa in Irpinia, in provincia di Avellino. Da queste parti il tempo sembra essersi fermato. Un lembo di terra italiana ricco di storia e bellezze naturali, composto da antichi borghi immersi nei boschi. Non è un caso, infatti, che sia nota anche come “la verde Irpinia”,  terra che in autunno diventa scenario di una vera e propria esplosione cromatica.

Il percorso in camper parte dal Parco Regionale del Pertenio, in particolare da Ospedaletto d’Alpinolo, da cui si può percorrere il Sentiero del Pellegrino per arrivare al Santuario di Montevergine. Lungo il cammino, di circa due ore, si può godere della maestosità del bosco e dei suoi bellissimi giochi di colore. Il viaggio, poi, continua verso Serino, borgo dalla storia ultramillenaria che si mescola con il mito di Sabatia.

Gli amanti del trekking potranno poi proseguire verso Santa Lucia di Serino alla volta del Monte Faggeto, un’escursione di un’ora e mezza che conduce attraverso le splendide faggete del Piano della Guardia. Ultima tappa è il delizioso borgo di Nusco, chiamato anche “Balcone dell’Irpinia”: dall’alto dei suoi 914 metri, regala ai visitatori una vista panoramica mozzafiato sul Massiccio del Vulture e sui monti dell’Appennino campano.

Insomma, il nostro Paese durante l’autunno è ancora più incantevole.

Irpinia autunno

Fonte: iStock

Irpinia in autunno
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L’eccezionale scoperta avvenuta mentre si scavava per un ospedale

Alcuni mesi fa ha avuto inizio un’ampia campagna di scavi che ha portato alla scoperta di qualcosa di eccezionale: là dove presto dovrà sorgere un nuovo complesso ospedaliero, gli operai hanno rinvenuto antichissime tracce di una città romana e decine di reperti molto preziosi.

Padova, l’incredibile scoperta

Lo scorso aprile 2022, hanno preso il via le indagini preliminari per gli scavi necessari alla costruzione della nuova sede di Pediatria dell’Ospedale di Padova, in un’area già conosciuta per la sua importanza archeologica. Qui infatti sorgeva l’ex palazzina di Pneumologia, realizzata attorno alla metà del secolo scorso e ora abbattuta per far spazio al nuovo polo ospedaliero. Purtroppo, nell’edificare la vecchia struttura, i lavori avevano raggiunto strati profondi nel sottosuolo causando una “forte frammentazione della stratigrafia archeologica ancora intatta”, come ha spiegato la funzionaria archeologa Cinzia Rossignoli.

Ora, nel lavorare alla costruzione del nuovo edificio, sono stati compiuti scavi più accurati per preservare l’incredibile patrimonio che sta pian piano emergendo. Si tratta di un’antica città romana, di cui attualmente sono venuti alla luce alcune strutture a carattere produttivo, il tracciato di un corso d’acqua e una strada che lo costeggiava. “Ci siamo trovati davanti ad una situazione molto complessa, soprattutto per la difficoltà di raccordare tra loro dati così frammentati, anche a causa del fenomeno diffuso delle spoliazioni di epoca medievale e rinascimentale per recuperare il materiale da costruzione” – ha aggiunto la Rossignoli.

Ma i reperti ora rinvenuti apportano grandi novità: gli scavi, diretti dalla Soprintendenza competente, si spingono infatti anche nelle aree più a nord e ad ovest rispetto al luogo in cui sorgeva l’ex Pneumologia. Queste zone, finora mai indagate, si è riscontrata una maggiore integrità della sequenza archeologica e sono venuti alla luce numerosi reperti interessanti. Come ad esempio le fondamenta di un grande edificio quadrangolare adibito probabilmente a magazzino, dove sono stati trovati resti di carbone e cenere (chiaro prodotto di processi di combustione), ma anche fornetti e frammenti di anfore.

Scavi a Padova

Fonte: Soprintendenza | Ph. ditta Malvestio Diego & C. snc

Città romana emersa dagli scavi

La città romana emersa dal sottosuolo

È dunque nel cuore della città di Padova che stanno tornando ad emergere preziosissimi reperti di un’antica civiltà. Nell’area del complesso ospedaliero, erano già state rinvenute numerose altre tracce dell’insediamento romano in questione. Ad esempio, tra la vecchia sede di Pediatria e la Clinica Ostetrica, alcuni anni fa erano stati trovati i resti di canalizzazioni agrarie, di edifici produttivi e di una necropoli. Mentre, accanto alla palazzina di Oncoematologia, gli esperti avevano scoperto due scheletri. La zona attualmente soggetta agli scavi rappresenta invece il suburbio orientale della città romana, ovvero l’area più esterna dell’insediamento.

Una delle caratteristiche principali del cantiere in corso è l’assenza di sepolture: durante i lavori è stata rinvenuta solamente l’inumazione di un bambino, ai margini della zona degli scavi. I primi reperti sono già stati catalogati e sottoposti ad attento studio, ma le ricerche non sono affatto concluse. “Continueranno attraverso lo scavo manuale e una documentazione minuziosa, anche con l’ausilio di tecnologie avanzate come ortofotopiani, sorvoli con drone, consulenze e prelievi per analisi specialistiche” – ha fatto sapere la Soprintendenza.

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C’è un po’ di Mediterraneo anche tra le Dolomiti

Come può il Mediterraneo arrivare sino alle propaggini più settentrionali del nostro Paese, là dove alte vette montuose si ergono imponenti verso il cielo? Sembra quasi un miracolo, ma è realtà: tra le Dolomiti, uno dei Patrimoni UNESCO custoditi in Italia, si nasconde un’atmosfera mediterranea che pare catapultarci immediatamente nelle solatie terre del sud. Scopriamo di che cosa si tratta.

Trentino Alto Adige, gli uliveti a due passi dalle montagne

Naturalmente, non stiamo parlando del mare: le Dolomiti sono ben lontane dalla costa, tuttavia nei loro dintorni si celano paesaggi che richiamano senza alcun dubbio le atmosfere tipiche dell’area mediterranea. Siamo in Trentino Alto Adige, lungo le sponde del lago di Garda, dove venti caldi danno vita ad un microclima davvero particolare, pur trovandoci a due passi dalle alte montagne. Ed è in questo angolo di paradiso che sorgono splendidi uliveti, dai quali si produce un rinomato olio extravergine di grande qualità.

L’impressione è proprio quella di un’oasi mediterranea incastonata tra le Dolomiti: da secoli, generazioni di coltivatori si tramandano quello che è a tutti gli effetti un preziosissimo patrimonio paesaggistico e non solo. Questi sono infatti gli olivi che crescono più a nord del mondo intero, grazie ad una fortunata combinazione di caratteristiche del territorio e ad un grande amore per l’olivicoltura. L’olio evo del Garda Trentino è un prodotto davvero speciale, dal sapore dolce e vellutato e dall’aroma di erbe selvatiche, che esprime al meglio gusti e profumi tipici delle Dolomiti.

L’autunno è l’occasione ideale per andare alla scoperta di questo territorio magnifico e delle sue prelibatezze. In questa stagione, la natura offre uno spettacolo incredibile: è il foliage, la magia dei colori che emergono brillanti nelle migliaia sfumature gialle, arancioni e rosse splendenti sotto il sole. Perché non approfittarne per ammirare paesaggi incantevoli e poi concedersi qualche assaggio delle specialità locali? Ecco le migliori esperienze da fare nella cornice del Garda Trentino, all’ombra delle splendide Dolomiti.

Uliveto del Trentino

Fonte: Ufficio Stampa | Ph. Fabio Staropoli

Un uliveto in Trentino Alto Adige

Gli eventi e le esperienze imperdibili

Il fine settimana del 22 e 23 ottobre si svolge un appuntamento incredibile: la rassegna Frantoi Aperti ci conduce, con visite guidate e percorsi sensoriali, alla scoperta del mondo dell’olivocoltura, dalla raccolta alla spremitura sino all’assaggio del rinomato olio così prodotto. E per vivere appieno questa esperienza, sul territorio ci sono diversi agriturismi e bed&breakfast immersi tra gli olivi, in un panorama meraviglioso. Ovviamente, in Trentino ci sono moltissime altre avventure in cui tuffarsi, tra percorsi ciclopedonali, trekking e giornate di relax nella natura.

Il borgo di Arco è senza dubbio una delle mete da non perdere, con le sue strette viuzze e le tante bellezze da visitare. Il suo castello, abbarbicato su un promontorio roccioso, gode di una vista mozzafiato. E ai suoi piedi si snoda la Rilke Promenade, passeggiata letteraria che segue le orme del poeta Rainer Maria Rilke, alla scoperta dei luoghi che lo ispirarono. Un altro panorama meraviglioso è quello che si può ammirare dall’alto del Monte Baone, in un’escursione adatta anche ai più piccini. Alle sue pendici, gli olivi si stagliano contro l’azzurro del lago di Garda: è pura magia.

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L’ultimo grande spettacolo d’autunno nei Giardini di Sissi

C’è sempre un buon motivo per organizzare un viaggio durante la stagione autunnale, anzi, ce ne sono tantissimi. Perché è questo il momento dell’anno in cui Madre Natura ci regala i suoi spettacoli più belli

Ci sono luoghi che, più degli altri, si trasformano nel palcoscenico ideale di uno show naturale e straordinario, quello che incanta gli occhi e riscalda il cuore, lo stesso che ci ricorda quanto è bello il mondo che abitiamo.

E non dobbiamo per forza volare dall’altra parte del globo per assistere a questi spettacoli, perché anche il BelPaese ospita paesaggi di infinita bellezza che aspettano solo di essere scoperti. Come quello che si palesa davanti agli occhi di cittadini e viaggiatori che raggiungono i Giardini di Castel Trauttmansdorff che, con l’ultimo grande spettacolo del foliage, si trasformano in una fiaba tutta da vivere.

Bentornati dei giardini delle meraviglie

Non hanno bisogno di presentazioni i Giardini di Castel Trauttmansdorff, quelli che ospitano uno scenario da fiaba che da sempre incanta avventurieri provenienti da ogni parte del mondo. Situati a Merano, e suddivisi in quattro aree tematiche, questi giardini che si snodano per oltre 12 ettari, ospitano uno dei paesaggi botanici più variegati e affascinanti del nostro pianeta.

Gli esemplari floristici che qui risiedono, e che provengono da ogni parte del mondo, consentono di fare un viaggio nel viaggio in una cornice straordinaria: un anfiteatro naturale che si estende su un dislivello di 100 metri e che offre visioni panoramiche e incantate sulle montagne circostanti e sulla città di Merano.

L’area che circonda il Castel Trauttmansdorff, proprio lì dove un tempo l’Imperatrice Sissi trascorreva le stagioni invernali, non è solo un orto botanico, ma una vera e propria esperienza sensoriale che permette di perdersi e immergersi in un piccolo eden terrestre dove la natura è assoluta protagonista.

I Giardini di Castel Trauttmansdorff sono straordinari, in ogni stagione dell’anno, perché in base a questa si plasmano, si trasformano e cambiano volto. Ed è proprio nel bel mezzo dell’autunno che, mettendo in scena l’ultimo grande spettacolo del foliage, si trasformano in un giardino delle meraviglie, lì dove nasce la magia.

Lo spettacolo del foliage nei Giardini di Castel Trauttmansdorf

Prima della chiusura della stagione 2022, i Giardini di Castel Trauttmansdorf si preparano ad allietare i sensi e a incantare lo sguardo di cittadini e viaggiatori con l’ultimo grande spettacolo dell’anno: quello del foliage.

L’orto botanico meranese cambia colore. Le foglie si tingono di rosso, di giallo e di marrone prima di staccarsi dagli arbusti per poi lasciarsi andare a una danza soave, accompagnata dal vento. A fare da contrasto a questa palette cromatica c’è il verde, che resta sempre presente in alcuni esemplari. Nel resto del giardino, invece, fanno capolino i frutti che maturano sotto il sole tiepido d’autunno, come le mele e le pere locali.

Non mancano neanche i frutti mediterranei come melograni, fichi e uva che, all’interno dei Giardini del Sole, ricreano un’atmosfera magica e suggestiva che rimanda ai paesaggi del Sud. Ma sono tanti, anzi tantissimi, gli esemplari da scoprire e i paesaggi da ammirare che cambiano passo dopo passo e che sono incorniciati dai caldi e dorati colori della stagione.

Chi vuole toccare con mano la grande bellezza dei Giardini di Castel Trauttmansdorf in pieno foliage, e ammirare l’ultimo grande spettacolo dell’autunno, potrà farlo fino al 15 novembre, ultimo giorno di apertura dei giardini.

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Puoi dormire nella caserma dei pompieri infestata dai fantasmi: quella di Ghostbusters

Avete già pensato a come trascorrere la notte più spaventosa dell’anno? Potreste rispettare la tradizione, e andare di casa in casa intonando il celebre Dolcetto o Scherzetto, oppure organizzare una gita fuori porta, meglio ancora se in una delle destinazioni del dark tourism. E poi, ancora, andare alla scoperta dei boschi più spaventosi del mondo.

Le cose da fare, ad Halloween, sono tantissime e per gli amanti del brivido ci sono alcune esperienze davvero incredibili. Se siete disposti a prendere un aereo, e raggiungere l’altro capo del mondo, allora, vi suggeriamo l’avventura giusta per voi. E vi anticipiamo che sarà straordinariamente unica.

Sì perché questo Halloween potrete dormire in una caserma dei pompieri infestata dai fantasmi. Non una qualsiasi, intendiamoci, ma quella dei Ghostbusters.

Halloween: dormire tra i fantasmi a Portland

Era il 1984 quando, sul grande schermo, apparivano per la prima volta Peter Venkman, Raymond “Ray” Stantz e Egon Spengler, tre ricercatori universitari, e Winston Zeddemore, marine e pilota di elicotteri, tutti con una passione speciale per il paranormale. Si trattava dei quattro Ghostbusters, i protagonisti di una delle pellicole più celebri della storia del cinema che si è trasformata in un vero e proprio fenomeno culturale ancora oggi più vivido che mai.

Perché oggi vi parliamo di loro ve lo spieghiamo subito. Non solo perché ci avviciniamo ad Halloween, e le storie di fantasmi riscuotono sempre un certo successo, ma anche e soprattutto perché durante la notte più spaventosa dell’anno potrete dormire proprio all’interno della caserma dei pompieri dei Ghostbusters.

L’azienda Vacasa in collaborazione con Sony Pictures, infatti, ha deciso di rendere disponibile una delle esperienze più incredibili di sempre, quella che permetterà a un fortunatissimo gruppo di viaggiatori di dormire all’interno della caserma infestata dai fantasmi riprodotta seguendo l’iconico modello del quartier generale dei Ghostbusters.

Se non avete paura dei fantasmi, e sapete maneggiare bene le trappole fumogene, allora non vi resta che prenotare un biglietto aereo per Portland. È nella è la città più grande e popolosa dello Stato dell’Oregon che i viaggiatori potranno trascorrere tre notti in un alloggio che replica la caserma dei pompieri.

La caserma dei pompieri dei Ghostbusters

Fonte: Ufficio Stampa Vacasa

La caserma dei pompieri dei Ghostbusters

Dormire nella caserma dei Ghostbusters: l’esperienza

L’idea di Vacasa e Sony Pictures è nata in seguito alla rilevazione di strane attività nei quartieri della città di Portland. Gli Acchiappafantasmi, quindi, si sono sentiti in dovere di uscire dalla loro caserma per pattugliare la zona, lasciando quindi la loro caserma vuota e scoperta.

Ed è proprio qui che entrano in scena i viaggiatori di tutto il mondo, ai quali è chiesto proprio di sorvegliare il quartier generale dei Ghostbusters durante la loro assenza.

La caserma è un edificio costruito negli ultimi anni del 1800 ed è caratterizzata da due camere da letto, un bagno, una cucina e diversi ambienti condivisi. All’interno della struttura ci sono tantissimi rimandi cinematografici, ma quello che più davvero conta è che l’edificio è dotato di un sistema di contenimento dei fantasmi approvato proprio dai Ghostbusters.

Per sicurezza, però, all’interno della caserma troverete diverse trappole per fantasmi e anche un misuratore PKE, per rilevare l’energia psicocinetica qualora il sistema di contenimento non dovesse funzionare alla perfezione. Non mancano, ovviamente, le iconiche tute e la Cadillac del 1959 per le missioni esterne.

Potrete vivere quest’incredibile esperienza dal 28 al 31 ottobre, e trascorrere tra i fantasmi la notte di Halloween. Le prenotazioni saranno disponibili dal 21 ottobre alle ore 10 EDT sulla piattaforma Vacasa.

Dormire nella caserma dei La caserma dei pompieri dei Ghostbusters

Fonte: Ufficio Stampa Vacasa

Dormire nella caserma dei pompieri dei Ghostbusters
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Questo è il luogo preferito da Re Carlo III in Italia

Fontane, cascate, siepi e giochi d’acqua: questo giardino italiano è tutto una sorpresa. Tra i suoi estimatori più sentiti c’è anche Re Carlo III d’Inghilterra.

Quando ancora non era monarca, ma “soltanto” il principe del Galles, Carlo chiese di poter esaudire un suo grande desiderio, quello di poter soggiornare all’interno della villa nel parco. Il permesso gli fu concesso in via del tutto eccezionale dalle autorità locali e dall’ambasciatore italiano a Londra.

Fu così che Villa Lante, a Bagnaia, a pochi chilometri da Viterbo, in piena Tuscia, divenne il suo luogo del cuore. Non seppe mai, però, che essendo la villa disabitata dovettero fare un grosso lavoro di alletimento per renderla abitabile.

Villa Lante a Bagnaia

La residenza cinquecentesca fu ideata da Jacopo Barozzi da Vignola, ma fu portata a termine su volere del cardinale Gianfrancesco Gambara. Villa Lante comprende due palazzine, pressoché identiche, anche se costruite da proprietari diversi in differenti periodi. Una è la palazzina Gambara e l’altra la palazzina Montalto, dal nome del cardinale Alessandro Peretti di Montalto, nipote di Papa Sisto V, che completò il progetto.

Acquisì il nome attuale di Villa Lante solo nel XVII secolo, quando passò nelle mani di Ippolito Lante Montefeltro della Rovere, I duca di Bomarzo, e quando ormai la villa aveva già cent’anni di vita.

I due edifici che formano la villa sono identici esteticamente, ma cambiano molto al loro interno. Sono soprattutto gli affreschi che le differenziano: la palazzina Gambara ha affreschi con paesaggi, mentre quelli del casino Montalto, hanno uno stile più classicheggiante e diversi trompe-l’œil.

Il giardino di Villa Lante

Il parco della villa è uno dei più famosi d’Italia. Nel 2011, è stato votato come “Parco più bello d’Italia“. Rappresenta il prototipo del giardino a sorpresa manieristico. Dopo quelli della Reggia di Caserta e dell’incantevole Castello di Racconigi, spicca per bellezza questo incantevole parco.

Il suo ordine è dato da precise regole geometriche. Attraversato da un asse acquatico a tratti invisibile si chiude, poi, nella splendida fontana dei Mori del Giambologna, il tutto su una superficie di circa 22 ettari.

Oltre alla Fontana dei Mori vi è quella dei Giganti, una raffigurazione pittoresca dell’Arno e del Tevere. La Fontana della Catena, invece, richiama l’idea dell’uomo che deve essere pronto a combattere le forze della natura per poi calmarsi nelle acque della Fontana della Tavola, fino a zampillare nella Fontana dei Lumini, formando tante fiammelle di candele argentate.

Un luogo davvero suggestivo, grazie alle statue, alle scalinate e ai giochi d’acqua, nonché agli splendidi giardini adombrati da querce e platani. Tutto il perimetro è attraversato da un ruscello naturale che si snoda seguendo il pendio del terreno e che giunge ad attraversare il centro di un’enorme tavola in pietra, con lo scopo di tenere fresche le vivande dei primi proprietari, spingendosi poi fuori dai gorgoglii delle fontane e convogliando nel calmo laghetto nella Fontana dei Mori.

Nel giardino ci sono due casini che fanno da cornice ad altre fontane completando una composizione conosciuta come ‘teatro delle acque’. Questi casini, come i loro omologhi più grandi sulla terrazza inferiore, hanno logge aperte sorrette da colonne Ioniche. Uno dei casini dà accesso a un piccolo giardino segreto.