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Le Piramidi di Giza si illuminano di meraviglia

È un viaggio unico, straordinario e incredibile quello che ci conduce al cospetto di un patrimonio di immenso valore per tutta l’umanità, un tesoro prezioso che ha attraversato il tempo e le epoche fino ad arrivare ai giorni nostri. Stiamo parlando della Necropoli di Giza, un complesso di monumenti antichissimi che raccontano e conservano le testimonianze della civiltà egizia.

Ci troviamo in Egitto, a meno di 30 chilometri dal centro del Cairo. È qui che un tempo sorgeva una delle grandi necropoli di Menfi, la capitale dell’Antico Regno Egizio. Oggi una parte di quel grandioso passato è raccontata proprio dalle piramidi. C’è quella di Cheope, l’unica tra le sette meraviglie del mondo antico sopravvissuta fino ai giorni nostri, c’è la Piramide di Chefren e ci sono la Piramide di Micerino e la Sfinge, tutte incorniciate da altri piccoli edifici, templi funerari e cimiteri di varie epoche.

Ed è proprio qui, tra le meraviglie del mondo antico, che è accaduto qualcosa di straordinario. Una luce delicata si è diffusa ai piedi delle Piramidi accedendo il sito di magia.

La luce illumina le Piramidi di Giza: è magia

Quello che ci porta a scoprire l’antico Egitto, e più precisamente la necropoli di Giza, è un viaggio che tutti dovremmo fare almeno una volta nella vita, perché grazie a questo possiamo immergerci all’interno di un pezzo di storia della nostra umanità.

Organizzare questo viaggio adesso, però, vuol dire anche prendere parte a un progetto straordinario di valorizzazione che ha coinvolto proprio l’Altopiano di Giza. Si tratta di un’installazione temporanea site specific realizzata nell’ambito dell’iniziativa Forever Is Now II.

A firmarla è stato l’artista italiano Emilio Ferro che, con il suo Portal of Light, ha dato vita a un’esperienza artistica unica che ha disegnato un percorso di luce capace di attraversare la storia e lo spazio.

Portal of Light di Emilio Ferro

Fonte: Roberto Conte

Portal of Light di Emilio Ferro

Portal of Light, l’installazione di Emilio Ferro

La prima installazione temporanea di luce artistica realizzata ai piedi delle Piramidi di Giza porta la firma di Emilio Ferro e sarà visibile e attraversabile dal 27 ottobre al 30 novembre 2022.

Il suo nome è Portal of Light, ed è un’installazione site specific che indaga il tema della soglia e della luce: la vita e la morte da una parte, e il culto del Sole dall’altra, in un contesto straordinario che è quello dell’Antico Egitto.

L’opera è caratterizzata da due parallelepipedi in metallo, il primo custodisce il corpo illuminante e genera il fascio di luce che attraversa il secondo portale e che si estende per centinaia di metri.

Quando il sole tramonta, e lascia spazio al crepuscolo, le persone sono invitate a varcare il portale e a seguire il fascio di luce per vivere un’avventura immersiva sotto il cielo notturno di Giza. L’opera può essere attraversata anche di giorno però, perché è stata costruita tenendo conto del tragitto del sole. Sarà proprio la luce naturale a guidare le persone verso l’esperienza.

Molto più di un’opera d’arte, Portal of Light è una vera e propria esperienza immersiva e sensoriale arricchita anche da effetti sonori. Dopo aver registrato il vento che soffia sull’Altopiano di Giza, Emilio Ferro e ha campionato il suono per comporre la colonna sonora che avvolge la sua opera e le persone che l’attraversano.

Portal of Light di Emilio Ferro

Fonte: Roberto Conte

Portal of Light di Emilio Ferro
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Il caffè si beve a Dublino, nel primo bar firmato LEGO

Organizzare un viaggio a Dublino è sempre un’ottima idea. La capitale dell’Irlanda, situata sulla costa orientale del Paese, è una città che non smette mai di sorprendere. Non è un caso che, proprio qui, migliaia di turisti provenienti da ogni parte del mondo scelgono di organizzare viaggi e vacanze in ogni periodo dell’anno.

Lo fanno per raggiungere il castello cittadino, che conserva i resti di una storia che risale al XII secolo, ma anche per esplorare l’imponente e maestosa Cattedrale di San Patrizio. Lo fanno per passeggiare nel centro urbano, tra gli edifici storici e caratteristici, ma anche per raggiungere i parchi e per esplorare lo straordinario patrimonio naturalistico e paesaggistico che si snoda fuori ai dintorni di Dublino.

E come se tutto questo non fosse già abbastanza, per prendere un’aereo e raggiungere la capitale dell’Isola di Smeraldo, c’è un altro motivo per andare a Dublino adesso. Si tratta dell’apertura di un nuovo bar, non uno qualsiasi, ma la il primo Brick Café firmato LEGO.

Si beve caffè e si gioca con i mattoncini: succede a Dublino

Uomini e donne, adulti e bambini, nessuno resta immune dal fascino dei mattoncini più celebri del mondo, quelli firmati LEGO. Lo dimostra il fatto che qualsiasi attrazione a tema, si rivela sempre un successo.

E dopo il parco a tema LEGO in Italia, il Legoland Resort in Germania e il Brick Burger nelle Filippine, giusto per citarne alcuni, tocca alla città di Dublino che, proprio in questi giorni, ha inaugurato il primo LEGO Brick Café.

Ci troviamo nel cuore della capitale irlandese, e più precisamente nel quartiere Blackpitts, uno dei più cool di tutta la città. A circa un chilometro dal centro, in questa zona possiamo trovare l’Hen’s Teeth, un concept store che ospita un ristorante, un negozio, una caffetteria e anche una galleria. Ed è proprio al suo interno che è stato inaugurato il Brick Café firmato LEGO.

Si tratta di un progetto sperimentale dedicato esclusivamente agli adulti. Tutti qui sono invitati a entrare, a mettersi alla prova e a costruire, mattone dopo mattone, creazioni incredibili tra un caffè, una cioccolata calda o una birra.

LEGO Brick Cafe
LEGO Brick Cafe

LEGO Brick Café

È un progetto sperimentale, unico e sensazionale che sta entusiasmando tutti i fan del celebre mattoncino. Il LEGO Brick Café, infatti, è il primo del suo genere e ha una missione: quella di assistere e stimolare le persone nello sviluppo della creatività e nel gioco. Lo spazio creato all’interno dell’Hen’s Teeth di Dublino, infatti, è dedicato esclusivamente agli adulti.

Inaugurato in occasione del mese dedicato alla salute mentale, questo spazio è nato grazie alla collaborazione tra Lego Lead User Lab e l’agenzia creativa Boys+Girls. Come abbiamo anticipato, però, si tratta di un progetto sperimentale che permetterà a cittadini e viaggiatori, in visita a Dublino, di immergersi all’interno del fantastico mondo dei LEGO il 26 e il 27 ottobre.

All’interno del bar le persone possono scegliere tra un’ampia selezione di set e mattoncini LEGO, per giocare, sperimentare e creare case, castelli, città e qualsiasi altro progetto. Durante i due giorni saranno organizzati anche dei workshop sulle infinite possibilità creative che i mattoncini in questione offrono.

LEGO Brick Cafe

Fonte: IPA

LEGO Brick Cafe
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Riapre il relitto più famoso del Mondo, in un tour unico ed esclusivo

A circa 3800 metri sotto il livello del mare, ormai da oltre 100 anni, giace la “nave” più famosa di tutti tempi, il Titanic. Il transatlantico britannico che, durante il suo viaggio inaugurale, a causa del forte impatto subito contro un iceberg nella notte tra il 14 e il 15 Aprile del 1912, affondò nell’oceano, sprofondando nell’oscurità dell’acqua. Un evento catastrofico che si portò via più di 1500 dei suoi passeggeri in solo due ore e 40 minuti e che, proprio per la portata del fatto, ha interessato e continua tutt’oggi a interessare moltissime persone.

Su questo evento, infatti, sono stati girati innumerevoli documentari, oltre al celebre film diretto dal regista James Cameron e uscito nella sale di tutto il mondo nel corso del 1998 e che hanno portato alla luce dettagli storici e immagini reali del relitto addormentato sul fondale marino, alimentando la curiosità di molti e l’interesse verso questo gigante e la sua tragica fine.

La spedizione

Una storia che solo in pochi hanno potuto “rivivere” da vicino, immergendosi con appositi macchinari e strumenti ad hoc, per osservare ciò che resta del Titanic e che non è ancora stato consumato dall’acqua del mare e da chi la abita. E che, grazie alla volontà di una società americana, l’OceanGate Expeditions, potrà essere vissuta nuovamente nel corso del 2023, dall’11 al 19 maggio, da un gruppo limitato di sub che partiranno dal porto di  St. John’s Newfoundland in Canada, per un’immersione unica nel suo genere alla scoperta di ciò che resta del relitto più famoso al Mondo.

La spedizione offrirà la possibilità ai turisti partecipanti di accompagnare i ricercatori, vivendo attivamente l’esperienza della raccolta dei dati e delle diverse informazioni riguardo lo stato di deterioramento attuale del Titanic, lavorando a fianco di persone competenti e degli studiosi a bordo che seguono il progetto. Un “tour” e una discesa negli abissi di circa due ore, che darà anche la possibilità di entrare a pieno nella spedizione stessa, aiutando il pilota con le varie comunicazioni e la localizzazione della nave, oltre che a poter prendere appunti per l’equipe scientifica al lavoro. E provando tutte le esperienze che si vivono durante un viaggio di ricerca di questo tipo, entrando a pieno nella storia del Titanic e di tutto ciò che ha saputo alimentare negli anni seguenti al suo naufragio.

Una possibilità e un’esperienza non adatta a tutti, quindi, e non solo per la particolarità e la difficoltà del viaggio in sé, ma anche per il costo dello stesso. Un biglietto per “salire” sul Titanic, infatti, costa circa 250 mila dollari. Certo, la possibilità di osservare da vicino ciò che il tempo lentamente si sta portando via, è una di quelle cose che tutti vorremmo vivere, anche solo per ricordare meglio un passato destinato a restare solo nella memoria. Ma questo desiderio deve necessariamente fare i conti con questi aspetti della spedizione, che la rendono di fatto, una fantastica opportunità per pochi. Un numero limitato di fortunati sognatori, che potranno vedere realizzato il loro desiderio di entrare anche solo per un attimo (e forse per l’ultima volta) nella storia del Titanic.

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Scoperta da record in Italia: trovate ossa di quasi 3mila anni fa

L’immenso patrimonio archeologico del nostro Paese si arricchisce ora di nuovi, preziosissimi, reperti: durante una recente campagna di scavi, gli esperti hanno trovato qualcosa di sensazionale. È una scoperta da record, che potrebbe riscrivere la storia di una delle più antiche civiltà che hanno popolato l’Italia diversi millenni fa.

Vulci, trovate ossa di quasi 3mila anni fa

Siamo all’interno del Parco Archeologico di Vulci, un’antichissima città etrusca immersa nel cuore della Maremma Laziale, a pochi chilometri dalla costa tirrenica. Qui sono avvenuti importanti ritrovamenti che ci hanno permesso di conoscere più a fondo la civiltà degli Etruschi, ma c’è ancora molto da scoprire, ben celato sotto terra. Di recente, il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Federico II di Napoli, in collaborazione con la Soprintendenza competente per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, ha portato avanti una nuova campagna di scavi in un’area che non era ancora stata battuta.

Si tratta di una porzione di terreno di circa 400 metri quadrati, situata nella Necropoli di Ponte Rotto – appena al di fuori della porta Est della città. È in questo luogo di inumazione che, negli anni passati, sono stati individuati alcuni dei più importanti sepolcri etruschi come la Tomba François e la Tomba dei Sarcofagi. Ora, grazie al lavoro degli archeologi sono state ritrovate cinque grandi fosse contenenti numerosi reperti. Oltre a manufatti ceramici e metallici, sono emersi degli scheletri ben conservati risalenti a circa 2.900 anni fa. Rappresentano qualcosa di davvero unico, secondo gli esperti.

Lo studio del DNA antico sugli scheletri di Vulci

“Sono gli scheletri etruschi più antichi di Vulci e di tutta l’Etruria” – ha affermato il direttore degli scavi Marco Pacciarelli, durante la conferenza di presentazione dell’incredibile scoperta – “Il materiale scheletrico è ben conservato. Grazie a questo potremo effettuare studi molto accurati che ci consentiranno di identificare età, sesso, segni di patologie e attività lavorative, belliche o di altro genere”. Ma non solo: l’intenzione è quella di analizzare il DNA di tali ossa, in collaborazione con l’Università di Dublino, in modo da trarne più informazioni possibili, tra cui anche i legami di parentela. Insomma, potremo saperne di più sull’origine e sulla composizione di quella che è, probabilmente, la prima società etrusca esistita.

Le recenti scoperte a Vulci

Gli scheletri emersi dal sottosuolo nel Parco Archeologico di Vulci sono solo parte delle numerose scoperte che continuano ad avere come protagonista questa incantevole località viterbese. Solo qualche mese fa, grazie all’impiego di un georadar, gli studiosi avevano individuato alcune imponenti mura rimaste per secoli sotto terra. Gli scavi, immediatamente organizzati dagli archeologi, avevano portato alla luce nientemeno che un tempio risalente al VI secolo a.C., finora risultato l’edificio più grande dell’intero sito.

È invece nei pressi della Necropoli di Poggetto Mengarelli (scoperta solamente nel 2010) che lo scorso anno erano state rinvenute tre urne funerarie della prima Età del Ferro. Preziosi reperti considerati molto rari, e per questo ancor più sorprendenti. Al loro interno, gli esperti avevano trovato le ceneri di un’intera famiglia, un uomo e una donna adulti e un bambino tra i 9 e gli 11 anni. Ma sappiamo che a Vulci ci sono ancora tanti segreti che aspettano solamente di rivedere la luce del sole.

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Sul tetto di un ex bunker è nata un’oasi verde

C’era una volta, neanche molto tempo fa, l’Hochbunker Feldstrasse, un bunker costruito negli anni ’40 nel quartiere St. Pauli di Amburgo in soli 300 giorni. Utilizzato dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale, e dalle persone della città rimaste senza casa dopo la fine del conflitto mondiale, questo grande e imponente edificio di cemento ha rappresentato a lungo una ferita aperta da uno dei capitoli più dolorosi della storia del Paese e del mondo intero.

Oggi c’è ancora quell’edificio che, con la sua struttura imponente, campeggia maestoso nella zona di Heiligengeistfeld, proprio nel cuore di St. Pauli. Ma non è più solo il simbolo di un passato che non si può dimenticare, ora  è il protagonista di una delle più grandi operazioni di ristrutturazione edilizia e restauro architettonico mai realizzati in Germania, destinata a cambiare per sempre il volto del quartiere.

Quello che era un bunker antiaereo, infatti, è stato trasformato in un’oasi verdeggiante e lussureggiante che svetta verso il cielo. Una sorta di bosco verticale che culmina nei giardini pensili e che diventerà uno spazio multifunzionale. Il suo nome è Bunker Verde di St. Pauli.

Dentro il quartiere più caratteristico di Amburgo

Il nostro viaggio di oggi ci porta nel cuore di una delle città portuali più importanti della Germania. Stiamo parlando di Amburgo, un territorio straordinario caratterizzato da canali, parchi, laghi e quartieri deliziosi e pittoreschi. Uno dei più celebri e frequentati dai cittadini e dai viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo è proprio St. Pauli, il quartiere più caratteristico della città.

Qui si snodano teatri e locali, boutique trendy e negozi di moda, non mancano neanche le caffetterie e i ristoranti con vista sulle strade più animate di Amburgo. Ed è sempre qui che, da anni, campeggia un colosso di cemento nella zona di Heiligengeistfeld, nel cuore del quartiere. Si tratta del vecchio bunker costruito negli anni della Seconda Guerra Mondiale.

Per capire le sue dimensioni stratosferiche, basta dare un’occhiata ai suoi numeri. La struttura di cemento si innalza per 50 metri e durante gli anni del conflitto mondiale poteva ospitare fino a 18.000 persone. Ma quello che sembrava un edificio in eterno contrasto con il paesaggio urbano di Amburgo, e del suo quartiere più trendy, ora è stato trasformato in un un’oasi verdeggiante e straordinaria. Un grattacielo green destinato a consolidare il legame tra presente e futuro, i cui spazi interni saranno accessibili a tutti, cittadini e viaggiatori.

Un’oasi sui tetti nel cuore di Amburgo

Come abbiamo anticipato, il vecchio bunker costruito durante Terzo Reich è diventato l’oggetto di una delle più grandi ristrutturazioni urbane della città e del Paese intero. L’obiettivo non è quello di cancellare il passato, ma anzi di celebrare la memoria in maniera assolutamente inedita e straordinaria.

Il rifugio, che già ai tempi della sua costruzione si era guadagnato il primato di essere uno degli edifici più alti di tutta la Germania, ora è stato trasformato in una struttura di cinque piani che assume una forma piramidale e che raggiunge un’altezza di 58 metri.

Da circa metà dell’edificio il cemento è totalmente ricoperto da un bosco verticale composto da quasi 5000 piante che si inerpicano sulla facciata e che culminano sul tetto, proprio il luogo che ospiterà un giardino pensile di incredibile meraviglia che sarà accessibile a tutti, e consentirà una vista straordinaria sui tetti della città. Saranno 7.600 i metri quadrati di verde all’interno dei quali cittadini e viaggiatori potranno perdersi e immergersi. Ma non è tutto perché, per attraversarli, verrà creato un percorso di 300 metri caratterizzato da tutte le suggestioni di un sentiero di montagna.

Al suo intero, il Bunker Verde di St. Pauli, si prepara a ospitare eventi sportivi e culturali in spazi appositamente adibiti. Ma ci sarà anche un hotel, che porterà la firma della celebre catena Nhow. L’edificio ospiterà, inoltre, anche un monumento commemorativo.

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Il viaggio più lungo nella storia della Royal Family

Il nuovo regno d’Inghilterra, guidato da Re Carlo III, è già pronto a entrare definitivamente nella storia. Come rivelato dal Mirror, noto quotidiano britannico di tipo tabloid, il sovrano si sta preparando ad affrontare il più grande tour mondiale della Royal Family.

Le tappe del viaggio di Carlo III

Stando a quanto si legge, Re Carlo d’Inghilterra in circa due anni intraprenderà una serie di spostamenti che lo porteranno in vari splendidi territori, tra cui l’Australia, il Canada, la Nuova Zelanda e diversi Paesi dei Caraibi. A volte avrà il piacere di avere accanto a sé la regina consorte Camilla altre, invece, viaggerà da solo.

Lo scopo, come hanno rivelato alcuni insider, è rafforzare i rapporti con le ex colonie britanniche dove, attualmente, spirano forti i venti di indipendenza dalla Corona.

La questione della Commonwealth

Il nuovo sovrano deve affrontare la spinosa questione del Commonwealth, la comunità che riunisce i Paesi che un tempo erano parte dell’Impero Britannico e che, anche se indipendenti, mantengono legami più o meno formali con la Corona inglese.

A seguito della morte della Regina Madre, infatti, diverse ex colonie del Regno Unito hanno annunciato di volere abbandonare il Commonwealth. Attualmente questa organizzazione intergovernativa è composta da 56 Stati indipendenti e rappresenta da più di 2 miliardi di persone, quasi tutte accomunate dalla passata appartenenza all’impero britannico.

La parola Commonwealth deriva dall’unione di common e wealth, ossia  benessere comune. Chi ne fa parte, quindi, condivide i principi di sviluppo, democrazia e pace, uguaglianza di genere, il riconoscimento degli Stati più vulnerabili e molto altro ancora.

A quanto pare, però, tirerebbe un forte spirito di cambiamento e soprattutto nei Caraibi. Il motivo è molto semplice: da queste parti il ricordo dell’impero si accompagna a quello del colonialismo insieme alle sue conseguenze negative come il passato schiavismo.

Nel corso degli anni, infatti, la corona britannica ha perso diversi paradisi caraibici. La Guyana, per esempio, è diventata Repubblica nel 1970, Trinidad e Tobago lo sono divenute nel 1976 e la Dominica nel 1978. Ma non è finita qui, perché nel novembre 2021 anche l’affascinante isola di Barbados ha formalizzato l’addio alla monarchia. Poi Antigua e Barbuda che di recente ha annunciato un referendum che potrebbe portare allo stesso risultato. A voler intraprendere la medesima strada sembrerebbero anche Giamaica e Belize.

Poi ancora il Canada, che deve fare i conti con la forte componente antimonarchica nel Québec e la Nuova Zelanda, dove la premier Jacinda Ardern ha parlato di un futuro repubblicano, ma senza fissare date.

Un differenza sostanziale, invece, la fa l’Australia che è una monarchia parlamentare costituzionale e che, a quanto pare, continuerà a esserlo almeno per i prossimi quattro anni.

Secondo le varie fonti, Re Carlo III vorrebbe iniziare il suo viaggio da record a partire dall’Australia e dal Canada. Ma del resto non c’è da sorprendersi del suo girare il mondo: Carlo è figlio di Elisabetta, la Regina che ha viaggiato di più al mondo. Vi basti pensare che dal 1952, fino alla sua recente dipartita, ha vistato 117 Nazioni e ha fatto più di 150 visite nei Paesi del Commonwealth.

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Trekking urbano: un giorno alla scoperta dell’Italia. A piedi

Un nuovo modo di fare turismo dolce, che accompagna i visitatori lontano dai circuiti più conosciuti. È la proposta della “Giornata Nazionale del Trekking Urbano”, giunta, alla 19esima edizione, che si svolgerà lunedì 31 ottobre in 71 comuni delle 17 regioni che vi aderiscono, tra città d’arte e borghi meno noti. Un’esperienza di viaggio che coniuga natura, sport, arte, gusto e voglia di scoprire gli angoli più curiosi e nascosti, attraverso itinerari incredibilmente suggestivi.

Giornata del Trekking Urbano: alla conquista del Portogallo

Ideata dal Comune di Siena, l’evento si propone di promuovere il turismo sostenibile, incentivare la scoperta del territorio da Nord a Sud e valorizzarne le bellezze paesaggistiche, culturali ed enogastronomiche, allargando il raggio delle visite alle aree più periferiche dei centri urbani.

Con lo slogan “Che Spettacolo di Trekking”, quest’anno la manifestazione è dedicata ai luoghi della musica, del cinema, dello spettacolo, e alla scoperta delle eccellenze artistiche che rendono unico e meraviglioso il nostro Paese. Inoltre, per la prima volta si estenderà oltre i confini italiani, conquistando anche la città portoghese di Porto, grazie alla collaborazione con il progetto URBiNAT, finanziato nell’ambito del programma Horizon 2020 dell’Unione Europea.

Alcuni degli itinerari più emozionanti

A Siena, il percorso di trekking di quest’anno porterà a scoprire luoghi solitamente non aperti al pubblico, come Palazzo Sergardi, offrendo l’imperdibile occasione di ammirare il Piccolo Teatro e accedere in ambienti poco noti della prestigiosa Accademia Musicale Chigiana, fondata quasi cento anni fa e realtà rinomata al livello internazionale.

Altamente suggestivo è anche il piccolo itinerario intorno al magico borgo fortificato di Murlo, che dal Medioevo è stato il “castello” del vescovo di Siena fino alla annessione del feudo vescovile al Granducato di Toscana nel 1778. Si arriverà al castello attraverso le strade bianche che lo circondano, tra cui quella conosciuta come “La Corta”, lungo le mura esterne, attraversando oliveti, seminativi e piccoli orti, compresi quelli dove viene coltivata la Fagiola di Venanzio, antica varietà locale di fagiolo, grani antichi e olio di qualità.

In Piemonte, c’è lo spettacolare trekking promosso alla scoperta di Ivrea, Capitale Italiana del Libro 2022, che accoglierà i visitatori con un itinerario d’eccezione, i cui protagonisti saranno – per l’appunto – i libri, con soste davanti ai principali monumenti della città. Oltre ad ammirare le bellezze del centro storico, si costeggerà il fiume Dora Baltea, molto ambito dagli amanti della canoa e lo storico Naviglio, con un passaggio nei Giardini Giusiana.

Alla Giornata Nazionale del Trekking Urbano partecipa anche Este, culla dei Veneti antichi, con le sue ‘100 meraviglie’. Il percorso partirà dalla Basilica di S. M. delle Grazie e avrà come punto di arrivo il Museo Nazionale Atestino, offrendo l’occasione di visitare la Basilica delle Grazie, il Duomo di S. Tecla, la Chiesa della B.V. della Salute, il Mastio Sommitale e la Torre Civica. È inoltre prevista la facoltativa deviazione per il Sentiero del Principe nel Parco dei Colli Euganei.

Spostandoci in Campania, Ercolano propone un suggestivo percorso della durata di circa tre ore, alla scoperta di alcuni siti di interesse storico e artistico della città degli Scavi. Si partirà dal Parco Inferiore di Villa Favorita, tra i viali alberati che conducono alla Casina dei Mosaici, dalla quale si può ammirare uno dei panorami più suggestivi del Golfo di Napoli. Da qui, si proseguirà alla volta del settecentesco Palazzo Arcucci, di Villa Maiuri e Villa Campolieto, passeggiando lungo il tratto di strada denominato “Miglio d’Oro”, che ha conservato il suo fascino inalterato nel tempo.

A Cagliari, si avrà l’occasione di fare un tour tra i quartieri storici del capoluogo sardo, ripercorrendo oltre settecento anni di storia, dalle splendide fortificazioni di Castello, tra cui le bellissime torri di San Pancrazio e dell’Elefante, le mura spagnole e i bastioni, ai quartieri di Stampace e Villanova, fulcro della religiosità popolare.

Durata e difficoltà dei percorsi

I percorsi urbani hanno una durata che varia da 1 a 4 ore e una difficoltà che viene incontro alle esigenze di tutti. Tra i centri che si percorrono più facilmente e lungo itinerari sotto i 2 chilometri spiccano: Anagni, Ancona, Macerata, Murlo, Terracina e Chieti. Tra le località che, invece, richiedono più tempo e maggiore difficoltà con itinerari guidati superiori ai 6 chilometri ci sono: Colli al Metauro, Passirano, Sestri Levante, Sondrio e Venaria Reale.

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Questa città è l’unico posto al mondo dove osservare la grande eclissi solare

Sta per succedere qualcosa di straordinariamente grandioso proprio lì, sopra le nostre teste. Si tratta di uno degli eventi più incredibili e attesi di sempre: un’eclissi solare nel nostro cielo.

Il fenomeno ottico astronomico, che ci permette di assistere all’oscuramento del disco del Sole da parte del nostro satellite naturale in pieno giorno, è un avvenimento tanto raro quanto straordinario che si verifica quando Sole, Luna e Terra devono essere perfettamente allineate.

Il prossimo appuntamento è previsto per il 2023 e sono tante le persone che stanno organizzando viaggi e partenze per assistere a uno degli spettacoli più suggestivi e magici di sempre del nostro cielo. Avvistarlo, dobbiamo dirvelo, non sarà semplicissimo e sicuramente impossibile per chi resterà in Italia o in Europa. Ma c’è un luogo, e uno soltanto in tutto il mondo e sulla terra ferma, dal quale sarà possibile osservare la grande eclissi solare.

2023: verso l’eclissi solare

Gli spettacoli che mette in scena il cielo, sopra le nostre teste, sono sempre incredibili, al punto tale da essersi trasformati con il tempo in vere e proprie attrazioni turistiche. Ci ha pensato poi l’astroturismo a suggerirci le migliori destinazioni da raggiungere per vivere esperienze mozzafiato sotto i cieli stellati.

Il calendario annuale si riempie ogni mese di tantissimi spettacoli: stelle cadenti, congiunzioni, meteore e Super Luna. Ma ce n’è uno che, più di tutti, sta creando grande fermento tra tutti gli appassionati di astronomia. Si tratta dell’eclissi solare totale e parziale, rara e straordinaria, che tornerà a nel nostro cielo nel 2023.

Questo fenomeno si verifica quando il Sole, la Luna e la Terra sono perfettamente allineate. È a quel punto che l’ombra del satellite naturale oscura completamente la luce del sole. E succederà di nuovo il 20 aprile del 2023.

Come vi abbiamo anticipato, però, non sarà facile avvistare l’eclissi solare, la cui migliore osservazione sarà possibile solo raggiungendo tutti i territori bagnati dall’Oceano Indiano, compresa anche l’Australia Occidentale.

Se non volete perdervi questo evento avete due opzioni: salire a bordo della nave Le Lapérouse di Ponant e partecipare alla grande crociera organizzata per osservare l’eclissi solare, oppure raggiungere l’unico luogo sulla terra ferma dal quale sarà possibile ammirare lo spettacolo: Exmouth.

Exmouth, l’unico luogo da cui osservare l’eclissi del 2023

Saranno 62 i secondi in cui Sole, Luna e Terra si allineeranno perfettamente, consentendoci di vivere un’esperienza incredibilmente straordinaria. Il disco solare, infatti, sarà completamente oscurato e alcuni territori del mondo sprofonderanno nel buio in pieno giorno.

L’evento, che è di per sé magico e raro, sarà visibile solo in alcune parti del mondo, tra cui il Western Australia. Ci sarà un luogo però, che più degli altri, si trasformerà in un osservatorio astronomico en plein air il 20 aprile.

Stiamo parlando di Exmouth, cittadina situata nella regione della Coral Coast e a 1.270 chilometri a nord di Perth. Sarà lei l’unica città sulla terra ferma che offrirà la vista diretta sull’eclissi totale alle 11:27 ora locale.

Questo incredibile spettacolo della natura si svolgerà nei pressi di uno dei luoghi più belli del mondo, il Parco Marino di Ningaloo, una zona costiera dell’Australia Occidentale che fa parte della lista del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

La cittadina di Exmouth sarà completamente al buio per poco più di un minuto, mentre altre località del Western Australia vivranno un’eclissi parziale. Nella capitale Perth, ad esempio, si potrà assistere a un’eclissi del 70% circa, Coral Bay offrirà uno spettacolo al 99% e a Geraldton all’80%.

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La migliore meta per chi ama il buon cibo

Si è concluso da pochi giorni il TTG Travel Experience 2022, l’evento internazionale dedicato al settore turistico che si è svolto dal 12 al 14 Ottobre, durante la Fiera di Rimini. Un evento atteso e dal grande valore che, per quest’anno, ha visto tra i suoi vincitori anche l’Istria, che si è aggiudicata il prestigioso riconoscimento Travel Food Award del Gist come “Miglior destinazione enogastronomica 2022 – sezione Mondo”.

Un premio che ogni anno viene dedicato alle eccellenze italiane e straniere nel settore del food&wine, assegnato da una giuria dedicata da parte del Gruppo Italiano Stampa Turistica e che ha messo in luce quanto la penisola croata sia ai primi posti al mondo per la grande offerta enogastronomica che ha saputo creare nel corso del tempo per i suoi visitatori e non solo.

A ritirare l’ambito e meritato riconoscimento, è stato il marketing manager dell’Ente per il turismo dell’Istria, Marko Marković, che si è dimostrato profondamente orgoglioso del premio assegnato all’Istria e alla sua tradizione enogastronomica. Soprattutto in virtù delle motivazioni presenti nel bando e che hanno spinto gli organizzatori a premiare proprio questa regione.

Le motivazioni

Motivazioni che partono da un’idea di sostenibilità turistica e di cui l’offerta enogastronomica locale è parte integrante, in quanto componente essenziale e di base della storia del luogo, della sua economia, del territorio e dell’ecosistema che lo caratterizza. Tutti aspetti che rendono il cibo parte attiva e fondamentale della cultura di ogni località e Paese. E di cui l’Istria si è dimostrata un’eccellenza a livello mondiale.

Come spiegato dal presidente della giuria del Travel Food Award, Elena Bianco, nel corso degli ultimi anni l’Istria si è resa protagonista di un imponente sviluppo turistico e di cui proprio il settore agroalimentare ne è un caposaldo. Oltre all’attuazione sul territorio di diverse politiche che mettono al centro un’attenzione particolare e concreta per le fonti di energia rinnovabile, ma anche alla presenza di riserve, aree naturali e piani urbanistici più attenti e rispettosi dell’ambiente.

Un orgoglio comunitario

Ma non solo. Ad aumentare l’orgoglio per l’ottenimento di questo ambito premio, c’è anche la consapevolezza dell’importante lavoro globale che è stato fatto durante l’anno, volto a raccontare il lato gourmet e forse poco conosciuto della penisola croata, focalizzando la comunicazione in particolare sul mercato italiano e puntando su prodotti tipici del luogo: come gli asparagi selvatici caratteristici della stagione primaverile, o il prestigioso tartufo bianco autunnale, fino all’eccezionale offerta vinicola con le sue strade del vino e alle diverse etichette di olio extravergine di oliva. Ma anche formaggi, il pršut – ovvero il prosciutto – e la presenza sul territorio di due ristoranti stellati Michelin. Insomma, una piccola perla da scoprire (e da assaporare), ricca di tesori e di un’offerta che, col tempo e con il lavoro di molti, ha saputo destagionalizzare l’Istria e il suo territorio, aumentando la fruibilità a tutto l’anno.

Una terra che, quindi, anche in virtù di questo prestigioso premio, merita di essere valorizzata, così come già nel 19esimo secolo fu fatto dalla nobiltà e dagli intellettuali europei, incantati dalle bellezze naturali del luogo, dall’eredità veneziana e austro-ungarica e dal forte multiculturalismo latino, germanico e slavo. E che oggi si arricchisce di nuove motivazioni ed eccellenze da non lasciarsi sfuggire.

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Centinaia di palloncini stanno per invadere questa città italiana

Succede che, all’improvviso, varcando la soglia di un edificio ci si ritrova catapultati in un universo onirico, suggestivo e surreale popolato da centinaia di palloncini e sculture gonfiabili che assumono forme e lineamenti inediti e sorprendenti.

È questa l’esperienza che hanno vissuto tutte le persone che, negli scorsi mesi, hanno scelto di entrare in quel mondo, partecipando alla mostra Pop Air di Ballon Museum che ha invaso, con i suoi capolavori suggestivi, le città di Roma e di Parigi.

Ora è il turno della capitale mondiale della moda e del design che, a ridosso delle festività natalizie, vedrà spalancare le sue porte a un’esposizione incredibile, immersiva e interattiva, destinata a incantare. Pronti a partire?

Una mostra imperdibile a Milano

Organizzare un viaggio a Milano è sempre un’ottima idea, perché le cose da fare e da vedere nella metropoli lombarda sono tantissime. Dalla visita del Duomo, simbolo della città e capolavoro di architettura gotica, passando per il convento di Santa Maria delle Grazie, lì dove è conservata L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci. E poi ancora i ristoranti stellati, i negozi esclusivi e le gallerie d’arte: Milano non smette mai di stupire.

E questo è vero ancora di più nel periodo di Natale, quando le strade e gli edifici sapientemente addobbati vengono illuminati dalle calde e scintillanti luci delle feste.

Ma c’è un altro motivo per raggiungere Milano a dicembre, quest’anno, ed è l’inaugurazione di una mostra straordinaria che vi permetterà di vivere un’esperienza fantastica, destinata a incantare persone di ogni età. Il capoluogo lombardo, infatti, si prepara a ospitare Pop Air, la mostra itinerante dedicata alla balloon e inflatable art.

Cosa aspettarsi? Un viaggio straordinario all’insegna della creatività e della fantasia che conduce i visitatori all’interno di forme inaspettate e colorate, piccole, grandi e gigantesche, da esplorare, indagare e con le quali interagire.

Balloon Museum - AIRSHIP ORCHESTRA

Fonte: ENESS

Balloon Museum – AIRSHIP ORCHESTRA

Pop Air di Balloon Museum arriva a Milano

L’appuntamento è previsto il 23 dicembre a Milano, giorno dell’inaugurazione, ma la mostra dedicata alla balloon e inflatable art durerà fino al 12 febbraio 2023. Gli spazi sono quelli di Superstudio in via Tortona 27, è qui che saranno ospitate le istallazioni fuori scala di diciotto artisti e collettivi d’arte internazionali.

Le atmosfere ricordano quelle che abbiamo visto a Roma e a Parigi, ma l’allestimento sarà ancora più coinvolgente e sicuramente inedito. In un ambiente di oltre 6000 metri quadrati, numerose opere d’arte apriranno un nuovo e straordinario dialogo emotivo con il pubblico attraverso espressioni artistiche legate al mondo delle mostre interattive. Ci saranno sculture, opere inedite e site specific, tutte installazione inflatable con le quali gli ospiti potranno interagire grazie a un’esperienza immersiva.

Le persone, infatti, sono chiamate a intraprendere un viaggio sensoriale che attraversa le opere, che genera curiosità ma anche riflessioni su temi legati alla contemporaneità.

Sarà possibile passeggiare tra soggetti dalle sembianze antropomorfe e zoomorfe, caratterizzati da dimensioni fuori scala e tinte accese e cangianti, ma ci potrà anche immergere in spazi espositivi dove l’uso dei sensi sarà l’unico modo per orientarsi.

Mare, cielo e pioggia faranno parte di questo viaggio sensazionale, ma assumeranno una veste inedita capace di creare un universo moltiplicato e psicheledico che stimolerà la fantasia di grandi e bambini. Non mancheranno neanche momenti di ironia e leggerezza: lungo la Balloon Strett, infatti, i visitatori potranno scattare selfie memorabili tra opere pop e coloratissime.

Balloon Museum - Silenus

Fonte: Falko Behr

Balloon Museum – Silenus