Categorie
Napoli Notizie pizzerie Viaggi

Le 50 migliori pizzerie del mondo: la classifica

La pizza è un orgoglio tutto italiano a livello internazionale, una delle eccellenze food Made in Italy più amate da tutto il mondo: lo scorso 10 settembre, al Teatro Mercadante di Napoli, ha avuto luogo la cerimonia di premiazione del contest 50 Top Pizza World 2024. Ecco così rivelata la classifica delle 100 Migliori Pizzerie del Mondo: al primo posto, la pizza napoletana portata da Anthony Mangieri nel cuore di New York.

50 TOP PIZZA WORLD 2024, una guida unica

50 Top Pizza è una guida disponibile sul web, a cura di Barbara Guerra, Luciano Pignataro e Albert Sapere, che permette agli utenti di conoscere quali siano, a livello globale, le migliori pizzerie italiane che puntano sulla qualità degli ingredienti, in ogni continente del mondo. La stesura di questa guida è realizzata grazie alla partecipazione di un migliaio di persone da tutto il mondo, suddivise in panel Nazionali, mentre le visite alle varie pizzerie sono effettuate in maniera anonima.

Per decretare quali siano le pizzerie migliori del mondo si adotta un metodo di giudizio che si basa sulla bontà della pizza, criticandone la lievitazione e l’utilizzo delle materie prime, ma anche sul servizio in loco, sulla location e su tutto ciò che sta attorno all’esperienza in quel determinato ristorante.

La migliore pizzeria del mondo è a New York

La pizza napoletana, caratterizzata da una croccantezza unica, bordi alti e spessi e impasto sottile, è ancora una volta vincitrice: secondo la classifica, infatti, il primo posto è stato assegnato alla pizzeria di Anthony Mangieri, che si trova nella Grande Mela, a New York.

I Paesi presenti nella classifica mondiale 2024 sono 29, con l’Italia al primo posto per la presenza di ben 41 pizzerie, seguita dagli Stati Uniti con 15 pizzerie. Le città più rappresentate in classifica sono invece Napoli con 5 locali, New York, San Paolo del Brasile, Milano, Roma e Caserta con 4 pizzerie a testa.

Al secondo posto, invece, un pareggio: seguono infatti Diego Vitagliano Pizzeria a Napoli, e I Masanielli di Francesco Martucci nella città di Caserta, mentre il podio viene completato con il terzo posto di The Pizza Bar on 38th a Tokyo.

Sempre in top ten, seguono Tony’s Pizza Napoletana a San Francisco, di Tony Gemignani; I Tigli a San Bonifacio, di Simone Padoan; Sartoria Panatieri a Barcellona, diRafa Panatieri e Jorge Sastre, e 50 Kalò a Napoli, di Ciro Salvo; e infine Seu Pizza Illuminati a Roma, di Pier Daniele Seu.

Molti gli altri premi e le onorificenze speciali, come quello assegnato a Giorgia Caporuscio, di Don Antonio a New York: a lei va infatti il premio speciale Empower Women – Fedegroup Award, come modello di ispirazione per le donne pizzaiole di tutto il mondo. La pizzaiola è stata infatti premiata “Per avere ispirato le pizzaiole di tutto il mondo, perché fare la pizza non è stato mai culturalmente considerato un lavoro femminile; il fatto che sia “sempre” stato così non vuol dire che sia giusto o che debba essere sempre così. Il cambiamento non avviene da solo”.

Il premio Pizza Maker of the Year 2024 – Ferrarelle Award, invece, se lo è guadagnato Matheus Ramos di QT Pizza Bar a San Paolo del Brasile, mentre il premio Pizza of the Year 2024 – Latteria Sorrentina Award è stato assegnato a Mission Impossible di Tony’s Pizza Napoletana a San Francisco. Infine, il premio Best Pasta Proposal 2024 – Pastificio Di Martino Award va alla pizzeria a mano di Manila, nelle lontane Filippine. 

Un altro importante riconoscimento è quello di Green Oven 2024 – Goeldlin, che valorizza l’attenzione alla sostenibilità ambientale, e che è stato assegnato a Cambia-Menti di Ciccio Vitiello, a Caserta.

Categorie
aeroporti Napoli Notizie Viaggi

Il Telepass ora serve anche per il fast track all’aeroporto: dove funziona già

Un accesso prioritario e gratuito ai controlli di sicurezza del varco Fast Track presso l’aeroporto di Napoli dedicato ai clienti Telepass: è questo il nuovo servizio “Fast Track” che Telepass (società italiana del Gruppo Mundys, leader nella smart mobility e nel telepedaggio in Italia e in Europa, nata nel 2017 con l’obiettivo di creare un sistema integrato di servizi per la mobilità in ambito urbano ed extraurbano) ha lanciato in vista delle partenze estive e messo a disposizione dei propri clienti nei principali aeroporti italiani.

Come in autostrada, dove Telepass ormai dal 1990 permette di transitare senza fermarsi nelle corsie dedicate, e dopo i parcheggi e lo skypass, oggi consente ai clienti di passare i controlli di sicurezza attraverso l’accesso prioritario e gratuito al varco Fast Track, una corsia preferenziale per raggiungere in modo facile e veloce l’area di imbarco, riducendo i tempi di attesa e garantendo un’esperienza di viaggio ancora più semplice: per i clienti Telepass basterà presentarsi al varco mostrando la carta d’imbarco e il QR code del Fast Track di Telepass dalla schermata del proprio telefono.

L’innovativo servizio, gratuito per i clienti Plus e omaggiato per quelli Base fino al 31 dicembre 2024, dà la facoltà di richiedere in App fino a un massimo di 5 Fast Track.
E, nei prossimi giorni, sarà attivato anche in altri aeroporti italiani.

Fast Track in aeroporto: come funziona

I clienti possono richiedere il “Fast Track” in App accedendo alla sezione “Riepilogo”, facendo tap su “Fast Track” e inserendo il codice fiscale e l’indirizzo e-mail collegati a un contratto Telepass attivo.

Una volta inseriti i dati, verrà generato un QR code che sarà inviato al cliente tramite e-mail e che potrà essere utilizzato per accedere alla corsia dedicata in aeroporto.

Ogni cliente ha a disposizione fino a un massimo di 5 Fast Track che potrà utilizzare per sé o per i propri compagni di viaggio.

Il Fast Track non va stampato, ma il QR code va mostrato nel momento in cui si accede alla corsia dedicata. Il servizio è omaggiato fino al 31/12/2024 per i clienti Base mentre sarà gratuito anche successivamente per quelli Plus.

Le parole di soddisfazione

Aldo Agostinelli, Chief Consumer Sales and Marketing Officer, ha dichiarato: “Un nuovo servizio per i nostri clienti che amano viaggiare con semplicità ed efficienza. Vogliamo continuare a tenere fede alla promessa fatta agli automobilisti: farli passare in un “beep” per valorizzare al meglio il loro tempo. Il nuovo servizio si sposa perfettamente con la nostra missione di promuovere una mobilità sempre più fluida, che potenzia le persone in movimento, non solo in autostrada e in città, ma da oggi anche in aeroporto.
Offriamo un’esperienza completa e digitale che può accompagnare le persone in tutte le fasi del viaggio: dall’acquisto del biglietto aereo al pagamento del parcheggio convenzionato in aeroporto, passando per il fast track e, una volta a destinazione, al pagamento dei taxi e dei mezzi di trasporto.
Vogliamo continuare a rafforzare la qualità e la capillarità della nostra offerta e nei prossimi mesi ci saranno ulteriori novità importanti”.

Categorie
Idee di Viaggio itinerari culturali Napoli Viaggi viaggiare

Cosa fare a Napoli quando fa caldo: il tour della metropolitana d’artista

Napoli è una delle città più visitate in Italia durante tutto l’anno, ma soprattutto d’estate quando il bel tempo permette di godere appieno delle sue atmosfere, del suo Golfo e dei suoi dintorni. Tuttavia, questi sono anche i mesi più caldi e tra una pizza fritta e una sfogliatella il desiderio di un posto fresco in cui stare bene diventa quasi imperativo. Cosa fare, allora, a Napoli quando fa caldo? La risposta è una: regalatevi il tour della sua metropolitana, considerata una delle più belle d’Europa che, da poco, ha inaugurato nuove stazioni lungo la Linea 6.

Le Stazioni dell’Arte a Napoli

Con le sue Stazioni dell’Arte, Napoli dimostra di essere una città mai banale, dove la cultura trova spazio in luoghi sempre diversi, compresa la metropolitana. Il progetto nasce nel 2001 con l’idea di riqualificare gli spazi pubblici attraverso l’arte contemporanea attribuendo personalità precise e ben riconoscibili alle diverse fermate della Linea 1 e, da poco, della Linea 6. La progettazione delle stazioni sotterranee è stata affidata ad architetti e designer di fama internazionale come Àlvaro Siza, Eduardo Souto de Moura, Dominique Perrault e Alessandro Mendini.

Durante il tour guidato promosso da ANM, l’azienda che si occupa della rete dei trasporti pubblici a Napoli, avrete la possibilità di scoprire le diverse stazioni metropolitane, di ascoltarne la storia e di perdervi nella loro moderna bellezza.

Le stazioni della Linea 1

Dal 2001, le Stazioni dell’Arte appartenenti alla Linea 1 coinvolte nel progetto sono Garibaldi, Università, Municipio, Toledo, Dante, Museo, Materdei, Salvator Rosa, Quattro Giornate, Vanvitelli e Rione Alto. Una delle più belle è la stazione Toledo progettata dall’architetto catalano Oscar Tusquets Blanca: l’ambiente è dominato dall’azzurro del mare e del cielo, considerati tra i principali simboli di Napoli, e mostra alle pareti meravigliosi mosaici dedicati a San Gennaro, oltre che un corridoio marino e il suggestivo Crater de Luz.

Da non perdere è anche la stazione della metropolitana di Materdei, a Napoli centro, dove sono presenti alcune delle opere d’arte più belle come Carpe diem, una scultura in bronzo di Luigi Serafini e il mosaico raffigurante Pulcinella realizzato da Luigi Ontani. Gli amanti della fotografia, invece, dovrebbero assolutamente fare tappa alla fermata Museo, dove troveranno una galleria fotografica in bianco e nero di Mimmo Jodice.

Le nuove Stazioni dell’Arte della Linea 6

Il progetto Stazioni dell’Arte è stato da poco arricchito con nuove opere realizzate in alcune delle fermate della Linea 6, inaugurata il 17 luglio e che collega la Mostra d’Oltremare nel quartiere Fuorigrotta con la centralissima Piazza del Municipio.

Una delle fermate più spettacolari è sicuramente quella di Chiaia, progettata dall’architetto napoletano Uberto Siola in collaborazione con l’arista e regista britannico Peter Greenaway. Concepito come uno spazio onirico, qui i viaggiatori, accolti da una statua di Giove in metallo dipinta di azzurro, scenderanno lungo una scalinata bianca che li condurrà a diverse aree decorate con la riproduzione di statue classiche fino alla banchina, dipinta con trecento occhi.

Anche la stazione Arco Mirelli conquista lo sguardo con i suoi interni solenni progettati dall’architetto tedesco Hans Kollhoff e arricchiti dalla grande installazione sulla parete realizzata da Rebecca Horn. Molto bella anche la stazione San Pasquale, progettata dall’architetto Boris Podrecca e personalizzata dall’l’installazione dell’artista austriaco Peter Kloger. Infine, l’ultima stazione realizzata fino a oggi è quella di Municipio, progettata dagli architetti Alvaro Siza Vieria e Eduardo Souto, con opere e interventi artistici dell’artista israeliana Michal Rovner e di Mimmo Jodice.

Stazioni dell'arte Napoli linea 6

Fonte: Regione Campania

La stazione Chiaia di Napoli sulla linea 6
Categorie
mete storiche Napoli Notizie siti archeologici Viaggi

Ercolano, riaperta ai visitatori l’antica spiaggia

L’antica spiaggia di Herculaneum, la prima all’interno di un parco archeologico, è stata finalmente riaperta al pubblico. I visitatori potranno passeggiare liberamente sull’intera superficie e immergersi nella magia della città lambita dal mare. Si conclude, così, un percorso pluriennale di attività multidisciplinari di ricerca, scavo archeologico, restauro, ingegneria e architettura, con l’arricchimento dell’esperienza di visita del Parco, puntando nel medio termine alla ricongiunzione dell’area archeologica principale con la Villa dei Papiri.

Come è rinata l’antica spiaggia di Ercolano: il progetto

L’antica Ercolano, città di mare, distrutta dall’eruzione del 79 d.C., rivive con la sistemazione finale, sull’onda di una progettazione donata dal Packard Humanities Institute nell’ambito del partenariato pubblico-privato denominato “Herculaneum Conservation Project” per restituire un’immagine il più possibile vicina a come si presentava prima che quel boato improvviso interrompesse lo scorrere quotidiano della vita alle falde del Vesuvio.

Negli ultimi decenni, l’area dell’antica spiaggia è stata progressivamente interessata da corrosione e decadimento, determinati da un insieme di fattori naturali legati alla veicolazione delle acque piovane e di risalita, che l’avevano trasformata in una zona paludosa con accumuli di acqua e vegetazione infestante e connessi pericoli di allagamento e impatti sulla conservazione del patrimonio.

Proprio a causa della complessità dei problemi da affrontare, è stato adottato un approccio multidisciplinare per restituire la spiaggia alla sua sicurezza e fruibilità, con la realizzazione di un’area percorribile e la valorizzazione del fronte a mare della città antica, offrendo così ai visitatori una percezione completamente rinnovata dell’antica Herculaneum. L’impianto di illuminazione contribuisce a valorizzare ancora di più il fronte mare della città antica durante le visite e gli eventi serali.

Visitatori nell'area dell'antica spiaggia di Ercolano

Fonte: Ansa

I visitatori potranno passeggiare liberamente sull’intera superficie dell’antica spiaggia di Ercolano

L’antica spiaggia di Herculaneum

La documentazione fotografica d’archivio legata ai lavori di scavo degli anni ’90 mostra la presenza, nella zona della spiaggia, di una piattaforma in tufo segnata da lunghe incisioni parallele che furono interpretate come segni lasciati nel tufo dalle chiglie delle barche. Indagini recenti hanno dimostrato che il litorale nel corso dei secoli ha più volte cambiato il proprio livello, alzandosi e abbassandosi almeno dal III secolo a.C. In quel momento il banco di tufo – roccia sedimentaria estratta per essere utilizzata come materiale di costruzione – era parzialmente fuori dal mare. Il progressivo abbassamento del livello del banco, a causa di fenomeni legati al vulcanesimo, insieme all’azione delle onde ha depositato le sabbie che hanno via via creato la spiaggia romana del 79 d.C.

L’antica spiaggia appariva come una distesa di sabbia vulcanica di colore nero da cui, in alcuni punti, emergeva la piattaforma tufacea sottostante. Era leggermente inclinata verso il mare, la cui linea di battigia doveva trovarsi pressappoco dove oggi termina l’area di scavo. Non vi si svolgevano solo attività marinare, ma era usata anche per raggiungere la città e per salire attraverso delle rampe verso le case affacciate direttamente sul mare, oltre che per rifornire di legna le Terme Suburbane.

Nella notte dell’eruzione del 79 d.C., sulla spiaggia c’erano più di 300 fuggiaschi, ma anche molti animali, tra cui muli e cavalli. A fine 2021, l’antica spiaggia ha restituito lo scheletro dell’ultimo fuggiasco di Ercolano, un uomo di circa 40/45 anni di età. Si trovava probabilmente in riva al mare o nelle aree della città soprastante, trascinato dalla forza dell’eruzione insieme ai suoi averi, conservati in una sacca di tessuto. Sulla spiaggia, oltre allo scheletro sono stati ritrovati moltissimi reperti di legno trascinati dal flusso piroclastico. Tutto questo rende gli scavi di Ercolano unici al mondo.

Scheletri nell'area dell'antica spiaggia di Ercolano

Fonte: Ansa

Gli scheletri dei fuggiaschi di Ercolano, durante l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.
Categorie
Idee di Viaggio itinerari itinerari culturali musica Napoli Viaggi

A Napoli, sui luoghi amati da Pino Daniele

Napule è mille culure” cantava Pino Daniele, artista partenopeo legato indissolubilmente alla sua splendida Napoli. Un capolavoro intramontabile che descrive con delicatezza e amore tutta la bellezza di questa città campana affacciata sull’incantevole golfo sorvegliato dal Vesuvio. E non c’è modo migliore di celebrare il ricordo di Pino Daniele che conoscerne la sua storia. A Napoli, tra i rioni e le viuzze che si snodano tra le case e i palazzi antichi, è possibile prendere parte a un tour dedicato all’artista partenopeo, alla scoperta del lato musicale e artistico di una delle città più belle del mondo.

Eventi a Napoli per ricordare Pino Daniele

Dopo la sua morte, avvenuta nel 2015, ogni anno il 4 gennaio si ricorda Pino Daniele. Sono svariati gli eventi che vengono organizzati nella sua città per celebrare lui e la sua arte, a partire dal famoso Caffè Gambrinus, in pieno centro e proprio accanto a Piazza del Plebiscito: in questo locale, fra i primi dieci a fa parte dell’Associazione Locali storici d’Italia, gli artisti si esibiscono con alcune cover live dell’artista.

Il tour di Napoli sulle note di Pino Daniele

Seguire le testimonianze e la storia artistica e personale di Pino Daniele a Napoli è un viaggio emozionante e curioso. Ogni anno la Delegazione FAI di Napoli organizza un vero e proprio tour cittadino, “Napule è… i luoghi del cuore di Pino Daniele”: un’occasione per ripercorrere in parte la sua storia, tra i vicoli e i palazzi che lo hanno ispirato. Napoli si lascia scoprire così a passo lento, percorrendo a piedi il dedalo di vicoli contorti che compongono il centro storico della città. Sul sito ufficiale FAI è possibile consultare le future date del tour con i relativi prezzi dei biglietti.

Vicolo dedicato a Pino Daniele

Fonte: ANSA

Vicolo dedicato a Pino Daniele, Napoli

I luoghi del cuore di Pino Daniele a Napoli

Napule è ‘na cammenata / inte viche miezo all’ato” e proprio con una passeggiata “tra i vicoli in mezzo agli altri”, si ripercorre la storia del compianto cantautore partenopeo.

Pino Daniele è nato e cresciuto nel ventre di Napoli, spostandosi dal Porto a piazza Santa Maria La Nova, con le sue scale che furono il suo primo palcoscenico sul quale si esibiva davanti agli amici. Si è formato per le strade del centro storico, tra Spaccanapoli, i Decumani, piazza del Gesù e via dei Tribunali. È qui che si raccontano vari e curiosi aneddoti durante il tour guidato.

Spaccanapoli, quartiere in cui ha vissuto Pino Daniele

Fonte: 123RF

Quartiere Spaccanapoli

Percorrendo il cuore di Napoli si raggiunge anche la sua modesta casa natale, luogo in cui è cresciuto insieme alle sue “zie”, che si racconta gli regalarono la sua prima chitarra.

Si passa per l’istituto Diaz, scuola che ha frequentato, che nell’anno della sua prematura scomparsa lo ha voluto ricordare e continua a farlo da allora. Proprio qui, sulle scale della scuola Pino Daniele suonò la sua prima chitarra, muovendo i primi passi verso un sogno musicale che pochi anni dopo sarebbe diventato realtà.

Il tour prosegue verso il Conservatorio, fino a raggiungere via Donnalbina, nel quartiere San Giuseppe e a due passi da piazza Santa Maria la Nova, nei pressi della quale (in Largo Ecce Homo) si trova il vicoletto intitolato all’artista: qui spicca una sua raffigurazione murale in compagnia della sua amata chitarra, un’opera che sembra voglia ispirare le nuove generazioni.

Murales dedicato a Pino Daniele, nel cuore di Napoli

Fonte: ANSA

Vicolo dedicato a Pino Daniele, Napoli

Nel corso del tour viene raccontata la storia del cantante, la sua musica e gli aneddoti di una vita trascorsa tra i monumenti, le strade e le piazze che hanno ispirato l’arte intramontabile del “mascalzone latino”. Ne è un esempio la canzone “Fortunato“, dedicata a un personaggio della Napoli di alcuni decenni fa, quando Pino Daniele era un ragazzo: parlava di Fortunato Bisaccia, noto “tarallaro” che girava per i vicoli della città. Ma anche nelle composizioni “Jesce Juorno” e “na tazzulella ‘e cafè” emergono i tratti distintivi, tra musica, tradizioni e aromi, di un legame eterno con la Città del Sole.

Cosa c’è di meglio, infine, che concludere il viaggio alla scoperta della Napoli musicale di Pino Daniele con un gustoso aperitivo, assaporando alcune delle bontà tradizionali partenopee? Se cullati dalle note dell’immortale maestro, allora, ancor meglio.

Categorie
Napoli Notizie tradizioni Viaggi

È Napoli la città in cui si mangia meglio al mondo secondo gli stranieri

Per conoscere a fondo il luogo in cui si sta viaggiando è più che essenziale comprendere, e se possibile sperimentare, le sue tradizioni. I piatti della cucina locale, pietanze che sono in grado di sprigionare odori e sapori del posto che si sta visitando, possono raccontarci la storia, la cultura, e l’identità di quella particolare località. Partendo da questo presupposto Time Out, azienda britannica leader del settore travel, ha stilato la classifica delle città al mondo in cui si mangia meglio e al primo posto c’è un’italianissima: la nostra splendida Napoli.

Come è stato condotto lo studio di Time Out

La classifica delle città in cui si mangia meglio al mondo è stata condotta prendendo in considerazione le preferenze di migliaia di abitanti di tutto il globo, ai quali è stato richiesto di valutare gli alimenti locali per qualità e convenienza, ma anche i ristoranti migliori, i piatti imperdibili e gli spuntini da provare assolutamente.

La lista finale è stata poi creata escludendo le città con punteggi complessivi più bassi e includendo quelle con il punteggio più alto per ciascun Paese. Il prodotto emerso è una classifica che si pone l’obiettivo di essere una celebrazione della cultura culinaria in tutto il mondo, sia in fatto di cucina raffinata che di uno street food dai prezzi accessibili.

Napoli e la pizza, regine del mondo

Come accennato, è la nostra magica Napoli ad essere la città in cui si mangia meglio al mondo. Secondo Time Out, il piatto assolutamente imperdibile è la pizza, e in particolare in una delle sue versioni più semplici: ovvero un’ottima Margherita.

Si tratta di un pasto veloce ed economico che a Napoli può essere gustato spendendo solo 1-2 euro al pezzo. Non a caso, la pizza è anche il piatto con il miglior rapporto qualità-prezzo della città.

Nell’articolo viene data la giusta rilevanza anche alle meraviglie cittadine e in particolare alla rivalutazione dei Quartieri Spagnoli, posto ideale per mangiare e allo stesso tempo conoscere il lato più verace e originale del bellissimo capoluogo campano.

Il resto della classifica

Napoli è sicuramente la città del mondo in cui si mangia meglio, ma non sono di certo da meno altre località sparse per il globo: la città partenopea è l’unica realtà del nostro Paese a comparire in classifica.

Il secondo gradino del podio è di Johannesburg, in Sud Africa, famosa per il suo amatissimo street food, seguita da Lima, in Perù, località in cui i piatti da provare sono il ceviche e l’arroz (riso) con pollo.

Subito fuori dal podio troviamo Ho Chi Minh City, in Vietnam, poi Pechino, Bangkok, Kuala Lumpur, Mumbai, Dubai e Portland. Altre città europee che si sono guadagnate un posto in Top 20 sono Liverpool, Siviglia, Porto, Lione e Copenhagen.

Per completezza, ecco la classifica completa:

  1. Napoli, Italia;
  2.  Johannesburg, Sud Africa;
  3. Lima, Perù;
  4. Ho Chi Minh City, Vietnam;
  5. Pechino, Cina;
  6. Bangkok, Tailandia;
  7. Kuala Lumpur, Malesia;
  8. Mumbai, India;
  9. Dubai, Emirati Arabi Uniti;
  10. Portland, Stati Uniti;
  11. Liverpool, Regno Unito;
  12. Medellín, Colombia;
  13. Siviglia, Spagna;
  14. Porto, Portogallo;
  15. Marrakech, Marocco;
  16. Lione, Francia;
  17. Sydney, Australia;
  18. Montreal, Canada;
  19. Osaka, Giappone;
  20. Copenaghen, Danimarca.
Categorie
Campania Idee di Viaggio itinerari culturali Napoli tradizioni Viaggi viaggiare

Un viaggio nei sapori della tradizione napoletana

Napoli, è una città intrisa di storia, cultura e tradizione, ed è nota per i suoi luoghi incantevoli e per le sue esperienze culinarie indimenticabili.  Tra questi, il Borgo Marinari spicca nel Golfo di Napoli, di fronte al maestoso Castel dell’Ovo. Le sue strade, le barche pittoresche ormeggiate lungo la costa e i ristoranti che offrono autentiche delizie napoletane, creano un’atmosfera unica che affascina e delizia i visitatori di tutto il mondo. In questo contesto magico sorge il rinomato ristorante Donna Luisella, dove la passione per la buona cucina e l’amore per l’ospitalità si fondono per creare un’esperienza culinaria indimenticabile.

Napoli - ristorante - donna luisella
Il ristorante Donna Luisella

I piatti del ristorante Donna Luisella sono una celebrazione della ricchezza e della varietà della cucina napoletana: dei  classici spaghetti alle vongole al pescato del giorno preparato con maestria e freschezza, ogni boccone è un tributo alla qualità e all’autenticità degli ingredienti.

Al Ristorante Donna Luisella non mancano proposte innovative, come le tartare di salmone e spigola, che esaltano la freschezza e la qualità dei prodotti locali. E per gli amanti della terra, la mozzarella di bufala, la parmigiana di melanzane e i carciofi fritti sono solo alcune delle prelibatezze disponibili.

Donna Luisella - Spaghetti alle vongole
Un piatto della cucina di Donna Luisella

L’esperienza culinaria al Ristorante Donna Luisella di Napoli non sarebbe completa senza un bicchiere di vino selezionato con cura dalla nostra carta dei vini: dai vini bianchi e rossi della Campania, come il Greco di Tufo e il Taurasi, alle etichette di pregio delle altre regioni italiane, ogni sorso è un viaggio sensoriale che esalta i sapori della cucina napoletana.

Da quando ha aperto le porte, il ristorante è diventato un punto di riferimento per celebs e buongustai di Napoli. Tuttavia, nonostante il prestigio e il successo, propone un servizio cordiale e attento, in grado di far sentire ogni ospite come una celebrità. Dopo una deliziosa cena al Ristorante Donna Luisella, perché non prolungare l’esperienza soggiornando nell’accogliente Bed and Breakfast? Situato nel cuore del suggestivo Borgo dei Marinari, il B&B Donna Luisella offre camere arredate con gusto e dotate di tutti i comfort moderni.  Ogni camera è un’oasi di tranquillità e relax, dove gli ospiti possono rilassarsi dopo una giornata trascorsa a esplorare le meraviglie di Napoli.

Napoli - ristorante - donna luisella
Un piatto della cucina di Donna Luisella

Il Borgo Marinari di Napoli è molto più di una semplice meta turistica: è un luogo di autenticità, qualità e charme che incanta e sorprende i visitatori di ogni età. E nel cuore di questo incanto mediterraneo, il ristorante Donna Luisella offre un’esperienza culinaria e ospitale che rimane impressa nella memoria di chiunque lo visiti.

Categorie
Campania Napoli Notizie Viaggi

È stato finalmente scoperto il luogo dove è stato sepolto Platone

Ercolano, famosa nel mondo per gli scavi archeologici e distrutta dall’eruzione del Vesuvio del 79, riserva ancora tantissimi segreti. Durante il XVIII secolo, proprio qui furono rinvenuti degli importantissimi Papiri, per la precisione circa 1800. Alcuni di questi erano purtroppo carbonizzati, mentre altri sono conservati con estrema cura presso la Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III al Palazzo Reale di Napoli, dove vengono anche studiati.

Sono dei documenti estremamente importanti perché contengono un gran numero di testi filosofici greci e anche una serie di informazioni su un passato che cerchiamo ancora di comprendere: ci sono sono ampie parti dei libri XIV, XV, XXV e XXVIII dell’immane opera di Epicuro, parte dell’opera di Filodemo sui vizi e sulle virtù e molto altro ancora, anche se purtroppo tanti dei Papiri di Ercolano sono ormai impossibili da recuperare.

Tuttavia, nella loro fragilità stanno rivelando capitoli di storia (e letteratura) sconosciuti. I ricercatori, infatti, proprio da questi documenti sono riusciti anche scoprire il luogo preciso in cui è stato sepolto Platone.

La scoperta grazie ai Papiri di Ercolano

Tramite l’uso di tecnologie altamente sofisticate e sistemi unici e all’avanguardia, l’Università di Pisa, in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche e i suoi Istituti di Scienze del Patrimonio Culturale e di Linguistica e la Biblioteca nazionale di Napoli, sono stati in grado di indagare, decifrare e scoprire il luogo esatto della sepoltura di Platone (e molto altro ancora).

Tale ricerca, infatti, è iniziata tre anni fa e fino ad ora ha già riportato alla luce oltre 1000 parole nuove o diversamente lette rispetto agli ultimi studi, ovvero circa il 30% di testo in più. Sono letterature che ci raccontano fatti nuovi e concreti sull’Accademia di Platone, sulla letteratura ellenistica, Filodemo di Garada e la storia antica in generale.

Senza ombra di dubbio, la rivelazione più rilevante è quella che riguarda il filosofo greco, che a quanto pare fu sepolto nel giardino di Platone, un’area privata destinata alla scuola platonica, dell’Accademia di Atene. In sostanza, se fino a questo momento era noto che le spoglie di Platone riposavano da quale parte nell’Accademia, ora sappiamo il luogo preciso, ma anche che fu venduto come schiavo sull’isola di Egina nel 404 a.C., e non nel 387 a.C. durante il suo soggiorno in Sicilia alla corte di Dionisio I di Siracusa, come si pensava fino a prima di questa scoperta.

Le altre interessanti rivelazioni

Tra le altre rivelazioni assolutamente interessanti non possiamo non segnalare una quindicina di righe che ci donano nuove informazioni sul celebre Carneade (citato anche da Manzoni nei “Promessi Sposi”). In sostanza, ora si conoscono le ragioni per cui non lasciò una produzione scritta e anche le discussioni filosofiche con lo stoico Diogene di Babilonia.

Il progetto di “lettura” di questi Papiri tramite strumenti all’avanguardia continuerà almeno fino al 2026, con lo scopo anche di  valorizzare tali manoscritti, che purtroppo per via della loro unicità e della fragilità non possono essere presentati al grande pubblico.

Per fortuna, è stata allestita l’Officina dei Papiri della Biblioteca Nazionale di Napoli, che si pone proprio l’obiettivo di leggere questi importanti documenti e di riprodurli, in modo da archiviare le immagini ottenute e creare uno spazio online ad accesso aperto. Molto presto, quindi, potrebbero diventare visibili anche per noi.

Categorie
Campania itinerari culturali Napoli Notizie Viaggi

La pizza più buona del mondo si mangia in Italia, ma non a Napoli

L’Italia, una terra dalla bellezza ineguagliabile, è rinomata per la sua ricchezza di monumenti storici, la cultura affascinante e un caloroso spirito di accoglienza. Ma tra le sue innumerevoli attrazioni, c’è un elemento che si distingue particolarmente, un tesoro che il mondo intero riconosce e celebra: il cibo italiano. E quale piatto potrebbe incarnare meglio questa eccellenza se non la pizza?

Diffusa e reinventata in ogni angolo del mondo, resta un simbolo indiscusso, un tesoro culinario che racchiude l’anima del nostro Paese. Un’esperienza gustativa irripetibile, che nonostante le innumerevoli imitazioni, mantiene un sapore autentico e inconfondibile quando viene gustata nel suo luogo d’origine.

La bella e soleggiata Napoli, con la sua tradizione secolare, è indiscutibilmente riconosciuta come la patria della pizza. Eppure, la classifica del 2023 delle migliori pizzerie italiane, ci ha riservato alcune sorprese. Non sono solo i forni napoletani a sfornare capolavori di gusto, ma in tutta la penisola emergono luoghi dove l’arte della pizza si esprime al massimo livello.

Prepariamoci quindi a scoprire insieme quali sono questi templi della pizza italiana, dove la passione per l’impasto lievitato si fonde con la ricerca degli ingredienti più genuini, dando vita a creazioni culinarie che incantano il palato e riscaldano il cuore.

Rivelate le migliori pizzerie d’Italia: ecco i vincitori del 50 Top Pizza 2023

L’aroma invitante di un impasto perfettamente lievitato, la freschezza e l’autenticità degli ingredienti scelti con cura, l’arte della pizza che danza nel forno: questi sono i veri protagonisti dell’edizione 2023 della guida 50 Top Pizza Italia.

Quest’anno, la guida ha raggiunto un traguardo incredibile, con oltre 500 pizzerie che si sfidano per ottenere il titolo di migliore in Italia.
Le prime 100 hanno guadagnato un posto di prestigio nella classifica, mentre le altre sono state insignite del riconoscimento di “Pizzerie Eccellenti“.

La competizione è stata davvero intensa ma, alla fine, sono emersi due autentici campioni della pizza, divisi solo dalla distanza geografica. I Masanielli di Francesco Martucci a Caserta e la 10 Diego Vitagliano Pizzeria a Napoli hanno raggiunto i vertici del podio, suggellando la Campania come la patria indiscussa della pizza in Italia. Con ben ventotto pizzerie che si sono distinte in classifica, questa regione ha dimostrato ancora una volta di essere il fulcro pulsante dell’arte pizzaiola italiana.

Al secondo posto, invece, troviamo un tocco di Veneto con I Tigli di Simone Padoan a San Bonifacio che, grazie alla loro maestria e creatività, hanno conquistato i palati dei giudici. E non da meno, al terzo posto, troviamo un po’ di spirito romano con Seu Pizza Illuminati di Pier Daniele Seu, che ha portato la capitale italiana sul podio con le sue delizie. Queste pizzerie non solo si sono distinte per la qualità straordinaria dei loro prodotti, ma si sono guadagnate un posto d’onore nella rinomata classifica delle 100 Migliori Pizzerie del Mondo.

La pizza: un gustoso motivo per visitare l’Italia

Nel corso del tempo, l’arte di fare la pizza è diventata una vera e propria tradizione da celebrare e proteggere, tanto da essere inserita nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.

Ogni regione italiana ha la sua interpretazione unica di questo piatto iconico, offrendo un’ampia varietà di sapori e tecniche che ti faranno venire l’acquolina in bocca.

Oltre alle tradizionali ricette regionali, in Italia si sta diffondendo anche la pizza gourmet, un’interpretazione moderna che sperimenta questa delizia con ingredienti di alta qualità e abbinamenti inusuali. Un laboratorio di creatività culinaria, dove i pizzaioli giocano con sapori, texture e presentazioni per creare opere d’arte commestibili. Da topping lussuosi come tartufo e caviale, a combinazioni audaci come gorgonzola e pere, la pizza gourmet sta ridefinendo le regole di questo piatto, offrendo ai foodies nuove e entusiasmanti esperienze gastronomiche.

Pizza

Fonte: iStock

La Pizza: patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO
Categorie
Campania Curiosità eventi Napoli Viaggi

Alla scoperta degli emozionanti eventi firmati Limitless Solutions

Limitless Solutions è l’agenzia di eventi italiana, con sede a Napoli, esperta nell’organizzazione di eventi culturali in grado di contribuire attivamente alla riqualificazione territoriale di ogni luogo, attraverso proiezioni e installazioni permanenti. Ricordate l’evento organizzato alla Stazione Centrale di Napoli, dove è stata protagonista una coloratissima invasione di lumache giganti del progetto “Cracking Art”? Oppure l’istallazione “Look-Down” di Jagoin Piazza Plebiscito? Due eventi che hanno avuto risonanza internazionale, messi in campo proprio da Limitless Solutions che, grazie al suo team esperto è riuscita a trasformare la stazione in un’opera d’arte vivente, aggiungendo carattere alla moderna struttura e ha invitato il pubblico a riflettere sulle sfide sociali.

Limitless Solutions plasma experience coinvolgenti, grazie l’integrazione di motion graphic e soluzioni avanzate, trasformando ogni evento in momento indimenticabile. L’azienda utilizza strumenti di design che amplificano la capacità dell’azienda di creare connessioni emotive e offrire esperienze coinvolgenti. Limitless Solutions adotta inoltre una prospettiva operativa ecologica attraverso l’uso innovativo di materiali plastici rigenerati, come evidenziato nell’iniziativa “Cracking Art”. Questa scelta dimostra una sensibilità unica verso l’ambiente, sottolineando l’impegno dell’azienda per la sostenibilità.

I pillar di Limitless Solution sono:

  • Soluzioni e idee innovative: ricercare nuovi materiali e tecnologie. L’innovazione si concretizza anche nella crescente diffusione di innovazioni sul piano organizzativo sia grazie all’introduzione di tecnologie dei sistemi elettronici.
  • Arte e tecnologia: contaminare arte e tecnologia. La realtà virtuale grazie alla quale è possibile interagire con un ambiente artificiale modificabile attraverso stimolazioni.
  • Soluzioni di design: dedicare una finestra del nostro tempo al design e l’architettura. Gestire l’innovazione di prodotti nell’ambito degli spazi urbani, dell’allestimento per la valorizzazione dei Beni culturali, delle nuove tecnologie digitali.

Il team esperto di Limitless Solutions propone soluzioni utili ad arricchire gli spazi urbani, mettendo in campo i migliori strumenti tecnologici non solo come elementi scenografici, ma come potenti mezzi di comunicazione visiva che diventano il mezzo per la riqualificazione di un territorio. Sfruttando per esempio tecnologie come il digital signage si possono trasmettere messaggi coinvolgenti e informativi in luoghi strategici. Questa tecnologia offre un modo dinamico per promuovere prodotti, fornire informazioni utili e creare esperienze coinvolgenti all’interno dei punti vendita.

Qual è il segreto per realizzare un evento di successo secondo Limitless Solutions? “Sicuramente partendo da una corretta progettazione dell’allestimento dello spazio è l’elemento fondamentale per decretarne il successo. Il progetto deve essere realizzato pensando alla location. Poi viene l’aspetto organizzativo che ci consente di pianificare ogni singolo processo per ottenere il massimo da ogni attività. I processi da pianificare partano tutti dalla tipologia di evento, o attività, che delinea il percorso da seguire. Gli spazi dell’evento devono essere progettati affinché il risultato sia una scenografia con caratteristiche che, nell’aspetto e nella qualità, si conformino allo stile che è stato ideato”.

Per i tuoi grandi eventi puoi contattare Limitless Solutions tramite il suo sito web.