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Le location più belle dell’attesissimo film su Peppino di Capri

Dopo il biopic “Sei nell’anima” su Gianna Nannini, la regista Cinzia TH Torrini firma una nuova produzione dedicandola a un altro cantante che ha fatto la storia della musica italiana: Peppino di Capri. In prima serata, oggi 24 marzo 2025 su Rai 1, Champagne” porta sullo schermo gli inizi della carriera di Giuseppe Faiella, il nome reale di Peppino di Capri: dal 1943 quando da bambino, a soli quattro anni, suonava il pianoforte per i soldati americani, al 1973, quando vinse il Festival di Sanremo con il brano “Un grande amore e niente più”.

In mezzo ci sono i primi successi, come il concorso del programma Rai “Primo Applauso”, i primi amori, come quello con la modella Roberta, e la formazione della band “Peppino di Capri e i suoi Rockers” con l’amico d’infanzia Bebè, ma non solo. Il film mette in scena la vita del cantante che ha fatto ballare e innamorare intere generazioni, ma rappresenta anche un percorso attraverso decenni fondamentali per la storia del nostro Paese come la fine della guerra, il boom economico, la rivoluzione culturale del ’68, la nascita e l’evoluzione della televisione, dal bianco e nero alla prima edizione di Sanremo a colori. Il tutto sullo sfondo di alcune delle più belle location tra Napoli e Capri.

Le location del biopic a Napoli

Le riprese di “Champagne” sono avvenute interamente in Campania anche grazie al supporto della Film Commission Campania. A Napoli, alcune scene sono state girate alla Galleria Umberto I e, nello specifico, all’interno del Salone Margherita dove avvengono le esibizioni di Peppino e i suoi Rockers. Il salone offre una cornice perfetta per questo tipo di riprese, soprattutto se si considera che rappresenta una delle realtà più belle e in voga della Napoli del periodo della Belle Époque, a cavallo tra ‘800 e ‘900.

Inoltre, sono state utilizzate anche diverse ville storiche di campagna situate nei dintorni, come Villa Filangieri a San Paolo Bel Sito.

Le location del film a Capri

Tra le location, ovviamente, non poteva mancare Capri, il suo luogo d’origine e formazione. L’isola ha svolto un ruolo importante nella vita e nella carriera artistica di Peppino (nel biopic interpretato da Francesco Del Gaudio), un luogo mitico che occupa un posto d’onore nell’immaginario collettivo di chi vede l’Italia come destinazione di vacanza.

Per offrire lo scenario perfetto, la produzione è andata alla ricerca di angoli ancora fermi nel tempo, ambientando alcune scene anche nella vera villa del cantante. Alcuni set sono stati allestiti anche in Piazza Umberto I, meglio nota come “la Piazzetta”: questo luogo ha da sempre occupato un ruolo di spicco sull’isola per la sua importanza sociale. È qui che, sin dagli anni ’50, persone famose e non si siedono a uno dei tavolini dei bar per godersi l’atmosfera inimitabile di Capri.

Sia le location di Capri che quelle di Napoli sono servite per fare da cornice non solo alle parti più esaltanti della vita di Peppino di Capri. Come ha raccontato la stessa regista Cinzia TH Torrini: “Ho voluto anche il lato oscuro, la parte più intima sconosciuta, con i momenti giù e le risalite perché per me, da sempre nei miei film, lo spettatore si deve emozionare, identificare e specchiarsi”.

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Mare Fuori 5, le location della nuova stagione della serie tv RAI

Torna Mare Fuori alla sua quinta stagione, la serie fenomeno nata da un’idea di Cristiana Farina che riporterà sugli schermi le vicissitudini adolescenziali dei protagonisti, giovani detenuti del carcere minorile di Napoli. Co-prodotta da Rai Fiction e Picomedia, la serie andrà in onda in anteprima su RaiPlay il 12 marzo con sei episodi, mentre la messa in onda su Rai 2 comincerà il 26 marzo in prima serata.

La nuova stagione di Mare Fuori, diretta da Ludovico Di Martino, approfondirà il tema su come i ragazzi finiscono nel mondo del crimine e sui loro tentativi di riscatto, concentrandosi soprattutto sul personaggio di Rosa Ricci. Rosa, interpretata da Maria Esposito, è stata la protagonista del finale della quarta stagione che ha lasciato gli spettatori un po’ perplessi, ma anche curiosi di scoprire cosa succederà nella sua vita nel corso della quinta stagione.

Il tutto, come sempre, sullo sfondo di Napoli: il capoluogo partenopeo, infatti, resterà il cuore della serie.

L’Istituto Penale per Minorenni

Una delle location protagoniste della serie è sicuramente l’Istituto Penale per Minorenni (IPM), dove si svolge la maggior parte delle vicende. Seppur il vero carcere minorile di Napoli si trovi a Nisida, un isolotto situato nel Golfo, appartenente all’arcipelago delle isole Flegree, collegato alla terraferma da un tratto di strada che conduce in Via Coroglio, per la storia è stata utilizzata un’altra location.

Il carcere, infatti, è stato riprodotto negli edifici militari del Molosiglio, con la loro sagoma rosso acceso che occupa il Molo San Vincenzo, non lontano dal porto di Napoli. Se decidete di visitare questo luogo ispirati dalla serie, andateci al tramonto, quando l’atmosfera diventa particolarmente suggestiva. Nelle scene ambientate nel carcere, in particolare quelle dedicate alle attività all’aria aperta dei detenuti, potete scorgere sullo sfondo il Golfo di Napoli e il maestoso Castel Nuovo, meglio noto come Maschio Angioino, alle sue spalle.

Gli altri luoghi della serie

La serie ha ambientato la storia in alcuni dei luoghi più caratteristici di Napoli come i quartieri di Forcella, nel cuore del centro storico, e di Poggioreale, dove si trova il carcere degli adulti. Qui, nella quarta stagione, alcuni detenuti della serie diventati maggiorenni sono stati trasferiti dall’IPM alla casa circondariale situata nella zona orientale del capoluogo campano.

Grazie ad alcune riprese dall’alto si possono riconoscere i quartieri di Bagnoli, l’ex polo industriale della città, e Posillipo, il quartiere residenziale che dalla collina arriva fino al mare e separa il golfo di Napoli da quello di Pozzuoli. Ci saranno anche delle scene girate al rione Conocal di Ponticelli.

Il successo della serie ha portato alla nascita di numerosi tour che guidano i turisti verso le location in cui è stata girata. Come tante altre produzioni televisive, vedasi il tanto discusso “effetto White Lotus”, anche Mare Fuori ha generato una crescita d’interesse verso la città di Napoli. Secondo alcuni dati raccolti negli ultimi anni da diverse agenzie di viaggio, in concomitanza con l’uscita dei nuovi episodi della serie sono aumentate anche le prenotazioni per poter rivivere dal vivo i luoghi visti in tv.

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Vacanze di Pasqua 2025 in traghetto, idee di viaggio per il ponte lungo

Le giornate si allungano, l’aria profuma di primavera e la voglia di partire si fa sempre più forte. Pasqua è il momento perfetto per concedersi una pausa, lasciarsi alle spalle la routine e scoprire luoghi ricchi di storia, tradizioni e sapori autentici. Ma perché scegliere il solito viaggio quando puoi rendere l’esperienza ancora più magica salpando in traghetto? Immagina di sentire la brezza marina sul viso mentre ti avvicini a un’isola da sogno, senza stress da imbarchi affollati o limitazioni sui bagagli. Che tu voglia immergerti nelle celebrazioni pasquali di Napoli, esplorare le incantevoli isole greche o perderti tra i colori e i sapori della Sicilia e della Sardegna, c’è una rotta perfetta per te. E con Ferryhopper, trovare la soluzione più conveniente è un gioco da ragazzi. Scopriamo insieme le destinazioni migliori per una Pasqua indimenticabile.

Napoli e le sue isole, Pasqua tra storia e sapori

A Pasqua, la città si anima con celebrazioni e riti antichi che trasformano questo periodo in un’esperienza unica. Tra le tradizioni più affascinanti c’è lo Struscio del Giovedì Santo, un’antica usanza che prende il nome dal rumore delle vesti delle donne che un tempo percorrevano le sette chiese della città per visitare i Sepolcri. Il Venerdì Santo, invece, si svolgono numerose rappresentazioni della Via Crucis, eventi emozionanti ed evocativi che coinvolgono sia il centro storico che la provincia.

Il lunedì di Pasquetta, invece, è ideale per una gita fuori porta. Il clima primaverile invita a scoprire le perle del Golfo di Napoli come Capri, Ischia o Procida, o a fare un salto in Costiera Amalfitana tra panorami mozzafiato e borghi incantevoli. Gli amanti della storia possono visitare gli scavi di Pompei, aperti anche a Pasqua e Pasquetta, oppure godersi il verde del Bosco di Capodimonte o del Parco Virgiliano. Per un’esperienza più avventurosa, un’escursione sul Vesuvio è un’ottima scelta.

Infine, la Pasqua napoletana è un trionfo di sapori. Dalla zuppa di cozze del Giovedì Santo, nata alla corte dei Borbone, ai rustici tradizionali come il casatiello e il tortano, fino alla mitica pastiera napoletana, un dolce dal profumo inconfondibile e dalla storia affascinante. Secondo la leggenda, la pastiera sarebbe nata dall’unione di sette ingredienti donati alla sirena Partenope come simbolo della città.

Procida, un’atmosfera magica

Procida è un piccolo gioiello dove il tempo sembra essersi fermato. Salendo dalla Marina Grande fino a Terra Murata, si raggiunge il cuore più antico dell’isola, da cui si gode di una vista mozzafiato sul Golfo di Napoli. Qui si trovano il suggestivo Palazzo d’Avalos con l’ex carcere borbonico, il Museo Casa di Graziella e l’Abbazia di San Michele Arcangelo, centro delle celebrazioni pasquali isolane da oltre cinquecento anni.

Procida

Fonte: iStock

Procida

Le due storiche confraternite dell’isola, i Bianchi e i Turchini, organizzano poi riti solenni che culminano tra il Giovedì e il Venerdì Santo. La sera del Giovedì Santo la Confraternita dei Bianchi mette in scena l’Ultima Cena e la Lavanda dei Piedi, seguite dalla suggestiva processione degli Apostoli Incappucciati, che attraversa l’isola illuminata solo dalle candele. Il Venerdì Santo all’alba, la Confraternita dei Turchini porta in processione il Cristo Morto e la Madonna Addolorata fino all’Abbazia di San Michele Arcangelo, da cui parte la spettacolare Processione dei Misteri: carri che raffigurano scene della Bibbia, realizzati con maestria e passione dagli abitanti dell’isola.

Ischia, tra spiritualità e benessere

La Pasqua a Ischia è un vero risveglio per l’isola: il sole bacia le spiagge, i profumi della primavera invadono le strade e il mare accoglie i primi tuffi della stagione. La spiritualità si manifesta nella Corsa dell’Angelo, una tradizione emozionante che anima il centro di Forio la domenica di Pasqua, con statue portate in spalla tra ali di folla.

Ma l’isola è anche trekking panoramici, terme rigeneranti e passeggiate nei Giardini La Mortella, che riaprono proprio in questo periodo. Immancabile la pausa gourmet: casatiello, pastiera e fave con pancetta sono i protagonisti delle tavole ischitane. E per Pasquetta? Picnic all’aria aperta tra boschi e spiagge, per vivere l’isola in libertà.

Capri, eleganza e panorami mozzafiato

L’isola accoglie la Pasqua con il suggestivo Concerto di Pasqua nella Piazzetta, ma anche con scorci da cartolina e una cucina irresistibile, dalla torta caprese ai piatti di pesce fresco. Per smaltire il pranzo pasquale, niente di meglio che una passeggiata panoramica tra i sentieri più affascinanti: dal Pizzolungo al Sentiero dei Fortini ad Anacapri, fino al percorso che conduce alla Migliara. Da non perdere anche Villa Lysis, un gioiello neoclassico con terrazze mozzafiato affacciate sul mare. E se avanza tempo, una visita alla Grotta Azzurra renderà il weekend pasquale ancora più indimenticabile.

Capri

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Capri

Sardegna, tra riti secolari e spiagge incantevoli

La Sardegna regala un’esperienza pasquale unica, tra antiche tradizioni, suggestivi riti religiosi e paesaggi da cartolina. A Cagliari, la Processione dei Misteri attraversa i quartieri storici con statue lignee del XVIII secolo e canti polifonici che risuonano nelle vie del centro. Se ti trovi in città, non perdere l’occasione di visitare la Chiesa di Sant’Efisio, addobbata con i colori tipici pasquali de Su Nenneri.

Cagliari

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Cagliari

Nel nord, a Olbia, il toccante S’Iscravamentu, la deposizione di Cristo dalla croce, coinvolge l’intera comunità in un rito di forte impatto emotivo. Mentre a Castelsardo, il Lunissanti illumina il borgo con una processione notturna tra canti gregoriani e fiaccole accese, culminando in un suggestivo picnic primaverile.

Se ami la natura, l’Ogliastra ti conquisterà con la Settimana Santa di Barisardo e il festival Tortolì in fiore, mentre gli amanti del trekking possono avventurarsi sul Selvaggio Blu, uno dei percorsi più incredibili d’Italia. E per una Pasquetta perfetta? La Maddalena è la meta ideale. Prendi un traghetto da Palau e goditi un pranzo vista mare, magari proseguendo fino alla splendida Caprera. E per gli amanti della montagna, è d’obbligo una visita al Parco del Gennargentu o un viaggio alla scoperta del Mandrolisai attraverso la tradizionale Sagra del Torrone di Tonara.

Sicilia, arte, cultura e mare cristallino

La Pasqua in Sicilia è una festa che coinvolge tutti i sensi. Il momento più atteso del pranzo è sicuramente quello dei dolci. La regina della tavola è la cassata siciliana, nata proprio come dolce pasquale: colorata e decorata con frutta candita, è diffusa in tutta l’isola con varianti locali. A Palermo si predilige la versione cotta al forno, mentre nel ragusano esiste una variante a base di focaccia, che può essere sia dolce che salata. Immancabili anche le pecorelle di pasta reale, vere e proprie opere d’arte, e le cuddure cu l’ova, dolci intrecciati con uova sode, simbolo di rinascita.

Ustica

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Ustica

Ma la Pasqua in Sicilia non è solo una festa per il palato: ogni provincia custodisce tradizioni uniche. A Prizzi, in provincia di Palermo, si svolge il suggestivo Ballo dei Diavoli, una lotta simbolica tra bene e male che culmina con il trionfo del bene. A Piana degli Albanesi si festeggia con i riti bizantini, mentre a Trapani si possono ammirare i Quadri Viventi di Buseto Palizzolo e la celebre Processione dei Misteri, che si snoda per le vie della città per ben 24 ore. E se ami le esperienze più wild, allora Ustica è la soluzione che fa per te. Sono numerosi i percorsi di trekking ed è possibile fare un intero giro dell’isola a piedi in appena 12 chilometri.

Consigli per un viaggio perfetto

Viaggiare in traghetto è ancora più conveniente grazie a Ferryhopper. Con l’app e il sito web puoi confrontare tutte le offerte disponibili e trovare la tariffa migliore. Le promozioni attive sono evidenziate con apposite labels, così puoi scegliere in un attimo la soluzione più vantaggiosa e prenotare senza stress. La prenotazione è semplice. Ti basta selezionare porto di partenza e arrivo, data e numero di passeggeri, confrontare gli itinerari disponibili e scegliere l’opzione migliore. Dopo aver inserito i tuoi dati e completato il pagamento, riceverai una conferma via e-mail con tutti i dettagli del viaggio. Inoltre, puoi modificare la prenotazione in pochi clic, portare con te il tuo veicolo e viaggiare senza limiti di bagagli.

Hai cambiato programma? Con Ferryhopper puoi modificare i tuoi biglietti online in pochi minuti. Ti basta accedere alla sezione La mia prenotazione, inserire e-mail e codice di prenotazione e potrai aggiornare data, ora, tipo di veicolo o posto. Il servizio è disponibile solo per compagnie aderenti e deve essere richiesto almeno 12 ore prima della partenza. Non solo: è inoltre possibile prenotare un viaggio multitratta con operatori navali diversi e visualizzare tutto l’itinerario in un’unica prenotazione. Un esempio? L’idea di fare un giro del Golfo, tra Napoli, Capri, Ischia e Procida può essere riservato in un’unica prenotazione.

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Napoli compie 2500 anni, il programma perfetto per festeggiare la città

Un compleanno importante per la città di Napoli che spegne 2500 candeline in grande stile. Per il programma Napoli Millenaria sono stati calendarizzati 2500 eventi per 2500 anni di storia, cultura e tradizioni. Tutto partirà ufficialmente il 25 marzo da Teatro San Carlo con la proiezione del capolavoro di Eduardo De Filippi ”Napoli Millenaria” a seguire icone quali Roberto De Simone e Pino Daniele riceveranno un tributo. Vediamo insieme un assaggio di quello che sarà una lunga festa per onorare l’anima millenaria di Napoli.

Napoli Millenaria, il programma per festeggiare i 2500 anni della città

2500 anni di storia sono pronti per essere festeggiati a Napoli con un programma ricco di eventi che accompagnerà sia i cittadini sia i visitatori per tutto il 2025. Il primo cambiamento arriva dal logo ufficiale per le celebrazioni con un design che vuole mixare gli elementi simbolici della città: il mare, la sirena partenopea e il patrimonio culturale prendono vita grazie ad una palette cromatica frizzante. Tra le iniziative principali da non perdere ci sarà il primo Fringe Fest di Napoli, festival dedicato alla scena teatrale indipendente e il Real Albergo dei Poveri sarà il quartier generale delle attività culturali per un calendario ricco che si completerà nel 2026. Non meno rilevante la lista di appuntamenti al Teatro San Carlo dove verrà ospitata una serata dedicata a Eduardo De Filippo, nell’ottantesimo anniversario della prima di Napoli Milionaria. Tra gli altri nomi omaggiati il 18 settembre presso piazza del Plebiscito si ricorderà Pino Daniele con un tributo musicale prezioso.

Le rassegne da non perdere nel programma

Il programma completo delle celebrazioni non è ancora ultimato ma ci sono già delle rassegne che attirano l’attenzione. Il primo progetto è Donne di Fede, Carità e Speranza che prevede otto percorsi tematici, un fitto calendario di visite guidate – ben 77 appuntamenti – oltre a 18 eventi musicali e un pellegrinaggio dedicato alla riconciliazione. I partecipanti avranno l’opportunità di visitare conventi, monasteri e antichi istituti di assistenza, seguendo un percorso che attraversa il passato per illuminare il presente. Il progetto vuole offrire ai visitatori un’esperienza di riflessione e crescita interiore, in perfetta sintonia con il tema del Giubileo: la speranza.

Altrettanto significativo il pellegrinaggio di Riconciliazione atteso per il 24 settembre con partenza alle 18 e conclusione alle 9:30 del mattino successivo per toccare i luoghi di valore spirituale quali le Chiese del Gesù Nuovo, Santi Filippo e Giacomo, San Giorgio Maggiore e la Porta Giubilare del Carmine.

C’è poi un elenco intereessante di altre attività che suggeriamo di segnare in agenda:

  • A Pasqua, “Vedi Napoli e poi… mangia” celebrerà la tradizione culinaria partenopea con showcooking, degustazioni e spettacoli tra i quartieri storici e le periferie;
  • Tra maggio e ottobre, “Vedi Napoli d’estate… e poi Torni” offrirà spettacoli ed eventi culturali, includendo anche iniziative legate al turismo religioso e alle festività patronali;
  • In autunno, “Vedi Napoli Sacra e Misteriosa… e poi Torni” condurrà i visitatori alla scoperta del rapporto tra fede e superstizione attraverso itinerari tematici;
  • Durante le festività natalizie, “Vedi Napoli a Natale… e poi Torni” porterà l’atmosfera delle feste nelle strade della città con mercatini, concerti e appuntamenti come il Concerto di Capodanno e l’evento Sanità-tà-tà, che coinvolgerà Borgo Vergini e Piazza Sanità

Gli spazi culturali coinvolti

Dal punto di vista culturale Napoli non si può criticare. L’offerta degli spazi culturali coinvolti per i 2500 anni della città è ampissima. Il Museo Archeologico Nazionale (MANN) si distingue per il suo ruolo di primo piano nel panorama internazionale grazie a nuove iniziative che ne valorizzano il patrimonio e la missione. Una delle più rilevanti? La mostra “i tesori della legalità” che aprirà in primavera ed esporrà 600 reperti recuperati da trasporti illeciti.

Nel quartiere del Vomero è invece aperta la Casa Museo Murolo che viene soprannominata Mu. Qui ci si occupa della canzone napoletana omaggiando la figura di Roberto Murolo. Il polo culturale, nato grazie all’omonima fondazione, vuole preservare e diffondere l’eredità musicale partenopea. Il progetto non si limita a una semplice esposizione museale, ma prevede un centro dinamico e interattivo, con visite guidate, laboratori musicali, concerti e collaborazioni accademiche con l’Università Federico II e il Conservatorio di San Pietro a Majella.

Palazzo Reale a Napoli in piazza del Plebiscito

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Palazzo Reale, in piazza del Plebiscito, coinvolto per Napoli Millenaria nel calendario eventi per i 2500 anni della città

E in centro storico? Palazzo Reale ha introdotto l’esperienza chiamata l’ascensore del re che, attraverso un’installazione multisensoriale, consente ai visitatori di compiere un viaggio virtuale attraverso quattro secoli di storia, esplorando i cambiamenti architettonici e culturali del palazzo. Con questa salita si arriva al Belvedere recentemente ristrutturato osservando Napoli dall’alto ad un punto strategico. Non meno rilevante il quartiere Sanità che dopo una riqualificazione urbana conquista con tantissimi progetti comunitari. Un esempio? La Chiesa Blu dei Cristallini, con i suoi murales suggestivi firmati da artisti internazionali, rappresenta un esempio di dialogo tra arte contemporanea e tradizione religiosa. Da non perdere poi le Catacombe di San Gennaro che continuano ad essere un punto di riferimento per il turismo culturale napoletano: affreschi paleocristiani, mosaici e tombe storiche raccontano secoli di fede e cultura attraverso un percorso unico nel suo genere.

Catacombe di San Gennaro a Napoli percorso

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Tra i luoghi coinvolti in Napoli Millenaria le Catacombe di San Gennaro

La nuova Napoli contemporanea

Per i 2500 anni di Napoli la città vuole mostrare un legame con la sua storicità ma anche volgere lo sguardo al futuro. Storia e tradizione vanno a braccetto con la modernità e un esempio lampante del passaggio è il progetto della Linea 6 della metropolitana che coinvolge ogni stazione trasformandola in una galleria d’arte sotterranea. Non solo arte e architettura, Napoli è al centro del turismo enogastronomico grazie alle specialità tipiche che hanno fatto il giro del mondo. La città, famosa per la sua cucina autentica e al tempo stesso capace di innovare, ha recentemente ricevuto un importante riconoscimento da TasteAtlas 2025, che l’ha eletta come la metropoli con la migliore offerta culinaria a livello mondiale.

Napoli è pronta ai festeggiamenti per i suoi 2500 anni di storia con un programma come quello di Napoli Millenaria con tantissimi appuntamenti e un calendario in evoluzione che mostra il forte legame della città tra passato e presente.

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Musica, colori e tradizioni. Il Carnevale è arrivato a Napoli: la festa ha inizio

Se parliamo di Carnevale, non possiamo non menzionare le maschere, quelle che parlano di tradizioni, di colori, di storie e superstizioni tutte italiane. E se parliamo di maschere, neanche a dirlo, la mente ci riporta immediatamente a quella di Pulcinella, legata indissolubilmente a Napoli nonché simbolo del Carnevale italiano, insieme ad Arlecchino, Balanzone e Rugantino, giusto per citarne alcuni.

Ed è proprio nella città di Pulcinella, che ha fatto di tradizioni, folclore e allegria, mista a follia, il suo marchio di riconoscimento, che sta per iniziare un Carnevale irriverente, inaspettato e sonico che sovverte ogni regola socialmente accettata, che incanta, stravolge e meraviglia, che sorprende sì, ma che è esattamente come lo immaginavamo.

Stiamo parlando di “Sottencoppa – Carnevale sonico napoletano”, l’evento carnevalesco che animerà il capoluogo campano (e non sarà l’unico) durante i tre giorni di festa, 8 febbraio, 1 e 4 marzo, con musica, spettacoli, rituali e maschere che trasporteranno chiunque arrivi a Napoli in quei giorni in un viaggio fatto di culture, visioni e sonorità internazionali.

Storia del Carnevale di Napoli

Tradizioni, usanze e rituali caratterizzano i Carnevali d’Italia e quelli di tutto il mondo, perché di storie e di folclore, che si sono susseguite nei secoli e sono state tramandate da generazione in generazione, questi sono fatti. E Napoli, così come la Campania intera, non ne sono esclusi.

Pazzariello e Pulcinella Napoli

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Pazzariello e Pulcinella, due simboli e maschere del folclore napoletano

Le origini del Carnevale di Napoli sono anch’esse antichissime, e legate secondo alcuni alle rappresentazioni teatrali in maschera, di carattere burlesco e irriverente, che si tenevano ad Atella, in provincia di Caserta, già nel IV secolo a.C. Di come si siano evolute le celebrazioni e le usanze nel capoluogo campano nei secoli sappiamo poco, quello che ci raccontano le fonti, però, ci basta a comprendere quanto questa festa sia stata, e sia ancora, di fondamentale importanza per il popolo napoletano.

Le prime documentazioni storiche risalgono al XIV secolo e raccontano di grandi ricevimenti in maschera, conditi da spettacoli, giochi e danze, organizzati dai nobili della città. Qualche secolo più tardi le maschere vennero adottate anche dal resto del popolo per festeggiare in strada.

Durante il dominio spagnolo, infatti, il Carnevale era forse una delle feste più attese in città. Durava un mese, e poco più, e si era già radicata la tradizione del ceppo di Sant’Antonio Abate. Tutto iniziava il 17 gennaio quando, in onore del Santo, le cose vecchie venivano bruciate e tra le luci del grande falò, le persone si riunivano in strada mascherate cantando e ballando.

Anche sotto il regno di Carlo di Borbone i festeggiamenti carnevaleschi mantennero la loro importanza. Fu proprio durante il suo dominio che nacquero i Carri della Cuccagna, dei carri allegorici ante litteram, ricoperti di prodotti alimentari, deliziosi e succulenti, destinati al popolo e allestisti in quella che è oggi la splendida piazza del Plebiscito.

Dai carri allegorici alle feste in strada il passo fu breve: durante i giorni di carnevale i cittadini scendevano per le strade a suon di musica, canti e balli. È di questo periodo la nascita della maschera della Vecchia ‘o Carnevale, un’allegoria che rappresenta l’anno trascorso, e tutto ciò che si vuole lasciare andare in favore del nuovo, e che è rappresentata da Pulcinella a cavallo di una signora anziana.

L’antica tradizione del Carnevale di Napoli oggi vive e prospera nel ventre della città, tra i quartieri e rioni, tra i racconti della gente, tra le maschere e i piatti tradizionali che sono, e rappresentano, uno spaccato della storia carnevalesca.

Non si può parlare del Carnevale di Napoli, infatti, senza menzionare le chiacchiere fritte, il migliaccio e il sanguinaccio. Non manca neanche un ghiotto menù a base di carne, che comprende lasagne, parmigiana di melanzane, braciole e polpette, che viene servito durante la domenica di Carnevale.

Il carnevale sociale dei Quartieri Spagnoli, Napoli

Fonte: IPA

Il Carnevale sociale celebrato nei quartieri Spagnoli, Napoli

Sottencoppa – Carnevale sonico napoletano: le date

Ma come festeggiano gli abitanti di Napoli il Carnevale? Scendendo in strada, con maschere e travestimenti, e unendosi agli eventi che ogni anno popolano la città.

Il 2025 è l’anno del Sottencoppa – Carnevale sonico napoletano, una rassegna culturale che animerà le strade del centro storico con tre giorni di festa, durante i quali si susseguiranno concerti, laboratori e performance audio visive. L’appuntamento è atteso in Piazza Mercato con tre giorni di festa: venerdì 28 febbraio, sabato 1 marzo e martedì 4 marzo dalle ore 19.00 alle 00.00. Non mancano, ovviamente, gli appuntamenti per i più piccoli che potranno celebrare il Carnevale seguendo le orme della tradizione partenopea e le iconiche sfilate.

Gli eventi del Carnevale di Napoli 2025

Concerti, laboratori e perfomance animeranno le strade della città durante i tre giorni di festa. Fulcro delle celebrazioni sarà la storica Piazza Mercato, ma la festa si sposterà anche nella Chiesa di Santa Croce e Purgatorio e nello Spazio Obù di Terzo Luogo.

Concerti

Sottencoppa – Carnevale sonico napoletano anticipa in qualche modo l’esperienza che andranno a vivere tutti coloro che sceglieranno di trascorrere il Carnevale in città. La manifestazione, infatti, vuole essere una celebrazione sonora e visionaria delle tradizioni carnevalesche partenopee che prenderanno vita grazie a ospiti d’eccezione.

Non solo Napoli, però, le tradizioni portate in scena attraverseranno spazi, luoghi e tempi differenti per consentire di vivere un’esperienza senza eguali grazie alla presenza di 14 artisti, locali e internazionali, che saliranno sul palcoscenico della piazza e in quello di un grande tendono che verrà allestito durante i giorni di festa.

Tra questi si annoverano Dan Kinzelman, un quintetto di ottoni guidato dall’omonimo compositore proveniente dagli Stati Uniti che avrà l’onore di aprire il Carnevale, Niño de Elche + Xisco Rojo dalla Spagna, Cormac Begley dall’irlanda, Fuensanta dal Messico e Maria Mazzotta, dalla Puglia, sotto la direzione artistica di Giulio Nocera. Qui di seguito il programma completo dei concerti:

  • Venerdì 28 febbraio. Apertura di Dan Kinzelman alle ore 19.30. La serata musicale prosegue con Pleito, Puuluup, Niño de Elche + Xisco Rojo e Syqlone.
  • Sabato 1° marzo. A partire dalle 19.15 Curanime, Maria Mazzotta, Fuensanta + Alex Lazaro. Dalle 21.30 Cormac Begley, Azel e dj Travella + kinAct.
  • Martedì 4 marzo. Bagarija Orkestar + kinAct collective in Piazza mercato dalle 12.30

Laboratori per i bambini

Il Carnevale è anche, e soprattutto, una festa per le famiglie e per i bambini, motivo per cui durante la rassegna saranno organizzati diversi laboratori per i più piccoli. Le date da segnare in agenda sono sabato 1 marzo 2025 per i bambini dai 3 ai 10 anni, all’interno dello Spazio Obù alle 10.30 e alle 12.00, e martedì 4 marzo 2025 all’interno della Chiesa di Santa Croce e Purgatorio al Mercato , in Piazza Mercato, alle 10.30 e alle 11.30 per bambini dai 6 ai 12 anni.

Il Carnevale di Masaniello

Non mancheranno, ovviamente, parate e sfilate allegoriche. A completare il programma di eventi che si terranno nella città del sole e del mare, infatti, ci sarà anche la terza edizione del Carnevale di Masaniello, un evento che ha come obiettivo quello di riportare le celebrazioni agli antichi fasti ricalcando le orme delle tradizioni partenopee mai dimenticate.

L’appuntamento è previsto sempre a Piazza Mercato il 2 marzo 2025, dalle ore 10.00 alle ore 13.30, con rievocazioni storiche, sfilate di maschere e diverse esibizioni per grandi e bambini. Questo il programma completo:

  • Ore 10.00 – Corteo storico per le strade del quartiere, in partenza da Piazza Mercato, con Masaniello e la paranza di Jastemma 10
  • Ore 10.45 – La rievocazione storica della rivoluzione culturale di Masaniello all’interno del tendone allestito in Piazza Mercato
  • Ore 11.00 – Animazione, giochi e gonfiabili per i più piccoli in Piazza Mercato
  • Ore 11.00 – Spettacolo del Clown Giulio Carfora all’interno del tendone
  • Ore 12.00 – Parata Disney all’interno del tendone
  • Ore 13 – Premiazione della maschera di Carnevale più originale all’interno del tendone allestito in Piazza Mercato

Il Carnevale Sociale a Napoli

Se è vero che il Carnevale è una festa del popolo è altrettanto vero che la città è in mano a quello stesso popolo, motivo per cui ogni anno, nei diversi quartieri di Napoli, vengono organizzati i Carnevali sociali. Cortei tradizionali e straordinari organizzati dagli stessi cittadini che unisco le usanze storiche ai temi sociali e locali. Ecco gli appuntamenti di questo 2025:

  • Venerdì 28 febbraio: Rione Materdei ore 10.00, Rione Sanità ore 10.00
  • Sabato 1°marzo: Quartiere Capodimonte ore 10.00, Piazza Garibaldi ore 10.00
  • Domenica 2 marzo: Scampia ore 9.30
  • Martedì 4 marzo: Montesanto ore 14.00, Quartieri Spagnoli ore 15.00
Carnevale a Napoli, rione Sanità

Fonte: IPA

Il Carnevale Sociale che si svolge nel Rone Sanità a Napoli

Come raggiungere il Carnevale di Napoli e altre info utili

Raggiungere il Carnevale di Napoli è piuttosto semplice. Il capoluogo campano, infatti, è ben collegato con le altre città d’Italia grazie alla presenza della stazione ferroviaria e l’aeroporto internazionale di Napoli-Capodichino che dista circa 4 chilometri dal centro storico. È altresì possibile raggiungere la città con i mezzi propri.

Quest’anno il cuore della manifestazione si svolgerà in Piazza Mercato situata nel quartiere Pendino e comodamente raggiungibile con i trasporti pubblici o a piedi, per chi alloggia nel centro città. Chi viaggia in treno può raggiungere il fulcro del Carnevale di Napoli con una breve passeggiata: la piazza, infatti, dista dalla stazione ferroviaria appena un chilometro. Anche i Carnevali sociali sono facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici (metropolitana e autobus di linea).

Costi

La partecipazione al Carnevale di Napoli, alla manifestazione Sottencoppa e al Carnevale di Masaniello è completamente gratuita. Anche la partecipazione ai laboratori per bambini è gratuita previa prenotazione.

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Le location di Belcanto, la nuova serie Tv della Rai

Vittoria Puccini è il volto protagonista della serie tv Rai Belcanto; con una durata di 4 puntate la narrazione propone la storia di una madre e due figlie che cercano di conquistare la propria libertà. Un racconto profondo che lega 3 donne in una fiction in costume d’epoca con un cast d’eccezione che vede poi i volti di Carmine Recano accanto alla celebre attrice italiana. Il fascino della tradizione lirica italiana il tema del riscatto e del talento femminile fanno da collante in una produzione Rai da non perdere. Ecco le location di Belcanto da scoprire.

Dove è stata girata la serie TV Belcanto a Napoli

La miniserie Belcanto produzione Rai ha svolto le riprese nella primavera 2024 realizzando ogni puntata in circa 16 settimane di lavoro e partendo proprio da Napoli. Il territorio ci fa afre un salto indietro nel tempo fino all’Ottocento con piazza del Plebiscito che fa da sfondo a diverse scene. Si tratta di una delle piazze più grandi dove non si può non riconoscere Palazzo Reale.

I set di Belcanto nel Lazio

Non solo Napoli però, alcuni set sono stati creati nel Lazio. Tivoli, non molto lontano da Roma, è una delle location scelte da Belcanto. Le riprese hanno coinvolto piazza del Seminario e piazza delle Erbe rendendo riconoscibile l’architettura e il fascino senza tempo del luogo, seppur nella serie venga suggerito come la Napoli del 1847.

Le location lombarde di Belcanto

Terza regione coinvolta nelle riprese di Belcanto è la Lombardia. La produzione Rai ha toccato diverse località: si parte da Stezzano in provincia di Bergamo con la Villa Caroli Zanchi, una dimora ottocentesca progettata dall’architetto Giacomo Bianconi e portata a termine nel 1840 da Lodovico Caroli. In stile neoclassico con interni raffinati e un parco di 40.000 metri quadrati regala un mood romantico alle scene.

Nella città di Brescia è invece il teatro Grande a fare da cornice: l’omaggio al mondo dell’opera arriva forte e chiaro con riprese della sala a ferro da cavallo inaugurata nel 1810 seguendo il progetto dell’architetto Luigi Canonica.

Altra città coinvolta? Pavia. Il teatro Fraschini è stato utilizzato per simulare la Scala di Milano. L’edificio pavese inaugurato nel 1773 spicca per eleganza così come Strada Nuova vestita a tema con un’ambientazione in stile XIX secolo con vetrine d’epoca.

Dove è stata girata Belcanto

Fonte: Ufficio Stampa

Puccini e le protagoniste sul set di Belcanto, la nuova miniserie RAI

Le riprese a Piacenza di Belcanto

Accanto alle regioni già citate ci sono anche alcune scene girate a Piacenza. In questo caso si rendono riconoscibili piazza Sant’Antonino e il teatro municipale che con la sua struttura tardo settecentesca fa da punto di riferimento per la miniserie firmata Rai 1.

Dietro al progetto un team di professionisti incredibili: Mariano Di Nardo, Antonio Manca e Federico Fava hanno ideato la storia con Maria (interpretata da Vittoria Puccini) che fugge da Napoli dopo aver ucciso il marito violento. Porta con sé Antonia e Carolina, le due figlie raggiungendo Milano dove sogna per le piccole una carriera nel canto. A dirigere c’è Carmine Elia, nome già noto per la prima stagione di Mare Fuori e Noi siamo leggenda. La storia è molto più di una storia d’ispirazione per poter inseguire i propri sogni nella musica ma vuole riassumere il ruolo della donna nel XVIII secolo toccando diverse zone d’Italia nelle riprese.

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Le canzoni di Sanremo 2025, un viaggio da Roma a Las Vegas

Sanremo 2025 non è solo un festival della musica, ma sembra essere anche un viaggio tra città, emozioni e culture diverse, che si intrecciano attraverso le canzoni degli artisti in gara e le loro parole. Dalle vibrazioni tropicali di Rio de Janeiro ai colori vivaci di Las Vegas, passando per le strade di Roma e le atmosfere mediterranee di Mykonos, ogni canzone quest’anno racconta una storia unica che ci porta lontano, senza muoverci da casa (senza contare il fatto che artisti come Serena Brancale e Rocco Hunt ci portano a Napoli con il dialetto dei loro brani).

Scopriamo in questo articolo quali sono i luoghi che hanno ispirato alcuni dei brani in concorso in questa edizione di Sanremo 2025, in un viaggio musicale che attraversa l’Italia e il mondo.

Rio de Janeiro in “Chiamo io chiami tu” di Gaia

Rio de Janeiro, con la sua energia vibrante e i panorami belli da togliere il fiato, da ammirare dalla cima del Corcovado, è la città che fa da sfondo alla canzone di Gaia che canta “tra le onde alte di Rio“. In questa traccia, l’artista ci porta nel cuore del Brasile, dove il ritmo samba e il calore del sole si mescolano alle emozioni più intime, componendo un pezzo dal sound latino e al tempo stesso malinconico.

D’altronde, Rio de Janeiro porta con sé un po’ di saudade, quell’emozione tipica dell’idioma portoghese che unisce la tristezza e la malinconia alla bellezza inquieta.

Las Vegas in “Incoscienti giovani” di Achille Lauro

Las Vegas, la città che non dorme mai, è insieme a Roma citata nel nuovo brano di Achille Lauro, quando il cantante dice “Siamo a Las Vegas sotto un Led” e non a caso della città statunitense vengono ricordate le sfavillanti luci. D’altronde, Las Vegas è la città dei sogni proibiti, ma al tempo stesso della sfrenatezza, della libertà, delle passioni, quelle che Lauro sembra voler vivere senza più pensieri e problemi insieme all’amore di cui canta in “Incoscienti giovani”.

Veduta aerea della città di Las Vegas, in Nevada, di notte, con le principali attrazioni ed hotel illuminati

Fonte: iStock

Veduta aerea della città di Las Vegas, la città che non dorme mai

Roma nei brani di Tony Effe, Lauro, The Kolors e Corsi

Roma, la Capitale eterna, è il cuore e la Musa di diverse canzoni che raccontano l’anima della città da angolazioni molteplici in questo Sanremo 2025. Senza nascondere l’accento romano, il rapper Tony Effe in “Damme ‘na mano” cita la Capitale in questi versi “Come la nostra storia, ogni notte è per sempre nelle strade di Roma“, mentre Achille Lauro la evoca con l’immagine di Villa Borghese nel testo e con la Fontana di Trevi nel videoclip della sua canzone che ha il focus anche sulle zone della periferia romana.

Porta Portese, Roma

Fonte: iStock

La facciata di Porta Portese a Roma

I The Kolors, invece, con il loro sound fresco e moderno, immaginano di prendere un aereo “da Roma a Portorico”, cercando una via di fuga verso paesaggi più esotici e paradisi marini. E infine, la canzone di Lucio Corsi “Volevo essere un duro” fa un piccolo accenno a Porta Portese, uno dei simboli più famosi della città di Roma.

Mykonos e Portorico in “Tu con chi fai l’amore” dei The Kolors

I The Kolors, con la loro musica che attraversa le terre del mondo (e testi che spesso parlano di isole e città internazionali), ci portano nella canzone in gara a Sanremo 2025 in due luoghi splendidi: Mykonos e Portorico. Mykonos, con le sue strade bianche e il mare paradisiaco, è la meta perfetta per chi cerca una fuga estiva, dove il tempo sembra fermarsi tra una festa e l’altra. Porto Rico, invece, è un angolo di Eden caraibico, dove il ritmo del reggaeton (ce la ricordiamo nel videoclip di Despacito, vero?) si mescola con la brezza del mare, creando un’atmosfera di pura libertà. La canzone dei The Kolors, infatti, ci invita a vivere senza confini, a immergerci nelle atmosfere di questi luoghi magici e a ballare fino all’alba.

Portorico

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Panorama di una Portorico soleggiata

Barcelona in “Anema e Core” di Serena Brancale

Barcellona, la città che unisce arte, cultura e vitalità e naturalmente una spettacolare scena enogastronomica, è citata nella canzone di Serena Brancale in gara a Sanremo 2025 parlando de “la Rambla”. La Rambla è infatti una delle strade più famose della città spagnola, nonché una lunga e vivace passeggiata che si estende per circa 1,2 chilometri e collega Plaça de Catalunya nel centro della città fino al Porto di Barcellona. La Rambla è soprattutto nota per la sua atmosfera frizzante e per essere un punto di incontro tra turisti e locals: qui è possibile scoprire lo street food locale nel Mercato Coperto, oltre che ad addentrarsi nella movida spagnola nei vari locali della strada.

Bologna e la sua stazione in “Volevo essere un duro” di Lucio Corsi 

Bologna è citata nella nuova canzone di Lucio Corsi a Sanremo 2025 solo nei versi “uno spaccino in fuga da un cane lupo alla stazione di Bolo“. La stazione ferroviaria di Bologna, infatti, è una delle principali in Italia e così sovraffollata che non è raro sia presa di mira dai cani poliziotti che cercano eventuali spacciatori. E poi, Bologna, fa innamorare tutti, anche chi non ci è nato, con le sue strade antiche e porticate, le torri medievali, la cucina ricca e autentica, il suo brio e il calore dei cittadini.

La canzone di Lucio Corsi, invece, è un brano che racconta della voglia di un ragazzo di sentirsi più forte, coraggioso, audace ma di rendersi conto che alla fine ognuno di noi non è semplicemente altro che se stesso.

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Sanremo 2025, viaggio fra le isole delle canzoni dei The Kolors

Anche quest’anno, come lo scorso 2024, al Festival di Sanremo tra i cantanti “big” in gara (per il terzo anno, per l’esattezza) ritroviamo i The Kolors, una band italiana nata a Napoli nel 2009 (il cui front leader è il giovane cantante in arte Stash), che ha già scritto e performato grandi successi, come le hit dal sapore estivo “Italodisco” o “Un ragazzo e una ragazza”.

La band sembra essere amante dei viaggi, dell’avventura e delle good vibes, l’atmosfera estiva frizzante e leggera che si ritrova, indubbiamente, sulle belle isole mediterranee e non solo: non è solo una sensazione, perché i The Kolors hanno più volte citato apertamente delle isole nei testi delle loro canzoni, persino quest’anno in “Tu con chi fai l’amore”, il brano attualmente in gara a Sanremo. Scopriamo insieme quali sono le isole – e gli altri luoghi – citati dai The Kolors in alcune delle loro canzoni più famose.

Mykonos e Portorico, le isole di “Tu con chi fai l’amore”

Già nel 2018/2019, nella canzone “Come le onde”, Mykonos veniva citata dai The Kolors: “Con te non vado a Mykonos/Lontano dall’oceano ma sono pacifico“. Quest’anno, invece, la bella e soleggiata isola greca, famosa per le sue spiagge di sabbia dorata e il suo mare cristallino, ma soprattutto per la sua vivace vita notturna e per l’offerta di intrattenimento che offre ai viaggiatori più giovani, è protagonista di un’altra barra all’interno del brano in gara al Festival di Sanremo 2025, quando il cantante Stash dice “Mi piaci un minimo/Mi aspetti a Mykonos/In ogni rendezvous/Bugie si dicono“. Che ne pensate, la Grecia è una delle mete preferite della band? Terra di muse, sicuramente la Grecia e le sue isole mediterranee, una più bella dell’altra, sono d’ispirazione agli autori dei testi delle canzoni dei The Kolors.

Mulini a vento, Mykonos

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I famosi mulini a vento di Mykonos

Ma nell’ultimissima canzone in gara in questi giorni a Sanremo 2025, “Tu con chi fai l’amore”, c’è spazio anche per celebrare la bellezza e il calore di un’altra isola, stavolta facendo le valigie verso terre più lontane: stiamo parlando di Portorico, che è protagonista della parte del brano in cui Stash canta “Da Roma A Portorico/Mi sento come l’ultima bottiglia che ho nel frigo/Che non ricordo mai mai mai mai“.

Viejo San Juan, Portorico

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La zona di Viejo San Juan a Portorico

Ma cosa hanno in comune i due luoghi citati nel brano in concorso al Festival di Sanremo 2025, oltre al fatto di essere due isole? Sicuramente, sia Mykonos che Portorico rappresentano luoghi esotici, di fuga, di libertà e di avventura. Mykonos, con la sua fama di isola greca della movida, è associata a un paradiso di vacanze, alle feste estive e a un’atmosfera rilassata, ma anche cosmopolita. Porto Rico, invece, richiama più alla mente un’immagine di esotismo caraibico, con le sue spiagge idilliache, la cultura vibrante e una sensazione di evasione da una realtà più ordinaria.

Questi luoghi possono simboleggiare la ricerca di un posto dove ritrovare se stessi, sfuggire dalle preoccupazioni quotidiane, o vivere un’esperienza emozionante, lontano da tutto, anche dalle delusioni di coppia e d’amore.

Ibiza, un’altra isola “cara” ai The Kolors

Tormentone assoluto del 2023/2024, “Italodisco” ci ha fatto ballare nelle notti d’estate in riva al mare, in coda nel traffico alle sei di sera, sotto la doccia… Insomma, abbiamo davvero ascoltato questo brano dei The Kolors per una stagione intera, tanto che non abbiamo dubbi che tutti si siano accorti che la ispanica isola di Ibiza viene citata nel testo (“Questa non è Ibiza…” vi dice qualcosa?).

Cala d'Hort, Ibiza

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La splendida baia di Cala d’Hort a Ibiza

Anche in questo caso, l’isola di Ibiza nella canzone dei The Kolors vuole evocare l’atmosfera festaiola e il richiamo della vita notturna. L’isola di Ibiza è da sempre sinonimo di musica elettronica, discoteche e feste senza fine. Nel contesto della canzone, il riferimento a Ibiza si inserisce perfettamente nel mood di “Italodisco”, che celebra la spensieratezza, il ritmo e l’energia tipici delle discoteche degli anni ’80 e ’90, un periodo che ha avuto una forte connessione con le culture musicali di tutto il mondo, inclusa quella elettronica che Ibiza ha contribuito a diffondere.

Gli altri luoghi nel mondo citati dai testi dei The Kolors

Non solo Sanremo 2025: sembra evidente, infatti, che i The Kolors, con la loro musica che mescola pop e influenze internazionali, si ispirino molto al mondo dei viaggi e non si risparmino nel citare diversi luoghi e città nei loro testi, evocando nell’immaginario dell’ascoltatore delle immagini ancora più vivide, in relazione a ciò che stanno cantando.

Ad esempio, non solo isole: in altre canzoni, infatti, i The Kolors hanno citato anche diverse città e luoghi nel mondo, evocando atmosfere cosmopolite e suggestioni di viaggio. Questo è infatti il caso di “Los Angeles” (2019), canzone in cui i The Kolors menzionano la città californiana insieme a Milano, creando un parallelo tra due metropoli simbolo di stili di vita diversi, ma altrettanto affascinanti.

Nella canzone “Leoni al sole” (2020), invece, si fa riferimento al famoso stadio di Wimbledon, richiamando l’immagine di una nota località sportiva. “Mal di gola” (2021) include persino la savana, suggerendo all’ascoltatore l’idea di un paesaggio naturale selvaggio e lontano, dove fuggire per ritrovare la propria essenza vitale e riconnettersi al proprio Io. Infine, anche in passato nel testo della canzone “What Happened Last Night” (2017), vengono menzionate l’Italia e Parigi, due luoghi legati all’arte e alla cultura, in un contesto che richiama il fascino europeo. Ogni riferimento geografico aggiunge quindi un ulteriore strato di significato alle canzoni della band italiana The Kolors, trasportando l’ascoltatore in un viaggio emotivo attraverso alcune delle location più famose e amate dai viaggiatori di tutto il mondo.

Infine, la Città Eterna – la nostra Roma – è appunto citata anche nel testo dell’ultima canzone “Tu con chi fai l’amore”, suggerendo sia la base di partenza verso il viaggio a Portorico.

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Treno del ricordo: viaggio nella memoria degli esuli giuliano-dalmati

Dal 10 al 25 febbraio 2025, un treno storico attraverserà l’Italia portando con sé una mostra multimediale dedicata alla memoria dell’esodo giuliano-dalmata e delle vittime delle foibe. L’iniziativa, denominata “Il Treno del Ricordo”, rappresenta un’occasione importante per ripercorrere una delle pagine più dolorose della storia italiana, troppo spesso dimenticata.

Organizzato nell’ambito delle commemorazioni ufficiali per il Giorno del Ricordo, il convoglio storico partirà da Trieste e farà tappa in sette città italiane, tra cui Padova, Roma e Napoli, accogliendo a bordo studenti, cittadini e istituzioni per un’esperienza immersiva e toccante.

Un viaggio nella storia: il percorso del Treno del Ricordo

L’itinerario del Treno del Ricordo segue simbolicamente quello degli esuli istriani, fiumani e dalmati, costretti a lasciare la propria terra nel secondo dopoguerra. Con partenza da Trieste, il convoglio sosterà in diverse città italiane secondo il seguente calendario:

  • Trieste Centrale: 10-11 febbraio 2025, binario 1
  • Padova: 12-13 febbraio 2025, binario 10
  • Bologna Centrale: 14-15 febbraio 2025, binario 6 ovest
  • Roma Ostiense: 16-17 febbraio 2025, binario 1
  • Napoli Centrale: 18-19 febbraio 2025, binario 14
  • Lecce: 20-21 febbraio 2025, binario 1
  • Sassari: 24-25 febbraio 2025, binario 2

In ogni città, il convoglio rimarrà per due giorni, così da permettere a un vasto pubblico di visitare la mostra a bordo e partecipare agli eventi commemorativi. L’accesso sarà gratuito e regolamentato per gruppi, con orari di apertura dalle 9:00 alle 18:00.

Una mostra immersiva tra documenti, immagini e testimonianze

All’interno del treno storico è allestita una mostra multimediale suddivisa in quattro sezioni, ognuna delle quali racconta un aspetto della tragedia vissuta dagli esuli giuliano-dalmati:

  • Italianità: un approfondimento sulle radici culturali e storiche delle terre istriane, fiumane e dalmate, appartenenti all’identità italiana per secoli;
  • Esodo: la narrazione delle persecuzioni e delle violenze che costrinsero centinaia di migliaia di italiani ad abbandonare le loro case, lasciandosi ogni cosa alle spalle;
  • Viaggio del dolore: il tragitto dei fuggiaschi verso l’Italia, spesso affrontato in condizioni drammatiche, e l’accoglienza nei campi profughi;
  • Ricordi di una vita: oggetti, fotografie e testimonianze dirette che raccontano le storie personali di chi ha vissuto l’esilio.

Grazie alla collaborazione con l’Archivio dell’Istituto Luce e Rai Teche, lungo il percorso espositivo sarà possibile visionare filmati di repertorio, interviste e documenti dell’epoca. Inoltre, l’Istituto Regionale per la Cultura Istriana-Fiumana-Dalmata (IRCI) ha fornito fotografie e masserizie appartenute agli esuli, contribuendo a rendere la mostra ancora più toccante e autentica.

Un momento istituzionale per ricordare

Oltre alla mostra, ogni tappa del Treno del Ricordo prevede un momento istituzionale, con la partecipazione di autorità locali, rappresentanti delle associazioni degli esuli e delegazioni scolastiche. A Padova, ad esempio, l’evento ufficiale si terrà mercoledì 12 febbraio alle ore 11:00, con la presenza di studenti delle scuole locali, invitati a prendere parte alla commemorazione.

L’iniziativa, curata dal Gruppo FS e dalla Fondazione FS Italiane, è stata co-finanziata dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, tramite la Struttura di missione che si occupa degli Anniversari Nazionali.

Il Giorno del Ricordo e l’importanza della memoria

Il Giorno del Ricordo, istituito con la legge n.92 del 30 marzo 2004, ha lo scopo di conservare e rinnovare la memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Si tratta di un capitolo della storia italiana spesso trascurato, che ha segnato la vita di oltre 300.000 italiani costretti a lasciare l’Istria, Fiume e la Dalmazia dopo la fine della Seconda guerra mondiale.

Il successo dell’edizione 2024 del Treno del Ricordo, che ha visto 20.000 visitatori nonostante una limitata copertura mediatica, dimostra quanto sia forte il desiderio di conoscere e ricordare i drammatici eventi. Anche nel 2025, l’iniziativa si propone di sensibilizzare il pubblico e di coinvolgere in particolare le nuove generazioni affinché la memoria della tragedia non vada perduta.

Mediante un viaggio simbolico e un percorso espositivo coinvolgente, il Treno del Ricordo rappresenta un’opportunità per riflettere sulla storia, sull’identità e sulla sofferenza di migliaia di famiglie italiane, nel rispetto della verità storica e del valore della memoria.

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La realizzazione della linea ferroviaria Napoli-Bari riserva incredibili sorprese

Tra le grandi opere che sono in fase di realizzazione in Italia c’è sicuramente la nuova linea ferroviaria ad alta velocità che collegherà Napoli con Bari. Un’impresa immane, con non poche difficoltà, Ma anche con tante sorprese. Ed è proprio durante la costruzione di un tratto che è stata fatta una scoperta eccezionale.

Le scoperte lungo la Napoli-Bari

Un villaggio dell’età del Rame è stato rinvenuto in località Gaudello, in provincia di Caserta, ma anche un tratto di basolato dell’antica via Appia nel Comune di Maddaloni, una frazione di Acerra, nel napoletano, l’antica strada romana conosciuta anche come Regina Viarium che, proprio nel 2024, è entrata a far parte dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco divenendo così il 60° sito italiano iscritto nella lista. E non sono gli unici ritrovamenti fatti durante la costruzione della linea ad alta velocità delle Ferrovie dello Stato Napoli-Bari. A Ponte, nel beneventano, è stato trovato anche un santuario di epoca ellenistico-romana, ricco di materiale votivo. Tra gli altri reperti portati alla luce anche una villa romana esposta nella sua interezza, riemersa nel Comune di Solopaca, in provincia di Benevento, a una cinquantina di chilometri da Napoli, e numerose sepolture di cultura campana, con ricchi corredi funerari, oltre a monete, oggetti in terracotta e statuine di bronzo.

Sono solo alcuni dei ritrovamenti archeologici rinvenuti nei cantieri lungo le tratte Napoli-Cancello, Cancello-Frasso e Telese-Vitulano e che sono stati rivelati in occasione di una conferenza stampa organizzata dal Gruppo FS che si è tenuta nella stazione di Napoli Afragola, alla presenza di rappresentanti dell’area metropolitana di Napoli e delle province di Caserta e Benevento.

Gaudello

Fonte: Ufficio stampa

Il villaggio dell’età del Rame rinvenuto a Gaudello

Nuove attrattive per l’Italia

Con la realizzazione della nuova linea AV/AC Napoli-Bari, il Gruppo FS restituisce così alla cittadinanza un patrimonio culturale inedito, dove sviluppo infrastrutturale e archeologia convivono. Si tratta della prima tappa di un percorso che proseguirà su tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo di mostrare come i cantieri delle grandi opere ferroviarie possano trasformarsi in una finestra sul passato, unendo progresso e radici storiche. Tutti i ritrovamenti attuali e futuri saranno valorizzati, attraverso ricostruzioni virtuali, pubblicazioni, convegni e aperture di nuovi musei.

“Oggi è una giornata importante perché ci fa capire il grande patrimonio culturale che è stato rinvenuto durante i cantieri della Napoli-Bari”, ha commentato Mariano Di Maio, responsabile Autorizzazioni, Ambiente e Territorio per Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) “è una conoscenza che altrimenti non avremmo avuto la possibilità di avere grazie a questi scavi che sono avvenuti nell’ambito della cantierizzazione dei nostri lavori ferroviari”.

La nuova linea ferroviaria Napoli-Bari

Il tanto atteso progetto ferroviario prevede il potenziamento e la velocizzazione della tratta Napoli-Bari, che consentirà di integrare l’infrastruttura ferroviaria del Sud del nostro Paese con il Core Corridor “Scandinavia – Mediterraneo”. L’opera strategica di importanza nazionale – e internazionale – migliorerà l’accessibilità di tutte le aree attraversate dai binari per servizi passeggeri ma anche e soprattutto delle merci. Al termine dei lavori, si potrà viaggiare tra Napoli e Bari in sole due ore, contro le circa quattro attuali e tra Roma e Bari in tre ore rispetto alle cinque di oggi. L’opera avrà un costo complessivo di oltre 6 miliardi di euro ed è finanziata interamente, anche con i fondi del PNRR. La linea ferroviaria ad alta velocità-alta capacità tra Bari e Napoli sarà pienamente attiva nel 2028.

Statuetta-maschile-in-terracotta-di-età-ellenistica

Fonte: Ufficio stampa

Una statuetta maschile in terracotta di età ellenistica scoperta negli scavi per la Napoli-Bari