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Le Giornate Nazionali dei Borghi Autentici d’Italia, per scoprire le bellezze del nostro del territorio

Torna con una nona edizione scoppiettante e piena di novità l’appuntamento annuale con i Borghi Autentici d’Italia: gli eventi diffusi coinvolgeranno 12 weekend su tutto il territorio nel periodo che va dalla primavera all’autunno 2025. Ogni borgo che aderisce è pronto a farsi scoprire dai visitatori attraverso un calendario di appuntamenti pensati per valorizzare il patrimonio artistico dei piccoli centri. Incontri, mostre, laboratori, sagre e tanto altro caratterizzano il calendario degli appuntamenti che partono ufficialmente dal 22 marzo con date scaglionate fino al 16 novembre.

Borghi Autentici d’Italia 2025: il tema “storie da abitare”

Il tema trattato dall’evento dei Borghi Autentici d’Italia 2025 ha come ruolo centrale quello di dar vita ai comuni trasformandoli in spazi dinamici mettendo la condivisione come protagonista indiscussa. L’edizione mette in luce iniziative che favoriscono un senso di responsabilità collettiva e incoraggiano la partecipazione alla vita della comunità, attraverso occasioni di incontro e azioni concrete. L’evento è un appello all’impegno, sia personale che collettivo, per ripensare il concetto di abitare, rendendolo unico grazie al valore della condivisione e della cooperazione.

Le storie si intrecciano tra le località, alimentando idee e progetti che le rendono accoglienti e vitali ma al tempo stesso capaci di conservare e rinnovare il proprio patrimonio culturale e sociale. Così ogni paese si afferma come un luogo capace di superare i cliché mettendo al centro le persone. Dietro all’evento c’è l’Associazione Borghi Autentici d’Italia, una rete che vuole unire piccoli comuni e di medie dimensioni, enti territoriali e altre attività per dare vita ad una crescita economica e sociale al di fuori dell’overtourism ripuntando l’attenzione verso le realtà più autentiche e il patrimonio delle identità locali.

La principale novità dell’edizione 2025 riguarda il format dell’evento, che si evolve da una singola giornata a un programma più ampio e articolato, distribuito in diversi momenti dell’anno. La scelta nasce dall’idea che ogni borgo possieda un carattere unico e un fascino particolare in determinate stagioni, rendendo così più significativa l’esperienza dei visitatori. Per questo motivo, la Giornata Nazionale si svilupperà lungo dodici fine settimana, suddivisi tra primavera e autunno. La presidente nazionale BAI Rosanna Mazzia nel comunicato stampa ufficiale ha dichiarato che la Giornata Nazionale dei Borghi Autentici d’Italia è un appuntamento imperdibile che punta a valorizzare i luoghi meno visitati del nostro Paese ma sicuramente di grande importanza. L’impegno è costante nel mostrare le località non solo come una meta da scoprire come turisti ma come opportunità dove vivere.

I borghi che partecipano all’iniziativa

Numerosi borghi, distribuiti in diverse regioni italiane, hanno già aderito alla manifestazione. Tra questi, in Abruzzo troviamo Fallo, Cermignano, Monteferrante, Pereto, Sante Marie, San Vincenzo in Valle Roveto e Scurcola Marsicana; in Sardegna Chiaramonti, Galtellì, Osidda e Samugheo; in Puglia Minervino Murge, Ugento e Casamassima; in Calabria Casali del Manco e Bovalino; in Campania Morcone e Tramonti; in Molise Ripamolisani; nelle Marche Magliano di Tenna, Monteleone di Fermo, Monte Rinaldo e Carassai; e in Liguria Pitelli. Il numero dei borghi partecipanti è destinato ad aumentare, con l’adesione di nuove realtà e l’arricchimento del programma con ulteriori iniziative tutte da scoprire.

Le date da segnare sul calendario sono le seguenti:

  • 22-23 e 29-30 marzo;
  • 05-06 e 26-27 aprile;
  • 03-04 maggio;
  • 11-12, 18-19 e 25-26 ottobre;
  • 1-2, 8-9 e 15-16 novembre.
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Al Museo della Scienza arriva un pezzo unico per la storia artistica di Milano

Il Teatro alla Scala è uno dei luoghi più importanti di Milano perché, sin dalla sua istituzione nel 1778, ha accompagnato l’evoluzione sociale e culturale della città. Tempio della lirica e luogo della “prima” più famosa d’Italia, dal 15 marzo 2025 sarà anche protagonista di una mostra allestita al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci. O meglio, è un suo dettaglio storico a essere il soggetto principale.

Il nuovo allestimento “In Scena”, infatti, racconta il rapporto tra teatro, musica e tecnica attraverso la valorizzazione di un modulo del palcoscenico storico del Teatro alla Scala. Qui viene approfondita la sua complessa ingegneria, insieme ad alcuni beni provenienti dalle collezioni di strumenti musicali e tecnologie del suono del museo e ai costumi di scena scaligeri.

La storia del palcoscenico del Teatro alla Scala

Il Teatro alla Scala è uno dei teatri italiani più famosi, nato nella Milano asburgica di fine Settecento. Da sempre uno dei principali luoghi di incontro dell’alta società, nel corso dei secoli è stato protagonista di lavori ingegneristici innovativi che hanno permesso il suo funzionamento e successo. Uno di questi è il palcoscenico storico a ponti mobili realizzato nel 1938 su progetto dell’ingegnere Luigi Lorenzo Secchi, conservatore del Teatro alla Scala dal 1932 al 1982.

A renderlo unico è un particolare sistema, innovativo al tempo, che ha consentito di realizzare cambi di scena rapidi e sicuri. Il palcoscenico fu utilizzato per oltre 60 anni (dal 1938 al 2002), sopravvivendo anche ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale che danneggiarono profondamente l’intero edificio, tanto da non poter essere utilizzato per i tre anni successivi. L’attuale palcoscenico del Teatro alla Scala, progettato nel 2004 dall’ingegner Franco Malgrande, è stato modellato ispirandosi a questa storica struttura.

Cosa vedere alla mostra “In Scena”

Il progetto “In Scena”, realizzato grazie alla collaborazione con il Comune di Milano, la Fondazione Teatro alla Scala, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano e al contributo di Fimesa – Famiglia Sordi, permette di ammirare il palcoscenico, lungo 6 metri e largo 2,40, ma non solo.

Tutt’intorno al manufatto è stata allestita una mostra iconografica con foto, locandine e disegni provenienti dal Politecnico di Milano, che conserva il fondo archivistico Secchi e documenta più di mezzo secolo di progetti per il teatro, dal Teatro alla Scala, con il Museo Teatrale e l’Archivio Fotografico, dalla Raccolta delle Stampe Bertarelli presso il Castello Sforzesco di Milano e dalla Biblioteca Comunale di Foligno, che conserva i disegni di Giuseppe Piermarini.

A completare l’esposizione ci sono tre gruppi di beni storici. Il primo è dedicato al rapporto tra musica e teatro, con l’esposizione di alcuni strumenti musicali del XIX secolo appartenenti alle collezioni del museo, restaurati per l’occasione, tra cui un’Arpa Gotica Érard del 1844. Il secondo gruppo comprende filmati di rappresentazioni scaligere e due costumi di scena provenienti dai Laboratori del Teatro alla Scala, mentre il terzo è dedicato alla nascita delle tecniche di registrazione del suono e alla importante opportunità di immortalare musiche e voci dei grandi cantanti.

Come ha dichiarato Emanuela Carpani, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano: “L’esposizione riesce a valorizzare efficacemente un modulo dei ponti mobili del palcoscenico realizzato nel 1938, inserendolo nel percorso espositivo del museo e corredandolo di alcuni elementi funzionali alla sua lettura, compresi accorgimenti expografici e supporti audiovisivi di qualità”.

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Caravaggio 2025: una mostra evento per il Giubileo di Roma

Nell’anno del Giubileo, la città di Roma omaggia il genio di Michelangelo Merisi con una ambiziosa mostra dedicata al Maestro della luce: Caravaggio 2025 propone 24 capolavori (più una sorpresa), concessi in prestito in via straordinaria da collezioni private e dai più prestigiosi musei nazionali e internazionali, fra cui spiccano il “Ritratto di Maffeo Barberini”, recentemente svelato al pubblico, e l’”Ecce Homo”, riscoperto a Madrid nel 2021 e che di ritorno in Italia dopo quattro secoli.

La mostra si apre il 7 marzo presso le Gallerie Nazionali di Arte Antica, con la curatela di Francesca Cappelletti, Maria Cristina Terzaghi e Thomas Clement Salomon, e sarà visitabile fino al 6 luglio: si tratta di un progetto di ampio respiro, che non solo mette in mostra alcune delle opere più iconiche di Caravaggio nella città che lui stesso aveva scelto come patria di elezione, ma con il suo percorso vuole enfatizzare la profonda forza innovatrice che caratterizzò l’opera dell’artista.

Caravaggio, artista e personaggio che aveva in sé le stesse luci e ombre che tanto magistralmente riusciva a riportare su tela, ha condotto tutta la sua vita come mosso da una forza interiore quasi involontaria, che lo portava ad approfondire sempre di più la sua ricerca artistica pur fra le fortune altalenanti che lo investivano a livello personale.

Caravaggio 2025, il percorso espositivo

Così la mostra Caravaggio 2025 parte dal DEBUTTO ROMANO, prima sezione espositiva, dove le opere di Caravaggio sono quelle degli esordi nella Capitale ma anche quelle delle prime importanti commesse per mecenati come Francesco Maria del Monte; prosegue poi con INGAGLIARDIRE GLI OSCURI, sezione che introduce la rara produzione ritrattistica di Caravaggio e che offre l’incredibile opportunità di vedere insieme le due versioni del ritratto di Maffeo Barberini, la più nota versione “Corsini” esposta accanto a quella recentemente presentata al pubblico a oltre sessant’anni dalla sua riscoperta e attribuzione di Roberto Longhi (1963); e con IL DRAMMA SACRO TRA ROMA E NAPOLI, sezione dove si trovano, tra gli altri capolavori, anche l’”Ecce Homo”, recentemente rinvenuto in Spagna, e “La Flagellazione”, realizzata per la cappella di San Domenico Maggiore. La mostra si chiude con la sezione FINALE DI PARTITA, dove vengono esposte le ultime opere di Caravaggio, realizzate prima della misteriosa morte che lo colse sulla via di Porto Ercole mentre cercava disperatamente di tornare a Roma.

Venticinquesima opera della mostra, eccezionalmente visitabile solo in questa occasione, è il “Giove, Nettuno e Plutone”, l’unico dipinto murale eseguito da Caravaggio nel 1597 (ca) all’interno del Casino dell’Aurora, a Villa Ludovisi (Porta Pinciana). L’opera era stata eseguita su commissione del Cardinale del Monte per il soffitto del camerino dove si dilettava nell’alchimia e raffigura un’allegoria della triade alchemica di Paracelso: Giove, personificazione dello zolfo e dell’aria, Nettuno del mercurio e dell’acqua, e Plutone del sale e della terra.

Caravaggio 2025 non è solo quindi un doveroso omaggio all’artista, ma anche una inedita occasione di confronto ed analisi della sua produzione artistica e della profonda influenza che ancora oggi esercita sul mondo dell’arte.

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Caravaggio e oltre: le mostre da vedere a marzo 2025

Marzo 2025 si prospetta un mese di grandi emozioni per gli amanti dell’arte, con mostre che spaziano dai grandi maestri del passato alle voci più contemporanee. Dalla potenza pittorica di Caravaggio ai capolavori di artisti come Casorati, Tintoretto e Munch, dalla magia della musica di Pino Daniele all’intimità dell’opera di Che Guevara, che fa riscoprire il lato più umano e profondo del mito, sono tante le esposizioni in tutta la penisola che meritano una visita. Ecco le nostra selezione delle mostre da non perdere questo mese, per vivere l’arte in tutta la sua magnificenza.

Casorati – Milano

Fino al 29 giugno 2025, Palazzo Reale di Milano ospita Casorati, una delle più ampie e complete retrospettive mai dedicate a Felice Casorati, a 35 anni dall’ultima grande mostra milanese. Curata da Giorgina Bertolino, Fernando Mazzocca e Francesco Poli, l’esposizione ripercorre la straordinaria carriera dell’artista, mettendo in luce il suo profondo legame con Milano, città chiave per lo sviluppo della sua arte e del moderno mercato artistico italiano.

Attraverso oltre cento opere – tra dipinti, sculture, bozzetti scenografici e lavori grafici – il percorso espositivo si snoda in 14 sale, documentando l’evoluzione stilistica di Casorati, dal simbolismo al realismo magico, fino alle influenze picassiane e al sintetismo degli ultimi anni. Prestiti prestigiosi provenienti da musei e collezioni di primo piano, tra cui la GAM di Torino e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, si affiancano a materiali d’archivio e documenti storici inediti, offrendo una rilettura approfondita e affascinante del maestro novarese. Un appuntamento imperdibile per riscoprire la potenza espressiva e la raffinatezza pittorica di uno dei grandi protagonisti dell’arte italiana del Novecento.

Casorati, Ritratto di Signora

Fonte: Ufficio Stampa

Ritratto di Signora (dettaglio), opera di Casorati

Henri Cartier-Bresson e l’Italia – Torino

Fino al 2 giugno 2025, CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia celebra il legame profondo tra Henri Cartier-Bresson e l’Italia con la più grande monografica mai dedicata al celebre maestro della fotografia. Attraverso 160 scatti e materiali d’archivio, la mostra – curata da Clément Chéroux e Walter Guadagnini in collaborazione con la Fondation Henri Cartier-Bresson – offre un viaggio straordinario tra le immagini che raccontano il nostro Paese con lo sguardo inconfondibile di colui che è stato definito l’occhio del secolo. Un percorso che segue i suoi viaggi da Nord a Sud, catturando la vitalità delle strade italiane, gli sguardi e i gesti del quotidiano, in un mosaico di istanti decisivi che hanno reso il suo lavoro immortale. Un’occasione unica per riscoprire l’Italia attraverso gli occhi di uno dei più grandi fotografi di tutti i tempi.

Munch. Il grido interiore – Roma

Fino al 2 giugno 2025, Palazzo Bonaparte a Roma diventa il palcoscenico di Munch. Il grido interiore, una mostra straordinaria che porta nella Capitale 100 capolavori provenienti dal Munch Museum di Oslo. Un viaggio intenso e profondo nell’universo emotivo di Edvard Munch, l’artista che con L’Urlo ha dato voce alle inquietudini dell’animo umano. Tra tristezza e solitudine, amore e angoscia, il percorso espositivo svela il legame tra la tormentata vita personale dell’artista e la sua visione innovativa del colore e della forma. In una cornice neoclassica d’eccezione, questa mostra offre un’occasione unica per immergersi nell’espressionismo psicologico di Munch e riscoprire la forza universale delle sue emozioni senza tempo.

Caravaggio 2025 – Roma

Dal 7 marzo al 6 luglio 2025, Palazzo Barberini diventa il cuore pulsante dell’arte barocca con una straordinaria mostra dedicata a Caravaggio, il genio rivoluzionario del chiaroscuro. Un evento imperdibile per ammirare da vicino capolavori iconici e opere raramente esposte, tra cui il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini, presentato per la prima volta al pubblico, e l’Ecce Homo, eccezionalmente in ritorno in Italia dal Museo del Prado di Madrid. Il percorso espositivo guiderà i visitatori attraverso le diverse fasi della carriera del maestro, svelando il suo impatto rivoluzionario sulla pittura con una selezione di opere provenienti dai più prestigiosi musei internazionali.

Momenti di grande suggestione accompagneranno l’incontro con la Santa Caterina d’Alessandria, Marta e Maddalena, fino alla storica riunione dei tre capolavori commissionati dal banchiere Ottavio Costa: Giuditta e Oloferne, San Giovanni Battista e San Francesco in estasi. A concludere il percorso, il Martirio di Sant’Orsola, l’ultima opera realizzata da Caravaggio prima della sua morte. Un viaggio immersivo nella potenza della luce e nell’intensità emotiva che hanno reso Caravaggio uno degli artisti più amati e influenti di tutti i tempi.

Attorno a Tintoretto. La Deposizione. – Milano

Dal 4 marzo al 25 maggio 2025, il Museo Diocesano di Milano accoglie un dialogo straordinario tra passato e presente con Attorno a Tintoretto. La Deposizione. Protagonista assoluta della mostra è la Deposizione di Cristo dalla croce di Jacopo Tintoretto, capolavoro della pittura veneziana del Cinquecento, in prestito dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Accanto a questa straordinaria opera, quattro artisti contemporanei – Jacopo Benassi, Luca Bertolo, Alberto Gianfreda e Maria Elisabetta Novello – si confrontano con la potenza espressiva di Tintoretto, dando vita a creazioni inedite che spaziano dalla pittura all’installazione. Un incontro tra epoche, linguaggi e sensibilità che invita il pubblico a esplorare il valore senza tempo dell’arte, lasciandosi coinvolgere dalle suggestioni e dalle emozioni che ogni opera è in grado di suscitare.

Deposizione, Tintoretto

Fonte: Ufficio Stampa

La Deposizione di Tintoretto

Il Canova mai visto – Padova

Dall’8 marzo all’8 giugno 2025, il Museo Diocesano di Padova ospita Il Canova mai visto, una mostra straordinaria che riporta alla luce un capolavoro creduto perduto: il Vaso cinerario della contessa Louise von Callenberg, realizzato da Antonio Canova tra il 1803 e il 1807. L’opera, considerata distrutta nei bombardamenti del 1944, è stata ritrovata grazie a un’attenta ricerca ed è ora al centro di un’esposizione che ne ricostruisce l’intero monumento funerario, progettato da Giannantonio Selva e decorato da iscrizioni di figure illustri, tra cui Johann Wolfgang von Goethe.

Ad arricchire il percorso espositivo, una preziosa selezione di opere canoviane, tra cui la raffinata collezione di stampe Manfredini, e una sezione dedicata a documenti inediti, lettere e scritti del fratello ed erede dell’artista, Mons. Giovanni Battista Sartori Canova. Attraverso calchi, gessi, incisioni e dipinti, la mostra svela il profondo legame tra Canova e Padova, offrendo uno sguardo inedito sulla sua arte e sulle sue relazioni con l’aristocrazia europea. Un’occasione per riscoprire la grandezza del maestro di Possagno e il fascino senza tempo delle sue opere.

Fratello Sole, Sorella Luna. La Natura nell’Arte, tra Beato Angelico e Corot – Perugia

Dal 15 marzo al 15 giugno 2025, la Galleria Nazionale dell’Umbria celebra l’ottavo centenario del Cantico delle Creature di San Francesco con la straordinaria mostra Fratello Sole, Sorella Luna. La Natura nell’Arte, tra Beato Angelico e Corot. Un viaggio affascinante attraverso oltre ottanta capolavori che raccontano l’evoluzione del rapporto tra l’uomo e la natura nell’arte, dal Medioevo all’Ottocento. Da Pisanello a Leonardo da Vinci, da Dürer a Poussin, le opere esposte testimoniano come il creato sia stato osservato, interpretato e celebrato dagli artisti nel corso dei secoli. Inserita tra gli eventi ufficiali del Giubileo 2025, la mostra è un’occasione per immergersi in una visione artistica e spirituale della natura, arricchita da incontri e iniziative speciali promosse in collaborazione con istituzioni locali.

Pino Daniele. Spiritual – Napoli

Dal 20 marzo al 6 luglio 2025, Palazzo Reale di Napoli rende omaggio a un’icona senza tempo con Pino Daniele. Spiritual, la mostra-evento che celebra il grande artista a 70 anni dalla sua nascita e a 10 dalla sua scomparsa. Un viaggio immersivo che racconta la sua anima musicale e il suo lascito culturale attraverso materiali inediti, oggetti personali, strumenti, documenti e una straordinaria raccolta di contenuti audiovisivi.

Due sezioni e nove aree tematiche ripercorrono la vita e la carriera di Pino Daniele: dagli esordi negli anni ’70, con la ricostruzione scenografica della leggendaria “Grotta” e dei club notturni napoletani, fino al successo internazionale e alle collaborazioni che hanno segnato il suo percorso. Pino Daniele. Spiritual non è solo una mostra, ma un’esperienza coinvolgente che permette di entrare in connessione con l’essenza più profonda di un artista che ha saputo fondere culture, generi e tradizioni in un linguaggio musicale senza confini.

Pino Daniele 1991

Fonte: Ufficio Stampa

Ritratto di Pino Daniele, 1991©Fondazione

Tracey Emin. Sex and Solitude – Firenze

Dal 16 marzo al 20 luglio 2025, Palazzo Strozzi ospita Tracey Emin. Sex and Solitude, la più grande mostra mai dedicata in Italia a una delle artiste più controverse del panorama contemporaneo. Curata da Arturo Galansino, l’esposizione è un viaggio intenso tra passione, vulnerabilità ed esplorazione di sé, attraverso oltre 60 opere che spaziano dalla pittura alla scultura, dal neon al ricamo. Il titolo richiama due temi centrali nel lavoro di Emin: sesso e solitudine, elementi che permeano la sua arte con una forza viscerale e profondamente emotiva.

Tra le opere in mostra, molte per la prima volta in Italia, spiccano la monumentale scultura in bronzo I Followed You To The End (2024), collocata nel cortile rinascimentale di Palazzo Strozzi, e la storica installazione Exorcism of the Last Painting I Ever Made (1996), ricostruita nelle sale del Piano Nobile. Accanto a capolavori del passato, nuove produzioni realizzate appositamente per l’evento amplificano la potenza espressiva di un’artista che ha fatto della propria intimità un linguaggio universale, capace di trasformare il dolore, il desiderio e l’amore in arte pura.

Che Guevara. Tú y todos – Bologna

Dal 27 marzo al 30 giugno 2025, il Museo Civico Archeologico di Bologna ospita Che Guevara. Tú y todos, una mostra straordinaria che offre uno sguardo inedito e intimo su Ernesto Che Guevara, al di là del mito rivoluzionario. Il titolo, tratto da una poesia scritta alla moglie prima della sua partenza per la Bolivia, riflette l’anima profonda dell’esposizione: raccontare l’uomo dietro l’icona, il politico e il sognatore attraverso oltre 2.000 documenti inediti, tra lettere, diari, fotografie scattate da lui stesso e video d’epoca.

Un percorso emozionante che riporta alla luce il volto più autentico del Che, grazie a materiali preziosi provenienti dall’archivio del Centro de Estudios Che Guevara di L’Avana, riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio “Memoria del Mondo”. Ideata da Simmetrico Cultura e curata da un team di esperti internazionali, la mostra è arricchita da una colonna sonora originale di Andrea Guerra, offrendo un’esperienza immersiva che restituisce la complessità di un uomo che ha segnato la storia.

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Giubileo 2025, gli eventi ufficiali del mese di febbraio

Dopo un mese di gennaio che ha visto Roma riempirsi dei primi i fedeli desiderosi di assaporare lo spirito più autentico del Giubileo appena cominciato, anche febbraio propone una serie di eventi ufficiali aperti al pubblico cui poter partecipare. Nella maggior parte dei casi, infatti, per accedere agli appuntamenti giubilari 2025 è sufficiente compilare un modulo online presente sul sito Jubilaeum2025 accedendo tramite iscrizione al portale. Laddove la data di chiusura iscrizioni fosse già trascorsa, è comunque possibile assistere alle celebrazioni liturgiche in Piazza San Pietro.

Così, se gennaio ha visto Papa Francesco aprire le ultime due Porte Sante nelle basiliche romane – il 1° gennaio in Santa Maria Maggiore e il 5 gennaio in San Paolo Fuori le Mura – oltre a guidare il Giubileo della Comunicazione dedicato agli operatori dei media, febbraio prosegue con nuove proposte per riflettere sui temi di questo Anno Santo. La città, infatti, diventa lo scenario di una serie di nuove celebrazioni ufficiali e pellegrinaggi destinati a portare nel cuore della cristianità fedeli e visitatori da tutto il mondo.

Tra gli appuntamenti di rilievo segnalati nel calendario dei grandi eventi, spiccano il Giubileo delle Forze Armate, di Polizia e di Sicurezza, previsto per l’8 e 9 febbraio, e il Giubileo degli Artisti e del Mondo della Cultura, in programma dal 15 al 18 febbraio. A questi, si aggiunge il Giubileo dei Diaconi, dal 21 al 23 febbraio, A dedicato ai diaconi permanenti e ai loro famigliari. La partecipazione a queste celebrazioni non solo arricchisce l’esperienza del Giubileo 2025, ma permette anche di immergersi nella profonda connessione tra fede, servizio e creatività che caratterizza la tradizione cattolica. Vediamo, allora, nel dettaglio gli appuntamenti del mese.

Il Giubileo delle Forze Armate, in programma l’8 e il 9 febbraio

Il mese di febbraio si apre con l’evento speciale dedicato alle Forze Armate, alle Forze di Polizia e agli operatori di sicurezza a cui sono specificatamente invitati, oltre ai membri di queste istituzioni, anche i loro familiari, i vigili urbani, i veterani, le associazioni militari, le accademie e le cappellanie militari. Il programma prevede per sabato 8 febbraio, dalle 8:00 alle 17:00, un pellegrinaggio alla Porta Santa, offrendo ai partecipanti l’opportunità di attraversarla e di ricevere il Sacramento della Riconciliazione nelle chiese giubilari, con confessioni disponibili in diverse lingue per facilitare tutti i fedeli.

Papa Francesco

Fonte: 123RF

Papa Francesco e i fedeli in Piazza San Pietro

Nel pomeriggio, poi, dalle 15:00 alle 17:00, in Piazza del Popolo, è previsto un momento di accoglienza arricchito da un concerto bandistico che regalerà un’atmosfera di comunità e celebrazione in città. Domenica 9 febbraio, alle 10:30, in Piazza San Pietro, il Santo Padre presiederà la Santa Messa, unendo in preghiera tutti i partecipanti. Come di consueto, l’accesso a Piazza San Pietro per questa celebrazione è gratuito e non richiede biglietti.

Il Giubileo degli Artisti e del Mondo della Cultura tra incontri e mostre

Il Giubileo degli Artisti e del Mondo della Cultura, organizzato dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione, si svolgerà dal 15 al 18 febbraio 2025 con una serie di eventi significativi. Il programma inizia sabato 15 febbraio, dalle 9:00 alle 11:00, con un’Udienza Giubilare aperta a tutti in Piazza San Pietro, durante la quale Papa Francesco incontrerà artisti e operatori culturali.

Nella stessa giornata, quindi, dalle 10:00 alle 13:00, i Musei Vaticani ospiteranno l’incontro su invito internazionale Sharing Hope – Horizons for Cultural Heritage, rivolto a responsabili di musei, professionisti dell’arte, accademici e istituzioni culturali. L’obiettivo è riflettere sulle modalità contemporanee di promozione e trasmissione del patrimonio religioso e artistico.

Nella stessa giornata, poi, dalle 18:00 alle 20:00, verrà inaugurato lo spazio espositivo Conciliazione 5, situato in Via della Conciliazione a Roma (evento aperto a tutti). In tale occasione, sarà anche presentato il progetto del Maestro Yan Pei-Ming, realizzato in collaborazione con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria italiana e la Comunità del Carcere di Regina Coeli.

Domenica 16 febbraio, alle 10:00, nella Basilica di San Pietro, si terrà una Celebrazione Eucaristica aperta a tutti, dedicata ai protagonisti della cultura e a coloro che operano nel mondo delle arti. La sera, dalle 20:00 alle 22:00 (ultimo ingresso alle 21:30), sempre in San Pietro, si svolgerà una Notte Bianca con il passaggio della Porta Santa. Questo evento è aperto a tutti previa iscrizione al Giubileo tramite il sito ufficiale

Si prosegue lunedì 17 febbraio, dalle 9:00 alle 11:00: per la prima volta nella storia, un Pontefice visiterà gli studi di Cinecittà a Roma (evento su invito). Papa Francesco incontrerà una rappresentanza di artisti e protagonisti del mondo della cultura, in collaborazione con il Ministero della Cultura italiano e Cinecittà. E nel corso del pomeriggio si terrà l’incontro Artisans of Hope con i rappresentanti dei centri culturali cattolici e degli organismi ecclesiali dedicati alla cultura.

Infine, martedì 18 febbraio, dalle 17:00 alle 19:00, presso la sede del Dicastero, verrà inaugurata la mostra Global Visual Poetry: traiettorie transnazionali nella Poesia Visiva, curata da Raffaella Perna, che metterà in luce il contributo innovativo di questa corrente artistica del Novecento. L’evento è su invito.

Il Giubileo dei Diaconi chiude il mese di febbraio

L’ultimo grande evento del mese di febbraio è il Giubileo dei Diaconi, previsto dal 21 al 23 febbraio 2025 e dedicato ai diaconi permanenti e alle loro famiglie. Le attività prendono il via venerdì 21 febbraio alle 15:30 con un momento di accoglienza e la recita comune dell’Ora Media nelle chiese giubilari, organizzate per lingua. Successivamente, dalle 16:00 alle 18:00, si terranno sessioni di catechesi e condivisione di esperienze tra i partecipanti.

Basilica di San Pietro Roma

Fonte: 123RF

Interno della Basilica di San Pietro

Sabato 22 febbraio, dalle 8:00 alle 17:00, è previsto poi il pellegrinaggio alla Porta Santa, con la possibilità di ricevere il Sacramento della Riconciliazione nelle chiese giubilari. La giornata culminerà alle 18:00 con una veglia vocazionale, anch’essa organizzata nelle chiese giubilari secondo le diverse lingue. Domenica 23 febbraio, alle 10:00, nella Basilica di San Pietro, il Santo Padre presiederà la Santa Messa, durante la quale avverranno ordinazioni diaconali, sottolineando l’importanza del ministero diaconale nella Chiesa. L’ingresso in Piazza San Pietro per la Santa Messa presieduta dal Santo Padre è gratuito e non richiede biglietti.

Gli altri eventi del mese di febbraio: due nuove mostre da non perdere

Oltre ai grandi eventi presentati, a febbraio sono previsti anche altri appuntamenti sempre nell’ambito del calendario giubilare. Intanto, il 5 febbraio (ore 18:00) viene inaugurata la mostra fotografica I Volti della Povertà in Carcere. A ospitarla – con il patrocinio del Giubileo 2025 – è la Galleria La Pigna presso Palazzo Maffei Marescotti e sarà aperta al pubblico fino al 13 febbraio, tutti i giorni dalle 15:00 alle 19:00. Ideata a partire dall’omonimo volume di Rossana Ruggiero e Matteo Pernaselci, l’esposizione ha come obiettivo quello di valorizzare l’umanità spesso dimenticata dei detenuti. All’inaugurazione sono attesi il vescovo ausiliare di Roma e delegato per la pastorale carceraria Mons. Benoni Ambarus, il fotoreporter Luca Catalano Gonzaga e la giornalista Rai e vicepresidente dell’Associazione Volontari in Carcere Daniela De Robert. L’ingresso è libero.

Altra mostra appena inaugurata, infine, è En Route presso la prestigiosa Biblioteca Apostolica Vaticana che con questa esposizione celebra il Giubileo esplorando il tema del viaggio nella collezione Poma di recente ritrovamento. Un fondo che comprende circa 1.200 giornali dalle località più remote dei cinque continenti, stampati in lingue rare, e che appartenne al diplomatico ed erudito Cesare Poma (1862-1932).

Tra i documenti più importanti ci sono i numeri del periodico En Route, pubblicato tra il 1895 e il 1897 dai giornalisti francesi Lucien Leroy e Henri Papillaud durante il loro viaggio intorno al mondo. Nei loro scritti emerge la descrizione di luoghi e culture lontane in cui emergono storie di uomini e donne che hanno sfidato gli stereotipi dell’epoca vittoriana. Sesta tappa del percorso di dialogo tra il patrimonio della Biblioteca Apostolica Vaticana e l’arte contemporanea, questa mostra coinvolge anche tre creativi contemporanei: Lorenzo Jovanotti Cherubini, Kristjana S Williams e Maria Grazia Chiuri.

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Le mostre più belle da vedere nel 2025

2025: nuovo anno, nuovi propositi, nuove mostre da vedere per soddisfare la nostra voglia di scoperta, arte e cultura. Sia in Italia che all’estero avremo tantissime opportunità per lasciarci travolgere dalla bellezza raccontata in forme diverse: moda, fotografia, pittura, scultura e cinema, per citarne alcune.

Qui abbiamo selezionato alcune delle mostre più belle da vedere nel 2025, così da aiutarvi a pianificare i vostri prossimi viaggi anche in base alle mostre che, mese dopo mese, arricchiranno in meglio il nostro bagaglio culturale.

Le mostre da non perdere in Italia

Partiamo dalle mostre in calendario in alcune città italiane, tra fotografia di moda e di viaggio, pitture sognanti e opere che uniscono arte e politica.

George Hoyningen-Huene: Glamour e Avanguardia, Milano

Dal 21 gennaio al 18 maggio 2025, Palazzo Reale a Milano ospiterà una prima assoluta in Italia: oltre 100 scatti iconici con stampe al platino immortalati da George Hoyningen-Huene. Fotografo per Vogue, Vanity Fair e Harper’s Bazaar, è il protagonista di una riscoperta globale grazie alle numerose mostre organizzate in diverse città europee.

Non tutti lo conoscono, ma dovrebbero: nato a San Pietroburgo nel 1900, fuggito a Londra insieme alla famiglia all’indomani della Rivoluzione d’Ottobre, lavorò soprattutto tra Parigi, New York e Hollywood. Fin da subito si fece notare per il suo occhio attento, in particolare nel campo della moda. Iniziò a pubblicare i suoi scatti dal 1926 su Vogue, Vanity Fair e Harper’s Bazaar, ispirando i fotografi delle generazioni successive come Richard Avedon e Nick Knight.

Una figura interessante che entra a far parte della cerchia ristretta di Man Ray, frequentando artisti surrealisti come Salvador Dalì, Lee Miller, Pablo Picasso e Jean Cocteau.

La Belle Époque. L’arte nella Parigi di Boldini e De Nittis, Brescia

Andiamo a Brescia, dove Palazzo Martinengo ospiterà dal 25 gennaio al 15 giugno una mostra dedicata alla Belle Époque. Qui avrete l’opportunità di ammirare i capolavori che Boldini, De Nittis, Zandomeneghi, Corcos e Mancini eseguirono durante gli anni trascorsi a Parigi. Fu nella capitale francese, infatti, che questi pittori italiani trovarono il successo immortalando le piazze parigine, i lunghissimi boulevard, gli interni delle case borghesi e gli affollati caffè.

Il percorso espositivo è suddiviso in nove sezioni e custodisce oltre 100 opere, provenienti soprattutto da collezioni private, solitamente inaccessibili, e da altri musei come le Gallerie degli Uffizi di Firenze, il Museo Giovanni Boldini di Ferrara e il Museo Civico di Palazzo Te di Mantova. Tra le opere esposte citiamo il “Ritratto di signora in bianco” di Giovanni Boldini, “Sulla panchina agli Champs Elysées” di Giuseppe De Nittis e “Al Café Nouvelle Athènes” di Federico Zandomeneghi.

Ai Weiwei. Who am I?, Bologna

Se non l’avete ancora fatto, avete tempo fino al 4 maggio 2025 per scoprire il mondo di Ai Weiwei, il più famoso artista contemporaneo cinese, ma soprattutto un intellettuale dissidente. Ai Weiwei, infatti, fu arrestato nel 2011 durante la stretta del governo comunista contro blogger, attivisti e scrittori accusati di cospirare per una supposta “primavera cinese”.

La mostra, allestita a Palazzo Fava a Bologna, mostra l’impegno e la ricerca costante della verità da parte dell’artista, una ricerca che l’ha portato a essere un perseguitato politico. Combinando una vasta gamma di media per esprimere idee complesse e provocatorie, la mostra ci aiuta a immergersi nel suo pensiero attraverso oltre 50 opere tra installazioni, sculture, video e fotografie.

Steve McCurry – Children, Fermo

Chi ama viaggiare sicuramente conosce il fotografo Steve McCurry: i suoi scatti sono tra i più iconici e famosi. Dal 20 dicembre 2024 al 4 maggio 2025, Palazzo dei Priori a Fermo espone oltre 50 fotografie del celebre fotografo americano le quali esplorano un percorso emozionante con focus sull’infanzia. Si tratta di una mostra importante perché è l’unica esposizione tematica interamente dedicata ai bambini, realizzata nell’arco di quasi cinquant’anni di carriera.

Le immagini alternano guerra e poesia, sofferenza e gioia, stupore e ironia e provengono da ogni angolo del mondo, ritraendo i più piccoli in scene di vita quotidiana e offrendo un omaggio a questo periodo straordinario della vita. Lo stesso Steve McCurry ha dichiarato: “Ho avuto il grande privilegio di fotografare i bambini di tutto il mondo e ora che ho una figlia anch’io apprezzo ancora di più la loro energia, la loro curiosità, le loro potenzialità. Nonostante il contesto difficile in cui molti di loro nascono, i bimbi hanno la capacità di giocare, sorridere, ridere e condividere piccoli momenti di gioia. C’è sempre la speranza che un bambino possa crescere e cambiare il mondo.”

Mostre Italia 2025

Fonte: Ufficio Stampa/©Steve McCurry All rights reserved

Uno scatto dalla mostra Children di Steve McCurry

Roma Pittrice. Artiste al lavoro tra XVI e XIX secolo, Roma

Fino al 23 marzo, il Museo di Roma ospita la mostra dedicata alle artiste che lavorarono nella Capitale a partire dal XVI secolo, con un percorso che giunge fino al 1800 e alle nuove modalità di progressivo accesso alla formazione che lentamente si impongono in accordo con il panorama europeo. Il progetto espositivo propone circa 130 opere, realizzate da cinquantasei diverse artiste, attive in città stabilmente o per periodi più o meno lunghi.

Tra queste citiamo la presenza delle famose Lavinia Fontana, Artemisia Gentileschi e Giovanna Garzoni, e delle meno note Giustiniana Guidotti, Ida Botti o Amalia De Angelis, oltre che Maria Felice Tibaldi Subleyras, Angelika Kaufmann, Laura Piranesi e Marianna Candidi Dionigi.

Le mostre da non perdere in Europa

Se state programmando un viaggio in alcune di queste splendide città europee, segnatevi in agenda queste mostre perché daranno un valore aggiunto alla vostra esperienza.

From the Heart to the Hands: Dolce & Gabbana, Parigi

Al Grand Palais di Parigi, dal 10 gennaio al 31 marzo, ci sarà una mostra dedicata alla maison Dolce & Gabbana. Curata da Florence Müller, ex docente presso l’Istituto Francese della Moda di Parigi, l’esposizione presenterà oltre 200 creazioni dei designer Domenico Dolce e Stefano Gabbana, fondatori della casa di moda nel 1985. “Sviluppandosi attraverso una serie di dieci sale che coprono 1.200 metri quadrati, la mostra esplora l’approccio non convenzionale del marchio al mondo del lusso, abbracciando l’umorismo, l’irriverenza e la sovversione”, come dichiarato in un comunicato stampa.

La scenografia di ogni sezione trae ispirazione dalla storia dell’arte italiana, dall’opera, dall’arte dello stucco, dall’architettura, in particolare dal Palazzo Farnese di Roma, capolavoro del Rinascimento, dal design degli interni barocchi, e dal Tempio della Concordia ad Agrigento, costruito intorno al 430 a.C. in Sicilia.

Radical! Women Artists and Modernism 1910–1950, Vienna

Dal 18 giugno al 12 ottobre, al Palazzo Belvedere di Vienna, ci sarà una mostra davvero interessante. L’esposizione è dedicata a più di sessanta artiste provenienti da oltre venti paesi, aprendo nuove prospettive sulla diversità e sugli aspetti innovativi del Modernismo. Ad accomunare le artiste è la ricerca di nuovi linguaggi visivi e forme di rappresentazione pensate per catturare l’essenza del mondo moderno.

Le opere documentano una società in cambiamento e le reazioni delle artiste a questioni urgenti in un periodo caratterizzato da sconvolgimenti storici e cambiamenti tecnologici. Tra le donne protagoniste della mostra citiamo Gertrud Arndt, Bendetta, Romaine Brooks, Elizabeth Catlett, Claude Cahun, Sonia Delaunay, Inji Efflatoun, Alexandra Exter, Leonor Fini, Jacoba van Heemskerck van Beest e Hannah Höch.

Nigerian Modernism, Londra

Londra è una città che di mostre ne ha davvero tantissime e scegliere potrebbe essere una decisione complessa. Se state cercando un’esibizione diversa dalle altre, noi vi consigliamo quella organizzata al Tate Modern dall’8 ottobre 2025 all’11 maggio 2026. Sullo sfondo di una fervida ribellione culturale e artistica, il Modernismo Nigeriano esalta le conquiste degli artisti locali, sia prima che dopo l’indipendenza nazionale dal dominio coloniale britannico nel 1960.

Questo movimento artistico racconta la storia di reti creative che collegavano città come Zaria, Ibadan, Lagos ed Enugu, ma anche centri artistici internazionali come Londra, Monaco e Parigi. Attraverso gruppi pionieristici come la Zaria Art Society e l’Mbari Artists’ and Writers’ Club, questi artisti hanno sapientemente fuso tradizioni e tecniche nigeriane, africane ed europee, dando vita a opere vibranti e multidimensionali.

Wes Anderson: The Exhibition, Londra

Abbiamo detto che Londra ha sempre qualche mostra interessante: ecco perché non abbiamo resistito e ne abbiamo inserito un’altra, questa volta organizzata al Design Museum dal 21 novembre 2025 al 4 maggio 2026. Stiamo parlando della mostra dedicata all’eccentrico regista Wes Anderson che, per l’occasione, aprirà i suoi archivi personali.

Negli ultimi quasi 30 anni, il cineasta americano ha sviluppato uno stile visivo inconfondibile e assolutamente unico che fa impazzire anche i social nella creazione di contenuti ispirati alle sue pellicole. La mostra è realizzata in collaborazione con la Cinémathèque française e la casa di produzione di Anderson, American Empirical Pictures; lo stesso regista è personalmente coinvolto nella cura dell’esposizione.

Anselm Kiefer: Where Have All the Flowers Gone, Amsterdam

Dal 7 marzo al 9 giugno, Vincent van Gogh e Anselm Kiefer saranno protagonisti di una mostra a due sedi che aprirà ad Amsterdam. Anselm Kiefer: Where Have All the Flowers Gone sarà divisa tra il Museo Van Gogh e lo Stedelijk Museum con l’obiettivo di mettere in luce la decennale fascinazione di Kiefer per l’artista olandese e per offrire una nuova prospettiva sul suo più ampio sviluppo artistico.

Al Museo Van Gogh, le mostre includeranno disegni realizzati da Kiefer durante un viaggio tra Paesi Bassi, Belgio e Francia da adolescente, ripercorrendo le orme di Van Gogh, mentre lo Stedelijk esporrà per la prima volta tutte le opere di Kiefer presenti nella sua collezione. Queste includeranno film e tele famose come “Innenraum” (Interno), che raffigura la sala dei mosaici della cancelleria del Reich, ormai demolita, a Berlino, simbolo della dittatura nazista.

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Palazzo Te compie 500 anni: nuovo percorso museale e le mostre

Il 2025 è un anno importante per Mantova: la città festeggerà i 500 anni di Palazzo Te, uno dei simboli più prestigiosi del rinascimento italiano e per l’occasione non mancheranno eventi, mostre, appuntamenti e tanto altro. Arte, letteratura e politica convivono all’interno di questo edificio che attira ogni anno tantissimi visitatori e che nei prossimi 12 mesi potranno seguire un percorso di visita aggiornato con un riallestimento delle prime sale e tanto altro. Vediamo insieme cosa c’è da sapere sull’occasione.

Il cinquecentenario di Palazzo Te: mostre ed eventi

Palazzo Te per il cinquecentenario si prepara ad una veste nuova: l’obiettivo è festeggiare in grande stile tramite un’esperienza rinnovata che attiri non solo chi non c’è mai stato ma anche chi lo ha già visto e ne conosce la bellezza. Dalla prossima primavera 2025 sarà ufficialmente inaugurato il nuovo percorso museale che coinvolge un riallestimento delle prime sale del Palazzo.

Il tema dominante? Le Metamorfosi ovidiane che faranno ripercorrere il tutto attraverso un percorso curato da Claudia Cieri Via. L’esposizione sarà arricchita da alcuni capolavori del Rinascimento in prestito e provenienti dal museo del Louvre, dall’Albertina di Vienna e dagli Uffizi di Firenze. L’obiettivo è fondere e far dialogare opere con temi e dettagli in comune creando un intreccio unico che fonda classicità e contemporaneità.

Potremmo definire un momento clou che coinciderà con l’autunno 2025: durante questi mesi Palazzo Te ospiterà le installazioni cinematografiche multischermo dell’artista britannico Isaac Julien di cui una ispirata proprio al tema delle Metamorfosi ma con un’ispirazione contemporanea.

Non è finita qui: le celebrazioni per i 500 anni di Palazzo Te saranno arricchite ulteriormente da altri allestimenti e interventi strutturali. Basti pensare che dalla primavera ci sarà l’introduzione di una nuova illuminazione dell’Esedra per esaltare la maestosità del complesso architettonico.

Mantova festeggia i 500 anni di Palazzo Te

Fonte: iStock

Mantova si prepara a festeggiare il cinquecentenario di Palazzo Te: eventi, nuovo percorso museale e mostre temporanee

La storia di Palazzo Te

Palazzo Te è tra i monumenti più interessanti di Mantova e viene considerato a tutti gli effetti un punto di riferimento tra i capolavori architettonici e artistici rinascimentali del Belpaese. Il progetto inizia nel XVI secolo con la richiesta di Federico II Gonzaga che, con il titolo di marchese della città, desiderava una residenza destinata al piacere e alla fuga dalla vita di corte ricca di impegni.

La firma del progetto porta il nome di Giulio Romano, artista allievo di Raffaello che ha conquistato l’interesse degli investitori dell’epoca grazie al suo talento. I lavori effettivi sono partiti nel 1525 per concludersi circa nel 1534. L’edificio è stato costruito sull’isola del Te e la location non è certo casuale: si tratta di una zona rurale non lontana dal centro della città, immersa in un paesaggio naturale e rilassante perfetta per il posizionamento di una villa suburbana.

Lo stile è un classicismo rinascimentale reinterpretato; la maestria di Giulio Romano emerge nelle proporzioni e nelle simmetrie, così come nelle decorazioni. La facciata si distingue con una semplicità ingannevole per poi lasciare tutti a bocca aperta all’interno grazie ad ambienti riccamente decorati e ciascuno con un tema specifico. Ambizione, amore per l’arte e ingegno sono i tre pilastri che hanno condotto Palazzo Te al successo fino a diventare uno degli edifici più prestigiosi del periodo rinascimentale.

Il nome “Te” deriva dall’isola su cui è stato costruito che in passato era conosciuta come “Tejeto”. Federico II voleva un angolo in cui svagarsi ma ideale anche per eventi di rappresentanza e lontano dalla rigidità della corte. Dalla caccia alle feste, sono tanti gli ospiti illustri che vi hanno soggiornato.  La pianta è quadrata e presenta un cortile centrale. Le sale, decorate con affreschi, sono davvero ricche e sono caratterizzate da una tecnica di illusionismo pittorico molto in voga nel periodo.

Visitandolo ci si rende conto di come l’uso di prospettive illusionistiche e dei temi mitologici sia proprio la caratteristica distintiva dell’opera realizzata da Giulio Romano per il Gonzaga. Elementi classici tra cui colonne, frontoni e timponi vengono arricchiti da decorazioni elaborate, mentre la disposizione degli ambienti interne e delle decorazioni ha il solo scopo di lasciare i visitatori a bocca aperta.

Giardino di Palazzo Te

Fonte: iStock

Il giardino curato in stile rinascimentale di Palazzo Te compie 500 anni

Cosa non perdere nella visita a Palazzo Te

Il gioiello rinascimentale è tra i must da visitare a Mantova: Palazzo Te ha tantissimo da offrire ai turisti e agli appassionati d’arte, a partire dalla Sala dei Giganti. Quando si parla di questo edificio è proprio lei la prima area che viene in mente; un autentico capolavoro di affreschi che avvolgono lo spettatore in una scena mitologica mozzafiato. Le pareti e il soffitto sembrano fondersi in un unico affresco che racconta quella che è stata la caduta dei giganti puniti da Giove. Altrettanto suggestiva la sala di Amore e Psiche: qui le pareti raccontano la passione e l’amore attraverso colori vivaci e omaggiando uno dei miti più amati e conosciuti.

Sala dei Giganti

Fonte: Ufficio Stampa

Sala dei Giganti, una delle più belle di Palazzo Te

Tra le altre tappe imperdibili nel percorso museale ci sono la loggia di Davide con affreschi che la adornano e raffigurano scene bibliche dell’omonima figura e il giardino segreto che sembra voler raccontare proprio come il verde curato faccia parte dell’architettura in stile rinascimentale. Una chicca in più? Il cortile d’onore: è un esempio di come le linee architettoniche rigorose e gli elementi classici si combinano mostrando il talento dell’architetto.

Fonte: Ufficio Stampa

Loggia di Davide tra le tappe imperdibili durante una visita a Palazzo Te

Altrettanto degna di nota la scuderia, altrettanto riccamente decorata nonostante la sua funzione e la sala dei Cavalli che ritrae gli esemplari prediletti di Federico II Gonzaga. Il motivo della sua realizzazione è quello di omaggiare la passione del marchese che amava questi animali ma è anche un’occasione in più per notare il talento e le abilità pittoriche di Giulio Romano.

Oltre al percorso museale standard, che verrà rinnovato nel 2025 grazie al cinquecentenario, consigliamo di tenere d’occhio il calendario con mostre temporanee che viene arricchito di contenuti stimolanti e nuovi per rendere le visite sempre più coinvolgenti. Chi ha in programma una visita a Mantova nei prossimi mesi non potrà perdere questo capolavoro rinascimentale in un anno così speciale.

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La grande mostra su Cleopatra ai Musei Reali di Torino

Cleopatra, l’ultima regina d’Egitto, continua a esercitare un fascino senza tempo. La sua figura complessa e magnetica ha attraversato secoli, ispirando scrittori, artisti e registi. Da William Shakespeare a Théophile Gautier, fino a Elizabeth Taylor e Monica Bellucci, Cleopatra è diventata simbolo di potere, bellezza e mistero. In occasione dei 300 anni del Museo di Antichità (1724-2024), i Musei Reali di Torino dedicano a questo straordinario personaggio la mostra dossier “Cleopatra. La donna, la regina, il mito”, ospitata dal 23 novembre al 23 marzo 2025 nello Spazio Scoperte della Galleria Sabauda.

Curata da Annamaria Bava ed Elisa Panero, l’esposizione offre un viaggio coinvolgente che ripercorre oltre duemila anni di storia e mito. Lungo il percorso, Cleopatra viene raccontata come figura storica e come icona leggendaria, attraverso opere d’arte, manufatti archeologici, documenti cinematografici e molto altro.

“Sono esposte una quarantina di opere, in parte conservate nei nostri depositi dei Musei Reali e di Palazzo Madama a Torino, ma anche provenienti da varie collezioni pubbliche e private, – spiega la curatrice Elisa Panero, – tra cui i Musei Capitolini, la Centrale Montemartini, le Gallerie Nazionali di Palazzo Barberini e Galleria Corsini di Roma, la Soprintendenza del Molise, la Pinacoteca di Brera di Milano, che delineano un viaggio a tutti gli effetti nella storia.

Ma al tempo stesso si tratta di un viaggio nel mito, quello creato da Cleopatra stessa, quando era ancora in vita, e quello generato dopo la sua morte, proprio in ragione della sua scelta di morte con il serpente, per non essere condotta come schiava a Roma, che ne ha fatto un vero e proprio simbolo.”

Cinque aree tematiche per scoprire Cleopatra

L’esposizione, articolata in cinque sezioni tematiche che svelano diversi aspetti della vita, del regno e del mito di Cleopatra, si apre con un quadro storico che inquadra Cleopatra VII (51-30 a.C.), ultima sovrana della dinastia tolemaica. L’Egitto ellenizzato del suo tempo, crocevia di civiltà e innovazioni, vive sotto il regno di Cleopatra un’epoca di sviluppo economico e culturale, consolidando la propria posizione di rilievo nel Mediterraneo.

Tra i capolavori esposti spicca la Testa di fanciulla c.d. di Cleopatra, una scultura in marmo bianco risalente al I secolo a.C., appartenente alle collezioni del Museo di Antichità. I suoi tratti raffinati e la particolare acconciatura rimandano direttamente all’iconografia della celebre regina. Accanto ad essa, sculture e reperti archeologici dialogano con dipinti, incisioni, documenti cinematografici e opere grafiche che hanno immortalato Cleopatra nel corso dei secoli.

Mostra Cleopatra ai Musei Reali Torino

Fonte: MG Casella

Mostra Cleopatra ai Musei Reali Torino

Il fascino della regina che sfidò Roma

Una sezione particolarmente suggestiva è “Cleopatra: la regina che sfidò Roma”, che esplora il ruolo politico e diplomatico della sovrana e i suoi legami con figure storiche di spicco come Giulio Cesare, Marco Antonio e Ottaviano Augusto. Tra i pezzi esposti, la Testa di Giulio Cesare da Tusculum dei Musei Reali, considerata uno dei ritratti più realistici del dittatore romano, e sculture di Marco Antonio e Ottaviano, in prestito da altre prestigiose istituzioni.

Questa sezione racconta non solo il lato politico, ma anche l’aspetto umano e visionario della regina. Cleopatra emerge non solo come una donna di potere, ma anche come un’abile stratega capace di promuovere riforme, tra cui una significativa revisione del sistema monetario che contribuì alla prosperità dell’Egitto.

L’origine del mito di Cleopatra

La mostra analizza come il mito di Cleopatra abbia iniziato a prendere forma già durante la sua vita, intrecciandosi con l’immagine della dea Iside, un accostamento che ne amplificò l’aura divina e la rese oggetto di culto. Questo legame divino si riflette nelle opere rinascimentali e barocche, che ritraggono la regina come una figura tragica e seducente.

Nel Rinascimento, la sua immagine iniziò a prendere piede nell’arte occidentale, come dimostra una raffinata incisione di Marcantonio Raimondi, nata dalla collaborazione con Raffaello. Mentre tra Seicento e Settecento Cleopatra viene spesso raffigurata nel momento della sua morte con il serpente, simbolo di sacrificio e potere.

Come testimoniano i dipinti di Giovanni Giacomo Sementi (1625-1626) della Galleria Sabauda o di Giovanni Lanfranco (1630) delle Gallerie Nazionali di Roma. Particolarmente intrigante è il dipinto di Elisabetta Sirani, che raffigura Cleopatra mentre dissolve un prezioso orecchino in una coppa di aceto, un gesto emblematico della sua opulenza e astuzia politica, che esalta la sua capacità di sorprendere e affascinare.

Dall’esoterismo a icona pop

Nell’Ottocento, Cleopatra divenne musa per composizioni di gusto orientaleggiante, come il dipinto dall’atmosfera misteriosa di Anatolio Scifoni (1869), che ritrae l’incontro tra la regina e una maga e accompagna verso il termine del percorso espositivo. Che si conclude con un omaggio alla Cleopatra pop, esplorando la sua fortuna nel cinema, nella musica e nella cultura di massa con dischi, fumetti, giochi da tavolo.

Da locandine cinematografiche a spezzoni di film, si ripercorre l’evoluzione dell’immagine della regina, dall’epoca del muto alla celebre interpretazione di Elizabeth Taylor nel colossal di Joseph Mankiewicz (1963) fino alla versione ironica di Monica Bellucci in Asterix & Obelix – Missione Cleopatra (2002), passando per pellicole comiche italiane come Due notti con Cleopatra (1954) con Sofia Loren e Alberto Sordi, e il divertente Totò e Cleopatra (1963). Film che testimoniano come la regina d’Egitto continui tuttora a influenzare l’immaginario collettivo.

La mostra è un’occasione per immergersi nella storia e nella leggenda di una delle figure più enigmatiche e influenti di tutti i tempi. Un evento che attraverso un dialogo tra archeologia, arte e cultura pop, induce a riflettere sul fascino eterno esercitato dal suo mito nel corso dei secoli, che dopo duemila anni continua a far parlare di sè.

Info utili

“Cleopatra. La donna, la regina, il mito” è visitabile nello Spazio Scoperte della Galleria Sabauda di Torino (ingresso da piazzetta Reale 1) fino al 23 marzo 2025, orario 9-19.

Ingresso compreso nel biglietto dei Musei Reali, intero € 15, ridotto € 2 (ragazzi dai 18 ai 25 anni), gratuito per minori di 18 anni.
La mostra sarà accompagnata da un ciclo di incontri, da dicembre 2024 a marzo 2025, per approfondire le tematiche legate alle opere in esposizione e conoscere meglio la donna e il mito che hanno fatto la storia.

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Le più belle mostre da vedere a ottobre in Italia

Per gli appassionati di arte e storia sono tanti gli appuntamenti previsti in Italia a ottobre. Dal Nord al Sud il calendario è fitto di mostre che mirano a celebrare artisti di un lontano passato e talenti più contemporanei, dando la possibilità al pubblico di ammirare la loro opera. Personalità creative diverse che hanno lasciato il segno con il loro stile unico, attraverso varie forme d’arte, dal disegno alla scultura, dalla pittura alla fotografia. Di seguito vi segnaliamo alcune delle mostre in programma che vale la pena visitare da ottobre in poi.

Il Rinascimento a Brescia – Brescia

Dal 18 ottobre 2024 al 16 febbraio 2025 a Brescia si può visitare la mostra su alcuni artisti del Rinascimento al Museo di Santa Giulia. Nello specifico nelle varie sale saranno esposti dipinti di maestri della pittura bresciana che dialogano con oggetti preziosi come armature, strumenti musicali, arazzi. Alessandro Bonvicino, il Moretto, Girolamo Romanino e Giovanni Gerolamo Savoldo sono personalità fondamentali del 500 artistico bresciano e al centro di questa mostra spiccano la poesia, la natura, la musica e sentimenti come l’amore, il desiderio e la fede attraverso le loro opere.

Antonio Ligabue: I misteri di una mente – Roma

Dal 28 settembre 2024 al 12 gennaio 2025 è possibile visitare la mostra Antonio Ligabue – I Misteri di una mente al Museo Storico della Fanteria di Roma. L’esposizione dà uno sguardo sull’artista e la sua opera liberandolo dalle etichette e offrendo ai visitatori una nuova lettura di una mente irrequieta e instabile che ci ha regalato dei veri e propri capolavori. Oltre 30 sculture in bronzo si alternano a 18 dipinti a olio dallo stile incredibile di Ligabue con particolare attenzione al mondo animale che lo ha sempre affascinato.

Il Giro del Mondo in 80 Aquiloni – Cervia

Dall’11 al 22 ottobre ARTEVENTO propone un omaggio al Giappone a Cervia con una grande esposizione denominata Il Giro del Mondo in 80 Aquiloni che rappresenta il gemellaggio tra il Museo dell’Aquilone e il Museo Tako no Hakubutsukan di Tokyo. La mostra avrà luogo al Magazzino del Sale Torre di Cervia dove sarà possibile ammirare aquiloni antichi e contemporanei giapponesi come patrimonio culturale immateriale dell’umanità e simbolo della pace e della sostenibilità ambientale.

Juan Gris

Fonte: Ufficio stampa

Natura Morta di Juan Gris

Henri Cartier-Bresson e l’Italia – Rovigo

Dal 28 settembre 2024 al 26 gennaio 2025 è aperta al pubblico la mostra monografica Henri Cartier-Bresson e l’Italia al Palazzo Roverella di Rovigo. In esposizione 200 fotografie, documenti e numerose opere vintage che raccontano il rapporto del maestro della fotografia francese con il nostro paese, iniziato negli anni Trenta fino agli anni Settanta. Alcune delle foto più memorabili di Cartier-Besson infatti risalgono al suo primo viaggio in Italia con l’amico André Pieyre de Mandiargues e Leonor Fini sulle tracce di Carlo Levi tra l’Abruzzo e la Lucania. In mostra anche servizi per alcune riviste dell’epoca dedicati a Roma, Napoli e Venezia, finendo nella suggestiva Matera.

L’età dell’Oro – Perugia

La Galleria Nazionale di Perugia ospita dal 26 ottobre 2024 al 19 gennaio 2025 la mostra L’Età dell’Oro che espone alcune delle opere di maestri come Duccio di Boninsegna, Gentile da Fabriano, Alberto Burri, Michelangelo Pistoletto, Carla Accardi, Jannis Kounellis, Yves Klein, Andy Warhol, Jean du Vivier e Niccolò di Liberatore. L’oro è considerato il re dei metalli e nell’arte può trasformare un’opera in qualcosa di spirituale e unico. Curata da Alessandra Mammì, questa esposizione comprende cinquanta lavori tra passato e contemporaneo, creazioni che fanno parlare le forme, i simboli, in nome dell’oro.

Capitale del Disegno – Pesaro

Il 22 settembre 2024 è iniziata all’interno del Palazzo Mosca ai Musei Civici di Pesaro la mostra Capitale del Disegno a cura di Anna Cerboni Baiardi. Fino al 17 Novembre 2024 si possono ammirare circa 40 opere grafiche conservate nella Biblioteca Oliveriana, realizzate da artisti come Raffaello, Simone Cantarini, Giovanni Andrea Lazzarini e Federico Barocci. I sistemi multimediali messi al servizio dei visitatori permettono di vivere un’esperienza preziosa e sensoriale attraverso il disegno inteso come potente segno di comunicazione e trasmissione del sapere e delle idee. “I disegni permettono al visitatore di entrare nella dimensione più creativa dell’elaborazione artistica, di ammirare il valore sintetico di una linea o la morbidezza di un segno sfumato, di godere di un’immagine funzionale a un progetto o semplicemente di un esercizio di stile fine a se stesso” ha sottolineato la curatrice.

Helen Frankenthaler

Fonte: Ufficio stampa

Mostra Helen Frankenthaler

Helen Frankenthaler. Dipingere senza regole – Firenze

Palazzo Strozzi a Firenze ospita la mostra dedicata all’artista Helen Frankenthaler dal 27 settembre 2024 al 26 gennaio 2025. In esposizione sono alcune opere realizzate tra il 1953 e il 2002 da questa artista tra le più importanti del XX secolo. La mostra vuole celebrare la pratica innovativa di Helen Frankenthaler attraverso sculture e grandi tele provenienti da collezioni e celebri musei da tutto il mondo. “Con la sua ricerca innovativa, Frankenthaler si è distinta come figura pionieristica nel campo della pittura astratta, ampliandone le potenzialità in un modo che continua a ispirare ancora oggi nuove generazioni di artisti” ha dichiarato Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi.

Da Renoir a Picasso, da Mirò a Fontana – Monza

Dal 28 settembre 2024 al 23 febbraio 2025 l’Orangerie della Reggia di Monza si anima di una mostra con ben 12o capolavori del ‘900. La scena artistica europea tra fine ‘800 e il secondo dopoguerra è protagonista attraverso le opere di artisti come Picasso, Cézanne, Chagall, Joan Miró, Alberto Giacometti, Alberto Burri, Lucio Fontana, Henri Toulouse-Lautrec e altri. 120 fogli originali di cui alcuni molto rari, animano un evento espositivo ricco di autori per osservare la storia dell’arte dal punto di vista della stampa d’arte. “Le tecniche di stampa hanno rappresentato un territorio di sperimentazione e sincera espressione del proprio sentire per molti artisti dell’Otto e Novecento. La rarità e bellezza dei lavori esposti ci raccontano come ciascun maestro abbia interpretato le tecniche di stampa piegandole alle proprie esigenze, con risultati sorprendenti” ha spiegato la curatrice Simona Bartolena.

Matisse e la luce del Mediterraneo – Mestre

Presso il Centro Culturale Candiani di Mestre dal 28 settembre 2024 al 4 marzo 2025 è aperta al pubblico la mostra su Matisse, un viaggio tra i capolavori dell’artista francese con particolare attenzione ai luoghi del Mediterraneo che lo hanno ispirato. Pittore della gioia di vivere, delle emozioni e interprete della luce, Henri Matisse ha catturato la bellezza del Mediterraneo in alcune opere  in cui regnano la luce e il colore. La mostra comprende oltre 50 opere organizzate in sette sezioni.

Unseen. Le foto mai viste di Vivian Maier – Monza

Dal 17 ottobre 2024 al 26 gennaio 2025 si può visitare la mostra sulle celebri fotografie di Vivian Maier al Belvedere della Villa Reale di Monza. La famosa artista dell’immagine, pioniera della street photography, è protagonista di una ricca esposizione realizzata da Vertigo Syndrome in collaborazione con diChroma Photography di 22o fotografie in bianco e nero e a colori, divise in nove sezioni. Queste esplorano i temi e i soggetti caratteristici dello stile di Maier, dai ritratti alle scene di strada e personaggi ai margini della società catturati dal suo obiettivo.

Un capolavoro per Milano 2024: Sandro Botticelli – Milano

Dal 29 Ottobre 2024 al 2 Febbraio 2025 al Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano si potrà ammirare l’Adorazione dei Magi, una delle opere più belle di Sandro Botticelli, pittore del Rinascimento italiano. Dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze arriva in Lombardia l’opera realizzata intorno al 1475 per la cappella dedicata ai Magi della chiesa di Santa Maria Novella. La Madonna con il Bambino si trova su un basamento sotto i raggi della luce divina, mentre Giuseppe è assorto alle sue spalle e ai lati ci sono vari personaggi che seguono i Magi.

Miracoli a Milano. Carlo Orsi fotografo – Milano

Palazzo Morando a Milano ospita dal 31 ottobre 2024 al 2 febbraio 2025 la mostra Miracoli a Milano dedicata al fotografo Carlo Orsi con foto che risalgono agli anni Sessanta. Milano è l’oggetto e la musa di immagini tra luci e ombre di un reportage realizzato con strumenti Leica nell’Italia del dopoguerra. 140 opere in bianco e nero dall’archivio personale dell’autore, stampate sotto la sua supervisione, si potranno ammirare con un allestimento attento e suggestivo.

Il Cinquecento a Ferrara – Ferrara

Gli artisti Mazzolino, Ortolano, Garofalo e Dosso sono in mostra al Palazzo dei Diamanti di Ferrara dal 12 ottobre 2024 al 16 febbraio 2025. La mostra porta i visitatori a esplorare il primo Cinquecento a Ferrara, dagli anni del passaggio di consegne dal duca Ercole I d’Este al figlio Alfonso I, fino alla scomparsa di quest’ultimo nel 1534. Le opere esposte alternano sacro e profano, antico e moderno, storia e favola in un mondo figurativo ferrarese da ammirare e vivere.

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Le più belle mostre da vedere a settembre in Italia

Che voi siate appena tornati dalle vacanze o che siate, al contrario, in procinto di concedervi un weekend settembrino di relax in giro per l’Italia, sappiate che dal Nord al Sud non mancano le proposte per chi questo mese è a caccia di mostre, di tutti i tipi.

A settembre, infatti, l’Italia sarà piena di eventi e mostre, sia artistiche che non: ecco le più belle e quelle che la nostra redazione vi consiglia di non perdervi a settembre 2024.

Mark Di Suvero a Todi

In provincia di Perugia, dal  24 agosto al 6 ottobre è visitabile la mostra SPACETIME, dedicata a uno dei massimi scultori attualmente in vita, Mark Di Suvero. La mostra è stata possibile grazie alla collaborazione delle amministrazioni locali con la Fondazione Progetti Beverly Pepper e ha come focus il legame dell’artista Mark Di Suvero con la scultrice Beverly Pepper, con la quale collaborò negli Stati Uniti.

La mostra dedicata al celebre scultore legato all’espressionismo astratto e all’arte ambientale si inserisce all’interno del Festival delle Arti ed è curata da Marco Tonelli. Il percorso ha inizio con l’opera Neruda’s Gate in Piazza del Popolo e prosegue con l’esposizione di diversi dipinti e sculture nella Sala delle Pietre di Palazzo del Popolo.

Todi, con questa iniziativa, conferma il proprio impegno nell’esplorare linguaggi artistici innovativi. L’opera principale esposta sulla piazza è un grande portale rosso alto 8 metri dedicato al poeta cileno Neruda. Dopo la mostra, verrà installato a Todi, nel Parco del Ponte Bailey. Di Suvero, noto per omaggiare varie figure storiche, ha legato la sua arte a un forte impegno politico, esprimendo coinvolgimento emotivo ed esistenziale verso la realtà storica.

La mostra è aperta al pubblico, gratuitamente, nei seguenti orari: dal 24 agosto al 1° settembre, tutti i giorni, 10.30 – 12.30; 16.00 – 19.30; dal 2 settembre, solo venerdì sabato e domenica, 10.30 – 12.30; 16.00 – 19.30.

La fotografia di Salgado a Trieste

A Trieste, il 31 agosto e il 1 settembre 2024, l’Accademia di Fumetto insieme al Comune di Trieste, Civita Mostre e Musei e Contrasto, offriranno ai visitatori della mostra “Sebastião Salgado. Amazônia” un’esperienza artistica unica. Ventiquattro disegnatori creeranno una storia illustrata ispirata all’arte fotografica di Salgado, componendo un’unica illustrazione attraverso la tecnica del piano sequenza. Questo progetto, chiamato Le Terre dell’Arte, mira a unire i continenti dell’arte attraverso linguaggi comuni, con forti impatti emotivi.

La mostra invece, curata da Lélia Wanick Salgado, sarà esposta al Salone degli Incanti di Trieste fino al 13 ottobre 2024, promossa dal Comune di Trieste e organizzata da Civita Mostre e Musei e Contrasto. La mostra è aperta al pubblico dal lunedì alla domenica dalle ore 11.00 alle 20.00, con chiusura settimanale nella giornata di martedì.

Stato di Acre, Amazzonia

Fonte: Sebastião Salgado/Contrasto

Una fotografia sulle tribù amazzoniche di Sebastião Salgado

L’arte della ceramica a Vicenza

Dal 5 settembre all’8 dicembre 2024, il Museo del Gioiello di Vicenza ospiterà una mostra temporanea intitolata “1949-1975: Ceramica tra design e sperimentazione artistica. Una storia parallela alla Fiera dell’Oro”, curata dal Museo Civico della Ceramica “Giuseppe De Fabris” di Nove (VI).

La mostra esplorerà l’evoluzione di una manifattura affascinante ben radicata nel territorio vicentino. Saranno esposte 27 creazioni uniche provenienti dalla collezione della Fiera di Vicenza, premiate durante i concorsi della fiera campionaria tra il 1949 e il 1975.

La Fiera di Vicenza ha svolto un ruolo cruciale nella promozione della ceramica vicentina a livello nazionale e internazionale, attrattiva anche per artisti di fama mondiale. La mostra intende celebrare l’importanza di Vicenza come centro espositivo in occasione del 70º anniversario delle fiere orafe gestite da IEG. L’arte ceramica rappresenta un orgoglio per il territorio e offre al pubblico la possibilità di scoprire questa tradizione artistica.

La mostra sarà inclusa nel biglietto d’ingresso al Museo del Gioiello di Vicenza, che è il primo museo in Italia dedicato esclusivamente all’arte orafa e gioielliera. Il museo offre un percorso suggestivo nella storia della gioielleria italiana attraverso oltre 250 creazioni orafe di varie epoche, insieme a un programma di attività che include itinerari guidati, percorsi didattici, laboratori per bambini e famiglie e workshop creativi per adulti.

La mostra è visitabile nei seguenti orari: dal martedì al venerdì 10:00 – 13:00 e 15:00 – 18:00, sabato e domenica 10:00 – 18:00. 

Le emozioni intense del Titanic a Milano

Dallo scorso 7 agosto a Milano è visitabile la mostra “Titanic: An Immersive Voyage”, dedicata al tragico evento storico del 14 aprile 1912 che ha ispirato il film vincitore di 11 Premi Oscar, Titanic, diretto dal regista James Cameron.

La mostra è ospitata presso l’Exhibition Hub Art Center a Scalo Farini, in via Valtellina 5, a Milano, e sarà aperta al pubblico fino al prossimo 27 ottobre 2024. Distribuita in 13 sale, l’esposizione ha una struttura che esplora le varie sfaccettature del Titanic, considerato un miracolo di meccanica, lusso e tecnologia all’inizio del Novecento. La durata della visita varia tra i 60 e i 90 minuti.

La mostra è adatta a tutte le età, ma l’esperienza VR non è consigliata per bambini sotto i 6 anni e per persone affette da epilessia a causa delle luci stroboscopiche. Il luogo è accessibile ai disabili. La mostra è aperta al pubblico nei seguenti giorni e orari: lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle ore 10.00 – 20.00.