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L’appartamento nascosto in cima alla Tour Eiffel

La Tour Eiffel fu terminata nel 1889 ed è considerata il simbolo di Parigi, oltre che uno dei monumenti più famosi al mondo. Alta più di 300 metri, dopo la sua inaugurazione suscitò meraviglia, stupore, fascino e, probabilmente in alcuni esponenti dell’élite francese, anche un pizzico di gelosia. L’ingegnere e imprenditore Gustave Eiffel, che finanziò il progetto e ne acquistò il brevetto (sapevate che non fu lui il vero progettista della torre?) fece costruire in cima un appartamento segreto per condurre esperimenti e intrattenere visitatori illustri.

Immaginate la reazione della società parigina del tempo quando scoprì l’esistenza di una mini casa con una delle viste migliori sulla città! Oggi non rappresenta più un’esperienza elitaria e i turisti in visita nella capitale francese possono sbirciare e vederne gli interni. Scopriamo insieme la storia dell’appartamento segreto in cima alla Tour Eiffel e come visitarlo.

L’appartamento privato di Gustave Eiffel

Parigi e la Tour Eiffel sono un connubio indissolubile e Gustave Eiffel, talmente conscio dell’importanza che avrebbe ricoperto questa incredibile struttura in ferro, decise di viverci letteralmente dentro. L’appartamento che costruì per se stesso è situato al terzo livello della torre. Non era un ambiente enorme, ma accogliente e arredato secondo l’estetica del XIX secolo. Cuscini, carta da parati con motivo paisley, una libreria e un pianoforte a coda contribuivano a creare l’atmosfera perfetta dove Gustave Eiffel poteva accogliere i suoi ospiti e dedicarsi ai suoi esperimenti. Insieme all’appartamento fu costruito, infatti, un laboratorio dotato di attrezzature sperimentali.

Nel suo libro “La Torre Eiffel a trecento metri”, Henri Girard ha scritto: “Eiffel ha ricevuto innumerevoli richieste per affittare quello straordinario pied-à-terre rifiutando tutte le offerte perché nessun’altra abitazione avrebbe potuto offrire al suo proprietario un luogo lontano dai rumori e dalla sofferenza umana. Da qui si può guardare sugli splendori di Parigi e di notte cullati dal canto del vento, ci si addormenta con la luce delle stelle eternamente vigili”. La società parigina non vedeva l’ora di mettere mano all’appartamento, diventato uno dei più esclusivi della città, ma non ci riuscì mai. Gustave Eiffel lo usò semplicemente per se stesso scegliendo con cura la sua compagnia, come Thomas Edison.

Appartamento segreto Tour Eiffel

Fonte: Getty Images

L’appartamento segreto sulla cima della Tour Eiffel

Come visitare l’appartamento sulla Tour Eiffel

All’interno del ‘Bureau de Gustave Eiffel‘, situato al terzo e ultimo piano della Tour Eiffel, viene rappresentata anche la figlia Claire. Il terzo piano della Tour Eiffel è diviso in due: il livello inferiore è aperto a tutti e offre una terrazza da dove i turisti possono ammirare il panorama parigino, mentre dietro ai vetri si nasconde l’appartamento segreto, oltre ai tre laboratori: uno per le previsioni meteo, uno per l’astronomia e uno per lo studio della fisiologia.

Se acquistate i biglietti per raggiungere la cima della torre, la visita dell’appartamento segreto è incluso nel prezzo. Tuttavia non potete accedere al suo interno, ma semplicemente ammirarlo da un vetro che ne preserva gli arredi e l’ambiente, rimasti uguali al tempo in cui Gustave Eiffel vi trascorreva le sue giornate, ma non la notte. Nella stanza, infatti, non era presente un letto.

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Roma low cost, 10 cose da fare gratis

Consigliata dalla maggior parte dei siti e dei magazine di viaggi (ma anche dalle persone che ci sono state) tra le mete che bisogna assolutamente visitare, Roma, la Città Eterna, è una delle città d’arte che vale la pena scoprire, grazie alla sua infinità di monumenti di epoche diverse, dall’antichità al ventennio fascista: la Città eterna è un museo a cielo aperto. Molte delle sue attrazioni turistiche, però, sono a pagamento. Per questo motivo, noi di SiViaggia ti offriamo la possibilità di acquistare alcuni biglietti con il 5% di sconto, in modo da poter vivere la nostra Capitale nella miglior maniera possibile. In alternativa, ecco a te 10 cose da fare a Roma gratis.

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10 cose da fare gratis a Roma

Ti stiamo per raccontare quali sono 10 luoghi da vedere a Roma senza sborsare neppure un euro, ma ciò non toglie che in molti di questi posti sia possibile fare esperienze più immersive e particolari che ti lasceranno senza fiato (e sempre con lo sconto).

Piazza Navona

Uno dei simboli della città, affollata in qualunque stagione dell’anno, Piazza Navona è il cuore di tantissimi eventi cittadini e durante l’inverno ospita anche un graziosissimo mercatino di Natale. La sua forma è quella di un antico stadio. Un tempo, infatti, veniva riempita d’acqua e vi si svolgevano delle vere e proprie battaglie navali. Al centro domina la Fontana dei quattro fiumi di Gian Lorenzo Bernini, uno dei più famosi scultori del nostro Paese. Nella piazza ci sono altre due famose fontane: la Fontana del Moro e la Fontana del Nettuno.

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Colle del Gianicolo

È uno dei punti più spettacolari da cui godere di un panorama mozzafiato su Roma. In cima al Colle del Gianicolo, sotto la statua di Giuseppe Garibaldi, c’è un cannone che spara a salve a mezzogiorno in punto. Tutti i romani possono regolare il loro orologio sentendo “il botto”. Una piccola curiosità: è sul Gianicolo che sorge il famoso “fontanone” cantato da Venditti nella sua bellissima “Roma capoccia”: il vero nome è Fontanone dell’Acqua Paola e domina la grande terrazza che si affaccia sulla città.

Fontana dell'Acqua Paola, Roma

Fonte: iStock

Il fontanone di Roma

Fori Imperiali

Da non confondere con il Foro Romano (il cui ingresso è pagamento), i Fori Imperiali si trovano lungo la strada che va da piazza Venezia, dominata dal Vittoriano, il monumento nazionale dedicato a Vittorio Emanuele II, al Colosseo. Costituiscono una serie di piazze monumentali edificate nel corso di un secolo e mezzo (tra il 46 a.C. e il 113 d.C.) dagli imperatori di Roma. Camminarci permette davvero di fare un viaggio indietro nel tempo.

Piazza Farnese

È la piazza rinascimentale più imponente di Roma, alla cui realizzazione finale partecipò anche Michelangelo. Dominata da Palazzo Farnese, che ospita l’ambasciata francese, e da altri bellissimi palazzi, fontane, la chiesa di Santa Brigida e la casa in cui la santa svedese visse, insieme a sua figlia Santa Caterina, dal 1350 fino alla data della sua morte, è una meraviglia che non costa nulla visitare.

Fontana di Trevi

Non servono troppe presentazioni perché quella di Trevi è la fontana più famosa del mondo. Se si desidera godere della Fontana di Trevi senza la folla, meglio andare di sera. Dopo una cena, magari a base di bucatini all’amatriciana e abbacchio alla romana, una passeggiata fa bene. Sbucando dai vicoli, la maestosa fontana si presenta davanti agli occhi imponente e scrosciante nella piccola piazza di Trevi. La particolarità è che fa parte di un edificio, Palazzo Poli. Secondo la leggenda, chi getta una monetina nella fontana è certo di tornare a Roma. Se sei invece interessato a qualcosa di veramente unico, qui trovi il 5% di sconto per scoprire con un tour privato le Domus Sotterranee della Fontana di Trevi.

Fontana di Trevi, Roma

Fonte: iStock

La bellissima Fontana di Trevi di sera

Piazza di Spagna

A qualunque ora del giorno e della notte si trova qualcuno seduto sui gradini di Trinità dei Monti, l’enorme scalinata che sbuca nella celebre piazza di Spagna. Al centro della piazza vi è la famosa fontana della Barcaccia, anch’essa del Bernini. È sempre molto affollata di turisti e di venditori ambulanti. Se si ha voglia si possono salire i 135 gradini, in modo da poter ammirare dall’alto un panorama incredibile di Roma.

Roma è piena di tante altre splendide fontane, che puoi scoprire con uno speciale tour semi-privato a piedi a costo ridotto

Isola Tiberina

Si trova a poca distanza dall’affascinante ghetto ebraico ed è raggiungibile attraversando il Ponte Fabricio venendo da Lungotevere de’ Cenci o da Ponte Cestio, per chi viene da Trastevere, sulla riva destra del Tevere, un intreccio di vicoli e piccole piazze pieni di osterie e di locali. L’Isola Tiberina è molto frequentata d’estate da chi viene a prendere il sole, a passeggiare o da chi è a caccia di eventi. Inoltre, è piena di attrazioni da scoprire spesso avvolte nelle leggende. Con il 5% di sconto puoi compiere un’imperdibile itinerario dell’isola e del vicino quartiere di Trastevere (comprensivo di crociera e degustazione).

Roseto comunale

Affacciato sul Circo Massimo, il Roseto comunale di via di Valle Murcia è un parco di circa 10.000 m² ma ancora poco conosciuto di Roma, tutto dedicato alle rose. Nato nel 1931, era inizialmente situato sul Colle Oppio, presso il Colosseo. Il roseto ospita 1.100 diverse specie di rose tra cui le rose botaniche e le rose antiche, specie primordiali risalenti anche a 40 milioni di anni fa. Apre solo nel periodo delle fioriture primaverili ed è spettacolare nel mese di maggio. È il luogo ideale dove riposarsi e dove stare lontano dal traffico cittadino.

Appia Antica

Nel tratto compreso tra le mura e il Grande Raccordo Anulare, la via Appia Antica è un museo a cielo aperto. Chiese, mausolei, ville patrizie e un parco: innumerevoli, infatti, sono le testimonianze storico-archeologiche presenti. La si raggiunge facilmente con un autobus dedicato, l’Archeobus o ancora meglio in bicicletta, che si può noleggiare in uno dei punti di bike sharing della città.

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Foro Italico

È l’esempio più bello di architettura di epoca fascista che esista in Italia e ospita la cittadella dello sport, ai piedi di Monte Mario. Da vedere, il Monolito e lo Stadio dei Marmi, formato da statue rappresentanti alcuni sport donate da diverse province d’Italia. Nel 1960, ospitò i Giochi Olimpici e ogni anno si svolgono gli Internazionali d’Italia di tennis. Appena fuori, c’è lo stadio Olimpico. Se vi trovate a Roma nel fine settimana non perdetevi una partita di calcio.

Stadio dei Marmi, Roma

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Il bellissimo Stadio dei Marmi di Roma
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I 20 luoghi turistici più visitati d’Italia

L’Italia, uno dei Paesi e delle destinazioni turistiche più amate del mondo. Un Paese ricco di storia, arte, cultura, paesaggi mozzafiato e città che sembrano portare i visitatori a spasso nel tempo. Ogni anno milioni di turisti visitano i famosi musei del Belpaese ed i suoi monumenti. Ma quali sono i luoghi turistici più visitati d’Italia? Dai tesori dell’antica Roma ai paesaggi naturali delle Dolomiti, ecco i 20 luoghi turistici da visitare almeno una volta in Italia.

Il Colosseo a Roma

Il suo vero nome è Anfiteatro Flavio, ma viene conosciuto come il Colosseo, ovvero l’attrazione turistica principale in Italia, che riesce a richiamare a se milioni e milioni di visitatori ogni anno, provenienti da tutte le parti del mondo. Questa maestosa struttura venne costruita nel I Secolo d.C ed è ancora oggi l’icona indiscussa dell’Impero Romano e del suo immenso potere dell’epoca. Un anfiteatro composto da ben 80 ingressi e con una capacità di 50.000 spettatori. Un attrazione turistica che negli anni ha subito notevoli miglioramenti, soprattutto dal punto di vista dell’accessibilità, con percorsi dedicate a persone con disabilità e nuove visite guidate in realtà aumentata. Inoltre, sono già in cantiere nuovi miglioramenti per il Colosseo, che renderà questa struttura ancora più affascinante.

Gli Scavi di Pompei, Napoli

Gli Scavi di Pompei, affascinante e maestoso sito archeologico campano, è il secondo luogo turistico più visitato d’Italia, che attrae ogni anno circa 3 milioni e mezzo di visitatori. L’antica città romana di Pompei fu distrutta nel lontano 79 d.C. dall’eruzione del vicino Vesuvio e consente ai turisti di prendere parte ad un vero e proprio viaggio nel tempo. Oltre ai classici percorsi tra case, templi e antichi teatri, recentemente sono state aperte le porte al pubblico a nuove ed interessanti sezioni. Fra tutte la Villa dei Misteri, famosa per i suoi affreschi ancora ben conservati. Sono state introdotte anche nuove tecnologie, come ad esempio le ricostruzioni 3D, che permettono ai turisti di vivere esperienze più immersive in questo antico sito archeologico.

La Galleria degli Uffizi di Firenze

Al terzo posto fra i luoghi turistici più visitati d’Italia si trovano gli Uffizi di Firenze, uno dei musei più amati in tutto il mondo. La città di Firenze attrae milioni di visitatori ogni anno ed in qualsiasi stagione, e questa Galleria è un must per tutti i turisti che decidono di scoprire le bellezze della città. Al suo interno vengono custodite opere importantissime di periodi che vanno dal Medioevo al Rinascimento.Qui si possono ammirare capolavori come la “Nascita di Venere” di Botticelli, ad esempio, oltre ad opere di Leonardo Da Vinci e Caravaggio. L’afflusso dei turisti a questi musei non vede praticamente mai momenti di “pausa”, proprio per questo si consiglia di prenotare online i biglietti d’ingresso, riducendo così i tempi di attesa, oltre che dare la possibilità di scoprire, con biglietti cumulativi, strutture come Palazzo Pitti o il Giardino di Boboli.

La Galleria dell’Accademia, Firenze

Si rimane sempre a Firenze. Nel capoluogo toscano, a breve distanza dalla Galleria degli Uffizi, si trova la Galleria dell’Accademia, quella che viene considerata come la casa di una delle sculture più iconiche il mondo: il David di Michelangelo. Un’opera che continua a stupire per la sua perfezione anatomica e che funge da simbolo del Rinascimento e che per gli appassionati d’arte rappresenta un opera da vedere assolutamente.

Castel Sant’Angelo a Roma

In quanto a visitatori, questa struttura nel cuore di Roma riesce ad attirare più di un milione di persone. Castel Sant’Angelo è una meta obbligatoria per chi visita la capitale italiana. Originariamente venne costruito come mausoleo per l’imperatore Adriano, ma negli anni questo castello ha subito una serie di trasformazioni, che l’hanno fatto diventare una fortezza, una prigione ed una residenza papale. Le sue terrazze regalano ai visitatori una delle viste panoramiche più ricercate e suggestive di tutta Roma, specialmente al tramonto, quando la città ed il Tevere si colorano d’arancio.

Castel Sant'Angelo a Roma, uno dei luoghi turistici più visitati della capitale

Fonte: iStock

Castel Sant’Angelo a Roma

Giardino di Boboli, Firenze

Con i suoi 800.000 visitatori all’anno, il Giardino dei Boboli di Firenze è probabilmente il parco storico più visitato dai viaggiatori in Italia. Questa attrazione turistica, situata alle spalle del Palazzo Pitti, antica residenza della duchessa Anna di Francia. Si tratta di un perfetto esempio di giardino all’italiana, con statue, fontane e percorsi suggestivi. Negli ultimi tempi sono stati aggiunti nuovi percorsi all’interno di questo parco, accessibili anche a persone con disabilità, che hanno garantito la possibilità di esplorare questa antica bellezza a chiunque.

Reggia di Venaria Reale a Torino

Alle porte dell’antica capitale italiana, a Torino, si trova la Reggia di Venaria Reale, che attira ogni anno circa 750.000 visitatori da tutta Italia e non solo. Questo maestoso ed imponente complesso Barocco, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, è un capolavoro architettonico e paesaggistico. La Reggia ospita costantemente nuove mostre temporanee, visitando le quali i visitatori si trovano di fronte ad opere di arte contemporanea e tecnologie digitali, vivendo un’esperienza diversa rispetto alla semplice visita storica della struttura.

Il Museo Egizio di Torino

Sempre a Torino, si trova il secondo Museo Egizio più grande al mondo, solo dopo quello del Cairo, che continua ad essere uno dei luoghi turistici più apprezzati d’Italia e la città piemontese, con 600.000 visitatori all’anno. Il Museo, inoltre, ha ampliato ulteriormente le sue collezioni negli ultimi anni, rendendo la visita ancora più ricca di opere e reperti storici. Oltre a mummie e sarcofagi, all’interno del Museo Egizio di Torino è possibile partecipare a visite guidate per le famiglie e a laboratori didattici per bambini.

Villa Borghese, Roma

Un’altra attrazione turistica italiana, situata nella capitale Roma, è la Galleria Borghese, che si trova nel cuore del grande parco di Villa Borghese, che attrae ogni anno circa 550.000 visitatori. Questo museo ospita capolavori celebri in tutto il mondo di artisti come Bernini, Caravaggio e Raffaello. Ciò che però riesce ad attrarre tanti visitatori è altro: la combinazione unica tra arte e natura, con la possibilità di passeggiare fra questi giardini prima o dopo la visita.

La maestosa Reggia di Caserta

Al decimo posto dei luoghi turistici più visitati d’Italia si trova la Reggia di Caserta, un maestoso palazzo reale del Diciottesimo secolo, visitato in media, ogni anno, ad 500.000 visitatori. Il parco circostante e il meraviglioso Giardino Inglese, come gli interni del palazzo, rendono la visita in questo luogo un’esperienza coinvolgente, durante la quale è possibile partecipare a percorsi interattivi.

Foto panoramica della Reggia di Caserta e dei suoi giardini, fra i luoghi turistici più visitati ed apprezzati d'Italia, con statue in primo piano

Fonte: iStock

La Reggia di Caserta ed i suoi giardini

Cenacolo Vinciano, a Milano

Un capolavoro di Leonardo Da Vinci, un’opera unica, che grazie a diversi restauri e ad un sistema di conservazione sempre più tecnologicamente avanzato, risulta sempre splendente. Si tratta dell’Ultima Cena, noto anche come Cenacolo, un dipinto parietale che risale agli anni che vanno dal 1495 al 1498, visitato ogni anno da circa 450.000 visitatori. Le visite sono limitate a piccoli gruppo, perciò si consiglia di prenotare con largo anticipo il proprio biglietto online.

Una curiosità su questa opera è che nel 2023 è stato inaugurato il Last Supper Interactive (LSI), ovvero un’installazione tecnologica straordinaria realizzata dall’artista Franz Fischnaller, consente di vivere un’esperienza immersiva in diverse opere, fra cui proprio il Cenacolo, consentendo così di avvicinarsi al capolavoro.

Villa d’Este a Tivoli

Patrimonio dell’UNESCO, i giardini di Villa d’Este a Tivoli accolgono ogni anno circa 430.000 visitatori. Questi giardini, dallo stile tipicamente italiano, sono sede di fontane spettacolari e sculture decorative, e sono considerati tra i più belli d’Italia e del mondo. All’interno di Villa d’Este si tengono periodicamente mostre d’arte contemporanea e concerti all’aperto, durante l’estate, che animano ed arricchiscono l’offerta culturale della città di Tivoli.

Palazzo Pitti a Firenze

Di Palazzo Pitti se n’è parlato in precedenza e rientra fra i luoghi turistici più visitati di Firenze, fra le sue meravigliose opere e musei. Palazzo Pitti è una delle più grandi strutture museali del capoluogo toscano, che annualmente vede varcare le sue porte da oltre 420.000 visitatori. All’interno di questo elegante palazzo si trovano diversi musei, come la Galleria Palatina ed il Museo della Moda e del Costume, mostre che consentono di ripercorrere l’interessante storia cittadina, tra arte e, soprattutto, moda.

Gli scavi di Ercolano, Napoli

Napoli è una zona archeologicamente molto ricca. In precedenza si è parlato del più famoso parco archeologico di Pompei. Nelle vicinanze si trovano gli scavi di Ercolano, che rispetto ai precedenti aprono le porte ogni anno a 350.000 visitatori e rappresentano un altro esempio di come un’intera città sia stata preservata dall’eruzione del Vesuvio. Sono presenti in questo sito anche diversi percorsi multimediali, che consentono ai turisti di immergersi nell’antica città con l’aiuto di guide virtuali.
Ad Ercolano vennero anche rinvenuti nuovi reperti storici: i papiri di Ercolano, che raccontano dove il filosofo greco Platone è stato sepolto. Questi scavi nascondono ancora segreti, che grazie alle moderne tecnologie verranno portati sicuramente alla luce.

Foto dall'alto degli Scavi di Ercolano al tramonto, resti della città salvati dall'eruzione del Vesuvio, tra i luoghi turistici più visitati d'Italia

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Panoramica del sito archeologico degli Scavi di Ercolano

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Sempre a Napoli si trova il Museo Archeologico Nazionale, che viene visitato ogni anno da più di 330.000 persone. Si tratta di uno dei luoghi turistici più visitati d’Italia in quanto custodisce al suo interno opere antiche di rara bellezza, come collezioni di arte classica ed arte egizia d’Europa. Oltre ai celebri affreschi e mosaici provenienti da Pompei ed Ercolano, il museo ha incluso nuove sezioni sull’arte egizia, includendo nuovi reperti storici.

Cappelle Medicee a Firenze

Le Cappelle Medicee di Firenze vengono visitate ogni anno da 320.000 persone. Oltre ad essere il luogo di sepoltura dell’antica e potente famiglia Medici, questa struttura ospita al suo interno incredibili sculture del famoso artista Michelangelo. Le Cappelle Medicee oggi sono accessibili ad un numero sempre più elevato di turisti, grazie ad interventi di restauro importanti, come la creazione di un’esperienza immersiva sulla storia di Firenze in epoca rinascimentale.

Gli scavi di Ostia Antica a Roma

Al diciassettesimo posto del luoghi turistici più visitati d’Italia si trovano gli scavi di Ostia Antica, visitati da almeno 300.000 persone all’anno. Questo sito archeologico offre un’affascinante spettacolo su quella che era l’antica vita quotidiana nell’antica Roma, passeggiando tra antiche abitazioni, botteghe artigiani e templi sacri ancora perfettamente conservati. È il luogo adatto anche per attività per tutta la famiglia, con visite teatralizzate e laboratori per bambini.

La Grotta Azzurra di Capri

La Grotta Azzurra di Capri è un luogo naturale estremamente affascinante, famosa per il suo spettacolare gioco di luci e colori che ogni anno attira migliaia di visitatori, circa 290.000. Si trova sull’isola di Capri ed è una grotta accessibile solamente via mare, caratteristiche che la rendono uno dei luoghi turistici più ricercati e visitati in Italia. Il consiglio che si può dare sulla Grotta Azzurra è sicuramente riferito all’orario di visita: partire alla sua scoperta alle prime ore del mattino permette di ammirare il suo famoso riflesso blu elettrico, grazie alla luce del sole che riesce a penetrare nella grotta. Anche qui, a causa dell’elevato afflusso di turisti, si consiglia di prenotare in anticipo la visita oltre che verificare il meteo. Infatti, se presente mare mosso, la grotta potrebbe essere chiusa al pubblico.

Interno della Grotta Azzurra di Capri al mattino, quando la luce crea riflessi azzurri nell'acqua

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Interno della Grotta Azzurra di Capri

Il Museo Archeologico Nazionale di Venezia

Nella splendida città di Venezia, un’opera d’arte a cielo aperto, si trova uno dei luoghi turistici più visitati d’Italia: il Museo Archeologico Nazionale, situato nella splendida Piazza San Marco. Questo museo viene visitato in media da 280.000 visitatori ogni anno. Ciò che attrae i turisti è la collezione di antichità greche e romane, oltre ad opere classiche provenienti da collezioni private, che si possono scoprire al suo interno. Inoltre, la vicinanza al Palazzo Ducale e alla Basilica di San Marco, rende questo museo parte di un tour culturale imperdibile per chi visita Venezia.

La Pinacoteca di Brera, Milano

Infine, conclude la classifica dei luoghi turistici più visitati d’Italia, la Pinacoteca di Brera a Milano, con i suoi 250.000 visitatori annuali. Si tratta di una delle principali gallerie d’arte d’Italia ed ospita opere di artisti come Caravaggio, Hayex e Raffaello, che rendono la Pinacoteca una tappa obbligata per gli appassionati d’arte e cultura in visita a Milano. L’opera più ammirata al suo interno  è sicuramente “Il Bacio”, dell’artista Hayez.

L’Italia è una terra ricca di storia, arte e cultura, in grado di affascinare milioni di visitatori ogni anno. Dai siti archeologici antichi ai musei di fama mondiale, all’interno di cornici storiche e città tutte da scoprire come Roma, Firenze, Napoli e Milano. Questi 20 luoghi rappresentano solo una piccola parte della straordinaria offerta culturale e turistica dell’Italia. Il Belpaese ha sempre qualcosa da offrire, soprattutto se si è appassionati di arte di epoca medievale e rinascimentale, oltre che di archeologia antica e storia romana.

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Viterbo, guida e itinerari alla scoperta della città della Tuscia

La città di Viterbo sorge nel Nord del Lazio e, più precisamente, in una zona che, per l’appunto, viene chiamata Tuscia Viterbese. È una città antica, molto probabilmente di origini etrusche, che affascina tutti i suoi visitatori per la presenza di preziosi vicoli, monumenti di varie epoche, casette in pietra e per i dintorni ricchi di natura e luoghi di interesse da non perdere. Scopriamo insieme cosa visitare in questo gioiello del Lazio.

Viterbo, informazioni utili

Posta a circa 320 metri sul livello del mare, Viterbo è una città di arte e di cultura ma anche di natura: prende vita a ridosso dei Monti Cimini e tra il Lago di Bolsena e quello di Vico (a poca distanza c’è pure il mare). Il suo centro storico è un piccolo capolavoro, talmente tanto ben conservato che pare catapultare direttamente nel Medioevo.

La sua è una storia antichissima e che fonda le radici ai tempi degli Etruschi, che qui hanno lasciato numerose tracce, alcune visibili nel Museo cittadino e altre in giro per la città e nelle zone circostanti. Nel corso dei secoli è stata anche una realtà ricca e potente, tanto che tra il 1200 e il 1300 controllava quasi 50 castelli e divenne persino la sede preferita di molti papi. Non vi sorprenderà sapere, quindi, che uno dei suoi appellativi è “Città dei Papi”.

Una piccola curiosità: è proprio a Viterbo che nacque la parola “conclave” e per un fatto molto curioso. Tale termine, infatti, deriva dal latino cum clave, cioè “(chiuso) con la chiave” o “sottochiave”, e fu utilizzato a causa delle divergenze dell’epoca tra i cardinali che dovevano eleggere il successore di papa Clemente IV: il popolo viterbese, esasperato dalla situazione, decise di rinchiudere tutti all’interno del palazzo (clausi cum clave) finché non si fosse trovato un accordo, arrivando a scoperchiare il tetto e a razionare i rifornimenti di cibo per i religiosi.

Ma non è di certo finita qui, perché Viterbo è anche città termale e detentrice di una delle delle feste tradizionali più belle del nostro Paese e più emozionanti del mondo intero: la Macchina di Santa Rosa.

Viterbo, Lazio

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Veduta di Viterbo

Cosa vedere nel centro storico di Viterbo

Una visita a Viterbo non può che partire dal suo affascinante centro storico, pieno di torri, fontane e palazzi che allietano, passo dopo passo, il visitatore. E poi ci sono le architetture tipiche del Medioevo, gli scorci mozzafiato e tanti piccoli punti di interesse racchiusi in una cinta muraria perfettamente conservata e che si estende per circa 4 chilometri.

Chiesa di San Sisto

Entrando dall’imponente Porta Romana, la prima cosa da visitare a Viterbo è l’affascinante Chiesa di San Sisto. È una delle più antiche della città e offre un interno che riempie di stupore tanto che Andrè Maurel, autore francese, nel suo “Petites villes d’Italie” del 1911 ne parlò come di “una chiesa che possiede solo la propria meraviglia”. Straordinario, per esempio, è l’altare che sorge sulla cima di una lunga scalinata.

Piazza Fontana Grande

Piazza Fontana Grande ha questo nome perché proprio qui si fa spazio un’importante fontana antica. È una delle tante che impreziosiscono la città, ma senza ombra di dubbio è una meraviglia. Realizzata da Pietro e Bertoldo di Giovanni, si distingue per essere rialzata da una gradinata rispetto al piano stradale e per una prima vasca a croce greca sui cui innalza una colonna che sorregge due tazze sovrapposte e un elegante pinnacolo.

Piazza del Plebiscito

I viterbesi la chiamano Piazza del Comune, ma qualunque sia l’appellativo scelto non rimarrete di certo delusi. Come dice il nome, qui è oggi concentrato centro politico e amministrativo della città che ha sede in edifici storici che lasciano senza fiato. Uno di questi è il Palazzo del Podestà con la sua lunghissima torre, mentre l’altro è il Palazzo dei Priori che una volta varcata la sua soglia regala scorci emozionanti, una fontana del 1600 con una palma sorretta da due leoni, una cappella con grandi affreschi e sale piene di opere preziose.

Piazza del Gesù

Piazza del Gesù è piccolina, ma permette di ammirare un angolo cittadino davvero incredibile. Proprio qui, infatti, svettano nei cieli la Chiesa di San Silvestro (detta del Gesù), dotata di un campanile a vela, la Fontana di Piazza del Gesù e una delle numerosissime torri di Viterbo, la Torre detta del Borgognone risalente al XIII secolo.

Piazza del Gesù, Viterbo

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Uno scorcio di Piazza del Gesù

Piazza della Morte

Il nome, Piazza della Morte, potrebbe risultare un po’ oscuro ma nei fatti si tratta di un angolo della città pieno di luce e di piccole meraviglie da visitare. Il nome deriva dal fatto che proprio qui, verso il  XVI secolo, all’interno della chiesa di San Tommaso – oggi non più esistente – venne ospitata la Confraternita dell’Orazione e della Morte. Tra le cose da non perdere vi consigliamo la bella fontana tipica viterbese al centro della piazza e Viterbo Sotterranea, un reticolo di gallerie che si estendono sotto il centro storico.

Polo Monumentale Colle Del Duomo

Il Polo Monumentale Colle Del Duomo, ovvero Piazza San Lorenzo con le sue meraviglie, è probabilmente uno degli angoli più straordinari di tutta la città. È proprio da queste parti, infatti, che prendono vita il Palazzo dei Papi, più importante monumento storico e vero simbolo cittadino, e la straordinaria Cattedrale di San Lorenzo, ovvero il Duomo di Viterbo, con un’imponente struttura romanica risalente al XII secolo e le spoglie mortali di Papa Alessandro IV.

Il quartiere di San Pellegrino

Visitare il quartiere di San Pellegrino di Viterbo vuol dire camminare in un vero capolavoro antico: è uno dei quartieri medievali meglio conservati d’Italia. Qui è praticamente impossibile non rimanere incantati da torri, vicoli, archi, piazzette, strade tortuose e caratteristici profferli, quindi delle peculiari scale esterne che creano un’incredibile armonia. Vi basti sapere che viene considerato unicum nel panorama mondiale dell’arte.

Quartiere di San Pellegrino; Viterbo

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La piazza principale del quartiere di San Pellegrino

Valle Faul

Valle Faul è un grande giardino, un notevole parcheggio gratuito e un luogo da dove ammirare Viterbo da un punto di vista più che privilegiato: da una parte si può scorgere il complesso papale, la loggia dei Papi e il dismesso Ospedale Grande degli Infermi, dall’altra l’imponente Chiesa della Trinità dei Pellegrini – che vi consigliamo assolutamente di visitare. Ma non è tutto, perché qui si trova anche un’opera ciclopica dello scultore americano Seward Johnson che prende il nome di “Awakening”, ovvero “Risveglio.

Piazza Giuseppe Verdi

I viterbesi hanno un nome affettuoso anche per Piazza Giuseppe Verdi, vale a dire Piazza del Teatro. Il motivo è molto semplice: proprio qui si fa spazio il Teatro del’Unione, nel quale si svolgono stagioni di musica lirica e concerti, pieno di pilastri ed archi a tutto sesto e con un interno assolutamente affascinante.

Chiesa di Santa Rosa

Santa Rosa (insieme a San Lorenzo) è patrona della città e a lei è dedicata la festa del 3 settembre e anche una bellissima chiesa. L’edifico religioso, l’annesso monastero e la vicina casa dove è nata la Santa sono un grande centro di spiritualità per tutta la città. Al suoi interno, inoltre, è conservata l’urna con il corpo delle giovane ragazza.

Piazza della Rocca

Piazza della Rocca è così chiamata per via della presenza della Rrocca Albornoz, monumento concepito come fortezza. Bellissimi sono è il Palazzo Grandori, progettato dall’architetto Luigi Grandori; la Fontana della Rocca, monumentale e formata da due coppe sovrapposte; Porta Fiorentina, una delle 13 porte della cinta muraria della città.

I musei di Viterbo

Viterbo si rivela una meta ideale anche per gli amanti della cultura, che qui possono scoprire storia e tradizioni in diversi musei:

  • Museo Civico di Viterbo: si trova nel convento della Chiesa di Santa Maria della Verità ed è ricco di sarcofagi del III sec a.C., di reperti archeologici di varie epoche e di opere di artisti illustri;
  • Museo Colle del Duomo: vanta tre differenti sezioni che ospitano manufatti, opere ed oggetti sacri;
  • Museo del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa: si sviluppa su due piani e vi sono esposti alcuni modellini delle Macchine di Santa Rosa (dal 1690 fino ai giorni nostri) e anche proiezioni dei filmati dei trasporti delle macchine avvenuti nel corso degli anni;
  • Museo della Casa di Santa Rosa: con paramenti ed arredi sacri, ex-voto dipinti su tela, su tavoletta o in forma di bozzetti, raffiguranti la vita di Santa Rosa;
  • Museo della Ceramica della Tuscia: contiene circa 200 reperti medievali e rinascimentali di particolare interesse. Unico in Italia è il corredo di una spezieria viterbese databile alla fine del Quattrocento;
  • Museo Nazionale Etrusco Rocca Albornoz: per un vero e proprio viaggio in epoca etrusca, poiché particolare attenzione è rivolta alla ricostruzione della vita quotidiana di questo antico popolo;
  • Museo Storico dei Cavalieri Templari: ricco di teche espositive con molti elementi originali, plastici rifiniti nei minimi dettagli, riproduzioni fedeli di cimeli del tempo e molto altro ancora;
  • Sala Museale dell’Aviazione dell’Esercito: con alcuni velivoli storici ed un percorso guidato attraverso 5 sale principali e tre spot tematici.
Piazza San Lorenzo, Viterbo

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La bellissima Piazza San Lorenzo

I siti archeologici di Viterbo

Viterbo, frazioni e località offrono davvero numerosi spunti interessanti per coloro che vogliono “camminare” nella storia. A pochissima distanza dalla città, per esempio, sorge la magnifica Ferento che ancora oggi conserva interessanti vestigia di epoca etrusca, romana e medievale, e un teatro romano in buono stato di conservazione nel quale si svolgono ancora  spettacoli teatrali e musicali estivi.

Molto interessanti sono anche la Necropoli di Castel d’Asso, la prima a essere scoperta e probabilmente la più vasta della zona e la Necropoli di Norchia, sito archeologico preistorico, etrusco, romano e medievale.

Viterbo, città termale

Viterbo non è grande, eppure non ha nulla da invidiare a tantissime altre realtà del mondo ben più estese di lei: è persino una città termale. Sono numerose le sorgenti termali naturali che sgorgano nella zona, conosciute fin dall’antichità e molto apprezzate persino dai Papi.

Le proprietà delle acque termali sono notevoli, come per esempio effetti benefici per la pelle e per la circolazione. Diversi sono invece gli stabilimenti termali: Terme dei Papi, Terme Salus, Tuscia Terme, Therma Oasi e poi ci sono le terme libere del Bagnaccio (attualmente chiuse) e del Bullicame.

Gli eventi da non perdere a Viterbo

Come vi abbiamo accennato, Viterbo è una città antichissima a ricca di tradizioni. Durante l’anno sono tantissimi gli appuntamenti che animano la città e che richiamano turisti che provengono da ogni parte del mondo. Noi di SiViaggia ne abbiamo selezionati tre che sono davvero imperdibili.

Macchina di Santa Rosa

Non si può die Viterbo senza esclamare con fierezza “Macchina di Santa Rosa” (e viceversa) perché sono un tutt’uno. Si tratta di una magica festa tradizionale che va in scena in più giornate ma che vede il picco massimo il 3 settembre, ovvero la sera del trasporto della Macchina di Santa Rosa.

Si tratta di una sorta di campanile illuminato da fiaccole e luci elettriche che viene portato a spalla da 100 uomini – chiamati Facchini di Santa Rosa – tra le viuzze in saliscendi e strette della città. Alta circa trenta metri, pesa più o meno cinquantuno quintali e rievoca simbolicamente la traslazione della salma di Santa Rosa, avvenuta nel 1258. Una festa davvero emozionante, tanto che nel 2013  è stata inclusa nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità nell’ambito della Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.

San Pellegrino in Fiore

Un altro appuntamento molto sentito dai viterbesi e dai turisti è San Pellegrino in Fiore, un evento che si svolge tra fine aprile e inizio maggio e che vede le vie e le piazze del centro ornate dai fiori e delle piante più belle: il visitatore può scoprire la città compiendo un itinerario che racconta la storia, l’arte e l’architettura locale, ammirando fiori alle finestre, sui balconi, sotto i portici, nelle vie e nelle piazzette, nei vicoli e intorno alle fontane “a fuso”.

La Calza della Befana più lunga del mondo

Con si suoi 52 metri la Calza della Befana di Viterbo è la più lunga del mondo. Viene trasportata da 100 befane nel centro storico insieme all’ausilio di Fiat 500, rendendo i giorni dell’Epifania davvero unici e speciali.

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Chemnitz sarà Capitale Europea della Cultura nel 2025: come scoprirla

Chemnitz è uno dei centri più importanti della cultura industriale tedesca e la terza città più grande della Sassonia dopo Dresda e Lipsia. Conosciuta anche come Karl-Marx-Stadt, conta circa 248mila abitanti e qui furono costruite le prime fabbriche della Germania. A testimoniare il legame forte con il lavoro e l’ideale comunista è una statua di Karl Marx alta 13 metri che attira visitatori da tutto il mondo ed è stata il simbolo della vicinanza fra a Repubblica Democratica Tedesca e l’allora Unione Sovietica. Sul muro dietro il monumento si legge “Proletari di tutto il mondo, unitevi” in quattro lingue diverse.

Nel corso degli anni la grigia città industriale ha cercato di lasciarsi il passato alle spalle e oggi si prepara a diventare la Capitale Europea della Cultura 2025 con lo slogan “C the Unseen“. La cerimonia ufficiale avrà luogo il prossimo 18 gennaio 2025, ma intanto scopriamo cosa vedere in questo angolo della Germania Est con una storia da raccontare.

Cosa vedere a Chemnitz

Oltre alla celebre statua di Marx a Chemnitz sono tante le cose da vedere, come la torre rossa o Roter Turm del XII secolo che si trova al centro della città ed è un punto di riferimento da sempre. Nel ‘500 era usata come prigione, ma in seguito divenne residenza del magistrato cittadino e oggi è considerata una delle strutture più vecchie dell’antica Chemnitz. Nei dintorni della torre si consiglia un salto al Cafè Roter Turm che dal 1959 è un punto di incontro storico. L’associazione culturale Theater Chemnitz si impegna a organizzare molti spettacoli ed eventi con un ricco programma di balletti, opere e concerti in tre location della città: lo Stadthalle, la Schauspielhaus e l’Opernhaus.

Chemnitz centro

Fonte: 123RF

Il centro di Chemnitz

Nel cuore di Chemnitz c’è poi il centro culturale Tietz costruito nel 1913 che dalla guerra agli anni 2000 è stato un negozio, ma oggi è una sorta di polo polifunzionale con musei, biblioteca, negozi e la Nuova Galleria Sassone. Per chi ama la natura da non perdere la Foresta pietrificata, formatasi a causa dell’eruzione di un vulcano 300 milioni di anni fa e oggi un sito di grande valore archeologico e geologico. All’interno dei tronchi che popolano questa foresta si possono trovare resti di rettili e insetti estinti, ma anche gasteropodi, anfibi e artropodi. E il giardino botanico di 12 ettari che si trova in Lepiziger Strasse fin dal 1898. Diverse aree esterne che ricreano habitat dell’Europa centrale con dune, stagni lande e brughiere, incantano al passaggio.

Il castello Rabenstein inoltre merita una visita, in un distretto di Chemnitz in cima a una collina. Si tratta del castello più piccolo della Sassonia con una cinta muraria di 180 metri dalle origini incerte. Nel 1336 però fu menzionato in un documento di Ludovico il Bavaro, duca di Baviera e imperatore del Sacro Romano Impero. Per gli amanti dei musei a Chemnitz si possono votare il Museo delle ferrovie sassoni che si trova in un ex deposito di locomotive per treni merci a Hilbersdorf e il Museo Gunzenhauser che è una galleria d’arte con circa 2500 opere di 270 artisti del XX secolo, parte della collezione di Alfred Gunzenhauser.

Veduta Chemnitz

Fonte: 123RF

Chemnitz vista dall’alto

Il programma per l’evento

In programma tanti eventi culturali per la cerimonia della Capitale della Cultura 2025 di Chemnitz come la mostra dedicata ad Edvard Munch alla Kunstsammlungen o l’esposizione dedicata al Movimento realista in Europa dal 1920 al 1930 al Museo Gunzenhauser che possiede una straordinaria collezione di opere di Otto Dix e in generale legate al movimento Espressionista. Gli eventi coinvolgeranno anche la vicina città di Zwickau, cuore dell’industria automobilistica tedesca (il marchio Audi è nato qui) e la regione dei Monti Metalliferi con le sue storiche miniere.

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Cosa vedere ad Antanarivo: guida alla scoperta della capitale del Madagascar

Se ami viaggiare ti sarai informato sul Madagascar che è sicuramente una delle mete top del periodo; la tua vacanza qui non può che partire da Antananarivo, la sua capitale. Ma quali sono le migliori attrazioni, i monumenti, i musei e i luoghi cult che non dovresti perdere? Scopriamolo insieme in una guida completa su Tana, perché è proprio così che la città viene chiamata più frequentemente.

Il palazzo della regina

Dopo esserti procurato il visto per il Madagascar non ti resta che pianificare il tuo viaggio alla scoperta di Antananarivo. Tra i simboli che rappresentano la città c’è il palazzo della regina, conosciuto ai più con il nome di Rova di Antananarivo. In una posizione dominante sulla collina di Analamanga, il complesso elegante racconta il passato glorioso della città e in modo particolare il periodo in cui è stato la residenza ufficiale dei sovrani del Regno di Merina, una delle dinastie più influenti nella storia del Madagascar. La sua costruzione risale al XVII secolo e al suo interno comprende il palazzo reale, templi e tombe reali. Seppur un incendio nel 1995 ne abbia danneggiato e distrutto una parte, le opere di restauro sono iniziate ed è sicuramente un must. Il mio consiglio? Dal Rova potrai scattare foto suggestive grazie ad una vista mozzafiato su tutta la città. Prenota una visita guidata così potrai avere maggiori dettagli storici e approfondire leggende e tradizioni.

Il parco zoologico e botanico di Tsimbazaza

Vuoi visitare il Madagascar esplorando a fondo la biodiversità? Nel tuo itinerario non dovrà mancare una visita al parco zoologico e botanico di Tsimbazaza. Perfetto con i bambini, ma non solo, dà modo di vedere vicino diverse specie endemiche del territorio tra cui i lemuri, i camaleonti, le tartarughe di terra giganti e tanti uccelli esotici. Oltre alla fauna, il parco ospita anche un ricco giardino botanico con tantissime tipologie di piante endemiche del Madagascar, molte delle quali sono uniche al mondo. Non molti lo sanno ma al suo interno è anche custodito un piccolo museo etnografico che fornisce uno spaccato interessante sulla cultura e le tradizioni delle diverse etnie malgasce.

Analakely market

Se ami la cultura local e vuoi fare shopping o acquistare souvenir unici non perdere una visita all’Analakely market. Si tratta del mercato principale della città, dove potrai trovare di tutto, dai prodotti freschi locali, come frutta tropicale e spezie, fino a oggetti di artigianato, tessuti e souvenir. Oggi è considerato a tutti gli effetti una vetrina autentica della quotidianità e offre un’occasione unica per interagire con la popolazione locale, assaporare cibi tipici e acquistare oggetti tradizionali malgasci.

Il lago Anosy

Un’altra attrazione che non puoi assolutamente perderti è il lago Anosy; diversamente da quanto solitamente accade non dovrai allontanarti dalla città poiché si trova proprio in centro. Sì, perché si tratta di un lago artificiale, oggi circondato da alberi di jacaranda che in primavera si tingono di una splendida tonalità violacea, è un luogo di tranquillità in mezzo al caos cittadino. Al centro sorge un monumento dedicato ai soldati malgasci caduti durante la Prima Guerra Mondiale, e un ponte lo collega alla riva, rendendolo un punto panoramico ideale per una passeggiata rilassante. Ti consiglio di raggiungerlo al tramonto, perché la luce è incredibilmente suggestiva.

Lago Anosy a Antanarivo

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Lago Anosy nel cuore della capitale del Madagascar

Il palazzo di Ambohitsorohitra

Tra le tappe must in città c’è il palazzo di Ambohitsorohitra, la residenza ufficiale del Presidente del Madagascar. Lo riconoscerai: è un edificio in stile coloniale francese ed è circondato da giardini ben curati e rappresenta uno degli edifici più importanti dal punto di vista politico del paese. Ricorda che però non è aperto al pubblico, potrai solamente goderti la vista esterna.

La cattedrale di Andohalo

Un altro punto di interesse religioso e storico ad Antananarivo è la cattedrale di Andohalo, costruita dai missionari cattolici francesi nel XIX secolo; è un imponente edificio in pietra che rappresenta uno degli esempi più significativi dell’architettura coloniale religiosa della città. La cattedrale offre una splendida vista su Antananarivo e, se sei appassionato di storia o di architettura, vale la pena visitarla per ammirare i suoi interni decorati e conoscere meglio la storia del cristianesimo nell’isola.

Il palazzo di Andafiavaratra

Se sei un appassionato di storia dovrai assolutamente visitare il museo Andafiavaratra. Oggi sede museale, il palazzo coloniale è stato un tempo del primo ministro Rainilaiarivony. La collezione al suo interno ospita oggetti legati alla storia della monarchia del Madagascar, molti dei quali sono stati recuperati dal Rova dopo l’incendio del 1995. Tra le proposte in mostra ci sono gioielli, abiti reali, antichi manufatti e strumenti tradizionali.

La collina sacra di Ambohimanga

Se hai modo di spostarti poco fuori dal centro, ti suggerisco di raggiungere in circa 20 km la collina sacra di Ambohimanga. Si tratta di un sito patrimonio dell’UNESCO ed è anche uno dei luoghi più venerati e storicamente significativi del Madagascar; per secoli considerata il cuore spirituale e politico del Regno di Merina, ospita antiche tombe reali, mura di pietra e i resti di un antico villaggio reale. Circondata da una vegetazione rigogliosa, ha un significato storico importante che ancora oggi non viene trascurato dai locali.

Visitare la Collina Reale di Ambohimanga

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Perché vedere la Collina Reale di Ambohimanga in Madagascar

Il Lemur’s Park

Se non hai abbastanza tempo per esplorare le foreste del Madagascar ma desideri vedere i lemuri in un ambiente più naturale, una visita al Lemur’s Park è una valida alternativa. Si trova a soli 22 km dalla città e si tratta di una riserva in cui convivono nove diverse specie di lemuri in libertà, garantendo agli animali un ambiente sicuro e protetto. Il parco offre visite guidate che permettono di osservare i lemuri da vicino e conoscere meglio le specie endemiche dell’isola. Si tratta di una tappa must per le famiglie che viaggiano con bambini ma non solo.

Il museo dei pirati

Se si viaggia con bambini ma non solo, una delle tappe imperdibili è il museo dei pirati. Si trova non lontano dalla stazione e dà modo di scoprire quello che era un tempo un pericolo effettivo: quello dei pirati. Se per molte nazioni erano un nemico, bisogna sapere che proprio qui hanno avuto una base segreta e hanno custodito i propri tesori.

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Scontro Roma-Parigi: la Trinità dei Monti è della Francia

Ci sono monumenti che fanno parte dell’identità di Roma tanto da diventare iconici e attrazioni principali di chi fa visita alla città. Uno di questi è sicuramente la scalinata di Trinità dei Monti in Piazza di Spagna, oggi al centro di un’accesa contesa tra Francia e Italia. La scintilla è scoppiata in seguito a un recente rapporto della Corte dei Conti di Parigi che critica la gestione “approssimativa” delle cinque chiese francesi di Roma – fra cui appunto Trinità dei Monti che affaccia sulla scalinata – e denuncia decisioni “opache” e “derive”.

Dopo la notizia arriva anche il commento del Ministro del Turismo Daniela Santanchè che, in un misto di irritazione e ironia, scrive sul social X: “Ma cosa sarebbe la Francia senza l’Italia. Non possono fare a meno del nostro lusso, delle nostre opere, della nostra bellezza. Ma ora esagerano”. Di seguito vi spieghiamo cosa sta succedendo.

Il patrimonio immobiliare francese in Italia

Recentemente, la Corte dei Conti francese ha fatto la ricognizione del patrimonio immobiliare di proprietà dello Stato francese a Roma. Perché questi patrimoni si trovano su suolo italiano? Per rispondere a questa domanda bisogna tornare indietro all’accordo internazionale bilaterale preso tra la Francia e la Santa Sede, a sua volta collegato a una decisione presa da Papa Pio VI nel 1790, che incaricò il cardinale de Bernis, ambasciatore francese presso la Santa Sede, di raggruppare tutti gli edifici religiosi a Roma e porli sotto la sua tutela.

A Roma ci sono cinque chiese “francofone”: la chiesa di San Francesco a Ripa, la chiesa di Santa Maria dell’Anima, la chiesa di San Claudio dei Francesi a piazza San Lorenzo in Lucina, la chiesa di San Luigi dei Francesi a piazza Navona e, infine, la protagonista di questa disputa: la chiesa di Trinità dei Monti. La scalinata, in particolare, fu progettata dall’architetto francese Francesco de Sanctis e costruita tra il 1723 e il 1725. Finanziata dai Re di Francia, in particolare da re Luigi XV, doveva rappresentare il segno della devozione francese alla Chiesa e sancire il legame culturale i due paesi.

Le critiche alla gestione della scalinata

I risultati della ricognizione eseguita dalla Corte dei Conti, a quanto pare, non sono stati positivi. Il rapporto ha ampiamente criticato la gestione delle proprietà denunciando decisioni “opache” e dichiarando la proprietà alla Francia non solo delle chiese, ma anche della famosa scalinata che porta a Piazza di Spagna. Inoltre, nel rapporto viene criticato l’utilizzo dell’Istituto Sacro Cuore di Trinità, nel quale si sottolinea una funzione non prevista dall’accordo preso nel 1828: “Il dominio è oggi occupato da una scuola privata italiana con elevate spese di iscrizione, in violazione delle disposizioni espresse del suddetto accordo, e in contraddizione con le sue disposizioni riguardanti il carattere francese del dominio della Trinité-des-Monts”.

Le critiche al rapporto non hanno tardato ad arrivare. Il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli di Fdi, ha scritto sui canali social: “Viene da ridere. Bene, manderemo esperti al Louvre per fare la ricognizione aggiornata dei beni sottratti all’Italia nel corso della storia, soprattutto quella del XIX secolo o regalati da geni forse costretti a privarsi di rinomate opere d’arte che hanno reso il Louvre il museo più visitato al mondo”.

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Visitare il Palacio de la Moneda a Santiago del Cile

Il Palacio de La Moneda, comunemente noto come La Moneda, a Santiago del Cile, è la sede del Presidente della Repubblica del Paese sudamericano e ospita anche il Segretariato Generale della Presidenza e il Segretariato Generale del Governo. Se hai in mente di visitare la capitale cilena, non perdere l’occasione per scoprire il Palazzo della Moneta, il suo edificio più importante.

Palacio de La Moneda, informazioni utili

Il Cile è uno dei Paesi latinoamericani più moderni e più visitati della regione. Questa nazione ha paesaggi incredibili, un meraviglioso patrimonio naturale e affascinanti tradizioni culturali, che la rendono una delle mete preferite di chi viaggia in Sud America. Il Palacio de La Moneda si trova nella capitale, tra le vie Moneda (nord), Morandé (est), Alameda del Libertador Bernardo O’Higgins (sud) e Teatinos (ovest). A nord si trova la Plaza de la Constitución  e a sud la Plaza de la Ciudadanía. La Moneda dispone di 40 stanze, una per il Presidente – che ha altre residenze, come il palazzo di Cerro Castillo, un luogo di riposo nella città di Viña del Mar o la villa nel quartiere di Machalí, nella regione di O’Higgins, conosciuta come La Casa 100 – e le altre per i suoi ministri. Progettato dall’architetto Joaquín Toesca, questo palazzo è la principale espressione del neoclassicismo in Cile. Fu inaugurato nel 1805 come sede della Real Casa de Moneda de Santiago (Zecca Reale di Santiago), dove venivano coniate le monete. Nel 1846, il presidente Manuel Bulnes trasferì la sede del governo in questo edificio, diventando il primo presidente ad abitarlo. L’ultimo fu Carlos Ibáñez del Campo, nel 1958. L’edificio è stato anche teatro di uno degli eventi più decisivi della storia del Cile, l’attentato dell’11 settembre 1973. Dopo quell’evento, un gruppo di architetti lo restaurò, mantenendo le linee originali disegnate da Toesca. Da allora ha subìto alcune modifiche, come la tinteggiatura di bianco alla fine del secolo scorso o la ristrutturazione della Plaza de la Ciudadanía, sotto la quale è stato costruito il Centro Cultural Palacio La Moneda. Nel 1951 è stato dichiarato monumento nazionale.

Come è stato fondato il Palazzo della Moneta?

Il Cile, come la maggior parte delle colonie dell’ex Impero spagnolo, ottenne l’indipendenza a metà del XIX secolo. In questo modo, passò dall’essere una semplice provincia a proclamarsi una repubblica autonoma. Come prevedibile, il Cile dovette iniziare a creare le proprie istituzioni, tra cui il governo, i poteri statali e la moneta nazionale. All’epoca il Cile disponeva già di una zecca, ereditata dal periodo coloniale, inaugurata nel 1805. Dopo aver attuato alcune riforme, il Palazzo della Moneta iniziò a funzionare come ente pubblico, dove venivano coniate le monete a corso legale in Cile. Nel corso degli anni, l’amministrazione nazionale installò la propria sede in questo edificio neoclassico, che da allora è considerato l’edificio più importante dell’intero Paese.

Cambio della Guardia al Palacio da La Moneda

Fonte: iStock

Visita il Palacio de La Moneda in occasione del cambio della Guardia

Conoscere il Palazzo della Moneta

Situato nel centro della città, il Palazzo della Moneta è una delle visite imperdibili per chi ha intenzione di conoscere la capitale cilena. L’edificio è facilmente identificabile poiché non si distingue solo per le sue dimensioni, ma anche per l’ampia fila di bandiere che ha davanti alla sua facciata. In termini di design, l’architettura di questa sede governativa è semplice, robusta, con pochi piani e ampi giardini. Allo stesso modo, è un palazzo creato per durare nel tempo poiché, pur non avendo dettagli troppo lussuosi, è comunque sorprendente e meraviglioso. Il Palazzo della Moneta ha attraversato anche momenti difficili, in cui la sua stessa esistenza è stata minacciata. L’evento più traumatico che lo riguarda è quello dell’11 settembre 1973, quando fu bombardato dall’esercito cileno mentre era in corso un colpo di Stato. Nel corso di quella drammatica giornata l’allora presidente Salvador Allende fu rimosso dal suo incarico e l’edificio fu gravemente danneggiato. Fortunatamente, il Palazzo della Moneta fu ricostruito secondo il suo progetto originale, motivo per cui è ancora considerato un monumento storico nazionale.

Come prenotare una visita al Palazzo La Moneda

Il primo passo è compilare il modulo disponibile qui. Dovrai dichiarare di essere un turista, i tuoi dati e scegliere la data e l’ora in cui desideri visitarlo. Il sito ti informerà sugli orari e i posti disponibili per un determinato giorno, compresa la possibilità di prenotare la visita anche per più di una persona. È sufficiente fornire un documento d’identità (carta d’identità o passaporto) e il nome completo di ogni persona. Il servizio invierà una risposta automatica all’indirizzo e-mail inserito nel corso della registrazione e, dopo un controllo, riceverai un’e-mail formale di conferma della prenotazione e di autorizzazione alla visita. È necessario prenotare la visita al Palazzo in anticipo? Sì. Nei mesi di alta stagione (giugno, luglio e agosto) è meglio prenotare con un mese di anticipo.

Orari di visita del Palacio della Moneda

Attualmente le visite al Palazzo della Moneda si svolgono nei seguenti giorni e orari per i turisti:

  • Dal lunedì al giovedì: visite guidate alle 15.00 e alle 16.30
  • Venerdì: visita alle 15.00

Trattandosi di un edificio governativo, non è possibile visitarlo tutti i giorni o a tutte le ore, soprattutto quando un politico importante si trova nel Paese. Per questo motivo è importante tenere d’occhio le e-mail di conferma, perché è frequente che le visite vengano cancellate in certi giorni se ci sono visitatori importanti. Non ci sono tour nei fine settimana e nei giorni festivi.

Palacio de La Moneda Santiago del Cile

Fonte: iStock

Come organizzare una visita al Palacio de La Moneda

Come preparasi alla visita del Palacio de Le Moneda

Ricorda di portare con te il documento d’identità e l’e-mail di conferma e di essere estremamente puntuale. Potrai avere con te la macchina fotografica, perché è consentito scattare foto ma non potrai effettuare riprese video. Ricorda che all’ingresso un metal detector ispezionerà borse e zaini prima di entrare all’interno del palazzo e che l’ingresso, sul lato dell’Avenida Alameda dove c’è un’enorme bandiera cilena, è controllato. La porta d’ingresso potrebbe cambiare, ma te lo comunicheranno al momento della consegna del biglietto. Una volta completate le procedure d’ingresso, una guida ti accoglierà e inizierà a parlarti della storia del palazzo, con tappa in due cortili interni. Per raggiungere il palazzo potrai usare anche la metropolitana: la stazione più vicina è quella di La Moneda, sulla linea rossa 1.

Perché visitare il Palazzo della Moneta?

Sebbene si distinguano per la loro bellezza architettonica e per il loro retaggio culturale, i palazzi governativi tendono a essere lasciati fuori dagli itinerari di viaggio. Quindi, se stai ancora pianificando la tua visita a Santiago del Cile, non esitare a includere il Palazzo della Moneta. È aperto tutto l’anno e si possono programmare visite guidate che ti condurranno attraverso gli spazi più importanti di questa residenza presidenziale. Trovandosi proprio in centro il Palazzo della Moneta è vicino ad altri punti di interesse turistico ed è un’ottimo punto di partenza per visitareil quartiere Parigi-Londra, il Cerro Santa Lucía, la Plaza de Armas e la Casa di Pablo Neruda.

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Allarme UNESCO: i siti minacciati dal turismo dei selfie

Negli ultimi anni, il fenomeno del “turismo dei selfie”, o “selfie-tourism”, è letteralmente esploso, tanto da spingere l’UNESCO a lanciare l’allarme: se non si interviene subito, molte delle più importanti destinazioni turistiche potrebbero subire gravi conseguenze, riporta un articolo del quotidiano inglese The Mirror. Infatti questo tipo di turismo, legato alla pratica di scattare selfie nei pressi di monumenti iconici, sta causando la progressiva degradazione di numerosi luoghi di interesse storico e culturale.

La definizione di ‘turismo dei selfie’ secondo l’UNESCO

Secondo l’UNESCO, il “turismo dei selfie” è caratterizzato dal comportamento dei turisti che scelgono le proprie mete di viaggio principalmente per scattare foto da condividere sui social media, spesso con monumenti e paesaggi iconici come sfondo. A differenza delle tradizionali foto di famiglia scattate davanti a monumenti come la Torre Eiffel, il “turismo dei selfie” nasce dal desiderio di ottenere immagini esteticamente attraenti, perfette per alimentare i propri profili Instagram.

Una tendenza che ha provocato un sovraffollamento in molte destinazioni, con effetti negativi sull’ambiente e sulle comunità locali. “Questo fenomeno ha iniziato a prendere piede con la diffusione delle piattaforme di social media, dove il contenuto visivo attraente è un fattore chiave per il coinvolgimento degli utenti”, ha dichiarato un portavoce dell’UNESCO a The Mirror. “Le persone hanno sempre scattato foto durante le vacanze, ma ora l’attenzione si è spostata dal creare ricordi al generare momenti condivisibili, spesso con l’obiettivo di ottenere ‘mi piace’ e nuovi follower”.

L’impatto negativo su ambiente e comunità locali

L’impatto del “turismo dei selfie” varia da destinazione a destinazione. Tuttavia, in molti casi, ha provocato un sovraffollamento che mette sotto pressione le infrastrutture locali, peggiorando l’esperienza complessiva dei visitatori. Inoltre, numerose mete turistiche, prima poco conosciute, sono state catapultate alla ribalta globale grazie ai social media, attirando un numero crescente di visitatori che rischiano di danneggiare l’ambiente e le comunità locali.

Secondo quanto riporta The Mirror, l’UNESCO ha anche segnalato che la ricerca della “foto perfetta” porta talvolta a comportamenti irrispettosi o dannosi, come il superamento di barriere, atti di vandalismo e persino incidenti. In alcune località, l’afflusso improvviso e massiccio di turisti ha reso difficile per le comunità locali adottare misure di protezione adeguate per gestire la folla.

Questo tipo di turismo, inoltre, rischia di compromettere la sostenibilità del settore, concentrando un numero elevato di visitatori in determinate aree e accelerando l’usura dei siti storici, dei paesaggi naturali e delle infrastrutture. “La concentrazione del traffico pedonale può accelerare il deterioramento di siti storici e paesaggi naturali, mettendo a rischio il loro futuro”, ha aggiunto il portavoce.

Le iniziative per contrastare il fenomeno

Per cercare di limitare l’impatto del “turismo dei selfie” e, più in generale, del sovra-turismo, alcune città si stanno adoperando per adottare politiche di gestione dei visitatori. Uno dei casi più noti è quello di Venezia, che ha introdotto misure per limitare l’accesso alle grandi navi da crociera nella laguna e un sistema di biglietti per i visitatori giornalieri. Anche Barcellona ha seguito un percorso simile, vietando tra l’altro l’apertura di nuovi appartamenti Airbnb.

Secondo l’UNESCO, si apprende da The Mirror, la sensibilizzazione e l’educazione giocano un ruolo cruciale nella promozione di un turismo più sostenibile. In particolare, gli influencer hanno una responsabilità significativa nel modellare le tendenze di viaggio. Educare questi individui e incoraggiarli a diffondere messaggi di rispetto verso le destinazioni può contribuire a comportamenti turistici più responsabili.

L’organizzazione sottolinea come la mancanza di rispetto per il significato culturale e storico di questi luoghi possa creare tensioni con le comunità locali, come dimostrato dalle proteste in alcune aree della Spagna. “Scattare una foto senza capire il valore del luogo è estremamente dannoso”, ha dichiarato il portavoce dell’UNESCO.

La sfida del futuro: un turismo più consapevole

L’UNESCO invita pertanto i turisti a visitare questi siti con rispetto e curiosità, prendendosi il tempo per apprezzare la cultura e il patrimonio che li circonda. È fondamentale ricordare che le azioni dei visitatori hanno un impatto non solo sulla conservazione di questi siti, ma anche sul benessere delle comunità locali.

In un’epoca in cui gran parte della vita si svolge attraverso uno schermo, il “turismo dei selfie” sembra destinato a restare. Tuttavia, promuovere una maggiore consapevolezza e una gestione responsabile delle destinazioni può contribuire a proteggere il patrimonio culturale e naturale del pianeta per le generazioni future.

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Fontana di Trevi a numero chiuso e a pagamento: ipotesi contro l’overtourism

Il fenomeno overtourism continua a essere centrale nel pensiero di chi gestisce il turismo nelle città più visitate al mondo. Molto dipenderà dalle soluzioni che verranno proposte e attuate, fondamentali per evitare non solo di danneggiare siti e luoghi d’interesse storico e artistico, ma anche per permettere ai residenti di poter vivere nelle proprie città senza che vengano trasformate in un parco a tema.

Roma, si sa, è una delle destinazioni più affollate ed è per questo che il comune sta cominciando a proporre delle ipotesi. L’ultima riguarda l’iconica Fontana di Trevi, uno dei monumenti più famosi non solo della città, ma di tutto il mondo (è visitato da 8-12 mila persone al giorno). L’assessore al turismo propone di limitare l’accesso introducendo il numero chiuso e un biglietto, gratuito per i residenti e a pagamento per i turisti. L’obiettivo è chiaro: rendere la visita più piacevole e tranquilla rispetto al caos attuale.

Una proposta necessaria per preservare la Fontana di Trevi

I comportamenti scorretti e talvolta illegali dei turisti li conosciamo bene: da chi deturpa siti storici come il Colosseo, incidendo il proprio nome sulla pietra, a chi decide di tuffarsi in fontane dall’importanza inestimabile, come la Fontana di Trevi. La proposta per preservare questo monumento non è nuova, già l’anno scorso l’assessore Onorato aveva proposto di limitarne l’accesso, una soluzione che diventa sempre più necessaria sia perché i dati turistici a Roma sono in continuo aumento (a Ferragosto sono state contate 1,623 milioni di presenze, +5,86%) che in vista del Giubileo del 2025.

Gli stessi agenti della polizia locale che presiedono la piazza hanno dichiarato che la concentrazione di persone è talmente grande da rendere difficile una fruizione adeguata del monumento, di conseguenza spesso fonte di degrado.

Come funzionerà l’accesso al monumento

Come funzionerà, nel concreto, l’accesso limitato alla Fontana di Trevi? Secondo l’ipotesi proposta da Onorato, per arrivare al gradinato vero e proprio sarà necessaria una prenotazione nominale e l’acquisto di un biglietto di 2 euro per trenta minuti di visita. Il numero chiuso varrà solo per i turisti, mentre per i residenti non ci saranno restrizioni. La proposta introduce anche un numero massimo di accessi contemporanei alla piazza, mentre i ricavati verrebbero reinvestiti per assumere addetti al controllo dell’ingresso e dell’uscita.

I dati dimostrano che queste soluzioni, in una città come Roma, sono davvero necessarie: basti pensare che nel 2023 è stata visitata da 50 milioni di persone. Una proposta che si inserisce in un dibattito molto più ampio che interessa tante altre città europee e che riguarda un tema discusso anche dall’UNESCO, ossia il problema del ‘selfie tourism‘ di cui la stessa Fontana di Trevi è vittima.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura definisce il fenomeno come “la tendenza dei viaggiatori a visitare destinazioni principalmente per scattare e condividere foto di se stessi, spesso con monumenti iconici e paesaggi suggestivi sullo sfondo”. Questa tendenza causa sovraffollamento in zone specifiche della città, oltre che una tipologia di turismo mordi e fuggi che sacrifica l’esperienza del viaggio come opportunità di scoperta a favore del puro egocentrismo da social media.