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A due passi da Petra c’è un sito che nessuno conosce

Tra i siti archeologici più affascinanti di tutti i tempi c’è senza dubbio Petra, la città di roccia situata nel cuore della Giordania che è stata inserita non solo tra i Patrimoni dell’UNESCO, ma anche tra le sette meraviglie del mondo moderno. Tuttavia, basta allontanarsi di qualche decina di chilometri per incontrare un luogo ancora più magico, che conserva un’atmosfera speciale – anche perché è quasi completamente sconosciuto. Andiamo alla scoperta del sito di Sela, tra le montagne giordane.

L’affascinante storia di Sela

Meta perfetta per chi ama il turismo culturale, la Giordania ha davvero molto da offrire. Oltre a Petra, infatti, c’è di più: per trovare un luogo che conserva intatto il suo fascino particolare, dobbiamo spostarci più a nord e addentrarci tra le montagne rocciose del Governatorato di al-Tafila. È qui che ci imbattiamo nei resti di un’antichissima città conosciuta con il nome di Sela (es-Sela’ in arabo, un termine che significa roccia). Il panorama è spettacolare, e ancora di più la storia che si cela dietro le poche rovine ancora in piedi.

Questa sarebbe infatti – secondo gli archeologi – la celebre Sela più volte citata nella Bibbia ebraica, la quale in passato veniva erroneamente identificata proprio con Petra. D’altra parte, entrambe le città portano nomi con lo stesso significato (uno in arabo e uno in latino), quindi non sorprende che ci sia stata confusione. Solo attorno al 2010 sono stati compiuti degli scavi tra le montagne dell’antico regno di Edom, dove sono emersi i resti che oggi vengono attribuiti a Sela. La città sarebbe stata abitata nel corso del I millennio a.C., ed è a questo periodo che risale la maggior parte dei reperti trovati in questa zona.

Cosa vedere presso il sito archeologico

Sela è un sito archeologico davvero speciale: incastonato tra le rocce di arenaria, si erge fino a 200 metri di altezza a picco su burroni ripidissimi. Era in passato un rifugio usato dagli abitanti dei dintorni per mettersi al riparo in caso di pericolo, ma anche una vera e propria fortezza. L’altopiano che ospita la maggior parte delle rovine era infatti difficilmente raggiungibile, offrendo il luogo ideale per sfuggire dagli assalti dei nemici. Oggi si possono ammirare i resti di antiche torri e strutture difensive, oltre che di edifici residenziali, luoghi di culto e case scavate nella roccia.

Poiché in quest’area non vi erano pozzi o sorgenti d’acqua, la popolazione vi aveva costruito un centinaio di cisterne e di vasche dove stoccare l’acqua piovana: alcune di esse sono ancora molto ben conservate, regalandoci un piccolo assaggio di quello che Sela doveva essere un tempo. Avvicinandoci alla montagna su cui si inerpica l’antico villaggio, si può notare qualcosa di sorprendente: in alto, sulla parete rocciosa, c’è un rilievo conosciuto come l’iscrizione di Nabonide. Si tratta di una raffigurazione che immortala un uomo con una lunga veste, un bastone e un copricapo, il quale probabilmente non è altri che l’ultimo re dell’impero babilonese.

Per giungere a Sela, occorre arrampicarsi su una lunga scalinata costruita nella roccia. Prima di arrivare in cima, il passaggio si restringe all’interno di una gola che poi si apre sull’altopiano: qui ci sono i resti di antiche mura che un tempo proteggevano l’ingresso al villaggio, il quale poteva essere chiuso con un’alta cancellata in legno. Tutt’intorno, si possono ammirare torri di difesa e pavimentazioni riemerse da sotto terra, dove erano rimaste per tanti secoli, cisterne intonacate, antichi altari e tante altre meraviglie, a riprova di quanto questo luogo sia magico.

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Estate in Alto Adige: cosa fare e dove alloggiare

Come vivere ogni giorno della propria vacanza dentro a una favola: è questo quello che garantisce un’estate in Alto Adige grazie ai suoi preziosi panorami. E se trascorsa in alloggi che permettono di immergersi appieno nell’ambiente circostante e dove la melodia della natura fa da colonna sonora alle proprie giornate, le ferie diventano un sogno che si avvera. Ecco a voi l’hotel in cui soggiornare in Alto Adige e tutte le esperienze che si possono fare in zona.

Dove alloggiare in Alto Adige

L’hotel di cui vi stiamo per parlare si distingue per essere piccolo e riservato, una struttura perfetta per fuggire dalla frenesia quotidiana e sentirsi come rinascere.

Ma non solo: questo albergo si trova in una posizione che permette di vivere la montagna e la natura dell’Alto Adige nella sua dimensione più autentica. È situato, infatti, nel cuore del Parco Naturale Vedrette di Ries-Aurina, un angolo della regione dolomitica che comprende ben 38 cime sopra i tremila metri e la maggior superficie glaciale dell’Alto Adige.

Il nome della struttura è Falkensteiner Hotel Antholz e, essendo destinata esclusivamente agli adulti, è l’ideale per una vacanza romantica attraverso cui ricaricare le batterie e vivere insieme al proprio partner la bellezza delle Alpi.

Soggiornare da queste parti permette di scoprire la voce del silenzio che viene rotta solo dai suoni della natura e un cielo stellato che è difficilissimo incontrare altrove in Italia.

La struttura si distingue per essere anche un alloggio virtuoso: è parte del portfolio Vitalpina® Hotels Südtirol, ovvero quegli alberghi che condividono un’anima vitale, alpina e, soprattutto, sostenibile.

Falkensteiner Hotel Antholz

Fonte: FALKENSTEINER HOTEL

Veduta del Falkensteiner Hotel Antholz

Cosa fare in questa zona dell’Alto Adige

Questo incantevole territorio dell’Alto Adige consente di fare tantissime esperienze che riempiono l’anima di piacevole emozioni. Molte di queste opportunità, tra le altre cose, sono organizzate direttamente dall’hotel: rilassanti passeggiate nei dintorni del Lago di Anterselva, escursioni in bici, in mountain bike, romantici pic nic nei boschi e molto altro ancora. Scopriamo insieme nel dettaglio alcune delle numerose attività che ci sono a disposizione per gli ospiti.

Gli amanti dell’avventura possono dedicarsi al trekking, all’alpinismo e alle arrampicate. L’albergo, proprio per far vivere una vacanza al massimo del comfort possibile, possiede un noleggio zaini e bastoncini da trekking. Lo stesso servizio è offerto anche per le biciclette ed e-bike, mezzi perfetti per fare indimenticabili esperienze in mezzo alla natura altoatesina.

Gli animi più romantici potranno invece concedersi un pic-nic esclusivo nel bosco di Anterselva che si trova accanto allo stesso albergo. Due capanne rustiche in legno, raggiungibili a piedi in pochi minuti, saranno un perfetto rifugio mentre si potrà gustare un esclusivo pic-nic gourmet osservando un colorato e suggestivo prato alpino.

Esperienze da fare in Alto Adige

Fonte: FALKENSTEINER HOTEL

La natura dell’Alto Adige

E poi ancora le escursioni in Vespa al Passo Stalle: oltre il Lago di Anterselva, attraverso la tortuosa strada del passo si raggiunge a bordo di queste intramontabili due ruote la tipica e tradizionale locanda alpina Stalleralm. Qui si potrà fare una degustazione di specialità di formaggio piccante seguita da un menù di 3 portate con prodotti alpini fatti in casa.

Per gli animi più tranquilli, sarà invece possibile fare una passeggiata di circa 1 ora intorno al Lago di Anterselva, ma anche raggiungere il suggestivo Lago di Braies che è forse uno dei luoghi più romantici di tutta Italia.

Alloggiando da queste parti si avrà anche la possibilità di fare un’escursione alle Piramidi di Terra di Perca, capolavoro architettonico della natura. Ma se dobbiamo dirla tutta, queste sono solo alcune delle tante cose che si possono fare e scoprire in zona. Ma per fortuna ad aiutare nella scelta e nell’organizzazione ci sarà il Concierge in hotel, una figura che può suggerire agli ospiti le esperienze da non perdere in base ai loro gusti ed esigenze.

Lo sconto da non perdere

In un periodo in cui i prezzi di qualsiasi bene sono aumentati, farà piacere sapere che il Falkensteiner Hotel Antholz mette a disposizione dei suoi ospiti un interessante sconto.

Prenotando una vacanza estiva con soggiorno fino al 2 settembre di quest’anno, è possibile approfittare di -15 Sunshine Special*, la promozione che consente di risparmiare fino al 15% sulle proprie vacanze. *Offerta limitata e soggetta a disponibilità

Scopri tutte le offerte di Falkensteiner Hotel Antholz.

Piscina in Alto Adige

La piscina all’aperto del Falkensteiner Hotel AntholzUn viaggio tra maestose cime italiane, quindi, che si rivela ancora più gradevole, oltre a essere pieno di ore di sole e allegria, ricco di fantastici panorami e aria fresca di montagna, e con tanti bellissimi tour e servizi che sono in grado di soddisfare chiunque.

P.s: sono i benvenuti anche gli amici a quattro zampe!

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L’ultima opera di Saype è un affresco monumentale ai piedi del Monte Bianco

C’è qualcosa di straordinario, inedito e sensazionale che sta succedendo in uno dei luoghi più affascinanti del BelPaese, in quella che è una delle destinazioni più raggiunte e celebrate da tutti gli amanti della natura e dei paesaggi montuosi. Sì perché qui, ai piedi del maestoso Monte Bianco è stato creato un affresco monumentale che porta la firma inconfondibile dell’artista contemporaneo Saype.

Land art e street art si uniscono e si fondono, fino a prendere vita all’unisono, grazie alla maestria di uno degli artisti più apprezzati del nostro secolo, quello che da anni incanta e sorprende con i suoi capolavori effimeri e al contempo indimenticabili.

L’ultima opera di Saype è un omaggio alla grande bellezza del BelPaese: un affresco dalle dimensioni stratosferiche è stato donato alla montagna più alta d’Europa e che sarà visibile, per poco tempo, dalle cabine della funivia Skyway.

L’affresco monumentale ai piedi del Monte Bianco

Il suo nome è “Une Grande Dame” ed è l’ultimo capolavoro di Saype. Si tratta di un’opera effimera e straordinaria che misura oltre 2.000 metri quadrati e che restituisce il suo profilo più bello dall’alto. Per contemplarla in tutta la sua bellezza, infatti, il consiglio è quello di salire a bordo delle cabine di Skyway. Un’esperienza, questa, che da sola vale l’intero viaggio, dato che la funivia permette di raggiungere il punto più alto d’Italia regalando la sensazione di poter sfiorare il cielo con un dito.

Dalle cabine la vista è mozzafiato: i confini si allargano e si espandono fino ad annullarsi, mentre lo sguardo si perde tra i paesaggi incontaminati del Monte Bianco e delle vette circostanti come il Cervino, il Monte Rosa, il Gran Paradiso e il Grand Combin.

Un’esperienza visiva, questa, che non conosce eguali e che si arricchisce oggi, e per poco tempo, di un’altra splendida visione che porta la firma di Saype. “Une Grande Dame”, infatti, è un’opera effimera, destinata a scomparire col tempo, ma a diventare parte integrante del Monte Bianco.

L’affresco è stato realizzato con materiali biodegradabili, quali gesso, carbone e caseina, sull’erba ai piedi della montagna, e più precisamente tra i pascoli di Pavillon, a a 2.300 metri di quota. La posizione rende quest’opera la più alta mai realizzata dall’artista.

Une Grande Dame: quando e come vedere l’ultima opera di Saype

“Une Grande Dame” raffigura due donne, una signora anziana e una bambina, entrambe intente a contemplare la natura, magnifica e immensa, bella e pura. Un messaggio, quello lanciato dall’artista, che celebra il passaggio di testimone tra generazioni con la speranza di un futuro migliore e che è al contempo un monito e un invito a prendersi cura del patrimonio naturalistico che ci appartiene, così potente e fragile.

L’affresco di Saype resterà sui pascoli alpini per circa tre settimane, o comunque fino a quando la vegetazione del territorio non crescerà, fino a far scomparire le figure che saranno, naturalmente, inglobate e conservate per sempre nel cuore della montagna.

Ammirare “Une Grande Dame” in tutta la sua bellezza è possibile dalle cabine della funivia Skyway. Una volta saliti in cima aguzzate bene la vista: la visione dell’affresco è magica.

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Questa località di montagna è perfetta per l’estate

Nel Parco Naturale Adamello Brenta c’è una località di villeggiatura perfetta per l’estate. Un paese tranquillo, vicino alle mete più glam, dove il paesaggio è da favola e che offre un’infinità di attività da fare all’aria aperta, per tutta la famiglia.

Stiamo parlando di Pinzolo, nell’alta Val Rendena, in Trentino, parte del comprensorio sciistico più grande delle Alpi, la Skiarea Campiglio Dolomiti di Brenta, e che d’estate si trasforma in una palestra a cielo aperto.

Rispetto alla vicina Madonna di Campiglio, è una meta di villeggiatura molto più tranquilla e perfetta per chi desidera trascorrere le vacanze in famiglia e all’insegna del silenzio e del relax.

Pinzolo, il regno della tranquillità

Il paese è delizioso. Tra le attrazioni più belle c’è sicuramente il centro storico puntellato dalle caratteristiche case di montagna coi tetti spioventi, le balconate di legno e gli affreschi sulle facciate.

Passeggiando tra le tipiche vie del borgo, vi ritroverete a scoprire alcuni edifici imperdibili, come la Chiesa di San Vigilio che sfoggia una bellissima facciata medievale ricoperta di affreschi di epoche diverse. Uno dei più importanti è la “Danza macabra” di Simone Baschenis che raffigura nobili e plebei che sono praticamente uguali di fronte alla morte.

Il paese è un vero angolo di relax per l’estate e non servirebbe neppure muoversi per trovare la pace. Basti pensare che, in pieno centro, c’è persino un lago, o meglio, un Biolago, uno specchio d’acqua perfettamente balneabile, realizzato con le tecnologie più avanzate che consentono la depurazione delle acque attraverso l’utilizzo delle piante. Il Biolago, con la piscina per i più piccoli e i servizi, è perfettamente inserito nel verde dell’area sportiva e di giochi per bambini della “Pineta”. Il fatto che non ci sia alcun torrente che lo alimenta, al contrario dei laghi naturali alpini, fa in modo che l’acqua, filtrata e depurata naturalmente, sia più calda e abbia una carica batterica minore.

Le escursioni in quota

Il borgo di Pinzolo si rivela un ottimo punto di partenza per coloro che vogliono avventurarsi in indimenticabili escursioni. Del resto, ci troviamo nella più vasta area protetta del Trentino. Ci sono circa 450 chilometri di sentieri, tra boschi e montagne, alla scoperta di panorami e cascate nascoste, e oltre 20 km di piste ciclabili oltre al Brenta Bike Park per gli appassionati del downhill.

Madonna di Campiglio - Val Rendena - Carisolo - Pista ciclabile

Fonte: @Paolo Bisti – Luconi

Una pista ciclabile in Val Rendena

Dal paese, che si trova a un’altitudine di soli 800 metri, si può salire con la cabinovia Tulot-Malga Cioca a 1.750 metri e raggiungere, in pochi minuti, sentieri e boschi in quota dove poter praticare ogni genere di sport e attività all’aria aperta.

Da qui partono anche diverse passeggiate adatte a tutti, anche a famiglie con bambini. Da poco è stato anche inaugurato un nuovo sentiero senza barriere che, a Madonna di Campiglio, conduce, in circa 45 minuti, da località Patascoss a uno dei luoghi più incantevoli e amati della zona: il lago di Nambino, a 1.718 metri di altitudine.

Tra le meraviglie da non perdere in questa zona ci sono sicuramente le Cascate Nardis che sono, molto probabilmente, le più spettacolari di tutto il territorio. Basti sapere che hanno un dislivello superiore ai cento metri.

Madonna di Campiglio - Panorama - Dolomiti di Brenta

Fonte: @Paolo Bisti – Luconi

Panorama delle Dolomiti di Brenta

Una delle escursioni più belle che si possono fare da Pinzolo è quella che porta alla Malga Ritorto, dove c’è una straordinaria terrazza panoramica sulle Dolomiti di Brenta, e che prosegue verso le acque cristalline del Lago Ritorto. Una suggestiva stradina asfaltata lunga poco più di 2 km parte dalla località Patascoss e arriva in circa 45 minuti alla prima tappa. Dalla malga, l’itinerario diventa più selvaggio, ma continua a offrire una vista stupenda sul gruppo delle Dolomiti. Superata la Piana dei Mughi, luogo di appostamento per scorgere diverse specie animali, si prosegue sino ai ruderi della Malga della Pozza dei Garzoni. La fatica per raggiungere il Lago Ritorto sarà ampiamente ripagata dal panorama mozzafiato che il luogo regala. Le guglie del Brenta che si rispecchiano tra le acque del laghetto alpino lo rendono un posto da favola.

Con la Dolomeet PASSion si hanno a disposizione due andate e ritorno al giorno scontate per tutta la durata del soggiorno (fino a 14 giorni) da utilizzare sugli impianti di risalita di Pinzolo e della vicina Madonna di Campiglio.

Un’estate di eventi

Per chi decide di trascorrere le vacanze estive a Pinzolo non mancano gli eventi. A partire da Mountain Beat (15-18 giugno), la prima edizione di una nuova manifestazione che va in scena a inizio estate nel cuore verde, la “Pineta”. Una manifestazione per riconnettersi con la natura e le persone con musica live ed eventi “a bassa frequenza”, più rilassanti, come la “cena in fienile” e la “notte chic in tenda”.

E, poiché montagna è sinonimo di benessere fisico e mentale, dal 2 al 9 luglio si svolge il Dolomiti Wellness Festival, con attività legate al movimento, alla respirazione e soprattutto all’immersione nella natura come le camminate sensoriali, il nordic walking, i trattamenti di benessere e i bagni di natura, la ginnastica sensoriale, il pilates, il forest bathing, lo yoga.

 

 

 

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Estate nei rifugi di montagna più belli d’Italia

C’è chi in estate preferisce la montagna al mare. Se siete tra questi e sognate escursioni che vi emozionino a ogni scorcio, il Garda Trentino potrebbe essere proprio la meta che state cercando. Qui, dove la freschezza alpina incontra il tepore mediterraneo, il verde dei monti si specchia nel blu del lago e l’esperienza outdoor si intreccia al piacere del relax, ci si imbatte in rifugi panoramici posizionati su incantevoli percorsi, che regalano esperienze incredibili, di gusto, scoperte e meraviglia. Alcuni sono aperti tutto l’anno, ma è consigliabile informarsi sempre in anticipo. Intanto, scopriamoli.

I rifugi panoramici del Garda Trentino

Sorto in una zona storicamente utilizzata per il pascolo, a pochi chilometri da Riva del Garda e dalla frazione di Campi, il Rifugio Capanna Grassi si può raggiungere anche in auto, ma le emozioni maggiori si proveranno a piedi o su due ruote. Ad esempio lungo il sentiero “del Berghem” – ancora poco noto, ma spettacolare – che risale la valle del torrente Gamella, ricca di cascate. Adatto a camminatori esperti, il percorso conduce al sito archeologico di San Martino, uno dei più interessanti della zona, e prosegue fino a Capanna Grassi, molto frequentata dagli estimatori della cucina tradizionale trentina.

Sempre da Riva del Garda, così come dalla Valle di Ledro, si può arrivare al Rifugio Bocca di Trat “Nino Pernici”, antica caserma austriaca, sul crinale che divide la zona del Garda dalla valle, raggiungibile da entrambi i versanti. È meta di escursionisti e biker, attratti dai paesaggi ma anche dall’ottima cucina: qui si può assaggiare la polenta di patate, piatto forte della tradizione culinaria del posto e ammirare uno splendido panorama sulla valle, allargando lo sguardo sino al Lago di Garda e di Tenno.

A poca distanza da Riva del Garda, Arco, Torbole e Tenno, il Rifugio Monte Calino “San Pietro” è amato da residenti e ospiti del Garda Trentino per la facilità di accesso, l’ottima cucina e la spettacolare vista sul Lago di Garda. La struttura è stata ricavata dal romitorio dell’adiacente antica chiesa medioevale, ancora ben conservata, ed è punto di arrivo o di partenza per numerose escursioni. Come l’itinerario dedicato al Monte Calino, vicino a Tenno, un tragitto immerso nella vegetazione che, inizialmente, attraversa i ripidi campi coltivati e poi si immerge nel bosco, sempre diverso all’aumentare di quota. Oppure lo spettacolare bike tour attorno al Monte Misone, da Fiavè al Passo del Ballino e poi ancora, attraverso boschi ombrosi fin sopra il Lago di Tenno, meta imperdibile. Un ultimo tratto in salita conduce lungo le pendici sud-occidentali del monte, soleggiate e calde nel periodo estivo, e alla Sella di Calino.

È raggiungibile solo a piedi, invece, il Rifugio Prospero Marchetti, in prossimità della vetta del Monte Stivo, che domina il Garda Trentino. La fatica sarà ripagata: all’arrivo si aprirà uno dei panorami più sorprendenti, non solo sul Garda ma anche sulla cosiddetta “Busa”, la zona pianeggiante tra Riva del Garda, Arco e Torbole. Nei pressi del rifugio, inoltre, è installato un osservatorio con l’indicazione di tutte le cime circostanti: il Monte Baldo a sud, le Alpi di Ledro a sud-ovest, i ghiacciai dell’Adamello, del Carè Alto e della Presanella a nord-ovest, le Dolomiti di Brenta a nord, le piccole Dolomiti, la catena del Lagorai e Pasubio a est.

Da non perdere il rifugio Damiano Chiesa che dalla sommità del Monte Altissimo sovrasta tutta la parte settentrionale del lago di Garda, con una vista mozzafiato a 360 gradi. Gli escursionisti, infatti, incontreranno ad ogni passo splendidi scorci sul lago, ma anche preziose testimonianze storiche.

Infine, non può mancare una sosta al Rifugio XII Apostoli, vicino a Comano Terme, porta d’ingresso occidentale alle Dolomiti di Brenta. Edificato dalla Società Alpinisti Tridentini (SAT) nel 1908 nella conca di Pratofiorito, nei pressi delle vedrette di Pratofiorito e d’Agola, deve il suo nome alle dodici piccole conformazioni rocciose, simili a delle figure in preghiera, situate sul limitrofo passo omonimo. Il contesto ambientale è di rara bellezza così come l’orizzonte panoramico, ma il percorso di accesso risulta piuttosto aspro.

Garda Trentino Experience

Fino a ottobre, scoprire i rifugi del Garda Trentino e la vita che li caratterizza è ancora più entusiasmante grazie alle “Garda Trentino Experience”, iniziative differenti per tipologia, ambito e durata, pensate appositamente per assecondare le esigenze di tutti. Numerose le esperienze confermate anche per il 2023 che si svolgono in montagna – nei rifugi e non solo -, a cominciare dalle passeggiate al tramonto con cena tipica al rifugio o le visite nel “mondo dell’alpeggio” per tutta la famiglia.

A queste, si aggiungono curiose e coinvolgenti novità. Le immersioni nella natura assumono diverse declinazioni con un’esperienza in Val d’Algone, alle pendici delle Dolomiti di Brenta, alla scoperta della geologia della valle e dei suoi alberi monumentali, e non mancano le escursioni family friendly, per contemplare il sorgere del sole al rifugio San Pietro e deliziarsi con una ricca colazione.

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In Alto Adige, i sentieri più belli all’ombra delle Dolomiti

L’Alto Adige, ossia la splendida provincia autonoma di Bolzano, vanta alcuni dei tragitti più belli da percorrere su tutto il territorio italiano (e non solo), molti dei quali con vista direttamente sulle Dolomiti, patrimonio UNESCO.

Da queste parti, infatti, gli appassionati di esplorazioni a contatto con la natura possono godere di posti magnifici che sono plasmati da queste maestose montagne, da alcuni ritenute le più belle della Terra. Ma quali sentieri all’ombra delle Dolomiti vale davvero la pena percorrere durante una tiepida giornata di sole?

I cammini del Latemarium

Già a pochi chilometri dal Capoluogo altoatesino, in Val d’Ega, si snodano oltre 500 chilometri di cammini, quelli del Latemarium, un reticolo di percorsi tematici che avvolge una delle vette dolomitiche più affascinanti che esistano: il Latemar.

Inaugurato nell’estate del 2014, il Latemarium si rivolge a tutti i viaggiatori e consente di avvicinarsi alla natura in modo autentico ed emozionante.

Il percorso più panoramico si raggiunge da Obereggen con la seggiovia Oberholz, che porta fino alla piattaforma Latemar 360°, una grande chiocciola di legno attaccata alla montagna a 2.100 metri di altitudine da cui si gode di una vista particolarmente mozzafiato.

Quassù si trova anche l’avveniristico rifugio Oberholz, una perla architettonica con grandi vetrate panoramiche, e la Latemarhüttem, a più di 2.600 metri di quota. Detta anche Rifugio Torre di Pisa perché a poca distanza si trova una sorta di campanile obliquo di una ventina di metri di altezza che assomiglia al celebre monumento toscano, è raggiungibile attraverso uno dei più bei sentieri delle Dolomiti, dove si può anche soggiornare.

Alcuni di questi incredibili percorsi sono adatti anche alle famiglie con bambini piccoli, e comprendono cartelloni con informazioni sulla geologia della montagna, sulla flora e la fauna e persino sulle leggende del Latemar. Sentieri che attraversano distese di prati alpini sui quali pascolano gli animali, offrendo ai più piccini divertimento mentre i genitori si godono un po’ di relax sui lettini. C’è persino un sentiero percorribile con il passeggino: il Latemar .Alp.

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Fonte: 123rf

Il Latemar e il lago di Carezza @123rf

I cammini nei dintorni di Merano

Un altro paradiso per gli amanti delle escursioni è Merano, probabilmente una delle zone più complete dell’Alto Adige da diversi punti di vista. Vi basti pensare che le possibilità, da queste parti, sono così tante che una vita non basterebbe per completarle tutte.

Tra i più belli ci sono i Sentieri delle Rogge (“Waalwege”), itinerari che seguono i corsi d’acqua che un tempo servivano per irrigare i campi.

La conca di Merano, infatti, ha una fittissima rete di questi canali che attraversano luoghi incantevoli e incontaminati. I Sentieri d’acqua meranesi, 100 km circa, da percorrere in uno o più giorni, consentono di fare escursioni tranquille, godendo pienamente della natura, dei frutteti, delle chiesette e dei castelli.

In tutta questa area si contano circa una ventina di Sentieri delle Rogge, e la cosa più interessante è che sono percorribili in tutti i periodi dell’anno. Inutile dirvi che le vedute panoramiche sulle imponenti catene montuose e sulla valle sono emozionanti e differenti in base alla stagione. I Sentieri delle Rogge sono i preferiti dalle famiglie, da chi cerca escursioni non troppo impegnative e da coloro che vogliono godersi la straordinaria flora e fauna della Val Venosta in totale relax.

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Fonte: Ufficio stampa

I sentieri delle rogge @Ufficio stampa

Per i più avventurosi, l’Alta via di Merano è probabilmente il sentiero escursionistico più affascinante delle Alpi. Contrassegnato dal numero 24, gira tutto intorno al Parco Naturale Gruppo di Tessa e viene considerato uno dei più incantevoli di tutto il territorio. Lunga oltre 80 km, mette a disposizione del viaggiatore panorami incantevoli con i “tremila” dell’Alto Adige in primo piano. Fu creata da Robert Schönweger ed Helmuth Ellmenreich, guide alpine dell’AVS (Associazione alpina altoatesina), e inaugurata nel 1985.

Un percorso escursionistico immerso nella natura e che si trova all’interno di un’area naturale protetta. Per questo motivo, è di fondamentale importanza per la fauna e la flora che gli escursionisti non lascino rifiuti lungo il tragitto (compresi quelli biologici). Inoltre, è assolutamente vietato campeggiare.

L’escursione ai laghi di Sopranes

L’escursione ai laghi di Sopranes è, probabilmente, una delle più famose di tutta questa fiabesca zona d’Italia. Del resto, sono dieci incantevoli bacini d’acqua incastonati nel cuore del parco naturale Gruppo di Tessa che vantano il primato di essere il più esteso gruppo lacustre d’alta quota dell’Alto Adige.

Il percorso è di forma circolare, ma richiede resistenza e assenza di vertigini. In sostanza è un’escursione che ben si plasma agli escursionisti più esperti, ai quali regala paesaggi emozionanti da varie prospettive.

Escursione ad Anello al Lago di Braies

Gli spiriti più romantici non possono di certo perdersi l’escursione ad Anello al Lago di Braies, un meraviglioso specchio d’acqua che è diventato particolarmente famoso negli ultimi anni grazie alla serie televisiva italiana “Un passo dal cielo”, anche se da sempre è una meta turistica molto frequentata.

Il giro del Lago di Braies parte dall’omonimo albergo e si distingue per essere una passeggiata facile di circa 4 chilometri. Un percorso da fare con calma per assaporare al 100% la bellezza davvero unica al mondo di questo luogo. Il periodo migliore per scoprirlo è la bella stagione poiché l’inverno può rivelarsi impraticabile a causa del ghiaccio.

Il punto di partenza preciso è l’iconica palafitta in legno e lungo il tragitto si incontrano diverse panchine, zone ristoro e delle spiaggette dove potersi rilassare al sole.

Non lontano è possibile scorgere la Chiesa della Divina Madre Dolorosa, costruita nel 1904 dalla famiglia Hellensteiner e divenuta oggi un pittoresco luogo di culto per viaggiatori e alpinisti della zona. Il tragitto prosegue in un’atmosfera rilassata, addentrandosi nel fitto bosco di abeti da cui si scorge il lago dai mille colori sorprendenti. Superata una spiaggetta di sassi si arriva alla sponda orientale, quasi sicuramente la più spettacolare in quanto scavata nella roccia viva.

Infine, il Lago di Braies è un ottimo punto di partenza per fare altrettante escursioni che conducono alla scoperta di località poco lontane, ma tutte assolutamente meritevoli di una visita grazie alla loro bellezza naturalistica e importanza storica.

Non resta che correre in Alto Adige per andare a conoscere, a passo lento, alcuni dei panorami più belli di tutto il mondo.

Lago di Braies alto adige

Fonte: iStock

Il meraviglioso Lago di Braies
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Lago della Montagna Spaccata, oasi d’Abruzzo

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è un vero spettacolo della natura, custode di paesaggi che rimangono nel cuore e di piccole gemme nascoste che conquistano al primo sguardo: una di queste è il Lago della Montagna Spaccata, un’oasi di blu, verde e tranquillità a 1600 metri di altitudine, nell’omonima località alle pendici delle colline che scendono dalle catene del Greco e della Meta.

Siamo in provincia dell’Aquila, nel suggestivo territorio del comune di Alfedena, grazioso borgo medievale tra i meglio conservati, da cui lo specchio lacustre dista circa due chilometri.

Tutta la meraviglia del Lago della Montagna Spaccata

Nell’abbraccio di una natura intensa e magnifica, il lago artificiale nasce negli anni Cinquanta dallo sbarramento del Fiume Rio Torto per la produzione di energia elettrica e vanta una superficie di circa 46 ettari con una profondità di 68 metri.

Ricco di rivelli, cavedani e trote, dalle limpide acque che vanno dallo smeraldo al turchese, è una delle attrattive più apprezzate del territorio, grazie alla sua bellezza e a un paesaggio incontaminato plasmato da fitti boschi dove non è raro avvistare lupi, volpi, cinghiali, tassi, cervi, orsi, faine, camosci e il volo del falco pellegrino.

Infatti, a differenza del vicino e celebre Lago di Barrea, o del Lago di Scanno, ha conservato, negli anni, un aspetto immutato senza la presenza di lidi: si tratta, quindi, di un luogo di pace dove immergersi appieno nella natura del Parco e lasciarsi alle spalle lo stress, i pensieri negativi e la frenesia della vita di tutti i giorni in città.

Non distante dal confine con il Molise, l’area attorno al Lago della Montagna Spaccata è uno scrigno di bellezza che sa unire il paesaggio delle due regioni in un ideale abbraccio, caratterizzato da sorgenti e dal tipico habitat delle zone umide dove svettano pioppi e salici.

Sedersi sulla riva e ammirare, semplicemente, il gioco della luce solare sull’acqua, il limitare del bosco e le vette tutt’intorno è un regalo da fare a sé stessi.

Per migliorare l’accesso all’acqua in tutta sicurezza, tuttavia, è stata realizzata una pedana galleggiante, parte integrante del progetto di valorizzazione del bacino nel pieno rispetto del suo ambiente.

I suoni della natura qui sono di casa

Se il lago è un gioiello, non da meno è lo splendido e fresco bosco misto che accoglie i visitatori allontanandosi dalle rive.

È proprio il caso di dire che assomiglia a uno scenario delle fiabe, dove i suoni e i silenzi della natura sono assoluti protagonisti e non si faticherebbe a credere alla presenza di gnomi e fate.

Come accennato, questo è un ambiente ideale per la fauna selvatica che non è poi così difficile avvistare all’ombra dei noccioli, carpini, maggiociondoli, aceri e cerri.

Proseguendo nella piacevole e rigenerante passeggiata, lo sguardo si posa sugli avvallamenti in cui scorrono le acque dopo il disgelo: sono frammenti della vita del bosco che fanno stare bene.

Come arrivare al lago

Il lago si raggiunge dal borgo di Alfedena, seguendo l’apposita segnaletica.

Ci si arriva comodamente a piedi dal centro oppure è possibile parcheggiare l’auto nelle immediate vicinanze.

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Nasce un nuovo sentiero tra le Dolomiti, accessibile a tutti

Nell’immenso patrimonio naturalistico del nostro Paese, spicca il panorama incantevole offerto dalle Dolomiti, divenute persino un sito protetto dall’Unesco per la loro importanza paesaggistica. È in questa cornice, tanto amata da villeggianti ed escursionisti, che nasce un nuovo sentiero: la sua peculiarità è che lo possono percorrere proprio tutti, essendo parte di un progetto di più ampio respiro dedicato al turismo inclusivo. Andiamo alla sua scoperta.

Dolomiti, il nuovo cammino

Il Parco Naturale Adamello Brenta è un vero gioiello, per la sua natura incontaminata e i suoi paesaggi che attirano ogni anno moltissimi turisti. Tra panorami meravigliosi che caratterizzano questi luoghi, si snoda un nuovo cammino inclusivo: il sentiero B06. Lungo appena 1,8 km e privo di barriere, è un esempio virtuoso che si sta già diffondendo a macchia d’olio, quantomeno nell’area delle Dolomiti. Punto di partenza del percorso è il pascolo alpino Patascoss, che sorge alle porte del borgo di Madonna di Campiglio, una delle più rinomate mete turistiche della regione.

Addentrandosi tra boschi e prati verdi, il sentiero – che si percorre in appena 45 minuti – giunge infine presso il lago di Nambino, un’oasi dal fascino irresistibile per le sue acque turchesi e l’atmosfera suggestiva. Il bacino si trova a poco più di 1.700 metri di altitudine, in un punto che regala una vista meravigliosa sulle vallate circostanti. A due passi dalle sponde, c’è un delizioso rifugio pronto ad accogliere gli escursionisti che desiderano rifocillarsi con tante prelibatezze genuine tipiche del luogo, prima di fare inversione di marcia alla volta di Madonna di Campiglio.

Perché il sentiero B06 è così speciale? Tutto merito dell’impegno congiunto di Anffas (Associazione Nazionale Famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale) e Amici dei Sentieri di Campiglio con il comune di Pinzolo e la provincia autonoma di Trento. Ne è nato così un percorso inclusivo, breve e accessibile a chiunque, sia da persone con disabilità di vario tipo o con difficoltà di movimento che da anziani e famiglie con passeggini. I lavori di riqualificazione si sono infatti concentrati sulla risistemazione del fondo e sulla realizzazione di parapetti di legno, per rendere il percorso adatto anche a chi ha bisogni speciali.

Il turismo inclusivo sulle Dolomiti

Il nuovo cammino che porta al lago di Nambino non è certo l’unico ad avere queste peculiari caratteristiche di accessibilità. Il Parco Naturale Adamello Brenta sta lavorando da tempo, in collaborazione con associazioni che si occupano di disabilità, istituzioni dedicate alla salvaguardia dell’ambiente ed enti che promuovono il turismo, per la creazione di una rete di percorsi inclusivi. Madonna di Campiglio è una delle prime realtà ad aver aperto la strada ad un turismo accessibile, mirando alla rimozione di qualsiasi tipo di barriere per consentire a tutti di godere del meraviglioso panorama delle Dolomiti.

Oltre al nuovissimo sentiero B06, ci sono altri itinerari già attivi da tempo. Uno dei principali è quello che, sempre dal pascolo di Patascoss, conduce sino alla Malga Ritorto, un punto panoramico tra i più belli del Parco Adamello Brenta. Si snoda lungo una strada pianeggiante e ombreggiata, nonché quasi interamente asfaltata, di circa 5,3 km. In estate, essendo chiusa al traffico di auto e moto, è il luogo perfetto per una passeggiata a contatto con la natura, anche per persone con difficoltà motorie.

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Viaggiare in Trentino: il meglio della montagna in estate

La montagna, durante qualsiasi stagione dell’anno, rimette in pace con il mondo e regala panorami altamente emozionanti. Ma è in estate che, più di altri periodi, assume un aspetto fiabesco e al quale è quasi impossibile resistere. E tutto questo accade in particolare in una regione italiana. Scopriamo insieme il meglio della montagna in estate in Trentino.

Dove andare in vacanza in Trentino in estate

Il Trentino è quella meravigliosa zona del nostro Paese che sorge nel cuore delle Alpi e che è abbracciata dalle maestose cime delle Dolomiti. Si tratta perciò di una destinazione ottimale da vivere in estate perché offre il fresco delle montagne e dei laghi, insieme a borghi e città che pullulano di iniziative e manifestazioni da vivere e che prendono vita in centri storici affascinanti ma circondati dalla natura.

La prima meta che vi consigliamo è la pittoresca Madonna di Campiglio, una località altamente speciale tanto da essere soprannominata anche la regina delle Dolomiti. Dai panorami eccezionali e l’atmosfera particolarmente elegante, permette di fare diverse esperienze all’aria aperta come il Giro dei cinque laghi. Si tratta di un itinerario che prende vita in uno dei contesti più belli del nostro pianeta e che conduce a scoprire i numerosi bacini d’acqua che impreziosiscono le pendici del gruppo della Presanella.

Se si sceglie il Trentino come destinazione delle proprie vacanze estive, vale la pena pensare di dirigersi in Val Di Fassa. Del resto parliamo di una delle valli più famose e conosciute delle Dolomiti. Tra le meraviglie da scoprire da queste parti ci sono le Torri del Vajolet da raggiungere con un’escursione di medio/difficile livello dal rifugio Gardeccia. Poi ancora è interessante percorrere il sentiero Friedrich- August che ha la forma di un anello. Si sviluppa ai piedi dei massicci del Sassolungo e del Sassopiatto, assicurando panorami a dir poco unici e che spaziano sulla Marmolada, il massiccio del Sella, Ciavazes, Sass Pordoi fino ad arrivare verso l’Alpe di Siusi.

Val Di Fassa in estate

Fonte: iStock

Veduta della Val Di Fassa

Eccezionale è anche il Lago di Tovel, una meravigliosa distesa d’acqua che vanta acque delle mille sfumature e persino dalle tantissime tonalità di verde. Si trova in Val di Non ed è il posto perfetto per percepire tutta la bellezza della natura. Davanti ad esso ci sono le impetuose cime delle Dolomiti di Brenta che assicurano panorami che è davvero complesso descrivere.

Chi ama le città, invece, non può perdersi Trento dove meritano una visita Piazza Duomo, la Cattedrale di San Vigilio e la Fontana del Nettuno, e Rovereto, una località dove scoprire tantissimi castelli medievali, musei e quartieri ma anche per dedicarsi a vacanze all’insegna della bicicletta.

Le esperienze da fare in Trentino in estate

Sentieri di montagna, giri in kayak al lago o lungo torrenti che scorrono tra forre e canyon, forest bathing per rilassarsi o semplicemente sdraiati al sole per godersi viste indimenticabili: il Trentino in estate è in grado di offrire questo e molto di più.

Tra le esperienze da vivere assolutamente, per esempio, c’è quella di diventare malgaro per un giorno: dal 15 luglio al 26 agosto tutti i sabati in Val Rendena è a disposizione dei viaggiatori una malga da cui cominciare la propria giornata. Ci si sveglia poco prima del sorgere del sole e, mentre quest’ultimo sale in cielo, si può partecipare alla prima mungitura e ai lavori che ruotano intorno all’alpeggio e alla lavorazione del latte.

Ci sono poi le “Spiagge alte” di Madonna di Campiglio: un aperitivo con cocktail esclusivi composti di erbe e frutti di montagna da gustare su una sorta di spiaggia alpina, dove il suono che si sente non è quello dell’acqua di mare ma dei torrenti che scorrono dolcemente.

Particolarmente interessante per i bambini è la possibilità di conoscere il bosco grazie al “Baby Forest Baby con le cuffie”, un appuntamento a cui partecipare presso le foreste dell’altopiano della Paganella.

Nelle incantevoli cornici della Val di Fiemme e Val di Cembra, invece, ci si può dedicare ad esperienze slow come trekking nei boschi, passeggiate con gli alpaca, escursioni sulle orme dei grandi artisti e molto altro ancora.

Poi ci sono i sentieri culturali, ovvero 5 interessanti itinerari adatti a tutte le età e da affrontare in più giorni. Si possono fare le tappe di ogni tragitto, oppure scegliere solo la tematica che incuriosisce di più. Il tutto passeggiando tra boschi e montagne, per poi arrivare al cospetto di musei, castelli e molti altri luoghi da scoprire.

Val di Fiemme estate

Fonte: iStock

Un angolo della Val di Fiemme

Spendere poco in Trentino: dove andare

Non c’è bisogno di spendere chissà quali cifre per fare vacanze in Trentino in montagna d’estate. Ci sono soluzioni e mete da raggiungere anche per chi vuole investire una quantità di denaro inferiore rispetto alla media.

L’Alpe Cimbra di Folgaria-Lavarone-Lusérn è una destinazione più economica per le ferie in questa regione, un’alternativa più che valida ai ben più noti nomi delle Dolomiti. Qui la montagna trentina si distingue da quella che tutti si aspetterebbero grazie al fatto che è caratterizzata da grandi aperture e orizzonti.

Bellissimi sono i piccoli villaggi che puntellano questa località e dove sono ancora vive le antiche arti, mestieri e i sapori della tradizione. Inoltre, si può fare mountain bike, trekking, nordic walking, arrampicata per poi completare il viaggio tra arte, storia, cultura e relax.

Più economiche di tante altri territori sono anche le incantevoli Valli Giudicarie, un’area geografica che prende vita tra i Laghi di Ledro e del Garda e le montagne dell’Adamello-Brenta. A dominare qui sono acqua, pascoli e boschi e in particolare il tranquillo e pittoresco Lago dei Ledro che invita a rilassarsi ma anche a dedicarsi a diversi sport come la vela, canoa e windsurf grazie alle ottimali condizioni climatiche.

Infine il territorio del Brentonico di cui fanno parte le località di Castione, Cazzano, Crosano, Sorne, Corné, Festa, Fontechel, Prada, Saccone, San Giacomo, San Valentino e Polsa. Un altopiano perfetto per chi desidera trascorrere giornate in totale relax e dove ammirare panorami che arrivano a farci scorgere il Lago di Garda, le Dolomiti e la Pianura Padana.

Sono presenti, tra le altre cose, anche itinerari bellici ed artistici che prevedono la possibilità di visitare alcuni edifici religiosi e una cripta del VI secolo.

Insomma, l’estate tra le montagne del Trentino è meravigliosa e anche adatta a tutti i gusti.

Lago di Ledro estate

Fonte: iStock

Il bellissimo Lago di Ledro
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Viaggio in Abruzzo d’estate: tutto il meglio della montagna

Tra il Mar Adriatico e l’Appennino Centrale sorge una regione poliedrica e in cui si sviluppano paesaggi incantevoli e altamente diversi tra loro. Amata da chi è in cerca di mete balneari grazie alla sua rinomata Costa dei Trabocchi, è una perfetta destinazione estiva anche per chi cerca il refrigerio della montagna. La regione in questione è l’Abruzzo, e ora scopriremo insieme cosa fare e vedere durante la bella stagione.

Abruzzo: informazioni generali

È vero, in questo pezzo vogliamo concentrarci sull’estate, ma quando si parla di Abruzzo non si può non specificare che è una regione che vanta una posizione e un clima che la rendono visitabile 365 giorni all’anno.

Dagli ottimi impianti sciistici, passando alle escursioni in mezzo alla natura, arrivando su splendide spiagge per poi visitare città dalla storia millenaria, in questa area geografica italiana c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Quel che è certo, però, è che la montagna in estate abbandona il suo abito bianco per indossarne uno verde e profumato.

Dove andare in vacanza in Abruzzo in estate

Se l’idea è quella di trascorrere parte delle vostre vacanze estive in Abruzzo, e soprattutto sulle sue meravigliose cime, la verità è solo ed esclusivamente una: da queste parti c’è di tutto e di più.

Senza ombra di dubbio chiunque qui può trovare una soluzione per trascorrere le ferie ideali: ci sono destinazioni perfette per chi è in cerca del relax più puro impreziosito dall’aria buona di montagna, quelle ottimali per chi vuole dedicarsi alle escursioni nelle natura più autentica e selvaggia, e altrettante per coloro che vogliono vivere giorni all’insegna del romanticismo in località che sembrano uscite direttamente da un quadro.

Scanno, per esempio, è un borgo d’altri tempi che prende vita su uno sperone roccioso situato a 1050 metri d’altitudine. Immerso nelle incantevoli bellezze della Valle del Sagittario, è un’ottima meta da raggiungere in estate perché regala diverse possibilità di trekking in cui ammaliarsi di straordinari scorci.

Scanno in estate

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Il bel borgo di Scanno

Tra le esperienze da non perdere c’è quella di visitare l’omonimo lago che, a seconda di dove lo si ammira, ricorda la forma di un cuore. Il Lago di Scanno è il più grande bacino naturale d’Abruzzo ed è abbracciato dai maestosi profili dei Monti Marsicani. Un lago assolutamente balneabile e dove è presente anche spiaggia attrezzata per rilassarsi e prendere il sole.

Questo posto è la destinazione perfetta per dedicarsi al turismo esperienziale. È bene notare, però, che le sponde di questa placida distesa d’acqua si differenziano per i servizi offerti: a sinistra, dando le spalle al lago, sorge un’area che può essere utilizzata per campeggiare; a destra si estende una stupenda zona boscosa.

Altrettanto interessante è il borgo di Pescasseroli poiché è in grado di far felice chiunque. Soggiornare da queste parti vuol dire fare una completa immersione di storia, natura e relax, il tutto a 1167 metri d’altitudine e ai piedi del Monte delle Vitelle.

Imperdibile è certamente il suo centro storico dove si susseguono una serie di strette viette, palazzi signorili e botteghe di artigiani, ma altrettanto affascinate è la natura più rigogliosa da cui è cullato. Gli amanti delle escursioni da queste parti troveranno davvero molto pane per i loro denti. Partendo da qui vale anche fare una sosta presso l’Area faunistica del Parco Nazionale d’Abruzzo dove dimorano animali protetti e che sono stati trovati feriti o con problematiche per cui non riescono a essere autosufficienti.

Un’altra meta da valutare per il proprio soggiorno è il borgo di Pescocostanzo che, con i suoi 1395 metri di altezza, prende vita tra i capolavori della natura del Parco della Majella. Le vacanze in questo territorio sono all’insegna dello sport, natura, cultura e relax.

Pescocostanzo in estate

Fonte: iStock

Il bel borgo di Pescocostanzo

Cosa fare in Abruzzo in estate

Le attività da fare in Abruzzo in estate sono pressoché infinite. Vi basti pensare che qui potreste persino finire nel “piccolo Tibet d’Italia”. Si tratta di Campo Imperatore, un vasto altopiano che si fa spazio nel cuore del massiccio del Gran Sasso, puntellato di laghetti dalla forma circolare.

Tra i più notevoli c’è il Lago di Pietranzoni che, oltre a trovarsi al centro dell’altopiano, permette di avere un panorama privilegiato del Corno Grande. Grazie alla sua geografia, il poetico Campo Imperatore consente di organizzare con facilità attività di diverso tipo come escursionismo, alpinismo, ciclismo e mountain bike. Ma c’è persino qualcosa di interessante per gli amanti dell’astronomia: qui sorge la Stazione osservativa astronomica Campo Imperatore. In quota da non perdere è il Giardino Botanico Alpino con al suo interno oltre 300 specie floreali.

In Abruzzo in estate vale la pena fare un salto anche presso la Riserva Zompo lo Schioppo che si trova nel comune di Morino. Si tratta di un’area protetta di 1.025 ettari pregna di campi coltivati, boschi di querce, filari di viti, faggi e tassi che popolano la foresta.

Eccezionale da queste parti è la cascata naturale di Zompo lo Schioppo che sgorga con forza da una ripida parete calcarea e facendo un salto di oltre 130 metri: è la cascata naturale più alta dell’Appennino. Un posto davvero unico nel suo genere tanto che un personaggio del calibro di Alexandre Dumas ne fece elogio. Oltre a quanto appena detto, l’area è ricca di sentieri tematici di diverse difficolta e per i più impavidi ci sono persino alcuni rifugi in cui pernottare.

L’ultima esperienza che vi consigliamo di fare in Abruzzo in estate – ma di certo non sono finite qui – è visitare la Valle del Sagittario, una zona così speciale che può riuscire a fare una cosa sola: far innamorare follemente.

Valle del Sagittario in estate

Fonte: iStock – Ph: Angelo D’Amico

Un angolo della Valle del Sagittario

Si tratta di un suggestivo canyon che è arrivato a noi grazie al duro e secolare lavoro di erosione delle impetuose acque del fiume omonimo. Qui la natura è incontaminata e l’area delle gole inizia dalla diga di San Domenico, nei pressi della quale sorge l’omonimo eremo, un edificio religioso a cui si accede tramite un portico del XVII secolo e decorato con quattro dipinti del 1938. Lungo questo meraviglioso canyon, tra le altre cose, trovano rifugio lupi, orsi e aquile reali.

Le montagne d’Abruzzo, in estate, sono uno scrigno di tesori preziosi in cui fare il pieno di natura, relax e avventura.