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Il nuovo volo Roma-Mauritius per fuggire al caldo su un’isola da sogno

Mark Twain scrisse che l’isola di Mauritius fu creata prima del paradiso e che quest’ultimo è semplicemente una sua copia. Sarà vero? Per scoprirlo è necessario andare a vedere di persona e, dal prossimo inverno, non sarà troppo difficile. Alla BIT 2025 (Borsa Internazionale del Turismo), la compagnia aerea ITA Airways ha annunciato una grande novità: il volo da Roma Fiumicino a Mauritius.

Una dichiarazione che fa sognare a occhi aperti: Mauritius è famosa per le acque color zaffiro, per le spiagge di sabbia bianca e per i resort, che offrono un’esperienza di lusso memorabile. Oltre al mare, i viaggiatori più avventurosi possono fare escursioni nell’entroterra o dedicarsi allo snorkeling per esplorare i fondali marini.

Le novità non finiscono qui, anche la stagione estiva 2025 sarà ricca di nuove destinazioni raggiungibili sia da Roma Fiumicino che da Milano Linate.

La nuova tratta Roma-Mauritius per un inverno al caldo

La compagnia ITA Airways, durante una conferenza stampa alla BIT 2025, ha annunciato un’importante novità per la stagione invernale 2025-2026: il collegamento da Roma Fiumicino a Mauritius. Il nuovo volo, operato con Airbus A330neo, sarà inaugurato il 7 novembre e avrà due frequenze settimanali: partirà da Fiumicino il venerdì e la domenica alle 22:00 con arrivo a Mauritius alle 11:20 del giorno successivo; partirà invece da Mauritius il sabato e il lunedì alle 22:10 con arrivo a Roma alle 06:40 del giorno dopo.

Mauritius è il luogo perfetto per un viaggio all’insegna del sole e del mare e, grazie a questo volo, per noi italiani sarà più facile superare i freddi inverni sapendo che c’è una possibilità di fuga verso una vera e propria isola da sogno.

Le destinazioni di ITA Airways per la stagione estiva 2025

Per quanto riguarda la stagione estiva, invece, ITA Airways servirà 59 destinazioni, di cui 16 nazionali, 27 internazionali e 16 intercontinentali. Tra queste, il Mediterraneo resta al centro dell’offerta: da Roma Fiumicino e da Milano Linate potrete raggiungere la Grecia e atterrare sull’isola di Rodi, a Heraklion, la capitale di Creta o a Corfù, oltre che la Spagna, con voli diretti a Ibiza e Palma di Maiorca. Da Roma Fiumicino, invece, potrete raggiungere anche Zante e Cefalonia.

Dal 26 luglio al 6 settembre, invece, saranno attivi i collegamenti settimanali Olbia-Torino, ai quali si aggiungerà anche la rotta Milano Linate-Rostock Laage, nel nord della Germania, uno degli scali più grandi di tutto il nord Europa.

Un’altra novità è rappresentata dall’apertura della nuova rotta internazionale Milano Linate-Monaco, operativa dal prossimo 30 marzo con due frequenze giornaliere dal lunedì al venerdì, con partenza da Milano Linate alle 07:30 e alle 17:30 e da Monaco di Baviera alle 9:35 e alle 19:35 (il sabato sarà attiva soltanto la frequenza della mattina e la domenica solo quella pomeridiana).

A partire dal 16 febbraio, infine, ritorneranno anche i collegamenti notturni tra Roma Fiumicino e Tel Aviv Ben Gurion che avranno frequenza giornaliera (quelli diurni sono già operativi dal 1 febbraio).

Vi ricordiamo che ITA Airways fa ufficialmente parte del Gruppo Lufthansa: ciò significa che, raggiungendo tutte queste destinazioni sia con i voli ITA che con quelli appartenenti al gruppo, potrete usufruire di tanti vantaggi soprattutto per quanto riguarda il programma fedeltà delle compagnie coinvolte.

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Overtourism, ecco l’index che lo misura

L’estate 2024 è stata segnata, nel settore del travel, dal termine “overtourism“. Così, parlandone e riparlandone, abbiamo appreso che questo si riferisce proprio al cosiddetto e finora conosciuto come tale, fenomeno del turismo di massa.

Infatti, destinazioni come Grecia, Croazia, Cipro e persino Mauritius, sono Paesi in cui è vero che il 25% del Pil gode del turismo, ma che oggi più che mai sono quasi vessati dallo stesso flusso di visitatori che da una parte è anche la loro fortuna. L’overtourism, infatti, minaccia l’equilibrio delle grandi città in termini di rapporto tra turisti e residenti, la qualità dell’aria per via di un maggiore inquinamento, nonché la godibilità stessa della vacanza per i viaggiatori che possono trovarsi di fronte a un ingente massa di turisti al punto da non riuscire nemmeno a visitare tutte le attrazioni che si erano dapprima promessi di non perdere.

L’Overtourism Index, cos’è

L’estate appena trascorsa è stata dunque contraddistinta da spiagge affollate e destinazioni dove i viaggiatori erano così tanti da non riuscire per niente a respirare la bellezza e l’atmosfera del luogo: è accaduto a Venezia, a Barcellona e in altre località, come anche a Santorini.

Sviluppato dalla piattaforma Evaneos, che si occupa di viaggi tailor-made, in collaborazione con la società di consulenza Roland Berger, l’Overtourism Index arriva per prendere in esame le varie tipologie di overtourism, analizzando un campione di 70 mete, classificate entro le prime 100 per numero di turisti.

In questa analisi per il tasso di overtourism, ciascuna di queste destinazioni riceve un posto da 1 a 5 in classifica, seguendo quattro criteri: densità la turistica per abitante, la densità turistica per chilometro quadrato, la stagionalità e la sostenibilità. Infatti, anche la sostenibilità come criterio di valutazione è rilevante soprattutto per considerare l’impatto che il turismo ha sulla comunità e sulle infrastrutture quali i trasporti, ad esempio.

Folla, La Rambla

Fonte: iStock

La Rambla piena di turisti a Barcellona

Tra le mete prese in esame, comunque, le conseguenze dell’overtourism sono di 3 tipi: troppi turisti nelle destinazioni di mare, troppa folla nelle capitali europee ed eccesso di viaggiatori nei centri urbani.

Le località di mare presentano infatti un indice medio di 4 su una scala di 5, con circa 3,2 fino a 9,9 turisti per 1 abitante, anche in aree piccole che arrivano a contare però fino a 8.000 turisti per km². Non sono da meno e non destano minore allarmismo anche le primarie capitali europee che vedono arrivare in estate circa il 43% di tutti i turisti dell’anno. Spagna (3,6), Italia (3,6) e Portogallo (3,6) hanno gli indici medi più alti, insieme alla Francia (3,3) durante il solo periodo che va da giugno ad agosto.

Nella top 3 degli indici medi più alti per i centri urbani ci sono invece la Danimarca con Copenaghen (3,8), seguita da Amsterdam (3,7) e Dublino (3,4). Ciò significa che qui i turisti tendono a visitare questi Paesi concentrandosi esclusivamente su una determinata città, tralasciando le altre della regione e i dintorni.

Quali sono le destinazioni in pericolo e quelle ancora “salve”

Le “destinazioni da tenere d’occhio” secondo l’Overtourism Index sono quelle che devono affrontare la sfida di prevedere e adottare misure preventive per gestire il turismo in eccesso. Queste mete mantengono un flusso turistico relativamente bilanciato durante l’anno (24-28%) con una media di 3/5 nell’indice di Evaneos. Tuttavia, poiché crescono in popolarità, è necessario gestire la densità turistica, sia per chilometro quadrato (54-240 turisti/km²) che per abitante (0,8 turisti per abitante). Questi Paesi, con un contributo medio al PIL del 9%, stanno raggiungendo una soglia critica: Marocco, Vietnam, Egitto e Islanda, quest’ultima particolarmente vulnerabile con 5,2 turisti per abitante.

Queste mete vantano anche una vasta estensione territoriale che aiuta a distribuire equamente i visitatori, con densità di 16-80 turisti/km² e 0,3-1 abitante per turista. La stagionalità, compresa tra il 24 e il 28%, contribuisce a evitare il sovraffollamento. Canada, Stati Uniti, Australia e Tanzania rientrano in questo gruppo con punteggi medi tra 1,5 e 2,3.

Con un punteggio di 4,2/5, la Grecia è tra le destinazioni più colpite dall’overtourism, specialmente durante l’estate. A Mykonos e Santorini, l’afflusso eccessivo ha causato disagi per la popolazione locale, con conseguenze come l’aumento dei prezzi, traffico intenso e problemi nelle risorse idriche. Per questo motivo, la piattaforma Evaneos ha deciso di non promuovere più queste isole nei mesi estivi, in collaborazione con le agenzie locali. L’obiettivo è ridurre la pressione turistica, spostando i flussi verso giugno e settembre.