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Castello Ruspoli e il suo incredibile giardino: la magia in questo luogo è di casa

Ci sono luoghi che proiettano direttamente in un sogno coloro che li visitano, sono quei posti un po’ magici in cui la mano dell’uomo e quella della natura hanno lavorato insieme per dare vita alla meraviglia più incredibile.

E sono anche i posti che vale la pena raggiungere nella stagione giusta quando i colori catturano lo sguardo. Accade, ad esempio, nel cuore dell’Italia: nel nord del Lazio, infatti, si trova un antico castello che custodisce anche uno dei giardini rinascimentali più belli, importanti e meglio conservati d’Europa.

Siamo a Vignanello, in provincia di Viterbo, dove possiamo ammirare Castello Ruspoli e i suoi giardini affascinanti. Qui ci sono tutti gli ingredienti per rendere questo luogo la meta perfetta per una gita o una vacanza, magari in primavera quando la natura si riveste delle sue sfumature più belle e ammalianti.

Tutto quello che devi sapere su Castello Ruspoli e sul suo splendido giardino in stile rinascimentale.

Dove sono Castello Ruspoli e il suo giardino

Nel cuore dell’Italia esiste un luogo in cui la bellezza ha una delle sue dimore più affascinanti. Ci troviamo nel nord del Lazio, nella Tuscia, in provincia di Viterbo. Qui, nel comune di Vignanello, si trovano Castello Ruspoli e il suo giardino.

Questo antico edificio è in via dell’Uliveto e si può raggiungere facilmente e in poco tempo non solo da Viterbo, da cui dista solamente 18 chilometri, ma anche da Roma: infatti la distanza che separa il maniero dalla Capitale è di soli 71 chilometri. Per chi vuole, invece, arrivare qui da altre parti d’Italia o d’Europa è bene sapere che la distanza da Fiumicino è di 92 chilometri.

Cosa vedere

Raggiungere questo luogo nel Lazio significa fare una passeggiata nella storia, il castello, infatti, può essere fatto risalire a tempi davvero antichi: basti sapere che è stato donato da papa Clemente VII nel 1531 a Beatrice Farnese Baglioni, la figlia Ortensia poi sposò Ercole Sforza Marescotti e come dote aveva proprio il maniero. Ma l’origine è precedente e potrebbe essere fatta risalire all’847 quando era una rocca fortificata, poi trasformata in convento per i monaci Benedettini.

Quello che vediamo oggi, a quanto pare, è il risultato di lavori successivi e risalenti proprio al 1500. La pianta è a base quasi quadrata e la struttura è dotata di quattro torrioni angolari, mentre nel perimetro vi è un fossato.

La realizzazione del giardino che si trova alle spalle del maniero, invece, è avvenuta successivamente: nel 1610 fu voluto da Ottavia Orsini, il papà era il creatore del giardino di Bomarzo. All’italiana e in stile rinascimentale, è meraviglioso e può essere ammirato ancora oggi.

Questa area è composta da un giardino di verdura, con siepi che costruiscono bellissimi disegni e con al centro una fontana, poi vi è quello che viene definito giardino segreto con fiori che sbocciano colmando lo sguardo di meraviglia e colori. Completano il tutto il Barchetto e il Barco.

Quando si visita questo luogo si possono esplorare sia gli interni del castello che il giardino, ma anche scoprire fotografie e ritratti d’epoca per conoscere meglio le persone che qui hanno vissuto e che sono legate a questo edificio.

Chiaramente merita una visita anche il paese, alla scoperta della sua storia e degli edifici religiosi e civili di tante epoche differenti che lo punteggiano. Senza dimenticare i Connutti, antichi passaggi che si trovano sottoterra sotto il paese.

Quando andare

Il periodo migliore per visitare il Catello Ruspoli e il suo giardino è senza dubbio la primavera, per poter godere delle belle giornate e ammirare questo luogo con la luce e i colori di questa stagione. Il Castello, comunque, è accessibile per gran parte dell’anno ed è possibile affittarlo per eventi e cerimonie.

Info utili per programmare la visita

Raggiungere il Castello e il giardino è semplice e in auto da Viterbo o da Roma ci si mette davvero pochissimo.

Le aperture al pubblico avvengono unicamente il venerdì, il sabato e la domenica (oltre alle giornate festive) dal mese di febbraio a quello di dicembre (con chiusura a luglio). Ovviamente si tratta di date che possono subire variazioni per cui è sempre bene verificare l’effettiva possibilità d’accesso.

Nella visita, che è guidata e ha una durata di circa un’ora, sono compresi gli interni, il giardino e sono inclusi il parcheggio custodito e la possibilità di rimanere nell’area esterna (ovvero Giardino Rinascimentale e Parco della Marescotta) anche dopo.

Nel dettaglio si potranno ammirare: le principali sale del Piano Nobile, la Cappella di Santa Giacinta Marescotti, i Giardini Rinascimentali.

La prenotazione è obbligatoria e il prezzo del biglietto varia: adulti e ragazzi oltre i 15 anni pagano 15 euro, dai 5 ai 15 anni pagano dieci euro, mentre è gratuito l’ingresso ai bambini fino ai 5 anni e per i visitatori con disabilità.

Ci sono degli slot orari a cui attenersi: 10, 11:15, 12:30, 15 e 16:15, mentre il venerdì l’apertura – secondo quanto è segnalato nel sito – è unicamente pomeridiana.

Un luogo da conoscere e da scoprire in tutta la sua meraviglia e che fa parte della Rete Dimore Storiche del Lazio.

Giardino rinascimentale all'italiana di Castello Ruspoli

Fonte: Getty

Il suggestivo giardino rinascimentale all’italiana di Castello Ruspoli
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A Tivoli, relax in uno dei centri termali più belli del Lazio, ecco le Terme di Roma

Acque Albule Terme di Roma, note anche come Terme di Tivoli, rappresentano un’oasi di benessere situata a Tivoli Terme, a breve distanza dalla capitale italiana. Questa storica struttura termale offre nel Lazio una combinazione unica di trattamenti terapeutici e servizi dedicati al relax, il tutto immerso in un ambiente che fonde tradizione e modernità.

Le origini di queste terme risalgono già ai tempi dell’imperatore Augusto e sono state menzionate da scrittori latini quali Plinio il Vecchio e Virgilio nell’Eneide. Dopo un periodo di declino, le terme furono riscoperte nel Rinascimento e valorizzate da illuminati signori, tra cui il Cardinale Ippolito d’Este, che ne apprezzò le proprietà terapeutiche e realizzò i primi sondaggi nella profondità dei laghi.

Ancora oggi, le Acque Albule, di tipo sulfureo e ipotermale, sgorgano a una temperatura costante di 23°C dai laghi Regina e Colonnelle, mantenendo inalterate le loro proprietà benefiche. Il centro termale dispone di quattro piscine esterne con acqua sulfurea e si presenta come un luogo in cui storia e natura si fondono, regalando un’esperienza di relax e rigenerazione unica.

Come arrivare alle Terme di Roma

Le Terme di Roma si trovano in Via Tiburtina Valeria a Tivoli Terme (RM). Per chi proviene da Roma, è possibile raggiungere la struttura in auto in maniera rapida, percorrendo la Via Tiburtina (SS5) in direzione Tivoli.

In alternativa, dalla stazione ferroviaria di Roma Tiburtina, si può prendere un treno regionale in direzione Tivoli e scendere alla stazione di Bagni di Tivoli, situata a breve distanza dalle terme. Sono disponibili anche autobus Cotral che collegano Roma a Tivoli Terme con fermate vicine all’ingresso delle terme.

Giorni di apertura e orari delle Terme di Tivoli

La SPA termale “Le Vie del Benessere” di Acque Albule Terme di Roma osserva i seguenti orari:

  • Lunedì al Venerdì: 10:00 – 17:00
  • Sabato: 10:00 – 18:00 (previa prenotazione)
  • Domenica e Festivi: 10:00 – 17:00 (previa prenotazione)
  • Martedì: Chiuso

È consigliata la prenotazione anticipata per la visita al centro termale di Tivoli, soprattutto nei giorni festivi e prefestivi, per garantire l’accesso ai servizi desiderati.

Prezzi delle Terme di Roma

Le tariffe per l’accesso alla SPA termale sono le seguenti:

  • Giorni feriali (Lunedì – Venerdì): €45,00
  • Giorni festivi e prefestivi: €50,00

Le Terme di Tivoli offrono anche pacchetti speciali e promozioni in determinati periodi dell’anno. Si consiglia ai visitatori di consultare sempre il sito ufficiale o di contattare direttamente la struttura per informazioni aggiornate sulle offerte disponibili.

Trattamenti e servizi delle Terme di Roma

La SPA termale “Le Vie del Benessere” alle Terme di Tivoli offre davvero molteplici servizi e trattamenti pensati appositamente per il benessere e il relax dei visitatori, tra cui:

  • Piscina termale interna sulfurea: dotata di getti d’acqua posizionati strategicamente per massaggiare tutti i muscoli, dalla cervicale alla pianta dei piedi.
  • Idromassaggio: un bagno distensivo ideale per rilassarsi dopo aver percorso il percorso vascolare.
  • Percorso vascolare Kneipp: alternanza di acqua fredda (24°C) e calda (37°C) per stimolare la circolazione e ridare energia alle gambe affaticate.
  • Sauna e bagno turco: per purificare il corpo e ottenere un effetto detossificante.
  • Doccia aromatica: getti d’acqua con essenze profumate ad effetto rilassante.
  • Sala relax con tisaneria: spazio dedicato al riposo, dove è possibile degustare diverse tisane per reintegrare i liquidi persi.

Oltre ai servizi inclusi nell’ingresso alla SPA, le Terme di Roma a Tivoli propongono una serie di trattamenti estetici e terapeutici, tra cui:

  • Massaggi terapeutici e rilassanti: come il massaggio svedese, californiano e l’antico massaggio termale romano.
  • Trattamenti viso e corpo: come il Body Skin Scrub, trattamenti anti-age e specifici per pelli sensibili.
  • Rituali di coppia: esperienze condivise per momenti di relax in due.

Informazioni utili sulle Terme di Roma

Ecco una serie di altre informazioni che possono essere utili ai viaggiatori che decidono di visitare Tivoli Terme, nei pressi di Roma, per trascorrere una o più giornate di relax e concedersi delle vere e proprie coccole di benessere.

  • Parcheggio: le Terme di Roma dispongono di un parcheggio gratuito per i clienti, situato nelle immediate vicinanze dell’ingresso principale.
  • Accessibilità: la struttura è attrezzata per accogliere persone con disabilità motorie, garantendo l’accesso facilitato a tutte le aree della SPA e dei servizi termali.
  • Kit di cortesia: incluso nel prezzo d’ingresso, comprende accappatoio, cuffia, telo e ciabattine. È obbligatorio l’uso del costume da bagno.
  • Accesso ai minori: i bambini sotto i 14 anni non possono accedere alla SPA. I ragazzi dai 14 ai 16 anni possono accedere solo con un certificato medico di idoneità e devono essere accompagnati dai genitori. I ragazzi dai 16 ai 18 anni possono accedere con un’autocertificazione dei genitori e devono essere accompagnati.
  • Convenzioni: Acque Albule Terme di Roma sono convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e per questo offrono la possibilità di godere di cure per patologie quali la psoriasi, nonché terapia inalatoria, balneoterapia, fangoterapia, cura idropinica e anche terapia sordità rinogena.
  • Contatti: per ulteriori informazioni o prenotazioni, è possibile contattare il centralino al numero (+39) 0774 408500 o inviare una email a info@termediroma.org.
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Il lago di Bracciano è balneabile: allo scoperta delle spiagge più belle

Terzo per estensione nel Centro Italia, dopo il lago Trasimeno e il lago di Bolsena, si sviluppa su una superficie di oltre 55 km quadrati, ed è una popolare località turistica e balneare del nostro Paese. Parliamo dell’affascinante Lago di Bracciano, in provincia di Roma, cuore del parco naturale regionale di Bracciano-Martignano, area protetta del Lazio, di origine vulcanica e una destinazione molto ambita dai viaggiaotori provenienti da tutto il mondo.

Ciò è dovuto allo splendido paesaggio che lo circonda e alle acque balneabili, considerate tra le più pulite d’Italia, grazie anche al divieto di navigazione per i veicoli a motore – con esclusione dei pescatori muniti di licenza e della motonave che effettua servizio stagionale fra i tre centri del bacino.

Le spiagge del Lago di Bracciano

Ma ad attrarre i visitatori sono soprattutto le spiagge, dove potersi prendere una pausa dallo stress e trascorrere giornate di puro relax e divertimento.

Tra le più belle, spicca la spiaggia di Lungolago Argenti, una delle più frequentate, costellata di locali e stabilimenti dove praticare sport acquatici o prendere lezioni di windsurf, e alla sera sorseggiare un cocktail ascoltando buona musica in compagnia. Qui si alternano sabbia e sassi, ma dovete fare molta attenzione alle acque, che in questo punto diventano subito molto profonde, per cui potrebbe non essere l’ideale se siete con dei bambini piccoli.

La spiaggia di Vigna di Valle si trova invece nel comune di Anguillara Sabazia. Ubicata all’interno di un piccolo golfo sulla sponda meridionale del lago di Bracciano, presenta una sabbia fine scura ed è adatta a tutti, perché qui l’acqua digrada più dolcemente. Lungo la zona litoranea si possono trovare sia stabilimenti che tratti di spiaggia libera dove portarsi dietro sdraio e ombrellone.

Chi cerca una spiaggia dove far correre felice il proprio cane e permettergli un bel bagno nelle acque del lago, troverà in quella dei Gabbiani una fantastica soluzione pet-friendly . Ci si arriva tramite un sentiero sterrato che si trova sulla strada provinciale 1F al km 5.

Non mancano chiaramente altre spiagge, alcune libere ed altre con stabilimenti balneari e servizi per potersi divertire a tutte le età.

Trevignano Romano, Lazio

Fonte: iStock

Una delle spiagge del Lago di Bracciano

Sport e attività da fare sul lago di Bracciano

Oltre alle splendide spiagge, questa perla del Centro Italia permette di fare anche tantissime altre attività diverse. Per esempio, è possibile praticare vela con imbarcazioni di piccola dimensione, al punto che sul territorio di Trevignano Romano esistono anche circoli velici che propongono varie soluzioni adatte a tutti.

La stessa costa consente anche di praticare windsurf, sia per esperti sia per chi vuole imparare, wingfoil e windsurf foil, soprattutto quando a soffiare è il vento di ponente.

Tendenzialmente l’acqua del lago di Bracciano, al mattino o all’ora di pranzo, è piatta, calma come uno specchio, una condizione che facilita tantissimo la possibilità di esplorarlo in canoa o sup, con le dovute dotazioni per la sicurezza. Si può chiaramente utilizzare anche il kayak marino, che con esperienza è divertente anche se ci sono delle onde.

Infine, da non dimenticare sono:

  • Nuoto: i migliori momenti per praticarlo sono al mattino, quando il lago è piatto, o la sera non appena cala il vento e il sole inizia a tramontare;
  • Snorkeling: grazie ad acqua particolarmente limpida è possibile fare interessanti avvistamenti con maschera e boccaio;
  • Pesca: è concessa sia come attività professionale che come attività sportivo-dilettantistica.
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Cosa vedere nel Lazio oltre Roma: a spasso nella regione tra luoghi famosi e posti insoliti

Roma è splendida e questo lo sappiamo bene. Quello che molti di noi non sanno, insieme a tanti turisti stranieri provenienti da ogni parte del mondo, è che questa regione ha tanto altro da offrire oltre il fascino storico della Capitale. Dovunque ci sono tesori poco conosciuti pronti a stupire: dalla necropoli etrusca di Tarquinia a Palazzo Farnese a Caprarola, fino alle cittadine arroccate, ai castelli e ai parchi.

Anche il ministero e assessorato al turismo del Lazio, per aiutare i visitatori a scoprire queste bellezze, soprattutto in un anno importante come il Giubileo, ha lanciato la campagna social “#Romaenonsolo – C’è tutto un Lazio intorno”. Si tratta di uno strumento utile sia per promuovere e valorizzare il patrimonio turistico regionale che per dare un po’ di respiro a Roma e portare i turisti verso mete insolite e affascinanti.

L’idea ci piace molto e per questo vogliamo contribuire condividendo i nostri consigli su cosa vedere nel Lazio oltre Roma, 10 mete pensate per portarvi a spasso nella regione tra luoghi famosi e posti insoliti.

Lago di Nemi

Seppur più piccolo e raccolto, il lago di Nemi non ha nulla da invidiare al più conosciuto lago Albano. Anche questo di origine vulcanica, il lago di Nemi è situato nel territorio dei Castelli Romani e occupa il fondo dell’antico Vulcano Laziale, attivo fino a 30.000 anni fa. Il nome deriva da Nemus Danae”, bosco sacro dedicato alla dea Diana che pare sorgesse non lontano dal lago. Ecco perché, facendo una passeggiata intorno alle sue acque, troverete anche il Tempio di Diana.

Terminata la passeggiata, non dimenticate di salire verso Nemi, riconosciuto Borgo Bandiera Arancione e famoso per le fragoline di bosco. Dal colore vivace e dal sapore intenso, sono le protagoniste di una leggenda: si dice che nacquero dalle lacrime versate da Venere per la morte di Adone, poi trasformate in cuori rossi. A quanto pare, le fragole possedevano dei poteri, come quello di allontanare i serpenti presenti nei boschi. Durante la raccolta, che avviene tra maggio e ottobre, viene organizzata anche la Sagra delle Fragole.

Lago Nemi Lazio

Fonte: iStock

Il lago di Nemi

Sora e la cascata di Isola del Liri

Cosa vedere nel Lazio se non i suoi borghi? Uno dei più belli è sicuramente quello di Sora, in provincia di Frosinone. Racchiuso tra i piccoli rilievi dell’Appennino Centrale, è stato la città natale del regista Vittorio De Sica. La sua casa, situata nel quartiere Canceglie, è il punto di partenza ideale per scoprire il suo grazioso centro storico composto da strade acciottolate, scalinate che si arrampicano fra le case e piazzette nascoste. E se questo non fosse abbastanza, potrete godere di una bella vista sulla valle del fiume Liri.

Completate la vostra visita raggiungendo la famosa Isola del Liri, distante cinque minuti di auto da Sora. Qui, l’attrazione principale è la Cascata Grande alta 27 metri, unico esempio di cascata nel centro cittadino in Italia e una delle pochissime del mondo.

Palazzo Farnese a Caprarola

Il Palazzo Farnese di Caprarola, conosciuto anche come Villa Farnese, è uno dei più affascinanti esempi di dimora rinascimentale di tutta Europa. Potete tranquillamente spendere un’intera giornata in questo tesoro della Tuscia, ammirando tanto le stanze affrescate quanto gli splendidi giardini. Costruito intorno alla metà del XVI secolo, Palazzo Farnese è allo stesso tempo fortezza, palazzo e villa.

Vanta interni magnifici, come la Scala Regia, una monumentale scala a chiocciola opera di Jacopo Barozzi da Vignola, o le stanze affrescate dai nomi che fanno sognare, come la Stanza delle Carte Geografiche, degli Angeli o dei Filosofi. E poi ci sono i giardini, unici con le loro composizioni geometriche, i labirinti e le fontane con i giochi d’acqua.

Civita di Bagnoregio

Non è un luogo sconosciuto, ma se parliamo di cosa vedere nel Lazio non possiamo non citare Civita di Bagnoregio. Situata in provincia di Viterbo, Civita di Bagnoregio è anche conosciuta come la “città che muore” a causa dell’erosione graduale del terreno argilloso che ne minaccia la sopravvivenza.

Di origine etrusca, il borgo è considerato uno dei più belli d’Italia, abitato da sole 13 persone e da tanti gatti. A conquistare i visitatori è la vista del borgo dal belvedere, oltre che la passeggiata di circa 200 metri sul ponte scenografico che porta all’ingresso.

Santuario di Greccio

Andiamo in provincia di Rieti, dove si trova una delle mete di pellegrinaggio più famose d’Italia. Stiamo facendo riferimento alla Valle Santa e ai Santuari Francescani dove è facile percepire spiritualmente la presenza di San Francesco che in questi luoghi trascorse gran parte della sua vita terrena. Uno dei luoghi più famosi è sicuramente il Santuario di Greccio, tra le mete laziali più belle da visitare per chi vuole scoprire la regione oltre Roma.

Il santuario, situato a circa 15 minuti dal centro di Rieti, sorge a oltre 600 metri di altezza ed è immerso in uno scenario dal fascino innegabile. Il Santuario di Greccio è famoso anche come la “Betlemme d’Italia” perché qui, nel 1223, venne celebrato il Natale da San Francesco con il ricordo della Natività, il primo presepe del mondo.

Giardini di Ninfa

Chi desidera lasciare Roma per fare un’immersione nella natura, può fare tappa ai Giardini di Ninfa, dichiarati Monumento Naturale dalla Regione Lazio nel 2000. Situato a Cisterna di Latina, questo giardino prende il nome da un tempio di epoca romana costruito nei pressi dell’attuale giardino e dedicato alle divinità delle acque sorgive, le Ninfe Naiadi. In 8 ettari di verde vivono oltre 1300 diverse specie di piante provenienti da ogni parte del mondo. All’interno del giardino si trovano ciliegi e meli ornamentali che in primavera fioriscono, magnolie decidue, betulle, iris palustri e un’ampia varietà di aceri giapponesi.

Il tutto è reso ancora più speciale dalla presenza di ruscelli, laghetti e del fiume Ninfa che scorre fra i ruderi ricoperti di verde della città perduta.

La Riviera di Ulisse

Non solo borghi, parchi magici e laghi meravigliosi, nel Lazio c’è anche il mare. Al confine con la Campania si trova la Riviera di Ulisse, chiamata così per sottolinearne l’origine mitologica, ricca di luoghi tutti da scoprire. Il fascino di questi paesaggi, composti da rocce a strapiombo, calette e insenature sabbiose, conquistò anche l’imperatore Tiberio che, nel I secolo d.C., fece costruire a Sperlonga una villa i cui resti sono ancora visitabili. Luogo di villeggiatura fin dai tempi dei romani, qui sorsero diverse città latine: oltre la già citata Sperlonga, ci sono Gaeta, Formia e Terracina.

Tra le cose da vedere c’è sicuramente il tempio romano di Giove Anxur, nella città di Terracina che, secondo la leggenda, vide il peregrinare dell’eroe narrato da Omero. Chi desidera fare delle escursioni, inoltre, può percorrere alcuni sentieri, mentre chi cerca comfort e relax può prenotare un tour in barca e ammirare i panorami dal punto di vista privilegiato offerto dal mare.

Il borgo di Ariccia

Non distante da Roma, situato nel territorio dei Castelli Romani, c’è l’incantevole borgo di Ariccia che conquista subito con il ponte a tre ordini di arcate alto quasi 60 metri: costruito nella metà del XIX secolo, è lungo circa 300 metri e porta i visitatori al cuore della città. Una volta arrivati andate in Piazza della Repubblica per ammirare le due fontane del Bernini, visitate la Colleggiata di Santa Maria Assunta e Locanda Martorelli, Palazzo Chigi e il Parco Chigi adiacente. Ovviamente non dimenticate di assaggiare le specialità della cucina locale, una su tutte la famosa porchetta di Ariccia.

Parco Naturale Regionale Monti Simbruini

Chi dalla Capitale vuole trascorrere un weekend tra le montagne, può raggiungere il Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini. Quest’area protetta degli Appennini, compresa tra le province di Roma e Frosinone, offre tante possibilità per fare trekking o escursioni a cavallo, oltre che sci di fondo e passeggiate con le ciaspole d’inverno. Qui verrete conquistati dal paesaggio naturale, tra boschi di faggi, querce, castagni e ginepri, oltre che corsi d’acqua e sorgenti e le vette che superano di poco i 2000 metri.

Con i suoi 30.000 ettari circa di territorio protetto, rappresenta un luogo fondamentale in Lazio per la grande importanza rivestita dalla sua biodiversità che annovera molte specie protette e in via di estinzione. Tra le escursioni più amate c’è anche il Cammino delle Abbazie che, ai paesaggi naturali, unisce il fascino dei luoghi d’arte e storia sulle orme di San Benedetto, Patrono d’Europa tra l’anno 525 e 529.

L’isola di Ponza

Concludiamo i nostri consigli su cosa vedere nel Lazio con l’isola di Ponza, ideale per chi ha qualche giorno di vacanza e desidera trascorrerlo al mare. Le isole pontine davanti al Golfo di Gaeta sono la destinazione perfetta per nuotare in acque cristalline e passeggiare tra le strade di borghi dai colori pastello. Ponza, in particolare, offre l’atmosfera ideale: verrete accolti dal porto borbonico semicircolare costruito tra il 1772 e il 1793 all’ombra dell’antica torre fortificata dei Borboni, sovrastato dal centro storico composto di piazze ricche di negozi di artigianato, ristoranti e spiagge di ciottoli.

Di origine vulcanica, per ammirarla al meglio consigliamo di prenotare una gita in barca, ideale anche per scoprire le altre isole come Ventotene, Palmarola, Zannone, Gavi e Santo Stefano. Oppure, se amate fare snorkeling, i fondali di Ponza sono perfetti.

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La Valle del Tevere: un viaggio tra natura, borghi e storia

Nel cuore dell’Italia, tra le sinuose colline dell’Umbria e del Lazio, il Tevere scolpisce una valle di rara bellezza, un vero e proprio scrigno che custodisce tesori storici e naturalistici tutti da scoprire.

Qui, dove il fiume segna il ritmo lento della vita, il viaggio si trasforma in un’esperienza da assaporare senza fretta, per lasciarsi avvolgere dalla quiete della natura e dal fascino senza tempo di borghi arroccati su colline verdeggianti.

Le riserve naturalistiche: il polmone verde della Valle del Tevere

Chi visita la Valle del Tevere si ritrova immerso in un paesaggio che alterna dolci colline, boschi rigogliosi e specchi d’acqua che riflettono i colori del cielo. In particolare, due riserve spiccano per la loro unicità: la Riserva Naturale Nazzano Tevere-Farfa e la Riserva Naturale del Monte Soratte, che donano scenari indimenticabili e un incontro autentico con la biodiversità.

La Riserva Naturale Nazzano Tevere-Farfa

È il 1979 quando il Lazio istituisce la sua prima riserva naturale, scegliendo un’area unica nel suo genere: la Riserva Naturale Nazzano Tevere-Farfa che si estende tra le province di Roma e Rieti e tocca i comuni di Torrita Tiberina, Nazzano e Montopoli di Sabina.

Qui, dove l’acqua è regina, la natura ha trovato il suo equilibrio. Su una superficie di 700 ettari, in cui il Tevere, il suo affluente Farfa e il lago artificiale di Nazzano ricoprono quasi la metà del territorio, il clima e la conformazione del terreno offrono un rifugio ideale per numerose specie di uccelli. Il falco pellegrino, dal volo veloce e preciso, il nibbio bruno, signore dei cieli, e l’elegante airone cenerino sono soltanto alcuni degli abitanti della riserva. Osservarli nel loro ambiente naturale, magari durante una gita in barca lungo il Tevere, è un’emozione da vivere.

Prima di lasciare la riserva, una tappa al Museo del Fiume è d’obbligo. Ospitato negli antichi granai e nelle scuderie del Castello Savelli, propone un viaggio affascinante al cospetto della storia, della natura e dell’archeologia della zona, con esposizioni interattive che permettono di comprendere il rapporto millenario tra l’uomo e il fiume.

La Riserva Naturale Monte Soratte

A nord di Roma, isolato nel paesaggio pianeggiante della Valle del Tevere, il Monte Soratte svetta come un’isola di roccia calcarea, ricca di fascino e mistero. La sua conformazione geologica ha dato vita, nei secoli, a un intricato sistema di grotte e cavità, tra cui spicca la Grotta di Santa Lucia, custode di segreti antichissimi.

Ma il Monte Soratte non è solo un paradiso naturalistico. Fin dall’antichità, è stato considerato sacro e, nei secoli, ha accolto eremiti e monaci. Ancora oggi è possibile percorrere il suggestivo “Sentiero degli Eremi“, un itinerario che si snoda tra natura e spiritualità, passando per antichi luoghi di preghiera incastonati nella roccia.

I borghi della Valle del Tevere: gioielli di storia e tradizione

Meraviglioso borgo di Casperia

Fonte: iStock

Suggestivo panorama del borgo di Casperia, Lazio

Percorrere la Valle del Tevere significa conoscere un mosaico di borghi incantevoli, ognuno con una storia da raccontare e un’atmosfera senza tempo. Casperia, Stimigliano, Roccantica, Capena, piccoli scrigni di arte e cultura, solo per fare qualche esempio. E poi c’è l’Abbazia di Farfa, capolavoro dell’architettura religiosa.

Casperia: un viaggio nel cuore del Medioevo

Citata da Virgilio nell’“Eneide” e celebrata dal viaggiatore Ferdinand Gregorovius nell’Ottocento, Casperia è un autentica perla della Sabina, insignita della Bandiera Arancione dal Touring Club.

Il centro storico, dalla chiara impronta medievale, è un dedalo di vicoli lastricati e case in pietra che si arrampicano lungo il colle. Qui le automobili non possono entrare: l’unico modo per scoprire Casperia è a piedi, per godere di una vista spettacolare sulle dolci colline sabine.

Stimigliano: la sentinella della Sabina

Affacciato sul Tevere, Stimigliano assomiglia a un silenzioso guardiano della Valle.

Il borgo, caratterizzato dalle mura medievali e dal Castello Orsini che si erge fiero, è un ottimo punto di accesso alla Sabina. Una passeggiata lungo il centro storico rivela scorci da fiaba, mentre la Chiesa dei Santi Cosma e Damiano testimonia il profondo legame con la spiritualità e la tradizione.

Superato il ponte che scavalca il fiume, si arriva alla parte più moderna del paese, nata attorno a un’antica fabbrica di ceramica e alla stazione ferroviaria, segno del connubio tra passato e presente.

Roccantica: tra leggende e natura incontaminata

Chi arriva a Roccantica non può che restare incantato dalla sua posizione: un borgo che si sviluppa lungo i pendii della montagna, nell’abbraccio di boschi rigogliosi e avvolto da un’aura di mistero.

Qui si tramanda la leggenda della dolina di Revotano, un’enorme cavità nella terra che, secondo la tradizione, avrebbe inghiottito un antico villaggio.

Camminando tra le stradine medievali si incontrano chiese di epoche differenti e un castello che sembra appartenere al regno delle favole. Ma Roccantica è anche il luogo ideale per riscoprire sapori autentici, in cui la cucina locale diventa un viaggio sensoriale tra antiche ricette e i prodotti della terra.

Capena: arte e storia tra le colline laziali

Domina la Valle del Tevere dalla sua posizione strategica, tra la via Flaminia e la Tiberina. Capena è una città d’arte il cui cuore pulsante è Piazza del Popolo, dove si affacciano il Municipio e la maestosa Chiesa di San Michele, il Duomo cittadino.

Per scoprirne l’anima più antica occorre addentrarsi fino alla zona de “La Rocca”, con le sue suggestive testimonianze storiche. Poco lontano, il sito archeologico di Lucus Feroniae racconta il passato sabino della città e svela l’eredità di un’antica civiltà.

L’Abbazia di Farfa: un gioiello sacro immerso nella natura

Suggestiva Abbazia di Farfa

Fonte: iStock

Particolare dell’Abbazia di Farfa

Nel cuore della Sabina, in un paesaggio di uliveti secolari da cui nasce un prelibato olio extravergine d’oliva, sorge l’Abbazia di Farfa, uno dei monasteri più affascinanti d’Italia.

Dichiarata Monumento nazionale nel 1928, tale meraviglia architettonica affonda le radici nel VI secolo, ed è custode di secoli di storia e spiritualità. Il monastero e la basilica si distinguono per la straordinaria fusione di stili, testimoni dei diversi periodi storici che ne hanno contraddistinto l’esistenza.

Oggi, l’Abbazia di Farfa si presenta come un’oasi di pace e raccoglimento, dove il tempo sembra rallentare e la natura abbraccia con dolcezza il passato.

La Via Francigena e le escursioni nella Valle del Tevere

Attraversata dalla storica Via Francigena, la Valle del Tevere è una meta imperdibile per gli amanti del trekking e delle esperienze outdoor. Sentieri segnalati dal CAI conducono alla scoperta dei Monti Sabini, con itinerari che lambiscono cime panoramiche come il Monte Pizzuto e il Monte Tancia.

Per chi cerca un angolo di tranquillità, i Prati di Cottanello si rivelano la scelta migliore per una passeggiata a pieno contatto con la natura oppure per un picnic tra i profumi della campagna. Gli appassionati di arrampicata, invece, troveranno nelle falesie di Roccantica e Configli una sfida eccezionale, con pareti rocciose che si stagliano su scenari difficili da descrivere a parole.

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Isola del Liri: l’unica città in Italia con una cascata nel centro storico

Un luogo di rara bellezza, in cui la magnificenza della Natura si mescola alla mano dell’uomo dando vita a una cartolina spettacolare. Il nostro viaggio ci porta nel Lazio, dove si trova una cittadina particolarissima: facendo una passeggiata nel suo centro storico, infatti, ci si può imbattere in una spettacolare cascata, un salto di quasi trenta metri tra le case che lascia senza fiato.

Benvenuti a Isola del Liri, un comune che si trova nel cuore dell’Italia, in provincia di Frosinone. Qui, in verità, si trovano ben due cascate nel centro storico, ma se una è davvero imponente, l’altra invece presenta un salto meno verticale.

Tutto quello che c’è da sapere su questo luogo dalla storia antica, in parte sviluppato su un’isola e che vale la pena visitare.

Isola del Liri, la cittadina con una spettacolare cascata nel centro storico

Immaginatevi di girare il centro storico di una cittadina, di scoprirne le tante bellezze, fino a rimanere senza fiato. Perché è qui che ci si può imbattere in una cascata alta 27 metri: no, non è frutto dell’immaginazione di uno scrittore o di un pittore, ma un posto che esiste davvero e si trova nel cuore dell’Italia.

Per raggiungere Isola del Liri si deve andare nel Lazio, in provincia di Frosinone, qui nel centro città che si sviluppa su un’isola che divide in due il fiume Liri, si trovano due cascate e una di queste leva il fiato.

Per vederle si deve arrivare al castello Boncompagni – Viscogliosi e lì si possono ammirare i due salti. Vi è la Cascata Grande, che ha un’altezza di circa 27 metri, e la Cascata del Valcatoio, che non è verticale ma procede lungo un piano inclinato.

La prima lascia senza fiato ed è una delle poche a trovarsi nel cuore di una cittadina, ma non solo: è l’unica in Italia e in Europa. Solo per questa ragione merita una visita, perché ammirarla significa entrare in contatto con una bellezza rara e preziosa.

Isola del Liri, la storia di questa splendida cittadina

Ma non è solo la cascata a essere un’attrazione imperdibile di questo luogo; infatti, Isola del Liri ha una storia antica e per questa ragione girare per la cittadina significa imbattersi nelle tante testimonianze di un passato ricco e interessante.

A partire dal periodo romano poiché la nascita di Isola del Liri è legata a Arpinum e Sora, due municipi dell’epoca. Successivamente è stata sotto il dominio bizantino e longobardo, poi ha fatto parte del Principato di Capua e del Ducato di Sora. È nel XIX secolo che è entrata a far parte della provincia di Terra di Lavoro e del Circondario di Sora, nello stesso periodo si sono sviluppate molte industrie, soprattutto cartarie.

E tante testimonianze di queste fasi della sua storia si possono ritrovare nelle bellezze che si incontrano visitando la cittadina.

Isola del Liri cosa vedere oltre alla cascata

Fonte: iStock

Isola del Liri, cosa vedere in questa cittadina oltre alla cascata

Cosa vedere a Isola del Liri

Ci sono tantissime meraviglie che si possono ammirare a Isola del Liri, a partire dal Castello Boncompagni-Viscogliosi, che si trova proprio nei pressi della cascata e la sua realizzazione può essere fatta risalire al periodo medioevale. È un monumento nazionale ed è davvero spettacolare e bellissimo. Da non perdere anche la Torre Marica: utilizzata per gli avvistamenti, si trova sul colle San Sebastiano ed è databile intorno all’XI secolo.

Non mancano edifici religiosi come la chiesa di San Lorenzo Martire, con le sue due torri, e quella della Madonna delle Grazie che ha un’interessante pianta circolare, oltre a palazzi affascinanti come Villa Nota Pisani, dove ha vissuto la famiglia industriale Lefebvre e che fa parte della Rete delle Dimore Storiche del Lazio. Si deve sapre che non è accessibile per le visite, ma si può affittare per gli eventi.

E per tutti coloro che amano le passeggiate è imperdibile il Parco Fluviale, un percorso che segue le sponde del fiume Liri e collega questa cittadina con Sora. Si parte dal ponte di Roma e ci si va a immergere in un tracciato lungo il quale si incontrano tantissime delle meraviglie del luogo.

Una cosa è certa: raggiungere Isola del Liri resterà tra i ricordi più belli di una vacanza, non solo per i suoi tanti tesori, ma anche per quella spettacolare cascata che impreziosisce di meraviglia il suo centro storico.

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Borghi Lazio Viaggi

Castro dei Volsci, il borgo che sembra galleggiare sulle nuvole

In provincia di Frosinone sorge un borgo pittoresco che sembra galleggiare sulle nuvole, al punto che viene considerato persino il “Balcone della Ciociaria“. Il suo nome è Castro dei Volsci, un luogo particolarmente apprezzato dai visitatori e che in alcune giornate sembra avvolto di magia: quando cade la nebbia il suo fascino diventa irresistibile e quando quest’ultima non c’è il panorama è in grado di emozionare chiunque. Ma cosa vedere in questo paese che sembra rimasto sospeso nel tempo?

Dove si trova e come raggiungere Castro dei Volsci

Castro dei Volsci sorge nel cuore della Valle del Sacco, fiume che nasce dai monti Prenestini e che percorre il Lazio centro-orientale fino a confluire nel fiume Liri. Famoso per la sua posizione arroccata, si trova a circa 115 chilometri di distanza da Roma e si tratta di un borgo in cui sventola fiera la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano e che può vantare il titolo di essere uno dei Borghi più Belli d’Italia.

Il paese può essere facilmente raggiunto in auto, oppure si può optare per il treno ma in combinazione con un autobus (una delle stazioni ferroviarie più agevoli a questo scopo è Ceccano).

Cosa vedere a Castro dei Volsci

Il borgo di Castro dei Volsci non colpisce solo per la sua posizione alla propaggine dei Monti Ausoni, ma anche per il centro storico ricco di meraviglie e che, tra viuzze, piazzette e abitazioni in pietra grigia addossate le une alle altre, nasconde alcuni particolari “segreti”: passeggiando per i vicoli potrete notare misteriosi simboli come le “triplici cinte” o i “golgota”, che fanno supporre che qui siano passati i cavalieri templari. Vi basta accedere dalla Porta della Valle, il suo principale punto di ingresso, che si presenta al visitatore con un arco a tutto sesto.

Borgo di Castro dei Volsci, Lazio

Fonte: iStock

Le bellissime vie del borgo di Castro dei Volsci

Chiesa di Santa Maria

Entrando proprio dalla Porta della Valle si arriva con facilità presso la Chiesa di Santa Maria. Costruita tra il 1156 e il 1160, conserva al suo interno un altare maggiore che alle sue spalle nasconde due piccoli affreschi rappresentanti la Vergine col Bambino e un Santo martire. Affascinanti sono anche l’organo settecentesco, dono dell’abate don Giacinto Biondi, e l’acquasantiera a forma di giglio.

Chiesa di Sant’Oliva

Sant’Oliva è la patrona di Castro dei Volsci, e la chiesa è lei dedicata si presenta come un vero e proprio scrigno di meraviglie: vi sono opere d’arte, marmi, un organo a canne di pregio, il corpo imbalsamato di San Giustino e il simulacro della santa. Di notevole interesse è anche il portale bronzeo, dono di Don Avallone del 1990. L’edificio religioso, inoltre, svetta in cima al paese e si mostra anche con un bel campanile.

Monumento alla Mamma Ciociara

Uno dei simboli del borgo è il Monumento alla Mamma Ciociara che, essendo posto su una terrazza panoramica, permette di ammirare un paesaggio che lascia posare lo sguardo su tutte le meraviglie della vallata circostante, compresa l’Abbazia di Cassino quando il cielo è particolarmente limpido.

Si tratta di un’importante scultura dedicata alle donne che, durante la Seconda Guerra Mondiale, affrontarono la morte per le loro figlie per difenderle dalle violenze delle truppe coloniali francesi. L’opera è stata costruita in marmo di Carrara ed è la rappresentazione di una madre che fa da scudo alla figlia. Una piccola curiosità: l’inaugurazione della scultura è avvenuta poco tempo dopo l’uscita del film “La Ciociara” di Vittorio De Sica (e con protagonista Sofia Loren). I motivi sono molto semplici: i temi trattati e anche il fatto che alcune scene del lungometraggio sono state girate proprio a Castro dei Volsci.

Monumento alla Mamma Ciociara, Castro dei Volsci

Fonte: iStock@Laz@Photo

Il bellissimo Monumento alla Mamma Ciociara

Torre dell’orologio

Probabilmente non tutti sanno che Castro dei Volsci è il paese natale dell’indimenticabile Nino Manfredi, e per questo all’interno della sua Torre dell’orologio è possibile ammirare una mostra a lui dedicata. Il visitatore ha quindi l’opportunità di ripercorrere la vita privata e lavorativa dell’artista grazie a una serie di foto e documenti. La torre ospita anche diverse esposizioni temporanee. Ma non è tutto perché, in memoria di questo straordinario attore italiano, nel 2021 è stato realizzato un bassorilievo per celebrare i 100 anni dalla sua nascita.

Circuito delle Botteghe della Regina Camilla

Le Botteghe della Regina Camilla sono aperte solo la domenica (in rari casi anche in altri giorni) e consentono di fare una vera e propria immersione nel passato: espongono diversi prodotti, tra cui quella dell’orafo, del ceramista, la biscotteria, la bottega dei manufatti confezionati e molto altro ancora.

Museo civico archeologico

Il museo civico archeologico sorge a pochi chilometri di distanza dal centro storico del borgo. Al suo interno si possono ammirare circa 700 reperti che illustrano la storia del territorio dalla preistoria all’Alto Medioevo. Il museo si compone di otto sezioni, pannelli tematici e di un informatore elettronico consultabile da chiunque decida di vistarlo.

Area archeologica

Molte delle meraviglie che si possono ammirare all’interno del museo civico archeologico sono state rinvenute presso l’area archeologica di Casale di Madonna del Piano, dove sono ancora conservati i resti di una villa romana. Molto affascinante è anche la necropoli medievale conosciuta come “Terme di Nerva”, che offre più di 160 sepolture.

Tradizioni ed eventi di Castro dei Volsci

Castro dei Volsci è un borgo eccezionale da visitare durate tutto l’anno, ma si rivela particolarmente magico a Natale: il paese si trasforma in un enorme presepe di ambientazione ottocentesca. Molto interessante è anche il Carnevale del Folklore che è dedicato all’arte e all’artigianato e caratterizzato da eventi musicali e degustazione di prodotti tipici. Infine, da non dimenticare è l’interessante stagione teatrale del Teatro Vittorio Gassman.

Se ti è piaciuto il nostro racconto ascolta il podcast: Virgilio e Italia ti guideranno alla scoperta di questo borgo e degli altri 100 borghi del cuore scelti da SiViaggia.

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I centri termali del Lazio dove rilassarsi

Se si pensa al Lazio, la mente vola subito a Roma e al suo immenso patrimonio storico, artistico e culturale. Il Lazio, però, non è solo sinonimo di Città Eterna, ma anche di natura, borghi, spiagge e ovviamente centri termali. Le terme nel Lazio sono numerose e derivano direttamente dall’antica tradizione romana: per questo scegliere di trascorrere qui le proprie vacanze significa fare un viaggio nel tempo, ma all’insegna del relax.

In passato, infatti, era tradizione per gli antichi romani immergersi nelle sorgenti e nelle piscine naturali formatesi in alcune zone strategiche dove sgorgano tutt’oggi le acque termali. Questa tradizione si è tramandata nei secoli arrivando fino a noi, ovviamente con tutti i comfort richiesti anche dai viaggiatori più esigenti. Se state pianificando di trascorrere un weekend, una giornata o una vacanza nelle terme del Lazio, ecco i centri più belli da scegliere.

QC Terme, Roma

Impossibile raccontare i centri termali del Lazio senza citare QC Terme, un’oasi situata tra la Capitale e il litorale di Ostia. Costruito all’interno di una tenuta storica, il centro offre vasche, solarium e cascate immerse in un maestoso giardino secolare. Qui potete regalarvi un percorso benessere ispirato alla filosofia dell’Antica Roma presso aree molto particolari come “il roseto”, un percorso al profumo di rosa canina, o “il cielo in una stanza”, una sala sauna dal soffitto trasparente. Sono presenti anche un’infinity pool, una vasca della musica, docce emozionali e saune classiche.

Ingressi:

  • Ingresso con 5 ore di permanenza da 61 euro
  • Ingresso senza limiti di permanenza da 70 euro
  • Ingresso a partire dalle 17:00 da 61 euro
  • Ingresso a partire dalle 19:30 da 44 euro

Orari di apertura:

  • Dalla domenica al giovedì 09:00 – 23:00
  • Dal venerdì al sabato 09:00 – 24:00

Come arrivare al centro:

  • In auto da Roma, seguendo le indicazioni arriverete in soli 30/40 minuti
  • In treno, scendete alla stazione di Fiumicino e da qui proseguite a piedi
QC terme Roma

Fonte: QC Terme Roma

La tenuta storica di QC terme a Roma

Terme dei Papi, Viterbo

Chi desidera trascorrere una vacanza all’insegna del benessere e del relax in un centro termale del Lazio, sicuramente la zona di Viterbo è perfetta. Nel cuore della Tuscia, infatti, da sempre sono presenti numerose sorgenti di acque termali, sfruttate fin dall’antichità per i loro poteri benefici sull’organismo. Tra queste ci sono le Terme dei Papi, considerate tra le più popolari della provincia viterbese grazie alla presenza di una piscina monumentale che si estende per un’area di oltre 2000 metri quadri e attinge direttamente dalla sorgente di Bullicame.

La sorgente Bullicame, di tipo solfureo-solfato-bicarbonato-alcalino-terrosa-fluorata a una temperatura di 58°C, vanta molte qualità terapeutiche. Oltre alla piscina, il centro propone l’unica grotta naturale in Italia capace di offrire un ambiente interno con 45-48°C, satura di vapori sulfurei altamente benefici. Le Terme dei Papi propongono anche diverse cure termali, trattamenti estetici e di benessere, oltre che servizi diagnostici.

Il centro termale è aperto tutto l’anno, festivi compresi, con orario continuato dalle 9:00 alle 19:00.

Tariffe:

  • Ingresso alla piscina monumentale: 12 euro per 3 ore, 18 euro per il giornaliero nei giorni feriali; 18 euro per 3 ore e 25 euro per il giornaliero nei festivi.
  • Grotta naturale: 13,50 euro.
  • Docce emozionali: 5 euro.

Come arrivare al centro:

  • In auto, con l’autostrada uscita Orte + Superstrada Orte-Viterbo e proseguire fino all’uscita Viterbo Terme.
  • In treno, da Roma Ostiense scendere alla stazione di Viterbo – Porta Fiorentina.

Terme di Vulci, Canino (VT)

In piena Maremma tosco-laziale, nella località di Canino, sorgono le Terme di Vulci, a pochi passi dal parco archeologico e a mezz’ora dalla spiaggia di Cabalbio. Qui sono presenti 4 piscine naturali differenti per colore, temperatura e proprietà, ciascuna agisce su diversi aspetti del corpo e della mente, ma tutte considerate un toccasana per il benessere fisico e spirituale. Le acque, indicate soprattutto per il trattamento delle malattie artroreumatiche e impiegate nelle balneo-terapie per la cura di malattie dermatologiche e delle flebopatie, sono naturali ipertermali (fino a 42°C), naturalmente gassate e ricche di sali minerali.

Oltre alle piscine naturali, all’interno del centro è presente anche una spa moderna dove regalarsi massaggi e trattamenti. Punto di forza del centro è anche l’atmosfera creata dal verde della campagna maremmana circostante e dall’ombra degli ulivi. Per accedere è necessario portare da casa solo teli e accappatoi di colore bianco, disponibili per il noleggio anche in loco, e ciabattine. Nell’ingresso sono inclusi ombrellone, lettini o sedia, spogliatoio, docce, bagni e parcheggio.

Le terme sono chiuse da novembre ad aprile.

Orari e tariffe alta stagione:

  • Dal 3 agosto al 1 settembre, dalle 10:00 alle 19:00
  • Adulti intero: 34,00 euro
  • Pomeridiano dalle 15:00: 21,00 euro
  • Giovani (4/12) intero: 21,00 euro
  • Pomeridiano dalle 15:00: 21,00 euro

Orari e tariffe bassa stagione:

  • Dal 17 aprile al 2 agosto, dalle 10:00 alle 19:00
  • Adulti intero: 16,00 euro
  • Pomeridiano dalle 15:00: 12 euro
  • Giovani (4/12) intero: 9 euro
  • Pomeridiano dalle 15:00: 9 euro

Come arrivare al centro:

In auto seguite l’autostrada Roma-Tarquinia, proseguite lungo la strada regionale 312 e la strada provinciale 106 in direzione Ischia di Castro; al km 8 girare a sinistra per una stradina costeggiata da piante di ulivi e proseguite seguendo le indicazioni per le Terme di Vulci.

Terme di Stigliano, Canale Monterano (RM)

Chi vuole regalarsi il benessere delle antiche terme romane troverà nei centri termali del Lazio splendide oasi di relax, come le Terme di Stigliano. Situato proprio alle porte di Roma, costruito sui resti di antichi templi romani, il centro è un resort con parco termale ricco di trattamenti benessere, perfetto per una fuga rigenerante a pochi passi dalla Capitale.

L’area wellness comprende piscine, una vasca di acqua salata in temperatura, solarium, idromassaggio e laghetti di acqua termale immersa in 20 ettari di verde. L’accesso a quest’area è incluso nell’ingresso al Centro Benessere Olympus, dov’è presente una piscina a temperatura, una jacuzzi semicoperta, una piscina all’aperto di 200 metri quadri, sauna finlandese, bagno turco, doccia emozionale e zone relax differenti.

Il centro benessere segue gli orari d’apertura dell’hotel ed è accessibile su prenotazione anche per chi non soggiorna presso la struttura.

Tariffe e orari:

  • Ingresso giornaliero: dalle 9:00 alle 20:00, lunedì-venerdì 39.00 euro; sabato, domenica e festivi 49.00 euro.
  • Ingresso pomeridiano: dalle 15:00 alle 20:00, lunedì-venerdì 25 euro; sabato, domenica e festivi 35 euro.

Come arrivare al centro:

Le Terme di Stigliano si trovano nella Riserva Naturale di Monterano e distano da Roma 50 chilometri. Dalla Capitale possono essere raggiunte in auto percorrendo la SP493.

Tivoli Terme, Roma

Le antiche terme di Tivoli sono conosciute anche come terme di Roma e sono il più importante centro benessere della Capitale. Situate a Tivoli, le loro origini sono antichissime e risalgono ovviamente al periodo romano quando venivano chiamate da Plinio il Vecchio “acque santissime” proprio per le loro proprietà curative. Sono le sorgenti del lago Regina e del lago Colonnelle ad alimentare, grazie alle acque sulfuree, queste meravigliose terme. Un tempo conosciute come Terme di Agrippa, oggi le Terme di Roma sono il luogo perfetto per chi visita la città e desidera concedersi momenti di relax e benessere.

Ci sono 5 grandi piscine alimentate con le acque sulfuree a una temperatura costante di 23°C, ma oltre a questo i visitatori possono effettuare trattamenti come la fangoterapia, la balneoterapia, le irrigazioni, le cure idropiniche, le inalazioni e le insufflazioni. All’interno della spa invece si possono effettuare percorsi benessere con massaggi, alternanza di acqua calda e fredda, docce aromatiche, sauna, bagno turco, percorsi vascolari, il tutto completato dal servizio di tisaneria. Le terme di Roma inoltre sono particolarmente indicate per la cura della psoriasi.

L’accesso alle piscine è possibile solamente durante la stagione estiva, mentre per il centro termale vengono offerti pacchetti a tariffe diverse in base ai trattamenti che desiderate.

Come arrivare al centro:

  • In auto sullautostrada A24 Roma-L’Aquila con uscita “Tivoli” (prendere la Via Tiburtina direzione Roma), oppure Uscita “Settecamini” (prendere la Via Tiburtina direzione Tivoli).
  • Con l’autobus C.O.T.R.A.L. “Via Tiburtina” in partenza dalla Stazione Metropolitana (Linea B) di “Ponte Mammolo”, la fermata è di fronte allo stabilimento termale.
  • In treno, prendere il regionale diretto da Stazione Tiburtina o da Stazione Termini per “Bagni di Tivoli”.

Terme di Cretone, Palombara Sabina (RM)

Situate a Palombara Sabina, in provincia di Roma, le Terme di Cretone uniscono alla perfezione benessere e intrattenimento. L’acqua del centro, dotato di 3 grandi piscine termali, di cui una per bambini, proviene da sorgenti termominerali sulfuree e vanta una temperatura di 23 gradi circa.

Circondato dal verde e situato ai piedi di un bosco rigoglioso, lo stabilimento termale offre trattamenti per la cura delle patologie della pelle e terapie per l’apparato respiratorio. A completare l’offerta ci sono degli spazi appositi dove praticare sport come calcetto, tennis e un’area fitness. Durante il periodo estivo, inoltre, il centro offre la possibilità di utilizzare le piscine durante le ore notturne.

Tariffe:

  • Ingresso giornaliero singolo, area non attrezzata: da 11 euro, dalle 9:00 alle 18:30.
  • Ingresso giornaliero per due persone, area attrezzata: da 27 euro, dalle 9:00 alle 18:30.

Come arrivare al centro:

  • Con l’auto: imboccare l’A1 diramazione Roma Nord con direzione Fiano Romano, uscita Bretella Salaria Sud in direzione Palombara.
  • Con i mezzi pubblici da Roma: trenino metropolitano FL1 (Fiumicino-Orte) direzione Fara Sabina, scendere alla stazione di Piana Bella-Montelibretti e con la navetta SAP in pochi minuti sarete alle Terme Sabine di Cretone.

Terme di Palazzo Fiuggi, Frosinone

Tra le terme più belle d’Italia ci sono sicuramente quelle di Palazzo Fiuggi, in provincia di Frosinone. Immerso in una cornice naturale splendida, il centro termale sfrutta le acque di Fiuggi, i cui benefici curativi sono riconosciuti da ben 600 anni. Chiamata anche “acqua del benessere”, è la protagonista dei numerosi programmi e trattamenti di benessere offerti per la cura del corpo.

Punto di forza di Palazzo Fiuggi è la zona spa distribuita su 6000 metri quadri e dotata di piscine mozzafiato, sale per trattamenti e aree relax, progettate per supportare una salute fisica e mentale ottimale e promuovere un senso di benessere profondo e duraturo. Non mancano bagni di talassoterapia con sali minerali, una suite termale, dotata di sauna, bagno turco, idromassaggio e doccia per la cromoterapia.

Molto belle sono anche le Terme Romane di 1200 metri quadri, pensate per riproporre l’esperienza delle antiche terme romane con diverse aree dedicate ai vari trattamenti termici tradizionali come saune e bagni turchi.

Tariffe: 

  • Ingresso giornaliero per persona, dal lunedì al venerdì, 70 euro
  • Ingresso giornaliero per persona, domenica e festivi, dalle 10:00 alle 20:00, 90 euro

Come arrivare al centro:

  • In auto prendere l’autostrada A1 Roma-Napoli con uscita Anagni-Fiuggi Terme, proseguire sulla superstrada Anticolana per Fiuggi (18 chilometri).
  • In treno, tratta Roma-Cassino, fermata stazione di Anagni-Fiuggi Terme.

Terme Pompeo, Ferentino (FR)

Le Terme di Pompeo sono tra le più antiche presenti nel Lazio: situate a Ferentino, sono arroccate all’interno di un antico borgo sul colle del Tolero e si contraddistinguono per l’utilizzo di acque ipotermali. Situato in provincia di Frosinone, nella valle del Sacco, questo centro termale è immerso nella natura ed è il luogo ideale in cui concedersi momenti di relax.

Oltre alle cure termali sono presenti anche diversi percorsi benessere e tra questi, uno dei più apprezzati, è il percorso Kneipp. La spa offre anche altri percorsi benessere tra cui i trattamenti di prevenzione cronoaging del viso, massaggi, le piscine termali e alcuni trattamenti di medicina estetica. Al loro interno, le terme di Ferentino hanno anche un’area fitness, la possibilità di fare un check-up epigenetico e un hotel che permette agli ospiti di soggiornare in totale relax.

Tariffe:

  • Ingresso giornaliero fino al 31 dicembre, 35 euro

Come arrivare al centro:

  • In auto: da Nord e da Sud autostrada A1 Roma-Napoli, uscita casello di Ferentino, procedere per Ferentino Centro – S.S. Casilina direzione Frosinone.
  • In treno: linea Roma-Napoli con scalo presso la Stazione di Ferentino-Supino, coincidenza bus municipale per raggiungere la fermata Ferentino-Terme Pompeo.

Terme di Cotilia, Castel Sant’Angelo (RI)

Tra Castel Sant’Angelo e Cittaducale sorgono le terme di Cotilia, nel cuore della provincia di Rieti. Sono immerse in un contesto paesaggistico di grande pregio, tra laghi vulcanici, suggestive gole naturali e sorgenti millenarie. È proprio grazie alla presenza di queste fonti ricche di oligoelementi che le terme di Cotilia sono così apprezzate, sia per i trattamenti di salute che per quelli dedicati al benessere.

Le terme di Cotilia, pur trovandosi nel Lazio, distano solo 35 chilometri da L’Aquila e si trovano quindi in una posizione strategica non solo per visitare Roma, ma anche le bellezze del centro Italia. Le acque del centro termale sono ricche di zolfo e per questo qualitativamente pregiate.

Il centro è estremamente moderno e innovativo ed è diventato il punto di riferimento per chiunque debba fare trattamenti termali per salute. Tra le prestazioni offerte ci sono le inalazioni, le insufflazioni, le cure idropiniche, le irrigazioni, le docce nasali, oltre alla possibilità di effettuare visite e check-up ginecologici, gastroenterologici e percorsi di fisioterapia. Le terme di Cotilia quindi si pongono come un moderno centro di salute, perfetto per chi ha la necessità di dedicarsi a percorsi di check-up e prevenzione.

Per conoscere i prezzi delle prestazioni è necessario contattare il centro termale ai recapiti presenti nel sito.

Come arrivare al centro:

Le Terme di Cotilia si trovano a circa 100 chilometri da Roma e a 35 chilometri da L’Aquila.

  • In auto: da Roma prendere la Via Salaria e procedere in direzione Ascoli Piceno per circa 90 chilometri. Le terme sono al Km 102 della stessa via.
  • In treno: prendere la linea per Rieti e scendere alla fermata Castel Sant’Angelo.
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Borghi Greccio Lazio Natale presepi Viaggi

Greccio, borgo dove San Francesco creò il primo presepe

Nel cuore dell’Italia, tra le verdi colline e la natura del Lazio, sorge un piccolo, ma bellissimo borgo italiano, uno di quei luoghi dove il tempo sembra essersi fermato. Si tratta della piccola cittadina di Greccio, un piccolo e ben curato borgo di epoca medievale

Dove si trova Greccio

Questo piccolo borgo italiano si trova nella regione Lazio, in provincia di Rieti, a circa 90 chilometri da Roma. Greccio sorge ad un’altitudine di 750 metri sul livello del mare, in un panorama caratterizzato da una verde natura rigogliosa e da paesaggi mozzafiato. Si trova, infatti, alle pendici del Monte Lacerone, un ambiente dove boschi e fiori riescono a creare un’atmosfera tranquilla e quasi magica: la destinazione ideale per chi cerca una pausa dal caos e dalla frenesia delle città.

Raggiungere il borgo di Greccio, immerso  nelle verdi valli reatine, è molto semplice, essendo ben collegato con i mezzi pubblici alla più vicina Rieti, che si può raggiungere comodamente in treno, oppure in auto, partendo, appunto, da Rieti, da Roma o da altre località italiane.

Il presepe di Greccio: tradizione del Medioevo

Il borgo è conosciuto in tutto il mondo grazie al suo legame indissolubile con la figura di San Francesco D’Assisi, il quale proprio qui, nella notte del lontano Natale del 1223, diede vita al primo presepe della storia. Una rappresentazione, nata dal desiderio del Santo di avvicinare la popolazione al mistero della Natività, che col passare del tempo e dei secoli è diventata una tradizione simbolica del cristianesimo.

San Francesco fu ispirato dalla semplici di Greccio e con l’aiuto di Messer Giovanni Velita, l’allora signore del borgo, riuscì ad organizzare una celebrazione unica, con una grotta allestita da una mangiatoia, dal fieno e con alcuni animale, ricreando così l’atmosfera natalizia di Betlemme.

Quella notte gli abitanti di Greccio si riunirono per pregare e celebrare in un’atmosfera di straordinaria devozione, e da allora il borgo è conosciuto come la Betlemme Francescana. La tradizione di questo presepe è stata interrotta per secoli, ma recentemente fu ripresa dagli abitanti, nel 1972, e si rinnova ogni anno in una spettacolare rievocazione storica, che fa entrare di diritto Greccio e la sua tradizione fra i presepi viventi più belli d’Italia, in grado di attirare ogni anno migliaia di visitatori da tutto il mondo.

Cosa vedere a Greccio

Oltre al suo forte legame spirituale e al suo tradizione presepe, Greccio è un borgo italiano che custodisce un importante patrimonio storico. Passeggiare fra le sue vie permette ai visitatori di respirare un’atmosfera d’altri tempi, con scorci pittoreschi e monumenti decisamente affascinanti.

Uno dei simboli del borgo è la Torre Campanaria, costruita nel Diciassettesimo secoli sui resti di una delle sei torri medievali costruite originariamente. Questo edificio, che domina il centro storico, riesce ad offrire un panorama suggestivo sui tetti del borgo e sulle colline circostanti. Oltre a questa antica struttura, meritano una visita nel borgo la Chiesa di San Michele Arcangelo, al centro del paese, che rappresenta un esempio di architettura medievale, dagli interni semplici e ricchi di spiritualità, e la Chiesa di Santa Maria del Giglio, che al suo interno custodisce affreschi e bellissime opere d’arte.

Inoltre, grazie alla sua posizione privilegiata ed unica nella Valle Santa di Rieti, Greccio è anche la meta perfetta per chi ama la natura e le attività all’aperto. Da qui, infatti, partono alcuni dei sentieri escursionistici più belli del Lazio, tra boschi di querce e la possibilità di immergersi in paesaggi unici, oltre che di godere di una vista spettacolare sulla valle circostante. Tra i più importanti sicuramente il Cammino di Francesco, che collega i santuari francescani della zona. Un’esperienza sicuramente fisica, ma anche spirituale, seguendo i passi del Santo attraverso luoghi di grande bellezza e significato.

Il Santuario di Greccio: cuore spirituale del borgo

Un altro luogo importante e da non perdere per chi visita Greccio è il Santuario di Greccio, a pochi chilometri dal centro storico del borgo, uno dei luoghi più emblematici della Valle Santa Reatina. Questo santuario, conosciuto anche con il nome di “Santuario del Presepe”, è costruito su una parete rocciosa ed è considerato come un capolavoro di architettura religiosa, che si è perfettamente integrato con il paesaggio circostante, con, al suo interno, opere d’arte ed affreschi che raccontano la vita di San Francesco e la storia del presepe.

Il santuario venne fondato da San Francesco stesso e custodisce la grotta dove il santo organizzò il primo presepe. Si tratta, dunque, di un luogo dalla sacralità unica, dove pellegrini e visitatori da tutto il mondo giungono in migliaia ogni anno.

Il Santuario di Greccio dove prese vita il primo presepe vivente della storia

Fonte: iStock

Santuario di Greccio, casa natale del primo presepe vivente

Se ti è piaciuto il nostro racconto ascolta il podcast: Virgilio e Italia ti guideranno alla scoperta di questo borgo e degli altri 100 borghi del cuore scelti da SiViaggia.

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Lazio Blue Route, il futuro itinerario che porta a scoprire i Borghi Marinari della Regione

La Lazio Blue Route sta per diventare una realtà concreta. Il progetto, ideato e sviluppato dall’architetto Alberto Renzi su incarico dell’Associazione MAR, è stato recentemente presentato attraverso uno studio di fattibilità che getta le basi per la creazione del tratto “pilota”. Questo primo segmento coinvolgerà il litorale nord del Lazio, partendo da Montalto di Castro fino a giungere alla Capitale. Durante la presentazione, Renzi ha illustrato gli obiettivi del percorso e le sue caratteristiche uniche, evidenziando l’importanza dei cammini nella valorizzazione territoriale e culturale.

Un progetto di connessione tra Toscana e Via Francigena del Sud

La Lazio Blue Route si propone di entrare a far parte dell’Atlante dei Cammini del Lazio, diventando una dorsale tirrenica di collegamento tra la Toscana e la Via Francigena del Sud. Renzi ha accompagnato i presenti, tra cui esponenti istituzionali e pubblico accorso al workshop sul turismo sostenibile dedicato al progettista Valentino Giuliani, in un viaggio virtuale lungo un itinerario identitario che copre una distanza di circa 200 chilometri. Lungo questo tracciato, sono stati individuati 346 punti di interesse, tra cui siti storici, archeologici e culturali, distribuiti sia sulla terraferma, sia sul mare e lungo i fiumi.

Un nuovo itinerario tra storia e Blue Economy

Il progetto pilota non si limita a collegare borghi e città: include anche due siti riconosciuti dall’UNESCO, oltre a promuovere le cosiddette Blue Destination. Questo concetto integra un porto internazionale, cinque approdi turistici e oltre cinquanta punti di rilevanza storico-archeologica legati al mare, al suo patrimonio e alle tradizioni marinare. Durante l’evento, Grazia Maria Iadarola, dirigente dell’Area Blue Economy della Regione Lazio, ha presentato nuove iniziative per supportare comuni e imprese locali, in particolare nel contesto della Blue Economy e dell’accessibilità inclusiva.

Le prime dieci tappe: un viaggio nel cuore dei borghi marinari

Il tratto iniziale della Lazio Blue Route toccherà dieci tappe, coinvolgendo nove Comuni del Lazio, di cui otto Borghi Marinari di eccellenza. Il viaggio inizia a Montalto di Castro, al confine con la Toscana, e prosegue verso Tarquinia, celebre per il suo patrimonio archeologico etrusco. Da qui, l’itinerario si sviluppa attraverso un’esperienza di turismo lento che attraversa borghi e città costiere come Allumiere, Civitavecchia, Santa Marinella, Ladispoli, e Cerveteri, nota per la necropoli patrimonio dell’UNESCO. Il percorso continua lungo il litorale fino a Fiumicino e Fregene, per poi concludersi con un ingresso spettacolare a Roma, passeggiando lungo le rive del Tevere.

Il futuro del turismo laziale

La Lazio Blue Route promette di diventare una delle principali attrazioni del turismo sostenibile nel Lazio, offrendo un’esperienza autentica e immersiva nella storia e nella cultura costiera della regione. Con una forte attenzione alla sostenibilità, al rispetto per l’ambiente e alla valorizzazione delle risorse locali, l’itinerario mira a trasformarsi in un esempio virtuoso di come il turismo possa promuovere la conservazione del patrimonio naturale e culturale, generando allo stesso tempo opportunità economiche per i territori coinvolti.

Sostegno istituzionale e progetti collaborativi

Il Presidente del GAL Mare Lazio Pesca, Marco Maurelli, ha evidenziato l’importanza dei partenariati pubblici e privati nel rafforzare le operazioni di filiera legate al turismo costiero. “Ho già integrato nella strategia di sviluppo locale iniziative di promozione turistica che si allineano perfettamente con la Lazio Blue Route. Ho avuto l’opportunità di aderire a questo progetto, seguendo l’approccio adottato in occasione del Giubileo del Mare. Come GAL, intendo coordinare un’attività che coinvolga tutti i comuni costieri del Lazio, per rendere operativo e potenziare il sentiero identitario dei Borghi Marinari,” ha dichiarato.

Un ulteriore sostegno è stato espresso da Sabrina Busato, Presidente di FEISCT, che ha condiviso lo sviluppo dell’Italian Blue Route in tutto il territorio nazionale. Tale percorso promozionale, noto come BLUE TOUR, ha già toccato ben 21 città di mare durante l’estate del 2024, a riprova dell’importanza di unire le destinazioni costiere sotto un’unica iniziativa.

Massimo Castellano, Presidente dell’Associazione MAR, che ha organizzato il workshop, ha manifestato grande soddisfazione per il progresso della Lazio Blue Route. “Il Giubileo è un evento di grandissima rilevanza, ma rappresenta anche un momento di transizione. Progetti come la Lazio Blue Route devono essere pensati per il futuro, diventando opportunità strutturate per valorizzare i territori. Nei prossimi anni, è fondamentale sviluppare iniziative sistemiche centrate sul turismo sostenibile costiero”.