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Dove sono nati i 29 cantanti in gara al Festival di Sanremo 2025

Dal 11 al 15 febbraio 2025, il Teatro Ariston di Sanremo è stato il palcoscenico della 75ª edizione del Festival della Canzone Italiana. Un evento che, anno dopo anno, continua a essere il punto di riferimento per la musica italiana, capace di dettare le tendenze del settore e catalizzare l’attenzione di milioni di spettatori.

Quest’anno, alla conduzione, c’è stato il ritorno di Carlo Conti, che ha preso il testimone dopo le fortunate edizioni guidate da Amadeus e Fiorello. Tra emozioni, performance e colpi di scena, 29 artisti si sono sfidati per conquistare il pubblico e la critica. Ma da dove provengono i protagonisti di Sanremo 2025? Scopriamolo insieme.

Dove è nato Achille Lauro

Achille Lauro, all’anagrafe Lauro De Marinis, è nato a Verona l’11 luglio 1990. Nonostante le sue origini venete, è cresciuto a Roma, tra i quartieri di Serpentara e Vigne Nuove, zone periferiche della capitale che hanno influenzato il suo stile e la sua musica.

Dove è nato Bresh

Andrea Emanuele Brasi, conosciuto artisticamente come Bresh, è nato il 28 giugno 1996 a Lavagna, in provincia di Genova. Ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza a Bogliasco, un piccolo e pittoresco comune affacciato sul mare, dove ha iniziato a coltivare la sua passione per la musica.

Dove è nato Brunori Sas

Dario Brunori, alias Brunori Sas, è nato a Cosenza nel 1977. Le sue radici affondano nel cuore della Calabria, precisamente a Joggi, un suggestivo borgo della Bassa Valle dell’Esaro, immerso in una natura incontaminata.

Dove è nata Clara

Clara Soccini, meglio conosciuta solo come Clara, è nata il 25 ottobre 1999 a Varese. La sua città natale è celebre per gli innumerevoli parchi e giardini, che le hanno valso l’appellativo di “città giardino”.

Dove sono nati i Coma_Cose

Il duo musicale Coma_Cose è formato da Fausto Lama (Fausto Zanardelli) e California (Francesca Mesiano), uniti nella musica e nella vita. Fausto è nato il 21 novembre 1981 a Gavardo, in provincia di Brescia, mentre Francesca è originaria di Pordenone, in Friuli-Venezia Giulia, dove è nata nel 1990.

Dove è nata Elodie

Elodie Di Patrizi, semplicemente nota come Elodie, è nata il 3 maggio 1990 a Roma. La città eterna è stata il punto di partenza della sua carriera musicale, che negli ultimi anni ha raggiunto traguardi straordinari.

Dove è nato Fedez

Federico Lucia, in arte Fedez, è nato a Milano il 15 ottobre 1989. È cresciuto a Buccinasco, un comune della città metropolitana di Milano noto per il suo sviluppo residenziale e la vicinanza al capoluogo lombardo.

Dove è nata Francesca Michielin

Francesca Michielin è nata il 25 febbraio 1995 a Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza. La sua città è famosa per la storica produzione di grappa e per il suggestivo Ponte degli Alpini, progettato da Andrea Palladio.

Dove è nato Francesco Gabbani

Francesco Gabbani è nato il 9 settembre 1982 a Carrara, città toscana rinomata in tutto il mondo per il marmo delle sue cave, utilizzato nei più grandi capolavori artistici della Storia.

Dove è nata Gaia

Gaia Gozzi, in arte Gaia, è nata il 29 settembre 1997 a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia. Interessante centro di origine etrusca si trova nella Bassa Reggiana, affacciato sulle sponde del Po.

Dove è nata Giorgia

Giorgia Todrani, una delle voci più potenti della musica italiana, è nata a Roma il 26 aprile 1971.

Dove è nato Irama

Filippo Maria Fanti, conosciuto come Irama, è nato il 20 dicembre 1995 a Carrara. All’età di otto anni si è trasferito con la famiglia a Monza, dove ha mosso i primi passi nel mondo della musica.

Dove è nata Joan Thiele

Alessandra Joan Thiele è nata il 21 settembre 1991 a Desenzano del Garda, sulle rive del Lago di Garda, una delle mete turistiche più amate del nord Italia.

Dove è nato Lucio Corsi

Lucio Corsi, musicista e cantautore maremmano, è nato il 15 ottobre 1993 a Grosseto e cresciuto nella frazione di Val di Campo di Velutonia, nel comune di Castiglione della Pescaia.

Dove è nata Marcella Bella

Giuseppa Marcella Bella è nata il 18 giugno 1952 a Catania, magnifica città siciliana dominata dall’imponente profilo dell’Etna.

Dove è nato Massimo Ranieri

Giovanni Calone, in arte Massimo Ranieri, è nato il 3 maggio 1951 a Napoli, nel quartiere di Pallonetto di Santa Lucia, una zona di sicuro fascino affacciata sul mare.

Dove è nato Francesco Silvestre dei Modà

Kekko Silvestre, leader dei Modà, è nato a Milano il 17 febbraio 1978.

Dove è nata Noemi

Veronica Scopelliti, conosciuta come Noemi, è nata il 25 gennaio 1982 a Roma.

Dove è nato Olly

Federico Olivieri, in arte Olly, è nato a Genova il 5 maggio 2001.

Dove è nato Rkomi

Mirko Manuele Martorana, alias Rkomi, è nato il 19 aprile 1994 a Milano, nel quartiere popolare di Calvairate, nella parte est della periferia milanese.

Dove è nato Rocco Hunt

Rocco Pagliarulo, noto come Rocco Hunt, è nato il 21 novembre 1994 a Salerno, nel quartiere di Pastena.

Dove è nata Rose Villain

Rosa Luini, alias Rose Villain, è nata a Milano il 20 luglio 1989.

Dove è nata Sarah Toscano

Sarah Toscano, giovane talento di Amici 23, è nata il 9 gennaio 2006 a Vigevano, città celebre a livello internazionale per la produzione calzaturiera.

Dove è nata Serena Brancale

Serena Brancale è nata a Bari il 4 maggio 1989, capoluogo pugliese conosciuto per il suo mare, la sua cucina e per essere uno dei centri più importanti della chiesa Ortodossa in Occidente.

Dove è nato Shablo

Pablo Miguel Lombroni Capalbo, noto come Shablo, è nato in Argentina, a Buenos Aires, il 17 novembre 1980. All’età di otto anni si è trasferito con la famiglia a Perugia.

Dove è nato Simone Cristicchi

Il cantautore Simone Cristicchi è nato il 5 febbraio 1977 a Roma.

Dove è nato Stash dei The Kolors

Antonio “Stash” Fiordispino, frontman dei The Kolors, è nato il 7 luglio 1989 a Caserta, città famosa per la sua imponente Reggia, l’Acquedotto Carolino e il pittoresco borgo di Casertavecchia.

Dove è nato Tony Effe

Tony Effe, pseudonimo di Nicolò Rapisarda, è nato il 17 maggio 1991 a Roma.

Dove è nato Willie Peyote

Guglielmo Bruno, in arte Willie Peyote, è nato il 28 agosto 1985 a Torino, il capoluogo piemontese apprezzato per la raffinatezza della sua architettura e per l’idilliaca cornice delle Alpi.

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Le canzoni di Sanremo 2025, un viaggio da Roma a Las Vegas

Sanremo 2025 non è solo un festival della musica, ma sembra essere anche un viaggio tra città, emozioni e culture diverse, che si intrecciano attraverso le canzoni degli artisti in gara e le loro parole. Dalle vibrazioni tropicali di Rio de Janeiro ai colori vivaci di Las Vegas, passando per le strade di Roma e le atmosfere mediterranee di Mykonos, ogni canzone quest’anno racconta una storia unica che ci porta lontano, senza muoverci da casa (senza contare il fatto che artisti come Serena Brancale e Rocco Hunt ci portano a Napoli con il dialetto dei loro brani).

Scopriamo in questo articolo quali sono i luoghi che hanno ispirato alcuni dei brani in concorso in questa edizione di Sanremo 2025, in un viaggio musicale che attraversa l’Italia e il mondo.

Rio de Janeiro in “Chiamo io chiami tu” di Gaia

Rio de Janeiro, con la sua energia vibrante e i panorami belli da togliere il fiato, da ammirare dalla cima del Corcovado, è la città che fa da sfondo alla canzone di Gaia che canta “tra le onde alte di Rio“. In questa traccia, l’artista ci porta nel cuore del Brasile, dove il ritmo samba e il calore del sole si mescolano alle emozioni più intime, componendo un pezzo dal sound latino e al tempo stesso malinconico.

D’altronde, Rio de Janeiro porta con sé un po’ di saudade, quell’emozione tipica dell’idioma portoghese che unisce la tristezza e la malinconia alla bellezza inquieta.

Las Vegas in “Incoscienti giovani” di Achille Lauro

Las Vegas, la città che non dorme mai, è insieme a Roma citata nel nuovo brano di Achille Lauro, quando il cantante dice “Siamo a Las Vegas sotto un Led” e non a caso della città statunitense vengono ricordate le sfavillanti luci. D’altronde, Las Vegas è la città dei sogni proibiti, ma al tempo stesso della sfrenatezza, della libertà, delle passioni, quelle che Lauro sembra voler vivere senza più pensieri e problemi insieme all’amore di cui canta in “Incoscienti giovani”.

Veduta aerea della città di Las Vegas, in Nevada, di notte, con le principali attrazioni ed hotel illuminati

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Veduta aerea della città di Las Vegas, la città che non dorme mai

Roma nei brani di Tony Effe, Lauro, The Kolors e Corsi

Roma, la Capitale eterna, è il cuore e la Musa di diverse canzoni che raccontano l’anima della città da angolazioni molteplici in questo Sanremo 2025. Senza nascondere l’accento romano, il rapper Tony Effe in “Damme ‘na mano” cita la Capitale in questi versi “Come la nostra storia, ogni notte è per sempre nelle strade di Roma“, mentre Achille Lauro la evoca con l’immagine di Villa Borghese nel testo e con la Fontana di Trevi nel videoclip della sua canzone che ha il focus anche sulle zone della periferia romana.

Porta Portese, Roma

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La facciata di Porta Portese a Roma

I The Kolors, invece, con il loro sound fresco e moderno, immaginano di prendere un aereo “da Roma a Portorico”, cercando una via di fuga verso paesaggi più esotici e paradisi marini. E infine, la canzone di Lucio Corsi “Volevo essere un duro” fa un piccolo accenno a Porta Portese, uno dei simboli più famosi della città di Roma.

Mykonos e Portorico in “Tu con chi fai l’amore” dei The Kolors

I The Kolors, con la loro musica che attraversa le terre del mondo (e testi che spesso parlano di isole e città internazionali), ci portano nella canzone in gara a Sanremo 2025 in due luoghi splendidi: Mykonos e Portorico. Mykonos, con le sue strade bianche e il mare paradisiaco, è la meta perfetta per chi cerca una fuga estiva, dove il tempo sembra fermarsi tra una festa e l’altra. Porto Rico, invece, è un angolo di Eden caraibico, dove il ritmo del reggaeton (ce la ricordiamo nel videoclip di Despacito, vero?) si mescola con la brezza del mare, creando un’atmosfera di pura libertà. La canzone dei The Kolors, infatti, ci invita a vivere senza confini, a immergerci nelle atmosfere di questi luoghi magici e a ballare fino all’alba.

Portorico

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Panorama di una Portorico soleggiata

Barcelona in “Anema e Core” di Serena Brancale

Barcellona, la città che unisce arte, cultura e vitalità e naturalmente una spettacolare scena enogastronomica, è citata nella canzone di Serena Brancale in gara a Sanremo 2025 parlando de “la Rambla”. La Rambla è infatti una delle strade più famose della città spagnola, nonché una lunga e vivace passeggiata che si estende per circa 1,2 chilometri e collega Plaça de Catalunya nel centro della città fino al Porto di Barcellona. La Rambla è soprattutto nota per la sua atmosfera frizzante e per essere un punto di incontro tra turisti e locals: qui è possibile scoprire lo street food locale nel Mercato Coperto, oltre che ad addentrarsi nella movida spagnola nei vari locali della strada.

Bologna e la sua stazione in “Volevo essere un duro” di Lucio Corsi 

Bologna è citata nella nuova canzone di Lucio Corsi a Sanremo 2025 solo nei versi “uno spaccino in fuga da un cane lupo alla stazione di Bolo“. La stazione ferroviaria di Bologna, infatti, è una delle principali in Italia e così sovraffollata che non è raro sia presa di mira dai cani poliziotti che cercano eventuali spacciatori. E poi, Bologna, fa innamorare tutti, anche chi non ci è nato, con le sue strade antiche e porticate, le torri medievali, la cucina ricca e autentica, il suo brio e il calore dei cittadini.

La canzone di Lucio Corsi, invece, è un brano che racconta della voglia di un ragazzo di sentirsi più forte, coraggioso, audace ma di rendersi conto che alla fine ognuno di noi non è semplicemente altro che se stesso.

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Sanremo 2025, viaggio fra le isole delle canzoni dei The Kolors

Anche quest’anno, come lo scorso 2024, al Festival di Sanremo tra i cantanti “big” in gara (per il terzo anno, per l’esattezza) ritroviamo i The Kolors, una band italiana nata a Napoli nel 2009 (il cui front leader è il giovane cantante in arte Stash), che ha già scritto e performato grandi successi, come le hit dal sapore estivo “Italodisco” o “Un ragazzo e una ragazza”.

La band sembra essere amante dei viaggi, dell’avventura e delle good vibes, l’atmosfera estiva frizzante e leggera che si ritrova, indubbiamente, sulle belle isole mediterranee e non solo: non è solo una sensazione, perché i The Kolors hanno più volte citato apertamente delle isole nei testi delle loro canzoni, persino quest’anno in “Tu con chi fai l’amore”, il brano attualmente in gara a Sanremo. Scopriamo insieme quali sono le isole – e gli altri luoghi – citati dai The Kolors in alcune delle loro canzoni più famose.

Mykonos e Portorico, le isole di “Tu con chi fai l’amore”

Già nel 2018/2019, nella canzone “Come le onde”, Mykonos veniva citata dai The Kolors: “Con te non vado a Mykonos/Lontano dall’oceano ma sono pacifico“. Quest’anno, invece, la bella e soleggiata isola greca, famosa per le sue spiagge di sabbia dorata e il suo mare cristallino, ma soprattutto per la sua vivace vita notturna e per l’offerta di intrattenimento che offre ai viaggiatori più giovani, è protagonista di un’altra barra all’interno del brano in gara al Festival di Sanremo 2025, quando il cantante Stash dice “Mi piaci un minimo/Mi aspetti a Mykonos/In ogni rendezvous/Bugie si dicono“. Che ne pensate, la Grecia è una delle mete preferite della band? Terra di muse, sicuramente la Grecia e le sue isole mediterranee, una più bella dell’altra, sono d’ispirazione agli autori dei testi delle canzoni dei The Kolors.

Mulini a vento, Mykonos

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I famosi mulini a vento di Mykonos

Ma nell’ultimissima canzone in gara in questi giorni a Sanremo 2025, “Tu con chi fai l’amore”, c’è spazio anche per celebrare la bellezza e il calore di un’altra isola, stavolta facendo le valigie verso terre più lontane: stiamo parlando di Portorico, che è protagonista della parte del brano in cui Stash canta “Da Roma A Portorico/Mi sento come l’ultima bottiglia che ho nel frigo/Che non ricordo mai mai mai mai“.

Viejo San Juan, Portorico

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La zona di Viejo San Juan a Portorico

Ma cosa hanno in comune i due luoghi citati nel brano in concorso al Festival di Sanremo 2025, oltre al fatto di essere due isole? Sicuramente, sia Mykonos che Portorico rappresentano luoghi esotici, di fuga, di libertà e di avventura. Mykonos, con la sua fama di isola greca della movida, è associata a un paradiso di vacanze, alle feste estive e a un’atmosfera rilassata, ma anche cosmopolita. Porto Rico, invece, richiama più alla mente un’immagine di esotismo caraibico, con le sue spiagge idilliache, la cultura vibrante e una sensazione di evasione da una realtà più ordinaria.

Questi luoghi possono simboleggiare la ricerca di un posto dove ritrovare se stessi, sfuggire dalle preoccupazioni quotidiane, o vivere un’esperienza emozionante, lontano da tutto, anche dalle delusioni di coppia e d’amore.

Ibiza, un’altra isola “cara” ai The Kolors

Tormentone assoluto del 2023/2024, “Italodisco” ci ha fatto ballare nelle notti d’estate in riva al mare, in coda nel traffico alle sei di sera, sotto la doccia… Insomma, abbiamo davvero ascoltato questo brano dei The Kolors per una stagione intera, tanto che non abbiamo dubbi che tutti si siano accorti che la ispanica isola di Ibiza viene citata nel testo (“Questa non è Ibiza…” vi dice qualcosa?).

Cala d'Hort, Ibiza

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La splendida baia di Cala d’Hort a Ibiza

Anche in questo caso, l’isola di Ibiza nella canzone dei The Kolors vuole evocare l’atmosfera festaiola e il richiamo della vita notturna. L’isola di Ibiza è da sempre sinonimo di musica elettronica, discoteche e feste senza fine. Nel contesto della canzone, il riferimento a Ibiza si inserisce perfettamente nel mood di “Italodisco”, che celebra la spensieratezza, il ritmo e l’energia tipici delle discoteche degli anni ’80 e ’90, un periodo che ha avuto una forte connessione con le culture musicali di tutto il mondo, inclusa quella elettronica che Ibiza ha contribuito a diffondere.

Gli altri luoghi nel mondo citati dai testi dei The Kolors

Non solo Sanremo 2025: sembra evidente, infatti, che i The Kolors, con la loro musica che mescola pop e influenze internazionali, si ispirino molto al mondo dei viaggi e non si risparmino nel citare diversi luoghi e città nei loro testi, evocando nell’immaginario dell’ascoltatore delle immagini ancora più vivide, in relazione a ciò che stanno cantando.

Ad esempio, non solo isole: in altre canzoni, infatti, i The Kolors hanno citato anche diverse città e luoghi nel mondo, evocando atmosfere cosmopolite e suggestioni di viaggio. Questo è infatti il caso di “Los Angeles” (2019), canzone in cui i The Kolors menzionano la città californiana insieme a Milano, creando un parallelo tra due metropoli simbolo di stili di vita diversi, ma altrettanto affascinanti.

Nella canzone “Leoni al sole” (2020), invece, si fa riferimento al famoso stadio di Wimbledon, richiamando l’immagine di una nota località sportiva. “Mal di gola” (2021) include persino la savana, suggerendo all’ascoltatore l’idea di un paesaggio naturale selvaggio e lontano, dove fuggire per ritrovare la propria essenza vitale e riconnettersi al proprio Io. Infine, anche in passato nel testo della canzone “What Happened Last Night” (2017), vengono menzionate l’Italia e Parigi, due luoghi legati all’arte e alla cultura, in un contesto che richiama il fascino europeo. Ogni riferimento geografico aggiunge quindi un ulteriore strato di significato alle canzoni della band italiana The Kolors, trasportando l’ascoltatore in un viaggio emotivo attraverso alcune delle location più famose e amate dai viaggiatori di tutto il mondo.

Infine, la Città Eterna – la nostra Roma – è appunto citata anche nel testo dell’ultima canzone “Tu con chi fai l’amore”, suggerendo sia la base di partenza verso il viaggio a Portorico.

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Sanremo, 10 borghi da scoprire nei dintorni della città

Affacciato lungo la Riviera dei Fiori, il Comune di Sanremo è incorniciato tra le Alpi marittime e punteggiato tutt’intorno da deliziosi borghi che hanno ciascuno una storia da raccontare. Ecco i dieci più belli da visitare.

Perinaldo, arte, cultura e natura mozzafiato

Sarà per la sua storia millenaria, per il fascino senza tempo e per la bellezza che lo circonda che il borgo ligure di Perinaldo, nell’entroterra di Imperia, è tra i più amati dagli stranieri. Circa il 63% di chi è interessato all’acquisto di una casa nel nostro Paese lo ha cercato in rete. Tra arte, cultura e un paesaggio mozzafiato, è una meta da sogno, inserita tra i Borghi più belli d’Italia.

Dolceacqua, il borgo che ha ispirato Monet

In questa zona della Liguria, il luogo più famoso è senza dubbio l’affascinante borgo medievale di Dolceacqua, che conquistò e ispirò Claude Monet, tanto da averlo dipinto in diversi quadri. È da vedere per la bellezza che emana e i tesori che custodisce, tra storia, leggende, tradizioni, arte e cultura da scoprire. Uno scrigno di suggestioni uniche in ogni periodo dell’anno.

Apricale, gioiello ligure

Un’altra perla ligure non lontanma da Sanremo che conquista tanti turisti stranieri è Apricale, un borgo di pietra baciato dal sole, un gioiello immerso tra suggestivi boschi di ulivi e le imponenti Alpi marittime che fanno da sfondo a una destinazione da cartolina.

Seborga, un paese ricco di misteri

Tra i borghi più noti della Liguria troviamo sicuramente anche Seborga, dove si narra che, alla presenza di 23 Cavalieri Templari, Hugues de Pains, uno dei primi nove membri dell’Ordine, fu nominato Primo Gran Maestro. Inoltre, qui venne fatto anche voto di silenzio e un giuramento per mantenere il “Grande Segreto”, avvolto da tantissime leggende che vorrebbero questo mistero legato alle scoperte che i primi nove Cavalieri fecero in Terra Santa.

Dolcedo, la piccola Dolceacqua della Liguria

Nell’entroterra ligure, tra Sanremo e Arma di Taggia, c’è un borgo che ricorda la versione in miniatura di Dolceacqua. È Dolcedo e la somiglianza non riguarda soltanto il nome, ma anche l’architettura del borgo, caratterizzato da un antico ponte di pietra sul torrente Prino con cui si accede al paese e che è il suo simbolo.

Bussana Vecchia, il borgo dell’arte

Non lontano dal mare della Riviera dei Fiori, l’affascinante borgo medievale di Bussana Vecchia venne abbandonato a seguito del violento terremoto del 1870. Nel 1960 ha però ritrovato la vita grazie a una comunità di artisti – soprattutto stranieri – che, ancora oggi, lo rendono un museo a cielo aperto.

Pigna, il villaggio dalle acque termali

Tappa imperdibile in Liguria è il borgo di Pigna, abbarbicato tra le montagne dell’Alta Val Nervia. Oltre al suo centro storico di indubbia bellezza, il paese richiama moltissimi turisti per via della sua stazione termale piuttosto rinomata. Le sorgenti sulfuree di acqua calda sono molto antiche, e vengono sfruttate per offrire soggiorni wellness a chi ha solamente voglia di una vacanza in pieno relax.

Bajardo, un borgo tra storia e leggenda

In questo borgo ligure, il più alto della provincia di Imperia (900 metri), si incrociarono molte civiltà e convissero pacificamente liguri, celti, greci e iberici. Proprio qui si narra la storia dei druidi celtici che scelsero il borgo di Bajardo per la sua posizione privilegiata sulla valle. Ma il borgo sorge su un colle che leggenda vuole sia legato al grande condottiero Rinaldo, paladino di Francia, e al suo cavallo Bajardo. Pare, infatti, che il cavaliere si nutrì coi frutti dell’albero del tasso, conosciuto anche per essere l’‘albero della morte’.

Triora, il paese delle streghe

A circa 800 metri di altezza sorge Triora, anche conosciuto come il paese delle streghe o la Salem d’Italia. Fu proprio in questo borgo, infatti, che tra il 1587 e il 1589 ebbe luogo uno dei processi per stregoneria più famosi del nostro Paese. Una meta da non perdere, specie per una gita in famiglia, e da cui partire per vivere qualche giorno nella splendida cornice ligure.

Badalucco, il borgo dipinto

Il piccolo borgo di Badalucco è un delizioso abitato con le tipiche casette in pietra che si affacciano su stretti vicoli e caratteristici carruggi. Ma la sua particolarità sta nelle case con le facciate dipinte. Fin dal 1993, infatti, sono state create delle opere d’arte che animano i muri degli edifici e che colorano i vicoli del paese. I due splendidi ponti medievali che uniscono le due sponde del torrente Argentina, che fluisce placido nel centro storico del paese, lo incorniciano come una cartolina.

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I segreti che (forse) non conosci dei luoghi iconici di Sanremo

Il Festival di Sanremo è l’appuntamento musicale italiano più atteso ogni anno e, giunto ormai alla 75esima edizione, ha saputo tenere compagnia con tantissimi brani diventati iconici e animando la Riviera dei Fiori portando un numero altissimo di turisti. Ma quali sono i luoghi più iconici del festival di Sanremo? Non solo il teatro dell’Ariston in cui avviene il vero e proprio spettacolo, vediamo insieme i luoghi cult da visitare e che saranno protagonisti della settimana del festival della canzone italiana.

Il teatro Ariston

Il luogo cult della kermesse muiscale più famosa d’Italia non può che essere il teatro Ariston: Forse uno dei luoghi più cult della località della Riviera dei Fiori, si trova nella via del passeggio cioè il viale Giacomo Matteotti super trafficato nei giorni dell’evento. È stato inaugurato nel 1963 e ospita al suo interno fino a 2000 spettatori. Dal 1977 è proprio questa la location dell’appuntamento musicale in diretta TV tramite canali Rai. La sua iconica marquee luminosa è un simbolo che accoglie artisti e pubblico in un’atmosfera magica.

Casinò di Sanremo

Se il teatro Ariston ha ospitato il festival dal 1977, prima dove si svolgeva? La location luxury e prestigiosa che se ne occupava era il casinò municipale inaugurato nel 1907 e che al suo interno ospita ancora oggi una sala delle feste e un teatro. Nel 1951 si è svolto proprio qui il primo festival di Sanremo condotto da Nunzio Filogamo. Il Casinò ospitò la kermesse per oltre venticinque anni, diventando il primo palcoscenico di grandi voci della musica italiana, tra cui Domenico Modugno, Nilla Pizzi e Claudio Villa. Il casinò di Sanremo non è legato però solo al passato dell’appuntamento musicale. Oggi, infatti, all’interno del teatro del Casinò di Sanremo va in scena il Dopofestival. Si tratta di un programma TV che prosegue con interviste sotto la guida delle voci pungenti di Selvaggia Lucarelli e Alessandro Cattelan.

Casinò di Sanremo sede oggi del dopofestival

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Casinò di Sanremo, la prima sede del festival della canzone italiana. Oggi sede del Dopofestival

Palafiori con Casa Sanremo

Il Palafiori è uno spazio congressi utilizzato in città per vari eventi e appuntamenti; inaugurato ufficialmente nel 2006 viene utilizzato durante l’importante appuntamento come sede di Casa Sanremo. L’appuntamento, nato nel 2008, è un vero e proprio hub in cui giornalisti, artisti e addetti ai lavori confluiscono e si confrontano. Con progetti innovativi e iniziative originali si esalta il made in Italy dando particolarmente risalto al mondo musicale e artistico.

Corso Matteotti

Assolutamente cult anche corso Matteotti, già citato ad inizio articolo perché è proprio qui che si trova il teatro Ariston. La via diventa un passaggio fondamentale per i VIP che partecipano all’evento e percorrono qui il tappeto rosso, incrociando microfoni di emittenti radio e tv, giornalisti, influencer e semplici curiosi o fan. La via prosegue con tantissimi negozi e boutique, è infatti il cuore pulsante dello shopping sanremese.

Questi sono i luoghi più iconici del festival di Sanremo, un appuntamento musicale imperdibile e di risonanza internazionale che dà modo ai cantanti di raccontare le città italiane nelle canzoni, i sentimenti e le situazioni sociali d’interesse pubblico. La località balneare della Riviera dei Fiori, una volta all’anno, si anima attirando un numero davvero alto di appassionati di musica.

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Sulle tracce di Italo Calvino a Sanremo

In attesa che il Festival di Sanremo abbia inizio, il prossimo 11 febbraio, c’è un’occasione speciale per celebrare questo splendido e fiorito angolo di terra ligure: stiamo parlando dell’anniversario dei Cento Anni dalla Nascita di Italo Calvino, uno degli scrittori più celebri, creativi e fiabeschi della letteratura italiana. Infatti, sebbene la città di Sanremo non compaia mai citata direttamente nelle opere del famoso autore, questa terra è comunque presente nei suoi scritti, in forma più tacita.

La giornalista e scrittrice sanremese Laura Guglielmi, con la collaborazione di Veronica Pesce dell’Università di Genova e di alcuni studenti, ha tracciato un vero e proprio itinerario sulle tracce di Italo Calvino nel territorio di Sanremo, mappando i percorsi e dividendoli in una parte urbana e una di campagna.

“Italo Calvino. Sanremo e dintorni” è l’itinerario su cui ci si può avventurare per scoprire una terra meravigliosa della Liguria. Ecco le tappe, una più bella dell’altra.

Sui passi di Calvino da Villa Magnolie alla Passeggiata Imperatrice

Il percorso urbano di questo itinerario che omaggia uno dei più noti scrittori in Italia ha il suo punto di partenza dal luogo che fu sede dell’asilo infantile dello scrittore italiano, ovvero la Villa Magnolie a Sanremo. Da qui, i visitatori possono incamminarsi lungo la pista ciclabile panoramica che regala una vista mozzafiato sul mare e arrivare fino all’area del porto, dove li attende la Fortezza di Santa Tecla.

Il prossimo passo conduce il percorso cosiddetto “Passeggiata Imperatrice”, che un tempo fu dedicata all’Imperatrice di Russia Maria Alexandrovna. Proprio qui, si dice, un giovanissimo Italo Calvino si sedette insieme al futuro fondatore di Repubblica, il signor Eugenio Scalfari, ammirando l’orizzonte sul mare e discutendo sugli scritti e sul pensiero di Voltaire.

La prossima tappa, invece, ci porta verso le Scuole Valdesi, il luogo in cui Calvino frequentò le scuole elementari e poi fino alla Biblioteca dove ancora oggi è conservato il fondo Eva Mameli e Mario Calvino, per poi arrestarsi lungo la via Mameli, proprio nei dintorni del celeberrimo Teatro Ariston.

Sanremo, lungomare

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Il lungomare di Sanremo

Dal cuore della città fino a Terralba

Nei pressi del Teatro Ariston ci si addentra nel centro storico di Sanremo, fino alle porte della Pigna, dove proprio il romanzo “Il sentiero dei nidi di ragno” trova la sua ambientazione. Si giunge poi alla splendida Chiesa della Madonna della Costa, per un tour fino ai Giardini Regina Elena e a Terralba, la villa in cui vivevano un tempo i nonni dello scrittore.

La campagna de “La Speculazione Edilizia”

Una mulattiera ci riconduce in città, sui passi del racconto “La Speculazione Edilizia”: un tempo, queste erano terre di campagna, ma come già racconta lo stesso Italo Calvino nella sua storia, gli uomini edificarono fino all’estremo quelle terre, abbattendo gli alberi e popolandole di cemento.

Ultima tappa, sulla Strada di San Giovanni

L’antica via de “La strada di San Giovanni”, oggi quell’area compresa tra via Borea, via Dante Alighieri e la mulattiera di San Giovanni era quella descritta nell’incipit del racconto in cui Calvino scrive “una spiegazione generale del mondo e della storia”. Il punto di partenza è il civico 82 di via Meridiana, ma qui oggi è rimasto poco e niente delle vecchie palme tropicali e della rigogliosa vegetazione descritta da Calvino.

Il percorso prosegue poi fino a Baragallo, lungo la Via Tasciaire e conduce alla prima casa di “Adamo”, cioè Libereso Guglielmi, amico di giovinezza di Italo che in seguito si affermò nella carriera di botanico e divenne una delle persone più in vista della città di Sanremo. I “torrenti irti di canne dal frusciare cartaceo”, il “feroce azzurro del cielo incombente” e l’”opaco rovescio del mondo” sono tutte frasi delle opere di Calvino che ci ricordano di una Liguria che un tempo fu.

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Riviera di Ponente, i borghi più belli da visitare

Fin dall’Ottocento, il Ponente ligure è stato la meta privilegiata di inglesi e americani, innamorati tanto della Riviera dei Fiori quanto dell’entroterra ligure. Una zona che ancora oggi riesce a regalare fascino d’altri tempi, grazie agli storici alberghi in stile Liberty, alle passeggiate lungomare dove sostare all’ombra delle palme, agli scorci senza tempo, destinato a non tramontare mai, che parte da Ventimiglia e arriva fino a Genova offrendo tutta la bellezza dei borghi della Riviera di Ponente che compaiono uno dopo l’altro nel loro intatto fascino medievale.

Se sulla costa Ventimiglia e Bordighera conquistano con i giardini botanici di Villa Hanbury, con le caverne rosse dei Balzi Rossi, con la chiesetta di Sant’Ampelio abbarbicata sugli scogli dove le onde s’infrangono, anche l’entroterra ligure non è da meno. Dolceacqua, Seborga e Triora dominano i profili delle montagne che incorniciano la valle e la Riviera del Ponente Ligure. Mentre Verezzi e Finalborgo sono, quel che si dice, la ciliegina sulla torta.

Cosa vedere sulla Riviera ligure di Ponente

Se avete in programma una vacanza o un weekend sulla riviera ligure di Ponente e nel suo entroterra, ci sono alcuni posti che non potete perdere:

Dolceacqua, il borgo dipinto da Monet

Dolceacqua è uno dei più affascinanti borghi della Liguria di Ponente. Il borgo medievale è attraversato da un fiume solcato dal Ponte Vecchio, un ponte romanico che vale da solo una gita. Ne era convinto anche il pittore Claude Monet, che fece di questo ponte e del Castello dei Doria – che domina la parte più antica dell’abitato e conteso nei secolo dai Grimaldi e i Savoia – i soggetti di alcuni suoi quadri. L’atmosfera che si respira tra i carruggi del borgo antico sembra sospesa nel tempo e la vista spazia oltre all’abitato di pietra e ai sontuosi portali, fino a perdersi tra ulivi e vigneti. Queste sono le colline dell’olio buono e del vino schietto e profumato, il Rossese.

Verezzi e Finale Ligure, i borghi sul mare di Ponente

Superata Imperia, restano due borghi della Riviera Ponente di grande fascino. A dominare le ampie spiagge di Pietra Ligure ci pensa la sofisticata Verezzi, location di un prestigioso Festival Teatrale. Il borgo saraceno formato da dimore di pietra rosa collegate da vecchie mulattiere, sembra incastonato nella montagna con porte e finestre che si aprono nella roccia. Impossibile non rimanere incantati davanti al panorama sul golfo che si gode dalla piazza della Chiesa.

Poco più avanti, appare la luminosa Finale Ligure. Un gioiellino che offre uno dei più incantevoli borghi della Riviera Ponente: Finalborgo, un museo a cielo aperto dove fortezze imponenti si alternano a cripte paleocristiane, eleganti palazzi rinascimentali a chiese barocche. Non a caso, tra i suoi vicoli va in scena ogni estate una delle più importanti rievocazioni storiche medievali.

Badalucco e Bussana Vecchia, i borghi degli artisti

Il piccolo borgo di Badalucco è un delizioso abitato con le tipiche casette in pietra che si affacciano su stretti vicoli e caratteristici carruggi. La sua particolarità sta nelle case con le facciate dipinte. Fin dal 1993, infatti, sono state create delle opere d’arte che animano i muri degli edifici e che colorano i vicoli dell’intero paese. I due splendidi ponti medievali che uniscono le due sponde del torrente Argentina, che fluisce placido nel centro storico del paese, incorniciano il borgo come una cartolina.

Non lontano dal mare della Riviera dei Fiori, l’affascinante borgo medievale di Bussana Vecchia venne abbandonato nel 1870 a seguito del violento terremoto. Negli Anni ’60, però, è tornato in vita grazie a una comunità di artisti, soprattutto stranieri, che, ancora oggi, lo rendono un atelier a cielo aperto. Per moltissimi anni rimase un vero e proprio borgo fantasma, abbandonato sulle colline di Sanremo. Oggi, invece, passeggiare per Bussana Vecchia è una bellissma esperienza, specie per chi ha l’animo artistico e chi cerca mete sempre nuove, affascinanti, ma poco conosciute. La vista da quassù è spettacolare e, quando il tempo lo permette, è possibile scorgere anche il mare in lontananza.

Chiesa Sant'Egidio, Bussana Vecchia

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La chiesa di Bussana Vecchia

Pigna e Apricale, i borghi Bandiera arancione

Nell’entroterra di Bordighera, sorge il piccolo borgo di Apricale, un paesino interamente costruito in pietra, suggestivo ricordo del periodo medievale. Ma Apricale è particolarmente affascinante anche per un altro motivo. Apricus significa infatti “soleggiato”, e la sua posizione arroccata su una collina circondata dal verde degli ulivi rende onore al nome che questo borgo porta. L’intera cittadina si snoda tra infinite viuzze di pietra, un perfetto esempio dei carruggi liguri che sono un vanto per il nostro Paese. Quasi tutte le strade portano alla piazza principale chiamata Torracca, centro pulsante della vita di Apricale, dove sorgono alcune delle strutture più pittoresche del piccolo borgo. A pochi passi dalla Chiesa parrocchiale di Apricale, sulla piazza principale, sorge il castello della Lucertola, un edificio di notevole importanza storica e culturale. L’unica torre rimasta in piedi è diventata il campanile della Chiesa, quello su cui oggi campeggia una splendida opera d’arte contemporanea: una bicicletta.

Abbarbicato tra le montagne dell’Alta Val Nervia c’è poi il borgo di Pigna. Oltre al suo centro storico di indubbia bellezza, il paese richiama moltissimi turisti per via della sua stazione termale piuttosto rinomata. Le sorgenti sulfuree di acqua calda sono molto antiche, e vengono sfruttate per offrire soggiorni wellness a chi ha solamente voglia di una vacanza in pieno relax.

Triora e Seborga, nell’entroterra di Ponente

Triora e Seborga sono le tappe più interessanti e un po’ più fuori rotta per una gita che spezza la routine delle vacanze al mare sulla Riviera Ligure di Ponente:

Seborga è il “Principato italiano che non c’è”. Questo borgo dell’entroterra ligure si è auto-proclamato indipendente e ha un re, delle leggi e anche una moneta propria. Passeggiando per i carruggi del centro storico, una volta superate le porte d’accesso al paese e la casa di guardia, si ammirano i monumenti del borgo, dal Palazzo del Governo a quello che ospita la Zecca. Qui i souvenir sono senza dubbio originali: i francobolli del Principato o le monete ufficiali.

Per arrivare a Triora, invece, bisogna risalire la valle alle spalle di Sanremo. Dopo Taggia, splendido paesino sul pendio della collina, che merita una sosta per ammirare le mura del Cinquecento, i palazzi, i portali e i portici, e e dopo Apricale, la valle si restringe e la strada porta a Triora, il paese delle streghe. Nel Cinquecento questo borgo del Ponente ligure fu teatro di un lungo e drammatico processo alle streghe. Ancora oggi si possono evocare quelle atmosfere tra vicoli tortuosi, cortili nascosti, portali scolpiti in ardesia e nel museo etnografico con la sezione sulla stregoneria.

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La BBC racconta tutta l’incredibile magia di Bussana Vecchia

La storia di Bussana Vecchia è davvero carica di magia, tanto da aver stregato anche la BBC, che ha deciso di omaggiare questo piccolo borgo ligure in uno splendido articolo. Il paesino, incastonato tra le rocce al di sopra della città di Sanremo, ha un tragico passato che oggi sembra solo un lontano ricordo: rinato negli ultimi anni grazie ad un gruppo di artisti, è diventato una meta turistica molto amata dai curiosi.

La storia di Bussana Vecchia

Bussana Vecchia è una piccola frazione della città di Sanremo, una delle perle della Riviera Ligure di Ponente: incastonato a circa 200 metri di altitudine tra le rocce di una collina che si erge alle spalle del mare, il centro abitato ha un aspetto tipicamente medievale. Tutt’intorno, la natura incontaminata lo cinge con castagneti e pini marittimi, che si sporgono verso le acque del mar Ligure. A ripercorrere la drammatica storia di Bussana Vecchia è la BBC, che in un lungo articolo ha esplorato i suoi anfratti più magici e misteriosi.

Il paese, popolato sin dall’antichità, venne letteralmente distrutto da un violento terremoto avvenuto il 23 febbraio 1887, che colse gran parte degli abitanti in chiesa (era un mercoledì delle Ceneri, e in molti stavano seguendo la funzione). La maggior parte degli edifici divenne inagibile, con tetti crollati e muri quasi sbriciolati. Vi furono anche 53 vittime, che oggi vengono ricordate in una targa appesa all’ingresso del borgo. Ciò che restava di Bussana Vecchia venne rapidamente evacuato, e qualche anno più tardi i suoi abitanti videro costruire nuove case poco più a valle: nacque così Bussana Nuova.

Del vecchio centro abitato non rimasero che alcune rovine, rimaste abbandonate per tantissimi anni: una vera e propria città fantasma. Ma nel 1959, l’artista torinese Mario Giani scoprì questo luogo meraviglioso e decise di formare una comunità artistica che potesse prendersene cura, tornando a farlo vivere. Nel giro di pochi anni nacque la Comunità Internazionale Artisti di Bussana Vecchia, un gruppo di persone provenienti da tutto il mondo che si diedero da fare per ricostruire il paese, dedicandosi nel frattempo alla loro arte. E così, tra botteghe e vecchie abitazioni pian piano rimesse a nuovo, il borgo è oggi diventato una famosa meta turistica.

Bussana Vecchia, cosa vedere

Raggiungibile in auto o grazie ad una panoramica passeggiata nella natura da Bussana Nuova, l’antico centro abitato viene spesso frequentato dai turisti, per via del suo fascino magico. “Bussana porta apertamente le ferite del terremoto. Alcune delle case medievali sono chiuse con assi di legno, sbriciolandosi come un biscotto ai bordi, mentre altre hanno fiori appena piantati in vasi e tende colorate alle finestre, biciclette per bambini appoggiate a una porta laterale. C’è un’atmosfera giocosa, come se il villaggio fosse in continua preparazione per una festa” – così lo descrive la BBC.

Non c’è molto da vedere a Bussana Vecchia, ma si può godere dell’atmosfera bohémienne che circonda il borgo. Il centro storico ospita ancora le spoglie dell’antica chiesa di Sant’Egidio, dove si trovavano molti abitanti del paese quando si verificò il terremoto. L’edificio non venne mai ricostruito e ancora oggi è priva del tetto, mentre il campanile si è miracolosamente salvato. Visitabile solamente dall’esterno, la chiesa è ancora impreziosita da stucchi e pitture originarie, che spiccano tra le erbacce che la ricoprono. È comunque un piacere passeggiare tra le viuzze, dove si notano le tracce degli artisti che abitano il borgo.

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L’Italia dei talenti: ecco da quali regioni vengono i vincitori di Sanremo

Che siate in viaggio, o no, vi immaginiamo comunque incollati al piccolo schermo perché la settimana dedicata alla musica italiana è ufficialmente iniziata. Martedì 6 febbraio è andata in onda, infatti, la prima serata del Festival di Sanremo, la kermesse nazionale più attesa di sempre. In attesa di scoprire chi sarà il vincitore della 74ª edizione, e di conoscere tutti quei brani e quei tormentoni che ci accompagneranno nei prossimi mesi, vogliamo portarvi con noi alla scoperta di un’Italia inedita, quella dei talenti, esplorando i territori dai quali provengono i vari cantanti vincitori del concorso canoro che si sono susseguiti negli anni. Pronti a partire?

Sanremo: l’Italia dei talenti

A stilare la lista delle regioni italiane che hanno dato i natali agli artisti che hanno primeggiato nel Festival di Sanremo è stato EnjoyTravel. Il sito di comparazione prezzi per il noleggio auto, ha pensato bene di celebrare la kermesse musicale con un viaggio inedito alla scoperta dell’Italia dei talenti. Da quali città e da quali regioni provengono i vincitori delle scorse edizioni?

A primeggiare, in questa lista, c’è il Lazio, che può vantare ben 19 vittorie, quattro delle quali attribuibili all’indimenticabile Claudio Villa. A far guadagnare il primato di regione con più vincitori del Festival di Sanremo ci hanno pensato, negli anni, i Maneskin e Marco Mengoni, da Roma, e Tiziana Rivale.

Al secondo posto troviamo la Lombardia, la regione che ha dato i natali a diversi artisti che hanno vinto la kermesse, per un totale di 17 vittorie aggiudicate. Tra questi ci sono Roberto Vecchioni e Mahmood, in gara anche quest’anno.

Con 13 vittorie la Puglia si aggiudica il terzo posto sul podio delle regioni dei talenti, di cui 4 sono attribuite all’iconico Domenico Modugno. Insieme a lui anche Anna Oxa, Nicola di Bari ed Emma Marrone, quest’ultima in gara nell’edizione del 2024.

Seguono poi l‘Emilia Romagna, che vanta 12 vittorie grazie anche alla partecipazione di Nilla Pizzi e Iva Zanicchi, e la Campania e la Toscana, entrambe con 6 vittorie. Al sesto posto, invece, troviamo la Liguria che grazie ad Alexia, ai Matia Bazar e agli altri artisti che hanno partecipato alla kermesse è arrivata a conquistare 5 vittorie.

Al settimo posto, a pari merito, troviamo Veneto e Piemonte. Seguono poi Sardegna, Sicilia e Abruzzo con 2 vittorie. A chiudere la classifica, invece, sono il Friuli-Venezia Giulia e la Basilicata con una vittoria a testa, conquistata rispettivamente da Elisa e da Arisa.

Talenti italiani oltre confine

Se avete in mente di fare un viaggio nei prossimi mesi, allora la classifica delle regioni che hanno dato i natali ai vincitori di Sanremo può tornarvi utile per nuove e inedite ispirazioni. La fine della kermesse, infatti, potrebbe trasformarsi nell’occasione perfetta per riscoprire i luoghi più affascinanti del Bel Paese seguendo le tracce degli artisti nostrani.

Non solo Italia, però. Nell’elenco stilato da EnjoyTravel troviamo anche due Paesi stranieri che hanno contribuito, involontariamente, al successo del festival dando i natali a due cantanti indimenticabili. Stiamo parlando del Vietnam e della Croazia.

Riccardo Cocciante, uno degli artisti più influenti del panorama musicale italiano, è nato infatti a Ho Chi Minh, nel Vietnam. Sergio Endrigo, invece, è nato a Pola – Croazia – nel 1933.

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Sanremo, la crociera del Festival (che non salpa)

Non è aperta a tutti la crociera del Festival di Sanremo. Solo qualche centinaio di super selezionati passeggeri hanno potuto imbarcarsi sulla nave – che non salpa – Costa Smeralda attraccata al porto della cittadina ligure che per qualche giorno è la protagonista del panorama musicale (e non solo).

Costa Crociere ha organizzato una crociera-evento dedicata ai suoi migliori agenti di viaggio, ai migliori clienti italiani e agli iscritti al programma loyalty della compagnia, il C|Club.

La crociera del Festival di Sanremo

A bordo, solo il meglio del divertimento. A partire dal Festival stesso. Sì, perché la nave per tutta la durata dell’evento (cinque giorni, dal 7 all’11 febbraio, serata in cui sarà proclamato il vincitore della 73esima edizione) è stata trasformata in un’estensione del celebre Teatro Ariston, che ogni anno ospita la kermesse musicale, con un palco galleggiante dove si esibiscono cantanti e ospiti.

Ogni sera si esibisce un “big”: Salmo, Fedez, Takagi & Ketra e Guè sono gli ospiti a bordo che cantano e che concorrono alla gara. E per gli ospiti della nave è un’esperienza unica, in uno scenario davvero suggestivo, con la nave illuminata al largo di Sanremo, a poche centinaia di metri dall’Ariston.

Ogni esibizione di un cantante è una festa per gli chi è sulla nave e tutta la crociera è caratterizzata dal lusso. basti pensare che i menu a bordo della Costa Smeralda sono stati curati dallo chef pluristellato – nonché personaggio televisivo – Bruno Barbieri, i dolci serviti sono curati dal Maître pâtissier Iginio Massari e che l’intrattenimento è stato affidato al comico imitatore Angelo Pintus.

Gli ospiti a bordo possono comunque scendere a terra ogni volta che lo desiderano e respirare l’atmosfera festaiola di Sanremo, la cittadina ligure che, per dieci giorni all’anno, si anima come non mai e che diventa il centro del mondo, con vip italiani e internazionali, personaggi del mondo dello spettacolo e dei media che s’incontrano ogni dove.

Sanremo

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Sanremo, perla della Riviera dei Fiori

Cosa vedere a Sanremo

eta ambita del Ponente ligure è Sanremo, la Città dei Fiori e della musica, incastonata nella bellezza della Riviera dei Fiori, dal centro storico ricco di attrattive e dal suggestivo lungomare ombreggiato da palme.

Oltre al famoso Teatro Ariston lungo il corso Matteotti la città è famosa per il casinò, le splendide ville Liberty, le chiese antiche, i giardini, le spiagge e, perché no, la zona dello shopping (amata soprattutto dai francesi che vengono ogni weekend da oltreconfine per fare acquisti).

Volendo, la compagnia organizza anche escursioni guidate a Sanremo per andare alla scoperta dei suoi segreti e dei suoi angoli più pittoreschi e più nascosti.

A bordo della super nave Costa Toscana

Ha iniziato a operare solo la scorsa estate ed è quindi una nave nuovissima. La Costa Toscana è diventata famosa per essere una vera e propria “smart city” galleggiante. La caratteristica numero uno di questa nave è la sostenibilità.

Grazie all’utilizzo del Gas naturale liquefatto (Gnl) riesce a eliminare quasi del tutto l’immissione di ossidi di zolfo nell’atmosfera, di ossido di azoto e di CO2 (fino al 20%) ed è quindi una nave super green.

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Fonte: Ufficio stampa

Una delle cabine a bordo della Costa Toscana

Oltre a zero emissioni, a bordo c’è tutta una serie di innovazioni tecnologiche all’avanguardia studiate per ridurre ulteriormente l’impatto ambientale. L’intero fabbisogno giornaliero di acqua è soddisfatto trasformando quella del mare tramite l’utilizzo di dissalatori.

A parte l’aspetto ecologico, la nave dentro è bellissima ed è un omaggio alla regione a cui è dedicata: la Toscana. Per gli arredi sono stati usati solo materiali e stoffe Made in Italy. E gli spazi comuni sono dedicati ai luoghi toscani più famosi, piazza del Campo, piazza dei Miracoli, ponte Montalcino, Pietrasanta, Viareggio, Montecatini, Lucca, Pienza, Bolgheri e Montepulciano, tutti con i nomi delle città toscane.

I passaggeri a bordo possono divertirsi nei vari bar tematici, nei 21 ristoranti e aree dedicate alla “food experience”, che sono tutti un omaggio all’Italia.

Si può alloggiare in una delle 2.663 cabine, di cui 28 sono suite, 106 camere con terrazza (una nuova tipologia di cabina che comprende una splendida dependance dove fare colazione, prendere un aperitivo o semplicemente godersi il rumore delle onde), 1.534 con balcone, 168 esterne e 827 camere interne.

In occasione del Festival di Sanremo, la Costa Toscana ha gettato l’ancora al largo della costa ligure e resta ferma fino al termine dell’evento, ma non appena arriverà la stagione riprenderà la navigazione nel Mediterraneo occidentale con crociere di una settimana toccando i porti di Savona, Civitavecchia/Roma, Napoli, Ibiza, Valencia e Marsiglia. Durante la stagione autunnale, invece, al posto di Ibiza si fa tappa a Palma de Maiorca.

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Fonte: Ufficio stampa

Uno dei bar esterni a bordo della Costa Toscana