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Questo ristorante serve le patatine fritte più costose del mondo

Le patatine fritte più costose del mondo? Le ha pensate e realizzate un ristorante che si trova negli Stati Uniti e, più precisamente, a New York. Il costo è di 200 dollari motivati dagli ingredienti (decisamente preziosi) con cui vengono preparate.

Amate in tutto il mondo, le patatine sono un vero e proprio must sulle tavole e in ogni luogo si trovano in tante versioni diverse. In genere accessibili a tutti, ma non al Serendipity3 di New York, locale noto per i suoi Guinness World Record, tra cui quello del panino più costoso al mondo. Così come le patatine fritte, che si aggirano sui 200 dollari, ovvero al momento circa 183 euro.

Le patatine da Guinness? La ricetta del Serendipity3 di New York

Gli ingredienti che compongono il piatto sono straordinari e giustificano il prezzo, stiamo parlando delle patatine fritte del Serendipity3 di New York che si sono aggiudicate il Guinness World Record. Il nome del piatto è significativo: Crème de la crème des pommes frittes ed è realizzato utilizzando il meglio. Pensate dagli chef Joe Calderone e Fredrick Schoen-Kiewert, sono state realizzate per offrire un piatto unico. E così hanno trasformato lo street food per eccellenza in un manicaretto da record.

Ingrediente base sono le patate Clipperback. Queste innanzitutto devono essere prima sbollentate, ma non in acqua qualsiasi, bensì nello champagne Dom Perignon e nell’aceto di Champagne-Ardenne Le Blanc. Passaggio successivo è la frittura: che non si pensi, però, all’olio, infatti questo passaggio viene effettuato utilizzando puro grasso d’oca.

Le patatine vengono infine cosparse con olio alimentare e condite con sale e olio al tartufo. Ultimo passaggio: quando vengono impiattate (rigorosamente servite su un piatto di cristallo), vengono accompagnate con scaglie di tartufo e salsa al formaggio.

Questa ricetta ha ottenuto il Guinness dei primati nel 2021 e, all’epoca, c’era una lista d’attesa molto lunga per poterla gustare. Come riportava la CNN, infatti, era di circa dieci settimane.

Gli altri piatti da record nel locale di New York

Non solo patatine: al Serendipity3 di New York sono stati realizzati altri piatti da record, per questo – se si programma una vacanza nella Grande Mela – vale la pena inserirlo tra le tappe. Oltre ai piatti tradizionali e a costi più accessibili, si trovano anche quelli che hanno ottenuto il Guinness World Record.

Come un semplice panino al formaggio servito alla “modica cifra” di 214 dollari, circa 195 euro. La ricetta è stata riproposta per un tempo limitato ad aprile 2023 in occasione della giornata nazionale del formaggio alla griglia. Anche in questo caso la preparazione prevede l’uso di ingredienti extra lusso e di altissima qualità.

Come spiega un post Instagram del locale il The Quintessential Grilled Cheese Sandwich è composto da: “Pane francese Pullman Champagne fatto con Dom Perignon Champagne e scaglie d’oro commestibili 23k, imburrato con burro al tartufo bianco alimentato a erba”. Al suo interno, poi, una farcitura davvero speciale realizzata con il formaggio Caciocavallo Podolico: “Prodotto in Sud Italia dal latte della mucca Podolica, che pascola all’aperto, nutrendosi di erbe fortemente aromatiche come finocchietto, liquirizia, ginepro, alloro e fragole selvatiche, infondendo al latte questi dolci profumi aromatici. Ci sono solo circa 25.000 di queste vacche speciali e producono latte solo durante maggio e giugno, rendendo questo formaggio uno dei più pregiati e rari al mondo”.

Nel menu visibile sul sito ufficiale del locale risultano ordinabili (ma in anticipo) i piatti del Guinness World Record: Golden Opulence Sundae (un dolce gelato davvero speciale), l’hamburger Le Burger Extravagant, il panino Quintessential Grilled Cheese Sandwich, Foot Long Haute Dog, Luxe Milkshake e le patatine fritte più costose al mondo.

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La Graciosa, l’isola delle Canarie priva di strade asfaltate

A solo mezz’ora da Lanzarote, nello scenario insuperabile delle Canarie, tranquilla, piccola e senza strade asfaltate né inquinamento, si trova La Graciosa, un nome una garanzia, un paradiso terrestre perfetto per chi è in cerca di assoluto relax, solitudine e di un ritrovato e rigenerante legame con la natura.

Qui tutto invita al riposo, alla calma, a godersi il clima eccezionale in ogni momento dell’anno, a prendere il sole sulla morbida sabbia dopo un tuffo in acque cristalline, a degustare il meglio della cucina caraibica e a scoprire senza fretta ogni angolo a piedi oppure in bicicletta.

La Graciosa, un eden da sogno

Non si tratta di una meta da “turismo di massa” bensì di un luogo ameno e protetto che attende i viaggiatori che amano il silenzio, la pace e che vogliono poter camminare anche a piedi nudi e visitare una spiaggia differente al giorno.

Sì perché la Graciosa, la meno conosciuta dell’arcipelago, è un vero e proprio eden balneare dove è impossibile dimenticare il costume da bagno, e le spiagge solitarie e selvagge, di sabbia candida, dorata oppure di roccia vulcanica e lambite da un eccezionale mare turchese, sono la sua attrazione principale.

A seconda del periodo, alcune sono più frequentate e altre meno, venendo incontro alle singole preferenze ma tutte vantano meravigliosi fondali che fanno la felicità degli appassionati di snorkeling grazie alla variegata e ricca presenza di flora e fauna nonché di paesaggi vulcanici sottomarini plasmati da tunnel e grotte.

E poi è davvero straordinario partire alla scoperta dei 29 chilometri quadrati dell’isola sulle due ruote, il modo migliore per esplorarla grazie a un turismo lento e a un mezzo di trasporto amico dell’ambiente, perfettamente in linea con l’ambiente protetto: le poche strade e i sentieri conducono, attraverso il paesaggio esotico, al cospetto di scorci impagabili.

Ma anche gli escursionisti e gli amanti del trekking possono trascorrere ore piacevoli percorrendo i quattro itinerari principali che svelano spiagge favolose e i maggiori punti d’interesse dell’isola: una passeggiata al tramonto è qualcosa che non si può dimenticare.

Infine, vale davvero la pena di ammirare La Graciosa dal mare prenotando un’escursione in barca e navigando in acque calme vicino alla costa: su un moderno catamarano, con il pranzo incluso, la tiepida carezza del sole e quella rinfrescante della brezza, lo sguardo si perde lungo la spiaggia la Cocina, la spiaggia Montaña Amarilla e gli isolotti disabitati dell’Arcipelago Chinijo.

La sorprendente ricchezza naturale dell’arcipelago protetto

Siamo in un paradiso terrestre, lo abbiamo detto: e, a riprova di ciò, la Graciosa è parte della Riserva Marina dell’Arcipelago Chinijo, la riserva marina più grande in Europa con i suoi 70.700 ettari.

Realizzata nel 1995 per assicurare una gestione sostenibile della pesca, vanta un ambiente marino tra i più ricchi e vari delle Canarie dal punto di vista biologico dove, finora, sono state catalogate ben 304 specie di macroalghe.

Le risorse delle limpide acque attirano moltissimi uccelli marini tra cui la berta maggiore (l’esemplare più diffuso) e, tra le specie più rare e a rischio, l’uccello delle tempeste facciabianca, il falco della Regina e il falco pescatore.

Altro punto forte della riserva è la reintroduzione della foca monaca, oggi in serio pericolo di estinzione a livello mondiale.

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Da questo giardino puoi ammirare la più bella cartolina d’inverno

L’inverno, con la sua aria frizzante, ha il dono di trasformare i paesaggi in vere e proprie cartoline viventi. Questa stagione, spesso associata al freddo e alla quiete, è capace di vestire i luoghi che amiamo con un abito nuovo, tenero e affascinante.

Le strade, gli alberi, le case, tutto sembra avere un aspetto diverso, quasi incantato. La neve, con il suo splendore, avvolge tutto con delicatezza, regalando un tocco fiabesco alla realtà circostante.

Oggi, il nostro viaggio ci conduce nel cuore della Svizzera, nella suggestiva città di Berna. Questa perla, incastonata tra le montagne, merita di essere visitata in ogni periodo dell’anno, ma è d’inverno che rivela un fascino unico e indimenticabile, trasformandosi in uno scenario da favola.

Più precisamente, c’è un luogo che possiede una bellezza veramente speciale: il Rosengarten. Durante la fredda stagione, infatti, questo Giardino delle Rose diventa un paesaggio incantato. Gli alberi coperti di neve sembrano dormire sotto un soffice piumone bianco, in attesa della primavera. E mentre camminate lungo i sentieri innevati, con lo sfondo della città, vi sembrerà di entrare in un mondo di pura poesia.

Rosengarten: incanto e meraviglia nel cuore di Berna

Rosengarten Berna

Fonte: iStock

Rosengarten, Berna

Il Rosengarten, conosciuto anche come Giardino delle Rose, si erge imponente su una collina dominante nel centro storico di Berna. Questa meravigliosa attrazione attira una moltitudine di visitatori, appassionati di natura, storia e cultura.

Inizialmente utilizzato come cimitero, è stato trasformato in un incantevole giardino pubblico nel 1913 e, da allora, è diventato un luogo di grande importanza per i bernesi.

Questo parco è famoso per essere un rifugio romantico per gli innamorati e un punto di ritrovo ideale per trascorrere il tempo libero. L’atmosfera tranquilla e pacifica del giardino, unita alla sua eccezionale varietà di fiori, crea un’oasi di serenità lontano dal caos della vita urbana. Da qui è possibile ammirare una vista mozzafiato sul centro storico, dichiarato patrimonio mondiale dell’UNESCO, mettendo in risalto la maestosa cattedrale di Berna e il suggestivo fiume Aare.

Passeggiando tra i sentieri del Rosengarten, si può incappare in una sorpresa che tocca il cuore e la mente: la statua di bronzo di Albert Einstein, seduto placidamente su una panchina. Einstein, che ha chiamato Berna la sua casa dal 1902 al 1909, sembra quasi in attesa di condividere una conversazione silenziosa o uno sguardo complice con i passanti. L’immagine dello scienziato, immerso nei suoi pensieri, è un promemoria tangibile del suo legame con la città e del suo contributo inestimabile all’umanità.

Accanto a questo luogo di contemplazione, il Rosengarten ospita anche il Lesengarten, un giardino dedicato alla lettura. Quest’area verde, attentamente curata e mantenuta, fornisce un ambiente tranquillo e rilassato per chiunque desideri immergersi in un buon libro.

Il Rosengarten d’inverno: una magia tra le dolomiti

Durante i mesi invernali, il Rosengarten si trasforma in un paradiso elegante e tranquillo, lontano dalla frenesia delle folle estive.

Una volta arrivati, lasciatevi incantare dalla vista spettacolare sulla città di Berna. E se durante l’estate si presenta con il suo caratteristico colore rosa che riflette i raggi del sole al tramonto, offrendo un panorama unico e mozzafiato, diventa ancora più magico quando è avvolto dalla candida neve bianca.

Le case storiche, le strade acciottolate, il fiume che serpeggia dolcemente attraverso la città, tutto sembra disegnato per comporre un quadro perfetto. Quando il candore copre i tetti con un manto bianco e soffice, il paesaggio diventa davvero una splendida cartolina.

Infine, non potete concludere il vostro viaggio a Berna senza fare tappa al ristorante Rosengarten. Da metà ottobre a fine febbraio, infatti, la veranda della fonduta diventa il luogo perfetto per gustare specialità culinarie irresistibili.

ristorante Rosengarten

Fonte: iStock

Ristorante Rosengarten, Berna
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Abu Dhabi effetto wow: un fascino che conquista tutti

È un fascino che conquista tutti quello di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, una meta ideale per vivere una vacanza al caldo eccezionale dimenticando i rigori dell’inverno.

Dai panorami mozzafiato disegnati dalle dune del deserto, parchi, montagne e spiagge, ai magnifici palazzi fino alle fortezze costiere passando per un ampia gamma di esperienze uniche nel loro genere, non manca proprio nulla per vivere giornate divertenti, emozionanti e avventurose.

Infatti, qualsiasi itinerario si scelga di seguire, ad Abu Dhabi “l’effetto wow” è assicurato.

Il Jebel Hafit Desert Park

A soli 90 minuti in auto dalla capitale, imperdibile è il Jebel Hafit Desert Park, dalla ricca storia e dai paesaggi incredibili, la lussureggiante “città giardino” di nove chilometri alla base della scoscesa montagna Jebel Hafit, la vetta più alta di Abu Dhabi da cui si gode di una vista a dir poco spettacolare, in particolare al tramonto.

Durante la visita, adatta anche a famiglie con bambini, è possibile esplorarne tutta la meraviglia a piedi, in mountain bike, a cavallo oppure sul dorso dei cammelli, e scoprire gli affascinanti resti archeologici che ne raccontano la storia a partire dagli 8000 anni fa del Neolitico e dalle tombe di Jebel Hafit di 5.000 anni scavate nel 1959 su richiesta di Sheikh Zayed bin Sultan Al Nahyan, padre fondatore degli Emirati Arabi Uniti.

Il Louvre Abu Dhabi

Tra i simboli dell’Emirato, il Louvre Abu Dhabi è il primo museo universale della regione ed è già di per sé un’opera d’arte: lo svettante tetto a cupola si ispira alle tradizionali foglie di palma ricoperte di paglia ed è costituito da 7.850 stelle singole ripetute in varie dimensioni e angolazioni, che formano un effetto “pioggia di luce” quando i raggi del sole lo illuminano.

Esplora i legami tra le civiltà del mondo durante i secoli e rivela storie di connessioni culturali: le sue gallerie ospitano opere di importanza storica e culturale di livello internazionale e non manca anche una sezione dedicata ai più piccoli.

L’esclusivo Liwa Nights

Il Liwa Nights, esclusivo rifugio glamping nel deserto, offre l’occasione irripetibile di sperimentare la vera cultura beduina soggiornando in uno scenario mozzafiato che ha fatto da sfondo a moltissimi film tra cui Star Wars: Il Risveglio della Forza.

Presso la magica Oasi di Liwa è anche possibile provare il quad, fare un safari o cavalcare un cammello sulle dune, prima di trascorrere la serata a osservare le stelle sotto un limpido cielo invernale.

L’iconico Emirates Palace Mandarin Oriental

L’iconico Emirates Palace Mandarin Oriental è impreziosito da decorazioni con foglia d’oro e marmo e vanta quasi 1.000 lampadari in cristallo Swarovski.

La Emirates Palace Spa è pensata per prendersi cura di se stessi e riacquistare un senso di equilibrio e serenità: dalle tradizionali sale hammam dotate di vasche idromassaggio, alle sale vapore fino a una caleidoscopica grotta riscaldata in marmo e ghiaccio, offre esperienze luxury esclusive completate dalla pluripremiata “esperienza dell’oro“, che include un massaggio su tutto il corpo e un trattamento viso all’oro 24 carati.

Qasr Al Hosn, il monumento vivente

Impossibile non conoscere da vicino lo storico forte Qasr Al Hosn, “monumento vivente” della nazione che racconta appieno la storia di Abu Dhabi.

Situato nel cuore della città, incorpora la struttura più antica dell’isola, una torre di guardia in corallo e pietra marina edificata alla fine del XVIII secolo, e custodisce anche la Casa degli Artigiani, che celebra il patrimonio emiratino e la sua secolare tradizione artigiana.

La Grande Moschea dello Sceicco Zayed e il Qasr Al Watan

La Grande Moschea dello Sceicco Zayed è una delle più grandi meraviglie architettoniche della capitale, con le opere d’arte a mosaico in marmo, le piscine e le colonne incastonate di ametista e diaspro mentre il Qasr Al Watan è il palazzo presidenziale che invita a scoprire la ricca eredità di conoscenza e tradizione che ha plasmato il cammino degli Emirati, un’icona dello skyline cittadino.

Il SeaWorld Abu Dhabi

Infine, il SeaWorld Abu Dhabi è un parco a tema marino di nuova generazione che svela la profonda connessione tra la vita sulla terra e gli oceani.

Offre esperienze coinvolgenti per tutta la famiglia grazie a otto sezioni tematiche, con incontri ravvicinati con gli animali, emozionanti giostre, intrattenimento, nonché ristorazione e shopping senza pari.

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Isola di Saona, un luogo dalle spiagge immacolate

Se per voi il paradiso ha l’immagine di candide e soffici spiagge immacolate, orlate da palme, accarezzate da onde di un colore intenso che va dal verde smeraldo al turchese e immerse in una natura ancora selvaggia, esiste un luogo che lo rappresenta appieno: è l’Isola di Saona, una delle più apprezzate delle Antille, in Repubblica Dominicana.

Nella zona di Bayahibe, a metà strada tra Punta Cana e Santo Domingo, conta soltanto un piccolo villaggio con circa 500 residenti e nessuna struttura ricettiva: ciò le ha permesso di conservare intatta la sua bellezza che non può fare a meno di incantare durante un’emozionante escursione di una giornata.

Isola di Saona, l’Eden è qui

Chiamata in origine Andamay dagli indiani Taino che la colonizzarono, venne raggiunta nel 1494 da Cristoforo Colombo che la ribattezzò “Bella Savonese” per rendere omaggio al grande navigatore e amico Michele da Cuneo che, in viaggio con lui durante la seconda esplorazione alla volta del Nuovo Mondo, consigliò di ripararsi sulle ancora misteriose sponde dell’isola per fuggire a una forte tempesta.

Il nome deriva, quindi, dalla città ligure di Savona (con cui è gemellata) per poi trasformarsi più tardi in “Saona”.

Parte del Parco Nazionale dell’Est, è zona protetta dal 1975, un santuario per numerose specie di uccelli, di pesci e per le tartarughe marine (è presente un centro di accoglienza dove incontrare i piccoli che nascono sull’isola).

Saona è la meta perfetta per godersi ogni attimo: una visita al bosco di mangrovie, lo snorkeling per ammirare gli incantevoli e bassissimi fondali del mare tropicale, il sapore della frutta esotica e poi, certo, le lunghe e spettacolari spiagge che sono vere e proprie piscine naturali come Playa del Gato e Canto de La Playa, quest’ultima così abbagliante da assomigliare a un dipinto.

Ma non è tutto.

L’Isola di Saona ospita anche il grazioso villaggio di Mano Juan, abitato da pescatori, l’unico centro vero e proprio, con le case in legno color pastello e un’atmosfera fuori dal tempo, che si può sperimentare soltanto qui: oltre a un mercatino tipico di prodotti artigianali, piccoli negozi e bar da cui si diffonde musica caraibica, spicca la spiaggia più estesa di tutte con fondali talmente trasparenti che consentono di scorgere delicati esemplari di stelle marine con grandi bande rossastre.

Come arrivare a Saona e quando andare

Saona è una meraviglia raggiungibile via mare grazie a moltissimi tour organizzati da Punta Cana, Bayahibe, Juan Dolio, Boca Chica e Bavaro.

Il viaggio avviene con catamarani che possono accogliere dalle 40 alle 50 persone e che arrivano a destinazione in circa mezz’ora: le escursioni sono prenotabili presso tutti i tour operator e gli alberghi della zona e di solito partono al mattino presto per sfruttare il più possibile la giornata a disposizione.

Per quanto riguarda, invece, il periodo migliore per intraprendere questo “viaggio della vita”, consideriamo che il tempo in Repubblica Dominicana è buono in particolare nei mesi di febbraio, marzo e aprile senza escludere anche gennaio, novembre e dicembre.

Da evitare i mesi più piovosi ovvero maggio, luglio e agosto.

In fatto di temperature, rimangono piuttosto elevate durante tutto l’anno anche se la carezza dei venti nordorientali dona un piacevole refrigerio.

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Benvenuti ad Arusha, la capitale mondiale del safari

Nel nord della Tanzania, si scopre una città vivace e colorata incastonata sotto le cime del Monte Meru e circondata da lussureggianti piantagioni di caffè. Si tratta di Arusha, capoluogo dell’omonima regione, conosciuta ovunque come la capitale mondiale del safari. Questo luogo è, infatti, la porta d’acceso al Circuito del Nord, conosciuto per le vaste zone selvagge, ed è un importante punto di partenza per i visitatori in cerca di esperienze memorabili tra incredibili paradisi naturali.

Arusha, una città dalle mille sorprese

Se si parla di safari nel nord della Tanzania, viene subito in mente la città di Arusha, che rappresenta il punto di partenza per tutte le avventure più sognate. Il paesaggio intorno è dominato da due imponenti montagne che sembrano sorgere dal nulla. Il Kilimanjaro è il monte più alto e grandioso dell’Africa, con i suoi fianchi glaciali e la sua cima innevata, mentre il Meru è un ‘cugino’ più modesto, ma sempre di altezza notevole, con i suoi 4.566 metri, e può essere scalato in un paio di giorni. Entrambi offrono agli escursionisti appassionati la possibilità di raggiungere il “Tetto dell’Africa” e di ammirare le più belle destinazioni safari della regione.

Sebbene si trovi vicino all’equatore, l’altitudine di Arusha a 1.400 metri offre un clima temperato e confortevole, donando alla città una vegetazione lussureggiante. Scoprirete che è una metropoli verde sorprendentemente grande, in cui le influenze culturali di diverse nazionalità hanno lasciato il segno nell’architettura, nella cultura mercantile, nella vita notturna e nella scena gastronomica. Dai dala-dala che percorrono le strade, ai grattacieli e ai centri commerciali, dal cratere del lago Duluti ai vivaci mercati, alle bancarelle di street food fino a un illuminante Museo Nazionale, Arusha offre una varietà incredibile di attrazioni interessanti.

Un’esplorazione di questa meta cosmopolita e vibrante vi offrirà ogni sorta di intrattenimento, storia, shopping e sorprese culinarie. Se volete farvi un giro tra i quartieri più importanti, recatevi alla Central Business Area, la zona centrale degli uffici, dove si trova il campanile, a Sekei, per la vivace  vita notturna, a Njiro, sobborgo meridionale in rapida espansione, o a Tengeru, rinomato quartiere-mercato nella zona orientale.

Oltre a vantare tesori inaspettati, Arusha è anche un importante polo diplomatico: qui, nel 1994 il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite stabilì che si insediasse il Tribunale penale internazionale per il Ruanda, e dal 2004 è sede della Corte Africana dei Diritti umani.

La capitale mondiale del safari

Grazie alla sua posizione strategica fra i principali parchi della Tanzania, Arusha è un importante punto di partenza per i safari diretti al Cratere di Ngorongoro e alla Gola di Olduvai, al Serengeti, al Monte Kilimanjaro e al Monte Meru, al Lago Manyara e al Tarangire. Il turismo è la spina dorsale dell’economia della città, con la maggior parte degli enti del Paese situati all’interno o nei pressi di questa destinazione.

Alcuni dei parchi nazionali più spettacolari dell’Africa sono proprio vicino al centro urbano e da qui partono gli itinerari alla scoperta dei paradisi più selvaggi della regione.  Merita però una visita anche il Parco Nazionale di Arusha, nella periferia della città, che incorpora il Monte Meru e ospita una varietà di animali selvatici tra cui giraffe, ippopotami, zebre, elefanti, leopardi, iene e antilopi. Per non parlare dello spettacolare scenario di montagne, crateri e praterie.

Infine, se prima di visitare le destinazioni del safari o sulla via del ritorno desiderate trascorrere una notte ad Arusha, troverete tante opzioni di alloggi, senza dovervi preoccupare troppo del budget, perché si può scegliere tra diverse soluzioni economiche, e nel frattempo godere di attrazioni uniche.

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Questo centro commerciale ospita le decorazioni di Natale più belle

Elegante e raffinata: una città che avvolge con il suo spirito senza tempo e lungo le cui strade in cui si sente l’eco della storia. Ma anche una città romantica che a Natale rivela una delle sue anime più suggestive. Siamo a Parigi, dove il centro commerciale più famoso si veste a festa in occasione del periodo più magico dell’anno. È qui che si possono ammirare le decorazioni di Natale più belle, per tornare bambini e ritrovare quella meraviglia che colma gli occhi e la mente.

Se si visita Parigi nel periodo natalizio, ma non solo, è d’obbligo una tappa a Les Galeries Lafayette: qui le vetrine e l’albero di Natale lasciano letteralmente senza fiato.

Les Galeries Lafayette, le decorazioni di Natale più belle

È il luogo dove ogni desiderio sembra prendere forma. Dove le luci, i colori e la magia si accedono regalando stupore, bellezza e meraviglia. Non è un azzardo, quindi, che l’edizione 2023 delle decorazioni delle feste del centro commerciale Les Galeries Lafayette si chiami Il Natale dei miei sogni, perché in questo luogo ogni cosa sembra possibile: anche quella di trasformare i desideri in realtà.

Visitare Parigi durante il periodo natalizio significa immergersi in una città vestita a festa e tra le mete imperdibili c’è proprio il grande magazzino, storico, che ospita al suo interno ogni tipo di prodotto dei migliori marchi: abbigliamento, accessori, beauty e complementi d’arredo. In più l’edificio è un vero e proprio gioiello, di cui una delle “pietre più preziose” è la cupola in vetro che fa da soffitto.

Ma non solo, perché, questo luogo per il Natale si trasforma e ospita le decorazioni più belle. Quest’anno il grande magazzino ha collaborato con lo stilista Charles de Vilmorin per trasportare i visitatori in un mondo incantato e immaginato, quello della bambina e del pennello magico. Il taglio del nastro è avvenuto il 15 novembre 2023 e l’allestimento sarà visibile fino al 31 dicembre 2023.

Lo stilista – sul sito ufficiale Les Galeries Lafayette Haussmann – ha così descritto sul sito il suo progetto: “Come filo conduttore, l’avventura di una bambina e del suo pennello magico che viaggiano nel loro mondo immaginario è stata la mia grande ispirazione, una storia tenera come se fosse mia. Quella di un bambino sognatore, dalla creatività senza limiti, che fugge per incontrare i suoi sogni e vivere il suo Natale più folle”.

L’albero e le vetrine: lo stupore ha inizio

Tradizione del grande magazzino è la realizzazione di un sontuoso e immenso albero di Natale: dal 1976, infatti, la Coupole fa da location ideale per l’allestimento davvero imponente e XXL. Per realizzarlo lo stilista ha attinto a piene mani da un ricordo da bambino, regalando ai visitatori un albero che è un gioco di luci e trasparenze. Un vero e proprio sogno tramutato in realtà, che colma gli occhi di meraviglia.

Così come sono stupefacenti le vetrine. Infatti, non è Natale a Parigi senza le straordinarie e iconiche vetrine di Les Galeries Lafayette Haussmann: quest’anno ispirate alla storia immaginata dallo stilista Charles de Vilmorin, che prende forma in maniera animata sotto l’attento e curioso sguardo dei passanti. Sono state realizzate dal team del grande magazzino con l’atelier Bournillat.

E per chi non soffre di vertigini vale la pena sperimentare un punto di vista speciale: la Glasswalk, ovvero una passerella di vetro che si trova a 16 metri d’altezza e che si estende per nove metri. È accessibile dal terzo piano del Coupole Store, su prenotazione.

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Puoi dormire in un fienile d’acciaio sospeso nel vuoto

Ci sono luoghi in cui la realtà supera l’immaginazione: succede in Inghilterra dove si può dormire in una struttura che sembra essere stata proiettata in mezzo alla natura direttamente da un sogno.

Un edificio in acciaio, lucido e riflettente, perfettamente inserito in un ambiente naturale, andando a creare un contrasto che lascia senza fiato. Si chiama Balancing Barn, ovvero fienile in equilibrio, e ci si può dormire vivendo un’esperienza unica nel suo genere. Infatti, la struttura è sbalzo e rimane per un lungo tratto sospesa nel vuoto, affacciandosi sulla natura della campagna inglese. Un luogo perfetto per una vacanza: immersi nella bellezza e dentro un edificio unico nel suo genere.

Il Balancing Barn, tutto sul fienile sospeso nel vuoto

Grandi finestre che si affacciano sull’ambiente circostante, una struttura che si immerge nella natura, la riflette e che sembra uscita da un sogno. Ma non lo è, perché l’edificio in questione è stato realizzato dallo studio di architettura olandese MVRDV e si trova nella campagna inglese. Più precisamente vicino ai centri abitati di Walberswick e Aldeburgh e poco distante dalla costa. Ci troviamo nel Suffolk.

Si tratta di una vera e propria abitazione nella quale è possibile soggiornare per una vacanza all’insegna del relax e del design. Lunga trenta metri, metà di questi sono sospesi nel vuoto che si apre sotto una piccola collina. Proprio in quello spazio sottostante è stata posta un’altalena.

Le piastrelle con cui è stato rivestito l’edificio sono riflettenti, uno specchio in cui la natura intorno si moltiplica regalando un effetto straordinario. Al tempo stesso la scelta di questo materiale si collega alla tradizione di rivestire le strutture agricole in metallo. Internamente, invece, domina il legno di frassino, le linee essenziali, l’eleganza coniugata con la praticità e spiccano tele e tappeti che si rifanno a opere d’arte di John Constable e Thomas Gainsborough.

Le finestre sono molto ampie e permettono di godere della scenografia esterna, grazie al fatto che si trovano non solo sulle pareti, ma anche sul tetto e sul pavimento. Il risultato è che ci si sente completamente immersi nell’ambiente circostante, avvolti dal cielo e dalla natura.

La struttura può ospitare fino a un massimo di otto persone e può accolgiere ospiti di ogni età: le camere sono 4 in totale e dispongono di un bagno privato ciascuna. L’edificio è ideale per una piccola vacanza di gruppo o per una famiglia numerosa.

Cosa fare durante una vacanza nel fienile sospeso nel vuoto

Una vacanza all’insegna del relax, ma non solo. Il fienile sospeso nel vuoto si trova in un’area dove vi sono diverse cose da fare, inoltre la location stessa merita di essere vissuta al cento per cento, Per accedervi bisogna percorrere un viale alberato e poi ci si trova all’interno di sei acri di giardini privati dove poter trascorrere del tempo all’aperto, compreso quello dedicato alla cucina considerata la presenza di un apposito focolare.

Giochi, letture, contemplazione della natura, oltre al tempo trascorso in compagnia e di qualità: il Balancing Barn è il luogo ideale per staccare dalla quotidianità. Inoltre, nei dintorni vi sono pub e ristoranti, centri abitati, la costa e la natura da ammirare in tutta la sua bellezza.

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Il museo-giardino che è un’oasi di pace e di bellezza

A osservarlo sembra quasi finto, perché la perfezione e la simmetria regnano sovrane. Ci sono cespugli rotondi, prati che sembrano impeccabili macchie di colore dalla forma ben definita, ci sono gli alberi a punteggiare l’ambiente, e anche loro appaiono perfettamente collocati, seguendo uno schema ben preciso, lungo sentieri bianchi che si perdono nelle sfumature cangianti della natura

Questo museo-giardino straordinario si trova in Giappone ed è una vera e propria oasi di pace e bellezza, ma non solo: è la culla dell’arte, infatti, qui si può apprezzare uno straordinario connubio che mescola insieme dipinti e natura.

Adachi Museum of Art, un museo-giardino uscito da un sogno

Si dice che siano un “dipinto giapponese vivente”: stiamo parlando dei giardini che compongono l’Adachi Museum of Art e che si estendono per circa 165mila metri quadrati. Questo luogo dal fascino incredibile si trova in Giappone, a circa un’ora di distanza da Matsue, ed è facilmente raggiungibile prima con un treno fino alla stazione di Yasugi, poi salendo sulla navetta gratuita che porta al museo. È nella prefettura di Shimane.

Una vera e propria oasi di pace e bellezza in cui ammirare l’arte nelle sue tante forme. C’è quella naturale dei giardini, mai uguali a loro stessi, che ogni giorno regalano suggestioni, scorci ed emozioni nuove, c’è quella dei dipinti che si possono ammirare. Come viene spiegato sul sito ufficiale della struttura, il fondatore Adachi Zenko percepiva un collegamento tra la bellezza dei giardini in stile giapponese e dipinti di Yokoyama Taikan. Così ha realizzato il giardino giapponese: “con la speranza che, attraverso la sua espressione stagionale di bellezza naturale, i visitatori sarebbero stati ispirati a vedere i dipinti di Taikan con un rinnovato senso di apprezzamento”.

Poi sono stati aggiunti altri artisti andando a creare un vero e proprio viaggio nell’arte in tante forme differenti. Il museo è dotato di una collezione permanente, inoltre le mostre vengono cambiate nel corso dell’anno in base alle stagioni, per offrire ai visitatori un’esperienza sempre nuova.  All’interno della struttura si trovano anche un caffè e una tea house.

La bellezza dei giardini che cambiano ad ogni stagione

La natura è una delle forme d’arte più incredibili e spettacolari: mai uguale a sé stessa, ogni giorno lo stesso luogo può regalare sensazioni sempre nuove. Così fanno i giardini che si possono ammirare nell’Adachi Museum of Art: ogni stagione restituisce sfumature diverse, colori vibranti e fascino.

Un luogo che vale la pena segnare tra le tappe imperdibili se si programma un viaggio in Giappone e che è intanto possibile ammirare grazie a una webcam (direttamente dal sito) che fa vedere in diretta questa oasi di bellezza. Durante le stagioni i giardini abbracciano il cambiamento e, allora, si può vedere la natura sommersa da un soffice manto di neve, oppure risvegliarsi ed esplodere di vita e colori in primavera ed estate. E, ancora, brillare dei colori più intensi durante la stagione autunnale. I giardini sono composti da aree diverse, ad esempio vi è quello della ghiaia bianca e dei pini, o quello del muschio; inoltre è importante sapere che non si può accedere direttamente ma si possono ammirare dall’edificio.

Il museo è stato aperto nel 1970, quando il suo fondatore aveva 71 anni. Lo si può visitare tutti i giorni dell’anno, inoltre da 20 anni i giardini sono in cima alla lista stilata dalla rivista americana The Journal of Japanese Gardens.

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Castello di Schönbrunn: meraviglioso capolavoro di Vienna

È tra le attrazioni più apprezzate e visitate di Vienna nonché uno dei siti culturali più importanti dell’Austria, Patrimonio UNESCO dal 1996: si tratta del monumentale Castello di Schönbrunn, sontuosa residenza estiva della famiglia imperiale.

L’incomparabile veduta sulla capitale, l’imponenza dell’edificio e un parco da sogno ne fanno la meta principale da scoprire durante un viaggio da queste parti.

La storia del meraviglioso capolavoro viennese

La storia di Schönbrunn affonda le radici nel Medioevo, quando la tenuta si chiamava Katterburg e apparteneva ai domini feudali dell’Abbazia di Klosterneuburg: qui era presente anche un mulino e si praticavano l’agricoltura e la viticoltura.

Nel 1569, fu acquistata dall’imperatore Massimiliano per farne una tenuta di caccia e, nel corso dei secoli, subì vari ammodernamenti e modifiche.

In particolare, nel 1696, Leopoldo I incaricò l’architetto Johann Bernard Fischer di realizzare, per il figlio Giuseppe I, una residenza barocca che emulasse la prestigiosa Reggia di Versailles ma, a causa del budget limitato, ciò non fu possibile.

Il capolavoro viennese si afferma, infatti, quasi un secolo dopo quando Maria Teresa lo sceglie come residenza estiva e l’architetto Nicolaus Pacassi lo ricostruisce e lo amplia per lei a partire dal 1743 con delicati tocchi rococò in “Maria Theresa ocra” e una facciata “accesa” a contrasto con il più cupo Palazzo Reale utilizzato durante l’inverno.

Le sue sfarzose sale furono teatro di feste, affari di stato e videro anche un giovanissimo Mozart esibirsi davanti alla corte asburgica all’età di 6 anni.

Vivere l’incanto di corte

Dedicare del tempo alla scoperta del Castello di Schönbrunn significa rivivere l’incanto della corte asburgica in tutto il suo splendore. Il complesso vanta ben 1441 stanze in stile rococò, di cui 40 aperte al pubblico: il Tour Imperiale consente di ammirarne 22 mentre il Grand Tour prosegue nelle restanti 18 includendo gli interni del XVIII secolo all’epoca di Maria Teresa.

Catturano subito lo sguardo gli appartamenti dell’imperatore Francesco Giuseppe e di sua moglie “Sissi”, riccamente arredati in stile settecentesco, con la Sala delle Udienze dell’Imperatore e la cosiddetta “Sala delle Noci“, contraddistinta da una notevole pannellatura in noce del 1766 e da un candelabro scolpito in legno e ricoperto d’oro.

La camera da letto di Francesco Giuseppe, dove si spense dopo 68 anni di regno, è invece minimalista, con un semplice letto singolo.

Degno di nota è l’appartamento dell’imperatrice Elisabetta con il suo studio privato, l’intima camera della toeletta, e poi la camera da letto comune, allestita in occasione delle nozze nel 1854, e la stanza di Maria Antonietta che, ai tempi di Sissi, era adibita a sala da pranzo: oggi, spicca una tavola apparecchiata per la cena in famiglia con argenteria di corte, deliziosi bicchieri in cristallo e autentiche porcellane viennesi.

Una delle sale più incantevoli del Palazzo è senza dubbio la Sala degli Specchi, con gli specchi in cristallo che le danno il nome e la superlativa decorazione rococò in oro bianco.

Al piano terra, colpiscono invece le Camere Bergl, tra le stanze più favolose che Maria Teresa abbia occupato, con scenografici murales alle pareti che vanno da formali giardini barocchi a paesaggi esotici, realizzati dall’artista boemo Johann Wenzel Bergl.

Infine, emoziona la Grande Galleria, lunga 43 metri, impreziosita da affreschi, stucchi, decorazioni in stile rococò e due imponenti lampadari in cristallo.

Un parco a dir poco straordinario

Se il Castello è un vero gioiello, il parco, aperto al pubblico dal 1779, non è da meno.

Largo quasi due chilometri e progettato in stile barocco, ospita fontane, monumenti, statue e giardini all’inglese e si rivela come un inimitabile luogo di ricreazione per cittadini e turisti, aperto gratuitamente salvo alcune eccezioni.

Da vedere l’Orangerie, galleria lunga 189 metri costruita per riparare gli agrumi in inverno e oggi sede di concerti giornalieri, la Fontana dell’Obelisco, realizzata nel 1777, la Gloriette, uno dei monumenti più significativi, a commemorazione della battaglia di Kolin in cui l’Austria sconfisse la Prussia nel 1756, e il Giardino zoologico, il più antico del mondo.