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La città degli amanti sfortunati si trova in Georgia: storia e curiosità

Situata sulle rive del Mar Nero, Batumi è una delle località più affascinanti della Georgia e anche la seconda città più grande del Paese. Nonostante il suo mix di architettura moderna e storica, splendide spiagge e una vivace vita notturna, Batumi è una destinazione raramente inserita negli itinerari classici alla scoperta di questa nazione. Con una storia davvero lunga e antica, Batumi è stata per anni un centro importante per il commercio e la navigazione dato che ha sempre avuto una posizione privilegiata lungo le rotte commerciali tra Europa e Asia. Nel corso dei secoli, la città è passata sotto il controllo di diversi imperi, tra cui quello romano, bizantino e ottomano, prima di diventare parte dell’Impero Russo nel XIX secolo.

Durante l’epoca sovietica, Batumi è divenuta famosa per le sue piantagioni di tè e agrumi ma la cittadina ha anche vissuto periodi difficili a causa dell’ideologia comunista del tempo. Oggi, la città ha saputo reinventarsi come una moderna destinazione turistica, combinando il fascino del suo passato con un’architettura più moderna e un’atmosfera cosmopolita. Uno degli elementi più caratteristici di Batumi è il suo lungomare, noto come Batumi Boulevard che offre una spettacolare vista sul Mar Nero e rappresenta il cuore pulsante della città. Qui si trova anche la statua di Ali e Nino che racconta della travagliata storia d’amore di due giovani ragazzi, lui musulmano azero mentre lei georgiana cristiana.

Allo stato attuale delle cose i viaggiatori in possesso di passaporto italiano non devono richiedere alcun visto per la Georgia se vogliono visitare il Paese per turismo. Gli unici requisiti richiesti sono avere un passaporto in corso di validità e un soggiorno massimo in territorio georgiano di 365 giorni dalla data d’ingresso.

Dove si trova Batumi

Affacciata sul Mar Nero, Batumi si trova nella regione autonoma dell’Adjara lungo la costa sud-occidentale della Georgia. Distante circa 380 km dalla capitale Tbilisi, Batumi è vicina al confine con la Turchia. La città gode di un clima subtropicale, con estati calde e inverni mai troppo freddi che la rendono una destinazione ideale per tutto l’anno.

Nei mesi estivi a Batumi vengono organizzate numerose attività culturali e di intrattenimento, con festival ed eventi che animano soprattutto la zona del litorale. Le mezze stagioni sono l’ideale per chi vuole esplorare la città ma anche le zone circostanti, inclusi i Monti del Caucaso. In questi periodi, oltre alle temperature moderate è bello vivere lo spettacolo della fioritura primaverile o i colori dell’autunno.

Cosa vedere a Batumi

La Città Vecchia rappresenta il cuore storico di Batumi. Qui passeggiando per le vie è possibile ammirare una combinazione di architettura ottomana, influenze europee e atmosfere sovietiche, che riflettono il passato cosmopolita della città. Ecco, quindi, una guida ai luoghi da non perdere per immergersi nel vivace ambiente di questa cittadina e farsi conquistare dal suo fascino.

Piazza Europa

La scoperta di Batumi può partire da Piazza Europa dove si trovano edifici importanti come il Municipio che domina l’area con la sua maestosa architettura neoclassica. Al centro della Piazza, invece, si trova la statua di Medea che porta in mano il vello d’oro ed è stata realizzata dallo scultore Davit Khmaladze nel 2007. La statua che richiama il mito degli Argonauti vuole rappresentare un tributo alla lunga storia di questo territorio spesso collegato alle vicende dell’antica Grecia. Piazza Europa vanta anche monumenti, sculture e un’elegante fontana che viene illuminata la sera. Tutt’attorno, inoltre, si trovano moltissimi caffè, locali e ristoranti dove gustare prelibatezze georgiane come il khachapuri e il dolma, ovvero delle foglie di vite ripiene. Collegata a Piazza Europa si trova Batumi Plaza, un’altra grande piazza che ospita un enorme mosaico figurativo. Questo è stato creato nel 2010 dalla designer georgiano-svizzero Natalie de Pita-Amirejibi e con un’estensione di 106 metri quadrati è considerato uno dei più grandi.

Piazza Europa

Fonte: iStock

Piazza Europa a Batumi

Batumi Boulevard

Batumi Boulevard è il lungomare della città che si estende per quasi 7 km e ospita aree relax ma anche negozi, ristoranti e locali. È l’ideale venire qui per trascorrere momenti speciali soprattutto al tramonto dato che si può ammirare un bellissimo panorama sul Mar Nero. È possibile fare camminate, noleggiare una bicicletta o fare un giro sulla ruota panoramica per vedere tutta la città dall’alto. Nei mesi estivi la zona ospita concerti ed eventi, tra cui il Batumi International Art-House Film Festival.

Batumi Boulevard

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Lungomare di Batumi

Statua di Ali e Nino

Uno dei monumenti più iconici di Batumi è la statua di Ali e Nino, un’opera dinamica creata dall’artista georgiana Tamara Kvesitadze che racconta la struggente storia d’amore di due amanti. Ogni sera attorno alle 19 su Batumi Boulevard avviene uno spettacolo suggestivo e carico di emozione: le due imponenti figure di Ali e Nino si avvicinano lentamente, si sfiorano in un bacio e poi si allontanano. L’opera conosciuta anche come la “Statua dell’Amore” è ispirata al romanzo Ali e Nino pubblicato nel 1937. Scritto da Kurban Said, che non è il vero nome dell’autore ma solo uno pseudonimo, il libro racconta la tragica storia tra Ali, un giovane musulmano dell’Azerbaigian, e Nino, una principessa georgiana cristiana. La loro relazione, ostacolata dalle differenze culturali e religiose,, purtroppo viene resa impossibile dallo scoppio della rivoluzione sovietica. Il libro è diventato un classico della letteratura caucasica molto apprezzato anche in altre parti del mondo.

Statua di Ali e Nino

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Statua di Ali e Nino Batumi

Parco 6 Maggio

Per trovare un po’ di tranquillità dal caos della città ci si può recare al Parco 6 Maggio (o Parco Centrale), il polmone verde di Batumi. È possibile passeggiare nei suoi viali tra giardini ben curati, fiori e ponticelli, mentre al centro si trova un grande lago. Il parco ha anche una forte valenza storica, poiché il suo nome fa riferimento al 6 maggio 2004, data della visita del presidente georgiano Mikheil Saakashvili dopo le proteste di massa che hanno segnato un importante cambiamento politico nel Paese.

Torre dell’Alfabeto

La Torre dell’Alfabeto di Batumi è uno degli edifici più iconici della città. Alta 130 metri, questa torre celebra l’alfabeto georgiano, considerato uno dei più antichi al mondo. La sua struttura è davvero unica dato che ha un’architettura simile alla doppia elica del DNA con le 33 lettere dell’alfabeto georgiano lungo la facciata. La torre è stata completata nel 2012 e rappresenta un forte simbolo dell’identità culturale georgiana. All’interno della torre è presente un osservatorio panoramico che offre una vista spettacolare su Batumi e sul Mar Nero.

Orto Botanico di Batumi

Fondato nel 1912 dal botanico russo Andrey Krasnov, l’orto Botanico di Batumi ospita oltre 2.000 specie di piante provenienti da tutto il mondo. All’interno il sito è suddiviso in diverse zone geografiche che ricreano ambienti naturali di regioni come l’Asia orientale, il Mediterraneo, l’Himalaya, l’Australia, il Nord e il Sud America. Passeggiando tra i sentieri ben curati, si possono ammirare palme, magnolie, rododendri e molte altre piante esotiche che convivono armoniosamente con la vegetazione locale. Uno degli aspetti più affascinanti dell’orto è la sua posizione panoramica: essendo situato su una collina, offre viste spettacolari sul Mar Nero, rendendo la visita un’esperienza davvero unica.

Moschea Orta Jame

Per chi ama approfondire di più la cultura locale, una visita alla Moschea Orta Jame è imperdibile. Situata nel centro storico della città, Orta Jame si trova in un quartiere caratterizzato da una forte influenza multiculturale, dove si possono trovare anche chiese e sinagoghe, a testimonianza della convivenza di diverse religioni nella città. L’architettura dell’edificio religioso è semplice ma elegante, con una facciata in mattoni e un interno decorato con motivi tipici dell’arte islamica. Nonostante le sue dimensioni modeste, la moschea è un punto di riferimento per la popolazione musulmana di Batumi, che include sia georgiani musulmani sia comunità turche e azere.

Cattedrale di Batumi

Come già accennato, la Georgia è stata (ed è ancora) un territorio dove per anni hanno convissuto più religioni. Batumi è una città ricca di siti religiosi che descrivono alla perfezione questo pluralismo. La Cattedrale di Batumi nota anche come Cattedrale della Natività di Cristo è un imponente edificio religioso che domina il paesaggio della città. Questa cattedrale ortodossa è stata costruita seguendo lo stile dell’architettura tradizionale georgiana e all’interno conserva molti affreschi e icone sacre.

Fortezza di Gonio

A qualche chilometro dal centro di Batumi si trova la Fortezza di Gonio, un sito archeologico di epoca romana con oltre 2000 anni di storia. Secondo alcune leggende, qui sarebbe sepolto San Matteo, uno degli apostoli di Gesù. L’area è ricca di testimonianze storiche e permette di fare un viaggio nel passato, esplorando le mura fortificate e il piccolo museo che raccoglie i reperti archeologici rinvenuti nella zona.

Cosa fare a Batumi

Oltre a molti siti di interesse storico e architettonico Batumi è una cittadina che offre anche molte attività e cose da fare. La città è famosa per la sua vivace scena gastronomica che combina influenze georgiane, turche e russe. Per chi preferisce scoprire anche i paesaggi nei dintorni ci sono moltissime possibilità di organizzare passeggiate ed escursioni immersi nel verde. In alternativa, in estate si può ricercare un po’ di relax nelle spiagge della zona che sono dotate di tutti i servizi.

Assaggiare la cucina georgiana

La cucina georgiana è una delle più squisite al mondo e Batumi offre numerosi ristoranti dove provare specialità locali come il khachapuri adjariano (una barca di pane ripiena di formaggio e uovo), i khinkali (ravioli ripieni) e Pkhali, polpette di verdure, noci ed erbe. Assolutamente da assaggiare anche il vino georgiano che è noto per essere uno tra i più antichi della storia e viene ancora prodotto secondo un metodo tradizionale nato migliaia di anni fa. Per i più coraggiosi c’è anche una specie di grappa locale ad alta gradazione chiamata “chacha”.

khachapuri adjariano

Fonte: iStock

Cosa mangiare a Batumi: khachapuri adjariano

Escursioni nei dintorni

Non tutti sanno che Batumi è anche il punto di partenza ideale per escursioni nella natura. Tra le mete più interessanti c’è senza dubbio il Parco Nazionale di Mtirala che ospita diversi sentieri ma anche aree per picnic, aree campeggio, qualche rifugio e addirittura una zip-lane. Il nome “Mtirala” significa “piangente” in georgiano ed è stato dato a questo parco per le abbondanti piogge che rendono questa zona una delle più umide del Paese. Il parco è ricoperto da foreste di faggi, castagni e rododendri, è attraversato da fiumi e cascate spettacolari e ospita una grande varietà di flora e fauna. Tra i sentieri escursionistici più frequentati c’è quello che porta alla pittoresca Cascata di Tsablnari che è alta circa 28 metri.

A circa 30-40 minuti di auto da Batumi, nel cuore dell’Adjarian Highlands, si trova invece la spettacolare Cascata di Makhuntseti, alta circa 50 metri e circondata da una vegetazione rigogliosa. Poco distante, si può visitare il Ponte di Tamara, un antico ponte in pietra costruito in epoca medievale e attribuito alla regina Tamara, uno dei personaggi storici più amati della Georgia. Questa escursione è senza dubbio l’ideale per chi vuole combinare natura e storia.

cascata Makhuntseti

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Cascata Makhuntseti

Mercato Centrale

Per un’esperienza a contatto con la popolazione locale è consigliato visitare il mercato centrale di Batumi che si trova proprio vicino al porto. Questo mercato è noto per offrire una vasta gamma di prodotti ittici freschi provenienti dal Mar Nero e qui vengono a rifornirsi molti abitanti ma anche i ristoratori. Per questo durante le mattinate (soprattutto nei fine settimana) è particolarmente affollato sia di turisti sia di locali.

Funivia Argo

La funivia di Argo parte da Batumi e arriva fino alla cima del monte Anuria a 250 metri al di sopra del livello del mare. Durante il viaggio e una volta arrivati in cima è possibile ammirare un panorama meraviglioso su Batumi, sul Mar Nero e sulle montagne che circondano la città.

In cima si trova anche l’Argo Cultural & Entertainment Complex, un complesso di negozi, caffè e ristoranti che è stato costruito ispirandosi alla storica nave di Argo. Narra la leggenda, infatti, che Giasone e gli Argonauti sarebbero venuti a cercare il vello d’oro proprio in quest’area e per questo Batumi ha voluto rendere omaggio a questi personaggi. Questo complesso è il luogo perfetto per fare shopping o gustare l’ottimo cibo georgiano accompagnati da una vista spettacolare.

Funivia di Argo

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Funivia di Argo a Batumi

Rilassarsi sulle spiagge

Batumi è una delle località balneari più famose affacciate sul Mar Nero. Sebbene la zona abbia poche spiagge di sabbia, le sue coste di ciottoli offrono comunque un’ottima opportunità per prendere il sole e fare il bagno nel Mar Nero. Alcuni tratti di spiaggia sono liberi mentre altri presentano stabilimenti balneari con lettini, ombrelloni dove poter trascorrere delle ore di puro relax sotto il sole.

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Le case-torri nelle montagne del Caucaso in Georgia: storia e curiosità

C’è un gioiello nascosto tra le montagne del Caucaso in Georgia. Siamo nello Svaneti (Svanezia), la regione abitata più alta d’Europa, un luogo in cui natura e cultura si fondono armoniosamente e dove si può ammirare uno degli esempi più interessanti di architettura popolare georgiana, che rimanda alla memoria il paesaggio medievale italiano.

Parliamo delle caratteristiche case-torri che impreziosiscono i pendii delle montagne, spiccando tra gole e valli alpine su uno sfondo di montagne innevate. Costruzioni straordinarie, che l’architetto Longinoz Sumbadze definì “monumentali come i templi”. Scopriamo più da vicino la loro storia e qualche curiosità.

La storia delle case-torri

Preservato dal suo lungo isolamento geografico, l’Alto Svaneti è stato inserito dall’UNESCO nel Patrimonio mondiale dell’umanità come esempio eccezionale di paesaggio montano con villaggi e case-torri di tipo medievale. Le loro caratteristiche riflettono l’economia tradizionale del posto e l’organizzazione sociale delle comunità Svan.

Tali costruzioni difensive vengono fatte risalire al Basso Medioevo, nel periodo tra l’XI e il XIII secolo, in una fase storica della Georgia in cui si alternavano invasioni di potenze straniere e periodi di governo stabili. Le condizioni di isolamento della regione esponevano, inoltre, i villaggi delle vallate alle incursioni del brigantaggio proveniente da altri versanti del Caucaso, cui si aggiungevano quelle dei clan rivali della stessa regione. Il fatto che non siano presenti mura di cinta induce a pensare che le torri fossero un sistema difensivo adottato dalle famiglie in lotta all’interno delle loro stesse comunità, motivo per cui, pur essendo distinte dalle abitazioni erano a esse strettamente collegate.

Il villaggio di Chazhashi nella comunità di Ushguli, situato alla confluenza dei fiumi Inguri e Nera e annidato a ridosso del picco più alto della Georgia, ha conservato innumerevoli case-torri medievali – utilizzate sia come abitazioni che come postazioni di difesa – insieme a splendide chiese e castelli da scoprire. L’uso del suolo e la struttura degli insediamenti rivelano la continuità delle tradizioni abitative e costruttive della popolazione locale dello Svaneti, che ha sempre vissuto in armonia con l’ambiente naturale circostante.

Il villaggio di Chazhashi, con le caratteristice case-torri

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Il villaggio di Chazhashi, nell’Alto Svaneti, patrimonio dell’umanità

Curiosità sulle case-torri della Georgia

Le case-torri dell’Alto Svaneti erano utilizzate durante il Medioevo sia come abitazioni che come postazioni di difesa contro gli invasori che affliggevano la regione. Le torri hanno solitamente dai 3 ai 5 piani e lo spessore dei muri diminuisce con l’altezza, conferendo a queste strutture un aspetto affusolato. I piani superiori erano utilizzati esclusivamente per la difesa, con parapetti e caditoie.

Le case annesse alle torri hanno solitamente una superficie di 80-130 metri quadrati e si sviluppano su due piani: il piano terra, chiamato machub, e il piano superiore, detti darbazi. Il piano terra è costituito da un’unica sala con un focolare e alloggi per persone e animali, separati da una parete divisoria in legno, spesso riccamente decorata.

Il secondo piano era adibito ad alloggio estivo e magazzino. Da qui si accede alla torre, collegata anche al corridoio che protegge l’ingresso. Oltre alle funzioni sociali, domestiche, economiche e di difesa, i complessi residenziali dello Svaneti rappresentano un prezioso patrimonio cultuale.

Le case-torri, che contribuiscono a rendere le montagne del Caucaso ancora più interessanti, hanno mantenuto l’originale aspetto medievale e la maggior parte di esse ha conservato l’uso e la funzione originari, nonché il rapporto armonico con l’ambiente circostante. Tuttavia, per riuscire a vedere l’interno di una casa-torre bisogna recarsi nel villaggio di Mestia, nel cuore dello Svaneti, presso la Casa-museo Mikheil Khergiani.

Il peculiare villaggio di Mestia nello Svaneti

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Il villaggio di Mestia, nel cuore dello Svaneti, dove si può ammirare dall’interno una casa-torre

Delle centinaia di torri esistenti fino a un secolo fa, sono ancora in piedi poco più di centocinquanta, molte delle quali in pericolo di crollo. L’ICOMOS Georgia ha lavorato attivamente sulle diverse problematiche del patrimonio culturale dell’Alto Svaneti e in particolare sul sito del villaggio di Chazhashi. Nel 2001 è stata condotta una ricerca multidisciplinare per studiare le diverse caratteristiche del sito, comprese le questioni sociali e comunitarie. Sulla base di questa ricerca sono stati preparati il Piano di conservazione e una Strategia di sviluppo del sito, ai quali sono seguiti i progetti di recupero e restauro degli edifici storici del villaggio. La speranza è che queste costruzioni uniche possano essere preservate come testimonianza di un passato che resta scolpito nella pietra.

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Dogu Express, il treno che fa scoprire le bellezze della Turchia

Il Dogu Express, o Eastern Express in inglese, percorre la tratta ferroviaria più lunga della Turchia. Nato come treno pendolare che viaggiava da Ankara a Kars, negli ultimi anni il treno è noto per i suoi paesaggi mozzafiato attraverso l’est, pieni di tesori fuori dai sentieri battuti. In risposta alla crescente domanda, il servizio pendolare è stato trasformato, nel 2019, in un percorso turistico. Il treno percorre una distanza di 1.310 km facendo alcune fermate lungo il percorso, dove vengono organizzate escursioni.

Da Kars al confine turco con la Georgia ci vogliono circa due ore e circa 160 km in macchina verso nord, mentre con questo treno si può esplorare la Turchia orientale attraverso un percorso avventuroso nel Caucaso che altrimenti si potrebbe fare solo volando dalla Gran Bretagna a Tbilisi via Instanbul. Il Dogu Express risale agli anni ’30 e la sua rotta per decenni è stata poco conosciuta, fino a quando alcuni influencer turchi ne hanno cominciato a parlare e oggi i biglietti sono notoriamente difficili da trovare e vanno esauriti in pochi minuti.

A bordo del Dogu Express: si parte

Il Dogu Express parte tre volte a settimana solo da dicembre a marzo, verso sera e, mentre si allontana dalla stazione ferroviaria art déco di Ankara, la vista dal finestrino si trasforma rapidamente. Dalla frenesia e le luci di una metropoli gli occhi si posano su panorami sconfinati. Le cabine letto sono dotate di due letti singoli a castello che possono essere riconvertiti in sedili durante il giorno, e ogni passeggero può usufruire di un minifrigo e un lavandino. I viaggiatori spesso decorano i loro scompartimenti con lucine, sciarpe, candele ed effetti personali. Il fiume Eufrate fa compagnia lungo la tratta, fiancheggiato da colline innevate, scorrendo verso sud fino alla Siria e all’Iraq.

Dogu Express Turchia

Fonte: Getty Images

Il treno Dogu Express

Prima di partire: cosa vedere ad Ankara

Prima di partire con il Dogu Express si può approfittare per visitare la città di Ankara che non ha niente da invidiare a Instanbul anche se è meno turistica. I siti principali includono il mausoleo di Ataturk, l’ultima dimora del padre fondatore della Turchia moderna, Mustafa Kemal Atatürk. Poi ci sono il Peace Park con una bandiera turca composta da ciottoli circondata da un’aiuola, e la Ceremonial Plaza che conduce alla Hall of Honor che ospita la tomba di Ataturk. Sebbene Ankara abbia intrapreso un rapido ritmo di sviluppo dopo essere diventata la nuova capitale del paese nel 1923, conserva ancora un certo fascino storico nei suoi vecchi quartieri.

Ulus è il quartiere vecchio della città dove ci sono rovine romane, passaggi conservati e persino un vecchio castello, arroccato su una collina che offre ampie viste panoramiche sullo scenario circostante. All’interno di Ulus si trova Sanat Sokağı, o Arts Street, un tratto di case ottomane restaurate che sono state convertite in caffè con cortili pieni di bancarelle che vendono artigianato e souvenir dell’era ottomana. Per un’esperienza più contemporanea, si può visitare CemModern, una nuova galleria d’arte che ospita mostre internazionali in un deposito ferroviario restaurato. Gli eventi culturali qui sono vari, che vanno dalle proiezioni di film alle sessioni di yoga di gruppo e ai mercati del design.

Il viaggio continua

La mattina presto successiva, il treno arriva a Ilic, un piccolo villaggio la cui attrazione principale è la vicinanza a Karanalik, o Dark Canyon. Il Canyon ospita la bellissima Stone Road che si aggrappa al canyon quando non si tuffa in uno dei suoi 38 tunnel o non affronta curve terrificanti. Nonostante la reputazione di essere pericolosa, la strada attira regolarmente i turisti con i suoi paesaggi mozzafiato come scogliere spettacolari e gole scoscese, mentre l’Eufrate scorre sotto. Il treno poi scende più a est, nel cuore dell’Anatolia.

Ankara

Fonte: 123RF

La città di Ankara

Tappa finale

Al calar della sera il Dogu Express raggiunge Erzurum, città che ospita molti diversi tipi di cucina locale, il più famoso dei quali è il Cag Kebab. L’agnello viene marinato per circa 12 ore in cipolle, sale e pepe, per poi essere infilzato su uno spiedo e cotto su un fuoco di legna prima di essere avvolto in un caldo pane azzimo o mangiato direttamente dallo spiedo.

Dopo Erzurum, dopo poche ore si arriva alla destinazione finale, Kars, famosa per il suo paesaggio invernale da favola. Il suo nome deriva dalla parola turca che significa neve e la città è nota per la sua architettura unica che risale ai tempi in cui faceva parte dell’Impero russo. A breve distanza in auto da Kars, si possono visitare maestose rovine risalenti a 1.600 anni fa sono aperte ai turisti. Vaste mura e chiese ben conservate, tutte con vista su un profondo burrone, offrono ai visitatori un viaggio indietro nel tempo. Sebbene le regioni orientali della Turchia attraggano meno turisti, la gente del posto è spesso desiderosa di accogliere i visitatori con la tradizionale ospitalità turca.

Come trovare i biglietti

Acquistare i biglietti per viaggiare con il Dogu Express non è facile, ma è utile sapere che vengono rilasciati con un mese di anticipo solitamente e le agenzie di viaggio li prendono in grandi quantità per poi rivenderli. Per questo a volte il treno sembra riempirsi in breve tempo rispetto al momento in cui si aprono le vendite. Uomini e donne non possono condividere la stessa cabina, a meno che non siano familiari, mentre chi viaggia da solo paga di più perchè deve acquistare l’intera cabina.

I tipi di biglietti, tuttavia, sono quello turistico che si ferma in alcune città per poterle visitare con calma, e quello locale che in 24h va da Ankara a Kars per chi ha bisogno. Tenete presente che le cuccette nel treno locale hanno quattro letti, mentre il treno turistico ne ha solo due ma con aria condizionata e lenzuola pulite in concessione. I biglietti si possono quindi comprare online sul sito della compagnia dei treni TCDD o sull’app in inglese. Sul web consigliano di controllare la disponibilità almeno 40 giorni prima dell’eventuale partenza. Poi ci vuole un pizzico di fortuna e si può vivere l’avventura da raccontare poi al ritorno a casa.