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È l’anno di Perugia, e vi sveliamo il perché

Perugia, città Best in Travel 2023 di Lonely Planet, gioiello architettonico dove si respira arte e storia a ogni passo nonché vivace polo culturale, è una delle mete da inserire nella lista delle vacanze in ogni momento.

Ma, per il 2023, c’è una ragione in più: dal 4 marzo all’11 giugno, in occasione del V centenario della sua morte, la Galleria Nazionale dell’Umbria celebra con una grande mostra Pietro Vannucci (1450 ca.-1523), detto Perugino, il più importante pittore attivo negli ultimi due decenni del Quattrocento.

“Il meglio maestro d’Italia”. Perugino nel suo tempo

La mostra Il meglio maestro d’Italia”. Perugino nel suo tempo, curata da Marco Pierini, direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria, e Veruska Picchiarelli, conservatrice del museo, è l’evento di punta delle celebrazioni del centenario del Maestro, assoluto protagonista del Rinascimento.

Il progetto espositivo, che consta di una settantina di opere, propone dipinti del Perugino antecedenti al 1504, l’anno in cui lavorava a due commissioni che segnano il punto più alto della sua straordinaria carriera: la “Lotta fra Amore e Castità“, ora al Louvre di Parigi, e soprattutto lo “Sposalizio della Vergine per la cappella del Santo Anello del Duomo di Perugia, oggi al Musée des Beaux-Arts di Caen (Francia).

La mostra riflette, nella maniera più completa possibile, i passaggi fondamentali del suo percorso artistico: dalle prime collaborazioni nella bottega di Andrea del Verrocchio alle imprese fiorentine che fecero la sua fortuna (come ad esempio le tre tavole già in San Giusto alle Mura, oggi nelle Gallerie degli Uffizi, o la Pala di San Domenico a Fiesole); dagli straordinari ritratti alle monumentali pale d’altare, quali il Trittico Galitzin, ora alla National Gallery di Washington, e il Polittico della Certosa di Pavia, in gran parte alla National Gallery di Londra e ricomposto per l’occasione in via del tutto eccezionale.

I luoghi di Pietro Vannucci a Perugia

Pietro Vannucci detto Perugino, di fama internazionale già a i suoi tempi, è senza dubbio il rappresentante più illustre della pittura umbra.

Nato a Città della Pieve, visse a lungo a Perugia dove ebbe bottega e realizzò alcune delle opere più grandiose: visitare la città nel 2023, oltre alla Mostra a lui dedicata, può essere l’occasione per andare alla scoperta dei luoghi che ne portano tuttora la fulgida impronta.

Su Corso Vannucci, a lui intitolato, il Nobile Collegio del Cambio (antica sede dei cambiavalute) ospita, presso la Sala delle Udienze, i pregevoli affreschi del Maestro che ricevette l’incarico ufficiale di dipingere la Sala nel 1499: partendo dalla volta, eseguì “Allegoria della Fortuna” con il “Trionfo di Apollo” e i pianeti accompagnati dai segni dello Zodiaco.
Lungo le pareti, dipinse il “Trionfo delle Virtù” con la rappresentazione delle quattro Virtù Cardinali e le Tre Teologali, queste ultime accompagnate dalla “Natività” e “Trasfigurazione” di Gesù e da “L’Eterno con Profeti e Sibille”.

A destra dell’ingresso, “Catone Uticense” introduce il ciclo di affreschi e vi è anche un quadretto en trompe-l’œil con l’autoritratto del Perugino.

Ancora in Corso Vannucci, la Galleria Nazionale dell’Umbria custodisce la più vasta collezione al mondo delle opere dipinte dall’artista rinascimentale e dai suoi seguaci mentre Palazzo Baldeschi al Corso conserva l’olio su tela “San Girolamo penitente” e l’olio su tavola “Madonna con Bambino e due cherubini”.

In Piazza Raffaello, la Cappella di San Severo si fregia dell’affresco “Trinità e santi” commissionato in origine a Raffaello nel 1505 dai monaci camaldolesi; egli, dopo aver realizzato una Trinità, dal 1508 è impegnato a Roma e non porta a termine l’opera.
Dopo la sua morte nel 1520, viene chiamato il Perugino a completare l’affresco e lo fa dipingendo sei santi legati all’ordine benedettino: San Girolamo, San Giovanni Evangelista, Santa Marta, San Gregorio Magno, San Bonifacio e Santa Scolastica.

Presso il Monastero di Sant’Agnese, in Via Sant’Agnese, spicca l’opera “Madonna delle Grazie tra due committenti” eseguita per il monastero delle clarisse di Sant’Agnese, comunità di clausura tuttora attiva, mentre la Chiesa di Sant’Agostino, in Piazza Domenico Lupatelli, preserva le copie dello smembrato “Polittico di Sant’Agostino”, le cui tavole originali vennero disperse durante le spoliazioni napoleoniche e oggi si trovano in vari musei del mondo.

Infine, uno sguardo all’Abbazia di San Pietro in Borgo XX Giugno: qui, il museo del monastero ospita “San Mauro, Santa Scolastica, San Pietro Vincioli, Sant’Ercolano e San Costanzo, tavolette appartenenti alla predella che era parte della grande macchina d’altare della chiesa di San Pietro.

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Disney100: cento anni di amicizia con Wonder of Friendship

Il 16 ottobre 2023 ricorrerà il 100° Anniversario dal giorno in cui Walt Disney e suo fratello Roy donarono al mondo la magia e la meraviglia dei personaggi Disney: di fronte a questo straordinario traguardo, la Disney festeggerà durante tutto l’anno con una serie di mostre, concerti, esperienze esclusive e una nuova linea di prodotti.

Fiore all’occhiello di Disney100 sarà l’evento Wonder of Friendship: The Experience, in programma dal 12 al 21 maggio 2023 a Londra e successivamente a Berlino e Parigi.

100 anni di amicizia: l’incredibile evento esperienziale di Disney100

In occasione dei festeggiamenti per il 100° Anniversario di The Walt Disney Company, andrà in scena l’incredibile evento esperienziale Wonder of Friendship: The Experience, pensato per un target di giovani adulti, che condurrà i partecipanti in un nuovo mondo dedicato alle storie classiche Disney più amate e li inviterà a esplorare, in modo giocoso, i propri rapporti di amicizia celebrando alcuni dei duetti Disney intramontabili come Topolino e Paperino o Lilo & Stitch.

Saranno oltre 1000 metri quadri di installazioni ed esperienze immersive, suddivisi in quattro differenti aree tematiche: Alice nel Paese delle Meraviglie, Il Re Leone, Topolino e i suoi amici e Lilo & Stitch.

Inoltre, grazie alla Realtà Aumentata di Snapchat, i visitatori avranno l’opportunità di “dare vita” alle storie Disney scannerizzando i QR Code presenti in ciascuna area.

Tutta la magia di Wonder of Friendship: The Experience

Non appena gli ospiti accedono all’evento, si ritrovano immersi all’istante in un mondo magico mentre una chiavetta RFID** traccia i loro movimenti: in questo modo, al termine dell’esperienza, la chiavetta svelerà quali amicizie Disney rappresentano i gruppi di partecipanti che riceveranno anche una speciale stampa Disney “Wonder of Friendship”.

Come prima tappa, ecco il “mondo sotto-sopra” del Garden of Mystery ispirato ad Alice nel Paese delle Meraviglie: i visitatori ripeteranno l’indimenticabile viaggio di Alice e dei suoi amici nella tana del Coniglio.
Per fare questo, dovranno fidarsi dei propri amici avventurandosi tra fiori altissimi, Pan-farfalle, Palmipedoni e Carte-Soldato della Regina, avvolti dall’atmosfera onirica e vibrante del labirinto colmo di nebbia.

Poi, è il momento di godere dei profumi, dei suoni e dei panorami tropicali di Lilo & Stitch a Ohnana Bay: un vero e proprio tuffo nella vita dell’isola, saltando sulla tavola da surf, visitando la spiaggia e passeggiando tra i ricordi di Lilo.

Invece, nell’area Orchestral Oasis dedicata a Il Re Leone, i fan entreranno nel mondo di Simba, Timon e Pumba grazie a un’atmosfera ispirata alla giungla con riproduzioni grafiche di insetti e farfalle, sulle note musicali di Hakuna Matata.

Infine, nell’area Mickey & Friends Wonderverse, ecco le statue a grandezza naturale di Topolino, Minni, Paperino, Paperina, Pippo e Pluto.
Nel momento in cui i visitatori interagiscono con i personaggi, si attivano sensori di movimento che creano animazioni “live art” sugli enormi schermi a LED della stanza: maggiore è l’interazione, più luminose e grandi sono le animazioni, a riprova dell’importanza dello stare insieme.

Non mancano numerosi pop-store, compresa l’esperienza promossa da Creator Studio in cui, grazie alla Realtà Aumentata, sarà possibile creare un capo d’abbigliamento originale e unico.

Al momento, il calendario delle esibizioni prevede le seguenti tappe:

  • Londra, Regno Unito: 180 The Strand, dal 12 al 21 maggio 2023
  • Berlino, Germania: Radsetzerei, dal 9 al 18 giugno 2023
  • Parigi, Francia: Le CENTQUATRE-PARIS, dal 30 giugno al 9 luglio 2023

Nuove date in altri Paesi Europei saranno annunciate successivamente.

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In questa città è nato il Carnevale americano. È tutto pronto per la festa

Il mese di febbraio coincide da sempre con uno degli eventi più attesi di sempre da grandi e bambini. Un periodo fatto di festeggiamenti folli, travestimenti irriverenti e celebrazioni ironiche e grottesche. Stiamo parlando del Carnevale, quel momento dell’anno dove tutto, o quasi, è concesso.

Una festa, questa, antichissima e secolare, che affonda le sue origini in tempi lontani e che racconta tradizioni e usanze che si diversificano nel mondo e che anno dopo anno diventano sempre più grandiose.

Ed è proprio un viaggio verso una di queste tradizioni che vogliamo fare oggi con voi, portandovi a toccare con mano la straordinaria atmosfera di festa che si respira nella città dove è nato il Carnevale americano. Preparate le valigie, si vola in Alabama.

1703: nasce il Carnevale negli Stati Uniti

A differenza di quanto in molti pensano, il Carnevale americano non è a nato a New Orleans, anche se le grandiose celebrazioni in questa città ci hanno fatto sempre credere il contrario. Per scoprire le sue origini dobbiamo volare in Alabama e più precisamente a Mobile.

Situata negli Stati Uniti d’America, Mobile è il capoluogo dell’omonima contea nonché una delle principali città di tutta l’area urbana e metropolitana. È in questa città, che un tempo era capitale della Louisiana francese, che le celebrazioni di Carnevale furono importate dagli esploratori francesi.

La storia vuole che nel 1703 fu creata e trasportata per le vie cittadine una grande testa di toro fatta di cartapesta che rappresentava la mucca grassa. Quel giorno, forse senza volerlo, prendeva vita la prima sfilata di Carnevale negli Stati Uniti d’America.

Nel XIX secolo, invece, si diffuse l’usanza di sfilare per la città, durante la notte di Capodanno, indossando maschere e costumi folcloristici. Una tradizione, questa, che influirà successivamente sui festeggiamenti del Carnevale.

Un’altra evoluzione ci fu dopo la guerra civile americana, quando Joen Cain, cittadino di Mobile, si vestì da capo Chickasaw Slackabamarinico e guidò una parata per la città. Nacque così il Joe Cain Day che si celebra la domenica antecedente al Mercoledì delle Ceneri, una festa che viene perpetuata ancora oggi e che dà vita al Carnevale odierno.

Come si celebra il Carnevale a Mobile

Oggi il Carnevale di Mobile è un vero e proprio appuntamento imperdibile che coinvolge i cittadini e i viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo. In questa città portuale, infatti, si susseguono in due settimane e mezzo oltre 40 sfilate.

Carri allegorici, irriverenti e ironici attraversano le strade della città, mentre chi è a bordo lancia dolci, orpelli, perline e dobloni come regalo ai cittadini. Immancabili, in questo periodo, sono i Moon Pies, i dolcetti fatti di marshmallow e graham cracker ricoperti di cioccolato che sono diventati il simbolo del Carnevale di Mobile e di quello americano.

Se siete affascinati da questa celebrazione, allora, dovete inserire nel vostro itinerario di viaggio anche una visita al Museo di Carnevale situato in città. All’interno di un palazzo storico si snodano ben 14 gallerie all’interno delle quali è possibile fare un viaggio nel tempo e scoprire le tradizioni, le usanze e la storia della nascita del Carnevale americano.

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Festival delle luci di Zagabria: celebra la primavera con luci e arte

Fonte: Julien Duval

Julien Duval

Con l’arrivo della primavera, le strade di Zagabria si risvegliano per accogliere uno degli eventi più visitati e popolari: il Festival delle luci. Gli abitanti e i turisti invadono le strade, lasciandosi contagiare da una nuova energia che risplende grazie all’arte della luce. Un evento imperdibile che annuncia la primavera e un rinascimento che è in noi e attorno a noi, donando ispirazione a ogni passo. Il festival è l’occasione perfetta per riaccendere le luci con loro e festeggiate l’arrivo di giornate più lunghe che riportano la vita nelle strade di tutto il mondo.

Fonte: Boška i Krešo

Fonte: Boška i Krešo

Una combinazione di arte, design, spettacolo, intrattenimento e architettura animerà i luoghi più celebri in centro, insieme alle opere di artisti provenienti da tutto il Paese.

Fonte: Boška i Krešo

Fonte: Boška i Krešo

Il festival delle luci di Zagabria: un appuntamento imperdibile

A Zagabria l’arte diventa la linfa vitale della metropoli: dal 15 al 19 marzo 2023, le strade, i parchi, le piazze, le passeggiate, i musei e gli edifici si trasformeranno in una scenografia giocosa con numerose installazioni luminose, proiezioni, animazioni e altre forme di arte innovativa.

Fonte: Julien Duval

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Avrete l’opportunità di vivere Zagabria sotto una nuova luce…nel pieno senso della parola! Il Festival delle luci di Zagabria, giunto ormai al quinto anno, ci ricorda di nuovo lo spostamento dei limiti dell’arte e ci invita a uscire insieme per le strade con lo scopo di celebrare un nuovo risveglio, con nuova speranza e ottimismo.

Fonte: Julien Duval

Fonte: Julien Duval

Alla scoperta delle luci di Zagabria

Visitare Zagabria dipinta di luce è un’occasione unica: la città vi trasporterà in un mondo nuovo e offrirà una vera esperienza urbana per tutte le generazioni. Avrete l’opportunità di godervi 34 installazioni luminose in 29 luoghi che includeranno la più tranquilla Città Alta, ma anche alcuni dei nuovissimi luoghi della più vivace Città Bassa.

Fonte: Julien Duval

Fonte: Julien Duval

Il Festival delle luci di Zagabria apre la stagione turistica e dei raduni all’aperto, con il tanto desiderato clima caldo e i colori che ritornano della primavera. Il programma unirà il meglio delle belle arti, dello spettacolo e della tecnologia moderna per fare il pieno di emozioni e divertimento.

Fonte: Julien Duval
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Carnevale: le manifestazioni imperdibili nei borghi d’Italia

Il Carnevale è una delle feste più colorate, divertenti e attese da grandi e piccini e sono tantissime le manifestazioni storiche in tutta Italia. Oltre a quelle più antiche e famose anche all’estero, ci sono anche moltissimi appuntamenti, alcuni dei quali ancora poco conosciuti, cui vale assolutamente la pena partecipare. Ecco quelli da non perdere.

Gli appuntamenti con il Carnevale in Trentino-Alto Adige

El Carneval de Valfloriana in Val di Flemme

Sabato 18 febbraio nel borgo di Valfloriana, in Val di Flemme, si terrà un lungo corteo di personaggi con maschere lignee e costumi sgargianti che parte da frazione Sicina fino alla frazione Villaggio. Si tratta di uno dei Carnevali più antichi del Trentino Alto Adige. L’evento è noto per i famosi ‘Matoci’, maschere di legno lavorate a mano che rendono questo appuntamento davvero imperdibile.

Carnevale e Sciata asburgica a Madonna di Campiglio

Dal 19 al 24 febbraio Madonna di Campiglio, amata per le sue piste, rivive l’atmosfera dei fasti della corte asburgica con la Principessa Sissi e l’Imperatore Francesco Giuseppe. Accanto alle numerose iniziative da osservare come spettatori, ci saranno altrettante occasioni da vivere come protagonisti di una fiaba. Tra queste la “Sciata asburgica” (su prenotazione) in programma giovedì 23 febbraio. Gli ospiti potranno noleggiare il costume d’epoca, da scegliere in una collezione di numerosi modelli, e poi avventurarsi sulle piste della Skiarea Campiglio Dolomiti di Brenta a fianco della coppia imperiale, culminando l’esperienza con un gustoso aperitivo in rifugio alpino.

Il Carnevale ladino in Val di Fassa

Sono numerose le manifestazioni organizzate per Carnevale nelle diverse piazze dei paesi della Val di Fassa, mondo fatato in Trentino, ma l’appuntamento più atteso è senza dubbio quello di Campitello. Come ogni anno, la domenica che precede Martedì Grasso, in Piaz de Ciampedel, sfilano moltissime maschere che indossano le tipiche “facères da bel e da burt” (maschere, “belle” o “brutte”, finemente intagliate nel legno da artisti locali) e si esibiscono in sketch spiritosi e scherzi, coinvolgendo gli spettatori. Come da tradizione, la parata è aperta dal “Grop de la Mescrès de Cianacei e Gries” (Gruppo delle maschere di Canazei e Gries) che si esibirà con Lachè, Bufon e Marascons, le maschere “guida” uniche in tutto l’arco alpino, nei loro costumi riccamente decorati.

Carnevale sulle Fontane a Vigo di Fassa

Il Carnevale Fassano è il periodo più allegro, spensierato e chiassoso di tutto l’anno. Fino al 21 febbraio, a Vigo, in provincia di Trento, si può seguire un’originale percorso a tappe che accompagna i visitatori alla scoperta delle tradizioni ladine. L’itinerario conduce negli angoli caratteristici del paese, uno dei Borghi più belli d’Italia, dove ci si imbatte in 11 casette sulle fontane, realizzate artigianalmente da privati, scolaresche ed associazioni di volontariato, ognuna delle quali racconta un aspetto diverso del Carnevale, dalle maschere tipiche, le cosidette “faceres”, ai variopinti costumi, dalle leggende agli antichi riti propiziatori. Il 21 febbraio si terrà anche la grande parata di carnevale con tante maschere lungo Strada Rezia e, a seguire, festa con musica, ballo e delizie gastronomiche tipiche.

Gli appuntamenti con il Carnevale in Friuli-Venezia Giulia

Una delle tradizioni più caratteristiche di Sappada/Plodn, isola linguistica di matrice tedesca, è il Carnevale (Vosenòcht), momento fondamentale in cui si intrecciano ritualità e folclore. Protagoniste assolute sono le maschere in legno intagliate da artigiani locali e tramandate di generazione in generazione. I festeggiamenti si svolgono come un tempo nelle tre domeniche che precedono la Quaresima, dedicate ai tre diversi ceti della società: la “Domenica dei poveri” (pèttlar sunntach), in cui si usa vestire abiti dimessi e svolgere i lavori più umili per guadagnarsi da vivere; la “Domenica dei contadini” (paurn sunntach) che rievoca gli antichi lavori agricoli e la “Domenica dei signori” (hearn Sunntach), espressione della classe benestante e occasione di sfoggio dei costumi più raffinati. Durante questo periodo si possono gustare specialità come i mogn kropfen e le orecchiette di coniglio. La manifestazione dura fino al 21 febbraio.

L’antichissimo Carnevale di Muggia

Nel bellissimo borgo di Muggia scopriamo le origini antichissime di un Carnevale imperdibile, citato ufficialmente per la prima volta negli statuti comunali del 1420. El Carneval de Muja era caratterizzato da alcune usanze, tra cui la caccia al toro, d’origine veneta, e il ballo della verdura, che si svolgeva il martedì grasso in quella che oggi è Piazza Marconi. Le donne e gli uomini danzano con il capo ornato da verdi ghirlande, reggendo in mano un arco d’oro di fronde e di arance. La sfilata avrà luogo il 19 febbraio. Tra i dolci troviamo le frittole triestine, “polpettine ” con uvetta e pinoli, fritte e in alcuni casi farcite con crema o cioccolato.

Carnevale di Resia, tra dolci e monumenti

Un fitto calendario di eventi, escursioni naturalistiche e stage di danza è in programma dal 17 al 22 febbraio a Resia, in occasione del Carnevale (Püst), oltre alla possibilità di gustare le pietanze tipiche nei ristoranti del borgo e di visitare il Museo dell’Arrotino e il Museo della Gente della Val Resia. Protagonisti della manifestazione diventano due dolci molto particolari: la sope e il bujarnik, quest’ultimo annoverato tra i prodotti agroalimentari tipici del Friuli Venezia Giulia.

Carnevale di Sauris con la “Notte delle Lanterne”

Sauris/Zahre, borgo incastonato nelle Alpi Carniche, ha una tradizione legata al Carnevale tra le più radicate dell’arco alpino: protagonisti della festa sono il Rölar, figura magica e demoniaca con il volto ricoperto dalla fuliggine, e il Kheirar, il re delle maschere. La tradizione prevede la preparazione dei vledlan (frittelle con le erbe), che nella frazione di Lateis assume la forma tronca di ‘vlé’ (nella lingua germanica locale significa anche pulce), a base di farina, zucchero, uova e arricchiti da grappa ed erbe aromatiche, come la menta selvatica e la salvia. Il sabato prima del mercoledì delle Ceneri, il 18 febbraio, avrà luogo la tradizionale “Notte delle Lanterne”, suggestiva passeggiata al chiaro di luna.

Le altre manifestazioni imperdibili

Ritorna la Zinghenesta nella Valle del Biois

Domenica 19 febbraio, la Zinghenesta, tradizionale festa in maschera di Canale d’Agordo, in provincia di Belluno, celebra la decima edizione dopo due anni di stop. L’iniziativa coinvolgerà tutta la Valle del Biois, per l’intera giornata: la sfilata partirà alle 8 della mattina da Falcade in direzione Caviola e intorno a mezzogiorno giungerà a Canale d’Agordo, nella piazzetta di Tancon, davanti alla Casa delle Regole. Qui ci sarà uno dei momenti più importanti della giornata: la rivelazione della Zinghenesta, cioè della ragazza più bella del paese, cui seguirà la sfilata della protagonista della festa e del suo seguito, fino all’evento clou del pomeriggio: il processo al Carnevale, preceduto dal concorso della maschera più bella.

Carnevale dei Bambini ad Acquasparta

Il 19 febbraio sarà l’ultimo giorno dedicato al Carnevale dei Bambini di Acquasparta, perla umbra in provincia di Terni, inserita nel circuito dei Borghi più Belli d’Italia. In programma l’esibizione delle Majorettes Pomezia Diamond e del gruppo bandistico Città di Acquasparta. In occasione della manifestazione sarà attiva la taverna, dove poter degustare menù a base di piatti tipici locali.

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La sorprendente Capitale Europea della Cultura 2024

Nel 2024, l’affascinante Bodø, in Norvegia, sarà Capitale Europea della Cultura, la prima città a nord del Circolo Polare Artico a detenere il prestigioso titolo. Un’occasione imperdibile per scoprire questa sorprendente località, che ha annunciato un programma ricco di eventi – circa 600 – in tutta la contea del Nordland. Ecco quelli di spicco.

Gli eventi a Bodø, Capitale Europea della Cultura 2024

Sarà il 3 febbraio 2024 la data ufficiale di inaugurazione di Bodø Capitale Europea della Cultura, con una grande produzione che si svolgerà nel porto interno della città che, secondo quanto auspicano gli organizzatori, potrebbe vedere la partecipazione di oltre 20.000 spettatori. Si punta ad attirare per il prossimo anno oltre 500.000 visitatori a Bodø e nel Nordland. La festa è già stata annunciata come la più lunga del mondo, sia in termini di tempo che di area coperta, considerando che la contea norvegese si estende per oltre 800 km da nord a sud.

Tra i numerosi eventi e attrazioni da non perdere il prossimo anno a Bodø, spiccano:

  • il primo festival al mondo 100% sostenibile
  • l’unica biennale europea di land art
  • un falò di mezza estate
  • un festival della libertà
  • un viaggio storico lungo la Nordland Railway
  • un concerto in una grotta sommersa
  • una scultura alta 10 metri in mare
  • una mostra che esplora il lato oscuro del premio Nobel Knut Hamsun
  • un’opera lirica sullo stoccafisso
  • un museo pop-up Sámi
  • roadshow e festival del cibo artico
  • il primo festival della luce del Nordland

A un anno dall’inizio, il programma è ancora in fase di sviluppo e sono assicurate molte altre sorprese.

Alla scoperta di Bodø, mini metropoli della Norvegia settentrionale

Prima di Bodø, solo altre due città norvegesi si sono guadagnate il titolo di Capitale Europea della Cultura: Bergen, città dei sette fiordi e sette colli, nel 2000 e Stavanger nel 2008. Questa mini metropoli della Norvegia settentrionale costituisce sia il centro urbano di Salten che il naturale punto di partenza per esplorare il resto della regione, come le mozzafiato isole Lofoten, e si raggiunge facilmente da Oslo con un volo di 90 minuti. A renderla irresistibile è l’incredibile mix di natura, cultura e ospitalità.

Tra le attrazioni di Bodø, che meritano una visita c’è Il Kulturkvartalet Stormen, affascinante polo culturale con la biblioteca definita da “Wired Magazine” nel 2016 una delle 10 più belle al mondo e l’auditorium che attrae star di fama internazionale. Tanti gli eventi e le manifestazioni che hanno trasformato questa città, cresciuta grazie alla pesca delle aringhe, in un vivace e moderno centro culturale. Una volta qui è però d’obbligo anche una escursione a piedi nell’area a nord est chiamata Bodømarka o sulle montagne nei pressi della cittadina. Tra le gite fuori porta preferite dalla gente del posto c’è quella sull’altopiano Keiservarden, adatta quasi a tutti, da cui si può perfino assistere al festival musicale “Nordland Musikkfestuke”, che si tiene ad agosto.

Appena fuori Bodø si può, inoltre, ammirare il gorgo marino più potente al mondo. Quattro volte al giorno un enorme volume di acqua si getta violentemente nello stretto di Saltstraumen, in alcuni punti largo appena 150 metri, creando enormi vortici tra i fiordi. I viaggiatori arrivano fin qui da ogni parte del mondo per osservare questo spettacolare fenomeno naturale famoso in tutto il pianeta. Il momento ideale per ammirarlo è con la luna nuova o la luna piena, e fino a tre giorni dopo, quando la differenza tra l’alta e la bassa marea può arrivare fino a tre metri.

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Battaglie d’arance, streghe e spade: così il mondo celebra il Carnevale

Paese che vai, usanze che trovi: il celebre proverbio si addice alla perfezione ad alcuni aspetti della cultura e ancora di più al Carnevale. Il periodo più allegro e colorato dell’anno fatto di travestimenti, maschere e dolci, è il momento per divertirsi e fare festa. Le sfilate di carri allegorici segnano la fine dello stesso Carnevale nella maggior parte delle città. In altre invece la tradizione viene soppiantata da streghe, battaglie a suon di arance e tagli di cravatte che hanno una sola cosa in comune: trascorrere una giornata in allegria.

Non solo tradizione: i Carnevali in Italia

Dopo quello di Venezia, uno dei Carnevali più famosi in Italia è quello di Ivrea con la sua battaglia delle arance. Il frutto succoso viene scagliato dai carri alle squadre di terra che rispondono con la stessa arma. Una rievocazione che ricorda la rivolta dei contadini contro un tirannico barone.

La battaglia delle arance a Ivrea

Fonte: iStock/Nico_Campo

Le battaglie delle arance durante il Carnevale di Ivrea

Dal sud passiamo al nord, in Valle d’Aosta: qui il Carnevale fa rima con Napoleone e il suo passaggio durante la campagna d’Italia. I landzettes indossano una maschera di legno e i vestiti, ricoperti di specchietti e paillettes per scacciare gli spiriti maligni, ricordano quelli dell’esercito napoleonico. Anche la Sardegna vanta un Carnevale del tutto particolare e ricco di simbologia. A Mamoiada, nella Barbagia, viene messa in scena la lotta tra il bene e il male. Gli Issohadores vestiti in modo colorato e allegro sfilano al fianco dei Mamuthones, uomini coperti di peli di pecora, campanacci al collo e maschere di legno.

Come si festeggia il Carnevale nel resto del mondo

Non solo in Italia, anche nel resto d’Europa ci sono Carnevali alternativi. A Colonia fa da padrone il romanticismo, perché dai carri vengono lanciate rose e le donne dopo aver tagliato la cravatta agli uomini chiedono in cambio un bacio. Non molto lontano da Colonia, per le vie di Binche (vicino Bruxelles) i Gilles percorrono le strade al suono dei tamburi e degli zoccoli sul selciato.

Carnevale vuol dire anche sovvertire le regole e a Solothurn in Svizzera lo hanno preso alla lettera. La città, convinta di essere agli antipodi delle Hawaii, per una settimana cambia il nome in Honolulu, destituisce il sindaco e la via del municipio prende il nome di “via dell’Asino”. Le streghe invece si impossessano del villaggio basco di Mundaka dove le donne indossano una parrucca bionda e vestono i panni delle megere.

Carnevale di Binche, in Belgio

Fonte: iStock/PepiteVoyage

Le maschere tradizionali del Carnevale di Binche

La fine del Carnevale serve anche a scongiurare lo spettro dell’inverno, questo è quello che succede a Strání, una città della Repubblica Ceca. I protagonisti con sciabole di legno borchiate ingaggiano una lotta-balletto nei boschi contro la stagione più fredda dell’anno e banchettano con piatti a base di maiale. Musica e rumore non sono di casa a Nadur, piccolo villaggio di Gozu, un’isola dell’arcipelago maltese. Qui i carri allegorici e la popolazione con indosso maschere irriverenti sfilano infatti nel silenzio più totale.

Non solo nel vecchio continente, anche in Canada il Carnevale diventa fuori dal comune, in particolare nel Quebec. Qui i protagonisti sono gli sport invernali e gli spettacoli aperti al pubblico, accompagnati da sculture di neve esposte nel palazzo di ghiaccio.

Tradizionale, alternativo, pittoresco: la cosa certa è che il Carnevale è un’occasione unica per divertirsi e festeggiare.

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Sul treno storico che porta al Carnevale di Venezia

Il Carnevale di Venezia è una di quelle esperienze da vivere almeno una volta nella vita. Perfetto per adulti e bambini, è uno dei uno dei più conosciuti e apprezzati carnevali del mondo e che vanta persino origini antichissime: la prima testimonianza risale ad un documento del Doge Vitale Falier del 1094, dove si parla di divertimenti pubblici e nel quale il vocabolo “Carnevale” viene citato per la prima volta.

Quest’anno è iniziato il sabato 4 febbraio e andrà in scena fino al 21 dello stesso mese e, finalmente, dopo due anni di limitazioni dovute alla pandemia da Covid-19, torna in tutto il suo splendore. Ma in questo 2023 c’è anche qualcosa in più: un treno storico che porta diretti al Carnevale di Venezia.

Il treno per il Carnevale di Venezia

Tutti in maschera per salire a bordo del treno storico per il Carnevale di Venezia di Fondazione FS Italiane. La partenza è da Milano Centrale, e Brescia e si dirige a Venezia Santa Lucia. Un meraviglioso vagone antico che inizia a solcare i binari dalla stazione di Milano Centrale alle ore 7.45, con fermata intermedia a Brescia alle ore 8.40 e arriva presso la stazione di Venezia Santa Lucia alle ore 11.38.

A bordo di questo conviglio senza tempo sarà presente un servizio bar e staff dell’Associazione Rotabili Storici Milano Smistamento per assistenza ai viaggiatori. Il ritorno è previsto per le 17.18 , con arrivo a Brescia alle ore 20.32 e Milano Centrale alle ore 21.35.

Un’occasione incredibile, quindi, per vivere le sfaccettature del Carnevale di Venezia in questo 2023. Attenzione però, il treno storico è disponibile solo il giorno 19 febbraio.

Cosa fare al Carnevale di Venezia il 19 febbraio

Il 19 febbraio 2023 sarà un giorno eccezionale al Carnevale di Venezia. Tornerà il Venice Carnival Street Show in cui i migliori protagonisti del circo-teatro e della clownerie animeranno la città con la loro energica creativa, mondi fantastici e allegria, per tornare a sognare attraverso i segni con leggerezza e invenzione.

Gli spettacoli a Venezia andranno in scena dalle 11:00 alle 12:00 e dalle 15:30 alle 18:30; a Mestre dalle 15:30 alle 19:00; nel territorio dalle 11:00 alle 13:00 e dalle 15:30 alle 18:30 (Chirignago, Zelarino, Marghera, Sant’Elena solo il pomeriggio / Favaro solo la mattina).

E chi vorrà fermarsi per la serata in quello stesso giorno potrà vivere il Gran ballo Mascheranda nell’incanto di uno storico palazzo veneziano a partire dalle 20.30. Una festa che inizierà con un aperitivo cocktail di benvenuto e con il primo evento spettacolo della serata.

Al temine, basterà prendere posto su un tavolo in una delle stupende sale del Piano Nobile, decorate con bellissimi affreschi per gustare una cena di gala a lume di candela allietata da musica dal vivo, classica e moderna, ed animata dalle performance artistiche di ballerini e di attori.

Una serata che sarà un continuo susseguirsi di eventi e di spettacoli artistici, di danze e di gare con la Scuola dei Balli Antichi; l’angolo dell’Astrologia e l’Elezione del Casanova 2023.

A fine serata, la festa continuerà con il suo dopo cena: dalle 23.30 alle 2.30 del mattino al piano terra – dove sarà presente la discoteca e l’open bar – un DJ animerà la serata con musica e balli moderni.

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Da Nord a Sud: regione che vai, dolce di Carnevale che trovi

Quando si pensa al Carnevale vengono subito in mente maschere, travestimenti, ma soprattutto i dolci. L’Italia con la sua tradizione gastronomica offre un’ampia scelta di prelibatezze che variano a seconda della regione. Da nord a sud, i dolci tipici di questo periodo dell’anno sono caratterizzati da ingredienti semplici. Assaggiarli tutti è praticamente impossibile, ma questo non vuol dire che non possiamo scoprire le tradizioni del posto e le prelibatezze più amate.

Il dolce carnevale al Nord

Iniziamo il tour culinario dei dolci di Carnevale dal nord! In Trentino Alto Adige a farla da padroni sono i krapfen ripieni di marmellata, gli strauben (frittelle a forma di spirale) e le frittelle di mele. Rimanendo in montagna, in Valle d’Aosta ci sono i panzerottini, mezzelune, con un impasto a base di patate, ripieni di marmellata. In Piemonte non è Carnevale se non si mangiano i friciò (frittelle) e le mantovane di Cossato, fagottini di pasta sfoglia ripieni di mandorle, uvetta e marmellata. La tradizione lombarda, invece, ha in serbo per i più golosi i tortelli, frittelle friabili cosparse di zucchero con l’aggiunta di cannella. In Friuli Venezia Giulia, oltre ai dolci tradizionali ci sono i rufioi, le classiche chiacchiere arricchite da frutta secca.

Krapfen di Carnevale

Fonte: iStock

Le krapfen sono il tipico dolce di Carnevale del Trentino Alto Adige

Il Veneto, la regione del Carnevale per eccellenza, è pronto a deliziare il palato con le fritole, frittelle morbide con uva sultanina, e con i galani, una sorta di ravioli ripieni di mostarda di frutta.
I tortelli sono il simbolo dell’Emilia Romagna e a Carnevale diventano dolci perché ripieni di mostarda e crema a cui si affiancano anche le tagliatelle ovviamente fritte.

Una prelibatezza dopo l’altra nel resto d’Italia

Non c’è solo il nord a offrire ricette golose, in Umbria, Abruzzo e Marche a Carnevale si mangia la cicerchiata (simile agli struffoli napoletani). Nelle Marche possiamo gustare anche croccanti frittelle dette scroccassi e gli arancini di Carnevale, delle girelle aromatizzate all’arancia.

Terra di piatti prelibati, la Toscana non delude neanche per quel che riguarda i dolci di Carnevale. Oltre a quelli classici c’è la schiacciata alla fiorentina, una torta soffice e delicata, e il berlingozzo, una morbida e gustosa ciambella. Nel Lazio le castagnole ripiene di ricotta e crema, “regnano” insieme alle frappe (conosciute anche come chiacchiere, bugie e cenci).

In Molise, i più golosi possono mangiare i caragnoli, frittelle a forma di roselline ricoperte di miele, simili alle cartellate pugliesi. Qui a Carnevale troviamo anche le dita di apostoli, cannoli morbidi ripieni di ricotta aromatizzata. La tradizione culinaria campana dà il meglio di sé anche durante il Carnevale con il migliaccio, una torta a base di semolino e ricotta, le zeppole di San Giuseppe e il sanguinaccio, una crema vellutata a base di sangue di maiale e cacao amaro. Il Carnevale in Calabria fa rima con nacatuli, delle frittelle aromatizzate all’anice dalla forma che ricorda una culla.

Le chiacchiere di Carnevale

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Le chiacchiere sono il dolce più diffuso a Carnevale

Nel tour alla scoperta dei dolci di Carnevale non può mancare un salto nelle isole. In Sardegna in tavola non mancano mai i brugnolus, frittelle di patate, e le orillettas, strisce di pasta intrecciate. Infine la Sicilia è sempre pronta a deliziare il palato con ravioli fritti, pignolata, crespelle di riso e testa di Tùrcu: quest’ultimo dolce è formato da più strati di sfoglie fritte ricoperte con una crema al latte aromatizzata alla cannella e al limone.

Le ricette dei dolci di carnevale sono tante, la cosa certa è che i più golosi non avranno che l’imbarazzo della scelta!

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Sanremo, la crociera del Festival (che non salpa)

Non è aperta a tutti la crociera del Festival di Sanremo. Solo qualche centinaio di super selezionati passeggeri hanno potuto imbarcarsi sulla nave – che non salpa – Costa Smeralda attraccata al porto della cittadina ligure che per qualche giorno è la protagonista del panorama musicale (e non solo).

Costa Crociere ha organizzato una crociera-evento dedicata ai suoi migliori agenti di viaggio, ai migliori clienti italiani e agli iscritti al programma loyalty della compagnia, il C|Club.

La crociera del Festival di Sanremo

A bordo, solo il meglio del divertimento. A partire dal Festival stesso. Sì, perché la nave per tutta la durata dell’evento (cinque giorni, dal 7 all’11 febbraio, serata in cui sarà proclamato il vincitore della 73esima edizione) è stata trasformata in un’estensione del celebre Teatro Ariston, che ogni anno ospita la kermesse musicale, con un palco galleggiante dove si esibiscono cantanti e ospiti.

Ogni sera si esibisce un “big”: Salmo, Fedez, Takagi & Ketra e Guè sono gli ospiti a bordo che cantano e che concorrono alla gara. E per gli ospiti della nave è un’esperienza unica, in uno scenario davvero suggestivo, con la nave illuminata al largo di Sanremo, a poche centinaia di metri dall’Ariston.

Ogni esibizione di un cantante è una festa per gli chi è sulla nave e tutta la crociera è caratterizzata dal lusso. basti pensare che i menu a bordo della Costa Smeralda sono stati curati dallo chef pluristellato – nonché personaggio televisivo – Bruno Barbieri, i dolci serviti sono curati dal Maître pâtissier Iginio Massari e che l’intrattenimento è stato affidato al comico imitatore Angelo Pintus.

Gli ospiti a bordo possono comunque scendere a terra ogni volta che lo desiderano e respirare l’atmosfera festaiola di Sanremo, la cittadina ligure che, per dieci giorni all’anno, si anima come non mai e che diventa il centro del mondo, con vip italiani e internazionali, personaggi del mondo dello spettacolo e dei media che s’incontrano ogni dove.

Sanremo

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Sanremo, perla della Riviera dei Fiori

Cosa vedere a Sanremo

eta ambita del Ponente ligure è Sanremo, la Città dei Fiori e della musica, incastonata nella bellezza della Riviera dei Fiori, dal centro storico ricco di attrattive e dal suggestivo lungomare ombreggiato da palme.

Oltre al famoso Teatro Ariston lungo il corso Matteotti la città è famosa per il casinò, le splendide ville Liberty, le chiese antiche, i giardini, le spiagge e, perché no, la zona dello shopping (amata soprattutto dai francesi che vengono ogni weekend da oltreconfine per fare acquisti).

Volendo, la compagnia organizza anche escursioni guidate a Sanremo per andare alla scoperta dei suoi segreti e dei suoi angoli più pittoreschi e più nascosti.

A bordo della super nave Costa Toscana

Ha iniziato a operare solo la scorsa estate ed è quindi una nave nuovissima. La Costa Toscana è diventata famosa per essere una vera e propria “smart city” galleggiante. La caratteristica numero uno di questa nave è la sostenibilità.

Grazie all’utilizzo del Gas naturale liquefatto (Gnl) riesce a eliminare quasi del tutto l’immissione di ossidi di zolfo nell’atmosfera, di ossido di azoto e di CO2 (fino al 20%) ed è quindi una nave super green.

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Fonte: Ufficio stampa

Una delle cabine a bordo della Costa Toscana

Oltre a zero emissioni, a bordo c’è tutta una serie di innovazioni tecnologiche all’avanguardia studiate per ridurre ulteriormente l’impatto ambientale. L’intero fabbisogno giornaliero di acqua è soddisfatto trasformando quella del mare tramite l’utilizzo di dissalatori.

A parte l’aspetto ecologico, la nave dentro è bellissima ed è un omaggio alla regione a cui è dedicata: la Toscana. Per gli arredi sono stati usati solo materiali e stoffe Made in Italy. E gli spazi comuni sono dedicati ai luoghi toscani più famosi, piazza del Campo, piazza dei Miracoli, ponte Montalcino, Pietrasanta, Viareggio, Montecatini, Lucca, Pienza, Bolgheri e Montepulciano, tutti con i nomi delle città toscane.

I passaggeri a bordo possono divertirsi nei vari bar tematici, nei 21 ristoranti e aree dedicate alla “food experience”, che sono tutti un omaggio all’Italia.

Si può alloggiare in una delle 2.663 cabine, di cui 28 sono suite, 106 camere con terrazza (una nuova tipologia di cabina che comprende una splendida dependance dove fare colazione, prendere un aperitivo o semplicemente godersi il rumore delle onde), 1.534 con balcone, 168 esterne e 827 camere interne.

In occasione del Festival di Sanremo, la Costa Toscana ha gettato l’ancora al largo della costa ligure e resta ferma fino al termine dell’evento, ma non appena arriverà la stagione riprenderà la navigazione nel Mediterraneo occidentale con crociere di una settimana toccando i porti di Savona, Civitavecchia/Roma, Napoli, Ibiza, Valencia e Marsiglia. Durante la stagione autunnale, invece, al posto di Ibiza si fa tappa a Palma de Maiorca.

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Fonte: Ufficio stampa

Uno dei bar esterni a bordo della Costa Toscana