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Catalogna Regione Mondiale della Gastronomia 2025

La Catalogna, nel 2025, è la prima regione europea a ricevere l’ambito titolo di Regione Mondiale della Gastronomia, conferito dall’Istituto Internazionale della Gastronomia, della Cultura, delle Arti e del Turismo (IGCAT).

Si tratta di un importante riconoscimento che rende omaggio al profondo legame tra la cucina catalana, il suo territorio e l’innovazione che ha reso la comunità autonoma nel nord-est della Spagna un faro culinario a livello globale: non a caso, la gastronomia della Catalogna non è solo cibo, ma una vera e propria narrazione culturale che attraversa secoli di tradizioni, e sa unire con sapienza modernità e sostenibilità.

Gastronomia catalana: identità, innovazione e sostenibilità

La cucina catalana rappresenta un dialogo costante tra tradizione e modernità, radicato in un patrimonio agroalimentare senza eguali.

I suoi prodotti tipici, come l’olio extravergine d’oliva, il prosciutto iberico e lo spumante Cava, incarnano l’eccellenza di una terra che valorizza la biodiversità e il rispetto per l’ambiente. Inoltre, grazie a una rete di produttori, ristoratori e chef di fama internazionale, la Catalogna ha consolidato un modello di turismo rigenerativo che invita i visitatori a scoprirne le radici tramite una vasta gamma di esperienze enogastronomiche autentiche.

Già proclamata Regione Europea della Gastronomia nel 2016, la regione si è distinta per il suo impegno nell’organizzazione di oltre 500 eventi mirati a celebrare la cultura culinaria locale. Il nuovo titolo mondiale del 2025 rafforza ancora una volta la sua posizione di leader nel settore, proiettandola come destinazione gastronomica di riferimento.

Il programma 2025: celebrazioni e innovazioni

Il 2025 sarà un anno ricco di eventi all’insegna della gastronomia, della cultura e dell’innovazione. Tra le iniziative più attese:

  • Settimana Internazionale della Regione Mondiale della Gastronomia: un festival che riunirà degustazioni, workshop e attività culturali, mettendo in risalto la cucina catalana e i suoi prodotti;
  • Àpat Catalunya: una cena simbolica per le strade di Barcellona, pensata per celebrare i piatti iconici della tradizione catalana, e in grado di trasformare la città in un grande convivio all’aperto;
  • Conferenza Mondiale sull’Enoturismo: giunta alla nona edizione, posizionerà la Catalogna al centro del dibattito sull’enoturismo e sulle pratiche innovative per promuovere il settore vitivinicolo;
  • Som Gastronomia Tour 2025: un viaggio al cospetto dei principali mercati turistici, in cui la Catalogna presenterà le innovazioni culinarie e tecnologiche portando la sua cucina in giro per il mondo.

Tradizione e territorio: un viaggio nei sapori catalani

La Catalogna è una terra di contrasti e ricchezza paesaggistica, che si riflette appieno nella sua cucina. Dalle montagne dei Pirenei alle coste del Mediterraneo, ogni angolo propone una varietà di specialità inconfondibili.

Nei villaggi di pescatori, i piatti a base di pesce fresco e frutti di mare raccontano la forza del legame con il mare. Nelle zone rurali, stufati, arrosti e risotti mettono in luce la fertilità della terra, arricchiti da ingredienti come porcini, funghi selvatici e insaccati artigianali. A completare il mosaico gastronomico, non mancano dolci come le coca catalana (una preparazione simile a un pane schiacciato e farcito) e i piatti tradizionali dei pastori, simbolo di una cucina che si adatta alle stagioni e ai ritmi della natura.

La ricchezza della tradizione agricola catalana spicca anche nella riscoperta di cereali antichi come lo xeixa, nella coltivazione di ortaggi locali e nel recupero di varietà autoctone, come la mongeta del ganxet o i ceci dolci. Tutti ingredienti che danno vita a ricette cariche di storia e identità.

Vini e olio: i pilastri dell’enogastronomia catalana

Ancora, in Catalogna nascono vini straordinari, come il Priorat e il Penedès, con denominazioni di origine rinomate a livello internazionale. L’enoturismo è, infatti, una delle esperienze più affascinanti da mettere in lista: visitare le cantine, camminare tra i vigneti e scoprire i segreti della produzione del Cava sono solo alcune delle opportunità per immergersi nell’essenza catalana.

L’olio extravergine d’oliva, simbolo della cucina mediterranea, è un altro protagonista indiscusso. Grazie al recupero di varietà autoctone e all’attenzione alla qualità, la regione spagnola si distingue anche per le occasioni di oleoturismo, che consentono di conoscere da vicino paesaggi rurali e di riscoprire i sapori intramontabili della tradizione.

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Funicolare Sant Joan, cosa devi sapere per programmare una visita

Tra le montagne, nel cuore della natura selvaggia, ammirando panorami che levano il fiato: c’è un luogo in Catalogna che regala una vista spettacolare, di quelle che è difficile dimenticare. Per godere di tanta bellezza basta salire sulla funicolare Sant Joan, per un viaggio che dura pochi minuti ma che resterà impresso per sempre tra i ricordi di viaggio più indelebili.

E se il percorso è importante e va goduto appieno, anche la destinazione è affascinante: arrivati in cima la vista abbraccia il mondo intorno a sé, si può visitare un piccolo museo, oppure partire per una delle tante escursioni possibili tra queste montagne.

Tutto quello che c’è da sapere per una giornata a Montserrat, a bordo di una funicolare con vista da favola e nel cuore autentico della Catalogna.

La funicolare Sant Joan, un viaggio vertiginoso verso la vetta

Tra le montagne, nel cuore della natura, osservando il mondo spalancarsi intorno a sé. Succede in SpagnaCatalogna, poco distante da Barcellona, dove si può salire sulle montagne e ammirare tutto dall’alto. Per farlo si deve raggiungere il monastero di Montserrat e da lì salire ancora sulla funicolare Sant Joan. Una volta su questi vagoni si vivrà un’esperienza unica, vertiginosa e da sogno.

Il viaggio dura poco e la funicolare si inerpica sul fianco della montagna fino a raggiungere la cima, da dove la vista spazia sulla Catalogna regalando agli occhi uno scenario pazzesco e unico.

Vale assolutamente la pena salire anche solo per poter colmare lo sguardo di tanta meraviglia, ma la vista spettacolare non è l’unica cosa che si può fare una volta raggiunta la cima della montagna. Infatti dalla stazione (inaugurata nel 1918) vi è un edificio che ospita il museo Aula de la Natur, all’interno del quale si può approfondire la conoscenza di quali specie animali e vegetali vivono nel parco naturale della zona, ma non solo dal momento che raccoglie anche nozioni sul clima e sulla storia.

E poi da qui partono tante escursioni, per poter vedere con i propri occhi la meraviglia di questo paesaggio montano, conoscerlo meglio e tornare arricchiti dal viaggio.

La stazione a monte della funicolare di Sant Joan

Fonte: iStock

Sant Joan, la stazione a monte

Funicolare Sant Joan, cosa c’è da sapere

Alcuni dati interessanti in merito a questo percorso riguardano i numeri. A partire dalla distanza che si percorre una volta saliti sulla funicolare Sant Joan, che ammonta di 503 metri, con una pendenza che arriva a toccare il 65 %. Una volta terminato il viaggio si arriva a circa 1000 metri di altitudine, sul Piano delle Tarantole.

Questo percorso è stato inaugurato nel 1918 con l’obiettivo di unire il monastero sottostante con l’eremo di Sant Joan, nel punto in cui vi è anche il belvedere da cui la vista abbraccia il territorio circostante.

Nel corso del tempo questo impianto è stato oggetto di ammodernamenti ed è stato dotato di veicoli che permettono ai passeggeri di ammirare al meglio il paesaggio anche durante il viaggio.

Come raggiungere il monastero di Montserrat

Ma per intraprendere questo viaggio bisogna prima compierne un altro ed è quello per raggiungere il monastero di Montserrat. Si parte da Barcellona per raggiungere la stazione di Monistrol de Montserrat e da lì si sale sulla ferrovia a cremagliera, che porta nel cuore della montagna, dove si trova l’edificio religioso anche meta di pellegrinaggio.

La salita lungo il pendio dura circa 15 minuti e, grazie ai vetri panoramici, si può assaporare la bellezza della natura. Inoltre, è bene sapere che il treno parte circa ogni 20 minuti, ma è bene informarsi prima in base al periodo.

La storia di questo impianto è abbastanza antica e affonda le sue radici nella necessità di rendere più facile l’accesso al monastero. E questo è un luogo in cui si fondono la storia, la cultura e la bellezza naturale, creando un sito che vale la pena raggiungere per potersi immergere nell’anima della Catalogna.

Montserrat da dove parte la funicolare Sant Joan

Fonte: iStock

Montserrat, da qui parte la funicolare che porta a Sant Joan

Cosa vedere una volta raggiunto Montserrat

Una volta arrivati con la cremagliera a Montserrat, e prima di procedere con la salita grazie alla funicolare Sant Joan, ci sono tantissime cose da ammirare per poter rendere questa gita ancora più speciale.

Qui, infatti, si trova il santuario della Vergine Maria di Montserrat, ma anche il monastero benedettino che ha circa 1000 anni. Qui giungono anche i pellegrini per poter pregare la Madonna Nera, celebre scultura romanica del XII secolo che ha una grandezza di circa 95 centimetri. Legata alla figura della Madonna, inoltre, c’è una antica leggenda secondo la quale la prima immagine della Vergine Maria sia stata trovata da un gruppo di bambini con un gregge in una grotta. Visto che questa statua era impossibile da trasportare, il vescovo avrebbe ordinato la costruzione del santuario.

Da non perdere anche il museo all’interno del quale si possono ammirare opere di celebri artisti come Caravaggio, Degas, Picasso e Dalì, oltre a una collezione di resti archeologici e a mostre temporanee.

Un sito importante dal punto di vista culturale, storico, religioso e naturalistico e da cui partire per un’altra tappa, quella lungo la funicolare Sant Joan.

Le escursioni dalla funicolare

Raggiunta la stazione della funicolare di Sant Joan si possono intraprendere delle interessanti escursioni alla scoperta della bellezza selvaggia di queste cime.

Una di queste porta nel punto più alto: Sant Jeromi che è a 1236 metri sopra il livello del mare. La durata di questo percorso è di circa 2 ore e mezza. Dura, invece, solo 20 minuti quella che porta all’eremo di Santa Magdalena da cui godere di una vista altrettanto favolosa. Questi sono solo alcuni dei percorsi che si possono intraprendere, per poter vivere da vicino il paesaggio e scoprire scorci nuovi.

Ma se si decide di tornare indietro, si può ripartire dal monastero e successivamente salire su un’altra funicolare che permette di raggiungere un altro luogo altrettanto affascinante. Stiamo parlando della funicolare di Santa Cova che, infatti, fa da collegamento tra il santuario di Montserrat e la grotta proprio quella dove, secondo, la leggenda i pastorelli hanno trovato l’immagine della Vergine Maria. Si può raggiungere anche a piedi, ma la comodità del mezzo è impareggiabile. Per raggiungere questo luogo speciale, inoltre, non si sale in maniera vertiginosa verso l’alto ma si scende lungo un percorso di 262 metri.

La vista da Sant Joan

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La splendida vista da Sant Joan
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In Spagna c’è un villaggio perduto che a volte riemerge

Un campanile che sbuca dalle acque, immerso in un lago e nel bel mezzo della natura. No, non ci troviamo in un sogno, ma in un posto reale, che esiste e che sembra essere il frutto dell’immaginazione di una mente fantastica. Siamo in Spagna, in Catalogna. Qui si trova Sant Romà de Sau, un villaggio sommerso con la sua bellissima chiesa di epoca romanica. Un luogo affascinante, da visitare per vedere con i propri occhi come la natura insieme alla mente umana possano creare location incredibili.

Infatti, il villaggio con la sua chiesa (che è anche la più antica al mondo a trovarsi sott’acqua) sono stati sommersi in maniera volontaria: dove si trovano e qual è la loro storia.

Sant Romà de Sau, il villaggio e la chiesa sommersi

La storia, la natura, ma anche la mente dell’uomo: sono tre delle tante ragioni per cui vale la pena visitare la chiesa e il villaggio di Sant Romà de Sau in Spagna. Un luogo incredibile che ha anche ottenuto dei record importanti pare infatti che sia questa la chiesa sommersa più antica al mondo, oltre a essere anche quella che si trova alla profondità maggiore, ovvero 23 metri.

Ci troviamo in Catalogna a circa un’ora e mezza da Barcellona, per cui questo luogo è perfetto se si programma una vacanza in zona. E vale davvero la pena visitarlo, perché questo scenario fantastico resterà tra i ricordi indelebili della vacanza. Scatti da cartolina, ma anche la scoperta della storia: da quella più antica fino a quella recente, con la “nascita” del villaggio sommerso.

La chiesa può essere datata intorno alla seconda metà dell’anno Mille ed è sommersa dal 1962, quando è stato terminato il bacino idrico, la cui realizzazione ha preso il via intorno al 1949. Il bacino si estende su una lunghezza di circa 17 chilometri ed è largo 3. Dalle sue acque – quando il livello non è troppo alto – spunta il campanile della chiesa a imperitura memoria della storia, antichissima, legata a questo villaggio sommerso. E così questo posto è diventato una grandissima attrazione turistica, come accaduto anche ad altre località dove la mano dell’uomo è riuscita a creare scenari così particolari e suggestivi.

La chiesa è la più antica sommersa: così, a quanto pare, è stato certificato. Anche se esiste, in Turchia, un tempio ancora più antico ma che si trova a una profondità minore e i cui resti sono solamente le fondamenta, come riporta un articolo di Naciò.

La storia del villaggio sommerso

Un luogo antichissimo la cui storia risale a prima dell’anno Mille. Oggi il villaggio è sommerso ma – per lungo tempo – è stato un centro abitato. È nel 1962 che la diga sul fiume Ter ha fatto sparire tutto, sommergendolo con l’acqua e lasciando a ricordo dei tempi passati solamente la vista, in base alla portata dell’acqua, la punta del campanile dell’edificio religioso.

Ma cosa è accaduto alle persone che vivevano in questo luogo? Tra il 1951 e il 1962 gli abitanti sono stati espropriati e alcuni di loro si sono trasferiti nel nuovo villaggio di Sant Romà de Sau che si trova su una collina da cui si vede il bacino. Di recente, in un periodo di siccità, è riemerso qualcosa di più mostrando il passato che è rimasto celato agli occhi per tantissimi anni.

Il risultato è che oggi il villaggio e la sua chiesa sono un luogo affascinante e in cui riecheggia la storia antica, che vale la pena visitare se si programma una vacanza a Barcellona e nei suoi dintorni.

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Gorgs della Catalogna, luoghi di intensa bellezza

La Spagna è un Paese bellissimo e pregno di attrazioni che possono conquistare il cuore di tutti. Ma c’è una regione in particolare, ovvero la Catalogna, che tra tutte le sue meraviglie nasconde dei tesori naturali davvero unici nel loro genere. Parliamo dei gorgs, che tradotto dalla lingua locale vuol dire pozzanghera. Più che piccoli accumuli di acqua, però, sono delle vere e proprie piscine naturali che spesso si rivelano anche oasi di pace e tranquillità, immerse in ambienti assolutamente incontaminati.

I meravigliosi gorgs

I gorgs sorgono nell’entroterra catalano e si creano  dai torrenti che, lungo il loro percorso, danno vita a fragorose cascate, gole e piccole piscine naturali con acque cristalline dove potersi rinfrescare e trascorrere il proprio tempo in totale relax.

È bene sapere, tuttavia, che per via della loro bellezza e importanza naturalistica alcuni di questi gorgs, o meglio le località che li ospitano, richiedono il pagamento di un’ecotassa che ha lo scopo di controllare i passaggi e, quindi, tutelare la sostenibilità dei luoghi.

Gorg Blau

Il primo gorg di cui vi vogliamo parlare prende il nome di Blau e si trova nella provincia di Girona, più precisamente nel comune di Sadernes nell’Alta Garroxta. Un posto che, inevitabilmente, cattura il cuore di tutte quelle persone che amano le escursioni. Al contempo, è anche il luogo ideale per coloro che invece vogliono dedicarsi ad attività più adrenalineche come il canyoing e l’arrampicata.

Gorg Blau, in Catalogna

Fonte: iStock

Un angolo di Gorg Blau

Arrivare al cospetto di questa meraviglia è un’esperienza assai speciale: occorre addentrarsi in un fitto bosco dove si sviluppa un sentiero che inizia e termina proprio a Sadernes, un piccolissimo paese situato all’ingresso di una gola dove l’acqua del fiume Llierca ha scavato la roccia calcarea.

Da queste parti la visita va prenotata in anticipo e bisogna anche pagare una tassa ecologica per accedere al parcheggio. Una volta fatto un bagno rinfrescante in questa zona da urlo, vale la pena dirigersi verso la costa e più precisamente a Figueres, una graziosa città che si fa spazio alle pendici dei Pirenei.

Circondata da parchi naturali e con una proposta gastronomica davvero ricca di prodotti del mare e dei monti, è la città natale di Salvador Dalí e per questo ospita anche un particolarissimo museo a lui dedicato.

Gorgs de la riera de Merlès

Se ci si trova a Barcellona vale la pena fare un gita fuori porta per arrivare al cospetto dei Gorgs de la riera de Merlès, un luogo dove la natura si mostra in un perfetto equilibrio e in cui lo scorrere del torrente Merlès pare richiamare la leggenda legata a questo posto, un tempo frequentato da streghe.

A circa un’ora dalla capitale catalana, nei pressi di Prats de Lluçanès, il torrente Merlès ha creato uno maestoso canyon e alcune piscine naturali con acque pure e limpide. Si possono raggiungere percorrendo a piedi o in mountain-bike i sentieri che seguono il corso del flusso d’acqua, tutti immersi in una fitta e rigenerante vegetazione.

Nel caso in cui voleste approfittare dell’occasione per visitare i dintorni, la meta suggerita è Vic, una piccola città ricca di storia e fascino, immersa in un magnifico contesto naturale. Si tratta di un piccolo borgo che conserva uno splendido patrimonio storico e artistico, il posto in cui riuscire a respirare davvero l’antichità e il Medioevo.

Gorg de la Malatosca

Il Gorg de la Malatosca, situato a Sant Joan de les Abadesses, in provincia di Girona, è un luogo dove la tranquillità regna sovrana. Si può raggiungere con estrema facilità poiché occorre solcare un un breve percorso a piedi. Una volta fatto, il visitatore trova di fronte ai suoi occhi una magnifica piscina naturale immersa nella natura, dove si sente forte e chiaro il potente frastuono della cascata che lo alimenta.

Gorg de la Malatosca, Catalogna

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Il Gorg de la Malatosca

Come tutti i luoghi più incredibili che si rispettino, anche questo gorg è legato ad una leggenda, anzi, ben due. Chiamato anche “gola delle streghe”, si narra che un tempo fungesse da punto di incontro per queste misteriose persone dedite a pratiche e rituali magici. Un giorno, però, furono costrette a chiamare una levatrice del villaggio perché una di loro doveva partorire e, non sapendo in che modo ricompensarla, le diedero una manciata di lenticchie. Come è possibile intuire, la levatrice non fu affatto contenta di questo risarcimento, e per questo gettò le lenticchie nel fiume Ter che si trasformarono, per magia, in oro.

Anche i dintorni di questa piscina naturale sono assai interessanti. Ne è un esempio il vicino e l’antico monastero benedettino femminile Sant Joan de les Abadesses, fondato da Wifredo el Velloso nell’anno 885 e trasformato in una collegiata alla fine del XVI secolo. Particolarmente suggestive sono la chiesa romanica del XII secolo e il chiostro gotico del XV secolo.

Salt de la Foradada

Dal piccolo paese di Cantonigròs, a circa un’ora da Barcellona nella regione di Osona, si può arrivare a quella che forse è – per eccellenza – la gola più fotografata e instagrammabile del Paese: si tratta di Salt de la Foradada. Da queste parti, il torrente Riera de les Gorgues realizza un salto eccezionale che a sua volta dà vita a una cascata emozionante.

Ma non è tutto, perché ciò che attira maggiormente l’attenzione del visitatore è il grande buco nella roccia accanto alla cascata. Questo “buco”, che dà il nome alla zona (“Salt de la Foradada” significa letteralmente “cascata del buco”), riesce a far filtrare i raggi del sole creando un coinvolgente gioco di luci.

Oltre alla cascata, sono tante le gole e le piscine naturali che a loro volta sono raggiungibili con una semplice escursione adatta a tutti, sempre con partenza sempre dal paese di Cantonigròs.

Nei dintorni, invece, meritano una visita due dei borghi medievali meglio conservati della regione: Rupit e Pruït. Si tratta di due villaggi, oggi uniti sotto la denominazione ufficiale “Rupit i Pruït”, che vantano una storia millenaria e dove il tempo pare essersi fermato. Al contempo, sono luoghi particolarmente curiosi perché, camminando per le loro stradine lastricate in cui si affacciano graziose case in pietra, ci si rende conto che sono stati costruiti seguendo la natura, i suoi elementi e le sue regole.

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In Catalogna è già primavera

Se vi state chiedendo quale sia il periodo migliore per visitare la Catalogna, la risposta è nel profumo dei peschi in fiore, nel sapore del fricandò e nell’incanto dell’arte da vivere a cielo aperto che regala la primavera. Nella splendida regione della Spagna nord-orientale, stretta tra le montagne dei Pirenei e il mar Mediterraneo, già si può avvertire l’arrivo di una delle stagioni più belle e fiorite, nei paesaggi che iniziano a tingersi di infinite sfumature di colori che spennellano di magia borghi, cittadine, colline e dolci rilievi, con le giornate che via via si allungano, rendendo ancora più piacevole la scoperta di una terra dagli spettacoli naturali indimenticabili. Se già ci state mettendo il pensiero, ecco alcune idee per un weekend o un ponte primaverile in stile catalano.

Ammirare i peschi in fiore

Meno nota delle fioriture dei tulipani in Olanda o dell’Hanami in Giappone, l’altrettanto suggestiva e stupefacente fioritura dei peschi del territorio di Aitona, a pochi chilometri da Lleida, nell’entroterra della Catalogna, è uno spettacolo imperdibile che toglie il fiato a chiunque ne sia spettatore o spettatrice. Una distesa rosa che sembra un vero e proprio capolavoro artistico, in cui perdersi.

Tutto il paesaggio intorno è talmente ricco di profumi e colori che è quasi impossibile riuscire a coglierli tutti in una sola fotografia. E poi sono tante le esperienze da fare ad Aitona, a piedi o in bicicletta, tra tour agricoli, un importante patrimonio culturale e un volo in mongolfiera, per ammirare anche dall’alto le spettacolari sfumature dei frutteti fioriti.

La magia di Barcellona in primavera

La primavera è il momento migliore per vivere la magia di Barcellona, capoluogo della Catalogna, con i suoi luoghi e monumenti imperdibili, tra cui La Rambla, La Sagrada Familia, Casa Milà, Parc Güell, per non parlare degli eventi che appagano tutti i gusti.

Dai festival musicali alla romantica Festa di Sant Jordi, che ricorre il 23 aprile – per la quale la tradizione vuole che gli innamorati si scambino rose e libri – grandi mostre di arte contemporanea e manifestazioni sportive: il tutto, reso ancora più piacevole dalle temperature primaverili.

Girona e Tarragona, tra storia e cultura all’aria aperta

Un weekend lungo a Girona, ‘piccola Firenze della Catalogna‘, può regalare una sorpresa dietro l’altra. Qui ci si perde nella bellezza del suo centro storico, gioiello di architettura medievale, dove non mancano edifici romanici e gotici. Passeggiando nel fitto intricarsi di stradine acciottolate, piazze e scale, ci si imbatte nel quartiere ebraico di El Call, uno dei più estesi e antichi d’Europa, mentre ad ogni passo si svelano le pittoresche e colorate case che si affacciano sul fiume Onyar. Prima di lasciare la città, cercate la Lleona, una statua raffigurante una leonessa che troneggia su una colonna nel quartiere Barri Vell: secondo la tradizione, toccarla o baciarle il fondoschiena porta fortuna.

Da non perdere anche Tarragona, capoluogo della Costa Dorada che si affaccia sul Mediterraneo. Una città che ammalia e intriga con il suo mix tra storia romana e atmosfere medievali, gli affascinanti siti inseriti nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO, le spiagge assolate e una cultura gastronomica che riflette il suo glorioso passato. Il Carrer del Comte è un vero e proprio museo a cielo aperto di street art catalana, da vedere assolutamente.

Il fricandó, viaggio tra i sapori primaverili della Catalogna

Gli amanti dei tour gastronomici e non solo, potranno fare un viaggio nei sapori più antichi e autentici dell’entroterra catalano, racchiusi nella ricetta del fricandò, risalente al ‘700, pietanza tipicamente primaverile a base di vitella dei Pirenei catalani, insignita del marchio IGP, e di funghi moixernons, che crescono proprio in questo periodo dell’anno. Per assaporare fino in fonfo l’esperienza della primavera in Catalogna