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Stenico, il borgo immerso nel verde dominato da un antico castello

Il panorama delle Dolomiti è uno dei più affascinanti del nostro Paese, e i suoi piccoli borghi che lo punteggiano sono un vero incanto. Tra i tanti, c’è quello di Stenico che sembra essere proprio un gioiello: incastonato nella natura incontaminata, vanta persino un misterioso castello medievale da cui si gode di una vista mozzafiato. Andiamo alla scoperta della sua antica storia e delle meraviglie da visitare.

Stenico, tra storia e natura

La cornice è quella delle Dolomiti di Brenta, dove si trovano alcune delle vette più amate dagli alpinisti e decine di località incantevoli per tutti gli appassionati della montagna. Il piccolo borgo di Stenico spicca in questo paesaggio così suggestivo, situato a poco più di 650 metri di altitudine: le sue origini sono molto antiche, e vengono fatte risalire addirittura al popolo ligure degli Stoni, che qui avrebbero trovato il loro capoluogo. Le più datate testimonianze ritrovate sul territorio appartengono al XV secolo a.C., ma vi sono stati anche riportati alla luce numerosi reperti d’epoca romana.

Stenico, in provincia di Trento, è un borgo letteralmente immerso nella natura. Si trova nel cuore del Parco Naturale dell’Adamello-Brenta,  il luogo ideale per chi vuole vivere una vacanza nel verde: da qui si dipanano moltissimi sentieri di trekking, adatti sia ad escursionisti provetti che ai principianti o alle famiglie che vogliono godersi un po’ di tempo all’aria aperta. Tra le mete preferite c’è la val Nardis, dove un itinerario panoramico conduce sino ad un rifugio d’alta montagna a quasi 2.500 metri di quota.

Non molto distante dal paese c’è un altro paesaggio incredibile, che sembra uscire da una cartolina: quello della Cascata del Rio Bianco. Basta una camminata di circa mezz’ora per raggiungere questo luogo fantastico, uno spumeggiante salto d’acqua che in inverno quasi sparisce, per poi tornare pieno di vigore con il disgelo della primavera. Nei dintorni si può visitare anche l’Orto Botanico, un vero e proprio percorso naturalistico che racchiude tutta la biodiversità delle Dolomiti. Al suo interno si staglia la Casa del Parco, un antico casino di bersaglio del periodo asburgico, aperta soltanto stagionalmente.

Cosa vedere a Stenico

Il centro storico di Stenico è davvero grazioso e ben conservato, con numerosi edifici antichi da scoprire. È il caso, ad esempio, della Chiesa di San Vigilio: venne costruita nel ‘500 sulle ceneri di una precedente cappella secolare, della quale resta ancora intatto il campanile con orologio e finestre bifore. Sebbene danneggiata da un incendio nel secolo scorso, è stata prontamente restaurata e oggi è un vero gioiello, soprattutto con i suoi splendidi affreschi e le decorazioni in stucco che campeggiano lungo la navata e la volta a botte.

Su una collina da cui domina tutto il borgo, ecco infine il Castello di Stenico: si tratta di un antico maniero medievale risalente al XII secolo, appartenuto per lungo tempo al principe vescovo di Trento. Finemente ristrutturato qualche decennio fa, è oggi aperto al pubblico e fa parte del circuito delle esposizioni museali del Castello del Buonconsiglio. È anche sede della biosfera UNESCO riguardante le Alpi Ledrensi e Giudicarie, uno dei panorami più affascinanti e ricchi di biodiversità del nostro territorio.

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I segreti di Palmanova, uno dei borghi più belli d’Italia

Città-fortezza, Palmanova è uno di quei luoghi che hanno contribuito a rendere la fama dell’Italia quella che è oggi: al top. Dal 1960, con decreto del Presidente della Repubblica, è stata proclamata Monumento Nazionale. Nel 2017 è entrata nella lista dei Patrimoni mondiali dell’Unesco e nel 2018 è entrata a far parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia.

Il merito di tutto ciò è dovuto alla sua particolarissima forma di stella a nove punte, visibile solo dall’alto dei suoi bastioni (o dal cielo). Si tratta, infatti, di uno dei più importanti esempi di architettura militare dell’età moderna.

I bastioni di Palmanova

Passeggiare sulle antiche mura di Palmanova permette di osservare la geometria perfetta delle strutture difensive realizzate, scoprire le gallerie che permettevano alle milizie di spostarsi o di difendere la fortezza e di conoscere i segreti di un luogo unico in Italia.

Palmanova

Fonte: @Ulderica Da Pozzo

La città di Palmanova vista dall’alto

La struttura fortificata è organizzata su tre cerchie difensive e un tessuto urbano disposto su assi radiali. L’accesso alla città è consentito da tre porte: Porta Aquileia (un tempo chiamata Marittima), Porta Udine e Porta Cividale.

La città fu fondata dalla Serenissima Repubblica di Venezia con l’intento di contrastare le mire espansionistiche degli Asburgo d’Austria e le scorrerie dei Turchi. Il 7 ottobre 1593 si pose la prima pietra della fortezza.

Una data non casuale, scelta dai rappresentanti della Repubblica di Venezia per ricordare due eventi importanti: la ricorrenza di Santa Giustina, patrona della nuova città, e l’anniversario della vittoria di Lepanto sui Turchi il 7 ottobre 1571. Questo anche perché Venezia voleva sottolinearne la fama di fortezza inespugnabile, contro le scorrerie dei Turchi e per arginare le mire espansionistiche degli Arciducali, fino a quando il generale Bonaparte la conquistò.

Furono costruite due linee difensive con bastioni e rivellini e al loro interno si realizzò l’impianto urbanistico della città. La terza cinta fortificata fu aggiunta in epoca napoleonica.

I segreti di Palmanova

Uno dei segreti meglio custoditi si trova proprio nel sottosuolo. Tutta la cinta bastionata di Palmanova è percorsa da un sistema di gallerie, alcune delle quali sono anche visitabili. Negli ultimi anni è stata riaperta e reinserita nelle visite guidate anche la Loggia di baluardo Donato con la sortita che permette il passaggio dall’interno della città stellata al fossato esterno.

percorso-sui-bastioni_Palmanova

Fonte: @Gianluca Baronchelli

Il percorso sui bastioni di Palmanova

Questa veniva utilizzata per i movimenti delle truppe e per le milizie a cavallo. All’uscita del camminamento sotterraneo, si trova il terrapieno parallelo alla cortina chiamato “falsabraga”, realizzata per occultare gli spostamenti delle truppe all’interno delle fortificazioni.

Il mistero dei numeri

La “città stellata”, come è anche chiamata Palmanova, è circondata da mura e fossati per una lunghezza di circa 7 chilometri. Sei strade convergono verso il centro, una piazza esagonale talmente perfetta che è facile rimanere impressionati dinanzi a tale ordine.

E sono proprio i numeri a lasciare meravigliati, tutti basati sul numero tre e suoi multipli: la stella è a nove punte, come sono nove anche i bastioni di fortezza e le cerchie della cinta muraria. Ci sono tre porte di accesso, 18 strade radiali e sei strade principali.

Il progetto di questa città fu inizialmente affidato a Leonardo da Vinci, ma il grande Genio rifiutò di realizzarlo per via di altri impegni. Tuttavia, da alcuni documenti storici sembrerebbe che fece comunque un sopralluogo e dispensò alcuni preziosi consigli.

Un luogo ultraterreno

Quando venne ideata, Palmanova non avrebbe dovuto ospitare soltanto i militari impegnati in guerra, ma era stata progettata per dare alloggio anche a 20mila abitanti. Il progetto tuttavia naufragò: un po’ forse perché spaventava l’idea di far crescere dei figli in ambiente bellico, ma la credenza più diffusa era che si riteneva che la città avesse qualcosa di ultraterreno nella sua particolarissima struttura.

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Torrechiara, il borgo col castello che è una favola

Qualche casetta antica incastonata tra le prime colline della Val Parma, e poi un suggestivo castello che spicca sul punto più alto del centro abitato, da cui gode di una vista sensazionale: siamo a Torrechiara, piccolo borgo dell’Emilia Romagna, dove si può ammirare un bellissimo maniero medievale. Tra storia e leggenda, il suo profilo imponente si staglia contro il cielo azzurro, regalando un panorama da cartolina. Scopriamo la sua incredibile magia.

Torrechiara e il suo meraviglioso castello

Torrechiara, frazione del comune di Langhirano, è uno dei piccoli borghi che punteggiano le colline attraverso cui scorre placido il torrente Parma, nel cuore della Pianura Padana. Sebbene sia davvero minuscolo (conta meno di 400 abitanti), vanta un gioiello di rara bellezza: si tratta del castello di Torrechiara, costruito nel ‘400 su uno sperone roccioso proprio a ridosso del paesino medievale. Quello che si vede da lassù è un panorama incantevole, ma ancora più suggestiva è la storia di cui il maniero è testimonianza.

La struttura originaria risale al ‘200, quando la famiglia Scorza ordinò la costruzione di una casaforte lungo la Via Emilia – poi distrutta dal podestà Marco Giustiniani. Un paio di secoli dopo, sulle sue rovine venne eretto il castello che ancora oggi possiamo ammirare: a volerlo fu Pier Maria II de’Rossi, il quale cercava non solamente un forte da cui proteggere i suoi dominii, ma anche un nido d’amore dove incontrare la sua amante Bianca Pellegrini. Fu per questo motivo che concentrò i suoi sforzi sulla decorazione delle lussuose sale che accolsero la sua travolgente storia d’amore.

La stanza più suggestiva è la Camera d’Oro, situata al primo piano della torre di nord-est, che si affaccia sulla Val Parma. Il suo nome deriva da preziose decorazioni in foglia d’oro che rivestivano le pareti, e che oggi non sono più presenti. Non meno affascinanti sono gli affreschi, probabilmente di realizzazione dell’artista Benedetto Bembo, splendidi dipinti medievali che narrano l’amor cortese tra Pier Maria e la sua Bianca. Il castello è aperto al pubblico, con visite guidate che offrono una panoramica meravigliosa su questa struttura di così gran pregio. Ma attenzione al fantasma: si narra che tra le sue mura, nelle notti di plenilunio, il proprietario innamorato vaghi ancora alla ricerca della sua dama.

Cos’altro vedere a Torrechiara

Il castello di Torrechiara è senza dubbio il vero gioiello del borgo, un luogo magico che sembra uscire da una favola. Ma le sorprese non finiscono qui: tra le colline ricoperte di bellissimi vigneti (qui si producono i rinomati vini dei Colli di Parma), si staglia il piccolo borgo medievale dove il tempo pare essersi fermato. Una delle sue architetture più belle è la Badia di Santa Maria della Neve, anch’essa costruita nel ‘400 per volere di Pier Maria II de’ Rossi, lungo le sponde del torrente Parma. La chiesa tardo-romanica e il chiostro rinascimentale sono tutti da scoprire.

È invece ai piedi del castello che sorge la Chiesa di San Lorenzo: costruita nel XII secolo in stile romanico, venne poi abbattuta e sulle sue ceneri nacque l’attuale edificio, ovviamente sempre per opera di Pier Maria II de’ Rossi. Fu in seguito trasformata seguendo i dettami dello stile barocco e ristrutturata più volte, a causa di alcuni danneggiamenti che subì con il corso del tempo. Al suo interno custodisce alcuni preziosissimi dipinti settecenteschi.

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La magia degli eventi nei castelli d’Italia, tutta da scoprire

In Italia svettano nei cieli dei castelli bellissimi in cui rivivere sfarzose epoche antiche. Vi basti pensare che in totale ci sono circa 3200 castelli e 45.000 tra castelli, torri, e dimore storiche. Molte di queste strutture sono famose in tutto il mondo, altre sono più piccole e meno note ma comunque pregne di atmosfere magiche e tante meraviglie da scoprire. Noi di SiViaggia ne abbiamo selezionati alcuni, edifici in cui nei prossimi giorni si terranno anche alcuni interessanti eventi.

Il Castello di Paderna a Pontenure

Il primo meraviglioso Castello di cui vi vogliamo parlare è quello di Paderna, frazione di Pontenure, in provincia di Piacenza. Fa parte dell’Associazione dei Castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli e si distingue per essere un elegante fortilizio che conserva un’ampia corte agricola in cui è custodita la chiesa di Santa Maria.

Oggi è un’azienda agricola biologica, orto-giardino con antiche varietà, fattoria didattica e sede di importanti manifestazioni legate alla coltivazione della terra.

Una di queste si terrà il 7 e l’8 ottobre, giorni in cui questo meraviglioso edificio apre i suoi cortili ed il grande parco per la 28° edizione di “I Frutti del Castello”, una rassegna di frutti antichi, fiori, piante, prodotti dell’agricoltura e dell’artigianato.

Evento i I Frutti del Castello

Fonte: Ufficio Stampa Ella Studio: Ph: Carla Soffritti

Il il Castello di Paderna a Pontenure

Quest’anno l’appuntamento è dedicato soprattutto agli alberi e al ruolo fondamentale che essi svolgono per la salvaguardia ambientale. Saranno presenti oltre 160 gli espositori – provenienti da tutta Italia – e i visitatori passeggiando  fra i suggestivi spazi del castello potranno scoprire saperi e sapori della terra, immergendosi in un tripudio di colori.

Ma non è finita qui perché si avrà l’opportunità anche di approfondire l’arte del giardinaggio e del vivere secondo ritmi slow. Poi ancora l’artigianato artistico e i tanti eventi, seminari, talk, esposizioni, presentazioni di libri a tema, laboratori, attività per grandi e piccoli.

Il Castello di Thiene nella pedemontana vicentina

Thiene è un grazioso comune della provincia di Vicenza in cui sorge un Castello che è pura bellezza, e in realtà anche un vasto complesso. Edificato in stile gotico, risale al  XV secolo ed è considerato un unico esemplare del suo genere, sia per caratteristiche architettoniche che per destinazione funzionale.

Non a caso ha ricoperto anche la funzione di modello per i successivi sviluppi delle ville venete. Oltre alle visite guidate, da queste parti si tengono diversi eventi culturali durante tutto l’anno. In più, viene anche offerta la possibilità di passarvi indimenticabili soggiorni.

Tra gli appuntamenti da segnare sul calendario vi segnaliamo quello che dal 2019 si ripete ogni anno: la Scuola di Magia Italiana che coinvolge ogni estate gli studenti degli istituti primari e secondari di primo grado in un’esperienza all’insegna della magia. Il modo davvero più opportuno per immergersi in un’atmosfera fantastica, anche perché gli studenti che hanno frequentato la Scuola negli anni precedenti possono proseguire gli studi e conseguire il titolo di maghi apprendisti.

La Scuola di Magia Italiana al Castello di Thiene

Fonte: Ufficio Stampa Encanto – Ph: Scuola di Magia Italiana

Il Castello di Thiene e la Scuola di Magia Italiana

Il Castello di Padernello, tesoro della provincia di Brescia

Padernello è un antico e bellissimo villaggio che sorge nei pressi di Borgo San Giacomo, in provincia di Brescia. In posto in cui a voler toccare il cielo c’è un Castello dall’impressionante bellezza. Si tratta di un maniero quattrocentesco composto di stanze eleganti, soffitti decorati e meravigliose aree che rivelano incredibili opere d’arte. In più, è particolarmente noto perché qui, secondo la tradizione, l’anima inquieta di Biancamaria Martinengo, ovvero la famosa Dama Bianca, si aggira portando in mano un libro d’oro contenente il suo segreto.

Questo 22 settembre, tra le altre cose, è in programma una coinvolgente visita guidata in notturna: una voce misteriosa condurrà i visitatori in un viaggio nel tempo, tra antichi segreti e storie intriganti. Il ponte levatoio sul fossato si aprirà per dare il benvenuto ai curiosi ospiti che si immergeranno nelle atmosfere della cucina cinquecentesca, negli ambienti eleganti delle nobili stanze, nell’affascinante biblioteca, tra i soffitti decorati e le suggestioni della scalinata settecentesca del maniero di Borgo San Giacomo.

Eventi al Castello di Padernello

Fonte: Ufficio Stampa Ella Studio – Ph: Virginio Gilberti

Il meraviglioso Castello di Padernello

Il Castello di Magliano Alfieri, gioiello della provincia di Cuneo

Decisamente straordinario è anche il Castello di Magliano Alfieri, in provincia di Cuneo, che si presenta come un’imponente architettura che si affaccia sulle meraviglie della Valle del Tanaro.

Risalente alla seconda metà del ‘600, fu la residenza estiva della famiglia degli Alfieri di Magliano e al suo interno preserva anche un museo in cui viene presentato il fenomeno dei soffitti in gesso decorati in tutti i suoi aspetti. Ma abbiamo una buona notizia in più: domenica 24 settembre torna  “Al Museo in Famiglia”, un appuntamento per grandi e bambini che potranno andare insieme alla scoperta degli spazi e della storia del maniero roerino a prezzi speciali.

Castello di Magliano Alfieri

Fonte: Ufficio Stampa Barolo Foundation

Il Castello di Magliano Alfieri

Il Castello di Lombardia, simbolo di Enna

L’ultimo maniero di cui vi vogliamo parlare è il Castello di Lombardia che è il simbolo della città di Enna, ma anche una delle fortezza di epoca medievale più grandi d’Italia, assieme al Castello di Brescia e al Castello di Lucera.

Nel corso dei secoli ha cambiato funzione diverse volte: in epoca preistorica ospitava un villaggio composto da capanne; in quella classica divenne acropoli; con l’arrivo dei normanni nel XIII secolo, venne completamente rinnovato per volere di Federico II; fu raso al suolo dagli angioini e ripristinato nel XIV secolo da Federico III d’Aragona che lo volle come sua dimora.

Un vero e proprio spettacolo siciliano che in quesi giorni è protagonista di Italia Romanica, un unico percorso che conduce alla scoperta dell’arte e dell’architettura del Medioevo italiano tra cattedrali, abbazie, monasteri, chiese campestri, castelli e torri in Sardegna, Sicilia e Lombardia.

L’evento è attivo nei weekend fino all’1 ottobre e prevede visite guidate ed esperienze dedicate a una straordinaria epoca interpretata da grandi scultori, pittori, architetti ed ingegneri che hanno lasciato il segno nella storia dell’arte italiana. L’intento è quello di far nascere un unico museo diffuso e narrato che proceda per aree geografiche e indicazioni storico-artistiche.

Non resta che andare alla scoperta di questi affascinanti manieri italiani e dei loro eventi che sono assolutamente magici e unici nel loro genere.

Castello di Lombardia, eventi

Fonte: iStock

Il Castello di Lombardia a Enna
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A Piacenza esiste un castello che sembra uscito da una favola bucolica

Immerso nella natura con la sua dimensione imponente e la sua alta torre. A guardarlo sembra quasi che, entrandoci, ci si possa immergere dentro a una favola, una di quelle popolate da principesse combattive, cavalieri senza macchia e segreti da svelare.

Siamo nei pressi di Piacenza, lì un castello svetta nella campagna e sembra uscito da una favola bucolica. È il castello di Rivalta che si trova nell’omonima frazione del comune di Gazzola. Si tratta di una residenza privata, ma è possibile visitarla oltre che sceglierla come location per eventi da favola. Così, ad esempio, ha fatto Francesca Ferragni, la sorella di Chiara, per il giorno delle sue nozze.

Il castello di Rivalta, fortezza dal fascino senza tempo

Un luogo del passato, un edificio imponente, che racconta, già al primo sguardo, di secoli di storia. Il castello di Rivalta, infatti, è stato per lungo tempo fondamentale presidio della zona. Intorno all’edificio vi è un bellissimo parco e ha avuto ospiti illustri tra le sue mura. Pare, infatti, che sia apprezzato dalla famiglia reale inglese e da quella olandese.

La magione viene già citata in documenti che risalgono ai primi anni Mille ed era di grande importanza per la sua posizione. Ci sono alcune leggende legate ai suoi interni, raccontate nel sito ufficiale, che ammantano di quel pizzico di gustoso mistero tutto il castello. Del resto quasi ogni luogo del passato ha le sue storie e i suoi segreti, elementi che ne accrescono la magia. Come quella legata al fantasma del castello che sembrebbe aver dato per l’ultima volta fastidio a un ospite nel 1970. Oppure il fantasma del cuoco Giuseppe, che si dice vaghi ancora nella magione.

Oltre all’edificio principale vi è un borgo, un oratorio, una Torre Medievale e la chiesa di San Martino.

Cosa vedere nel castello

Il castello nei pressi di Piacenza è abitato dai Conti Zanardi Landi, ma è possibile visitarlo. Camminare tra i suoi saloni è un’esperienza intrigante, un vero e proprio viaggio indietro nel tempo. Si possono ammirare tantissimi ambienti come la sala delle armi, al cui interno vi sono oggetti risalenti nel periodo che va dal XV al XVIII secolo, la sala dell’arte sacra ed esplorazioni, con alcuni pezzi particolarmente interessanti e, poi, la sala del costume militare.

Per ammirare oggetti del passato e muoversi in queste sale, che lasciano addosso il magico sapore di un’altra epoca, è possibile prendere parte a visite guidate, la procedura è spiegata sul sito del castello di Rivalta dove vengono esposte anche le varie possibilità di percorso.

Vi è anche un hotel, una spa ed è possibile organizzare eventi, come matrimoni. Tra i più celebri (e recenti) quello di Francesca Ferragni, sorella di Chiara Ferragni, che in questa location meravigliosa ha deciso di sposarsi con il compagno Riccardo Nicoletti.

E, in effetti, è il luogo ideale per un romantico sì, del resto cosa c’è di meglio di un castello da fiaba immerso in un’atmosfera bucolica e capace di portarci indietro nel tempo per promettersi amore eterno? Se le prime notizie riguardo a questo luogo meraviglioso risalgono alla prima metà dell’anno mille, la sua struttura mostra una bellissima mescolanza del tempo che è passato. Passeggiare nel complesso fortificato è un vero e proprio viaggio a ritroso, tra leggende, storie e tanta bellezza.

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Castello di Schwerin: per vivere una favola d’altri tempi

A tutti è capitato, almeno una volta nella vita, di desiderare di vivere una favola d’altri tempi. A nord di Berlino, in un contesto che sembra uscito direttamente da una libro di racconti fatati, sorge un vero e proprio castello delle fiabe che al suo interno conserva anche un po’ di Italia. Si tratta del Castello di Schwerin, simbolo dell’omonima città e sede del Parlamento del land Meclemburgo-Pomerania Anteriore.

Castello di Schwerin: cosa aspettarsi

Questo maestoso e signorile castello sorge a Schwerin, una piccola località tedesca che però conserva tesori dal valore immenso: è conosciuta come la “città dai sette laghi e dalle sette foreste”.

Quando si arriva al cospetto del Castello di Schwerin sembra di essere stati catapultati in un mondo fatto di magia: sorge su un isolotto che galleggia in un placido lago, ed è collegato alla terraferma da un suggestivo ponticello che fa rivivere atmosfere medievali.

La classica immagine delle fiabe, quindi, che viene ancor più esaltata della struttura stessa del castello che è stata caldamente voluta dai granduchi del Macleburgo, nel XIX secolo, e che è ispirata allo stile rinascimentale francese.

Per non parlare dei giardini che gli fanno da cornice: è popolato di canali, laghi, pergolati e c’è persino una parte più moderna, ridisegnata nel 2009, chiamata floating meadow, ovvero prato galleggiante.

Cosa vedere

Il meraviglioso Castello di Schwerin, un tempo fortezza difensiva, è perfettamente visitabile sia fuori che dentro. Già da lontano l’esterno si fa notare e apprezzare per via della presenza di torri svettanti, guglie che sembrano toccare il cielo, cupole dorate e spettacolari giardini fioriti.

Tra le sue mura conserva invece 654 stanze, non tutte aperte al pubblico, perfettamente arredate con tappeti preziosi, boiserie e dipinti. Ma come vi accennavamo in precedenza, c’è anche un po’ d’Italia in questa regale dimora: presso la sala del trono si innalzano delle colonne rivestite con pregiati marmi di Carrara.

Mobili dell’epoca, quadri, arazzi, statue del Canova decorano l’edificio suddiviso in tre piani, ognuno dei quali con una destinazione d’uso diversa. E poi ci sono i pavimenti in marmo o in legno impreziositi da tarsie in vari colori, meravigliosi soffitti in legno intarsiato oppure decorati con stucchi e affreschi.

I meravigliosi giardini

A render l’esperienza di visita una vera favola d’altri tempi è anche l’affascinante parco con giardino in stile inglese di cui il castello è circondato. Particolarmente affascinanti sono le scenografie dell’Orangerie, con aiuole fiorite, piante rare e persino una fontana di bronzo.

Vi è stato edificato anche un elegante portico in ferro battuto, così come una grotta artificiale e un bellissimo portale di una chiesa in stile gotico francese.

Il fantasma del castello

Anche il fiabesco Castello di Schwerin può vantare una storia dai profili spettrali. Si narra infatti che all’interno di queste antiche e possenti mura viva il Petermännchen, uno spiritello che possiede un potere davvero singolare: può aprire qualsiasi porta incontri, anche se perfettamente chiusa con tutte le mandate possibili.

Petermännchen, quindi, sembrerebbe aggirarsi nel castello con lo scopo di proteggerlo, tanto che secondo le persone del luogo avrebbe persino svegliato delle guardie che si erano addormentate durante il loro turno, evitando così una terribile punizione che probabilmente gli sarebbe stata inflitta.

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Bali: dormire in un castello di bambù che sembra uscito da una fiaba

Come ve la immaginate, voi, la vacanza dei sogni? Forse come un’avventura dalle entusiasmanti scoperte, o come un’esperienza sensoriale e rilassante. Probabilmente in un paradiso terrestre oppure in una destinazione dove la natura prospera grandiosa e incontaminata. Forse in un luogo vista mare o in una foresta tropicale e lussureggiante, ma sicuramente all’insegna della pura beatitudine.

Ananda, che in sanscrito vuol dire “pura beatitudine”, è proprio questo, un’esperienza unica al mondo che tutti i viaggiatori dovrebbero vivere e condividere almeno una volta nella vita. Un alloggio delle meraviglie incastonato in una scenografia naturale unica, quella della foresta tropicale che si snoda sopra il sacro fiume Ayung, ad Abiansemal.

Proprio qui, nella Reggenza di Badung, a Bali, è possibile dormire nella Ananda House, un castello di bambù, immerso nella natura, che sembra uscito da una fiaba.

Un alloggio da fiaba a Bali

Raggiungere Bali, attraversare le montagne vulcaniche ricoperte di boschi, visitare le risaie, la barriera corallina e i siti sacri, come il suggestivo tempio di Uluwatu, è una di quelle esperienze da vivere e da condividere almeno una volta nella vita. Non è un caso che, l’isola indonesiana, sia diventata con gli anni una destinazione popolare tra i viaggiatori di tutto il mondo.

Le cose da fare e da vedere qui sono tantissime e tutte sono destinate a incantare, ma se è un’esperienza unica che volete vivere una volta raggiunta l’isola, il consiglio è quello di pernottare all’interno dell’Ananda House.

Ananda in sanscrito vuol dire “pura beatitudine”, non si tratta di un semplice alloggio, ma di un sogno a occhi aperti che trasporta i viaggiatori nella favola più bella. Questa residenza, infatti, è incastonata in una foresta tropicale e verdeggiante ed è realizzata completamente in bambù. Un vero e proprio paradiso terrestre dove i viaggiatori possono riscoprire tutta la bellezza di Madre Natura.

Ananda House, dormire in un paradiso terrestre

Fonte: IBUKU / mediadrumworld.com / IPA

Ananda House, dormire in un paradiso terrestre

Dormire in un castello di bambù

Per raggiungere questa dimora fatata, che per forme, lineamenti e dimensioni richiama proprio un castello incantato, dobbiamo raggiungere il piccolo e verdeggiante villaggio balinese di Bone. Qui gli artigiani locali, uniti da un grande sogno condiviso, hanno realizzato una dimora utilizzando solo il bambù. Il materiale caratterizza ogni ambiente della residenza, dalle pareti interne alla struttura esterna, passando per gli utensili e l’arredamento.

Il risultato è un’edificio pregno di vita, uno dei più suggestivi esempi di convivenza tra l’attività umana e il pianeta. Persino i materiali di assemblaggio sono completamente naturali: i chiodi e le viti sono stati sostituiti da migliaia di picchetti di bambù.

Il castello è il cuore pulsante del Green Village, un villaggio popolato da persone provenienti da ogni parte del mondo che qui ha scelto di restare per vivere in totale armonia con la natura. Situato a soli 10 minuti da Ubud, questo piccolo insediamento comprende 13 ville costruite completamente in bambù. Tra queste anche l’Ananda House.

Il castello può essere prenotato tramite Airbnb e comprende tre edifici separati e spettacolari: il Guest Pavilion, il Master Pavilion e il Bali Living Pavilion. Tutte le camere offrono una vista privilegiata sul sacro fiume Ayung e sul giardino tropicale che circonda l’edificio. Completano l’offerta una piscina di acqua salata e una cascata.

Ananda House, la residenza di bambù a Bali

Fonte: IBUKU / mediadrumworld.com / IPA

Ananda House, la residenza di bambù a Bali
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Il castello in cui si nasconde la porta dell’inferno

È davvero impossibile non rimanere affascinati e anche un po’ intimoriti davanti alla maestosità di un castello: le sue mura imponenti, le torri che lo cingono e quell’atmosfera tenebrosa ne fanno un luogo dai mille misteri. Per il castello di Houska, questo è ancora più vero. Si dice, infatti, che nelle sue segrete si nasconda nientemeno che la porta dell’inferno. Leggenda o verità? Quel che è certo è che mai nessuno ha provato davvero a raggiungere le profondità del maniero, con il timore di non poter più fare ritorno.

Il castello di Houska, ricco di fascino

Siamo in Cechia, nel bel mezzo di una regione ricca di boschi e un po’ isolata: nonostante la relativa vicinanza alla capitale (Praga dista una cinquantina di km), sembra davvero di stare in un altro mondo. Qui spicca il castello di Houska, sulle cui origini aleggia un velo di mistero. Pare sia stato costruito nel XIII secolo per volere del sovrano boemo Ottocaro II, come centro amministrativo per gestire le sue proprietà reali. Secondo la leggenda, tuttavia, già qualche secolo prima lo stesso identico sperone di roccia su cui oggi si erge il maniero sarebbe stato occupato da una molto più modesta costruzione in legno, realizzata dal principe Slavibor per suo figlio.

Ad ogni modo, il castello è poi passato di mano in mano, accogliendo alcune tra le più nobili famiglie del Paese, sino a quando non è finito in stato d’abbandono. Nell’800, dopo un attento restauro, è stato acquistato dalla principessa Hohenlohe e, nei primi decenni del ‘900, da Josef Šimonek, proprietario di una delle più famose case automobilistiche del mondo. Nazionalizzato durante il periodo socialista del Paese, solo pochi anni fa è tornato ad essere di proprietà dei discendenti del suo ultimo acquirente. La sua storia sembra accomunarlo a centinaia di altri castelli in tutto il mondo, eppure qui c’è qualcosa di davvero strano.

Innanzitutto, è un vero mistero come mai sia stata scelta una posizione così scomoda. Troppo lontano da Praga per poter essere stato costruito in sua difesa, il castello di Houska sorge nel bel mezzo di un bosco, su una roccia a strapiombo, senza fonti d’acqua o strade che possano fornire qualsivoglia comodità. Inoltre non ci sono mura o altre fortificazioni esterne, le sue torri sono disposte in maniera quantomeno bizzarra e molte finestre sono murate: sembra quasi che, invece di dover proteggere i suoi abitanti da un nemico esterno, serva piuttosto a tenere ben chiuso qualcosa al suo interno. E in effetti, secondo la leggenda, nelle sue segrete si celerebbe la porta dell’inferno.

La porta dell’inferno e i suoi misteri

Questa misteriosa porta dell’inferno sarebbe un pozzo che conduce ad alcuni cunicoli sotterranei, uno dei quali sarebbe in collegamento con i demoni dell’oltretomba. Il castello sarebbe servito proprio ad impedire che questi ultimi uscissero, e a sostegno di questa ipotesi ci sono diverse storie inquietanti. Ad esempio, si narra che nei boschi circostanti, prima della costruzione del maniero, qualcuno abbia sentito dei rumori misteriosi e poi abbia visto materializzarsi delle forze del male, tramutatesi in animali. Nessuno ha mai tentato di raggiungere la porta dell’inferno, ad eccezione di un povero malcapitato.

Lo sfortunato in questione era un prigioniero condannato a morte. Stando ai racconti tramandati di secolo in secolo, quest’uomo avrebbe accettato di calarsi nelle profondità delle segrete in cambio della libertà. Ma dopo aver fatto pochi metri, avrebbe iniziato ad urlare in maniera terrificante. E, una volta riportato in superficie, avrebbe mostrato un volto completamente distorto dall’orrore e dalla follia, capelli prematuramente ingrigiti e un aspetto di 30 anni più vecchio. La morte sarebbe sopraggiunta solo un paio di giorni dopo, e nessuno sembra sia riuscito a farsi dire cosa avesse visto di così terribile. I proprietari avrebbero dunque tentato di chiudere il pozzo infernale gettandoci dei sassi, senza però sentire il rumore che questi avrebbero dovuto fare colpendo il fondo.

Pare che ci siano voluti oltre tre anni di lavoro per riuscire finalmente a murare quell’ingresso così terrificante. Ad ogni buon conto, sul luogo è stata costruita anche una cappella per proteggere gli abitanti dai demoni dell’inferno. Tutto ciò risalirebbe all’epoca in cui il maniero non era ancora stato progettato, e sulla roccia si ergeva solamente la costruzione in legno di cui abbiamo fatto cenno prima. Sarebbe stato proprio questo evento a dare il via alla realizzazione del castello, il quale rimase persino disabitato per decenni, prima che qualcuno trovasse il coraggio di insediarsi tra al suo interno.

Leggenda o verità? I fenomeni inspiegabili

Ancora oggi, il mistero legato al castello di Houska non ha trovato spiegazione. Secondo i locali, l’edificio sarebbe infestato da svariate creature – non tutte animate da buone intenzioni. Dal pozzo, talvolta, si sentirebbero grida terribili e selvagge, ma anche gemiti strazianti. Molti esperti avrebbero cercato risposte soddisfacenti a questi fenomeni, ipotizzando la presenza di alcuni elementi radioattivi che potessero giustificare malesseri o altre bizzarrie. Ma nulla di tutto ciò potrebbe mai fornire una spiegazione sufficiente ai tanti eventi terrificanti che, stando alle leggende, si sarebbero verificati – e ancora continuerebbero a verificarsi.

Sembra infatti che numerosi fenomeni inspiegabili continuino ad accadere: molti uccelli muoiono misteriosamente avvicinandosi alle mura del castello, mentre gran parte degli animali si rifiuta di avvicinarsi. Addirittura, alcuni cani si rifiuterebbero di seguire i loro padroni all’interno del parco, forse in allarme per qualche entità malvagia. Senza contare di quante persone, entrando nella cappella, si siano sentite male o siano persino svenute.

A quanto pare, per il momento sarebbe impossibile escludere l’esistenza di fenomeni paranormali all’interno delle mura del castello. Che sia davvero stato costruito per proteggere non i suoi abitanti, bensì per costringere creature demoniache al suo interno? Un indizio, oltre a quelli già citati in precedenza, potrebbe essere nascosto negli affreschi che decorano la cappella. Vi è infatti ritratto l’arcangelo Michele, che nella tradizione cristiana è colui che guida l’esercito di Dio contro le forze del male. Altre scene immortalano le battaglie degli angeli contro i demoni, ma anche immagini che non hanno nulla a che vedere con questo tema, come la crocifissione o una rappresentazione di San Cristoforo.

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Il castello del “Gaudí di Grosio” è una fiaba italiana tutta da scoprire

Esiste un luogo, nel nostro Paese, dove la magia ha preso vita grazie al lavoro instancabile dell’uomo, un posto dove la realtà supera la fantasia e dove tutti, indipendentemente dall’età, possono tornare a essere bambini. Si tratta di un castello che non ha niente a che vedere con gli edifici storici e maestosi che si snodano lungo lo stivale e che si differenzia persino da quelli che abbiamo visto nelle favole più belle.

Per scoprire questo luogo incantato dobbiamo recarci a Grosio, un piccolo comune italiano di appena 4000 abitanti situato in provincia di Sondrio, in Lombardia, incastonato allo sbocco della Val Grosina. Il territorio, conosciuto ai più per la presenza del Parco delle incisioni rupestri istituito negli anni ’70 per salvaguardare il patrimonio storico, archeologico e paesaggistico di questo luogo, cela in realtà una meraviglia che in pochi conoscono.

Si tratta del castello costruito da Nicola, anche conosciuto come il Gaudí di Grosio, che ricorda per forme, colori e lineamenti l’iconica Casa Batlló realizzata dal famoso architetto catalano. Raggiungere e visitare questo monumento incredibile vi permetterà di vivere una fiaba tutta italiana. Pronti a partire?

Il castello delle fiabe in provincia di Sondrio

Il nostro viaggio di oggi ci porta a Sondrio, e più precisamente nei territori che compongono l’omonima provincia e che rappresentano il cuore della Valtellina. Proprio qui, dove ogni giorno si rifugiano migliaia di viaggiatori attratti dai paesaggi alpini, esiste un luogo di incredibile bellezza che è un unicum nel suo genere e che in pochi conoscono.

Si tratta del castello di Nicola di Cesare, un uomo che ha scelto di realizzare a Grosio il sogno di una vita, quello di realizzare una dimora fatata circondata da un parco delle meraviglie. Così è nato un capolavoro: il Giardino Roccioso di Nicola, ribattezzato, da chi lo ha ammirato, il castello del Gaudí di Grosio perché è proprio allo stile dell’architetto catalano che l’uomo si è ispirato.

Nicola, un costruttore di origini abruzzesi, è arrivato in Lombardia 50 anni fa e proprio in Valtellina ha deciso di realizzare la sua casa-monumento che oggi è diventata una vera e propria opera d’arte. Ha scavato le scale nella roccia, ha creato archi e muretti, li ha decorati sapientemente con materiali di scarto e ha arredato gli spazi con oggetti coloratissimi e unici. Un lavoro incessante che è durato 40 anni e che ha portato alla creazione di un giardino delle meraviglie che oggi corre in verticale sopra la sua casa.

Una fiaba nel cuore della Valtellina

Fonte: iStock/Cesare Ferrari

Il castello del Gaudì di GrosioUna fiaba nel cuore della Valtellina

La dimora del Gaudí di Grosio

Basta guardare le fotografie del castello del Gaudí di Grosio per capire che ci troviamo davanti a qualcosa di unico. Nicola si è ispirato per la sua dimora all’architettura catalana portando nel cuore della Valtellina un pezzo di Barcellona.

Visto da fuori questo giardino verticale, con le sue scale, i sentieri e le arcate, assomiglia in tutto e per tutto a una dimora fatata, ma l’incanto continua anche negli interni. In questi anni, infatti, il Gaudí di Grosio ha decorato sapientemente il complesso con mosaici realizzati con materiale di scarto, come pezzi di vetro di bottiglie o di fanali di auto dismesse. Ad arricchire l’intera struttura sono i dettagli più svariati, come quelle frasi che riportano i detti popolari, oppure i vasi, le sculture e i tasselli dei mosaici che corrono lungo le 207 scale abbarbicate alla montagna.

Come visitare questa dimora? Il castello del Gaudí di Grosio è situato nel cuore del paese, alla fine di via Rovaschiera, ed è ben visibile dall’esterno. Per entrare nell’edificio, invece, è necessario contattare direttamente il padrone di casa.

La dimora del Gaudí di Grosio

Fonte: iStock/Cesare Ferrari

La dimora del Gaudí di Grosio

 

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Castelli di tufo sulla Luna: questo luogo sembra un sogno

L’uomo sogna di andare sulla Luna, un desiderio questo che potrebbe trasformarsi in realtà nel giro di pochi anni. La corsa alla conquista del nostro satellite naturale, infatti, è cominciata diversi anni fa e da quel momento sono molte le persone che auspicano di poter immergersi in quel paesaggio così particolare e suggestivo che fino a questo momento abbiamo visto solo in foto.

Non tutti sanno, però, che è possibile avere un assaggio di quel panorama anche restando con i piedi per terra. Dall’altra parte del mondo, infatti, esiste un luogo che non ha nulla a che invidiare alla candida Luna. Uno specchio d’acqua sulle cui sponde la natura ha deciso di forgiare il suo più grande capolavoro.

Ci troviamo nella Contea di Mono dove sorge l’omonimo lago, uno dei più suggestivi degli Stati Uniti D’America. Proprio qui, dove castelli di tufo si innalzano verso il cielo ricreando un paesaggio lunare, è possibile ammirare uno degli scenari più incredibili del mondo intero.

California: il paesaggio lunare che sembra un sogno

Guardando le fotografie del lago di Mono viene quasi spontaneo pensare a un fotomontaggio. Le immagini che ritraggono questo luogo, infatti, sono così belle da non sembrare vere, e invece sono reali e per questo ancora più straordinarie.

Sono diversi gli avventurieri che, negli anni, si sono spinti fino a qui per toccare con mano la meraviglia di un luogo che sembra catapultare sulla Luna. Tutto merito di quelle formazioni rocciose che sovrastano l’area e che svettano verso il cielo, rendendo l’atmosfera ancora più incantata.

Questo lago è situato in California, e più precisamente nella Contea di Mono, dalla quale prende il nome. Secondo gli esperti, le origini del Mono Lake, risalgono a oltre 700.000 anni fa, a seguito dell’eruzione di antichi vulcani che hanno portato alla creazione della Long Valley Caldera.

Le sponde del lago sono occupate da numerose formazioni rocciose che si sono sedimentate nel corso degli anni e che hanno creato un paesaggio che per molti aspetti ricorda proprio quello lunare.

Il paesaggio lunare del lago di Mono

Fonte: iStock

Il paesaggio lunare del lago di Mono

Torri di tufo sulla Luna

Le formazioni sedimentarie hanno modificato in maniera univoca l’intero paesaggio conferendogli l’aspetto attuale. Lo scenario che si apre davanti allo sguardo di chi arriva fin qui è davvero surreale: sembra di trovarsi sulla superficie lunare puntellata da tante torri. In realtà, quei monumenti rocciosi, altro non sono che i depositi di carbonato di calcio che si sono accumulati nel tempo sott’acqua e che sono emersi dopo con l’abbassamento del livello del lago portando alla luce torri, colonne e agglomerati che sembrano dei veri e propri castelli.

Anche se questa zona è ancora poco battuta dal turismo di massa, vale davvero la pena raggiungerla. Le suggestioni provocate da un paesaggio unico nel suo genere sono davvero infinite. Neanche i Pink Floyd ne rimasero immuni, al punto tale da scegliere per la copertina interna dell’album Wish You Were Here una foto di Mono Lake.

Il lago fa parte del Mono Lake Tufa State Natural Reserve, una riserva naturale istituita nel 1981 dallo Stato della California per preservare le torri di tufo e il patrimonio paesaggistico e naturalistico dell’intera aerea. Il parco può essere visitato in autonomia oppure prendendo parte alle visite guidate organizzate dalla Mono Lake Committee.

Mono lake

Fonte: iStock

Mono lake