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Ischitella: il borgo del Gargano che racconta storia e meraviglia

Sulle pendici del promontorio del Gargano, in provincia di Foggia, il borgo di Ischitella si affaccia su un panorama a dir poco straordinario, laddove il mare si distende fino a incontrare le lontane Isole Tremiti e, nelle giornate più limpide, persino la costa croata. Antica fortezza difensiva, terra dell’olio d’oliva e degli agrumi, è altresì nota per aver dato i natali a Pietro Giannone, uno dei giuristi italiani più importanti.

I quartieri storici di Terra Vecchia e Rione Ponte raccontano due anime distinte: il fascino medievale delle strette stradine e delle case a terrazza si contrappone alla grazia settecentesca delle linee eleganti e regolari.

E non sono soltanto le vedute a incantare: i tramonti, con la luce dorata, trasformano le passeggiate lungo i vicoli in momenti di pura magia. Una sosta in uno dei tanti punti panoramici regala attimi di contemplazione e autentica connessione con la natura.

Cosa vedere a Ischitella, perla pugliese

Il cuore di Ischitella si svela come un intreccio affascinante di vicoli lastricati, palazzi nobiliari e antiche testimonianze religiose, che raccontano una storia lunga e ricca di vicissitudini.

Simbolo del borgo è il Castello, conosciuto oggi come Palazzo Ventrella: in pieno centro storico, sulla parte più alta del colle, l’edificio odierno nasce dai resti di un’antica fortezza sveva distrutta dal devastante terremoto del 1646. Ricostruito nel XVIII secolo per volere del principe Francesco Emanuele Pinto, conserva la sua imponente torre, realizzata nel 1714, che domina il panorama.

Tra le chiese più importanti spiccano la Chiesa di Sant’Eustachio, costruita a metà del Settecento, e la suggestiva Chiesa della Santissima Annunziata, detta anche del Crocifisso di Varano. Quest’ultima, edificata nel X secolo sulle rive del Lago di Varano, custodisce uno pregiato crocifisso ligneo gotico della seconda metà del XIV secolo, protagonista della festa del 23 aprile, un sentito evento che ogni anno richiama fedeli e visitatori.

A pochi passi dal centro, da vedere è il Convento di San Francesco al cui interno si possono ammirare preziosi affreschi trecenteschi. Ma ciò che affascina di più è la leggenda legata al “Cipresso di San Francesco“. Si narra che quest’albero sia nato dal bastone che il santo piantò nel terreno dopo una preghiera, un simbolo di fede e speranza.

Infine, passeggiare tra le strade acciottolate di Ischitella rappresenta un invito a scoprire i sapori autentici del Gargano. Fermarsi in uno dei locali del centro storico significa immergersi in un mondo di profumi e sapori: limoni e arance appena spremuti, orecchiette con cime di rapa, zuppa di pesce e grigliate di pescato fresco sono solo alcune delle prelibatezze da gustare.

Tutto il fascino dei dintorni

A pochi chilometri dal borgo ecco due laghi meravigliosi, Lesina e Varano, che aggiungono ulteriore poesia a questo angolo del Gargano. Il Lago di Varano, il più grande, è una laguna protetta dove è possibile dedicarsi a sport acquatici, gite in barca o, semplicemente, a contemplare la natura.

Più a ovest, il Lago di Lesina si distingue per la sua forma allungata e per l’area protetta istituita nel 1981, un vero paradiso per gli amanti della fauna e della flora. La riserva naturale è una meta in cui il tempo appare sospeso, ideale per chi cerca tranquillità e bellezza incontaminata.

Scendendo verso il mare, si incontra poi Rodi Garganico, borgo dalle casette bianche e spiagge dorate, un altro gioiello che completa l’esperienza di chi visita Ischitella e i suoi dintorni.

Come Arrivare a Ischitella

In auto, l’uscita autostradale di Poggio Imperiale è la scelta migliore per chi proviene da nord, mentre Candela è consigliata per chi arriva da sud lungo la A16.

Chi preferisce i mezzi pubblici può usufruire delle numerose linee di autobus che collegano il Gargano alle principali località.

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Vermiglio, dove natura e storia si incontrano tra le vette trentine

Immerso nel cuore della Val di Sole, a 1.260 metri di altitudine, Vermiglio si adagia sulle pendici del monte Boai, abbracciato da boschi di abeti e rinfrescato dalle acque del torrente Vermigliana. Piccolo borgo trentino, non è soltanto una località straordinaria per chi cerca relax e avventura, ma anche un luogo in cui la Storia ha lasciato tracce profonde.

Durante la Prima Guerra Mondiale, Vermiglio si trovava al confine tra il Regno d’Italia e l’Impero Austro-Ungarico. Nel 1915, gli abitanti furono costretti a evacuare verso Mitterndorf, in Austria, e al loro ritorno, anni dopo, trovarono le case distrutte e un paese ormai parte dell’Italia. Un passato, intriso di sofferenza e rinascita, che ne è il cuore pulsante e che oggi si racconta nei forti, i musei e i sentieri che trasportano indietro nel tempo.

Un’estate a Vermiglio: tra sentieri, rifugi e panorami da sogno

Quando la neve si scioglie e lascia spazio al verde brillante dei boschi, Vermiglio si trasforma in un autentico paradiso per vacanze attive all’aria aperta. Durante l’estate, infatti, è il punto di partenza ideale per esplorare la montagna, che qui si svela in tutta la sua incredibile bellezza.

I più esperti possono avventurarsi lungo i sentieri d’alta quota, dove i crinali rivelano panorami spettacolari e si incontrano le tracce delle antiche trincee. Chi, invece, desidera passeggiate più tranquille può dedicarsi al percorso che da Baita Velon conduce a Malga Pecè: seguendo il corso del torrente Vermigliana, si cammina al cospetto di un paesaggio che sembra parlare con il fruscio degli alberi e il canto degli uccelli.

Per gli amanti delle due ruote, Vermiglio offre itinerari adatti a ogni livello di esperienza. La pista ciclabile della Val di Sole è il top per un giro rilassante tra boschi e ponti in legno, mentre percorsi come il Tour dei Forti e l’Epic Tour Grande Guerra mettono alla prova i ciclisti più allenati, tra emozioni e viste mozzafiato.

L’inverno e il fascino silenzioso della montagna innevata

montagne innevate, Vermiglio, Val di Sole

Fonte: iStock

Montagne innevate, vicino a Vermiglio

In inverno, la poesia non manca di certo: la neve ricopre tutto con un candido manto e il silenzio della montagna sembra amplificarne la bellezza. Questa è la stagione in cui il borgo si anima di attività per gli amanti degli sport invernali.

Il Centro Fondo di Vermiglio è il fiore all’occhiello del paese, con oltre venti chilometri di piste che si snodano tra boschi imbiancati: gli appassionati di sci di fondo possono avventurarsi in un’atmosfera surreale, dove il rumore sommesso degli sci sulla neve è l’unico suono che accompagna il viaggio. Anche chi preferisce camminare troverà dei percorsi per ciaspole che offrono vedute incredibili sulle cime della Val di Sole.

Se lo sci alpino è la vostra passione, in pochi minuti si raggiunge la Skiarea Pontedilegno-Tonale. Con i cento chilometri di piste e impianti che arrivano fino a 3.000 metri, l’area sciistica è la meta d’eccellenza per chi cerca discese adrenaliniche e paesaggi che non si possono dimenticare.

Vermiglio e i suoi dintorni: un viaggio nella storia e nella natura

Laghi San Leonardo, Vermiglio
I Laghetti di San Leonardo

Se Vermiglio è pura poesia, i dintorni non sono certo da meno.

A poca distanza, i Laghetti San Leonardo rappresentano un’oasi di pace dove concedersi una rigenerante passeggiata o un picnic, e da qui partono sentieri per le escursioni verso i masi alpini di Stavel, dove la tradizione rurale si mostra in tutta la sua autenticità.

Non si può poi lasciare Vermiglio senza visitare Forte Strino, una delle fortificazioni meglio conservate della zona. Costruito dall’Impero Austro-Ungarico, il forte ospita un’esposizione permanente che racconta le storie della Prima Guerra Mondiale, tra reperti, documenti e fotografie che riportano alla mente la vita nelle trincee.

Un’altra tappa imperdibile è il Museo della Guerra Bianca, in cui la collezione di Emilio Serra vi accompagnerà alla scoperta di cimeli e oggetti che narrano l’asprezza dei combattimenti in alta quota. Un viaggio che emoziona e commuove e che riporta alla luce la memoria di chi ha vissuto quei momenti.

A pochi minuti, infine, ecco il borgo di Ossana, vegliato dal Castello di San Michele e parte dei Borghi più Belli d’Italia: al calar della sera, il cielo diventa uno spettacolo e dona una delle esperienze di osservazione delle stelle più suggestive del Trentino.

Come arrivare a Vermiglio

Raggiungere Vermiglio è semplice e vi permette di veder sfilare paesaggi da sogno.

  • In auto, potete seguire la SS42 del Tonale e della Mendola, che collega il Trentino alla Lombardia, tra boschi e vallate;
  • In treno, arrivate alla stazione di Trento e proseguite con il trenino locale fino a Malé, il cuore della Val di Sole. Da lì, autobus diretti vi condurranno comodamente a Vermiglio.
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I borghi più belli da visitare sulle Alpi Apuane, veri gioielli italiani

Tra le vette frastagliate e le verdi vallate della Toscana settentrionale si celano piccoli scrigni di storia, tradizione e bellezza: sono i borghi delle Alpi Apuane.

Si tratta di un territorio tutto da vivere e da esplorare, a pochi passi dalla Liguria, che regala un viaggio indietro nel tempo, laddove paesaggi che assomigliano a un dipinto incontrano l’atmosfera autentica di antichi villaggi.

Le Alpi Apuane: una cornice naturale di vera bellezza

Le Alpi Apuane si ergono maestose tra Lunigiana, Garfagnana e Versilia, sfiorano quasi i 2000 metri di altezza e, dal 1985, ospitano il Parco Naturale Regionale delle Alpi Apuane, un’area protetta che si estende per 20.000 ettari.

Famosa per le spettacolari cave di marmo bianco, la catena montuosa gode di un ambiente ideale per escursioni, sport all’aria aperta e visite culturali. Tra vette calcaree, boschi secolari e strette valli, ecco una selezione di borghi da prendere in considerazione per le vacanze o gite fuori porta.

Vallico: il paese dei fabbri e delle ferriere storiche

Nell’abbraccio di una natura davvero rigogliosa, Vallico racconta la storia dei fabbri bergamaschi che nel XIV secolo si insediarono qui per lavorare i minerali apuani, una tradizione che si respira ancora oggi grazie alle antiche ferriere storiche, custodi di un’arte che resiste agli anni. Nei boschi di Gragliana, il vecchio maglio settecentesco, alimentato da un sistema idraulico ingegnoso, continua a produrre utensili artigianali.

I mulini ad acqua, con le pale mosse dalla corrente, aggiungono un fascino fiabesco a questo angolo di Toscana.

Colonnata: il marmo e il lardo

Colonnata, Toscana

Fonte: iStock

Veduta panoramica del borgo di Colonnata

Nascosto tra le bianche cave di Carrara, Colonnata è quel borgo dove arte e gastronomia si intrecciano.

Il marmo, conosciuto come “oro bianco”, viene estratto fin dall’epoca romana e si ritrova ad ogni passo, dalle opere artistiche ai dettagli architettonici. Tra i monumenti spicca il tributo al cavatore di Alberto Sparapani, che domina il sagrato della Chiesa di San Bartolomeo.

Ma Colonnata è anche sinonimo di lardo, una prelibatezza nata come alimento povero e oggi riconosciuta a livello internazionale: il suo inconfondibile sapore si unisce al fascino delle stradine acciottolate, per un’esperienza assolutamente tipica.

Isola Santa: un villaggio incantato

Se esiste un luogo che sembra provenire da un libro di fiabe, quello è Isola Santa.

Minuscolo borgo medievale, nel cuore delle Alpi Apuane, incanta con le case in pietra e il tetto in ardesia che si riflettono nelle acque cristalline del lago artificiale.

Il paese sorse intorno a un hospitale medievale, voluto da Matilde di Canossa per accogliere i viandanti. Oggi, il lago invita a rilassanti escursioni in canoa o kayak, mentre il silenzio della natura avvolge in una dimensione magica.

Pescaglia: mosaico di storia, arte e tradizioni

Sulle pendici delle Apuane meridionali, Pescaglia è un borgo che unisce natura e cultura.

Fondato dai Soffredinghi, famiglia longobarda, il paese è un labirinto di frazioni ricche di tesori da scoprire. Tra i più affascinanti vanno citati il Museo del Castagno a Colognora e il molino di Menicone, a testimonianza del profondo legame del territorio con il mondo rurale.

Da non perdere anche il Museo Puccini di Celle, dove il celebre compositore trascorse le sue estati, e il raccolto Teatro di Vetriano, il più piccolo teatro pubblico storico al mondo.

Gallicano: il fascino di un borgo medievale

Gallicano, Toscana

Fonte: iStock

Veduta panoramica del borgo di Gallicano

Ai piedi del Monte Pania, Gallicano è un luogo dove dire che “il tempo sembra essersi fermato” non è un cliché.

Le sue origini, avvolte nel mistero, risalgono almeno all’VIII secolo. Al centro del borgo, la Pieve di San Jacopo conserva opere di pregio, tra cui una pala in terracotta invetriata attribuita ad Andrea Della Robbia. Le strette vie conducono a scoprire chiese suggestive, come quella di Santa Maria e di Sant’Andrea, e le rovine del castello medievale, simbolo della storia travagliata di Gallicano.

Fivizzano: la perla della Lunigiana

Infine, in Lunigiana, il borgo medievale di Fivizzano si sviluppò intorno al Castello della Verrucola, imponente fortezza che domina fiera il paesaggio.

Il centro storico è contraddistinto dalle mura cinquecentesche commissionate da Cosimo I de’ Medici, mentre la Piazza Medicea rimane sempre il cuore pulsante.

L’eredità culturale di Fivizzano vive ancora oggi nel Teatro degli Imperfetti, intriso di storia e arte.

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Visitare Sabbioneta, il borgo mantovano patrimonio Unesco

Avete mai sentito parlare di “Città Ideali”? Sono degli insediamenti urbani (progettati, immaginati e in rari casi messi in pratica) il cui disegno urbanistico (rigorosamente geometrico e concepito sulla base di un preciso ordine razionale) riflette un ideale umano fondato sulla convivenza, poiché all’ordine dello spazio corrisponde l’ordine della società. In Italia esistono alcuni esempi di tutto ciò, e uno di questi è Sabbioneta, parte anche dell’associazione Borghi più belli d’Italia, insignita della Bandiera arancione del Touring Club Italiano e inserita, insieme a Mantova, dall’UNESCO nella lista dei luoghi Patrimonio dell’Umanità nel 2008. Scopriamo cosa vedere in questo prezioso borgo italiano.

Dove si trova Sabbioneta

Sabbioneta è un affasciante borgo, al quale è stato attribuito lo status di città nel 2019, in provincia di Mantova, in Lombardia. Sorge a più o meno metà strada fra la stessa Mantova e l’altrettanto affascinante città di Parma, in quella che viene definita Bassa Pianura Padana.

La sua storia è strettamente legata ai Gonzaga, una delle più note famiglie nobili d’Europa tra il XIV e il XVIII secolo, e in particolare a Vespasiano Gonzaga Colonna, principe condottiero illuminato e visionario, che la fece costruire praticamente dal nulla. Il risultato è una città eccezionale, di strabiliante bellezza, in grado di rappresentare perfettamente la concezione rinascimentale di Città Ideale.

Cosa vedere a Sabbioneta

La città di Sabbioneta è piccola, ma solo nelle dimensioni: è la culla di beni artistici e architettonici di inestimabile valore, al punto da essere stata definita una “piccola Atene padana” e persino una “Roma in miniatura” per via del suo incredibile valore architettonico e storico. Era davvero una città ideale, perfetta, tanto che ancora oggi questa straordinaria visione è quasi del tutto integra e tangibile. Va da sé che visitare Sabbioneta vuol dire ritrovarsi al cospetto di un gioiello italiano di eccezionale valore, caratterizzato da una pura raffinatezza artistica e architettonica che si è perfettamente conservata nel corso dei secoli: è una delle più belle opere del Rinascimento italiano.

Sabbioneta, Lombardia

Fonte: iStock

Il bellissimo paesaggio di Sabbioneta

La cinta muraria

Sabbioneta è circondata da una possente cinta muraria con una pianta a forma di stella a sei punte. È stata edificata tra il 1556 e il 1589 con l’intento di fornire alla città un sistema difensivo moderno, costituito da bastioni e terrapieni, in grado di resistere agli attacchi dei nemici.

Alta circa sei-sette metri rispetto al piano di campagna, presenta sei bastioni a cuneo innestati agli angoli. Certo, qualcosa al giorno d’oggi è cambiato rispetto al passato, ma la buona notizia è che questa splendida cinta muraria sopravvive quasi in toto, con la sola eccezione del tratto tra i baluardi San Nicola e San Giovanni e di quello tra il baluardo di San Francesco e i resti del castello.

Palazzo Ducale

Il Palazzo Ducale di Sabbioneta è un capolavoro e non a caso è il primo significativo edificio fatto costruire da Vespasiano Gonzaga. Situato nell’omonima piazza, al centro del borgo, riesce a far comprendere subito al visitatore l’ordine armonico e rigoroso di cui è caratterizzata la città.

Si sviluppa su due piani ed è formato da un portico a 5 arcate, una scala in marmo di Verona e una torretta, mentre al suo interno, oltre a sale meravigliosamente affrescate e perfettamente intatte, vi è ospitato il museo civico cittadino ricco di cimeli dei Gonzaga, tra cui imponenti statue equestri in legno.

Galleria degli Antichi

Non è di certo meno interessante la Galleria degli Antichi che è lunga ben 97 metri e impreziosisce l’affascinante Piazza Castello. Nacque come luogo in cui custodire ed esporre un’ampia collezione di marmi antichi e altri cimeli, in modo che il duca potesse mostrare la sua strepitosa collezione archeologica a tutti i suoi ospiti.

Chiamata anche Corridor Grande, è composta da un articolato esterno in pietra con ben 26 arcate, tanto da essere la terza in Italia per lunghezza dopo La Galleria delle Carte Geografiche in Vaticano e la Galleria degli Uffizi di Firenze. Contemporaneamente, è anche la culla di preziosi affreschi realizzati da Giovanni e Alessandro Alberti.

Galleria degli Antichi, Sabbioneta

Fonte: iStock

L’esterno della Galleria degli Antichi di Sabbioneta

Palazzo Giardino

Tra le abitudini di Vespasiano c’era quella di ritirarsi presso Palazzo Giardino, un edificio su due piani di modeste dimensioni (da lui commissionato), che si caratterizza per la presenza di una facciata sobria che nasconde interni ricchi di decorazioni che raccontano la vasta cultura letteraria del duca stesso.

Degno di nota è anche il giardino annesso, che si presenta come uno spazio verde geometrico abbellito da una fontana, tre grotte, giochi d’acqua e statue antiche.

Teatro all’Antica

Più che affascinante è anche il Teatro all’Antica, che vanta il titolo di essere il primo teatro stabile europeo: l’edificio in cui sorge è considerato il primo esempio assoluto nel nostro continente di bene immobile costruito proprio con lo scopo di creare un vero e proprio spazio teatrale. Ideato dall’Architetto Vincenzo Scamozzi, offre una scenografia i cui protagonisti sono gli edifici storici della città, accompagnati da un’elegante loggia circolare dominata da preziose statue che rappresentano le divinità dell’olimpo.

Decisamente notevoli sono anche i tanti affreschi realizzati dagli artisti della bottega di Paolo Veronese, dedicati ai personaggi più in vista dell’epoca, e le decorazioni sontuose che catapultano i visitatori in epoche ormai passate.

Porta Vittoria

Chiamata anche Porta della Vittoria, si trova nella parte nord-ovest della città e rappresenta la prima e la principale via di accesso a Sabbioneta. Ammirandola il visitatore scopre quattro lesene in marmo e tre aperture, una grande al centro e due laterali più piccole, ed anche un loggiato con copertura in legno.

Chiesa di Sant’Antonio Abate

Sant’Antonio Abate è una chiesa monumentale che si distingue per essere un autentico capolavoro barocco, un vero e proprio prodigio di architettura. Ad essere del tutto onesti non sorge proprio a Sabbioneta ma a Villa Pasquali, frazione della città, ma senza ombra di dubbio è una tappa che vale la pena fare.

Edificata nella seconda metà del ‘700 su progetto dell’architetto Antonio Galli da Bibbiena, offre una facciata in laterizio sfortunatamente rimasta incompiuta. Sfoggia anche una maestosa cupola di 33 metri doppia che rappresenta il più grandioso e riuscito esempio di volte traforate tra le chiese che impreziosiscono le provincie di Mantova e Parma. Straordinari sono anche gli affreschi conservati tra le sue mura.

Chiesa di Santa Maria Assunta

La Chiesa di Santa Maria Assunta è stata costruita su desiderio di Vespasiano con progetto di Pietro Martire Pesenti. Colpisce soprattutto per il suo interno che è la culla di opere di pregio, tra cui una copia della tela della Madonna del Divino Amore di Raffaello Sanzio e le raffigurazioni eseguite da Antonio Bresciani e da Gaetano Ghidetti. Da queste parti, inoltre, vi sono custoditi il Crocifisso miracoloso e una sacra Spina della corona di Gesù Cristo.

Chiesa di Santa Maria Assunta, Sabbioneta

Fonte: iStock@Lumir Pecold

Gli interni della bellissima Chiesa di Santa Maria Assunta

Chiesa della Beata Vergine Incoronata

Sorge alla spalle del Palazzo Ducale ed è il vero e proprio mausoleo di Vespasiano Gonzaga: oltre ai resti del duca, è presente un monumento funebre in bronzo che lo ritrae seduto tra due statue che, a loro volta, simboleggiano la forza e la giustizia. Quando il visitatore giunge presso la Chiesa della Beata Vergine Incoronata ha la sensazioni di trovarsi in un luogo fatto di contrasti: dall’esterno sembra una fortezza, massiccia e compatta, mentre l’interno è leggero ed elegantissimo per via della presenza di otto rilevanti arcate, separate da lesene, e decorazioni settecentesche a trompe-l’oeil (e non solo).

Sinagoga e rioni ebraici

La Sinagoga di Sabbioneta è stata costruita nel 1824 su progetto dell’architetto locale Carlo Visioli. Si mostra con uno scalone in pietra di Verona che conduce alla sala di preghiera. Al suo interno vi sono custoditi arredi originali ottocenteschi, tra cui un candelabro di Hannukkah e un Armadio Sacro con annesso la Bimàh (leggio in legno).

Molto interessanti sono anche la casa di Cesare Foà, ultimo rabbino della città, la casa natale di Giuseppe Ottolenghi, primo ebreo italiano ammesso al corso ufficiali dell’esercito piemontese sabaudo, e il Palazzo Forti, oggi sede della Biblioteca Comunale e dell’ufficio cultura del Comune di Sabbioneta.

Paesaggi fluviali

A pochi chilometri di distanza da Sabbioneta vale la pena fare un salto al Parco naturale regionale dell’Oglio Sud, che offre tantissimi percorsi pedonali e ciclistici che si sviluppano tra 16 Comuni delle province di Cremona e Mantova. Il posto ideale per chi ama scoprire la natura più autentica.

Se ti è piaciuto il nostro racconto ascolta il podcast: Virgilio e Italia ti guideranno alla scoperta di questo borgo e degli altri 100 borghi del cuore scelti da SiViaggia.

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5 borghi italiani a forma di cuore

L’Italia stupisce, sempre. Dalla Lombardia alla Basilicata, ecco 5 località uniche nel loro genere accomunate … dalla forma di cuore, del borgo o della natura circostante. Idee curiose per un’escursione, a San Valentino ma non solo!

Castellaro Lagusello: un borgo medievale sul lago

In provincia di Mantova, Castellaro Lagusello è un incantevole borgo medievale situato sulle colline moreniche. Ciò che lo rende speciale è il piccolo lago naturale che, osservato dall’alto, si presenta con una perfetta forma di cuore.

Passeggiando tra le vie acciottolate, si possono ammirare le antiche mura che circondano il borgo e la torre d’ingresso. Da non perdere la Chiesa di San Nicola, che custodisce preziose opere d’arte, e il Palazzo Arrighi, residenza storica affacciata sul lago. Il panorama più romantico si gode dal belvedere, da cui è possibile osservare proprio la forma caratteristica del lago.

Come arrivare

Castellaro Lagusello si trova a circa 30 km da Mantova e 40 km da Verona. È facilmente raggiungibile in auto percorrendo l’autostrada A4 con uscita a Peschiera del Garda. Da lì, seguire le indicazioni per Monzambano e Castellaro Lagusello.

borghi a forma di cuore

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Castellaro Lagusello e il suo lago a forma di cuore

Ormea: il cuore delle Alpi Liguri

Nelle Alpi Liguri, in provincia di Cuneo, si trova Ormea, un borgo dalla pianta urbana unica che, vista dall’alto, ricorda la forma di un cuore. Oltre alla caratteristica pianta, il borgo vanta edifici di rilevanza storica, come la Chiesa di San Martino, con il suo campanile in stile romanico, e la Cappella di San Mauro. Per gli amanti delle escursioni, i sentieri che partono da Ormea vantano panorami mozzafiato, come quelli per raggiungere il Monte Armetta.

Come arrivare

Ormea è raggiungibile in auto percorrendo l’autostrada A6 Torino-Savona con uscita a Ceva, da cui dista circa 20 km. In alternativa, è possibile arrivare in treno fino a Ceva e proseguire in autobus.

Montemerano: il cuore della Maremma

Nel centro della Toscana, Montemerano è un borgo medievale che sembra uscito da una cartolina. Situato in Maremma, il suo centro storico ha una conformazione che richiama un cuore, perfetto per una fuga romantica. Passeggiare e perdersi tra le strette vie lastricate è la prima cosa da fare. Camminando, si incontrano edifici storici come la Chiesa di San Giorgio, famosa per il dipinto della “Madonna della Gattaiola”; mentre la Piazza del Castello, con le sue mura antiche, è uno dei luoghi più suggestivi del borgo, perfetti per una pausa senza tempo. Nei dintorni, le celebri Terme di Saturnia sono imperdibili per un bagno caldo wild.

Come arrivare

Montemerano è situato a circa 50 km da Grosseto. Per raggiungerlo in auto, è consigliabile percorrere l’autostrada A12 fino a Grosseto e proseguire sulla SS1 Aurelia in direzione Manciano.

borghi a forma di cuore

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Scorcio del centro storico di Montemarano

Scanno: il lago a forma di cuore

In Abruzzo, il borgo di Scanno è famoso per il suo lago dalla forma naturale di cuore, visibile dai punti panoramici circostanti. Il centro storico di Scanno è un dedalo di vicoli e piazze dove il tempo sembra essersi fermato, suggestivo tutto l’anno. Da non perdere la Chiesa di Santa Maria della Valle e il Museo della Lana, che racconta la tradizione tessile locale. Da non perdere,  il Sentiero del Cuore, da cui ammirare la caratteristica forma del lago. Per raggiungere il belvedere ci sono due opzioni: il percorso più breve parte da Via della Pineta, nel centro di Scanno, dove si trova una fontana e un cartello su Sant’Egidio. Parcheggiate nei dintorni e imboccate la via in alto a destra, segnalata come Sentiero del cuore. Il secondo itinerario, più selvaggio e impegnativo, parte dal lago, vicino al parcheggio a pagamento, seguendo l’indicazione per il sentiero del cuore. Entrambi i percorsi si incontrano presso l’Eremo di Sant’Egidio, da cui si prosegue verso il belvedere con vista sul lago.

Come arrivare

Scanno si trova a circa 90 km da L’Aquila e 150 km da Roma. In auto, è raggiungibile percorrendo l’autostrada A25 con uscita a Cocullo, proseguendo poi sulla SS479 in direzione Scanno.

borghi a forma di cuore

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Il lago di Scanno a forma di cuore

Castelsaraceno: tra due parchi naturali

Nel cuore della Basilicata, Castelsaraceno è un borgo unico, situato tra il Parco Nazionale del Pollino e il Parco dell’Appennino Lucano-Val d’Agri-Lagonegrese. La sua conformazione territoriale richiama la forma di un cuore. Il borgo è noto per il Ponte Tibetano più lungo al mondo, che collega due vallate: la vista è mozzafiato. Passeggiando per il centro storico, si possono ammirare la Chiesa Madre di San Nicola di Mira e le numerose opere d’arte legate alla tradizione religiosa locale. I parchi naturali circostanti propongono percorsi ideali per trekking e passeggiate romantiche.

Come arrivare

Castelsaraceno si trova a circa 70 km da Potenza e 140 km da Matera. Per raggiungerlo in auto, si consiglia di percorrere l’autostrada A2 del Mediterraneo con uscita a Lauria, proseguendo poi sulla SP103.

Castelsaraceno

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Veduta panoramica su Castelsaraceno
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Toscana: Radicofani e la Fortezza che domina la Val d’Orcia

Lassù tira sempre un po’ di vento. Entra spirando tra gli alti merli della torre, attorno ai quali si inquadra l’azzurro del cielo.

Avvicinandosi al parapetto di pietra, altri colori si aggiungono: principalmente il verde, nelle sue diverse gradazioni. Il verde intenso, scuro, dei boschi. Quello tenue dei pascoli, quello opaco della rada vegetazione che riveste i fianchi delle colline.

Lo sguardo può spingersi fino a un orizzonte lontanissimo e immenso, che sembra quasi di intuire la rotondità del pianeta sul quale ci troviamo.

È il panorama che si gode dalla vetta della torre della Fortezza di Radicofani, eccezionale punto panoramico posto sulla vetta di un colle al margine meridionale della Val d’Orcia, in Toscana. Poco più sotto c’è il borgo vero e proprio, sviluppatosi attorno alla strada che da secoli lo attraversa: un classico borgo toscano, dalla caratteristiche eminentemente medievali.

Questo era l’antico confine tra lo Stato della Chiesa e il Granducato di Toscana e oggi è uno dei luoghi più belli da visitare in ogni stagione dell’anno nel sud della regione, peraltro insignito della Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano e uno dei comuni che fanno parte del sito patrimonio mondiale UNESCO della Val d’Orcia.

La Val d’Orcia è una delle zone più conosciute della Toscana. Un’ampia zona di campagna tra Siena e Grosseto, posta sul versante orientale del Monte Amiata. Qui, nel tempo, si è creato un elegante connubio di arte e paesaggio, capace di abbinare caratteristiche naturali di particolare bellezza a creazioni dell’uomo di grande ispirazione.

Radicofani, uno dei gioielli di questo territorio, si trova all’estremità meridionale della provincia di Siena. Si raggiunge percorrendo l’autostrada A1 fino all’uscita di Chiusi-Chianciano Terme e percorrendo poi la Strada provinciale 478 per circa 30 chilometri. Alternativamente, percorrendo la Strada statale 2 Cassia fino all’uscita Radicofani/Chiusi, seguendo le indicazioni stradali per una decina di chilometri.

Radicofani Val D'Orcia Toscana

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Il borgo di Radicofani visto dalla Fortezza

La Fortezza di Radicofani

La si vede da lontano, la Fortezza di Radicofani, fin da quando ci si avvicina al paese. Una rocca che da oltre mille anni domina la valle da una posizione privilegiata, imponente.

Si erge a strapiombo sul borgo, dominando tutto l’ambiente circostante e consentendo di spingere il proprio sguardo su una porzione di territorio davvero ampio. Una caratteristica che oggi conquista occhi e cuori dei visitatori, ma che nasce per una funzione prettamente utilitaristica: quella della difesa militare.

La sua posizione strategica l’ha resa, nel corso dei secoli, un luogo di continua contesa. Le prime testimonianze dell’esistenza di una struttura difensiva sul colle risalgono a prima dell’anno Mille (al 973, per l’esattezza) e da allora è sempre stata contesa dai diversi potentati che hanno interessato il territorio: il Papato, Siena, Orvieto. L’unica eccezione si ebbe alla fine del XIII secolo, quando il brigante Ghino di Tacco, una sorta di Robin Hood della Val d’Orcia, prese possesso della rocca e ne fece il proprio quartier generale. Ancora oggi Ghino è un personaggio rievocato a più riprese, una sorta di eroe locale.

Fortezza Radicofani Val D'Orcia Toscana

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L’imponente torre della Fortezza di Radicofani

Alla metà del Cinquecento divenne parte del Granducato di Toscana e venne ammodernata, per poi cadere in disuso nei secoli successivi. La grande torre che svetta possente verso il cielo è stata ristrutturata nel 1929, mentre sono della fine degli Anni Novanta i lavori di restauro che hanno consentito alla Fortezza di aprire al pubblico ogni proprio ambiente.

Oggi la Fortezza di Radicofani è una delle principali attrazioni della Val d’Orcia grazie alla sua straordinaria posizione panoramica sul bellissimo territorio che la circonda, consentendo allo sguardo di spaziare su Monte Cetona, sulla Val d’Orcia e sul Monte Amiata, sulle grigie crete che si aprono sui fianchi delle colline, sulle morbide alture coltivate a uliveta, sui pascoli, sui prati e sui boschi che compongono lo splendido quadro di questa porzione di Toscana.

La rupe sulla quale si trova la Fortezza tocca quota 896 metri, ma in cima alla torre si raggiungono i 1000 metri sul livello del mare. All’interno del castello si trova il Museo del Cassero, dove si possono ammirare reperti archeologici trovati nelle circostanze durante i lavori di restauro. Manufatti e altre testimonianze che vanno dall’epoca etrusca fino al Cinquecento.

Nel Museo si trova ricostruita la lunga storia della Fortezza e si può toccare con mano quella che era la realtà del bastione difensivo, percorrendone i passaggi sotterranei, le postazioni di tiro, i camminamenti sulle mura.

Il borgo di Radicofani

Radicofani Val D'Orcia Toscana

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Tra le vie di Radicofani

Strette stradine lastricate, edifici dalle mura in pietra a vista, solenni campanili e un’atmosfera ferma nel tempo: Radicofani.

Un borgo curato, dov’è piacevole passeggiare per i vicoli godendosi semplicemente la pace che infonde la bellezza del luogo, grazie a un bel patrimonio storico, artistico e architettonico.

La Chiesa di San Pietro è uno dei monumenti più rilevanti. L’edificio sacro risale alla metà del Duecento, come denunciano gli stilemi romanici sopravvissuti ai numerosi interventi di restauro e ricostruzione avvenuti nel corso dei secoli.

La bella facciata dal baricentro terreno, elegante e austera, fa da contraltare a un interno caratterizzato da ampi archi gotici e da colorate terrecotte della bottega di Andrea della Robbia.

Radicofani Val D'Orcia Toscana

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La Chiesa di San Pietro a Radicofani

Altri esempi di terracotta invetriata di grande livello, stavolta realizzati per mano dello stesso Andrea della Robbia, si trovano nella Chiesa di Sant’Agata, altro edificio religioso del centro storico del borgo. Una piccola chiesetta, stretta tra le abitazioni, con una facciata dimessa e una sola navata. All’altare maggiore si trova l’opera artistica di maggior vanto di Radicofani, la terracotta raffigurante la Madonna col Bambino e i Santi Francesco, Elisabetta d’Ungheria, Cristina di Bolsena e Lorenzo.

Tra gli edifici notevoli di Radicofani spicca anche il bel Palazzo Pretorio, con la sua facciata decorata di stemmi araldici.

Nei dintorni: il borgo di Contignano e Bosco Isabella

A poco più di 10 chilometri di distanza da Radicofani, ancora nel territorio della medesima amministrazione comunale, sorge il borgo di Contignano, un piccolo tesoro che merita di essere scoperto.

Contignano si trova su una collina, non lontano dalle rive del fiume Orcia, che dà il nome all’intera valle. Qui passa un tratto secondario della Via Francigena, che oggi contribuisce a mettere ancora questo luogo, un po’ laterale e dimenticato, sulla cartina geografica.

La sua posizione in disparte è anche il punto di forza di Contignano, che ha mantenuto la sua originalità, la sua atmosfera di rurale genuinità.

Il paese si divide in due: castello e borgo, ovvero il mastio attorno al quale si è sviluppata la vita medievale di Contignano e le sue principali vicende storiche (anche se si ritiene che l’insediamento nasca con una villa romana dei primi secoli dopo la nascita di Cristo) e il resto del paese, leggermente più in basso, poche case sparpagliate in una località che ospita non più di trecento abitanti.

Bella e ricca la Chiesa di Santa Maria Assunta, suggestiva la passeggiata tra i vicoli attorno al castello che sfociano in una caratteristica piazza signorile.

Gli amanti dei giardini non possono perdersi il Bosco Isabella, poco fuori dal centro di Radicofani. Si tratta di un giardino esoterico allestito nella prima parte del Novecento dalla famiglia Luchini. Odoardo Luchini fu garibaldino prima e senatore del Regno d’Italia poi, ma anche un grande appassionato di giardini. Dedico questo spazio alla moglie Isabella e alla figlia Matilde, pittrice affiliata al movimento artistico dei Macchiaioli.

Bosco Isabella è un oasi naturale realizzata da mano umana, un luogo perfetto per una rilassante e rigenerante passeggiata tra alberi poco comuni per il territorio, che al contempo nasconde significati massonici ed esoterici nella distribuzione della vegetazione, delle pietre e delle piccole costruzioni che lo caratterizzano. Dal 1983 il giardino è di proprietà del Comune di Radicofani e l’accesso è libero.

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Turismo nei borghi: la classifica di quelli più cercati

Il turismo sta cambiando e oltre alle città d’arte l’interesse è rivolto sempre più verso i borghi e le località meno battute. I motivi sono tanti: si cerca un po’ di tranquillità a contatto con la natura, si vuole scoprire la realtà più autentica, si desidera risparmiare e poi si spera di combattere l’overtourism. A mostrare una top 10 concentrata soprattutto su borghi del centro e sud Italia è una ricerca condotta da Moveo che ha elaborato una classifica con i 10 borghi più cercati basandosi sulle ricerche medie mensili.

Tropea, il borgo più cercato online dagli svizzeri

Al primo posto della classifica c’è Tropea: conosciuto da molti con il soprannome di perla del Tirreno è tra le destinazioni estive più amate ma non solo. Con un centro storico arroccato sulla scogliera e il santuario di Santa Maria dell’Isola a dominare la vista deve l’aumento al riconoscimento del titolo “borgo dei borghi” nel 2021. A manifestare particolare interesse verso di esso è la Svizzera.

La splendida località balneare calabrese oltre alle spiagge ha da offrire un’esperienza gastronomica con i fiocchi a partire dalle ricette a base di cipolla rossa di Tropea: una varietà particolarmente apprezzata per il suo sapore dolce, basti pensare che in estate viene utilizzata persino in alcune ricette gourmet di gelato. Non sorprende che questa meta venga scelta da tantissimi turisti che ne amano le atmosfere rilassate e accoglienti.

Borgo di Tropea

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Tropea, il borgo italiano più cercato

Alberobello, il borgo più cercato da turisti provenienti da Francia, UK e Spagna

Tra i borghi sul podio al secondo posto c’è Alberobello: con gli iconici trulli e il paesaggio bianco e luminoso rende gli scorci da cartolina subito riconoscibili come pugliesi. L’overtourism qui è notevole, soprattutto in alta stagione e i turisti stranieri che amano la località sono tanti. Basti pensare che in Francia le ricerche complessive sono state 269.000, in Spagna 126.210 mentre in UK 126.300.

Oltre ad essere un patrimonio Unesco è uno dei borghi più belli d’Italia: qui tra i luoghi da non perdere c’è rione Monti che corrisponde al quartiere più fotografato. La zona pedonale ricca di vasi di fiori e negozi di artigianato in alta stagione è davvero battuta. Da non perdere poi trullo Sovrano, l’unico a due piani e oggi sede museale. Qui i turisti non perdono l’occasione di fare una cena o un pranzo a base di specialità: orecchiette al sugo, friselle con pomodori freschi e ovviamente burrata… una vera leccornia local.

Alberobello tra i borghi più cercati

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Boom di ricerche per il borgo pugliese di Alberobello

Civita di Bagnoregio

È stata soprannominata “la città che muore” e il borgo laziale Civita di Bagnoregio ha conquistato l’attenzione dei turisti italiani che l’hanno premiato con un boom di ricerche. Perfetto per una gita fuori porta da Roma, dà modo di fare un tuffo indietro nel tempo e forse proprio il suo fascino che lo rende “non immortale” porta un numero sempre più alto di turisti che desiderano scoprirlo prima che possa sprofondare a causa dell’erosione progressiva.

Il borgo si raggiunge esclusivamente a piedi, percorrendo un ponte pedonale sospeso tra i più suggestivi al mondo. L’origine etrusca della località poi dominata dai romani mostra la storicità e la rilevanza della località partendo proprio dall’ingresso che coincide con la porta di Santa Maria per poi raggiungere piazza San Donato. Simbolo di resilienza, è uno tra i borghi più visitati nel Lazio.

Il borgo di Civita di Bagnoregio

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Civita di Bagnoregio, tra i borghi più belli e cercati d’Italia

I tedeschi premiano Malcesine

Tra i borghi più cercati invece dai turisti tedeschi c’è Malcesine, una località balneare sul lago di Garda molto amata da chi proviene dalla Germania. Tra ottime degustazioni d’olio e di vino, spiagge incantevoli e un turismo attrezzato per l’outdoor, fa la differenza con 436.000 ricerche totali.

Se gli italiani ne apprezzano le atmosfere romantiche scegliendola per weekend di coppia in bassa stagione, i turisti tedeschi la visitano per scoprire il castello Scaligero simbolo del borgo e da cui godere una vista sul lago, il palazzo dei capitani in stile veneziano e per raggiungere monte Baldo attraverso una funivia panoramica.

borgo di Malcesine tra i più cercati

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Il borgo di Malcesine è il preferito dai tedeschi

Vernazza, il borgo ligure amato dai turisti americani

Tra i borghi più belli d’Italia c’è una chicca: Vernazza. Fa parte delle Cinque Terre ed è un vero e proprio tesoro che i turisti stranieri conoscono bene. Basti pensare che il paese marinaro riconosciuto come Patrimonio Unesco dal 1997 ha registrato ben 177.800 ricerche nell’ultimo anno solo da parte degli Stati Uniti. La ricerca condotta da Moveo mostra come fin dal 2013 la fama della località ligure sia cresciuta: dalla produzione del pesto ai workshop fino al turismo enogastronomico, sono tanti i motivi che spingono i turisti americani a cercare informazioni e a pianificare un viaggio proprio qui. Il successo di Vernazza e delle Cinque Terre negli ultimi 11 anni è una curva crescente e il motivo è da ricercare nell’articolo del New York Times che ha inserito questa zona della Liguria come una delle più belle al mondo da visitare.

Si parte esplorando piazza Marconi per poi raggiungere il castello Doria, una fortificazione medievale oggi punto panoramico per vedere dall’alto la costa frastagliata del golfo delle Cinque Terre. Tra street food a base di conetti di pesce fritto e focaccia, c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Ma come poter pensare di perdere un piatto di trofie al pesto? Qui si trovano anche da passeggio.

Vernazza tra i borghi italiani più cercati

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Vernazza, il borgo italiano più cercato dagli americani

La top 10 dei borghi italiani più cercati online dagli italiani

La classifica redatta da Moveo si basa sulle ricerche medie mensili. Al decimo posto della classifica si posiziona Subiaco con 66.100 clic. Nono posto per Cefalù con 71.6000 ricerche dedicate; Locorotondo è all’ottavo posto con 77.500 clic mentre Sperlonga attira l’attenzione con 79.700 ricerche. Sfiora la metà della classifica Ronciglione con 94.300 ricerche. La top 5 inizia dal quinto scalino con Otranto, 94.800 ricerche per uno dei borghi più belli della Puglia; quarta classificata Maratea con 108.300 ricerche. La top 3 è invece dominata da Civita di Bagnoregio con 112.900 ricerche, Alberobello con 129.000 clic e Tropea al primo posto con 148.300 manifestazione d’interesse.

Il fascino dei borghi più belli d’Italia è altissimo e il numero di ricerche e classifiche legate ad essi mostra un interesse sempre più marcato non solo da parte dei turisti local ma soprattutto dall’estero. I viaggiatori provenienti da tutto il mondo desiderano scoprire altre perle e la realtà italiana più autentica spingendosi oltre gli itinerari più battuti. A dominare la scena Toscana, Umbria e Liguria che racchiudono alcuni dei paesi medievali più belli ma sono soprattutto i borghi del centro e del sud ad attirare l’attenzione con la media di ricerche mensili. Lo studio condotto da Moveo in collaborazione con Seed e Change Media ha messo in evidenza quelli che sono stati i clic dal 2020 al 2023 per un arco temporale complessivo di 3 anni.

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Cosa vedere a Schengen, il villaggio dove è stato firmato l’accordo

La sua fama nasce nel 1985, quando il borgo si trasformò nella location storica in cui venne firmato “l’accordo di Schengen”, formalizzando la decisione presa tra i Paesi dell’UE originari per abolire i controlli alle frontiere tra i loro territori. È un luogo che viene nominato spesso, ma l’avete mai considerato come una città da visitare? Se non ci avete mai pensato, forse è giunto il momento di rimediare. Schengen, infatti, attira ogni anno circa 50.000 persone provenienti da ogni parte del mondo!

Ma quali sono le cose da fare e cosa vedere a Schengen? Scopriamolo insieme!

I musei di Schengen

Sono diversi i musei visitabili a Schengen, seppur attualmente il più famoso sia chiuso fino a giugno 2025 perché in fase di ristrutturazione. Stiamo parlando del Museo Europeo, creato per ripercorrere i primi passi e lo sviluppo del trattato decisivo diventato simbolo di libertà di movimento e di abolizione delle frontiere all’interno dell’Unione Europea. Quando aperto venivano organizzate visite guidate grazie alle quali era possibile apprendere aneddoti e curiosità sull’Accordo di Schengen e il suo impatto sulla nostra vita di oggi.

Un altro museo presente in città è A Possen: Vino, folklore e giocattoli, che collega sette case, la più antica delle quali risale al 1617 e mostrata nel suo aspetto originale. Qui potrete fare un viaggio nel tempo e osservare da vicino la vita quotidiana di una tipica famiglia di viticoltori del XVIII e XIX secolo, mentre il museo dei giocattoli espone orsacchiotti, vecchie bambole, trenini elettrici e altri giocattoli di latta. In programma ci sono anche mostre temporanee, visite tematiche, laboratori per bambini e adulti, mostre e serate musicali.

Infine c’è anche la Fondazione Valentiny che ospita una parte delle creazioni architettoniche e artistiche di François Valentiny, intorno ai 3260 oggetti. Disegni, schizzi, sculture e modelli sono stati realizzati in parte in collaborazione con il suo partner viennese Hubert Hermann.

Il monumento dedicato all’accordo

Per celebrare la firma del trattato, nella città di Schengen è stato progettato e costruito anche un monumento apposito visitabile gratuitamente. Situato nella “Place de l’Accord de Schengen”, è composto da tre colonne in acciaio Cor-Ten ed è stato eretto nel 1997 vicino all’imbarco della nave M.S. Princesse Marie-Astrid.

Attività all’aperto

Il borgo di Schengen, situato nel Cantone di Remich a Lussemburgo, è una destinazione famosa non solo per la sua storia e i musei, ma anche per i suoi paesaggi pittoreschi tra vigneti, castelli e la bellezza scenica del fiume Mosella. Nei dintorni della città ci sono diverse aziende vinicole che, previa prenotazione, propongono tour e degustazioni, mentre gli scenari naturali circostanti offrono la location perfetta dove fare escursioni all’aria aperta.

In estate, sia gli abitanti che i visitatori approfittano dei laghi presenti per prendere il sole e rinfrescarsi, mentre anche nelle altre stagioni è possibile scoprire il territorio in modo sostenibile visitandolo in bicicletta. Per gli amanti della natura, inoltre, è imperdibile la riserva naturale Haff Réimech: qui è presente un futuristico centro di conservazione situato su un’isola artificiale ai piedi dei vigneti.

Al piano terra sono esposte informazioni sulla storia dell’area protetta e sul mondo sottomarino, mentre al piano superiore potete scoprire tutto ciò che riguarda gli uccelli e le piante locali. Alla visita al centro potete abbinare un tour di birdwatching nella riserva naturale.

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Alpe di Mera, il borgo di montagna raggiungibile solo se si arriva entro una certa ora

Un paesino di montagna, incastrato come un gioiello prezioso in uno scenario che leva il fiato: è Alpe di Mera, che fa parte del comune di Scopello e si trova in Valsesia.

Siamo in Piemonte, dunque, sulle Alpi Pennine tra i 1500 i 1700 metri, un luogo meraviglioso non solo per la favolosa natura che lo circonda, ma anche la destinazione peretta per chi è alla ricerca di un posto in cui staccare da tutto, ricaricare le pile e sentirsi lontani da ogni cosa. Letteralmente, dal momento che Alpe di Mera si raggiunge solo con gli sci ai piedi, tramite seggiovia o con una bella passeggiata.

Tutto quello che c’è da sapere su questo luogo affascinante e bellissimo.

Alpe di Mera, dove la meraviglia colpisce a primo sguardo

Siamo a circa 1500 metri di quota, in un luogo che regala meraviglia al primo sguardo: è l’Alpe di Mera che regala una vista spettacolare sul Monte Rosa. Qui le cose da fare non sono poche e regalano attimi indimenticabili a chi raggiunge questo piccolo borgo di montagna.

Si può sciare, infatti vi sono circa 30 chilometri di piste adatte a tutti i livelli e a tutte le capacità, se questo non bastasse c’è anche un campo scuola con tapis roulant e una Fun Slope con dossi, tunnel e curve: un percorso divertente e memorabile.

Poi vi sono tre percorsi per chi ama esplorare la montagna con le ciaspole ai piedi: differenti tra loro, possono andare bene anche per chi prova per la prima volta questa attività. Non mancano spazi dedicati ai bambini, come un’area giochi nei pressi dell’arrivo della seggiovia di Mera che non solo è perfetta in estate, ma in inverno diventa la destinazione adatta anche per chi non vuole sciare. Durante la bella stagione vi è una zattera per attraversare un laghetto che, con il freddo, si trasforma in uno spazio bob. E per assaggiare piatti gustosi e riposarsi vi sono anche rifugi, ristoranti e un agriturismo.

In estate vi sono percorsi ciclopedonali, sentieri da fare a piedi e bellissimi tratti da fare in bicicletta o con la e-bike.

Alpe di Mera: borgo di montagna

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Il borgo di montagna Alpe di Mera

Come raggiungere l’Alpe di Mera

Una delle peculiarità più affascinanti dell’Alpe di Mera è quella di non essere raggiungibile in automobile e questo la rende un vero e proprio paradiso tra le montagne dell’Alta Valsesia. Si può arrivare con gli sci ai piedi, durante l’inverno, utilizzare la seggiovia, oppure con una bella camminata nella natura.

La prima cosa da sapere è che è raggiungibile in poco tempo se si parte dalle grandi città del nord Italia: la distanza da Milano è di 140 chilometri, 150 da Torino che salgono a 220 da Genova.

Due i modi per arrivare a questa deliziosa località durante la stagione invernale: la seggiovia Scopello – Mera, si tratta di una biposto accessibile anche a chi non scia e che in 20 minuti porta all’arrivo, in alternativa dai parcheggi Trogo si scia fino alla seggiovia Capricorno e da lì si parte per Alpe di Mera.

E a piedi? C’è un percorso che parte da Scopello e porta in quota in circa due ore, si tratta di una camminata davvero suggestiva che attraversa boschi di faggi e abeti e pascoli e che è consigliata nei mesi che vanno da marzo a ottobre.

Gli orari della seggiovia, ad esempio durante l’estate 2024, sono stati dalle 8,30 alle 13 e dalle 14,30 alle 17,30 con periodi di orario continuato durante l’alta stagione. Questo significa che si può raggiungere solamente entro una certa ora.

Un luogo da sogno, che per secoli è stato un grande alpeggio, fino a quando – al termine della Seconda Guerra Mondiale, non è emersa un’importante vocazione turistica che ha portato Alpe di Mera a essere raggiunta da chi ama la montagna e la neve.

Alpe di Mera Scopello

Fonte: IPA

Alpe di Mera, borgo del comune di Scopello
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Se amate i gatti dovete visitare queste città

Bellissimi, di tante dimensioni e tipologie diverse, coccolosi, ma anche super indipendenti, intelligenti e simpatici: i gatti sono amatissimi e presenti in molte case, oltre che lungo le strade di grandi metropoli del mondo. Ci sono dei luoghi sparsi per la Terra in cui sono particolarmente apprezzati: sono le città e i borghi che, per qualche ragione, li celebrano e li curano in maniera speciale.

La peculiarità è che si trovano in tanti posti differenti: dai più piccoli ai più grandi, luoghi che meritano di essere inseriti in un itinerario di viaggio decisamente intrigante alla scoperta della loro “anima più felina”. Dall’Italia, all’Europa, fino all’Oriente, tutte le destinazioni che dovete raggiungere se amate i gatti per una vacanza indimenticabile.

Le destinazioni e i borghi per chi ama i gatti in Italia

In Italia ci sono diverse destinazioni da raggiungere per chi ama i gatti: piccoli borghi in cui ammirarli, oppure in cui vederli sui muri come vere e proprie opere d’arte. Dal nord al sud, ci sono numerose location speciali che faranno la felicità di chi apprezza questi felini in tutte le loro forme e varietà.

Seborga in Liguria

Quasi trecento abitati, un piccolo borgo nell’entroterra ligure, nella zona più a Ponente della regione: è da Seborga che inizia il nostro viaggio alla scoperta delle destinazioni in Italia e nel mondo da raggiungere per chi ama i gatti. Pare, infatti, che qui ci siano ben tre colonie feline.

Un’altra sua particolarità è quella di rivendicare da anni l’indipendenza dall’Italia, tanto che il piccolo paese si fa chiamare principato ed elegge un proprio sovrano. Si tratta di un luogo davvero suggestivo da conoscere ed esplorare.

Seborga città per chi ama i gatti

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Seborga, borgo perfetto per chi ama i gatti

Brolo in Piemonte

Ci spostiamo nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola, sulla sponda occidentale del lago d’Orta: qui incontriamo Brolo, frazione del comune di Nonio e luogo in cui i gatti sono i protagonisti. Non solo li si incontra per strada, ma li si vede un po’ ovunque come disegni, insegne e simboli. Nel 2006 è stato inaugurato un piccolo monumento dedicato al felino, oltre a questo è stato pubblicato un volume e sono stare realizzate piastrelle decorative poste sulle case che ricordano l’anima e il simbolo della cittadina. La storia di Brolo come paese dei gatti ha le sue radici nel passato più antico e si rifà a un detto nato quando il borgo ha chiesto di costituire parrocchia a sé. Il resto, come si dice, è storia.

Briona in Pimonte

Sempre in Piemonte c’è Briona, un piccolo comune in provincia di Novara dove il gatto è un simbolo si incontra su tanti muri, riprodotto in tutta la sua bellezza. Oltre a questo, vi sono preziose testimonianze del passato come chiese antiche, castelli e un ponte medievale. Un luogo magico da scoprire.

San Vero Milis in Sardegna

In Sardegna, in provincia di Oristano, c’è il piccolo comune di San Vero Milis. Tante le ragioni per visitare questo luogo, ma chi ama i gatti ne ha una in particolare: si tratta della spiaggia di Su Pallosu, dove ogni tanto si può ammirare una colonia di felini. Sul sito ufficiale dell’associazione culturale senza scopo di lucro Amici di Su Pallosu viene spiegato che le visite guidate vanno prenotate e sono rare: quindi se si programma una visita a questa location meravigliosa è bene contattare questa realtà per capire se è possibile e per conoscere il lavoro che porta avanti.

In generale il territorio del comune di San Vero Milis è davvero spettacolare e offre una natura meravigliosa, oltre a preziose testimonianze del passato.

Procida in Campania

A guardarla dall’alto la piccola isola di Procida, incastonata come un gioiello nel Golfo di Napoli, ha l’inequivocabile forma di un gatto. E se questa terra è un tripudio di bellezze, dalle case colorate, ai sapori deliziosi, fino a un mare che colma lo sguardo di meraviglia, è anche vero che chi ama i felini non può non inserirla nelle proprie mete di viaggio. Incontrarli per le strette strade dell’isola non è difficile, tra uno scorcio che abbraccia dall’alto il panorama o vicoli tra cui passeggiare lasciandosi ammaliare da questa terra tutta da scoprire.

Procida isola a forma di gatto

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Procida: isola a forma di gatto e destinazione per chi ama questi felini

Istanbul in Turchia

Usciamo dai confini italiani e andiamo verso la Turchia, più precisamente a Istanbul. Girare tra le sue strade significa incontrare tantissimi gatti, sono loro i veri padroni della città, amati e coccolati dai suoi abitanti. Il perché va ricercato in una leggenda secondo la quale è stato un felino a salvare Maometto dal morso di un serpente. Non stupisce, quindi, che esista un documentario che racconta proprio di loro: si chiama Kedi – La città dei gatti e parla delle migliaia di esemplari che vivono in questa affascinante metropoli turca.

Istanbul città dei gatti

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Istanbul in Turchia è una città dei gatti

Kotor in Montenegro

Lungo la costa del Mar Adriatico in Montenegro si trova Kotor, una città imperdibile per chi ama i gatti. Qui, infatti, si possono incontrare lungo le strade tantissimi esemplari di felini. Si tratta di un luogo meraviglioso in cui si notano ancora i segni del periodo in cui la zona faceva parte della Repubblica di Venezia, inoltre la parte più antica è stata inserita nella lista dei Patrimoni dell’Umanità Unesco e fa parte della denominazione regione naturale e storico-culturale delle Bocche di Cattaro.

In questo luogo di grande bellezza si può fare la conoscenza di tantissimi felini, oltre a questo si trovano negozi a tema e il Cats Museum che è stato aperto nel 2013.

Amsterdam in Olanda

Anche Amsterdam nei Paesi Bassi è una città dei gatti: oltre a incontrarli per strada vi è anche un luogo davvero speciale, si chiama Kattenkabinet ed è un museo che custodisce opere, come dipinti e sculture, dedicate proprio ai felini. A fondarlo nel 1990 è stato Bob Meijer per ricordare il suo gatto rosso John Pierpont Morgan. Sul sito ufficiale si legge che è accessibile dal martedì alla domenica dalle 12 alle 17 e si trova al numero 497 del canale Herengracht. Una tappa perfetta per chi ama i gatti e ha in programma di visitare questa splendida città.

Un’altra location da conoscere è The Catboat, un rifugio per gatti randagi e abbandonati realizzato all’interno di una casa galleggiante nei canali della città. L’ingresso è gratuito ma si può fare una donazione per supportare il progetto.

Skiathos in Grecia

Un vero e proprio paradiso terrestre, dove il mare e la natura regalano uno scenario di incredibile bellezza. Ci spostiamo in Grecia a Skiathos, un’isola ricca di fascino che – nonostante sia di piccole dimensioni – regala location che levano il fiato, a partire dalle oltre 60 spiaggia che punteggiano i 44 chilometri di costa. Ed è qui che è facile incontrare tantissimi gatti, a occuparsi del loro benessere è l’associazione senza scopo di lucro Skiathos Cat Welfare Association che aiuta i felini dal 2005.

Kuching in Malesia

Ci spostiamo fuori dall’Europa, in Asia. È qui che si trova Kuching, città di grandi dimensioni della Malesia. E già il nome è tutto un programma, infatti significa gatto, e per le vie e le piazze si trovano tantissime statue dedicate al felino. Ma non solo: è presente un museo, il simbolo cittadino è un gatto, che si trova un po’ ovunque, e durante tutto il mese di novembre si tiene un festival dedicato, ovvero il Pesta Meow. Il Cat Museum si sviluppa su una superficie di 1035 metri quadrati, suddiviso in quattro gallerie con 4000 oltre opere.

Kuching: città dei gatti in Malesia

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Kuching è la città dei gatti in Malesia

Aoshima in Giappone

C’è un luogo in Giappone che è noto come Isola dei gatti, è Aoshima e la sua peculiarità è quella di avere un numero di felini che pare essere circa 10 volte maggiore di quello dei suoi abitanti: dati di qualche anno fa davano la presenza di 130 animali, contro 13 persone. Ma a quanto pare questa sua cratteristica è a rischio: si teme, infatti, che nel giro di pochi anni possa rimanere senza questi speciali animali. Questo potrebbe accadere per il programma di sterilizzazione e per il fatto che i suoi abitanti hanno un’età avanzata, oltre al fatto che si sono ridotti anche i visitatori. Aoshima si trova a circa mezz’ora di traghetto di Ozu City.

Tashirojima in Giappone

Rimaniamo in Giappone per scoprire un’altra isola dove ci sono tantissimi gatti: si tratta di Tashirojima in cui – oltre ad ammirare questi bellissimi animali  – si possono percorrere dei bei sentieri e lasciarsi ammaliare dalla bellezza del mare. Anche qui la popolazione felina supera quella dei residenti ed interessante conoscere come sono giunti in questo luogo: sull’isola venivano prodotti bachi da seta e, per proteggerli dai topi, sono stati portati i gatti. Sono un vero e proprio spettacolo e nel cuore di una foresta vi è anche un santuario realizzato in onore di un gatto che è morto a causa della caduta di una roccia.

Houtong in Taiwan

Nel nord di Taiwan c’è Houtong noto come villaggio dei gatti, ma un tempo era una cittadina mineraria dove si producevano tantissime tonnellate di carbone ogni anno. Dopo il declino di questa industria e il conseguente abbandono, è stato nel 2008 che si è iniziato a lavorare per dare un futuro migliore ai gatti randagi qui presenti. Così questa destinazione è rinata raccogliendo tutti coloro che amano i felini e oggi vi si trovano negozi e locali. I gatti sono abituati alle persone e li si incontra davvero in ogni luogo di questo villaggio così suggestivo. Un vero sogno per chi ama tantissimo questi animali.

Houtong villaggio in Taiwan per chi ama i gatti

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Houtong in Taiwan è il villaggio di chi ama i gatti