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Itinerario della Bellezza: un modo unico per scoprire le meraviglie delle Marche

Dimenticate la confusione dei grandi centri urbani, il territorio delle Marche ha molte meraviglie da mostrare ai viaggiatori che vogliono immergersi in atmosfere intrise di cultura, natura e archeologia. A valorizzarle ci pensa Confcommercio Marche Nord/Pesaro e Urbino che, in occasione dell’ultima edizione della BIT, la Borsa Internazionale del Turismo, ha presentato il nuovo Itinerario della Bellezza.

Si tratta di un progetto di promozione e valorizzazione turistica nato nel 2018 dall’organizzazione di 5 Comuni che, al 2025, sono arrivati a essere ben 28. Quest’anno, sono entrati a far parte dell’itinerario i borghi di Corinaldo, Monte Grimano Terme, Monte Cerignone e San Costanzo. Scopriamo insieme le caratteristiche del progetto e quali sono gli itinerari di viaggio che ci aiuteranno a conoscere le Marche in un modo unico e autentico.

Il progetto “Itinerario della Bellezza”

Alla BIT 2025 sono state presentate le ultime novità del progetto “Itinerario della Bellezza” promosso da Confcommercio Marche Nord/Pesaro e Urbino. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di aumentare le presenze
turistiche nel territorio delle Marche in modo sostenibile valorizzando le meraviglie storiche, naturali e archeologiche della zona.

È partendo da questo presupposto che sono stati creati degli itinerari tematici studiati per promuovere la
destinazione e sviluppare un modello economico alternativo a quello tradizionale industriale manifatturiero,  basato sulla valorizzazione della bellezza. Gli itinerari sono pensati per i viaggiatori italiani e stranieri che desiderano avventurarsi in territori puri e incontaminati, tra città d’arte, borghi di grande fascino, teatri storici e chiese.

I percorsi infatti, sviluppati su tutto il territorio marchigiano, uniscono il mare alle montagne, le colline (segno caratterizzante delle Marche) alle città d’arte, fino ai borghi fortificati e alle aree archeologiche.

Gli itinerari tematici

L’Itinerario della Bellezza, nato per promuovere i luoghi che l’uomo ha saputo valorizzare e conservare per essere mete esclusive di una vacanza che rigenera il corpo e lo spirito, coinvolge 28 borghi. Questi sono stati inseriti in percorsi turistici creati per permettere ai visitatori di scoprire il territorio delle Marche attraverso le sue peculiarità storiche, archeologiche ed enogastronomiche. Durante l’edizione del 2024, dall’Itinerario della Bellezza sono nati altri itinerari, ossia: l’Itinerario Archeologico, l’Itinerario Romantico, l’Itinerario delle Rocche di Francesco Di Giorgio Martini, l’Itinerario della corte del Duca Federico e l’Itinerario del Silenzio e della Fede.

Nel prossimo periodo verranno presentati i nuovi itinerari, come quello dedicato al Rinascimento, da Gubbio a Urbino, dove viene approfondita anche la storia dei Montefeltro e delle Rovere, con una visita alle rocche realizzate da Francesco Di Giorgio Martini per difendere il Ducato di Urbino. Martini fu l’architetto senese che Federico da Montefeltro chiamò alla corte di Urbino nel 1477 e che realizzò capolavori assoluti dell’architettura militare e civile del Rinascimento.

Un altro itinerario, invece, è legato all’enogastronomia di qualità dove vengono valorizzati ingredienti importanti per il territorio come il prosciutto di Carpegna, la casciotta di Urbino e il Cartoceto DOP olio d’oliva. Inoltre, ricordiamo che nelle Marche si trova la capitale italiana del farro, San Lorenzo in Campo, e la patria del biologico, Isola del Piano-Urbino.

Infine, l’ultimo itinerario che verrà presentato è dedicato all’archeologia. Le Marche e la provincia di Pesaro e Urbino sono ricchissime dal punto di vista archeologico e conservano rilevanti testimonianze della storia e della cultura materiale dell’uomo dal Paleolitico fino al Rinascimento, passando per l’epoca romana.

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A passo lento tra i borghi italiani: nascono Le Strade più belle d’Italia

“Le Strade più belle d’Italia” è un tuffo nel cuore più autentico del nostro Paese. Presentato alla BIT di Milano da Italy Discovery e dall’associazione I Borghi più belli d’Italia, il progetto denominato anche “Le 100 Strade più belle d’Italia” ha come obiettivo quello di sviluppare un nuovo prodotto turistico incentrato sulla sostenibilità e sulla valorizzazione del paesaggio.

Nel corso dei prossimi tre anni, verranno selezionate e certificate le 100 strade più belle, percorsi che regalano emozioni fra natura, storia e arte attraversando boschi, affiancando tratti di costa a strapiombo sul mare, montagne, vigneti, borghi antichi e, in generale, paesaggi che sembrano dipinti. Ogni strada, come ha dichiarato Fiorello Primi, presidente de I Borghi più belli d’Italia, “è un itinerario del gusto, un percorso storico, un viaggio culturale, un’esperienza estetica, una tappa verso la conoscenza dell’Italia più autentica“.

Non ha importanza come verranno percorse, se a piedi, in bicicletta o in auto, l’importante è contribuire a un nuovo modo di viaggiare, attento ai territori, lento e sostenibile.

Gli obiettivi del progetto “Le 100 Strade più belle d’Italia”

Immersi nella natura, attraversano zone rurali, oltre che borghi gioiello e aree costiere: sono i percorsi che, nei prossimi tre anni, verranno inseriti nel progetto Le Strade più belle d’Italia. Questo nasce proprio con l’obiettivo di rivitalizzare la campagna e valorizzare il paesaggio, l’agricoltura e il cibo promuovendo un turismo rurale che contribuisca a preservare l’agricoltura e la sua eredità storica legata all’uso e alla cura dell’ambiente.

Il progetto vuole stimolare i viaggiatori ad andare oltre le tangenziali e i raccordi autostradali per fare esperienza dell’Italia dei mille borghi, quella rurale, percorrendo una strada che diventa un veicolo dell’immaginario e un fattore culturale, perché invita le persone a conoscere il territorio di cui fanno parte. A conoscerlo per davvero anche attraverso il contatto con le attività e gli abitanti del luogo, un incontro che può avvenire scambiando semplicemente qualche chiacchiera o attraverso il cibo.

Castelfranco le Balze

Fonte: Ufficio Stampa

Strada a Castelfranco le Balze in Toscana

Quali saranno “Le Strade più belle d’Italia”

Il progetto “Le Strade più belle d’Italia”, presentato alla BIT 2025, vi permetterà di scoprire il nostro Paese a passo lento e con occhi nuovi. Ma quali saranno le 100 strade a ottenere questo riconoscimento? Per identificarle verrà utilizzata una Carta di Qualità messa a punto da un comitato tecnico-scientifico composto da esperti. Ogni strada avrà un inizio e una fine indicate tramite cartelli con il nome della strada e il logo de “Le Strade più belle d’Italia”.

La prima che verrà certificata si trova in Lombardia: la Lovere-Teglio collega la Valcamonica e la Valtellina, snodandosi tra valichi alpini, prati in pendio, valli fiabesche e paesaggi scavati nella roccia. Qui, i viaggiatori potranno immergersi nel mondo delle campagne e dei borghi, come a Lovere, affacciato sul lago d’Iseo, Clusone, la “città dipinta” dove danza il Tempo, Bienno, con le antiche fucine dei fabbri, Grosio e Teglio, che conservano le radici della Valtellina.

Successivamente toccherà ad altre 99 strade: tra queste potrebbero ottenere il riconoscimento la strada della Forra a Tremosine sul lago di Garda, la strada da Santa Teresa di Gallura a Badesi e da Capo Testa al lago del Coghinas passando per Tempio Pausania in Sardegna o la strada da Montepulciano a Montalcino.

Strada Forra Tremosine

Fonte: Ufficio Stampa

La strada della Forra a Tremosine sul lago di Garda potrebbe ottenere il riconoscimento
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Borghi romantici per San Valentino

San Valentino si avvicina: il 14 Febbraio è alle porte. L’atmosfera comincia a trasformarsi in qualcosa di unico e quasi magico, all’insegna dell’amore e del romanticismo. Molte coppie sono alla ricerca di luoghi unici dove potersi festeggiare questo evento e dove, magari, scambiarsi promesse e sogni.

Ma dove andare per vivere un’esperienza indimenticabile? L’Italia, si sa, è ricca di posti unici, in grado di regalare emozioni altrettanto uniche. Per questo si consiglia di scegliere una meta che sia senza tempo, una meta dove trascorrere San Valentino e passeggiare tra luoghi storici, dove passare giornate all’insegna dell’amore.

Ecco 5 borghi italiani da non perdere per il prossimo San Valentino. 

Gradara, antico borgo delle Marche

Questo bellissimo borgo si trova nella parte settentrionale delle Marche, vicino al confine con l’Emilia Romagna.

Gradara è una meta molto ricercata, da sempre simbolo di amore e leggende, tra i luoghi più romantici d’Italia. Il borgo, dominato dall’alto dall’imponente castello medievale, è culla della storia di Paolo e Francesca, raccontata anche dalla Divina Commedia di Dante.

È la meta privilegiata per tutte quelle coppie che sono in cerca di un’esperienza romantica senza eguali. Il borgo, per San Valentino, gode di un’atmosfera unica. Proprio dal 14 al 18 febbraio a Gradara si svolge l’iniziativa “Gradara d‘Amare”, dove il borgo si vestirà di simboli passionali d’amore, grazie anche alle luci soffuse delle candele, e dove personaggi racconteranno di storie antiche, ma anche danze e musiche locali tradizionali. Un modo per rivivere la storia raccontata da Dante nella sua bellissima opera.

Il borgo di Gradara è perfetta anche per la presenza di numerosi locali e ristoranti che, oltre ad offrire pacchetti dedicati proprio a San Valentino, si presenti con sapori e ricette uniche del territorio, che sapranno lasciare a bocca aperta.

Montefioralle, fra le colline toscane

Spostandosi in Toscana, nel cuore del Chianti, si trova Montefioralle. Borgo antico tra le colline toscane, che riesce ad incarnare perfettamente l’essenza dell’amore, in un’atmosfera unica.

Questo borgo medievale è caratterizzato da stradine antiche e case in pietra e, proprio per queste sue caratteristiche, è il luogo ideale per tutte le coppie alla ricerca di un nido d’amore, per sfuggire dal caos e dalla frenesia quotidiana.

Montefioralle è un luogo che negli anni ha saputo integrare tradizione ed innovazione, con itinerari studiati appositamente per giornate come San Valentino, tra vigneti ed uliveti, passeggiando tra scenari da cartolina.

Il fatto anche di trovarsi in Toscana, nel Chianti, permette di arricchire questi momenti con esperienze enogastronomiche probabilmente senza eguali. Ad esempio, è possibile partecipare alle rinomate degustazioni guidate nei vigneti della zona, accompagnate da storie ed aneddoti delle tradizioni locali, assaporando vini prelibati e ricercati dagli appassionati di vino.

Pienza, patrimonio UNESCO della Val d’Orcia

Rimanendo in Toscana, questa volta nella Val d’Orcia, si può trovare un altro stupendo borgo italiano, dalla storia antica. Si tratta di Pienza, un vero e proprio capolavoro del Rinascimento, che ha saputo trasformarsi in uno scenario perfetto per San Valentino.

Scegliere di passare questi giorni così intimi e romantici a Pienza, vuol dire godere di un luogo decisamente magico, dichiarato anche Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Un luogo dove trovare arte, storia e natura. Insomma, la meta ideale per chi vuole festeggiare San Valentino creando ricordi indimenticabili.

Passeggiare tra le sue stradine strette e lastricate, scoprire angoli unici e perdersi fra i suoi sentieri, potrebbe essere anche l’occasione giusta per scoprire i sapori locali, anche a chilometro 0, come vini, famosi nella Val d’Orcia, formaggi, data l’importante tradizione casearia di Pienza, e tanto altro.

Inoltre, per rendere la giornata di San Valentino ancora più speciale, non si può perdere l’occasione di scattare un ricordo indelebile nelle strade più romantiche del borgo e d’Italia: via dell’Amore e via del Bacio. Piccole vie che si affacciano su panorami mozzafiato delle colline toscane.

Via dell’Amore a Pienza, borgo italiano consigliato per San Valentino

Fonte: iStock

Via dell’Amore a Pienza

Civita di Bagnoregio, borgo unico del Lazio

Amata da visitatori italiani e non solo, Civita di Bagnoregio è un borgo unico nel suo genere. Viene conosciuto anche come “la città che muore”, in quanto costruita su un terreno in tufo in continua erosione, che ha dato vita anche alle tipiche forme dei calanchi e che rischia, tutt’ora, di far scomparire la frazione.

È un luogo unico perché, per raggiungere il borgo, si deve attraversare un lungo ponte sospeso nel vuoto, che porta nel cuore di Civita di Bagnoregio. Una volta entrati all’interno delle mura si rimane affascinati dalla bellezza del luogo e dalla sua atmosfera. È perfetto per San Valentino, dove le coppie possono perdersi tra le sue vie acciottolate, così suggestive, passando momenti unici e scambiandosi promesse d’amore.

Tellaro, sul Golfo dei Poeti in Liguria

Il viaggio di San Valentino continua, questa volta in Liguria. Ecco un altro Borgo molto consigliato per tutte quelle coppie che vogliono festeggiare San Valentino in un luogo unico.

Questa volta si parla di Tellaro, uno dei borghi più affascinanti e suggestivi della Liguria, che si affaccia a picco sul bellissimo mare del Golfo dei Poeti. Questa località, meno conosciuta rispetto alle famose Cinque Terre, si presenta come una destinazione assolutamente da non perdere, con le sue case color pastello.

Si tratta di un antico borgo di pescatori, dove le coppie possono passare momenti unici, passeggiando lungo la costa e godendo di viste panoramiche sul mare, il quale, durante il tramonto, si tinge di sfumature rosate e dorate, perfette per un momento intimo e romantico.

Sono presenti numerosi ristoranti locali, dove godere della freschezza dei prodotti locali a base di pesce e ricette tradizionali della cucina ligure. Inoltre, per chi ama fare attività all’aria aperta, qui sono presenti numerosi sentori che collegano il centro storico di Tellaro a calette nascoste, ideali per lunghe passeggiate.

Tellaro in Liguria sul Golfo dei Poeti, borgo italiano consigliato per San Valentino

Fonte: iStock

Il borgo di Tellaro in Liguria

Celebrare San Valentino in questi luoghi permette di vivere un’esperienza indimenticabile e, soprattutto, festeggiare in modo autentico ed originale. Ognuno di questo Borghi non è soltanto una meta turistica, ma un vero e proprio luogo dove vivere emozioni uniche e dove il tempo sembra rallentare per lasciare spazio ad un’importante sentimento come quello dell’amore. Non resto altro che partire alla scoperta di questi luoghi antiche e sorprendere il proprio partner o la propria partner.

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Montepulciano, il borgo di Poliziano tra Val di Chiana e Val d’Orcia

Adagiato sulle splendide colline che impreziosiscono il territorio della Val di Chiana e della Val d’Orcia, Montepulciano è un affascinante borgo della provincia di Siena che da secoli incanta tutti i suoi visitatori. Dalle origini etrusche, si distingue per essere una cittadina rinascimentale ma di impianto medievale, immersa in uno scenario bucolico ricco di campi color oro e punteggiati di cipressi. Ma Montepulciano è anche il luogo natale di Agnolo (Angelo) Ambrogini, detto Poliziano, importante poeta e umanista italiano. Tutte premesse che fanno assolutamente capire che da queste parti bellezza e storia non mancano affatto.

Dove si trova Montepulciano

Montepulciano è un grazioso borgo della Toscana che prende vita in posizione dominante rispetto alla Val di Chiana, una pittoresca località di collina che a Est confina con l’Umbria e che incarna tutto il meglio che può rappresentare questa magnifica regione dell’Italia centrale.

È posto a 600 metri sopra al livello del mare e da lassù permette di scorgere splendidi panorami fatti principalmente di vigneti a perdita d’occhio, non a caso è proprio dalle sue sinuose colline che nasce il Vino Nobile di Montepulciano DOCG, stimato da intenditori e appassionati di tutto il mondo.

Cosa vedere a Montepulciano

Il borgo di Montepulciano ha la fortuna di essere posto tra due delle zone più suggestive dell’Italia intera: a cavallo tra la Val di Chiana e la Val d’Orcia. Questo gli consente di essere una vera e propria oasi di pace e tranquillità, ma anche meta ideale per coloro che sono alla ricerca di arte, storia, architettura, pregio e cultura. Il centro storico, conservato all’interno di preziose mura, è infatti custode di gioielli antichi che da soli valgono il viaggio.

Montepulciano in Toscana

Fonte: iStock

L’incredibile fascino di Montepulciano

Piazza Grande

La Piazza Grande di Montepulciano è splendida, tanto da essere da molti ritenuta una delle più belle di tutta Italia. Dalla curiosa forma di una L, è delimitata da diversi edifici che contribuiscono a rendere il suo fascino altamente irresistibile.

Cattedrale di Santa Maria Assunta

Una delle strutture più suggestive che si affaccia sulla Piazza Grande è la Cattedrale di Santa Maria Assunta, ovvero il Duomo del borgo. Si presenta in stile rinascimentale e si tratta di una costruzione realizzata su progetto di Ippolito Scalza. Non appena si arriva al suo cospetto si rimane inevitabilmente colpiti dalla sua torre campanaria quattrocentesca e dalla presenza di una facciata, sfortunatamente, incompiuta.

Varcando le sue mura, invece, a sorprendere è l’elegante volta a botte della navata centrale che protegge tantissime opere di pregio, come il trittico dell’Assunta, opera di Taddeo di Bartolo. Non sono da meno il Monumento funebre di Bartolomeo Aragazzi, in marmo di Carrara, e il prezioso organo, risalente al 1838.

Palazzo Comunale

Il simbolo indiscusso di Montepulciano è il suo Palazzo Comunale, anch’esso sito in Piazza Grande. In questo caso, è impossibile non notare una certa somiglianza con il Palazzo della Signoria di Firenze, ma la verità è che a differenza di quest’ultimo fu progettato da Michelozzo Michelozzi. L’edificio e la sua torre (entrambe visitabili) si presentano con una facciata gotica in travertino, mentre le mura nascondono un grazioso cortile con un antico pozzo, lapidi ottocentesche sulle pareti e molto altro ancora.

Se si desidera godere di una vista che mozza il fiato occorre invece salire sulla torre merlata, per poi posare lo sguardo sulle colline poetiche circostanti.

Piazza Grande, Montepulciano

Fonte: iStock

La Piazza Grande con il pozzo, il Duomo e il Palazzo Comunale

Palazzo Contucci

Anche Palazzo Contucci impreziosisce Piazza Grande, e di certo non è di meno interesse rispetto ai luoghi citati sopra. Si distingue, infatti, per essere un fulgido esempio del Rinascimento toscano e per essere stato edificato sopra le monumentali Cantine Contucci.

Palazzo Nobili-Tarugi

L’ultimo edificio di Piazza Grande di cui vi vogliamo parlare (ma in realtà questo slargo offre molto di più) è il Palazzo Nobili-Tarugi, completamente rivestito in travertino. Ad affascinare particolarmente è il suo imponente portico, con archi a tutto sesto.

Palazzo Neri Orselli – Museo Civico Pinacoteca Crociani

A poca distanza merita certamente una visita il Palazzo Neri Orselli, che è ora la sede del Museo Civico Pinacoteca Crociani. Questa struttura conserva ancora memoria dell’architettura civile del trecento senese, ma anche una ricca collezione di dipinti, terrecotte e reperti archeologici che allieteranno i viaggiatori.

Chiesa di Sant’Agostino

La Chiesa di Sant’Agostino sorge nelle vicinanze del Duomo locale, per la precisione in Piazza Michelozzo. Le sue origini sono incerte, ma quel che è sicuro è che si mostra con un’elegante scalinata sormontata da una bella facciata con al centro un rilievo in terracotta rappresentante la “Madonna con Bambino tra i Santi Giovanni Battista ed Agostino”.

Decisamente notevoli sono anche gli interni, che da secoli tutelano affreschi rinascimentali e un crocifisso ligneo policromo del 1400.

Chiesa di San Biagio

Un altro edificio religioso di pregio è la Chiesa di San Biagio, da molti conosciuta anche come il soprannome di “Tempio di San Biagio”. In questo caso è davvero inutile fare tanti giri di parole, perché il viaggiatore si ritroverà al cospetto di una struttura più che straordinaria, al punto da essere considerata un capolavoro dell’architettura rinascimentale.

Si trova poco fuori il borgo e si caratterizza per la presenza di una magnifica cupola centrale, un’abside semicircolare e due bellissimi campanili (anche se nei fatti uno è incompleto). I suoi interni sono invece la culla di tante opere preziose, come un affresco della “Madonna in trono col Bambino”. Una piccola curiosità che vi farà comprendere ancora più a fondo la straordinarietà di questo edificio: si narra che Michelangelo si ispirò a questa chiesa quando dovette disegnare i progetti per la realizzazione della Basilica di San Pietro a Roma.

Fortezza Medicea

Meritevole di una visita è anche la Fortezza Medicea di Montepulciano che nel corso dei secoli ha subito diverse modifiche, fino ad arrivare ai giorni nostri grazie alla ricostruzione per mano di Antonio da Sangallo il Vecchio e il successivo restauro di Augusto Corbi.

Costruita in uno dei punti più alti del borgo, in modo da poter controllare sia il Trasimeno che la Val d’Orcia, viene oggi utilizzata sia come istituto universitario che come stand espositivo per le varie mostre che si svolgono in città.

Fortezza Medicea, Montepulciano

Fonte: iStock@lucamato

L’incantevole Fortezza Medicea di Montepulciano

Percorso del Poliziano

Il Percorso del Poliziano è relativamente recente: è stato inaugurato a maggio del 2024 ma permette di attraversare luoghi antichissimi. Il suo obiettivo è collegare Porta delle Farine con la zona di Santa Maria dei Servi, consentendo perciò di camminare lungo le antiche mura cittadine: da un lato c’è la storia, dall’altro un panorama in grado di emozionare chiunque.

Il camminamento è caratterizzato da una pavimentazione architettonica in calcestruzzo, da un impianto luci dal basso, panchine e cipressi. È importante sapere, tuttavia, che attualmente risulta accessibile solo un primo tratto del progetto complessivo, in quanto è ancora da ultimare la continuazione fino alla Chiesa di Santa Maria dei Servi.

Corso di Montepulciano

Chi desidera fare un’altra passeggiata non può perdersi quella lungo il Corso di Montepulciano: dall’aspetto cinquecentesco, vi si specchiano molti palazzi patrizi, la graziosa Chiesa quattrocentesca di Sant’Agostino e la Torre di Pulcinella con la tipica maschera che batte le ore.

Cantine di Montepulciano

Ve lo abbiamo detto prima ma ve lo ripetiamo con piacere: a Montepulciano viene realizzato uno dei vini più pregiati del mondo: il Vino Nobile. Si tratta di un prodotto dalla tradizione secolare e per questo nei sotterranei dei palazzi rinascimentali del centro storico sono custodite antiche cantine, tra cunicoli scavati nel tufo e suggestive volte in mattoni.

Terme di Montepulciano

Le ricchezza di Montepulciano non è finita qui perché questo affascinante angolo d’Italia è a tutti gli effetti anche una città termale. Le acque della zona sono classificate come sulfuree-salso-bromo-iodiche, e si rivelano particolarmente adatte a scopi medico curativi. In particolare sono rinomate per la cura dell’udito, per il trattamento di infezioni delle vie respiratorie, dell’apparato muscolare, e per i disturbi ginecologici, artroreumatici e vascolari. Non manca la possibilità di usufruirne anche per specifici trattamenti estetici e dedicati al relax.

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Perché Termoli è il borgo dell’amore

Il borgo antico di Termoli, nel Molise, è circondato da mura e si staglia su un piccolo promontorio da cui si scorge il Mare Adriatico. A vederlo, ci si innamora subito. Una vera perla della costa molisana, che ha saputo mantenere due anime distinte ma unite, il Borgo Vecchio e la Città Nuova. Il borgo è il fulcro della storia di Termoli, con le sue strette vie lastricate, il Castello Svevo, la Cattedrale, la Passeggiata dei Trabucchi.

San Valentino a Termoli

Chi visita questo borgo nella settimana di San Valentino, lo vedrà avvolto in una luce rossa come il fuoco: proviene dal castello che, in occasione della festa degli innamorati, viene illuminato. Il “Borgo degli innamorati” è un evento che viene  organizzato ogni anno dall’Associazione Turismo in collaborazione con l’Amministrazione municipale per il 14 febbraio, giorno di San Valentino. Sono tante le coppie che partecipano al tour dedicato all’amore, un percorso caratterizzato da racconti teatrali come Romeo e Giulietta, di leggende, mostre, foto in scorci particolari del centro storico, visite del sito archeologico della Termoli sotterranea, oltre alla riscoperta di alcune antiche botteghe del borgo e di angoli incantevoli da scoprire e dove poter farsi immortalare e lasciare il proprio lucchetto d’amore per sempre in piazza Bisceglie.

Ma non è solo per questo motivo che Termoli è famoso per essere il borgo dell’amore. Sono tanti, infatti, gli scorci romantici che questo luogo magico regala. Si può seguire un vero e proprio itinerario dell’amore tra i luoghi più belli delle vecchie mura, dove una segnaletica invita a fare una sosta, a guardare il panorama e a scambiarsi un gesto d’amore.

Gli altri luoghi romantici di Termoli

Il Castello Svevo

Le caratteristiche architettoniche lasciano supporre che il Castello Svevo sia stato costruito in epoca normanna. Tuttavia, la definizione “svevo” pare sia stata attribuita in seguito alla ristrutturazione e fortificazione voluta da Federico II di Svevia nel 1240. Molto probabilmente il Castello di Termoli faceva parte di un più ampio sistema di difesa, costituito da mura che cingevano l’intero perimetro della città e da diverse torrette merlate, di cui una si è conservata intatta ed è situata all’ingresso del Borgo antico. Il castello è formato da due strutture: un corpo centrale con quattro torrette, la cui forma circolare conserva un notevole fascino, e la torre superiore, isolata dal resto della costruzione, sulla cui sommità ospita la stazione meteorologica dell’Aeronautica Militare. Il Castello di Termoli oggi ospita mostre ed eventi culturali ed è una location particolarmente richiesta per la celebrazione dei matrimoni civili.

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Fonte: Getty Images

Il Castello Svevo di Termoli

Montecastello

Montecastello è la via panoramica del Borgo Vecchio di Termoli. La si raggiunge dall’entrata del borgo in prossimità del castello o inoltrandosi tra i vicoli. Montecastello è la parte più alta del Borgo Vecchio e affacciandosi all’antica mura di cinta si gode di una vista panoramica da un lato verso il lungomare di Sant’Antonio e il golfo di Vasto, dall’altro sul centro della città e, spostandosi di pochi passi, la vista spazia sul porto, il litorale di Rio Vivo e le Isole Tremiti.

La Città Nuova

La Città Nuova, invece, è il centro della vita sociale, con i celebri mercati termolesi ricchi di bancarelle che impreziosiscono le ariose piazze. Da non perdere è anche la Rejecelle, il vicolo più stretto d’Italia, largo solamente 41 cm – primato rivendicato altresì da un Comune marchigiano, Ripatransone, nella provincia di Ascoli Piceno – il porto e la zona balneare di Marina di San Pietro, il più bel litorale di Termoli, dove d’estate ci sono spiagge attrezzate, servizi e divertimenti di ogni tipo. La città, che dal 2003 ottiene il riconoscimento della Bandiera Blu, è un’importante meta turistica, apprezzata in particolare per la qualità dell’acqua del mare e la sicurezza delle spiagge.

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Fonte: Getty Images

Panorama di Termoli

I trabucchi

Sul lungomare di Termoli si possono ammirare quelle antiche e affascinanti macchine da pesca che sono i trabucchi. Anticamente permettevano ai pescatori e alle loro famiglie di pescare anche quando il mare in burrasca impediva alle barche di uscire in mare. Il primo trabucco di Termoli venne costruito intorno al 1850 da Felice Marinucci che aveva visto questo tipo di costruzione in Abruzzo, dove spesso si recava per motivi di lavoro. Oggi, i trabucchi sono fra i simboli che caratterizzano la città di Termoli. Per osservarli in tutta la loro bellezza si può percorrere la “Passeggiata dei trabucchi” che, dai piedi del Castello Svevo, si snoda lungo tutta la cinta muraria del Borgo Antico fino ad arrivare al porto.

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Fonte: Getty Images

Uno dei trabucchi di Termoli
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Canelli, il borgo dell’amore perfetto per San Valentino

Nel Monferrato, c’è un borgo famoso per il vino, ma anche per essere il luoItaliago ideale dove festeggiare San Valentino. È Canelli, in provincia di Asti. Canelli – e l’Asti Spumante – sono stati proclamati Patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco, come parte integrante del territorio del Paesaggio vitivinicolo del Piemonte, Langhe-Roero e Monferrato.

Dov’è il paese di Canelli

Canelli si trova proprio al confine con le Langhe, in un contesto paesaggistico delizioso, fatto di dolci colline attraversate da corsi d’acqua che regalano angoli molto suggestivi. Il centro storico di Canelli è un incrocio di vicoli stretti su cui si affacciano case di pietra. Domina il paese dall’alto il castello, oggi chiamato Palazzo Gancia perché di proprietà della famiglia Gancia, una delle più importanti case vitivinicole italiane. Il castello è di origine medievale, ma fu distrutto nel 1617 durante la guerra contro il Monferrato. Ricostruito e ristrutturato nel 1930, oggi è più che altro un’elegante villa.

Le cattedrali sotterranee di Canelli

Ma è sottoterra che Canelli nasconde il suo vero tesoro. Il paese è famoso per le cantine di invecchiamento dello spumante, vere e proprie cattedrali sotterranee, che si diramano sotto tutta la città, scavate direttamente nel tufo delle colline a partire dal 1500. Sono dei capolavori d’ingegneria e di architettura enologica, dove milioni di bottiglie vengono lasciate a fermentare. Solo in questi spazi, i cui silenzi richiamano l’atmosfera che si può trovare nelle antiche cattedrali, con la protezione di una terra millenaria, si potevano trovare la giusta temperatura e umidità costante, ideali per affinare vini e spumanti pregiati che ancora oggi qui maturano in attesa di conquistare le tavole di tutto il mondo.

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Fonte: 123RF

Le cattedrali sotterranee di Canelli

Canelli, il borgo degli innamorati

Canelli è famosa anche per la Via degli innamorati, un sentiero romantico ispirato ai fidanzatini di Raymond Peynet, il celebre illustratore francese creatore dei personaggi di “Les Amoureux(“Gli Innamorati”) e che proprio a Canelli aveva disegnato una storica piastrella a loro dedicata. Peynet fece visita a Canelli nel 1983 e presenziò a una mostra organizzata dalle Cantine Bocchino e alla proiezione di un suo film d’animazione. Rimase particolarmente impressionato dalla bellezza della Sternia e decise di disegnare su una piastrella “Gli Innamorati” – un violinista e una ragazza che lo ascoltava – da lui creati nel 1942.

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Fonte: Getty Images

I muri dipinti a Canelli

L’itinerario dedicato agli innamorati si sviluppa lungo la storica via acciottolata della Stërnia (“sentiero”, in dialetto). Lungo il percorso, s’incontrano diverse opere d’arte realizzate dagli artisti locali ispirate all’amore, opere che diventeranno sempre più numerose nel corso degli anni. Una mostra a cielo aperto dall’atmosfera romantica, insomma, che accompagna tutti gli innamorati, che parte da piazza San Tommaso fino alla cima della collina, il Belvedere Unesco, da cui ammirare il panorama di Canelli e tutto il paesaggio circostante, che comprende Monferrato ma anche le Langhe.

Per la festa di San Valentino, lo storico borgo astigiano inaugura una speciale installazione dedicata a tutti gli innamorati. Sui caratteristici tappi a “fungo”, simbolo di uno dei vini più amati e conosciuti nel mondo, le coppiette possono incidere i loro nomi o un messaggio d’amore. I tappi di spumante saranno poi incastonati nei pannelli collocati tra le vie della città formando proprio una delle nuove installazioni permanenti chiamata “Canelli sparkling love”. Un‘opera in divenire, che crescerà nel tempo grazie alle coppie che andranno a Canelli anche dopo la festa degli innamorati.

Un’occasione per scoprire e passeggiare attraverso la storica via delle antiche case spumantiere – Bosca, Gancia, Coppo e Contratto, visitabili su prenotazione – che ancora oggi custodiscono e tramandano una delle eccellenze italiane.

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Fonte: Getty Images

Canelli e il Castello Gancia
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Castro dei Volsci, il borgo che sembra galleggiare sulle nuvole

In provincia di Frosinone sorge un borgo pittoresco che sembra galleggiare sulle nuvole, al punto che viene considerato persino il “Balcone della Ciociaria“. Il suo nome è Castro dei Volsci, un luogo particolarmente apprezzato dai visitatori e che in alcune giornate sembra avvolto di magia: quando cade la nebbia il suo fascino diventa irresistibile e quando quest’ultima non c’è il panorama è in grado di emozionare chiunque. Ma cosa vedere in questo paese che sembra rimasto sospeso nel tempo?

Dove si trova e come raggiungere Castro dei Volsci

Castro dei Volsci sorge nel cuore della Valle del Sacco, fiume che nasce dai monti Prenestini e che percorre il Lazio centro-orientale fino a confluire nel fiume Liri. Famoso per la sua posizione arroccata, si trova a circa 115 chilometri di distanza da Roma e si tratta di un borgo in cui sventola fiera la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano e che può vantare il titolo di essere uno dei Borghi più Belli d’Italia.

Il paese può essere facilmente raggiunto in auto, oppure si può optare per il treno ma in combinazione con un autobus (una delle stazioni ferroviarie più agevoli a questo scopo è Ceccano).

Cosa vedere a Castro dei Volsci

Il borgo di Castro dei Volsci non colpisce solo per la sua posizione alla propaggine dei Monti Ausoni, ma anche per il centro storico ricco di meraviglie e che, tra viuzze, piazzette e abitazioni in pietra grigia addossate le une alle altre, nasconde alcuni particolari “segreti”: passeggiando per i vicoli potrete notare misteriosi simboli come le “triplici cinte” o i “golgota”, che fanno supporre che qui siano passati i cavalieri templari. Vi basta accedere dalla Porta della Valle, il suo principale punto di ingresso, che si presenta al visitatore con un arco a tutto sesto.

Borgo di Castro dei Volsci, Lazio

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Le bellissime vie del borgo di Castro dei Volsci

Chiesa di Santa Maria

Entrando proprio dalla Porta della Valle si arriva con facilità presso la Chiesa di Santa Maria. Costruita tra il 1156 e il 1160, conserva al suo interno un altare maggiore che alle sue spalle nasconde due piccoli affreschi rappresentanti la Vergine col Bambino e un Santo martire. Affascinanti sono anche l’organo settecentesco, dono dell’abate don Giacinto Biondi, e l’acquasantiera a forma di giglio.

Chiesa di Sant’Oliva

Sant’Oliva è la patrona di Castro dei Volsci, e la chiesa è lei dedicata si presenta come un vero e proprio scrigno di meraviglie: vi sono opere d’arte, marmi, un organo a canne di pregio, il corpo imbalsamato di San Giustino e il simulacro della santa. Di notevole interesse è anche il portale bronzeo, dono di Don Avallone del 1990. L’edificio religioso, inoltre, svetta in cima al paese e si mostra anche con un bel campanile.

Monumento alla Mamma Ciociara

Uno dei simboli del borgo è il Monumento alla Mamma Ciociara che, essendo posto su una terrazza panoramica, permette di ammirare un paesaggio che lascia posare lo sguardo su tutte le meraviglie della vallata circostante, compresa l’Abbazia di Cassino quando il cielo è particolarmente limpido.

Si tratta di un’importante scultura dedicata alle donne che, durante la Seconda Guerra Mondiale, affrontarono la morte per le loro figlie per difenderle dalle violenze delle truppe coloniali francesi. L’opera è stata costruita in marmo di Carrara ed è la rappresentazione di una madre che fa da scudo alla figlia. Una piccola curiosità: l’inaugurazione della scultura è avvenuta poco tempo dopo l’uscita del film “La Ciociara” di Vittorio De Sica (e con protagonista Sofia Loren). I motivi sono molto semplici: i temi trattati e anche il fatto che alcune scene del lungometraggio sono state girate proprio a Castro dei Volsci.

Monumento alla Mamma Ciociara, Castro dei Volsci

Fonte: iStock@Laz@Photo

Il bellissimo Monumento alla Mamma Ciociara

Torre dell’orologio

Probabilmente non tutti sanno che Castro dei Volsci è il paese natale dell’indimenticabile Nino Manfredi, e per questo all’interno della sua Torre dell’orologio è possibile ammirare una mostra a lui dedicata. Il visitatore ha quindi l’opportunità di ripercorrere la vita privata e lavorativa dell’artista grazie a una serie di foto e documenti. La torre ospita anche diverse esposizioni temporanee. Ma non è tutto perché, in memoria di questo straordinario attore italiano, nel 2021 è stato realizzato un bassorilievo per celebrare i 100 anni dalla sua nascita.

Circuito delle Botteghe della Regina Camilla

Le Botteghe della Regina Camilla sono aperte solo la domenica (in rari casi anche in altri giorni) e consentono di fare una vera e propria immersione nel passato: espongono diversi prodotti, tra cui quella dell’orafo, del ceramista, la biscotteria, la bottega dei manufatti confezionati e molto altro ancora.

Museo civico archeologico

Il museo civico archeologico sorge a pochi chilometri di distanza dal centro storico del borgo. Al suo interno si possono ammirare circa 700 reperti che illustrano la storia del territorio dalla preistoria all’Alto Medioevo. Il museo si compone di otto sezioni, pannelli tematici e di un informatore elettronico consultabile da chiunque decida di vistarlo.

Area archeologica

Molte delle meraviglie che si possono ammirare all’interno del museo civico archeologico sono state rinvenute presso l’area archeologica di Casale di Madonna del Piano, dove sono ancora conservati i resti di una villa romana. Molto affascinante è anche la necropoli medievale conosciuta come “Terme di Nerva”, che offre più di 160 sepolture.

Tradizioni ed eventi di Castro dei Volsci

Castro dei Volsci è un borgo eccezionale da visitare durate tutto l’anno, ma si rivela particolarmente magico a Natale: il paese si trasforma in un enorme presepe di ambientazione ottocentesca. Molto interessante è anche il Carnevale del Folklore che è dedicato all’arte e all’artigianato e caratterizzato da eventi musicali e degustazione di prodotti tipici. Infine, da non dimenticare è l’interessante stagione teatrale del Teatro Vittorio Gassman.

Se ti è piaciuto il nostro racconto ascolta il podcast: Virgilio e Italia ti guideranno alla scoperta di questo borgo e degli altri 100 borghi del cuore scelti da SiViaggia.

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I borghi della Sardegna da vivere anche in inverno

Oggi in Italia, il turismo nei borghi rappresenta il terzo pilastro dell’offerta turistica, subito dopo le città d’arte e il turismo balneare. Anche in Sardegna, dove il turismo è spesso associato alla stagione estiva, si registra una domanda sempre maggiore di esperienze autentiche, lontano dalla folla e immerse nella tradizione.

Con ben 9 borghi riconosciuti tra i “Borghi più belli d’Italia” e 7 insigniti della Bandiera Arancione, la Sardegna è pronta a diventare una destinazione di riferimento per lo slow tourism, un segmento in forte espansione che abbraccia la cultura, la storia e il paesaggio in ogni sua sfumatura, anche durante la stagione invernale.

I borghi sardi, spesso nascosti nell’entroterra, sono perfetti per chi desidera scoprire una Sardegna diversa, lontana dai luoghi più affollati. Sebbene l’inverno non offra il clima caldo delle località balneari, la magia che questi piccoli centri sanno regalare è unica, con atmosfere suggestive e autentiche tradizioni che si riscoprono in un periodo dell’anno in cui la natura e le comunità locali sono più intime e accoglienti.

Bosa: tra storia, natura e mare d’inverno

Tra i borghi più belli della Sardegna, Bosa, situato sulla costa occidentale in provincia di Oristano, è uno dei pochi che unisce la bellezza storica dell’entroterra con la vicinanza al mare. La cittadina si distingue per il suo centro storico medievale, con le case colorate che si affacciano sul fiume Temo, e per il Castello Malaspina che domina la città. Durante l’inverno, Bosa vive una calma che permette di apprezzare appieno le sue tradizioni, tra cui la preparazione di dolci tipici e feste locali. Nonostante il clima mite del suo litorale, la vera bellezza di Bosa in inverno è quella di scoprire i suoi angoli più nascosti senza la confusione dei mesi estivi.

Bosa

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Il pittoresco borgo di Bosa sul fiume Temo

Atzara: viaggio nell’entroterra sardo

Situato nell’entroterra della Sardegna, Atzara (provincia di Nuoro) è uno dei borghi più autentici della regione, noto per il suo patrimonio culturale e naturale. In inverno, il borgo acquista un fascino particolare grazie al suo paesaggio montano, le tradizioni gastronomiche e la vicinanza a importanti siti archeologici come il Nuraghe Losa ad Abbasanta, uno dei nuraghi meglio conservati della Sardegna, e il tempio nuragico di Su Tempiesu a Orune. Inoltre, si trova a breve distanza dalla Tomba dei Giganti di Coddu Vecchiu a Arzachena e dal pozzo sacro di Santa Cristina a Paulilatino, due esempi significativi della cultura nuragica e delle pratiche religiose dell’epoca.

Nuraghe Losa

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Il sito archeologico delle Nuraghe Losa

La sua tranquillità invernale, unita alla possibilità di gustare piatti tipici come il porceddu e i dolci sardi, rende Atzara un luogo ideale per chi cerca un’esperienza immersiva nella Sardegna più profonda.

Carloforte: l’isola del Sulcis anche d’inverno

Carloforte, sull’isola di San Pietro e in provincia di Sud Sardegna, rappresenta una delle eccezioni per i borghi marittimi che meritano una visita anche in inverno. Pur essendo conosciuta come destinazione estiva, Carloforte, con il suo porto e il centro storico caratterizzato da case in stile ligure, offre in inverno un’atmosfera affascinante e rilassante. Qui, oltre alle tradizioni culinarie legate al tonno, si possono scoprire angoli incantevoli, tra cui le spiagge deserte e il faro di Capo Sandalo, che durante la stagione fredda si rivelano particolarmente suggestivi.

Carloforte, Sardegna

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Il borgo di Carloforte

Sadali: tra storia e natura che regna sovrana

Nel cuore della Sardegna in provincia di Cagliari, Sadali è un borgo che, d’inverno, si trasforma in un angolo di tranquillità immerso nella natura. Famoso per le sue cascate, come quella di Sa Stiddiosa, e per la bellezza dei suoi sentieri, Sadali è un’ottima base per gli amanti del trekking e della natura selvaggia. Durante l’inverno, il paesaggio si fa ancora più affascinante, con la possibilità di esplorare i boschi e le montagne circostanti senza la calca dei turisti. In questo periodo dell’anno, il borgo diventa anche il luogo ideale per degustare i piatti tipici dell’entroterra sardo, come i culurgiones e la supa cuata.

Aggius: anima tradizionale della Gallura

Aggius è un altro dei borghi sardi, della provincia di Sassari, che regala un’atmosfera intima e suggestiva nei mesi invernali. Situato nella regione della Gallura, Aggius è un borgo che conserva ancora oggi tradizioni artigianali antiche, come la lavorazione della pietra e del legno, ed è il luogo perfetto per chi desidera scoprire un’arte e una cultura ancora vive. La sua posizione nel cuore delle montagne della Gallura offre anche magnifici panorami e sentieri da percorrere a piedi, ideale per un turismo lento e a contatto diretto con la natura.

Galtellì: tradizione e radici

Galtellì, situato nella regione della Barbagia, è un borgo della provincia di Nuoro che racconta la Sardegna più antica e autentica. Con i suoi vicoli acciottolati, le chiese medievali e le case in pietra, Galtellì è una tappa imprescindibile per chi vuole conoscere le tradizioni storiche e culturali dell’isola. In inverno, il borgo si anima di eventi locali legati alla cultura, tra cui la preparazione dei piatti tipici come il ferragostu e il pane carasau. Galtellì è anche punto di partenza per escursioni nei monti del Gennargentu, dove la natura selvaggia è ancora intatta.

Il turismo slow che valorizza la Sardegna 

La Regione Sardegna sta puntando fortemente sulla valorizzazione del turismo lento, con l’obiettivo di estendere l’offerta turistica oltre la tradizionale stagione estiva. In un incontro recentemente organizzato dall’assessorato regionale al Turismo, l’assessore Franco Cuccureddu ha messo in evidenza la crescente attenzione verso i borghi, i cammini e gli itinerari culturali, puntando su un turismo che abbraccia la scoperta delle tradizioni locali, la natura incontaminata e un’esperienza autentica.

La Sardegna, con i suoi nove borghi inclusi nel circuito dei “Borghi più belli d’Italia” e i sette che vantano la Bandiera Arancione del Touring Club, sta infatti cercando di strutturare un’offerta turistica che coinvolga attivamente queste realtà locali. L’idea è quella di aggregare un’offerta che valorizzi le piccole comunità, già pronte a soddisfare la crescente domanda di un turismo lento, che si differenzia dal turismo di massa e che punta alla qualità dell’esperienza piuttosto che alla quantità. Come già detto, il turismo nei borghi, infatti, rappresenta uno dei segmenti in più rapida crescita sia a livello nazionale che internazionale.

A partire dalla Bit di Milano, dove viene dedicato uno spazio ad hoc ai borghi sardi accanto all’offerta archeologica, la Regione prevede di promuovere attivamente questi luoghi alle principali fiere del settore, compresa una fiera specifica dedicata al turismo lento. Questo approccio si propone di attrarre visitatori durante tutto l’anno, permettendo così una distribuzione equilibrata del flusso turistico e dando un nuovo impulso all’economia delle aree interne della Sardegna.

L’obiettivo è quello di integrare i borghi nella rotta del turismo sostenibile, che potrà contribuire a un’ulteriore crescita economica delle zone più isolate dell’isola, creando anche nuove opportunità di lavoro per le comunità locali. Inoltre, il turismo lento si inserisce in un contesto di promozione del basso impatto ambientale, con un’attenzione crescente alla tutela del patrimonio storico e naturale della Sardegna.

In questo scenario, la Regione Sardegna intende rendere questi borghi non solo una meta per chi cerca tranquillità e autenticità, ma anche un’opportunità per scoprire un altro volto della Sardegna, quello più intimo, tradizionale e radicato nella cultura locale.

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Orta San Giulio, tra i borghi più belli d’Italia (amato anche da Cannavacciuolo)

Tra le viuzze di Orta San Giulio, in un posto dove il tempo sembra essersi fermato, c’è un mondo tutto da esplorare. Il piccolo borgo, in provincia di Novara, possiede un patrimonio storico, artistico e naturale che lo rende una delle mete turistiche per eccellenza.

Cosa vedere a Orta San Giulio

Il paese di Orta San Giulio, che conta poco più di 1200 abitanti, sorge sulle sponde del Lago d’Orta, uno dei più belli e romantici specchi d’acqua del Nord Italia. Il centro storico si snoda tra stradine di pietra che arrivano a lambire l’acqua e strutture caratteristiche molto amate dai turisti.

Per un weekend romantico o una gita fuori porta, il Lago d’Orta e questa sua splendida perla sono la scelta perfetta. Il paese fa parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia, che accoglie i piccoli centri abitati dallo spiccato interesse storico e artistico. Inoltre, il Touring Club Italiano l’ha insignito della Bandiera arancione, destinata alle piccole comunità dell’entroterra nostrana che offrono un’accoglienza di qualità e si distinguono per la loro eccellenza.

Il centro storico di Orta non è raggiungibile in auto perché è solo pedonale. A pochi metri dal parcheggio che sovrasta il paese ci sono diversi sentieri che conducono verso il lago, passando proprio nel bel mezzo del borgo. Il fulcro centrale del paese è piazza Motta, che si affaccia direttamente sulle acque. Qui sorge il broletto, una piccola costruzione rinascimentale costituita da un portico utilizzato principalmente per il mercato, e da un piano superiore chiuso, dove, nei secoli scorsi, si tenevano le riunioni dei potenti dell’epoca.

Sul lato opposto rispetto al lago, si dipana un’ampia strada in salita, ai cui lati possiamo ammirare molte strutture risalenti ai secoli passati, tra cui lo storico Palazzo Gemelli. In cima alla strada si affaccia la splendida Chiesa di Santa Maria Assunta, ricostruita secondo lo stile settecentesco. Tornando a piazza Motta, possiamo notare il porticciolo che da Orta conduce all’Isola di San Giulio, uno degli scorci più pittoreschi che esistano in Italia.

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Fonte: 123RF

L’isola di San Giulio sul Lago d’Orta

Appena fuori dal paese, sorge la meravigliosa Villa Crespi, una delle strutture più imponenti del luogo, un autentico capolavoro in stile moresco, immerso in un parco secolare che si affaccia su una vista mozzafiato del Lago d’Orta. Da oltre 25 anni, è un punto di riferimento per l’ospitalità d’eccellenza in Italia. Sotto la direzione artistica di Cinzia Primatesta e di chef Antonino Cannavacciuolo, che se ne è innamorato e tra un Masterchef e un evento privato si rifugia in questa dimora storica che è la sede del suo rinomato ristorante 3 Stelle Michelin e di un hotel 5 stelle lusso che ha solo 14 suite e una spa per pochi fortunati ospiti.

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Fonte: Ufficio stampa

Villa Crespi a Orta San Giulio

L’Isola di San Giulio

In pochi minuti di navigazione dal porticciolo di Orta si raggiunge un piccolo gioiello, l’Isola di Sn Giulio, che dista appena 400 metri dalla riva. Qui sorge il monastero Mater Ecclesiae, abbazia benedettina femminile di clausura che oggi accoglie turisti tutto l’anno. Queto luogo sacro lo si scorge già da lontano, sulla barca che porta all’isola, insieme ad altre ville, residenze estive di privati.

San Giulio è avvolta da tante storie intrise di miti e magia che coinvolgono serpenti, draghi e mostri. Una di queste leggende, la più famosa, è legata al Santo che ha dato il nome all’isola. Un omaggio per averla liberata da un drago che aveva scelto questo luogo bellissimo e incontaminato come propria dimora. Si racconta che il drago terrorizzasse tutti gli abitanti, distruggendo completamente i raccolti, spaventando i pescatori che vedevano affiorare la coda tra le acque del lago, nelle fredde e nebbiose giornate invernali. Questo fino a quando Giulio, arrivato col fratello Giuliano nella vicina Gozzano, decise di affrontarlo, utilizzando il proprio mantello come una zattera.

Di questo rimase solo la famosa “vertebra del drago”, conservata ancora oggi all’Abbazia Mater Ecclesiae e a disposizione di tutti i viaggiatori curiosi. Un vero osso di drago? Non sta a noi deciderlo, di certo questo è un vero reperto storico ritrovato sull’isola che, in un qualche modo, dona ancor di più fascino e mistero. Nell’abbazia, si trova una piccola foresteria che accoglie i visitatori che sono disposti a seguire uno stile di vita liturgico  con momenti di meditazione e di incontro. Ideale, insomma, per chi vuole prendersi anche una breve pausa dalla quotidianità.

Legro, il paese dipinto

Orta San Giulio ha poi una zona sopraelevata, che domina completamente il lago: stiamo parlando della frazione di Legro, che è anche il polo economico del Comune. Questo, chiamato anche il “paese dipinto”, è un luogo dai mille colori. Sulle pareti di molti edifici, infatti, artisti provenienti da ogni parte d’Italia e d’Europa hanno disegnato affreschi che ritraggono la storia di questo piccolo borgo arrampicato alle pendici del Mottarone.

Ma ciò che distingue Legro da altri paesi dipinti presenti sul nostro territorio è che le immagini raffigurate sulle pareti degli edifici raccontano la storia di queste case e raffigurano importanti pellicole cinematografiche girate sulle sponde del lago e i versi delle opere del poeta conterraneo Gianni Rodari. Farci una gita permette perciò non soltanto di rivivere le scene di famosi film del cinema italiano ma anche di appropriarsi delle parole dell’unico scrittore italiano ad aver vinto il Premio Hans Christian Andersen.

Il Giardino Lorella

A cinque minuti d’auto da Legro e dieci da Orta San Giulio c’è un giardino botanico meraviglioso assolutamente da vedere, il Giardino Lorella, un piccolo angolo di paradiso che regala scorci suggestivi sulle acque turchesi del lago e che ha aperto al pubblico solo nel 2023 con visite tutto l’anno prenotabili sul sito ufficiale. Il bellissimo Giardino Lorella si trova a Vacciago, una piccola frazione del Comune di Ameno, appena sopra Orta, che circonda una bellissima dimora storica del Seicento, Casa Lorella.

L’enorme parco lussureggiante di ben 5 ettari comprende lunghi sentieri curvilinei che conducono il visitatore alla scoperta di quest’ampia area verde che, nel corso degli anni, è stata più e più volte rivisitata, sino a diventare un giardino botanico di rara bellezza. Grazie al clima mite e solatio del lago, piante secolari, come aceri giapponesi e querce maestose, antichi castagni (uno ha raggiunto addirittura i 600 anni!) e faggi dalle foglie verdi e rosse, e aiuole fiorite crescono rigogliosamente offrendo uno spettacolo davvero affascinante.

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Riviera di Ponente, i borghi più belli da visitare

Fin dall’Ottocento, il Ponente ligure è stato la meta privilegiata di inglesi e americani, innamorati tanto della Riviera dei Fiori quanto dell’entroterra ligure. Una zona che ancora oggi riesce a regalare fascino d’altri tempi, grazie agli storici alberghi in stile Liberty, alle passeggiate lungomare dove sostare all’ombra delle palme, agli scorci senza tempo, destinato a non tramontare mai, che parte da Ventimiglia e arriva fino a Genova offrendo tutta la bellezza dei borghi della Riviera di Ponente che compaiono uno dopo l’altro nel loro intatto fascino medievale.

Se sulla costa Ventimiglia e Bordighera conquistano con i giardini botanici di Villa Hanbury, con le caverne rosse dei Balzi Rossi, con la chiesetta di Sant’Ampelio abbarbicata sugli scogli dove le onde s’infrangono, anche l’entroterra ligure non è da meno. Dolceacqua, Seborga e Triora dominano i profili delle montagne che incorniciano la valle e la Riviera del Ponente Ligure. Mentre Verezzi e Finalborgo sono, quel che si dice, la ciliegina sulla torta.

Cosa vedere sulla Riviera ligure di Ponente

Se avete in programma una vacanza o un weekend sulla riviera ligure di Ponente e nel suo entroterra, ci sono alcuni posti che non potete perdere:

Dolceacqua, il borgo dipinto da Monet

Dolceacqua è uno dei più affascinanti borghi della Liguria di Ponente. Il borgo medievale è attraversato da un fiume solcato dal Ponte Vecchio, un ponte romanico che vale da solo una gita. Ne era convinto anche il pittore Claude Monet, che fece di questo ponte e del Castello dei Doria – che domina la parte più antica dell’abitato e conteso nei secolo dai Grimaldi e i Savoia – i soggetti di alcuni suoi quadri. L’atmosfera che si respira tra i carruggi del borgo antico sembra sospesa nel tempo e la vista spazia oltre all’abitato di pietra e ai sontuosi portali, fino a perdersi tra ulivi e vigneti. Queste sono le colline dell’olio buono e del vino schietto e profumato, il Rossese.

Verezzi e Finale Ligure, i borghi sul mare di Ponente

Superata Imperia, restano due borghi della Riviera Ponente di grande fascino. A dominare le ampie spiagge di Pietra Ligure ci pensa la sofisticata Verezzi, location di un prestigioso Festival Teatrale. Il borgo saraceno formato da dimore di pietra rosa collegate da vecchie mulattiere, sembra incastonato nella montagna con porte e finestre che si aprono nella roccia. Impossibile non rimanere incantati davanti al panorama sul golfo che si gode dalla piazza della Chiesa.

Poco più avanti, appare la luminosa Finale Ligure. Un gioiellino che offre uno dei più incantevoli borghi della Riviera Ponente: Finalborgo, un museo a cielo aperto dove fortezze imponenti si alternano a cripte paleocristiane, eleganti palazzi rinascimentali a chiese barocche. Non a caso, tra i suoi vicoli va in scena ogni estate una delle più importanti rievocazioni storiche medievali.

Badalucco e Bussana Vecchia, i borghi degli artisti

Il piccolo borgo di Badalucco è un delizioso abitato con le tipiche casette in pietra che si affacciano su stretti vicoli e caratteristici carruggi. La sua particolarità sta nelle case con le facciate dipinte. Fin dal 1993, infatti, sono state create delle opere d’arte che animano i muri degli edifici e che colorano i vicoli dell’intero paese. I due splendidi ponti medievali che uniscono le due sponde del torrente Argentina, che fluisce placido nel centro storico del paese, incorniciano il borgo come una cartolina.

Non lontano dal mare della Riviera dei Fiori, l’affascinante borgo medievale di Bussana Vecchia venne abbandonato nel 1870 a seguito del violento terremoto. Negli Anni ’60, però, è tornato in vita grazie a una comunità di artisti, soprattutto stranieri, che, ancora oggi, lo rendono un atelier a cielo aperto. Per moltissimi anni rimase un vero e proprio borgo fantasma, abbandonato sulle colline di Sanremo. Oggi, invece, passeggiare per Bussana Vecchia è una bellissma esperienza, specie per chi ha l’animo artistico e chi cerca mete sempre nuove, affascinanti, ma poco conosciute. La vista da quassù è spettacolare e, quando il tempo lo permette, è possibile scorgere anche il mare in lontananza.

Chiesa Sant'Egidio, Bussana Vecchia

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La chiesa di Bussana Vecchia

Pigna e Apricale, i borghi Bandiera arancione

Nell’entroterra di Bordighera, sorge il piccolo borgo di Apricale, un paesino interamente costruito in pietra, suggestivo ricordo del periodo medievale. Ma Apricale è particolarmente affascinante anche per un altro motivo. Apricus significa infatti “soleggiato”, e la sua posizione arroccata su una collina circondata dal verde degli ulivi rende onore al nome che questo borgo porta. L’intera cittadina si snoda tra infinite viuzze di pietra, un perfetto esempio dei carruggi liguri che sono un vanto per il nostro Paese. Quasi tutte le strade portano alla piazza principale chiamata Torracca, centro pulsante della vita di Apricale, dove sorgono alcune delle strutture più pittoresche del piccolo borgo. A pochi passi dalla Chiesa parrocchiale di Apricale, sulla piazza principale, sorge il castello della Lucertola, un edificio di notevole importanza storica e culturale. L’unica torre rimasta in piedi è diventata il campanile della Chiesa, quello su cui oggi campeggia una splendida opera d’arte contemporanea: una bicicletta.

Abbarbicato tra le montagne dell’Alta Val Nervia c’è poi il borgo di Pigna. Oltre al suo centro storico di indubbia bellezza, il paese richiama moltissimi turisti per via della sua stazione termale piuttosto rinomata. Le sorgenti sulfuree di acqua calda sono molto antiche, e vengono sfruttate per offrire soggiorni wellness a chi ha solamente voglia di una vacanza in pieno relax.

Triora e Seborga, nell’entroterra di Ponente

Triora e Seborga sono le tappe più interessanti e un po’ più fuori rotta per una gita che spezza la routine delle vacanze al mare sulla Riviera Ligure di Ponente:

Seborga è il “Principato italiano che non c’è”. Questo borgo dell’entroterra ligure si è auto-proclamato indipendente e ha un re, delle leggi e anche una moneta propria. Passeggiando per i carruggi del centro storico, una volta superate le porte d’accesso al paese e la casa di guardia, si ammirano i monumenti del borgo, dal Palazzo del Governo a quello che ospita la Zecca. Qui i souvenir sono senza dubbio originali: i francobolli del Principato o le monete ufficiali.

Per arrivare a Triora, invece, bisogna risalire la valle alle spalle di Sanremo. Dopo Taggia, splendido paesino sul pendio della collina, che merita una sosta per ammirare le mura del Cinquecento, i palazzi, i portali e i portici, e e dopo Apricale, la valle si restringe e la strada porta a Triora, il paese delle streghe. Nel Cinquecento questo borgo del Ponente ligure fu teatro di un lungo e drammatico processo alle streghe. Ancora oggi si possono evocare quelle atmosfere tra vicoli tortuosi, cortili nascosti, portali scolpiti in ardesia e nel museo etnografico con la sezione sulla stregoneria.