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Lago Hiller, il paradiso rosa che sfida la logica e incanta il mondo

In Australia non mancano luoghi spettacolari, alcuni talmente belli da sembrare quasi irreali, come il lago Hillier. Avete mai sentito parlare di un “lago rosa”? Bene, è proprio lui, il lago australiano famoso in tutto il mondo per la colorazione rosa delle sue acque. Situato a Middle Island, l’isola più grande dell’arcipelago di Recherche, al largo della costa meridionale dell’Australia Occidentale, se ammirato dall’alto offre uno scenario difficile da dimenticare.

Il rosa vibrante delle sue acque, una tonalità permanente, è circondato da una rigogliosa vegetazione che lo separa dal mare, creando così un acceso contrasto di colori tra rosa, verde e diverse tonalità di blu. Sicuramente vi state domandando da cosa derivi questa particolare tonalità: ve lo raccontiamo qui preannunciandovi che, attualmente, il lago Hillier ha perso il suo colorito, ma può essere trovato in altri laghi d’Australia.

Perché il lago Hillier in Australia è rosa

La straordinaria varietà del clima e della geografia dell’Australia Occidentale ha dato origine ad alcuni dei fiumi, laghi e zone umide più singolari del pianeta, come il lago Hillier. Lungo circa 600 metri e largo 250 circa, il suo colore rosa è dovuto alla presenza della micro-alga verde “Dunaliella Salina” e dalla presenza di alcune specie di alobatteri.

Il primo a scoprirlo fu l’esploratore britannico Matthew Flinders nel 1802, il quale raccolse nei suoi scritti le informazioni riguardanti questa scoperta che potè fare ammirando il lago dalla vetta più alta dell’isola.

Sfortunatamente, però, il colore del lago non è più quel rosa acceso che l’ha reso famoso a causa di un’imponente precipitazione avvenuta al largo della costa nel 2022. Come hanno spiegato gli scienziati ambientali locali: “I nutrienti provenienti dalla vegetazione in decomposizione, a causa di quella pioggia davvero intensa, si sono riversati nel lago alterandone la colorazione”. Tuttavia, il lago potrebbe ritrovare il colore rosa nel corso del tempo, tutto dipenderà dalla diminuzione dell’acqua e dall’aumento del livello del sale e della micro-alga.

I laghi rosa dell’Australia

Hillier non è l’unico lago rosa australiano. Tra i luoghi più famosi c’è sicuramente Hutt Lagoon che a volte si presenta ai visitatori di un rosa acceso come la gomma da masticare, a volte lilla e, occasionalmente, persino rosso. Il momento ideale per ammirarlo è prima del tramonto, così da poter osservare i colori trasformarsi. Oppure, se ne avete l’occasione, potreste valutare un volo panoramico che vi offrirà una vista unica, con l’Oceano Indiano che crea un contrasto sorprendente con il lago rosa.

Un altro luogo molto conosciuto è Kati Thanda-Lake Eyre, contraddistinto da tonalità rosa, arancioni e gialle. Per godere appieno della sua bellezza, però, bisogna avere pazienza e un tocco di fortuna perché offre il meglio di sé solo quando è completamente inondato d’acqua. L’inondazione, infatti, porta con sé una vegetazione rigogliosa, stormi di uccelli e sognanti sfumature di rosa e arancione.

Infine, citiamo anche il lago Bumbunga: questo è non solo uno dei laghi rosa più accessibili del Paese, ma anche uno dei più fotogenici. Le sue rive color magenta attirano fotografi amatoriali e professionisti per catturare le sfumature di rosa e bianco, che cambiano in base alla salinità dell’acqua.

Lago rosa Australia

Fonte: iStock

Il lago rosa australiano Hutt Lagoon
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SiViaggia regala il magazine GATE numero 46

Ogni mese vi regaliamo il magazine di lifestyle GATE da scaricare e sfogliare. La rivista, scritta in italiano e in inglese, contiene articoli di viaggi, ma anche di moda, costume e attualità. Alle pagine 41-45 del numero 46, trovate l’ultimissimo articolo di SiViaggia dedicato a Perth, porta d’accesso all’Australia e a un meraviglioso territorio che occupa un terzo del continente, ricco di biodiversità, di storia e di tradizioni, a partire dalle popolazioni aborigene.

Inoltre, sfogliando le pagine del magazine trovate anche qualche utile consiglio per organizzare i prossimi weekend in alcuni dei musei più nuovi (o rinnovati) d’Italia, alla scoperta delle nostre radici storiche. È sufficiente registrarsi gratuitamente per poter effettuare il download.

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Australia, il villaggio sotterraneo di Coober Pedy

È famosa in tutto il mondo per essere la capitale mondiale dell’opale e per la sua estrazione da Guinness, ma è anche una tappa turistica in quanto è una città dall’incredibile vita sotterranea. Coober Pedy si trova nell’Australia meridionale, in un’area totalmente desertica a circa 850 chilometri a Nord di Adelaide, e conta circa 2.500 abitanti provenienti da 45 diverse nazioni. Un meltin pot di razze e colori per uno dei poli principali al mondo dell’industria estrattiva dell’opale. Quando si arriva, sembra un deserto, invece c’è vita, ma è tutta sottoterra.

Vivere nella città sotterranea nel deserto australiano

La maggior parte dei residenti  di Coober Pady vive nel sottosuolo e lavora nelle miniere della zona, che oggi sono arrivate a ben 70. Le case sotterranee, anche dette “dugouts”, raggiungono una temperatura costante tutto l’anno, mentre vivere sulla superficie sarebbe molto più difficile per il clima arido e torrido di giorno (si toccano anche i 50°C) e molto rigido di notte. Nell’underground della città si affollano case, aziende, chiese. Persino hotel: i viaggiatori sono sempre curiosi di sperimentare la vita da “talpa” che si può sperimentare qui, nel bel mezzo del nulla.

La storia di Coober Pady

Per migliaia di anni, popolazioni nomadi hanno attraversato questo territorio desertico, lasciandolo però anche in poco tempo, a causa del clima infame e della carenza di acqua. Solo recentemente il problema idrico è stato risolto, con la costruzione di una fonte sotterranea posta 24 km a Nord della città che ha cambiato tutto. Il primo insediamento risale al 1915, quando Jim Hutchison e il figlio arrivarono fin qui alla ricerca dell’oro. Ricerca vana, ma in compenso trovarono l’opale. E la città conobbe una nuova vita. Anche se sotterranea. Il boom vero e proprio fu quando venne completata la ferrovia trans-continentale nel 1917, che favorì lo sviluppo della cittadina e l’insediamento di un gran numero di reduci della Prima guerra mondiale. Oggi, questo tratto ferroviario viene percorso anche da uno dei treni più famosi e panoramici del mondo, The Ghan, che attraversa il continente australiano da Darwin, nel Northern Territory, fino ad Adelaide, percorrendo 2.979 chilometri in tre giorni.

Cosa vedere a Coober Pady

Tra le attrazioni da non perdere a Coober Pady ci sono sicuramente la Catacomb Underground Church, la chiesa anglicana scavata nel sottosuolo durante la metà del 1970, e la Faye’s Underground Home, una casa sotterranea situata in un giardino deserto, abitata regolarmente da inquilini che mostrano ai turisti curiosi i vantaggi di vivere sottoterra. E poi musei sotterranei, negozi, la galleria d’arte e, naturalmente, le miniere di opale. Di notevole importanza simbolica, infine, è l’unico albero della città.

Soggiornare in un hotel sotterraneo

In città si può soggiornare in suggestivi hotel scavati nella roccia, come il Desert Cave Hotel, un 4 stelle con sole quattro deliziose camere ricavate nel sottosuolo, o anche in strutture più tradizionali come il The Opal Inn Hotel, Motel e Caravan Park nel centro di Coober Pedy.

Il periodo migliore per andare a Coober Pedy

Il periodo migliore per soggiornarvi è quello che va da aprile a ottobre, quando il clima è migliore. Da novembre a marzo, nel periodo estivo per l’Australia, le temperature possono variare da 35°C a 45 °C e le tempeste di sabbia sono occasionali.

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State già sognando l’estate? Ecco le migliori spiagge al mondo per il 2025

Quando si comincia a parlare di vacanze al mare, gli amanti dell’estate non hanno bisogno di incoraggiamento. In Italia non mancano le località balneari dove godersi un paesaggio incantevole, fare un bagno nell’acqua cristallina e coltivare una bella tintarella sotto il sole. Tuttavia per il 2025 sembra andare di moda la costa australiana. Infatti la guida annuale di Lonely Planet suggerisce Whitehaven Beach nel Queensland come la migliore spiaggia del mondo, e mette al secondo posto Squeaky Beach nel Victoria.

Alcuni esperti del settore turistico hanno evidenziato le destinazioni imperdibili in paesi, città e regioni, confermando che la scena balneare australiana quest’anno domina la scena. Dagli iconici vortici color acquamarina di Whitehaven alla sabbia di Squeaky Beach, questi tratti di costa non sono solo popolari tra la gente del posto, ma hanno ormai consolidato il loro posto sulla scena mondiale.

Con le tendenze di viaggio per il 2025 che si spostano verso la sostenibilità e il turismo incentrato sulla comunità, si prevede che queste destinazioni, tra cui le migliori spiagge australiane, registreranno un aumento significativo di visitatori. Ecco chi è stato selezionato e perché queste spiagge meritano un posto nella tua lista dei desideri del 2025.

Le 10 migliori spiagge del mondo per il 2025

Le belle spiagge in tutto il mondo non sono poche. Dalle Maldive ai Caraibi, dalla Sardegna all’Andalusia, dalla Grecia all’Italia, per non parlare della Polinesia o altri luoghi esotici dove la natura è ancora selvaggia e incontaminata, sono tante le destinazioni perfette per chi ama il mare, sole e relax. Di seguito però vi parliamo di dieci spiagge considerate tra le migliori da vivere nel nuovo anno per una vacanza da ricordare, in coppia, con amici o in famiglia.

Whitehaven Beach, Queensland, Australia

Le acque color acquamarina e i banchi di sabbia bianca come la polvere sono il sogno di ogni viaggiatore. Con una temperatura media dell’acqua di 26 °C tutto l’anno, questo posto in Australia è ideale per immergersi e rilassarsi.

Squeaky Beach, Victoria, Australia

Situata nel Wilsons Promontory, questa spiaggia è circondata da una natura selvaggia protetta e offre piscine naturali nascoste e acque limpide. Il caratteristico scricchiolio della sabbia di quarzo è un bonus giocoso.

Seychelles

Fonte: iStock

Una spiaggia delle Seychelles

Anse Source d’Argent, La Digue, Seychelles

Una spiaggia tropicale da cartolina sostenuta da massi di granito e acque turchesi poco profonde regala un soggiorno emozionante da sogno. Questa isola si differenzia per una natura incontaminata e paesaggi mozzafiato dove il tempo sembra essersi fermato. Il mondo sottomarino qui è molto vivace e colorato per chi ama fare snorkeling e le palme maestose ondeggiano nella brezza tropicale, convivendo con piantagioni di vaniglia e copra che caratterizzano il patrimonio agricolo delle Seychelles.

Sunset Beach, Trang, Thailandia

Nascosta nelle isole Trang sulla costa meridionale delle Andamane in Thailandia, questa piccola baia di fronte agli isolotti di Butang offre acque color smeraldo, colline ricoperte di giungla e, come suggerisce il nome, tramonti spettacolari. L’atmosfera è tranquilla e al centro della spiaggia si trova un piccolo chiosco con tappeti e tavolini bassi dove poter gustare un ottimo aperitivo.

Sarakiniko Beach, Milos, Grecia

Un paesaggio vulcanico surreale con scogliere di alabastro, grotte e archi di pietra. Questa spiaggia offre un sorprendente contrasto tra roccia bianca e mari blu infiniti. In Grecia le belle spiagge sono davvero numerose, dalle isole spesso più apprezzate dai turisti, al Peloponneso che custodisce alcuni angoli meno turistici e altrettanto evocativi.

Haukland Beach, Isole Lofoten, Norvegia

Una delle spiagge più belle della Norvegia, è un luogo in cui l’aurora boreale si riflette sulla sabbia bianca in inverno, mentre il sole di mezzanotte offre un bagliore etereo in estate. Riparata dal vento ai piedi dell’Himmeltindan offre un paesaggio difficile da dimenticare e dietro la spiaggia c’è un prato dove è possibile piantare una tenda per godersi lo spettacolo. A 15 minuti in auto da Leknes, questa ha un parcheggio gratuito e servizi igienici pubblici.

Playa Balandra, Baja California Sur, Messico

Una baia chiusa con acque poco profonde e turchesi riparate dal Golfo di California, perfetta per le famiglie. Offre kayak, paddleboarding ed escursioni panoramiche. Per chi ama nuotare e guadare questa spiaggia parzialmente attrezzata con lettini e ombrelloni, è l’ideale e fa parte del parco marino nazionale. Tutta l’attrezzatura è gratuita e il parcheggio è comodo, e non manca anche il bar con bibite e snack. Si consiglia di raggiungere l’Hongo de Balandra, una roccia a forma di fungo fuori dal comune da cui si possono fare foto bellissime.

Pfeiffer Beach, California, USA

Famosa per il Keyhole Arch che si illumina di oro al tramonto, questa spiaggia del Big Sur si trasforma anche in una spiaggia “viola” dopo la pioggia, grazie al suo contenuto minerale unico. Sulla costa del Pacifico, questa perla abitata da formazioni rocciose suggestive, risulta romantica e maestosa allo stesso tempo. Si trova a circa 250 km da San Francisco e un’oretta di viaggio da Monterey.

Hanalei Bay, Hawaii, USA

Una mezzaluna di sabbia dorata lunga 3,2 km sulla costa settentrionale dell’isola di Kauai, Hanalei Bay è ugualmente affascinante per i bagnanti e i surfisti. Le Hawaii sono il sogno nel cassetto per molti europei per le tante ore di volo e i prezzi previsti non molto economici. La baia semicircolare è caratterizzata da coste basse e sabbiose e le onde sono perfette per i surfisti professionisti nei mesi invernali.

Platja Illetes, Formentera, Spagna

Un paradiso mediterraneo con acque cristalline, questa spiaggia evoca tutto il fascino e l’atmosfera rilassata di un rifugio su un’isola nascosta. Tra le migliori spiagge del Mediterraneo, vanta un’acqua cristallina color turchese acceso e una sabbia bianca e si trova sulla punta settentrionale dell’isola di Formentera.

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Perth, la meta australiana più vicina all’Italia, cosa vedere in città e nei dintorni

Raggiungibile con un volo diretto dall’Italia ogni estate (il resto dell’anno con uno scalo a Singapore o in una città degli Emirati Arabi Uniti), Perth è la Capitale del Western Australia, un meraviglioso territorio che occupa un terzo dell’intero continente – ma che è per lo più disabitato, tant’è vero che, al di fuori dei centri urbani, la presenza dell’uomo è appena percettibile -, facendo di questo angolo di mondo un’oasi dalla biodiversità. Perth è anche la città australiana più “vicina” a noi, ma anche poco considerata dai turisti italiani che puntano sempre e solo su Sydney e Melbourne.

Invece, Perth è una bellissima città affacciata sul mare lungo la costa occidentale dell’Australia, moderna (grazie alla scoperta delle miniere alla fine dell’800), ma anche con molti edifici coloniali, i cosiddetti State Buildings, testimoni del passato della città, divenuti tra la fine dell’800 e la metà del ‘900 edifici statali e riconvertiti ora in hotel, come il COMO The Treasury, ristoranti, come il Wildflower, con una cucina a base di ingredienti australiani che rappresenta le sei stagioni indigene, e luoghi turistici. Una città dove non si respira soltanto la contemporaneità, ma anche la storia e la tradizione della popolazione aborigena che abita questa terra da 50mila anni.

È la città che più di tutte incarna al meglio le molteplici sfaccettature del continente australiano: qui, infatti, i grattacieli ultramoderni si fondono alla perfezione con gli immensi spazi verdi e le lunghe e splendide spiagge dalla sabbia dorata che si trovano nei dintorni. Dalle modernissime vie dello shopping ai lussureggianti parchi cittadini, fino alle acque dell’oceano e una scena culturale multietnica e ricca di vitalità, Perth è una città dai mille volti, che offre tante attrazioni e luoghi dal fascino unico che vi lasceranno senza parole. Votata come una delle città più vivibili al mondo, Perth è l’unica città dell’Australia dove, in mezz’ora, si può esplorare una regione vitivinicola (quella della vicina Swan Valley e di Margaret River), visitare una delle più antiche zone di conservazione e osservare il Sole che tramonta nell’oceano.

Perth The Treasury

Fonte: @COMO

Uno degli edificio storici di Perth, COMO The Treasury, in mezzo ai grattacieli moderni

Cosa vedere a Perth

Perth gode di una posizione privilegiata, a metà strada tra l’Oceano Indiano e la vallata delle Darling Ranges, adagiata su una lingua di terra che si affaccia sul corso dello Swan River, il fiume cittadino che attraversa tutta la metropoli. Perché prediligere Perth alle altre più famose metropoli australiane? I motivi sono tanti.

Kings Park

Innanzitutto, il suo gigantesco Kings Park and Botanic Garden (Boorloo, nella lingua dei Noongar, i primi abitanti del Western Australia o più semplicemente WA), il polmone verde di Perth, è stato nominato come migliore attrazione d’Australia in occasione dei Tripadvisor Travellers’ Choice Awards, superando addirittura le più note attrazioni australiane come la Sydney Opera House e l’Harbour Bridge. Affacciato sulla baia, questo parco che si erge su Mount Eliza e che più grande di Central Park a New York regala una bellissima vista dello skyline di Perth, ma con le sue oltre 3.000 specie di piante autoctone del Western Australia rappresenta un ricco patrimonio culturale e naturale – da cui ancora oggi si estraggono alimenti e medicinali – e lo si può visitare in compagnia di una guida aborigena, in grado di trasmettere ai visitatori la storia e i valori della cultura vivente più antica al mondo.

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Fonte: @SiViaggia – Ilaria-Santi

Kings Park and Botanic Garden a Perth

Central Buisness District

Il centro di Perth lo si scopre benissimo a piedi, tra vie pedonali e passaggi coperti detti “activated lane” che attraversano gli edifici. Il modo migliore per esplorare la città è addentrarsi tra i vicoli variopinti, dove le linee moderne e sofisticate dei grattacieli si alternando ai deliziosi quartieri in stile vittoriano. Il Central Buisness District (CBD) è il cuore economico e commerciale della città, dove si concentra la maggior parte delle attività, ed è il punto di partenza ideale per visitare Perth. Il centro si sviluppa intorno a due arterie principali, Murray Street Mall e Hay Street Mall, le principali vie dello shopping, con centri commerciali e grattacieli che si susseguono su entrambi i lati. Ci si imbatte, di tanto in tanto, in installazioni artistiche negli angoli più disparati e in murales che raccontano la storia della città sotto forma di street art.

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Fonte: IPA

Street art tra William Street e Murray Street Mall nel Central Business District di Perth

L’unico edificio gotico di tutta l’Australia è si trova qui ed è quello che ospita il municipio, mentre il palazzo più pittoresco è il London Court, un finto edificio Tudor che ospita un centro commerciale sulla cui facciata si trova un orologio da cui ogni 15 minuti escono quattro cavalieri meccanici. È un’attrazione che attira tutti i visitatori di Perth. London Court sfocia su St. George Terrace, dove si può ammirare la Town Hall, il municipio cittadino con la sua torre vertiginosa, e la maestosa St. George’s Cathedral, risalente al 1800. In questa zona si concentrano anche i principali edifici governativi, tra cui la zecca di stato all’interno di Perth Mint, dove si può assistere al procedimento della colata dell’oro e apprendere la storia dei primi cercatori d’oro che ha fatto di Perth la città ricca e moderna che è ancora oggi.

Swan River

Le acque dello Swan River scorrono tranquille, incorniciando il profilo dell’intera città. Si può fare una gita in barca al calar del sole per veder sfilare i grattacieli lungo le rive del fiume e ammirare le luci della città che si riflettono sull’acqua. Il quartiere principale è Elizabeth Quay, che si sviluppa sul lungofiume, tra luna park e locali alla moda che offrono musica dal vivo. Dall’Elizabeth Quay Bridge, inoltre, è possibile ammirare un incredibile panorama dello skyline di Perth. Una tappa imperdibile è la Swan Bell Tower, una torre ad anelli in vetro e rame che ospita 18 campane realizzate per festeggiare il bicentenario della fondazione dell’Australia nel 1888.

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Fonte: IPA

London Court nel cntro di Perth

Northbridge

Situato immediatamente a Nord del CBD, il quartiere di Northbridge è anche detto Perth Cultural Centre. Infatti, Perth vanta un vasto panorama culturale che vede fiorire l’arte in ogni sua forma. Nella zona settentrionale della città sono infatti concentrate tutte le principali gallerie d’arte e strutture culturali che la capitale del West Australia ha da offrire. Il Cultural Centre include musei come il Western Australian Museum Boola Bardip, aperto nel 1891 e completamente rifatto duecento anni dopo, racconta la storia e la geografia del continente australiano, della popolazione aborigena e ospita regolarmente mostre temporanee. Ci sono anche l’Art Gallery of Western Australia, il Perth Institute of Contemporary Arts (PICA), la State Library of Western Australia, ma anche moltissimi teatri come il Perth Central Theater e auditorium musicali come la Concert Hall.

East Perth

La zona Est di Perth è una delle più belle della città, ricca di spazi verdi e di luoghi da visitare. Claisebrook Cove è un suggestivo quartiere sviluppato lungo la riva opposta dello Swan River. Da vedere assolutamente sono il Victoria Park e Heirisson Island, un tranquillo isolotto immerso nel verde, dove si aggirano i canguri in libertà a un passo dalla città. A East Perth si trovano anche i Queens Garden con graziosi laghetti e la chiesa principale, St. Mary’s Cathedral.

Escursioni nei dintorni di Perth

Perth è la porta d’accesso al Western Australia. Senza andare troppo lontano dalla città, in mezz’ora, massimo un’ora, si possono fare tante escursioni e tante esperienze, culturali, ludiche e gastronomiche.

Fremantle

Ad appena quaranta minuti di strada dal centro di Perth, raggiungibile anche in mezz’ora di treno, si trova Fremantle, considerata di fatto la Old Town di Perth, una cittadina portuale dalla personalità decisamente hipster, con un importante passato coloniale che si riflette nell’architettura cittadina: passeggiando tra i viali di “Freo”, inseriti nella lista dei Patrimoni dell’umanità dell’Unesco, si ha infatti la sensazione di tornare nell’Europa d’altri tempi, con palazzi e piazze dal gusto antico e raffinato. È in questo porto che arrivavano le navi dall’Europa piene di detenuti impiegati per la costruzione del nuovo grande Paese. Da non perdere, infatti, è l’antica colonia penale, anch’essa Patrimonio Unesco, il Fremantle Market, un grande mercato coperto che offre ogni genere di leccornia della tradizione australiana, come l’imperdibile fish and chips, e un vasto assortimento di artigianato locale. Essendo una città fluviale, anche la zona del porto e le numerose spiagge sono molto graziose e piene di locali e ristoranti. Accanto al Fremantle Harbour, bisogna per forza visitare il WA Maritime Museum che ospita Australia II, l’imbarcazione vincitrice dell’America’s Cup del 1983 che
si è svolta nelle acque di Newport, Rhode Island, strappando per la prima volta la vittoria agli americani.

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Fonte: IPA

Fremantle, la Old Town di Perth

Rottnest Island

Da non perdere è sicuramente una gita in traghetto a Rottnest Island, raggiungibile proprio da Fremantle, dove nel dicembre del 1696 approdarono tre navi della flotta comandata dall’olandese Willem de Vlamingh dando inizio alla colonizzazione dell’Australia, importando galeotti dall’Europa per la costruzione dei primi edifici che diedero origine a Perth. La Government House e la Perth Town Hall sono stati costruiti proprio grazie a loro. Rottnest Island è un’area protetta dalla natura incontaminata, dove ci si può spostare unicamente a piedi o in bicicletta in quanto le auto sono bandite. L’isola ospita anche una vasta colonia di quokka, piccoli e deliziosi marsupiali simili ai canguri che stanno diventando sempre più rari.

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Fonte: IPA

Rottnest Island al largo di Fremantle

Mandurah

A meno di un’ora da Perth, Mandurah è la più vasta località di mare del Western Australia con splendide spiagge e un estuario grande il doppio del porto di Sydney. In origine era chiamata Manjoogoordap, che significa “il luogo d’incontro del cuore” e quando si arriva si capisce subito perché è stata incoronata Top Tourism Town 2023 dell’Australia. Molto amata dai turisti per i canali navigabili e per la ricca popolazione di delfini, è il luogo ideale per avvistare questi simpaticissimi mammiferi che seguiranno la vostra barca al largo della costa, dove sono state posizionate delle originali installazioni artistiche all’aperto chiamate Giants of Mandurah realizzate dal celebre “attivista dell’arte del riciclo” danese Thomas Dambo.

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Fonte: @SiViaggia – Ilaria Santi

Escursione con i delfini a Mandurah

Le spiagge di Perth

Perth è soprannominata anche la città dall’estate perenne. Grazie alla sua posizione geografica, infatti, qui il sole splende per quasi nove ore al giorno tutto l’anno, e le temperature si mantengono sempre intorno ai 27-30°C. La città è circondata da moltissime spiagge, dove turisti e locals amano andare per tovare un po’ di relax in riva al mare: sabbia bianca e finissima e acque cristalline caratterizzano gran parte delle spiagge di questa zona dell’Australia. La più vicina e anche frequentata dalle famiglie è la City Beach che si trova a circa 15 minuti di auto. Qui le onde sono spesso molto alte e il vento soffia piuttosto forte.

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Fonte: IPA

Il pontile di North Beach a Perth

Mettams Pool è una delle spiagge più famose di Perth e si trova vicino al punto panoramico costiero della West Coast Highway. È l’ideale per fare snorkeling, non è un punto molto profondo, ma si possono ammirare pesci, stelle marine e polpi di ogni dimensione e colore. A Cottesloe Beach si possono cavalcare le onde insieme ai surfisti e fare snorkeling. Altre spiagge molto gettonate nei dintorni di Perth sono Trigg Beach, dove si pratica ogni sorta di sport acquatico, e North Beach, con le sue incredibili piscine naturali. Ma ce n’è una dove sembra di stare ai Caraibi: si tratta di Leighton Beach, una spiaggia di 1,5 km di un bianco accecante che colora le acque poco profonde di un azzurro chiarissimo.

Ma questo è solo un piccolo assaggio del Western Australia che, come abbiamo detto, occupa circa un terzo dell’Australia, quindi un territorio molto vasto e molto vario. Ma questo è un altro viaggio.

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Fonte: IPA

Cottesloe Beach alle porte di Perth
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Better Man, i luoghi del film su Robbie Williams

“L’età si ferma nel momento in cui diventi una persona di successo”, ha dichiarato Robbie Williams sul biopic che uscirà nelle sale italiane il 1° gennaio 2025 distribuito da Lucky Red. Un film diverso rispetto ai classici biopic musicali (vedasi Bohemian Rapsody su Freddy Mercury e Rocketman su Elton John) ai quali siamo stati abituati negli ultimi anni, una diversità che si nota fin da subito: la popstar inglese, infatti, si racconta utilizzando un avatar impersonato da una scimmia.

Il biopic, diretto da Michael Gracey, al secondo film dopo il successo di “The Greatest Showman”, porta sullo schermo la parabola dell’artista: successi, insuccessi, sfide nella vita personale come nella carriera. Il tutto è stato girato soprattutto nello stato di Victoria, in Australia, precisamente a Melbourne, mentre alcune scene sono state fatte a Londra e nella città natale di Robbie Williams, situata a Stoke-on-Trent, nella contea dello Staffordshire.

La trama del film Better Man

È un passato glorioso, ma anche burrascoso, quello vissuto dalla popstar inglese Robbie Williams. Un percorso che lo avvicina a tanti altri artisti del mondo della musica e, allo stesso tempo, lo differenzia. Il film ci accompagna nelle diverse fasi della sua vita: dall’infanzia trascorsa nella città del Regno Unito, Stoke-on-Trent, e dall’ombra proiettata su di lui dal padre, attore e comico, fino agli infelici anni delle boy band, alle dolorose rotture con i Take That e con Nicole Appleton degli All Saints e, infine, alla redenzione sotto forma di una incredibile carriera solista.

Con un ritmo travolgente, il film ha trasformato in immagini oltre un anno e mezzo di chiacchierate tra Robbie Williams e il regista Michael Gracey. “As my soul heals the shame, I will grow through this pain“, canta in Better Man, la canzone che da il nome alla pellicola e che racchiude la sua essenza, un percorso fatto di successo, ma anche dolori e caos, un percorso che l’ha portato, comunque, a essere un “uomo migliore“.

Le location del biopic su Robbie Williams

Il biopic su Robbie Williams è stato girato nel 2022 soprattutto nello stato di Victoria, in Australia. Nel dettaglio, molte scene sono state girate all’interno del Docklands Studios a Melbourne, un importante complesso di produzione cinematografica e televisiva situato nel quartiere riqualificato di Docklands. Non è un caso che il film sia stato girato in questo stato, e soprattutto a Melbourne, considerando che il regista proviene proprio da qui e desiderava contribuire allo sviluppo della città nell’ambito della produzione cinematografica.

Alcune scene sono state girate a Londra, precisamente a Regent Street, una delle strade più importanti della città, situata nel cuore del West End londinese e considerata la destinazione per eccellenza del lifestyle e dello shopping. Altre, invece, hanno avuto luogo anche nella città natale dell’artista, coinvolgendo alcuni locali come comparse, seppur non nella zona esatta in cui è nato e cresciuto. La crew, infatti, si è recata a Woodgate Street a Meir per creare uno ‘sfondo digitale’ per il film. Questa strada è situata nella zona sud di Stoke-on-Trent, mentre Robbie Williams è cresciuto nella zona nord.

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Il clima in Tasmania, quando andare e cosa aspettarsi in ogni stagione

Situata nell’Oceano Pacifico meridionale a sud dell’Australia continentale, da cui è separata dallo stretto di Bass, la Tasmania ha un clima molto variabile, influenzato dalla sua posizione geografica e dalla prossimità all’Oceano Antartico. Una collocazione che le conferisce un clima oceanico temperato, con variazioni stagionali ben definite e condizioni meteorologiche spesso imprevedibili.

Essendo situata a una latitudine di circa 40° sud, la più grande isola dell’Australia vanta un clima che combina elementi oceanici e continentali, con le stagioni invertite rispetto all’emisfero boreale. Quindi quando da noi è estate, in Tasmania è inverno.

L’isola gode di una certa frescura durante tutto l’anno, grazie alla vicinanza con le correnti fredde provenienti dall’Antartide. Anche se le temperature non raggiungono mai i picchi estremi di alcune regioni australiane, il clima della Tasmania può essere piuttosto mutevole, con bruschi cambiamenti metereologici anche nello stesso giorno.

In linea generale, la Tasmania ha estati miti, autunni piovosi, inverni freddi e primavere umide. Le medie annuali si aggirano tra i 5°C e i 20°C, con inverni rigidi e, in alcune aree montuose, nevicate significative. Tuttavia, la sua posizione geografica e la sua topografia varia creano un mosaico climatico affascinante, con notevoli differenze tra le varie regioni. Sulle coste, il clima è tipicamente oceanico, con temperature miti tutto l’anno.

Gli inverni sono freschi e umidi, mentre le estati sono piacevoli e soleggiate. Man mano che ci si addenta nell’entroterra, il clima diventa più continentale, con inverni più freddi ed estati più calde. Le montagne possono ricevere abbondanti nevicate durante i mesi invernali.
Ecco una guida alle stagioni della Tasmania, utile per capire quando è il momento migliore per visitarla.

Il clima in Tasmania in estate (dicembre – febbraio)

L’estate è una delle stagioni più indicate per visitare la Tasmania. Con temperature medie comprese tra i 12°C e i 24°C, il clima è perfetto per esplorare l’isola. Durante i mesi estivi, il cielo è in genere terso e le giornate sono lunghe e soleggiate, ideali per escursioni, avventure all’aria aperta e attività acquatiche.

Le aree costiere, come Hobart e Launceston, sono leggermente più fresche rispetto all’entroterra, con temperature massime in media comprese tra 20 e 24°C lungo la costa, mentre nelle valli a ovest di Hobart superano regolarmente i 25 gradi Celsius. L’altopiano centrale è l’area più fredda della Tasmania, con temperature che vanno dai 4°C fino a superare raramente i 17°C.

Questa stagione è particolarmente adatta per visitare i parchi nazionali della Tasmania, come il Cradle Mountain-Lake St. Clair National Park e il Freycinet National Park. Inoltre, è il momento perfetto per assistere agli eventi locali, come il famoso Festival della Regata di Sydney-Hobart, che si svolge proprio durante il periodo natalizio. Di conseguenza, si verifica anche un certo aumento del numero di turisti, soprattutto durante le vacanze di fine anno.

Il clima in Tasmania in autunno (marzo – maggio)

L’autunno in Tasmania è una stagione magica, caratterizzata da colori intensi e paesaggi spettacolari. Le temperature iniziano a calare, con medie che si attestano tra i 10°C e i 20°C. Le massime sono appena superiori a 20°C nelle valli e 15°C lungo la costa, con minime comprese tra 11°C e 7°C. Tuttavia, le giornate sono ancora piacevoli, anche se possono diventare umide e piovose, soprattutto verso la fine della stagione.

L’autunno è ideale per chi cerca una vacanza più rilassante e lontana dalla folla, con i paesaggi che si tingono di tonalità dorate e rosse, offrendo uno spettacolo naturale unico dove fare belle escursioni. È anche il momento migliore per degustare le eccellenze gastronomiche dell’isola, partecipando a eventi come il Taste of Tasmania, un festival culinario che celebra la ricchezza enogastronomica locale.

Il clima in Tasmania in inverno (giugno – agosto)

L’inverno è solitamente la stagione meno frequentata dai turisti, ma è anche il periodo in cui si può scoprire una Tasmania completamente diversa. I mesi di giugno, luglio e agosto sono i più freddi e piovosi, e alle quote più elevate cadono abbondanti nevicate. Tuttavia le temperature sono generalmente più miti rispetto all’Australia continentale e raramente scendono sotto lo zero.

Le massime diurne vanno da 12°C sulla costa a 3°C nell’entroterra, ma possono scendere fino a 0°C nelle zone interne elevate, mentre lungo le coste, come a Hobart, raramente scendono sotto i 5°C. Nelle aree montuose, come Cradle Mountain e Mount Field, si verificano spesso nevicate, rendendo l’inverno un periodo ottimale per gli amanti della neve e degli sport invernali.

L’inverno in Tasmania offre esperienze uniche a chi cerca una vacanza invernale alternativa e tranquilla, facendo trekking sulla neve, visitando grotte di ghiaccio e scoprendo la magia dei paesaggi innevati. In questo periodo, inoltre, si svolge il Festival del Solstizio d’Inverno a Hobart, un evento unico che celebra il giorno più corto dell’anno con luci, musica e spettacoli.

Il clima in Tasmania in primavera (settembre – novembre)

La primavera è la stagione della rinascita in Tasmania, con temperature in genere comprese tra 8°C e 17°C. La natura esplode in una varietà di colori e profumi, i fiori sbocciano ovunque e la fauna locale torna attiva. Le piogge, sebbene frequenti, sono generalmente di breve durata, lasciando spazio a cieli sereni e arcobaleni luminosi.

Tuttavia, è anche una stagione di cambiamenti repentini e le nevicate sono ancora comuni in montagna fino a ottobre. Questo è anche il periodo più ventoso dell’anno. Le temperature medie nella parte settentrionale variano da 15°C nell’entroterra e 19°C sulla costa fino a minime di 7°C e 10°C, rispettivamente.

Questo periodo dell’anno è perfetto per esplorare le meraviglie naturali dell’isola senza il caldo estivo, in particolare per osservare la fauna selvatica, con molte specie di uccelli e mammiferi che si avvicinano alle aree turistiche. Tra gli eventi da non perdere ci sono il Festival dei Tulipani a Wynyard, che celebra la fioritura dei tulipani, e la stagione dei mercati locali, dove si possono assaporare prodotti freschi dell’isola.

Quando andare in Tasmania

La scelta della stagione migliore per visitare la Tasmania dipende dal tipo di esperienza che si desidera vivere. L’estate è ideale per coloro che vogliono esplorare l’isola con temperature miti e cieli limpidi, mentre l’autunno e la primavera offrono atmosfere più tranquille e paesaggi spettacolari. L’inverno, sebbene sia freddo, rappresenta una scelta affascinante per chi cerca un’esperienza più intima e insolita, con paesaggi innevati e festival unici.

Indipendentemente dalla stagione scelta, la Tasmania è un’isola che sa conquistare i visitatori con i suoi paesaggi spettacolari, la ricchezza della sua natura e l’accoglienza dei suoi abitanti. Una destinazione perfetta per chi ama la natura, la cultura e le avventure all’aria aperta.

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Visto per l’Australia: tutte le informazioni per richiedere quello giusto per il tuo viaggio

Alzi la mano chi non ha mai sognato di fare un viaggio in Australia? Quello che viene comunemente chiamato “the world down under” attira viaggiatori di ogni età e con ogni tipo di interesse. L’Australia non è solo una nazione ma è anche il territorio più grande da esplorare in Oceania. La sua ricchezza di paesaggi diversi, di luoghi capaci di farci sognare, di posti incredibili che sembrano arrivare da un romanzo di fantascienza oppure, ancora, i tanti animali più unici che rari presenti su quella grande isola sono solo quattro dei motivi che portano le persone ad organizzare un viaggio a Sydney, Melbourne o addirittura in pieno bush.

L’Australia è un paese compreso nel grande insieme delle ex colonie britanniche e rientra nel Commonwealth. Ognuno di queste nazioni richiede delle condizioni particolari per l’ingresso sul proprio territorio. Sono tanti i tipi di visto per l’Australia che possono essere richiesti. Ecco qualche consiglio su come orientarsi per capire quale sia l’autorizzazione giusta da richiedere.

I diversi tipi di visto per l’Australia

C’è una domanda da farsi quando si organizza un viaggio in Australia: qual è il motivo che ci porta in quella nazione così interessante? La scelta della tipologia di autorizzazione da richiedere si trova proprio nella nostra risposta. C’è chi viaggia per turismo o anche chi può andare da quelle parti per tanti motivi diversi. Quanti tipi di visto per l’Australia esistono? La prima cosa che devi sapere è che i visti per l’Australia hanno un nome e una sorta di “cognome chiamato “Subclass”, ovvero sottoclasse. Di seguito, i tre tipi di autorizzazione più comune per chi fa un viaggio in Australia per turismo:

  • Visto ETA (Subclass 601)
  • eVisitor (Subclass 651)
  • Visto turistico o Visitor Visa (Subclass 600)

Ovviamente, ci si può recare in Australia anche per lavoro. Anzi, sono proprio molti i giovani europei che, per esempio, richiedono un determinato tipo di visto per unire un’esperienza di lavoro a quella di una vacanza in Australia, magari per raggiungere la splendida barriera corallina. Questi sono:

  • Working Holiday Visa (Subclass 471)
  • Temporary Skill Shortage Visa (Subclass 482)
  • Skilled Independent Visa (Subclass 189)
  • Business Innovation and Investment Visa (Subclass 188)

Ognuno di questi, come vedremo, riguarda una diversa situazione di lavoro.

Infine, ci sono i visti per ragioni particolari:

  • Student Visa (Subclass 500)
  • Partner Visa (Subclass 820/801 e 309/100)
  • Medical Treatment Visa (Subclass 602)

Ognuno di questi tipi di visto per l’Australia ha un suo proprio iter di rilascio e richiede documentazione diversa. La costante è, ovviamente, essere in possesso di un regolare passaporto italiano o della nazione di cui si ha la cittadinanza e che questo passaporto copra tutta la durata del viaggio.

Ogni visto per l’Australia è ben descritto sul sito governativo della nazione e, nel caso di dubbi, ci sono dei video tutorial che guidano i viaggiatori, passo dopo passo.

I diversi tipi di visto per l'Australia

Fonte: iStock

Come richiedere il visto per l’Australia

Visto ETA (Subclass 601)

ETA signfica Electronic Travel Authorisation ed è una sigla che accomuna le richieste di ingresso turistico di molti paesi del Commonwealth come, per esempio, il Canada. Sarà anche il nome della nuova autorizzazione da richiedere da Aprile 2025 per entrare in Gran Bretagna.

Questo tipo di visto per l’Australia è quello che per cui si fa domanda di norma, quando si fa una tipica vacanza nel paese. Esso permette l’ingresso nel paese per tutte le volte che si vuole, nell’arco di 12 mesi dall’emissione, e concede una permanenza massima, per volta, di tre mesi sul suolo australiano.

Si richiede tramite un’app sviluppata direttamente dal Governo Australiano. Il Visto ETA (Subclass 601) che richiede che siano attive le funzioni NCF sul proprio smartphone. Si tratta delle funzioni che, per esempio, ci permetto di utilizzare il nostro telefono al posto di un normale bancomat o carta di credito.

I viaggiatori con passaporto italiano che vogliono fare un viaggio per vedere le meraviglie di Perth, Sidney o altre zone richiedere questo tipo di visto per l’Australia, ovviamente prima del proprio viaggio. L’ETA per l’Australia, di per sé , è gratuito ma viene richiesto il pagamento di 20 AUD (circa 12€) per l’utilizzo dell’app ufficiale.

eVisitor (Subclass 651)

I passaporti dell’Unione Europea sono elegibili anche per questo tipo di visto per l’Australia che differisce per condizioni e modalità di richiesta dall’ETA. Siamo sempre nell’ambito delle autorizzazioni turistiche, con la differenza che questo visto concede anche di lavorare nel periodo di validità. Dura al massimo 12 mesi e non può essere esteso. Permette di restare nel paese per un massimo di tre mesi alla volta nell’anno di validità.

Va richiesto obbligatoriamente prima di arrivare nel paese e occorre:

  • Avere condizioni mediche idonee agli standard governativi
  • Non avere pendenze penali alcune con il proprio paese
  • Dimostrare di avere abbastanza denaro per mantenersi in Australia

Tutti i criteri per andare incontro a queste richieste specifiche del governo australiano sono disponibili sul sito ufficiale dell’Australia e tutte le informazioni sono reperibili anche nei consolati e in ambasciata. Questo tipo di visto, malgrado richieda maggiore documentazione rispetto all’ETA, è gratuito.

Visto turistico o Visitor Visa (Subclass 600)

Questa è l’ultima categoria di visto turistico per l’Australia e non può essere richiesto per motivazioni professionali. In cosa differisce, inoltre, dagli altri? Esso permette una permanenza sola di tre mesi che, su richiesta, può essere estesa fino a un massimo di un anno, entro la durata del visto stesso.

Rispetto agli altri visti di stampo turistico, esso non concede di uscire e rientrare (con la stessa autorizzazione) dall’Australia. Va sempre richiesto prima del viaggio e, per ottenerlo, si paga una tassa di circa 120€ (ovvero 195 AUD). Anche per il Visitor Visa sono richieste le stesse condizioni dell’eVisitor.

Working Holiday Visa per l'Australia

Fonte: iStock

Con il Working Holiday Visa puoi raccogliere frutta in Australia

Working Holiday Visa (Subclass 471)

Il Working Holiday Visa è una delle autorizzazioni più conosciute, soprattutto tra la popolazione under 30. Che cos’ha di speciale questo visto per l’Australia? In primis, il nome deriva da una sorta di programma di scambio culturale che concede, ai viaggiatori dei paesi aderenti, di fare un viaggio in Australia sia per visitare il paese che per lavorare. Si tratta del Working Holidat Maker Program.  Il fatto di ottenere un lavoro è un fatto centrale di questo visto. Permette ogni tipo di lavoro, sia esso full time o part-time e, tra le sue condizioni, è ammesso anche il volontariato. Durante un soggiorno in Australia con questo visto, si può anche studiare fino a un massimo di quattro mesi.

Per poter essere elegibili a questo visto occorre avere dai 18 ai 30 anni (35, per alcuni paesi) e non essere in cerca di un lavoro per emigrare in Australia definitivamente. La sua caratteristica è, infatti, quella di essere adatto a chi vuole, per esempio, trascorrere un anno sabbatico in Australia e, nel frattempo, avere l’occasione di mantenersi con tranquillità. Molte persone che ottengono questo visto, una volta in Australia, sono soliti lavorare delle aziende agricole del paese per raccogliere, per esempio, la frutta. Molte aziende che vedono crescere il loro lavoro in una parte dell’anno assumono spesso manodopera con questo visto.

Per ottenere il Working Holiday Visa è richiesta una documentazione precisa:

  • Occorre un documento finanziario (tipo una fidejussione) che attesti che si hanno fondi a sufficienza. Il minimo richiesto è di 5’000 AUD, ovvero poco più di 3’000€.
  • È necessario rispettare i requisiti sia sanitari che giudiziari.

Oltre a questo, ovviamente, occorre fornire un passaporto in corso di validità per tutto il periodo del viaggio. Questo tipo di visto per l’Australia costa 650 AUD (circa 400€) e non può essere esteso oltre i 12 mesi. Permette, però, di uscire e rientrare dal paese più volte.

Visto per lavorare in Australia

Fonte: iStock

Elizabeth Bridge a Perth

I tipi di visto per lavorare in Australia

Se il Working Holiday Visa può essere considerato un visto che mescola un viaggio di scoperta a un momento di lavoro, ci sono delle autorizzazioni apposite che possono essere richieste per chi decide di andare a lavorare in Australia, con intento maggiormente stabile e duraturo. Ugualmente, ci sono dei tipo di visto per l’Australia per chi viene inviato dalla propria azienda o chiamato da una compagnia australiana a esercitare una professione nel paese dei koala e canguri.

Questi tipi di autorizzazione a entrare e restare nel paese sono diversi per costo e concessioni ma richiedono documentazione simile. Si tratta di:

  • Temporary Skill Shortage Visa (Subclass 482)
  • Skilled Independent Visa (Subclass 189)
  • Business Innovation and Investment Visa (Subclass 188)

Il Temporary Skill Shortage Visa è il visto australiano da richiedere quando qualcuno è chiamato a lavorare in Australia da un’azienda locale che richiede manodopera estera perché più esperta e formata in un determinato ambito. Facendo un esempio, possiamo dire che si tratti dell’autorizzazione da richiedere quando una manifattura tessile richiede l’intervento di un tessitore italiano esperto per un dato periodo di tempo. In mancanza di tessitori con la stessa esperienza in Australia, questa azienda richiede del personale estero. Questo visto costa 1330 AUG (circa 800€) e concede di lavorare in Australia per un minimo di 2 anni e un massimo di 4. Per ottenerlo, serve la consueta documentazione richiesta anche per i turisti, con l’aggiunta della lettera di invito del datore di lavoro, nonché un certificato che attesti le qualifiche professionali richieste.

Lo Skilled Independent Visa è il vero e proprio visto di lavoro per l’Australia e non richiede di essere invitati a lavorare nel paese. Il suo costo è importante perché occorre pagare 4200 AUD (circa 2500€) per ottenerlo. Occorre rientrare, inoltre, nella lista delle professioni presenti nella Skilled Occupation List, un documento governativo che classifica le professioni di un certo tipo. Oltre a questo, occorre dimostrare ufficialmente di essere in grado di parlare e comprendere l’inglese. Per questo motivo, è bene munirsi di una certificazione TOEFL aggiornata al momento in cui si richiede il visto, dato che quel tipo di esame di lingua inglese è riconosciuto internazionalmente. Lo Skilled Independent Vista costa permette una residenza permanente in Australia, con possibilità di entrata e uscita dal paese. A seconda delle mansioni, potrebbe essere richiesta anche una valutazione professionale una volta arrivati in Australia.

Il Business Innovation and Investment Visa è il tipo di visto per l’Australia da richiede se si vuole sviluppare un’attività propria nel paese o investire in eventuali progetti imprenditoriali. Questo è un visto temporaneo e dura 5 anni, dopo i quali c’è la possibilità di richiedere un visto di lavoro permanente. Dato che si tratta di un visto per imprenditori, con la domanda per ottenerlo verrà richiesto anche di attestare la propria attività imprenditoriale nel paese di residenza. Il suo costo è di 6270 AUD (ovvero 3800€).

Visto per studiare in Australia

Fonte: iStock

Fare Surf a Bondi Beach

I visti speciali per recarsi in Australia

Non sarebbe male studiare a Sidney e, una volta usciti dal college o dall’università, fare un tuffo a Bondi Beach, no? Piacerebbe a molti e, per poter studiare in Australia (senza lavorare) è necessario richiedere uno Student Visa (Subclass 500). Una delle condizioni chiave è di studiare a tempo pieno presso un istituto scolastico o università riconosciuta dal governo australiano. La sua durata è collegata a quella del corso di studi: una volta terminato questo, anche il visto cessa la sua validità. Il suo costo è di 630 AUD (poco più di 380€). Per ottenere lo Student Visa occorre presentare la conferma di iscrizione a un corso di studi australiano e, inoltre, è richiesta un’assicurazione sanitaria che copra tutto il periodo interessato. Oltre a questo, come per altri visti, è richiesto di certificare che si abbiano fondi sufficienti per mantenersi.

Di diversa natura è il Partner Visa (Subclass 820/801 e 309/100), autorizzazione richiesta per ricongiungimento famigliare. Questo tipo di visto per l’Australia era il più conosciuto tra gli Italiani negli Ann immigrati down under negli Anni ’50. Serviva per far sì che le proprie mogli (spesso sposate per procura) arrivassero nel paese. Anche al giorno d’oggi, è il visto per l’Australia più richiesto da chi vuole farsi raggiungere, in modo permanente, dalla propria famiglia. Il suo costo è molto alto, ovvero 8085 AUD, che corrispondono a circa 4900€. Questo visto richiede anche che si inviino tutti i documenti che attestano il legame famigliare. Ogni documento va tradotto dall’Italiano all’Inglese per poter essere considerato valido. La traduzione va poi approdava da un pubblico ufficiale.

L’ultima tipologia tra i tipi di visto più comuni per l’Australia è il Medical Treatment Visa (Subclass 602). Come dice il suo nome, si tratta dell’autorizzazione da richiedere per poter recarsi in Australia per delle cure mediche. Vale solo per la persona a cui è intestata la cartella clinica. Eventuali accompagnatori devono richiedere altri tipi di visto, a seconda della situazione. Per ottenere questo visto è necessario provare la necessità di cure mediche possibili solo in Australia. La sua durata è variabile e viene discussa caso per caso, trattandosi di un qualcosa di molto delicato e particolare. Il suo costo è di 330 AUD, che corrispondono a circa 200€.

Osservando tutti questi tipi di visto per l’Australia viene da pensare quanto sia difficile destreggiarsi con la burocrazia del governo di Canberra ma non è così. I tipi di autorizzazioni sono tante ma, il più delle volte, i documenti richiesti sono gli stessi: cambiano i costi e i moduli da presentare. Per fortuna, il sito ufficiale dell’ufficio immigrazione dell’Australia è ben fatto e riporta le procedure passo per passo.

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Vacanze di lusso in Australia: le novità di quest’anno

L’Australia si presenta sempre più come la destinazione ideale per i viaggi luxury del 2023: infatti, durante questi mesi, ha visto l’apertura di innumerevoli strutture di alto e di altissimo livello, inaugurate in varie zone del Paese, e molte altre seguiranno ancora entro l’anno.

Ecco di quali si tratta.

Capella Sidney, il lusso della città simbolo

Le novità del lusso 2023 in Australia hanno avuto inizio a Marzo, con l’apertura a Sidney, la città simbolo australiana, dell’atteso Capella Sidney, nell’antico edificio del Dipartimento dell’Istruzione in Bridge Street, rimasto silenzioso per anni.

Vanta 192 camere e suite distribuite su otto livelli, sofisticati arredi, oggetti d’arte, ristoranti esclusivi, sei spazi per riunioni ed eventi adatti a gruppi da 10 a 80 ospiti e strutture termali di livello mondiale.

Jabiru Retreat, il campo tendato luxury

A maggio, invece, è stata la volta del Jaburu Retreat, a The Top End, North Territory, un lussuoso campo tendato con piscine e bungalow in stile safari.

In particolare, i bungalow dispongono di bagno privato, area salotto all’aperto, letti matrimoniali king-size e sono collegati con una passerella rialzata che conduce alla piscina riservata agli ospiti.

Ma non solo: il favoloso retreat propone safari ope-top, safari giornalieri nella natura, esperienze in airboat nonché tour guidati tra cui spicca quello nel cuore del Parco Nazionale di Kakadu, terra degli aborigeni da oltre 65.000 anni.

The Brooklet, il benessere esclusivo

A Byron Bay nel New South Wales, a giugno è stato inaugurato The Brooklet, magnifica struttura ricettiva con sei ville di lusso, eleganti ambienti per il benessere e “The Bar”, in grado di offrire un’esperienza culinaria raffinata e intima nella suggestiva cornice di un cantina ampia con caminetto a legna.

Si tratta del perfetto mix tra vita di campagna e costiera con eleganti spazi in una cornice mozzafiato, laddove il lusso incontra la natura, una “casa lontano da casa”.

Soggiornare in un ex carcere riconvertito

Ancora, dal mese di luglio, gli ospiti possono provare l’ebbrezza di soggiornare in un ex carcere riconvertito in hotel di lusso: ecco The Interlude, il primo retreat urbano collocato in quella che fu la prigione di Pentridge, nell’area di Melbourne/Narrm.

Le 19 suite sono state ricavate sfondando le spesse pareti di pietra blu per unire quattro o cinque celle: ciascuna ha soffitti a volta, muri in pietra e tutte le finiture e gli accessori contemporanei che ci si aspetta di trovare in un hotel moderno.

The Sun Ranch, nostalgia della California

Sempre nell’area di Byron Bay nel New South Wales, fa bella mostra di sé The Sun Ranch, che fonde insieme le influenze spagnole e la nostalgia della California degli anni Settanta.

È progettato su misura per ispirare e stupire appassionati di musica e di cucina, creativi, amanti del benessere e chiunque desideri trascorrere momenti unici in un fascino rilassato e all’avanguardia che rende omaggio alle iconiche case ranch californiane.

Il ritorno del Southern Ocean Lodge e una chicca

Tre anni dopo i devastanti incendi che hanno sconvolto Kangaroo Island nel South Australia, torna il Southern Ocean Lodge di Baillie Lodges.

Ecco, di nuovo, 25 suite extra lusso lungo la costa e una novità: la suite ultra-premium Ocean Pavilion di 640 metri quadri, con piscina privata e quattro camere da letto.

Infine, per novembre, è attesa Pelorus Private Island, parte della Northern Escape Collection: si tratta di un’isola privata per otto ospiti raggiungibile con un viaggio in superyatch privato da Townsville oppure con un volo in elicottero di mezz’ora.

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Houtman Abrolhos Islands: le isole paradisiache in Australia

Le Houtman Abrolhos Islands sono una catena di 122 isole e barriere coralline, che impreziosiscono l’Oceano Indiano come tante perle che si estendono da nord a sud per miglia e miglia. Costituiscono un’area marina unica dell’Australia Occidentale, meta prediletta degli amanti della pesca, del birdwatching, dello snorkeling e delle immersioni, ma anche di chi desidera vivere un’esperienza irripetibile tra acque trasparenti e natura incontaminata. Oggi vi portiamo alla scoperta di un luogo straordinario, che vale la pena esplorare almeno una volta nella vita.

Un sogno senza fine chiamato Houtman Abrolhos

Le Houtman Abrolhos Islands, più comunemente chiamate Isole Abrolhos, e le barriere coralline che le circondano, si trovano a circa 60 chilometri a ovest di Geraldton, una delle città in cui si è potuta ammirare la grande eclissi, sulla costa dell’Australia Occidentale. Queste meraviglie hanno una ricca storia da scoprire, con una fiorente industria della pesca delle perle, decenni di pesca del gambero e, purtroppo, anche numerosi naufragi, il più importante dei quali è quello della Batavia, naufragata sul Morning Reef il 4 giugno 1629 a seguito di un ammutinamento a bordo. I sopravvissuti al naufragio sbarcarono sulle isole vicine e un piccolo gruppo costruì il Wiebbe Hayes Fort sull’isola di West Wallabi, i cui resti sono visibili ancora oggi. Le isole si presentano raggruppate in tre gruppi principali:

  • Wallabi Group,  il gruppo più settentrionale dell’Houtman Abrolhos, raggruppa una serie di isole in un’area di circa 17 chilometri per 10, tra le quali è inclusa anche North Island. Il gruppo Wallabi è tristemente noto per il suddetto naufragio della Batavia.
  • Easter Group, il gruppo centrale della catena di isole, scoperto e nominato nell’aprile 1840 dall’equipaggio di HMS Beagle. Il diario dell’esploratore John Lort Stokes ne riporta la scoperta l’11 aprile e la decisione di chiamare le isole Easter (Pasqua, in italiano) per la concomitanza della festa cristiana.
  • Pelsaert Group, il gruppo più meridionale dell’Houtman Abrolhos, che costituisce anche la barriera corallina più meridionale dell’Oceano Indiano. È situato a sud-est dell’Easter Group, da cui è separato dal canale di Zeewijk, ed è anch’esso noto per incidenti e naufragi avvenuti molti secoli fa.

L’ arcipelago ha davvero pochi rivali in Australia riguardo a biodiversità. L’Houtman Abrolhos Islands National Park è il parco di più recente istituzione nel Paese, la cui creazione coincide con il 400esimo anniversario dell’avvistamento della catena di isole da parte del navigatore olandese Frederick de Houtman. Queste sono state riconosciute, inoltre, come Ocean Hope Spot, aree oceaniche ecologicamente uniche designate per la protezione nell’ambito di una campagna di conservazione globale supervisionata dalla organizzazione Mission Blue.

Le isole offrono un’ampia gamma di attività che incontrano gli interessi più disparati, dalla pesca al nuoto in acque straordinarie, dallo snorkeling e immersioni al birdwatching, all’avvistamento di animali marini e selvatici, dall’esplorazione delle isole a semplici passeggiate relax nei dintorni incontaminati o tra i negozi di perle.

Come esplorare le Houtman Abrolhos

Se avete voglia di adrenalina pura, scoprite la magia delle Isole Abrolhos dall’alto, con voli panoramici effettuati dagli operatori locali, che offrono anche opzioni con tour a terra. Un altro modo esclusivo per visitare la catena di 122 isole e barriere coralline dell’Australia Occidentale è una crociera di 5 giorni, che offre l’opportunità di esplorare più a lungo la bellezza, la storia e la natura dell’arcipelago.

Le isole sono, inoltre, chiamate le Galapagos dell’Oceano Indiano. Questo perché, oltre a una ricca vita nei fondali che le circondano, sono il sito di riproduzione di oltre 2 milioni di uccelli marini di 35 specie. Sono anche l’habitat più settentrionale del leone marino australiano, a rischio di estinzione, inoltre la calda corrente di Leeuwin crea un ambiente per la vita marina temperata e tropicale, tra cui gamberi, pesci, coralli, delfini e razze. Tra luglio e settembre, nelle acque che lambiscono le Isole Abrolhos, si possono anche avvistare le megattere in migrazione.

Sulla terraferma, le isole ospitano oltre 140 specie di flora autoctona e fauna rara, tra cui il wallaby Tammar, il primo “canguro” visto dagli europei quando i sopravvissuti al naufragio del Batavia si arenarono vicino alle isole Wallabi nel 1629.