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Isola di Cat Ba, come un sogno che si avvera

Una delle destinazioni più affascinanti del Vietnam è la famosa Baia di Halong, Patrimonio UNESCO nonché una delle “Sette meraviglie naturali del mondo”: un luogo magico, da sogno, punteggiato da quasi duemila isole tra cui spicca l’Isola di Cat Ba, la più grande dell’arcipelago, a circa 30 chilometri da Haiphong.

Si tratta di una meta turistica oggi molto apprezzata, plasmata da una lussureggiante foresta tropicale, promontori, piccole baie, grotte visitabili, brevi tratti di costa sabbiosa che si alternano a un profilo in gran parte roccioso: qui, oltre a lasciarsi incantare da un panorama ineguagliabile, è possibile dedicarsi a svariate attività all’aria aperta come escursioni in kayak, rock climbing, trekking e itinerari in mountain bike.

Inoltre, Cat Ba è il punto di partenza privilegiato per andare alla scoperta della Baia di Lan Ha, meno nota rispetto alla Baia di Halong ma più tranquilla e altrettanto straordinaria: i tour in barca offrono l’occasione di conoscere da vicino gli antichi e tradizionali villaggi di pescatori con le “case galleggianti” direttamente sul mare.

Le principali attrazioni dell’Isola di Cat Ba

A torto, moltissimi visitatori si fermano a Cat Ba soltanto per il tempo necessario a imbarcarsi alla volta della Baia di Lan Ha: eppure, l’isola offre innumerevoli attrazioni che richiedono almeno un paio di giorni di permanenza.

In cima alla lista va menzionato senz’altro il Parco Nazionale, istituito nel 1986 e riconosciuto dall’UNESCO come “Riserva della biosfera” nel 2004: le strutture principali e il Centro Visite sono ubicati lungo la strada che collega il centro abitato di Cat Ba con il porto di Gia Luan.

Le opzioni per entusiasmanti escursioni sono molteplici a partire dal sentiero di 1,5 chilometri nel cuore della foresta di Kim Giao che conduce sulla cima di una montagnola da cui godere di un panorama davvero mozzafiato. I più fortunati potranno imbattersi in uno dei rari esemplari di Cat Ba Langur, una piccola scimmia a serio rischio di estinzione poiché rimangono soltanto una sessantina di individui.

E poi il fascino delle grotte: l’Hospital Cave (Grotta dell’Ospedale), priva di luce naturale, trasformata in ospedale durante la Guerra del Vietnam, la Grotta di Trung Trang, a una quindicina di chilometri dalla cittadina di Cat Ba, un vero tesoro di migliaia di stalattiti e stalagmiti, la Grotta di Thien Long formata da tre caverne e la Grotta di Ho Coung.

Ancora, per immergersi appieno nella cultura locale, da vedere è l’appartato villaggio di pescatori e agricoltori di Viet Hai che mantiene intatta la sua identità mentre un’altra tappa da favola è la Valle delle Farfalle, dove rilassarsi e avvistare colorate farfalle che volteggiano in un paesaggio disegnato da ripide rocce calcaree a strapiombo.

Infine, l’Isola di Cat Ba, seppur la quasi totalità della costa sia rocciosa, vanta anche alcune spiagge lungo il promontorio a sud dell’omonimo centro abitato, denominate Cat Co 1, Cat Co 2 e Cat Co 3, e la spiaggia Tung Thu, alla periferia occidentale.

Come arrivare e quando andare

Cat Ba si trova a circa 150 chilometri dalla capitale Hanoi e il modo migliore per raggiungerla è il viaggio in autobus di circa 3 ore e mezza con un breve tratto in traghetto (incluso nel prezzo) di un paio di chilometri e una decina di minuti.

Partendo, invece, da Haiphong (molo di Ben Binh) si arriva a Cat Bat con un’ora di catamarano mentre, nella parte nord dell’isola, il porto di Gia Luan serve la linea di catamarani e traghetti che provengono dal molo di Tuan Chau della città di Ha Long.

Per quanto riguarda i mesi migliori per visitare Cat Ba, sono marzo e aprile in primavera e ottobre e novembre in autunno, quando le piogge sono scarse e le temperature gradevoli.

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L’attrazione più popolare del 2024 è un’esperienza immersiva unica

Stiamo per portarti in un viaggio virtuale verso un luogo più unico che raro. Non il solito museo d’arte digitale, ma un universo creativo senza precedenti. Qui, le opere artistiche non sono statiche, ma si muovono liberamente, interagendo tra loro senza confini.

Stiamo parlando del MORI Building DIGITAL ART MUSEUM: teamLab Borderless, un regno dove l’arte si sposa con la tecnologia, dando vita a un’esperienza che toglie il fiato. Un viaggio unico ed emozionante attraverso paesaggi digitali in continua trasformazione.

Questo spazio straordinario è il risultato del genio e dell’impegno di un gruppo visionario formato da artisti, scienziati ed esperti informatici, che hanno saputo fondere arte e tecnologia in modi innovativi, catturando l’immaginazione di milioni di persone in tutto il mondo. Nel corso degli anni, le loro opere hanno raggiunto più di 160 Paesi, affermandosi come un fenomeno globale che ridefinisce i confini dell’espressione artistica.

Dopo aver illuminato il quartiere di Odaiba con le sue meravigliose esposizioni digitali, il museo è pronto a dire addio alla sua storica sede e si trasferirà ad Azabudai Hills, nel cuore pulsante di Tokyo. L’inaugurazione di questa nuovissima location è prevista per l’inizio di febbraio, un evento davvero imperdibile.

Digital Art Museum di Tokyo: un tuffo nell’arte del futuro

DIGITAL ART MUSEUM Tokyo

Fonte: Getty Images

MORI Building DIGITAL ART MUSEUM: teamLab Borderless, Tokyo

Nel MORI Building DIGITAL ART MUSEUM, non troverai le classiche tele appese alle pareti o statue di marmo su piedistalli. Al contrario, le opere d’arte sono tutto tranne che statiche. Infatti, ti immergeranno in un universo mozzafiato di luci, suoni e immagini in costante movimento.

Un universo oscuro punteggiato da proiezioni digitali vibranti che danzano e si intrecciano, creando una sinfonia di immagini sulle pareti, sul pavimento, sul soffitto e persino sul tuo corpo. Qui, l’arte non è solo qualcosa da guardare, ma un mondo da vivere e da esplorare.

Ogni angolo del museo offre una nuova sorpresa, un nuovo scenario da scoprire, rendendo ogni visita un’avventura unica e affascinante. Alcune stanze sono piene di colori brillanti e forme geometriche in movimento, altre invece sono più tranquille e meditative, con immagini delicate che sembrano fluttuare nell’aria.

Esplorando l’arte senza confini

Il viaggio attraverso le installazioni del MORI Building DIGITAL ART MUSEUM di Tokyo è un’esperienza senza un vero e proprio punto di partenza. Le opere d’arte non sono ancorate a posizioni fisse, ma fluttuano liberamente nello spazio, creando un ambiente in perenne movimento. Non possono essere “consumate” con una semplice occhiata, ma richiedono tempo, pazienza e coinvolgimento per essere veramente apprezzate. È un invito a rallentare il passo, a prendersi un momento per osservare, ascoltare e sentire.

Tra tutte le attrazioni, imperdibile è il Bubble Universe, un’esperienza che ti trasporterà in un universo alternativo affascinante e luminoso. Immerso in un mare di bolle sfavillanti, ti sembrerà quasi di fluttuare in mezzo a loro. Ma ciò che rende davvero speciale questa installazione è la sua interattività. Le bolle reagiscono alle interazioni dei visitatori, cambiando colore e comportamento a seconda del tocco e del movimento.

Un’altra esperienza affascinante è la Megalith Crystal Formation, un’opera d’arte che ti trasporterà in un paesaggio quasi alieno, dominato da enormi formazioni cristalline che spuntano dal pavimento e si innalzano verso il soffitto, come gigantesche stalagmiti di luce. La bellezza di questo museo risiede proprio nella sua imprevedibilità, un’esperienza artistica mai uguale a sé stessa.

DIGITAL ART MUSEUM Tokyo

Fonte: Getty Images

MORI Building DIGITAL ART MUSEUM: teamLab Borderless, Tokyo
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Seduti e sospesi tra cielo a terra: la nuova e iconica attrazione a NY

C’è sempre un buon motivo per organizzare un viaggio a New York. La città che non dorme mai, e che invita a sognare a occhi aperti a ogni ora del giorno e della notte, è un concentrato di meraviglie che incantano e stupiscono a ogni passo.

Il romantico e suggestivo Central Park, il Teatro di Broadway e le luci a neon di Time Square. E poi, ancora, l’Empire State Building e tutti i grattacieli vertiginosi che compongono e caratterizzano uno degli skyline più mozzafiato del mondo intero. Luoghi iconici, questi, che entrano di diritto nelle travel wish list di ogni viaggiatore che si arricchiscono ogni anno di nuove e imperdibili attrazioni. The Beam è una di queste.

Inaugurata in cima al Top of the Rock che sorveglia la Grande Mela, The Beam non è solo una nuova attrazione destinata a diventare iconica, ma è un’esperienza vertiginosa ed emozionante uguale a nessun’altra. I visitatori, infatti, sono invitati a salire su una trave d’acciaio che si innalza fino a 800 metri d’altezza per restare lì, seduti e sospesi tra il cielo e la terra. Chi ha il coraggio di provarla?

Lunch Atop a Skyscraper: ricrea l’iconica foto del 1932

Si chiama The Beam e, come abbiamo anticipato, è la nuova e imperdibile esperienza offerta dalla città di New York. Attenzione però: è destinata solo ai cuori impavidi e ai più coraggiosi.

L’attrazione che sta spopolando sul web e sui social network è stata inaugurata sul Top of the Rock, l’osservatorio situato sulla cima del Rockefeller Center che, col suo design che richiama un transatlantico, offre una vista incredibile sull’intera città.

Proprio qui, dove lo skyline della Grande Mela dà spettacolo a ogni ora del giorno e della sera, i visitatori possono sedersi su una trave d’acciaio che li trasporta a 800 metri di altezza sopra New York e che ruota di 180 gradi per offrire una vista privilegiata ed esclusiva sull’intera città.

Tantissime le fotografie diffuse sui social e sul web da chi ha avuto il coraggio di sedersi su The Beam dalla sua inaugurazione, avvenuta nel mese di dicembre. Vi ricordano qualcosa? Probabilmente sì, perché questa nuova attrazione è legata in realtà a una vecchia istantanea del 1932: Lunch Atop a Skyscraper.

È stata proprio quella famosa fotografia, che ritraeva alcuni operai edili che pranzavano sopra una trave situata al 30esimo piano di Rockefeller Plaza, a ispirare la nascita di The Beam. Sedendosi qui, infatti, i visitatori del grattacielo possono ricreare la celebre foto Lunch Atop a Skyscraper.

Lunch Atop A Skyscraper

Fonte: Getty Images

Lunch Atop A Skyscraper: la nuova attrazione di New York ti consente di replicare questa iconica foto

The Beam, l’esperienza vertiginosa nel cuore di New York

Qualora aveste bisogno di un altro motivo per raggiungere New York quanto prima, The Beam ve ne offre uno. L’attrazione, infatti, si configura come un’attrazione unica al mondo che consente di avere una vista privilegiata sull’intera città.

Salendo al 69esimo piano del Rockefeller Center, potrete sedervi su una trave che imita per fattezze e dimensioni quella della foto Lunch Atop a Skyscraper. Una volta accomodati, sarete sollevati di altri 12 metri sopra il ponte di osservazione, per un’altezza complessiva di 800 metri. Sospesi tra cielo e terra, vi sarà scattata una foto ricordo di questa avventura mozzafiato.

Ma quanto costa diventare protagonisti dell’iconica istantanea degli anni ’30? L’accesso a The Beam è di 25 dollari e comprende sia la seduta sospesa che la fotografia in versione digitale.

The Beam, la nuova attrazione al Rockefeller Center

Fonte: TIMOTHY A. CLARY/AFP via Getty Images

The Beam, la nuova attrazione al Rockefeller Center
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Roma, scoperti i resti di un’antica domus con mosaici rarissimi

Individuati già nel 2018, alcuni preziosi resti di un’antica domus romana sono ora riemersi nei pressi del Parco Archeologico del Colosseo, durante una campagna di scavi condotta all’interno di un progetto di studio e ricerca. Si tratta di un ritrovamento sensazionale, soprattutto per via di ciò che è stato scoperto tra gli ambienti riportati alla luce nel corso dei lavori: gli esperti hanno rinvenuto dei mosaici rarissimi, che non trovano confronto con altro di simile appartenente all’epoca in questione.

Trovati i resti di una domus romana

Considerato uno dei siti archeologici più importanti d’Italia, quello del Colosseo è una vera miniera di tesori incredibili: solo poco tempo fa è stata riaperta al pubblico la domus Tiberiana, e ora gli esperti hanno riportato alla luce un altro gioiello di inestimabile valore. Stiamo parlando dei resti murari di un’antica domus d’età tardo-repubblicana, situata alle pendici del colle Palatino, esattamente dietro l’area in cui si trovano gli Horrea Agrippiana (i magazzini costruiti lungo la strada commerciale che collegava il porto sul Tevere e il Foro Romano).

Gli scavi compiuti nel 2018 avevano permesso di individuare alcune strutture murarie, ma solo adesso emergono i lussuosi ambienti che caratterizzavano questa domus. L’abitazione si sviluppava probabilmente su più piani, con numerose terrazze: la sua costruzione sembrerebbe aver attraversato tre diverse fasi, comprese in un periodo che va dalla seconda metà del II secolo a.C. e la fine del I secolo a.C. In base ai primi studi, appare chiara la sua disposizione attorno ad un giardino che doveva fungere anche da atrio.

“Dopo la riapertura della domus Tiberiana e il miglioramento dell’accessibilità dell’Anfiteatro Flavio, il cuore della romanità ha disvelato un autentico tesoro, che sarà nostra cura salvaguardare e rendere fruibile al pubblico. Si tratta di un importante risultato, che ripaga un lungo lavoro di studio e di ricerca e che rientra in uno degli obiettivi prioritari del Parco, quello della conoscenza e della sua diffusione. Lo scavo archeologico si concluderà nei primi mesi del 2024 e successivamente lavoreremo intensamente per rendere al più presto accessibile al pubblico questo luogo, tra i più suggestivi di Roma antica” – ha affermato Gennaro Sangiuliano, Ministro della Cultura.

I preziosi mosaici

La scoperta più interessante è avvenuta in uno degli ambienti principali della domus, chiamato specus aestivus: si tratta di una sala per banchetti costruita su immagine di una grotta naturale. Veniva usata durante i mesi estivi, perché molto più fresca di altre stanze, e i suoi ospiti dovevano essere intrattenuti da affascinanti giochi d’acqua. Sono infatti stati trovati dei tubi in piombo, incastonati tra le pareti decorate, che permettevano il passaggio dell’acqua e la realizzazione di veri e propri spettacoli. Ma le sorprese non sono finite qui.

All’interno dello specus aestivus, gli archeologi hanno trovato un meraviglioso rivestimento parietale in mosaico, che non è possibile confrontare con niente di simile. È un mosaico “rustico”, realizzato con materiali di diverso tipo: conchiglie, scaglie di marmo bianco, tessere di blu egizio, frammenti di travertino spugnoso, vetri preziosi e cretoni di pozzolana, il tutto legato con la malta. Complesse e variegate sono anche le scene rappresentate, una vera e propria sequenza di figure. Secondo gli esperti, il mosaico risalirebbe agli ultimi decenni del II secolo a.C.

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Castello di Schönbrunn: meraviglioso capolavoro di Vienna

È tra le attrazioni più apprezzate e visitate di Vienna nonché uno dei siti culturali più importanti dell’Austria, Patrimonio UNESCO dal 1996: si tratta del monumentale Castello di Schönbrunn, sontuosa residenza estiva della famiglia imperiale.

L’incomparabile veduta sulla capitale, l’imponenza dell’edificio e un parco da sogno ne fanno la meta principale da scoprire durante un viaggio da queste parti.

La storia del meraviglioso capolavoro viennese

La storia di Schönbrunn affonda le radici nel Medioevo, quando la tenuta si chiamava Katterburg e apparteneva ai domini feudali dell’Abbazia di Klosterneuburg: qui era presente anche un mulino e si praticavano l’agricoltura e la viticoltura.

Nel 1569, fu acquistata dall’imperatore Massimiliano per farne una tenuta di caccia e, nel corso dei secoli, subì vari ammodernamenti e modifiche.

In particolare, nel 1696, Leopoldo I incaricò l’architetto Johann Bernard Fischer di realizzare, per il figlio Giuseppe I, una residenza barocca che emulasse la prestigiosa Reggia di Versailles ma, a causa del budget limitato, ciò non fu possibile.

Il capolavoro viennese si afferma, infatti, quasi un secolo dopo quando Maria Teresa lo sceglie come residenza estiva e l’architetto Nicolaus Pacassi lo ricostruisce e lo amplia per lei a partire dal 1743 con delicati tocchi rococò in “Maria Theresa ocra” e una facciata “accesa” a contrasto con il più cupo Palazzo Reale utilizzato durante l’inverno.

Le sue sfarzose sale furono teatro di feste, affari di stato e videro anche un giovanissimo Mozart esibirsi davanti alla corte asburgica all’età di 6 anni.

Vivere l’incanto di corte

Dedicare del tempo alla scoperta del Castello di Schönbrunn significa rivivere l’incanto della corte asburgica in tutto il suo splendore. Il complesso vanta ben 1441 stanze in stile rococò, di cui 40 aperte al pubblico: il Tour Imperiale consente di ammirarne 22 mentre il Grand Tour prosegue nelle restanti 18 includendo gli interni del XVIII secolo all’epoca di Maria Teresa.

Catturano subito lo sguardo gli appartamenti dell’imperatore Francesco Giuseppe e di sua moglie “Sissi”, riccamente arredati in stile settecentesco, con la Sala delle Udienze dell’Imperatore e la cosiddetta “Sala delle Noci“, contraddistinta da una notevole pannellatura in noce del 1766 e da un candelabro scolpito in legno e ricoperto d’oro.

La camera da letto di Francesco Giuseppe, dove si spense dopo 68 anni di regno, è invece minimalista, con un semplice letto singolo.

Degno di nota è l’appartamento dell’imperatrice Elisabetta con il suo studio privato, l’intima camera della toeletta, e poi la camera da letto comune, allestita in occasione delle nozze nel 1854, e la stanza di Maria Antonietta che, ai tempi di Sissi, era adibita a sala da pranzo: oggi, spicca una tavola apparecchiata per la cena in famiglia con argenteria di corte, deliziosi bicchieri in cristallo e autentiche porcellane viennesi.

Una delle sale più incantevoli del Palazzo è senza dubbio la Sala degli Specchi, con gli specchi in cristallo che le danno il nome e la superlativa decorazione rococò in oro bianco.

Al piano terra, colpiscono invece le Camere Bergl, tra le stanze più favolose che Maria Teresa abbia occupato, con scenografici murales alle pareti che vanno da formali giardini barocchi a paesaggi esotici, realizzati dall’artista boemo Johann Wenzel Bergl.

Infine, emoziona la Grande Galleria, lunga 43 metri, impreziosita da affreschi, stucchi, decorazioni in stile rococò e due imponenti lampadari in cristallo.

Un parco a dir poco straordinario

Se il Castello è un vero gioiello, il parco, aperto al pubblico dal 1779, non è da meno.

Largo quasi due chilometri e progettato in stile barocco, ospita fontane, monumenti, statue e giardini all’inglese e si rivela come un inimitabile luogo di ricreazione per cittadini e turisti, aperto gratuitamente salvo alcune eccezioni.

Da vedere l’Orangerie, galleria lunga 189 metri costruita per riparare gli agrumi in inverno e oggi sede di concerti giornalieri, la Fontana dell’Obelisco, realizzata nel 1777, la Gloriette, uno dei monumenti più significativi, a commemorazione della battaglia di Kolin in cui l’Austria sconfisse la Prussia nel 1756, e il Giardino zoologico, il più antico del mondo.

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A Gardaland arriva una nuova e incredibile attrazione

Per chi andrà a Gardaland l’anno prossimo ci sarà una grande novità. Sarà aperta al pubblico una nuova e meravigliosa attrazione, ispirata al mondo dei nativi americani. “La storia degli indiani d’America è conosciuta da tutti”, ha spiegato Sabrina de Carvalho, CEO di Gardaland Resort “e, per questo, la nuova attrazione coinvolgerà – in modo diverso – ospiti di più generazioni”.

La nuova attrazione di Gardaland

Piacerà a tutti, insomma, anche ai grandi che, fin da bambini, si sono appassionati guardando film e serie televisive su cowboy e indiani. Chi andrà a Gardaland nei prossimi giorni, visto che è prevista una grande festa di Halloween, può fin d’ora sbirciare attraverso la recinzione viola che riporta la scritta significativa: “Un’antica leggenda di una tribù di indiani d’America”.

“Gardaland, con i suoi tre milioni di visitatori, si classifica tra le mete più visitate d’Italia e riveste un ruolo fondamentale nell’ambito dei parchi a tema nel mercato italiano. Con l’arrivo della nuova attrazione vogliamo continuare a far vivere esperienze memorabili ai nostri ospiti”, ha spiegato de Carvalho.

Non sono stati svelati i dettagli della nuova attrazione se non la tematica che si preannuncia alquanto intrigante. “Sarà un’importante realizzazione con una tematizzazione molto forte ispirata alle leggende dei nativi americani, da sempre protagonisti di storie vere, ma anche di opere cinematografiche e letterarie”, ha raccontato l’amministratore delegato di Gardaland in una nota stampa “che illustrano qualità come il coraggio, la prestanza fisica, l’altruismo, la forte connessione con la natura e i famosi rituali eseguiti per un’ampia varietà di scopi, dalla danza del sole a quella della purificazione”.

Halloween a Gardaland

A Gardaland la festa di Halloween è già partita e durerà tutti i weekend fino al 5 di novembre. Gardaland Magic Halloween quest’anno ha due versioni: una più spaventosa, da brividi, mentre l’altra è più tranquilla e colorata.

Il divertimento inizia già a partire dal venerdì sera quando vengono organizzati i “Venerdì da Paura”, pensati per tutti coloro che non hanno paura di mettersi alla prova. Ad accogliere gli ospiti, un Welcome Show completamente rinnovato con 13 corvi neri danzanti che, sulle note di una nuova base musicale fra acrobazie e giochi di fuoco, coinvolgono gli spettatori in uno spettacolo da brivido.

Dopo il successo dello scorso anno, il divertimento è raddoppiato anche nelle “Scary Zone” disponibili tutti i venerdì, quelle zone delimitate e infestate di zombie, mostri e da creature spaventose che hanno il compito di mettere alla prova il coraggio degli ospiti

Le attrazioni a tema Halloween

Durante Gardaland Magic Halloween, 20mila chilogrammi di zucche, lapidi, ragnatele e mostruose creature trasformano i viali del parco in un luogo ricco di fascino all’interno del quale scovare le tante novità a tema: dalla postazione make-up utile per assomigliare al mostro preferito, alla mostro band itinerante fino al “Trick or Treat, la caccia all’ultimo dolcetto”. Tutti i partecipanti, acquistando la propria e personale zucca, dovranno compiere una missione: scovare gli stand dedicati all’iniziativa e cumulare, entro fine giornata, circa 450 grammi di caramelle colorate.

Nei fine settimana, nuove avventure anche al Buffalo Stage con Windigo, una creatura leggendaria, appartenente alla mitologia dei nativi americani che trasporta gli spettatori nel lato più “oscuro” del Vecchio West con danze rituali tradizionali, suggestive esibizioni di giocoleria e spettacolari acrobazie.

Il Teatro della Fantasia, invece, è invaso dall’eclettico “Wondy e la pozione magica”, uno spettacolo pensato per i più piccoli, un mix di giocoleria, comicità, magia, sorprese e interazione che coinvolge e diverte ogni ospite.

Nuova programmazione anche al Gardaland Theatre dove va in scena uno spettacolo tematizzato: “Midnight, l’ora del Duca”, un “dark show” presentato da artisti acrobati e performer provenienti dal “Circo degli orrori”, accompagnati da una colonna sonora suggestiva, una scenografia speciale e dall’inserimento di effetti speciali e di magiche illusioni. Il pubblico è invitato a visitare le cupe segrete del misterioso castello, dove si aggirano bizzarri personaggi e dove mostruose creature vengono tenute prigioniere.

Per tutto il periodo di Gardaland Magic Halloween anche il Bosco degli Gnomi cambia look e si trasforma nel Bosco Stregato, un percorso interattivo, adatto a bambini a partire da cinque anni, popolato dalle creature più iconiche di Halloween. Ciascun ospite, una volta varcato l’ingresso, diventa immediatamente “vittima” dei divertenti scherzetti fatti dai dispettosi abitanti del bosco.

Per l’occasione, poi, il Cinema 4D offre due nuove prime visioni: la prima con “IT – The 4D Experience” disponibile durante i “Venerdì da Paura”, destinato a un pubblico di età superiore ai 14 anni (i minori di 14 anni dovranno essere accompagnati), e la seconda con “Happy Family – The Ride” tutti i sabati e le domeniche.

In piazza Jumanji, appuntamento per il gran finale con la Regina di Halloween, lo show che vede protagonista la strega Zenda, la mascotte di Gardaland Prezzemolo, Aurora e il loro corpo di ballo al gran completo. Tra canzoni, coreografie, numeri acrobatici viene quindi proclamata la regina di Halloween.

Durante le giornate di Halloween non mancano proposte di cibo e bevande a tema: hot dog con dita di wurstel insanguinate, creepy burger, black focaccia, burrito cochinita, scary pizza, black schiacciata, scary ice cream, mele stregate, scary dessert e cocktail infernali.

Il divertimento si raddoppia in vista della notte più spaventosa di sempre, quella del 31 ottobre, in occasione dell’Halloween Party, quando piazza Jumanji si trasforma in un’area dance aperta fino a tarda notte con ospiti da paura.

Inutile dire che per concludere l’esperienza da brividi a Gardaland l’ideale sarebbe soggiornare in uno degli hotel a tema del parco: Gardaland Hotel, Gardaland Adventure Hotel e soprattutto Gardaland Magic Hotel, perfetto per l’occasione.

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Questa è la migliore attrazione d’Europa. E non è un monumento

Ci mettiamo in viaggio per tantissimi motivi, lo facciamo per contemplare i capolavori di Madre Natura, per ammirare quelli creati dall’uomo, e per toccare con mano le tradizioni e la cultura di popoli lontani. Ma lo facciamo anche per raggiungere, visitare e fotografare tutti quei monumenti iconici che sono diventati il simbolo di città e Paesi interi.

La Tour Eiffel, il Colosseo, la Sagrada Familia e poi, ancora, l’Acropoli d’Atene e Buckingham Palace: queste sono solo alcune delle destinazioni europee che ogni giorno migliaia di viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo raggiungono. Tra queste ne spicca una che non è un monumento, né una scultura artistica o architettonica, eppure si è aggiudicata il primato di migliore attrazione d’Europa.

Stiamo parlando della Guinness Storehouse di Dublino, l’iconica fabbrica della birra simbolo dell’Irlanda che ha battuto rivali d’eccezione per posizionarsi al primo posto dei World Travel Awards. Se non siete mai stati in questo tempio della birra vi sveliamo i motivi di questa vittoria e vi spieghiamo perché dovreste raggiungerla il prima possibile.

Benvenuti nella Guinness Storehouse

Pensi a Dublino e dici birra, anzi Guinness. La capitale dell’Isola di Smeraldo, infatti, è legata indissolubilmente alla bevanda in questione. Lo sanno bene tutti quei viaggiatori che giungono in Irlanda per ammirare i paesaggi verdi, i castelli e i parchi, e che non rinunciano a soste di gusto accompagnate proprio dall’iconica Guinness.

La storia d’amore tra la città natale di Oscar Wilde e la birra ha origini antichissime che risalgono a oltre due secoli e mezzo fa. Era il 1759 quando Arthur Guinness, uomo d’affari di Celbridge, scelse di affittare un edificio a James’s Street per trasformarlo in una birreria. Tutto il resto è una storia da primati che ha permesso al birrificio di Arthur Guinness di diventare il più grande d’Irlanda nel 1838 e il più grande del mondo del 1914. La stessa storia che tutti i cittadini d’Europa conoscono, se non per i suoi dettagli, sicuramente per il suo gusto.

Entrando all’interno del Guinness Storehouse di Dublino si può diventare parte della storia della celebre birra attraverso degustazioni, osservazioni e visite guidate per comprendere il segreto di una delle bibite più popolari e conosciute del mondo intero. L’edificio, infatti, non è un semplice birrificio ma un vero e proprio museo tematico che si snoda su sette livelli che raccontano dettagli, segreti e caratteristiche della birra simbolo d’Irlanda.

La Guinness Storehouse di Dublino è una vera e propria istituzione in città, nonché una delle attrazioni turistiche più visitate nel Paese e non solo. Come hanno confermato i risultati dei World Travel Awards, infatti, il birrificio della Guinness si è guadagnato il primato di migliore attrazione d’Europa sbaragliando una concorrenza super agguerrita.

Dublino: la migliore attrazione d’Europa

Seguita da Buckingham Palace, dalla Sagrada Familia, dall’Acropoli, dal Colosseo e dalla Tour Effeil, la Guinness Storehouse si è aggiudicata così il primo posto nella classifica delle migliori attrazioni d’Europa. Non che sia una novità in senso assoluto, questa vittoria, dato che già nel 2015 il birrificio aveva conquistato lo stesso primato. Inoltre, come abbiamo anticipato, si tratta di una delle attrazioni più celebri e visitate nel Paese.

La sua popolarità non stupisce: sede della Guinness da più di 250 anni, questo birrificio è stato trasformato in un museo che permette di fare un viaggio nel passato e nel presente per scoprire e toccare con mano l’anima del simbolo dell’Irlanda.

Se avete in mente di visitare la Guinness Storehouse di Dublino, non dimenticatevi di concedervi un momento di relax all’interno del Gravity Bar. Potrete degustare la migliore birra del Paese sul tetto dell’edificio di St. James’s Gate con una vista mozzafiato sull’intera città.

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Belle e ingannevoli: le attrazioni turistiche più sopravvalutate del mondo

Vengono visitate da tantissimi turisti in tutto il mondo, eppure sarebbero sopravvalutate. Almeno stando ai dati emersi dallo studio effettuato da Stashner che ha preso in esame diversi paramenti per stilare una classifica dei luoghi che – volendo – si potrebbe anche evitare di inserire in un itinerario di viaggio.

Nello studio, come viene spiegato, sono stati presi in esame alcuni dati, tra cui recensioni Google, coinvolgimento su TikTok, distanza dall’aeroporto, sicurezza turistica e qualità dell’alloggio. Ma quali sono le mete belle e ingannevoli, le attrazioni turistiche più sopravvalutate al mondo?

I primi dieci posti della classifica delle destinazioni sopravvalutate

Al primo posto della classifica delle destinazioni sopravvalutate si trova la Hollywood Walk Of Fame, a Los Angeles sul cui marciapiede si possono ammirare le stelle più brillanti: realizzate in rame, ammontano a circa 25mila e riportano i nomi dei personaggi di spicco del mondo dello spettacolo. Vale la pena visitarla? A quanto pare, almeno secondo la ricerca, non così tanto. E, tra l’altro, non è la prima volta che la celebre strada compare nella classifica (era già accaduto nel 2019).

Così come non varrebbe la pena visitare il Grand Bazaar di Istanbul, uno dei luoghi che vengono segnati tra le mete di viaggio tra quelle imperdibili quando si parte per la Turchia. Il fascino del grande mercato (a quanto pare ospita più di 4mila venditori) non fa presa. Almeno non su tutti. Punteggi bassi per la sicurezza turistica e per la distanza con l’aeroporto.

Al terzo posto un altro luogo che potrebbe stupire: si tratta del Taj Mahal in India, per raggiugerlo dal più vicino scalo internazionale bisogna compiere 219 chilometri. Bianco, stupefacente nella grandezza, è stato realizzato tra il 1631 e il 1648. Ma, nonostante la bellezza, è sopravvalutato (a quanto pare).

Ci spostiamo a Tampa Bay, in Florida, per il quarto luogo della lista: si tratta del parco a tema Busch Gardens, con una valutazione della qualità degli alloggi locali molto bassa. Quinta posizione, poi, per il Lotte World in Corea del Sud, un luogo che ospita un parco tematico, un centro commerciale e un acquario. Tra le recensioni, riportate dal Daily Mail, viene sottolineato il fatto che è sovraffollato.

Partono in molti per ammirare il Victoria Harbour di Hong Kong, con il suo skyline celebre in tutto il mondo. Però si trova al sesto posto della classifica: non tutti sono soddisfatti dalla visita, poiché pare che “non ci sia molto da vedere”. Con il settimo posto, poi, si resta sempre ad Hong Kong con il Ocean Park. Che piace, certamente, ma, a quanto pare, non a tutti.

Ottava posizione per un altro luogo considerato imperdibile, si tratta del Santuario Fushimi Inari in Giappone, uno luogo di culto molto interessante, intorno inoltre si trovano suggestivi sentieri. Ma la visita dell’edificio, affermano alcuni, non varrebbe la pena.

Si snoda per oltre 21mila chilometri, è un monumento noto in tutto il mondo, ma c’è chi non la ha apprezzata: stiamo parlando della Grande Muraglia Cinese al nono posto della classifica. Decimo posto, infine, per Everland il più grande parco a tema che si può trovare in Corea del Sud. Anche in questo caso la quantità di persone ha avuto il suo peso sulla classifica finale.

I posti più belli da visitare

Ma se alcune attrazioni non hanno risposto alle aspettative dei viaggiatori non è andata così per tutte. Ci sono location, infatti, che sono entrate nel cuore e che vanno a stilare la classifica di quelle da visitare se si pianifica una vacanza.

Quali sono? Al primo posto si trova il Palazzo del Parlamento ungherese a Budapest, che si affaccia sul Danubio con tutta la sua bellezza. A seguire il parco a tema Disneyland Paris in seconda posizione, che ha ottimi punteggi sotto tutti i punti di vista. Mentre la Laguna Blu geotermica in Islanda è in terza: vicina alla capitale Reykjavik è un luogo dal grande fascino. A completare i primi cinque posti della classifica delle destinazioni migliori ci sono: Plaza de España a Siviglia in Spagna alla quarta posizione e, per concludere, il monumento religioso Angkor Wat a Siem Reap, in Cambogia.

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Cueva de los Verdes, la grotta con un misterioso tunnel sottomarino

Situata a nord di Lanzarote, e integrata nel vasto paesaggio vulcanico del Malpaís de la Corona, la Cueva de los Verdes è una delle meraviglie nascoste nelle viscere della più orientale delle Isole Canarie, ammantata di un misterioso e particolare fascino mitologico. La destinazione perfetta per chi desidera provare l’ebrezza di un vero e proprio viaggio al centro della Terra, impreziosita da un incredibile tunnel sottomarino, tra i più estesi di tutto il pianeta, e custode di un segreto che pare lasciare senza fiato chiunque visiti questa attrazione unica.

Cueva de los Verdes, attrazione imperdibile in un viaggio alle Canarie

La Cueva de los Verdes è una delle attrazioni più famose di Lanzarote, situata nel comune di Haría. È lunga circa 7 km – dei quali, solo 1,5 visitabili dal pubblico – ed è costituita da un complesso di gallerie, passaggi con volte suggestive e lagune sotterrane, che si estende dal vulcano Monte Corona alla costa, inabissandosi nel mare per 1500 metri nel cosiddetto Tunnel di Atlantide, uno dei più importanti tunnel di lava del mondo. Insieme ai Jameos del Agua, cui è collegata, la grotta è una parte del tubo vulcanico che si è formato in seguito all’eruzione del Corona, avvenuta all’incirca 4000 anni fa. Al suo interno sorprende un’inaspettata varietà di colori: rosso, dovuto all’ossido di ferro, giallo, per i fosfati, bianco, dato dal carbonato di calcio, nero, conferito dalla roccia basaltica.

Si narra che fosse anticamente utilizzata dalla popolazione locale per rifugiarsi dagli attacchi dei corsari barbareschi che periodicamente devastavano l’isola durante i secoli XVI e XVII, e che abbia preso il nome dalla famiglia Verdes, allevatori di bestiame nella zona circostante. A partire dal XIX secolo, la grotta è diventata una meta obbligata per i viaggiatori europei, gli studiosi e gli scienziati affascinati da questa singolare formazione vulcanica.

La grotta delle meraviglie a Lanzarote, custode di un segreto

Negli anni Sessanta, sotto la supervisione di Jesús Soto, sono stati eseguiti interventi architettonici all’interno della grotta per renderla una delle attrazioni più ambite dell’isola e di tutte le Canarie. Nel rispetto dell’ambiente naturale, la mano dell’artista si è limitata a valorizzare lo straordinario percorso che conduce alla scoperta di questa meraviglia, con l’aggiunta di luci artificiali e suoni ambientali che esaltano le forme capricciose che la lava ha lasciato nel suo devastante passaggio, creando un’atmosfera di poetica bellezza. Il tutto riuscendo nell’impresa di mantenere un perfetto equilibrio tra Madre Natura e ingegno umano, consentendo, a chiunque voglia provare l’incredibile esperienza di scendere nelle viscere della Terra, di godere appieno del sorprendente paesaggio sotterraneo.

Cueva de los Verdes è oggi uno dei sette centri culturali dell’isola di Lanzarote. Il complesso naturale è stato dichiarato ufficialmente completo nel 1977, con l’aggiunta del sorprendente Auditorium, uno spazio unico al mondo, dove assistere a concerti speciali e altre attività culturali in un ambiente intimo e incredibilmente suggestivo. La particolarità della grotta vulcanica, la sua atmosfera, le caratteristiche del suono, la speciale illuminazione e la vicinanza dello spettatore al palco, trasformano ogni spettacolo in un incontro stimolante tra arte e natura. Il tour all’interno della Cueva de los Verdes comprende anche tre affascinanti aree: la Sala de las Estetas, la Garganta de la Muerte e la Puerta Mora.

Si dice, infine, che la grotta sia custode di un sorprendente segreto. Tuttavia, pare che possa essere conosciuto solo da coloro che l’hanno visitata o che la visiteranno, e che si impegnano a non divulgarlo. Non resta, quindi, che andare a vederla di persona per conoscerlo.

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Alla scoperta dei segreti di Roma sotterranea

Laghi, percorsi nascosti, catacombe, bunker e cripte antiche: questo e molto altro nascondono i sotterranei della capitale, la città eterna che non smette mai di stupire. Nella Roma sotterranea c’è un percorso pieno di fascino e storia che ben pochi conoscono, ma che si snoda per chilometri sotto i sampietrini incastonati del centro storico.

Dal Colosseo a Fontana Di Trevi le visite guidate di Roma nascosta sono una tappa fondamentale per chi non ne ha mai abbastanza della città più bella del mondo. Sapevi che è possibile visitare anche i sotterranei del Colosseo? E che nel complesso architettonico di Villa Torlonia Mussolini fece costruire un rifugio antiatomico nelle profondità del sottosuolo?

Scopriamo insieme quali altri segreti nasconde Roma sotterranea, e come visitare questi esclusivi luoghi nascosti.

Visita nei sotterranei del Colosseo: una tappa da non perdere

Iniziamo il tour dal simbolo di Roma e dell’Impero Romano, il Colosseo, lo storico monumento più famoso del mondo. Molti di noi lo avranno visitato, ma non tutti sanno che nasconde anche una vasta area sotterranea dove i gladiatori si preparavano per gli spettacoli. Il nome tecnico di queste aree è ipogei, costruiti durante il regno di Domiziano in seguito al termine della costruzione esterna del Colosseo.

Si trattava in effetti di un vero e proprio backstage dell’anfiteatro, dove i protagonisti si rifugiavano in cerca di un momento di tranquillità durante l’attesa. Anche gli animali venivano posti in queste aree sotterranee, collegate con l’arena principale attraverso una lunga serie di tunnel. Oggi questi luoghi si sono conservati, ma hanno subito l’effetto dell’erosione da parte degli agenti atmosferici e degli elementi naturali.

Una visita nei sotterranei del Colosseo ti riporterà indietro nel tempo, facendoti rivivere le emozioni della Roma imperiale. Per non perdere questa occasione ti consiglio di partecipare a un tour organizzato, che abbina l’accesso all’arena con una visita nei sotterranei e ai Fori Imperiali. Puoi trovare maggiori informazioni su questo tour guidato qui.

La Trastevere sotterranea

Nel pittoresco quartiere romano del Rione Trastevere il sottosuolo nasconde vere e proprie gemme sotterranee, tra cripte e affreschi questo percorso ti stupirà. È qui che, guidato da un archeologo esperto, potrai ammirare i resto della chiesa paleocristiana di San Crisogono, che apre le porte di uno scenario ancora più vasto risalente alla Roma del IV secolo, fatto di abitazioni romane, affreschi e ambienti di sepoltura dedicati alla martire Cecilia, con la sua basilica.

Trovandosi nel sottosuolo può sembrare un itinerario difficile, ma in realtà è adatto a tutta la famiglia e nel percorso è possibile camminare senza alcuna difficoltà.

Se vuoi visitare la Trastevere sotterranea puoi partecipare a un tour guidato, come puoi immaginare questa zona è visitabile solamente con una visita organizzata e una guida esperta.

I laghetti sotterranei di Monteverde

Questa scoperta sensazionale risale solamente ai primi anni ’30, quando alcuni speleologi si trovarono davanti a una serie di piccoli laghetti sotterranei con acqua limpida e cristallina, provenienti da una cava di tufo, nei pressi del complesso San Camillo Forlanini, un’importante istituzione ospedaliera di Roma. Si pensa che i pazienti in degenza nell’ospedale vi si rifugiassero durante la guerra.

Ma questa non è l’unica conformazione sotterranea di questo genere, che sembra infatti essere tipica di alcune zone romane, tanto che una stessa conformazione è stata rilevata anche sotto il Celio. Incredibile!

Un gruppo di esperti si è in seguito immerso nei cunicoli sotterranei alla scoperta di questi percorsi del sottosuolo romano, nel 2013, riportando alla luce un reportage fotografico sorprendente. Purtroppo questa come altre zone di Roma sotterranea non è accessibile ai visitatori, essendo territori impervi e ancora poco battuti. Senza dubbio il percorso dei segreti nascosti romani nel prossimo futuro potrà essere reso più accessibile anche ai cittadini e ai turisti, con le dovute modifiche.

Le Catacombe di San Callisto

Sappiamo già che Roma sotterranea offre tanti scenari appartenenti all’epoca romana antica, tra questi spiccano per il numero le cripte e le catacombe, di grande importanza per il loro significato simbolico e religioso.

Le catacombe romane si configurano come un lungo labirinto di vicoli, camere sepolcrali a 16 metri di profondità dove è facile perdersi senza l’aiuto di una guida esperta. Le catacombe sono antichissime e rappresentano un patrimonio culturale senza eguali, tra le più famose avrai forse sentito parlare delle Catacombe di Domitilla, o quelle di San Callisto, o della Cripta dei Frati Cappuccini, un ossario sotterranei nei pressi di Via Veneto che custodisce le ossa di circa 3700 monaci.

Non perderti l’esperienza di visitare questi antichi meandri cittadini, puoi scegliere tu la data e prenotare online una visita guidata in questi luoghi da brivido! Questo tour organizzato in particolare prevede anche un transfer da e per il centro di Roma. Importantissimo munirsi di acqua e scarpe comode per vivere al meglio l’esperienza. Se soffri di claustrofobia potrebbe non essere la visita giusta per te!

I sotterranei di Fontana Di Trevi

Se ti stai domandando cosa si celi sotto alla fontana più famosa al mondo te lo sveliamo noi: si tratta di una meravigliosa area archeologica scoperta di recente, risalente all’epoca di Nerone.

Si chiama Vicus Caprarius, o più romanticamente Città dell’acqua, ed è una vasta area occupata da una lussuosa residenza signorile attraverso cui passano alcune tubazioni alimentate dalla stessa acqua della fontana. La domus risale al IV secolo, e ad oggi è possibile visitarla: si tratta di un’esperienza unica, da non perdere per la sua straordinaria bellezza.

Se sei interessato puoi acquistare subito il tuo ingresso, ti verranno consegnate anche delle cuffie per ascoltare meglio la guida. L’incontro per la visita è direttamente a pochi passi dalla Fontana di Trevi, e il numero massimo di partecipanti è di otto persone. Durante la visita verrai a conoscenza di tutti i segreti di questa opera che tutto il mondo ci invidia.

Bunker e rifugi antiatomici

Il sottosuolo romano nasconde tra i suoi segreti anche alcuni importanti bunker antiatomici e antiaerei, fatti realizzare in epoche diverse durante le guerre come luoghi di protezione. Se ne contano almeno tre: il primo in corrispondenza della residenza mussoliniana di Villa Torlonia, mai usato perché non concluso; il secondo venne fatto costruire per volere dei Savoia nel Casale delle Cavalle Madri, con una struttura circolare che poteva ospitare anche le macchine, mentre il terzo si trova all’Eur, il quartiere romano fatto costruire sempre da Mussolini, sotto il palazzo degli Uffici, nato con lo scopo di proteggere i funzionari coinvolti nella realizzazione della mai conclusa esposizione universale.

Ci sarebbe un quarto bunker, fatto sempre costruire da Mussolini, sotto una delle due torri di Piazza Venezia. Il quarto bunker, come anche i precedenti, non è visitabile, ma secondo gli esperti avrebbe una pianta quadrata e si estenderebbe per 72 metri quadrati. Vi si accederebbe attraverso una scala in mattoni. Anche questo bunker non sarebbe mai stato usato da Mussolini.

Basilica San Giovanni in Laterano

L’importante famiglia dei Laterani lasciò a Roma molte testimonianze architettoniche nel quartiere di San Giovanni, uno dei più belli della città. Ne è simbolo la splendida Basilica di San Giovanni in Laterano, icona della città e custode di altri tesori a ben 6 metri di profondità dal pavimento di base.

Si tratta di un vasto complesso di costruzioni addirittura risalenti al I secolo d.C., i resti di un’epoca imperiale tra le più imponenti della storia mondiale.

Questo caseggiato è formato da una serie di ambienti che si susseguono in profondità, insieme a una fila di pilastri decorati. Sempre nei dintorni del caseggiato è visibile anche ciò che resta di una caserma del corpo a cavallo, gli Equites Singulares, risalente al II secolo d.C. durante la reggenza di Settimio Severo.

Puoi visitare San Giovanni in Laterano e i suoi splendidi sotterranei prenotandoti per una visita guidata, comprensiva di una visita nella cattedrale di Roma, così soprannominata, e di altre 4 meravigliose basiliche papali che insieme costituiscono il percorso della Roma Cristiana.

La storia che inizia all’interno delle navate continua sotto le chiese, lungo metri di aneddoti che potrai scoprire soltanto attraverso la guida di un esperto. Questo splendido tour dura 3 ore, puoi prenotarlo comodamente online e ricordati che nelle basiliche non è permesso indossare abiti corti e succinti.

Le visite guidate di Roma nascosta custodiscono momenti di sorprendente ispirazione, dove la storia del passato si intreccia con il presente negli angoli bui delle cripte e dei lunghi tunnel.

Quando già i tesori di Roma sembrano essere ineguagliabili per la cultura immensa che ci mostrano, la città ci svela ogni momento nuovi cunicoli pieni di informazioni, aneddoti, qualcosa che non sapevamo e di certo ancora ne scopriremo di nuovi.

Sotterranei nel Colosseo che un tempo erano occupati da gladiatori, domus signorili nascoste a metri e metri di profondità, cripte che ancora oggi nascondono i resti di importanti personaggi religiosi: la città eterna promette questo e tanto altro, come se il primato di città più bella del mondo non le bastasse ora ha deciso di regalare anche un percorso sotterraneo pieno di fascino e di storia antica, qualcosa che solo questa città può donare.