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QuFu in Cina, i luoghi di Confucio e non solo: cosa vedere

Hai mai sentito parlare di QuFu in Cina, la patria cinese di Confucio? Secondo la leggenda, è qui che sarebbe nato il filosofo. Ed è sempre qui, infatti, che il legame con Confucio è fortissimo: è possibile visitare il Tempio di Confucio, la Kong Family Mansion e il Tempio Yan Hui. La casa di Confucio è stata consacrata due anni dopo la morte dal Principe Lu. Ti portiamo alla scoperta della storia del luogo, con le attrazioni da non perdere.

QuFu in Cina, cosa vedere

QuFu dista sei ore in auto da Pechino, ed è una città che si trova esattamente nella provincia di Shandong, a due ore di autobus da Jinan. Il motivo principale per cui è famosa è sicuramente Confucio, i cui siti correlati al filosofo sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Questo territorio è unico al mondo, ha più di 2500 anni di storia e ha dato i natali al primo saggio della Cina.

Tempio di Confucio

L’edificio è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, e nelle sue vicinanze si trova anche una statua di Confucio alta circa 72 metri, realizzata in ottone e rinforzata in acciaio. Questo complesso è tra i più grandi in Cina, con diverse strutture, come la Sala Dacheng, la Sala del Riposo (che è dedicata alla moglie di Confucio) o ancora la Porta Dacheng, ovvero la Porta della Grande Perfezione.

Cimitero di Confucio (o Foresta di Confucio)

Il Cimitero di Confucio o Foresta di Confucio è dove è sepolto il filosofo, oltre a più di 70 generazioni dei suoi discendenti. Noi consigliamo di visitarlo per la spiritualità del luogo, oltre agli scultorei delle ere Ming e Qing, che vanno a decorare i siti delle tombe. Nel tardo pomeriggio, i turisti solitamente lasciano il posto, che diventa un luogo di silenzio in cui connettersi con la filosofia di Confucio.

Residenza della famiglia Kong

Il Palazzo della famiglia Kong si trova proprio a est del Tempio, ed è stato a lungo la residenza dei discendenti del filosofo. Si occupavano di curare il Tempio, oltre che il cimitero. Il primo palazzo è stato costruito nel 1038, per poi essere rifatto nel 1377, anno in cui è stato spostato dal Tempio (prima era comunicante). L’ampliamento è avvenuto nel 1503, e comprendeva ben 3 file di edifici con oltre 500 stanze. Il palazzo è andato distrutto nell’incendio del 1838, ma è stato ricostruito anche grazie ai fondi destinati dall’imperatore. Oggi conta quasi 500 stanze, e l’architettura è tipicamente cinese.

Montagna di Shimen

Per chi si trova a QuFu in Cina, visitare i Monti Shimen è un’occasione imperdibile. Non è solamente la patria di Confucio, ma è un luogo in cui ammirare uno spaccato autentico della Cina. I Monti Shimen prendono il nome dalle cime gemelle omonime: la vegetazione è piuttosto ricca, e c’è sempre un legame con il filosofo, poiché è qui che ha scritto il Libro dei Mutamenti. Diverse le attrazioni da non perdere, tra cui la residenza di Li Duyan, il Padiglione Qiushi e la residenza di Kong Shang, oltre al Tempio Shimen e alla Sala dei Mille Buddha.

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Prossima fermata Hoa Lu, l’antica capitale del Vietnam

A pochi chilometri da Hanoi – nella provincia di Ninh Binh – si trova, immersa in un luogo placido, tranquillo e, a tratti, sonnolento Hoa Lu: l’antica capitale del Vietnam. Più di mille anni fa questa città era un vivace punto di riferimento politico e culturale, scelta appositamente dal re Dinh Tien Hoang durante la dinastia Dinh (968-980 d.C.) come capitale grazie alla sua lontananza dai confini settentrionali della Cina, condizione che la faceva godere di una grande posizione strategica. Oggi, buona parte dei fasti, della ricchezza e dello splendore che la caratterizzavano sono andati perduti e, con essi, anche molti templi, mura e santuari. Nonostante ciò, ci sono ancora molte cose che l’ex capitale vietnamita può offrire a chiunque si accinga ad attraversare le sue strade, offrendo una fotografia affascinante di questa splendida terra. In questa guida abbiamo raccolto tutto quello che devi sapere su Hoa Lu per organizzare al meglio il tuo viaggio. Dalla storia alle cose da vedere, prepara lo zaino e parti per un viaggio nella storia del Vietnam!

Un tuffo nel passato: la storia di Hoa Lu

Per capire le origini di Hoa Lu è fondamentale ripassare la storia delle tre dinastie che ne hanno plasmato la storia. Di seguito trovi un piccolo riassunto dei protagonisti e delle vicende delle tre dinastie.

La dinastia Dinh (968-980)

Prima dell’unificazione, il Vietnam era suddiviso in piccoli regni e territori controllati da sovrani locali. Fu solo con l’ascesa di Dinh Bo Linh, generale militare di grande carisma e dalla forte leadership che, nel 968, il paese venne unificato e a governarlo fu proprio il generale che si autoproclamò imperatore prendendo il nome di Dinh Tien Hoang. Una delle prime mosse politiche dell’imperatore fu la fondazione del primo stato centralizzato del Vietnam, il Dai Co Viet. Come la storia ci insegna, non c’è Stato che tenga senza una capitale. Così, l’imperatore Dinh Tien Hoang scelse la città di Hoa Lu per questo ruolo centrale, proprio perché era immersa tra le montagne e circondata da corsi d’acqua diventando un punto di difficile accesso da parte degli invasori. Hoa Lu, in questo periodo storico, vide un e enorme sviluppo urbano con la costruzione di edifici, strade e templi. Tuttavia, il regno della dinastia Dinh ebbe vita breve, il suo imperatore venne ucciso insieme alla sua famiglia e il Vietnam piombò in un lungo periodo buio e incerto.

La dinastia Le (980-1009)

A succedere Dinh Tien Hoang, fu il generale Le Hoan che prese le redini dello stato mantenendo Hoa Lu come capitale. In questa fase storica, il Vietnam fu vittima di molti tentativi di invasione ma Le Hoan riuscì a difendere il suo Stato in modo impeccabile, accompagnandolo in una nuova fase di florido sviluppo del quale beneficiò anche la capitale stessa. Il suo status di centro di potere continuò ad accrescere a consolidarsi. Oltre all’importanza politica, Hoa Lu divenne anche un importante centro spirituale poiché la dinastia Le ne promosse lo sviluppo religioso e culturale ordinando la costruzione di templi e luoghi sacri dove poter onorare antenati e divinità.

La dinastia Ly (1009-1225)

Dopo la fine della dinastia Le, prese il trono Ly Thai To dando vita a una delle dinastie più longeve di tutta la storia del Vietnam: la dinastia Ly. Una delle mosse strategiche più significative del nuovo imperatore fu proprio il trasferimento della capitale del Vietnam dalla prosperosa Hoa Lu a Thang Long (quella che oggi conosciamo come Hanoi). La scelta di spostare la capitale fu giustificata dalla posizione strategica dell’attuale Hanoi su importanti rotte commerciali per l’intera regione e per l’epoca. Anche se Hoa Lu perse il suo titolo di capitale, la dinastia Ly ne promosse comunque lo sviluppo mantenendola un fulcro spirituale e culturale di grande rilevanza per il popolo vietnamita.

Hoa Lu oggi: cosa vedere cosa fare nell’antica capitale del Vietnam

Grazie al suo mantenimento nel corso dei secoli, oggi Hoa Lu è un’importante pagina di storia capace di raccontare l’identità culturale del Vietnam, nonché un luogo di grande bellezza naturale. Tra i resti delle sue mura e dei suoi templi sopravvissuti si rincorrono fatti storici, leggende e miti che ti invitiamo a scoprire qualora stessi progettando un viaggio in quella splendida terra che è il Vietnam. Abbiamo raccolto, in questa guida, tutte le esperienze da provare e le attrazioni da visitare durante la tua visita a Hoa Lu. Partiamo!

Cosa vedere a Hoa Lu: le attrazioni più importanti

Se ami la storia e le grandi testimonianze del passato, allora Hoa Lu ha molte cose da offrirti. Esplorandole una a una, le sue attrazioni ti prenderanno per mano e ti accompagneranno in un viaggio alla scoperta delle radici della splendida Hoa Lu. Ecco tutte le attrazioni che non devono assolutamente mancare all’interno del tuo itinerario di viaggio.

Tempio di Re Dinh Tien Hoang

Costruito in onore del primo imperatore del Dai Co Viet, il tempio dedicato a Dinh Tien Hoang, è una costruzione spettacolare, maestosa e imponente. Ad aggiungere un tocco di magia è senza dubbio la posizione del tempio in una cornice di splendide montagne che regalano uno scenario suggestivo capace di fare gola agli appassionati di fotografia. Varcando la soglia del tempio ti troverai di fronte a una grande statua raffigurante l’imperatore Dinh Tien Hoang e i suoi tre figli. Il tempio, costruito in legno, trasmette una forte sensazione di solennità che palesemente affonda le radici in una storia millenaria.

Tempio di Re Le Dai Hanh

Più piccolo del tempio Dinh, nelle vicinanze di quest’ultimo si trova il santuario dedicato a Le Dai Hanh, fondatore della dinastia Le. Nonostante le dimensioni più ridotte, l’esterno del tempio gode di una bellezza eterea e la sua presenza è, ancora oggi, simbolo di grande rilevanza per la vita spirituale vietnamita. L’interno è altrettanto suggestivo, con la statua dell’imperatore e con il suo piccolo museo di reperti storici.

Pagoda Nhat Tru

Tempio buddista a Hoa Lu in Vietnam

Fonte: iStock

Meravigliosa porta del Tempio buddista a Hoa Lu, Vietnam

Un altro edificio d’importanza spirituale è la Pagoda Nhat Tru, la cui traduzione letterale è: pagoda della colonna unica. Visitando questo splendido monumento religioso del X secolo ti troverai a fare i conti con una delle testimonianze più antiche di architettura religiosa vietnamita. Questa pagoda deve il suo nome alla grande colonna in pietra che si erge al suo centro e sulla quale sono incise decorazioni e iscrizioni buddiste. Quando sarai qui chiudi gli occhi, goditi il silenzio e la tranquillità che questo luogo ti trasmette e, se lo vorrai, potrai anche provare a chiuderti in un momento di profonda meditazione.

Grotta di Am Tien

Questo sito storico è, senza dubbio, uno dei luoghi più intrisi di fascino dell’ex capitale del Vietnam. Incastonata in un meraviglioso scenario naturale, la grotta è circondata da un lago placido e da scogliere che si tuffano a picco nelle sue acque. Oltre al forte impatto visivo di questo luogo, ciò che ne determina il fascino è soprattutto la sua storia. La Grotta di Am Tien, infatti, fu adibita in origine a prigione durante la dinastia Dinh e questa vicenda diede vita ad alcune splendide leggende che continuano a essere narrate e trasmesse di generazione in generazione. Una visita in questo luogo siamo sicuri ti toglierà il fiato.

Cosa fare a Hoa Lu: le esperienze da provare assolutamente

Oltre a passeggiare per l’antica capitale del Vietnam, respirare la sua atmosfera storica e visitare le sue attrazioni più iconiche, ci sono anche diverse esperienze che potrai provare mentre ti troverai lì e sono:

  • Partecipare a escursioni in barca: da Hoa Lu partono diverse escursioni organizzate in barca alla scoperta delle località limitrofe di Trang An o Tam Coc. Queste due destinazioni sono celebri per la loro bellezza surreale, punteggiate da grotte carsiche, corsi d’acqua cristallini e grandi formazioni rocciose.
  • Visitare le colline vietnamite e i campi di riso: un’altra attività imperdibile è un’escursione attraverso i sentieri che ti conducono ai campi di riso e alle colline circostanti. Lasciati trasportare dalla voglia di scoperta ed esplora gli incredibili paesaggi rurali del Vietnam.
  • Prova la cucina tipica di Hoa Lu: se sei uno di quei viaggiatori che per entrare in sintonia con un luogo ha bisogno di scoprire a tutti i costi la sua tradizione culinaria, allora Hoa Lu saprà stupirti. Potrai sederti in qualche ristorante locale e provare i piatti tipici della capitale, come la carne di capra di montagna, il riso bruciato o la lumaca di montagna.

Hoa Lu: informazioni utili per organizzare il viaggio

Dopo averti narrato la storia dell’antica capitale del Vietnam e dopo averti mostrato cosa puoi vedere e cosa puoi fare in questa splendida città, è il momento di aiutarti a organizzare la tua visita. Di seguito trovi una schema con tutte le informazioni utili e pratiche per la pianificazione della tua esplorazione di Hoa Lu.

  • Quando visitarla: il momento migliore per visitare Hoa Lu è la stagione secca, e cioè da ottobre ad aprile. In questi mesi potrai godere di un clima ottimale caratterizzato da temperature miti e assenza di piogge. I mesi estivi, invece, andrebbero evitati in quanto il caldo potrebbe diventare particolarmente aggressivo e le piogge più frequenti.
  • Come raggiungerla: l’antica capitale del Vietnam si trova a circa 100 km a sud di Hanoi. Le modalità più semplici per raggiungerla sono l’autobus – prendendolo dalle stazioni di Giap Bat o My Dinh di Hanoi – e il treno i cui biglietti costano da 90.000 a 200.000 VND.
  • Costi di accesso: visitare Hoa Lu richiederà il pagamento degli ingressi ai luoghi principali, inclusi i due templi. La maggior parte delle attrazioni costano circa 20.000 VND (meno di 1 euro). Alcune attrazioni – tra cui la Grotta di Am Tien – possono richiedere un biglietto extra con prezzi che oscillano intorno ai 30.000 VND.

Con questa guida ti abbiamo raccontato tutto su Hoa Lu, l’antica capitale del Vietnam. Ora non ti resta che preparare le valigie e partire per questo incredibile viaggio nel tempo, alla scoperta di una delle epoche più affascinanti dell’intera storia del Vietnam. Lasciati accompagnare dai fatti e dalle leggende, per scoprire i templi dedicati ai grandi imperatori, le sue mura storiche e i suoi magnifici palazzi. Ascolta le storie degli antenati, ammira le splendide bellezze naturali che Hoa Lu ha da offrire e tuffati in un’esperienza senza eguali. Nonostante il tempo sia passato come una grande pioggia monsonica e abbia cancellato molti degli edifici storici, Hoa Lu è, ancora oggi, un luogo estremamente affascinante e suggestivo dove storia e leggenda, miti e racconti – trasmessi di generazione in generazione – riecheggiano tra i suoi edifici narrando incredibili storie fatte di disfatte e di conquiste, di successi e di insuccessi. Lasciati stupire dalla tranquillità della Grotta di Am Tien, dall’imponenza dei templi di Dinh Tien Hoang e Le Dai Hanh e dalla serenità della Pagoda Nhat Tru e rifletti sul coraggio e la resilienza che il popolo vietnamita ha sempre dimostrato di avere, superando enormi avversità. Noi siamo pronti a scommettere che Hoa Lu sarà capace di rubarti un pezzetto di cuore, e tu?

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Bandung, la “Parigi di Giava”: le migliori attività da fare

Ti trovi a Giacarta e non sai cosa fare nei dintorni? Siamo in Indonesia, uno dei Paesi più belli da visitare, e nei dintorni della Capitale, a poco più di 3 ore di auto, si trova Bandung, tra le principali attrazioni da non perdere. A renderla tanto speciale, il suo passato, le difficoltà che ha superato e il movimento Art Déco: conosciuta come la “Parigi di Giava”, è amatissima per le attività offerte, oltre che per il patrimonio culturale e le boutique dove fare acquisti.

Cosa vedere a Bandung

Sono tante – forse troppe! – le cose da fare e da vedere a Bandung, persino in una giornata. Ecco perché abbiamo pensato di suddividere le attrazioni, in modo tale da consentirti di scegliere quelle su misura per te. In ogni caso, qui puoi immergerti nella cultura locale, magari fermandoti per 1 o 2 giorni, e concederti una serata a Braga Street, uno dei centri della movida, tra musica dal vivo e locali dove provare l’autentica cucina indonesiana. Fondata nel 1810 dagli olandesi, Bandung ha avuto uno sviluppo importante e piuttosto rapido: è tra le città più importanti in Indonesia e sede di alcune delle migliori università del Paese.

NuArt Sculpture Park

Si trova a Bandung ed è un parco di 4 ettari finanziato dallo scultore Nyoman Nuarta, di origini balinesi. Tra i più grandi parchi di sculture in Indonesia, si basa sulla filosofia Tri Hita Karana: qui è fortissimo il legame tra le persone e la natura, per preservare l’ambiente. Puoi visitarlo tutti i giorni (è chiuso il lunedì) dalle 8.30 fino alle 17.00.

Museo Geologico

Vuoi scoprire la storia geologica dell’Indonesia e del territorio? Il punto di riferimento è il Museo Geologico di Bandung, che è stato fondato nel 1928, proprio durante il periodo coloniale olandese. La collezione è piuttosto vasta e include rocce, minerali e fossili.

Braga Street

Via centrale di Bandung, vero e proprio snodo della città, passeggiare qui ti permette non solo di provare la cucina più autentica, magari bevendo una birra, ma di fare acquisti nei negozi d’arte e di sentire costantemente la musica di sottofondo (anche dal vivo). La vita notturna a Braga Street è un’occasione per riscoprire l’atmosfera europea in Indonesia.

Grande Moschea di Bandung

Conosciuta con il nome di Masjid Raya Bandung, è uno dei luoghi di culto più importanti, ed è possibile visitarla chiedendo il permesso. Con un po’ di fortuna, potrai accedere al minareto (l’edificio, però, non si può visitare durante i rituali).

Il mercato galleggiante di Lembang

Immagina la possibilità di prendere parte a un’esperienza immersiva nel mercato galleggiante di Lembang: le bancarelle galleggiano letteralmente sul lago artificiale e c’è la possibilità di raggiungerle mediante canoe e pedalò. Sono previste attività per grandi e piccini (persino il giro in trenino).

Saung Angklung Udjo

Questo centro culturale di Bandung è un vero e proprio caleidoscopio di colori: un punto di riferimento per conoscere (davvero) la cultura del posto, dove ammirare le esibizioni di angklung. Destinazione turistica culturale e persino educativa, presenta un’arena per spettacoli e un centro artigianale di bambù, oltre a un laboratorio dove vengono realizzati gli strumenti musicali di bambù. L’obiettivo del posto è di preservare e contribuire allo sviluppo della cultura sundanese.

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Cosa vedere a Bogor: le migliori attività da non perdere

Stai sognando di visitare l’Indonesia? Molto probabilmente in cima alla tua wishlist ci sono Bali e Giacarta ma se vuoi scoprire l’anima più autentica di questa terra voglio suggerirti un vero gioiellino, Bogor. Si trova solo a 60 km dalla capitale ed è famosa per gli spazi verdi ma soprattutto per diventare una fuga dalla frenesia della città che ti assicuro ti travolgerà. Qui avrai modo di approfondire la cultura e la storia: ma cosa vedere? Ti guido step by step per organizzare una gita a Bogor.

Il giardino botanico di Bogor

Chi sogna una vacanza in Indonesia, dopo aver visto Bali ormai un must in cima ai trend di moltissimi viaggiatori e Giacarta potrebbe pensare di esplorare i dintorni. Tra i motivi principali che attirano i viaggiatori qui c’è il giardino botanico: uno dei più antichi e grandi giardini botanici del mondo, con oltre 200 anni di storia. La prima tappa imperdibile a Bogor è senza dubbio il giardino botanico, uno dei più antichi e grandi giardini botanici del mondo, con oltre 200 anni di storia e più di 80 ettari custodisce una collezione di più di 15.000 specie tra alberi e piante. Una curiosità? Potrai scoprire un numero maggiore di 400 tipologie di palme e rimarrai a bocca aperta in una serra con oltre 3.000 specie diverse di orchidee. Da qui potrai persino scorgere il palazzo presidenziale di Bogor dove ancora oggi si svolgono alcuni incontri ufficiali.

Cascate di Curug Nangka

Spostandosi leggermente dalla città di circa 20 km con delle escursioni organizzate potrai raggiungere le cascate di Curug Nangka. Perfette anche per chi non è un abile camminatore esperto di trekking, sono facili da visitare grazie alle strade collegate e percorribili sia in auto sia in moto. La vista è effetto wow.

Tempio Taoista di Hok Tek Bio

Nella zona collinare e panoramica della città sorge questo tempio taoista che oggi è un luogo di culto per tutta la comunità cinese; con statue, draghi e torri dà modo di scoprire una cultura molto lontana da quella europea ma ricchissima di fascino.

La cucina di Bogor

Un viaggio a Bogor non può dirsi completo senza assaggiare la sua cucina tradizionale. Uno dei piatti più famosi è il Soto Mie Bogor, una zuppa di noodles con carne, verdure e spezie, dal sapore unico e avvolgente. Te lo consiglio proprio come comfort food ma potrai poi lasciarti tentare da snack local come i lontong, torte di riso avvolte in un foglio di banano.

Bogor, la città della pioggia

Una delle cose più curiose di Bogor è il suo clima. La città è conosciuta come la “città della pioggia”; il soprannome non è casuale e le è stato attribuito registra uno dei tassi di precipitazione più alti dell’Indonesia. Non lasciarti scoraggiare dal meteo, gli acquazzoni sono frequenti ma brevi, seppur intensi. Il cielo poi si ripulisce rapidamente facendoti vivere un ambiente molto fresco e piacevole in cui passeggiare.

Come arrivare a Bogor

Non preoccuparti sulle difficoltà di collegamento, non solo in auto o in moto, anche con i mezzi pubblici puoi raggiungere Bogor da Giacarta: utilizza un treno partendo dalla stazione Gambir e in poco più di un’ora arriverai a destinazione.

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Passeggiando per Colaba: il quartiere vivace di Mumbai

A sud di Mumbai, in India, si trova un affascinante quartiere antico dove il tempo sembra essersi fermato. Edifici dallo stile coloniale, strade affollate, caffè che pullulano di vita e mercati con un grande viavai di persone; Colaba è l’esatta fotografia della vivacità e del brio che, da sempre, caratterizzano l’India e, in particolare, la sua capitale. Se hai letto Shantaram e ti ha tenuto incollato alle sue pagine, allora questo quartiere saprà conquistare il tuo cuore. In questa guida abbiamo raccolto tutte le informazioni che ti servono per conoscere meglio questa gemma di Mumbai e appuntarti nel tuo itinerario di viaggio cosa fare e cosa vedere a Colaba per vivere un’esperienza indimenticabile.

Colaba: un po’ di storia

Per scoprire l’essenza di questo splendido quartiere di Mumbai, è fondamentale fare un tuffo tra le pagine della sua storia. Nonostante le sue origini risalgano a epoche ben precedenti all’era coloniale britannica, le informazioni antecedenti al 1600 sono piuttosto vaghe e frammentarie. Grazie a qualche testimonianza scritta, sappiamo che l’intera regione era popolata da una comunità di pescatori – i Koli – che diedero il nome al quartiere. Colaba, infatti, deriva dal termine Kolabhat, il cui significato è proprio “terre dei Koli”. Le testimonianze più dettagliate sul vibrante quartiere della capitale dell’India provengono dall’epoca coloniale britannica, a partire dal XVII secolo. Durante questo periodo storico l’isola passò sotto il dominio degli inglesi che ne plasmarono l’identità trasformandola in un centro nevralgico della città, non solo per la sua importanza strategica e commerciale, ma anche per il suo sviluppo come zona residenziale di lusso. I coloni inglesi impreziosirono il quartiere costruendo splendidi edifici in stile coloniale, molti dei quali sono ancora visibili, e l’area divenne sede di importanti centri amministrativi e politici. Dall’800 il quartiere subì un veloce e importante sviluppo urbano che ne portò all’espansione. A testimoniare il florido periodo per il quartiere c’è il Gateway of India, edificato nel 1924 per celebrare la visita di Re Giorgio V e della Regina Maria. Oggi Colaba è una delle zone più belle di Mumbai e, ogni anno, attira milioni di visitatori che vogliono immergersi nella storia e nella cultura della città.

Cosa vedere e cosa fare a Colaba

Colaba è un quartiere che va visitato a piedi e con il naso all’insù. Perditi tra le sue stradine e scopri gli affascinanti contrasti che lo rendono un luogo così unico nel suo genere. Osserva come l’imponente architettura coloniale britannica – che puoi ritrovare nei suoi palazzi – viene addolcita dalla vivacità e dal brio dei suoi mercati. Mentre cammini per le sue strade, attiva tutti i sensi e lasciati trasportare in una passeggiata che difficilmente potrai scordare. In questa guida abbiamo raccolto una lista di cose che che devi assolutamente vedere in questa perla nascosta della meravigliosa Mumbai

Colaba Causeway

Il Colaba Causeway è una via commerciale famosa per essere uno dei mercati più vivaci e frequentati della capitale indiana. Un luogo ricco di vita, con un’atmosfera che difficilmente si può trovare altrove e che restituisce una fotografia ben precisa dell’anima caotica di Colaba. Punto d’incontro per i locali e meta imperdibile per i visitatori, qui puoi lasciarti incantare dalla quantità spropositata di oggetti, gioielli, abiti e tessuti che ogni piccola bottega ha da offrire. Non perdere l’occasione di osservare la pratica della contrattazione e, perché no, di metterti alla prova in questa vera e propria arte commerciale.

Gateway of India

Questo monumento è una delle attrazioni più iconiche di tutta Mumbai. Come hai letto prima, è stato costruito nel 1924 per commemorare la visita di Re Giorgio V e della sua consorte, la Regina Maria. Alto circa 26 metri, l’arco è stato un testimone silenzioso di grandi eventi storici; il più importante fra tutti? La partenza delle ultime truppe inglesi nel 1948 che sancì la fine del dominio britannico in India. Situato sul porto di Mumbai, da qui partono molte piccole escursioni in barca che ti porteranno a scoprire la zona portuale. Oggi questo luogo attira locali e visitatori offrendo delle splendide viste sul Mar Arabico.

Colaba Observatory

Fondato nel 1826, è uno dei primissimi osservatori meteorologici dell’India. Il Colaba Observatory veniva utilizzato per compiere studi climatici e geofisici. L’edificio non è aperto al pubblico, ma un passaggio di fronte a questo luogo di interesse è d’obbligo per tutti gli appassionati di scienza e storia.

Cowasji Jehangir Hall

Dopo una perla per chi ama la scienza, ecco una chicca per tutti gli appassionati d’arte: la Cowasji Jehangir Public Hall. Un edificio di grande bellezza e importanza storica costruito nel 1911 e utilizzato fino agli anni ‘50 come auditorium. Nel 1996 divenne sede della National Gallery of Modern Art di Mumbai e, oggi, ospita moltissime opere d’arte moderna indiana e internazionale. Se stai visitando Mumbai e vuoi fare due passi per Colaba, controlla il sito della galleria e scopri il suo fitto calendario di mostre ed eventi culturali.

Cattedrale del Santo Nome

Proseguendo la tua passeggiata per Colaba, nel cuore di Mumbai, fermati presso La Cattedrale del Santo Nome. Una chiesa cattolica risalente al 1905 e costruita in stile neogotico, una delle estetiche preferite dai coloni britannici. Le vetrate colorate, i grandi affreschi e le decorazioni che impreziosiscono la cattedrale ti toglieranno il fiato. Una tappa imperdibile se desideri scoprire il patrimonio religioso e culturale di Mumbai.

Prong’s Lighthouse

Situato sulla punta di Colaba, c’è questo magnifico faro inaugurato nel 1875. Il Prong’s Lighthouse gode del primato di uno dei fari più antichi dell’intera regione e, ancora oggi, svolge la sua funzione di punto di riferimento per le navi che entrano nel porto di Mumbai. Il faro non è aperto ai visitatori ma offre comunque un punto d’arrivo durante la tua passeggiata per Colaba, nonché un ottimo punto fotografico per immortalare la bellezza del porto della capitale dell’India.

I Sassoon Docks

Costruiti nel 1875 dalla famiglia Sassoon, i Sassoon docks sono una delle poche aree portuali di Mumbai aperte al pubblico. Qui potrai fare una passeggiata e scoprire la vita del porto, con le barche di pescatori che vanno e vengono e che mettono in atto le proprie attività commerciali, soprattutto ittiche. Fermati a osservare il viavai dei pescatori e lasciati incantare da queste pratiche che avvengono sullo splendido sfondo del porto di Mumbai.

David Sassoon Library

Sempre restando nel patrimonio culturale lasciato dalla famiglia Sassoon, a Colaba si trova anche la David Sassoon Library, una delle biblioteche più antiche di Mumbai, edificata nel 1870. Al suo interno ospita un’ampia collezione di manoscritti storici che, ogni anno, attirano appassionati e studiosi. Anche l’edificio merita una menzione, grazie alla sua meravigliosa architettura neogotica. La biblioteca è aperta al pubblico e i visitatori possono accedervi tutti i giorni dalle 8.00 alle 21.00.

Leopold Café

Un’ultima perla, prima di passare alle informazioni più tecniche per organizzare al meglio la tua visita è il Leopold Café. Situato nel cuore di Colaba è un locale iconico, fondato nel 1871. Crocevia di persone, è stato – ed è tuttora – un punto d’incontro per viandanti, expat e locals. Il caffè è diventato celebre grazie al romanzo di Gregory David Roberts, Shantaram, che lo ha utilizzato come una delle location centrali attorno alla quale si susseguono le vicende dei protagonisti del romanzo. Fortemente danneggiato durante gli attentati del 2008, è stato riportato al suo splendore originario e, oggi, resta un importante simbolo di forza e resilienza. Non perderti l’occasione di vivere una magica esperienza sedendoti in uno dei suoi tavolini e provando qualche pietanza della cucina tradizionale indiana.

Visitare Colaba: cosa sapere prima di partire

Palazzo storico a Colaba

Fonte: iStock

La facciata decorata di un palazzo a Colaba, nel cuore di Mumbai

Prima di organizzare la tua visita a Colaba, è importante tenere a mente alcune informazioni. Da come raggiungerla a cosa portare con te, ecco tutte le nozioni di cui hai bisogno per organizzare al meglio la tua visita e non farti cogliere impreparato.

  • Quando visitare Colaba: Colaba è attiva tutto l’anno, ma i periodi migliori per visitarla sono da gennaio ad aprile. Da aprile a giugno, nella stagione calda, può essere sconveniente visitare le attrazioni all’aperto, così come durante la stagione dei monsoni a luglio e agosto.
  • Cosa portare con te: camminerai tanto quindi ricordati di portare con te crema solare, occhiali da sole e tanta, tanta acqua. Anche un paio di scarpe comode non è assolutamente da sottovalutare.
  • Come raggiungerla: Colaba si trova nella zona meridionale di Mumbai, puoi raggiungerla a piedi dal centro della capitale o utilizzando i mezzi pubblici. Qualora fosse il tuo punto di arrivo direttamente dall’aeroporto per raggiungerla ci vorrà un’ora di auto.

Per concludere, Colaba è un quartiere che conquista. Con la sua anima vivace e la sua miscela di storia, cultura e modernità è il quartiere perfetto per una passeggiata dalle molteplici sorprese. Passando dal Leopold Café al Gateway of India e soffermandosi nei suoi splendidi mercati e affascinanti gallerie d’arte, Colaba ha tanto da offrire a chiunque voglia immergersi nelle sue strade e, di fatto, nella sua anima.

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Clima e temperatura a Pechino: quando visitare la capitale della Cina

La Cina è un paese così grande da poter offrire molti diverse tipologie climatiche. Per questo motivo, è sempre bene informarsi in modo approfondito sulle condizioni metereologiche della propria destinazione. Per molti viaggiatori, Pechino è la porta della Cina: molti voli aerei approdano proprio nella capitale e da lì si inizia a prendere contatto con la nazione stessa, la sua storia e la sua bellezza.

Come sono clima e temperatura a Pechino? La prima cosa che possiamo dirti è che le stagioni seguono lo stesso andamento temporale dell’Italia, dato che Pechino è nell’emisfero boreale. Al di là di questo, i diversi periodi dell’anno richiedono di arrivare in Cina con un bagaglio davvero diverso. Partirai in pantaloncini corti e canottiera o con piumino e sciarpa al seguito? Scoprilo ora.

L’inverno a Pechino: metti in valigia sciarpa e guanti

Dal punto di vista turistico, l’inverno è un’ottima stagione per visitare Pechino, proprio perché è considerata bassa stagione. C’è un’unica eccezione: il periodo del Capodanno cinese, che cambia ogni anno ma che, tendenzialmente, arriva a febbraio. Come mai è considerata bassa stagione? La risposta è proprio nel clima e la temperatura della capitale cinese.

L’inverno a Pechino è rigido e secco. Non si può di certo lesinare con questo concetto. La posizione geografica di Pechino la rende particolarmente vulnerabile ai venti gelidi che arrivano direttamente dalla Siberia. Le temperature possono scendere sotto lo zero, con minime che spesso arrivano intorno ai -10°C. In passato, in città cadeva spesso la neve: attualmente, i cambiamenti climatici hanno portato a nevicate molto più occasionali. , anche se le nevicate non sono molto frequenti. Questa è la stagione giusta per sfoggiare outfit tipicamente invernali e decisamente caldi e protettivi.

La primavera a Pechino: giacca antivento e tanta voglia di colore

La primavera è considerata uno dei periodi migliori per visitare Pechino, soprattutto dal punto di vista del meteo. Va tenuto conto che, spesso, clima e temperatura differiscono di molto tra la prima parte della stagione e la seconda. Marzo risente, a volte, ancora della vicinanza dell’inverno.

Parlando, però, di medie stagionali, il clima è mite e le temperature oscillano tra i 10°C e i 25°C, rendendo le giornate piacevoli e soleggiate. Tuttavia, tra marzo e aprile la città potrebbe essere raggiunta fenomeni particolari come le tempeste di sabbia provenienti dal deserto del Gobi. Questo fenomeno può rendere l’aria secca e poco piacevole ma, fortunatamente, non durano mai troppo.

La primavera è una stagione in cui l’umidità di Pechino è bassa: il cielo rimane terso e, quindi, si notano di più gli splendidi colori di molti celebri monumenti della città come, per esempio, il Tempio del Cielo. Un elemento imprescindibile per la tua valigia, in questa stagione, è una giacca antivento.

Tempio del Cielo

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Tempio del Cielo

L’estate a Pechino: vestiti leggeri ma felpa sempre pronta

Estate, a Pechino, fa rima con umidità. L’estate nella capitale della Cina è calda, afosa e spesso piovosa. Le temperature arrivano a 35°C, ma possono superare i 40°C durante ondate di calore. La città è soggetta al monsone estivo, che porta piogge abbondanti, soprattutto tra luglio e agosto. A causa dell’umidità elevata, la sensazione di calore può essere opprimente, rendendo le visite turistiche meno piacevoli.

Questo è un periodo che richiede vestiti leggeri ma anche una felpa sempre a portata di mano: molti luoghi come ristoranti e hotel usano molto l’aria condizionata e lo sbalzo tra temperatura interna ed esterna può essere importante e, soprattutto, immediato. Meglio essere pronti a coprirsi per svestirsi di nuovo quando si esce.

L’autunno a Pechino: giacca leggera e voglia di esplorare

Con l’arrivo dell’autunno, clima e temperatura a Pechino tornano piacevoli e a favore di un viaggio di scoperta della Cina. Le precipitazioni intense cessano, lasciando il passo a un clima mite e stabile, con temperature tra i 15°C e i 25°C e cieli limpidi. L’umidità si abbassa, lasciando tregua a chiunque ami camminare in giro per la città.  Cosa mettere in valigia? Praticamente le stesse cose che si portano in primavera, con una giacca leggera e tanta voglia di conoscere la bellezza della Cina sempre pronti a seguirti nelle tue giornate. Che sia questa la stagione perfetta per visitare la Città Proibita?

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Al Hamra, la città dell’Oman tutta da scoprire

Situata nella regione di Ad Dakhiliyah, nel nord-est dell’Oman, a circa 200 chilometri dalla capitale Muscat, Al Hamra è un’antica città che sorge arroccata alle pendici meridionali dei monti di Akhdar. Nota anche come Hamra Al Abryeen, deve il suo nome alla tribù Al Abri, che qui ha trovato casa da secoli. Fondata oltre 400 anni fa, Al Hamra è una città che incanta per la sua autenticità e la capacità di trasportare i visitatori indietro nel tempo, in un luogo che sembra sospeso tra passato e presente.

Un tuffo nel passato, tra antiche case e il souq

Cuore di Al Hamra è il suo antico centro storico, raccolto attorno a una piazza e un souq dove tra vari venditori frutta e verdura fresca, spezie aromatiche e tessuti tradizionali, è possibile osservare anche uno degli ultimi produttori di halwa, un dolce tipico omanita, ancora all’opera. Le case tradizionali, tra le più antiche e ben conservate di tutto l’Oman, sono considerate un vero capolavoro di architettura vernacolare. Spesso addossati alla parete rocciosa, questi edifici si elevano su due, tre e persino quattro piani, con soffitti sorretti da travi di legno di palma, coperte da tetti di fango e paglia.

Passeggiare tra i vicoli di Al Hamra, fiancheggiati da case di mattoni di fango che creano un’atmosfera quasi surreale, è un’esperienza decisamente affascinante. Tuttavia, come in molte altre zone del Paese, anche qui molte delle abitazioni tradizionali sono state progressivamente abbandonate.

È facile perdersi tra le stradine tortuose, che si aprono improvvisamente su viste mozzafiato dell’oasi sottostante, una rigogliosa, quanto inaspettata, distesa verde circondata dalle montagne desertiche. Si tratta di una delle più grandi piantagioni di palme da dattero del paese, che si può anche visitare per scoprire i metodi di coltivazione e raccolta di questi dolcissimi frutti.

Bait al Safah, un museo vivente di antiche tradizioni

Tra le principali attrazioni della città, la più interessante è il Bait al Safah. Si tratta di un museo vivente, ospitato in una casa tradizionale restaurata con grande cura, che offre la possibilità di immergersi nella vita quotidiana omanita di secoli fa.

All’interno, si possono ammirare oggetti e arredi d’epoca che ricostruiscono l’atmosfera di un tempo, ma soprattutto i visitatori vengono accolti da alcuni anziani abitanti del villaggio che mostrano come veniva preparato il pane, come si macinava il caffè e la farina o si produceva l’olio di ginepro, regalando un’esperienza autentica e unica.

Non lontano dal Bait al Safah, si trova Beit al Jabal, un’altra antica abitazione di Al Hamra aperta al pubblico, meno curata ma altrettanto suggestiva. Qui l’ambiente è più rustico, con muri di mattoni di fango grezzi che racchiudono una collezione polverosa di antichi manufatti come spade, monete e utensili, che trasportano i visitatori indietro nel tempo.

Al Hamra, Bait al Safah

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Al Hamra, anziana donna del villaggio al museo Bait al Safah

Il villaggio di Misfat Al Abryeen

Nei pressi di Al Hamra, sorge il villaggio di Misfat Al Abryeen, una delle perle nascoste dell’Oman. Questo incantevole borgo, con le case in pietra ocra e i vicoli tortuosi, ricorda un paese medievale e si può facilmente esplorare a piedi, addentrandosi tra le stradine strette e le scalinate che portano fino all’antico sistema di irrigazione, detto falaj, circondato da rigogliose palme e bouganville, che è un luogo di pace e tranquillità.

Seguendo il percorso dell’acqua, si arriva fino a una gola rocciosa, dove il falaj scompare sotto una grande roccia. Lungo il cammino, si possono notare i canali secondari che si diramano dal falaj, utilizzati per irrigare i campi terrazzati sottostanti.

Da non perdere, a Misfat, anche una sosta all’antica torre di guardia, attualmente in rovina, che si erge sopra il villaggio e offre una fantastica vista panoramica sulle colline circostanti. Questo antico baluardo, che pare abbia più di mille anni, rappresenta la testimonianza di un passato ricco di storia e tradizione.

Jabal Shams e la grotta di Al Hoota

A breve distanza da Al Hamra, si erge maestosa Jabal Shams, la montagna più alta dell’Oman, che domina il paesaggio con i suoi oltre 3.000 metri di altezza. Ai piedi del monte si trova la grotta di Al Hoota, una delle più grandi del mondo e la prima a essere stata aperta al pubblico nella Penisola Arabica.

La grotta è un luogo altamente suggestivo, formatasi oltre 2 milioni di anni fa grazie all’erosione della roccia calcarea causata dalle acque acide. Solo una piccola parte della grotta, circa 500 metri su un totale di 4,5 chilometri, è accessibile ai visitatori, ma è sufficiente per rimanere affascinati dalla sua primordiale bellezza. All’interno, si possono ammirare stalattiti, stalagmiti e formazioni rocciose uniche, tra cui il celebre “leone” della grotta, plasmato dall’acqua nel corso di milioni di anni.

La grotta ospita anche un ecosistema unico, con quattro laghi sotterranei, di cui uno accessibile ai visitatori. Lungo 800 metri e profondo fino a 15 metri, è l’habitat di una rara specie di pesce cieco, il garra barreimiae, noto localmente come bu naseh. Oltre ai pesci, la grotta e i suoi laghi sono popolati da pipistrelli, artropodi, molluschi, ragni, lumache e coleotteri acquatici.

Lo spettacolare Wadi Bani Awf

Oltre la grotta di Al Hoota, si apre lo spettacolare Wadi Bani Awf, una delle discese off-road più memorabili di tutto l’Oman. Un percorso mozzafiato che attraversa il massiccio dei monti Hajar, offrendo panorami straordinari e un’esperienza di guida che mette alla prova anche i conducenti più esperti. Il tracciato, spesso accidentato a causa delle piogge, può richiedere fino a tre ore per essere completato, ma è senza dubbio uno dei punti più scenografici del Paese.

La geologia dell’Oman è uno spettacolo unico, con rocce che raccontano milioni di anni di storia del nostro pianeta. L’Oman si trova all’incrocio tra la placca continentale araba e quella oceanica eurasiatica, e questo incontro ha dato vita alla catena montuosa dei monti Hajar, che si estende per oltre 700 chilometri. La mancanza di vegetazione nelle montagne ha reso visibili complessi processi geologici, creando paesaggi di straordinaria bellezza e interesse scientifico.

Anche per questo, la visita di Al Hamra e dei suoi dintorni è un tuffo indimenticabile nel cuore dell’Oman più autentico, tra meraviglie naturali, antiche tradizioni e paesaggi mozzafiato. Un’esperienza da non perdere per chi desidera scoprire la vera essenza di questo straordinario Paese.

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Alla scoperta di Sapa, l’estremo nord del Vietnam

Nel cuore dell’estremo nord del Vietnam si nasconde Sapa, un luogo che sembra uscito da un sogno. Tra montagne avvolte nella nebbia, terrazzamenti di riso che sembrano estendersi all’infinito e villaggi che conservano tradizioni antiche, Sapa è un mondo a parte lontano dal caos delle città e perfetto per chi cerca natura, autenticità e avventura da fissare nei ricordi di viaggio. Se stai cercando un posto dove il tempo sembra scorrere ad un ritmo diverso, dovei paesaggi si trasformano in quadri viventi, Sapa ti conquisterà al primo sguardo. Ti sarà utile sapere che Sapa può essere visitata in qualsiasi periodo dell’anno, ma le stagioni migliori sono la primavera e l’autunno quando il clima è più mite e i paesaggi sono al loro massimo splendore. Se sceglierai di visitare Sapa in inverno, sappi che troverai temperature molto fredde e nevicate a volte intense, porta con te abbigliamento comodo da trekking e un impermeabile, le piogge possono arrivare improvvisamente.

Le risaie terrazzate di Muong Hoa

Uno degli scenari più iconici di Sapa sono sicuramente le risaie terrazzate di Muong Hoa, un capolavoro della natura e dell’ingegneria contadina. Le colline, scolpite dai contadini Hmong e Dao per coltivare il riso, formano paesaggi spettacolari soprattutto durante la stagione del raccolto. Tra maggio e ottobre, queste risaie si tingono di un verde brillante per trasformarsi via via in un dorato intenso avvicinandosi ad ottobre e al periodo del raccolto. Camminare tra questa risaia terrazzata è un’esperienza che immerge nella vita locale e si potrebbero incontrare sia contadini al lavoro che bambini che giocano tra i campi.

Il villaggio di Cat Cat

Situato a pochissimi km da Sapa c’è il villaggio di Cat Cat, una delle mete più amate del Vietnam per chi ama scoprire le culture autoctone e in questo caso quella degli Hmong. Nonostante il turismo abbia apportato alcuni cambiamenti, qui è ancora possibile assaporare uno stile di vita autentico. Le case tradizionali sono costruite con legno e bambù, ma a rendere tutto molto idilliaco sono i piccoli ruscelli e le cascate adiacenti, tra cui la Cat Cat Waterfall, la cascata più bella della regione. Fare un tuffo nelle tradizioni locali significa scoprire che il villaggio Cat Cat è famoso per la tessitura e la produzione di indumenti di lino.

Il monte Fansipan, tetto dell’Indocina

Per chi ama le montagne, una delle attrazioni imperdibili di Sapa è senza dubbio il monte Fansipan, chiamato ‘’il tetto dell’Indocina’’, con i suoi 3143 metri è la vetta più alta del Vietnam ed è anche una delle sfide irresistibili per gli escursionisti. Ma se non sei appassionato di trekking, sappi che è possibile raggiungerne la cima con una moderna funivia in pochissimi minuti. Una volta in vetta,  la vista è mozzafiato con le montagne a perdita d’occhio e le nuvole che sembrano quasi sfiorarti, esperienza che ti farà sentire letteralmente in cima al mondo.

Il mercato di Bac Ha

Per vivere un’experience autentica e scoprire la cultura delle minoranze etniche che popolano la regione, il mercato di Bac Ha è una tappa obbligatoria. Qui ogni domenica i gruppi etnici del nord del Vietnam si radunano per poter vendere i proprio prodotti agricoli, artigianali e tessili. I colori dei costumi tradizionali delle donne Flower Hmong con abiti riccamente decorati, creano un contrasto affascinante con il verde delle montagne circostanti, qui inoltre potrai acquistare tessuti fatti a mano, gioielli artigianali e provare piatti tipici.

Il villaggio di Ta Phin

Se cerchi un’esperienza più intima e meno turistica il villaggio di Ta Phin è il luogo giusto. Qui vive la minoranza etnica Dao, conosciuti per i loro costumi rossi e i bagni curativi, qui potrai scoprire la vita rurale nel suo stato più autentico. Potrai visitare le vicine grotte, immergendoti in un paesaggio incontaminato o rilassarti con un tradizionale bagno alle erbe Dao, queste erbe sono famose per i loro effetti benefici e rilassanti sul corpo, soprattutto dopo aver affrontato una giornata di trekking.

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La Baia di Ha Long in Vietnam, creata da draghi leggendari

C’è un posto, in Vietnam, che è Patrimonio dell’Umanità e che sembrerebbe essere stata creato dal potere di alcuni draghi. Parliamo della Baia di Ha Long, prezioso tratto di mare nel Sud del Paese che si distingue per essere costellato di isole, isolotti e faraglioni calcarei, tanto da attirare numerossissimi visitatori provenienti da ogni angolo del mondo.

Baia di Ha Long, info utili

La Baia di Ha Long (o di Halong) è una suggestiva insenatura che sorge nel golfo del Tonchino, in territorio vietnamita. Parte della provincia di Quang Ninh, è un susseguirsi di migliaia di isolette calcaree (se ne contano circa 2000) con numerose grotte carsiche, che creano un paesaggio che pare uscito direttamente da un libro di fiabe.

Una baia da sogno, quindi, e che si trova 164 km a est della Capitale Hanoi, non lontano dal confine con la Cina, il cui nome tradotto vuol dire “dove il drago scende in mare”.

Delle varie isole presenti, solamente una quarantina sono abitate, mentre le restanti, o almeno la maggior parte di loro, sono dei piccoli affioramenti. Quando ci si ritrova al cospetto di una meraviglia della natura come questa l’emozione è più che assicurata, anche perché l’area copre oltre 1500km², trasmettendo la sensazione di essere di fronte a un quadro infinito impreziosito da spettacolari faraglioni risalenti a 500 milioni di anni fa.

Non vi sorprenderà sapere, quindi, che oltre a rientrare ufficialmente tra i Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, la Baia di Ha Long è anche una delle Sette Meraviglie Naturali del Mondo.

Halong Bay, Vietnam

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La Baia di Ha Long al tramonto

Come visitare la Baia di Ha Long

Senza ombra di dubbio, il modo migliore per visitare questo spettacolo della natura è salendo a bordo di una crociera, che può essere effettuata in giornata oppure nell’arco di 2 o 3 giorni, con pernottamento direttamente nell’imbarcazione.

L’offerta è ampissima, e come è possibile intuire i prezzi possono variare in base al periodo, alla durata della crociera, l’itinerario proposto e la categoria della barca (più o meno lussuosa). Se siete interessati a una gita di un giorno con pranzo incluso, potete approfittare di questa crociera su un’imbarcazione particolarmente interessante e che permette di godersi il viaggio al massimo.

A disposizione ci sono anche crociere in partenza da Hanoi con sosta presso l’Isola di Ti Top, la meta regina della Baia di Ha Long, da dove osservare il panorama più famoso e fotografato di questo angolo di Vietnam. Anche in questo caso il pranzo è incluso.

Cosa vere ad Ha Long

Come accennato in precedenza, le crociere che conducono al cospetto di questo luogo da sogno possono variare il loro itinerario anche in base al periodo dell’anno, ma qual che è certo è che alcune tappe sono assolutamente imprescindibili. Grotte e piccoli villaggi dei pescatori non passeranno di certo inosservati, così come alcune spiagge che lasciano senza fiato.

Le grotte più belle

Le grotte più belle della Baia di Ha Long sono:

  • Hang Dau Go: composta di tre camere raggiungibili tramite 90 gradini. Sfoggia soffitti che raggiungono i 25 metri di altezza e il suo nome deriva dal ruolo che essa stessa svolse durante le battaglie del XIII secolo con i mongoli, quando la gente del posto immagazzinava pali di legno, usati per distruggere le navi degli invasori;
  • Hang Thien Cung: parte dello stesso sistema di grotte di Hang Dau Go, presenta formazioni calcaree a forma di “cavolfiore”, nonché stalattiti e stalagmiti.
  • Hang Sung Sot: ovvero la Grotta della Sorpresa, la più grande e più bella di tutta la Baia di Ha Long grazie alle sue stalattiti luccicanti e dalle forme particolarmente bizzarre.
Hang Thien Cung, Vietnam

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Hang Thien Cung, spettacolo vietnamita

Le isole più belle

Presso la Baia di Ha Long ci sono tantissime isole che vale la pena esplorare in kayak, in barca a remi o a piedi:

  • Isola di Tuan Chau: piena di spiagge, ville, resort, campi da golf, caffè, negozi di souvenir e spettacoli quotidiani;
  • Isola di Ti Top: bisogna salire circa 450 scalini per raggiungere la sua cima, ma lo spettacolo da lassù vale davvero tutta la fatica provata. Dalla sommità, inoltre, si può persino prendere il sole per poi scendere a fare un bagno in una spiaggia lambita da un mare da sogno;
  • Isola di Soi Sim: il suo nome vuol dire pianta di mirto rosa, perché il suo territorio ne è pieno al punto che in estate si riempie di fiori viola. Ideale per il kayak e il nuoto, offre anche diverse possibilità di trekking;
  • Isola di Cat Ba: è una delle più grandi ma anche un paradiso per coloro che amano la natura e l’esplorazione.

Le spiagge da non perdere

Infine le spiagge, che di certo sono una delle meraviglie di questo prezioso angolo di mondo:

  • Spiaggia di Ti Top: situata sull’omonima isola, ha un fascino incontaminato grazie alla sua sabbia bianca posta a forma di mezzaluna, a sua volta accarezzata da acque cristalline in cui osservare facilmente i fondali;
  • Spiaggia di Soi Sim: anch’essa si trova sull’isola che porta il suo nome e seppur piccola è un vero gioiellino.
  • Spiaggia di Dao Khi: bellissima e situata su Monkey Island.
Ha Long, spiagge top

Fonte: iStock

Una delle spiagge della Baia di Ha Long

La leggenda del Drago di Ha Long

Secondo una curiosa leggenda, in un tempo assai lontano gli abitanti di Ha Long vennero attaccati ripetute volte da invasori provenienti dal mare. La situazione era davvero drammatica, fino a che una famiglia di draghi decise di aiutare la popolazione locale.

Fu così che queste creature leggendarie iniziarono a sputare gemme e diamanti nella baia, che poco dopo si trasformarono in migliaia di isole e faraglioni che diedero vita a una sorta di (meravigliosa) barriera naturale, contro la quale molte imbarcazioni nemiche andarono a schiantarsi.

Gli invasori vennero piano piano eliminati e al temine delle battaglia i draghi s’insediarono stabilmente in questa affascinante baia. Ecco perché Ha Long, in vietnamita, significa “Il luogo in cui il drago scese in mare”.

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Da Milano all’Himalaya, lascia tutto per “ritrovarsi” in Asia. La storia di Martina

Ha lasciato tutto in Italia, una carriera da marketing manager, un lavoro fisso, un marito e una famiglia per regalarsi un “gap year”, un anno sabbatico, durante il quale cercare la propria dimensione. L’Asia è il continente della sua anima ed è quello che ha scelto per il suo viaggio interiore, dal Kerala all’Himalaya. Una scelta sicuramente non facile, ma che spesso tutti quanti noi sogniamo di fare. basta avere coraggio e Martina D’Aguanno l’ha avuto. Ecco la sua storia.

Martina, puoi raccontarci qualcosa di te e perché hai scelto questo curioso nickname?

Proviamo a partire da cosa ho fatto fino al 2023 e come è cambiata la mia vita nel 2024. Per 20 anni ho vissuto a Milano e sono stata una esperta di comunicazione e marketing nel turismo e, grazie al mio lavoro, ho viaggiato molto. Sono però laureata in Scienze Politiche Internazionali e nella comunicazione ci sono finita per caso, spinta dalla voglia di cominciare a lavorare e rendere concreta la mia indipendenza. Prima dell’arrivo dei social media, per un certo periodo della mia vita il mio soprannome è stato “Nina”. Quando ho dovuto scegliere un nickname, ho cominciato a giocare con le parole perché Nina era ovviamente già stato preso in tutte le sue declinazioni. Da Nina a Night e poi Ninight il passo è stato breve. Non ci ho pensato molto, mi calzava, mi corrispondeva. Un nickname, come un alter ego, deve essere intimo, come la notte.

Hai mollato tutto per prenderti un periodo sabbatico, perché?

Ho maturato la decisione a gennaio 2024, durante un ritiro di meditazione e yoga in silenzio. Quando metti a tacere il rumore intorno a te, risuona quello interiore. Ecco, per me è stato così. Abbiamo l’illusione di avere a disposizione la scatola del tempo futuro, quella in cui custodiamo i desideri che non abbiamo il coraggio di mettere in atto oggi. Quella scatola non esiste, abbiamo solo il tempo presente e quando me ne sono resa conto, è stato un risveglio. Era finito l’amore con la mia vita precedente, e quando finisce un amore, è definitivo. Era vitale ristabilire la congiunzione tra vita vissuta e vita desiderata. Così ho dato le dimissioni, lasciato una carriera da marketing manager e a metà aprile sono partita per il mio anno sabbatico in Asia.

Come hanno reagito le persone intorno a te a questa decisione?

Mio marito ha vissuto con me tutto il processo decisionale e, come me, lo riteneva necessario per il mio benessere. Stiamo insieme da 17 anni, al confronto otto mesi sono poca cosa se un rapporto è solido. Mi ha sostenuta e incoraggiata; in questi mesi non è stato sempre facile, è stato necessario impostare la relazione in una dimensione di lontananza. Il mio antidoto è stato quello di condividere tutto, il più possibile. Le altre persone importanti della mia vita – i miei pilastri in questi mesi – hanno capito. Anche con loro il rapporto è inevitabilmente cambiato, con alcuni ha raggiunto un tale livello di profondità che mi ha stupito.

Perché hai scelto l’Asia?

Praticando yoga e meditazione, non ho mai avuto dubbi che l’Asia fosse il continente della mia anima, così come mi era chiaro che il viaggio fosse la mia dimensione della ricerca della mia felicità. L’Asia per me è magnetismo puro e qui mi sono sempre sentita a mio agio, soprattutto quando ho detto sì e accolto tutte le esperienze in cui mi sono imbattuta. Qui ho capito che il Caso non esiste, non esiste la Fortuna, esiste solo il Karma. La mia decisione, l’azione di partire intendo, è stata karmica.

Puoi raccontarci qualche tua esperienza insolita durante questo periodo?

Mi vengono in mente almeno due episodi bizzarri e surreali, entrambi legati in qualche modo ai monsoni. Il primo ad Hanoi, in Vietnam: una sera mi sono riparata da una improvvisa pioggia torrenziale in un ristorante di street food molto locale. Il menu era solo in vietnamita e nessuno parlava inglese; ho ordinato tre piatti in base ai miei numeri preferiti riportati accanto. Mi sono ritrovata a mangiare pesce essiccato, tofu fritto e lumache di mare. Il locale era pieno di vietnamiti che avevano finito di lavorare e io ero evidentemente la strana attrazione della serata con cui tutti volevano parlare pur senza capirci.

Il secondo è legato al mio primo incontro con le sanguisughe. Facendo trekking al campo base dell’Annapurna (Nepal, ndr) se ne incontrano molte lungo il cammino alla fine della stagione dei monsoni. Sembrano piccoli filamenti marroni attaccati alle piante con una parte protesa verso il sentiero. Basta passare accanto ed è fatta, te le ritrovi ovunque. Il primo giorno sei in preda al disgusto e a un accenno di disperazione, dal secondo in poi impari a togliertele da sola dal collo, dalle braccia, dalle gambe con l’aiuto di una foglia.

Un po’ viaggio itinerante, un po’ smart working, un po’ relax e meditazione: è questo il segreto della felicità?

Sono un’anima nomade, forse irrequieta, senza dubbio questa è la formula della mia felicità. Questa profonda consapevolezza è arrivata in questi mesi, soprattutto facendo trekking sul versante nepalese dell’Himalaya. Camminare in montagna per me è sempre stata meditazione in movimento; farlo tra le vette più alte del mondo ha sbloccato un nuovo livello di autocoscienza. A ogni passo andavo più in profondità.

Himachal-Pradesh_India

Fonte: @Martina D’Aguanno

Himachal Pradesh, nell’India settentrionale sull’Himalaya

Consiglieresti di fare questa scelta così coraggiosa?

Consiglierei a tutti di fermarsi e chiedersi se la vita che stanno vivendo è davvero quella desiderata. Abbiamo solo il momento presente e solo la vita che decidiamo di vivere. C’è troppo in ballo per non porsi questa domanda, poi ognuno trova la sua personale risposta. Essere felici è un dovere che abbiamo verso noi stessi, ma prima è necessario interrogarsi e conoscersi. Vivere una vita tranquilla non basta, dobbiamo fare di tutto per essere felici.

Hai avuto qualche ripensamento?

Letteralmente mai. Ho capito che questa è la mia dimensione; in Asia, in viaggio, mi sento completamente connessa con me stessa, io all’ennesima potenza, la miglior versione di me. Molti hanno definito la mia scelta coraggiosa, in realtà è stato un atto di intelligenza emotiva: per la prima volta mi sono davvero ascoltata e ho agito di conseguenza. Il coraggio è stato necessario dopo, non tanto perché sto viaggiando da sola, ma per sostenere i momenti di solitudine e per rimanere fedele al mantra che sta dettando tutte le scelte di questo viaggio e di vita: scegliere persone, luoghi, esperienze che aggiungono tempo o energia positiva, le altre le lascio andare.

Quando torni (se torni) in Italia?

Tornare in Italia in tempo per Natale è sempre stato nei miei piani. Confesso però che acquistare il biglietto di ritorno è stato difficile. Ho rimandato quel momento per tanto tempo; le ragioni che mi hanno spinta a partire sono ancora valide, ma adesso è come se mi vedessi nella mia completezza, adesso vita vissuta e vita desiderata cominciano a coincidere. L’ultima parte del mio viaggio sarà in India; dopo tanti mesi vagabondi, adesso sento il bisogno di approfondire. Ho scelto lo Stato del Rishikesh, culla dello yoga e della scuola di meditazione himalayana. Vorrei tornare e condividere quello che ho imparato; adesso vedo le tracce del nuovo futuro che sto costruendo.