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L’Amerigo Vespucci fa tappa ad Ancona (ma è già sold out)

Dopo la tappa di Trieste e quella di Venezia del 28-30 marzo prossimi, la Amerigo Vespucci, la nave più bella del mondo della Marina Militare Italiana arriva anche al porto di Ancona per il suo Tour Mediterraneo. L’ammiraglia potrà essere visitata l’1 e 2 aprile. Le prenotazioni per visitare la nave ad Ancona sono state aperte il 18 marzo e sono andate subito esaurite.

L’Amerigo Vespucci ad Ancona

La nave scuola può essere visitata gratuitamente, previa prenotazione online, martedì 1 e mercoledì 2 aprile presso il Molo Clementino, anche se la Vespucci arriverà nel porto di Ancona, uno dei principali porti italiani per traffico passeggeri, il 31 marzo, proveniente dalla tappa precedente veneziana. Orari di visita: 1 aprile 15:30 – 20:00; 2 aprile 17:00 – 21:00. La visita della Vespucci non è guidata, ma i membri dell’equipaggio saranno felici di rispondere a tutte le domande lungo il percorso.

Cosa aspettarsi durante le visite a bordo

  • Esplorare l’interno della nave, scoprendo le cabine degli ufficiali, i ponti e gli strumenti di navigazione storici;
  • Approfondire la storia e le missioni dell’Amerigo Vespucci, grazie alle guide esperte presenti durante il tour;
  • Ammirare l’artigianato navale che rende unico questo veliero, considerato un simbolo di eccellenza italiana nel mondo.

Da sapere: si consiglia di indossare scarpe comode durante la visita a bordo. Non sono ammesse scarpe aperte o con il tacco. Gli animali non sono permessi; i cani di piccola taglia possono essere portati solo in braccio. Non sono consentiti passeggini né carrozzine.

Come prenotare e visitare gratis l’Amerigo Vespucci?

Come già accennato, le visite a bordo dell’Amerigo Vespucci sono gratuite, ma è necessario prenotare con anticipo. Le prenotazioni sono disponibili esclusivamente tramite il sito ufficiale o i profili social ufficiali del Tour Mediterraneo. È importante tenere d’occhio gli aggiornamenti sui canali social per conoscere l’apertura delle prenotazioni e altre novità. La prenotazione può essere effettuata per un massimo di quattro persone e darà accesso gratuito alla nave Vespucci e al Villaggio IN Italia.

Ogni porto è un’occasione per vivere un’esperienza unica, con un programma di attività che unisce tradizione e innovazione. Il Villaggio IN Italia, allestito in ogni tappa, completa l’offerta culturale con esposizioni tematiche e laboratori interattivi.

L’evento è reso possibile grazie alla collaborazione tra diversi enti istituzionali, tra cui il ministero della Difesa e la Presidenza del Consiglio dei ministri, ed è organizzato da Difesa Servizi Spa. Questo progetto sottolinea l’importanza di valorizzare il patrimonio storico e culturale italiano, promuovendo al contempo un turismo accessibile e sostenibile.

Dopo essere stata impegnata per 20 mesi nel tour mondiale, aver percorso oltre 46mila miglia, raggiunto 35 porti, toccato 5 continenti ed essere stata indicata come Chiesa Giubilare per il Giubileo 2025 (a bordo c’è un edificio religioso), la nave Amerigo Vespucci è dunque arrivata anche in Italia, per la gioia di tutti gli italiani.

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Fonte: Ufficio stampa

La splendida nave scuola Amerigo Vespucci
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Alla scoperta di Castelfidardo, la Città della Fisarmonica

Castelfidardo è un affascinante borgo marchigiano della provincia di Ancona, dove storia, musica e artigianato si intrecciano in un racconto di sicuro interesse. Abitato fin dal Paleolitico, come testimoniano i reperti in selce rinvenuti lungo il fiume Musone, ha visto il suo sviluppo moderno tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, quando i primi borghi fuori le mura, come quello del Sole e delle “Casine”, iniziarono a prendere forma.

Oggi Castelfidardo è celebre in tutto il mondo come la “Capitale della Fisarmonica“, un’eccellenza artigianale che ha dato vita a strumenti musicali capaci di narrare storie e culture lontane. Camminando senza fretta lungo le vie si percepisce l’anima vibrante di un paese che ha saputo fondere la sua eredità storica con un’identità attuale e dinamica.

Dove si trova Castelfidardo

Adagiato su un colle ondulato, Castelfidardo sorge tra i fiumi Aspio e Musone, nelle Marche. Il paesaggio che lo abbraccia è un mosaico di verdi prati, campi coltivati e dolci declivi che si aprono verso l’orizzonte. In lontananza, il Monte Conero si staglia come un guardiano silenzioso, che veglia sulla Riviera Adriatica e sulla selva di Castelfidardo.

Una simile posizione privilegiata lo rende non soltanto un luogo di rara bellezza, ma anche un punto strategico per chi desidera conoscere da vicino le meraviglie naturalistiche e culturali delle Marche.

Cosa vedere a Castelfidardo

Il cuore di Castelfidardo si sviluppa sulla sommità di uno sperone roccioso, un centro storico raccolto e suggestivo, in parte ancora protetto dall’antica cinta muraria. Le fortificazioni medievali si intravedono nelle due porte superstiti e in alcuni tratti delle mura, testimoni di un passato ricco di eventi.

Centro storico di Castelfidardo

Fonte: Ph @Stanislava Karagyozova – iStock

Passeggiata nel centro storico di Castelfidardo

Monumento Nazionale delle Marche

Nel Parco delle Rimembranze si erge l’imponente Monumento Nazionale delle Marche che celebra la storica battaglia di Castelfidardo del 18 settembre 1860. Fu in tale scontro che l’esercito sabaudo, guidato dal generale Enrico Cialdini, sconfisse le truppe dello Stato Pontificio, aprendo la strada all’annessione delle Marche e dell’Umbria prima al Regno di Sardegna e poi, nel 1861, al neonato Regno d’Italia.

Realizzato nel 1912 dallo scultore veneziano Vito Pardo, è un capolavoro di bronzo e travertino bianco di Ascoli Piceno e raffigura un gruppo di soldati in marcia, carichi di fierezza e determinazione, guidati da un fiero condottiero che incarna lo spirito patriottico dell’epoca. Alle spalle, si cela una piccola cripta in stile assiro, un gioiello nascosto impreziosito dagli straordinari lavori decorativi dei Maestri Giustini e Sollazzini di Firenze.

Porta Vittoria

Il principale accesso al borgo è rappresentato da Porta Vittoria, un tempo chiamata Porta Marina per la posizione rivolta verso il mare.

Costruita nel 1775, la sua architettura è semplice, con un orologio che spicca sulla sommità. Restaurata di recente, è il punto d’ingresso ideale per immergersi nell’atmosfera di Castelfidardo.

Palazzo Tomasini e le grotte ipogee

Appena varcata la porta, ci si imbatte nel settecentesco Palazzo Tomasini, che dal 1850 ospita il Convento di Sant’Anna con piccola cappella annessa. Ma il vero tesoro si trova al di sotto: un affascinante sistema di grotte ipogee scavate nella pietra plio-pleistocenica.

Realizzate tra il Trecento e il Quattrocento, le gallerie sotterranee, a sette metri di profondità, erano utilizzate come cantine, depositi e rifugi. I cunicoli, alti tre metri e larghi uno e mezzo, si sviluppano per oltre cento metri in una struttura rettangolare suddivisa in quattro corridoi decorati con nicchie.

Piazza della Repubblica e gli edifici storici

Piazza della Repubblica a Castelfidardo

Fonte: Ph @clodio – iStock

Scorcio notturno di Piazza della Repubblica a Castelfidardo

Passeggiando tra le vie del centro, si arriva a Piazza della Repubblica, cuore pulsante del paese. Qui si affacciano edifici storici di grande fascino: il Palazzo Priorale Comunale, risalente al XIV secolo, la Torre Civica del Cinquecento e la Collegiata di Santo Stefano Protomartire.

Quest’ultima, nata come pieve nel 1289 e divenuta collegiata nel 1743, si distingue per l’ampia e luminosa navata a croce latina. Al suo interno, opere d’arte di pregio come la statua di San Tommaso (1510), l’”Ultima Cena” di Felice Pellegrini (1594) e un raffinato bassorilievo in ceramica dipinta.

Il Museo del Risorgimento

Come accennato, Castelfidardo è stato teatro della celebre battaglia del 1860 e il Museo del Risorgimento, tra le sale di Palazzo Mordini, ne conserva la memoria.

Qui sono infatti esposti oltre 130 reperti storici, tra armi, medaglie, fotografie e dipinti, oltre alla tromba del XXVI battaglione Bersaglieri Castelfidardo, simbolo di quel tempo. Un percorso immersivo che ripercorre la storia della lotta per l’Unità d’Italia.

La Chiesa di Santa Maria della Misericordia

Chiesa quattrocentesca, cattura lo sguardo con la facciata armoniosa, il portale in pietra d’Istria e il timpano decorato con un bassorilievo della Madonna della Misericordia.

All’interno, oltre a uno splendido presepe artistico permanente, si può ammirare un pavimento in laterizio cinquecentesco con eleganti motivi geometrici.

Il Museo Internazionale della Fisarmonica

Sotto il Palazzo Comunale si trova una delle istituzioni più rappresentative del borgo: il Museo Internazionale della Fisarmonica.

Si tratta di un’esposizione unica nel suo genere che raccoglie circa 350 modelli di fisarmoniche e organetti, suddivisi in sei sale tematiche dedicate ai grandi maestri della costruzione e ai virtuosi dello strumento. Un’area del museo ricrea un antico laboratorio artigianale, così da svelare i segreti di questa arte secolare.

Il Monumento alla Fisarmonica e al Lavoro

Non lontano dal centro storico, lungo via Matteotti, spicca il Monumento alla Fisarmonica e al Lavoro, maestosa scultura in bronzo alta sette metri, opera di Franco Campanari.

La statua raffigura Ermes, mitico inventore della lira, che stringe tra le mani una fisarmonica, mentre alla base sono scolpite scene della lavorazione artigianale e ritratti di celebri musicisti.

Curiosità su Castelfidardo

Via del centro storico di Castelfidardo

Fonte: Ph @Stanislava Karagyozova – iStock

Scorcio del centro storico di Castelfidardo

Passeggiando per Castelfidardo, è impossibile non notare la facciata del Palazzo del Comune, dove sono incise le antiche unità di misura locali, il “braccio” e il “mezzo braccio“. Alzando lo sguardo, si possono ammirare le merlature guelfe, l’orologio in travertino del 1775 e la campana ottocentesca. All’interno, il Salone degli Stemmi e le storiche carceri raccontano secoli di storia grazie ai loro sontuosi soffitti decorati.

Un’altra storia coinvolgente è quella di Paolo Soprani, il contadino che divenne l’artefice della fama di Castelfidardo nel mondo. Tutto ebbe inizio nel 1863, quando un viandante nordico portò con sé un organetto. Ospitato dalla famiglia Soprani, il giovane Paolo, incuriosito dallo strumento, lo smontò per studiarne il funzionamento. Da quel momento iniziò a produrre fisarmoniche, dando vita a un’eccellenza artigianale senza pari.

A conferma del primato del borgo nella costruzione di strumenti musicali, nel 2001 il Maestro artigiano Giancarlo Francenella ha realizzato la fisarmonica più grande del mondo: alta 2,53 metri, larga 1,90 metri e pesante 200 kg. Oggi è esposta nel suo laboratorio in Piazza della Repubblica ed è inserita nel Guinness dei Primati.

Castelfidardo è una meta che incanta, dove ogni angolo risuona di storia e musica e regala ai visitatori un’esperienza indimenticabile.

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In Italia esiste un borgo pittoresco dove la follia è di casa

Nel cuore delle Marche, immerso nell’entroterra della regione a pochi chilometri dal mare, esiste uno dei luoghi più suggestivi, affascinanti e seducenti del nostro Paese.

Arroccato su un colle che domina il fiume Nevola, e circondato tutto intorno da vigneti e campi di girasole, Corinaldo è una delle mete turistiche d’eccellenza in Europa come testimonia il titolo di Borgo più bello d’Italia e la Bandiera Arancione conferita dal Touring Club Italiano.

È un patrimonio immenso e straordinario, quello del borgo marchigiano, che vede fondere storia, tradizione e spiritualità in un paesaggio che lascia senza fiato. Ma c’è qualcos’altro che affascina e attira viaggiatori e turisti da tutto il mondo, qualcosa che non si può spiegare ma solo scoprire e vivere: la follia che da sempre caratterizza questo luogo e i suoi abitanti.

Il paese dei matti e dei Santi

Matti e Santi hanno vissuto e convissuto in questo luogo per secoli lasciando testimonianze visibili e percettibili ancora oggi all’interno del borgo.

Perché Corinaldo è il Paese dei Santi lo sappiamo tutti. Qui, il 16 ottobre del 1980, nacque Maria Goretti, venerata come Santa e martire dalla Chiesa Cattolica. All’interno del borgo è possibile seguire un itinerario spirituale che ci porta alla scoperta dei luoghi della Santa, come la sua casa natale e il santuario che preserva le sue reliquie.

Perché il borgo in provincia di Ancona sia considerato folle, invece, non tutti lo sanno. Possiamo anticiparvi però che l’appellativo ha a che fare con gli abitanti del luogo e con le loro leggendarie storie, con curiosità e aneddoti che ancora oggi aleggiano misteriosamente tra le strade del paese.

I matti di Corinaldo

C’è un libro che spiega perfettamente perché Corinaldo è considerato il paese dei matti, o meglio, lo fanno le storie raccolte in questo testo. Ne I matti di Corinaldo di Mario Carafòli sono narrate alcune delle vicende che hanno contribuito a questo bizzarro appellativo ricavate dalle memorie del Cavalier Nicola Bolognini Bordi.

C’è la storia del signor Atavico, un cacciatore che tutte le notti svegliava le persone del paese per informarle sulle condizioni meteorologiche del giorno dopo. C’è quella del signor Gecco che, ubriaco, si gettò completamente nudo nella fontana del borgo e per questo venne arrestato. Si natta anche di un certo Pietrino Del Mosciuto che scrisse una lettera all’allora presidente del consiglio Francesco Crispi lamentandosi di non essere stato consultato prima di far entrare l’Italia in guerra.

Queste sono solo alcune delle bizzarre storie raccontante nel libro e che riguardano gli abitanti del luogo. Ma Corinaldo, tra tradizioni folcloristiche e luoghi leggendari, continua a stupire.

La casa di Scuretto, la leggenda del Pozzo e il Passaporto da Matto

Per scoprire le altre strambe storie di Corinaldo basta una passeggiata nel borgo. È attraverso questa che possiamo andare alla scoperta della casa di Scuretto, un bevitore accanito che per dimostrare al figlio di non spendere tutti i soldi nelle osterie del borgo fece costruire solo la facciata di una casa, per dimostrare ai suoi familiari che era una persona responsabile. La casa, in realtà, non fu mai costruita, ma al suo posto c’è la facciata con tanto di numero civico e finestre.

A Corinaldo celebre è anche la leggenda del Pozzo della Polenta, luogo iconico situato proprio sulla scalinata della Piaggia. La storia vuole che qui un contadino si gettò per raccogliere la polenta caduta nel pozzo senza risalire più. Le donne del paese, per sfamarlo, si recavano sul luogo ogni giorno per lanciargli salsicce e altri alimenti per sfamarlo.

E se questo ancora non vi bastasse per considerare Corinaldo un luogo folle, allora dovete raggiungere il borgo in occasione della Festa dei Folli che si tiene qui ogni anno dopo Pasqua. Una sorta di Carnevale dove colori, luci e manifestazioni sui generis si tengono tra le strade del borgo. Partecipando alla festa è possibile ottenere anche il Passaporto da Matto.