Categorie
eventi Notizie Sagre turismo enogastronomico Viaggi

Le più belle sagre di novembre in tutta Italia

Benvenuto al mese di novembre e, con lui, anche ai suoi colori, alle sue atmosfere a volte dal calore e dai colori avvolgenti a volte surreali e sospese nel tempo, alle temperature che iniziano a calare e alle giornate che si accorciano. Ma benvenuti anche ai profumi e ai sapori tipici del periodo che stiamo vivendo e alle tradizioni gastronomiche delle regioni e dei luoghi unici da cui nascono e che vale la pena di visitare. E quale modo migliore per farlo se non partecipando a una delle tante sagre ed eventi sparsi lungo tutta la penisola?

Un tour all’insegna del gusto e della voglia di scoprire luoghi dalla bellezza mozzafiato e sapori di cui non potrete che innamorarvi. Occasioni assolutamente da non farsi scappare, quindi, che sanno soddisfare ogni gusto e raggiungibili da ogni parte del nostro Paese, dedicandosi qualche momento di relax, immersi nelle atmosfere, nei colori e nell’energia tipica delle sagre e delle località che le ospitano durante questo mese appena iniziato.

Le sagre di novembre al Nord

Magari partendo dalle regioni settentrionali, luoghi in cui clima si fa già più frizzante, ma dove a far da padrone è il calore delle persone che animano gli eventi dedicati ai sapori e ai profumi dell’autunno e dei paesi da cui nascono. Come quelli che si possono scoprire alla “Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba”, in provincia di Cuneo (Piemonte). Un evento unico che fino al 4 dicembre darà la possibilità agli amanti di questo prodotto e a chi ne voglia scoprire le infinite possibilità di utilizzo, di partecipare in prima persona a corsi di cucina, workshop, laboratori, cene, ecc., immersi nella bellezza del luogo e passeggiando tra gli stand dedicati al tartufo bianco.

Spostandosi in Lombardia, a Cremona, fino al 30 novembre è possibile partecipare all’evento più atteso per gli appassionati gourmet e per gli amanti dei sapori lombardi, il “Festival della Mostarda”. Un modo unico per scoprire la bontà e i tanti utilizzi di questo prodotto particolare e assolutamente unico della tradizione regionale.

Sempre in Lombardia, nella magica cornice del lago di Como, per i primi due weekend di novembre è possibile partecipare allo “Slow food Como”, un’esperienza unica per scoprire le delizie dei produttori locali e la tradizione gastronomica lacustre e regionale, in un viaggio tra degustazioni e visite in quattro suggestivi borghi della zona, Menaggio, Tremezzina, Bellagio e Varenna, per un tour che attraversa tutti e cinque i sensi.

Per tutto il mese di novembre, dal 4 al 27, la regione Veneto ospita un evento a tappe, il “November Porc”, che tra i comuni di Roccabianca, Polesine, Zibello e Sissa, darà la possibilità di degustare i migliori prodotti locali e derivati dalla lavorazione del maiale (come il famoso Culatello di Zibello), passeggiando tra gli stand dei mercatini e le atmosfere festaiole tipiche dell’evento stesso.

In Emilia Romagna, e più precisamente a Ferrara, torna la seconda edizione del “Ferrara Food Festival” che dal 4 al 6 novembre darà la possibilità a chi vorrà passare due giorni lontani dalla routine, di scoprire le eccellenze del territorio. Un evento gastronomico-culturale dove assaporare i migliori prodotti del ferrarese e le infinte prelibatezze di questa terra tutta da scoprire.

Novembre e sagre del centro Italia

Ed eccoci arrivare al centro dello stivale direttamente nella capitale. A Roma, infatti, dal 5 al 6 novembre è di scena il “Foodstock- Festival del cibo di strada”, un evento unico dedicato a tutti i food lovers di “strada” che, sulle note rock della musica che avvolgerà le strade della città in zona tiburtina, potranno degustare le tante prelibatezze culinarie proposte e lasciarsi travolgere dall’energia degli artisti di strada e dei tanti eventi collaterali in programma.

In Toscana, nel Mugello, e più precisamente a Vicchio, durante i weekend di novembre fino al venti del mese, si svolgerà la “Festa del tortello”, ma anche della bistecca, delle caldarroste e dei marroni. Un’occasione unica per degustare i sapori autunnali e le specialità tipiche della regione, dai porcini fritti, alle ficattole, dai marroni e i tortelli del Mugello alle caldarroste, fino al vin brulé e al castagnaccio. In un viaggio nel gusto a 360°.

Altro evento dedicato al tartufo è quello che si svolge ad Amandola nelle Marche, patria del tartufo pregiato dei Monti Sibillini che, anche quest’anno, il 5-6-12 e 13 novembre, ripropone un evento tutto dedicato a questo incredibile e pregiatissimo prodotto, “Diamanti a tavola”- Festival del Tartufo Bianco Pregiato dei Sibillini. Un ottimo modo per conoscere questa eccellenza italiana e la meravigliosa terra che lo ospita.

Le sagre e gli eventi al Sud e nelle isole

In provincia di Cosenza, in Calabria, durante il secondo weekend di novembre torna la consueta “Sagra della Castagna a Sant’Agata di Esaro”. Un evento tanto atteso quanto ricco di prelibatezze, per una tre giorni dedicata al gusto e al sapore tipico delle castagne e dei tanti prodotti derivati, tra degustazioni, eventi e spettacoli di gruppi itineranti.

In Puglia, a Sannicandro di Bari, Sabato 12, Domenica 13 e Lunedì 14 Novembre 2022, torna la terza edizione di “Vini Selvaggi – Fiera Indipendente dei Vini Naturali”, la sagra dedicata al vino locale e non. Un evento che permetterà la degustazione dei migliori vini italiani e non solo, tra assaggi liberi e la possibilità di acquistare i prodotti direttamente dagli stand.

Altro evento dedicato al vino e ai suoi appassionati, è il “Salone vinicolo Wine&Life”, in programma a Sassari, nella meravigliosa Sardegna, dal 17 al 19 novembre. Un’esperienza unica, che vi porterà tra le vie del centro, offrendovi la possibilità di degustare e scegliere tra oltre 300 vini di qualità, circondati dalla bellezza della città e del territorio sardo.

Infine, sempre in Sardegna, dal 6 al 20 novembre torna l’evento “Strade dello Zafferano di Sardegna DOP”. Tre weekend di festa e di convivialità, in un tour che toccherà diversi comuni della Regione (San Gavino Monreale, Turri e Villanovafranca), per portarvi alla scoperta dell’oro rosso, lo zafferano. Donandovi la possibilità di conoscerne le sue infinite qualità e i tantissimi utilizzi in ambito gastronomico, tra degustazioni, visite guidate e le bellezze uniche di una terra meravigliosa.

Non vi resta che scegliere la sagra o l’evento che fa per voi, regalandovi qualche giorno di relax e un’esperienza nei sapori e nelle eccellenze del nostro Paese.

Categorie
Viaggi viaggiare Wanderlust

È questa la destinazione migliore per un viaggio in solitaria

Ogni giorno migliaia di persone si mettono in viaggio per esplorare le meraviglie che appartengono al mondo che abitiamo. Lo fanno per vivere esperienze autentiche e sensazionali destinate a cambiare la vita.

Ma se fino a qualche tempo fa le grandi avventure di viaggio venivano sempre organizzate con gli amici, con la famiglia o con il partner, negli ultimi anni le cose sono cambiate e sono sempre di più le persone che scelgono di affrontare viaggi in solitaria.

Il motivo è presto detto, si tratta di una grandissima opportunità che tutti ci meritiamo, un’esperienza che ci permette di andare oltre i nostri stessi limiti, di fare quello che più ci piace e per scoprire il mondo a modo nostro. Ma quali sono le destinazioni migliori da raggiungere per un viaggio in solitaria? Ne abbiamo individuata una e vi stupirà.

Bentornati in Brasile: la destinazione perfetta per chi viaggia da solo

È il Brasile la destinazione migliore per un viaggio in solitaria. A confermarlo sono le stesse scelte dei viaggiatori che hanno raggiunto il vasto Paese sudamericano per le più belle esperienze di sempre. A rivelarlo è stato il rapporto annuale di US News & World Report secondo il quale negli ultimi tre anni, prima dell’emergenza sanitaria, il numero di viaggiatori solitari che ha raggiunto il Brasile è aumentato in maniera importante.

Lo stesso rapporto, basato su un’indagine che ha coinvolto 17000 persone provenienti da ogni parte del mondo, ha stilato una lista dei migliori Paesi per chi viaggia in solitaria mettendo il Brasile al nono posto della classifica.

Sono più di 30000 le persone che, ogni anno, scelgono di visitare il vasto Paese sudamericano e la notizia non dovrebbe sorprenderci poi molto. Il vastissimo e variegato territorio che caratterizza il Brasile, infatti, è straordinariamente unico e comprende alcune delle meraviglie naturali e paesaggistiche più belle del nostro pianeta.

Parchi, spiagge paradisiache, foreste tropicali e cascate maestose: sono tantissime le attrazioni naturali nel Paese, alle quali si aggiunge l’esuberante cultura brasiliana che da sempre affascina e incanta. Ma quali sono i luoghi assolutamente da non perdere in un viaggio in solitaria in Brasile? A svelarli è stato proprio l’Ente Brasiliano per il Turismo. Scopriamoli!

Brasile: destinazioni imperdibili per un viaggio da sogno

Tra le mete imprescindibili da raggiungere, durante un viaggio in solitaria, troviamo Brotas, città dello Stato di San Paolo. Si tratta di una destinazione tanto popolare quanto apprezzata dagli amanti della natura, proprio per la sua offerta di turismo responsabile e sostenibile. Sono tante le avventure da vivere qui, dalle più adrenaliniche a quelle silenziose e rilassanti che prevedono una totale immersione nella natura. Assolutamente da non perdere è il Rio Jacaré Pepira, uno dei pochi fiumi al mondo che ancora non presenta alcun livello di inquinamento.

Un’altra destinazione da raggiungere è la Chapada dos Veadeiros, un’area naturale protetta situata nello Stato del Goiás, a 250 chilometri da Brasilia. Si tratta di un microcosmo di meraviglie all’interno del quale perdersi e immergersi per scoprire l’incredibile natura che lo caratterizza e tutti gli animali che qui vivono. Il parco nazionale si snoda su una superficie di 65.515 ettari ed è ricco di grandi paesaggi, splendide cascate e laghi meravigliosi.

Da inserire nella travel wish list dei viaggi in solitaria anche Jericoacoara, un piccolo villaggio di pescatori, mecca del windsurf e del kitesurf nel Ceará. Situato a circa 300 km da Fortaleza, il villaggio incanta e stupisce per la sua atmosfera sospesa, ma anche per tutte le bellezze naturali che conserva. Una sosta d’obbligo è quella conduce direttamente sulla spiaggia dorata, che si è guadagnata la fama internazionale tra quelle più belle del mondo. Jericoacoara è un piccolo paradiso terrestre dove l’inquinamento luminoso non è arrivato: quando il sole tramonta lasciatevi guidare dalla luce delle stelle per andare alla scoperta del suo immenso patrimonio.

Categorie
Amman Asia Giordania Notizie Viaggi viaggiare

Giordania, la terra che ha conquistato anche Chiara Ferragni

Terra ospitale fin dai tempi antichissimi, la Giordania racchiude monumenti spettacolari che da sempre attirano viaggiatori da tutto il mondo. Non stupisce, quindi, che il suo fascino abbia stregato anche Chiara Ferragni, che ha approfittato del ponte dei morti per la sua prima vacanza nella perla del Medio Oriente insieme agli amici. Per l’occasione, la nota influencer ha scelto di soggiornare nel cuore di Amman, al Ritz-Carlton, iconico hotel di lusso situato in posizione centrale nel quinto circolo della città, che spicca con eleganza nello skyline occidentale della capitale. L’inizio perfetto di un’esperienza da mille e una notte.

Amman, cosa vedere nella capitale della Giordania

La Giordania è una destinazione appagante anche per un viaggio breve, grazie alle sue dimensioni relativamente ridotte. Il miglior punto di partenza per conoscerne la storia è sicuramente Amman, una città ricca di contrasti di cui ci si innamora al primo sguardo. Situata in una zona collinare tra il deserto e la fertile Valle del Giordano, sorprende con il suo incomparabile mix di antico e moderno.

Nel suo cuore commerciale, lo sguardo si perde tra edifici ultra contemporanei, alberghi e ristoranti eleganti, boutique e gallerie d’arte che si affiancano a piccole botteghe artigiane e caffè tradizionali. Sulla sommità della sua collina più alta (Al Qala’a), invece, svela la sua anima più antica con la Cittadella, uno dei luoghi più seducenti della capitale, non a caso la prima attrazione visitata da Chiara Ferragni.

Il sito archeologico è situato a 850 metri sul livello del mare e custodisce i resti dell’antica Rabbat-Ammon. Le sue origini risalgono all’Età del Bronzo, ed è famoso per l’incredibile concentrazione di reperti risalenti a diverse civiltà e per monumenti straordinari come il Tempio di Ercole, di epoca romana, il complesso del Palazzo Omayyadi e i resti della Basilica Bizantina. Una delle magie imperdibili è il panorama dell’Anfiteatro Romano che sorge ai piedi della collina, dall’alto dell’acropoli: la veduta è ancora più emozionante al tramonto.

La capitale giordana è anche la meta preferita dagli appassionati dei Souk. Dal mercato di frutta, verdura e spezie nel centro storico della città a quello dei vestiti vintage, passando per prodotti di artigianato locale, tappeti, pop-up cafè, cibo di strada e spettacoli dal vivo di bande e musicisti locali. Un tripudio di sapori, profumi, colori, voci che porta alla scoperta di veri tesori.

Le meraviglie imperdibili della Giordania

Se volete sorprendervi ancora di più, c’è il magnifico sito archeologico di Petra, a circa 250 km a sud della capitale Amman, uno dei tesori nazionali della Giordania, Conosciuta come la ‘Città Rosa’ o la ‘Città Perduta’, è l’eredità dei Nabatei, un popolo arabo che si stabilì nel sud dell Paese più di 2.000 anni fa. Ammirata un tempo per l’architettura massiccia e l’ingegnoso complesso di dighe e canali d’acqua, è Patrimonio dell’umanità UNESCO e una delle Sette Meraviglie del Mondo Moderno.

Se amate le escursioni, un altro luogo senza tempo da visitare è il deserto roccioso Wadi Rum, dove il tempo e i venti hanno scolpito gli imponenti e maestosi grattacieli di roccia. Una destinazione perfetta per il benessere della mente e del corpo, con le sorgenti di Lawrence d’Arabia e la montagna dei “Sette Pilastri della Saggezza”. Lo scrittore gallese ed ufficiale Thomas Edward Lawrence, che qui stabilì la sua base operativa per guidare la rivolta araba nel 1917-18, definì questo luogo meraviglioso “immenso, echeggiante, simile ad una divinità”. Un influencer di altri tempi.

Categorie
Barriere Coralline Posti incredibili Viaggi

Puoi dormire sott’acqua immerso nella Grande barriera corallina

Ci sono viaggi che tutti meritiamo di fare almeno una volta nella vita. Sono grandi e straordinari, sensoriali ed emozionali, e tutti sono destinati a regalarci esperienze che lasciano senza fiato.

Alcuni ci conducono al cospetto delle grandi città, quelle che pullulano di creazioni architettoniche e di capolavori storico-artistici che da sempre attirano i viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo. Altri, invece, ci conducono direttamente al cospetto delle meraviglie firmate da Madre Natura e che ci ricordano quanto è bello il pianeta che abitiamo.

A fare la differenza quando viaggiamo, però, sono le esperienze che viviamo, quelle straordinarie, incredibili e irripetibili. Quelle che a volte passano anche per gli alloggi. E se è un’avventura mozzafiato che volete vivere, allora, non vi resta che prenotare questa camera immersa nell’acqua con vista sulla Grande barriera corallina.

Dormire nella Grande barriera corallina: un sogno che si avvera

Lo abbiamo già detto: gli alloggi sono diventati parte integrante delle nostre avventure di viaggio. Sempre più strutture ricettive, infatti, hanno scelto di offrire esperienze incredibili ai turisti provenienti da ogni parte del mondo.

Oggi abbiamo a disposizione una grande rosa di camere e strutture in ogni angolo del pianeta. Ci sono le case sugli alberi, le ville immerse nella foresta, gli hotel a tema cartoons e poi, ancora, alberghi con viste mozzafiato. E poi c’è lei, la camera che non solo affaccia sulla Grande barriera corallina, ma ci è immersa dentro.

Situata nell’Australia nord-orientale, al largo della costa del Queensland, la Grande barriera corallina è considerata il più grande organismo vivente del nostro Pianeta. Visibile anche dallo spazio, questo gigantesco universo marino, si estende per oltre 2000 chilometri di lunghezza e comprende migliaia di barriere coralline che si snodano tra isole e isolotti. Qui vivono centinaia di specie di flora e fauna marina tra cui pesci coloratissimi, tartarughe, delfini e squali, stelle marini e coralli.

Considerata una meraviglia del mondo, e inclusa nella lista del Patrimonio dell’Umanità Unesco nel 1981, la Grande barriera corallina rappresenta per molte persone la destinazione del viaggio della vita.

Le cose da fare e da vedere qui sono tantissime, così come sono molti gli incontri ravvicinati che possiamo avere con le creature più belle del pianeta. Ma oltre a nuotare, fare snorkeling e immersioni, è possibile vivere la Grande barriera corallina in un modo unico, inedito e straordinario: dormirci dentro.

Reefworld

Fonte: Ufficio Stampa Journey Beyond

Reefworld

Una suite subacquea con vista privilegiata

Per vivere questa esperienza magica dobbiamo recarci tra le isole Whitsundays, 74 lembi di terra immersi e circondati dalle acque del mar dei Coralli. Si tratta di isole quasi completamente disabitante e popolate da fitte foreste tropicali e lingue di sabbia bianca, raggiungibili grazie a crociere giornaliere che permettono ai viaggiatori di immergersi proprio nella natura straordinaria della Grande Barriera Corallina.

Queste portano anche al Reefworld, una struttura galleggiante che permette ogni giorno alle persone di esplorare le meraviglie del mar dei Coralli, grazie a immersioni, escursioni tra le isole e tour sotto marini. Non c’è bisogno, però, di tornare sulla terra ferma perché a bordo delle imbarcazioni ci sono due suite sottomarine con vista sulla Grande Barriera Corallina.

La struttura galleggiante del Reefworld è ormeggiata nei pressi di Hardy Reef ed è dotata di una parte completamente immersa nell’acqua che permette alle persone di osservare da vicino ciò che succede nella Grande Barriera Corallina.

Per rendere quella che è un’esperienza grandiosa ancora più straordinaria, il Reefworld ha creato due suite subacquee situate a quattro metri di profondità e che possono ospitare due persone alla volta. Dotati di ogni comfort, gli alloggi sono caratterizzati da grande vetrate situate in ogni ambiente che permettono di ammirare la vita marina, e quella di tutte le creature che la popolano, a ogni ora del giorno e della notte.

Chi, invece, non è immune dal fascino del cielo stellato, può prenotare un posto nel camping allestito sopra il pontile che consente agli ospiti di dormire sotto le stelle mentre si è cullati dalla dolce melodia delle onde del mare.

Dormire sotto le stelle nel Reefworld

Fonte: Ufficio Stampa Journey Beyond

Dormire sotto le stelle nel Reefworld
Categorie
Europa Notizie Svizzera Viaggi

È partito il treno passeggeri più lungo del mondo

Ha lasciato tutti a bocca aperta il treno passeggeri che è passato in Svizzera e che ha stabilito un record mondiale. Il convoglio lungo 1,9 chilometri della Rhaetian Railway è il più lungo del mondo.

Cento carrozze rosse di 25 unità multiple Capricorn hanno superato le Alpi Retiche attraversando ponti, montagne e verdi prati.

L’occasione era il festeggiamento del 175° anniversario delle ferrovie svizzere, che cade proprio nel 2022, ma sul profilo Instagram hanno spiegato così l’originale iniziativa: “A seguito del duro colpo subìto dovuto alla pandemia, la Rhaetian Railway spera che questo evento ricordi a tutti la bellezza dei viaggi in treno”. Ora che è entrata nel Guinness dei primati i turisti non mancheranno di certo.

Il viaggio del super treno

Il treno ha percorso 25 km sulle Alpi svizzere nella tratta tra Preda (1.789 metri), ai piedi dell’Albulapass e all’ingresso della galleria ferroviaria dell’Albula che porta in Engadina, e Alvaneu, nei Grigioni, su un itinerario di montagna inserito nel patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

treno-svizzera-record-lungo

Fonte: @Getty Images

Un treno di cento carrozze ha stabilito il record mondiale

Il viaggio del treno da Guinness è stato molto impegnativo. Ha dovuto attraversare due tunnel elicoidali e il famosissimo Viadotto Landwasser, uno spettacolare ponte a sei archi fatto di pietra che passa sopra una profonda gola dove scorre il torrente Landwasser, da cui prende il nome.

Gli aspetti tecnici

Il cento vagoni e la locomotiva che li ha trainato pesavano la bellezza di 3.000 tonnellate. Alla guida del super treno sono stati necessari addirittura sette macchinisti, ma a bordo si trovavano anche 21 tecnici, oltre a 150 fortunatissimi ospiti che si sono potuti godere il meraviglioso viaggio in mezzo alla natura svizzera e ai colori del foliage autunnale.

treno-record-ferrovia-retica

Quasi due km di serpentone rosso sono passati silenziosamente sotto gli ogghi di migliaia di persone, tra cui anche moltissimi turisti, accorsi dalle zone limitrofe e dall’estero per ammirare e fotografare la lunga scia del super treno.

treno-record-mondiale-svizzera

Fonte: @Getty Images

Il serpentone rosso passa sotto gli occhi dei turisti
Categorie
itinerari itinerari culturali Notizie Viaggi

Finalmente si potrà ‘visitare’ l’itinerario sommerso di un famoso relitto

Giugno 2023: una data da segnare sul calendario per tutti gli amanti della storia e dell’archeologia. Sarà questo, infatti, il mese in cui sarà possibile visitare l’itinerario sommerso di uno tra i relitti più famosi.

Si tratta del “Relitto del Lombardo“, il piroscafo che, insieme al Piemonte, scortò Garibaldi e i Mille nella celebre spedizione per l’Unità d’Italia, naufragato dopo qualche anno al largo delle Isole Tremiti, in Puglia.

L’annuncio è arrivato durante la XXIV Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico con le parole di Barbara Davidde, Soprintendente Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo nel corso della 2ª Conferenza Mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo.

La Soprintendenza Nazionale per il patrimonio culturale subacqueo del MiC – ha raccontato – sta portando avanti il percorso di realizzazione del progetto Amphitrite volto a creare itinerari subacquei all’interno di cinque Aree Marine Protette italiane: quella delle Isole Tremiti in Puglia, le Cinque Terre e Portofino in Liguria, Baia in Campania, Crotone in Calabria, Capo Testa, Punta Falcone in Sardegna. Alcuni di questi itinerari saranno dotati di una rete di nodi sensori che, grazie all’internet underwater things, permetterà la visita dei siti con dei tablet che hanno al loro interno la realtà aumentata e la ricostruzione di come doveva essere in antico il sito sommerso. Questo tipo di visita esiste già nel Parco di Baia e sarà realizzato nelle Isole Tremiti sicuramente sul relitto del Lombardo e forse anche sul Relitto delle Tre Senghe per il quale stiamo terminando gli studi propedeutici”.

Il Lombardo, uno dei piroscafi dei Mille

La storia del Lombardo, il cui itinerario sarà presto visitabile grazie alla realtà aumentata, ha inizio nel 1841, costruito a Venezia e immatricolato a Livorno. Fu poi acquistato dalla compagnia Rubattino nel 1864 e utilizzato, durante il Regno di Sardegna, per il trasporto delle truppe nel corso della Guerra di Crimea.

La notte tra il 5 e il 6 maggio 1860, al porto di Genova, alcuni garibaldini guidati da Nino Bixio si impadronirono del piroscafo (e anche del Piemonte) per dare il via alla storica “Spedizione dei Mille“. Arrivati a Marsala, l’11 maggio 1860, il Lombardo si arenò e venne colpito dai colpi di cannone delle truppe borboniche: semiaffondato, fu poi recuperato dal Porto di Marsala nel luglio dello stesso anno e traghettato fino all’Arsenale di Palermo per essere rimesso a nuovo e iscritto alla marina dittatoriale siciliana.

In ottobre, Garibaldi decretò che sia il Lombardo che il Piemonte dovessero essere preservati come memoria della spedizione per l’Unità d’Italia ma ciò non avvenne: il Lombardo, infatti, entrò a far parte della Regia Marina dove trovò la sua fine, la notte tra il 12 e il 13 marzo 1864, naufragando nelle vicinanze dell’Isola di San Domino mentre trasportava alcuni detenuti alle Isole Tremiti.

Il relitto oggi, una nuova vita

Nelle acque nei pressi dell’isola il piroscafo è rimasto, solitario, per quasi mezzo secolo fino a quando, nel 2005, le operazioni della Soprintendenza ai Beni Archeologici e del gruppo di sommozzatori dei Carabinieri lo hanno riportato alla luce.

Anni prima, inoltre, lo storico Pietro Faggioli ne aveva individuato l’area del naufragio: tra Punta del Vapore e Cala degli Inglesi. Ora non resta che attendere il fondamentale contributo dell’internet underwater things per conoscere sempre meglio uno dei monumenti della storia italiana.

Categorie
itinerari culturali Posti incredibili Viaggi

Il villaggio più colorato del mondo è una galleria a cielo aperto

Giallo, rosa, blu, verde e arancione, questi sono solo alcuni dei colori che ritroviamo ogni giorno nella nostra vita in quelle meraviglie naturali firmate da Madre Natura che ci ricordano quanto è bello il mondo che abitiamo.

E sono gli stessi colori che animano quartieri, le strade e le città, quelli che si trasformano in calamite per i viaggiatori che sono desiderosi di scattare quelle che sono le cartoline più belle di un viaggio indimenticabile.

E se quella di immortalare paesaggi urbani bizzarri e straordinari è la vostra missione, allora, non potete non raggiungere questo villaggio colorato che sembra un’opera d’arte vivente nella quale perdersi e immergersi. Preparate le valigie, si parte. Destinazione: Gamcheon Culture Village.

Bentornati in Corea del Sud

C’è sempre un buon motivo per organizzare un viaggio in Corea del Sud. Il Paese dell’Asia Orientale, infatti, è caratterizzato da un paesaggio tanto vasto quanto variegato fatto di colline e pianure verdeggianti, alberi di ciliegio e templi buddisti secolari, villaggi di pescatori e città futuristiche e dinamiche. Insomma, le cose da fare e da vedere qui sono tantissime.

Il nostro viaggio di oggi, però, ci conduce nei pressi di Busan, una grande città portuale conosciuta soprattutto per le spiagge dorate e i templi, circondati da maestose montagne. Partendo da qui è possibile raggiungere una cittadina deliziosa e pittoresca che, negli ultimi anni, ha attirato l’attenzione di viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo.

Situato su una piccola altura, a pochi chilometri dal porto di Busan, Gamcheon Culture Village è un villaggio incredibile che offre scorci panoramici straordinari su tutto il territorio circostante e che negli ultimi anni si è trasformato nella meta prediletta degli appassionati di fotografia.

Quello che davvero affascina di questo luogo è quella vivacità che cattura lo sguardo e che si trasforma in un soggetto perfetto per le istantanee di viaggio. Gamcheon Culture Village, infatti, è un villaggio coloratissimo dove ogni strada, edificio e piazza ha preso vita grazie all’arte e alla cultura.

Gamcheon Culture Village

Fonte: iStock/artran

Gamcheon Culture Village

Il villaggio colorato dedicato alla cultura

Per conoscere le origini del villaggio più colorato della Corea del Sud dobbiamo fare un salto indietro nel tempo tra gli anni ’20 e 30′ dello scorso secolo. In questa zona collinare, leggermente distaccata dal resto della città di Busan, furono costruite delle abitazioni destinate alle famiglie più povere. Queste, però, vissero qui per poco tempo, lasciando il villaggio alla ricerca di condizioni migliori. Molte case furono così abbandonate.

Nel 2009, però, il governo coreano scelse di riqualificare questo luogo, chiamando all’appello giovani artisti provenienti da tutto il Paese. Uno dei primi interventi fu proprio quello di colorare i tetti e le pareti delle case, con l’obiettivo di rendere la cittadina più accogliente e attraente.

Le vecchie abitazioni ormai in disuso furono ristrutturate e trasformate in musei e gallerie d’arte. Ma quello era solo l’inizio: in circa quattro anni diverse installazioni artistiche hanno iniziato a popolare le strade e le piazze della città. A queste, poi, si sono aggiunte anche i murales che oggi rendono il villaggio un museo a cielo aperto. Un microcosmo di meraviglie colorate che prende vita passo dopo passo.

Dopo il rinnovamento, Gamcheon Culture Village si è trasformato in una vera e propria attrazione turistica, forse la più popolare di Busan e della Corea del Sud. Dal 2016, infatti, il villaggio colorato è stato inserito diverse volte nella lista dei luoghi imperdibili nel Paese, attirando circa 3 milioni di visitatori ogni anno.

Gamcheon Culture Village

Fonte: iStock/ntrirat

Gamcheon Culture Village
Categorie
deserti lago Posti incredibili Viaggi

Nel cuore di questo deserto sorge un lago rosa: sembra un sogno

I deserti affascinano da sempre gli esseri umani, sia di giorno che di notte. Lo fanno con le particolari sfumature della sabbia che quando brillano al sole tingono tutto di oro, con le oasi che si palesano davanti allo sguardo degli avventurieri come fossero un miraggio, e lo fanno anche con i cieli stellati, quelli che di notte illuminano le distese aride incantando i viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo.

Sono tanti i miracoli che avvengono nel deserto, e tutti portano la firma di Madre Natura. Lo dimostra, per esempio, quella inedita fioritura che lascia senza fiato, un tripudio di colori e profumi che invade il vasto e arido deserto della Death Valley. Ma lo fanno anche quei laghi inaspettati che puntellano le sterminate distese desertiche.

Ed è proprio di un miracolo nel deserto che vogliamo parlarvi oggi raggiungendo uno dei luoghi più incredibili e straordinari del nostro pianeta che per meraviglie e paesaggi non conosce eguali. Stiamo parlando del Badain Jaranal, il grande e immenso deserto della Cina. È proprio qui che all’improvviso, come se stessimo vivendo un sogno a occhi aperti, appare un lago rosa dalle tinte cangianti che lascia senza fiato.

Tra le meraviglie del Badain Jaran

Il deserto di Badain Jaran, ne siamo sicuri, non ha bisogno di presentazioni, perché sono le meraviglie che lo caratterizzano a precedere la sua fama. Con la sua estensione, di quasi 50000 chilometri quadrati, è il terzo deserto più grande della Cina.

Il Badain Jaran si snoda tra Gansu, Ningxia e la Mongolia Interna, ricoprendo una superficie vastissima che ospita quelle che sono le dune stazionarie più alte dell’intero pianeta, vere e proprie colline dorate che svettano fino a 500 metri di altezza. È lo stesso deserto che, nonostante la sua aridità, prende vita grazie a delle oasi incredibili.

Qui ci sono più di 100 laghi, alimentati da sorgenti sotterranee che raccontano il miracolo della natura. La presenza di questi bacini d’acqua, è collegata al nome stesso del deserto: Badain Jaran, infatti, vuol dire laghi misteriosi.

Ed è proprio uno di questi laghi che, più degli altri, contribuisce a trasformare il paesaggio del deserto in una favola inedita. Si tratta di uno specchio d’acqua dalle tinte cangianti e scintillanti ed è così bello da non sembrare reale. Ma invece lo è, e per questo è ancora più magico.

Badain Jaran

Fonte: IPA

Il deserto di Badain Jaran

Il lago rosa shocking nel cuore del deserto

Si apre all’improvviso come fosse una visione e incanta chiunque si trovi al suo cospetto. Stiamo parlando del lago rosa nascosto tra le dune del deserto di Badain Jaran. Lo specchio d’acqua è situato nella Lega dell’Alxa, una delle 12 prefetture della Mongolia Interna.

Attorno a questo specchio d’acqua campeggia un alone di fascino e mistero sin dalla sua scoperta che è relativamente recente. Sconosciuto, a oggi, è il motivo che rende così intense e cangianti le tinte dell’acqua. Secondo gli scienziati le caratteristiche nuance potrebbero essere una naturale conseguenza dei minerali presenti nell’acqua. L’alternativa sarebbe data dall’esistenza di microorganismi che popolano i fondali e che danno questo colore anche ad altri laghi salati che popolano il mondo.

Sono molti i quesiti che ancora ruotano intorno a questo misterioso lago, quello che è certo, però, è che si tratta di una meraviglia della natura destinata a lasciare senza fiato.

Il lago rosa nel deserto, Lega dell'Alxa

Fonte: IPA

Il lago rosa nel deserto, Lega dell’Alxa
Categorie
Borghi castelli luoghi misteriosi Notizie Viaggi

Il castello costruito da un uomo solo è pura magia

“Castello” evoca scenari medievali, un immaginario di duelli, cavalieri, dame, e un’epoca remota: ma non sempre è così.

Anche in anni più recenti è esistito chi ha sempre desiderato possedere un maniero da fiaba in stile medievale e costruirlo con le proprie forze per vederlo crescere pietra su pietra.

Fiaba moderna, è quella che è avvenuta a Cebolleros, nel nord della Spagna, in provincia di Burgos: qui, nel 1935, nacque un uomo, Serafin Villaràn, che dedicò vent’anni della sua vita proprio a inseguire questo sogno.

Castillo de las Cuevas, il castello costruito da un solo uomo

Nel 1978, con ambizione e determinazione, Serafin inizia a dare vita al suo progetto ispirato dai disegni dei castelli delle favole, lui che non ne ha mai visto uno dal vivo, come riferito dai familiari. Compra un terreno e, da solo, senza conoscenze architettoniche, lavora al suo capolavoro utilizzando cemento e pietre e sassi dei vicini fiumi Trueba e Nela: materiali che non sono certo i più adatti per le opere in muratura poiché non si legano alla perfezione e necessitano di una grande quantità di malta per rimanere uno accanto all’altro.
Eppure, Villaràn dispone soltanto di pietre di fiume e quelle utilizza, motivato più che mai.

Il sogno di costruire un castello come quello dei libri dove vivere con la famiglia è così intenso che Serafin si dedica anima e corpo al progetto e, semplice saldatore in fabbrica, è artefice di uno splendido edificio nato spontaneamente, con geometrie e forme inventate momento per momento, senza un piano prestabilito.

Il Castillo de las Cuevas, “Castello delle Grotte”, grazie alla perseveranza, al duro lavoro e alla pazienza del suo costruttore nei fine settimana, diventa col tempo una piacevole realtà.

Il favoloso sogno continua

La meravigliosa struttura architettonica, in un riuscito mix tra stile medievale e moderno, oggi si staglia in posizione panoramica sulla Sierra de la Tesla e consta di cinque piani, un bar/cantina al piano terra dove le persone possono incontrarsi, un salone al primo piano e un forno al terzo per cucinare una grande quantità di cibo.

Le torri circolari e merlate, impreziosite dalle pietre arrotondate dei fiumi, gli conferiscono l’aspetto di un autentico castello da fiaba che dona notorietà alla piccola comunità e attira turisti da tutta la Spagna.

A raccogliere l’eredità del padre sognatore, scomparso nel 1998 senza vedere la sua grandiosa opera ultimata, sono stati i figli Yolanda e Luis che, ogni anno, hanno investito parecchio denaro sottratto al budget familiare per completare il castello di circa 300 metri quadrati.

I visitatori sono ben accetti e hanno la possibilità di visitare tutti gli spazi dell’edificio di foggia medievale per scoprire con i propri occhi la maestria di Serafin e lasciarsi sorprendere dal suo ingegno.

L’ingresso è libero ma è gradita una piccola donazione per contribuire a coprire gli alti costi di mantenimento del Castello: i figli di Villaràn non intendono però trasformare l’interesse dei turisti in un business poiché vogliono mantenere “puro” il grande sogno del loro papà, un uomo umile che, pur non avendo mai ammirato un castello dal vivo, ha saputo crearlo con le sue stesse mani.

Categorie
Basilicata Borghi Idee di Viaggio parchi naturali spinazzola vacanza natura Viaggi

Il canyon italiano che in pochi conoscono è pura meraviglia

Quando pensiamo ai canyon, di solito, la prima immagine che viene in mente è quella dei famosi siti statunitensi ma sono molti i luoghi, anche in Italia, che nascondono bellezze spesso inaspettate.

Uno di questi è la splendida Puglia che, tra i suoi tesori, custodisce anche un Canyon, affascinante giacimento di terra rossa nel cuore del Parco Nazionale dell’Alta Murgia: ecco la Cava di Bauxite di Spinazzola, una meta da cartolina che ancora pochi conoscono.

Un luogo dal fascino esotico, una scoperta straordinaria

Siamo in Puglia ma qui si ha la sensazione di ritrovarsi in un luogo differente, come se, da un momento all’altro, si venisse trasportati Oltreoceano: la Cava di Bauxite di Spinazzola, dal fascino e dal colore esotico, racconta la storia del territorio e una ricchezza dal valore inestimabile che, per anni, fu importante fonte di reddito per l’economia della regione.

La sua scoperta avviene nel 1935 quando il ragionier Paolo Cappiello e il geometra Luca Nanna, durante un’escursione nei dintorni di Spinazzola, vengono attratti da alcune pietre di colore rossastro, molto pesanti.

Incuriositi, ne prelevano un campione e lo inviano per l’analisi a un laboratorio specializzato con sede a Genova: si tratta di bauxite, una roccia particolare, da cui è possibile ricavare l’alluminio, che si forma per via dell’alterazione delle rocce calcaree provocata dagli agenti atmosferici. Contiene varie specie minerarie tra cui idrossidi e ossidi, sia di ferro che di alluminio.

rocce bauxite

Fonte: iStock

Rocce di bauxite

Così, arriva la decisione di dare vita a una ditta con il permesso di ricerca e sfruttamento minerario della zona: è l’inizio della proficua attività estrattiva della Cava che sarà attiva dal 1950 al 1978 affermandosi come uno dei giacimenti minerari più importanti d’Italia.

Il materiale estratto, allo stato grezzo, veniva trasportato su camion al Porto di Trani per giungere a Porto Marghera dove le fonderie provvedevano a trasformarlo nel prodotto finito, l’alluminio.

Con l’arrivo degli anni Ottanta, la concorrenza di materiale proveniente dall’Africa, più puro ed economico da lavorare, porta prima a una diminuzione dell’attività nelle cave pugliesi e, poco dopo, alla chiusura definitiva.

La cavità, tuttavia, non fu ricoperta e oggi dona una visuale unica nel suo genere con il cratere profondo una cinquantina di metri dove il rosa, il rosso, l’arancione e molteplici altre sfumature di colore si fondono in armonia ricalcando l’atmosfera dei Canyon più famosi.

Oggi, infatti, la Cava di Spinazzola si presenta come un’ampia vallata rossastra che si apre, all’improvviso, tra le pareti rocciose a picco: gli amanti della fotografia potranno scattare immagini indimenticabili e gli appassionati di trekking ed escursioni concedersi rilassanti passeggiate lungo i sentieri dai panorami difficili da descrivere a parole.

Siamo in una realtà fuori dal tempo, lontana dal frastuono di tutti i giorni, dove rimanere in contemplazione.

miniera bauxite spinazzola

Fonte: iStock

La miniera di bauxite di Spinazzola

Come raggiungere la Cava di Bauxite di Spinazzola

Il suggestivo Canyon pugliese, insieme all’altrettanto affascinante Cava di Bauxite di Otranto, è una meta ancora poco conosciuta ma che vale davvero la pena visitare.

Si trova lungo la strada tra Spinazzola e Andria, non lontano dal Castello medievale di Garagnone: percorrendo circa dieci chilometri sulla SP 230 dalla città di Spinazzola, si prosegue verso la SP 138, direzione Andria.

Quattro chilometri prima dello svincolo, a destra della carreggiata si apre una strada sterrata: imboccatela e, dopo un boschetto, ecco lo scenario impareggiabile delle cave rosse.