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Bambouseraie de Prafrance, la foresta di bambù nel cuore della Francia

In Occitania esiste un luogo molto speciale, un angolo d’Asia nel cuore della Francia e dell’Europa: si tratta della Bambouseraie de Prafrance, eccezionale giardino botanico con oltre 1000 bambù che ogni anno, da metà febbraio a metà novembre, conduce i visitatori in un viaggio ricco di sorprese e scoperte a pieno contatto con la natura.

Tra i giardini più incantevoli del Paese, nasce nel 1856 dal sogno e dalla determinazione di Eugène Mazel, appassionato di orticoltura e scienze naturali, che importa a e trapianta qui specie esotiche provenienti dal Giappone, dalla Cina, dall’Himalaya e dal Nord America.

Alla sua morte, la tenuta viene acquistata dalla famiglia Négre che la espande fino agli attuali 34 ettari, di cui 15 occupati dal magnifico Parco, che oggi fa parte del prestigioso circuito Les Plus Beaux Jardins de France.

Una passeggiata nella foresta di bambù: cosa non perdere

palme Bambouseraie

Fonte: iStock

Palme della Bambouseraie

Passeggiare in un’oasi di verde e di pace, lontano dalla frenesia e dal traffico della città, è già di per sé un’esperienza entusiasmante ma trovarsi proprio qui, al cospetto di un maestoso ginko biloba, curati giardini giapponesi, sequoie, palme cinesi e vasche di fiori di loto e ninfee è un rigenerante sogno a occhi aperti.

Il percorso può iniziare dalla “Strada dei bambù“, maestoso viale ombreggiato da bambù giganti che possono toccare i 25 metri di altezza: accanto a essi, anche le sequoie che svettano a oltre 40 metri.
La sensazione è quella di “sentirsi piccoli” di fronte a tanta meraviglia e davvero estasiati.

Proseguendo, ci si immerge ancora di più nell’atmosfera esotica incontrando il Villaggio Laotiano, fedele ricostruzione delle abitazioni tipiche del Laos realizzate in bambù e arredate con dovizia di particolari per rispecchiare, nel modo più fedele possibile, lo stile di vita del piccolo Paese del Sudest asiatico attraversato dal fiume Mekong.
Per ricreare ancora meglio l’ambientazione esotica, tutt’intorno si ammirano piante di pepe e caffè, banani, canne da zucchero, papaye e il taro, pianta erbacea della famiglia delle Aracee originaria dell’Asia centro-meridionale.

Bambouseraie banano

Fonte: iStock

Le piante di banano

E siamo appena all’inizio.

Di sicuro fascino è poi la fattoria, risalente al XVI secolo, vegliata da un enorme castagno e tuttora segnata dalle tracce della grande esondazione del fiume Gardon nel 1958: da qui parte la strada delle palme cinesi e si raggiunge la zona più suggestiva della foresta, la Valle del Drago, ampio giardino in stile giapponese a opera del paesaggista Erik Borja.

Fiori di loto, piante dai mille colori, il ginko biloba di 30 metri, il serpeggiante torrente sulle cui sponde trova posto una pagoda di legno: tutto concorre a emozionare e a dare vita a un angolo ideale per la meditazione.

Ancora, alla destra del vialone principale, ecco il Jardin des Bassins d’Eugene, giardino acquatico con le vasche in pietra che custodiscono delicate ninfee, e le Serre di Mazel, con specie provenienti dalle Canarie, piante grasse e una ricca collezione di bonsai.

Infine, meritano una sosta il Labirinto (ovviamente realizzato in bambù), il Garden Center dove sono in vendita le favolose piante ammirate nel parco, e il negozio di articoli vari tra cui tisane, arredo, cancelleria, prodotti di bellezza e a base dell’immancabile bambù.

Informazioni pratiche

Come accennato, la Bambouseraie de Prafrance è aperta ogni giorno dalla metà di febbraio alla metà di novembre con orari che variano in base alla stagione e che è possibile consultare sul sito ufficiale.
L’ingresso è consentito fino a 45 minuti prima della chiusura ma per poter davvero apprezzare la foresta di bambù sono necessarie almeno due ore.

Il mezzo più comodo con cui raggiungere la Bambouseraie è l’auto: con partenza da Nimes, la città più grande meno distante, va seguita la N106 fino a Alès per poi immettersi lungo la D910 in direzione Anduze: raggiunto il ponte sul Gardon d’Anduze, occorre svoltare a destra sulla D129 e proseguire per 3 chilometri fino all’ingresso del parco dove si trova un parcheggio gratuito.

Per evitare la folla, i giorni migliori sono quelli infrasettimanali e l’orario a ridosso dell’apertura.

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Tallinn: una favola baltica da vivere adesso

È iniziato ufficialmente il periodo più magico dell’anno, quello in cui viaggiatori provenienti da ogni dove si muovono in massa per andare alla scoperta delle incantate atmosfere natalizie che trasformano le strade, i quartieri e le piazze delle città di tutto il mondo.

I luoghi da raggiungere sono tantissimi, e la lista si aggiorna di anno in anno con nuove e inedite esperienze emozionali e sensoriali. A partire dai mercatini di Natale, che raccontano il fascino di una tradizione secolare, passando per i maestosi e scintillanti alberi di Natale e per tutte quelle decorazioni che illuminano d’immenso le città.

Ma se avete in programma di organizzare un viaggio che vi permetta di vivere una favola di Natale, allora, c’è solo una destinazione da raggiungere questo dicembre, ed è Tallin. Preparate le valigie: si parte!

Bentornati a Tallin, la capitale green che sembra una favola

Organizzare un viaggio a Tallin, in qualsiasi periodo dell’anno e in ogni stagione, è sempre un’ottima idea. Lo è perché la capitale dell’Estonia che si affaccia sul Mar Baltico non smette mai di stupire e incantare i viaggiatori. Lo fa con il suo centro storico fortificato, quello in cui negozi e caffetterie si affacciano sulle strade acciottolate, lo stesso che è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Unesco, ma anche con la bellissima storica piazza nella quale campeggia il municipio gotico.

Lo fa anche con tutte le sue architetture che caratterizzano la scena urbana e con quell’atmosfera sospesa che ricorda le più belle favole della buonanotte che abbiamo letto. Ma Tallin è anche quella città con un’anima green e sostenibile, la stessa che gli ha permesso di aggiudicarsi il titolo di Capitale Verde del 2023.

Grazie alla sua visione a medio e lungo termine, infatti, la città si prepara a diventare un esempio per tutta Europa nell’ambito della sostenibilità, con tutta una serie di attività volte ad accelerare innovazioni ecologiche e crescita verde per uno sviluppo consapevole del territorio.

Se tutto questo non dovesse ancora bastarvi per fare subito le valigie e raggiungere Tallin, allora, sappiate che c’è un altro motivo per organizzare una vacanza in città. Ed è che durante il periodo dell’Avvento, la capitale dell’Estonia, si trasforma in una favola baltica destinata a incantare.

Tallinn a Natale

Fonte: iStock

Tallinn a Natale

Natale a Tallin: un’esperienza incantata

Visitare Tallin, dicevamo, è sempre un’ottima idea, in ogni periodo dell’anno. Ma se è un’esperienza magica che volete vivere, il consiglio è quello di raggiungere la capitale durante il periodo dell’Avvento.

Proprio nel cuore della città, infatti, viene allestito un meraviglioso percorso incantato, fatto di mercatini di Natale che espongono i prodotti tipici e caratteristici della tradizione estone. Quelli di Tallin, inoltre, sono stati proclamati come i mercatini di Natale più belli d’Europa nel 2019.

Ma non è tutto perché secondo le storie locali, il primo albero di Natale di tutto il continente è stato allestito in città nel 1441. Un evento, questo, che si è trasformato in una vera e propria tradizione che tutte le città del mondo hanno fatto propria, e che ancora oggi è possibile toccare con mano anche a Tallin.

L’albero è posizionato proprio nel cuore della capitale nei pressi del mercatino, creando così uno scenario incantato che permette di vivere un’esperienza straordinaria che allieta tutti i sensi. Non mancano, ovviamente, neanche i personaggi della tradizione come Babbo Natale, gli elfi e gli gnomi.

Le luci dell’albero sono state già accese e i mercatini hanno già invaso il centro storico della città: la favola baltica è iniziata.

Tallinn a Natale

Fonte: iStock

Tallinn a Natale
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La casa di Babbo Natale è nascosta qui. Ma nessuno l’ha mai trovata

C’è qualcosa di straordinariamente magico che sta succedendo adesso nel mondo e che fa muovere le masse. Si tratta del miracolo del Natale che prende vita tra le strade, i quartieri e le piazze delle città, le stesse che si trasformano nel palcoscenico degli spettacoli più incantati e scintillanti di sempre.

È questo il periodo migliore per organizzare viaggi e gite fuori porta, per andare alla scoperta di tutti quei luoghi che si trasformano in strabilianti cartoline invernali e che ci permettono di vivere esperienze sensoriali ed emozionali. Mercatini di Natale, alberi maestosi e sfavillanti e decorazioni incantate invadono le città che conosciamo trasformandole in regni fatati.

Sono tanti i luoghi da raggiungere durante il periodo dell’Avvento per vivere un’avventura magica. Ma se è un’esperienza al di fuori dell’ordinario che volete vivere, allora, c’è solo un solo un posto da mettere in cima alle vostre travel wish list. Si tratta della vera casa di Babbo Natale, ma è così nascosta che trovarla è quasi impossibile.

La vera casa di Babbo Natale

Quando pensiamo alla casa di Babbo Natale, e a quel villaggio dove vivono e convivono felicemente elfi, renne e tutti gli aiutanti di Santa Claus, è inevitabile fare riferimento a Rovaniemi. Proprio lì, ai confini del magico Circolo Polare, esiste il celebre Santa Claus Village, il villaggio in cui Babbo Natale opera tutto l’anno e che è frequentato da migliaia di viaggiatori di ogni età che giungono fin qui per incontrarlo personalmente e per consegnare le proprie letterine.

Eppure, quel villaggio situato in Finlandia, è solo la residenza di rappresentanza del papà più famoso e generoso del mondo. Si perché la sua vera casa, in realtà, si trova in un altro posto. Ma questo è così segreto e nascosto che solo in pochi, fino a questo momento, sono riusciti davvero a raggiungerlo.

Korvatunturi: il rifugio di Babbo Natale dentro la montagna dell’orecchio

Non dobbiamo allontanarci poi così tanto da Rovaniemi per andare alla scoperta della vera residenza di Babbo Natale. Secondo le storie di chi vive qui da sempre, infatti, la casa di Santa Claus si trova in Finlandia, e più precisamente a Korvatunturi.

Si tratta di una montagna situata a nord di Rovaniemi nei pressi del confine orientale della Lapponia Finlandese. È qui che le leggende e le storie che appartengono al folklore del Paese collocano la vera casa di Babbo Natale. A parlarne per primo fu lo scrittore statunitense Clement Clark Moore nel 1823 raccontando nella sua poesia A Visit from St. Nicholas l’esistenza di una casa in cui viveva Babbo Natale insieme a otto renne volanti.

La residenza era stata costruita proprio alle pendici di Korvatunturi, conosciuto anche come la montagna dell’orecchio per via di quella singolare forma che ricorda un padiglione auricolare. Secondo le leggende del posto è proprio grazie a questo grande orecchio che Babbo Natale riesce ad ascoltare i desideri dei bambini e a sapere se questi si comportano bene oppure no.

Attorno all’abitazione di Santa Claus, nella quale vivono Babbo Natale e sua moglie Jessica Maria, si snoda un villaggio dove vivono circa un centinaio di gnomi. C’è anche una scuola, per i figli degli aiutanti di Babbo Natale, e un ufficio postale.

Korvatunturi è amministrata in maniera autonoma e indipendente come città-Stato: conia monete, emette francobolli e ha anche una bandiera tutta sua. Durante il periodo dell’Avvento vengono organizzate diverse feste che celebrano l’imminente partenza di Babbo Natale e in tutto il villaggio vengono esposti prodotti artigianali e tradizionali, ma anche prelibatezze preparare dagli gnomi.

Poi c’è la grande e attesissima partenza di Santa Claus. Come faccia Babbo Natale a consegnare doni ai bambini di tutto il mondo non lo sa nessuno, neanche i suoi aiutanti. Potete però provare a scoprirlo voi, ma prima dovrete trovare il villaggio di Korvatunturi. In bocca al lupo!

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Sta per partire il Treno delle quattro stagioni

Da cent’anni, questa ferrovia alpina collega ogni giorno l’Italia con la Svizzera. Un viaggio, quello della Ferrovia Vigezzina-Centovalli, iniziato il 23 novembre del 1923.

Per celebrare questo anniversario, per i prossimi due anni partirà un treno speciale, il Treno delle quattro stagioni.

Da sempre, la stagionalità di questa speciale tratta ferroviaria è il suo forte. Sempre più apprezzata è sicuramente la stagione autunnale, grazie al celebre Treno del foliage, ma altrettanto affascinante è d’inverno quando il treno, con i suoi convogli bianchi e blu, attraversano i paesaggi silenziosi di un territorio candido ricoperto di neve.

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Fonte: Ufficio stampa

Il Treno del foliage che parte in autunno

 

Il Treno delle quattro stagioni

La Valle Vigezzo è nota per essere la Valle dei pittori, per via dei suoi bellissima paesaggi degni di un dipinto. Sulla scia di questa tematica, è nata l’iniziativa “Vigezzina Art Project“, che ha coinvolto alcuni artisti che hanno proposto di dipingere un convoglio. È nato così un treno panoramico Vigezzo Vision, totalmente personalizzato graficamente e rivestito di una speciale pellicola con le illustrazioni dell’artista Carlo Gloria, scelto tra i dieci che avevano sviluppato le loro idee creative.

La superficie esterna del treno si è trasformata in una tela bianca, come nella migliore tradizione artistica della Valle dei pittori. L’obiettivo è stato quello di produrre un’opera d’arte viaggiante dedicata al viaggio, al territorio e alla valorizzazione del paesaggio.

Il primo è partito il 25 novembre e l’ultimo lo stesso giorno del 2024. Nel corso di questi due anni saranno organizzati anche molti eventi, mostre, convegni, concerti, incontri enogastronomici e letterari tra Italia e Svizzera.

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Fonte: Ufficio stampa

La Ferrovia Vigezzina-Centovalli nella bella stagione

La ferrovia Vigezzina-Centovalli

È considerata la tratta ferroviaria più panoramica d’Italia. Il percorso di questo particolare treno si snoda tra la Val Vigezzo conosciuta come la Valle dei pittori per la storica presenza di paesaggisti e ritrattisti, e le Centovalli, per concludersi nel Canton Ticino.

Si tratta di un territorio di un’assoluta bellezza e di un altissimo valore ambientale e paesaggistico. Fare questo viaggio con il proprio o la propria partner è incredibilmente romantico.

La costruzione di questa linea, complementare a quella del Sempione, è stata il simbolo del progresso portato dal nuovo secolo. La Vigezzina (così è conosciuta la parte italiana della Centovalli) parte da Domodossola e si snoda attraverso paesaggi suggestivi dominati da fitti boschi, montagne che si alternano a verdi vallate, profonde forre scavate dai torrenti, corsi d’acqua e cascate di rara bellezza. Tutto ciò viene visionato dal viaggiatore che resta letteralmente a bocca aperta e incantato dal susseguirsi di scenari incantevoli.

Il percorso è lungo poco più di 50 chilometri e prevede 83 ponti e 31 gallerie e s’immerge totalmente nella natura. Il caratteristico trenino blu, non appena supera la Val Vigezzo, si insinua in territorio svizzero, attraversando il Canton Ticino. Si possono ammirare le Cento Valli, caratterizzate da una fitta vegetazione composta da boschi di faggio, corsi d’acqua e montagne dai fianchi frastagliati che donano al viaggiatore la bellezza di paesaggi unici.

 

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101 luoghi d’Italia che valgono un viaggio

Che l’Italia sia il Paese delle bellezze artistiche, architettoniche, storiche e naturalistiche non è una novità. Non per niente è la nazione con il maggior numero di Patrimoni riconosciuti dall’Unesco. Ma non sono molti a sapere che, oltre ai luoghi e ai monumenti più noti, ce ne sono tantissimi altri poco conosciuti che vale la pena scoprire.

La guida appena uscita “Vale un viaggio – Altre 101 meraviglie d’Italia da scoprire” della giornalista e critica d’arte Beba Marsano, edita da CinqueSensi Editore, raccoglie più di cento tra chiese, musei, siti e luoghi naturalistici poco noti e che, proprio come invita a fare il libro, valgono un viaggio.

L’autrice, che ha percorso in lungo e largo l’Italia, ci svela (ancora) 101 luoghi d’arte e bellezza fuori dai tradizionali percorsi proposti a “un turismo ormai assuefatto soltanto ai grandi miti italiani”. Ancora, perché questi 101 luoghi inediti vanno ad aggiungersi ad altri 202 riportati nei primi due volumi della guida “Vale un viaggio“, pubblicati rispettivamente nel 2016 e nel 2018. Tutti luoghi che l’autrice ha visitato in prima persona, tutti aperti al pubblico, magari in giorni e orari specifici, e che consiglia spassionatamente di vistare.

Siti artistici, luoghi naturalistici, borghi abbandonati, parchi, chiese e case-musei, ville, cappelle e collezioni private. Tra i 101 luoghi si trova davvero ogni sorta di bellezza nostrana, unica nel suo genere. Noi ne abbiamo scelti tre che ci siamo fatti raccontare dall’autrice e che ci hanno convinti ad andare a visitarli.

La misteriosa “Incompiuta”

Tra i luoghi di grande fascino che valgono un viaggio in Italia c’è sicuramente la cosiddetta “Incompiuta” che si trova in Basilicata. La sua storia è un intrecciarsi di vicende che vedono i monaci benedettini contendersi la realizzazione di un edificio religioso con un condottiero normanno, insieme al terribile Papa Bonifacio VIII – quello odiato da Dante – e ai Cavalieri di Malta.

Il risultato è un luogo incredibile, un’opera incompiuta ma dal grande fascino.  Così la descrive l’autrice: “Fuori Venosa, patria del poeta latino Orazio, uno scheletro di pietra appare – quasi irreale – nello splendido isolamento della campagna.

Segnala uno dei più singolari complessi monumentali dell’Italia medievale, quello della Santissima Trinità: monastero, chiesa, tracce del battistero paleocristiano e una colossale architettura a cielo aperto, fantasma di un grande edificio ecclesiastico, l’Incompiuta”.

Il gioiello del Castello di Aymavilles

Altro luogo che vale un viaggio è il Castello di Aymavilles, riaperto dopo anni di lavori di ristrutturazione solo lo scorso anno, è un piccolo gioiello valdostano che sembra uscito a un libro di fiabe.

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Fonte: 123rf

Il Castello di Aymavilles in Valle d’Aosta

Ma, a parere dell’autrice, merita di essere visitato soprattutto per un oggetto meraviglioso contenuto nelle sale del castello: “la scultura di alabastro bianco avorio di Santa Caterina d’Alessandria, la vera “dama” del castello, una delle opere d’arte sacra più incantevoli di tutto il Medioevo valligiano”, spiega Marsano.

Ma naturalmente merita anche il castello “Negli ambienti minuziosamente restaurati”, spiega l’autrice “dove ammirare vezzose porte dipinte, bizzarri decori (come il Cacherano evacuante sulla volta del piccolo bagno privato) e impressionanti dettagli architettonici (il sottotetto, vero gioiello della carpenteria lignea medievale)”.

La scalinata che sfida la gravità

“E’ un cameo emozionante da fare il trekking sulla Scala grande di Monesteroli, che consente di scoprire una porzione di Liguria ignorata da guide e viaggiatori”, esordisce Marsano raccontando il perché questo luogo valga un viaggio.

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Fonte: 123rf

La scalinata del borgo di Monesteroli, in Liguria

“Questo territorio estremo, che non digrada, ma precipita a mare, è il lembo terminale del Parco nazionale delle Cinque Terre dove, per albergare la vite tra macigni e burroni, il paesaggio è stato modellato nei secoli con un’impresa colossale: quei vigneti terrazzati sorretti da muri a secco, degni delle epiche fatiche di Ercole.

A collegarli nessuna strada, ma ripide mulattiere e ardite gradinate lastricate con la grigia pietra di Biassa, un’arenaria locale utilizzata anche per quella sfida alla gravità che è l’impressionante Scala grande di Monesteroli”.

Per conoscere le altre meraviglie d’Italia da scoprire raccolte nella guida non resta che leggerle.

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La copertina di “Vale un viaggio – Altre 101 meraviglie d’Italia da scoprire”
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Alla scoperta delle antiche tradizioni dell’artigianato italiano: 8 meraviglie da conoscere

Il nostro è un Paese ricco di tradizioni e costumi, spesso molto diversi tra loro, alcuni sono emersi negli ultimi anni mentre altri, invece, si tramandano da secoli. Da nord a sud convivono dunque forme d’arte e di artigianato diventate oggi un vero e proprio simbolo identitario provinciale o regionale.

Proprio partendo da questa consapevolezza Campeggi.com, il portale leader in Italia per campeggi e villaggi vacanze, ha deciso di farci vivere l’esperienza di un viaggio unico che conduce alla scoperta di 8 meraviglie artigianali italiane.

La lavorazione del legno e la “coppa dell’amicizia” in Valle d’Aosta

Nella splendida cornice della Valle d’Aosta uno dei protagonisti in assoluto dell’artigianato è il legno, le cui tecniche di lavorazione e intaglio vengono tramandate da secoli.

La massima espressione di queste abilità emerge nella “coppa dell’amicizia”, un recipiente con coperchio caratterizzato da diversi beccucci e nel quale viene versata una bevanda locale a base di grappa e caffè.

Secondo la tradizione, durante i ritrovi tra amici la coppa viene passata di mano in mano in senso orario per far sì che ognuno possa bere da un beccuccio diverso. Lo scopo? Celebrare l’amicizia tra i commensali.

L’affascinante liuteria tradizionale cremonese

La liuteria cremonese è una delle forme di artigianato italiano più celebri del mondo. Vi basti pensare che è persino iscritta tra i Patrimoni Culturali Immateriali dell’UNESCO.

Essa risale 1539, quando Andrea Amati avviò la sua bottega aprendo così la strada ad altre famiglie come i Guarneri e gli Stradivari, che portarono avanti la tradizione per secoli.

Grazie a loro sono nati violini, violoncelli, viole e contrabbassi per alcuni dei più grandi maestri della musica come Paganini. Oggi la tradizione è più viva che mai grazie alla Scuola Internazionale di Liuteria e al Museo del Violino.

liuteria cremonese

Fonte: Pixabay

La liuteria cremonese

Volterra con la lavorazione dell’alabastro

In Toscana è viva ancora oggi la tradizione legata all’alabastro, una roccia che nasce con l’accumulo millenario di gesso o calcare. I primi in Italia a maneggiare con maestria questa materia furono gli etruschi, la cui eredità oggi vive tra le strade di Volterra, dove è possibile trovare uno degli alabastri più pregiati d’Europa.

Qui gli artigiani locali creano meraviglie che si possono ammirare e acquistare all’interno delle botteghe del centro storico, mentre la storia e l’antica tradizione sono raccontate all’interno dell’Ecomuseo dell’Alabastro.

Le splendide tovaglie perugine

Ci spostiamo poi a Perugia per scoprire delle tele di lino bianco arricchite con trame e figure in cotone blu tinto a indaco: le preziosissime tovaglie perugine.

Nate tra le strade della città tra Medioevo e Rinascimento, nel corso degli anni sono state apprezzate e commercializzate in tutta Europa.

Oggi la loro lunga tradizione è raccontata all’interno del Museo-Laboratorio nell’ex-chiesa di San Francesco delle Donne.

I timbri del pane di Matera

A Matera, fino agli anni Cinquanta, il pane si preparava sempre tra le mura domestiche ma veniva poi portato al forno cittadino per cuocerlo. Per distinguere le diverse pagnotte, le famiglie imprimevano sull’impasto, grazie a un timbro in legno, un simbolo riconoscibile anche da chi non sapeva né leggere né scrivere.

Una tradizione che è stata abbandonata, ma nonostante questo gli artigiani locali continuano a intagliare i timbri del pane come memoria storica cittadina.

Le pipe calabresi di Brognaturo

Non lontano da Vibo Valentia, in Calabria, sorge Brognaturo, un piccolo centro dove gli artigiani realizzano a mano piccole e preziosissime opere d’arte: le pipe.

Oggetti che sono un vero e proprio fiore all’occhiello dell’artigianato locale in quanto sono intagliati nella radica di Erica arborea, un legno particolarmente duro e caratterizzato da venature uniche nel loro genere.

pipe calabresi di Brognaturo

Fonte: Unsplash

Le Pipipe calabresi di Brognaturo

Le teste di moro siciliane

Ci sono poi le teste di moro, una delle massime espressioni dell’artigianato siciliano. Esse affondano le loro radici in un’antica leggenda: nella Palermo dell’anno 1000 viveva una fanciulla che amava trascorrere le giornate sul suo balcone a occuparsi delle sue piante.

Un giorno un principe passò di lì e i due si innamorarono, ma quando lui le confessò di avere moglie e figli, lei gli tagliò la testa per poi esporla sul balcone con una piantina di basilico sulla cima.

A quel punto i passanti, affascinati da quella che pensavano essere un’opera d’arte, chiesero agli artigiani locali di realizzare dei vasi simili in terracotta, dando così vita a una tradizione millenaria ancora viva nell’area di Caltagirone.

L’arte orafa sarda

La filigrana sarda è una lavorazione dell’oro e dell’argento che consiste nel modellare e nell’intrecciare filamenti di metallo estremamente sottili.

Oggi è uno dei maggiori esempi di artigianato in Sardegna, tanto da essere utilizzata per ornamenti e gioielli spesso legati alla tradizione e alle leggende dell’isola, come quella secondo la quale questa tecnica sarebbe in grado di attirare forze magiche e benigne.

filigrana sarda

Fonte: Wikimedia Commons

La filigrana sarda

Contenuto offerto da Campeggi.com

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Sfavillante e spettacolare: il mercatino più antico d’Europa

È iniziato ufficialmente il periodo più magico dell’anno, quello durante il quale le persone si muovono in massa per andare alla scoperta delle atmosfere natalizie che pervadono il pianeta. È questo, infatti, il momento perfetto per organizzare nuovi e inediti viaggi, quelli che ci permettono di toccare con mano il miracolo di Natale.

Le strade, i quartieri e le piazze delle città di tutto il mondo si trasformano nel palcoscenico di uno spettacolo senza eguali che inebria e stordisce i sensi, fatto di luci scintillanti, di maestosi alberi di Natale, di prodotti tradizionali e di prelibatezze.

A capeggiare le nostre travel wish list sono i mercatini di Natale, protagonisti assoluti del periodo dell’Avvento, che invadono le città di tutto il mondo. Ci sono quelli grandissimi, e quelli raccolti, quelli tradizionali e quelli nati di recente. E poi c’è lo Striezelmarkt di Dresda, che oltre ad essere considerato uno dei mercatini più belli e grandi della Germania è anche il più antico d’Europa. Ed è bellissimo.

Dresda, una favola di Natale

Il nostro viaggio di oggi ci porta in una delle città più affascinanti di tutta Europa. Ci troviamo a Dresda, la capitale della Sassonia che affascina e sorprende per la sua architettura classica, la chiesa barocca di Frauenkirche e il maestoso Palazzo di Zwinger, ma anche per i numerosi e celebri musei che ospitano alcuni dei capolavori artistici più celebri di tutto il mondo.

Un viaggio a Dresda, questo è certo, non delude mai. Ma se è l’anima più romantica e suggestiva della città che volete conoscere ed esplorare, allora, il consiglio è quello di raggiungere la capitale della Sassonia durante il periodo dell’Avvento.

È in questa occasione, tra novembre e dicembre, che la città si trasforma in una cartolina di Natale fatta di suoni e colori, di luci scintillanti e di magia. Tutto merito dello Striezelmark, uno dei mercatini di Natale più belli e grandi della Germania e d’Europa, nonché il più antico.

Il mercatino di Natale più antico d’Europa

La storia dello Striezelmarkt di Dresda affonda le sue radici in tanti secoli fa. Uno dei primi documenti, che attesta l’esistenza di un mercatino natalizio allestito in città, risale proprio al 1434. In questo si parlava della presenza di un mercato che esponeva i dolci tipici della tradizione tedesca: gli Striezel (da qui il nome Striezelmarkt).

Grazie a questo documento è stato appurato che quello di Dresda è il mercatino di Natale più antico d’Europa, e forse di tutto il mondo.

La tradizione di allestire il mercato durante il periodo di Natale è stata perpetuata nei secoli, fino a questo momento, trasformando lo Striezelmarkt in una vera e propria attrazione turistica. Non è solo la sua storia antica ad affascinare, ma anche le sue proporzioni.

Allestito nell’Altmarkt, piazza principale e più antica della città, il mercato di Natale di Dresda è uno dei più grandi di tutto il Paese e dell’Europa. Qui, infatti, si snodano oltre duecento casette di legno che espongono prodotti locali, artigianali e tradizionali, creando un percorso delle meraviglie che si snoda per oltre un chilometro.

Passeggiare nel mercato vuol dire vivere un’esperienza emozionante e d’altri tempi. Raggiungerlo è facilissimo, basta seguire il profumo di mandorle tostate, frutta candida e vin brulè che conducono proprio lì, su quel sentiero illuminato da luci sfavillanti che addobbano le case in legno e che accendono tutto di magia.

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Gli accessori per viaggiare da acquistare nel Black Friday

Le vacanze invernali sono ormai alle porte, ed è proprio tempo di iniziare ad organizzarsi. Qualunque sia il tipo di viaggio che abbiate in mente, ci sono dei gadget indispensabili di cui non potrete proprio fare a meno: perché non approfittare degli sconti incredibili del Black Friday, acquistando tutto ciò che vi servirà per partire con serenità? Ecco alcuni accessori che vi potranno tornare utili in moltissime occasioni, oggi super scontati.

La bilancia pesa valigie

In aeroporto, uno dei pensieri più assillanti mentre si è in fila per il check in è per la propria valigia. Avrete messo tutto ciò che vi serve per la vacanza? Arriverà a destinazione senza problemi? E soprattutto, siete sicuri di non aver sforato il peso massimo consentito dalla compagnia aerea con cui viaggiate? Ecco, per quest’ultima perplessità c’è una soluzione pratica e super economica: la bilancia digitale pesa valigie. Si tratta di un accessorio molto comodo per chi vola spesso ed è sempre di fretta, quindi rischia di non prestare la giusta attenzione al proprio bagaglio.

Per utilizzarla basta un attimo: si appende la valigia al comodo gancio in dotazione alla bilancia e, sostenendola con entrambe le mani, potrete scoprire il suo peso con precisione e semplicità. Insomma, mai più sovrapprezzo per un bagaglio troppo pesante, grazie ad un minuscolo gadget da portare sempre con voi. È l’idea perfetta per partire con tranquillità e persino risparmiare un po’.

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Il cuscino da viaggio

Che vogliate viaggiare in aereo, in treno o in auto (come quest’inverno faranno molte famiglie, a causa dei prezzi alle stelle), un buon cuscino è quello di cui avete bisogno per riposare bene. Offrendo un ottimo sostegno al collo, vi permetterà di fare un bel sonno praticamente in qualsiasi condizione: non dovrete far altro che aggiungere una mascherina per occhi e un paio di tappi per le orecchie e vi garantirete un super pisolino anche nelle situazioni più “affollate”.

Come scegliere il cuscino da viaggio giusto per ogni esigenza? In commercio se ne trovano di molti tipi: uno dei più quotati è quello in Memory Foam, un materiale che si modella perfettamente sulle forme di ciascun utilizzatore garantendo un confort eccezionale e un supporto notevole. Meglio optare poi per un cuscino sfoderabile, così da poterlo igienizzare comodamente dopo ogni viaggio. E, per le vostre vacanze invernali, non c’è niente di meglio che un rivestimento in morbido peluche che offre calore e comodità.

L’adattatore universale da viaggio

Chi viaggia molto all’estero sa che è possibile incappare in un ostacolo alquanto sgradevole: la presa elettrica “straniera”. Se non siete attrezzati contro questa piccola emergenza, potreste trovarvi in seria difficoltà. Non avrete modo di caricare il vostro smartphone, che oggigiorno è il più fedele compagno d’avventura e non se ne può proprio fare a meno. E ovviamente dovrete dire addio a tablet, pc e qualsiasi altra forma di intrattenimento (e di lavoro) digitale, a meno che non troviate qualcuno che vi offra un adattatore.

Ecco perché è bene averne sempre uno con voi: l’adattatore universale da viaggio permette di collegare qualsiasi dispositivo elettrico alle principali prese utilizzate in tutto il mondo. Inoltre, è compatto e ha più di un’uscita, così da poter caricare contemporaneamente tutto ciò di cui avrete bisogno durante le vostre vacanze. Approfittando del Black Friday, potrete mettervi al riparo dal rischio di rimanere senza batteria nel momento meno opportuno.

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Dormire in uno chalet di neve: l’esperienza da sogno in Italia

Ci sono alcuni viaggi che sono destinati a creare i ricordi più belli di una vita intera, perché si traducono in esperienze uniche, magiche e straordinarie. E per viverle non abbiamo bisogno per forza di andare dall’altro capo del mondo, perché anche il BelPaese offre tutta una serie di avventure che attendono solo di essere vissute.

Città scintillanti da esplorare, borghi e villaggi dove toccare con mano le antiche tradizioni del Paese, e poi, ancora, parchi urbani e capolavori naturali firmati da Madre Natura. Non mancano neanche alloggi, sensoriali, emozionali e unici, che arricchiscono in maniera inedita e straordinaria ogni avventura vissuta.

E se è un’avventura al di fuori dell’ordinario che volete vivere, allora, vi basterà raggiungere Livigno questo inverno. Nel cuore delle Alpi, e immerso in un paesaggio fiabesco che sembra uscito da una favola, c’è uno chalet di neve all’interno del quale potete dormire, e vivere così un’esperienza da sogno.

Dormire in uno chalet di neve nel cuore delle Alpi

È una delle esperienze più incredibili, romantiche e suggestive, quella di cui vi parliamo oggi, la stessa che tutti ci meritiamo di vivere almeno una volta nella vita. Questa inedita avventura comincia a Livigno, nella località sciistica situata nel cuore delle Alpi italiane e al confine con la Svizzera.

Frequentata ogni anno da migliaia di turisti provenienti da ogni parte del mondo, Livigno è conosciuta soprattutto per i suoi snowpark, i luoghi prediletti dagli appassionati degli sport invernali. Anche gli amanti della natura, qui, possono vivere esperienze indimenticabili, quelle che permettono di stare a stretto contatto con un paesaggio autentico, primordiale e incontaminato, reso ancora più suggestivo dall’arrivo della neve.

È proprio in questo scenario suggestivo, e quasi magico, che è stato costruito uno chalet di neve. L’alloggio, situato proprio accanto all’Hotel Lac Salin SPA & Mountain Resort di cui è parte, porta la firma dell’artista locale Vania Cusini, e sarà prenotabile a partire dal 17 dicembre e fino al 19 marzo.

Oltre a dormire in una stanza che sembra uscita da una favola, e che è completamente ricoperta di neve, qui sarà possibile vivere la Snow Dream Experience, un’esperienza da sogno all’insegna della bellezza e del benessere.

Snow Dream Experience: l’esperienza da sogno in Italia

Si chiama Snow Dream Experience ed è l’esperienza da sogno ad alta quota che invita a vivere tutta la grande bellezza delle Alpi italiane con escursioni nella vallata innevata insieme agli alpaca, trekking con le ciaspole e sessioni di shopping all’interno di esclusive boutique, ma sopratutto che permette di dormire all’interno dello Snow Chalet.

L’alloggio, come si può vedere dalle foto, sembra uscito da una favola che parla di regni lontani e ghiacciati. Qui le persone potranno vivere un’avventura estremamente suggestiva e affascinante a oltre 1800 metri di altezza.

A disposizione di tutti gli ospiti che pernotteranno all’interno dello chalet di neve, ci saranno sacchi a peli termici, ma anche calde tisane alle erbe, servite direttamente all’interno dell’alloggio, per riscaldarsi durante le fredde sere d’inverno. Le persone che alloggiano nello Snow Chalet, inoltre, avranno accesso alla lussuosa spa dell’Hotel Lac Salin SPA & Mountain Resort. Il centro benessere, dotato di idromassaggi, sale relax, saune, bagni di vapore e docce emozionali, offre una vista panoramica esclusiva, che abbraccia tutto il panorama interno, e che è godibile proprio dalla piscina della struttura.

Snow Chalet, Livigno

Fonte: Ufficio Stampa

Snow Chalet, LivignoSnow Chalet, Livigno
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Inizia la caccia agli alberi di Natale più belli: questo è spettacolare

Le città che conosciamo si stanno trasformando: è la magia del Natale che prende vita creando scenari di immensa bellezza. Le strade, i quartieri e le piazze di tutto il mono sono diventate il palcoscenico ideale dello spettacolo più incantato di sempre.

Da una parte ci sono le decorazioni e gli addobbi suggestivi e affascinanti, dall’altra invece le centinaia di luci che illuminano i percorsi urbani, e non solo, permettendo alle persone di vivere e attraversare atmosfere straordinarie che solleticano tutti i sensi. L’olfatto, l’udito e il gusto, infatti, sono inebriati dai profumi del vin brulé e delle mandorle tostate, dalle soavi melodie del Natale e dalle tradizionali prelibatezze che appartengono a questo periodo.

Ma è anche il momento in cui, persone di tutto il mondo, si riuniscono attorno all’accensione degli alberi di Natale più belli del mondo. Sono tradizionali e bizzarri, scintillanti e lussuosi, e dalle dimensioni spettacolari come quello che è stato inaugurato nel Wakehurst Place e che è l’albero di Natale più alto del Regno Unito.

Dentro il regno di Natale

Il periodo che precede l’Avvento è quello durante il quale le persone programmano viaggi e gite fuori porta con un’unica missione, quella di andare alla scoperta delle incredibili atmosfere di Natale. I luoghi da raggiungere sono tantissimi perché, come abbiamo anticipato, le città di tutto il mondo si trasformano in magiche cartoline natalizie tutte da vivere.

E se è un viaggio all’insegna dell’incanto e della magia che volete vivere questo dicembre, il consiglio che vi diamo è quello di partire al più presto per il Regno Unito. Con un calendario fitto di eventi straordinari che si snodano su tutto il territorio, e che sono incorniciati da luci sfavillanti, il Paese si conferma ancora una volta il regno del Natale per antonomasia.

Oltre agli spettacoli scintillanti e luminosi che hanno invaso le strade di Londra, e agli eventi fiabeschi nei castelli, c’è un altro posto da raggiungere nel Paese, ed è quello che ospita l’albero più alto di tutto il Regno Unito. Si tratta di una secolare sequoia dalle dimensioni stratosferiche, che è stata già decorata e accesa illuminando gli splendidi giardini del Wakehurst Place.

L’albero di Natale più alto del Regno Unito

La nostra caccia agli alberi di Natale più belli del mondo ci ha portato qui, all’interno del Wakehurst Place. Ci troviamo nelle campagne del West Sussex, lì dove esiste una splendida dimora che appartiene al National Trust, l’ente che lavora per conservare e proteggere l’eredità storica e naturale di Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord. I giardini botanici che si snodano intorno alla casa per oltre due chilometri, invece, sono gestiti dai Royal Botanic Gardens di Kew.

La casa si trova nei pressi di Ardingly, un villaggio parrocchiale immerso e circondato da splendide campagne inglesi, ed è accessibile al pubblico tutto l’anno. Proprio qui, nei giardini che circondano l’edificio, è stato acceso il più grande albero di Natale vivente in Inghilterra.

Si tratta di una gigantesca sequoia che cresce anno dopo anno, e che ha raggiunto quest’anno i 35 metri di altezza. Di giorno è possibile ammirare l’albero in tutta la sua grandiosità. Al calar del sole, invece, le oltre 2000 luci che sono state posizionate sui rami dell’albero si accendono regalando lo spettacolo più scintillante e magico di sempre.