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Il futuro del Green Pass: perché salverà il turismo

Introdotto nel 2021 per contrastare la diffusione del Covid-19 e al tempo stesso permettere ai cittadini di tornare a spostarsi liberamente anche al di fuori dei confini nazionali, il Green Pass europeo si è rivelato uno strumento particolarmente utile. Soprattutto se confrontato alle altre misure di sicurezza adottate sia dai singoli Stati che a livello di Unione Europea. Sarà dunque proprio questo certificato a fare da modello per il futuro, qualora dovesse mai ripresentarsi una situazione di emergenza come quella che abbiamo vissuto negli ultimi anni.

Green Pass, che cosa succederà in futuro

Ufficialmente chiamato certificato digitale Covid UE, il Green Pass è stato uno dei principali strumenti adottati dall’Unione Europea per garantire nuovamente la libertà di movimento al di fuori dei confini nazionali, anche in tempi di emergenza sanitaria. Come ben ricorderemo, si tratta di un documento che dimostra l’avvenuta vaccinazione completa contro il Covid-19, la guarigione dall’infezione o l’effettuazione di un tampone negativo per accertarsi di non aver contratto la malattia. Per molti mesi ci ha accompagnati nei nostri primi viaggi post-pandemia, ed è stato proprio il Green Pass ad aver permesso al turismo di risollevarsi pian piano. Tanto che ora verrà preso come modello per future emergenze che potremmo trovarci ad affrontare, essendo un po’ più preparati.

La Corte dei Conti europea (ECA) ha recentemente affermato che questo strumento potrebbe salvaguardare i viaggi e gli spostamenti all’interno dell’UE, nel caso in cui dovessimo nuovamente vivere una crisi di portata simile a quella che il Covid ha portato con sé. È per questo che le autorità dovrebbero già pensare all’adozione di un quadro normativo comune a tutti i Paesi europei che permetta l’introduzione o la riattivazione tempestiva di un certificato digitale. In effetti, la base giuridica su cui il Green Pass ha visto la luce sta per venire meno, con la scadenza fissata per giugno 2023. È tempo di guardare al futuro e sfruttare questo modello per non trovarci nuovamente in difficoltà davanti ad una nuova emergenza.

Gli altri strumenti che hanno fallito

Assieme al Green Pass, l’UE ha adottato altri strumenti che non si sono però rivelati affatto così efficaci come sperato. Stiamo parlando dell’applicazione per il tracciamento dei contatti positivi, dei moduli digitali di localizzazione dei passeggeri (PLF) e delle piattaforme utilizzate per scambiare informazioni sanitarie tra i vari Paesi europei. Sebbene, come evidenziato dall’ECA, la Commissione Europea si sia mossa velocemente per affrontare la situazione di crisi, l’adozione di questi strumenti è stata inevitabilmente demandata poi ai singoli Stati membri, e molti di loro non hanno saputo sfruttarli al meglio.

“Purtroppo, non tutti gli strumenti sono stati recepiti e attuati in maniera rapida e corretta. Il successo del certificato digitale Covid UE non è stato quindi replicato” – ha affermato Baudilio Tome Muguruza, responsabile ECA per la revisione degli strumenti digitali. È sufficiente dare qualche cifra per capire l’insuccesso di queste misure di sicurezza. Il PLF, ad esempio, è stato utilizzato davvero solamente da quattro Paesi (e l’Italia è stata la capolista, avendo prodotto circa il 90% dei moduli complessivamente emessi nell’UE). Mentre l’app di tracciamento ha trovato un riscontro effettivo solo in Germania. Non è stato così per il Green Pass: “È stato l’unico strumento utilizzato in tutti gli Stati membri e anche da 45 Paesi non UE. Più di 1,7 miliardi di certificati sono stati emessi fino a marzo 2022″ – ha affermato l’ECA.

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In viaggio verso il Kenya senza cellulare. Chi vuole unirsi?

Le esperienze di viaggio, quelle straordinarie, indelebili e indimenticabili, sono probabilmente quelle all’insegna dell’autenticità e delle avventure genuine e senza fronzoli. Ecco perché sempre più viaggiatori scelgono destinazioni solitarie e immerse nella natura con l’unico desiderio di vivere le meraviglie che appartengono al mondo che abitiamo senza distrazioni.

Delle vere e proprie esperienze di disconnessione che non solo ci allontanano dalla città, ma anche dai social network, dal web e dalle continue notifiche dei nostri smartphone e dei device. Queste, almeno, sono le intenzioni di partenza delle cosiddette vacanze digital detox che non sempre, però, si traducono i fatti.

E allora ecco la sfida più stimolante dell’anno: partire verso una destinazione straordinaria lasciando il cellulare a casa. Quanti di voi vogliono unirsi a questo viaggio?

Partire senza cellulare: la sfida dell’anno

Partirà da Milano, il 10 marzo del 2023, il primo viaggio totalmente smartphone free dell’anno. A organizzare questa sfida, quella di restare senza cellulare per sette lunghissimi giorni, sono state Monica Bormetti e Stefania Clementi, fondatrici di YogaDigitalDetox.com, che hanno pensato a questa avventura come a un’esperienza di disconnessione totale dalla tecnologia.

La destinazione del viaggio è Nairobi e, siamo certi, non ha bisogno di presentazione. La bellezza della capitale del Kenya, infatti, precede il suo nome, così come lo fanno il Parco Nazionale della città, una delle più importanti riserve faunistiche del Paese, e l’orfanotrofio degli eleganti. Insomma, le cose da fare qui sono tantissime e tutte sono destinate a sorprendere. Chissà se i viaggiatori che giungeranno in città potranno apprezzarle di più senza il loro smartphone.

Nairobi, dicevamo, è solo il punto di partenza di un’esperienza autentica e genuina che proseguirà a Watamu, una piccola città costiera del Kenya conosciuta soprattutto per le spiagge di sabbia bianca e per i giardini di corallo. Trascorrere qui una settimana, senza tecnologia, sarà una vera e propria sfida per i partecipanti del viaggio.

Un’esperienza sicuramente al di fuori dall’ordinario che però permetterà alle persone che ne prendono parte di sperimentare un nuovo modo di viaggiare che abbraccia quella tendenza sempre più prepotente nei viaggi: disconnettersi dal mondo lì fuori.

La missione dell’avventura, infatti, è quella di andare alla scoperta di un luogo bellissimo senza distrazioni, con l’obiettivo di rilassarsi, riconnettersi a sé stessi e con la natura e ricaricare le batterie in un ambiente sereno e incontaminato. A rendere l’esperienza ancora più straordinaria ci pensa il meraviglioso paesaggio offerto da Watamu che fa da cornice a quello che si prospetta un viaggio indimenticabile.

In viaggio senza smartphone: un’opportunità

Ma è davvero possibile mettersi in viaggio senza uno smartphone? Una domanda lecita, questa, per la nostra generazione che è cresciuta proprio a pane e tecnologia. Siamo convinti, ormai, che il cellulare sia indispensabile per ogni spostamento, figuriamoci per quelli a lungo viaggio. E invece non è proprio così.

Lasciare lo smartphone a casa, e vivere un’esperienza totale di digital detox, può permetterci di esplorare le meraviglie del mondo senza distrazioni, ansie o preoccupazioni che, naturalmente, nascondo quando siamo sempre connessi.

Senza cellulare, invece, possiamo davvero concentrarci sull’avventura e su nient’altro, senza doverci preoccupare di postare ogni movimento sui social network o di essere connessi agli altri e per gli altri. Insomma, se è vero che è più importante “vivere che condividere”, questo viaggio lo dimostrerà.

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Europa Francia montagna Notizie trekking vacanze avventura Viaggi

Italia e Francia unite da 11 chilometri di sentiero

Italia e Francia sono unite da un nuovo tracciato internazionale dedicato allo scialpinismo con magnifico scorcio sul Monte Bianco: sono operativi e percorribili gli 11 chilometri del percorso transfrontaliero Skialp al Piccolo San Bernardo, tra Savoia e Valle d’Aosta.

L’iniziativa è sostenuta dal programma europeo Interreg ALCOTRA Italia-Francia con la partecipazione dei Comuni di La Thuile (coordinatore), Séez, Montvalezan, della Communauté de Communes de Haute- Tarentaise (CCHT) e del GEIE La Thuile La Rosière Sud Mont-Blanc.

Lo scenario del nuovo percorso senza frontiere

Il nuovo tracciato tra Italia e Francia si presenta come un’occasione unica per gli appassionati di scialpinismo di vivere un’esperienza rigenerante e potente dal punto di vista fisico ed emotivo, e di praticare l’attività sulla neve scoprendo luoghi di notevole valore naturalistico, storico e culturale del territorio italiano e francese al Piccolo San Bernardo.

Il percorso, infatti, consente di esplorare pendii e altopiani dell’Espace San Bernardo passando da un’altitudine variabile tra i 1.460 e i 2.574 metri con indimenticabili scorci sul Monte Bianco innevato, sui ghiacci perenni del Rutor e sulla più dolce distesa del Piccolo San Bernardo, con il suo ricco bagaglio di storia umana contrassegnata nei secoli dal passaggio di mercanti, pellegrini ed eserciti.

Un’ imperdibile e rara occasione per confrontarsi con la potenza della montagna in uno scenario mozzafiato, che non può lasciare indifferenti.

Gli undici chilometri di tracciato sono dotati di segnaletica per la sicurezza e la serenità degli sciatori nonché di un’app web che consente la geolocalizzazione e la scoperta dei punti di maggiore interesse.

I tracciati di Skialp

Il percorso appena inaugurato che unisce Italia e Francia offre una rara possibilità di confrontarsi con una montagna senza frontiere capace di restituire agli occhi e allo spirito tutta la sua forza e bellezza.

A scelta, può avere inizio dal lato italiano oppure da quello francese.

Il tracciato che inizia dall’Italia, lungo 11 chilometri, parte da Les Suches a 2176 metri e continua per circa 4 chilometri lungo una pista battuta e percorribile in piena sicurezza, fino a raggiungere il Colle del Belvedere a 2558 metri.
Da qui, è possibile proseguire verso la Francia seguendo la pista Carabiniers che conduce alla partenza della seggiovia Chardonnay con cui si raggiunge il Col de la Traversette, per poi scendere fino a La Rosière.

Invece, partendo da La Rosière sul lato francese, il tracciato sale fino al Col de la Traversette a quota 2383 metri per poi scendere fino alla partenza dello skilift Bellecombe 1: servendosi degli impianti Bellecombe 1 e Bellecombe 2 si raggiungono i 2558 metri del Colle del Belvedere da cui è possibile scendere fino a La Thuile. In questo caso il percorso misura 11,8 chilometri.

Gli sviluppi futuri

Il progetto Nouvelles Liaisons Transfrontalières (sostenuto dal Programma Interreg europeo Alcotra Italia-Francia) prevede 4 percorsi transfrontalieri che si aggiungono alle 2 Liaisons esistenti, quella stradale in estate e quella invernale tra gli impianti di risalita di sci alpino.

Si tratta di percorsi che agevolano la riconnessione con la montagna in tutte le stagioni, ristabilendo le relazioni tra persone, ambiente e antiche memorie.

Oltre al percorso Skialp per lo scialpinismo, sono in corso l’allestimento di un percorso per la bike (sia in mountain bike che in e-bike, con vari punti di ricarica), un sentiero escursionistico sull’itinerario del Consiglio d’Europa di Saint Martin de Tours nella tratta tra la Thuile e Séez, e una passeggiata sulle tracce della Memoria, alla scoperta del patrimonio del Colle del Piccolo San Bernardo, dall’antico Cromlech celtico alla Mansio romana fino all’Ospizio del Piccolo San Bernardo.

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Oslo, la Capitale con una foresta nel cuore della città

Oslo è una capitale tutta da scoprire, abbracciata da una natura rigogliosa e variegata, città europea con standard elevati, ristoranti di qualità, occasioni di shopping, vivace movida notturna e hub tecnologico in continua evoluzione.

È una meta particolare, cui dedicare il giusto tempo, ricca di sorprese e attrazioni sia all’aperto che al chiuso, con nientemeno che una foresta a venti minuti dal centro.

Oslo: i punti salienti da non perdere

Quando si pensa alla Norvegia, la prima immagine che viene in mente è la natura straordinaria, la motivazione principale per un viaggio da queste parti.

Una città allora, per quanto sia la capitale, potrebbe risultare meno interessante ed essere un po’ trascurata: niente di più sbagliato, soprattutto quando si tratta di Oslo, località da vivere e apprezzare grazie ai numerosi parchi, all’innovativa architettura, ai musei di fama internazionale e al variegato scenario culturale.

Per conoscerla meglio, il tour può iniziare con una tranquilla passeggiata nel centro, seguendo la lunghissima “Karl Johans Gate“, via dello shopping che, dalla stazione centrale, conduce alle tre attrazioni principali: la seicentesca Cattedrale con imponente torre campanaria, il Palazzo Reale, risalente alla prima metà del XIX secolo come residenza del re e aperto al pubblico dal 2002, e il parco pubblico che lo abbraccia, lo Slottsparken del 1840.

Imperdibili sono poi i musei, tra cui vanno citati quello dedicato a Munch, il Museo del popolo norvegese per scoprire il passato millenario della Norvegia e della Scandinavia, e il Museo delle Navi Vichinghe che ospita tre navi funerarie dell’epoca vichinga e propone un entusiasmante viaggio indietro nel tempo.

Spettacolari sono poi l’Oslofjord, il fiordo navigabile in barca, traghetto o mini crociera con partenza dal cuore pulsante della capitale, Aker Brygge, dai numerosi locali e bar all’aperto affacciati sul mare, e il Parco Vigeland, con un autentico museo a cielo aperto dedicato alle incredibili opere del noto scultore norvegese.

La Foresta di Nordmarka, cuore selvaggio in città

Fiore all’occhiello di Oslo, immersione perfetta nell’incanto dei paesaggi naturali della Norvegia, è la Foresta di Nordmarka (la “foresta del nord”), comodamente raggiungibile dal centro anche con i mezzi pubblici.

È una distesa incontaminata di verde, un luogo magico dove si esprime tutta la forza della natura norvegese, amata dagli abitanti in tutte le stagioni, luogo di relax, di benessere e di vita all’aria aperta.

I suoi boschi, a nord del celebre trampolino di salto con gli sci “Holmenkollen”, sono un’oasi ideale per gli amanti delle escursioni, del trekking, delle passeggiate, dello sci di fondo, delle gite in mountain bike oppure in slitta.

Inoltre, la vasta foresta di alberi secolari abbonda di ruscelli e laghi in cui ci si può divertire in kayak.

I percorsi e i sentieri sono ben segnalati e l’Ufficio Informazioni Turistiche fornisce cartine gratuite della zona per scegliere l’itinerario preferito: uno dei più gettonati è quello che esplora la zona attorno al lago Sognsvann (3,2 chilometri) il cui panorama appare uscito da un libro di fiabe, soprattutto al tramonto o ammantato dalla candida coltre di neve durante l’inverno.

Da qui partono numerosi altri sentieri che consentono di raggiungere zone più lontane e impervie, immerse nel silenzio e nell’atmosfera unica della foresta, al cospetto di laghi, scorci favolosi e un’indimenticabile vista panoramica sulla capitale.

Un’esperienza davvero da “una volta nella vita”.

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Europa Francia hotel Idee di Viaggio Svizzera Viaggi

In questo hotel puoi scegliere se dormire in Francia o in Svizzera

L’avidità, in senso positivo, è un sentimento che conoscono bene i viaggiatori. Un desiderio incontrollato di conoscere le culture degli altri popoli, di scoprire nuovi territori, di ammirare le bellezze di Madre natura e tutti quei monumenti architettonici e artistici che si sono trasformati in vere e proprie attrazioni turistiche.

Gli avventurieri che hanno fatto del viaggio uno scopo della vita, si riconosceranno senz’altro in questa descrizione. Proprio loro che vagano da una destinazione all’altra creando itinerari che gli permettano di scoprire quante più meraviglie possibili quando sono in viaggio. Dunque, perché accontentarsi? Perché non scegliere di stare in due Paesi contemporaneamente?

Esiste un posto, infatti, che permette di fare questo. Un alloggio unico al mondo in cui tutti dovremmo dormire almeno una volta nella vita. Un hotel che si snoda in due Paesi e che permette agli ospiti di scegliere se dormire in Francia o in Svizzera. Benvenuti all’Hotel Arbez.

Alloggiare in due Paesi contemporaneamente

Gli alloggi, lo sappiamo, sono diventati parte integrante e caratterizzante di esperienze di viaggio straordinarie e indelebili. Negli ultimi hanno ne abbiamo scovati e sperimentati tantissimi, eppure nessuno degli hotel che abbiamo visitato assomiglia a questo.

Il suo nome è Hotel Arbez, conosciuto anche più semplicemente come Arbézie. Si tratta di una struttura accogliente situata al confine tra due Paesi. Passeggiando tra i corridoi, e alloggiando in una delle camere dell’edificio, potrete attraversare i confini tra Francia e Svizzera, e viceversa, senza neanche rendervene conto.

Costruito nel XIX secolo dalla famiglia Arbez nei pressi del piccolo villaggio di La Cure, nel Canton Vaud, l’Arbezie è diventato involontariamente protagonista di una disputa territoriale tra la Francia e la Svizzera per ottenere il controllo della Vallée des Dappes. Al termine di questa il villaggio di La Cure è stato diviso a metà tra le due Nazioni, e le autorità hanno deciso di destinare la stessa sorte alle attività e agli edifici presenti sul territorio. Ma l’hotel Arbez si trovava proprio nel mezzo del confine, così ecco che è diventato per metà svizzero e per metà francese.

Trovandosi in una situazione senza precedenti, l’allora proprietario Max Arbez, ha proclamato l’edificio come sede del principato di Arbézie, creando in maniera umoristica e goliardica una micro-nazione con tanto di bandiera personale. Ecco perché alloggiare in questo edificio permette oggi di attraversare e visitare contemporaneamente non due Paesi, ma tre!

Vuoi dormire in Francia o in Svizzera?

L’hotel Arbez, come anticipato, si trova nel villaggio di La Cure. Costruita nel XIX secolo in stile alpino, la struttura è caratterizzata da un‘atmosfera rustica e accogliente che ha come obiettivo quello di far sentire gli ospiti come a casa.

L’hotel, ancora di proprietà della famiglia Arbez da 4 generazioni, consente ai viaggiatori di soggiornare contemporaneamente in due Paesi. Camminando tra i corridoi, e spostandosi da una parte all’altra dell’edificio, gli ospiti possono attraversare i confini della Francia e della Svizzera senza neanche rendersene conto. La posizione di alcune camere, poi, consente addirittura di dormire con la testa in Francia e con i piedi in Svizzera.

All’interno della struttura, inoltre, è presente anche una locanda, che ogni giorno presenta agli ospiti un menu che comprende le specialità culinarie dei due Paesi in questione.

Insomma, alloggiare qui permette di prendersi una pausa inedita dal caos cittadino e rilassarsi all’interno di un ambiente familiare e accogliente. Ma vuol dire soprattutto concedersi la straordinaria possibilità di stare in due Paesi contemporaneamente. E voi, in quale dei due volete dormire?

Una camera dell'hotel Arbez

Fonte: Photononstop /Alamy/ IPA

Una camera dell’hotel Arbez
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Idee di Viaggio Olanda Viaggi

C’è un posto in Italia che sembra uno scorcio d’Olanda

Organizzare un viaggio in qualsiasi luogo del mondo, e in ogni periodo dell’anno, è sempre un’ottima idea. Lo sanno bene gli avventurieri che non perdono occasione di esplorare il globo in lungo e in largo per andare alla scoperta di tutte le meraviglie che appartengono al nostro pianeta.

Si mettono in viaggio per toccare con mano i grandi capolavori di Madre Natura o per esplorare i monumenti artistici e architettonici che sono diventati i simboli di città e Paesi interi. Lo fanno per conoscere le culture, le usanze e le tradizioni dei popoli del mondo, ma anche per scoprire e riscoprire città, paesi e villaggi che mutano con l’alternarsi delle stagioni.

Ed è proprio per celebrare l’arrivo della stagione più magica di sempre, quella che vede il risveglio della natura, che abbiamo deciso di portarvi in un luogo incantato. Per visitarlo non abbiamo bisogno di volare dall’altra parte del mondo perché questo posto si trova in Italia. Si tratta di un castello del XIII secolo che ospita un giardino fiorito, e che in primavera sembra uno scorcio d’Olanda: è bellissimo.

Fioriscono i tulipani a Torino: l’appuntamento imperdibile

La primavera, dicevamo, è probabilmente una delle stagioni più affascinanti dell’anno. Tutto merito della natura che, con il suo lento risveglio, mette in scena spettacoli grandiosi e straordinari che incantano gli occhi e inebriano i sensi. Stiamo parlando delle fioriture, quelle cangianti e profumate, che colorano di magia le strade, i quartieri e le piazze delle città che conosciamo.

Tra le più celebri del mondo ci sono le fioriture dei tulipani, che ogni anno tingono di bellezza l’Olanda attirando migliaia di viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo. Ma come anticipato, non abbiamo bisogno di allontanarci così tanto dal nostro Paese, perché anche l’Italia ha il suo scorcio d’Olanda, ed è un incanto.

Ci troviamo nel cuore del Piemonte, tra Torino e Alba, è più precisamente a Pralormo, un paese di appena 2000 abitanti adagiato su una collina tra  Pianalto e l’inizio del Roero. È qui che sorge un castello medievale dalle fattezze fiabesche che vanta una delle fioriture più belle e straordinarie del BelPaese. A partire dal mese di aprile, infatti, oltre 100000 tulipani, accompagnati da narcisi, colorano i dintorni del Castello di Pralormo regalando ai visitatori uno spettacolo senza uguale.

Per celebrare la fioritura, ogni anno viene organizzata una mostra-evento che prende il nome di “Messer Tulipano”, e che attira visitatori provenienti da ogni parte d’Italia e non solo.

Migliaia di tulipani stanno per fiorire: il Castello di Pralormo sembra l’Olanda

Costruito nel XIII secolo come fortezza per la difesa del territorio, il Castello di Pralormo è stato posseduto da diverse famiglie che ne hanno segnato la storia e i lineamenti attuali,  fino ad arrivare a quella di Pralormo, dal quale prende il nome.

È stata proprio un’erede di questa famiglia a creare il giardino delle meraviglie. Dopo un viaggio in Olanda, e incantata dai colori e dai profumi delle fioriture, Consolata Pralormo ha deciso di inaugurare nella primavera del 2000 un grande evento dedicato proprio a queste piante bulbose.

Da quel momento in poi, e fino a oggi, la manifestazione “Messer Tulipano” è diventata un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti delle fioriture. Con l’arrivo della primavera, infatti, il parco progettato nel XIX secolo dall’architetto Xavier Kurten, si trasforma in un tripudio di colori e profumi che incantano lo sguardo e inebriano i sensi grazie alla fioritura di migliaia di tulipani e narcisi.

L’appuntamento annuale si svolge nel mese di aprile nello storico parco del Castello di Pralormo, con un’esposizione floristica che ogni anno si rinnova, portando in scena la fioritura di oltre 100000 tulipani di specie differenti.

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La location sarda di “Due vite”, il successo di Marco Mengoni

Un’immensa distesa sabbiosa e un cielo nuvoloso, schiarito solamente per un istante da qualche timido raggio di sole: è questa la location che Marco Mengoni ha scelto per il videoclip della sua ultima canzone intitolata Due vite, con la quale ha partecipato – e meritatamente vinto – il Festival di Sanremo 2023. Questo posto magico, che sembra quasi non appartenere al nostro mondo, si trova in realtà in Sardegna ed è una meta naturalistica molto amata dai turisti.

Le Dune di Piscinas, una bellezza sarda

Per una canzone così colma di sentimento, Marco Mengoni ha deciso di volare in Sardegna: non avrebbe mai potuto trovare una location più suggestiva che quella offerta dal parco costiero delle Dune di Piscinas, un’enorme area sabbiosa e incontaminata che si dipana lungo la Costa Verde. Siamo nel territorio di Arbus, piccolo comune situato nella regione sud-occidentale dell’isola, ed è qui che la forza del vento ha dato vita ad uno spettacolo della natura. Le dune sabbiose, modellate continuamente dalle correnti, offrono una vista mozzafiato che si stende ininterrottamente sino all’orizzonte, circondate qua e là solamente da qualche macchia verde.

Le Dune di Piscinas sono tra le più alte in Europa – alcune di esse raggiungono persino i 100 metri! – e si allungano nell’entroterra per almeno un paio di chilometri, lungo i quali l’unica cosa che si può vedere è la sabbia dorata che rifulge sotto i raggi del sole. È nel punto in cui invece incontrano il mare che nasce la Spiaggia di Piscinas, una lunghissima lingua sabbiosa lambita da acque cristalline, una vera e propria cartolina che sembra dipinta con una tavolozza di colori meravigliosi. Impossibile non rimanerne incantati, e i turisti possono trovare qui un angolino di pace dove abbronzarsi o fare un tuffo in mare lontani dalla folla.

Il paesaggio è unico al mondo, e se a prima vista potrebbe sembrare completamente desertico, non c’è niente di più sbagliato. A punteggiare l’enorme distesa sabbiosa sono piccole chiazze di macchia mediterranea, caratterizzate prevalentemente da ginepri secolari, giunchi altissimi e cespugli rigogliosi di splendide ginestre. Anche gli animali non sono certo assenti: qualche fortunato avrà sicuramente potuto avvistare un bell’esemplare di cervo sardo, e in estate le tartarughe marine escono dall’acqua per deporre le loro uova in grandi nidi sotto la sabbia, dove poi avverrà la schiusa. Davanti ad un panorama del genere, si può rimanere soltanto estasiati.

Le Dune di Piscinas

Fonte: Ph. Andrea Bianchera

Le Dune di Piscinas

Come arrivare alla Spiaggia di Piscinas

Come può un luogo così affascinante essere ancora incontaminato? A contribuire è senza dubbio il fatto che, per raggiungerlo, ci sono poche opzioni (e non tutte agevoli). Un paio di strade conducono sino a pochi passi dalla Spiaggia di Piscinas, che è anche dotata di un piccolo parcheggio. Ma sono entrambe sterrate, tortuose e molto strette, quindi non tutti hanno il coraggio di percorrerle. Eppure, è un’occasione unica per scoprire un paesaggio incredibile, dove il tempo sembra essersi fermato. Ci sono infatti alcune tappe che meritano una visita, lungo il percorso.

È il caso dell’antico borgo minerario di Ingurtosu, ormai quasi completamente abbandonato e caratterizzato da piccole abitazioni semidiroccate. Sembra quasi di stare nel far west, con case ridotte in rovina e tutto ciò che gli abitanti vi hanno lasciato che è ormai sepolto sotto strati di sabbia. È a due passi da qui che un tempo si trovavano le miniere più importanti di tutta la regione, dalle quali si estraevano piombo, zinco e argento. L’intera vallata rientra nel Parco Geominerario della Sardegna, e si stende proprio fino alle Dune di Piscinas.

Le Dune di Piscinas

Fonte: Ph. Andrea Bianchera

Le Dune di Piscinas
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Si allunga la ciclabile Garda by Bike, la più panoramica d’Italia

È la pista ciclopedonale più panoramica d’Italia, con una vista mozzafiato su uno degli scorci più pittoreschi del nostro Paese. A strapiombo sul Lago di Garda, una volta ultimata collegherà tutto il lungolago tra Lombardia, Veneto e Trentino. Sarà un anello di 166 chilometri, perfetto per gli appassionati della bicicletta ma anche delle passeggiate della domenica.

Inaugurato nel 2018 il primo tratto, oggi la Garda by Bike va pian piano allungandosi aggiungendo tratti a quegli scarsi – ma bellissimi – 2 km che vanno da Limone sul Garda a Capo Reamol, nel bresciano, al confine con il Trentino-Alto Adige.

È da poco stato inaugurato un nuovo tratto della ciclovia a Malcesine, in provincia di Verona. Poco meno di 2 km che corrono a ridosso della galleria di Navène di Malcesine. Ma in realtà, dei 67 km che toccano la sponda veneta del Lago di Garda, buona parte è già stata completata.

Un’impresa da acrobati

Per costruire il primo tratto della Garda by Bike, che in parte è a strapiombo sull’acqua, c’è voluta un’impresa di acrobati che ha fatto uso di imbracature, cavi e persino di elicotteri per agganciare la sottile passerella di legno e acciaio alle pareti rocciose della montagna a 50 metri d’altezza, con un impatto visivo minimo della struttura sull’ambiente.

I lavori di estensione della pista saranno conclusi entro il 2025, quando la ciclabile toccherà anche il resto dei Comuni trentini e veneti.

Un anello intorno al Garda

Una volta ultimata, la Garda by Bike sarà la pista ciclopedonale più bella e panoramica d’Italia e piacerà agli italiani ma anche agli stranieri che ogni anno visitano il nostro lago. A sua volta, sarà collegata con altre piste ciclabili già esistenti. Prima fra tutte la Ciclovia del Sole, un itinerario di oltre 2.000 km che unisce il Brennero con Santa Teresa di Gallura, in Sardegna, e che attraversa ben undici Regioni.

Sarà collegata anche con la Ciclovia del Vento, la dorsale cicloturistica del Po, in una rete di percorsi che abbracceranno lo specchio d’acqua unendo le sponde del lago e che, nei prossimi anni, offrirà una rete di lunga percorrenza su scala nazionale di oltre mille chilometri.

Se quest’opera ingegneristica è diventata già un’attrazione turistica di primo piano per l’Alto Garda, nei prossimi anni siamo certi che trasformerà tutta la zona in un vero e proprio paradiso per gli amanti del cicloturismo di tutta Europa.

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Fonte: IS

La Garda by Bike a Limone sul Garda
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Koh Kood, l’isola più selvaggia della Thailandia

La Thailandia è una destinazione amata dai turisti di tutto il mondo. Presa d’assalto praticamente tutto l’anno, è un vero paradiso tropicale in cui ognuno di noi può trovare la sua dimensione ideale. Ma c’è un’isola, generalmente meno caotica delle altre, che è una vera esplosione di natura, un fazzoletto di terra selvaggio che saprà conquistare il cuore di tutti i suoi visitatori: Koh Kood.

Dove si trova Koh Kood

La meravigliosa isola Ko Kood si trova nel Golfo di Thailandia, a poca distanza dalla Cambogia, nella provincia di Trat. Chiamata anche Ko Kut, è la quinta isola più grande del Siam e fa parte dell’arcipelago di Mu Ko Chang che è caratterizzato da un totale di 52 isole per lo più disabitate.

Visitarla è come fare un viaggio nella Thailandia più autentica, quella di tanti anni or sono, prima che diventasse una così bramata meta turistica. Ciò vuol dire che non presenta particolari attrazioni turistiche, discoteche o simili: è una vera esplosione di natura esotica, flora e fauna selvaggia, mare turchese cristallino e lunghe spiagge di soffice sabbia bianca.

Facendo tappa a Koh Kood vi ritroverete in un’isola davvero particolare che si distingue per il suo interno selvaggio e lussureggiante impreziosito da un alternarsi continuo di montagne, picchi scoscesi e cascate, per arrivare poi fino a baie e lagune incontaminate che prendono vita tra scogliere di roccia granitica e lava vulcanica. Tante anche le spiagge di sabbia bianchissima lambite da un mare limpido, barriere coralline e pesci tropicali dai mille colori.

A lungo trascurata dal governo thailandese, solo dai primi anni del 2000 ha iniziato a sviluppare un principio di turismo e attualmente può essere raggiunta con uno dei tanti traghetti giornalieri, per via aerea con 1 ora da Bangkok sulla cittadina di Trat, oppure via terra privatamente in circa 4/5 ore con destinazione porto di Laem Sok.

isola Koh Kood

Fonte: iStock

Spiaggia di Ao Tapao sull’isola di Koh Kood

La natura incontaminata di Koh Kood

Scegliendo come meta Koh Kood dovete essere consapevoli che qui non troverete musei o templi per approfondire la conoscenza della cultura locale. Fare un viaggio da questa parti, infatti, vuol dire scegliere di immergersi in numero considerevole di luoghi incantevoli ma nei quali lasciarsi cullare dalle infinite meraviglie della natura.

Sulla costa meridionale, per esempio, potrete mettervi alla prova grazie a una serie di ripide pareti di roccia che possono essere scalate. Non mancano i percorsi percorsi di trekking che si addentrano nella giungla di mangrovie e alberi tropicali.

Essendo un’isola percorsa da diversi torrenti e piccoli corsi d’acqua, Koh Kood pullula anche di splendide cascate. Una di queste è la Klong Yai Kee Waterfall, ma non da meno è la Klong Chao dove è possibile fare un tuffo in un’acqua color smeraldo dai riflessi turchesi.

Questa zona, tra le altre cose, è popolata da scimmie, maiali selvatici, macachi, caprioli, pappagalli, falchi e molti altri uccelli dai mille colori.

Da non perdere, inoltre, sono Sai Yai e Makayuk, due enormi alberi secolari – da 200 a 500 anni – situati nell’entroterra dell’isola. Sono degli incredibili arbusti che sono in grado di produrre delle radici aeree che pendono dai rami, toccano terra e diventano altrettanti fusti supplementari. Una particolarità che rende questi alberi davvero giganteschi.

Cascata di Klong Chao

Fonte: iStock

La cascata di Klong Chao

I villaggi da non perdere

Chi vuole saperne un po’ di più sulla popolazione locale, non può di certo non fare una sosta al villaggio di Ao Salat dove c’è il molo principale. Si caratterizza per essere un grazioso paesino abitato prevalentemente da pescatori che vivono in palafitte.

Altrettanto tipico è il villaggio di Ao Yai, anch’esso dimora di pescatori, che si distingue per essere davvero colorato e pieno di suggestivi ponticelli.

Le spiagge più belle dell’isola

È praticamente impossibile fare un viaggio in Thailandia e non pensare al suo incantevole mare. E come vi dicevamo in precedenza, l’isola pullula di spiagge che sono un vero sogno a occhi aperti. La principali distese di sabbia bianca e fine sono situate lungo la costa occidentale, ma non sono da meno quelle che si trovano altrove.

Le prime che vi consigliamo sono Secret Beach e Haad Klong Yai Kee beach, due spiagge bellissime un po’ difficili da raggiungere su strada ma che valgono assolutamente la pena. Haad Klong è la più piccolina e lambita da un’acqua dalle tonalità verdi/azzurre. Secret Beach – come lascia intendere il nome- si trova nascosta dietro a un promontorio roccioso. Dall’acqua così limpida che sembra un diamante, è situata di fronte a un’altra straordinaria perla thailandese: l’isola di Koh Raet.

La più centrale e frequentata è Ao Klong Chao Beach che è composta da una finissima sabbia candida circondata dalle mangrovie della foresta tropicale. Qui potrete trovare la maggior parte dei resort più rinomati.

Altrettanto affascinante è Soneva Khiri Beach, una spiaggia privata che dà il nome al vicino hotel. Il posto perfetto per dedicarsi a varie attività sportive come lo snorkeling, la pesca subacquea e il kayak.

Koh Kood spiagge più belle

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Una delle spiagge di Koh Kood

Decisamente più intima Yak Kee Beach, non distante dall’omonima cascata. È importante sapere che è piuttosto difficile da raggiungere a causa delle sconnessioni del sentiero per accedervi, ma una volta arrivati sarete felici di averlo fatto.

C’è poi Tapao Beach, un’altra spiaggia molto interessante lunga circa un chilometro e contornata da alte palme da cocco.

Il viaggio alla scoperta delle fantastiche spiagge di quest’isola continua con Ao Ngam Kho beach, una baia di circa 650 metri di sabbia bianca grezza e porosa. Un punto in cui la bassa marea arriva poco, e quindi ideale per fare tuffi indimenticabili.

Infine – ma le spiagge presenti sull’isola non sono di certo finite qui – Ao Phrao Beach, una delle più incontaminate dell’isola.

Per ultimo, è bene sapere che il periodo migliore per andare nell’isola di Ko Kood va da novembre ad aprile con qualche eccezione per maggio in quanto è un mese transitivo tra la stagione calda (da novembre ad aprile) e quella delle piogge (da maggio ad ottobre).

L’arcipelago in cui si trova quest’isola eccezionale della Thailandia è particolarmente esposto ai venti monsonici che provengono da sud-ovest. Ciò vuol dire che da maggio in poi le piogge diventano sempre più frequenti, e in particolare ad agosto, settembre e ottobre sono molto insistenti.

spiaggia di Koh Kood tramonto

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I tramonti di Koh Kood
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Puoi dormire “sotto sale” nel primo hotel salato al mondo

Le esperienze di viaggio, quelle uniche, irripetibili e indimenticabili, passano anche e sopratutto per gli alloggi. Le strutture ricettive, infatti, non rappresentano più solo i luoghi del riposo e del ristoro, ma diventano parte integrante e caratterizzante delle nostre avventure.

Case sull’albero, baite immerse nella natura, hotel a tema e strutture ricettive uniche e sensazionali si sono trasformate ormai in vere e proprie attrazioni turistiche da raggiungere e scoprire per vivere esperienze entusiasmanti e inedite.

E se è un’avventura così che volete vivere, allora abbiamo trovato l’alloggio giusto per voi. Si tratta di un luogo unico, suggestivo e surreale, situato al cospetto di una delle più straordinarie meraviglie mai create da Madre Natura: il Salar de Uyuni. Proprio qui, nei pressi del deserto salato che appare come un enorme specchio in cui riflettersi, è stato costruito il primo hotel di sale del mondo. Ed è anche l’unico. Pronti a partire?

Dormire nei pressi del Salar de Uyuni: l’esperienza “sotto sale”

Esistono luoghi così belli che non si possono descrivere o raccontare, ma solo vivere. E il Salar de Uyuni è uno di questi. Situato in Bolivia, questo bacino endoreico che si snoda su una superficie di oltre 10000 chilometri quadrati è considerato tra i più grandi del mondo. Formatosi a seguito dell’evaporazione di laghi preistorici si è trasformato nella più grande distesa salata del pianeta, nonché in uno dei luoghi più magici del mondo intero.

Il Salar de Uyuni sembra una favola, un paesaggio onirico e una visione: durante la stagione delle piogge, quando la superficie si ricopre d’acqua, la distesa si trasforma in uno specchio nel quale riflettersi. E tutto diventa magico!

Insomma, raggiungere il Salar de Uyuni è una di quelle esperienze da fare almeno una volta nella vita. Ma si può fare di più, una volta giunti qui. Si può dormire all’interno del Palacio de Sal, il primo e unico hotel di sale al mondo, situato proprio nei pressi del grande deserto di sale.

Palacio de Sal, interni

Fonte: 123rf

Palacio de Sal, interni

Palacio de Sal: dormire in un hotel di sale

Nato dalla straordinaria visione dell’architetto Juan Quesada Valda, è probabilmente ispirato dalla grande distesa di sale che si snoda proprio nelle vicinanze, il Palacio de Sal è il primo hotel di sale al mondo, ed è uno degli alloggi più straordinari del mondo intero.

La struttura ricettiva è situata a sud di La Paz, ed è il punto di partenza perfetto per raggiungere il Salar de Uyuni e scoprire tutte le meraviglie straordinarie che appartengono a questo luogo. Progetto per la prima volta degli anni ’90, nel 2004 l’hotel è stato completamente ricostruito con l’obiettivo di portare avanti la missione dell’architetto: quella di coniugare in un unico luogo la bellezza della natura e i servizi di lusso.

E alla fine il sogno si è avverato. Palacio de Sal oggi è un hotel elegante, lussuoso e sicuramente eco sostenibile, dato che la struttura è realizzata interamente con il sale. Le pareti, così come i tetti e i soffitti a cupola, sono realizzati con mattoni di sale e non sono gli unici. Il sale, infatti, è elemento ricorrente anche nel design e nell’arredamento degli interni così da perpetuare quel dialogo continuo con le meraviglie che si snodano tutto intorno all’hotel.

Come abbiamo anticipato, Palacio de Sal è un hotel di lusso. Non mancano, infatti, un ristorante raffinato, una Spa bellissima e numerose suite dotate di tutti i comfort a completare l’offerta. Il vero lusso, però lo sappiamo, sta nella possibilità di dormire all’interno di una struttura bellissima che si affaccia su uno dei capolavori più incredibili di Madre Natura.

I tetti si sale del Palacio de Sal

Fonte: iStock/SL_Photography

I tetti si sale del Palacio de Sal