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Italia: prevista un’estate di turismo da record

Quella che sta per arrivare si prospetta un’estate senza precedenti per il turismo all’aria aperta in Italia. Non solo: il 2023 potrebbe essere l’anno migliore da un decennio a questa parte, dietro solo al 2017. A dare la buona notizia sono i dati dell’Osservatorio del Turismo di Human Company, in collaborazione con Thrends, società specializzata in analisi e strategie nel settore Tourism & Hospitality. Ecco cosa è emerso.

L’estate dei numeri record in Italia

La stagione estiva 2023 promette davvero bene per il settore turistico italiano. Le previsioni snocciolano numeri record di presenze, tanto che si parla di 56,6 milioni di visitatori nei soli mesi di giugno, luglio, agosto e settembre. Dati in aumento del 2% rispetto al 2022 (55,5 milioni) e dell’1% rispetto al 2019 (55,9 milioni), nel pre-pandemia da Covid-19. Come detto, l’estate in arrivo sarà dietro solo a quella del 2017, quando si sono registrate 57,9 milioni di presenze.

Secondo il report dell’azienda dell’hospitality in Italia, specializzata nel turismo ‘open air’, questo sarà l’anno del consolidamento del recupero dei flussi turistici registrato nell’estate 2022. Se la pandemia, con il bisogno di fare esperienze all’aria aperta, a stretto contatto con la natura, ha dato un’accelerata al turismo outdoor in Italia, questa tendenza è rimasta ancora preponderante per i viaggiatori, sempre più in cerca di vacanze attive tra escursioni, trekking, passeggiate, itinerari in mountain bike, camping e glamping.

“Questa forma di ricettività è sempre più mainstream sia per gli italiani, per i quali non è più una necessità post-pandemica, sia per gli stranieri, che – da sempre amanti di questa tipologia di vacanza – ritornano nel Belpaese”, commenta Domenico Montano, direttore generale Human Company .  La componente estera risulta la più promettente, considerando che, stando alle stime, raggiungerà il 51% del mercato, diventando così quello trainante. Resta invece stabile quello italiano, che consiste ne restante 49%, risultando ancora in linea con il 2021 e il 2022.

Le regioni più ambite dai visitatori

Nel 2022 il settore outdoor ha registrato 66,1 milioni di presenze e l’Italia è stata il secondo mercato europeo, dopo la Francia. Il 59% della domanda del mercato italiano, riguardo ai viaggi all’aria aperta, è assorbita dalle prime cinque destinazioni nel 2022, che sono:

  • Toscana
  • Veneto
  • Emilia Romagna
  • Marche
  • Puglia

Per quanto riguarda il mercato estero, il 69% della domanda è assorbita dalle prime cinque destinazioni nel 2022, ossia:

  • Veneto
  • Toscana
  • Lombardia
  • Alto Adige
  • Piemonte

L’impatto degli aumenti e del cambiamento climatico sui viaggi

Per la definizione delle stime è stata fondamentale l’analisi dei fattori di impatto derivanti dal contesto macro-economico in cui ci troviamo attualmente. Il caro carburante, ad esempio, determina l’aumento dei prezzi anche per i mezzi di trasporto, rendendo più oneroso per le tasche dei viaggiatori la pianificazione degli spostamenti lunghi. Di conseguenza, ne risentono purtroppo le tariffe di aerei e treni per i periodi estivi.

A impattare sulla spesa dei viaggiatori, ma non sulla loro propensione al viaggio, sarà anche la crescita dei prezzi al consumo, di ogni categoria, oltre che il costo dell’energia e delle utenze dovute all’inflazione. L’aumento delle tariffe medie di tutti i comparti ricettivi, invece, può influenzare l’organizzazione delle vacanze riguardo alla soluzione scelta e alla durata del soggiorno.

Il cambiamento climatico, con l’innalzamento della temperatura, porta a una differente pianificazione delle vacanze, rendendo mesi come giugno e settembre maggiormente attrattivi. Meno impattanti invece il perdurare del conflitto in Ucraina rispetto a quanto visto nell’estate 2022. Infine, l’assenza quasi totale delle restrizioni imposte dalla pandemia nelle scorse estati fa tornare a programmare viaggi in destinazioni lontane.

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Questo treno a vapore ti farà vivere un’esperienza slow e mozzafiato

Tecnologia e sviluppo hanno permesso di fare passi da gigante quando si parla di trasporti. In poche ore possiamo percorrere migliaia di chilometri o essere dall’altra parte del mondo. Tra i mezzi di trasporto che conservano ancora un fascino quasi immutato, nonostante i grandi progressi, il treno è uno di questi. Salire su una carrozza ha quasi un effetto rilassante e la Nilgiri Mountain Railway incarna tutto questo. Iniziata nel 1891 ci sono voluti 17 anni per completarla, ma a distanza di più di un secolo rimane ancora una delle tratte ferroviarie più belle dell’India nonostante per percorrere pochi chilometri impieghi circa cinque ore.

Un viaggio speciale immerso nella natura

Il trenino, come affettuosamente è chiamata la Nilgiri Mountain Railway dai locali, trae il suo nome dalla bellezza del paesaggio che la circonda. Infatti, Nilgiri, la catena montuosa della regione del Ghati occidentale nell’India del Sud, significa montagna blu e prende spunto dal colore che inonda la collina quando viene baciata dal sole.

Una volta saliti su questo treno in un attimo il tempo sembra fermarsi. Infatti, i passeggeri che decidono di percorrere questa tratta lo fanno per potersi rilassare e staccare dalla vita frenetica. Il mezzo per percorrere 46 chilometri impiega circa cinque ore, raggiungendo fino a 2.203 m di altitudine attraversando 16 tunnel, 250 ponti e 208 ripide curve sulla catena montuosa dei Ghati occidentali.

Una fermata della Nilgiri Mountain Railway

Fonte: Getty Images

Una suggestiva stazione della Nilgiri Mountain Railway

Il paesaggio che si può ammirare dai finestrini è mozzafiato, proprio il Ghati grazie alla sua biodiversità è considerato patrimonio mondiale dell’Unesco. Tenendo gli occhi ben aperti si può ammirare la curva naturale della collina, le cascate nate in seguito all’azione dei monsoni o animali tipici della zona. Lungo il percorso, infatti è possibile ammirare in lontananza il gaur randagio, meglio conosciuto come il bisonte indiano. Ma non è l’unico esemplare, gli animali possono essere osservati nel loro habitat naturale circondati dal verde.

Un tuffo nel passato

Un tempo sospeso, quasi irreale, accompagna tappa dopo tappa il viaggiatore. Non è solo la natura a rapire la vista, ma anche la storia raccontata dalle differenti stazioni. Ooty, ad esempio grazie alla sua altitudine in passato era la meta preferita dal Raj britannico quando voleva un po’ di refrigerio dal caldo estivo. Un’abitudine tramandata alla popolazione, infatti ancora oggi è il rifugio di molti indiani e il luogo perfetto per trascorrere la luna di miele.

La Nilgiri Mountain Railway immersa nella natura

Fonte: Getty Images

La Nilgiri Mountain Railway circondata dalla natura incontaminata

Affacciandosi al finestrino, poi, sembra che tutto sia rimasto come ai tempi della costruzione della ferrovia. Le piantagioni di tè si estendono a perdita d’occhio ed è ancora possibile vedere come una coltivazione così antica sia rimasta viva. Tutto merito delle persone del posto che ancora coltivano e lavorano nei campi.

La Nilgiri Mountain Railway non è l’unica ad essere ancora attiva in India, ce ne sono alte come la ferrovia himalayana di Darjeeling nel Bengala occidentale e la ferrovia di Kalka Shimla nell’Himachal Pradesh a nord del paese asiatico, che proprio per la loro struttura e storia sono diventate patrimonio mondiale dell’Unesco. È un riconoscimento più che meritato perché è difficile trovare in altre parti del mondo ferrovie con questa storia e queste caratteristiche.

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Alla scoperta di una meravigliosa città europea con vista sull’oceano

Una città perfetta per passeggiare e divertirsi, animata giorno e notte, con vista sull’oceano e spiagge in pieno centro? Esiste ed è La Coruña, suggestiva località portuale della Galizia, nella Spagna nord-occidentale.

È una meta adatta a tutti, non ancora inflazionata dal turismo internazionale, dove crogiolarsi al sole, sperimentare il buon vivere caro agli abitanti, scoprire attrazioni uniche e assaporare la deliziosa cucina.

Ricchissima di chiese, musei, animazione, ristoranti ed eventi, antica eppure moderna e vivace, La Coruña sa davvero farsi ricordare.

Le tappe da non perdere a La Coruña

Dal centro storico al lungomare, i punti di interesse che offre la città galiziana sono innumerevoli, sufficienti per trascorrere un intenso weekend o anche di più.

Nel cuore de La Coruña, ecco Piazza dell’Obelisco dove immergersi nella vivacità della vita locale passeggiando lungo le vie per tradizione più legate al commercio, Rego de Auga e calles Real, che convergono nella suggestiva Piazza di Maria Pita, intitolata all’eroina che nel 1589 capeggiò la rivolta contro gli inglesi intenzionati a conquistare la città.

Principale piazza nonché gettonato luogo di ritrovo, si presenta con un aspetto signorile, fiancheggiata da eleganti palazzi tra cui spicca la Casa Consistorial (il Municipio) in stile modernista.

Da qui, si apre la città più antica dove fare un tuffo nella storia visitando la romanica Chiesa di Santiago del XII secolo, l’altrettanto affascinante e romantica Piazza di Azcárraga, ombreggiata da platani millenari, la Collegiata di Santa Maria del Campo di stile tardo-romanico, con all’interno il Museo di Arte Sacra custode di opere dal XII al XV secolo, e la Piazza e il Convento di Santa Barbara, che si fregiano del titolo di “Insieme Storico Artistico”.

Ma siamo appena all’inizio.

Vale la pena ricordare il Giardino di San Carlos, “Insieme Storico Artistico”, dove i muri della fortezza del 1843 ospitano la sede dell’Archivio del Reino de Galicia, la Chiesa delle Cappuccine con facciata in stile barocco compostelano, le chiese barocche di San Jorge e San Nicolás, il Convento di Santo Domingo dalla facciata settecentesca, la Casa-Museo Emilia Pardo Bazán, nobile dimora della scrittrice galiziana dell’Ottocento, la Casa-Museo Picasso dove il noto pittore visse dai 9 ai 13 anni e il quartiere dei Cantones, impreziosito da edifici con magnifiche vetrate in stile modernista.

Non dimentichiamo, inoltre, che per molti abitanti la città è il suo lungomare: il Paseo Marítimo è una bellissima via pedonale e ciclabile di 13 chilometri da percorrere al proprio ritmo che, dal porto, raggiunge le favolose spiagge e segue le curve della tortuosa costa della Galizia donando vedute indimenticabili sull’oceano, cuore pulsante di La Coruña.

Fiori all’occhiello qui sono il Castello di San Antón, sede del Museo Archeologico Provinciale, la Torre d’Ercole, faro alto 59 metri costruito dai Romani e tuttora funzionante, visitabile all’interno per una vista impagabile sulla città e sull’oceano, il Parco delle Sculture, museo a cielo aperto che ospita le opere di 18 artisti della regione, e l’Aquarium Finisterre, tra gli acquari più importanti di Spagna con sale espositive interattive legate al mare.

Per un’immagine da cartolina, ecco poi l’Avenida de la Marina, con le caratteristiche case con gallerie bianche con vetrate del XIX secolo che hanno valso a La Coruña il nome di “Città di Cristallo”.

Le spiagge ai piedi della città

La Coruña è anche sinonimo di incantevoli spiagge lambite dall’oceano, un autentico sogno balneare.

La più nota è Praia de Riazor, graziosa spiaggia di città comodamente raggiungibile dal centro storico percorrendo il lungomare: qui, lo sguardo rimane incantato dalle acque blu, dalla penisola del centro città e dallo skyline dei moderni edifici.

A est, si staglia invece per 600 metri la sabbiosa Praia de Orzán mentre più solitaria è Praia das Lapas, inserita in una baia remota tra l’Acquarium e la Torre d’Ercole.

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Curiosità itinerari culturali musei Viaggi

In questo museo puoi vivere un’esperienza “sottosopra”

L’arte è dinamica e in continuo movimento, nel corso dei secoli gli stili si sono susseguiti rispecchiando anche le esigenze del pubblico. Il luogo ideale per ammirare le grandi opere è senza dubbio il museo che a sua volta si è evoluto e ha cercato di rimanere al passo con i tempi trasformandosi. Accanto ai classici luoghi in cui ammirare i capolavori ci sono edifici che hanno abbracciato il concetto di arte sensoriale. Sì, perché ammirare un’opera vuol dire anche viverla in pieno e divertirsi e questo è il concetto che sta dietro al Museo del sottosopra a Yantai.

Il museo in cui tutto è sottosopra

In Cina, nella provincia dello Shandong e nello specifico nella città di Yantai gli amanti delle foto e dei selfie non vedranno l’ora di visitare il Museo del sottosopra. Ma di cosa si tratta? Il museo ha la caratteristica di avere al suo interno stanze con i mobili montati al contrario pronti a diventare i protagonisti di immagini bizzarre. Infatti basta scattare la foto, capovolgerla e in un attimo vi troverete a testa in giù o allungati sulle pareti per un effetto davvero realistico.

Yantai e il Museo del sottosopra

Fonte: Ipa

Uno scatto all’interno del Museo del sottosopra

Quello che caratterizza il museo è che si tratta della ricostruzione di un appartamento con le differenti stanze. Potete ad esempio reggervi in equilibrio con un dito sul letto, oppure passeggiare direttamente sul soffitto della camera da letto. I modi per realizzare foto divertenti e fuori dal comune non mancano, ad esempio potete far credere di stare per cadere nella tromba delle scale o essere provetti equilibristi rimanendo in bilico sulla bicicletta. Un’esperienza di sicuro curiosa e assolutamente da provare.

I musei fuori dal comune in giro per il mondo

Il Museo del sottosopra di Yantai non è l’unico al mondo di questo genere e non bisogna andare molto lontano per vivere un’esperienza simile. In Europa a pochi chilometri da noi, in Olanda ad Amsterdam ospita The Upside Down che ha lo stesso concept di quello di Yantai con qualche caratteristica in più. Qui le stanze oltre a rappresentare gli interni di una casa come la sala reale, offrono la possibilità di vivere un’esperienza immersiva nel vero senso della parola. All’interno di The Upside Down, c’è una piscina con palline di plastica trasparenti che si illuminano in base al colore preferito in cui immergersi e fare un tuffo particolare. Per chi sogna una vita da star e lo stile dei ricchi, invece, all’interno del museo c’è la riproduzione di un jet privato tutto rosa.

Museo del sottosopra a Yantai in Cina
Un divertente scatto all’interno del museo

Non solo sottosopra, i musei possono diventare un luogo in cui giocare e sperimentare illusioni ottiche e per farlo basta rimanere in Italia. A Roma, infatti, c’è il Museo delle Illusioni il luogo in cui è possibile fare nuove esperienze per tutte le età. Oltre alla Stanza del Sottosopra, ci si potrà liberare della forza di gravità all’interno della Stanza dell’Infinito o vivere un’esperienza divertente e insolita all’interno del Vortex Tunnel, in cui tutti i sensi verranno ingannati.

Di sicuro questi musei così particolari sono l’occasione giusta per concedersi qualche momento di svago e leggerezza e vivere l’arte a 360°.

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Campania itinerari culturali Notizie Salerno Viaggi

In una città italiana è avvenuta una scoperta che “cambierà la storia”

Nel 2019, lungo le mura di una meravigliosa e antica città italiana, è stato scoperto un sontuoso e prezioso santuario. Nel corso degli anni i lavori di ricerca sono continuati, e in questi gironi hanno riportato alla luce tesori di vero pregio.

Nuove scoperte nel tempietto di Paestum

Ci troviamo a Paestum, un’antica città della Magna Grecia in provincia di Salerno dove, grazie ai lavori messi in atto per riportare alle luce un santuario scoperto nel 2019, stanno emergendo incredibili sorprese.

In questi giorni, grazie al al lavoro di una squadra di archeologi coordinata da Francesco Mele, sono stati fatti molti ritrovamenti preziosi come un basamento in pietra con tanto di gradini d’accesso e la delimitazione della cella che ospitava la divinità. Poi ancora le decorazioni in terracotta colorata del tetto che presentano persino dei gocciolatoi a forma di leone.

Tantissimi sono anche gli ex voto che sono ritornati in superficie, ma a colpire più di altri è stato senza dubbio un eros a cavallo di un delfino, un’immagine che potrebbe rimandare al mitico Poseidone, il dio del mare che ha dato il nome a questa antica e magnifica città.

Ma non è finita qui, perché gli scavi hanno reso possibile il ritrovamento anche di una gorgone, di un’Afrodite e ben sette teste di toro. Se vi state chiedendo perché dal 2019 tutti questi tesori sono emersi solo oggi la risposta è molto semplice: questi lavori furono in realtà avvitati nel 2020, per poi essere bloccati dalla pandemia e quindi ripresi solo da qualche mese.

Le dichiarazioni degli addetti ai lavori

Tiziana D’Angelo, direttrice del Parco Archeologico di Paestum e Velia, ha dichiarato all’ANSA che questo è uno scavo che promette di “cambiare la storia conosciuta dell’antica Poseidonia”.

Una scoperta davvero unica e che “accende una luce molto interessante sulla vita religiosa antica”, come ha dichiaro dg musei Massimo Osanna ricordando che le ricerche archeologiche fatte a Paestum negli anni ’50 intorno ai templi maggiori non furono scientificamente documentate.

Mentre D’Angelo, sempre all’agenzia ANSA, ha sottolineato che: “Quello che oggi ci troviamo davanti è il momento in cui il santuario, per motivi ancora tutti da chiarire, viene abbandonato, tra la fine del II e l’inizio del I sec. a C”.

Cosa dimostrano le analisi

Le analisi condotte fino a questo momento hanno dimostrato che le decorazioni risalgono al primo quarto del V secolo a C., quando nella colonia greca erano già stati costruiti alcuni dei più importanti edifici come il tempio di Hera e quello di Atena.

In riferimento al tempietto, Gabriel Zuchtriegel, ex direttore di Paestum e oggi alla guida di Pompei, ha invece fatto sapere che: “È il più piccolo tempio periptero dorico che conosciamo prima dell’età ellenistica, il primo edificio che a Paestum esprime pienamente il canone dorico. Quasi un modello in piccolo del grande tempio di Nettuno“.

Assolutamente eccezionale però è anche la distesa di oggetti da poco rinvenuta: sono dei piccoli ma preziosi capolavori di artigianato. Insomma, come ha dichiarato la direttrice del parco sempre all’ANSA, Paestum è :”Ogni giorno una sorpresa”.

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Borghi luoghi misteriosi Puglia Salento Viaggi

Nel cuore del Salento esiste un borgo fantasma: lo conosci?

Dimenticato, surreale e spettrale, ma anche affascinante a suo modo. C’è una piccola frazione nel Salento che ha una storia incredibile e che rappresenta una meta imperdibile per chiunque voglia scoprire questa zona della Puglia a tutto tondo. Monteruga è nota anche come “borgo fantasma”, un vecchio villaggio rurale abbandonato e che oggi dà come l’impressione di trovarsi al centro di una tipica località del West americano. In realtà la frazione sorge in provincia di Lecce, a pochi chilometri dagli incantevoli luoghi della costa come Porto Cesareo e Torre Squillace. Ma cos’è che rende unica una visita nel borgo salentino?

La storia curiosa di Monteruga

La storia di Monteruga può essere fatta risalire al periodo fascista. La frazione venne infatti costituita nel 1928, l’esempio tipico di un villaggio rurale dell’epoca. Negli anni Cinquanta, poi, la SEBI (Società Elettrica per Bonifiche e Irrigazioni) acquistò i terreni e fece lavorare in zona moltissime persone. Negli anni Ottanta i terreni furono spartiti dopo la privatizzazione dell’azienda e non si è più riusciti a rivalutare il borgo, nonostante la volontà di creare uno stabilimento turistico, progetto mai andato in porto. Ancora oggi si possono ammirare i resti di vita vissuta di un passato che non è poi così lontano dai giorni nostri.

Gli alloggi sono ben riconoscibili, come anche la scuola rurale, la piazza, la chiesa in cui si festeggiava Sant’Antonio Abate ogni 17 gennaio con una spettacolare processione, la caserma e persino il campo per giocare a bocce. Pittoresca, poi, è la scritta che si legge sulle pareti del vecchio stabilimento vinicolo: “Chi beve vino campa più a lungo del medico che glielo proibisce”. I turisti che si avventurano in questa parte del Salento sono soprattutto curiosi di capire se si tratti di una leggenda oppure di qualcosa di reale. Purtroppo nel tempo si sono fatti spazio il degrado e l’incuria, facendo progressivamente dimenticare tutte quelle realtà che un tempo animavano il posto.

Gran parte degli edifici è in stato fatiscente, ma comunque ogni dettaglio di Monteruga potrebbe essere apprezzato meglio addentratosi negli interni: purtroppo non c’è alcun tipo di controllo e bisogna anche ricordare che negli anni non sono state effettuate attività di manutenzione. I rischi non mancano dunque e il consiglio è quello di limitarsi a una passeggiata per le vie ormai deserte. Ci si può fermare nella piazza centrale, immaginando come doveva essere una normale giornata in questa parte del Salento oppure una domenica di festa. Eppure il suo passato non può essere dimenticato così facilmente.

Gli anni d’oro del borgo fantasma

Nel suo momento di massimo splendore, Monteruga arrivò a contare 800 abitanti, tutti impegnati a lavorare nei campi o negli stabilimenti. Proprio queste attività erano particolarmente apprezzate e riconosciute in tutto il Salento: quando ci si doveva affidare al meglio della produzione di vino e tabacco per quel che riguarda questa zona della Puglia non si poteva non pensare all’attuale borgo fantasma. Di sicuro è un’esperienza fuori dal comune: quando si viaggia in territorio salentino si cercano magari altre località, ma Monteruga merita almeno di essere conosciuta per quello che è stato e quello che poteva diventare.

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Curiosità mare ristoranti Viaggi

Mangiare in una bolla vista mare: l’esperienza suggestiva

Chi l’ha detto che per andare a scoprire le bellezze della Thailandia bisogna percorrere tantissimi chilometri? Il viaggio può essere più breve del previsto se si decide di sperimentare un’esperienza unica, quella del Thai Boat. Il nome è quello di un ristorante che non sorge nel paese asiatico, ma a una distanza interessante da noi. È un locale unico nel suo genere e si trova in Svezia, per la precisione nella capitale Stoccolma. L’impressione è proprio quella di trovarsi in territorio thailandese, ma in realtà si tratta della Scandinavia. Pranzare o cenare in questo ristorante significa provare emozioni incredibili, da “gustare” almeno una volta nella vita.

Le graziose bolle-igloo del ristorante

Il Thai Boat si trova nel distretto-isola di Sodermalm e una delle sue caratteristiche principali è quella di vere e proprie bolle con vista mare in cui consumare i pasti in tutta tranquillità. È una sorta di magia: i clienti del ristorante hanno la possibilità di entrare all’interno di igloo riscaldati posizionati su un molo accanto alla struttura principale del locale. Quest’ultimo, infatti, non è altro che una nave caratteristica, con tanto di sabbia e palme per riprodurre in maniera perfetta l’atmosfera di un lido thailandese.

Ristorante Thai Boat Stoccarda

Fonte: Getty Images

Thai Boat a Stoccarda

Le temperature rigide della Svezia non sono affatto un problema. Nelle bolle-igloo, infatti, l’ambiente è piacevolmente riscaldato e si può rimanere all’interno per circa due e ore e mezza: il tempo vola di sicuro in un ambiente così spettacolare e l’esperienza è a dir poco emozionante. Il periodo che va da settembre ad aprile è l’ideale per provare gli igloo del Thai Boat che poi vengono smontati nel corso dell’estate. Ce ne sono davvero di ogni tipo, pensati per coppie, ma anche per gruppi più numerosi. Come già anticipato, sono i colori e le luci a fare la differenza, soprattutto quando si cena in strutture così particolari. La sensazione è quella di far parte di un piccolo mondo a sé stante, lontani dai rumori della città.

Ma non ci sono soltanto le bolle-igloo a rendere speciale l’esperienza. Da maggio ad agosto è possibile approfittare del ponte che è stato costruito per dare l’idea di essere su un molo autentico. Ci si può sedere all’aperto, al riparo dal sole grazie a grandi ombrelloni e soprattutto protetti dal vento. Nello stesso periodo è accessibile persino una piccola spiaggia artificiale per degustare drink e rilassarsi: il canale di questa zona di Stoccolma dà l’idea del mare e, seduti sul lettino, si ammira un panorama davvero piacevole.

Alla scoperta dell’isola di Sodermalm

La location di Thai Boat non è stata scelta a caso. Sodermalm è infatti la più grande isola in assoluto di tutta Stoccolma, una tappa imperdibile se si vuole apprezzare appieno la capitale svedese. È un luogo dal “carattere” vivace e alternativo, pieno di locali e di punti panoramici che rendono la visita ancora più suggestiva, a prescindere dalla stagione. La cena nella bolla-igloo è quindi la degna conclusione di una giornata dedicata alla scoperta di questa splendida isoletta, di sicuro uno dei momenti più indimenticabili dell’intero viaggio a Stoccolma.

Il caratteristico ristorante Thai Boat

Fonte: Getty Images

Il caratteristico ristorante Thai Boat a Stoccolma
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Tra mare e rocce, un paradiso italiano: la Grotta di Nettuno

È una meraviglia del creato, un paradiso terrestre fiore all’occhiello della città di Alghero e di tutto il Mediterraneo: la Grotta di Nettuno, “ricamata” dalla natura, rifugio da sempre del dio del mare, è un luogo da ammirare con i propri occhi almeno una volta nella vita.

Tra le falesie a strapiombo sul blu del promontorio di Capo Caccia, a 24 chilometri dalla città, la Grotta risale a ben 2 milioni di anni fa e si presenta come una delle cavità marine più grandi d’Italia, disegnata da incredibili formazioni carsiche, una candida spiaggia e un maestoso lago sotterraneo, con uno sviluppo orizzontale di quattro chilometri allo stesso livello del mare.

Scoperta probabilmente da un pescatore algherese alla fine del Settecento, è oggi un gioiello che attrae, ogni anno, più di 150.000 visitatori provenienti da tutto il mondo (e non è difficile immaginare il perché).

Tutto il fascino dello splendido itinerario turistico

L’entusiasmante itinerario turistico al cospetto della magnifica Grotta di Nettuno è di circa un chilometro percorrendo il sentiero appositamente ricavato lungo il costone laterale.

Dall’ingresso, drappeggiato da stalattiti e stalagmiti, la prima tappa mozzafiato è il Lago La Marmora, trasparente lago salato annoverato tra i più grandi d’Europa, con la bellissima spiaggia sabbiosa, un tempo ricoperta da piccoli ciottoli e, per questo, chiamata “Spiaggia dei Ciottolini”.

Al centro, svetta l’Acquasantiera, monumentale stalagmite di due metri nata dallo stillicidio eterno come la Grotta: sulla sua sommità, ecco alcune piccole vaschette dove si raccoglie l’acqua dolce, preziosa fonte per gli uccelli che nidificano nell’area marina protetta di Capo Caccia – Isola Piana nel cuore del Parco di Porto Conte.

Percorrendo una leggera discesa, si raggiunge la “Sala delle Rovine“, ornata da imponenti stalattiti, e subito dopo la “Sala della Reggia” dove è impossibile non rimanere estasiati: uno spettacolo magico, reso ancora più emozionante dalle cristalline acque del lago che fanno da specchio a colossali colonne che si ergono fino al soffitto per nove metri, quasi lo sorreggessero.

Tra intarsi, lavori a traforo, mosaici e un lusso armonico e simmetrico, si erge un’immensa colonna di 18 metri mentre, sul fondo del lago, tra festoni calcitici e grandi colate, spicca la forma stalagmitica “Albero di Natale”.

Proseguendo, si incontra la Sala Smith con la colonna più imponente della Grotta, il Grande Organo, le cui colate assomigliano, appunto, alle canne di un organo, e poi la Cupola, formazione dalle pareti lisce unite al soffitto con una colonna che ricorda la cupola di una Cattedrale.

Dopo averne ammirato la maestosità, è il momento della Sala delle Trine e dei Merletti, adornata da frange, merletti, delicati intarsi e, infine, della Tribuna della Musica, balcone dalla vista panoramica unica dall’alto sulla Grotta di Nettuno.

Come raggiungere la Grotta di Nettuno

Tappa imperdibile durante un soggiorno ad Alghero, la Grotta di Nettuno è raggiungibile con due itinerari, uno via terra e uno via mare.

Via terra, sono circa trenta minuti di auto da Alghero seguendo la SS127bis e poi la Strada Provinciale 55 per arrivare al punto più estremo del promontorio di Capo Caccia dove si trova l’ingresso alla Escala del Cabirol (Scala del Capriolo) con i suoi 654 scalini ricavati nella roccia.

È possibile anche servirsi dei mezzi pubblici con un autobus extraurbano giornaliero che parte dal terminal principale di via Catalogna ad Alghero (durata del viaggio 50 minuti).

Via mare, le imbarcazioni partono ogni giorno dal molo di Cala Dragunara a Porto Conte o dal porto turistico di Alghero con un viaggio di 40 minuti che consente di ammirare la costa, i promontori rocciosi di Punta Giglio e Capo Galera, e la magnifica Riviera del Corallo tra la natura selvaggia e incontaminata.

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Tuvalu, il paradiso terrestre che rischia di scomparire

Uno dei Paesi più affascinanti del mondo è anche uno dei meno visitati e la maggior parte di noi potrebbe non riuscire mai ad ammirarlo prima che scompaia.

Si tratta di Tuvalu, Stato insulare dell’Oceano Pacifico centro-occidentale, a metà strada tra l’Australia e le Hawaii, al di sopra di una barriera corallina a forma di anello che abbraccia una laguna, con isolette lungo il bordo: un’oasi straordinaria che, tuttavia, sta rischiando di svanire dalla faccia della Terra a causa dell’innalzamento del livello dei mari.

Tuvalu, il paradiso terrestre che non ci sarà

È sicuramente un viaggio da “una volta”, prima che sia troppo tardi, quello che porta all’arcipelago delle Tuvalu (in passato Isole Ellice), le nove isole che comprendono sei piccoli atolli poco abitati e tre isole coralline con spiagge ornate da palme: con una superficie di appena 26 chilometri quadrati, è la quarta nazione più piccola al mondo.

Ma non soltanto: per via dell’erosione del territorio provocata dal cambiamento climatico, è anche il secondo Paese meno popolato poiché molti abitanti hanno dovuto trasferirsi altrove.

Un autentico paradiso terrestre che, quindi, sembra destinato a scomparire. La sua conformazione di atollo corallino con un’altezza massima di appena 4 metri sul livello del mare lo sta mettendo in serio pericolo: l’aumento del livello del mare, infatti, è oggi stimato di 1-2 millimetri l’anno.

Se tale ritmo venisse confermato, Tuvalu potrebbe essere sommerso entro 50-100 anni: il governo, per provare a strappare la terra al mare, ha varato un progetto di sviluppo sostenibile per ridurre la dipendenza dal petrolio e lanciato appelli alle nazioni industrializzate affinché diminuiscano le emissioni di gas serra.

Tuttavia, se il peggio dovesse accadere, è pronto un piano di evacuazione per trasferire i residenti in Nuova Zelanda e nelle isole vicine, previ accordi con i rispettivi governi.

Una distesa di colori e di bellezza

Gli atolli di Funafuti, Nui, Nanumea, Nukulaelae, Nukufetau e le isole di Nanumanga, Niutao, Vaitupu e Niulakita appaiono come una distesa mozzafiato di colori che spaziano dal verde intenso al turchese, abbracciate dalla barriera corallina e da una moltitudine di piccole isolette che sembrano navigare nell’oceano.

L’isola principale dell’atollo di Funafuti è Fongafele, capitale dell’arcipelago, su cui si trova l’aeroporto internazionale dove atterrano i voli provenienti dalle Isole Fiji, unico modo per arrivare a Tuvalu.

Nelle vicinanze, cattura lo sguardo uno splendido e caratteristico “maneapa“, il luogo di ritrovo degli abitanti spesso utilizzato per riunioni della comunità, giochi, spettacoli di danza e canto.

Di sicuro interesse anche il Library and National Archive che ospita una raccolta di volumi su Tuvalu nonché una notevole collezione di giornali, riviste e libri dedicati al Pacifico, e il Philatelic con gli ambiti e rari francobolli dell’arcipelago, apprezzati in tutto il mondo per i loro colori e grafiche.

La bellezza dell’isola maggiore si regala anche alla Laguna di Funafuti, dai colori accesi e acque limpidissime.

E non è tutto: la fragile meraviglia di Tuvalu si concentra nella Funafuti Conservation Area, riserva naturale protetta di appena 33 metri quadri raggiungibile solamente in barca rivolgendosi al Funafuti Town Council.

L’incantevole territorio è distribuito lungo cinque isolette disabitate dove è vietato praticare la caccia, la pesca e raccogliere piante o fiori.

Plasmate da boschi di palme, sabbia d’argento e mare turchese, sono l’habitat privilegiato per numerose specie di uccelli, paradiso per il birdwatching, mentre la barriera corallina è punteggiata da una miriade di pesci coloratissimi, ideale per lo snorkeling.

Ancora, da non perdere un’escursione sull’isoletta di Funafala, perfetta per immergersi nella vita gioviale dei tulaviani e assaporare la loro ospitalità, e all’isola di Tepuka dalle spiagge abbaglianti su cui rilassarsi al sole.

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Il viaggio più bello che si possa fare è in barca: i migliori itinerari

Con le giornate che si allungano e i primi caldi che fanno capolino nella vita di tutti noi, la mente va subito all’organizzazione di una vacanza da passare al mare. Sapete qual è la miglior soluzione in questo bellissimo periodo dell’anno? Un’esperienza in barca che, per fortuna, si può fare anche senza patente nautica.

Come fare una vacanza in barca

Se non sapete niente, o avete poche informazioni sui viaggi in barca, niente paura! Esistono diverse realtà nate per supportare i viaggiatori a districarsi nella scelta della tipologia di imbarcazione ideale per le proprie esigenze. Tra queste, SamBoat, che conta più di 50.000 imbarcazioni, con o senza skipper, in più di 1.400 destinazioni e in 76 Paesi in tutto il mondo.

Tramite una piattaforma semplice, sicura e trasparente, potrete valutare tutte le opzioni disponibili, ognuna delle quali garantisce affidabilità e sicurezza. Questa azienda offre anche assicurazione on-demand e un servizio assistenza attivo 7 giorni su 7.

E no, non è strettamente necessario essere in possesso di patente nautica perché mette a disposizione, per chi lo desidera ma anche per chi ne ha bisogno, il servizio skipper: un professionista che può vantare un’esperienza consolidata nel comando e nella conduzione di barche. In sostanza è una figura professionale che è perfettamente abile nel gestire l’imbarcazione in qualsiasi condizione atmosferica.

Con tutti i ponti primaverili in arrivo, ma anche per la prossima estate, ecco a voi una serie di itinerari da fare in barca proposti dalla stessa azienda di noleggio imbarcazioni.

Ponza: la meta perfetta per il relax

Se il vostro obiettivo è rilassarvi il più possibile tra le infinite meraviglie del mare, la meta migliore in cui farlo è l‘isola di Ponza, dove, grazie a una barca è davvero facile godere di tutti benefici offerti dal contatto con la natura. Del resto, Ponza si distingue per essere un piccolo paradiso che può vantare degli abissi ricchi di pesci che si aggirano nei pressi di meravigliose grotte sul mare scavate nella roccia.

Le spiagge più suggestive e le calette più emozionanti sono accessibili solo via mare, per questo il noleggio di una barca è la soluzione più indicata per vivere una vacanza da sogno. Tra quelle da non perdere vanno segnalate Chiaia di Luna e Cala del Core: la prima è così chiamata perché vanta la forma dell’unico satellite naturale della Terra, mentre la seconda è una delle più romantiche poiché la natura, sulla sua parete rocciosa, ha creato una sorta di graffito che assomiglia a un cuore.

Su uno yacht di lusso in Campania: il top del romanticismo e divertimento

La primavera è quella spettacolare stagione in cui sbocciano i fiori d’arancio, e allora perché non regalare un addio al celibato o al nubilato a cinque stelle? Per farlo potreste pensare di affittare uno yacht di lusso e fare rotta verso luoghi ricchi di storia, natura mozzafiato e ottimo cibo come quelli che offre la Campania.

Tra le tappe da non perdere non si possono non citare Napoli, Salerno e la famosa Costiera Amalfitana in cui scorgere i faraglioni di Capri, perdersi tra i vicoli della romantica Positano e lasciarsi andare alle delizie della cucina regionale in riva al mare di Amalfi. Qualunque sarà la vostra scelta, sarete in una zona che il modo intero ci invidia.

Tra windsurf e snorkeling in Salento

Se siete amanti degli sport acquatici non potete non pensare al Salento, un territorio d’Italia che è perfettamente in grado di regalare una vacanza attiva e adrenalinica ma senza dimenticare, ovviamente, le sue acque cristalline e le sue spiagge paradisiache sabbiose.

Una delle mete ideali, per esempio, è Porto Cesareo e in particolare tra le spiagge di Torre Chianca e del Bacino Grande: le zone in cui dedicarsi al windsurf e al kitesurf grazie ai venti che baciano questo tratto di costa pugliese.

Da queste parti, inoltre, noleggiando una barca a motore è anche possibile scoprire alcuni tesori sommersi praticando snorkeling, un’attività che permette di ammirare da vicino i fondali mozzafiato dell’area marina protetta.

Sicilia in catamarano per scoprire una cucina gustosissima

Spazio anche ai viaggiatori che amano scoprire un territorio perdendosi tra le chicche storico-artistiche e i sapori della tavola. Sapete qual è la meta più indicata per questo? La nostra spettacolare isola maggiore: la Sicilia, una terra ricca di contrasti e bellezze.

Una tappa da fare, per esempio, è Castellammare del Golfo che si distingue per essere un piccolo gioiello grazie al suo castello arabo-normanno che si specchia sul mare e i tradizionali bagli (le dimore fortificate di origine araba). Qui si possono provare ricette eccezionali come il cous cous di pesce alla trapanese e le sarde a beccafico.

Salendo a bordo di un catamarano potrete scoprire chicche uniche che caratterizzano la costa di questa regione e, contemporaneamente, vivere il mare senza rinunciare al comfort: potrete anche prendere il sole e rilassarvi persino sotto le meraviglie di un cielo stellato.

In gommone tra le coste della Sardegna: il meglio per un viaggio in famiglia

La Sardegna è una regione che può rispondere alle esigenze di tutti, quindi una meta perfetta per un viaggio in famiglia. Degli esempi per chi è in cerca di una vacanza di questo tipo sono le acque cristalline di San Teodoro, le spiagge a misura di bambino di Palau, i locali dedicati alla movida di Villasimius, le aree naturali protette dell’arcipelago della Maddalena e i fondali da sogno di Cala Gonone.

Nonostante tutte queste magnifiche possibilità, alcune delle più belle spiagge e delle calette più incredibili sono esclusivamente raggiungibili via mare: l’ideale è perciò noleggiare un gommone, una soluzione economica che si rivela anche un’attività divertente per i più piccoli.

Per i più romantici: i canali francesi della Borgogna in houseboat

A tutto romanticismo in Borgogna, una regione francese nota per le sue pregiate bottiglie, per le distese di vitigni, le varie eccellenze gastronomiche e i borghi dalle atmosfere di tempi ormai lontani. Da questa parti da Digione a Nevers è possibile perdersi tra castelli, cattedrali e storiche cantine.

Ma per far il pieno di romanticismo basta noleggiare le houseboat con cui navigare lungo i numerosi fiumi che lambiscono la regione, mentre ci si lascia ammaliare dal tramonto. Il tutto sorseggiando e brindando con dell’ottimo vino locale.

In barca a vela lungo le coste della Croazia, viaggio d’avventura

Per molti il mare è sinonimo di avventura, e in questo senso non si può rinunciare a una vacanza itinerante ricca di attività ed esperienze adrenaliniche. Il meglio del meglio lo potrete trovare lungo le coste della Croazia: a largo dell’Isola di Pag ci si può immergere tra relitti e reperti di epoca romana; sull’Isola di Biševo si può entrare nell’affascinante Grotta Blu; a Spalato ci si può dedicare al windsurf, al kitesurf, allo jet ski e al parasailing.

E indovinate qual è la soluzione migliore per vivere il mare a ogni ora del giorno e per provare davvero un’esperienza completa? Senza ombra di dubbio la barca a vela.

Contenuto offerto da SamBoat.