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La sorgente termale che ha rubato i colori ai Caraibi

Dal turchese, all’azzurro, fino al blu scuro: sono le meravigliose gradazioni di colori che regala l’acqua di un luogo segreto, difficile da raggiungere, ma che è un vero e proprio paradiso terrestre: stiamo parlando della sorgente termale che ha rubato i colori dei Carabi, la Blue Heart Springs in Idaho.

Incontaminata e immersa nella natura, la sorgente è un luogo magico e che va conquistato: raggiungerlo non è così semplice, ma l’impegno vale la meraviglia. Che poi viaggiare è proprio questo: scovare i luoghi più belli, vivere l’esperienza di raggiungerli e godere dello stupore di ogni scorcio. Emozioni che la Blue Heart Springs in Idaho ci regala al primo sguardo.

Blue Heart Springs, la sorgente termale segreta

Ci sono luoghi più difficili da raggiungere e sono quelli che regalano maggiori soddisfazioni, perché la bellezza va cercata e chi viaggia lo sa bene: è quella una delle spinte che portano le persone a scoprire il mondo, insieme alla voglia di vivere nuove esperienze e alla sete di conoscenza. E la Blue Heart Springs in Idaho è il posto perfetto per chi ama viaggiare: non è facile raggiungerla e per questo è poco conosciuta. Una località segreta, uno scrigno prezioso che restituisce allo sguardo dei visitatori tutta la bellezza della natura incontaminata.

Per arrivarci si deve seguire un percorso in barca che già da solo è un’immersione nel paesaggio dell’Idaho che permette di vivere un’inedita avventura. Si risale il fiume Snake, si supera la confluenza del Box Canyon e a quel punto, mentre il fiume Snake procede verso ovest, si segue un piccolo passaggio verso nord. Alla fine del percorso si arriva in una zona verde e lussureggiante e poi alla Blue Heart Springs.
Acque cristalline che nulla hanno da invidiare a quelle dei Caraibi, alberi e roccia lavica, sono la scenografia indimenticabile – e fatta di contrasti – che ci si trova davanti.

Essendo un’oasi naturale non si può entrare con barche a motore, ma l’avventura è ancora più entusiasmante arrivandoci con paddleboard o kayak (che si possono noleggiare nelle zone limitrofe). Lo sforzo (ci vogliono un massimo di 45 minuti) verrà ricompensato dalla meraviglia del luogo.

Perché vale la pena visitare la Blue Heart Springs

Il silenzio di uno spazio immerso nella natura, l’esperienza impagabile di raggiungere un luogo segreto, i colori che riempiono gli occhi e il cuore: sono solo alcuni dei tanti motivi per cui vale la pena visitare la Blue Heart Springs. Ma non sono gli unici.

Basta guardare il fondo della sorgente per lasciarsi affascinare dalla sabbia e dalle tante sfumature e gradazioni di azzurro che restituiscono le acque cristalline. E se siete stati ai Caraibi vi accorgerete che la sorgente non ha nulla da invidiare al mare stupefacente di quei luoghi.

E poi, dopo aver remato, cosa c’è di meglio di un bagno nelle sue acque fredde? La temperatura di 14,4 gradi resta immutata tutto l’anno e immergersi nella sorgente è un gesto ristoratore per il corpo e per la mente.

Il tempo in questo luogo antico, che si dice che si sia formato circa 15mila anni fa, sembra essersi fermato. Soprattutto se lo si raggiunge nei giorni feriali, quando ci sono meno persone e si può godere del suo silenzio e del contatto diretto con la natura.

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Scoperte statue di 2.500 anni fa: appartengono ad una civiltà misteriosa

Una recente campagna di scavi ha portato alla scoperta di qualcosa di sensazionale: si tratta di alcune statue risalenti al V-IV secolo a.C., che potrebbero appartenere ad una civiltà di cui sappiamo ancora pochissimo. Si tratta del popolo tartessico, vissuto nell’attuale Spagna meridionale già a partire dal 1.300 a.C., fino all’avvento dei cartaginesi che lo avrebbe spazzato via. Il nuovo ritrovamento potrebbe fare luce su alcuni aspetti inediti di questa civiltà.

Scoperte 5 statue dell’antica Tartesso

Proprio come la mitologica città di Atlantide, c’è un luogo di cui non si conosce ancora l’esatta ubicazione e che sembra quasi far parte più della leggenda che della storia: si tratta di Tartesso, un’antica città-stato protostorica situata probabilmente nel sud della Spagna, di cui ad oggi non si sono mai scoperti i resti. Alcune testimonianze sul territorio sono però risalenti al periodo in cui, secondo quanto riportato da antichissime fonti, avrebbe dovuto proliferare la civiltà tartessica. Sono quelle rinvenute presso Casas del Turuñuelo, un sito archeologico del V secolo a.C., situato nel comune di Badajoz – a poca distanza dalla necropoli di Medellin.

Qui, nel corso di una nuova campagna di scavi, gli archeologi spagnoli del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CSIS) hanno trovato i resti di cinque statue antiche di circa 2.500 anni: sono la prima prova di rappresentazioni umane che gli esperti possono far risalire al periodo tartessico. La scoperta è avvenuta nel settore est del sito, dove si ha accesso al cortile di un edificio in cui sono stati documentati diversi sacrifici di animali (in particolar modo cavalli). A confermare questo incredibile ritrovamento è il team dell’Istituto di Archeologia del CSIC, guidato da Esther Rodriguez Gonzalez e Sebastian Celestino Perez, nel corso di una conferenza stampa.

Nuove testimonianze della civiltà tartessica

Le statue sono un’importante testimonianza di questa misteriosa civiltà, su cui abbiamo (finora) pochissime informazioni. Alcune delle raffigurazioni appena tornate alla luce sono estremamente frammentate: è possibile che costituiscano almeno tre individui diversi, uno dei quali è identificato come un guerriero per via della parte sopravvissuta di quello che sembrerebbe essere un elmo. Molto più curiose sono le due statue che sono giunte a noi in condizioni migliori. Stando a quanto riportato durante la conferenza stampa, gli esperti avrebbero individuato in esse due volti chiaramente femminili: appartengono ai rilievi figurativi quasi completamente intatti, e presentano una caratteristica interessante.

Possiedono infatti orecchini di grandi dimensioni, pezzi tipici dell’oreficeria tartessica. Precedenti ritrovamenti – come il sito di Cancho Roano o il corredo funerario di Aliseda portato alla luce a Caceres – avevano permesso agli archeologi di carpire i segreti dell’artigianato di Tartesso. I volti femminili, realizzati con tecniche di alta qualità e con grandi dettagli artistici, potrebbero rappresentare due divinità del pantheon tartessico – sebbene sia ancora impossibile escludere che appartengano semplicemente a due donne dell’alta nobiltà.

Sarebbe dunque una novità incredibile, dal momento che gli esperti hanno sempre creduto che quella di Tartesso fosse una cultura aniconica, ovvero che non ammetteva riproduzioni umane delle divinità. Si riteneva invece che queste ultime venissero rappresentate attraverso motivi animali e vegetali o attraverso pietre sacre. La scoperta può dunque cambiare completamente quello che sapevamo sulla civiltà tartessica, rivelandoci qualcosa di nuovo sull’importanza del sito di Casas del Turuñuelo e della cultura della città perduta di Tartesso.

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Quest’isola è un paradiso terrestre che in pochi conoscono

Esistono luoghi che, da sempre, popolano i sogni dei viaggiatori. Si tratta di paradisi terrestri che ospitano meraviglie naturalistiche che non conoscono eguali e che sono così belli da sembrare surreali.

I Caraibi, le Filippine e le Isole Vergini Britanniche, solo per citarne alcune, sono da sempre in cima alle travel wish list degli avventurieri che desiderano toccare con mano la grande bellezza che appartiene al mondo che abitiamo, quella che porta la firma di Madre Natura.

Quello che non tutti sanno, però, è che dall’altra parte del mondo esiste un luogo le cui fattezze ricordano proprio quelle dei paradisi terrestri sopraccitati. Si tratta di un gioiello nascosto, che gli abitanti vogliono preservare, e che è caratterizzato da spiagge deserte, cavalli selvaggi e natura lussureggiante, un’isola delle meraviglie tutta da scoprire.

Il paradiso terrestre nascosto negli Stati Uniti

Il viaggio che vogliamo compiere insieme a voi oggi ci porta dall’altra parte del mondo, e più precisamente nel sud-est degli Stati Uniti. È qui che, tra paesaggi sconfinati che si alternano a spiagge, coste e montagne, possiamo scoprire il segreto più prezioso della Georgia, un’isola straordinaria che assomiglia a un paradiso terrestre e che è sconosciuto ai più.

Il suo nome è Cumberland Island, ed è una delle isole barriera più affascinanti della costa sud orientale del Paese. Non troverete spesso questo luogo negli itinerari di viaggio del territorio, del resto si tratta di uno dei segreti meglio custoditi dagli abitanti del Paese. Eppure, raggiungere questo inedito paradiso terrestre è una di quelle esperienza da fare una volta nella vita.

Mettere piede su questo lembo di terra, infatti, vuol dire entrare in punta di piedi in un microcosmo delle meraviglie dove tutto è ciò che è stato creato da Madre Natura è rimasto sospeso nel tempo, primordiale e autentico.

L’isola di Cumberland preserva alcuni degli scenari più affascinanti del pianeta, dati anche dalla quasi totale assenza dell’uomo. A occupare ogni centimetro dell’isola, che è sotto la tutela del National Park Service, ci pensano i numerosi esemplari di flora e fauna. Qui, infatti, i cavalli galoppano in libertà tra due di sabbia e campagne, mentre le tartarughe marine giungono sulla spiaggia per deporre le uova.

Il cielo, invece, è occupato dai falchi pellegrini e da numerosi altri esemplari che rendono questo paradiso terrestre il posto perfetto per gli amanti del birdwatching e, più in generale, della natura.

Le foreste fiabesche di Cumberland Island

Fonte: iStock

Le foreste fiabesche di Cumberland Island

Cumberland Island, l’isola che stregò anche John F. Kennedy Jr

Cumberland Island, come dicevamo, è quasi completamente disabitata. L’unica struttura ricettiva, che offre un rifugio solitario a tutti quei viaggiatori che desiderano vivere un’esperienza lontano da tutto e da tutti, è il Greyfield Inn. Nascosto tra querce secolari ricoperte di muschio, e situato nei pressi di spiagge desertiche, l’edificio ha ospitato anche le nozze di John F. Kennedy Jr e Carolyn Bessette Kennedy, che proprio in questo paradiso terrestre avevano scelto di coronare il loro sogno d’amore.

L’alternativa, per chi vuole vivere un’avventura selvaggia e unica, è quella di campeggiare all’interno del Sea Camp Campground, un campeggio che permette di dormire sotto le stelle e circondati da boschi e dune di sabbia.

Per visitare l’isola, esplorare le foreste fiabesche, le zone paludose, le spiagge bianche e incontaminate e i numerosi esemplari di flora e di fauna, è possibile prendere parte ai numerosi tour, con partenza da St. Marys, che permettono di ammirare tutte le meraviglie incontaminate di questo lembo di terra.

Il tramonto magico a Cumberland Island

Fonte: iStock

Il tramonto magico a Cumberland Island
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La scalinata più famosa d’Italia si tinge di rosa: è magia

Ogni giorno migliaia di avventurieri si mettono in viaggio per andare alla scoperta di tutte le meraviglie naturali e artificiali che appartengono al nostro pianeta. Lo fanno per esplorare il globo, per toccare con mano le culture e le tradizioni delle popolazioni, ma anche per visitare i luoghi iconici e i monumenti artistici e architettonici che sono diventati il simbolo di città e Paesi interi.

E se parliamo di luoghi che sono diventati celebri in tutto il mondo, non possiamo non pensare al BelPaese. L’Italia, infatti, ospita alcuni dei più straordinari capolavori del presente e del passato, quelli che caratterizzano il nostro patrimonio e che popolano le istantanee più belle di viaggio.

Tra i luoghi più visitati e celebrati del BelPaese troviamo anche Roma. Le cose da fare e da vedere nella Capitale sono tantissime, così come sono molte le tappe imperdibili per chi arriva in città. Organizzare un viaggio qui, lo sappiamo, è sempre un’ottima idea, in ogni periodo dell’anno e in tutte le stagioni. Tuttavia, raggiungere la città eterna adesso, permette di ammirare uno dei luoghi urbani più popolari in una veste completamente inedita. Sì perché la scalinata più famosa di Roma, e d’Italia, si è colorata di rosa ed è bellissima.

Roma in primavera è un omaggio alla bellezza

Organizzare un viaggio a Roma, come abbiamo anticipato, è sempre un’ottima idea. La Capitale d’Italia, infatti, conserva un patrimonio artistico, architettonico e culturale di immensa bellezza che parla di presente e di passato, e che da sempre incanta e influenza il mondo intero.

Le antiche testimonianze che puntellano il nucleo urbano, come il Colosseo e i Fori Imperiali, raccontano la storia gloriosa di un passato che non si può dimenticare e che sopravvive da secoli. Al fianco di queste, poi, si snodano tutta una serie di capolavori che raccontano il passaggio di grandi artisti e scultori.

Le cose da fare e da vedere in città sono tantissime, e tutte sono destinate a lasciare senza fiato. Tuttavia passeggiare per la Capitale durante la stagione primaverile è un’esperienza che consigliamo di fare a tutti, almeno una volta nella vita. Non solo perché il clima diventa più caldo e piacevole, e neanche per la minore affluenza dei turisti, ma perché è possibile ammirare il volto più bello della città, quello che si tinge di meraviglia grazie alle fioriture.

Viali alberati, giardini e parchi urbani tornano alla vita assumendo colorazioni cangianti che incorniciano le avventure romane. Ma non sono gli unici. Vi basterà spostarvi in Piazza di Spagna, al cospetto della maestosa Scalinata di Trinità dei Monti, per ammirare uno show sensoriale senza eguali.

In occasione della mostra delle azalee capitoline, infatti, centinaia di piante dalle sfumature bianche e lilla stanno colorando le rampe che conducono alle pendici del Pincio, e al cospetto della chiesa della SS. Trinità, rendendo la Capitale più magica che mai.

Le azalee arrivano in città: la Scalinata di Trinità dei Monti si tinge di rosa

Sono passati diversi anni da quando, nel 1930, veniva allestita la prima mostra delle azalee capitoline nella città di Roma. Un appuntamento annuale, questo, cominciato nel Parco di Villa Aldobrandini e spostatosi, negli anni ’50, sulla celebre scalinata del centro.

Da quel momento, e fino ad oggi, l’esposizione floreale è diventata un appuntamento imperdibile per gli abitanti della Capitale e per i viaggiatori che giungono in città in questo periodo. La mostra si tiene ogni anno tra la fine di aprile e il mese di maggio, tuttavia la durata della stessa dipende dalle temperature e dalle condizioni atmosferiche che possono accelerare o accorciare i tempi di fioritura.

Il consiglio è quello di raggiungere Piazza di Spagna al più presto e di posizionarvi proprio sotto le rampe per ammirare quel tripudio di colori e profumi che sta tingendo di meraviglia la Scalinata di Trinità dei Monti.

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Malcesine, il borgo sul lago che stregò Klimt

Nell’abbraccio del Monte Baldo e delle azzurre acque del Lago di Garda, Malcesine è uno di quei borghi che rimangono impressi per sempre, una felice combinazione di natura, storia, avventura e scorci impagabili.

Bandiera Arancione del Touring Club, si distingue per il fascino irresistibile, per un’accoglienza di qualità e un’offerta d’eccellenza, per il panorama da favola e per le molteplici attività che propone ai suoi visitatori: dal relax, alle passeggiate, alle escursioni sul Monte Baldo, fino a emozionanti tour in battello e piacevoli pedalate sulle comode piste ciclabili.

Non è un caso che Malcesine, il borgo più caratteristico del Lago di Garda in provincia di Verona al confine con il Trentino, abbia stregato artisti del calibro di Klimt e Goethe: il pittore austriaco ne rimase abbagliato e dipinse due tra i suoi paesaggi più famosi ispirandosi alla sua intramontabile bellezza (“Malcesine sul Lago di Garda”, andato perduto nell’incendio del 1945 al Castello di Immendorf a Vienna e “La Chiesa di Cassone”, conservato presso la Galleria di Arte Moderna a Roma) mentre il poeta tedesco lo racconta nel celebre “Viaggio in Italia” e gli dedica disegni che si possono ammirare al Museo di Storia Naturale del Baldo e del Garda.

Le tappe da non perdere a Malcesine

Una visita all’affascinante borgo sul lago può iniziare dal centro storico, un pittoresco cuore di origine medievale caratterizzato da piazzette e vie acciottolate, le antiche case affiancate l’una all’altra, i muri in pietra, le porte, gli orti, i cortili, gli angoli mozzafiato nonché da osterie, ristorantini, pub, caffetterie, negozi e atelier.

Passeggiare nel raccolto centro consente di vivere appieno l’atmosfera che permea Malcesine, “Perla del Garda”, e raggiungere in poco tempo le sue attrazioni principali quali la Chiesa parrocchiale di Santo Stefano, la Chiesa dei SS.Benigno e Caro detta “della Disciplina”, il Palazzo dei Capitani, il Castello Scaligero e il Porticciolo.

Il Palazzo dei Capitani, edificato tra il Duecento e il Trecento, fu la sede dei capitani scaligeri e, successivamente del Capitano del Lago: oggi, ospita il Municipio e la Biblioteca ed è abbellito dal pregevole affresco nel salone su cui spiccano gli stemmi di Verona, del Capitano del Lago e della Gardesana, dagli scaloni, dalle ampie finestre in stile veneziano e da un poggiolo che dona una vista superlativa sul lago.

Il Castello Scaligero è simbolo indiscusso di Malcesine, in posizione scenografica su di uno sperone roccioso proteso sul lago: costruito con ogni probabilità in età longobarda e riedificato dagli Scaligeri di Verona attorno al Trecento, offre un suggestivo percorso di visita che si snoda tra punti panoramici unici, romantici cortili ed eleganti sale tra cui vanno citate la “Sala Goethe” dove vedere con i propri occhi i disegni realizzati dal poeta durante il suo soggiorno qui e la “Sala delle Galee“, mostra permanente che ripercorre gli usi cui venne destinato il castello nel corso dei secoli e la storia della navigazione sul lago.

Ma non soltanto: la torre del Castello, alta 70 metri, regala un panorama spettacolare sul lago, sul centro storico e al lato occidentale del Monte Baldo, e il Museo di Storia Naturale del Baldo e del Garda documenta, in nove sale, il patrimonio archeologico e naturale della zona tra il Garda e la montagna.

Non dimentichiamo, infatti, che il Monte Baldo, il più occidentale delle Prealpi Venete, veglia Malcesine ed è un altro dei motivi per cui vale la pena raggiungere il borgo lacustre: con un’altezza massima di 2218 metri, si fregia dell’appellativo di “Giardino Botanico d’Europa” grazie alla ricchezza della flora che va dagli ulivi agli oleandri fino alle viti, alla vegetazione mediterranea e alle stelle alpine.

La meraviglia delle spiagge e dei dintorni

Malcesine è una meta perfetta per chi preferisce il lago al mare e desidera rilassarsi in spiaggia: a soli 100 metri dal centro, ecco la Spiaggia di Paina, libera con una zona a pagamento e vari servizi, e poi la raccolta Spiaggia di Posterna, a ridosso del Castello.

Verso sud, si incontrano invece la Spiaggia Val di Sogno, da cui nei giorni di secca si può raggiungere a piedi l’Isola del Sogno, e la Spiaggia del lungolago, entrambe libere.

Esplorando i dintorni, non può mancare il delizioso borgo di Cassone di Malcesine con il fiume Arìl, il più corto al mondo con 175 metri di lunghezza, tre ponti e una cascata, e il Museo del Lago che, tra oggetti di uso quotidiano e attrezzi da lavoro, racconta com’era il passato sul lago.

Anche qui, spiccano due spiagge, a nord e a sud del centro storico.

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Niente più vacanze ad agosto: i trend dell’estate 2023

Manca ormai poco alle vacanze estive, quali saranno i trend degli italiani? Di sicuro c’è tanta voglia di viaggiare e di andare alla scoperta di posti nuovi: la ripresa del turismo post pandemia è ancora nel vivo, e sono moltissime le persone che si preparano a partire. Ma le contingenze – in primis i rincari che stanno colpendo duramente le famiglie italiane – spingono per un cambio radicale di abitudini. Ecco le nuove tendenze di viaggio per l’estate 2023.

I trend di viaggio del 2023

Mai più vacanze ad agosto: quella che è da sempre una delle principali abitudini di viaggio degli italiani (e non solo) sta per cambiare. Ce lo rivela il nuovo report dell’European Travel Commission, che fa il punto della situazione su quella che sarà l’estate dei turisti europei. Secondo i dati raccolti dall’ETC, la gran parte dei viaggiatori ha intenzione di concedersi almeno una vacanza con pernottamento tra aprile e settembre, con il 59% degli intervistati che partirà più di una volta in questa fascia temporale. Inoltre sono moltissimi coloro che preferiranno concedersi un viaggio nei mesi meno affollati.

Quasi il 30% degli europei ha scelto aprile e maggio (un incremento del 6% rispetto all’anno scorso), mentre il 40% ha intenzione di partire tra giugno e luglio. In netto calo sono i viaggi previsti per agosto e settembre, da sempre considerato il periodo d’oro per le vacanze estive: solo il 23% dei turisti si metterà in marcia in questi mesi (-9% rispetto al 2022). Il motivo principale è l’aumento dei costi, che spingerà molti viaggiatori a scegliere di fare una vacanza non in altissima stagione. Inoltre c’è voglia di godersi un po’ più di serenità, rinunciando ai periodi più affollati.

Il nuovo trend, secondo gli esperti dell’ETC, “supporta la gestione sostenibile delle destinazioni diffondendo i flussi turistici in modo più uniforme”. Ovvero, ci permetterà di viaggiare in maniera più responsabile, scegliendo mete meno richieste (e più economiche) da visitare nei momenti di minor affollamento. Per quanto riguarda poi la preoccupazione per i rincari, molti europei hanno deciso di prenotare con largo anticipo nella speranza di risparmiare un po’: rispetto allo scorso anno, la percentuale di turisti che ha già organizzato le vacanze è cresciuta dell’8%.

Caos aeroporti: la situazione in Italia

I trend di viaggio per l’estate 2023 sono dunque chiari: più attenzione al risparmio, anche a costo di cambiare periodo delle vacanze. Ma ci sono altri indizi che possono rivelarci qualcosa in più su quelli che saranno i prossimi mesi in ambito turistico. Gli esperti prevedono un’altra stagione caotica negli aeroporti, a causa di voli cancellati e di carenza di posti prenotabili. La maggior parte delle compagnie aeree non è ancora pronta ad affrontare il ritorno in massa dei turisti, con possibili disagi per i passeggeri come overbooking e ritardi.

In Italia, tuttavia, la situazione non sembra così seria. Pierluigi di Palma, presidente dell’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile), ha affermato: “Gli interventi di carattere keynesiano che sono stati fatti per il mantenimento del personale hanno garantito una capacità che altri Paesi non hanno avuto. Non abbiamo avuto alcun disagio e anzi abbiamo saputo attrarre nuovo traffico. Ed è per questo che sono convinto che anche quest’estate il sistema italiano sarà premiato e che diversi aeroporti, soprattutto quelli del Sud, supereranno i livelli del 2019“.

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La valle mozzafiato a pochi passi dall’Italia

A due passi dall’Italia abbiamo la fortuna di avere un Paese che è un vero e proprio capolavoro di eleganza e natura spettacolare. Il luogo in questione è la Svizzera, e in particolare oggi vogliamo parlarvi di una sua valle mozzafiato che non può non farvi innamorare.

La Valle di Lauterbrunnen

Oggi vi portiamo presso la Valle di Lauterbrunnen che si distingue per essere una delle riserve naturali più importanti della Svizzera. Vi basti pensare che qui prendono vita ben 72 cascate fragorose, altre valli appartate, incredibili alpeggi fioriti e molto altro ancora.

Una zona che ha davvero molto da offrire soprattutto per chi ama camminare, stare a contatto con la natura, fare arrampicate, parapendio, e gite in elicottero.

Le attrazioni da non perdere

Viste le tante meraviglie che regala questa zona abbiamo deciso di raccogliere quelle che, secondo noi, sono le località assolutamente imperdibili. E vogliamo iniziare questo viaggio fiabesco proprio dal villaggio da cui la valle prende il nome: Lauterbrunnen. Si tratta di un paesino che, soprattutto in estate, funge da perfetto punto di partenza verso le destinazioni turistiche più note della regione della Jungfrau.

Da queste parti è certamente imperdibile la Staubbach Fall, la cascata situata al centro del paesino e che è inevitabilmente divenuta il simbolo dello stesso. Del resto parliamo di un flusso d’acqua alto ben 297 metri: è la terza cascata più alta in Svizzera.

E in più sfoggia una vera particolarità: è possibile visitarla da “da dietro” in quanto sono presenti delle scale che risalgono la montagna e portano in incredibili punti panoramici. Una vera meraviglia della natura tanto che quando Johann Wolfgang von Goethe la visitò vi trovò l’ispirazione per il suo celebre poema “Gesang der Geister über den Wassern”.

Molto interessante è anche lo spettacolo naturale offerto dalle cascate del Trümmelbach: da qui si tuffano circa 20.000 litri d’acqua al secondo che danno vita a dieci scrosci d’acqua di origine glaciale che hanno un’altezza totale di circa 200 metri (e tutte sono situate all’interno di una maestosa montagna).

Murren, un paesino pedonale con un percorso di trekking da non perdere

Vale la pena fare un salto anche a Murren, un paesino completamente pedonale situato a ben 1638 metri di quota. Si presenta come una vera e propria bomboniera dove svettano fiere casette dalle architetture tipiche, hotel e ristoranti in legno e molto altro ancora.

A trovare pane per i loro denti saranno anche gli amanti degli sport invernali grazie ai vasti comprensori sciistici di Wengen-Petite Scheidegg e Mürren-Schilthorn. Anche se, e a dire la verità, in tutta la spettacolare regione della Jungfrau ci sono un totale di 45 impianti di risalita, 213 km di piste, fun park, 100 km di sentieri per escursioni invernali e 50 km di piste per slittino. Non mancano, tra le altre cose, le piste per lo sci di fondo.

Infine, vi consigliamo di fare un bel trekking che conduce da Murren a Grutsalp, una camminata di circa 1 ora e mezza che passa accanto alla linea ferroviaria che collega le due località. Tantissimi sono i panorami sulla vallata e altrettanti sono i possibili incontri con dolci mucche al pascolo.

La Valle di Lauterbrunnen, in Svizzera, è un vero tesoro da scoprire.

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Nuotare nella Senna: un sogno che diventa realtà

Esiste un luogo, situato a poche ore di volo dall’Italia, dove tutto è avvolto da un’atmosfera magica e sognante. Un posto dove l’arte, la moda, la gastronomia e la cultura si incontrano e si fondono prendendo vita tra gli ampi viali urbani e le rive del fiume. Una città che ospita caffetterie eleganti e locali suggestivi, vie dello shopping e boutique di alta moda incorniciate da monumenti iconici che sono diventati il simbolo del Paese intero. Questo posto si chiama Parigi.

Molto più di una destinazione da spuntare sulla travel wish list, la capitale della Francia è una vera e propria esperienza da vivere e condividere. Un sogno a occhi aperti che si realizza passo dopo passo tra le strade, i quartieri e i luoghi simboli della città. Perché a Parigi anche una semplice passeggiata sulla riva del fiume sa regalare emozioni indimenticabili.

Ed è proprio di quel corso d’acqua che attraversa la Ville Lumière che oggi vogliamo parlarvi, di quel fiume davanti al quale gli innamorati sostano per scattarsi selfie romantici e indimenticabili, lo stesso che i viaggiatori attraversano in battello per ammirare le bellezze della città da un’altra prospettiva. Sì perché dall’anno prossimo le persone potranno tornare a nuotare nella Senna e avverare così un sogno che dura un secolo.

Meravigliosa Senna

Organizzare un viaggio a Parigi, in ogni periodo dell’anno e in tutte le stagioni, è sempre un’ottima idea. La capitale della Francia, infatti, è un concentrato di meraviglie tutte da scoprire che incantano e sorprendono a ogni chilometro percorso.

Non sono solo i monumenti iconici, come la Tour Eiffel, la cattedrale di Notre Dame e l’Arc de Triomphe, a meravigliare, ma è quell’atmosfera sospesa e senza tempo che evoca un fascino antico e immortale, e che caratterizza ogni angolo, ogni quartiere e ogni anfratto della città.

E se parliamo di Parigi, questo è chiaro, non possiamo non parlare anche della meravigliosa Senna. Il corso d’acqua che attraversa la Ville Lumière, infatti, contribuisce a creare quel paesaggio da sogno che popola da sempre tutte le cartoline di viaggio che provengono dalla capitale francese. Ma è anche un’attrazione imprescindibile per chi visita la città: immancabili, infatti, sono le passeggiate panoramiche lungo la rive gauche e la rive droite e le crociere che attraversano la Senna.

Insomma, nessuno resta immune dal fascino del fiume parigino, e questo è certo. Quello che però non tutti sanno è che un tempo, neanche troppo lontano, la Senna non si costeggiava soltanto, ma si attraversava a nuoto. E ora, dopo un secolo di divieto di balneazione, questo sogno potrà essere realizzato in occasione delle Olimpiadi 2024.

Nuotare nella Senna: succederà per le Olimpiadi 2024

Sono passati 100 anni esatti da quando fu emanato il divieto di balneazione nel fiume che attraversa la capitale della Francia. Ma ora, in occasione delle Olimpiadi 2024, le cose potrebbero cambiare restituendo ai cittadini un sogno atteso per un secolo.

In previsione delle prossime Olimpiadi che si terranno in Francia,  dal 26 luglio all’11 agosto 2024, il comune di Parigi sta lavorando a un progetto ambizioso, quello di cancellare l’inquinamento del corso d’acqua.

L’obiettivo è quello di rendere la Senna balneabile in occasione delle gare di nuovo in acque libere e triathlon, ma anche di creare degli stabilimenti balneari nella capitale da inaugurare proprio dopo le Olimpiadi. Che sia l’inizio di una nuova e straordinaria esperienza in città? Lo scopriremo presto.

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Il villaggio dei pescatori che nasconde l’anima dell’Islanda

Organizzare un viaggio in Islanda, per andare alla scoperta dell’immenso patrimonio naturalistico che appartiene al Paese, è sempre un’ottima idea, in ogni periodo dell’anno e in tutte le stagioni.

Lo è perché questo territorio ospita alcuni dei paesaggi più straordinari e selvaggi del mondo intero, quelli caratterizzati da vulcani, geyser e campi di lava, che si alternano a sorgenti termali e naturali e parchi nazionali che proteggono maestosi e secolari ghiacciai. Alla meravigliosa natura del Paese, poi, si affiancano la storia e la cultura che evocano il passato vichingo dell’isola e che sono raccontati nei musei della capitale Reykjavík.

Le cose da fare e da vedere qui sono tante, e non vi basterà un solo viaggio per scoprire le meraviglie e i segreti custoditi dal Paese. Tuttavia, se volete scoprire il volto più autentico del territorio, non potete non inserire nel vostro itinerario di viaggio anche una visita a Hellissandur, l’antico villaggio dei pescatori che nasconde l’anima dell’Islanda.

Hellissandur: viaggio alla scoperta dell’anima dell’Islanda

C’è chi sceglie di attraversare il mondo intero per andare alla scoperta di attrazioni e monumenti iconici, chi lo fa per vivere esperienze adrenaliniche e mozzafiato e chi, invece, per conoscere, esplorare e indagare la cultura, le tradizioni e l’essenza più autentica delle destinazioni che visitiamo.

E se è l’anima più vera dell’Islanda che volete conoscere, allora non potete non inserire nel vostro itinerario di viaggio anche una visita a Hellissandur. Dimenticatevi del traffico, del caos e del disordine che caratterizza le giornate perché in questo piccolo villaggio islandese, popolato da poche centinaia di anime, il tempo sembra come sospeso.

Per vivere questa esperienza autentica, e fuori dai confini, dobbiamo recarci nel comune di Snæfellsbær, all’estremità occidentale della penisola di Snæfellsnes. Proprio qui, immerso in un paesaggio da sogno silenzioso e solitario, sorge Hellissandur, un antico villaggio di pescatori che risale al XVI secolo e che conserva alcune delle testimonianze più preziose della pesca in questo territorio.

Qui, infatti, all’interno di una caratteristica casa di torba ha sede un piccolo museo marittimo che conserva vecchie foto e diversi oggetti e cimeli legati alla pratica della pesca. Sempre qui è possibile ammirare la barca a remi più antica di tutto il Paese.

Un’esperienza solitaria e selvaggia

Hellissandur, dicevamo, è uno dei più antichi villaggi di pescatori in Islanda. Anche se negli ultimi anni ha registrato un aumento di visite, resta ancora un piccolo paradiso selvaggio lontano dai sentieri più battuti dal turismo di massa.

Si tratta di una destinazione perfetta per tutti coloro che vogliono conoscere l’anima più autentica e genuina dell’isola, ma anche per chi desidera vivere un’esperienza solitaria e selvaggia ai confini del mondo.

Hellissandur è il punto di partenza perfetto per visitare alcuni dei luoghi più suggestivi del Paese. Imperdibile è la solitaria e pittoresca chiesa di Ingjaldsholl, la prima al mondo a essere stata costruita in cemento. A pochi chilometri dal villaggio, invece, troverete il ghiacciaio Snæfellsjökull, proprio quello che ha ispirato il celebre Viaggio al centro della terra di Jules Verne, e l’ingresso nord del Parco Nazionale Snæfellsjökull.

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Viaggio nei luoghi del cinema in Emilia

Dai grandi capolavori di Bernardo Bertolucci alle spensierate commedie di Don Camillo e Peppone: l’Emilia raccontata nei film ha un fascino immortale, nei vicoli delle sue città d’arte e nei paesaggi meravigliosi impressi per sempre su pellicola. Andiamo alla scoperta dei luoghi che hanno fatto da sfondo alle scene più celebri del cinema italiano, seguendo le orme di registi e attori che hanno un posto speciale nel nostro cuore.

Parma e dintorni, i film più belli

Città natale di Bertolucci, la splendida Parma è stata location di diversi film del grande regista. È il caso di Prima della Rivoluzione, capolavoro del 1964, dove compaiono immagini meravigliose della Cattedrale di Santa Maria Assunta e del Parco Ducale, il più grande giardino pubblico della città. Per gli interni, molte scene sono state girate presso Palazzo dalla Rosa Prati, bellissimo edificio duecentesco dalle linee neoclassiche che sorge proprio di fronte al Battistero. Infine, c’è spazio anche per delle riprese presso la Pilotta, complesso monumentale situato nel centro storico di Parma e oggi sede di diversi musei.

Esattamente 15 anni dopo, Bertolucci ha scelto quest’ultima location per il suo film La Luna, che ha catturato altre splendide scene girate nei pressi del Duomo di Parma. Ma basta allontanarsi di pochi chilometri dalla città per trovare tante meravigliose location divenute celebri: come Roncole Verdi, piccolo borgo che ha fatto da sfondo ad alcune riprese di Novecento, ancora una volta del grande maestro Bertolucci. Per il suo film L’Ultimo Imperatore, invece, ha scelto le eleganti sale riccamente decorate del Palazzo dei Congressi di Salsomaggiore Terme. Questa rinomata meta turistica è poi diventata set di altre pellicole, come Arabella diretto da Mauro Bolognini o il recente Il Signore delle Formiche, di Gianni Amelio.

Piacenza e Bobbio, sulle tracce di Bellocchio

L’esordio cinematografico di Marco Bellocchio lo ha visto girare scene indimenticabili tra Piacenza e Bobbio (borgo, quest’ultimo, a cui deve i suoi natali). Per il suo primo film I Pugni in Tasca, il regista ha scelto il paesino in cui è nato e vissuto regalandoci delle inquadrature spettacolari del paesaggio naturale che lo circonda, tra cui il fiume Trebbia e il celebre Ponte del Diavolo, mentre per gli interni ha sfruttato nientemeno che l’abitazione di sua mamma. Negli anni successivi, Bellocchio è tornato più volte a riprendere scorci bellissimi di Bobbio, nei film Sorelle e Sorelle Mai.

C’è poi Piacenza, anch’essa al centro di grandi capolavori: uno è il documentario di Bellocchio, intitolato Addio del Passato, dove si possono ammirare le sale di Palazzo Anguissola di Cimafava Rocca. Stessa location anche per Avalanche Express, il film d’azione americano diretto da Mark Robson nel 1979 (che ha poi immortalato anche Cremona e il borgo di Casalmaggiore). Mentre il film Bella al Bar, di Alessandro Benvenuti, ci ha condotti in un tour del centro storico della città, alla scoperta di luoghi iconici come piazza Duomo, piazzetta Mercanti e la stazione.

Brescello, lo storico borgo di Don Camillo e Peppone

Da ultimo, non possiamo dimenticare il piccolo borgo di Brescello: situato nella bassa reggiana, in provincia di Reggio Emilia, ha fatto da sfondo alle avventure cinematografiche di Don Camillo e Peppone, la saga tratta dai racconti di Giovannino Guareschi. Qui è possibile visitare luoghi divenuti ormai dei veri e propri simboli, come la Chiesa di Santa Maria Nascente (in una cappella vi è conservato il crocifisso parlante dei film), il municipio e la casa del sindaco. Mentre presso il Museo Peppone e Don Camillo ci si può tuffare tra mille cimeli provenienti direttamente dal set.