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Windsor, la destinazione britannica del 2023

Non solo Londra: nel Regno Unito, ci sono moltissime splendide località tutte da visitare, e il 2023 è l’anno giusto. Proprio in queste settimane primaverili, l’intero Paese è in fermento per quello che rientra a pieno titolo tra gli eventi più importanti del secolo. Stiamo parlando dell’incoronazione di Re Carlo III, che succede a sua madre, la Regina Elisabetta II, scomparsa improvvisamente lo scorso settembre. Uno dei luoghi simbolo della cerimonia che ha attirato milioni di turisti da tutto il mondo è la città di Windsor, che si è vestita a festa ospitando un concerto in onore di Sua Maestà. Andiamo a scoprire quali sono le tappe imperdibili di questa meta bellissima.

Windsor, il suggestivo castello e i suoi giardini

La città di Windsor è adagiata tra le campagne del Berkshire, a circa un’ora di viaggio da Londra. È qui che si svolge parte delle celebrazioni in occasione dell’incoronazione di Re Carlo III, in particolare l’attesissimo concerto che conclude i festeggiamenti per questo grande appuntamento con la storia. A fare da sfondo all’imperdibile evento è il Castello di Windsor, una delle attrazioni più celebri della città: splendido maniero vittoriano eretto nell’XI secolo per volere di Guglielmo il Conquistatore, è stato abitato sin dall’origine dai sovrani britannici. Per questo viene considerata la residenza reale più antica di tutta Europa, un vero gioiello da ammirare.

Il castello, circondato da immensi giardini curati alla perfezione, è stato anche uno dei luoghi preferiti della Regina Elisabetta II, che soleva trascorrervi la maggior parte dei suoi fine settimana. I turisti che vi arrivano non possono che rimanere sorpresi dalla maestosità del palazzo: sono disponibili diversi tour per visitare le sale interne, alcune delle quali sono accessibili al pubblico ormai da anni, e ammirare così gli eleganti arredi, i marmi preziosi e gli splendidi dipinti appesi alle pareti, tra cui alcune opere di Rubens e Van Dyck. Si può anche salire sulla torre più alta del castello, dove vi attenderanno ben 200 gradini: il premio è una vista meravigliosa sul parco, sul vicino Tamigi e, nelle giornate più limpide, persino sul profilo della città di Londra.

Castello di Windsor

Fonte: iStock | Ph. Vladislav Zolotov

Il Castello di Windsor

All’interno del Castello di Windsor si trova la Cappella di San Giorgio, costruita verso la fine del ‘400. Questo suggestivo edificio in stile gotico ha accolto alcune delle cerimonie più importanti di tutti i tempi: molti matrimoni vi sono stati celebrati, tra cui quello di Harry e Meghan Markle e, qualche mese dopo, quello della Principessa Eugenia di York e Jack Brooksbank. Nel 2005 Re Carlo III, all’epoca Principe di Galles, vi ha ottenuto la benedizione alle nozze civili con Camilla. La Cappella ospita anche alcune sepolture reali: la Regina Elisabetta II riposa presso il Memoriale di Re Giorgio VI, dove trova spazio anche la tomba di suo marito, il Principe Filippo, che vi è stata spostata solo dopo la morte della Sovrana.

Cosa vedere a Windsor

Oltre al bellissimo castello, la città di Windsor offre molte altre attrazioni da visitare, spesso legate alla Famiglia Reale. Come ad esempio il prestigioso Eton College, una delle scuole più antiche al mondo, fondata nel lontano ‘400 da Re Enrico VI. Il Principe William e suo fratello Harry lo hanno frequentato, prima di entrare nell’esercito il primo e di concedersi un anno sabbatico tra Africa e Australia il secondo. In estate, quando i suoi studenti sono in vacanza, il college apre i battenti al pubblico per concedere visite alla sua stupenda architettura. All’interno del campus è anche ospitato il Natural History Museum, suggestivo museo di storia naturale che raccoglie migliaia di esemplari.

Eton College

Fonte: iStock

L’Eton College

Nelle vicinanze del castello c’è poi Frogmore Cottage, un’altra graziosa residenza reale ormai da tempo vuota. Sono molti i personaggi che vi hanno abitato: di recente, è stata affittata a Harry e Meghan Markle, dove ha visto la luce il loro primogenito Archie. In seguito vi si sono stabiliti la Principessa Eugenia e la sua famiglia, ma anch’essi hanno lasciato la casa poco dopo. Attualmente non è possibile visitare Frogmore Cottage, ma dall’esterno fa comunque una bellissima impressione. Nei suoi rigogliosi giardini trovano spazio un orto, due aranceti e due edifici meravigliosi: il Mausoleo della Duchesa del Kent, dove riposa la madre della Regina Vittoria, e il Royal Mausoleum, che accoglie invece le sepolture della Regina Vittoria stessa e del consorte Alberto.

Legato alla Famiglia Reale è anche il Royal County of Berkshire Polo Club, uno dei più celebri club di polo di tutto il Regno Unito. È stato inaugurato nel 1985 da Re Carlo III, allora Principe di Galles, che ne è cofondatore e membro assieme a suo figlio William. Al suo interno sono presenti sei campi da polo, un’arena, una club house e una scuola di polo. Oltre a poterlo visitare, il club è aperto a chi vuole cimentarsi in un po’ di sport “reale”: i più avventurosi possono iscriversi a qualche lezione di polo, per apprendere le basi di questa attività su pony, in modo facile e sicuro. Solo in seguito si può scendere in campo e vivere una vera esperienza da re.

Appena al di fuori dei confini cittadini si stende l’immenso Windsor Great Park, quasi sempre aperto al pubblico dall’alba al tramonto: è il luogo ideale dove immergersi nella natura e ammirare la fauna tipica, tra cui splendidi cervi rossi. Il parco è collegato al Castello di Windsor da un lungo viale alberato chiamato The Long Walk, che con i suoi 4 km e mezzo giunge sino alla statua equestre di Re Giorgio III, situata su una collina da cui si gode di un panorama meraviglioso. Probabilmente alcuni suoi scorci vi sembreranno già visti: all’interno del parco sono state girate le riprese di molti film, tra cui alcuni dei capitoli della saga di Harry Potter e di quella dei Pirati dei Caraibi.

Infine, un po’ di puro divertimento: nei pressi del Great Park si trova Legoland Windsor Resort, il parco a tema Lego che fa impazzire grandi e piccini con le sue mille attrazioni. Quest’ultimo è stato costruito là dove un tempo sorgeva il Safari Park, che ha ospitato tantissimi animali tra cui leoni, tigri, orsi, ghepardi e babbuini, oltre ad avere un’area dedicata alle creature del Serengeti. Fino alla sua chiusura, avvenuta nel 1992, è stato uno dei luoghi di intrattenimento più suggestivi di tutta la regione, in grado di attirare milioni di turisti.

The Long Walk

Fonte: iStock

The Long Walk
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Panda Train: tutti a bordo del treno più dolce del mondo

Sono adrenaliniche, romantiche o rilassanti, suggestive e sensoriali, magiche e indimenticabili: sono le esperienze che viviamo quando viaggiamo. Avventure diverse, che assecondano le nostre esigenze e le personali preferenze, e che ci permettono di scoprire in maniera inedita e sorprendente tutta la meraviglia che appartiene al mondo che abitiamo.

Anche un viaggio in treno può trasformarsi in un’esperienza unica e straordinaria. Un’avventura che, attraverso il posto finestrino, permette di ammirare panorami incredibili, scenari incantati e scorci mozzafiato che si aprono, lentamente o velocemente, a ogni chilometro percorso.

Ma che succede quando, oltre ai paesaggi esterni, le carrozze stesse si trasformano in un’esperienza? Basti pensare alla suggestione dei vagoni dell’Orient Express, per esempio, o a quelli dei mezzi storici e a vapore che sono diventati celebri in tutto il mondo. Oppure a quelli del più recente Panda Train, un treno turistico completamente dedicato ai panda che permette ai viaggiatori di vivere un’esperienza dolcissima nel sud ovest della Cina. Pronti a salire a bordo?

Cina: benvenuti a bordo del Panda Train

Molto più di un semplice viaggio per raggiungere una destinazione, quella sul Panda Train è una vera e propria esperienza di dolcezza da vivere e da condividere con gli amici o con la famiglia.

Questo treno, il primo completamente dedicato all’animale simbolo della Cina, ha compiuto il suo viaggio inaugurale lo scorso anno partendo da Chengdu, e questo non è un caso. La città, capoluogo di Sichuan, è la sede di uno dei più importanti centri di ricerca e di conservazione dei panda: il Chengdu Research Base of Giant Panda Breeding. Proprio qui, infatti, ogni anno migliaia di viaggiatori e appassionati della natura si riuniscono per osservare gli esemplari giganti che vivono in un habitat naturale sapientemente ricreato.

Già dai primi istanti a bordo le persone hanno potuto immergersi in un’atmosfera magica e suggestiva grazie a un design ispirato all’esemplare in questione. Le carrozze principali, infatti, ospitano gigantografie e disegni dedicate al mondo animale, non mancano anche aree ludiche per i più piccoli, mascotte che attraversano i vagoni durante il viaggio e che accolgono gli ospiti, e pasticcini a forma di panda, naturalmente.

Gli interni delle carrozze del Panda Train

Fonte: ChinaImages / IPA

Gli interni delle carrozze del Panda Train

Un viaggio inedito nel fantastico mondo dei Panda

Considerato il simbolo della purezza, della forza e della tenacia, il panda è da secoli l’emblema nazionale della Cina. A lui sono dedicate mostre, installazioni urbane e monumenti, ed è stata istituita anche una giornata nazionale: il National Giant Panda Day.

L’ultimo omaggio a questi splendidi esemplari è proprio il Panda Train, il treno turistico cinese che permette ai viaggiatori di ogni età di vivere un’avventura incredibile con partenza dalla stazione di Chengdu, nella provincia del Sichuan.

Il treno, che può ospitare fino a un massimo di 252 persone, è composto da 12 carrozze, tra cui una ristorante e un’altra completamente dedicata all’intrattenimento. Non mancano, ovviamente, le cuccette notturne per viaggi più lunghi. Nel treno si può dormire, mangiare, cantare e giocare, partecipare al rito del te pomeridiano o divertirsi durante un cocktail party.

Le carrozze del Panda Train dedicate all'intrattenimento di grandi e bambini

Fonte: ChinaImages / IPA

Le carrozze del Panda Train dedicate all’intrattenimento di grandi e bambini
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Spaventoso e affascinante: l’Ossario di Brno. Chi ha paura di entrare?

Brno è una città vivace nel cuore della Repubblica Ceca. È una delle città più antiche dell’Europa orientale ed è stata per secoli un importante centro culturale, politico ed economico, ricco di storia da conoscere ed esplorare. La sua splendida architettura e la sua vibrante scena artistica vi faranno vivere una vacanza indimenticabile.

Tra le diverse attrazioni che offre questa località, vi consigliamo di non perdere la chiesa di San Giacomo a Brno, un luogo iconico di pellegrinaggio per coloro che desiderano vivere un viaggio spirituale unico. La chiesa ospita uno degli ossari più impressionanti del mondo, contenente migliaia di ossa umane (vittime della guerra e della peste), disposte in modo da formare intricati disegni e opere d’arte sulle pareti. I visitatori possono esplorare le sue stanze con una visita guidata e vedere da vicino le straordinarie opere d’arte.

Benvenuti all’Ossario di Brno

Ossario di Brno

Fonte: iStock

Ossario della Chiesa di San Giacomo, Brno

L’ossario si trova all’interno di una suggestiva chiesa in stile barocco, che lo rende ancora più imponente. Si pensa che molte delle ossa siano di soldati morti durante le battaglie tra Prussia e Austria e al suo interno potrete ammirare anche alcuni manufatti unici, tra cui monete antiche, ceramiche, croci di legno e persino gioielli appartenenti ai defunti. Potrete anche partecipare a una visita guidata dell’ossario per saperne di più sulla sua storia e vedere da vicino alcune delle opere artigianali esposte.

Inoltre, l’atmosfera solenne di queste catacombe è accentuata da una musica misteriosa e seducente. Nel corso del tempo, l’ossario è diventato un simbolo della ricca storia e cultura di Brno, nonché attrazione turistica raggiunta da migliaia di persone provenienti da ogni parte del mondo.

Brno, una città tutta da scoprire

Brno, Repubblica Ceca

Fonte: iStock

Brno vista dall’alto, Repubblica Ceca

Brno è un luogo fantastico da visitare. Situata nella regione della Moravia, questa città è diventata sempre più rinomata negli ultimi anni come destinazione turistica ideale. I visitatori possono sperimentare la ricca storia e la cultura che li circonda mentre esplorano tutto ciò che ha da offrire.

Una città ricca di storia, che vanta edifici antichi e manufatti unici dei secoli passati. L’imponente Cattedrale di San Pietro e Paolo funge da fulcro del centro storico, mentre Piazza della Libertà testimonia la sua architettura modernista. Il Castello di Spilberk, tappa obbligata nell’agenda di ogni viaggiatore, è un’impressionante testimonianza dei tempi passati, che lo rende una delle destinazioni più emozionanti d’Europa.

Con la sua rinomata cucina locale, la città offre qualcosa che stuzzicherà il vostro palato, mentre la sua vivace vita notturna è perfetta per farvi vivere una serata davvero memorabile. A cavallo tra passato e presente, Brno affascina i viaggiatori con il suo fascino unico. Le imponenti cattedrali gotiche rendono omaggio al tradizionale appellativo di “piccola Vienna”, mentre le vivaci attrazioni moderne le conferiscono un’energia gioiosa e affascinante.

L’ambiente accattivante di Brno non ha eguali, fondendo secoli di storia con la bellezza e il fascino della modernità per creare un’esperienza unica che rimarrà nella memoria per sempre. Visitare l’ossario è un ottimo modo per sperimentare l’antica cultura e le tradizioni di queste zone, ma è anche un inquietante promemoria di quanto la vita possa essere fugace. Sicuramente un’esperienza affascinante e intensa che non dimenticherete facilmente.

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Questo ponte supera la Tour Eiffel: è il più alto del mondo

L’India ha orgogliosamente raggiunto un nuovo record mondiale con il completamento del ponte Chenab, che svetta ad altezze vertiginose nel territorio del Kashmir, oltre 30 metri più in alto persino dell’iconica Torre Eiffel di Parigi. Costruito dalla Konkan Railway Corporation Limited (KRCL), il ponte si estende per cinque chilometri e si erge a ben 359 metri sopra il letto dell’omonimo fiume.

Questa orgogliosa impresa è uno dei tanti esempi che dimostrano come questa nazione stia costantemente superando i limiti quando si tratta di eccellenza ingegneristica. La bellezza architettonica e gli aspetti tecnici che stanno alla base della sua costruzione sono a dir poco incredibili, tanto da attirare l’attenzione di tutti.

Sicurezza, innovazione e un panorama mozzafiato

Questo monumentale ponte ad arco di 1.315 metri, costruito in acciaio e cemento, abbellirà presto lo skyline come una colossale torre di 85 piani e sarà inaugurato entro la fine dell’anno. La sua costruzione è stata un’impresa imponente, che ha visto al lavoro oltre 400 ingegneri e 3.000 operai impiegati per portare a termine il progetto. Ci sono voluti circa cinque anni per completarlo e presenta due livelli di binari: uno per i treni merci e uno per i treni passeggeri.

Il completamento di quest’opera architettonica sarà indispensabile per superare il grande divario tra i centri densamente popolati e le comunità più isolate. Il direttore esecutivo delle Ferrovie indiane settentrionali ha sottolineato che l’utilizzo dei binari al posto dell’autostrada riduce drasticamente il tempo di viaggio da sette ore a sole tre ore e mezza.

Inoltre, sarà potenziato con tecnologie all’avanguardia tra cui un sistema di monitoraggio e allarme online, un ascensore a fune e vari sensori. Il ponte è inoltre dotato di un sofisticato sistema di drenaggio e di avanzati sistemi di protezione antincendio. Ciò garantirà una rapida individuazione di eventuali malfunzionamenti per salvaguardare la sicurezza dei viaggiatori. Utilizzando tecniche intelligenti come la precompressione e l’analisi sismica avanzata, gli ingegneri sono stati in grado di creare un ponte abbastanza forte da sostenere carichi pesanti e così resistente da sopravvivere senza problemi a scosse e venti.

Tra le curiosità di questo progetto, va detto che uno dei sistemi di trasporto a fune più impressionanti al mondo è stato creato da un’azienda italiana la Seik di Trodena, nei pressi di Bolzano, specializzata in teleferiche e sistemi di trasporto in alta quota

È il ponte ferroviario più alto del mondo

Situato in una delle aree più aspre e remote dell’India, il ponte Chenab è una meraviglia dell’ingegneria moderna che sta per modificare in maniera definitiva lo skyline di questo territorio. Rappresenta un esempio di come possiamo usare la tecnologia per migliorare le nostre vite. Una vera e propria dimostrazione delle prodezze tecnologiche, ingegneristiche e costruttive dei ponti moderni. Ridefinisce la funzionalità di un ponte, che da semplice collegamento tra due punti diventa un’incredibile impresa a sé stante. Non solo simboleggia la sicurezza, ma anche il potere della collaborazione e l’importanza di investire nelle nostre infrastrutture.

Questo ponte è una grande testimonianza dell’ingegno umano, nonché un’opera straordinaria di un lavoro pensato in ogni minimo dettaglio. La sua presenza, inoltre, faciliterà gli spostamenti di innumerevoli persone ogni anno.

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In questa grotta si nasconde la stalagmite più grande del mondo

L’Aven Armand è un capolavoro della natura che va oltre le parole e che colloca questa meraviglia sotterranea tra le grotte più belle del mondo. Imperdibile attrazione turistica dell’Occitania, è uno dei siti più visitati della Lozère, al cui interno si cela una una foresta di oltre 400 stalagmiti. Tra queste, in uno scenario da sogno, spicca la più grande stalagmite conosciuta al mondo.

L’eccezionale foresta di stalagmiti

Scoperta nel 1897 dallo  speleologo francese Louis Armand, la grotta dell’Aven Armand è incastonata nel cuore dell’altopiano calcareo Causse Méjean, nel sud della Francia, facente parte dei Causses e delle Cévennes, paesaggio culturale agropastorale mediterraneo, patrimonio mondiale dell’UNESCO.

La formazione delle stalagmiti è iniziata in questa grotta 700.000 anni fa. Qui, l’acqua è particolarmente ricca di calcare e forma gocce molto pesanti che non rimangono sul soffitto abbastanza a lungo da formare grandi stalattiti. L’altezza eccezionale di 45 m della grotta accelera la velocità della goccia. Quando colpisce il suolo, esplode in innumerevoli goccioline intorno al punto di impatto, che rilasciano il loro grande carico minerale per formare una stalagmite.

Nel tempo, l’elevato carico minerale, l’alta velocità d’impatto e la deviazione delle traiettorie delle gocce hanno creato una straordinaria foresta di centinaia di stalagmiti eccezionali. Una collezione di sculture naturali dalle forme fantastiche, che costituiscono un patrimonio unico al mondo, una vegetazione minerale dalle forme prodigiose, magiche e poetiche.

Foglie grandi e delicate, sottili come porcellana e cesellate come merletti, sculture naturali di alabastro che sfidano le regole dell’equilibrio e trasportano lontano l’immaginazione. Questi favolosi alberi pietrificati raggiungono spesso i 15-20 metri di altezza. La stalagmite più alta tocca i 30 metri il che, come detto, la rende la più grande fino a oggi conosciuta in tutto il mondo.

Le attrazioni uniche dell’Aven Armand

Soprannominata “la meraviglia delle Cevennes”, Aven Armand è spesso citata come una delle più belle grotte di Francia, di sicuro una tappa imperdibile durante un viaggio in Occitania. La sua immensa sala sotterranea, a 100 metri di profondità, potrebbe ospitare la cattedrale di Notre-Dame, per le sue eccezionali dimensioni. Le concrezioni hanno drappeggiato le pareti dell’immensa sala sotterranea con rivestimenti ocra e la sua volta è decorata con migliaia di stalattiti, aghi e delicati pendenti la cui varietà e ricchezza coronano questo scrigno di meraviglie.

Una funicolare permette di raggiungere la grande sala, da cui si snoda una scala dotata di corrimano che consente di muoversi attraverso la foresta pietrificata.

Aven è un nome di origine celtica, preso in prestito per designare un’apertura naturale che comunica con una cavità sotterranea. Un pozzo verticale di 75 metri di altezza e 3 metri di diametro si innalza dalla volta della sala per emergere sulla superficie della Causse Méjean sotto forma di imbuto. Un secondo pozzo cieco, di 87 metri di altezza e 5 metri di diametro, precipita dal fondo della sala verso profondità invisibili. Questa suggestiva grotta della Lozère permette ai visitatori più avventurosi di scoprirla come hanno fatto i primi esploratori, grazie a istruttori professionisti che guidano nella esplorazione di questa straordinaria voragine naturale.

A completare la magia, lo spettacolo di suoni e luci tratto dall’universo di Jules Verne, che valorizza di volta in volta i diversi elementi della grotta dell’Aven Armand, amplificandone la dimensione immaginaria. Il sentiero che penetra nella foresta delle stalagmiti offre un viaggio al centro della terra fuori dal tempo e dallo spazio. Stando a quanto dichiarato da Edouard-Alfred Martel, padre della speleologia moderna, “nessuna grotta conosciuta al mondo ha qualcosa di simile”.

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Bressanone Notizie Viaggi

Bressanone da scoprire sotto tutta un’altra luce

Non c’è momento migliore per visitare la splendida città di Bressanone. A maggio, la città altoatesina si illumina in occasione del Bressanone Water Light Festival che si svolge dal 3 al 21 del mese.

Durante queste settimane, artisti altoatesini e provenienti da ogni parte del mondo danno libero sfogo alla loro immaginazione con installazioni luminose, videomapping e mostre a cielo aperto.

Il festival va oltre la città di Bressanone. Si possono infatti ammirare installazioni luminose persino all’interno delle mura della storica Abbazia di Novacella, che proprio lo scorso anno ha compiuto 880 anni, e nel Forte di Fortezza, il sito storico più grande di tutto l’Alto Adige.

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Opere ispirate al tema “Acqua è vita, luce è arte”. Sì, perché, oltre ai due elementi naturali, l’acqua, che qui è dominante, e la luce, di fondamentale ispirazione sono anche la natura e l’uso rispettoso e sostenibile di tutte le risorse. In questo modo, le 48 installazioni – 20 in città e il resto nelle altre due location – mettono in evidenza temi come l’inquinamento luminoso, la plastica negli oceani, il riscaldamento globale e lo scioglimento dei ghiacciai.

Il Water Light Festival a Bressanone

A Bressanone è stato quindi creato un itinerario unico, da percorrere al calar del sole (le luci si accendono alle 21 e si rispengono a mezzanotte) in quanto, essendo installazioni luminose, si possono scoprire quando fa buio. Un percorso artistico inedito nel bellissimo centro storico cittadino, fatto di imponenti edifici e di strade acciottolate. Le opere d’arte sono collegate da una linea blu luminosa lunga poco più di tre chilometri, che conduce da un’opera all’altra, un percorso a tappe da percorrere in una sola serata o da scoprire lentamente in un weekend. Basta seguire la linea e lasciarsi guidare attraverso il Festival. In altrenativa, una mappa sul sito turistico di Bressanone indica la posizione in cui vi trovate e vi conduce tra le installazioni con tanto di scheda descrittiva per ciascuna di esse.

Dalle vie alle piazze ai giardini, i cortili, i ponti e interi palazzi, tutto è illuminato come non mai. In alcune piazze e strade, per dare maggiore risalto alle opere, le luci dei lampioni sono state oscurate, trasformando alcuni scorci cittadini in luoghi davvero suggestivi. E per chi avesse visitato il Festival nelle scorse edizioni, quest’anno ci sono anche delle nuove location da scoprire, come l’Accademia, che prende il nome dall’astronomo Nicolò Cusanus, precursore della moderna percezione del cosmo, che ebbe sede a Bressanone nel XV secolo.

Fonte: ©Brixen Tourismus – Matthias Gasser

L’installazione luminosa “Flux” di Collectif Scale nel cortile del Museo diocesano di Bressanone

Le installazioni nell’Abbazia di Novacella

All’Abbazia di Novacella, dove le installazioni sono al chiuso e si possono visitare quindi di giorno negli orari di apertura dell’Abbazia, protagonista è il “Water Light Lab”, un’esposizione internazionale in collaborazione con il Museion, il museo di arte moderna e contemporanea di Bolzano, con dieci installazioni di light art e un laboratorio dedicati alla ricerca, all’innovazione e alle prospettive future. Tra le opere, la più breve poesia al mondo “Me We”, una frase del più grande pugile di tutti i tempi Muhammad Ali, dell’artista tedesco Benjamin Bergmann.

Il Festival è anche l’occasione per visitare questo luogo meraviglioso, fondato nel 1142 dal vescovo tedesco agostiniano Artmanno e ancora oggi dimora di una manciata di religiosi che organizzano le tante attività dell’Abbazia, dalla scuola – solo maschile – alla produzione del vino all’organizzazione di eventi, convegni e, naturalmente, matrimoni, celebrati nella splendida chiesa di Santa Maria Assunta riccamente decorata in stile barocco. Da non perdere è la biblioteca, che ospita all’incirca 100mila volumi, e che per il Water Light Festival è sede della suggestiva installazione luminosa intitolata “Tentakulum”.

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Fonte: @Brixen Tourismus – Andreas Tauber

L’opera luminosa “Tetakulum” nella biblioteca dell’Abbazia di Novacella

Il Festival nel Forte di Fortezza

Al Forte di Fortezza sono esposte opere che affrontano i temi della luce e dell’acqua in modi diversi. Le sale espositive si trovano direttamente sul bacino idrico, collegate da un ponte galleggiante sull’acqua. Le installazioni si visitano di giorno. L’imponente Forte faceva parte del grande sistema di fortificazioni austriache poste sul confine italiano.

Costruito nella prima metà dell’Ottocento, doveva essere a prova di bomba, con soluzioni ingegnose fin nei minimi dettagli. Doveva rappresentare uno sbarramento invalicabile per qualunque esercito, ma di fatto non fu mai utilizzato se non come base militare. Merita assolutamente una visita, specie se con bambini al seguito.

Cosa sapere

La visita del Water Light Festival a Bressanone è gratuita, tranne che per tre installazioni per le quali è richiesto un ticket d’ingresso cumulativo di 12 euro, da utilizzare anche in giorni diversi: una si trova nel cortile del Museo diocesano (Hofburg), un’altra nella Biblioteca civica e la terza nel Giardino dei Signori, dove si tiene un laser show “LSP Herrengarten”. Sono a pagamento anche gli ingressi a Novacella (4 euro) e a Fortezza (9 euro). L’ufficio del turismo di Bressanone organizza anche visite guidate tre volte alla settimana previa iscrizione e con ticket da 5 euro.

Tantissimi gli artisti coinvolti. Nel 2022, si è stretta una collaborazione con il Copenhagen Light Festival che si tiene da tanti anni: una delle installazioni presenti al Bressanone Water Light Festival è stata realizzata da un team di artisti italiani e da uno danese ed è stata già esposta lo scorso febbraio durante il Festival in Danimarca.

Il Bressanone Water Light Festival si svolge ogni anno a maggio. La prima edizione si è tenuta nel 2017. Oggi, il Festival vuole essere a tutti gli effetti sinonimo di sostenibilità tanto da essere stato certificato come “Green Event”. La certificazione è stata ottenuta grazie al rispetto di parametri come l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili, materiale stampato su carta ecologica certificata e campagne promozionali digitali. L’obiettivo è di rendere il festival completamente neutrale entro l’anno prossimo. Il modo migliore per un visitatore di contribuire all’aspetto ambientale di questo evento è di raggiungere Bressanone con mezzi di trasporto sostenibili come il treno, per esempio. La città è raggiungibile con le ferrovie italiane ma anche con quelle tedesche e austriache.

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Se visiti questo borgo puoi trascorrere 3 notti gratis

Negli ultimi anni, e in particolar modo da quando la pandemia ha dato un duro colpo al settore turistico, sono state numerose le iniziative volte ad incentivare i visitatori a far tappa presso alcune delle più belle mete italiane. Stavolta è il turno di un piccolo borgo siciliano, che offre 3 notti gratis ai viaggiatori: è un’occasione davvero da non perdere, soprattutto ora che si avvicina l’estate.

Sicilia, il borgo che offre 3 notti gratis

Si chiama San Marco d’Alunzio, ed è un piccolo borgo di appena 2mila anime incastonato tra i Monti Nebrodi, nella provincia di Messina. È uno dei tanti luoghi “dimenticati”, dove il turismo spesso non arriva: da qui l’iniziativa del sindaco, che ha deciso di invitare i viaggiatori a scoprire il patrimonio culturale e paesaggistico di questo grazioso villaggio circondato dalla natura incontaminata. L’iniziativa, che porta il nome di “Ospitalità diffusa, bottega dei Nebrodi”, mira non solamente ad incentivare di nuovo il turismo, ma anche a rivalorizzare antiche case e palazzi in disuso che meritano una seconda vita.

L’amministrazione comunale ha affidato la gestione di questo patrimonio edilizio dismesso agli operatori del settore alberghiero. L’obiettivo è quello di destinare gratuitamente 30 camere, appartenenti ad un complesso di edifici situati nel centro storico, ai turisti che giungono nel borgo per la prima volta. Da un lato, dunque, vecchie abitazioni ormai abbandonate torneranno nuovamente a risplendere come case-albergo, mentre dall’altro il paese si garantirà un maggior afflusso di viaggiatori, attirati dall’offerta di soggiorno gratuito.

Gli operatori alberghieri che hanno aderito al progetto dovranno riservare i posti letto durante il mese di agosto, per 3 notti gratuite, ai cittadini della rete Borghi dei borghi, ai cittadini della Rete Marciana (San Marco Evangelista) e ai turisti che non hanno mai visitato prima San Marco d’Alunzio. L’iniziativa, che prenderà il via in piena estate, proseguirà poi in autunno con un altro progetto interessante: a partire da settembre, nelle case-albergo ci saranno 10 posti letto riservati gratuitamente ai visitatori, per incentivare anche il turismo fuori stagione.

Le bellezze di San Marco d’Alunzio

“San Marco è certamente un luogo da visitare e far conoscere. Abbiamo ristrutturato 7 edifici nel cuore del borgo, da destinare alla ricettività turistica. Il nostro tesoro artistico culturale è racchiuso in 22 chiese e 3 musei. Siamo famosi per l’estrazione del marmo rosso, ma anche per la spiccata tradizione agricola, la zootecnia e per l’artigianato. E siamo considerati un polo d’eccellenza nel settore del confezionamento degli abiti, dove hanno trovato occupazione un centinaio fra donne e uomini di altre nazionalità, anche immigrati, che adesso fanno parte della nostra accogliente comunità” – ha affermato il sindaco Filippo Miracula, nel presentare il progetto che porterà molti turisti in Sicilia.

Cosa vedere nel piccolo borgo di San Marco d’Alunzio? Situato a poco più di 500 metri di quota, è circondato da montagne e bellissimi paesaggi naturali, l’ideale per chi ama il trekking e le escursioni all’aria aperta. Nel centro storico invece, tra viuzze e casette in pietra, si possono ammirare luoghi incantevoli come la Chiesa di San Nicola di Bari, costruita in marmo e al cui interno sono custoditi affreschi e dipinti meravigliosi. Presso il Museo Comunale San Teodoro e il Museo Parrocchiale San Giuseppe, poi, ci si tuffa indietro nel tempo tra i reperti archeologici ritrovati nei dintorni dei ruderi del Castello Normanno.

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Questo è l’aeroporto che devi visitare almeno una volta nella vita

Ci mettiamo in viaggio per tantissimi motivi, e anche se sono tutti differenti tra loro sono accomunati dalla medesima voglia di vivere e condividere esperienze indimenticabili. Così, ogni volta che possiamo, prendiamo un volo verso destinazioni vicine e lontane per toccare con mano l’immensa bellezza che appartiene al mondo che abitiamo.

Raggiungiamo Paesi, città e destinazioni tropicali, borghi caratteristici e località di mare, paradisi terrestri, montagne, colline, campagne e tutte le destinazioni che popolano da sempre le nostre travel wish list. Certo è che mai abbiamo pensato di attraversare il globo intero solo per visitare un aeroporto, almeno fino a questo momento.

Eppure, quello di Singapore, non è solo l’aeroporto più bello del mondo, ma è un vero e proprio microcosmo di meraviglie che ospita una foresta vegetale e quella che è la cascata al coperto più grande del mondo. E per questo, e per molti altri motivi, merita da solo un viaggio.

L’aeroporto più bello del mondo si trova a Singapore

Non sono solo le esperienze di chi ci è stato, di chi l’ha attraversato e l’ha esplorato a confermare che l’aeroporto di Singapore-Changi è il più bello del mondo, e neanche tutte le fotografie che ritraggono i suoi interni, ma è anche il fatto che per otto anni consecutivi ha capeggiato la lista del World’s Best Airport Awards.

Come se si trattasse di un altro nucleo urbano, situato dentro la città-Stato, che per forme, lineamenti e monumenti imita in tutto e per tutto ciò che l’isola offre. Le cose da fare e da vedere all’interno dell’aeroporto di Singapore Changi, infatti, sono tantissime. E guai a pensare a questo luogo come un semplice punto di incontro per chi arriva e chi va.

Oltre alle meraviglie architettoniche e naturalistiche che caratterizzano in maniera univoca gli interni della grande struttura, infatti, i viaggiatori che arrivano qui possono prendere parte a tutta una serie di esperienze di intrattenimento o di relax. Il consiglio? Se avete in mente di organizzare un viaggio a Singapore, ritagliatevi un’intera giornata per esplorare l’aeroporto più bello del mondo.

Cosa fare e cosa vedere nell’Aeroporto di Singapore-Changi

Situato a poco più di 20 chilometri dal centro di Singapore, l’aeroporto premiato dai World’s Best Airport Awards, è un piccolo mondo delle meraviglie da esplorare e da conoscere. Le cose da fare e da vedere qui sono tantissime, e sono così straordinarie che, senza nulla togliere alla bellezza che appartiene all’isola, valgono da sole il viaggio.

L’aeroporto, infatti, accoglie i viaggiatori in partenza e in arrivo con una grandiosa foresta vegetale, che fa parte della struttura architettonica Jewel creata dall’architetto israeliano Moshe Safdie, il cui nucleo è caratterizzato da quella che è la cascata al coperto più grande del mondo. Tutto intorno, poi, si snodano centinaia di negozi che si celano dietro ai fitti arbusti e che regalano un’esperienza di shopping incredibile.

Non solo acquisti, però, il Changi Airport di Singapore offre tantissime esperienze per rendere straordinaria l’attesa dei viaggiatori. All’interno della struttura, infatti, ci sono un centro fitness, un supermercato e un hotel, una piscina, diverse sale cinematografiche gratuite, un laghetto che ospita diversi esemplari di pesci esotici. A completare questo incredibile giardino urbano indoor ci sono anche una casa delle farfalle e una piantagione di orchidee.

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Villa d’Este di Tivoli, un vero capolavoro

Appare quasi come un sogno, un capolavoro che fa vibrare il cuore di chiunque se la ritrovi di fronte. Stiamo parlando di Villa d’Este di Tivoli, un affascinante comune italiano della città metropolitana di Roma Capitale, che si distingue per essere uno spettacolo dell’architettura rinascimentale e un’opera eccellente dell’ingegneria idraulica.

Villa d’Este di Tivoli: la storia

La Villa d’Este di Tivoli è anche chiamata “sogno d’acqua”, un appellativo che le si addice assolutamente perché è una sorta di oasi di pace a due passi dalla Capitale dove il visitatore viene costantemente accompagnato dal rilassante ritmo delle fontane e dei giochi d’acqua.

Tale meraviglia è dovuta al cardinale Ferrarese Ippolito II d’Este che desiderava dare vita a un qualcosa di grandioso che potesse in qualche modo essere all’altezza dello sfarzo della vicina Villa Adriana, altra meraviglia fatta edificare dall’imperatore Adriano.

Fu un personaggio alquanto controverso, ciò non toglie che è proprio lui il committente di questo capolavoro che porta fieramente il suo nome.

Costituita da un palazzo e da un pregevole giardino, fu ideata dal pittore, archeologo, antiquario e architetto Pirro Logorio e realizzato dall’architetto Alberto Galvani insieme alla preziosa collaborazione di numerosi artisti ed artigiani.

Villa d’Este: il palazzo

Il complesso di Villa d’Este vanta un palazzo a dir poco eccezionale. Senza dubbio degne di nota sono le sale del piano nobile che sono magistralmente decorate e dipinte. Visitandole ci si sente catapultati nella maestosità dell’epoca, nonostante esternamente si presenti come un struttura  semplice e austera.

A donare armonia ci sono però le Terrazze Belvedere, strutturate su due ordini, che presentano arcate inserite in colonne e trabeazioni.

Il giardino all’italiana e le sue fontane

Villa d’Este di Tivoli si estende su un’area di 4,5 ettari e si plasma perfettamente lungo dei ripidi pendii. Numerose sono le fontane e i bacini ornamentali che fanno del parco in cui si trova immersa il primo esempio di giardino all’italiana del 1500.

Al centro del giardino svetta il palazzo di cui vi abbiamo parlato sopra che costituisce la sua asse centrale. Scendendo, invece, si arriva a una terrazza pianeggiante con la forma di un anfiteatro, mentre i cinque assi trasversali del giardino vanno a terminare in una fontana.

Il giardino di Villa d’Este sfoggia perciò una particolare disposizione che non è stata di certo realizzata per caso: l’obiettivo era nascondere la forma irregolare del terreno. Ciò che desideravano i suoi ideatori era dar vita a un’illusione ottica che facesse sembrare che il palazzo si trovasse al centro del giardino pur essendo fuori allineamento rispetto al corpo centrale.

In questo senso, quindi, il giardino è un’opera d’arte esemplare che segue i più alti principi di ingegneria idraulica.

Decisamente degna di nota è la grande cascata d’acqua che si getta fiera iniziando la sua corsa da un cratere che si trova in mezzo all’esedra. L’acqua che sgorga nelle numerose fontane di Villa d’Este è anche oggi quella del fiume Aniene.

In totale le fontane che creano spettacoli d’acqua sono 100 e tra le migliori non possiamo non menzionare:

  • Rometta: la rappresentazione di Roma sul trono;
  • Fontana dell’Ovato: con statue che raffigurano eroi della mitologia;
  • Fontana della Civetta: che spicca per le sue decorazioni e gli elementi artistici.;
  • Fontana dell’Organo: la principale fontana musicale di tutta la Villa;
  • Fontana della Proserpina: conosciuta anche come la Fontana degli Imperatori;
  • Fontana di Nettuno: la più fotografata;
  • Fontana del Bicchierone: la più famosa opera del Bernini.
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Lagune Viaggi Wanderlust

Puoi incontrare Moby Dick in questa laguna incantata

Ogni giorno migliaia di persone si mettono in cammino per esplorare il mondo in lungo e in largo. Lo fanno per andare alla scoperta delle meraviglie plasmate da Madre Natura, di tutti quei capolavori artistici e architettonici creati dall’uomo, dei luoghi iconici e dei monumenti che con il tempo si sono trasformati in simboli di città e Paesi interi.

Ma lo fanno anche per conoscere le creature che abitano il mondo. Animali che hanno trovato la loro casa in luoghi lontanissimi da noi e che li sono restati. Ed è proprio in uno di questi posti che vogliamo portarvi oggi, in una laguna incantata popolata dalle balene, proprio lì dove inizia la nostra ricerca di Moby Dick. Pronti a partire?

In Messico, alla ricerca di Moby Dick

Il nostro viaggio di oggi ci spinge dall’altra parte del globo, in uno dei Paesi più affascinanti, suggestivi e variegati, dal punto di vista paesaggistico e culturale, del mondo intero. Stiamo parlando del Messico, il territorio delle montagne, dei deserti e delle giungle, delle antiche rovine e delle città moderne, dell’arte e delle tradizioni.

Le cose da fare e da vedere nel Paese sono tantissime, e non basterà un articolo per elencarle tutte, questo è chiaro. Quello che possiamo fare, però, è parlarvi di un piccolo paradiso terrestre dove gli amanti della natura possono vivere l’esperienza più straordinaria e magica di una vita intera.

Se siete pronti a farlo, allora, venite insieme a noi a Baja California, uno stato messicano che si affaccia sull’Oceano Pacifico e sul Golfo della California. È proprio qui che esiste una laguna incantata, una striscia di terra che incontra il mare azzurro e cristallino e che per forme e lineamenti assomiglia a un microcosmo delle meraviglie. Qui, infatti, numerosi esemplari di flora e di fauna hanno stabilito le loro radici, ma non sono gli unici perché sempre qui ogni anno si riuniscono le straordinarie balene che popolano il Pacifico orientale.

La laguna incantata che è diventata il santuario delle balene

Situata nel comune di Mulegé, e a poco più di 50 chilometri dalla città-oasi di San Ignacio, questa laguna è iscritta nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO ed è anche Riserva della Biosfera delle Nazioni Unite e santuario degli uccelli migratori, nonché il più grande e importante habitat della fauna selvatica di tutta l’America Latina. Come abbiamo anticipato, infatti, sono molti gli esemplari che qui si sono stabiliti in pianta stabile, ma non sono gli unici.

Ogni anno, a fargli compagnia, arrivano migliaia di balene che hanno trasformato questo luogo in un vero e proprio santuario. Dopo un viaggio di oltre 15.000 chilometri, questi esemplari si lasciano alle spalle le coste antartiche per raggiungere la laguna di San Ignacio, tra i mesi da dicembre ad aprile, per godersi le acque tiepide e il clima mite.

Arrivano qui con i loro cuccioli, nuotano nell’oceano, fanno capolino tra le onde e si esibiscono in spettacolari show danzanti lasciando attoniti e sbalorditi gli sguardi dei viaggiatori che giungono fin qui.

Il modo migliore per ammirare questo spettacolo grandioso, e incontrare le balene grigie, è quello di prendere parte a un’escursione in barca. È inoltre possibile osservare anche alcuni rari esemplari di tartarughe marine.