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Non solo movida: quest’isola è la capitale degli hippie

Ibiza è una terra magica, un luogo dove la bellezza naturale si fonde con la vivacità della cultura locale. Quest’ isola è un vero paradiso ed è famosa in tutto il mondo per la sua vibrante vita notturna.

Questa perla del Mediterraneo, infatti, vanta alcuni dei migliori club al mondo, dove i DJ più famosi si esibiscono ogni sera, creando una atmosfera festosa e coinvolgente. Ma Ibiza non è solo un posto per i festaioli notturni, offre molto altro. Ci sono spiagge mozzafiato, cale appartate, lagune cristalline e acque turchesi.

Ma forse quello che rende Ibiza davvero speciale è la sua anima artistica e hippie, con i suoi mercatini locali che permeano ogni angolo dell’isola. Qui, gli artigiani offrono una vasta gamma di prodotti, dal cibo alle opere d’arte, che riflettono l’anima creativa del luogo.

Camminare tra le bancarelle è un’esperienza unica e avvincente, che invita a immergersi nella cultura locale e a scoprire il vero spirito di Ibiza.

I mercatini hippie di Ibiza: tra colori, profumi e culture diverse

Mercato Ibiza

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Mercato hippie nell’isola di Ibiza, Spagna

I mercatini di Ibiza sono uno degli elementi distintivi dell’isola e rappresentano una vera e propria attrazione per i turisti che la visitano. Qui gli artigiani locali espongono i loro prodotti, creando un’atmosfera vibrante e incantata. Ma quali sono i mercatini più famosi di Ibiza?

Il mercato hippie di Punta Arabi è senza dubbio uno dei più conosciuti dell’isola. Situato nella località di Es Canar, questo mercato rappresenta un vero e proprio paradiso per coloro che amano l’artigianato locale. Qui, si possono trovare abiti, gioielli, prodotti alimentari e tutto ciò che si possa immaginare.

Il mercato è aperto ogni mercoledì ed è possibile trascorrere ore a gironzolare tra le bancarelle alla ricerca di oggetti unici. Esiste anche un’area dedicata ai più piccoli, che possono prendere parte a laboratori di riciclo, imparare a disegnare una maglietta unica o addirittura creare una corona di fiori speciale. Non dimenticare di fare anche un salto al bar per assaggiare la deliziosa paella casereccia.

Un altro mercato imperdibile di Ibiza è il mercato Las Dalias. Questo mercato hippie si trova nella località di San Carlos, è aperto tutto l’anno e vanta una storia di oltre trent’anni.

Ogni sabato più di 200 bancarelle prendono vita tra i giardini e offrono una vasta gamma di articoli: tele, abiti fatti a mano, gioielli e prodotti artigianali. L’atmosfera è coinvolgente ed è possibile trovare qualcosa per tutti i gusti.

Il mercato hippie di Sant Jordi è un altro must-see di Ibiza. Aperto ogni sabato, è una vera e propria istituzione del luogo ed è diventato negli anni un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono scoprire l’essenza autentica dell’isola.

Le bancarelle offrono una vasta gamma di prodotti, tra cui abbigliamento, gioielli, decorazioni per la casa e molto altro. Ma ciò che lo rende davvero speciale è la sua atmosfera vivace e creativa.

Infine, per immergerti completamente nell’artigianato locale, ci sono due mercati che ti consigliamo di visitare: il San Rafael, situato nell’entroterra, e il Sant Joan de Labritja, a nord dell’isola. In questi luoghi potrai trovare non solo prodotti agricoli della zona, ma anche deliziosi alimenti biologici.

Ibiza e l’autentica cultura hippie

Ibiza è una delle isole più famose del Mediterraneo dove la cultura hippie degli anni ’70 è ancora ben presente nell’aria, con i suoi colori vivaci e la sua filosofia di libertà e pace.

Qui è possibile praticare yoga sulla spiaggia al tramonto, gustare mojito a volontà in un chiringuito sulla spiaggia e visitare gli antichi villaggi di pescatori, dove il tempo sembra essersi fermato.

Uno dei posti imperdibili, in cui respirare l’atmosfera autentica hippie dell’isola, è la spiaggia di Benirràs, dove ogni domenica si svolge una delle celebrazioni più suggestive: il rituale dei tamburi.

A soli 8 km da Sant Miquel de Balansat, qui si crea un momento condiviso in cui il sole scompare all’orizzonte. Il tutto accompagnato da musica chill out e tribale, in particolare la domenica. Si accendono falò e ci si lascia trasportare dal ritmo delle percussioni, in una atmosfera che sembra scivolare oltre il tempo.

Se stai cercando, invece, un locale davvero hippie a Ibiza, non puoi non visitare il Bar Anita. Situato nel pittoresco villaggio di Sant Carles, questo bar ha una storia che risale agli anni ’60 ed è diventato un punto di riferimento per la cultura hippie dell’isola.

Il locale è rinomato per la sua incantevole terrazza dove poter gustare una deliziosa colazione, fare un pranzo sfizioso oppure godersi un momento di relax immersi nella natura. Inoltre, è famoso per i suoi liquori artigianali realizzati con erbe aromatiche coltivate dai contadini locali.

Ma l’anima hippie di Ibiza è molto più di una cultura del passato: è un modo di vivere e di pensare che continua a ispirare persone di tutto il mondo, che giungono sull’isola per scoprire la sua magia e per abbracciare la sua filosofia di vita.

Spiaggia di Benirras, Ibiza

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Spiaggia di Benirras, Ibiza, Spagna
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Le oasi nel deserto non sono un miraggio: questo lago salato lo conferma

Potrebbe sembrare incredibile, ma le oasi del deserto esistono davvero e sono luoghi di una bellezza straordinaria. Non c’è nulla di più emozionante che scoprire questi angoli nascosti del mondo, dove la vita sembra scorrere al ritmo lento della natura.

Sì, le oasi del deserto esistono realmente e sono uno dei tesori più preziosi che la natura ci ha regalato. Uno di questi è il magnifico lago di Siwa.

Situato nella provincia di Fayoum, è senza dubbio uno dei luoghi più magici e incantevoli dell’Egitto. Noto anche come Birket Siwa, è un’oasi di bellezza e spiritualità nella vastità del deserto occidentale. Questo lago salato, con le sue acque cristalline che riflettono il cielo azzurro, è un vero e proprio gioiello nascosto tra le dune del deserto e offre uno spettacolo naturale imperdibile.

Un’esperienza indimenticabile che ti lascerà con il cuore pieno di emozioni e il ricordo indelebile della sua bellezza mozzafiato.

Il Lago salato di Siwa: una meraviglia unica al mondo

Lago salato di Siwa

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Il lago salato di Siwa, Egitto

Sapevi che quello di Siwa è uno dei pochi laghi salati dell’Egitto? Questo affascinante specchio d’acqua si distingue dagli altri bacini del paese per la sua salinità, che gli conferisce un fascino senza paragoni.

Da un punto di vista geologico, è un luogo unico nel suo genere, essendo uno dei pochissimi laghi salati al mondo che non si trova in prossimità del mare. La sua estensione supera i 70 km e il paesaggio circostante è dominato dal deserto e dalle montagne.

La sua superficie cristallina, con un’alta concentrazione di sali minerali, riflette i colori del cielo e delle montagne limitrofi, creando panorami incantevoli, difficili da trovare altrove.

Il lago di Siwa si trova a pochi chilometri dal confine libico ed è alimentato dalle sorgenti termali che si trovano nella zona circostante, il che lo rende diverso da tutti gli altri laghi e fiumi del territorio.

Ma non è solo la bellezza del paesaggio a renderlo un luogo così speciale. La sua storia millenaria, le leggende e le tradizioni che lo circondano ne fanno un luogo davvero emozionante.

L’acqua del lago è considerata sacra dai locali, che vi si immergono per purificarsi e per liberarsi dallo stress e dalle tensioni. Pare che le sue acque abbiano poteri curativi e che siano in grado di guarire malattie e problemi di cuore.

Ma non c’è bisogno di credere alle leggende per rimanere incantati dal lago di Siwa. Basta guardarsi intorno e lasciarsi conquistare dalla sua atmosfera surreale. Le acque del lago sono, infatti, ricche di minerali e di sali e hanno effetti benefici per la pelle e per il corpo.

Inoltre, le sorgenti termali che si trovano nelle vicinanze rendono l’acqua del lago ancora più calda e invitante, perfetta per rigenerarsi.

Oasi di Siwa, la perla del deserto del Sahara

Sebbene il lago di Siwa sia una delle mete turistiche più famose dell’oasi, ci sono molte altre attrazioni che meritano di essere visitate.

Una tra questi è il famoso Tempio dell’Oracolo dedicato al dio Amon. Questo tempio risale al VI secolo a.C. ed è uno dei monumenti più importanti dell’antica città di Siwa, passato alla storia come un luogo di culto affascinante e misterioso.

Persino il grande Alessandro Magno, noto per le sue imprese militari, si rivolse a questo luogo sacro per chiedere consigli riguardo alle sue future campagne. Ciò fece nascere l’ipotesi che l’imperatore avesse scelto di essere sepolto nella stessa oasi di Siwa invece che ad Alessandria.

Un’altra attrazione da non perdere sono le rovine della città di Shali. Costruita con un materiale noto come kershef, una miscela di rocce salate dei laghi salati della regione e argilla, Shali è stata creata con l’intento di proteggere gli abitanti dagli attacchi beduini. È affascinante notare come, dopo una sola pioggia intensa nell’anno 1936, Shali abbia iniziato a sgretolarsi, portando via con sé i ricordi di un’epoca passata.

Visitare l’oasi di Siwa è un’esperienza che non potete perdere se siete alla ricerca di un viaggio emozionante e autentico. Qui potrete scoprire un mondo antico e affascinante, fatto di tradizioni millenarie, paesaggi mozzafiato e una spiritualità che permea l’aria stessa. Ogni angolo di questa meravigliosa oasi racchiude un tesoro da scoprire, che vi regalerà ricordi ed emozioni che porterete nel vostro cuore per sempre.

Città di Shali, Egitto

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Rovine della città di Shali, Egitto
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Spiaggia Liscia Ruja, una perla rosa che sorge tra il verde

La Costa Smeralda è uno dei territori più affascinanti della Sardegna, una meta scintillante e glamour dove trascorrere vacanze uniche all’insegna del relax, della movida e di incredibili panorami dal sapore caraibico.

Tra le sue spiagge imperdibili, nonché la più grande e attrezzata con i suoi 690 metri di litorale, spicca Liscia Rujia, dalla morbida sabbia bianchissima con riflessi dorati, accarezzata dal mare color turchese e stretta nell’abbraccio della profumata macchia mediterranea.

Liscia Rujia, un sogno balneare

Siamo al cospetto di un autentico paradiso balneare, un sogno assoluto per gli amanti del mare e della natura, un angolo di rara bellezza nel territorio di Arzachena, cittadina della Gallura a 25 chilometri da Olbia dove è nato il mito della Costa Smeralda.

Liscia Rujia, chiamata anche “Long Beach” è, come accennato, la più ampia di questa celebre zona e tra le più apprezzate a livello internazionale: infatti, qui la natura ha realizzato un capolavoro che dona il privilegio di godersi il sole in un contesto paesaggistico eccezionale.

A sinistra, ecco Cala Volpe, baia plasmata da boschetti di ginepri e siepi di mirto, a destra il profilo di Capo Figari, “museo naturale a cielo aperto” del litorale di Golfo Aranci e, di fronte, le isole di Mortorio e Soffi, due gioielli incastonati nel blu.

La soffice sabbia è finissima, cangiante con sfumature rossastre e dorate, le acque cristalline a dir poco e i fondali che digradano con dolcezza.

E poi, tutt’intorno, la lussureggiante macchia mediterranea con esemplari di cisto, corbezzolo e ginepri che rendono ancora più indimenticabile la permanenza in spiaggia.

Si tratta, quindi, di un felice connubio tra la natura selvaggia con tratti liberi e la modernità con stabilimenti balneari attrezzati che offrono il noleggio di ombrelloni e sdraio nonché kayak, canoe e gommoni.

Inoltre, non mancano hotel, ristoranti e locali tra i più prestigiosi della Sardegna.

Come raggiungere la Spiaggia di Liscia Rujia

Liscia Rujia può essere raggiunta con mezzi propri procedendo, da Porto Cervo, lungo la strada provinciale 94 in direzione sud.
Superato il bivio per Cala Volpe, si svolta a destra dopo un centinaio di metri: da qui, si segue la stradina fino alla spiaggia.

Da Olbia, invece, occorre proseguire lungo la statale 125 in direzione nord. Si imbocca la provinciale 37 per la Costa Smeralda e, dopo un po’ di chilometri, all’altezza di Porto Badisco si svolta a destra.
La strada continua sulla provinciale 94 fino all’incrocio con Cala Volpe: da qui, girare a destra e ancora a destra seguendo le indicazioni per Liscia Ruja.

In più, è possibile arrivare anche via mare, con piccole imbarcazioni private oppure a noleggio, servendosi dell’apposito corridoio di lancio presente sulla spiaggia.

In assenza del corridoio, occorre ormeggiare la barca a una certa distanza dalla costa.

Cosa vedere nei dintorni

Siamo in un territorio spettacolare in ogni angolo: oltre a rilassarsi sulla spiaggia, cogliete l’occasione per entusiasmanti gite nei dintorni.

Ad esempio, verso sud, si apre la spiaggia Rena Bianca in località Porto Badisco mentre, a nord, incantano la Spiaggia di La Celvia con fondale ideale per lo snorkeling, le Spiagge di Capriccioli, con insenature di candida sabbia tra scogliere di granito rosato, la Spiaggia del Principe, il Grande Pevero, oasi di dune e calette tra le rocce, e, ovviamente, Porto Cervo, la meta turistica vip per eccellenza.

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Tutti a bordo del treno che porta alla fine del mondo

Esiste un treno che ha una destinazione davvero singolare e inaspettata: infatti, alla velocità di 10 chilometri orari e su binari larghi 50 centimetri, il convoglio ferma “alla fine del mondo“.

In un paesaggio sconfinato, tra gli sbuffi del vapore e il silenzio della natura selvaggia, si tratta di un viaggio assolutamente mozzafiato.

“Stazione Fine del Mondo”, il luogo più a sud del mondo

Siamo a Ushuaia, nel linguaggio locale “Baia che penetra a Ovest”, capitale della Terra del Fuoco, la città più a sud del mondo, su quel tratto della costa meridionale dell’Argentina dove il Pacifico e l’Atlantico si incontrano.

Ed è proprio qui che si ha l’incredibile e irripetibile opportunità di salire a bordo del “Treno della Fine del Mondo“, o “Ferrovia Australe Fegina“, suggestiva ferrovia a vapore a 3094 chilometri da Buenos Aires e alle porte dell’Antartide, in un panorama plasmato dal fiume Pipo, dai boschi con colori cangianti e dalla Cascata Macarena.

La storia di questo trenino e della stazione ha inizio nel 1909 quando il direttore della colonia penale attiva in città informò il governo della necessità di potenziare la linea ferroviaria: infatti, fino a quel momento, i materiali necessari per la costruzione delle varie opere tra cui il carcere (a opera degli stessi detenuti) avveniva mediante una xilovia, ovvero un treno che circolava su rotaie di legno trainato da buoi.

Così, tra la fine del 1909 e l’inizio del 1910, si decise di realizzare una tradizionale ferrovia a scartamento ridotto: in vent’anni, la struttura ferroviaria si fa strada sul pendio orientale del Monte Susanna e, quando le locomotive all’epoca non riuscivano a risalirne le aree più ripide, si continuava lungo la strada ferrata attraversando la valle del fiume Pipo, oggi Parco Nazionale.

Il nuovo treno divenne di fondamentale importanza per terminare la costruzione del carcere e per assicurare il rifornimento di legna da ardere per il riscaldamento e la cucina.

Nel Museo del Carcere di Ushuaia è possibile ammirare una serie di fotografie originali che testimoniano quanto fu impegnativa la realizzazione della ferrovia.

In più, siccome le locomotive sono diventate parte integrante della storia del paese più a sud, presso l’ex Presidio è custodita una delle locomotive dell’epoca.

Ferrovia Australe Fegina, un grande successo turistico

Oggi, i viaggiatori hanno l’occasione di percorrere 7 chilometri del tratto di 25 chilometri della linea originaria.

La prima fermata è alla stazione Macarena, il luogo dove solitamente si fermava il “Treno dei Prigionieri” per riempire i serbatoi della locomotiva a vapore con l’acqua della sorgente naturale chiamata “Cascata della Macarena”: oggi, i passeggeri possono vedere la ricostruzione di un tipico insediamento di una famiglia Yámana, uno dei popoli nativi di queste terre.

Lungo il tragitto, da entrambi i lati, dal finestrino si osservano i resti degli alberi tagliati dai carcerati all’inizio del secolo scorso, non più ricresciuti a causa del sottile strato di terra al di sopra della roccia: vi sono, tuttora, anche numerosi tronchi mai trasportati via, concreta prova della presenza di quegli uomini sul territorio, e la torbiera.

Il capolinea è la Stazione Parco, nel cuore del Parco Nazionale Terra del Fuoco.

L’intero tragitto è di rara suggestione: si attraversa il Canyon del Toro e si incontra il Rio Pipo al di sopra del Ponte Bruciato, dove sotto le nuove vie resiste l’antico ponte di legno.

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Il lago incantato e le distese fiorite multicolor: qui Madre Natura ha creato il suo capolavoro

Sembra di essere precipitati in un libro delle fiabe, come dei moderni Alice nel Paese delle Meraviglie, ma senza gatti ambigui e pericolose regine. Un luogo dal fascino irreale tra laghi incantati e distese fiorite multicolor.

Non è una favola, si tratta infatti di un posto reale dove la natura supera l’immaginazione e crea il suo capolavoro più emozionante. Per ammirare tanta bellezza dal vivo, e lasciarsi incantare dalla suggestione di luoghi che sembrano in bilico sul sottile filo che separa sogno e realtà, basta recarsi a Biei una cittadina che si trova nella prefettura di Hokkaidō in Giappone. È questo il posto perfetto in cui sentirsi come in una fiaba creata dall’uomo insieme a Madre Natura.

I colori e l’incanto che puoi trovare solo a Biei in Giappone

A colpire lo sguardo sono i colori vibranti e accesi che danno vita a distese fiorite. Lì lo sguardo si perde e spazia dal rosa al rosso, senza dimenticare il bianco e il blu. E poi il turchese, ma in questo caso dell’acqua, in cui gi alberi si specchiano oppure emergono puntellandone la superficie.

Siamo a Biei un luogo affascinante, magico, che fa sentire i visitatori proprio come in una fiaba, come se quel labile confine tra sogno e realtà si fosse spezzato, trasformando tutto con il suo incanto.

La cittadina si trova nella prefettura di Hokkaidō, in Giappone, ed è un luogo molto amato dai turisti che possono ammirare le fioriture multicolor oppure vedere dal vivo il famoso Stagno Blu, un lago artificiale con l’acqua di un azzurro talmente straordinario da sembrare frutto dell’abile pennello di un pittore. La natura, poi, in questo luogo è straordinaria con le sue montagne e il Parco Naturale.

Girasoli, papaveri, ma anche lavanda sono solo alcuni dei fiori che si possono ammirare nei numerosi campi che si trovano nella zona e che sono una vera e propria attrazione: del resto in tutto il mondo le fioriture sono molto amate e il Giappone è una delle immancabili mete di chi è alla ricerca di questi spettacoli della natura.

Come dimenticare, ad esempio, la fioritura dei sakura? Si tratta dei ciliegi giapponesi che richiamano a Tokyo turisti da tutto il mondo. Oppure la Cina dove c’è una suggestiva distesa di fiori che tingono il mondo di viola. Senza dimenticare tante altre parti del mondo come Inghilterra e Italia.

Le fioriture multicolor a Biei in Giappone

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Le fioriture multicolor di Biei in Giappone

Lo Stagno Blu che ti fa sentire in una fiaba

Anche se lo Stagno Blu è di origine artificiale, la bellezza dell’ambiente e lo spettacolo che regala agli occhi dei visitatori è tutto merito della natura con i suoi alberi, con l’ambiente circostante che lo abbraccia, con il cielo che si specchia nelle sue acque turchesi.

Dentro al lago crescono larici e betulle bianche che escono dalle sue acque trasformando la superficie in un’immagine di struggente bellezza. Sembra infatti come un bosco fatato, con le fronde che si innalzano dall’acqua, invece che dalla terra, e si stagliano verso il cielo azzurro.

Profondo circa 5 metri, l’acqua è abbastanza fredda e questo permette alle piante di crescere indisturbate. Una curiosità: il lago è stato anche uno dei salvaschermi della Apple nella nona versione del sistema operativo mcOS.

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Riaperte al pubblico le stanze segrete di Maria Antonietta

La Reggia di Versailles festeggia i suoi lunghi 400 anni e lo fa in grande stile. Per l’occasione, infatti, i visitatori potranno varcare le porte dell’appartamento privato di Maria Antonietta, finalmente riaperte al pubblico. Si tratta di uno degli ambienti più segreti e raffinati dell’antica residenza reale, nascosto dietro una porta nella camera da letto dell’ultima regina di Francia.

Le stanze segrete di Maria Antonietta a Versailles

 “Uno spazio affascinante per chi è interessato all’ultimo periodo di gloria della monarchia francese”. È così che Laurent Salomé, direttore del Museo nazionale della Reggia di Versailles e Trianon definisce l’appartamento in cui Maria Antonietta si rifugiava per riposarsi dalla corte e trascorrere il tempo con i figli e pochi amici, lontana da occhi indiscreti, ma anche il luogo dove la regina si ritirò quando la folla attaccò la Reggia prima del suo arresto, durante la Rivoluzione francese, nel 1789.

Poche persone al mondo possono affermare di aver messo piede in questa zona inviolata dell’ex residenza reale. L’appartamento, restituito al pubblico dopo ben 10 anni di ricerche, restauri e acquisizioni, è un mondo nascosto che svela camere da letto, un boudoir, una biblioteca e persino una sala da biliardo, distribuite su due piani, con affaccio su un cortile interno.

Si potranno ammirare tutti i mobili presenti nelle stanze, ma anche la boiserie, le dorature, i lussuosi ricami, i preziosi dipinti, le eclettiche tele di Jouy con motivi floreali o esotici, come gli ananas che impreziosiscono i rivestimenti murali del boudoir. Il motivo per cui questo frutto è protagonista nelle stanze reali è da attribuire al fatto che fosse stato portato dal Nuovo Mondo in Europa da Cristoforo Colombo nel 1493, per cui, data la sua rarità, era diventato un simbolo di ricchezza e potere. Durante i moderni lavori di ristrutturazione, gli archivisti hanno inoltre trovato prove di stoffe e materiali scelti dalla regina per tende e tappezzerie.

Un viaggio nella storia

Al di là dei dettagli e del patrimonio custodito in queste sale riportate a nuova vita, ciò che viene offerto ai visitatori è un vero e proprio tuffo nella storia. Austriaca di nascita, Maria Antonietta aveva 14 anni quando arrivò in Francia per sposare il futuro Luigi XVI. La regina si prendeva molta cura dei suoi appartamenti e, fino al 1788, li trasformava, li ampliava, li sistemava e li abbelliva continuamente. La decorazione era la sua vera passione. Fece allestire queste stanze con gli arredi più eleganti, a testimonianza dell’armonia e della perfezione delle arti decorative francesi sul finire dell’Ancien Régime.

Si racconta anche che le sue richieste di modifiche alle stanze e la sua impazienza nel portare a termine il lavoro abbiano provocato le ire dell’architetto capo del re, Ange-Jacques Gabriel. Distribuito su due piani, questo mondo finora nascosto “offrirà una nuova comprensione della storia, con questo paradosso tra vita pubblica e privata, etichetta e intimità, una straordinaria storia condensata in pochi metri quadrati”, ha dichiarato all’AFP Catherine Pégard, presidente della Reggia di Versailles dal 2011.

Così piccole da poter essere visitate solo da gruppi di 10 persone al massimo, queste stanze sono un concentrato di preziosi dettagli che offrono ai visitatori una nuova visione della vita di Maria Antonietta, dopo la riapertura di altri appartamenti e della fattoria della regina, sollevando mille domande sulla intimità della sovrana, considerata l’incarnazione della frivolezza e della passione sfrenata per l’effimero. Benché la ricostruzione sia stata complicata dalla mancanza di documenti storici, i curatori hanno fatto davvero del loro meglio per dare l’illusione di entrare in un luogo “che la regina ha appena lasciato”.

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Musei di Firenze: quali visitare assolutamente

Firenze è il capoluogo della Toscana, ma è anche una delle più importanti culle della cultura italiana. Nel corso dei secoli, questa città ha mantenuto il proprio fascino attirando milioni di turisti da tutto il mondo ogni anno. Stiamo parlando di un luogo magico e ricco di sorprese, una città d’arte che vanta un immenso patrimonio culturale e architettonico, il quale ne mette in risalto il fascino e l’importanza nel corso della storia. Meta turistica tra le più apprezzate d’Italia, merita assolutamente una visita in qualsiasi periodo dell’anno, da soli o in coppia, con i bambini o con gli amici.

La città di Firenze è particolarmente nota per essere la culla del Rinascimento italiano, un vero e proprio museo all’aperto: i monumenti e gli antichi palazzi sono a portata di bicicletta o, più semplicemente, di rilassanti passeggiate. Oggigiorno, questa meta è considerata la capitale dell’arte: secondo l’UNESCO, proprio qui è racchiuso il 60% delle bellezze artistiche di tutta Italia, un dato semplicemente incredibile. Dal XIII al XVI secolo, Firenze ha fatto da sfondo al lavoro di grandissimi artisti italiani come Michelangelo, Dante Alighieri, Giovanni Boccaccio e Filippo Brunelleschi, che qui hanno concepito alcune delle loro splendide opere.

Ovviamente, il ricco patrimonio fiorentino è custodito non soltanto open air – basti pensare alle tantissime architetture meravigliose che caratterizzano il suo centro storico. La città è ricca di musei, alcuni famosissimi come gli Uffizi, altri decisamente meno conosciuti, soprattutto dai turisti. Eppure, ognuno di loro ha un fascino speciale che merita attenzione: scopriamo quali sono i più bei musei di Firenze, da visitare il prima possibile per immergersi nelle atmosfere incredibili di questa città-gioiello tra le migliori d’Italia.

Musei di Firenze: arte e cultura tutta da scoprire

Firenze

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Il centro storico di Firenze

Gli storici palazzi e le antiche piazze di Firenze, nel corso del Rinascimento, sono diventati veri e propri musei a cielo aperto: in Piazza della Signoria, per esempio, sono state installate maestose statue e fontane. Le chiese, i palazzi, le basiliche ed i musei cittadini, poi, sono il vero e proprio tesoro di Firenze, catturando l’interesse e la curiosità di milioni di visitatori. Sicuramente il museo più famoso è quello degli Uffizi, il quale ospita opere di Leonardo da Vinci, Botticelli, Rubens e Tiziano. Altre importanti istituzioni sono il Museo Archeologico di Firenze, Museo del Novecento, Museo Galileo e molti altri.

Ogni anno la città di Firenze attira milioni di visitatori in quanto centro culturale di grande importanza: periodicamente vengono organizzate interessanti esibizioni e feste d’arte. Nei mesi estivi le piazze cittadine offrono intrattenimenti ogni sera con rinfreschi e visite agli edifici circostanti. Le altre stagioni, ad ogni modo, non sono da meno se consideriamo che i più importanti teatri di Firenze portano in città tantissimi turisti grazie ai balletti, le opere e gli spettacoli; in più le principali vie di Firenze sono gremite di mostre, concerti, esposizioni. Il capoluogo toscano, dunque, fonde arte e cultura con l’obiettivo di creare ogni volta qualcosa di nuovo ed interessante visto che la città offre infinite possibilità di conoscere le opere d’arte ed architettoniche più importanti del nostro Paese.

Museo Archeologico Nazionale di Firenze

Il Museo Archeologico Nazionale di Firenze è uno fra i più importanti d’Italia e si colloca all’interno di un fenomeno di portata europea: la nascita dei musei in qualità di istituzioni statali legate alla formazione delle nazioni moderne. Questo museo raccoglie i più importanti scavi toscani, così come alcuni reperti etruschi e romani provenienti da Umbria e Lazio. Il Museo Archeologico Nazionale ospita cinque diverse sezioni: quella etrusca, romana, greca, egizia e numismatica. Gli appassionati di storia non potranno certo perdersi la Chimera d’Arezzo, un importante pezzo della civiltà etrusca: si tratta di un plastico bronzo raffigurante la mitica fiera leonina restaurata da Francesco Carradori, il quale ricostruì la coda serpentina che mordeva la testa di capra. Buona parte dei reperti di questa sezione riguarda la cultura funeraria, in particolare i sarcofagi e le urnette.

Fra le opere più interessanti della sezione romana troviamo alcuni bronzi antichi come, per esempio, il Treboniamo Gallo, risalente al III secolo. La sezione greca, invece, ospita una serie di antiche ceramiche provenienti da tombe etrusche e da collezioni private. La sezione egizia è seconda solo al Museo Egizio di Torino e ospita reperti provenienti dalle attività quotidiane dell’antico Egitto: oggetti in tessuto, legno e osso. Fra le opere più interessanti a amirare, possiamo trovare i modelli di due servitori, la macinatrice di grano e la donna che fa la birra risalenti all’antico regno. Infine, la sezione numismatica contiene importanti ed antiche raccolte numismatiche italiane.

Giardino di Boboli

Il Giardino di Boboli

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Il Giardino di Boboli

Il Giardino di Boboli è il parco più famoso della città di Firenze. Si tratta di un giardino storico connesso al Forte di Belvedere e che ospita ogni anno oltre 800.000 visitatori. I giardini furono costruiti, originariamente, dai Medici: inizialmente avevano un’impostazione di stile tardo-rinascimentale, la quale venne poi modificata dalla costruzione di nuove porzioni con impostazioni differenti. Il giardino è caratterizzato da imponenti statue ed edifici come la settecentesca Kaffeehaus, che permette di godere di un panorama mozzafiato della città. Il giardino ha quattro ingressi pubblici e dal 2017 il circuito museale comprende anche il Museo degli argenti, la Galleria del Costume, il Museo delle porcellane e il Giardino Bardini.

Museo Galileo di Firenze

Il Museo Galileo di Firenze è uno degli imperdibili della città e si trova in Piazza dei Giudici. Questo museo ha sede presso Palazzo Castellani, un’antica fortificazione costruita sulla sponda destra dell’Arno. Il Museo Galileo si è dotato negli ultimi anni di laboratorio multimediale atto alla produzione di applicazioni interattive, online e offline, per la divulgazione della cultura. Una parte molto importante di questo ente museale è sicuramente la biblioteca, la quale è situata al terzo piano: essa conserva un gran numero di opere appartenenti ai fondi antichi. Particolarmente interessante è il fondo Mediceo-Lorenese che comprende testi scientifici inerenti alle scienze fisico-matematiche.

Villa Bardini

Villa Bardini è situata sulla costa San Giorgio, a Firenze. È un importante centro espositivo che ospita mostre temporanee, il Museo Capucci ed il Museo Annigoni. Originariamente, questo palazzo era la famosa Villa Manadora, la quale fu costruita nella prima metà del Seicento per opera di Gherardo Silvani, importante architetto dell’epoca. Dopo diversi anni di abbandono, l’attuale Villa Bardini è stata ristrutturata dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e riaperta al pubblico nel 2006 con una serie di interessanti esposizioni. Villa Bardini conta con circa sessanta stanze, un numero comprensivo anche di sale e saloni, oltre agli uffici e gli spazi dedicati a conferenze e convegni.

Casa di Dante a Firenze

La Casa di Dante

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La Casa di Dante

La Casa di Dante è un museo storico di Firenze, suddiviso in tre piani che raccontano le vicende di vita più importanti del poeta. Presso questo museo di Firenze è possibile partecipare a diversi itinerari per conoscere meglio la vita del Sommo poeta e la Firenze antica: le proposte comprendono visite guidate e tour della città sulle tracce di Dante Alighieri. L’edificio originale venne costruito prima del 1265, anno in cui nacque Dante e ad oggi ha come scopo fondamentale quello di diffondere la cultura e la conoscenza della vita e delle opere dell’autore. Il museo si articola in tre piani, ognuno dei quali tratta di una tematica diversa che illustra la vita del poeta: la sua vita amorosa, l’esilio, la vita politica.

Galleria degli Uffizi e cappelle medicee

La Galleria degli Uffizi di Firenze fa parte del complesso museale conosciuto come le Gallerie degli Uffizi e comprendente le collezioni di Palazzo Pitti ed il Giardino dei Boboli. Questo famoso museo fiorentino ospita svariate collezioni ed opere d’arte di grande valore provenienti dalla famiglia dei Medici, tra le quali spicca una serie di opere religiose derivate dalla soppressione di monasteri e conventi tra il XVIII ed il XIX secolo. La Galleria degli Uffizi vi riserverà splendide sorprese: godetevi una rilassante passeggiata varcando la Sala dei Primitivi o attraversate la famosa sala del Quattrocento lasciandovi catapultare nel passato. Fra tutti gli sguardi dei dipinti presenti all’interno della galleria, sarà proprio quello di un frate carmelitano a catturare la vostra attenzione; coglierete, poi, l’infinita bellezza della “Lippina”, capolavoro del noto Filippo Lippi.

Non perdetevi le straordinarie opere di Sandro Botticelli, fra le quali “La nascita di Venere” e “L’allegoria della Primavera”, simboli della pittura italiana. Ma vi consigliamo anche una visita alle sale che ospitano le opere del grande Michelangelo, di Raffaello, Tiziano e Correggio: rimarrete stupiti dalla grandiosità di queste bellezze artistiche. Nel Museo Statale di Firenze, inoltre, sono le famose cappelle medicee, costruite dall’omonima famiglia e oggi bellezza artistica del capoluogo toscano. Questi ambienti sono stati costruiti tra il XVI e XVII secolo in qualità di estensione della basilica brunelleschiana allo scopo di elogiare l’omonima famiglia.

Museo Novecento di Firenze e Palazzo Davanzati

Palazzo Davanzati

Fonte: iStock | Ph. VvoeVale

Palazzo Davanzati

Il Museo del Novecento di Firenze è situato in Piazza S. Maria Novella ed è interamente dedicato all’arte italiana del XX secolo: sono presenti circa 300 opere distribuite in quindici ambienti. Il museo presenta collezioni permanenti, mostre temporanee e progetti speciali che animano particolarmente le attività dell’ente museale stesso; a questi si aggiunge anche la ricca offerta del dipartimento di mediazione culturale, il quale organizza regolarmente incontri educativi, laboratori e visite guidate per grandi e piccini.

Da non perdere è il famoso Palazzo Davanzati, notevole esempio di architettura residenziale fiorentina del Trecento. Nel suo complesso, questo antico palazzo, è la testimonianza del passaggio da casa-torre medievale a residenza rinascimentale: gli ambienti sono molto suggestivi, a cominciare dal cortile interno dotato di un pozzo a muro privato. Le sale di Palazzo Davanzati sono riccamente affrescate, in particolare la Sala dei Pappagalli, molto colorata e suggestiva, così come la Sala dei Pavoni; quest’ultima conserva la Madonna col bambino di Brunelleschi.

Galleria dell’Accademia di Firenze

Per ultima, ma non meno importante, vogliamo ricordare la Galleria dell’Accademia di Firenze. Si tratta di un museo molto apprezzato dai visitatori ed espone il maggior numero di sculture del noto Michelangelo. La visita a questa galleria potrà essere spunto per diverse riflessioni complementari, in grado di soddisfare passioni per la musica, l’arte, la botanica e le varie tecniche pittoriche. Il museo vi accoglierà nella maestosa Sala del Colosso, la quale oggi ospita il modello preparatorio di Giambologna per il ratto delle Sabine, importante esempio di scultura cinquecentesca. Lasciatevi poi conquistare dai meravigliosi dipinti di Lippi, Bronzino e Ghirlandaio: selezionare le opere più importanti è una mossa molto delicata, soprattutto se consideriamo il calibro degli artisti di cui parliamo.

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Sta per salpare la nave da crociera più grande del mondo

Con ben 365 metri di lunghezza, la possibilità di ospitare circa 5.610 passeggeri che si possono accomodare in oltre 2.800 cabine che saranno perfettamente curate da 2.350 membri dell’equipaggio, sta per partire per il suo primo viaggio la nave da crociera più grande del mondo. O meglio, lo farà l’anno prossimo ma quel che è certo è che è appena stata ultimatala la sua costruzione e che ha fatto la sua prima prova in mare.

Icon of the Seas, la nave da crociera più grande del mondo

Quella che è destinata a diventare la nave da crociera più grande del mondo si chiama Icon of the Seas ed è una gigantesca creatura della compagnia Royal Caribbean International.

Le sue dimensioni sono impressionanti: osservandola è come ritrovarsi di fronte due stadi Meazza di Milano attaccati uno all’altro (sì, comprese anche le gradinate). Un vero e proprio colosso che solcherà i mari che, come è risputo, non vivono un momento eccellente in fatto di salute.

Secondo un rapporto di Transport & Environment, un’organizzazione ambientalista indipendente europea, le navi da crociera inquinano più delle auto. Per questo motivo la nuova Icon of the Seas cercherà di essere il più ecologica possibile: funzionerà a gas naturale liquefatto e utilizzerà la tecnologia delle celle a combustibile.

Al contempo verrà anche lubrificata l’aria col lo scopo di ridurre l’attrito dello scafo e sarà disponibile una connessione elettrica a terra, aumentando l’efficienza energetica.

Come è fatta

Parliamo di un mezzo di trasporto mastodontico e dal design accattivante. A bordo gli ospiti potranno destreggiarsi in ben otto quartieri differenti da frequentare di giorno e/o di notte. In più, ci sarà un na Royal Promenade con vista sull’oceano dove ravvivare le proprio papille gustative negli oltre 15 ristoranti, caffè, bar e lounge.

Non mancheranno un Central Park particolarmente lussureggiante e vivace e una straordinaria Suite Neighborhood composta da tre ambienti di lusso.

I passeggeri potranno tenersi in forma grazie a nuove interpretazioni del minigolf, arrampicata su roccia e Absolute Zero, la più grande arena di ghiaccio di Royal Caribbean. L’indiscutibile pezzo forte, invece, sarà il suo parco acquatico, il più grande del mondo in mare in quanto conterà sette piscine e sei scivoli d’acqua da record, e nove vasche idromassaggio.

Infine, per il benessere degli ospiti saranno disponibili numerose tipologie di sistemazioni diverse, nuovi layout realizzati per famiglie di tre, quattro, cinque e più persone, come la Family Infinite Balcony, la Surfside Family Suite e la Ultimate Family Townhouse a tre ponti.

Quando sarà possibile partire con l’Icon of the Seas

La sua costruzione è iniziata a giugno 2022 e una volta assemblata è stata fatta galleggiare per la prima volta in mare a dicembre dello stesso anno. In questi giorni, invece, è stata definitivamente completata in un cantiere navale in Finlandia, tanto che ha potuto fare la sua prima prova in mare.

La consegna è prevista per ottobre di quest’anno e sarà disponibile per i suoi itinerari di 7 notti nei Caraibi orientali e occidentali, con l’immancabile tappa presso l’isola privata Perfect Day at CocoCay alle Bahamas, a partire dal mese di gennaio del 2024.

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Napoli dall’alto: indirizzi da raggiungere per ammirare il panorama più bello del mondo

Napoli è una città magica, viva e bellissima. Le sue strade, il cibo, la storia, l’arte, i quartieri, i palazzi: l’elenco delle tante meraviglie che incantano – quando si visita il capoluogo campano – è lunghissimo, ma c’è un modo per poter ammirare la città in tutta la sua maestosa bellezza. Dall’alto, per godere del panorama più bello del mondo, per avere un colpo d’occhio unico e straordinario di una città che ha lasciato senza fiato letterati, poeti e turisti da tutto il mondo.

I luoghi da cui poter osservare Napoli dall’alto non sono pochi, ci sono infatti diversi indirizzi che permettono di assaporare il panorama unico al mondo di una città che – una volta lasciata – rimane incastonata nella mente tra i ricordi più belli. Del resto lo aveva detto anche Luciano De Crescenzo: “Dovunque sono andato nel mondo ho visto che c’era bisogno di un poco di Napoli”.

La vista dalla chiesa di Sant’Antonio

Una cartolina di una bellezza impareggiabile, Napoli è bella in ogni luogo: da quella sotterranea, fino ai punti panoramici. E osservata dalla chiesa di Sant’Antonio a Posillipo diventa uno scorcio indimenticabile, perché lo sguardo abbraccia il Golfo, il lungomare per arrivare fino al Castel dell’Ovo, l’imponente fortificazione che si trova sull’antico Isolotto di Megaride. Particolarità della zona sono anche le Rampe di Sant’Antonio, note anche come le Tredici discese, che collegano Mergellina a Posillipo. Questa suggestiva visuale è raggiungibile in auto, tramite la funicolare che parte dalla stazione di Mergellina, oppure percorrendo a piedi le celebri Rampe.

Il belvedere San Martino

Una vista altrettanto suggestiva di Napoli dall’alto è quella che si può apprezzare dal belvedere di San Martino, sulla collina del Vomero. Inoltre, la terrazza si trova nei pressi di Castel Sant’Elmo e della Certosa San Martino, entrambi da visitare. Il primo è un castello medievale al cui interno si organizzano mostre, oltre a quella permanente del Museo Napoli Novecento. Anche la seconda ha una storia antica: fondata nel 1325, è stata poi rimaneggiata nel tempo, inoltre è sede del Museo Nazionale San Martino. Da questa suggestiva zona si può ammirare la vista della città, distinguere Spaccanapoli e osservare il meraviglioso centro storico.

Eremo dei Camaldoli, il punto più panoramico

Si trova a oltre 480 metri sul livello del mare l’Eremo dei Camaldoli e la vista che si può godere da qui è spettacolare, perché è senza dubbio uno dei punti più alti da cui ammirare Napoli abbracciandola dal Vesuvio a Posillipo, arrivando anche a scorgere le isole che si trovano nel suo golfo. L’eremo si trova sulla collina dei Camaldoli, e la sua realizzazione risale al 1585: vale la pena una visita e non solo per la spettacolare vista che si può godere da qui.

Parco Virgiliano, una vista che toglie il fiato

A Posillipo si trova il Parco Virgiliano, noto anche con il nome di Parco della rimembranza, dalle sue terrazze si può godere di una vista che toglie il fiato. Si estende per oltre 90mila metri quadrati e si trova a 150 metri di altezza, questo permette ai visitatori di osservare un panorama impareggiabile che racchiude il Golfo, le sue isole, compresa Nisida, e Bagnoli con il suo impianto siderurgico dismesso. Il Parco è raggiungibile sia con i mezzi pubblici sia in automobile.

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Il gusto del mare in un’atmosfera incantevole

Se siete alla ricerca di un’esperienza culinaria unica, che unisca tradizione, autenticità e una vista mozzafiato sul mare, il ristorante Bellavista è il luogo perfetto. Situato nella suggestiva collina di Giulianova, in provincia di Teramo, questo ristorante storico è stato fondato nel 1975 dai coniugi Caralla e oggi è gestito con passione e dedizione dai loro figli Mirella, lo Chef e Roberta e Luigi, i responsabili di sala.

La storia del Bellavista è una storia di tradizione familiare che si tramanda di generazione in generazione. Ogni piatto è preparato con cura e rispetto per la cucina mediterranea e le radici abruzzesi, offrendo ai clienti un’esperienza autentica e genuina. I sapori semplici e le ricette tradizionali si fondono armoniosamente per creare un vero e proprio viaggio culinario nel cuore dell’Abruzzo.

Da assaggiare il celebre piatto pluripremiato!

La specialità del ristorante Bellavista è il celebre Brodetto alla Giuliese, un piatto che ha conquistato i palati di numerosi visitatori e che è stato premiato come il miglior Brodetto dell’Adriatico. Il brodetto, originariamente un piatto “povero” della cucina marinara, nasce infatti dalla generosità degli armatori che donavano ai pescatori i pesci meno pregiati.

Nel tempo, ogni regione e ogni zona ha personalizzato la ricetta base secondo la propria tradizione e rispettando la disponibilità del pescato. Per assaporare la speciale versione della famiglia Carella, basterà recarsi al ristorante Bellavista ogni giovedì.

Il Brodetto alla Giuliese è solo uno dei tanti piatti che il ristorante offre ai suoi ospiti. La vasta selezione di pesce fresco, preparato con maestria e creatività, soddisferà anche i palati più esigenti. Inoltre, il ristorante dispone di una pizzeria, dove lo storico pizzaiolo Biagio, con maestria ed esperienza, seleziona ingredienti di alta qualità per creare una pizza fragrante e facilmente digeribile, seguendo metodi e strumenti tradizionali.

Uno dei piatti di pesce del ristorante Bellavista a Giulianova
Uno dei piatti di pesce del ristorante Bellavista a Giulianova

Vivete un’esperienza sensoriale completa in una location incantevole.

Il ristorante Bellavista si trova in collina e offre una vista panoramica mozzafiato sul mare adriatico, creando un’atmosfera suggestiva e romantica.

La vista panoramica del ristorante Bellavista a Giulianova
La vista panoramica del ristorante Bellavista a Giulianova

E se desiderate godervi appieno l’esperienza magica del Bellavista, potete soggiornare presso il Bellavista Relax, un boutique hotel perfetto per la vostra vacanza da sogno.

Lasciatevi trasportare in un viaggio culinario che unisce tradizione, autenticità e una vista mare che vi lascerà senza fiato. Il ristorante Bellavista vi aspetta per regalarvi momenti indimenticabili.